i compari regia di Robert Altman USA 1971
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i compari (1971)

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locandina del film I COMPARI

Titolo Originale: MCCABE AND MRS. MILLER

RegiaRobert Altman

InterpretiJulie Christie, Warren Beatty, Rene Auberjonois

Durata: h 2.01
NazionalitàUSA 1971
Generewestern
Al cinema nel Novembre 1971

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Trama del film I compari

McCabe è un millantatore senz'arte né parte. Constance è invece una entraîneuse di carattere decisa a difendere a tutti i costi la sua casa d'appuntamento, che una compagnia mineraria vorrebbe far demolire. I due si alleano per lottare insieme contro il sopruso annunciato.

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Voto Visitatori:   8,14 / 10 (7 voti)8,14Grafico
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Voti e commenti su I compari, 7 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/12/2011 12:04:02
   8 / 10
Western atipico dove Altman racconta il passaggio di un'America rurale di fronte al capitalismo avanzante. Non ci sono personaggi mitici da demolire, non c'è niente di mitico in questo film. Altman ci presenta due protagonisti destinati alla sconfitta, impossibilitati a ricrearsi un percorso nuovo perchè in fondo già "marchiati" dalla vita stessa, chi fra piccole ambizioni di uomo d'affari che si scontrano con la pochezza di capacità pratica, chi invece possiede tale capacità ma troppo indurita dalla vita precedente. Un sogno che non si concretizza, un sogno perso tra l'oblio dei fumi dell'oppio.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  09/10/2009 23:19:12
   7 / 10
Fra i rivolgimenti avvenuti negli anni a cavallo fra 60-70, ce ne fu uno che riguardò gli stili e i generi cinematografici del cinema americano. I vecchi modelli erano considerati sorpassati e i registi si sentivano adesso liberi, anzi in dovere, di inventare nuovi modelli, rovesciando stereotipi, utilizzando nuove tecniche, aggiornando i contenuti. Non sempre i risultati sono stati però all’altezza e spesso i film “nuovo stile” erano assai inferiori (nella resa emotiva e tecnica) rispetto ai vecchi classici.
Uno dei “revisori” del genere western fu Altman. Con questo film cercò di adattare il genere al realismo e alla verità, facendo a meno dei miti, delle forme visuali e delle categorie etiche e sociali usate fino ad allora. Lo si vede fin dai primi fotogrammi. C’è un paesaggio cupo, invernale, per nulla affascinante (si smitizza la grandezza del paesaggio). Si ha a che fare poi con gente di bassa lega, mediocre se non meschina, per lo più viziosa (niente a che vedere con i vecchi coloni, rozzi sì ma attaccati ai valori di lavoro e famiglia).
L’eroe (un Warren Beatty senza infamia né lode) poi è uno sbruffoncello volgarotto, anche lui mediocre e poco intelligente, attaccato al piccolo guadagno (apre un bordello, cosa inaudita in un film americano solo qualche anno prima). Tutto si tratta fuorché di un pistolero tradizionale.
L’unico personaggio “con le palle” è una donna (la brava Julie Christie), dello stesso stampo della mitica Vienna di Johnny Guitar; solo che fa la prostituta e non si perita della natura morale di quello che fa, anzi, il mondo delle prostitute è quello fatto apparire in migliore luce nel film.
Il film si trascina quindi per tre quarti senza colpi di scena, in una cronaca quasi prosaica della costruzione e del funzionamento del salone-bordello. E’ un misto di finzione filmica e tentativo di riproduzione senza filtri del reale. All’improvviso poi la situazione si vivacizza con l’intervento dei “cattivi”, che stavolta hanno il volto delle grandi compagnie commerciali, il grosso capitale, il quale non esita a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di raggiungere i propri fini.
L’ultima parte ricalca così lo scontro fra il protagonisti e i pistoleri, descritti però in maniera un po’ smitizzante (rozzi, brutali) e prosaica. In questa parte si crea tensione nello spettatore e in qualche modo l’eroe viene fatto riscattare mostrando il suo animo sentimentale e un inaspettato coraggio. Il finale però non è lieto, anzi molto malinconico e fatalista. Il cinema non era più ormai un facile dispensatore di illusioni e speranze, ma uno specchio delle difficoltà e degli scacchi del reale.
Oltre ai vuoti narrativi e alla lentezza, il film soffre di uno scarso approfondimento dei caratteri principali, di cui sfuggono le ragioni e la genesi dei sentimenti.
Di positivo c’è invece la tecnica filmica con diversi esperimenti o “sporcizie”, come le riprese in luoghi bui o controsole, che danno la sensazione di presa diretta. Belle e suggestive le riprese con la neve. Il film non è un gran ché ma Altman dimostra veramente grande bravura.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  26/07/2009 09:25:18
   8 / 10
Western singolare, dolcissimo nel raccontare la storia d’amore tra un pistolero fanfarone ed una prostituta. Delizioso nel descrivere la costruzione d’un bordello. Tenero anche nell’estenuante sparatoria finale, sopra uno scenario immenso foderato dalla neve.
Le canzoni di Cohen, piene di malinconia, forse le avrei trovate maggiormente adatte ad uno sfondo, come dire, più “metropolitano”; ma sono talmente graziose e delicate, che non possono che infiorare soavemente questo bel film di Altman.

Dick  @  12/09/2007 13:24:11
   8 / 10
Western con un simpatico protagonista fetecchione ed una donna all' apparenza decisa che in realtà che ha anche lei delle fragilità che vogliono mettere su un' attività che per altro riesce salvo poi venire soffocati dall' industrializzazione.
Oltre a questo tema dove alla prima parte abbastanza allegra e spensierata ed ironica sulla costruzione del bordello

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER se ne pone una dcisamente più drammatica c' è anche quello della storia d' amore contraddittoria in un ambiente squallido e della reputazione che il protagonista s' è costruito con furbizia.
A proposito di questo, ma quando

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/06/2007 12:33:32
   7½ / 10
riuscito wester che viene accompagnato da ottimi paesaggi e buone musiche!
dopo una prima parte che non mi ha convinto molto il film parte(dalla costruzione del bordello in poi)e tocca alcuni temi originali e li affronta con freddezza e precisione!
molto bravi i due protagonisti!
il finale mi è parso un po oscuro!

Tony Montana  @  05/04/2007 22:50:15
   9½ / 10
Bellissimo antiwestern.
Il maestro Altman dimostra di poter affrontare qualsiasi genere, anche quello dove in molti hanno provato a brillare, ma in pochi ci sono riusciti. E lo fa privandolo di ogni figura eroica, romantica, umana, ma ,soprattutto, di ogni speranza. Belle le musiche e la fotografia. Ottimi i protagonisti.

4 risposte al commento
Ultima risposta 21/01/2008 12.48.37
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  13/08/2006 16:01:09
   9 / 10
Uno dei migliori Altman di sempre, un western lirico influenzato dagli echi post-beat e progressisti del 68".
Un western atipico e affascinante (occhio alla splendida fotografia) che racconta le origini e le contraddizioni del capitalismo nell'America rurale e nella storia pioneristica degli stessi Usa.
Bellissima colonna sonora di Leonard Cohen

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