paura in palcoscenico regia di Alfred Hitchcock USA 1950
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paura in palcoscenico (1950)

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locandina del film PAURA IN PALCOSCENICO

Titolo Originale: STAGE FRIGHT

RegiaAlfred Hitchcock

InterpretiMarlene Dietrich, Jane Wyman, Richard Todd, Michael Wilding

Durata: h 1.50
NazionalitàUSA 1950
Generethriller
Tratto dal libro "'Man Running' e 'Outrun the Constable'" di Selwyn Jepson
Al cinema nel Maggio 1950

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Trama del film Paura in palcoscenico

Johnny è sospettato di aver ucciso il marito della sua amante Carlotta, nota stella del varietà. Chiede aiuto all'amica Vera, dicendole che in realtà è Carlotta la colpevole. Vera cerca di farla confessare, invano. Ma l'assassino è proprio Johnny, istigato e ""usato"" da Carlotta che in realtà ha un altro amante: il caso si risolve drammaticamente in un teatro.

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Voto Visitatori:   7,04 / 10 (13 voti)7,04Grafico
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Voti e commenti su Paura in palcoscenico, 13 opinioni inserite

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Goldust  @  06/03/2012 09:54:06
   7 / 10
Film sul teatro e le sue logiche che vive di buoni momenti ( il concitato inizio, la sagra paesana ) e vanta una sfavillante Marlene Dietrich, ancora capace, quando in scena, di catalizzare l'attenzione su di sè con una classe ed un carisma difficilmente eguagliabili. In generale c'è comunque poca suspance e, pecca non da poco, Jane Wyman è inadeguata al personaggio che interpreta.
Quello che non manca è l'ironia, dopo qualche film troppo serioso come Il caso Paradine, Nodo alla gola e Il peccato di Lady Considine.
Furbata di Hitchcock in principio di film,

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Gruppo COLLABORATORI atticus  @  11/11/2011 19:53:00
   7 / 10
Per quanto gradevole nel suo insieme, è un film debole sia in termini di suspense che di scrittura dei personaggi. Hitchcock se ne ritenne sempre insoddisfatto proprio perché gli fu impedito di caratterizzare in modo più deciso le pedine dell'intrigo, specie la Wyman che spesso si comporta in modo francamente assurdo. Gli stessi attori sono deludenti, si salva solo la grande Marlene in un ruolo da dark lady spettacolare. Idee visive non mancano: è un film sulla recitazione, sulla menzogna e sulla finzione e non a caso il film è aperto da un sipario teatrale ed è chiuso dallo stesso che precipita sul cattivo; non male anche l'idea della bambolina macchiata di sangue, mentre è celebre il flashback iniziale con cui il regista genialmente inganna tutti, spettatori e protagonisti. Resta un opera, questa sì, decisamente minore, penalizzata oltretutto dal pessimo doppiaggio italiano.

Leonardo76  @  24/07/2011 15:03:40
   7 / 10
film con una storia interessante e un bel colpo di scena finale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  22/07/2010 17:21:47
   7½ / 10
Certo questo film è destinato a rimanere all'ombra dei capolavori del regista, ma resta un lavoro godibile, per nulla noioso e ben interpretato. Mi ha colpito molto il personaggio del padre, che ho trovato "moderno" nella caratterizzazione. Interessante l'espediente del flashback e molto intenso il finale.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  20/04/2010 16:33:44
   7 / 10
Un altro film di Hitchcock senza infamia e senza lode.Tutto viaggia sul binario dell'ambiguo,il finale è la parte migliore e con più suspance.
Tratta del teatro e delle sue ambiguità,ma niente di eccezionale.
Cameo evidente questa volta,con il mitico regista che si nota prima di spalle,poi si gira incuriosito verso la protagonista. La cosa più interessante di una godibile e buona pellicola.

ezequiel  @  06/01/2010 13:18:53
   8 / 10
ingiustamente sottovalutato, per me.
alcuni passaggi sono tecnicamente magnifici.
incredibilmente brava anche la D. tutti i personaggi curati nei dettagli, ma è pleonastico dirlo, quando c'è H. alla regia.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  23/12/2008 22:44:11
   7 / 10
Non sempre Hitchcock è riuscito a fondere arte e divertimento. Qualche rara volta il divertimento ha preso il sopravvento sull’arte, come nel caso di “Paura in palcoscenico”. Raccontare la trama della storia è un’impresa, da quanti episodi di vario tipo ci sono: troppi e quasi tutti abbastanza inverosimili, quasi smaccatamente “ruffiani”, da quanto seguono il “desiderio” del pubblico di vedere i protagonisti fare certe determinate cose e le scene avere quel determinato esito.
Quando si vogliono complicare le storie inserendoci troppe coincidenze, ecco che perdono verosimiglianza e addirittura rischiano di infastidire da quanto sono prevedibili e superficiali.
A ciò si aggiunge l’eccessiva convenzionalità dei caratteri, privi di complicazioni etiche e psicologiche e che non fanno altro che ricalcare i cliché dell’epoca. Ecco quindi la maliarda raffinata, cinica, furba, pericolosa, molto simile alle dark ladies dei film noirs (peraltro recitata benissimo da un’affascinante Marlene Ditrich, omaggiata da primi piani flou dal solerte Hitchcock). Non poteva mancare l’uomo vittima di tale fascino diabolico, votato all’autodistruzione, come pure non manca la donna tipo “crocerossina”, perbene, capace, vispa, positiva. Meraviglia più che altro di questi caratteri la facilità con cui passano da amare a odiare, oppure come cambiano facilmente l’oggetto dei loro desideri. A volte basta uno sguardo per creare un nuovo grande amore, quello della vita.
Domina su tutto una collettiva e universale voglia di aiutare la persona che sta a cuore, a costo di infrangere i propri doveri e ricorrendo a mezzi di ogni genere. E’ questo un po’ il messaggio “buonista” del film. Per fortuna che ci si aiuta a vicenda e grazie a un pizzico di fortuna ecco che tutto alla fine si aggiusta. Quasi tutto; al termine dei film di Hitchcock c’è sempre come un’ombra, una tristezza che rimane, un commiserare la sorte degli sfortunati rimasti vittima dei loro crimini.
A rendere comunque godibile anche questo film è la classica ironia di Hitchcock, che qui viene profusa a piene mani. Fino ad ora è stato il suo film più divertente che abbia visto. Questo è il giusto contraltare all’inverosimiglianza e alla prevedibilità delle vicende: il fatto che non vengono prese sul serio, è tutto un gioco, un semplice e salutare divertimento.
Di tecnicamente rilevante c’è che per la prima volta si pone l’ipotesi che il flashback raccontato all’inizio del film con il resoconto dei fatti, possa essere anche non vero. Insomma, il dubbio e l’apparenza coinvolgono tutte le testimonianze, anche quelle che all’inizio sembrerebbero attendibili, perché raccontate in prima persona da un “protagonista”. Sembra quasi un eco del film Rashomon di Kurosawa.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  14/03/2008 14:15:46
   6 / 10
Si può dire che con questo film Hitchcock come David Lynch lanciò il suo sguardo tra realtà e finzione, cinema e teatralità, cinema inteso come realtà e la finzione della teatralità stessa.
E' una pellicola dove si interpreta spesso la parte sotto le vesti di qualcun'altro, proprio come un'opera teatrale, l'idea è buona, la trama è interessante ma lo considero un film non molto riuscito, manca del suo classico humor, qualche autocitazione come la ragazza che deve uscire con il detective temendo il giudizio dei genitori per una sceneggiatura per niente feroce.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/01/2007 21:48:31
   7 / 10
Il punto di forza di "stage fright" sono gli interpreti: se il protagonista, Richard Todd, risulta abbastanza risibile con le sue nevrosi , la Wyman è perfetta per il suo ruolo, e la presenza di due mostri sacri del cinema come Marlene Dietrich (memorabile nella sequenza della "bambola insanguinata") e Alastar Sim (uno dei piu' grandi attori inglesi dell'epoca) alza il livello del film.
Purtroppo la sceneggiatura, che sembra un mix tra "vertigine" di Preminger e "il caso Paradine" dello stesso Hitch, è approssimativa e confusa.
Un film minore del regista, insomma, anche se - visto in tenerissima età - parteggiavo decisamente per l'assassino con la sua fine miseranda.

3 risposte al commento
Ultima risposta 14/03/2008 22.05.06
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  15/10/2006 17:24:04
   5½ / 10
trama confusionaria e meno credibile rispetto al maestro inglese...uno dei suoi film minori...
anche il finale non è all'altezza

tati  @  01/08/2006 15:29:19
   10 / 10
avrei dato un pochino meno ma dovevo alzare la media a questo bellissimo film!!!!!!!!!!non e'sicuramente il migliore ma la trama regge e gli attori sono tutti splendidi.......

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/08/2006 18.28.03
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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  23/06/2006 14:35:33
   5½ / 10
Aimè, con mia grande delusione devo dare un'insufficienza (lieve) per la prima volta ad un film di Hitchcock: pur essendo bravissimi come solito gli attori, il punto è che non sta molto in piedi la vicenda...

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Così è un pò poco credibile la vicenda. Oltre a questo, in alcune parti mi ha un pò annoiato. Senza dubbio, il suo peggior film.

2 risposte al commento
Ultima risposta 01/08/2006 18.21.36
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Crimson  @  15/05/2006 15:31:03
   7 / 10
Un buon film che mi sento di consigliare. La sceneggiatura è discreta, nonostante siano molti i punti in comune con altri film precedenti del regista, e in particolar modo con il bellissimo 'L'ombra del dubbio'.
Ci sono i soliti grandi personaggi hitchcockiani ambivalenti e intriganti, i soliti inserti umoristici azzeccatissimi, che ruotano quasi esclusivamente sui genitori della ragazza (la madre è strepitosa), e una Marlene Dietrich superba, istrionica come sempre, perfetta per il ruolo di diva.
Non è tra i migliori, ma rientra nella schiera di quei film solidi e tipicamente in stile hitch che non deludono mai.

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