io caligola regia di Tinto Brass Italia, USA 1979
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io caligola (1979)

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locandina del film IO CALIGOLA

Titolo Originale: CALIGULA

RegiaTinto Brass

InterpretiJohn Gielgud, Peter O'Toole, Helen Mirren, Teresa Ann Savoy, Malcolm McDowell

Durata: h 2.04
NazionalitàItalia, USA 1979
Generegrottesco
Al cinema nel Marzo 1979

•  Altri film di Tinto Brass

Trama del film Io caligola

Salito al trono imperiale (nel 37 d.C., appena venticinquenne) succedendo al nonno adottivo Tiberio, Caligola vi rimase fino alla sua morte, avvenuta meno di quattro anni dopo. Un regno breve ma segnato da un'infinita teoria di violenze, crudeltà, assassinii, orge, incesti e inenarrabili stravaganze.

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Voti e commenti su Io caligola, 11 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  19/10/2012 22:47:12
   10 / 10
CALIGULA: la pellicola più scandalosa e controversa mai fatta prima del 1979 e che ancora oggi ha il suo grande effetto sul pubblico, un kolossal italiano di tutto rispetto, un capolavoro del genere!

Angosciante, macabro, grottesco, a volte davvero ripugnante e vomitevole trova la sua massima espressione nei PP delle parti intime, nelle angoscianti penetrazioni e sverginazioni, nei delicati tocchi e nelle malformazioni fisiche, nelle orge e nell'arte del fellatio ambientato in una monumentale ricostruzione dell'antica Roma con bellissimi costumi e una fotografia stupenda.

CALIGULA ricorda vagamente FELLINI SATYRICON, non è un caso che il direttore artistico sia Danilo Donati che fa di questo film una sublime creazione, come detto in precedenza la fotografia, le scenografie, i costumi, sono di una bellezza unica, dove si scorge anche nel più piccolo (decori, accessori,) una grande manodopera e un magnifico accostamento tra buon gusto, arte e colori.

Ma forse quello che colpisce di più oltre a tutti gli aspetti visivi e cinematografici è il cast, un grandissimo cast composto da O'toole, Mirren, Gielgud, ma quello che di certo eccede è Mcdowell a dir poco fantastico. Mcdowell, già affermato in ARANCIA MECCANICA, meriterebbe l'oscar per questa sua splendida prova e invece l'elite critica se n'è semplicemente sbattuta. Il ruolo che gli deve tanto "riconoscimento" è quello di Caligula, folle, infantile, immorale, portato all'autocompiacimento, tiranno, amante dell'endoismo, espressioni e sguardi che non dimenticheremo facilmente come lo stesso personaggio e quella danza imbarazzante che lo accompagna per tutto il film. Caligula in sè è un personaggio capriccioso, perverso, che si diverte nel far giustiziare chi gli sta attorno, ma in un certo senso Drusilla, la sorella di cui è innamorato profondamente, lo tiene buono. E sarà proprio al momento della morte di Drusilla che Caligula andrà fuori di testa definitivamente, anche se nella sua pazzia ad un certo punto riesce a intravedere la verità: il mondo che lo circonda gli appare per ciò che è, e cioè un mondo malato, fatto di nobili annoiati e pervertiti, dove il buon senso è ucciso dall'istinto umano. Anche se a pensarci bene ognuno di noi ha un Caligula dentro di sè, tutti noi abbiamo una certa mostruosità pari al suo livello, capita che i nostri sogni rispecchino questo stile di vita, in fondo non siamo così diversi, l'unica cosa diversa è che noi, a differenza sua, sopprimiamo i nostri istinti per svariate ragioni.

Di scene da raccontare c'è ne sarebbero a bizzeffe, ma forse quella che merita un piccolo spazio è una di quelle che furono censurate negli USA nella seconda versione già censurata in precedenza e che nella versione completa è stata diretta da Guccione e da Lui, la scena delle lesbiche che fu tra l'altro la consacrazione di due grandi attrici del genere e non: Anneka Di Lorenzo e Lori Wagner. In effetti è veramente erotica, tendente al met-art direi, però arte questa è e non andrebbe affatto toccata!

Nel film viene trattata la sessualità così come la vediamo, così com'è non solo perché Brass ha voluto spingersi sull'erotico ma anche perché il piacere sessuale così come lo intendiamo noi e come lo hanno inteso molte culture di tutti i tempi non è lo stesso che percepivano gli antichi greci. Per loro non esisteva maschio e femmina, i due erano una cosa sola o meglio strumenti materiali per la ricerca di un piacere, da quello più frivolo a quello più febbrile, nell'antichità quelli che noi oggi cataloghiamo come eterosessuali, omosessuali, "trans", travestiti, ermafroditi, non esistevano, non c'era questa distinzione, erano tutti bisessuali, questo probabilmente trova la sua origine dal teatro che ha tutto quel processo dietro (il travestimento, la catarsi). Sinceramente mi è dispiaciuto che questo modo di pensare e di vivere si sia perso, catalogare le persone per quello l'orientamento sessuale (come se scegliere chi scoparsi fosse na religione!) e il modo in cui si raggiunge il piacere (scambisti, sadomaso, misstress, orge, menate a trois, feticisti,..) significa assopire l'istinto dell'uomo non per ragione ma per religione, infatti il perché questo endoismo greco-latino sia finito è molto semplice: la sua fine è avvenuta quando la religione cristiana ha conquistato l'europa, la sostituzione del profano con il sacro, e guardate un po', si torna al discorso teatro!

La pellicola non è solo un film erotico che vuole impressionare ma ha anche momenti abbastanza drammatici, che staccano per alcuni minuti l'atmosfera del film, come per esempio la scena dove la sorella del protagonista muore o in quella finale dove sua figlia viene uccisa sbattendole la testa sui gradini con un colpo secco, i corpi che rotolano giù dalla gradinata insieme al sangue lavato con l'acqua con estrema indifferenza, il cavallo bianco, a cui era tanto affezionato, nitrisce e un PP del suo volto, con quegli occhi azzurri senza vita danno un loro particolare senso di drammaticità, forse un senso di tristezza, pena per questo povero uomo.

Ascesa e decadimento di un personaggio storico, film chiave nella filmografia brassiana in quanto segna l'inizio di un nuovo Tinto che fa all-in d'ora in avanti sull'erotismo lasciandosi alle spalle il tanto amato e splendido periodo anarchico-surreale.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  09/10/2011 10:57:48
   6 / 10
Tinto Brass racconta la vita di uno dei personaggi più folli (non il solo) tra gli imperatori romani, non trascurando alcuna scena più "cruda", con la conseguente censura d'obbligo per quegli anni.

Neurotico  @  25/11/2010 10:25:38
   10 / 10
Visionario,malsano e perverso capolavoro di Brass.Due ore e mezza di efferate e sadiche violenze,orgie tra deformi,decapitazioni,sventramenti e sverginamenti vari.Un McDowell perfetto con scenografie e fotografia spettacolari.Mai un momento di stanca,un'atmosfera decadente fa da contorno a una narrazione dell'eccesso e della follia tra le piu' affascinanti ed estreme di sempre.Capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  26/08/2008 09:07:52
   7½ / 10
uno dei fil più vessati e persegiutati da censura e traversie varie.
la versione presentata a cannes (quasi 4h) ormai è andata persa per sempre, e l'unica alternativa per avvicinarsi il più possibile agli intenti dell'opera è recuperare quella distribuita in america da 156 min.
pure in questo caso, ahimè, avvicinarsi è una parola grossa, perchè troppi sono stati i cambi al timone, gli abbandoni, le coercizioni sul regista, tanto che ormai dell'impronta originale del film sono rimasti solo i confini nebulosi.
ho letto il commento sotto al mio che spiega già un bel po' dei casini che tormentarono la pellicola, quindi non starò a fare il pappagallo, ma non posso evitare di sottolineare anch'io come gli intenti artistici di brass siano stati brutalmente calpestati da guccione, emblematica di questo fatto la scelta di rendere protagoniste dell'orgia nella nave le sue starlette di penthouse e non i nani e le donne obese che voleva tinto.
io credo che sia un film da vedere almeno una volta (versione da 156 min, mi raccomando), per l'atmosfera decadente, passionale e allo stesso tempo corrotta, di una roma inusuale e feroce, zona franca per ogni barbaria e perversione istintiva.
ricordo che il film non lesina sulla violenza visuale e, nella scena citata sulla nave, è proprio porno (penetrazione in dettaglio, pompino, venuta in bocca), quindi magari è meglio che il vostro nipotino si faccia una cultura in peplum partendo da qualcos'altro.

Guy Picciotto  @  24/05/2008 10:06:20
   7½ / 10
è un grande porno kolossal , peccato non sia tutta opera di brass altrimenti ne sarebbe uscito davvero qualcosa di memorabile, ma hanno chiamato guccione a spostare la trama più sul porno-hardcore offuscando un po le intenzioni artistiche di Brass, cio non toglie che sia rimasto uno dei tanti film maledetti degli anni 70, forse il primo che io ricordi che tentò di fondere arte e porno hard-core assieme, ovvero inserire in normali scene da film drammatico e affresco-storico vere e proprie scene porno, un tentativo insomma di incastonare scene hardcore in una struttura filmica 'tradizionale', tentativo riuscito?? non lo so, ognuno guardandolo si farà la propria opinione , perché sinceramente questa pellicola è qualcosa di mai visto prima e tale rimarrà. Eppure io arrivo ad affermare senza esagerazione che questo non è un film pornografico in costume, ma un ritratto storico -psicologico di spessore, rispettoso di ogni fonte storica e letteraria. Il sesso come malattia, malattia del potere, certo non è il caligola di Camus però che ***** di tempi selvaggi gli anni 70 mamma mia....il Brass anni 70 non era ancora il Brass rimbambito che venne fuori dalla chiave in poi, il primo Brass aveva un gusto per l'immagine barocco e in alcuni frangenti viscontiano (si guardi salon kitty) e ne risente enormemente la messa in scena e la fotografia: un po Fellini, un po Visconti, un po Russell, con Guccione al comando e Brass fuori a 3/4 del girato si eccedette certamente nella componente hardcore ripudiando molta di quella intenzionalità artistica e scartando molto del girato originale di Brass , la verità è che Brass voleva girare un film alla Salò di Pasolini , farne una metafora da scagliare contro il potere, molto lontano dal prodotto patinato che voleva la produzione, pare che Brass avesse preparato una serie di sequenze molto forti con protagonisti donne grasse e nani (un po’ come si vede in SALON KITTY ma decisamente più forti) che fecero incazzare i produttori e soprattutto Guccione che aveva proposto per quelle scene le pornostar della sua scuderia, ed invece Brass optò appunto per le donne grasse. Guardatevi la versione senza censure di 156 minuti e non altre.

DarkRareMirko  @  29/03/2008 03:58:10
   6 / 10
La decorosa sufficienza fatta film praticamente.
Davvero, utilizzo questo film come metro di paragone per i film in bilico tra 5 e 6.


Innanzitutto purtroppo è un film troppo ostensorio (la macchinona che avanzando taglia teste ne è un perfetto esempio), Brass vuol far mostra (magari anche giustamente) di tutto ciò che ha a disposizione (attoroni di prima categoria, un costumista come Donati, etc.) e per far questo purtroppo esagera talvolta anche in tempi morti; nonostante ciò il film comunque non annoia mai, nemmeno nei suoi 135' della versione integrale (con scene hardcore, ricordiamolo, non volute dal buon Tinto).
Plauso per McDowell (indicatissimo per la parte) che, come al solito, non delude mai.



Magari nemmeno troppo esploitativo come molti accusano e fanno notare; visti i temi trattati infatti, Brass mi è sembrato addirittura contenuto.
Quindi un film troppo esuberante, che fa notare troppo di che pasta è fatto, ma che ad ogni modo risulta essere anche avvincente e decoroso.


Bravo Brass.

lampard8  @  07/11/2007 13:31:31
   5 / 10
Brass vuole cercare di rappresentare la vita di Caligola fatta di eccessi e stravaganze ma a mio parere toppa. Il film è piuttosto mediocre e la recitazione di McDowell piuttosto irritante. Evitabile

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  16/06/2007 18:59:06
   6 / 10
Bè insomma Caligula non è proprio il film che Brass voleva e dietro c'è una storia fatta di minaccie, cause legali ecc.
Quindi insomma la sua valutazione va presa con il beneficio dell'inventario.
Splendida la ricostruzione della Roma del tempo, non censura ninte, violento e sessualmente esplicito come gli antichi sapevano essere.
Per il resto la maggiorparte del film che sfocia nel porno non fu voluto da Brass ma da Vidal e quindi va giustificato.
Non convince Malcolm McDowell, un pò sopra le righe, non male sarebbe potuto essere molto meglio

AKIRA KUROSAWA  @  06/06/2007 18:53:52
   2 / 10
da qualche parte ho letto che è considerato l arancia meccanica dei tempi dei romani, ma per piacere. bravino solomcdowell

Gruppo REDAZIONE maremare  @  10/03/2007 00:05:46
   6½ / 10
Il film ha una sua originalità e una forte carica eversiva e dissacratoria, considerando l'anno di distribuzione.
Un soft-core d'autore.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/03/2007 14:35:58
   4 / 10
Non saprei come definire questo film, secondo dell'escalation hard (diciamo così) dopo il repellente (ma a tratti anche affascinante) "Salon kitty".
Tinto Brass, ineffabile nel suo pessimo gusto, ci conduce nelle avventure e nei vizi degeneri di Caligola, e non si puo' negare che la scelta di Malcom McDowell, diabolico e perverso come non mai (pure troppo a tratti) sia davvero azzeccata...
Volendo entrare nei parametri del film "storico" potrei dire che Caligola è antitetico e al tempo stesso complementare al vizioso (ma non amorale) Satyricon riletto da Fellini.
A quanto ne so, alcune copie sono state bruciate, e la censura ha decretato la condanna di questo film.
Il dubbio permane: capolavoro di trasgressione Camp o irrimediabile schifezza?
Consigliato agli stomaci "forti" visto che Brass non risparmia nulla (mi sembra ci siano anche sequenze di scatologia) ai malcapitati spettatori, al cui confronto l'"artistico" Greenaway sembra un chierichetto.
Film orrendo, quindi, ma talmente ambiguo nel suo efferato sadismo (pornografico? No, è puro trash d'autore) da giocare con le aspettative degli spettatori cosiddetti "aperti di mentalità".
Si corre il rischio di volerlo vedere fino alla fine, a tratti con inesauribile piacere, come del resto si fa con chi calca la mano in modo tanto pesante da oscurare ogni critica al servizio della "licenza di provocare fino alla totale abnegazione dell'artisticità fine a se stessa".
Cast straordinario, come un peplum qualsiasi.
Puo' valere 1 o 10 allo stesso tempo, a seconda della propria "passività visiva"

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Ultima risposta 02/03/2007 21.22.51
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