la guerra dei mondi regia di Steven Spielberg USA 2005
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la guerra dei mondi (2005)

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locandina del film LA GUERRA DEI MONDI

Titolo Originale: WAR OF THE WORLDS

RegiaSteven Spielberg

InterpretiTom Cruise, Dakota Fanning, Tim Robbins, Miranda Otto, David Alan Basche, James DuMont, Daniel Franzese

Durata: h 1.46
NazionalitàUSA 2005
Generefantascienza
Tratto dal libro "La guerra dei mondi" di Herbert George Wells
Al cinema nel Giugno 2005

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Trama del film La guerra dei mondi

Dal riadattamento della novella di H.G. Welles, la straordinaria battaglia per il futuro del genere umano attraverso gli occhi di una famiglia americana che combatte per la sopravvivenza.

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Voti e commenti su La guerra dei mondi, 623 opinioni inserite

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JoJo  @  01/08/2005 18:48:36
   1 / 10
Continua la corsa di Spielberg, il tentativo di realizzare il malato desiderio di sprofondare nell'infinito abisso dell'idiozia, sperando vanamente di toccare un fondo che ovviamente non c'è. La trama è quella standard dei film catastrofisti di vario genere, ed il buon Steven allora va a pescare dritto dritto da uno dei decani del genere, un certo Roland Emmerich che già l'aveva bruciato sul tempo quasi 10 anni prima con Independence Day e dal quale ha scopiazzato anche la trama di fondo del Day after Tomorrow dell'estate precedente con quell'improbabile marcia verso New York agghiacciantemente inutile (in tutti i sensi). A questo s'è ridotto il regista simbolo del buon alieno: scimiottare i grandi esperti del genere, ed in particolare il più fedele e strenuo difensore del principio di proporzionalità inversa tra tasso intellettuale e quantità di effetti speciali. Però, siccome Spielberg è quello che si suol definire un regista di spessore, ovviamente, fa le cose in grande stile: non si limita ad attingere da Roland Stars'n'Stripes Emmerich, ma pesca ad esempio anche da Shamalayan (Signs) e le idee di sceneggiatura, come tasso qualitativo, se le deve esser fatte suggerire da quel maestro del dialogo di George Lucas. Il paragone tra i due kolossal fantascientifici usciti praticamente uno di seguito all'altro permette addirittura una rivalutazione della Vendetta dei Sith: si pensava d'aver sentito i dialoghi più insulsi della storia? E invece no, qua, in un film dove si sentenzia che i feriti che sopravvivono sono quelli che arrivano vivi all'ospedale (per la felicità del povero Tim Robbins), si ritrova la conferma che al peggio non c'è limite.
Scorre (neanche troppo) sotto pelle poi un nazionalismo farcito di paura dell'esterno (dove l'esterno è il non-USA) che spinge i bambini a chiedere se quei bestioni alti quanto grattacieli che devastano le città sono dei terroristi, che fa bestemmiare gli ultraintegralisti perché non sono stati i primi (ma, orrore, i giapponesi) ad abbattere uno di quei "cosi" (definiti immediatamente da tutti con estrema nonchalance "tripodi"); il tutto descritto in una maniera tale da far pensare che piuttosto che un'analisi della nuova evoluzione della società americana questo film ne sia uno dei tanti sintomi. "La guerra dei mondi" era un film del '53, sceneggiato e diretto dunque mentre a hollywoodf soffiavano i venti del maccartismo, ma questo remake fatto nell'era Bush junior mantiene comunque quelle sensazioni di paura nei confronti dell'altro (che un regista politicamente corretto come Spielberg non poteva fare altro che incanalare verso l'unica forma che non scontentasse nessuno, ovvero gli alieni).
Ma il divertimento (sic!) non finisce qui, visto che nel suo maniacalismo di fare film per tutti, Spielberg fa una scelta abbastanza particolare: sangue? O troppo, o niente. I morti sono rigorosamente anonimi, una serie di marionette pronta per essere atomizzata da fasci laser, di sangue sgorgato da ferite nemmeno una goccia (a parte un sopracciglio vagamente graffiato di Tom Cruise, con un rivoletto che fa terribilmente uomo vissuto), mentre invece se ne vede tanto, tantissimo, tutto in una volta. Talmente tanto da essere scambiato per un nuovo tipo di fertilizzante (qual è effettivamente il suo scopo ultimo).
Infine, per concludere... l'ultimo tassello, la ciliegina sulla torta: l'agenzia coniugale. Non c'è niente di meglio per risolvere i problemi in famiglia d'una catastrofe naturale o di un'invasione aliena: sono queste le cose che permettono ai genitori di riavvicinarsi ai figli, di responsabilizzarli, di riappacificarsi. Ed è così che un figlio esaltato che non vede l'ora di fare l'eroe e di farsi ammazzare perché "quando ne abbatteranno uno io voglio esserci", dando del codardo ad un padre irresponsabile che non sa che la figlia è allergica al burro d'arachidi (sono questi i simboli emblematici del rapporto tra Tom Cruise ed i figli... e dire che l'attore ed il regista erano così orgogliosi d'illustrare come proprio la dinamica delle loro famiglie li aveva aiutati ad inscenarne una nuova), riesce ad imparare ad apprezzare il padre (la cosa curiosa è che lo fa esattamente nella parte di film in cui di lui si perdono le tracce), così come la ex moglie con cui però non potrà convolare (sic!) a rappacificazione totale perché il secondo marito, antipatico in quanto ricco, ha almeno il buon gusto di non morire al momento giusto.
In definitiva, un film in cui si vede tanto mestiere nella creazione di atmosfere e nella sapienza d'utilizzo della computer grafica, ma per il resto... zero assoluto. Un film ampiamente inutile, che al massimo potrebbe riuscire a riciclarsi in una pellicola dalle tinte elegantemente trash. Solo che Spielberg e trash sono due vocaboli che non vanno molto d'accordo.
Assolutamente osceno.

39 risposte al commento
Ultima risposta 06/08/2005 12.51.58
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