un perfetto gentiluomo regia di Shari Springer Berman, Robert Pulcini USA 2011
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un perfetto gentiluomo (2011)

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locandina del film UN PERFETTO GENTILUOMO

Titolo Originale: THE EXTRA MAN

RegiaShari Springer Berman, Robert Pulcini

InterpretiKatie Holmes, Paul Dano, Kevin Kline, John C. Reilly, Cathy Moriarty, Alicia Goranson, Patti D'Arbanville, Celia Weston, Jason Butler Harner, Marian Seldes, Alex Burns, Rafael Sardina

Durata: h 1.48
NazionalitàUSA 2011
Generecommedia
Al cinema nel Maggio 2011

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•  Altri film di Robert Pulcini

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Trama del film Un perfetto gentiluomo

Louis Ives (Paul Dano) è un sensibile aspirante scrittore che sogna di diventare il nuovo F. Scott Fitzgerald, malgrado sia un semplice professore di inglese in una scuola media privata di Princeton, New Jersey. Ma quando viene sorpreso in una imbarazzante situazione con un baby-doll rubato a una collega, Louis decide che il licenziamento è la soluzione migliore per lui: si trasferirà a New York e finalmente potrà condurre la vita che il destino gli ha riservato...

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Voto Visitatori:   5,42 / 10 (6 voti)5,42Grafico
Voto Recensore:   5,00 / 10  5,00
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Voti e commenti su Un perfetto gentiluomo, 6 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  16/11/2011 00:10:35
   6 / 10
Non è poi tanto male, in fondo c'è dell'originalità ed è un peccato che le ambizioni iniziali via via si sfaldino in una bolla di sapone. Tuttavia come bozzetto di vita si lascia gustare e la galleria di freaks che ritrae è sincera, intima. La coppia di registi ripropone lo stile elegantemente naif già sfoderato per il garbato "Diario di una tata" e sa dirigere bene gli attori: Dano è un tipo da b-movie e la sua sgradevolezza è perfetta per un ruolo degno del cinema di Ed Wood, Kline gigioneggia come al suo solito ma è sempre bravissimo, Reilly lascia il segno, molto semplicemente. La Holmes, invece, continua a somigliare in modo sempre più inquietante a suo marito e la sua recitazione con la bocca storta non mi tangeva neppure ai tempi di Dowson's Creek.
Il film vale un occhiata, è una commedia amarognola e un pò bizzarra fuori dai canoni.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  07/06/2011 11:12:25
   5 / 10
Commedia pretenziosa che annoia parecchio.
Ritmo inesistente, ambientazione patinata e troppo favolistica, personaggi poco approfonditi psicologicamente e attori che non offrono il meglio delle loro potenzialità.
Un film che sulla carta sarebbe da 7 ma che risulta insufficiente perchè la messa in scena è eccessivamente piatta e troppo vezzosa.

Delfina  @  28/05/2011 19:21:48
   7½ / 10
Francamente non capisco questi voti così bassi, del tutto ingiusti, a mio parere, nei confronti di un film che forse è stato impropriamente classificato come una commedia.
Commedia sì, ma agrodolce, con un filo di malinconia, e molto letteraria.

Un'ottima sceneggiatura, dal sapore narrativo e introspettivo, ci accompagna nel "Bildungsroman" di un giovane timido, dominato dal segreto amore per la biancheria femminile e dalla passione per un'epoca ormai scomparsa, ma in qualche modo sopravvissuta fra le cariatidi della vecchia Manhattan upper class. Veniamo così a trovarci immersi in ricevimenti dove si affollano moderni cicisbei in cerca di un pasto, di un invito a cena o di una camera per "svernare" al caldo, via da New York. Aspirazioni di scalata sociale incarnate da personaggi bizzarri, socialmente emarginati ma tollerati all'ombra di usanze ormai demodé.

Un film curioso e molto poco americano, non certo concepito per far ridere, bensì un'agra, pacata meditazione su un'umanità strana, minore, bizzarra o se vogliamo pure un po' feticista, quasi un ritratto di quei "salotti della New York bene che non avete mai visto e di cui non sospettavate l'esistenza".
Corredato da una buona colonna sonora e una bella fotografia, consigliato a chi ama i ritmi lenti e i film dal sapore letterario.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  26/05/2011 16:29:07
   4 / 10
Louis Ives (Paul Dano) è un giovanotto old style. Insegna Letteratura Inglese ed è ancora alle prese con i turbamenti adolescenziali. Arrossisce facilmente tra mutandine e reggiseni, indeciso sulla sua identità (almeno quella esteriore). Mentre si domanda se è il caso di continuare a portare i pantaloni o provare quell'intimo così sexy della collega di lavoro, si perde tra i romanzi di F. S. Fitzgerald ed Henry James e si fa convincere da Harrison, un signore erudito, a diventare il suo coinquilino dalle parti di Manhattan. Il padrone di casa è un personaggio curioso, un po' fuori dagli schemi, fissato con un mondo esclusivamente maschilista e convinto conservatore.

Nella costante disapprovazione delle uscite del personaggio di Henry Harrison (Kevin Kline), ci si aggira intorno alla filosofia, alla letteratura, e ogni tanto si butta lì qualcosa di pruriginoso, virando su un moralismo confuso e piuttosto noioso. Commediografo di congetturato talento, Henry è un gran cafone antipatico, mentre cerca di spiegare a Louis come sia riuscito a formarsi in qualità di "extra man", quello che si dice un uomo in più alla corte di vecchie signore bisognose di accompagnatori. L'extra man che Louis dovrebbe diventare è un pretesto che ci fa girare per teatri, ricevimenti improbabili, cene adulterate da polli arrosto presi in rosticceria, inutili miniviaggi on the road a far prendere aria ai vestiti e cavalieri senz'armi ne' amori.

Gershon (John C. Reilly), dalla inspiegabile voce acuta, è l'ipertricotico meccanico/quasi-amico di Henry, e viene sprecato in un ruolo blando non cavando un sorriso nemmeno con le pinze. Paul Dano è piatto. Appena più sopportabile di Kevin Kline, vaga tristemente per l'intero film come se partecipasse a una tortura (dillo a me, caro Paul, che ho guardato l'orologio per quasi un'ora).

"Un perfetto gentiluomo" è un film con le pulci: tenta di grattarsi e destarsi dal suo torpore narrativo usando una linea di condotta insignificante. La bislacca iniziazione di un giovane gigolo con la gonna si risolve spesso in scialbi mascherini in dissolvenza, a chiudere alcune sequenze. Uno script pesante sembra di essere sul punto di esplodere in chissà quale ardita elaborazione e invece resta nell'anonimato; coito interrotto, forse mai iniziato. Le immagini non meravigliano mai, e le situazioni sono fuori stagione come palline di Natale appese a un ramo in fiore.

Non è così che a New York si trova se stessi. Non è pisciando con indosso un impermeabile che si suscita simpatia. E non sarebbe sufficiente nemmeno il vibratore magico di Gershon a risollevare le sorti del gentiluomo. Ma questa è un'altra storia. Di certo con più brividi.

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  26/05/2011 15:37:45
   5 / 10
Soggetto interessante e ricco di ottime potenzialità mal espresse e mal sviluppate. L'incipit frizzante ed intelligente scivola lentamente nella noia.
Una commedia sofisticata (o almeno vorrebbe esserlo) che si lascia guardare, ma che mortifica le aspettative del pubblico e che tradisce i suoi stessi contenuti, sprecando l'opportunità di realizzare un film che avrebbe potuto lasciare il segno.
Peccato!
Per un'analisi più approfondita:

Vedi recensione

werther  @  18/05/2011 13:34:41
   5 / 10
Non è la solita commedia americana,ma più che altro racconta la psicologia e la fragilità emotiva nonchè l'ambiguità sessuale di un giovane scrittore e l'influenza che avrà su di lui un ormai attempato Kevin Kline nei panni di "un'extraman".Di commedia sa ben poco e risulta abbastanza lento (per non dire noioso) e molto introspettivo,pochi i momenti di interesse e inoltre a mio parere il tutto risulta inutile visto poi come si conclude.Bravi Dano e Kline,ma sceneggiatura inconcludente.

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