biutiful regia di Alejandro Gonzalez Inarritu USA 2010
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biutiful (2010)

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locandina del film BIUTIFUL

Titolo Originale: BIUTIFUL

RegiaAlejandro Gonzalez Inarritu

InterpretiJavier Bardem, Blanca Portillo, Rubén Ochandiano, Félix Cubero, Martina Garcia, Manolo Solo

Durata: h 2.18
NazionalitàUSA 2010
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2011

•  Altri film di Alejandro Gonzalez Inarritu

Trama del film Biutiful

Questa è la storia di un uomo in caduta libera. Sulla strada verso la redenzione, l'oscurità illumina la sua via. In comunicazione con la vita nell'aldilà, Uxbal è un eroe tragico e padre di due figli che sente il pericolo della morte, lotta contro una realtà corrotta e un destino che lavora contro di lui per perdonare, per amare e per sempre.

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Voto Visitatori:   8,14 / 10 (74 voti)8,14Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su Biutiful, 74 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Dexter '86  @  18/05/2012 18:47:43
   7½ / 10
Che Inarritu non fosse esattamente un allegrone lo avevamo già intuito, però con questo "Biutiful" riesce a superare se stesso per i livelli di tristezza e disperazione raggiunti. Mentre nei suoi film precedenti la frammentazione della storia permetteva allo spettatore di prendersi delle pause dallo strazio emotivo per rimettere insieme i pezzi, stavolta il dramma procede senza soluzione di continuità fino alla fine. Ovviamente tutto ciò non è necessariamente un difetto, specialmente quando si può contare su un Javier Bardem mostruoso come al solito e su capacità registiche notevolissime come in questo caso.
In definitiva avrei forse potuto essere più generoso dato che ci troviamo di fronte ad un opera oggettivamente di alto livello però non potrei essere ipocrita nei confronti di un film che probabilmente non riguarderò mai più.

tonysea7  @  18/05/2012 00:02:10
   9 / 10
Non mi commuovevo da tanto. Film bellissimo, non date retta a chi si permette di dire che è un "polpettone" o "lento" , non meritano la visione di questo film. Bardem FENOMENO.

Levarg  @  02/05/2012 15:28:36
   6½ / 10
Regia, interpretazioni (Bardem su tutti... ovviamente!) e fotografia di altissimo livello, ma la visione ti mette addosso una cupa tristezza davvero difficile da mandare giù.
Resto comunque un bel film, e fa' vedere una parte di Barcellona più vicina alla triste realtà attuale.
In definitiva, diciamo che mi aspettavo qualcosina di più...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  28/04/2012 20:08:08
   6 / 10
Un film valido, che ha molti pregi: interpretazioni (straordinario Javier Bardem), regia, fotografia. Interessante lo spietato ritratto qui mostrato di Barcellona, lontano dall'immagine da cartolina a cui siamo abituati. Purtroppo rimane un film troppo triste e tetro per i miei gusti.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  29/01/2012 21:24:21
   9 / 10
Film sporco e durissimo con venature di poesia assoluta.
Il mio preferito di Inarritu, insieme ad Amores perros.
Bardem ancora una volta si conferma uno dei più grandi attori viventi.
Se fossi una donna farei follie per conquistarlo.

gandyovo  @  29/12/2011 13:44:50
   8 / 10
un magnifico film drammatico con bardem ad un livello di recitazione eccelso. il regista non ripropone una sceneggiatura "ad incastri" come nei precedenti lavori ma la pellicola non ne risente affatto. La fotografia e la colonna sonora sono all'altezza del film. L'immigrazione descritta in un modo che raramente, se pure ne siamo al corrente, ci fa riflettere. In mezzo il personaggio di Bardem che nell'inferno quotidiano della sua vita riesce comunque a proporre a tutti noi una speranza.

guidox  @  08/12/2011 18:54:29
   8 / 10
le tematiche non si discostano dagli altri lavori del regista che alla lunga avevo trovato parecchio ripetitive, ma un Bardem impressionante trasmette emozioni incredibili ed è il vero elemento che porta questo film a colpirti in pieno.
Inarritu è bravissimo, ma a mio avviso ha la pecca non indifferente di voler trattare un po' troppi argomenti nelle sue pellicole e sulla scelta e il loro sviluppo non sempre mi trovo in grande sintonia.
comunque ripeto: un attore del genere con una prova maiuscola, rende questo film imperdibile.

marcodinamo  @  22/11/2011 19:16:14
   8 / 10
Film duro, recitato benissimo. Un pugno nello stomaco

Clint Eastwood  @  04/11/2011 23:33:30
   9 / 10
Commuove fino alle lacrime per chi si addentra nella vicenda e vive l'emozione in diretta oltre al semplice fatto di sapere che è solo un film, delle volte ci si dimentica. Vedere il lavoro psicologico che Inarritu fa dall'inizio alla fine delle riprese nel making of la dice lunga sull'impegno che ci mette nel realizzare un'idea forte di grande impatto emotivo. Stavolta però speriamo che cambi la corrente del "dolore perenne" e ci proponga qualcosa di nuovo.
Il migliore (per ora) del regista messicano. Finale evocativo, tra i più belli in assoluto. 9/10

druss86  @  24/10/2011 13:41:04
   5½ / 10
Sii...bello ...struggente...complesso....silenzioso...introspettivo...ma daiiii troppo giu di morale....quasi mi taglio le vene io alla fine del film...il mio voto è complessivo...buon lavoro...ma troppo deprimente....anche se la fine rilassa molto ..

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Ultima risposta 29/01/2012 21.25.50
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paride_86  @  27/09/2011 02:32:07
   6½ / 10
La vita di Uxbal scorre candida fino alla fine, nonostante le sue molteplici e diverse implicazioni nel malaffare, tra cui sfruttamento di immigrati clandestini per le strade e nei cantieri. Privatamente, invece, si trova a dover mandare avanti da solo una famiglia "orfana" di una madre bipolare, mentre un dramma personale è alle porte.
L'ultimo film di Inarritu è diverso dai precedenti, almeno nella forma: non è una collisione di storie diverse, ma, più convenzionalmente, il racconto intimista di un uomo alle prese con la sopravvivenza nel mondo cosiddetto "civile".
E' certamente meritevole il ritratto delle periferie suburbane: il regista propone allo spettatore il degrado e la complessità delle vite ai margini della società, vite che la maggior parte di noi - ipocritamente - ignora, ma che contribuiscono alla nostra economia e al nostro benessere; d'altra parte, però, Inarritu cade in facili cliché (le sequenza iniziale e finale), inutili digressioni (le capacità paranormali del protagonista: fini a se stesse, visto che il film funzionerebbe benissimo senza) e tecniche documentaristiche (l'odiosissima camera a spalla).
Bravissimo, come al solito, Javier Bardem, al quale è affidato un ruolo complesso e sfaccettato.

uzzyubis  @  02/09/2011 11:32:34
   9 / 10
Innarritu conferma una volta di più di essere uno dei migliori registi sulla piazza in questo momento.
Il film è struggente carico di una drammaticità che ben si sposa con la periferia urbana di Barcellona (ma potrebbe benissimo essere qualsiasi altra metropoli).
Film "sporco" nella fotografia e nel dialogo con lo spettatore.
E' come ascoltare una canzone di Waitts o del miglior Lou Reed va diretta allo stomaco senza passare dal via.
Grandissima interpretazione di Bardem forse la sua migliore fino ad ora.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  30/08/2011 23:11:23
   7½ / 10
Credo che la critica abbia trovato modo di assecondare il suo sadismo davanti all'esibizione così cocente e brutale del dolore, tema che il regista predilige da sempre. Comunque anche senza lasciarsi influenzare ho vissuto questo film come un maelstrom maestoso e superbo - almeno tecnicamente - e devo dire che non è certo un film perfetto, ci sono tonnellate di autocompiacimento, certe volte il filo che passa tra il bisogno di raccontare senza clichè una realtà tanto complessa e sfruttata e la prevedibilità dietro l'angolo è sottile come una corda che rischia talvolta di spezzarsi. Non è neppure vero che questo film segna una svolta radicale nella carriera del buon regista messicano, perchè molte (troppe?) cose appartengono a quel suo marchio di fabbrica, neanche si trattasse di una sorta di Babel parte seconda. Non c'è il cinema a incastro delle collaborazioni con Arriaga, ma resta un film profondamente suo, al cento per cento.
Eppure Biutiful (che fatica snobistica scrivere scorrettamente questo aggettivo!) ti assorbe completamente, complice una fotografia sconvolgente che richiama alla mente Al di là della vita di Scorsese, e qualche affinità evidente con il neorealismo italiano.
Io non so onestamente se questo sia il mezzo giusto per affrontare il tema della morte, visto che ci hanno provato in tanti e con risultati nobilissimi e incompiuti, per altri versi. Pensiamo al tocco delicato della Coixet quando raccontava un dramma al femminile nel suo "La mia vita senza me".
E così al di là del virtuosismo tecnico Biutiful raggiunge il meglio di sè nei momenti più intimisti, proprio quelli a forte rischio di emotività affettata. Si respira un clima di sordido squallore proprio perchè la vita, in certi casi, è meno facile del suo sinistro opposto - e di elementi a riguardo il film ne descrive più d'uno.
L'unica dannazione dell'Uomo è la sua commovente impotenza

Curiosity  @  10/08/2011 00:08:34
   5 / 10
Roba triste. Come deprimersi in due ore ed oltre di polpettone. Ok l'attore Javier Bardem, grandissimo. Ma questa resta una classica mattonata, tra l'altro stradrammatica. Se volete farvi del male..

PignaSystem  @  28/07/2011 22:47:01
   8½ / 10
Questo di Iñárritu è un film fisico e spirituale, denso e vigoroso.
Le prime immagini sono di pura poesia sembra un po' come trovarsi davanti ad una pellicola di Tarkovskij, ma poi il film diventa la cronaca di un inferno, la malattia allo stato terminale del protagonista (Uxbal) del suo lavoro di trafficante; e il tutto si svolge dentro ad un inferno, una città cosmopolita (Barcellona) dove i rapporti sono superficiali, fatti per interesse (esemplare il dialogo al bar tra lui e il poliziotto corrotto).
Uxbal, probabilmente perchè consapevole di essere verso la fine della sua vita, sembra voler cercare relazioni più profonde, le trova nel rapporto con i suoi figli e anche per quanto possibile nel rapporto difficile con una moglie "sbagliata". E quasi inaspettatamente alla fine trova il calore incondizionato di una migrante africana che deciderà di prendersi cura dei suoi figli.
Dentro a questo film c'è la morte, la vita, la malattia, la religione (anche con le sue superstizioni), la spiritualità ma soprattuto una ricerca disperata di amore. Iñárritu ci mostra tutto questo con lucido distacco, senza dare risposte.

willard  @  13/07/2011 16:49:38
   8 / 10
In una Barcellona cupa e tumultuosa Uxbal (splendidamente interpretato da Javier Bardem) vive ai margini, svolgendo attività che sconfinano spesso in una pericolosa illegalità.

Ma tutto è finalizzato, con assoluto altruismo, all'ottenimento di un'esistenza dignitosa per i due figli, così come ai tentativi di riavvicinamento ad una moglie psicotica che combina guai a non finire o ad assicurare un trattamento migliore agli immigrati africani o cinesi con i quali ha continuamente a che fare nei suoi loschi traffici.

Ma nonostante la continua lotta giornaliera per la sopravvivenza, sarà la vita stessa a mettere Uxbal all'angolo e a costringerlo ancora di più a cercare di sistemare le cose per il meglio.

Inarritu ci regala un altro splendido lavoro, caratterizzato come sempre da ritmi lenti ed estremamente intensi, in cui sono particolarmente significativi i silenzi e le atmosfere attorno ai protagonisti.
Come nei suoi precedenti lavori (ricordiamo "Babel" (2006) o "21 Grammi - Il Peso Dell'Anima" (2003)) è la morte la presenza costante di tutta la storia, che si affaccia continuamente nell'esistenza di Uxbal e che sembra corteggiarlo in ogni situazione

Splendida fotografia che riesce a dare un senso di inquietudine allo spettatore dall'inizio alla fine della storia, così come la bella colonna sonora originale di Gustavo Santaolalla (già vincitore di due oscar, tra cui quello per la colonna sonora del già citato "Babel" (2006)).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  11/07/2011 04:07:26
   9 / 10
La storia di Uxbal è quella di un uomo fondamentalemente buono e pieno d'amore che è costretto dalle contingenze ad azioni criminose, provandone frustrazione e rimorso.
La storia di un uomo lacerato dal bisogno di non essere solo, dalla necessità di crescere al meglio i propri figli e dalla voglia di vivere che gli viene tolta dalla brutalità della malattia giorno per giorno.
Lacerata è anche la Barcellona immortalata da Inarritu, una città sconosciuta ai turisti, una citta zeppa di solitudini e segreti.
Grandioso Bardem, ottima fotografia e ottima regia.

suspirio  @  11/07/2011 00:38:54
   9½ / 10
Secondo me il miglior film degli ultimi anni. Ottima regia, ottima sceneggiatura, Bardem attore bravissimo. Una città bellissima come Barcelona mostra il lato nascosto di sé, quello + crudo e al centro di essa un uomo si trova da solo a dover proteggere i figli dalla vita. La cosa + triste è che lui potrà farlo ancora per pochissimo tempo.

tritech  @  04/07/2011 10:47:42
   4 / 10
Decisamente e ampiamente insufficiente.
Gli altri film di Inarritu li avevo seguiti con piacere, si lasciavano vedere anche se non tutti mi sono piaciuti allo stesso modo.

Questo invece è proprio un polpettone.
Storia lenta che si trascina stancamente senza praticamente evoluzioni di rilievo (gli ultimi 40 minuti di film non hanno alcun perchè).
Fotografia gradevola ma non certo eccezionale come scritto da qualcuno.

calso  @  04/07/2011 10:14:47
   7½ / 10
Un film toccante, che colpisce dritto al cuore come tutti i film di Inarritu; la storia si sviluppa a Barcellona, seguendo le vicende di un uomo che cerca di riscattarsi dopo una vita difficile che, anche per colpa sua, gli ha portato molte sofferenze...un amore infinito verso i suoi figli, che restano sempre al di sopra di tutto...insomma storia toccantissima, dura e cruda fin dalle prime scene...da vedere

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  30/06/2011 13:10:34
   9½ / 10
Percorso inverso: Amores Perros,21 Grammi e Babel raccontavano intrecci corali destinati ad incontrarsi per un caso fortuito in un vortice di dolore e senza speranza; una Trilogia della Morte,appunto. Scritta anche da Arriaga,fedele sceneggiatore del regista. Ma i due litigano definitivamente e Inarritu deve dimostrare di non essere solo un semplice regista che deve tutto al suo ex-sceneggiatore,ma che la potenza delle storie deriva da una concezione personale della vita che può anche non piacere,fatta di dolore e solitudine.
Non solo con Biutiful Inarritu dimostra di essere un grande regista ma firma un capolavoro assoluto,di certo il suo lavoro migliore. Dal percorso inverso,come si diceva: dalla storia corale ci si concentra su un solo uomo,Uxbal ovvero un Bardem talmente grande da non poter essere vero.
L'unico problema è che dovrebbero astenersi chi non concepisce il cinema come un vortice di emozioni pessimiste e crude,sbattute in faccia senza retorica alcuna; questo può disturbare,d'altronde c'è ancora la concezione imbecille che al cinema uno debba andare per divertirsi. Eppure il cinema può essere un'esperienze di arricchimento interiore e di certo lo è Biutiful,film completo e che accende le luci di una speranza e di un ottimismo difficile da vedere all'interno di morte,squallore,degrado e pessimismo cronico.
Non c'è ironia,proclamano i critici dell'ultim'ora: sai che scoperta, quando mai le tragedie devono avere per forza all'interno un momento di esorcizzazione del dolore,è necessario avere questi momenti? Se la Tragedia è la Vita,puoi concepirla in maniera diversa ma criticare una concezione personale come quella del regista diventa anche offensivo verso una forma d'arte pura come quella di Biutiful.

Poi il film andrebbe visto tre volte: la prima sei talmente sconvolto e guidato dalle emozioni da viverlo sulla tua pelle con effetti controproducenti come dolore psicologico per un bel pò di tempo; la seconda volta tenti di razionalizzare il tutto,noti dettagli che magari ti erano sfuggiti ad una prima visione così intensa; la terza volta capisci che non c'è una mazza da razionalizzare perché Biutiful è un'esperienza e un'esperienza va vissuta,come la prima volta. E ricomincia il gioco...



Biutiful è la storia di un uomo con i giorni contati e una vita problematica. La domanda è: cosa fai quando sai che ti rimangono neanche due mesi di vita e hai una famiglia a carico,una moglie molto disturbata e vivi arraggiandoti come puoi nei bassifondi della città?
Non puoi goderti al meglio ciò che ti rimane,devi risolvere i problemi. Il problema di Uxbal diventa la sua missione,mettere le cose a posto mentre il timer continua inesorabilmente la sua corsa,i dolori aumentano,pisci sangue e chi ti sta attorno non ti rende di certo le cose facili.

Uxbal è un uomo nella tempesta e Biutiful racconta la "solita" storia di redenzione di un padre che disperatamente tenta di insegnare ai propri figli a non dimenticarlo,nutrendoli con il suo amore e la pazienza,cercando di essere un buon genitore come può nonostante gli intrallazzi complicatissimi di una vita fuori dalle legge; nonostante quel maledetto timer,nonostante la tempesta. Perché Uxbal sa cosa vuol dire non ricordarsi di un padre,e allora Biutiful nel meraviglioso finale innevato diventa qualcos'altro: la storia di un figlio,questo figlio è Uxbal. E per quanto la domanda "cosa c'è lì?" nasconda il nero,l'abisso,l'incomunicabile perfino Uxbal ricorda cosa voglia dire sentirsi figlio ed abbandonarsi alla pace di un sorriso dopo essere stato trasportato dalla tempesta in un mondo che non dovrebbe appartenergli,dopo aver lasciato come testamento ai propri figli tutto quello che dovrebbe lasciare ogni padre ai propri figli: le sue parole.

vale1984  @  30/06/2011 13:03:22
   7½ / 10
un film corale, affascinante che si snoda intorno ad un complesso personaggio fatto di contrasti forti, di slanci di forza e di dolcezza, di emozioni e di paure, di falsità e di convinzioni. Un uomo con una vita difficile, con contraddizioni e difficoltà, che riesce a dare l'ultimo addio ai morti e trova infinite difficoltà con i vivi. Una vita ai margini della società raccontata in modo fluido e dinamico, coinvolgente e intenso...un bel film, particolare e intenso con un protagonista bravissimo. Non saprei dire cosa ma qualcosa non mi ha coonvinto fino in fondo e pur apprezzando lo stile, l'intensità della storia e la regia non riesco a dagli più di 7 e mezzo...forse perchè pensavo mi avrebbe lasciato ancora di più. Comunque un film da vedere!

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  29/06/2011 16:53:52
   9 / 10
Portentoso.
Inarritu abbandona gli intrecci e si concentra nei meandri fatiscenti e disperati di una vita familiare, che è anch'essa un intreccio quasi inestricabile.
Uxbal è un sensitivo accidentale, uno sfruttatore quasi misericordioso, un padre severissimo per troppo amore, un corrotto e corruttore con una certa rettitudine.
Uxbal è un uomo scavato nella roccia, uno che sopravvive col commercio di umani di serie B, che non hanno diritto nemmeno a un materasso e che si cavano gli occhi in una cantina fredda. E' tanto dolorosa la sua vita che i dolori degli altri sembrano non toccarlo, non prova empatia, è un coacervo di assenza di virtù ma proprio per questo la sua umanità è devastante.
La sua vita è marginale come i quartieri di Barcellona che attraversa, privi di tutta la magia che possiede la città per chi la vive da turista o da fortunato cittadino.
Dall'inizio alla fine si viene trascinati nell'entropia, a contatto con vite che di solito vengono accuratamente tenute lontane dagli occhi delicati degli spettatori che si commuovono alla notizia dei bambini nati durante le traversate bibliche degli immigrati ma che, al massimo, elargiscono loro il resto della colazione consumata al bar in cambio di un'occhiata alla bicicletta lasciata aperta, o che acquistando una borsa taroccata si lavano un po' di coscienza e intanto mettono in mostra la tela logata "che sembra vera".
Nel tentativo di mettere insieme tutti i pezzi e lasciare qualcosa di buono ai suoi figli dopo la sua morte, Uxbal non fa altro che aumentare l'entropia, ma deve farlo perchè, a differenza di quello che dice la sensitiva Bea, l'universo non paga l'affitto.
Un film totale, che parte da un dramma personale per abbracciare molti temi, forse un nuovo esperimento di mosaico: stavolta non storie che si intrecciano ma un solo uomo che ha in sè molte storie.
Un esperimento riuscito, che lascia senza fiato ed tecnicamente monumentale.

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Ultima risposta 26/09/2011 15.48.16
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Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  29/06/2011 14:35:07
   8½ / 10
Nei bassifondi di un' irriconoscibile e fatiscente Barcellona si muove Uxbal,sorta di factotum che sopravvive sfruttando traffici di varia natura nelle vesti di intermediario tra malavita,immigrati clandestini e autorità compiacenti dietro lauta ricompensa.Javier Bardem è una memorabile maschera di angoscia e sofferenza,padre amorevole e severo,marito amareggiato da una moglie dedita all'alcol e mentalmente instabile ,si fa carico di quella famiglia disarmonica alla quale tenta di donare un pizzico di solidità.Un cancro incurabile gli stravolge la vita,i suoi due figli diventano priorità assoluta e durante i due mesi a disposizione deve riavvolgere i fili di una vita riprovevole per garantire all'adorata prole qualcosa di importante.In fin dei conti un'inezia temporale da superare sotto pressione prima che il suo corpo raggiunga il limite e quella data di scadenza ormai assodata.
Per Inarritu niente più tortuose intersezioni narrative,orfano del fidato sceneggiatore Guillermo Arriaga il regista messicano imprime su pellicola un deprimente e lineare quadro odoroso di vita ai margini,di paura e disperazione,lasciando tuttavia filtrare anche in un contesto così sgradevole quell'amore che a volte può far miracoli .La tentacolare città catalana indifferente alle preoccupazioni di Uxbal viene eletta a culla (poco accogliente) da famiglie africane dirottate in strada nella speranza di fare qualche euro vendendo paccottiglia fornita dai cinesi.Ossia altri sventurati stipati in cantine gelide e obbligati a turni massacranti,strati sotterranei di una civiltà mai così distante da Sagrada familia e spiagge assolate.
La robustezza di "Biutiful" sta soprattutto nella determinazione di un dolore lancinante espresso da un pensiero a più voci canalizzato in una singola disgrazia,quella di un uomo a suo modo rispettabile e definitivamente redento dalla necessità .
Ombroso e trasandato come i posti che frequenta,risoluto nel voler rimanere radicato nel ricordo essendo cosciente di ciò che comporta non avere memoria ,Bardem domina la scena galleggiando tra vita e morte mosso da un senso di responsabilità paterno finalmente concreto.

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Ultima risposta 30/06/2011 13.01.53
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Tom24  @  26/06/2011 19:31:58
   8½ / 10
Ai livelli di Babel.

Manu90  @  26/06/2011 13:54:59
   8½ / 10
Il capolavoro di Inarritu. Un vero e proprio pugno nello stomaco, di una potenza emotiva impressionante. Bardem monumentale, veramente.
Film da vedere, assolutamente.

The BluBus  @  25/06/2011 17:24:19
   8½ / 10
Un pugno nello stomaco.
(Bardem sta diventando mostrosuamente bravo)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  21/06/2011 23:40:35
   9½ / 10
ATTENZIONE: sono presenti spoiler.

In una Barcellona che non profuma di paella ma di cibo in scatola, che sta lontana dalla rambla per percorrere stretti e sozzi vicoli, che invece della movida trasuda disperazione, vive Uxbal e i suoi due bambini. Uxbal è un uomo speciale, parla con chi ha appena lasciato questa vita, lo interroga, cerca di capire se passa al di là in modo sereno o con qualcosa rimasto in sospeso. Uxbal gestisce il mercato clandestino, sia quello dei neri che quello nuovo e dirompente dei cinesi. Non è uno sfruttatore, tutt'altro, quasi un mecenate. Vive in semipovertà coi suoi due figli. Li ama alla follia. Scopre di avere il cancro. Due mesi, al massimo, quello che gli rimane.
Film mastodontico sulla vita e sulla morte, sull'amore e sulla malattia, sulla speranza e sulla disperazione.
Inarritu quasi se ne frega del cinema. Se non fosse per la parentesi paranormale (invero, alla fin dei conti, minimamente ininfluente nel plot) ci sarebbe così tanta verità in Biutiful da star male. Perchè niente è più vero, penetrante e shockante nello spettatore quanto il tema della malattia terminale. Siamo praticamente costretti ad uscire dalla pellicola e porsi quella fatidica domanda: "e se capitasse a me?". Ogni singola azione, ogni singolo pensiero, ogni singolo rapporto non sarà più quello di prima. Due mesi. Perchè, allora, non subito? Perchè trascorrere fino all'utimo i nostri pochi e ultimi giorni? Perchè anche se la nostra vita è ormai una parentesi che sta per chiudersi (e abbiamo la tremenda (s)fortuna di saper quando), non lo è per chi farà scorrere il nostro sangue su questa terra per parecchio altro tempo. Uxbal lo sa. Uxbal che non ha mai conosciuto suo padre, fuggito giovanissimo in Messico. Ha di lui soltanto poche e vecchie foto. La sequenza del ricongiungimento post mortem con lui (che ricorda moltissimo il racconto finale di No country for old men) è di una bellezza e poesia unica. Uxbal vede suo padre giovanissimo, molto più giovane di sè stesso, perchè quella è l'unica immagine di lui che ha mai conosciuto. Son pezzi di cinema unici questi. Per questo motivo Uxbal abbraccia sua figlia. "Ti prego, ricordati di me. Non dimenticarmi" le dice. Perchè sa quanto sia importante avere un ricordo del proprio padre, un ricordo vivo, pelle contro pelle, viso a viso, col sudore e le lacrime che bagnano il viso e non una semplice e fredda foto. Se questo non fosse cinema, se questa fosse la vita reale, noi, grazie a Inarritu, grazie a Bardem (attore che considero un privilegio il solo poterlo veder recitare), sapremmo che no, è impossibile, la figlia di Uxbal non si dimenticherà mai di suo padre. Quel momento le resterà così scolpito nella memoria che nessun'altra cosa che le capiterà nella vita potrà mai avere la stessa forza e potenza nel ricordo. Uxbal ha avuto coraggio, umiltà, non è facile dir questo ai propri figli. Forse meglio lasciarli senza tanto rumore, come niente fosse, non con parole così forti e dirimenti per la loro vita futura.
"Biutiful", scrive erroneamente la figlia nel disegno. Già, beautiful, bellissima, quella che dovrebbe essere la vita. Ma alcune volte accadono cose, apparentemente piccole cose, come la notizia di avere un cancro. Il cancro è quella piccola lettera che sconvolge il significato, quella "i", una piccola ma tremenda variante nella bellezza della vita. Biutiful, appunto.

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Ultima risposta 30/06/2011 14.44.17
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-Uskebasi-  @  21/06/2011 14:13:51
   9½ / 10
Non mi era mai capitato di giudicare un film per un elemento esterno ad esso, e non mi hanno mai toccato particolarmente gli omaggi a persone scomparse nei titoli di coda.
Leggere però quel "dedicato a mio padre" al termine di Biutiful mi ha letteralmente sconvolto, e mi ha fatto capire tante cose.

Padri e figli. Biutiful parla essenzialmente di questo rapporto prima ancora della morte; del bisogno di lasciare una traccia nella memoria dei cari, quando per forza di cose ti rendi conto che non ne hai dei tuoi genitori. Ambientato a Barcellona, ma in un contesto dove il Bello è soltanto una parola che non si sa nemmeno come scrivere, il film è la storia di Uxbal, un uomo che sa dell'esistenza dell'aldilà e nonostante questo è attaccato alla vita con i denti, per la preoccupazione che ha del futuro di Ana e Mateo, e per il desiderio di rimanere nelle loro vite anche quando non ci sarà più. L'abbraccio tra lui ed Ana implorando il suo ricordo, accompagnato dal cuore che batte, è una scena da brividi. Così come la parte finale in cui padre e figlio si incontrano per la prima volta e si incamminano insieme verso l'ignoto. Le altre vicende servono perlopiù a far capire la straordinaria sensibilità ed empatia di Uxbal, un Bardem che se anche si fermasse ora, sarebbe comunque tra i più grandi attori della storia del cinema.

E' confortante vedere che c'è ancora qualcuno che faccia un film per motivi diversi dai soldi. E se questa persona poi, è un poeta come Inarritu, diventa semplice raggiungere il capolavoro.

Leonhearth87  @  09/06/2011 01:51:24
   6 / 10
Film difficile e con diversi temi scottanti, Biutiful è la storia di un uomo la cui vita scivola via tra le mani. Una storia ricca di drammi, di tragicità, di altruismo, di lotte contro un mondo sempre più corrotto. E l'interpretazione di Javier Bardem è fantastica. Ma questa pellicola, almeno per me, non è riuscita ad attirare più di tanto, a catturare la mia attenzione: alla fine, mi ha lasciato veramente poco, non riuscendo a suscitare emozioni. Forse la lentezza, forse l'eccessiva voglia di mettere troppi drammi in un unica storia non mi ha fatto apprezzare il film come invece speravo dalle molte buone parole spese sulla pellicola.
In conclusione, un film che sicuramente piacerà a molti visto i vari e delicati temi trattati e la grande interpretazione di Bardem, ma a me non è riuscito a colpire più di tanto lasciandomi, purtroppo, un pò di amaro in bocca.

Invia una mail all'autore del commento kossarr  @  25/05/2011 05:54:55
   9 / 10
Profondo, toccante, magnifico.
Perché un film del genere non lo facciamo in Italia?
Con questa intensità, questa profondità?
Ahhh dimenticavo... noi abbiamo le storielle di mafia, Vanzina e Moretti...
Consigliato a chi vuole vedere un FILM.

davmus  @  23/05/2011 09:28:25
   5 / 10
Il film non è riuscito a cattuare la mia attenzione nonostante la drammaticità della storia

Egobrain  @  21/05/2011 16:33:31
   10 / 10
Il genio Inarritu raggiunge l'apice.
Abbandonato l'intreccio tra i vari personaggi come gia accaduto per la trilogia(Amores Perros,21 Grammi,Babel),qui il regista messicano proietta il suo dramma in una Barcelona disagiata e segnata dallo sfruttamento della manodopera.In Biutiful emerge la figura di Uxbal,impegnato nella sua strada redentiva segnata dalla sofferenza,non è la Barcelona della movida turistica,ma è una metropoli agghiacciante quella che si cela in questa pellicola,una realtà quotidiana denunciata da Inarritu che è in grado di miscelare mali della nostra era sublimamente.
E' sicuramente il film della consacrazione per Alejandro Gonzalez Inarritu,che dopo 21 Grammi e Babel,sicuramente interessanti ma non ai livelli di Amores Perros,ritorna a struggere il cinefilo con un film fortissimo sotto il punto di vista emotivo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  18/05/2011 20:05:33
   8 / 10
Non a tutti è dato di sapere come si scrive, quel termine così impossibile; chi se l'è dimenticato, chi non l'ha mai saputo. E brutta è Barcellona, brutto il tempo, brutto il mare, brutta la luce.
Messi da parte certi meccanismi narrativi, l'ultima di Inarritu è un'opera sofferta, torbida che pare di seguire il tutto attraverso un finestrino subacqueo, toglie sonoro e ossigeno dove più si sprofonda.
Il cancro del padre è ciò che un cancro è: sangue nelle urine, nausea, incontinenza, vomito, ma anche, nella mente che implode di realtà e memoria, un acuirsi improvviso di sensi. Sveglia la morte ovunque. Fa aggallare cadaveri dal sottosuolo. Li porta in superficie, li dissemina sulle rive delle spiagge. Vuole liberarli, ma li schiaccia su ruvidi soffitti in ombra. Tanta paura di lasciare i propri figli alla mercé di una madre instabile. Tanta disperazione da affidarsi ad amuleti e fantasmi, e provare, o meglio subire, una difficile comunicazione tra vivi e morti. Il nulla indurito in un diamante. "Biutiful" anche quello? Impossibile. "Cosa c'è di là?" Guarda di qua. C'è il brutto, lo so. Ma di là non c'è niente. Come quella vacanza progettata che non si realizza, tra i boschi rigidi e innevati che aprono e chiudono il racconto.

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  18/05/2011 13:10:23
   7½ / 10
Un grande Javier Bardem, una grande regia di Inarritu. Struggente. Alcune parti scorrono molto lente, rendendo la pellicola pesante ma mai inutile. Il regista firma il suo film più impegnativo, retto dall'interpretazione superlativa dell'attore spagnolo, senza dubbio uno dei migliori di tutti i tempi. Consigliato agli amanti di un cinema impegnato e difficile. Bellissima la fotografia.

barone_rosso  @  14/05/2011 22:11:36
   6½ / 10
Non male, ma non un capolavoro... A tratti sembra che il regista punti solo sull'autocompiacimento....

boiledfish  @  14/05/2011 00:03:18
   8 / 10
Non posso, non posso proprio esprimerlo... un giudizio di qualità per questo film, che si basi su un approccio razionale.

Il voto che gli attribuisco cerca grossolanamente di sustanziare il livello di attività emotiva che mi s'è originata durante la visione; attività che, finché m'è stimolata, sia nel positivo che nel negativo, m'è sempre urgente vivere.

Emozione a gogò, quindi.

Diavolo, però! Che frustrazione, per quel grosso malloppo di razionalità che ingombra la mia rete neuronale!

Perché, fornire Uxbal di doti medianiche?
Chi è quella donna che gli da le pietre per i figli e che sembra la sua mentore?
Chi sono e che senso hanno quelle figure umane che, almeno un paio di volte, s'intravvedono fuggevolmente, aderenti al soffitto? (adesso non ditemi che l'ho viste soltanto io, che non posso permettermi... di foraggiare un altro psicoterapeuta!).

Lascerò passare un po' di tempo e poi mi rivedrò questo film nella speranza di trovare risposta a dei quesiti che, forse, m'originano per una prima visione carente d'attenzione!
Certo, però... che quest'ultima ipotesi non mi sembra tanto plausibile, considerato che ero preparato... a guardare roba d'un certo impegno!

Nel frattempo, se qualche volenteroso, più acuto di me, potesse e volesse colmare le mie lacune di comprensione, gliene sarei veramente grato! :-)

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  27/04/2011 11:40:00
   8 / 10
Un film enorme, che affronta molti argomenti delicati, forse troppi che rischiano a tratti di distrarci dal tema portante del film, ossia il dramma di Uxbal nei suoi ultimi giorni di vita intento a recuperare una situazione familiare a dir poco disperata.... E' un film difficile, forte ma paradossalmente anche delicato e mistico..... Bardem si conferma un mostro di bravura e consente alla sceneggiatura di non precipitare nell'oblio....

saraceno12  @  20/04/2011 15:51:16
   8½ / 10
Un film che è un pugno nello stomaco, con Bardem, che io considero tra i migliori attori di sempre, all'altezza , sempre convincente, senza strafare, immerso in una barcellona caotica e disperata. Unaggettivo rende bene quest'opera di Inarritu...."struggente"

TheLegend  @  18/04/2011 00:25:06
   8 / 10
Un grande film non c'è dubbio.
Ottimo sotto il profilo tecnico,interpretazione di Bardem da oscar.
Peccato che nonostante tutto non mi abbia emozionato e coivolto come mi sarei aspettato.
Un qualcosa in più e sarebbe stato un capolavoro.

corey  @  13/04/2011 17:31:45
   9 / 10
Capolavoro, Bardem ai suoi massimi livelli, ci fa vivere una Barcellona nera e cruda, un film quasi di denuncia sociale in cui decadenza e voglia di farcela la fanno da padrone..Da Oscar l'interpretazione di Javier che conferma ancora una volta per chi non l'avesse ancora capito che razza di attore è..La scena finale che si collega a quello che si vede all'inizio è quasi di speranza, e di speranza ce ne vuole per sopravvivere alla vita che non sempre è facile.

TeoLoco7  @  11/04/2011 00:28:03
   6½ / 10
Anche io come fumoffu avevo grandi aspettative per questo film, non che non mi sia piaciuto pero sicuramente mi aspettavo molto di piu. Un film nudo e crudo che mostra una barcellona decadente e degradante, la drammaticità come interpreta la parte Bardem e impeccabile.

dagon  @  10/04/2011 18:57:36
   7½ / 10
film intriso di dolore come accade sempre con Inarritu che mi ha fatto pensare, in qualche momento ad

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER. Non so se sia per l'assenza di Arriaga ma stavolta la storia procede in maniera (quasi) lineare; è solo una notazione ma non è una pecca, anche perchè non è che Inarritu possa fare sempre e soltanto film a piani temporali sfalsati. Regia di alto virtuosismo

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
fotografia splendida e livida, interpretazioni partecipate e dolenti da parte di tutti, in primis Bardem, veramente gigantesco.
Eppure, nonostante tutti gli elementi siano oggettivamente di altissimo livello, mi ha preso fino ad un certo punto.

Fumoffu  @  07/04/2011 20:52:04
   6 / 10
Un film verso cui avevo grandi aspettative, ma che alla fine non mi ha trasmesso nulla o quasi. Certo, metti insieme un sacco di problemi pensando di suscitare emozioni nello spettatore, ma non credo che la somma renda più drammatico o emotivamente migliore un film, talvolta basta anche un solo piccolo ed insignificante problema per fare qualcosa di meno distaccato e anche peggiore dal punto di vista drammatico.
Bardem si conferma un grandissimo attore e regge da solo praticamente tutto il film, il fratello non è degno di considerazione, la moglie fa la pazza ma non convince, i bambini almeno danno un senso di scopo al tutto. Alla fine le storie si sovrappongono tutte troppo velocemente, c'è quella voglia di aggiungere cose a cose che rende il tutto troppo di passaggio per potersi affezionare o soffrire per qualcuno o qualcosa. La storia dei cinesi, la metti insieme ai venditori ambulanti, insieme al cancro, insieme alla pazzia mentale, insieme alle visioni dei morti, il padre, la madre con bambina... troppo, non ho trovato nulla di ben approfondito, e quindi alla fine sono rimasto distaccato dalla storia.
Il momento migliore dal punto di vista emotivo e più credibile secondo me è quello delle stufe, per il resto la sofferenza di Uxbal è resa vera solo dalla magistrale interpretazione di Bardem, mentre il contesto non coinvolge e non lo aiuta nel suo ruolo.
Un po' come 21 grammi, grande abbuffata di situazioni drammatiche messe tutte assieme, alla fine è come guardare quel tipo di film che ti offre il dramma facile, e da lì tutto il resto diventa freddo.

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  06/04/2011 20:11:45
   10 / 10
un capolavoro. la vera bellezza di questo film è che nulla è fatto a casaccio, ogni inquadratura è poesia. immaggini molto suggestive.

5 risposte al commento
Ultima risposta 08/04/2011 09.45.09
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paolomagna  @  25/03/2011 10:52:56
   10 / 10
Che dire di fronte a capolavori come questo film......straordinario davvero......tanto di cappello ad Innaritu il regista che ci rappresenta una crudezza della vita di tutti i giorni dove fa vedere in maniera reale e cruda le ingiustizie sociali la morte ecc ecc. Cosa è il comune denominatore di tutto il film?Cosa è che muove i personaggi come marionette e decide sulla loro vita sulla loro morte e su tutte le scelte che fanno?Ovviamente i SOLDI...purtroppo la causa di tutti i mali e di tutti i compromessi che si fanno per averne sempre di piu.....secondo il me e credo secondo l'idea registica il film vuole rappresentare la condizione delle persone piu disagiate di quelli che di solito stanno ai margini....Un merito particolare lo dobbiamo pure riservare alla fotografia che direi impeccabile magnifica straordinaria.....di meglio non si potrebbe aver fatto.....io poi sono amante delle colonne sonore e qui ho goduto davvero tantissimo....magnifica magnifica magnifica.
Che dire andate a vederlo.........

ghibli100  @  17/03/2011 17:24:32
   8 / 10
Un film che riesce a coniugare forti attimi di tensioni con evidenti richiami a problemi etici e morali della nostra società

Roger  @  16/03/2011 13:26:26
   9 / 10
Che dire, un film da vedere assolutamente. Da avere anche in collezione.
Bello sotto tutti i punti di vista

Zurlistuta  @  15/03/2011 13:17:31
   8 / 10
Che dire di un film che ha nel nome l'aggettivo che lo qualifica.
Un regista splendido come Iñarritu,di cui ho visto quasi tutto, e un interprete perfetto come Berdem rendono questa pellicola bella! Nonostante la tematica del film sia di una tristezza inenarrabile, si esce dalla sala con un bel groppo sullo stomaco. Bello

-Keivan-  @  14/03/2011 17:28:42
   9 / 10
Di Biutiful premio la mostruosa vena di sincera umanità e di umana sincerità. Nell'oscurità, nel buio, nella 'perdizione' di una Barcellona Nera ci si rispecchia nell'anima di un uomo ugualmente affranto, scuro e disperato..ma non per questo rassegnato al turbinio e al male ingrato e meschino a cui può cinicamente relegarti l'esistenza appartenente a una società 'progressa' contemporanea: il denaro, il bieco edonismo, il tornaconto, il materialismo esasperato, una fabbrica di un' umaneria e una tolleranza irrimediabilmente false, subdole, astratte e inesistenti.
Inarritu firma il suo capolavoro; mentre Javier Bardem insegna al meglio come operare per riuscire a bucare alla perfezione sia lo schermo che l'animo dello spettatore. Intanto Hollywood festeggia il suo 40ennale (come minimo) di castronerie e di zero credibilità: e questo tutto a vantaggio di Biutiful..che ne è uscito illeso.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  08/03/2011 10:06:29
   9 / 10
Inarritu ci fa scendere nei gironi danteschi di una Barcellona cupamente inconsueta, abbandonandoci alla guida di un Bardem immenso che, a sua volta ,si apre per calarci nel proprio inferno interiore. Visceralmente percorriamo sentieri impregnati di dolore, di sopraffazione e di morte, sentieri che si intersecano e si sovrappongono in un crescendo di disperazione.
Tutto è crudelmente reale, spietatamente raccontato dall'ottimo regista, che non ci lascia prendere fiato, neanche per un soffio di speranza.
Solo la poesia di alcune sequenze attenua lo smarrimento e solo nell'epilogo l'angoscia crescente si stempera nel sorriso ritrovato del protagonista, le sue fossette da bambino sono liberatorie, ma è solo un attimo, non c'è spazio per la consolazione.


Rask  @  02/03/2011 21:34:19
   9½ / 10
Mi aspettavo un capolavoro da Inarritu, era questione di tempo. Sostenuto dal solito Javier Bardem da Nobel e da una regia sanguigna e implacabile, se ne esce con un ritratto del degrado in cornice mistico-salvifica-assolutoria. La dissoluzione entropica è totale: fisica, sociale, relazionale. Ma è incapsulata, a rappresentarne la provvisorietà e non universlità, nella geniale ripetizione di una delle scene più poetiche della storia del cinema. Una figura paterna più giovane, atemporale, che finalmente gioca con la temuta profondità del mare scacciando le paure e indicando un OLTRE fuori campo che trafigge del tutto. Stato di grazia.

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valis  @  27/02/2011 21:09:22
   10 / 10
film bellissimo e nerissimo.
opera solitaria di inarritu che abbandana il compagno di sempre arriaga per cimentarsi in quest'opera oscura e cupa che non lascia spazio alla speranza.
il denaro come metro di valore delle vite delle persone, nessuna umanità nè compassione o salvezza, il destino si muove su sottili biglietti di carta filigranata.
il film più politico del grande regista messicano, una rappresentazione senza compassione della nostra società e della nostra aridità spirituale e materiale.
forse il ravvedimento ci salverà sembra suggerire il finale della pellicola, ma senza convinzione.
un bardem sempre più bravo regge da solo il peso del film riuscendo a trasmettermi tutta la disperazione e la solitudine di uxbal.
da vedere, avvertendo che si tratta di un film impegnativo e non è fatto per passare un sabato sera in allegria.

Niko.g  @  26/02/2011 17:14:45
   8½ / 10
Un film crudo e intenso, dove le immagini hanno un ruolo rilevante e ci ricordano che il Cinema è soprattutto potenza dell’immagine! Mi è piaciuto molto Javier Bardem nella sua interpretazione di uomo sconfitto e vittorioso nello stesso tempo. Probabilmente l’unica pecca di questo film è la mancanza di contrasto emotivo nelle vicende del protagonista (contrasto che non va oltre il titolo) e di conseguenza non riesce a coinvolgere a pieno come potenzialmente potrebbe, nel senso che troppo presto il protagonista è segnato in negativo dal suo destino, per cui lo spettatore rischia di restarne parzialmente distaccato percependo in anticipo una palese "sconfitta". In ogni caso, una bella storia che parla senza retorica di realtà e di anima, di carne e di spirito, di vita e di morte, con stile e in profondità. Alla faccia di Hereafter.

cyberkay  @  24/02/2011 15:38:12
   10 / 10
Il film è da oscar così come l'eccezionale interpretazione di Bardem.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  22/02/2011 23:27:59
   8½ / 10
Due mesi, cosa sono due mesi?

Molti fili in mano ad Inarritu a rischio dispersione, qualche situazione anche superflua, ma come si fa straordinario nel finale quando si richiude sull'intimità della sofferenza di Uxbal.
Il grado d'intensità della prova di Bardem fa soprassedere ad una certa sovrabbondanza del racconto, la sua interpretazione è immensa, la sua carezza di una dolcezza lancinante, il suo sguardo alla fine per me vale tutto.
Inarritu filma una Barcellona irriconoscibile, dove i barrios pullulano di caos e di vita ai margini e la sopravvivenza conta sulla velocità delle proprie gambe, apre le porte sull'inferno che nessuno vuol vedere e tra tante storie che compongono qualcosa che è più di uno sfondo, quasi un doppio simbolico, prevale quella di uno dei tanti, un padre.
E la sua è principalmente una storia di legami familiari, legami che partono da prima della propria nascita e continuano attraverso i propri figli, legami d'amore che un anello nei suoi passaggi saprà simboleggiare nella sua irriducibilità.
La sua storia è di un dolore grandissimo, trasmesso senza possibilità di difendersene, ma anche di un amore così infinito da essere eterno.
La sua lotta trova una risposta e accende una piccola scintilla di speranza e pace, conforto nella desolazione di un destino che pare intollerabile.
Non è un film perfetto, no, ma anche le cose non perfette possono essere bellissime.

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Ultima risposta 12/03/2011 16.36.59
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Invia una mail all'autore del commento shantaram  @  21/02/2011 12:50:39
   8 / 10
Amore per la vita e paura di morire. Un Bardem strepitoso. Non rivincerà l'oscar ma lo meriterebbe ampiamente. Il film scorre tra gli angoli desolati di una Barcellona poco gaudiana... Gli sguardi, i silenzi. Si convive il dolore e si spartisce tanto amore. Qualche speranza, poi, sfavilla in una sola piccola lacrima...

Kitiara31  @  20/02/2011 22:12:18
   8 / 10
Quando guardi questo film ti viene voglia di alzarti dalla sedia e andare a dare una mano a Bardem, tanto si viene coinvolti dalla storia. Lui è bravissimo: riesce ad essere tragico, dolce e severo tanto che si ammira il suo personaggio. La regia praticamente perfetta riesce a non essere mai lenta o pesante anche nelle situazioni più dure.

gaffe  @  14/02/2011 23:12:53
   7½ / 10
Film tosto,crudo e non adatto a tutti, le tematiche affrontate sono coraggiose(povertà,morte,disfacimento familiare,immigrazione),"Biutiful" lascia un malessere che fa riflettere.
Ottimo Bardem.

jiko  @  14/02/2011 20:13:57
   9 / 10
Un film pieno di umanità e sofferenza, una storia intensa e straziante, Javier Bardem offre un'alta prova di interpretazione, praticamente regge da solo tutto il peso del film. Sicuramente un film che riesce a spiazzare e non lascia indifferenti.

Constantine  @  14/02/2011 16:56:33
   8½ / 10
Primo film da "solista" per Inarritu che ci riporta prepotentemente nella sua estetica di disperazione, nel suo universo di dolore, di realtà crude e di prese di coscienza strazianti. Uno Javier Bardem in stato di grazia assoluta prende sulle spalle il peso prominente dell'opera e lo consegna alla storia del cinema contemporaneo, la vita di Uxbal, i suoi guai i suoi amori, la sua fine. L'unica pecca che posso rimproverare al cineasta è un eccessiva prolissità di racconto, un abbondanza di indagine, che complica il procedere della trama e la ingolfa leggermente nel primo tempo, liberandola in un maestoso secondo tempo. Una pellicola drammatica, disturbante, viva, sofferta. Cinema.

suzuki71  @  14/02/2011 09:22:05
   10 / 10
Straordinario spaccato di ordinaria disperazione urbana, questo film è il culmine - per ora - di molti temi già presenti nei film di Inarritu, dove morte e rapporti umani gridano ingiustizia sociale in una denuncia che più dura e nera non si potrebbe nel main stream cinematografico attuale.
E' il denaro il fil rouge che collega tutti i personaggi, ed è il denaro che decide la vita e la morte delle persone, delle scelte più intime, implicandone ogni imbarbarimento e prostituzione, ogni degrado: è più forte della morale. Questo è un film degli ultimi e dei penultimi, mentre noi che frequentiamo i cinema siamo le comparse sfuocate mentre la polizia bestializza senegalesi in una corsa disperata verso uno dei mille punti di non ritorno. Le nostre vite non si sfiorano neppure, siamo distanze siderali nell'anticristo quotidiano.
Uxbal è un personaggio straordinario, complesso, un Davide che non ce la fa ad accecare il gigante, Arianna che si perde nel labirinto dove il minotauro - l'attauale sistema sociale - ride beffardo sulla sorte di tutti i penultimi della terra.
E la morte è una sigaretta che riavvicina finalmente il sangue sconosciuto dove tutto è - finalmente - purezza e dignità : straordinario.
Superfluo accennare alla fotografia incantevole, poesia dell'imbrunire catalano, cieli scuri atraversati da chiari voli liberi, colori forti di miseri giacigli di uomini e cose. Le musiche sono di Santolalla, già apprezzato in Brokeback Mountains. Bardem merita dieci oscar, ma gli altri attori non sfigurano, in particlare una intensissima Maricel Alvarez nel ruolo della moglie Marambra: debole canna al vento, è l'unica che nel film vola alto e profondo nell'analisi di sè stessa, tutti gli altri vivono senza riuscire ad analizzare la propia vita, Uxbal compreso cerca in Mea - ingenuo - la spiegazione di tutto.
Per me il più importante film di denuncia dei tempi recenti, l'Arte al servizio degli ultimi come difficilmente si vede in giro.

bulldog  @  13/02/2011 11:51:36
   9 / 10
L'ultima creazione di Inarritu è indubbiamente un capolavoro.
Sono stato coinvolto da questa pellicola a 360 gradi, cosa che non mi accadeva dalla visione di Naked di M.Leigh.
Il cinema del messicano è di una lucididità ed un abbandono conturbante, si respira un'atmosfera intensa, indigesta ed opprimente per tutta la durata.Ne sono uscito lacerato.

Biutiful ha la rara dote di mostrare una storia marginale nel degrado in maniera viva, e questa è arte, qui non vi sono nè morali, nè insegnamenti, nè le solite prese in giro alllo spettatore visto come carne da macello.
Uxbal, il personaggio incredibilmente interpretato da un alieno Bardem, è multiforme, ma nonostante questa sua complessità non si cade mai negli artifici.
La sua malattia è un universo di paure che gli esplode nel cervello, una febbre intollerabile.

E così ogni attimo diviene in lui un occasione per accettare il suo destino ed immergersi nella realtà, ma il presente è fatto di sopraffazzioni, di rottami, di tristezze inutili e debilitanti, di nostalgie indefinite, di frammenti di sentimenti contrastanti: è caos, ad Uxbal manca la terra sotto i piedi ed una riconciliazione con chicchessia diviene per lui un impresa.
Non vi è possibilità di dominare gli sguardi umani, il fato sembra indicare una propensione alla guerra e all'odio che rende insostenibile tutto il resto, Uxbal cerca di rimanere in piedi tra le rovine, cercando di accettare suo malgrado l'idea di una fine prematura.

Egli osserva questa sua paura in profondità ed a poco a poco riesce ad uscire dalla forma, dal corpo, fino ad esplorarla dal di fuori.
E così che anche la paura si dissolve, ed egli comprende con un dolce sorriso di essere vita eterna.
Sulla strada della redenzione, la sua via diviene inevitabilmente luminosa.

"Il malato? Un metafisico suo malgrado."

Chapeau!

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Ultima risposta 21/02/2011 17.12.55
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  11/02/2011 18:25:17
   9 / 10
Il viaggio terreno di un uomo verso gli inferi. Il dolore fisico lenito da un sogno di pace, soffice come la neve, caloroso come una carezza paterna.

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Ultima risposta 13/02/2011 02.37.01
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  10/02/2011 21:40:53
   7 / 10
Tecnicamente molto bello questo sguardo sulla disperazione umana, sullo sfruttamento di esseri umani da parte di altri esseri umani. In questo universo cupo si muove la figura di Uxbal, individuo che sbarca il lunario sfruttando manovalanza straniera al nero.
Inarritu pone sulle spalle solide di uno straordinario Bardem gran parte del peso del film. E' il fulcro della storia e l'occhio su questo sottomondo di emarginazione. Troppo irrilevante la sua importanza per poter cambiare uno stato di cose consolidato, ma è ammirevole la sua volontà, anche e soprattutto nella malattia, di cercare di lenire le sofferenze come ogni buon padre amorevole. Aggiustare le cose.
Purtroppo non posso dire che sia scoccata la scintilla con questo film, dotato di molti pregi è indubbio, ma che mi ha coinvolto molto meno di quanto mi aspettassi.

Satyr  @  10/02/2011 21:10:17
   9 / 10
Film grandioso dove la disperazione del cinema di Inarritu emerge prepotentemente come nell'indimenticabile esordio, Amores Perros.
Senza Arriaga il regista messicano realizza il suo prodotto più maturo, forse il migliore, una storia maledetta fatta di immagini e suoni capaci di toccare corde profonde spezzando ogni punto di riferimento: nessun ancora di salvataggio, l'atmosfera è sempre pesantissima e insostenibile, un dolore claustrofobico che ti si attacca allo stomaco e non ti molla fino ai titoli di coda, 130 minuti privi di un qualsiasi spiraglio. Lungo la strada non esiste nulla di positivo, non ci sono momenti leggeri, non c'è un personaggio pulito, Inarritu emoziona spingendo sul tasto più elementare, ovvero quello del dramma senza fine. La parabola di un uomo controverso che non può lasciare indifferenti, un conto alla rovescia scandito da un accumulo di eventi che sembrano solo ritardare l'inevitabile conclusione, con il regista che sembra gridarci da un angolo dello schermo " ehi tu, brutto *****ne non ti lamentare, io ti sto mostrando semplicemente la realtà delle cose, senza scorciatoglie!!!! Un registro narrativo in effetti antipatico ma incredibilmente autentico.
Quello che ci viene mostrato è chiaro fin dall'inzio, non è un film che punta sul colpo a effetto, c'è una vita che sta per arrivare al capolinea: hai questa sensazione fin dal trailer e il film non ti darà niente di più. L'anello di congiunzione è Bardem, figura tragica in eterno conflitto col mondo. Uno di quei personaggi visti decine di volte al cinema, ma qui, in realtà, siamo di fronte a una personalità molto più complessa, le cui contraddizioni diventano invitabilmente il fulcro della sceneggiatura. Una performance monumentale, il mix messo su da Inarritu senza un attore del genere non avrebbe assolutamente funzionato.
Splendida come sempre la regia, immersi in una Barcellona "dell'orrore" dove ogni angolo inquadrato sembra suggerire un clima di tragedia imminente. Senti questa sensazione fin dai primi minuti, la respiri, vivi il disagio dei protagonisti e ne esci completamente a pezzi. Non so se questo può essere considerato o meno un ricatto morale, io nel dubbio me la prendo con quelli di Amnesty International che mi hanno catturato all'uscita del cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  10/02/2011 16:58:26
   8½ / 10
Non so se è un capolavoro o meno, forse lo diventerà (almeno per me) con il tempo, di certo è un grandissimo film.
Disperazione, famiglia, immigrazione, lavoro, malattia, morte..tutti temi cari ad Innaritu, e tutti girano intorno a Uxbal (strepitoso Barden).
Come si intuisce, non è un film che lascia indifferenti e, come tutti i film del regista messicano, avrei difficoltà a vederlo una seconda volta.
Stilisticamente ineccepibile, molto azzeccata e originale la scelta di utilizzare un microfono con un effetto di presa diretta nei momenti di intimità emotiva tra le persone.

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Ultima risposta 11/02/2011 09.27.17
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axel90  @  10/02/2011 15:31:41
   5½ / 10
Ho sempre, e dico sempre, apprezzato Inarritu e il suo cinema così colmo di emozioni, così triste ma allo stesso tempo una fortezza di emozioni, di un doloro indelebile e di racconti di vite senza speranza.
Come sentito da molti, però il vero motore che avrebbe fatto girare Inarritu sarebbe stato Arriaga, lo sceneggiatore dei suoi primi tre film. E incomincio a chiedermi se non fosse vero che lo scrittore e sceneggiatore messicano aveva gran parte del merito per la realizzazione di film bellissimi. Inarritu quindi si scrive e si dirige il film da solo, decidendo di non cambiare di una virgola nè del suo aspetto artistico e del suo taglio da regista, nè sotto il profilo narrativo, raccontando continuamente di disadattati che devono affrontare una vita di continuo dolore...
Mentre con Arriga però tutto funzionava, qui Inarritu si lascia prendere la mano, e come si dice "il troppo stroppia"... La visione di Inarritu è pesante, insopportabile, disturbante ma che non lascia il segno come le precedenti pellicole. Forse preso dalla troppa foga di non far pesare la sostituzione del collega anche in fase di scrittura, abbonda e costruisce trame e sottotrame (alcune delle quali veramente inutili) che ne appesantiscono la visione e rendono "Biutiful" un ricettario di sofferenza elevata al cubo.
La vita di Uxbal, sensitivo e gestore di traffici pochi illeciti tra africani e cinesi, è ad un passo dalla morte, vista la diagnosi che lo rendono un malato di cancro alla prostata. Uxbal nel tempo che gli rimane cerca di sistemare ciò che gli rimane di più caro, trovando un giusto spazio per i figli che cresceranno in una situazione così delicata. E poi partono girandole di avvenimenti, messi lì solo per aumentare il magone: la moglie matta, i cinesi omossessuali, il fratello bastardo...
Non c'è equilibrio, la visione è sempre discontinua e compiaciuta e lo stimolo a continuare è perchè ci si aspetta che alla fine arriva una trovata geniale, invece si continua in modo perpetuo sulla via del dramma impietoso e infinito. Il regista messicano, che è pur sempre ottimo ma fin troppo sopra la righe, affascina lo spettatore con alcune immagine di una potenza visiva enorme e costruisce su Javier Bardem un personaggio che altri non potevano interpretare. Menzione a parte proprio per Bardem che è qualcosa di spettacolare e mi sentirei deluso se quest'anno non vincesse l'Oscar per miglior attore protagonista. Dire che non emoziona sarebbe pronunciare uno scempio, ma personalmente mi sono stufato di questi mattoni senza via di uscita e unicamente creati per creare il groppone quando si esce dalla sala. Un occasione mancata è dir poco, qui servirebbe qualcuno che abbia una visione della vita non così disastrosa e perpetuamente nichilista.

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  10/02/2011 12:29:00
   9 / 10
Duramente bello.
'Biutiful' è un film immenso, il quarto di Iñárritu, questa volta senza Arriaga, ma sempre con le stesse ossessioni: il dolore insopportabile per la perdita - anche se questa volta rappresentato da un padre morto - la palude sentimentale di una famiglia lacerata dal contesto sociale, una fallita integrazione razziale, l'odore di morte imminente e gli effetti devastanti del fetore della vita.
Tuttavia ciò che vediamo non è un nuovo Iñárritu, ma quello che è in realtà, lui regista e lui autore. Il tema della morte è presente e c'è un ritorno alla sua fotografia iniziale quella di "Amores Perros", cruda e reale. Questa volta però le storie non vengono spezzate, non assistiamo ad un intreccio con diversi punti di vista; "Biutiful" è il primo dei suoi film con un drammatico peso schiacciante che poggia tutto sulle spalle di un singolo personaggio.
La regia è impeccabile, ogni sequenza, ogni inquadratura e quel colore blu che rattrista ogni storia e che Iñárritu ha sempre saputo plasmare in ogni suo film.

Bardem sconfina in una nuova dimensione lasciando la propria pelle e un pezzo di anima per addentrarsi nella buia solitudine di Uxbal, attraverso un pellegrinaggio nel mondo dei vivi e dal quale è in procinto di partire; riempie lo schermo con una tangibile desolazione e con particolare vulnerabilità. Uno dei ruoli migliori della sua carriera, intenso e diabolicamente complesso con tutto il diritto di meritare l'attenzione di coloro che devono dare l'Oscar come miglior attore tra qualche giorno.

Infine Barcellona, ma non quella città da "cartolina" mostrata da Woody Allen, ma una Barcellona marginale quella più degradata e clandestina.

Con Biutiful Iñárritu non lascerà indifferente nessuno; lasciare la sala senza pensare al film e senza sentire un sapore amaro sarà impossibile.

9 risposte al commento
Ultima risposta 10/02/2011 14.26.36
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  09/02/2011 02:13:50
   9 / 10
EUROPA ANNO ZERO.
Prendete i Dardenne, il loro stile; prendete quel gran capolavoro che è cinematograficamente parlando "Gomorra" del nostro maggior giovane talento, Garrone. Seguite le metamorfosi più recenti del cinema "appiccicato alla realtà", a partire da quel big bang che fu il neorealismo italiano.
"Biutiful" di Inarritu aggiunge un tassello magnifico a questo cinema, al Cinema.

Europa anno zero.
In questo silenzioso disastro siamo tutti dentro: un mondo che cerca l'ultimo fiato a pelo di soffitto, mentre l'acqua sta invadendo la stanza.
Inarritu descrive l'entropia sociale in una metropoli dell'occidente. Una Barcellona tutt'altro che irriconoscibile... Una Barcellona che non è, certo, quella dei turisti: ma una città di sangue e viscere calde.
Inarritu ci fa aprire gli occhi, con sapienza di sguardo: lui spazza via le cartoline e ci fa guardare nel profondo del pozzo.
Inarritu cortocircuita l'urgenza del tirare avanti, mantenere l'ordine mentre tutto intorno esplode (entropia), con l'urgenza del confronto ultimo: quello con la morte.

"Biutiful" è un film incentrato sulle rimozioni.
Ci sbatte in faccia tutto ciò che quotidianamente rimuoviamo dal nostro orizzonte, ciò che non vogliamo vedere eppure sta lì, appena affianco a noi sul marciapiede.
E soprattutto fa i conti con la più grande rimozione della contemporaneità: la morte.
Cadaveri e cimiteri, contigui agli appartamenti (una scena formidabile il dolly zoomato che scende sul cimitero a partire dai condomini sovrastanti). La fisicità della morte. La morte come limite prossimo: scoglio insuperabile lì dove si argina la nostra possibilità di frenare l'entropia del nostro universo personale.


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La regia è portentosa.
Il livello artistico di un film, il salto di qualità dato dallo stile e dall'ispirazione lo si vede nei dettagli. Per esempio, quando notiamo che Inarritu, in una concitata scena di fuga per le vie urbane, ha ritenuto importante inserire un'inquadratura di un secondo su di una di quelle persone che si mascherano da statue e se ne stanno lì immobili. Ecco: in mezzo a tutto quel macello, Inarritu si sofferma - un secondo, non di più - su quella finta-statua perplessa e attonita, che resta immobile e preoccupata mentre intorno si scatena il finimondo. Non se l'è trovata lì per caso: ha voluto una comparsa per quel ruolo.
E ancora: altro contesto: il protagonista cammina da solo su un ponte, al crepuscolo. Questa volta il montaggio non è concitato, la macchina da presa non stacca: in un'unica inquadratuta passa dal suo volto a uno stormo che si compatta e si dilata nel cielo. Poi torna sul protagonista. Intuizioni visive. Suggestioni.
E sono solo due momenti: il film è tutto girato con tale continua ispirazione visiva.

Detto questo della regia, va riconosciuto che la sceneggiatura, anche senza Arriaga (ma sempre con Santaolalla alle musiche), è di gran valore.
Anzi: abbandonata l'ambizione di parlare della babele dell'universo congiungendo i quattro angoli del mondo, Inarritu -senza intrecci paralleli- si chiude nei recessi di una metropoli, dentro l'animo di un uomo, nel sottoscala del mondo.
E da lì lo fa esplodere, il mondo.

Il suo film più maturo. Sinora, il suo capolavoro.

(Il voto è 9. Ma questo è uno di quei film che quando li rivedi si dischiudono...).

25 risposte al commento
Ultima risposta 26/02/2011 02.17.49
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR williamdollace  @  07/02/2011 15:29:33
   8½ / 10
.

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annibalo  @  06/02/2011 19:54:28
   7½ / 10
sguardo,temperatura, stile più che buoni,bravo l'autore,un po' troppo costruiti gli intrecci

1 risposta al commento
Ultima risposta 04/03/2011 10.21.38
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Rand  @  06/02/2011 18:18:56
   9 / 10
Visto ieri, non molta gente in sala, circa 30 o poco più spettatori, ma a quanto pare le storie drammatiche non piacciono agli italiani! Vogliono solo ridere con commedie insulse!
Dico subito che Inarritu è un ottimo regista, per me, oltretutto ci vuole coraggio per narrare una storia così realistica e dura. In una Barcellona che non ti immagini Bardem si muove tra immigrati di tutti i paesi, polizia feroce e corrotta, e il totale menefreghismo degli spagnoli o dei turisti. Uxbal ha un dono

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La fotografia sembra quella di un film di Ken Loach, le musiche sono stupendamente tristi e malinconiche, gli attori tutti bravissimi, un collettivo di gente che si trascina, portando la propia esistenza ai limiti. Solo il trailer fà venire i brividi, ma che dico, ci sono scene che sfociano nell'orrore, quei morti

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Un finale che è anche l'inizio, padre e figlio che si ritrovano

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Così alla fine la tempesta passa è tu ti rendi conto di non avere più paura, perchè è così che si coclude, la fine non è che il principio.
Spero che il film vinca l'scar come film straniero, merita....
Dopo Babel il miglior film di Inarritu.

Silver  @  19/10/2010 04:38:00
   7 / 10
Visto allo scorso Cannes, devo dire che è il "peggiore" di Inarritu assieme ad Amores Perros. Peggiore da un certo punto di vista... ovviamente. E' comunque un giudizio personale, solo che Biutiful mi è sembrato estremamente ripetitivo e scontato... sarà che lo sceneggiatore della trilogia della morte ha abbandonato il buon Alejandro??
Regia che comunque si riconferma superba come al solito, la fotografia non parliamone... pura perfezione.
La recitazione di Bardem è ottima, e anche gli altri attori non sono male.
Il voto non eclatante (ma comunque più che positivo) è per "l'innoviazione" che il regista non riesce mai a mettere nelle sue opere, sono tutte belle ma incredibilmente uguali.
Penso però che chi veda Biutiful come primo film di Inarritu, lo reputi un capolavoro.
In Biutiful vengono trattati tutti i temi e le disgrazie di questa terra, senza un barlume di speranza e sapendo che tutto ciò che si sta guardando non finirà bene... questo dalla prima inquadratura.
Gente a fianco a me in sala piangeva, ma io dopo 20 minuti ero già stufo dal punto di vista emozionale e non ero preso dalla storia che appunto mi risultava scontata, quindi mi sono semplicemente goduto la maestria della tecnica registica di uno dei migliori registi viventi.

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