l'uomo che ride regia di Paul Leni USA 1928
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l'uomo che ride (1928)

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locandina del film L'UOMO CHE RIDE

Titolo Originale: THE MAN WHO LAUGHS

RegiaPaul Leni

InterpretiConrad Veidt, Mary Philbin, Julius Molnar jr., Olga Baclanova

Durata: h 1.50
NazionalitàUSA 1928
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1985

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Trama del film L'uomo che ride

La storia di un piccolo orfano dal volto sfigurato e dal ghigno perenne, Gwynpaline, che vive passando di fiera in fiera insieme al fidato Ursus, a una bambina cieca, Dea, e al cane Homo. La sfortunata compagnia va avanti proponendolo come fenomeno da baraccone finché il ragazzo, cresciuto (Conrad Veidt), non scopre di essere figlio di un aristocratico. Ma in una dura requisitoria contro la nobiltà tenuta alla Camera dei Lord...

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Voto Visitatori:   8,50 / 10 (6 voti)8,50Grafico
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Voti e commenti su L'uomo che ride, 6 opinioni inserite

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ezequiel  @  06/01/2010 13:25:04
   7 / 10
peccato perché è inutilmente troppo lungo. ma il tocco di Leni è magistrale. Meglio scenografo che regista, ma notevole sempre.

pinhead88  @  11/04/2009 01:35:39
   10 / 10
fantastico.un tipo di espressionismo che non conoscevo del tutto.il film è tratto dal romanzo di Hugo,dove il finale era molto drammatico.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
10 anche per il fascino di questa pellicola,purtroppo quasi sconosciuta ai più.

1 risposta al commento
Ultima risposta 11/04/2009 01.40.03
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  03/11/2008 14:30:53
   7½ / 10
Quanta tenerezza che fa… Gwynplaine col suo sorriso dà un ingannevole senso di felicità nascondendo così il vero fardello che deve sopportare. La storia è raccontata bene, però avrei preferito un finale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Tutti gli attori sono fenomenali e Dea è una fra le dame più belle e più dolci che i miei occhi hanno visto.

4 risposte al commento
Ultima risposta 13/11/2008 15.06.04
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/07/2008 10:19:03
   9 / 10
Di tutti i freak che animavano gli horror dell'epoca, Gwynplaine è in assoluto uno dei più originali e misconosciuti a causa di quel ghigno malefico che, invece di provocare ilarità, suggerisce una strisciante inquietudine; ancor più ove si consideri che in realtà il cuore di Gwynplaine è assolutamente puro.
Non era semplice adattare il romanzo di Hugo, ma Leni è riuscito in pieno a catturarne l'essenza gotica e disperata; è la storia di un uomo costretto a lottare contro le apparenze che lo vorrebbero sempre allegro, e che proprio per questo appare come un mostro agli occhi della gente. Una lezione di profondità di cui faranno tesoro molti registi a venire.
L'impianto teatrale tipico del muto può togliere qualcosa in termini di coinvolgimento, ma l'interpretazione sublime del caratterista Conrad Veidt ha una carica tale da penetrare nel profondo.
Il personaggio di Gwynplaine sarà negli anni ispirazione per la creazione del Joker (le cui fattezze furono modulate esattamente su quelle di Veidt), e verrà citato nel film "The Black Dahlia", di Brian De Palma.

5 risposte al commento
Ultima risposta 23/07/2008 19.08.16
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Ch.Chaplin  @  14/01/2007 14:59:22
   10 / 10
in precedenza avevo visto soltanto the cat and the canary di leni,e nn ne ero entusiasmato; con questo posso dire ke ha veramente girato un capolavoro. credo ke chaplin l'avesse visto, xké se ci fate caso ci sono + d'una analogia con city lights: l'anno di uscita di questo (1928) è l'anno di inizio del tormentoso ciak dell'altro, la ragazza cieca, l'handicap del compagno (paresi alla bocca o povertà), intreccio ecc.. è nel finale ke chaplin aveva sfoderato il colpo di maestria, ma cmq tanto di cappello a lei. questo film fa piangere, ridere e tiene in tensione fino alla fine.

Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  12/09/2006 01:02:06
   7½ / 10
"God closed my eyes so i could see only the real gwynplaine"

Penso sia la frase che meglio racchiude l'essenza del film, un film in cui una ragazza priva della vista riesce a vedere, nel protagonista, l'uomo che gli altri non vedono perchè intrappolati nella convinzione che gli occhi siano l'unico modo per guardare; ciò fino a quando anche il popolo, dinnanzi alle sofferenze del protagonista, non impara ad osservarlo per quello che è..un uomo, uno di loro, che fugge da un destino impostogli da un'autorità che egli rifiuta e da origini in cui non si identifica ..verso una libertà rappresentata dalla sua amata. (in linea con il fiLone rOmanTico a cui appartiene il libro di Hugo..dal quale l'opera è tratta).
La continua contrapposizione tra la tristezza, che non manca di trasformarsi in vera e propria disperazione, ed il perenne sorriso di Gwynplaine che imprigiona quest'ultimo nell'impossibilità di mostrare, come ognuno dovrebbe poter fare, le proprie emozioni, conferisce al film un'insolita ed imponente forza comunicativa che fa di "The Man Who Laughs" una pellicola indubbiamente da vedere.
Gli attori sono bravi... Conrad Veidt impareggiabile.

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/10/2006 18.15.53
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