i bambini ci guardano regia di Vittorio De Sica Italia 1943
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i bambini ci guardano (1943)

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locandina del film I BAMBINI CI GUARDANO

Titolo Originale: I BAMBINI CI GUARDANO

RegiaVittorio De Sica

InterpretiErnesto Calindri, Adriano Rimoldi, Isa Pola, Emilio Cigoli, Luciano de Ambrosis

Durata: h 1.30
NazionalitàItalia 1943
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 1943

•  Altri film di Vittorio De Sica

Trama del film I bambini ci guardano

Pric˛ Ŕ un bambino lasciato dalla madre, fuggita di casa con un amante, e sballottato da un ambiente all'altro dal padre, modesto impiegato. La madre, tornata a casa, si lascia attrarre di nuovo dal vecchio torbido rapporto.

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Voto Visitatori:   8,03 / 10 (16 voti)8,03Grafico
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Voti e commenti su I bambini ci guardano, 16 opinioni inserite

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Oskarsson88  @  30/01/2021 11:35:41
   6 / 10
Andrò controtendenza, a me il film non è piaciuto molto. Al di là del coraggio di De Sica di fare un film antifamigliare in epoca fascista e di fare da precursore così al neorealismo (di queste due cose, tanto di cappello), la storia è un po' noiosa e anche abbastanza pompata per strappare lacrime e mettere il bambino sempre al centro come vittima. Bambino che non mi ha convinto troppo nella recitazione, anche se bene i primi piani, ma le scene di pianto mi hanno lasciato un po' interdetto. La figura della madre è forse caratterizzata troppo negativamente, sembra quasi un po' sessista su questo, mentre il povero buon marito incassa sempre tutto. Nel complesso l'ho trovato troppo forzato, non sincero, volutamente strappalacrime. Ora, probabilmente sono io che sbaglio, ma questo è quello che mi ha comunicato. Ovviamente, da contestualizzare, ma comunque non mi ha convinto per niente...

topsecret  @  02/12/2016 22:22:15
   8 / 10
Vittorio De Sica è stato un attore comico con grande personalità e un regista drammatico di enorme sensibilità.
Un altro capolavoro commovente diretto dal maestro sorano, apripista di quello che sarebbe diventato il cosiddetto genere neorealista, capace di coinvolgere lo spettatore in maniera totale e di farlo partecipe delle emozioni, dei drammi e delle incertezze che vivono i personaggi. Tutti gli interpreti fanno un figurone, il bambino protagonista è davvero straordinario, diretti con sagacia e sobrietà da De Sica che porta sul grande schermo un romanzo di Cesare Giulio Viola, co-sceneggiatore con lo stesso Vittorio e con Cesare Zavattini, proponendo una storia di contrasti emozionali e famigliari vissuti attraverso gli occhi di un bambino.
Un cinema d'altri tempi che merita la riscoperta.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  07/11/2013 22:58:05
   8 / 10
Devo smetterla di vedere certi film. Perché poi continuo a piangere.
Vittorio De Sica era... il Cinema Italiano. Punto.
Luciano De Ambrosis: uno dei bambini più espressivi mai visti sullo schermo.
Un consiglio: guardatelo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  17/07/2013 20:14:09
   7½ / 10
Bel film! ho dovuto riguardarlo perchè subito non mi aveva convinto in pieno(diciamo che non ero riuscito a seguirlo bene), ma la seconda visione è stata diversa!
Buonissimo film di Vittorio De Sica, affronta il tema dell'infanzia, al centro troviamo il piccolo Pricò, bambino che vive direttamente la crisi matrimoniale tra i due genitori: la madre (Isa Pola) è attratta da un altro uomo.
Il piccolo è costretto a vivere in una situazione difficile per un bambino di quell'eta, mollato una notte dalla madre (scappata) e sbalottato di qua e di la dal padre, a metà film tutto sembra prendere una piega diversa, ma è una totale illusione, e finisce in un finale tra i più tragici e commoventi visti! con una scena finale terribile, tristissima e lascia pietrificati!
Il film non risulta mai banale, e nemmeno troppo buonista, anzi, davanti al bambino troviamo una realtà cruda e difficile d'affrontare per un ragazzino di quell'età, dove la famiglia e la stabilità famigliare sono il punto primario per una crescita sana e un infanzia felice!
Seppure lo definisco minore di altri suoi film visti (la ciociara, ladri di Biciclette e Umberto D) i bambini ci guardano rimane una buonissima opera di De Sica, forse risente un po' dell'eta, ma rimane un film coinvolgente di un epoca passata. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  21/06/2013 12:57:33
   8 / 10
Ancor prima di "Sciuscia'" De sica dirige un altro film sul tema dell'infanzia.
In questo caso seguiamo il difficile rapporto tra un bambino e sua Madre, che tradisce ripetutamente il Padre con un giovane amante.
Il merito di De sica è quello di non cercare mai la lacrima facile, non addolcisce la pillola ma ci offre nuda e cruda la realta' della sofferenza infantile nel non riuscire a trovare una stabilita' familiare.
Il finale è a dir poco straordinario e ci regala un immagine che difficilmente verra' cancellata dalla memoria.
La storia è semplice (siamo pero' nel '43) ma il modo di raccontarla è unico come unico è il suo regista!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  13/03/2012 16:49:31
   8 / 10
Tratto dal romanzo "Pricò" (1924) di Cesare Giulio Viola, "I bambini ci guardano" è un dolente panorama domestico-genitoriale che dimostra come una coppia non sappia vivere un rapporto con il figlio piccolo. Considerato alla stessa stregua di un gatto fastidioso che sta sempre tra i piedi, Pricò subisce una situazione matrimoniale in evidente crisi romantica, data l'infatuazione della madre Dina (Isa Pola) per un altro uomo. Con lui fugge durante la notte, abbandonando la famiglia: padre (un bravo impiegato di banca), figlio e una domestica, i quali tenteranno di gestire al meglio la nuova imbarazzante situazione.

Pricò ha orecchie che sentono anche al buio delle menzogne e comprendono tristemente situazioni in cui diventa casuale spettatore, vinto dall'individualismo di chi lo circonda. Il bambino viene obbligato a confrontarsi con un mondo che prevede precetti che non gli appartengono, subendoli con rassegnata afflizione.

Ho visto, nella deprecabile moralità della madre, un pizzico di misoginia. Se è vero infatti che Dina cede fin troppo facilmente alle moine del suo amante, abbandonando il figlio fin quasi a volerlo smarrire, per contro la donna riceve sentenze e giudizi dalla nonna paterna, dalla congrega di coinquiline e dal gruppo di turisti estivi ipocriti (tra i quali brilla un giovane Ernesto Calindri), tutti impegnati in una lotta ad occhi chiusi fin troppo integralista.

Quello di cui è silenziosa testimone la regia di Vittorio De Sica è lo scioglimento dell'istituto familiare. In tempi non sospetti, e subito dopo il fascismo, la scrittura dello stesso De Sica, di Zavattini (alla sua prima collaborazione con l'autore di Sora) e di Viola si fa avanguardista, anticipando quei sentimenti frantumati e ormai inagibili che contraddistinguono i nostri tempi.

Tra congedi e rimpatri, avversioni e remissioni, il nucleo della famiglia è messo a dura prova da questo dramma di vita concreta che anticipa di poco il periodo neorealista. Lo sguardo d'insieme è impietoso e non fa sconti a nessuno; la tragedia è dietro l'angolo e le contrizioni dell'ultimo minuto sono costrette a fare i conti con mani che invece di stringersi al collo rimangono in tasca, e con spalle che sembrano essersi fatte forti e autosufficienti.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  20/12/2010 20:08:19
   7½ / 10
Oggi può essere visto come un film pieno di eccessi sentimentali ma De Sica ebbe la capacità di epurare gran parte dei piagnistei dosando alla perfezione le parti drammatiche,che non sono poche.
I bambini ci guardano,un monito oltre che un titolo; ma anche una domanda perché se i bambini ci guardano chi è che guarda loro?
La regia è drammatica,lascia pochissimo spazio a leggerezze.
è forse ancora lontano il De Sica migliore ma la sua capacità registica nel far recitare si nota eccome,il bambino/Pricò è straordinario e di una naturalezza clamorosa. Difficile rimanere indifferenti di fronte ai suoi primi piani e agli occhi pieni di lacrime,alla faccia disperata di chi subìsce le conseguenze di azioni non sue,incolpevole fino alla fine e anche alla fine l'unico che veramente paga. E Pricò paga le ipocrisie e le guerre di un mondo adulto che non capisce,l'indifferenza e il fastidio di chi non lo sopporta (la nonna è insopportabile). De Sica non sbaglia a seguirlo costantemente con la regia,partecipe delle sue sensazioni e fino all'ultimo al suo fianco.
Finale bello e tristissimo,indimenticabile il bambino protagonista.
Strappalacrime lo è,inutile negarlo,ma si differenzia e si innalza in meglio rispetto ad altri film del periodo. Curioso come sia potuta passare una critica alla borghesia così spiccata ed evidente nel periodo di regime.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/10/2009 17:39:04
   8½ / 10
Pur nella sua diversità, I bambini ci guardano vale lo stesso discorso di pellicole come Ossessione di Visconti, cioè segna un momento di rottura verso un certo tipo di cinema finora prodotto, affrontando tematiche familiari certo poco inclini al compromesso e ai voleri di regime. La sacralità della famiglia viene messa sotto scacco dalle pulsioni egoistiche dei suoi protagonisti, da un mondo piccolo borghese che vive le sue giornate raccontando le disgrazie altrui. Pricò è il testimone e vittima innocente di una realtà compromessa e lo stupendo finale lascia pochi dubbi. Una pellicola che cementa il sodalizio De Sica-Zavattini verso capolavori futuri.

Lunatico  @  02/09/2009 00:27:19
   8½ / 10
commovente.....da vedere!!!!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  27/07/2009 15:47:11
   8 / 10
Magnifico film di De Sica e Zavattini, penna imprescindibile dal regista come lo è stato Prèvert per Carné, collocando il mestiere dello sceneggiatore molto vicino a quello del regista; non a caso alla fine dei rispettivi sodalizi finirono anche i Capolavori. "I Bambini ci Guardano" è uno dei precursori del neorealismo, uscito nello stesso anno di "Ossessione" di Visconti. Sostanzialmente è un' anticipazione del ruolo fondamentale dei bambini nel cinema neorealista. Bambini che ci guardano, e guardano la realtà di una giornata che può passare rapidamente da una zuffa nel teatrino delle marionette, ad una zuffa verbale, psicologica tra le mura domestiche di una famiglia che si sta sfalsando tra i mormorii di vicini impiccioni, chiara critica del regista italiano a quella famiglia della porta accanto che non si fa' i ***** soa, sostanzialmente. Ottima comunque già la regia di Vittorio De Sica, con un importante uso delle luci (ma è una caratteristica che si vedrà soprattutto nei film sucessivi), importanti carrelli e una grande direzione degli attori; ma si sa, De Sica era famoso per riuscire a far recitare anche i sassi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  08/06/2009 13:54:02
   7½ / 10
Commovente, profondo e poetico questo film di De Sica. Sebbene il regista italiano farà di meglio in futuro, questo suo lavoro rimane nel cuore, soprattutto vedere la triste e coinvolgente recitazione del piccolo Pricò che vede ciò che gli succede attorno con l'innocenza e l'incolpevolezza di chi non si è ancora infangato nel dualismo umano. C'è anche Mas*****nni.

DarkRareMirko  @  10/02/2009 22:00:16
   9½ / 10
Superbo esordio per De Sica, in cui già si può notare l'assoluto controllo nel non realizzare sbrodolate sentimentali (pregio poi perfettamente inserito anche nel capolavoro Umberto D.) nonostante i temi trattati che spesso spingono alla lacrima facile.

Brevissimo cameo di un giovanissimo Ma*****nni ed attori davvero molto bravi, incluso il bimbo davvero diretto divinamente.

E' un film che tratta il tema dei genitori che se ne sbattono dei figli praticamente.

Maestosamente poetica la sequenza finale, molto sentita e drammatica.

Forse De Sica è stato davvero, tra i tanti, il top registico italiano e non.
La sua collaborazione (come in questo caso) col grande sceneggiatore Zavattini è poi devastante qualitivamente.

Molti dei film da lui diretti son capolavori assoluti da non perdere.

E, del resto, anche questo film si avvicina molto a questa definizione.

Imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR faith81  @  12/09/2008 10:28:03
   8½ / 10
film datato 1943, una delle prime pellicole del grande maestro. Il piccolo Pricò è la vittima del cambiamento della società che comincia a frantumarsi...Complimenti all'intero cast! Emozioni e sentimenti forti trattati con cura e passione.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  11/09/2008 19:24:59
   9 / 10
Ulteriore conferma della bravura e profondità di un regista con la R maiuscola. Anche questo drammatico film si impone come scuola del cinema mondiale. Commovente la performance del piccolo Pricò, nei cui occhi lo spettatore vive la sua profonda sofferenza che segnerà la sua intera vita.
Finale eccellente con un'intensa riflessione verso le conseguenze delle nostre azioni.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  17/08/2007 15:34:30
   7½ / 10
De Sica si conferma uno dei registi che hanno dato molta attenzione all'universo dei bambini. Li sa scegliere e dirigere benissimo (come si fa a dimenticare il bambino di Ladri di Biciclette e il bambino che segue solitario la bara di sua madre in Miracolo a Milano).
Questo film risente un po' del clima morale del fascismo. Viene in mente la canzone "Mamma mormora la bambina ... tu non compri mai balocchi, tu compri soltato profumi per te". E' una condanna dei valori edonistici e materialistici che portano all'egoismo e alla distruzione del valore fondante della società, che è la famiglia. Il film non fa però facile moralismo, ma scava nelle figure della madre e del padre, mettendo in evidenza soprattutto la debolezza delle persone. Purtroppo chi ne fa le spese è proprio quello che non c'entra niente (il bambino). Proprio quello che in teoria sembrerebbe il più debole si rivela alla fine il più forte, capace di affrontare il dolore e le difficoltà dell'orfanotrofio.
E' anche una critica ai pettegolezzi e alla superficialità della gente.
Zavattini continuerà nei film successivi il discorso di esaltazione dei valori di umiltà, semplicità, solidarietà, famiglia e lavoro.
De Sica è alle prime armi con la regia e si vede. Ha già però la stoffa per fare grandi cose.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  13/04/2007 14:04:01
   8½ / 10
E' il primo film veramente straordinario del binomio De Sica-Zavattini, un'opera che fonda le radici nel neorealismo e al tempo stesso ricorda moltissimo il cinema francese degli anni 30", soprattutto Pagnol, autore molto vicino al mondo dell'infanzia.
Ho ricordi molto vaghi di questo film, ma è commovente e poetico, e l'ultima grande scena lascia dentro un senso di vuoto e di dolore davvero difficile da dimenticare.
Brevi apparizioni per Giovanna Ralli (una bambina del collegio) e Mast.r.o.i.a.n.n.i (al suo primo film, poco piu' di una comparsa)

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