anatomia di un omicidio regia di Otto Preminger USA 1959
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anatomia di un omicidio (1959)

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locandina del film ANATOMIA DI UN OMICIDIO

Titolo Originale: ANATOMY OF A MURDER

RegiaOtto Preminger

InterpretiJames Stewart, Lee Remick, Ben Gazzara, George C. Scott

Durata: h 2.40
NazionalitàUSA 1959
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1949

•  Altri film di Otto Preminger

Trama del film Anatomia di un omicidio

L'avvocato Biegler non ha una grande reputazione professionale eppure un giorno si presenta da lui una donna: il marito, il tenente Manion, è accusato d'omicidio. Lei sostiene che l'ucciso stesse per violentarla, ma la versione presenta non pochi lati oscuri. Dove sta la verità? Biegler si impegna in un processo difficilissimo al termine del quale i dubbi non saranno dissipati.

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Voto Visitatori:   8,37 / 10 (15 voti)8,37Grafico
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Voti e commenti su Anatomia di un omicidio, 15 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  07/11/2011 19.49.18
   9 / 10
E' uno dei legal-thriller che preferisco in assoluto, dovrebbe essere visto insieme al film di Lumet per poter meglio apprezzarne la complementarietà di questi due film. Anatomia di un omicidio non regala quella catarsi finale del tipo "giustizia è fatta", lascia quell'alone di dubbio che un'ottima sceneggiatura di base adombra nei personaggi coinvolti e nei loro comportamenti che possono essere visti in un duplice aspetto. Se il film di Lumet ricorreva alla razionalità per la ricostruzione di un crimine, qui è preponderante la componente emotiva, i sottintesi e le insinuazioni che ne fanno un quadro sottilmente più fosco. Da aggiungere inoltre che è un film teso e avvincente, dove due ore e mezza di durata scorrono velocemente senza accorgersene.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  14/02/2011 23.54.02
   9 / 10
Tratto liberamenta da un romanzo di John D. Voelker il film è un vero capolavoro sia per coinvolgimento della trama sia per caratteristiche tecniche.
Un film giudiziario in cui si esplora con battute argute e colpi bassi una verità mai troppo palese.
Un bravissimo James Stewart nei panni dell'avvocato difensore, un'affascinante Lee Remick nei panni della moglie dell'accusato aggiungono appeal al film.
La colonna sonora è meravigliosa, la regia curata in ogni dettaglio e i dubbi che lascia il finale rendono il film ancora più affascinante.

Febby  @  08/02/2011 11.50.26
   9½ / 10
Stupendo! Un film di più di 2 ore e mezza che non annoia quasi mai, ho detto quasi perchè alcune sequenze potevano benissimo essere tolte per rendere il film un po' meno pesante e un po' più scorrevole.
E' uno dei migliori film giudiziari che ho visto, e poi le interpretazioni di J. Stewart e G. C. Scott sono molto appaganti, come anche la preziosa sceneggiatura. E' un film da vedere.

edmond90  @  11/08/2010 9.28.29
   7 / 10
Non uno dei migliori film del filone giudiziario secondo me.Ottimi la regia e gli attori,ma la storia si trascina stancamente verso la conclusione e si contano diversi momenti di noia.
Film come "La parola ai giurati" e "Testimone d'accusa" sono di un altro pianeta

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/04/2010 23.45.35
   8 / 10
Gran bel film giudiziario dove un piccolo avvocato prende in mano una di quelle classiche cause perse in partenza!
Non sapremo mai se l'accusato è il vero colpevole e se la vittima è veramente una vittima ma è proprio qui che che vuole arrivare il regista...
Una giuria di 12 persone che non si conoscono,non conoscono gli imputati...ma che decidono della vita o della morte di un uomo!
Quindi indirettamente è anche un film contro la pena capitale!
Poco importa il verdetto finale...A trionfare è l'avvocato piu' bravo...e la "legge"?sicuri che vinca anche lei?

kirk h.  @  06/03/2010 19.48.39
   8 / 10
che film, girato benissimo, attori stupefacenti, scorre veloce senza mai annoiare anatomia di un omicidio è davvero un ottimo film, quasi scientifico ve lo consiglio ottimo...

Zanibo  @  09/08/2009 18.55.38
   7½ / 10
Il film e` interessante, girato benissimo, con attori veramente all'altezza e una storia che incuriosisce fino alla fine nonostante i colpi di scena siano quelli prevedibili del genere.

Pero` e` un po' troppo lungo e sopratutto i personaggi sebbene interessanti sono troppo coerenti, troppo simili a se stessi e non hanno nessuna sfacettatura, nessuna evoluzione. Cosi` sono all'inizio del film e cosi` sono in ogni scena del film fino alla fine e dopo 2 ore e 40 minuti di visione la cosa tende ad anacquare un po' il valore indubbio del film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  31/07/2009 13.20.13
   8½ / 10
Grandissimo film giudiziario perfezionista sotto ogni aspetto.

Come schierarsi con chi ha torto, una vera e propria missione impossibile per salvare un militare disgraziato dalla pistola facile e l'unico che può riuscirci è un James Stewart in grandissima forma.
La giuria siamo noi, ammaliati dalle parole dell'avvocato Biegler ad un certo punto non ci resterà che tifare per il cattivo, anche se ben sappiamo che alla fine dal punto di vista della giustizia le cose sarebbero dovute andare diversamente.

E poco importa se poi tutti i nostri dubbi diventeranno realtà, a noi basterà una risata, come quella che si farà James alla fine del film.

LoSpaccone  @  05/03/2009 19.24.55
   7½ / 10
Lo si potrebbe definire "scientifico", preciso come un orologio svizzero, forse un pò troppo freddo in alcune parti, con dialoghi brillanti e talvolta "pruriginosi". Ricordo di aver letto da qualche parte che quando uscì fece scalpore perchè per la prima volta in un film veniva pronunciata la parola "mutandine". Sicuramente tra i migliori del genere.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  30/11/2008 21.28.28
   8 / 10
“Anatomy of a murder” esce due anni dopo “Twelve angry men” di Sidney Lumet, e ne ripercorre le orme sul sentiero del “legal-movie”. La pellicola di Otto Preminger costituisce un altro fulgido paradigma sulla estrema difficoltà di valutare un reato (soprattutto quando ci si trova di fronte ad un omicidio) e di giudicare conseguentemente la persona che si assume esserne la responsabile, fermi i moventi, le circostanze, le condizioni psico-fisiche dell’imputato, e tutte le variabili esterne che ineriscono al delitto.
Mentre Lumet insiste su una analisi psico-sociologica dei giurati chiamati a decidere di un caso di omicidio, evidenziandone tutti i fattori e i preconcetti condizionanti che ne inficiano la capacità di giudicare lucidamente, in Preminger, invece, lo sguardo si sofferma sui soggetti direttamente e indirettamente coinvolti nel delitto, le cui ambiguità, di volta in volta messe in luce nel prosieguo della narrazione, contribuiscono alla rappresentazione di un’umanità in cui sembrano essere tutti colpevoli. Esemplare, in questo senso, il finale nel quale il Tenente Frederick Manion, finalmente scagionato grazie alla meticolosa e puntigliosa difesa dell’avvocato Paul Biegler, se la squaglia con la moglie senza pagare la parcella del suo legale, lasciando così il sospetto allo spettatore che egli avesse agito nella fattispecie criminosa non spinto da un “insostenibile impulso” -che ne ha influenzato irreparabilmente la condotta, bensì da una lucida premeditazione.
“Anatomy of a murder” non ha, a mio avviso, la stessa forza e la stessa efficacia di “Twelve angry men”, ma si presenta comunque esemplare sotto il profilo narrativo (soprattutto grazie ad una azzeccatissima vena ironica) e della sceneggiatura (giocata su una sapiente costruzione di botta e risposta, difesa e accusa, tesi e antitesi), che rendono la visione del film piacevole e scorrevole nonostante le oltre due ore e mezza di durata.
Preminger, infine, getta anche una luce sull’importanza di riabilitare chi ha commesso degli errori (“rectius”: debolezze) nella propria vita, attraverso l’immagine del vecchio avvocato Parnell, che nonostante il suo recente passato di alcolista, è riuscito ad apportare un significativo e importante contributo ai fini della assoluzione dell’imputato.

Max78  @  13/07/2008 19.36.57
   9 / 10
Otto Preminger dirige un solidissimo legal-movie senza svelare la realtà dell'accaduto, non esprimendo giudizi e opinioni personali sull'imputato,
analizzando imparzialmente i fatti come il giudice, e noi la giuria nelle mani della pubblica accusa e dell'avvocato difensore,
formidabili volponi pronti a calare ogni asso nella manica disponibile, bersagliandosi scaltramente consci della loro abilità oratoria.

Davvero eccelsi i dialoghi sorretti da un cast inattaccabile, James Stewart su tutti.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  22/06/2008 11.19.31
   9 / 10
Eccellente film di Otto Preminger in cui mescola noir e film processuale.
Uno dei migliori del genere. Magnifica colonna sonora jazz.
Debiti con Orson Welles.

onda  @  15/11/2007 18.33.17
   8 / 10
Uno dei migliori film "processuali" di sempre.
Interpreti fantastici, tematiche scandalose (per l'epoca) e il gioco delle parti del processo, con le brillanti schermaglie tra Stewart e Scott.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/08/2007 20.17.07
   8½ / 10
Letteralmente STUPENDO: uno dei più bei drammi giudiziari della storia del cinema, con una Lee Remick (occhiali scuri, abito attillato, movenze da dark-lady) che si trasforma in una sensuale vamp poco più che ventenne (ma perchè molti esperti cambiano la sue data di nascita?).
Un tipico film di fine anni Cinquanta, con un linguaggio che è già influenzato (splendidamente) dalla televisione.
Sorprendente e famosissima la colonna sonora di Duke Ellington

Dick  @  31/07/2007 0.11.47
   9 / 10
Curioso manco un voto.
Comunque davvero un bel film giudiziario tratto da un romanzo di John V. Voelker che attraverso un tema soprattutto scabroso diciamo per quegli anni (ma anche oggi anche se se ne sentono di cotte e di crude) "gioca" soprattutto sul valore formale e ambiguo delle parole e delle frasi come nello scontro tra l' avvocato più famoso e di quello di provincia non meno scaltro anche se con la carriera alquanto al declino o negli interrogatori, ma anche in dei smeplici all' apparenza dialoghi.
Stewart vinse la Coppa Volpi al Festival di Venezia.
Curiosità: l' interprete del giudice era davvero in quel campo.

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