francesca regia di Bobby Paunescu Romania 2009
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francesca (2009)

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locandina del film FRANCESCA

Titolo Originale: FRANCESCA

RegiaBobby Paunescu

InterpretiMonica Dean, Doru Boguta, Doru Ana, Luminita Gheorghiu, Dana Dogaru

Durata: h 1.34
NazionalitàRomania 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2009

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Trama del film Francesca

speranza di una vita migliore, la giovane è pronta ad affrontare qualunque ostacolo, persino i dubbi e le preoccupazioni delle persone che le sono vicine. Il piano prevede che Mita, il suo ragazzo, la raggiunga in Italia non appena porterà a termine un piccolo affare in cui è coinvolto. Ma le cose prendono una piega infelice, vengono alla luce penose verità e le priorità cambiano.

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Voto Visitatori:   5,67 / 10 (6 voti)5,67Grafico
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Voti e commenti su Francesca, 6 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Scapigliata  @  24/02/2010 12.38.39
   6 / 10
Francesca è il simbolo di una realtà cosi’ attuale che sentivamo il bisogno di vedere rappresentata. Finalmente abbiamo conferma di cosa abbiano percepito da quelle parti dopo i vari fatti successi nel nostro paese. Dopo che si attribuisce con prepotenza ai rumeni la causa di tutti i mali che affliggono l’Italia, semplificando su di loro le responsabilità di ogni reato commesso, anche da altri, perché zingari, rom, rum tanto è uguale, ma soprattutto se nei salotti televisivi e su carta stampata si chiama in loro difesa solo Ramona Badescu, qualche conseguenza ce la si aspetta.

Un ******* alla mussolini o uno ******* al sindaco di verona sono le ovvie risposte ai mesi di campagne elettorali incentrate sull’odio all’immigrato. Quando le parole vengono fuori dalle istituzioni, il messaggio trasmesso e recepito ha il suo peso. Non concordo dunque con le accuse di razzismo, il regista esordiente descrive un sentimento evidentemente diffuso.

Detto questo, il film non risparmia neanche il proprio popolo traendo il peggio da esso (l’uomo che fa da tramite con l’agenzia, la banda, il fidanzato, il padrino) e dando cosi’ le colpe di questa mancata integrazione a entrambe le parti. Se infatti da un lato troviamo la paura che rifiuta e chiude le porte allo straniero, dall’altro abbiamo un popolo sconfitto, che nasce schiavo e incapace di decidere del proprio destino, come Francesca che non riesce a raggiungere l’Italia, come la madre anni prima di lei.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  06/02/2010 10.06.34
   5 / 10
Dopo la visione di questo film sono rimasta perplessa. Infatti ancora non credo di aver capito bene dove il regista volesse arrivare. Il film sembra inizialmente voler denunciare stereotipi e razzismo per poi finire a crogiolarsi proprio in essi.
Inoltre i personaggi sono poco approfonditi, di alcuni minori si potrebbe tranquillamente fare a meno, mentre per quanto concerne la protagonista è fin troppo statica, quasi assente.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  21/01/2010 14.43.08
   5 / 10
Non fanno certo piacere i parecchi stereotipi snocciolati nei confronti degli italiani,raffigurati come un popolo sessista,razzista e ben poco affidabile.In realtà il lavoro di Paunescu non è un concentrato di xenofobia gratuita,anche se permane il dubbio che qualche livore nei confronti del belpaese alla base ci sia.
A lasciare inizialmente più interdetti è l’approccio del regista,manco si fosse tornati ai tempi del cinema di propaganda.Paunescu,ora che le la Romania è entrata far parte della Comunità Europea e quindi l’emigrazione verso altri stati è più agevole,sembra quasi scagliare un monito verso chi si allontana dalle terre natie.
Il messaggio si delinea chiaramente solo avanzando nella visione,ed in fondo è molto più elementare,quasi misantropico nella sua interpretazione,perché Paunescu non lascia scampo neppure al popolo rumeno descrivendone i lati più insopportabili e violenti.Per il regista, Francesca,trentenne in procinto di partire per l’Italia,è l’unico spiraglio di luce in un mondo meschino,dove il "diverso" viene additato di continuo e lo sfruttamento del prossimo è la disdicevole prassi.L’argomento sarebbe interessante,ma il film è fastidiosamente statico e artefatto,costruito con fiacco realismo,inoltre non offre un intenso coinvolgimento e lo stile utilizzato,con innumerevoli inquadrature fisse,non convince,evidenziando ambizioni artistiche non supportate da adeguate capacità.
Troppo sfrontato Paunescu,il suo tentativo di calcare le orme del ben più estroso connazionale Cristian Mungiu sfocia in un’anonima e distaccata imitazione,un teatrino con personaggi troppo deboli.

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4 risposte al commento
Ultima risposta 22/01/2010 14.43.56
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  13/12/2009 22.33.26
   5 / 10
Tanta acqua è passata sotto i ponti dai tempi di Lamerica di Gianni Amelio, si vede. Manifesto (?) di rabbia e denuncia sociale, il film è proprio un'occasione mancata. In parte, perchè l'odissea verso una meta che non si vede mai è un'intuizione cinematografica di un certo peso.
Purtroppo, però, è difficile comprendere il senso di un film come questo.
Vorrebbe analizzare gli stereotipi e denunciare il razzismo, ma finisce per innescare un'autodifesa razziale (e razzista) che anche a me, francamente propenso a difendere i diritti di tutti, mi ha profondamente irritato.
V. per esempio il clichè dell'italiano "torello" che ama portarsi a letto tutte le procaci bellezze dell'est.
Ci vorrebbe un bagno d'umiltà, anche se è incontestabile il diritto alla libertà espressiva del cinema a proposito della polemica Tosi/Mussolini... v. epiteto di t.r... non proprio usato per i termini dispregiativi del mestiere più antico del mondo.
Dal punto di vista artistico, il regista crede di essere I Dardenne, ma gli manca proprio tutto. Camera fissa e mdp che segue da destra a sinistra una quotidianità meno spontanea di quanto egli creda.
Il film è di una staticità imbarazzante, e i personaggi mancano proprio di spessore psicologico.
In particolare, la protagonista nè carne nè pesce, quasi apatica davanti ai duri rischi che trova.
E che significato avrà mai l'amichetto gay uscìto da chissà quale produzione occidentale?
Non è un film utile, insomma. E i meccanismi sociali sono assai più complessi della superficialità di questo rumeno che parla di usura e di viagra come se fossero l'ago della stessa bilancia.

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/12/2009 01.11.55
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acompagn  @  06/12/2009 16.00.49
   8 / 10
grazie per il commento sul "democratico"sindaco di Verona Tosi

kampai  @  19/11/2009 17.18.45
   5 / 10
una sequenza di lughi comuni impressionante.banale.un qualsiasi programma d'intrattenimento avrebbe fatto meglio.

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