il declino dell'impero americano regia di Denys Arcand Canada 1987
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il declino dell'impero americano (1987)

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locandina del film IL DECLINO DELL'IMPERO AMERICANO

Titolo Originale: LE DECLIN DE L'EMPIRE AMERICAIN

RegiaDenys Arcand

InterpretiLouise Portal, Dorothée Berryman, Dominique Michel

Durata: h 1.43
NazionalitàCanada 1987
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1987

•  Altri film di Denys Arcand

Trama del film Il declino dell'impero americano

Quattro uomini e quattro donne dell'ambiente universitario del Canada francese si trovano per un party in una bella casa di campagna. Gli uomini preparano le vivande in cucina, le donne fanno ginnastica in palestra, e intanto si chiacchiera. E dai discorsi salta fuori la vanità di esistenze inutili, tese solo al soddisfacimento dei piaceri mentre intorno il mondo crolla.

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Voto Visitatori:   8,06 / 10 (16 voti)8,06Grafico
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Voti e commenti su Il declino dell'impero americano, 16 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  21/10/2014 15:36:38
   8 / 10
Pellicola estremamente corrosiva venata da un pessimismo molto evidente riguardo al declino culturale e morale dell'uomo contemporaneo. Nel contesto può indubbiamente ricordare Il grande freddo di Kasdan, ma la similitudine si limita solo alla cornice perchè nei personaggi del declino non sussiste quel forte richiamo al passato recente che mostra l'evidente contraddizione tra ciò che volevano essere e ciò che sono diventati come nel grande freddo. La contraddizione nel film di Arcand semmai esiste sul ciò che dovrebbero rappresentare e su ciò che in realtà sono. Diversamente da Kasdan, qui il gruppo di personaggi si è mantenuto più omogeneo, di estrazione universitaria. Sono in teoria un'elite intellettuale ma completamente autoreferenziale che non fa altro che parlare di avventure sessuali, a celebrare il proprio edonismo ed il proprio cinismo con un uso di un linguaggio molto colorito che crea un effetto straniante tra il comico ed il tragico. Avventure sessuali che vengono sviscerate con divertimento quando la complicità reciproca dei due gruppi (uomini e donne) sono separati fra di loro, ma che diventa tragico quando i tradimenti reciproci vengono rivelati nell'ambito della riunione, facendo emergere l'ipocrisia dei rapporti interpersonali. In qualche elemento mi è sembrato datato (Aids e omosessualità), ma la pellicola regge bene la prova del tempo e mostra il talento cristallino di Arcand.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  22/05/2013 00:05:49
   8 / 10
Prove generali per quel capolavoro che è Le invasioni barbariche.
Denys Arcand si dimostra autore lucido nell'osservare le dinamiche della società odierna, dalle quali i suoi colti personaggi non mancano di sviscerare diverse interpretazioni.
Un tantino verboso e irritante nella prima parte, sembra poi redarguirsi da solo facendo parlare quel personaggio fuori contesto, emblema di una fisicità dimenticata dal mondo borghese intellettuale, capace solo di discutere e commentare.
Irritante anche perchè, con tutto che la cattedra universitaria può dare dei vantaggi, questi quarantenni cicciottelli copulano come le star di Hollywood, e va bene che siamo entro la finzione filmica.
Una dea Genevieve Rioux versione Geisha mentre parla dell'anno mille, prenota un posto per la top 3 scene arrapanti insieme a Geena Davis che si sfila la calza e Salma Hayek che fa bere dal piede.

Jumpy  @  26/10/2010 01:38:29
   8 / 10
Uno dei film più "parlati" che abbia mai visto. Tra dialoghi acuti, spesso pungenti, a volte davvero brillanti, si snocciolano le vicende prevalentemente sessuali dei protagonisti e, dietro gli eccessi e le superficialità degli anni '80, trapelano amarezza, delusioni, illusioni e disillusioni di un intera generazione ormai adulta e socialmente "arrivata".
La promiscuità e la libertà sessuale, sopratutto delle donne, viene ostentata con uno stile poi scimmiottato (con risultati personalmente squallidi) da quella vergogna televisiva che è "Sex&theCity".
Com'è nello stile di Arcand si toccano tante tematiche spesso scottanti: omosessualità, libertà e promiscuità sessuale su tutte.
Anche se sento personalmente più vicino il meno riuscito: "La natura ambigua dell'amore", qui, a mio parere, si sfiora il capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  23/11/2009 15:21:47
   7½ / 10
Film degli anni Ottanta che racconta la superficialità di quegli anni. Il film è interamentte basato su dialoghi riguardanti il sesso, visto come divertimento, come bisogno corporale, come pura fisicità distinta dal sentimento. Un film che sottolinea l'ipocrisia del comportamento borghese attraverso un gruppo di personaggi ben nutrito.
Consigliato.

Febrisio  @  09/11/2009 16:08:28
   8 / 10
e parla parla parla parla e parla parla e continua così per un'ora e mezza!
Discorsi veri e brillanti, non annoiano e non vi si include solo gli americani. Grazie Arcand!

carriebess  @  05/10/2009 14:11:51
   9 / 10
Uno sguardo cinico, come solo Arcand sa fare, a una società decadente il cui unico motore è il sesso e il potere di controllo che esso genera sulle masse.
Diventa il principale discorso/intrattenimento dell'intellettuale medio, che a sua volta vive relazioni e rapporti umani intrisi di ipocrisia e che con una certa nonchalance passa il suo tempo a soddisfare i propri piaceri alimentati da una sete di vanità implacabile.
Nonostante il film sia del 1987 le tematiche affrontate risultano estremamente attuali.

bulldog  @  04/10/2009 12:41:34
   8 / 10
E con questo ho finito la mia rassegna su Arcand(mi mancherebbe solo Jesus of Montreal ma non lo riesco a trovare).

La prima cosa che mi viene da dire è il difetto principale di tutti i film del buon Denys,ovvero tanta carne al fuoco,tante tematiche che purtroppo con un mezzo d'espressione come il cinema difficilmente riescono ad esser trasmesse e venir fuori come dovrebbero.
I dialoghi sono straordinari e brillantissimi,come sempre il canadese fotografa molto bene l'intellettualismo moderno mettendo in luce un quadro amaro della società attuale.
Ho letto qualche commento più sotto di qualche utente che ha parlato di 'film datato',bhè a me sembra che sia proprio l'aggettivo che non si può imputare a questo film.

Dopo L'Età Barbarica il più riuscito,attendo un suo nuovo film dato che reputo Arcand l'unico regista attualmente in grado di portare su schermo la nevrosi del mondo moderno tramite un mezzo come la parola.

Classifica attuale della qualità dei film di Arcand:

1:L'Età Barbarica
2:Il Declino Dell'Impero Americano
3:Le Invasioni Barbariche
4:Stardom
5:La Natura Ambigua Dell'Amore.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  31/05/2008 17:00:01
   7 / 10
Un tempo apprezzavo molto di più questa pellicola. Oggi, rivedendola a distanza di anni, ho trovato a volte un pò ridondante e tedioso quell'eccesso di verbosità proprio dei dialoghi contenuti nelle opere di Arcand. In ogni caso, è da apprezzare la bellissima idea su cui si impernia tutto il film -che verrà ancor più sviscerata nel successivo "Le invasioni barbariche"- e che è volta a mostrare e a porre a confronto l'uomo e la donna della media e colta classe borghese, palesandone la distanza incolmabile che li divide attraverso i loro antinomici punti di vista sul sesso e le relazioni amorose. Ne viene fuori un quadro desolante, in cui la "weltanschauung" di ciascun soggetto viene ridotta al rapporto con l'amante come mero oggetto sessuale, trascurando gli aspetti più profondi delle relazioni umane. Il tono goliardico e scanzonato, che caratterizza inizialmente i rispettivi dialoghi dei due gruppi di amici, lascia ben presto il posto alla realtà di ipocrisia, solitudine e insoddisfazione che segna inesorabilmente la vita dei vari protagonisti, e che emergerà prepotentemente nell'incontro tra gli uomini e le donne. L'unica figura positiva di tutto il film sembra essere paradossalmente l'amante rozzo e incolto di una delle quattro donne, il cui modo di rapportarsi al partner, ancorchè rude e "volgare", appare l'unico sincero e genuino.
"Il declino dell'impero americano", quattro anni dopo "Il grande freddo", si presenta come la risposta cinica e meno conciliante di quest'ultimo. A tal riguardo, è da segnalare l'attenzione del regista al tema dell'aids, che probabilmente trova in questo film una delle prime trattazioni.
Molto buona, infine, la fotografia.

Napoleone  @  05/03/2008 16:30:33
   8 / 10
Bellissimo e cinico film, ricchissimo di brillanti dialoghi. Volutamente initimista ed edonistico, che non si cura della barocca realtà circostante: ma la fine dell'impero è simboleggiata proprio da tale ripiegamento su se stessi. Basta ascoltare attentamente l'intervista iniziale e si ha la chiave di comprensione di tutto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/12/2007 23:51:46
   7 / 10
Per quanto mi riguarda le tematiche generazionali di Arcant potevano benissimo concludersi con questo (ottimo) film, vero e proprio manifesto di un mondo invecchiato precocemente.
I dialoghi superano l'impatto con la storia (già allora non nuovissima) e sono a dir poco eccezionali, come del resto gli interpreti.
Anche se preferisco Kasdan e i romanzi di Ellis per raccontare gli anni ottanta, "Il declino dell'impero americano" resta un film di cui conservo un ricordo forse non indelebile, ma cmq. affettuoso

frangipani79  @  10/04/2007 09:41:00
   7½ / 10
Qualche commento fa si è scritto che questo film può apparire datato, mentre un altro lo ha paragonato a "Il grande freddo". La prima è una totale baggianata, la seconda può andare, a patto che le due cose si mettano insieme: mentre Il declino dell'Impero Americano sembra girato 12 ore fa, il Grande Freddo, rivisto oggi è terribilmente vecchio e superato.

Arcand riesce a creare un film parlato (film NON riuscito a Manoel de Oliveira, nè a Linklater) raggiungendo un livello davvero impressionante di profondità e acutezza dei dialoghi. Ok, si parla di sesso in modo esasperante, a volte fa venire quasi la nausea e si fatìca a credere che questi 7 o 8 personaggi soltanto abbiano fatto l'amore con metà della popolazione mondiale (forse hanno un po' esagerato a raccontarsi esperienze, dovevano mettere dialoghi che parlassero anche di "fantasie"), però si segue fino all'ultima parola senza noia (grazie anche all'ottimo doppiaggio) e si può riflettere anche sulla qualità delle amicizie.
Il personaggio rozzo e cafone di Mario è esagerato e troppo strumentale per dimostrare il diverso livello culturale, un pizzico di modestia in più da parte del regista non guastava (non c'è mica bisogno di essere docenti universitari per parlare in modo forbito e profondo), e quel "italiani anime semplici, come i messicani" mi è stato abbastanza sullo stomaco. D'altronde è pur sempre un film di lingua francese, canadese, ma sempre di quella lingua lì. Non si smentiscono mai.
Bello come le invasioni barbariche, anche se i personaggi delle IB mi sembrano un po' troppo della stessa età del DdIA (a parte Rémy). A parte la stessa casa sul lago non ci vedo molta continuità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  22/01/2007 11:31:21
   8½ / 10
Come il collega qua sotto ho visto prima le Invasioni Barbariche prima di questo film anche perchè pensavo fosse un film singolo e non una specie di seguito. Sicuramente il più straordinario film indipendente degli anni 80 con dialoghi inarrivabili tra tutti i protagonisti. Pur ritenendo il cinema un arte soprattutto figurativa quando vedo film con questa sceneggiatura sono pronto a fare una eccezione. Da vedere assolutamente.

Zoso87  @  22/10/2006 18:25:16
   7½ / 10
L'ho visto oggi e pur non essendo così male è nettamente inferiore rispetto alle invasioni barbariche.
Un buon film, ma un po' troppo simile al "grande freddo"...

quaker  @  26/09/2006 19:06:46
   9 / 10
Una premessa: ho fatto l'errore di vedere Le invasioni barbariche prima del declino dell'impero americano. Anche se girati a oltre quindici anni di distanza, i due film sno una specie di opera unitaria in due parti, e dovrebbero essere visti in sequenza cronolgica, perchè le invasioni sono un intelligente sequel del primo, e, insieme, spiegano tanto di questo declino...
Certamente Arcand è verboso, e qualche volta sembra scambiare il cinema per il teatro. Ma è anche molto abile e, in tanti punti, raggiunge (scusate la parola) la poesia. Inoltre ha la rara capacità di essere profondo nella sostanza dei temi, pur con un tono tanto leggero da sembrare frivolo. Guardati con la dovuta attenzione, entrambi i film si rivelano opere di forte impegno morale, e l'intera vicenda di tutti i personaggi fa riflettere: il bello del cinema è che lo fa senza annoiare, ed anzi, se si guarda il declino senza starci a pensare troppo, rimane comunque un film divertente. Ma, ripeto, specie se visto insieme all'altro, è inquietante e tutt'altro che superficiale.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento maremare  @  28/05/2006 17:16:25
   8 / 10
Film che fa scoprire al pubblica l'intelligenza corrosiva di Arcand.
Attualmente potrà apparire datato, ma merita sicuramente di essere visto.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/05/2006 17.16.51
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tati  @  09/09/2005 16:40:25
   10 / 10
caustico, ironico, geniale...finalmente un film che ti diverte e ti insegna parechie cose. conosciamo finalmente la societa' canadese cosi' poco "AMERICANA" e cosi' europea. interpreti mirabili sceneggiatura intelligente fotografia fantastica. finalmente si paela di sesso senza retorica e di rapporti umani fondati sull'amicizia e l'affetto. grande film da far conoscere

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