l'angelo sterminatore regia di Luis Buñuel Messico 1962
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l'angelo sterminatore (1962)

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locandina del film L'ANGELO STERMINATORE

Titolo Originale: EL ANGEL EXTERMINADOR

RegiaLuis Buñuel

InterpretiJacqueline Andère, Silvia Pinal, Enrique Rambal, Claudio Brook

Durata: h 1.35
NazionalitàMessico 1962
Generecommedia
Al cinema nell'Agosto 1962

•  Altri film di Luis Buñuel

Trama del film L'angelo sterminatore

Dopo un concerto, un gruppo dell'alta borghesia messicana si riunisce in un salone ma non può più uscirne, bloccato da una forza misteriosa. E nessuno può entrare. Quando l'incantesimo si rompe, si ritrovano in una chiesa.

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Voto Visitatori:   8,59 / 10 (89 voti)8,59Grafico
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Voti e commenti su L'angelo sterminatore, 89 opinioni inserite

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Nic90  @  16/04/2015 17:58:24
   4 / 10
Sicuramente l'argomento trattato(l'ipocrisia e la falsità della classe borghese in una situazione atipica)è importante ma mi aspettavo un capolavoro (vista la media) che non ho intraveduto personalmente...non mi ha preso il film.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  14/03/2015 17:30:32
   7½ / 10
Primo film che vidi di Luis Buñuel. Ne ricordo con piacere i dialoghi surreali. Non mi ha colpito quanto sperassi.

marcogiannelli  @  28/01/2015 12:58:44
   7 / 10
non mi ha colpito troppo, almeno comparandomi con la media del sito, ma è un buon prodotto critico

JOKER1926  @  15/12/2014 16:08:49
   6½ / 10
"L'angelo sterminatore" è richiamo simbolico a Luis Buñuel, la produzione del 1962 ha nel suo corpo artistico vari prassi care al regista, la critica ad oggi lo irrigidisce sugli altari delle operazioni più brillanti della stessa regia.

Le materie e lo stile dello spagnolo Buñuel (in seguito naturalizzato come cittadino messicano) gravitano intorno a teorie religiose e borghesi, i simboli che alludono ad una critica sono numerosi.
"L'angelo sterminatore" si fa intendere sin da subito; la trama parla in modo abbastanza chiaro, in scena ci vanno i membri della classe borghese, la critica parte a razzo.
Il film, nella sua totalità, non è impostato su alcuna certezza narrativa ed espositiva, tutti i passaggi si congiungono sotto il nome di un ermetismo confusionale. L'ideale che più può coinvolgere "L'angelo sterminatore" è in stretto rapporto con l'indefinito. E' indefinita la storia e i passaggi si schiantano in un surrealismo forzato e ambiguo. A rendere ancora più ardua la lettura dell'operazione di Luis Buñuel è l'introduzione in scena di animali (metafore della chiesa) e sermoni profetici e fatali.
Il film ha una sua relativa logica, ma parliamo, ahimè, di una proiezione alquanto individuale ove la comunicabilità è ridotta drasticamente. Si evince un'atmosfera di critica alla borghesia e all'umanità a suo modo tagliente ma inintelligibile, si può gradire ma è difficile amare un prodotto che intraprende un viaggio completamente personale.

Signor K.  @  09/12/2014 18:59:40
   9 / 10
La libertà come sfuggevole boccata d'aria subito soffocata e l'eterno ritorno.

Dopo i capolavori onirici degli esordi, Bunuel sigla un altro grande film surrealista, ma questa volta abbandona il sogno per parlare della realtà vera e propria, che in poco più di un'ora mette a nudo tutta la risibile commedia umana. Secondo me, e ho letto qualche altro parere concordante con il mio, il regista spagnolo utilizza la classe della borghesia come un mezzo, ma la critica di una singola classe non è di certo il fine di questo classico del cinema. "L'angelo sterminatore" si pone più come una nerissima analisi tout court delle convenzioni umane che sono alla base di ogni società.
La storia la sanno tutti: un gruppo di ricconi si riunisce per la classica cena tra altolocati, ma ben presto una specie di forza superiore li inchioderà all'interno della villa senza dar loro la possibilità di tornare a casa. L'idea di base è geniale e la struttura circolare lo rende unico. Questo aspetto del film mi ha veramente affascinato e ho trovato fenomenale l'abilità con cui Bunuel, gradualmente, minuto dopo minuto, sia riuscito a disegnare dei contorni sempre più definiti alle personalità dei protagonisti - da noiosissimi borghesi che si leccano il deretano a vicenda a violenti individualisti pronti ad ammazzarsi l'uno con l'altro - per poi ritornare al gregge iniziale di pecoroni omologati che sgambettano verso un nuovo, questa volta definitivo, pascolo.

Conserva sempre il suo fascino.


"Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!». Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina»? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?"

"La gaia scienza", Friedrich Nietzsche.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  05/12/2014 00:27:15
   9 / 10
C'è una cosa interessante che ho letto in un commento, ovvero che noi guardiamo a questi personaggi con un certo distacco, come se non prendessimo parte alla loro umanità. Di fatto Bunuel è uno dei pochi registi (forse l'unico) a essere in grado di scrivere una storia in cui l'identificazione coi protagonisti non avviene. Aumenta a dismisura le sue anime morte perché ama ridere con sarcasmo di questo mondo. L'insegnamento più grande che questo e altri suoi film, e la sua vita in generale - racchiusa in uno splendido romanzo, e ricorda Montaigne quando diceva di essere diventato il suo libro - è che il surrealismo non solo si può raccontare, ma si può (e per Bunuel si doveva) vivere.

GianniArshavin  @  20/08/2014 01:52:31
   8 / 10
Avanti decenni rispetto all'anno d'uscita , "L'angelo sterminatore" è un altro grande prodotto firmato Luis Bunuel.
Fra surreale e grottesco il regista spagnolo lancia una feroce accusa alla borghesia , sfruttando un'idea di base semplicemente geniale e gestendo in maniera encomiabile 80 minuti di location unica.
La vicenda in se è pregna di simbolismi e oltre alle frecciate alla suddetta classe sociale affronta svariate tematiche lasciando allo spettatore parecchio da riflettere a visione terminata.
La parte tecnica non delude ed ancora oggi l'opera si difende bene sia registicamente che per quanto riguarda fotografia , sonoro e dialoghi.
Buon ritmo , tanti gli spunti e le trovate come nella migliore tradizione del cinema di Bunuel e non manca nemmeno un gran bel finale beffardo.
In sintesi un film da riscoprire , ancora attualissimo e incredibilmente avanti.

alex94  @  13/06/2014 11:55:53
   7 / 10
Primo film che vedo di Bunuel e devo dire che mi è piaciuto.
La trama è piuttosto originale e si segue con curiosità fino in fondo,ottima la regia e gli attori.
Piuttosto evidente la violenta critica alla borghesia.

7219415  @  12/12/2013 23:42:25
   7 / 10
Non tra i bunuel che mi han colpito di più

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR jem.  @  22/03/2013 23:55:12
   9 / 10
Con questa pellicola Bunuel mette a punto una tagliente critica ai dogmi della borghesia, a quel mondo patinato e fatto di niente che imprigiona i protagonisti in una cena senza fine e senza senso. E' la perfetta rappresentazione di quella società che agisce sulla base di stereotipi e senza motivazione alcuna, ciechi difronte alla loro condizione e difronte alla vita. Un film meraviglioso e geniale, come è facile aspettarsi da questo regista.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  29/01/2013 20:38:00
   9 / 10
Buñuel è il padre di un certo tipo di cinema, sempre a metà tra la videoarte e il cinema convenzionale, la sua filmografia è una confezione tradizionale di messaggi alternativi, a volte addirittura sovversivi per la mentalità del tempo.
L'Angelo Sterminatore ha varie chiavi di lettura ma in realtà è una efficacissima metafora sulla nostra presunta libertà e sul peso delle convenzioni sociali.

In alcuni momenti il film soffre di una sorta di "ingolfamento da metafora", troppi significati, troppi simboli, troppi elementi rischiano di diluire il messaggio in una qualunquistica accusa verso il tutto.
E' purtroppo un difetto ricorrente in molta della sua filmografia ma questo è un piccolo difetto, il genio, si sa non riesce a porsi limiti.

Goldust  @  25/01/2013 17:31:00
   7 / 10
Troppo surrealista perchè lo possa considerare un capolavoro, è un film che mantiene lucido il suo messaggio anti-borghese anche a distanza di anni, oltre a tratteggiare vividamente uno scenario drammatico che ha il sapore della beffa: lo straniamento degli invitati va infatti di pari passo con quello dello spettatore. Criptico e troppo carico di simbolismi, almeno per me, il finale in chiesa.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  18/01/2013 16:22:09
   8 / 10
Da una geniale intuizione è servito un menu di ambiguità e cinismo, dove la classe borghese torna allo stato brado a causa del paradosso su cui si regge il film. E ìl bellissimo finale riscatta alcuni momenti di minor ispirazione narrativa.

A tratti folgorante, a tratti onestamente invecchiato, è un film centrale nell'evoluzione estetica e concettuale di Bunuel.

Confrontandolo con "Il Fascino discreto della borghesia", ne esce decisamente perdente.

Lucignolo90  @  18/11/2012 01:23:00
   8½ / 10
Dopo una serata a teatro una ricca coppia invita circa venti persone per una cena in una lussuosa villa. Ma le cose prendono una strana piega: prima ancora che la cena inizi, la servitù, appena preparate le pietanze, si congeda in anticipo. Una volta finita la cena e a notte fonda, gli invitati dovrebbero tornare a casa, eppure una forza misteriosa sembra impedirgli di varcare la soglia...

Un film che è un intero paradosso, dietro di esso si cela però una ferocissima critica verso la classe borghese. Una classe che Bunuel vede in questa curiosa allegoria, prigioniera di se stessa (infatti la servitù, che non vi appartiene, farà presto ad andarsene quasi senza preavviso e lasciarli soli al loro destino).
Un'atmosfera di gaia festosità che si tramuta ben presto in convivenza forzata, che poco a poco tirerà fuori da ognuno la parte meno edificante del loro aspetto e carattere: trasandati, involgariti nei modi a causa della fame e disperazione crescente, diventeranno ne più ne meno come l'orso e le pecore viste ad inizio film. Delle bestie.

Un ottimo film del regista, non tra i suoi migliori, si vede che il film è pieno delle stesse tematiche di molti suoi film successivi, però qui siamo ancora troppo sul criptico, e io penso che i film criptici in generale debbano essere accompagnati da una componente simbolica significativa, visivamente parlando, cosa che qui non è immediatamente identificabile come in molti suoi film successivi, specie quelli degli anni 70: quel meraviglioso trittico di cinema totale costituito da "Il fascino discreto della borghesia"-"Il fantasma della libertà"-"Quell'oscuro oggetto del desiderio". Il periodo del miglior Bunuel, che raggiungerà le vette assolute della storia del cinema.

C.Spaulding  @  17/07/2012 23:44:37
   7 / 10
Ottimo film di Bunuel. Una commedia surreale che coinvolge bene e nonostante l'azione si svolga tutta dentro una casa non annoia. Bravissimi tutti gli attori. Consigliato.

Signor Wolf  @  12/04/2012 19:13:29
   7 / 10
è invecchiato molto.. ma l'idea è originale e la situazione interessante

Leonardo76  @  19/02/2012 19:06:11
   8 / 10
Uno dei pochi film stramboidi che ho gradito molto; è abbastanza comprensibile anche per chi come me non ama simbolismi complicati e roba da Enrico Ghezzi.

lupin 3  @  13/02/2012 14:06:41
   6½ / 10
Sono rimasto più colpito per il significato del film che per lo svolgimento, in ogni caso resta un buon film e vale la pena vederlo.

Gruppo COLLABORATORI ilSimo81  @  05/02/2012 17:58:23
   7 / 10
La brillante critica alla borghesia, di cui il film è metafora, costituisce il nucleo essenziale intorno a cui ruota tutto. Non v'è una vera trama: "L'angelo sterminatore" potrebbe quasi essere un dipinto allegorico.
Un gruppo di persone facenti parte della cosiddetta "borghesia", invitate dopo un concerto a casa di uno di loro, si ritrova riunito in un elegante salotto della villa. Col tempo si rendono conto che qualcosa di invisibile ed inspiegabile trattiene ognuno di loro in quel salone, senza permettere a nessuno di tornare a casa propria.
In un claustrofobico passare dei giorni, e nel progressivo crollo di nervi dei vari personaggi, Bunuel mette a nudo questi "borghesi" per come egli li vede (e critica): né più né meno che individui dai molteplici difetti. Uomini e donne presuntuosi ed arroganti, che diventano facilmente irritabili quando nessuno fornisce loro la soluzione al problema. Persone che progressivamente perdono il loro contegno di facciata, per cadere preda dapprima delle pulsioni umane più primitive (la fame, la carnalità) e poi degli istinti umani più meschini (il furto, la prevaricazione sugli altri, la ricerca di un capro espiatorio). Una classe sociale che nasconde dietro il viso imbellettato un odore marcio, sepolcri imbiancati che ricorrono all'ipocrisia per fingere che nulla sia successo.

Non è un film vivace o particolarmente emozionante, lo spettatore deve avere voglia e pazienza di seguirlo, di comprenderne il significato, di capire perchè i personaggi appaiono a volte volubili e a volte spregevoli. Le parole che preludono al film forniscono la chiave di volta: "Fragile impasto di sordidi vizi, colpevoli debolezze, splendide virtù, l'uomo reca in se la propria condanna e la propria salvezza. La sua stessa anima e la gabbia che lo terrà prigioniero fin quando l'angelo sterminatore verrà a separare l'innocenza dal peccato, l'umiltà dalla superbia, l'odio dall'amore".

Senza una lettura del genere, questo film non varrebbe niente.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  05/01/2012 22:03:21
   9 / 10
Un film pazzesco e assolutamente geniale. Un enorme, surreale, attacco alla borghesia.
Niente da aggiunge all'ottima recensione qui presente.

paride_86  @  31/12/2011 04:25:03
   6½ / 10
Probabilmente quello che sto per scrivere irriterà qualcuno, eppure "L'Angelo Sterminatore", è uno dei film che mi son piaciuti di meno di Bunuel, insieme a "L'Indiscreto Fascino della Borghesia".
Probabilmente non ne ho capito l'ironia, ma temo che a vederli oggi, certi film indirizzati alla critica di un determinato ceto sociale, non facciano più lo stesso effetto di quando sono usciti.

Fratuck89  @  15/12/2011 01:33:23
   6½ / 10
un'idea originiale, trama circoscritta nella sala di una villa da cui un gruppo di altolocati non riesce ad uscire per qualche inspiegabile ragione, questo è una metafora della chiusura mentale borghese, gesti e comportamenti innaturali dettati da un sentore di diversità, che con il passare del film si tramuta in normalità nel momento in cui i protagonisti perdono la loro dignità, mi è sembrato tuttavia un pò troppo complicato e abbastanza pesantuccio.

gaffe  @  07/12/2011 18:45:38
   6½ / 10
Un pò sopravvalutato rispetto agli altri film di Bunuel che ho visto (Bella di giorno,Estasi di un delitto,Viridiana), si sente molto la mancanza di un vero protagonista.
Gli ospiti prigionieri riescono a uscire dalla villa solamente quando una signora ripercorre gli ultimi momenti di razionalità della serata, forse un'altra allucinazione non a caso nel film c'è una scatoletta di morfina.
OK il surrealismo ma ci voleva tanto ad aprire la porta e andarsene?

Aztek  @  05/01/2011 20:02:38
   9 / 10
Film molto bello e coinvolgente, quoto la maggior parte del commento di baskettaro qui sotto, una grande opera di Bunuel che difficilmente dimenticherete.
Credo che questo sia il primo film di questo regista che vedo, ovviamente cercherò di non perdermi gli altri.
Consigliatissimo.

Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  07/10/2010 14:47:38
   8½ / 10
Secondo lungometraggio visto del regista Bunuel.
Che dire, un capolavoro di film, un feroce e critico attacco alla classe borghese, dal regista etichettata come una classe sociale chiusa in stessa, infatti nella villa che fa da sfondo alla vicenda nessuno può entrare e nessuno può uscire.
I personaggi saranno costretti a usare tutti quei fattori che prima ripudiavano(come l'ignoranza o la violenza).
Man mano che i minuti e il tempo passa si renderanno conto della loro vera natura, la stessa natura di qualsiasi altro essere umano.
Mi ha affascinato dall'inizio alla fine, un ritratto graffiante e beffardo della classe sociale più criticata dal regista, ed anche surreale aggiungerei io, a partire dalla trama.
Ovviamente dalla storia è esclusa quasi tutta la servitù, che riesce ad andarsene per una scusa o per un'altra in quanto non appartiene a tale ceto.
Vi sono molteplici metafore, come quella delle bestie che girano indisturbate per la casa, quasi a significare il declino che stanno attraversando lentamente i protagonisti, il declino che li sta riducendo, appunto, a delle bestie.

vehuel  @  26/09/2010 17:26:01
   10 / 10
Non credo si possa dare meno di 10 ad un capolavoro simile.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  24/08/2010 11:19:05
   9 / 10
In nemmeno 90 minuti la geniialità di Bunuel oltre ad offrirci un ritratto asciutto e diretto della società borghese ci invita a riflettere sulla condizione umana. Quella che tocca la vita di tutti; la libertà di tutti, se la libertà esiste?
Da un semplice espediente come una cena in una villa si passa a scandagliare i più bassi istinti umani, le paure ataviche, la mente oppressa da condizionamenti sociali e morali stabiliti da non si sa bene chi...
Un film meraviglioso.

Dosto  @  18/08/2010 12:10:06
   7 / 10
Il migliore(tra quelli che ho visto) di Bunuel. L'idea di fondo è spassosa, bellissima...un pò lento in alcuni passaggi ma la non eccessiva lunghezza lo rende molto appetibile. Consigliato.

quentin 84  @  13/08/2010 08:58:51
   10 / 10
Duro attacco da parte di Bunuel all'intera classe borghese, non a caso il regista aragonese ne ha fatto una delle sue peculiarità nel corso della sua vita artistica e non solo, quella critica portata avanti con feroce ironia ad una classe alla quale egli stesso alla quale egli stesso apparteneva e per tale ragione ne fu un accanito oppositore e contestatore.
Il film è un opera eccezionale, un capolavoro assoluto che descrive perfettamente il distacco della classe borghese dal resto della società intrappolata nelle sue paure, ipocrisie, fobie il tutto rappresentato da Bunuel attraverso un insieme di simboli che conferiscono un tocco di assoluta maestria all'intera opera.
Imperdibile..

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lki0840  @  09/06/2010 22:46:56
   10 / 10
E' una delle vette del cinema bunueliano. Commedia nera e tragica con la quale Bunuel sferra l'ennesimo attacco umiliante alla borghesia ed alla chiesa, lasciando lo spettatore senza parole

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  23/03/2010 01:35:24
   9 / 10
Proprio come i personaggi della sua opera, Bunuel imprigiona anche noi di fronte allo schermo, senza darci spiegazioni, spettatori del degrado fisico e morale di questa compagnia in giacca e panciotto. I servi vengono risparmiati ad eccezione del "lacchè", costretto insieme ai suoi padroni nell'assurda reclusione che si viene a formare.
La vicenda offre varie interpretazioni e le didascalie di apertura e chiusura ci indicano dove rivolgere lo sguardo:

“... fragile impasto di sordidi vizi,
colpevoli debolezze splendide virtù,
l'uomo reca in se la propria condanna e la propria salvezza.
La sua stessa anima e la gabbia
che lo terrà prigioniero fin quando
l’angelo sterminatore
verrà a separare
l’innocenza dal peccato,
l’umiltà dalla superbia,
l’odio dall’amore...”

Ma, nonostante l'incipit, sia l'anfitrione, modello relativamente positivo, sia alcuni dei suoi ben più viziosi e marci invitati sono imprigionati nella casa. Ognuno di loro dovrà rendersi consapevole della bassezza degli altri e di sè stesso. Persino i migliori. In una sorta di "signore delle mosche" domestico.
Bunuel riesce con grazia e senza puerili virtuosismi a immergerci in un opera claustrofobica, ermetica, buia. In cui la luce della ragione viene subito spenta dai morsi della fame, dai desideri e dai rancori, dalla natura umana più autentica.

pinhead88  @  07/02/2010 00:56:25
   9 / 10
Commedia nera fantastica degna del miglior Bunuel,dal bianco e nero suggestivo alla mescolanza di elementi paranormali con il surrealismo legato ai soliti concetti bunueliani antiborghesi.geniale.

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  06/12/2009 11:12:37
   8 / 10
Una delle massime espressioni della filmografia di Bunel.
Un viaggio onirico e surreale che assume le vesti di un luogo-prigione (il lussuoso salotto) in cui vengono, senza evidente costrizione, rinchiusi alcuni “nobili personaggi” ..un vero e proprio atto di accusa alla classe borghese ma anche a quella clericale, ricco di simbolismi che inevitabilmente ne appesantiscono un po’ la visione, la pellicola rappresenta forse la maggior espressione delle opere e del pensiero di un maestro del cinema come Bunel.
Prigionieri di se stessi, uno strumento che diventa, nelle mani del regista spagnolo, un mezzo espressivo per condannare frivole convenzioni, il caos e la violenza che regnano sovrani in una società che si perde inseguendo frivolezze e vacuità (ma forse questa è la reale condizione umana) ..l’esplosione del viaggio surreale emerge quando “pecore ed orsi” si aggirano indisturbati all’interno della lussuosa villa fino alla “nuova prigione” ..un buon cast e l’ambientazione claustrofobia fanno il resto, portandoci nell’abisso di una società evidentemente malata.
Per calarsi e assaporare appieno gli spunti di quest’opera risulta necessario, gioco forza, entrare nella logica di un tempo e di un luogo solo apparentemente lontani e nelle chiavi espressive utilizzate da chi si trova dietro la macchina da presa ..certamente non facile!

Dr.Orgasmatron  @  15/09/2009 17:38:01
   10 / 10
Unico Luis Bunuel, soltanto lui poteva sfornare un simile capolavoro. Ritratto surreale, agonioso e perfido della borghesia, classe sociale a lui cara da far sbranare nel grande schermo. Dissacrante e a tratti disturbante è unico nel panorama cinematografico

Tuonato  @  10/09/2009 17:59:24
   8½ / 10
Mi riesce difficile dare un voto a questo gioiello del 1962. Non è riuscito a mantermi sempre su di un livello accettabile di attenzione, vero, ma se penso a come trasudi di inventiva, provocazioni, citazioni, mistero e messaggi non posso che esserne sorpreso in positivo.
Gli preferisco comunque "Bella di giorno", film che letteralmente mi scioccò.

Dovrebbe comunque essere visto da chiunque sia un vero appassionato di cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  18/08/2009 18:31:45
   9½ / 10
Splendido attacco alla borghesia di Bunuel,ma alla fine se vediamo bene la sua è una critica in generale anche a tutto il genere umano. La storia è la più surreale di Bunuel(almeno dagli inizi fino a questo film,gli altri devo ancora vederli). I riferimenti biblici sono chiaramente espliciti e il finale è perfetto. Il regista racconta straordinariamente le ipocrisie e i bassi istinti di una massa di uomini che rinchiusi in una situazione più che in una casa non riescono più ad uscirne,anche se si illuderanno di avercela fatta.Voto a caldo appena finito di vedere e mi sento di dire che mi è piaciuto molto di più anche de I figli della violenza.Ad oggi il mio preferito del regista.

RedPill  @  26/07/2009 21:59:24
   7½ / 10
Assurdo e geniale, questo film è un chiaro e limpido attacco a un ceto sociale, ovvero quello borghese, che da sempre tenta di distinguersi, autocollocandosi sul gradino più alto della "scala". Bunuel non risparmia nemmeno il clero però, portavoce di una dottrina in netta contrapposizione al suo "status"; bravo il regista a evidenziare come sia relativamente breve la distanza tra queste due realtà.L'angelo sterminatore, narra le vicende di un gruppo di persone, caratterialmente ben definite, ma accomunate da quell'ipocrisia, aggressività e vigliaccheria che contraddistingue la loro "classe" di appartenenza.I protagonisti, si troveranno al centro di una situazione apparentemente illogica e irrazionale, ma alla quale Bunuel, nel corso dei novanta minuti, riuscirà a dare una spiegazione veramente provocatoria.I personaggi stessi, che inizialmente non daranno peso a ciò che sta accadendo, col passare del tempo cominceranno a porsi delle domande; inizierà così, il loro lento declino umano e sociale, che li porterà ad essere e apparire per quello che realmente sono. Psicologicamente prigioniero di se stesso, il gruppo, si sentirà recluso e abbandonato in un carcere privo di sbarre e secondini, e tenterà quindi di spiegare ciò che non comprende, attribuendone la causa a forze occulte.
Film ottimamente diretto, che però si perde un pò a livello recitativo, ma che rimane comunque in grado di far riflettere e che allo stesso tempo, invoglia e incuriosisce lo spettatore.

Invia una mail all'autore del commento marcocorsi  @  18/07/2009 20:29:19
   10 / 10
Per me il massimo del surrealismo o quasi. Un film totalmente dissacrante e farcito da un alone quasi magico. Un attacco feroce e spietato nei confronti di una borghesia benpensante, che pian piano vivendo a contatto tra membri dello stesso "partito" in situazioni di emergenza (ma anche di normalità) finisce per sbranarsi a vicenda come le belve. Luis Bunuel non è mai stato così geniale, neanche nelle sue opere più conosciute

Invia una mail all'autore del commento Banana Pie  @  13/07/2009 12:10:08
   10 / 10
Sinceramente, è il mio film preferito del regista. Geniale.

Ciaby  @  13/07/2009 11:14:20
   9 / 10
Bello, bello, bello.
Accelleratore premuto sull'anarchia dell'immagine, dell'invenzione e del surrealismo.
Il film sarà minore di "Bella Di Giorno" o "il Fascino Discreto Della Borghesia", ma è vicinissimo al capolavoro : sorprende, inquieta ed è permeato da un'aria malsana. Il finale è un'elegia.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  30/06/2009 17:36:24
   8 / 10
Come regista di un sogno, Bunuel, sembra creare la realtà a suo piacimento, dando libero sfogo all’improvvisazione anarchica, in un delirio collettivo che pare dover rasentare l’eternità. Anche quando l’enigma sembra risolversi il regista rimescola nuovamente le carte.
Da una sceneggiatura completamente assurda Bunuel ne ricava una film di forte tensione ed eleganza. Condendolo di trucchi, imbrogli, e graffiante humor nero, mette a nudo le insicurezze della società moderna.
A mio avviso paga qualche imperfezione (la recitazione su tutto). Rimane comunque un film imperdibile per gli amanti di questo splendido regista.

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Ultima risposta 02/01/2010 08.43.26
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Apocalypse_Now  @  29/06/2009 21:30:18
   10 / 10
Il top del top del genio surreale di Bunuel. Ma per favore toglietelo dalla classificazione "commedia", è tutto e di più, ma non cero una "misera" commedia, è semplicemente un elogio alla genialità umana

Xavier666  @  24/06/2009 03:50:40
   10 / 10
Perchè all'improvviso una svariata umanità si ritrova chiusa in una casa senza poter uscire? Non c'è un perchè. Il mistero non è svelato. Però questo affresco di Bunuel è incentrato sui limiti e sulle potenzialità dell'essere umano. Sul perchè della nostra natura insensata e a volte bestiale. Capolavoro universale.

AKIRA KUROSAWA  @  04/06/2009 02:34:48
   9½ / 10
film incredibile, siamo ai livelli del fascino discreto della borghesia, questo regista è un genio

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  15/05/2009 20:57:34
   9 / 10
Feroce e ironica rappresentazione del dramma borghese fatta mostrando la coercizione alla clausura coatta come metafora della claustrofobia mentale.
L'evoluzione simbolica è capillarmente diluita nell'arco dell'intero film, costruito su una sceneggiatura imperneata su "scene alla francese" come aveva fatto Lumet nell'altrettanto straordinario "La parola ai giurati" (anch'esso svolto tutto in una stanza).

Sepultura  @  11/05/2009 00:31:29
   10 / 10
Il mio film preferito girato da Luis Bunuel. Un ritratto così spietato e profondo della borghesia (tema portante della filmografia bunueliana) è impossibile da ritrovare in altre opere

fragolina51  @  25/01/2009 20:44:49
   9½ / 10
Uno dei più belli e spietati ritratti della borghesia

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  25/01/2009 03:28:27
   8 / 10
Si, qui ci siamo proprio e sono daccordo con i commenti precedenti. Ok.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  10/01/2009 13:30:15
   10 / 10
Ma quanti capolavori ha fatto quest' uomo??!! Incredibile, uno-dopo-l' altro. La trama de "L' Angelo Sterminatore" è talmente assurda da far accapponare la pelle. Che razza di Genio Luis Bunuel. Mi chiedo quale sia il suo degno erede, e soprattutto se mai ci sarà. In Lynch, al momento, sinceramente non ci vedo nessunissima affinità con il surrealismo di Bunuel; per lo meno riguardo tutta quest' ultima parte della sua carriera. "El Angel Exterminador" è il ritratto più impietoso della borghesia mai trasposta su pellicola, nemmeno Renoir è arrivato a tanto. E "Il Discreto Fascino delle Borghesia", a confronto, sembra quasi un simpatico omaggio alla classe sociale tanto discussa dal regista. Per come la vedo io l' incantesimo in questo film non esiste, credo sia nient' altro che un espediente narrativo per mostrare quell' incapacità della borghesia di adattarsi ed integrarsi con il resto della società; da quella casa nessuno riesce ad uscire, ma nessuno è lasciato entrare, preferendo addirittura un lento crescere d' agonìa ad un aiuto dall' esterno. Assurdo. E soprattutto l' incapacità di relazionarsi all' interno della borghesia stessa, rivelando, nei tantissimi personaggi che spaziano all' interno della casa (almeno una ventina), altrettante discutibili caratterizzazioni. Finale ultrablasfemo: ritrovatisi tutti quanti in una Chiesa gremita di fedeli durante una cerimonia, nessuno riuscirà più ad uscirne, allargandone la tematica e includendone l' Anticlericalismo tanto caro al regista spagnolo. A quanto pare tutti i film degli anni '60 di questo autore non sono a colori, non c' entra niente il collegamento che ho fatto Simon/Nazarin qualche commento fa. Questo è un altro splendido B/N, ancora una volta di Gabriel Figueroa. Personalmente il film che preferisco di Bunuel. Un Capolavoro assoluto.

3 risposte al commento
Ultima risposta 25/01/2009 22.02.51
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xxxgabryxxx0840  @  09/11/2008 20:49:52
   9 / 10
Straordinario e feroce attacco surrealista alla borghesia prima e alla chiesa poi. Si svolge tutto all'interno di una stanza, dove l'alta borghesia messicana consuma la sua metamorfosi fino a trasformarsi in bestie. Immenso

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  04/08/2008 11:53:44
   10 / 10
Forse il miglior Bunuel in assoluto, la ferocia della metamorfosi che si consuma nel corso del film è qualcosa di sublime.

addicted  @  04/08/2008 11:43:29
   10 / 10
Classe insuperabile. La mano del maestro trasforma in oro tutto ciò che tocca.
I borghesi di Buñuel potrei passare ore ed ore solo a vederli parlare, fumare, aggirarsi in uno spazio claustrofobico, dormire e mangiare. Una forza irresistibile corrode tutto, senza pietà. Altri tempi, altra cultura, altro livello. Una generazione irripetibile, che ha cambiato il mondo. L'arte come azione rivoluzionaria. Ma non solo: anche mistica, poetica, sublime.
Attori fantastici diretti alla perfezione. Fotografia splendida. Sequenze indimenticabili.
Entusiasmante.

The Legend  @  05/05/2008 23:53:27
   6 / 10
Al termine della visione di film così enigmatici, mi trovo davanti due uniche spiegazioni possibili :

1) O il film aveva sottotraccia dei complessi significati simbolici, che richiedono un livello di lettura ulteriore e che io non sono riuscito ad afferare;
2) O era una delirante boiata e basta, nella quale qualcuno ha voluto a tutti i costi trovare dei significati ulteriori che il film semplicemente non ha.

Per il momento, non sapendo quale delle due scegliere, mi “lavo le mani” con un pilatesco voto di 6.

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Ultima risposta 06/01/2009 13.09.30
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The Monia 84  @  04/02/2008 23:44:31
   9 / 10
Angosciante, claustrofobico,tutto "giocato" all'interno di un salone dove vengono a galla i nostri veri ego. Un luogo dove sono state abbattute tutte le pareti, dove non possiamo piu' nasconderci dietro le facciate del perbenismo e della vacuita'delle nostre maschere,ma siamo quelle che siamo,fino in fondo...per catapultarci poi in un altro incubo: la realtà. Un autentico delirio, il mio Bunuel preferito.

norah  @  28/01/2008 11:49:23
   9 / 10
Tra tutti i film che ho visto del geniale surrealista,questo é senza dubbio quello che mi ha lasciato il segno.
Bunuel accalappia lo spettatore e lo rinchiude in questa casa sfarzosa:il clima che si respira é opprimente,ma allo stesso tempo affascina e seduce,con tutta la potenza del mistero.
La giusta nemesi,per una borghesia corrotta e vittima delle proprie bigotte costrizioni;diretta con la maestria e la classe di sempre.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  26/09/2007 16:53:01
   9 / 10
BUNUEL CI MOSTRA IL LATO "BUONO" DELLA SOCIETA' COMPLETAMENTE "NUDO", PRIVO DI TUTTE QUELLE FORME ED ETICHETTE CHE LO CONTRASSEGNANO, DIVERTENDOSI E DIVERTENDOCI NEL RAPPRESENTARLO IN BALIA DI DESIDERI ED ISTINTI PRIMORDIALI. BUNUEL GIOCA CON L'UOMO E CE LO FA APPARIRE COSI' COM'E', SCEVRO DI QUALSIADI ORPELLO E "MASCHERAMENTO". IL FILM SI PRESENTA COME UN SOGNO/INCUBO IN CUI I SOGGETTI SI AFFANNANO PER CERCARE DI FARE QUALCOSA CHE NELLA REALTA' E' SEMPLICE E SCONTATA, FACENDO RISALTARE IN MANIERA SUPERBA IL SENSO DI IMPOTENZA DI CUI TALI SOGGETTI SONO PREDA. BUNUEL E' IL MAESTRO DEL SURREALISMO.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/08/2007 18:31:18
   10 / 10
Il surrealismo di Bunuel ai suoi massimi livelli. Egli riesce a mostrare in tutta la sua crudezza, scardinandone progressivamente i meccanismi, tutta l'ipocrisia, il falso perbenismo ed il gusto per l'ostentazione di un'intera classe. Ciò che rimane dietro il lusso, è solo un branco di animali dominati dalle loro pulsioni istintive senza alcuna possibilità di riscatto.

forzalube  @  23/05/2007 13:01:24
   6 / 10
Secondo me è un film che risente un po' dei suoi 45 anni. Facile cogliere la critica alla borghesia ed il significato simbolico del tutto, però dopo un po' diventa stucchevole. Sinceramente mi sono annoiato, come quando ho visto "Il fascino discreto della borghesia".
Tra l'altro la copia proiettata in sala a Padova ieri sera aveva un audio penoso e più di una battuta è andata persa.

PetaloScarlatto  @  21/05/2007 21:40:13
   9½ / 10
Visto stanotte, finalmente... Apprezzato parecchio, come molte opere del genialissimo regista critico di borghesia, famiglia, chiesa, buon costume....

Il trovarsi rinchiusi in una villa dopo il solito pranzo bunueliano e il non poter uscire rappresenta l'incapacità della classe "alta" di uscire da schemi prefissati, il non comprendere ciò che gli sta attorno...

Beffardo, ironico, grottesco... Anche questo è un film da vedere.. sul serio...

Invia una mail all'autore del commento click  @  16/05/2007 20:35:58
   10 / 10
Capolavoro . Da Spedire ai primi posti della top 25!

Gruppo REDAZIONE K.S.T.D.E.D.  @  01/04/2007 16:45:29
   9 / 10
Guida alla frantumazione di un muro di perbenismo.
“L’Angelo Sterminatore” è una critica tanto fine quanto feroce, attraverso la quale il regista riesce ad evidenziare singolarmente tutti gli elementi che costituiscono quel velo con cui l’alta borghesia tende a decorare se stessa. Ipocrisia, classismo, apparenze, tutti aspetti dei quali i protagonisti con l’andare del film tendono, perché inevitabilmente costretti, a denudarsi, mostrando ciò che c’è alla base, ciò che realmente sono.. ossia delle maschere, delle persone non in grado di portare avanti troppo a lungo il loro perbenismo in quanto spudoratamente falso. Ed è a questo punto che Bunuel, senza remora alcuna, inizia a scandagliare l’animo delle sue vittime e a palesare il marcio, la debolezza, le ossessioni, la falsità dei loro rapporti fino allo sfinimento e al delirio degli stessi.
Lucido e inclemente.


Bellissimo il finale; dopo l’alta borghesia tocca al clero e così fino a che “la gabbia non resterà chiusa per l’eternità”.Inesorabile.

davil  @  05/03/2007 11:02:43
   9 / 10
film ricco di riferimenti simbolici, ennesima superba opera del cineasta spagnolo in uno dei suoi racconti più particolari.
Ogni amante del cinema non dovrebbe perderselo

quaker  @  12/01/2007 23:38:22
   9 / 10
Film messicano di Bunuel, che aveva appena girato Viridiana (che se non sbaglio gli fruttò la Palma d'Oro). Io l'ho visto in DVD, ed. San Paolo, con un efficace commento (che mi ha aiutato un bel po' a capirci qualcosa) di Fernaldo di Gianmatteo. Precisazione necessaria, perché pare che circolino diverse versioni, più o meno tagliate, dell'opera. Tecnicamente molto raffinato (l'operatore di macchina era un allievo dell'operatore di Citizen Kane: e qui la profondità di campo gioca un ruolo fondamentale, e bisognerebbe sempre guardare sia ciò che è in primo piano sia ciò che rimane sullo sfondo, anche a costo di un mal di testa).
Sono ben (ri)spolverati tutti i tratti (e i cliché) del surrealismo.
Di difficile lettura (la vergine che, rompendo un vetro della finestra, darà inizio all'incantesimo che svanirà solo quando perderà (??) la verginità; i tre armadi, l'orso, le tre pecore...) anche perché Bunuel si prende gioco, prima di tutto, dello spettatore: più uno si sforza di vedere simboli, più finisce con il somigliare a qualcuno dei personaggi borghesi che il regista, attenzione, non disprezza affatto, ma tratteggia in modo appunto surreale.
Film che fa venire voglia di scriverci sopra un romanzo, ma che come tutte le opere del surrealismo, deve essere invece visto e goduto per quello che è.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  12/01/2007 18:27:16
   7½ / 10
Ottimo film di Bunuel che attacca i clichè della borghesia smascherandoli e riportando i portagonisti in una condizione quasi primitiva ma sicuramente più umana. Sinceramente mi è piaciuto di più (oppure ho capito meglio, visto che quando guardo un film di Bunuel mi serve sempre un libro per interpretarlo) "il fascino discreto della borghesia", forse perchè più ironico in alcuni punti e perchè la critica era perfettamente a cavallo tra politica, borghesia, clero e istituzioni militari (anche qui sono presenti, sopratutto quella alla religione).

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  04/10/2006 10:38:58
   9 / 10
Feroce attacco alla borghesia ipocrita e decadente, le cui debolezze vengono amplificate dall'irrealtà della situazione in cui si vengono a trovare: da affettato, cortese e wildiano il comportamento dei "reclusi" si fa cafone e violento, senza possibilità d'uscita.
Spietato Bunuel nello scavare in ogni personaggio, metterne a nudo le debolezze per poi colpirle, evidenziandone le miserie.
Imperdibile.

10 risposte al commento
Ultima risposta 20/10/2006 14.03.18
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alesfaer  @  22/09/2006 14:04:53
   3½ / 10
qst film nn l'ho proprio capito(possibilmente evitare insulti, tanto nn risponderò nè controllerò)

5 risposte al commento
Ultima risposta 17/05/2007 08.04.33
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Ch.Chaplin  @  22/09/2006 13:41:22
   9 / 10
molto molto interessante..satira thriller, magnifica!dove c'è l'anti-borghese c'è luis bunuel, anche qui, come nel fascino discreto della borghesia (anche se ho preferito quest'ultimo), l'assurdità del mondo borghese viene a galla in tutte le sue più orripilanti sfaccettature..il borghese si traveste benissimo, ma basta poco x far tramontare tutte quelle regole ben costruite e macchinose..da guardare assolutamente. pregio nn indifferente del film è la breve durata (1.20 circa)

TAINKA  @  16/05/2006 14:56:12
   10 / 10
è uno tra i piu bei film che abbia mai visto...simbolico,grottesco e per alcuni tratti drammatico....un' ottima analisi dell alta società...anzi una vera e propria critica all effimero valore di certe movenze tipiche di personaggi appartenenti all alta borghesia.con la sottigliezza di alcuni simboli ed immagini intensi di significato è possibile scovare la demistificazione di tali valori spacciati per autentici.se 10 non fosse il massimo punteggio gli attribuirei molto di piu.

giax-tommy  @  12/05/2006 14:48:32
   10 / 10
che emozione,ieri sera ho avuto l'onore di vederlo al cinema.partiamo dall'inizio,bunuel propone l'analisi di una borghesia in piena regola con i valori e le usanze comuni a questa classe sociale.man mano che l'ambiente diventa più clausrofobico(infatti la casa in cui erano stati invitati diventa una sorta di prigione) viene fuori tutta l'umanità di quete persone credute perfette.iniziano a comportarsi contro ogni norma del galateo ad un primo piccolo problema.successivamente quando la fame e la seta la iniziano a fare da padroni,i protagonisti addirittura diventano vere e proprio bestie,dove solo pochi hanno ancora razionalità.mette in risalto quindi la poca credibilità di quei usi e quei costumi dicendo che infondo"anche loro sono uomini".protagonista principale è una forza che si oppone a questa compagnia e che li costringe alla prigionia.tale forza "oscura" dalle parvenze paranormali non è altro che la nostra volontà d'animo,che addirittura va contro l'istinto di sopravvivenza.come a dire "siamo così influenzati dal prossimo che nemmeno per salvarci la vita faremmo un passo senza il consenso della massa".un elemento fatto credere paranormale si scopre quindi un elemento psicologico......quasi completamente in interni,sembra più un thriller hitchcockiano.un capolavoro del deeper meaning

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Ultima risposta 30/08/2006 15.11.43
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tatum  @  15/03/2006 19:29:10
   9 / 10
E bè...che dire, un gran film. L'impotenza della borghesia ritratta in maniera
superba. Attori eccellenti.
Ad averceli altri Bunuel!

turbogio  @  24/02/2006 23:25:40
   9½ / 10
Don Luis colpisce alla grande. Borghesia e Religione nell'obiettivo del regista messicano. A mio avviso più interessante de Il fascino discreto della borghesia.

GLAMP  @  10/02/2006 15:40:28
   9½ / 10
Un film claustrofobico, che ha probabilmente ispirato "La grande abbuffata" di Ferreri e "Salò" di PPP. Girato in una stanza, sullo stile degli'Hitchcockiani "Delitto perfetto" e "Nodo alla gola", un attacco deliberato alla borghesia ed al galateo che nasconde la vera essenza della natura umana.
Già dal titolo si possono riscontrare numerose analogie con l'Apocalisse di Giovanni. Ed è per tale motivo che molti critici hanno letto nel gruppo dell'alta borghesia messicana un ritratto dell'umanità intera. A portare speranza (non salvezza, perchè visto il libero arbitrio spetta all'uomo decidere) è la vergine, secondo molti critici raffigurante l'Immacolata concezione, ma anche in questo caso il suicidio poi diventa collettivo. Una decina d'anni più tardi ad ogni modo Bunel firmerà un film a mio giudizio ancora più incisivo: Il fascino discreto della borghesia.

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Ultima risposta 10/02/2006 22.31.45
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Antoniusblock  @  26/01/2006 11:31:34
   10 / 10
la vera natura dell'uomo borghese .
Che cos'è quella misteriosa forza che impedisce agli invitati di uscire ?
Il castigo divino, o il castigo diabolico, o la natura che si ribella a se stessa ?
Il borghese perfettino che perde ogni dignità e diventa un animale, che prima rideva e si divertiva delle povertà altrui, e che ora è messo alle strette dalla sua stessa natura ipocrita e viziosa .

phemt  @  17/01/2006 11:18:37
   8 / 10
Originale, surreale, dissacratorio spaccato di Bunuel sulla borghesia e su come, a poco a poco, l’uomo mostri la meschinità che si porta dentro… Simbolico, affascinante e critico, uno dei classici di Bunel…

Invia una mail all'autore del commento cinefilo malato  @  01/01/2006 21:34:33
   9½ / 10
soffocante ritratto della borghesia spagnola utilizzata spesso come tema centrale nelle opere del maestro Bunuel.
qui si ride e si piange con la cattiveria e la stupidità umana.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/04/2006 18.40.00
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Crimson  @  01/01/2006 21:04:16
   8 / 10
Film bellissimo, i cui personaggi sono delineati in modo superbo: più passano i giorni e più il loro superficiale e irritante perbenismo (la loro maschera assurda e falsa) cade in una bestialità becera: la loro vera natura.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/05/2012 14.57.54
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Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  22/12/2005 21:00:40
   9 / 10
Bunuel si conferma un grande cineasta....

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  22/11/2005 17:06:55
   10 / 10
una pietra miliare nella storia del cinema... da non perdere

Philanselmo  @  29/10/2005 14:36:08
   8 / 10
Film che mi ha veramente colpito, per la storia e la fisionomia dei personaggi.
L'incredibile quantità di simboli presenti nel film e la caratterizzazione dei personaggi, nonchè alcuni dialoghi mi hanno ricordato le produzioni di David Lynch, che secondo me questo film l'ha sicramente guardato e studiato.
Questa pellicola mi ha veramente affascinato, nonostante un pò di lentezza...credo che la rivedrò per cogliere meglio tutti i piccoli riferimenti presenti nel film.

8e mezzo, meritatissimo!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  28/06/2005 22:25:51
   10 / 10
Al di là di ogni ragionevole dubbio (quale?) uno dei miei film favoriti di tutti i tempi. Mentre il declino della società occidentale celebra l'opulenza e la promiscuità sociale (la folla è l'esilio dell'agarofobo, migliaia di persone senza un fine comune) è giusto rivolgersi indietro e osservare la lucidità di Bunuel nel saper cogliere la rappresentazione frivola del rito borghese, con tutte le implicazioni e il vuoto che li circonda Uscire senza saperne il motivo, entrare ignari, trovarsi attratti in una spirale, un girone dantesco, che implica necessariamente il ceto e la sua barbara contraddizione. Noi guardiamo un film come questo con angoscia, ma ne riconosciamo il distacco, il rifiuto dai suoi personaggi, gente che oltre l'esibizione del fasto di sè non ha nulla, e il nulla avanza costringendo la loro meschinità a esibire gli inconsci impulsi autodistruttivi. Bunuel usa la mdp senza l'ossessione vertiginosa di un nordico contemporaneo come Von Trier, ispezionando ogni minimo aspetto ogni traccia ogni simbolo, occultando pero' la causa della prigionia Per questo il Rito che si offre è anche antropofago e scatologico, legato all'essenza della carne e alla natura ehm fisica dell'umanità, al suo inesorabile senso di abnegazione e onta per la propria sporcizia. Ma è anche la celebrazione di un fallimento che più è capace di mettere padroni e servi (con i padroni servi del loro stesso, fragilissimo potere) nello stesso girone, più identifica la loro metamorfosi con un'assoluta dichiarazione di impotenza, e di avversità a se stessi Il rito diventa via via grottesco e macabro, quando si arriva a diagnosi terrificanti sulla malattia di una paziente (da parte di un medico) conservando il contrasto tra l'inattaccabilità dell'uomo nella sua professione e cio' che freudianamente potremmo vedere (i capelli) come la fine della virilità maschile In un certo senso il tutto ha una sua continuità nel geniale "il fascino discreto della borghesia", quando pero' il confronto col cristianesimo si fa meno opprimente, e la negazione della libertà e della vita reale diventa il surrealismo del veto imposto (nell'angelo sterminatore il sesso è una forma di ablutorio disarmo, di repressa necessità) Percio' la "trasformazione dell'uomo in bestia feroce" ha un suo epilogo ancora piu' mostruoso e degradante: rimossi i tormenti, estinte le ritorsioni emotive, tutto vive in funzione del reclamo sociale alla sopravvivenza. Muoiono dal giorno alla notte solo i peccati inconfessabili della strumentale "epidemia" ambientale, ma sopravvive tutto il resto, con sarcastico senso dell'onore e dell'inganno

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