la citta' nuda regia di Jules Dassin USA 1948
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la citta' nuda (1948)

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locandina del film LA CITTA' NUDA

Titolo Originale: THE NAKED CITY

RegiaJules Dassin

InterpretiBarry Fitzgerald, Howard Duff, Dorothy Hart, Don Taylor

Durata: h 1.36
NazionalitàUSA 1948
Generenoir
Al cinema nell'Ottobre 1948

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Trama del film La citta' nuda

La storia si concentra tutta sulle indagini del misterioso omicidio ad opera di un gruppo di poliziotti, guidati dall'ineffabile e sarcastico Barry Fitzgerald: un cinico dalla contagiosa simpatia...

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Voto Visitatori:   8,17 / 10 (6 voti)8,17Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
Miglior fotografiaMiglior montaggio
VINCITORE DI 2 PREMI OSCAR:
Miglior fotografia, Miglior montaggio
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Voti e commenti su La citta' nuda, 6 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

_Hollow_  @  13/01/2012 17:30:28
   8 / 10
In tutta onestà non vedo questo grande debito di gratitudine verso il neorealismo di cui si parla nei commenti sotto. Il film, anche se è atipico, è un noir, ed è proprio caratteristica dei noir avere come protagonista principale la città (anche se solitamente il suo lato notturno), non è certo un'invenzione del neorealismo. Può darsi che abbia influenzato un minimo Dassin, dandogli l'idea inziale, ma niente più.
Alla fine è una storia, fatta passare come un evento durato sei giorni in una città che conta 8 milioni di persone, dove tutto rimanda poco al poliziesco e molto al noir, in particolare il narratore extradiegetico, sarcastico e onniscente, e il ruolo della città, più che semplice sfondo del crimine.

Carino, se piace il genere consiglio di vederlo, sia perché non è affatto noioso, sia per la caratteristica del suo svolgersi alla luce del sole, rarità che fa da ponte col poliziesco ...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/08/2011 00:36:28
   8½ / 10
La città nuda può essere un esempio di come il neorealismo italiano fece breccia anche nel cinema americano. Siamo certamente su due piani differenti, come differenti sono le storie e le tematiche, in questo caso sempre attribuibili ad un genere (più poliziesco che noir). E' comunque un film concepito e realizzato aldifuori degli studios, nelle strade ed in mezzo alla quotidianeità di New York, per seguire una delle otto milioni di storie da raccontare e otto milioni di modi per morire come fece Ahsby quanrant'anni dopo, ma a Los angeles.

Gabo Viola  @  10/03/2010 20:19:10
   7½ / 10
Ottimo noir, anche se niente a che vedere con Rififi, a mio avviso il capolavoro di Dassin.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  27/07/2009 21:07:41
   8½ / 10
Non posso aggiungere altro rispetto alla recensione o al commento che mi precede, già estremamente esaustivi entrambi; non potrei fare certamente di meglio. "La Città Nuda" ha forse l' incipit più suggestivo della Storia del Cinema, merito della fotografia "da Oscar" e della probabile parentela col neorealismo italiano. E' un documentario costruito come una telecronaca su una indagine poliziesca come tante altre, in una città - New York - messa a nudo dall' attento occhio dell' operatore, sempre pronto a cogliere il reale con la luce naturale, quasi mai fittizia, tanto che il film di noir ha poco che nulla. La fuga nel finale fa' pensare alla probabilità di come questo film di Dassin possa esser piaciuto anche a un Stanley Kubrick, a quel tempo ancora fotografo, riportandola con la propria sensibilità ne "Il Bacio dell' Assassino".

Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  07/03/2008 17:33:39
   7½ / 10
Una storia come un'altra, solo una delle tante. Viene descritta così dalla voce narrante - "There are 8 millions stories in the Naked City, this has been on of them" - ed è così che Dassin riesce a raccontarla. Sembra, infatti, quasi del tutto assente quella finzione tipicamente cinematografica; questo grazie alla scelta di girare la pellicola interamente in luoghi reali, sia gli esterni che gli interni, ad una fotografia(splendida) che si limita a sfruttare unicamente le luci della città e ad una regia che quella stessa città cerca di raccontarla in maniera quanto più realistica possibile.
Non è raro che scelte di questo tipo portino un film a risultare fin troppo asettico e a non essere in grado, in fin dei conti, di coinvolgere o comunque trasmettere emozioni a chi guarda. La bravura di Dassin sta proprio qui. Egli infatti non solo riesce ad evitare ciò ma, al tempo stesso, riesce a cogliere il respiro più profondo della Città Nuda e delle sue 8 milioni di storie e a far respirare con lo stesso ritmo, per quell'ora e mezza, anche lo spettatore.
Unico elemento meno "naturale" è la voce narrante, la quale, tuttavia, sembra identificarsi con la città stessa, risultando, quindi, un ulteriore aspetto positivo. E' la città che racconta se stessa, che segue da vicino quelle storie che le appartengono, si identifica con esse e quasi vi partecipa, come quando durante le sequenze finali riferendosi a Garzah dice:
"The cops are on a manhunt, Garzah. You need a plane. You've got to get out of this neighborhood. Stop and look at a tie"
"Don't run, Garzah"
"Don't lose your head man, don't lose your head".

E' fondamentale la credibilità degli attori, almeno quelli principali. Se, infatti, un film ha per centro dell'universo i propri protagonisti, in questo caso, invece, ogni personaggio appare semplicemente come uno dei tanti, uno dei tanti sul quale la città questa volta ha deciso di puntare il suo sguardo. Tale credibilità non viene minata in alcun modo dalla prova degli attori. In particolare quella di Fitzgerald, va detto, è perfetta.

Pellicola atipica* e fondamentale.

*atipica non solo dal punto di vista tecnico ma anche del periodo, dato che gli anni '40 sono stati l'eta d'oro del noir e che "La Città Nuda", di una pellicola noir, è tutto l'opposto.

1 risposta al commento
Ultima risposta 07/03/2008 17.41.41
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  21/10/2006 14:16:55
   9 / 10
Vedi recensione.
Un film affascinante che indica una nuova strada (come del resto hanno fatto altri autori come Sturges) nell'etica degli studios hollywoodiani.
Ha inaugurato una serie televisiva di successo, e già per questo il film ha qualcosa di magico, essendo uno splendido trait d'union tra cinema e tv.
Non a caso, l'intenzione di personalizzare il classicismo cinematografico Usa viene anche stavolta da uno straniero in trasferta...
Col tempo, capiremmo l'importanza di un film come questo.
Fitzgerald, come al solito, è straordinario

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