crash regia di David Cronenberg Canada, Francia, Gran Bretagna 1996
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crash (1996)

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locandina del film CRASH

Titolo Originale: CRASH

RegiaDavid Cronenberg

InterpretiJames Spader, Holly Hunter, Elias Koteas, Deborah Unger, Rosanna Arquette, Peter MacNeill, Cheryl Swarts

Durata: h 1.40
NazionalitàCanada, Francia, Gran Bretagna 1996
Generedrammatico
Tratto dal libro "Crash" di James Graham Ballard
Al cinema nell'Agosto 1996

•  Altri film di David Cronenberg

Trama del film Crash

Il regista pubblicitario James Ballard durante un incidente d'auto impara ad associare il piacere sessuale agli scontri automobilistici e al rischio di morire su un'autostrada. James inizia una relazione pericolosa con la dottoressa Helena Remington, che in un sinistro ha perduto il marito e riesce a coinvolgere la moglie Catherine in complessi scambi di coppia. L'uomo incontra e subisce il fascino di Vaughan, autore di ricostruzioni di famosi incidenti...

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Voto Visitatori:   7,34 / 10 (107 voti)7,34Grafico
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Voti e commenti su Crash, 107 opinioni inserite

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emasen4  @  20/01/2012 16.28.40
   4 / 10
Concordo con il commento sotto di me in pieno. Ho apprezzato altri film di Croneberg, per fare un esempio Videodrome, ma Crash non mi ha trasmesso assolutamente nulla. Si respirano anche in questo film le stesse atmosfere malsane di altre sue precedenti pellicole e ci sono i soliti temi ricorrenti sulla metamorfosi ma questo in particolare non l'ho trovato coinvolgente per niente anzi mi ha annoiato in più di un occasione. Risibili anche i dialoghi. Delusione.

Oskarsson88  @  14/12/2011 1.01.36
   6 / 10
Certo Cronenberg film normali proprio non gli riesce farli... può essere il suo bello, ma talvolta anche il suo brutto. Nel senso, l'idea di base è molto attraente e anche tutto quello che c'è dietro con la perversione umana e la tecnologia e la macchina che si uniscono nello scontro con la carne umana. Il problema è che la trama è quasi assente, e si susseguono quasi solo scene di sesso di tutti i tipi e ci sono più o meno solamente personaggi completamente di fuori e perversi... così come anche il contesto è surreale e irreale.
Nel complesso un'opera che lascia interdetti e chi mi sento di consigliare solo a chi apprezza un certo tipo di cinema...

gemellino86  @  26/11/2011 16.27.09
   7½ / 10
Il film più "cattivo" di Cronenberg. La perversione umana raccontata attraverso auto e corpi nudi. Personaggi ben fatti e storia angosciante ma interessante. Da vedere per gli appassionati del regista.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  08/10/2011 0.41.41
   8½ / 10
Viaggio nei meandri della perversione umana, corpi avvinghiati in violenti congressi carnali alla maniera delle auto che si scontrano e si penetrano le une con le altre, l'uomo alla guida della macchina come momento di un egoistico e furioso amplesso, l'inseguimento ad alta velocità dell'eccitazzione massima nel momento dello scontro che ci avvicina alla morte ("Magari la prossima volta", dice con tono consolatorio Spader alla Unger dopo essere finiti fuori strada e prima di consumare l'ennesimo rapporto sessuale), il feticismo dei corpi martoriati (come una carrozzeria distrutta) e innestati di protesi, ferri e cavi.
Il romanzo scandalo di James G. Ballard trova in Cronenberg il miglior tramite estetico che si potesse sperare: "Crash" non è solo la visualizzazione provocatoria e morbosa di una serie di macabre depravazioni (altamente sgradevoli le emulazioni di celebri scontri divistici come quelli in cui persero la vita James Dean e Jayne Mansfield) ma soprattutto un tuffo nelle profondità più recondite dell'animo umano.
La produzione Jeremy Thomas assicura una confezione di ineccepibile freddezza, Shore alle musiche fa miracoli e gli attori si calano con coraggio in ruoli decisamente scomodi (rovinandosi le carriere).
Disperato e disperante, un film maledetto che generò numerosi dibattiti. Non lascia indifferenti.

Invia una mail all'autore del commento nrgjak  @  07/09/2011 16.35.50
   7 / 10
Forse il cronenberg più perverso, un vortice di follia che amalgama corpo e metallo. La trama è ridotta all'osso (seppur originale) e sembra non succeda nulla, mentre scavando più a fondo nella mente dei protagonisti si scopre un mondo delirante e disturbante. Non per tutti

lukef  @  06/09/2011 22.18.10
   7 / 10
Difficile dare un giudizio, un po' come per tutti i film di Cronenberg. Personalmente non mi va proprio giù come stile ma penso ugualmente sia un gran regista.
Provando a dare un giudizio oggettivo si tratta di un'opera senza dubbio originale. Tutto il film è inserito all'interno di un disegno preciso e mentre lo si guarda si ha proprio l'idea di scavare dentro la mente e la perversione umana. Ma il punto nodale di tutta la sua filosofia è, a mio avviso, il senso di disturbo, di disgusto, di paura un po' per lo squallore di questo ipotetico presente, un po' per l'infrazione di taluni principi cardine della coscienza umana.. paura di sé stessi insomma, dei deliri in cui qualcuno potrebbe addirittura aver paura di cadere.
Che dire? Per disturbare, disturba (almeno me), solo devo ancora capire se questo tipo di disturbo sia una caratteristica positiva o meno per un film e se sì fino a che punto. Si potrebbe disquisire sul significato filosofico dietro al giudizio, se l'idea di finire la serata col magone alla gola sia una cosa bella o no e perché... in attesa di tutte queste risposte mi accontento di dare un voto "democratico".

Satyr  @  18/07/2011 20.03.29
   9½ / 10
Il corpo e la carne, da sempre protagonisti principali della poetica cronenberghiana, nella versione pù sgradevole e indigesta. Ma esiste forse un altro modo per raccontare in maniera così lucida e diretta il culto della perversione umana? Inferno dell'insoddisfazione e fascinazione per la morte. Alla fine di tutto, solo rottami. Come in un incubo senza fine.

somberlain  @  04/06/2011 18.27.35
   8 / 10
Mi sono schiantato addosso alla genialità cronenberghiana e ne sono rimasto affascinato, eccitato, come un meccanismo perverso...

sweetyy  @  02/06/2011 3.36.15
   3 / 10
L'idea originale appare come un'ottima premessa, peccato che il film sia estremamente piatto, un' alternarsi di scene di sesso e incidenti.. nient'altro.

lupin 3  @  31/05/2011 1.41.42
   4½ / 10
Magari sarà originale l'idea di associare il piacere sessuale agli scontri automobilistici ma a mio modesto parere questa idea l'ho trovata alquanto paradossale...lasciando stare questo ma la trama??? Mistero!

guidox  @  22/05/2011 2.33.11
   7 / 10
ossessivo e discretamente folle, sono pochi i registi che possono avere il coraggio di mettere in scena una cosa come Crash...e Cronenberg è senza dubbio uno di loro.
comunque non uno dei miei preferiti del regista, si gioca troppo su un livello di provocazione troppo esplicita.

gianfry  @  25/04/2011 15.26.31
   8 / 10
Straniante e allucinato! Crash è la perversione fatta carne e metallo. Un film che spaventa in maniera angosciosa per come riesce ad avvicinarsi in maniera così tangibile al lato più profondo e nascosto della vera natura dell'uomo. Crash è l'apice della Poetica Cronenberghiana che, da "Il Demone Sotto la Pelle" in poi culmina in questo film con la materializzazione delle sue Ossessioni !
Indimenticabile, ma non il suo capolavoro. Solo per veri appassionati del Cronenberg prima maniera.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  22/04/2011 23.44.43
   9 / 10
Ipnotico, disturbante, claustrofobico racconto di sesso, macchine, morte e ancora sesso. Cronenberg ci scaraventa in un mondo di ossessioni e si resta a guardare, attoniti. Straordinario.

incubodimorte  @  05/04/2011 20.18.35
   4½ / 10
Il primo film di cronenberg che proprio non mi è piaciuto. Ok il rapporto uomo-macchina, ma resta tutto molto in superficie. Poteva benissimo uscire un film porno. Poi anche noioso e ripetitivo.

Dosto  @  18/08/2010 0.50.33
   4½ / 10
Visto un pò di tempo fa e, come molti film di Cronenberg, non mi ha entusiasmato per niente. Secondo il mio parere ed il mio gusto personale Cronenberg sarebbe un ottimo regista se avesse fatto più film sulla scia di Inseparabili e di A history of violence, che per contenuti e tematiche si avvicinano, almeno in parte, ai temi cari al regista ma lo fanno in un modo diverso. E', quindi, il "come" Cronenberg mette in scena le sue storie che me lo fa risultare indigesto e addirittura a volte noioso. Che sia chiaro, sempre meglio di tanta roba che c'è in giro, ma, visto il talento che Cronenberg dimostra di avere in alcuni dei suoi film, io mi aspettavo di più.

pinhead88  @  15/08/2010 12.45.26
   8 / 10
L'Eros e il Thanatos inseriti in un contesto malato e angoscioso,finora uno dei più inquietanti di Cronenberg,ma che in realtà non va a parare da nessuna parte,se non nella solita stramba filosofia cronenberghiana del binomio uomo-macchina.c'è un qualcosa di poetico però nel suo essere insano,ma principalmente da un punto di vista estetico,insieme ovviamente ad una miscela di ingredienti che rende l'opera affascinante nel complesso.la fotografia bluastra,gli ambienti metropolitani e le musiche di sottofondo fanno apparire il tutto più morboso e affascinante,ma alcuni passaggi sono anche assai ridicoli,come ad esempio l'eccessiva copula con protesi ortopediche. i temi sono sempre i soliti del regista canadese,ma stavolta con una messa in scena più intensa e accattivante. avendo una trama non molto sviluppata stranamente non annoia quasi mai,forse un pochino nella prima parte,ma poi continua a reggere bene per tutta la sua durata.piuttosto inquetante inoltre la figura del fotografo voyeurista (E. Koteas),ben inserita e ben caratterizzata. infine ci sono delle sequenze erotiche molto carine, che nel contesto credo siano soprattutto quelle a regalare maggiore intensità verso questa pellicola.

RedPill  @  29/06/2010 21.06.56
   5½ / 10
Da grande regista cui è, Cronemberg, nel corso degli anni è riuscito ad imprimere ai propri lavori un'identità ben definita, uno "stile", una personale passione portante, capace di accomunare nella loro diversità, tutte le sue opere; è stato in grado di crearsi un marchio, un timbro composto da dettagli più o meno evidenti con cui lega e Contamina ogni suo (capo)lavoro, rendendolo unicamente riconducibile alla propria persona.Anche in questo caso, vi sono pochi dubbi sulle origini della pellicola.Crash parte da un soggetto vizioso e perverso che, conoscendo il regista, ha immediatamente attirato la mia attenzione.Purtroppo però, devo ammettere di esserne rimasto inaspettatamente deluso; l'atmosfera, molto naturale, è stata probabilmente l'unico vero elemento capace di stuzzicare il mio interesse, grazie soprattutto alla fredda ambientazione metropolitana, accompagnata da una base sonora poco invasiva ed intrigante che risalta una fotografia già di per sé abbastanza maliziosa.Più esplicito che efficace (Cronemberg non si è mai risparmiato sotto questo punto di vista) il film rimane spesso "in superficie", puntando principalmente sulla forza delle immagini stesse, senza mai affrontare in maniera decisa un discorso legato all'aspetto psicologico dei contenuti.La storia si mantiene costantemente sulla stessa linea d'onda dall'inizio alla fine, non ha sviluppo, tanto che, una visione a ritroso della pellicola non comporterebbe grossi problemi di comprensione, se non quelli esclusivamente legati all'ordine temporale degli eventi.Detto questo, non mi sento comunque di considerarlo un "incidente" di percorso del regista canadese, tutt'al più, si potrebbe definire una tappa obbligatoria per giungere, tre anni più tardi, ad una delle più alte espressioni di cinema Cronemberghiano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  21/05/2010 23.23.51
   9 / 10
Film fetido del maestro Cronenberg, che parte dal soggetto di Ballard, per costruire uno dei film che più riesce a far calare lo spettatore nelle sue tematiche.
Marcio, feticista, depravato, Crash è un film dall'atmosfera malsana e corrotta.
Pare quasi di sentire l'odore di quei sedili, intrisi di sudore, sperma e morte.
Il rapporto uomo-macchina è rappresentato in modo crudo, carnale, istintivo in un vortice di lamiere, morte e deturpazione fisica.
Un film che difficilmente si dimentica ma non consigliabile a tutti.

dave89  @  19/04/2010 20.34.57
   7½ / 10
altro bel film di cronenberg

Guy Picciotto  @  21/03/2010 21.31.08
   8 / 10
un elaborazione dallo scritto ballardiano pienamente riuscito (anche se cmq non è il capolavoro di Cron), Ballard è stato davvero epocale, scrittore visionario, distopico, il nostradamus del 900 io credo, proprio di sti tempi sto leggendo il suo "cocaine nights" romanzo del 1997, che acume, un umanità alto borghese oramai viziosa, cocainomane, in pieno stato di torpore, ed in perenne vacanza, recintata dalle telecamere di sicurezza in località balneari sempre più artificiose e omologanti.
Tornando a bomba al film, crash di cronenberg, pellicola durissima e lucida, Cronenberg mette in scena la società del (James) Dean, società che è arrivata all'estremo e non sa come aggiungere la novità se non con la morte. L'eccitazione come eversivo dal diverso, dal traffico che non c'è e aumenta, perché loro rappresentano la società che si accumula fino che la normalità sarà unica, ingorgo di persone che fanno la fila per il suicidio che è il capolavoro della loro vita, in cui l'apocalisse è il diversivo desiderato e cercato e l’orgasmo come l'unica cosa che conta, la società del Dean che gioca con le sue macchine, con la velocità, col sesso irrimediabilmente per(so)verso, con i suoi feriti a morte. CON LA MORTE

chem84  @  06/03/2010 19.20.40
   8 / 10
Letteralmente senza parole...ma cosa vuoi dire dopo aver visto una roba simile?
Niente, si prende semplicemente atto della malata genialità di Cronemberg (e di Ballard ovviamente che per primo ha partorito questa bizzarra simbiosi che si viene a creare tra uomo e macchina) e si applaude.
Per il resto, sui concetti espressi dal film si è già detto tutto e non mi dilungo oltre.

TheLegend  @  19/02/2010 4.54.22
   6½ / 10
Cronenberg non è sicuramente tra i miei registi preferiti così come questo film.
Non è sicuramente un capolavoro,come espresso da molte persone,tantomeno una boiata come detto da altri.
é un buon film perverso e malato che ha il difetto di essere ripetitivo e quindi noioso in alcune sue parti;dopo un pò,anche se piacevole all'inizio,non se ne può più di vedere gente che si fa chiunque.
Probabilmente il nome del regista ha inciso molto nella scelta del voto da assegnare a questo film....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR williamdollace  @  12/01/2010 17.31.46
   9 / 10
“Abolire la morte è il nostro fantasma che si ramifica in tutte le direzioni” Baudrillard

“Il rimodellamento del corpo da parte della tecnologia”: lo scontro furioso senza effetti rallentanti e rallentati da intelletto sopraffino e nessuna gioia degli occhi tranne la lamiera infilata nella retina della presunta morale, scontri, dolorosi, rapidi e violenti come gli amplessi sui cofani e negli abitacoli, schegge di vetro e carni ricucite che sprigionano emoAzioni corporee e sventranti in morti viventi dallo sguardo fisso e distante, da binocolo, arrancanti arrapati respiri furiosi in cerca di prede ancora da cacciare in un nuovo territorio da protesi urbana erotica in cui si ode metallica la sinfonia delle cicatrici sopra le geometrie degli strumenti di controllo, l’inseguimento/spostamento l’accelerazione/decelerazione di Vaughan come un corteggiamento animalesco con la sua carrozzeria movente estensione dell’organo sessuale ["Per lui, ferite del genere erano le chiavi di una nuova sessualità, generata da una perversa tecnologia; e le loro immagini stavano appese nella sua galleria mentale come oggetti esposti in un museo da macello"], la perfetta simbiosi degli organi che irrompe come unione di corpi rimescolati dall’adesione delle loro forme inarcate sulle lamiere per/lustrate, l’estensione di un dominio eccentrico ed incontrastato del traffico che veicola e controlla fuori campo come un fantasma le vite degli individui sconnessi ai margini del paesaggio di piloni e cavalcavia, le maniglie come clitoridi, le manopole del cambio come ca.zzi, le cicatrici come orifizi, il simbolo come manifesto eretto del corpo e sulle sue superfici, nella psicopatologia del sesso strumento di guida e cofano accartocciato dell’animo, la lingua che insegue l’esplorazione delle suppelletili da cruscotto, una portiera aperta verso il futuro imbevuto di morte, il sedile imbottito come casa, il volante come rampa di lancio per la perdita e l’ossessione di ogni controllo, l’orgasmo come sbandata e crash reiterato.


“Il fine ultimo di Crash, inutile dirlo, è quello di monito, di messa in guardia dal mondo brutale, erotico e sovrailluminato, che sempre più suasivamente c’invia il suo richiamo dai margini del paesaggio tecnologico” J. G. Ballard, postfazione a Crash, 1974

gandyovo  @  29/12/2009 18.16.29
   5 / 10
assolutamente non il mio film.

BrundleFly  @  03/12/2009 9.48.35
   8 / 10
Un film tanto malato e perverso, quanto incredibilmente affascinante. La regia di Cronenberg ti prende dall'inizio alla fine, con lunghe carrellate intorno ai corpi nudi dei personaggi che amoreggiano e primi piani di ematomi e cicatrici.
I personaggi sono uno più surreale dell'altro e alcune scene sono davvero spinte all'eccesso

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e se un film è riuscito in alcuni punti a farmi girare la testa dall'altra parte per la forza di alcune immagini, allora vuol dire che il regista ha raggiunto, almeno con me, quello che era il suo scopo.

simone p  @  24/11/2009 20.04.10
   5 / 10
Di sicuro non mi aspettavo questo genere di film da Cronenberg.
Dramma erotico con vari momenti di noia e situazioni paradossali.

Nutless  @  01/10/2009 12.06.07
   8 / 10
Considerando la continuità tematica di Cronenberg nella sua produzione filmica "Crash" è forse il film più cronenberghiano di tutti, quello in cui i due temi ossessivi del regista canadese (sesso e tecnologia) si fondono indissolubilmente.
La trasformazione del corpo attraverso le macchine, l'eccitazione che questo provoca, la necessità di sublimare il dolore del rito di passaggio con il piacere istintivo dell'atto sessuale. Sono proprio i prodotti della trasformazione (cicatrici) che creano la maggior eccitazione e che si sostituiscono addirittura agli organi sessuali...
"Crash" è un film teso, impressionante, disturbante, in cui il cinema e il pensiero di Cronenberg sono evidenti come non mai. La fotografia di Suschitzky e le musiche di Shore fanno il resto: forse impossibile apprezzarlo se non si conosce bene Cronenberg.

Crimson  @  05/09/2009 19.07.18
   9 / 10
"Stranamente, i nostri atti sessuali si compivano solo nella mia automobile. Nell'ampia camera da letto della sua casa d'affitto io non riuscivo infatti nemmeno a provocarmi un'erezione, ed Helen, divenendo polemica e distante, parlava a non finire dei lati più noiosi della sua professione."

(da 'Crash' di J.G. Ballard, ed. Feltrinelli, pag 74)


Siamo noi, intesi come parte integrante della società post-moderna, i protagonisti di 'Crash'. Siamo figli del secolo della "morte del sentimento" (cit.), accomunati da un ateismo che non è la conseguenza di una ricerca interiore ma sviluppatosi piuttosto in funzione di una necessità dell'Io di liberarsi del vincolo morale di un d.io che possa frenare il piacere irresistibile di rendersi schiavo del leitmotiv della società in cui viviamo, quella del "tutto è possibile". In questa 'nuova' prospettiva stiamo rigettando il futuro in favore di un presente allargato a dismisura dal moltiplicarsi delle possibilità di appagamento dei nostri piaceri, che una volta soddisfatti ci rimandano un'immagine di noi stessi priva di contenuti, effimera; maschere omologate di noi stessi in un mondo sempre più tecnologico in cui proviamo quotidianamente il piacere perverso di poter ottenere tutto in molte forme, e andiamo a letto (in tutti i sensi) convinti di essere in possesso dunque di capacità illimitate di concettualizzazione. Questo presente si ripete in un circolo vizioso, ci allontana gradualmente da un futuro vero e possibile ma totalmente inarrivabile. Giungiamo a perdere il valore della vita e la paura della morte in una sindrome di onnipotenza pericolosa per noi e per gli altri. La tecnologia è il nostro fiero prodotto-feticcio, mezzo di appagamento, culla di una perversione diabolica. Viviamo questo connubio in una danza macabra che è l'emblema del raggiungimento di un modo nuovo di vivere, ma non di esistere. I protagonisti di 'Crash', in sintesi, provano quotidianamente l'eccesso, si sostituiscono al libero arbitrio, hanno un concetto di 'libertà' fittizio e attuano dunque la negazione dell'esistere, dell'esperire, del riflettere, del provare emozioni, del concepire un futuro.
L'auto è una metafora sessuale eppure anche il crogiolo della perversione, in cui il sentimento è sostituito dal piacere che se ne ricava dall'unire l'atto sessuale al desiderio di mutilazione e autodistruzione. Simboleggia altresì il potentissimo e pericolosissimo connubio della società omologata, tra uomo e tecnologia. Un legame indissolubile che come ho letto da qualcuno, in un'immagine eloquente, conduce alla progressiva "meccanizzazione dell'Io".
Cronenberg fin dalla fine degli anni '60 aveva mostrato interesse per l'omnisessualità e la modificazione della sessualità in concomitanza dell'avvento sempre più massiccio della tecnologia nelle nostre vite. Il romanzo di Ballard e questo suo capolavoro degli anni '90 sono la perfetta sintonia che fantascienza letteraria e cinematografica potessero trovare.
Colonna sonora di Howard Shore brillante e calzante. Ciascun attore è in grado di ritagliarsi un ruolo indimenticabile. Il protagonista è in effetti James Ballard, ma dopo la visione del film è difficile non mettere sullo stesso piano l'imponenza fisica e carismatica dei personaggi che si rincorrono, si scambiano e si congiungono in coiti e scontri assurdi e morbosi, uniti da una perversione comune che li ha resi tutti uguali. Ed è questo il maggior merito del film, quello di tradurre sapientemente la spersonalizzazione e di rendere ogni personaggio la copia identica di ciascun altro, in conformità ad una sceneggiatura perfettamente ripetitiva e alienante.


"And then you die
Part of a generation
Whose minds are all polluted
By the habit of consumption
No need to get a life
Everything's been taken care of
Your back bone is attached to strings
In the puppetplay you're part of"

(J.C.D.K. '92)

carriebess  @  22/07/2009 11.06.34
   9 / 10
la migliore interpretazione del concetto e del legame uomo-macchina.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  19/07/2009 20.23.49
   8½ / 10
Scorre assieme al sangue del metallo fuso. La carne va verso un mare di lamiera. Tutto si contorce in un sistema nervoso fatto di tubi, cinghie, cavi elettrici, in un amplesso metallico che strige a sé il corpo umano.
In una vita senza più significato, l’alta velocità, il rischio, il dolore proprio e quello degli altri, sono le uniche sorgenti ove attingere il senso del piacere. L’incidente automobilistico diviene dunque momento d’orgasmo. Esperienza da ricercare e riprovare più volte. Come se nulla vi fosse di eroticamente vivo se non durante quel momento di sofferenza e distruzione che ci avvicina alla morte.
Disturbante e incantatorio, “Crash” tocca un’altra tappa del personale itinerario di Cronenberg. Ne approfondisce una delle tematiche ricorrenti: il rapporto uomo-macchina. E come in altri suoi film, il regista ce l’appiccica addosso, ce la fa provare, ci turba e quasi ci fa vergognare.

bulldog  @  16/07/2009 0.08.41
   8 / 10
Ottima trasposizione del concetto di Ballard.
Ipnotico.

Invia una mail all'autore del commento Banana Pie  @  02/07/2009 16.37.07
   8½ / 10
Mi è risultato il film più disturbante di Cronenberg, questo è un punto a favore se preso oggettivamente, ma dal mio punto di visto soggettivo ho vissuto la visione del film in modo angosciato. Sono ben addomesticato a film dalle atmosfere claustrofobiche, come quelli di Cronenberg stesso, Lynch, Shinya Tsukamoto... eppure questo è veramente l'unico che mi ha messo addosso una angoscia opprimente.
Classico film Cronenberghiano con tema principale la corruzione della carne, con una vena sensuale/grottesca e masochista in questa tendenza; lascia veramente il segno. Unica pecca: le tematiche di Cronenberg cominciano a somigliarsi, non per niente ultimamente il regista pare abbia cambiato direzione dimostrando di saper rinnovarsi [anche se le opere migliori secondo me rimangono i primi lungometraggi, più genuini]

synthpiano  @  17/06/2009 15.57.01
   9½ / 10
In questo film Eros e Thanatos (rapporto introdotto da Freud) coincidono

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER attraverso il rapporto uomo/auto. Cronenberg mostra al pubblico la nascita di nuovi tipi di sessualità introdotti dalla tecnologia: come macchine, infatti, i protagonisti non riescono a raggiungere l' orgasmo se non è presente la figura dell' automobile (simbolo delle "cose artificiali"). Un film freddo (soprattutto grazie alla geniale fotografia e alla colonna sonora), senza compromessi (allo spettatore viene mostrata ogni cosa, senza censura) e con una triste visione del mondo: i corpi distrutti e martoriati dei protagonisti sono il simbolo del desiderio di liberazione degli uomini attraverso l' atto sessuale, ma che si rivolta contro chi lo ricerca, in una società che non può che autodistruggersi.

AKIRA KUROSAWA  @  04/06/2009 2.16.04
   6½ / 10
lo davano uno dei migliori di cronenberg, secondo me ha fatto molto ma molto di meglio, non ci ho trovato la genialita che di solito c è nei suoi film, carino ma secondo me nulla di speciale

paride_86  @  16/03/2009 16.05.02
   6½ / 10
Particolare esperimento di Cronenberg, che in "Crash" si cimenta con un erotismo potente e meccanico, metafora di pulsioni ancestrali e moderne al tempo stesso. Ne sarebbe uscito fuori un ottimo film porno, forse.
Saranno le facce degli attori, sarà la circoscrizione degli ambienti rappresentati, eppure assomiglia molto ad un film di serie B.

ide84  @  19/02/2009 23.55.46
   5 / 10
E' inutile..nel rapporto uomo-metallo-macchina non troverò mai più nulla del livello di Akira ( e se il film è bello, il fumetto è ancora meglio ). La visione di questo film mi ha riportato alla mente Tetsuo..non vedevo l'ora che finisse. Pure io vivo in camporella ma non è che mi faccio tutti questi viaggi mentali, se siete in cerca di un film alternativo comunque dategli un'occhiata. Qualcosa che si salva c'è..

BillyWilder  @  01/02/2009 18.26.55
   8½ / 10
L'elogio alla follia di David Cronenberg. Film così se ne vedono raramente

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  15/01/2009 1.56.05
   7½ / 10
Lo vedevo e dicevo: non posso credere che lo stanno facendo sul serio!! Solo a cronemberg poteva venire in mente questa trama...ma la cosa strana sapete qual'è? Che tempo dopo aver visto quest'opera ho conosciuto qualcuno che lo faceva davvero!!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  18/12/2008 13.02.14
   10 / 10
Un groviglio di lamiere contorte che rimandano all' immagine di corpi in un' orgia perversa. Sensazionale. E' questo il termine adatto, nel vero senso della parola. Cronenberg è il regista delle sensazioni, come se fosse disposto di un allacciamento al nostro sistema nervoso in grado di trasmetterci le sue ossessioni. L' interazione della carne con il metallo (ve lo ricordate James Wood che si scopa con la pistola), il rapporto uomo/macchina, una visione pessimista di una società ormai sempre più nichilista che trova nel piacere del dolore una variante all' orgasmo "..un incidente automobilistico è un momento fertile, non di distruzione(più o meno)". Dunque "Crash" non è affatto una pellicola di solo sesso e scontri automobilistici, ma anche se fosse, come esempio di cinema che non pretende di essere certo un docu-film, ne va dato atto di assurgere a ciò che il cinema stesso rappresenta prima di tutto, una storia ben raccontata.

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Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  12/12/2008 21.16.26
   8 / 10
E' difiicile da commentare.
So solo che mi è piaciuto molto.
Tutto molto estremo, fuori dal comune e devo dire che mi ha lasciato veramente sorpreso.
Non so neanche se si può definire "Ossessione Sadomaso".
Un film da vedere per chi non ha particolari pregiudizi.

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Ultima risposta 18/12/2008 11.02.04
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donfabios  @  30/10/2008 1.57.56
   6 / 10
mi aspettavo molto di più da un regista che ammiro parecchio come cronenberg... sicuramente il suo peggior film che io abbia mai visto. siamo lontani anni luce dal pasto nudo.

goldtw  @  11/09/2008 0.24.26
   6 / 10
concordo abbastanza col commento(negativo)sottostante,stavolta non riesco ad urlare: "capolavoro"!uhm...sono rimasto spiazzato!sicuramente questo crash non ti lascia indifferente dopo la visione,potrebbe essere comunque un pregio.le opzioni reazionali sono 2: una forte tentazione di mandare a cag.are il regista o di amarlo perennemente..insomma,o è bianco o è nero,non si scappa!è comunque interessante il rapporto "sesso/carne/morte/macchina/distruzione",nonostante questo concetto tormentoso diventi troppo ripetitivo dopo un'ora e quaranta di film...tutto sommato si vede la passione con cui cronenberg dirige questo crudo e assai malato lungometraggio anni '90.non lo boccio,però ha deluso le mie aspettative...di parecchio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  28/07/2008 23.23.37
   4½ / 10
Allora premetto che ho visto poco e niente del primo Cronemberg, avevo guardato La Mosca è non mi aveva entusiasmato più di tanto, così per colmare questo vuoto mi sono iniettato Crash.
Inizia il film...sesso, continuo a vedere...sesso, mi faccio convinto che qualcosa prima o poi accadrà...ma ancora sesso nell'ultima scena. Ah dimenticavo che ho visto anche qualche incidente d'auto, si è vero.
Che la Holly Hunter sia una gran gnocca è assodato, così come è certo che Cronemberg non ha idee, ma neanche mezza. Ossessioni, solo quelle, la domanda è: che me ne faccio delle sue manie? E' chiaro che possa piacere a qualcuno, a me personalmente non ha neanche dato fastidio, non è nè carne nè pesce, mi è completamente indifferente. Non so neanche che voto mettere vabbè.
Allora se è così preferisco di gran lunga film come History of Violence e La promessa dell'assassino, almeno una storiella c'è l'hanno.

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Ultima risposta 01/04/2009 17.31.22
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popoviasproni  @  01/07/2008 18.37.45
   7½ / 10
Perverso, malsano, spiazzante, crudo e nudo.
Bel soggetto per una sceneggiatura ridotta all'osso ma dall'atmosfere calde e vibranti con sequenze di grande impatto erotico.
Da recuperare!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  24/04/2008 16.22.40
   4 / 10
Mamma che film del *****.
Spiegatemi voi la trama! Sesso, incidente, sesso incidente… fine! Certo, certo, questo è un capolavoro sicuramente, non c’è dubbio… ma dai fatemi un piacere. E’ un film scandaloso e palloso fino all’inverosimile! Senza trama e senza senso… Il peggior film di Cronenberg che ho visto fino adesso.
Qualcuno dice che questo film o si ama o si odia… stranamente però lo amano quasi tutti!!! Chissà perché, ma basta vedere la media!!! FACCIAMOCI CORAGGIO NOI POCHI CHE ODIAMO ‘STA ROBA E METTIAMO 4!!! AHAHAHAHAHAHAHAHAHA :-)

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Ultima risposta 30/04/2008 20.27.57
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  31/03/2008 0.47.52
   4 / 10
Cronenberg è uno dei miei registi preferiti ma questo film è davvero pesante e anche un pò bruttino visto che non sono riuscito ad arrivare alla fine. Va beh la perversione sessuale, va beh la commistione uomo macchina, però qui mi sembra abbia toppato alla grande. Si riprenderà alla grande coi film successivi. Crash è un ottimo film hard, almeno ha una storia, ma non me la sento di giudicarlo un gran film.

Max78  @  30/03/2008 15.13.45
   7½ / 10
Molti registi di film Hard, dovrebbero prendere esempio da Cronenberg,
sfiora la sfera delicata della sessualità, per poi prenderla a schiaffi e agitarla come fosse una lattina di Coca cola.......
Il risultato è un piercing cinematografico , una pellicola dal potenziale altamente coinvolgente e perverso, che per quanto mi riguarda pecca un pò forse nella narrazzione , se questa può avere senso in
un film del genere.


Il sesso è bello perchè vario.

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Ultima risposta 30/03/2008 15.26.41
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  15/03/2008 15.18.44
   8 / 10
Questo film è perverso quanto noi.

E' inutile gridare allo scandalo di fronte a un'opera che non fa altro che disvelare le zone più o meno latenti del nostro essere.
In un clima irreale, creato puntando sull'eccesso, Cronenberg mette in scena l'anima voyeristica dell'uomo, "malatamente" incline a bearsi delle sofferenze altrui e proprie, e che trae godimento ed ebbrezza dalle situazioni estreme al confine tra la vita e la morte, nonchè dalla morte stessa.
Le ferite e le cicatrici rappresentano i segni tangibili di quella parte "oscura(ta)" del soggetto che, collateralmente a una visione estrema e promiscua del sesso, determina nella messa-in-scena "cronenberghiana" un ribalatamento dei canoni della morale tradizionale.
Ciò che appare malsano e perverso diventa la normalità perchè fa parte ineludibilmente della natura umana.

pino08  @  10/03/2008 16.29.06
   10 / 10
E' vero, il film è malatissimo. Ma non in un modo fine a se stesso.
Probabilmente aver letto il romanzo di Ballard aiuta a comprenderlo fino in fondo, soprattutto a non confonderlo per un film basato solo sul sesso. Di sesso in effetti ce n'è veramente tanto, ma il centro del film sono gli incidenti stradali. O per meglio dire quello che ne esce fuori, sia in senso fisico che psicologico...

"After having … been constantly bombarded by road-safety propaganda, it was almost a relief to find myself in a real accident"

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  10/03/2008 15.27.55
   10 / 10
Morte, amore, sesso, corpo, macchina, mente. Messe così sembrano parole senza senso. Secondo me, invece, sono questi alcuni ingredienti del cinema di Cronenberg, tutti presenti in questo capolavoro. Ovviamente per capolavoro non significa che debba piacere a tutti, in effetti è una di quelle pellicole difficili, che lasciano molto spazio allo spettatore. A fine film, però. Durante, lo spettatore viene investito da una serie di immagini che non lasciano (quasi) mai indifferenti (complice la bellissima fotografia), anche grazie alla regia impeccabile.

Amore e morte sono due concetti tipici del cinema di Cronenberg. La pulsione sessuale, il coito, la repulsione, strade che portano alla deflagrazione e solo nella deflagrazione trovano senso pieno. Il corpo umano si dissolve, si fonde alla macchina, si confonde con questa. Il risultato è un film forte, in cui confluiscono tuttu gli elementi dei film passati, in un'evoluzione che porterà a tutt'altro, poi, in futuro.

Alla base di ogni capolavoro (non solo cinematografico) c'è un'ossessione. A seconda dell'ossessione, il capolavoro può essere recepito in maniera più o meno gradevole. Non credo sia un limite del fruitore, ne dell'opera fruita. Io ho amato questo film, pur essendo difficile da digerire in alcuni passaggi.

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xxxgabryxxx0840  @  04/03/2008 19.28.42
   6½ / 10
Film veramente malato e disturbante, forse anche eccessivamente. Mi aspettavo qualcosina di più

NandoMericoni  @  15/02/2008 11.38.03
   3 / 10
a me ha disturbato non poco, film allucinante...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  05/02/2008 18.58.10
   10 / 10
L'automobile, il corpo umano e la sessualità sono al centro di Crash. L'oggetto feticcio per eccellenza diviene il punto d'incontro tra sesso e morte. La passione fredda tra i due protagonisti del film (James Spader e Deborah Unger) trova quel qualcosa che riesce a stimolare le loro fantasie sessuali, di trovare quel piacere a loro negato nella loro routine quotidiana. Grazie al personaggio chiave di Vaughan (un Elias Koteas mai così bravo) si schiuderà loro un mondo nascosto totalmente alieno fatto di attrazione per gli incidenti stradali. La macchina diventa il mezzo di approcci, corteggiamenti in mezzo al traffico ed "esplosioni di fertilità" ribadito dallo stesso Vaughan, uomo dal passato scritto dalle cicatrici del suo corpo (caratteristica presente in una certa misura nel Nikolai di Eastern Promises) e ossessionato dagli incidenti stradali famosi. Il film di Cronenberg nella sua apparente asetticità, ci svela un mondo malato, perverso, alla ricerca di un piacere che ai nostri occhi è fine a se stesso e permeato di un'atmosfera quasi futurista, malgrado la vicenda sia ambientata ai giorni nostri. Bravissimi anche i personaggi comprimari di Holly Hunter e Rosanna Arquette, quest'ultima sintesi perfetta della contaminazione tra corpo umano e macchina. Infine Una lancia a favore deve essere spezzata alla colonna sonora di Howard Shore, semplicemente perfetta nel suo essere straniante e magnifico contrappunto all'atmosfera malata del film.
Ci sono stati molti film definiti a sproposito "maledetti", Crash non è certamente fra questi.

flynt  @  01/02/2008 11.33.23
   5½ / 10
Non sono rimasto pienamente soddisfatto da qsto film. Il che mi è parso quasi strano, dal momento che ho apprezzato in maniera particolare tutte i film di cronemberg che ho visto . L' idea di fondo che ha voluto rappresentare il regista mi ha subito incuriosito, intrigato....ma dopo la prima mezz' ora ho avvertito le successive scene prima monotone, poi pesanti e forzate. Ho apprezzato il fatto che il regista, come gia ha notato qualcun altro , abbia isolato la perversione, l' abbia messa in primo piano , tralasciando descrizioni e dettagli relativi ai protagonisti e all' ambiente circostanze. Quella che ho visto messa in scena è l' idea della perversione, e la sua piu' morbosa rappresentazione attraverso l' occhio del regista. e fin qui ci siamo. Ma dopo alcune scene non sono riuscito piu' a calarmi e condividere il piacere prodotto da tale morbosita', e quindi non mi sono sentito trascinare dalle immagini.... e forse proprio questo aspetto ha influito sul mio giudizio negativo. Mi sono sentito distaccato e non coinvolto dal film. Mi aspettavo sicuramente qualcosa in piu', oppure un evoluzione diversa dei fatti....ma evidentemente , torno a ripetere, il fatto che non sono stato affascinato dalla perversione che il regista ha voluto rappresentare, ha inciso molto sul mio giudizio.

gei§t  @  20/12/2007 18.54.30
   5 / 10
inizia col botto e finisce nella noia. Già a metà del film non sopportavo più i protagonisti e le loro manie malate.
il tema trattato è abbastanza interessante ma alla fine ci si ritrova ad assistere ad una carrellata di amplessi consumati sui sedili delle automobili.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  17/12/2007 16.09.44
   8 / 10
In un freddo tripudio di lamiere contorte, la morte lascia il posto ad un brutale e carnale istinto sessuale.
Forse la prossima volta sarà diverso.

cemsal  @  15/12/2007 20.33.43
   4 / 10
Cioè, non è che basta fare un film su psicolabili sessuofobi che automaticamente viene fuori il capolavoro... giustissimo il commento più in basso in cui il regista sembra dirci: "ciao ragazzi, sapete che esiste gente così?" e punto e a capo.
A me non è piaciuto per niente, e l'ho guardato dopo aver visto ed apprezzato altri film di Cronenberg (La mosca, A history of Violence, Spider, Il pasto nudo), alcuni dei quali davvero molto. Certo le scene erotiche sono interessanti, ben pensate ed effettivamente coerenti (rispetto al film).
Mah, davvero non mi ha convinto per niente.
Mi spiace.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  15/12/2007 19.11.34
   5 / 10
Personalmente ho trovato il film disturbante e non tanto per le tematiche che tocca ma per il modo, Cronenberg affronta la tematica con morbosità e spirito vojeristico, l'approfondimento psicologico dei personaggi che dovrebbe essere il punto centrale del film lascia spazio al racconto invadente delle loro dinamiche sessuali che poi risultano essere le protagoniste del film.

Sicuramente il film è un pugno allo stomaco, ma per come è affrontata la tematica non se ne capisce il motivo, quasi il regista volesse dire "Venite a guardare questo film ESISTE GENTE COSI'", l'ho trovato un pò superficiale nel senso che avrei preferito una maggiore attenzione.

Il film disturba e senza motivo

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Ultima risposta 24/12/2007 00.29.49
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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  14/09/2007 21.32.05
   8 / 10
Un film sull’ossessione: l’ossessione del godimento sessuale abbinato alla visione o all’esperienza dello shock e della distruzione violenta, operata da un incidente stradale. In altre parole sentirsi realizzati e soddisfatti solo in presenza della morte, anche della propria.
Cronenberg ci vuole fare vivere quest’ossessione allo stato puro. I personaggi agiscono fuori della realtà: si accenna di sfuggita al loro lavoro, non si sa se hanno famiglia, amicizie, attività varie. La cinepresa ce li isola dal resto del mondo e ce li mostra mentre consumano sesso o assistono a ciò che può provocare loro qualcosa che li ecciti, che stuzzichi o nutra la loro mente monomaniacale. Non si vedono mai a tavola o che mangiano qualcosa, si alimentano solo della propria ossessione. L’ambientazione periferica, anonima, buia o grigia, le splendide musiche (mamma come sono belle) fanno il resto, creando un’atmosfera perversa, emotivamente tesa.
Gli attori danno poi vita a personaggi che rimangono impressi. Catherine è un personaggio posseduto dal “piacere”. Sempre svagata, persa nella sete di sesso, il più perverso possibile. Un desiderio e un atteggiamento che le si legge bene in faccia. Il personaggio centrale è però Vaughan. E’ un’altra grande incarnazione dell’archetipo romantico dell’eroe maledetto. Conturbante, misterioso, dotato di fascino magnetico: è lui che trascina verso il male e il parossismo chi gli sta intorno. Sono sue le teorie su una “forma benigna di neuropsichiatria” e il progetto di trasformare il corpo in un oggetto metallico perfetto. La sua grande forza interiore, la voglia di superare qualsiasi limite, il desiderio recondito di morte come amore assoluto, lo porterà all’eroica autodistruzione.
Rimane il personaggio di James, impersonato in maniera banale, quasi scialba (volutamente?). Lui rappresenta la “normalità”, la quale si lascia attirare e affascinare dall’ossessione degli eroi maledetti. La parte “oscura” dell’animo umano è quella che vince e attira a sé la parte “normale”, questo mi sembra un altro messaggio del film di Cronenberg.
Lo scopo di questo film è ambiguo: può essere uno stimolo alla voglia di morbosità di tanti spettatori, ma può essere anche un’avvertimento della “ragione” a stare in guardia dall’abbandonarsi a certe ossessioni. Si tratta comunque di un film di valore.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  01/08/2007 23.21.07
   7 / 10
Perversissimo film di Cronenberg che tocca ancora una volta il rapporto tecnologia-uomo e la trasformazione del corpo.
Pur avendo ammirato molte sequenze (su tutte il passaggio della macchina vicino all'incidente appena successo) non mi ha convinto completamente: alcuni comportamenti dei protagonisti mi son sembrati a volte inspiegabili o comunque perversi all'inverosimile.

giusss  @  20/07/2007 4.12.59
   4½ / 10
I protagonisti del film cercano l'appagamento sessuale provocando incidenti stradali e facendo sesso nelle auto accidentate.
Guardano videocassette di incidenti stradali come se fossero film porno.Questo è quello che mi ha colpito di più.Pero' il film è troppo freddo,non è riuscito a prendermi minimamente,le atmosfere sono troppo irreali e fuori dal tempo.Il film risulta lento,ripetitivo e pieno di perversioni.

Living Dead  @  07/07/2007 14.54.58
   10 / 10
Ecco un tipico film che o si ama o si odia.
Morboso e perverso quasi all'inverosimile, apparentemente sempre alla ricerca dell'atto sessuale come sfogo di quella passione/ossessione/perversione che i protagonisti hanno per gli incidenti stradali visti come rimodellamento del corpo umano da parte della tecnologia. Altro imperdibile capolavoro di Cronenberg.


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PetaloScarlatto  @  06/05/2007 15.39.21
   9½ / 10
Un capolavoro!!!

Un film malatissimo e profondo!!!

L'ho visto al cinema, con la gente che usciva per il troppo sesso ( soprattutto vecchietti ) e io che me la godevo tutta:))

Vero è che è un film asfissiante nella ricerca del rapporto sessuale che si crea fra macchina e uomo, ma ricordiamoci che è tratto dall'altrettanto schizfrenico capolavoro letterario di Ballard!!


Attori perfetti!!! C'è molto sesso, poca azione, molta violenza psicologica...

Eccessivo e incontrollato!!!


Da NON perdere...

Darksimphony  @  21/04/2007 10.46.15
   9½ / 10
Psichedelico!!!

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  28/02/2007 15.50.11
   9 / 10
se dovessi usare una sola parola per descrivere Crash lo definirei "malsano".
Ma per fortuna qui di parole me ne sono concesse un po' di più, perchè questo film è si morboso, perverso e disturbante, ma è anche sensualmente ossessivo, straniante e avvincente al contempo.
Non voglio che il mio commento diventi una lunga lista di aggettivi, ma questi sono necessari per dipingere una pellicola di assai difficile definizione.
e' arduo decidere fino a che punto i corpi straziati, le ferite fattesi gioiello, le menti deviate nell'inseguimento di un brivido, di un sogno, di un'ossesione possano essere in bilico fra repulsione e attrazione.
Di certo va accantonato ogni giudizio "morale" perchè il mondo di Cronenberg non nutre alcun interesse per la realtà.

Ch.Chaplin  @  19/02/2007 19.01.36
   7 / 10
bah..cronenberg è troppo malato anke x me, morboso e malsano..fortunatamente ho visto questo film con un fanatico del regista canadese e nn ho potuto fare a meno di apprezzare alcune parti di questa pellicola..il fatto ke spesso sia erotico non guasta, visto poi ke non censura scene ke in italia farebbero impallidire in un film non erotico..certoè x pochissimi, e io con tutta sncerità mi chiamo al di fuori di questa ristrettissima cerchia, anke se apprezzo e capisco, ma qua mi fermo!..malato al 110%

phemt  @  23/12/2006 19.02.08
   7 / 10
Le tematiche di base del cinema di Cronenberg ci sono tutte, e sono miscelate in un atmosfera perversa, morbosa, disturbante, erotica ed eccessiva… Cronenberg dirige alla perfezione, diverse scene fanno rimanere con il fiato sospeso in attesa di ciò che succederà come veri e propri lampi di genialità, benché il ritmo sia lento, il film non annoia affatto lo spettatore, ma purtroppo si perde in una narrazione un po’ slegata, ripetitiva e che a tratti sembra quasi ridondante… Cronenberg mischia il rapporto uomo-macchina e quello carne-metallo, bisessualità e omossessualità, desideri e voglie, sesso e voyeur, ma rimane nel complesso un po’ lontano dai suoi lavori migliori… Perfetto Koteas, poco convincente Spader… Film per pochi, forse pochissimi…

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  09/10/2006 13.06.27
   4 / 10
Che razza di film è questo? Non ha un messaggio, è ripetitivo e ha più i tratti del film erotico che del film drammatico. La maggior difficoltà sta nell'immedesimarsi con uno qualsiasi dei persoanggi, che sono uno più malato dell'altro. Che presenta per avere 7,5 di media? Boh...

Vegetable man  @  18/09/2006 19.42.04
   5 / 10
Credo che un film disgustoso e malsano come questo lo sia non per incapacità del regista, ma voluta scelta stilistica. Fin qui tutto bene: anche dall'estremamente brutto può sfociare il sublime. Peccato che in questo caso, a mio parere, Cronenber non riesca nell'impresa. Un porno e nulla più. Non mi ha trasmesso altro, nonostante abbia scorto l'intento fascinoso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  07/09/2006 0.58.22
   2 / 10
ma stiamo scherzando???cosa sono questi voti per un film che piu inutilmente morboso non si puo?
piu di un'ora di "porcherie" messe a confronto con incidenti d'auto...embe?che bello ci sarebbe?
il peggior film di cronemberg che mi ha deluso ancora una volta(non lo capiro mai questo regista)...
e poi la Hunter...e io che la facevo una santarellina!

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Ultima risposta 12/06/2008 22.41.34
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  23/08/2006 8.08.59
   9 / 10
La cosa imbarazzante, a cominciare dalla "necrofilia" reale di alcuni critici conservatori, resta la definizione di "reazionario", atta ad esprimere qualcosa che in realtà è ben esposto nel nostro dna da voyeur.
Magari è facile trovare risibile o fuori le righe la recitazione non eccelsa (a parte la Arquette, sempre splendida anche con le protesi), volutamente romanzesca, provocatoriamente hard(core).
Ma nell'esposizione dei fatti noi troviamo parte di quell'"ottica della mitologia" che pretende di fondere dannazione e fama nella corsa verso la morte.
E' stato così per James Dean, per il quale non riusciamo ancora a liberarci dallo stereotipo che lo voleva ribelle, scorretto, e disposto a vendere la propria vita per una corsa in moto (in effetti così è stato dopotutto).
E' stato così per Jane Maysfield, bambolona dai grossi seni e dal cervello fino esposizione universale di un sex-symbol sgonfiato e lacerato irrimediabilmente in una morte ben piu' atroce di quella della sua ispirata eroina, Marilyn.
E quando i quotidiani e le riviste si affrettavano a parlare di film diseducativo rammentando quanto i suoi contenuti avessero le affinità delle lamiere contorte di un'auto tra le tante distrutte nel tempo, si prospettava un'altra ignobile fine: Diana Spencer e Al Fayed Jr. - vite spezzate in una turbolenta notte di Parigi.
Al Mito dell'esistenza i mass-media rispondevano beffardamente ricordando con una morbosità (quella sì) pornografica ogni particolare della loro (misteriosa?) fine.
A questo, e alla speranza (?) di un'umanità disperata, anonima e pronta a vendere la propria carne per il sogno/incubo di una morte "illustre", rispondeva Cronenberg con questo splendido film.
Nella sua vocazione autodistruttiva e nichilista, per quella maggioranza silenziosa e vagamente spenta (morta, dentro) indignata e col capo cosparso di cenere, resterà null'altro che un numero nel cinema "libertino" , pronto a immortalare seduzioni e perversioni costantemente "forti" per chi trova nel cinema il "momento magico" per fare sesso da solo.
Per tutti gli altri, l'evidente strazio di una verità che pochi hanno il coraggio di confessare, e che in fondo è la banalità spietata della morte comune e dei falsi miraggi di chi ambisce a restare "immortale"

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Ultima risposta 01/02/2008 01.00.59
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piernelweb  @  21/07/2006 0.10.13
   7½ / 10
"I tappettini erano inzuppati,...puzzavano di sangue e di altri liquidi organici misti a quelli del motore.."...James eccitato lascia scivolare la mano sui suoi attributi... Uno dei tanti arditi passaggi di "Crash" che tanti hanno battezzato come un film malato, scandaloso, disgustoso. In realtà l'opera di Cronenberg è un film sulle perversioni e sui meccanismi scatenanti la libidine carnale. Cronenberg (eccellente nella tecnica registica)adotta come scintilla emozionale gli incidenti automobilistici "un incidente stradale è un atto legato alla fertilità anzichè alla distruzione,... è una liberazione di energia sessuale" recita Vaughan; ma per il regista questo è un pretesto funzionale interscambiabile. La prima mezzora è irritante, poi man mano, il regista canadese con un incedere grottesco ed esasperante trascina nel suo folle vortice ormonale che sollettica audaci ed indicibili fantasie. Qualche svarione quà e là e una sequenza finale al limite del ridicolo sono soppesate da almeno due scene (due atti sessuali ovviamente)da capogiro: Cathrine che posseduta da James lo eccita fantasticando su Vaughan ed ancora James che assiste arrapato all'atto tra Cathrine e Vaughan mentre l'auto avanza in un allegorico e azzecato autolaggio. Lampi di grandi invenzioni di cinema, ma per favore non parliamo di capolavoro.

Invia una mail all'autore del commento goat  @  16/07/2006 16.53.31
   10 / 10
il film più morboso e malato di cronenberg,che fonde la morte e l'eccitazione come il metallo con la carne.
le figure di spader,hunter,unger sono quelle classiche che popolano l'universo cronenberghiano.figure ambigue,inappagate,la cui moralità è stata distorta in forme diverse ma con un comune denominatore...quello di essere in rapporto di causa-effetto con la tecnologia,la scienza,la "macchina".
c'è poi koteas,che nel film ha il dubbio gusto di reinscenare famosi incidenti,ma che non ha una vera e propria materialità ai fini della pellicola,è bensì solo l'immaginaria raffigurazione che ognuno dà all'appagamento del proprio desiderio.
a parer mio un capolavoro assoluto,cronenberg è lucido nello svelare la sua visione di svariati punti cardine della sua opera,in un film che è un po' la sua summa e che,nonostante sia feticista e depravato,deve essere visto.

mister_snifff  @  26/06/2006 7.08.44
   9 / 10
ecco..le competrenazioni/interazioni uomo-macchina di ballard trasposte in immagini dalla mente malata e depravata di cronenberg. mitico

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Ultima risposta 26/07/2006 02.31.25
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franx  @  08/06/2006 15.31.34
   1 / 10
Uno dei film più inutili mai girati.
Non ha una trama, non ha un senso.
Mi sa che è un altro di quei film che servono per sfogare tutta la ***** che ha in testa il regista.
Cronember, subito a farsi visitare insieme a Verehoven.

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Ultima risposta 16/07/2009 19.57.19
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Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  05/05/2006 23.15.20
   1 / 10
devo ammettere ke non avrei mai pensato di dover dare 1 ad un film....ma qst volta è stato inevitabile.....so ke mi bekkero' parekki insulti x qst giudizio ma secondo me sto film è proprio 1 m.erda fumante....non mi ha trasmesso proprio niente ( di positivo ).
E'un continuo inneggiare al sesso crudo e agli istinti + deviati e xversi dell essere umano,1 vero e proprio delirio ke ostenta la necrofilia...credo ke film come qst non dovrebbero manko esistere,e pensare ke molti lo definiscono 1 capolavoro!! ma stiamo skerzando??? e allora arancia meccanica,lost highway,mulholland drive,vanilla sky ke cosa sn se qst è 1 capolavoro????
Consiglio vivamente a kiunque di evitarlo a meno ke non siate dei deviati necrofili o giu' di li .....davvero 1 delusione,1 film ke meriterebbe la top 25 dei film peggiori.
non ho mai visto (x fortuna!!!) ''troppo belli'' ma credo ke anke costantino imbastito di ketamina avrebbe fatto 1 film migliore....qst e' il mio parere poi magari sn io ke nn capisco 1 c.azzo (ma nn credo proprio)

6 risposte al commento
Ultima risposta 23/08/2006 11.42.04
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Invia una mail all'autore del commento Rica  @  12/03/2006 8.40.52
   10 / 10
Un film irritante ed inquietante

jocon  @  02/02/2006 21.19.24
   10 / 10
forse non sarà un film per tutti... per me è il migliore di cronenberg

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/02/2006 14.25.18
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Anders Friden  @  02/02/2006 21.05.49
   4 / 10
Ho solo apprezzato alcune tecniche registiche per il resto poi non ha nessun valore almeno non mi ha trasmesso niente di bello.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  02/02/2006 21.02.44
   6½ / 10
da mandare giù non è stato semplicissimo, apprezzabilissime le tematiche e i rapporti (anche fisici) tra i personaggi ma come mi successe per videodrome non rieco ad appassionarmi a questo tipo di cronemberg, mi ha sconvolto "solamente" l'attrice bionda, quella con la gamba sinistra praticamente avvolta da ferraglie...mi mette ancora i brividi quella scena!

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