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Tra guerra, noir e ninfe

Dentro il noir: Rapina a mano armata

Il duo Harris-Kubrick era entrato in possesso di un'ottima storia, ma ben presto si resero conto che non sarebbero andati da nessuna parte senza una sceneggiatura; scartata l'ipotesi di scriverla loro stessi, Harris si ricordò di una sua conoscenza, lo scrittore Jim Thompson. Harris passò a Stanley un suo libro che lo avrebbe incuriosito e stimolato ad incontrarlo: "La belva che è dentro di me". Sulla copertina del libro, Kubrick scrisse: «Questa è probabilmente la più agghiacciante e credibile storia di una contorta mente criminale raccontata in prima persona che mi sia mai capitato di incontrare». Lo scrittore fu di conseguenza ingaggiato per scrivere l'adattamento dal libro. Ma, come si evincerà dai crediti, la sceneggiatura sarà attribuita a Kubrick e ad Harris, citando Thompson solo nei dialoghi aggiuntivi; cosa che fece infuriare non poco la famiglia dello scrittore. Comunque fossero andate le cose, erano in possesso di una sceneggiatura; eccitati, la proposero immediatamente alla United Artists che accettò di produrre il film, ma ad una condizione: avrebbero dovuto trovare un buon attore.

Trovarono disponibile Sterling Hayden, una star che aveva partecipato a molti film, tra cui vale la pena citare almeno Giungla d'asfalto e Johnny guitar. Per la cifra di 40.000 dollari, sarebbe stato disposto a recitare nel film. I due tornarono quindi alla United Artist per comunicare la notizia, ma trovarono ad attenderli una controproposta; aspettare 18 mesi, affinché Victor Mature fosse stato disponibile. Di fronte al rifiuto secco dei due, la United Artists diede comunque 200.000 dollari per produrre il film; ma avrebbero stanziato solo quel finanziamento, le eventuali spese aggiuntive le avrebbero coperte loro. Sterling Hayden fu quindi scritturato come attore protagonista e Kubrick, in segno di gratitudine per avergli fatto conoscere Harris, diede all'amico Alex Singer il credito di produttore associato.

Rapina a mano armataNel dettaglio, Rapina a mano armata è la storia di un "colpo" in un ippodromo. Assistiamo alle varie fasi dell'organizzazione e infine alla rapina vera e propria, che va a buon fine. I problemi nascono però in seguito, quando l'amante della moglie di uno dei partecipanti al colpo irrompe nella stanza dove il gruppo (tranne un suo componente, quello con il bottino) risiede, provocando la morte di tutti. Alla fine, mentre l'unico sopravvissuto tenta di fuggire con la compagnia, vede il suo sogno infranto da un cagnolino che causa la caduta, e quindi l'apertura, della valigia, mandando all'aria i soldi. Si fa catturare dalla polizia, rifiutandosi di scappare, ancora incredulo per l'accaduto. Il tutto narrato attraverso una tecnica non convenzionale; il racconto non è ordinato temporalmente e racconta la rapina dal punto di vista di diversi personaggi, come accadeva in Rashomon, di Akira Kurosawa.

A Singer venne affidato il compito di girare le sequenze della corsa dei cavalli, cosa che Alex era determinato a fare nel migliore dei modi, un po' per riconoscenza verso Kubrick che lo stava trascinando in un grande progetto, un po' per dimostrargli che anche lui era in grado di riprendere delle ottime scene. E così fece; celebre il momento in cui i cavalli si preparano alla corsa, utilizzata nel film più volte. Andò perfino in mezzo alla pista dove, dopo essersi sdraiato, riuscì a riprendere la corsa da un punto di vista davvero coinvolgente, frenetico e soprattutto assolutamente vietato; fu malamente cacciato dalla polizia, mentre 20.000 spettatori si domandavano chi mai potesse essere quel tipo sdraiato in mezzo alla pista che riprendeva i cavalli che gli venivano addosso. Singer fu orgoglioso di quelle riprese e Kubrick fu felice di poterle utilizzare. Si ricorderà il modo in cui il precedente film venne girato, senza considerare il sindacato; Kubrick non poté evitarlo questa volta, dal momento che era in ballo una grande compagnia come la United Artists. La prima cosa che il sindacato fece fu di imporre la presenza di un direttore della fotografia: Lucien Ballard, piuttosto famoso, aveva ventiquattro anni di esperienza nel settore. Ma arriverà a considerare Kubrick "il suo peggiore rivale". Rapina a mano armataLa collaborazione fra i due fu dura e tesa; l'esperto Ballard non riusciva ad imporsi sul neofita e ventisettenne Kubrick. Il primo segno di tale incomprensione fu proprio la ripresa all'ippodromo di cui si è parlato poco sopra. Kubrick trovò il girato di Ballard orribile, tanto da mandare Singer a rifare il tutto, con risultati decisamente migliori. Ricorda Singer: «Si può ben immaginare la disperazione di tre ragazzi che hanno mandato fuori il loro uomo migliore. Quello se ne va nel luogo delle riprese con tutti quei collaboratori e tutto quell'equipaggiamento, torna indietro ed è tutto inutile». Una volta fu sul punto di licenziarlo: per una scena, Kubrick aveva dato certe disposizioni circa l'illuminazione e il tipo di obiettivo da montare, un 25 mm. Ballard posizionò la macchina da presa più lontano di dove il regista aveva stabilito e con un obiettivo più grande, un 50 mm. Kubrick, notando che le sue disposizioni erano state modificate, interrogò Ballard, che rispose che era la stessa cosa. Kubrick gli disse: «Lucien, o sposti la macchina e la metti dove deve stare per poter utilizzare un 25 mm o te ne vai da questo set e non torni più». Dopo un lungo silenzio, Ballard mise la macchina dove Kubrick voleva che stesse e cambiò obiettivo. La differenza, se Ballard avesse girato come intendeva fare, ci sarebbe stata; non avrebbe ottenuto quel senso di dinamismo che Stanley desiderava e che ottenne riprendendo con il 25 mm e il grandangolo. Ballard fece l'errore di ritenere che il giovane regista non conoscesse queste sottigliezze tecniche, ma si rese presto conto che sbagliava di grosso. Il carattere serio e autoritario di Kubrick iniziava ad emergere; era riuscito ad imporsi con un mostro sacro della fotografia.

Rapina a mano armataTecnicamente Kubrick compì passi da gigante e il suo stile, fluido e controllato, iniziava qui a prendere forma. Assolutamente degna di nota è la lunga carrellata nell'appartamento in cui la macchina da presa attraversa varie stanze per seguire al meglio gli attori, effetto eseguito facendola scorrere su un carrello che attraversava le stanze ricostruite in studio. Da notare che anche questo film viene introdotto attraverso la voice-over di un narratore extradiegetico; sarà così per molti film di Kubrick. La struttura del film è ripresa da quella del romanzo, procede cioè attraverso scansioni di blocchi non necessariamente ordinati cronologicamente, ma che formano piuttosto un sottile quanto originale gioco ad incastri, rendendo non lineare la narrazione e cristallizzando così il momento della rapina, rendendolo disponibile a molteplici punti di vista. E' chiaro che il momento pregnante diviene quindi quello del colpo vero e proprio, a sottolineare il tatticismo e la preparazione puntigliosa e assoluta della fase della rapina ad opera dei malviventi. Anche l'atto della strage, richiamato dall'originale titolo del film, The Killing, è solo accennato, appena intravisto. Il titolo del film non promette ciò che mantiene, ma allude, di sfuggita e in silenzio, alla disfatta finale. Sterling Hayden, nell'ultima sequenza, rifiuta di fuggire dalla polizia che sicuramente lo arresterà: "A che vale ormai?" sono le sue ultime parole. A che vale fuggire, quando un così puntuale e preciso piano sulla carta infallibile, mostrato e smontato meccanicamente dalla macchina da presa in tutte le sue sfaccettature, fallisce per capricci del caso piuttosto stupidi? Meglio affrontare la responsabilità del fallimento con contegno. Rapina a mano armataE' forse qui che l'esistenzialismo di Kubrick inizia a prendere forma. Il salto nel genere noir, rimasto inconcluso con Il bacio dell'assassino, viene qui celebrato. A dire il vero Kubrick non solo visita un genere, ma lo rivisita; lo attraversa, portando con sé la sua particolare struttura, e lo innova. Questo attraversamento dei generi, utilizzati come contesto prettamente scenografico, è una caratteristica che Kubrick porterà con sé. Rapina a mano armata, oltre che per la sua storia accattivante, piena di ironia e fresca, risulta affascinante proprio per la sua struttura. In futuro, la stessa struttura sarà utilizzata in modo vincente da Quentin Tarantino, che con il suo film d'esordio, Le iene, e con Jackie brown, omaggerà il film di Kubrick. Scrive LoBrutto: «la storia narrata in Rapina a mano armata è poco più che un tipico poliziesco di basso livello, tuttavia la complessa struttura narrativa rimanda a Quarto potere e catapultò Kubrick nella narrazione cinematografica e in una forma di discontinuità temporale che influenzerà generazioni di registi patiti del genere noir. Nella prospettiva kubrickiana questo piccolo e audace film poliziesco divenne l'opera prima, nonostante avesse già diretto tre corti e due lungometraggi. Il dilettante era diventato un professionista».

Ma proprio questa originale struttura stava per diventare motivo di depressione per il duo Harris-Kubrick; il film, proiettato per un gruppo di amici, lasciò questi ultimi spiazzati. Abituati come il cinema li aveva abituati, cioè a storie pressoché lineari, trovarono il film piuttosto complicato da seguire. Kubrick rimase deluso e tentò di montare il film in ordine. Non ci volle molto a capire che gran parte della magia e della fascinazione che quel film esercitava la si doveva alla sua struttura; la struttura era il film. La trama era evidentemente subordinata e prendeva vita solo in quella forma; il contenuto non era autonomo, la forma lo plasmava e gli conferiva un senso. In fin dei conti, Harris osservò che il libro era piaciuto proprio perché narrato in quella forma. Kubrick decise quindi di presentarlo alla United Artists con il suo montaggio irrispettoso ma originale, sperando di ottenere consensi e incoraggiamenti. Li ottenne.

Ma, nonostante il parere positivo della United Artists, il film non beneficiò di un'adeguata pubblicità e di conseguenza di una capillare distribuzione. Fu proiettato per la prima volta il 20 maggio del '56 e girò principalmente nei circoli di Hollywood, prima di venire "riscoperto" in seguito.

Rapina a mano armataRapina a mano armata resiste ancora oggi alla prova del tempo e ancora oggi risulta fresco e genuino. E' il film base su cui verrà edificata l'imponente struttura che caratterizzerà lo stile del regista; elementi tipicamente noir, come l'illuminazione fortemente contrastata e le riprese dal basso, convivono con ampie ma dolci carrellate da destra, da sinistra, avanti e indietro. L'intenso uso del piano sequenza in profondità di campo è in larga parte debitore dello stile di Welles. Le ossessioni per le immagini perfettamente bilanciate sono qui più evidenti, retaggio dell'esperienza fotografica. Accanto alla tecnica, l'ideologia di fondo: il fatalismo diventa via via lo sguardo più sincero e veritiero con il quale Kubrick esprime la sua concezione, la sua visione cupa e pessimistica del mondo; qualcuno iniziava a paragonarlo ad Orson Welles. Ora il ribelle di Hollywood aveva un altro nome. Si chiamava Stanley Kubrick.


Torna suSpeciale a cura di cash - aggiornato al 26/10/2004