il diritto di uccidere regia di Nicholas Ray USA 1950
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il diritto di uccidere (1950)

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locandina del film IL DIRITTO DI UCCIDERE

Titolo Originale: IN A LONELY PLACE

RegiaNicholas Ray

InterpretiHumphrey Bogart, Gloria Grahame, Frank Lovejoy, Carl Benton Reid

Durata: h 1.31
NazionalitàUSA 1950
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1950

•  Altri film di Nicholas Ray

Trama del film Il diritto di uccidere

Dixon Steele, sceneggiatore hollywoodiano e reduce della Seconda guerra mondiale, è soggetto a improvvisi scoppi di violenza. L'uomo viene sospettato di avere ucciso una ragazza, ma viene discolpato da una vicina di casa che si prende una cotta per lui. La loro relazione viene compromessa dal dubbio che l'uomo sia un vero assassino.

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Voto Visitatori:   8,63 / 10 (15 voti)8,63Grafico
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Voti e commenti su Il diritto di uccidere, 15 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  05/07/2011 11:26:05
   8 / 10
Sarei tentato di sottoscrivere l'eccellente commento di KSTDED qui sotto...Gran film di transizione, che parte come un poliziesco con tinte noir per poi svilupparsi come un film sentimentale dalle fortissime spinse introspettive. Strepitoso Bogart nei panni di un uomo rude ma leale, violento ma umano, le cui azioni da scherano contribuiscono, assieme ad altre spiacevoli circostanze, ad alimentare sospetti che alla fine

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Ottima la sceneggiatura, sempre abile a giocare con l'ombra del sospetto, terribile invece il titolo italiano.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  05/04/2011 23:45:40
   8 / 10
Tratto da un romanzo di Dorothy B. Hughes il film racconta la storia di uno sceneggiatore in crisi, un uomo che soffre di solitudine, di attacchi furibondi di violenza e di manie di controllo. Quando s’innamora della propria vicina di casa la loro relazione diventa ben presto piuttosto turbolenta. Un film molto intenso basato sull’ottima caratterizzazione dei personaggi. Ottime prove dei protagonisti.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  25/11/2010 22:13:45
   8 / 10
Un classico. L' uomo vive di contraddizioni verso se stesso e verso gli altri, si fa del tutto per apparire quello che non si è, ma poi bisogna fare i conti prima con l'istinto e poi con la propria coscienza.
Chi vive con la predisposizione alla violenza non riesce a controllarla neanche quando questa, durante le indagini per un delitto, potrebbe far ricadere su se stessi l'ombra del sospetto.
Straordinaria l'interpretazione dei due protagonisti, l'uno a manifestare una sicurezza ed un controllo che mano mano vanno assottigliandosi, l' altra nel constatare che anche se si scopre che le radici del male risiedono sotto un' altra pianta, quella che si sta coltivando potrebbe essere anch'essa contaminata.
Bellissima la Grahame, troppo, soprattutto per un Bogart affascinante quanto volete ma dall'aspetto stanco e invecchiato anche più dei suoi cinquantanni.
Il titolo è allo stesso tempo un' acquisizione folle di alcuni e un monito a non attuarlo di altri. Nessuno può arrogarsi il diritto di uccidere, non rientra nelle leggi dell' uomo, chi lo fa muore anche lui un attimo prima di farlo.

Dr.Orgasmatron  @  06/12/2009 22:53:42
   8½ / 10
Un noir dal quale tutti e tutto escono sconfitti: amore, rapporti umani e mondo circostante. Bogart è come al solito strepitoso, quasi al suo livello la Grahame. Ottimo lavoro di Nicholas Ray, estremamente duro, crudele ed avvolto da un grande alone di suspence psicologica

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  14/09/2009 16:42:22
   7½ / 10
Un noir che vira sul melodramma, originale e teso, quasi un "L.A. Confidential" ante litteram, con la poetica regia di Ray e due grandissimi interpreti: affascinantissimo Bogey e intensa la Grahame. Memorabile il finale, leggermente più zoppicante la parte centrale del film. Ad ogni modo un grande classico che merita di essere recuperato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  24/08/2009 11:28:37
   8 / 10
Un po' noir, un po' poliziesco, un po' drammone psicologico ma sicuramente un gran bel film. Solido e calibrato "Il diritto di uccidere" si fa notare soprattutto per l'interpretazione di Bogart e della Grahame, bravissimi come coppia affiatata ma ancor più bravi come coppia titubante e sospettosa! Sono proprio loro le ruote del carro in un film che Ray gestisce in maniera quasi neutra, un po' come faceva Capello con il grande Milan!
Altro punto di forza è la sceneggiatura, che ha il merito di creare quel grandissimo personaggio che è Dixon, approfondito in maniera impeccabile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  21/07/2009 16:03:13
   9 / 10
Classicone primi anni '50. Un lavoro molto caldo e atmosferico che sprigiona una potenza incredibile quando il film comincia a decollare nelle sue scene più significative. Humphrey Bogart in una grande interpretazione da uomo duro, impulsivo e violento ma anche estremamente intelligente e Gloria Grahame bellissima, innamorata ma allo stesso tempo spaventata dall'aura vivace di Dixon ( Bogart ). Splendido il bianco e nero molto intenso e ottima la sceneggiatura che mi ha vagamente ricordato "Viale del tramonto"di Wilder. Un film da vedere assolutamente.

paolino77  @  07/02/2009 12:42:22
   9 / 10
Forse la vetta del repertorio di Ray, resa tale anche dal solito strabiliante Bogart, il miglior attore della storia

Invia una mail all'autore del commento wega  @  14/10/2008 15:52:31
   8 / 10
"In a lonely place", il posto in solitudine che il personaggio di Bogart si accinge a raggiungere, forse per il resto della sua vita, in questa triste conclusione che rappresenta il finale del film. Come Billy Wilder in "Viale del tramonto" è uno sceneggiatore in crisi, Dixon Steele, il protagonista della storia, e come nel noir di Wilder, è sempre Hollywood stessa l' altra protagonista, un metafilm pure questo di Ray azzardo a dire. E' un dramma sulla creatività plasmata dagli studios, e un dramma di una storia d' amore dalle fortissimi caratterizzazioni psicologiche dei protagonisti, instabile e violento Dixen, di lei, contraddittorio perchè deleterio, è il modo di amare quest' uomo, nocivo e pericoloso per lei stessa senza dubbio. Dixon cercherà di scrivere una nuova sceneggiatura tratta da un romanzo che vuole stravolgere, la cosa speciale per il film, è che il film stesso è uno stravolgimento di un romanzo già esistente. Io sono dell' idea che questa pellicola sia ancora da annoverarsi tra i classici del noir, perchè come "Una pallottola per Roy" rappresenta quella linea di demarcazione del genere, in questo caso non tra gang e noir, ma tra noir e poliziesco; non proprio ancora poliziesco del tutto, ma dalla classica spirale psicologica dei protagonisti. Totalmente diversa dagli arcetipi del filone stesso, lo definirei un noir abbastanza fuori dagli schemi. Grandi interpretazioni di Bogart e di Gloria Grahame, e un finale eccezionale per suspense. Ottima la fotografia, dalle tinte fosche solo in precisi punti, non sono ancora riuscito ad individuare tuttavia, le doti registiche, in generale, di questo autore, considerando il fatto di aver visto solo suoi capolavori, e non essere riuscito a considerarne tali manco uno.

Dan of the KOB  @  11/09/2008 22:29:30
   9½ / 10
"Nacqui quando mi baciò, morii quando mi lasciò, vissi finchè il suo amore ebbe vita"

Stupendo dramma firmato Nicholas Ray, basato su sentimenti forti e passionali quali l'amore, la gelosia e la paura e su come questi si intrecciano e si scambiano tra loro col passare del tempo e conoscendo sempre più le persone che ci stanno a fianco!
Stupendi i 2 interpreti principali (e come dubitare di Humprey Bogart???)!

xxxgabryxxx0840  @  22/08/2008 13:29:55
   9 / 10
Capolavoro di Ray, reso tale soprattutto da un Bogart in stato di grazia. Ottima anche la Grahame. Imperdibile

dgarofalo  @  11/12/2007 20:59:25
   9 / 10
come tutti i film di bogart parto con il pensare che di un grande film ma alla fine mi sorprende sempre come in casablanca, la regina d'africa con le sue ottime interpretazioni ti rende il fim di una bellezza che solo lui ti puo trasmettere
cmq film basato sul tema dellla violenza e il regista attraverso un intreccio di storie nn lo mette in risalto ma in certi tratti si nota
da vedere assolutamente

Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  18/10/2007 18:19:07
   8 / 10
Il 1950, anno d’uscita di questa pellicola, è di per sé già alquanto significativo in quanto rappresenta il confine temporale che separa noir e poliziesco(o, più in generale, un giallo dalle tinte drammatiche, come nel caso in specie). Fra i vari aspetti che separano i due generi, infatti, vi è anche, e soprattutto, il diverso approfondimento psicologico del protagonista che da risoluto, arguto e cinico (ruolo tipicamente ricoperto dallo stesso Bogart in precedenza) diviene risoluto, arguto ma anche umano, molto più umano. Si scava così nelle debolezze del personaggio, quelle debolezze che lo allontanano un po’ dal mito e lo avvicinano sempre più all’uomo comune.
Dixon Steel, infatti, inizialmente viene descritto secondo i tratti più comuni, quelli espressi sopra appunto, dell’uomo, se così si può dire, da noir e anche Laurel Gray entra in scena come l’altrettanto tipica dark lady misteriosa e affascinante; con l’andare del film, però, i sentimenti fra i due prendono piede e acquistano le caratteristiche di un amore assolutamente convenzionale dove Dixon e Laurel non sono che una coppia come tante altre (nel noir, invece, gli amori sono quasi sempre impossibili, incredibilmente passionali e si muovono tra cadaveri, segreti e tentati omicidi). La bellezza di questa pellicola sta proprio qui, ossia nel riuscire a raccogliere idealmente il testimone e approndirlo da un punto di vista differente. E’ così che le incertezze del protagonista assumono un ruolo primario e mettono in luce il lato più debole di colui che inizialmente bruciava l’interlocutore con un paio di battute dall’ironia sottile; è così che la darl lady si trasforma in una semplice donna innamorata che soffre con sincerità per l’uomo che ama.
Tale caratterizzazione psicologica, ovviamente, si poggia anche sulle interpretazioni impeccabili di Bogart(che quindi lascia il segno anche nel genere successivo a quello che, si può dire, fu suo) e della Grahame che effettivamente, oltre ad essere brava, era stupenda. E’ importante e giusto sottolineare anche l’ottima prova degli altri attori, Smith su tutti.

Benché questo “In a Lonely Place”, quindi, non sia assolutamente il tipico poliziesco anni ’50, rappresenta comunque una tappa importante almeno per quanto riguarda il cambiamento forse più significativo che differenzia le pellicole anni ’40 da quelle della decade precedente. Quindi, va vista.

1 risposta al commento
Ultima risposta 20/10/2007 19.09.39
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benzo24  @  13/01/2006 18:55:18
   10 / 10
Film di una intensità straordinaria che ci regala una delle più belle e affascinanti interpretazioni di bogart, qui al suo secondo film con ray dopo il capolavoro Crimen. Da vedere assolutamente e da studiare ambedue queste pellicole per capire cosa è e come di fa un capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  02/08/2005 16:51:48
   10 / 10
Dopo anni di attesa sono finalmente riuscito a vedere questo film splendido, firmato Nicholas Ray.
Una pellicola sulla violenza nei rapporti tra gli uomini che è anche un dramma su un'ossessione con tinte da thriller. Ed è un film veramente molto intenso, molto ambizioso, con uno studio psicologico dei personaggi notevole.
E quello che colpisce ancora di + sono le interpretazioni degli attori. La Graham è splendida, e Bogart è immenso. Lei costruisce benissimo il suo amore che si trasforma in ossessione di fronte ai continui scatti d'ira di Bogart.
Lui invece è bravissimo a rendere misterioso il suo personaggio. Quella di Bogart in "Il diritto di uccidere" è veramente un'interpretazione indimenticabile. Da manuale.

Il film è senza ombra di dubbio un capolavoro. Ray al meglio.

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