soffio regia di Kim Ki-Duk Corea del Sud 2007
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soffio (2007)

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locandina del film SOFFIO

Titolo Originale: BREATH

RegiaKim Ki-Duk

InterpretiChang Chen, Park Ji-a, Ha Jung-woo, Hang In-Hyung, Kim Ki-duk, Lee Joo-Seok

Durata: h 1.20
NazionalitàCorea del Sud 2007
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 2007

•  Altri film di Kim Ki-Duk

Trama del film Soffio

Una giovane madre in crisi coniugale (il marito la tradisce) si innamora di un detenuto condannato a morte che ha tentato di suicidarsi. Riesce a incontrarlo nel parlatorio sconvolgendo i suoi sentimenti e suscitando reazioni nei suoi compagni di cella uno dei ne quali ne è geloso. Il marito scopre quanto sta accadendo e cerca di recuperare il rapporto.

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Voto Visitatori:   6,65 / 10 (24 voti)6,65Grafico
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Voti e commenti su Soffio, 24 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

TheLegend  @  27/11/2011 15.51.57
   5 / 10
Film minore di Kim Ki-duk.
Questo regista dovrebbe cercare di tirar fuori qualcosa di originale o finira per stufare anche i suoi ammiratori più accaniti.

sweetyy  @  27/07/2011 15.46.36
   6 / 10
Tra i film meno belli di Kim Ki Duk , Soffio è sicuramente un'opera di impatto, ma che non verrà ricordato a lungo come altri capolavori del regista.

cirus  @  23/12/2010 9.52.17
   9 / 10
Sono entusiasta dei film di KDK e spero di vederli tutti... Anche questo mi è piaciuto per il silenzio in cui incastra lo spettatore e l'obbliga a pensare, interrotto magari dalla sonata di Beethoven "Al chiaro di luna". Altra geniale trovata è che il protagonista non dice una parola ma in lui tutto parla, dagli sguardi ai gesti. E' un film messaggio parabola sulle convenzioni di una famiglia borghese e le sue ipocrisie, sui costumi, sul ritorno all'infanzia quale età primordiale di bellezza e ingenuità. Lei è una gran personaggio femminile, un amore totale che va oltre sé e che quasi aiuta a morire a chi ha il destino segnato.

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  23/10/2010 0.13.32
   7½ / 10
Mai come questa volta mi trovo in difficolta' a valutare un film di kim ki duk, colui che dopo primavera,estate,autunno,inverno e ancora primavera era salito prepotentemente sul podio dei miei registi preferiti.
Quando vidi ferro 3 ( il mio primo kim ) ne rimasi talmente estasiato che ne recuperai l'intera filmografia ( me ne mancano ancora pochi) e ogni suo film sembrava fantastico e davvero non capivo tutta la gente che dopo ferro3 parlava di declinio di KKD. Eppure da un po di tempo sto cominciando a pensare che quelli che la pensano cosi' non hanno poi tutti i torti . Per quanto questo film sia molto bello è evidente che kim non sa piu' che pesci pigliare per proporre qualcosa di nuovo : i personaggi dei suoi film sono troppo stereotipati e le trame spesso si somigliano parecchio, qui addirittura cade nell autocitazionismo piu' sfacciato ( il tizio muto ricorda tantissimo i protagonisti di bad guy e ferro3 , i poster delle stagioni primavera estate autunno...le solitudini dei 2 protagonisti che trovano sfogo l'uno nell'altro l'isola-ferro3 , per non parlare del solito concetto di amore impossibile, presente in ogni sua pellicola ) e non basta un altissimo livello tecnico per gridare al capolavoro ancora una volta. Tralaltro qui i personaggi non riescono a trasmettere allo spettatore quella carica emotiva tipica di altri suoi lavori.
Resta un buon film, ma puo' essere considerato un capolavoro solo da persone che non hanno visto nella sua integrita' ed evoluzione la carriera del regista koreano,perche' nei fan piu' accaniti puo'lasciare piu' di qualche perplessita'.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  12/10/2010 20.59.56
   7 / 10
Qualcosa giustifica la sensazione di parabola discendente dopo Ferro 3, per cui ogni film mi appare (sino a questo; Dream non l'ho visto) leggermente inferiore al precedente. C'è come un graduale appesantimento progressivo: alla perfezione di Ferro 3, esemplificata dalla bilancia del finale che segna 0 kg a indicare la totale levità dello stile e non solo dei personaggi, si è via via aggiunto peso. Lo stile è scivolato sempre più pericolosamente verso la maniera, e il lavoro di sottrazione non mantiene la stessa ispirata levità.

Il soggetto di "Respiro" (questo il titolo originale di "Soffio") è un altro soggetto magnifico. Tuttavia Kim Ki-Duk si impone stavolta di non far parlare Lui perché si è ferito alle corde vocali (aggiungendo così un pericoloso "peso" a quella che sembra una necessità drammaturgica forzata). E Lei non parla con il marito perché colma di rancore. Non fa una piega; però è banale.

Eppure è molto bello che lei trovi il modo di inibire in se stessa la perdita della voglia di vivere, cercando di trasmettere voglia di vivere a un condannato a morte che tenta ripetutamente il suicidio.
Come è molto bello che arrivi a comunicarglielo fisicamente togliendogli il "respiro" (appunto; e non il "soffio") con un bacio vampiresco: facendogli percepire la sensazione del soffocamento, e insieme ad essa, l'istinto vitale.
Che poi recupera anche lei, forse, in un (ambiguo) finale aperto.

Il cinema di Kim Ki-Duk, dopo "Ferro 3", ancora una volta sa di favola. Mai però la sua leggerezza era stata così esile - e al contempo, appesantita da scorie.

Lory_noir  @  27/09/2010 19.41.43
   7½ / 10
Anche se non mi è piaciuto quanto Ferro 3 ed Primavera, estate autunno inverno e ancora primavera, voglio dare un buono voto perchè mi piace lo stile di questo splendido regista e penso che gli occidentali hanno tanto da imparare dai suoi silenzi. Bella storia, ottimo film tecnicamente ma che secondo me emotivamente poteva essere più pregnante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  21/04/2010 14.21.04
   6½ / 10
Sempre complicato analizzare un film di kim-ki-duk e devo dire che tra i tanti che ho visto questo "Soffio" è tra quelli che preferisco di meno. Temi sempre cari al regista vengono però trattati leggermente confusi anche se sembrano essere semplici da comprendere, e molte volte ci si perde nella noia. Il tentativo di dare quel tocco poetico questa volta non è riuscito a pieno anche se è comunque un'esperienza particolare la visione della pellicola. I protagonisti son tutti bravi ma manca quel tocco di classe che il più delle volte caratterizza i lavori del regista coreano. Incerto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/11/2009 17.24.21
   6 / 10
Regista estremo che confeziona film difficili con storie "silenziose" fatte di sguardi assenti!
Il cinema di Kim ki-Duk ormai lo conosciamo,le sue immagini sono pura poesia ma alla lunga a volte trovono la noia dello spettatore...
Qui la contorta vita sentimentale di una donna che lascia la famiglia per prendersi cura di un condannato a morte che non ha mai conosciuto!
Insomma alla fine dove vuole arrivare?
Ha sicuamente fatto di meglio...

carriebess  @  08/08/2009 13.17.39
   8½ / 10
la sofferenza vissuta in modo surreale.

bulldog  @  03/08/2009 15.04.28
   8 / 10
Un film delicato,leggero e crudo.
Come sempre grande leggerezza nella narrazione,un piccolo ferro3(che rimane inarrivabile) leggermente più fiabesco.
Poesia e sofferenza.

Tuonato  @  04/07/2009 12.21.40
   6 / 10
Eccessivamente ermetico. Anche un pò autocelebrativo, KKD è scrittore, regista, produttore ed attore.
E' un film esteticamente impeccabile - le inquadrature ricercatissime danno un'idea di quanta cura ci sia stata per i particolari - ma che lascia nulla, o meglio, lascia un enorme punto interrogativo: Embè? Qual è il messaggio? Cosa c'entrano primavera, estate, autunno e inverno? Ma qual è il collegamento tra l'ergastolano e la signora? Ma sto poveretto - e non è il solo - è muto o non vuole parlare?
Non credo che personalmente anche rivedendolo cambi qualcosa - la trama è decisamente lineare - l'unica speranza è che KKD scenda in terra e mosso a compassione provi a spiegarmelo.
Non lo boccio perchè è comunque un lavoro di qualità, certo che se fosse stato pensato non dico per la massa ma quanto meno per essere un pò più comprensibile il risultato magari sarebbe stato diverso.
Per pochissimi.


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Ultima risposta 04/07/2009 14.54.52
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Priscilliano  @  09/05/2009 3.09.42
   6½ / 10
Questo film segna l'ennesima tappa di maturazione di Kim Ki Duk: personaggi e dialoghi sempre meno abbozzati e più credibili e spazio al lirismo-mutismo di ottima vena in questo episodio.
Tutto contraddistinto dalla fotografia e dalla musica sempre ottime(la canzone finale davvero bella).
Di questo passo avremo presto un regista di senso compiuto.

Ciaby  @  23/12/2008 18.04.29
   10 / 10
un amore impossibile narrato con estrema crudezza, ma anche poesia...

il kim ki-duk più passionale e sperimentale...

tabularasa  @  13/12/2008 17.55.34
   5½ / 10
ne ho visti di meglio dell'autore.diverse forme di amare qualcuno.dialoghi nella norma per uno come il regista e apprezzabile l'innesto del ciclo delle stagioni che rimanda al film primavera,estate....verso la fine però inizia il concreto rischio di assopirsi leggermente.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  14/02/2008 22.19.15
   5½ / 10
Vi prego, fermatelo! Ormai KKD fa sempre lo stesso film, ma ogni volta più noioso.
Momento sublime: quando la tipa imbratta i muri del parlatoio con la carta da parati IKEA e si mette a cantare con la vocina da cartone animato. L'intera sala ha apprezzato molto, con una sonora risata.

Invia una mail all'autore del commento yasujiro  @  07/01/2008 21.49.03
   6½ / 10
Storia originale ma non esaltante. Kim Ki Duk di una volta, diciamolo, ci manca un po'...

Ch.Chaplin  @  26/10/2007 0.29.34
   7½ / 10
premetto che non amo molto i film orientali e ke questo è il primo film ke vedo di kim ki duk. metto il voto xkè è obbligatorio, ma nn saprei cosa scrivere sinceramente. potrei criticare tutti quelli ke commentano un film come questo, da quelli ke gli danno 10 a quelli ke gli mettono 3! un voto alto non posso darglielo xkè nn mi ha mai preso fino in fondo, come del resto tutti i film orientali (nn nutro una grande simpatia x i cinciué con le facce sempre uguali!), ma secondo me è ingrato dare un'insufficienza xkè, registicamente è magistrale, i silenzi non disturbano affatto e soprattutto non si può dire ke i personaggi non abbiamo spessore psicologico!se è proprio un elemento positivo ke m'ha colpito è esser risuciti a darlo senza i dialoghi, cosa ke a un cultore del muto non può far altro ke piacere..
se poi un commento mi dice ke i film da cineforum di oggi non sono come quelli degli anni Sessanta, pota non posso ke dargli ragione!kim ki duk non è di certo bergman!ma qui si entra in altri discorsi e ciascuna opinione in ogni caso è ben accetta.
ultima cosa: è inutile ke continuiamo a vedere e castigare i film orientali se non entriamo nella loro cultura. o ci interessano e cerchiamo di capirli, o se no è meglio lasciar perdere. sceglierei volentieri la seconda opzione, ma la mia sete di conoscenza mi induce ad andare avanti

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Ultima risposta 12/11/2007 23.25.44
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Mizoguchi  @  17/10/2007 10.38.49
   6½ / 10
Kim Ki Duk riesce a risollevarsi timidamente dal baratro in cui era sprofondato.
Il film è buono, sembra aver trovato un discreto equilibrio tra dialoghi e mutismo e questa volta il regista, per raccontare un soggetto abbastanza nuovo, sfodera la carta dei rimandi a tutti i suoi film, mettendo se stesso (proprio in prima persona) in gioco, come responsabile del "punto di vista".
Il triangolo ricorda da vicino Ferro3, la protagonista sente che questo mondo non fa per lei e che l'unico mondo che sente per sè e per il suo amato è una dimensione tra la vita e la morte, alla soglia dell' "ultimo respiro" (crocodile) ma lui si rifiuta...
Bè la sfasatezza di lei ricorda i personaggi dell'isola e di coast guard...
Poi c'è il carcerato che è un muto come in ferro 3 per un taglio alla gola che gli impedisce di parlare (Bad guy)...
Poi le visite di lei seguono lo schema "primavera, estate, autunno, inverno".
Insomma un gioco di rimandi, svolto dal regista in prima persona (è il direttore del carcere) che però funziona e non risulta macchinoso o auto celebrativo.
Certo siamo ancora lontani da una vera svolta e forse questa sorta di ripasso ben fatto può essere un buon modo per voltare dignitosamente pagina e non avere "di nuovo primavera" ma magari "un'altra"...

hawk  @  07/10/2007 13.50.46
   5 / 10
Andate a vedervi Address Unknown,un film disperato e feroce con 4 cogl***i così che vi fa ricordare di avere uno stomaco e ha tantissimo da dire.uno dei migliori film che ho mai visto.E' l'unico vero capolavoro del regista.Il resto sono qualche buon film e qualche riciclaggio mediocre,come questo.

robert75  @  22/09/2007 16.42.59
   8 / 10
Ho conosciuto Kim ki duk con ferro 3 e da allora non mi sono perso un film.

Trovo quest'ultimo, al solito, originale nel raccontare i tormenti di questa donna in un contesto surreale come quello della sala colloqui di un carcere coreano.

I rapporti umani sono al centro del racconto, come sempre, e i personaggi sono interpretati con grande spessore, per nulla statici, ma anzi, arricchendosi di sfaccettature e contraddizioni nell'arco del film.

Trovo che rispetto alla media dei film nelle sale italiane il nuovo Kim ki duk si distingue nettamente per originalità e poesia.

beta789  @  07/09/2007 11.18.06
   4 / 10
Ormai Kim Ki Duk è il tipico regista da festival: ogni suo film, anche il più mediocre, trova i suoi fan che ne apprezzano il marchio di fabbrica.
Tutto è maniera: dalla forma ai silenzi, passando per le colonne sonore sempre identiche. I personaggi sembrano tratti dal manuale della facile poesia ( si veda tutta la storia della carta da parati con cui la protagonista addobba la sala dei colloqui - tra l'altro, appiccicata con la precisione di un'impresa di scenografia).
Un film che non trasmette il dolore che cerca di raccontare.
Se uno pensa che, alla loro morte, alcuni critici hanno scritto che Antonioni e Bergman erano registi da cineclub, viene voglia di fare un raffronto ( impossibile) tra i lancinanti tormenti di film come " La notte" e " Sussurri e grida" e opere come questa di Kim.

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Ultima risposta 26/10/2007 00.19.39
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fra80  @  06/09/2007 14.19.08
   3½ / 10
Non se ne può veramente più di Kim-Ki Duk: fa sempre lo stesso film pseudo-metafisico, con personaggi senza spessore psicologico e reazioni alle sofferenze e alle difficoltà della vita che non sono per niente all'altezza di un "autore". Kim-Ki Duk è uno dei registi più sopravvalutati del decennio, evitatelo se potete.

13 risposte al commento
Ultima risposta 14/09/2007 08.44.00
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  06/09/2007 0.43.43
   7½ / 10
Kim Ki-Duk non si smentisce e sforna l'ennesima pellicola di alta levatura; forse ferro 3 è irripetibile,ma L'arco,Time e Soffio non demeritano, vista la media dei fil in circolazione; incomunicabilità,crisi di coppia,stagioni della vita e stagioni meteorologiche,il braccio della morte,in 90 minuti secchi il regista affronte tante di quelle tematiche che ci si alza storditi e si esce riflettendo su quanto si è appena visto, con la certezza che Kim Ki-Duk è tra i più innovativi cineasti del cinema contemporaneo.Da vedere,anche se in sala eravamo in 7,ma purtroppo c'è chi preferisce hot fuzz...

forzalube  @  04/09/2007 15.34.55
   6½ / 10
Il film mi ha lasciato piuttosto perplesso. Sono un po' in difficoltà nel valutarlo ed anche se nel complesso non è disprezzabile si fa strada l'idea che Kim Ki-Duk abbia imboccato una parabola discendente.

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Ultima risposta 04/09/2007 17.13.39
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