il ministro regia di Pierre Schoeller Francia 2011
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il ministro (2011)

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locandina del film IL MINISTRO

Titolo Originale: L'EXERCICE DE L'ETAT

RegiaPierre Schoeller

InterpretiOlivier Gourmet, Michel Blanc, Zabou Breitman, Laurent Stocker, Sylvain DeblÚ, Arly Jover

Durata: h 1.52
NazionalitàFrancia 2011
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 2013

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Trama del film Il ministro

Il ministro dei Trasporti Bertrand Saint-Jean viene svegliato nel cuore della notte dal suo direttore di gabinetto. Un autobus Ŕ precipitato in un crepaccio. Deve recarsi sul posto, non ha scelta. Cosý inizia l'odissea di un uomo di Stato in un mondo sempre pi¨ compleso e ostile. VelocitÓ, lotte di potere, caos, crisi economica...

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Voto Visitatori:   6,94 / 10 (8 voti)6,94Grafico
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Voti e commenti su Il ministro, 8 opinioni inserite

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Ape1  @  29/08/2015 11:19:57
   7 / 10
Un uomo senza qualità, dominato dall'arroganza del potere.
Per piacere in ogni caso a molti elettori e all'establishment è un attore nato su un palcoscenico diverso da quello dell'entertainment, che è quello della politica.
E' circondato da alcuni migliori di lui, veri protagonisti del film nel chiaro intento del regista, e da molti pure peggio di lui. Non lascia alcuna speranza agli uomini di vera buona volontà, viviamo in società troppo complesse perchè abbiano spazio uomini diversi.
Una rappresentazione sicuramente interessante del potere, nel cortile vicino al nostro - la Francia, un paese sempre un po' più serio di noi ma in cui si intravvedono i nostri difetti peggiori (e il film su questo è ben fatto).
Ci sono anche un paio di scene spettacolari, un po' forti e non mal congegnate.
Assolutamente da vedere per gli amanti del genere, va detto che è comunque a tratti pesante e, comunque sia, un continuo pugno nello stomaco

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  02/06/2014 19:10:42
   6½ / 10
La fragilità di un uomo rispetto alla forza del Potere, l'instabilità umana contro la regolarità degli apparati.
Un film abbastanza buono, che prova a mostrare che tipo d'uomo si nasconde dietro un ministro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  28/03/2014 23:05:35
   6½ / 10
Forse Il Ministro voleva semplicemente essere per il mondo della politica quello che un altro film francese, il bellissimo
Polisse, fu per il mondo della polizia.
Forse voleva solo raccontare in modo quasi naturalistico tutte le trame, le sottotrame, gli inciuci, il bisbigliare alle orecchie, i giri viziosi di telefonate, i posti che cambiano come le figurine, gli accordi e i disaccordi, le pugnalate alle spalle e le facce belle da mostrare in tv, insomma, forse Il Ministro voleva raccontare tutto quello che gira tra i corridoi e le sale arredate Luigi IV dei salotti politici.
E lo fa bene, altrochè.
Eppure mica sembrava così.
Eppure quell'inizio onirico con quel coccodrillo, quella setta, quella ragazza nuda che poi in quel coccodrillo ci finiva dentro, quell'erezione al risveglio e poi quella telefonata nella notte, il volo con l'elicottero, quell'atmosfera di morte dell'incidente e quella tenda che si riempe sempre più di corpi privi di vita, e quel ritorno in macchina, e poi la mattina dopo quel'intervista surreale dove si chiede quanti morti ci sono e poi un secondo dopo si cambia argomento per parlare delle privatizzazioni, eppure tutto questo faceva presagire ad altro, sembrava che la lezione de Il Divo, la lezione sorrentiniana per cui la politica poteva essere raccontata in modo surreale, elevando politicotti a esseri grotteschi, raccontando le loro trame come fossero pratiche esoteriche, regalando atmosfere da circo degli orrori in cui anche i singoli visi parevano quasi distorti, eppure sembrava che questo Ministro fosse Il Divo d'oltralpe.
E invece niente, tutta l'atmosfera che nei primi 10 minuti aveva affascinato anche me che di politichese so una sega, tutta quell'atmosfera svanisce, e le trame prendono contorni reali, i dialoghi sono tecnicamente ineccepibili, si parla, si parla, si parla, si fa vedere cosa c'è davanti e dietro le quinte del teatrino, si caratterizza così bene la figura di questo ministro, la si caratterizza così bene che paradossalmente ci sfuggirà fino alla fine, così a tratti fantoccio ed altre deciso, a volte in balia della propria vita ed altre che parte manovrare fili, a volte marito felice ed altre uno senza una vita privata.
I problemi son due.
Anche in film che d'incanto diventan tecnici serve più cinema, servono cose, servono fatti, servono punti di svolta. E invece Il Ministro per buona parte procede stanco, verboso, fermo.
Anche Polisse fotografava una realtà in modo scientifico ma era pieno di cose, di avvenimenti, di contrasti, andava sempre avanti.
E poi arriva il secondo incidente, sequenza magnifica. E lui che cammina solo in quell'autostrada che ancora non è autostrada, stupendo.
Sì, ma poi, a che serve?
A piangere un povero cristo, a farci vedere il suo funerale?
E' una denuncia?
E ritorna il sogno, brevemente, dopo un'ora e mezza in cui oramai c'eravamo dimenticati di lui.
E così quell'incidente magnifico iniziale e questo nuovo sembrano non portare da nessuna parte, sembrano solo due dei tanti pezzi di questo puzzle a natura morta, ferma.
Mi tengo Il Divo, mi tengo lo sguardo cinematografico di Sorrentino, mi tengo le sceneggiature dove le cose buone non sono inutili o restano incomplete.
Ma, probabilmente, sono stato io a non capirci nulla.

8 risposte al commento
Ultima risposta 01/04/2014 00.54.42
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  25/10/2013 10:55:39
   7 / 10
E' sicuramente un film fatto bene, che esplora e spurga ogni sfaccettatura dell'attività politica. Il potere visto come responsabilità, cinismo, senso del dovere, umanità, sesso, imprevedibilità.
Non manca di simbolismi, come la bellissima scena iniziale mostrata in copertina. E non manca nemmeno di riprese stupefacenti: quella dell'incidente è una delle più belle mai viste.
Insomma, la politica in tutte le sue contraddizioni, e una delle parti che ho preferito, insieme a quelle che ho descritto sopra, è la riflessione del Ministro al funerale.
Ottima regia quindi, fotografia pulita, ottime intepretazioni.
Forse per chi non se ne intende di politica può risultare un po' pesantino, come del resto è successo a me, altrimenti avrei potuto mettere un voto più alto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  29/05/2013 17:46:39
   6½ / 10
Spaccato politico che racconta l'evoluzione e la vita quotidiana della "nostra" classe dirigente, il potere visto nelle sue mille sfumature e incarnato nel ruolo di un ministro arrivista e pragmatico in continuo scontro con la sua moralità decadente.
Un film molto "francese" nel termine, che si perde in una regia un pò barocca e un pò pesante, Schoeller lavora su un perfetto soggetto alla "Sorrentino" ma manca completamente del genio per rendere interessante e coinvolgente una storia che a tratti stanca.
Il tutto è salvato dalla spelndida interpretazione di Oliver Gourmet la cui interpretazione è la vera cifra stilistica capace di riscattare un film che altrimente lascerebbe alquanto indifferenti.

TheLegend  @  07/05/2013 03:43:02
   6 / 10
Film che ho trovato difficile,forse addirittura troppo.
Il tutto è reso abbastanza noioso e piatto tranne in pochi momenti in cui si intravede un pò di ironia.
Ne ho capito il senso ma non sono riuscito ad apprezzarlo pienamente.

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  26/04/2013 09:56:05
   8 / 10
Pierre Schoeller scrive e dirige con tono quasi documentaristico questo sconvolgente dramma e spaccato politico.

Non è Alice nel paese delle meraviglie, ne tantomeno l'esercizio buonista di glorificazione dell'apparato politico. Al contrario è un film angosciante e attuale, sia in Francia che in Italia.
Dietro ai funzionari eletti dai partiti esistono gli uomini oscuri, i segretari, i consulenti, le truppe invisibili che gestiscono le leve e le lotte di potere.
"Il ministro" parla di vicende politiche e giochi di potere ma mostra soprattutto l'esercito di uomini grigi responsabili del lavoro sporco all'interno delle fogne dello Stato.

Un film fatto di porte, di corridoi, di cellulari e di riunioni dove la figura principale è il bravissimo Olivier Gourmet (Ministro Bertrand) che cerca di sopravvivere tra il suo impegno politico e la sua vita privata fatta soprattutto di solitudine. Una deriva personale quella del ministro, che lo porterà a mettere da parte l'idealismo per far posto al cinismo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  22/04/2013 18:12:43
   8 / 10
Molto bello questo film che esprime un quotidiano caotico, non certo facile da seguire per il susseguirsi di eventi prevedibili o meno, a cui un ministro dei trasporti francese affronta. La vita di un uomo di stato, importante per la carica che riveste, ma che è solo un meccanismo di una sistema, di una fabbrica di consensi atta ad aumentare quest'ultima quanto riuscire a minimizzarne il dissenso.
Un uomo svuotato da ogni ideologia, annullato dalla propria sfera privata che viene risucchiata dal proprio ruolo pubblico e che inconsciamente nelle sequenze oniriche dei propri incubi notturni sono un dato di fatto imprenscindibile.
Da una parte c'è quindi lo stato dall'altra un popolo che non capisce o comprende le decisioni dello stato. Non ci sono giochetti o bustarelle, corrotti o corruttori palesi, ma un gioco molto più sottile su un uomo che porta al pubblico la propria immagine, ricopre un ruolo come un attore e se il pubblico approva allora la sua immagine è rinfrancata come quella del governo che rappresenta.
Olivier Gourmet poi è perfetto per il ruolo: il suo viso da burocrate è la scelta giusta per rappresentare questo personaggio. Tenace nell'andare avanti, combattivo nel ricoprire il proprio ruolo, ma oltre tale ruolo di un grigiore sconfortante.

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