the hateful eight regia di Quentin Tarantino Usa 2015
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the hateful eight (2015)

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locandina del film THE HATEFUL EIGHT

Titolo Originale: THE HATEFUL EIGHT

RegiaQuentin Tarantino

InterpretiSamuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demiàn Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Channing Tatum, James Parks, Dana Gourrier, Zoe Bell, Gene Jones, Keith Jefferson, Lee Horsley, Craig Stark, Belinda Owino

Durata: h 3.02
NazionalitàUsa 2015
Generewestern
Al cinema nel Febbraio 2016

•  Altri film di Quentin Tarantino

Trama del film The hateful eight

La guerra di secessione è finita da qualche anno. Una diligenza viaggia nell’innevato inverno del Wyoming. A bordo c'è il cacciatore di taglie John “The Hangman” Ruth (Kurt Russell) e la sua prigioniera Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh), diretti verso la città di Red Rock dove la donna verrà consegnata alla giustizia. Lungo la strada, si aggiungono il Maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson), un ex soldato diventato anche lui un famoso cacciatore di taglie, e Chris Mannix (Walton Goggins) , che si presenta come nuovo sceriffo di Red Rock. Infuria la tempesta e la compagnia trova rifugio presso la stazione della diligenza di Minnie Haberdashery, dove vengono accolti non dalla proprietaria, ma da quattro sconosciuti: Bob (Demian Bichir), che è accompagnato dal boia di Red Rock Oswaldo Mobray (Tim Roth), il mandriano Joe Gage (Michael Madsen) e il generale della Confederazione Sanford Smithers (Bruce Dern). La bufera blocca gli gli otto personaggi che ben presto capiscono che raggiungere la loro destinazione non sarà affatto semplice. Per molte ragioni.

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Voto Visitatori:   7,52 / 10 (200 voti)7,52Grafico
Miglior colonna sonora (Ennio Morricone)
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior colonna sonora (Ennio Morricone)
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Voti e commenti su The hateful eight, 200 opinioni inserite

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Hagen di Tronje  @  21/08/2018 15:57:44
   9½ / 10
Thriller di ambientazione western con il quale Quentin Tarantino dimostra, una volta di più, di conoscere molto bene il suo mestiere. I personaggi sono apparentemente quanto di più classico ci possa essere nel genere western, ma il regista gioca, stravolgendoli, con i luoghi comuni del genere, ottenendo l'effetto di interessare e, in alcuni casi, di sorprendere lo spettatore. I dialoghi, come al solito, sono brillanti e non mancano momenti che difficilmente saranno dimenticati,

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Ottimo il cast e splendida la colonna sonora di Morricone.
Unico difetto è l'eccessiva lunghezza, che potrebbe rendere il film un po' noioso (almeno nella prima parte) per uno spettatore non particolarmente appassionato del genere o dei lavori di Tarantino.

FiumeMansueto  @  27/06/2018 17:04:04
   9½ / 10
Storia semplice e densa resa grande da dialoghi e monologhi.
Molti criticano l'assenza di flashback che secondo me avrebbero dato un ritmo più veloce alla pellicola mentre così va dal lento dei primi dialoghi a veloce dell'azione nella fine.

2 risposte al commento
Ultima risposta 01/08/2018 09.01.03
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Romi  @  13/06/2018 10:43:21
   6 / 10
I film di Tarantino non sono il mio genere (fatta eccezione per Pulp Fiction) li trovo eccessivi, anche un po' inutili. Ma sono gusti personali. Di The hateful eight ho apprezzato il primo tempo, il secomdo tempo e' scaduto in una serie crescente di scempiaggini. Bellissima la colonna sonora e la fotografia.

2 risposte al commento
Ultima risposta 26/06/2018 15.22.50
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Filman  @  09/06/2018 14:17:03
   7½ / 10
Inchiodato al western e alla possibilità di far critica nei confronti della controversa realtà socio-politica dell'affascinante Far West (un mondo giustizialista, razzista e vendicativo), Quentin Tarantino descrive con THE HATEFUL EIGHT un fenotipo culturale racchiudendolo in un microcosmo espositivo che attraverso la convivenza è destinato a crollare in una deriva paranoica e violentemente rancorosa. A legare tutto questo non vi è una storia di facciata né un particolarmente affascinante intreccio di personaggi: chiamati in causa come in un giallo tradizionale, delle maschere caratteriste ostentano la loro personalità ridotta al loro scopo, come nei più classici del genere. Si fa tuttavia fatica a capire se il lavoro di Quentin Tarantino sia stato effettivamente teorico, ed eventualmente quanto di esso sia stato portato a compimento, se ci si rende conto degli eccessi non risparmiati che non portano alcun vantaggio alla visione, come piccole ovvietà narrative, eventi che non meriterebbero particolare attenzione ma sul quale ci si sofferma notevolmente e addirittura un magnifico girato quasi sprecato per degli interni di pochi metri cubi e degli esterni condizionati da un Whiteout.

Invia una mail all'autore del commento iron klad  @  28/02/2018 16:19:00
   7 / 10
Buon film con un ottima interpretazione degli attori. Parliamo comunque di una storia non semplice, girata esclusivamente all' interno di un rifugio.
La sceneggiatura è mediocre, in quanto usa un linguaggio fuori tema rispetto al contesto culturale e storico di quel periodo.
Per il resto il film è guardabile dall'inizio alla fine.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  29/01/2018 15:09:31
   7½ / 10
Ottima sceneggiatura, dialoghi ben costruiti e le due ore e 40 girate quasi esclusivamente in un ambiente chiuso scorrono senza annoiare, ma manca il tocco di genialità a cui il regista ci ha abituato in altre sue opere. Da vedere comunque sia

blaze  @  22/01/2018 20:46:26
   9 / 10
Terzo film -storico- di Tarantino iniziato con la seconda guerra mondiale di Bastardi senza gloria poi proseguito con l'epopea della schiavitù in Django ed ora la guerra di secessione in questo grande film di quasi tre ore , lungo sicuramente e a tratti lento però cupo , inquietante pieno di ingredienti tarantiniani che segnano l'evoluzione del regista di Pulp Fiction. Mi sono piaciuti i dialoghi fluenti divertenti e la dialettica dei personaggi a tratti cartooniani , la sdrammatizzazione della violenza cruda vista in scene sempre forti e sanguinose , l'ambientazione particolareggiata resa in una fotografia di Richardson di tutto rispetto per arrivare alla colonna sonora assolutamente geniale del maestro Morricone. E' nel complesso un film che omaggia o cita diversi altri ma non copia , più che altro il regista di Knoxville attinge alla sua vastissima conoscenza di film , anche i meno conosciuti , e li riporta con una chiave di lettura tutta sua e particolare , matura e nel contempo originale , una visione quasi onirica per certi aspetti che va in profondità e colpisce lo spettatore o cerca di farlo come un pugno allo stomaco dando emozione e che piaccia o meno in questo ci riesce perfettamente.
Grande cast con alcuni attori ripescati da film precedenti come Russel , Jackson , Madsen , Roth , Dern , Bell per fare degli esempi con una Jennifer Jason Leigh una spanna sopra tutti a mio modo di vedere.
Ultima chicca da non sottovalutare , il costoso formato da 70mm Ultra Panavision con una minuziosa cura dei dettagli per rendere il tutto ancor più interessante.

Cardablasco  @  27/12/2017 23:18:40
   6½ / 10
Mi ha deluso,ottima scenografia e ambientazione, ma 3 ore di film dovevano essere secondo me riempite meglio, non bastano per me gli ottimi dialoghi e la bravura degli attori.Per me uno dei peggiori di Tarantino

VincVega  @  03/11/2017 18:17:38
   6 / 10
A mio avviso, il Tarantino peggiore di sempre (per ora), anche sotto "Death Proof", che era si un esercizio di stile, ma almeno era divertente. "The Hateful Eight" è un western davvero troppo lungo (più di 3 ore di film non le faceva nemmeno Sergio Leone), divertente a tratti, noioso a tratti, compiaciuto spesso. Mi ha deluso questo Tarantino, veramente troppo presuntuoso nel dipanare una vicenda, troppo ingarbugliata nelle intenzioni. Ci sono troppi cambi di rotta e, sinceramente, in molte situazione la noia prende il sopravvento all'interesse di quello che vuole raccontare Tarantino sui protagonisti di questo western. Qualche lampo di genio in più di 180 minuti, non basta. Poi con un cast del genere, si doveva fare di più. In definitiva, una delusione. Speriamo che la parabola discendente degli ultimi due film cambi rotta.

Milito22  @  17/10/2017 19:04:12
   8 / 10
Altro bellissimo film di Tarantino.
L'ho trovato un po' simile alle Iene. È vero che è lungo e rischia di essere noioso, ma i film di Tarantino vorrei che non finissero mai.

riobissolo  @  18/09/2017 14:26:31
   6 / 10
Amo alcuni film di Tarantino. Questo non mi è piaciuto molto, non lo riguarderei certamente. La sufficenza è per la stima nel regista.

yeah1980  @  04/07/2017 10:40:28
   7 / 10
Buono, ma da Tarantino mi aspetto sempre di più...

alex94  @  06/06/2017 11:22:41
   8 / 10
Altro bel film western di Tarantino,superiore al divertente e *****ne Django,più cupo,oscuro e tesissimo nella parte centrale, e con un finale spietatissimo.
Non ci sono personaggi positivi in questa storia,sono tutti dei gran figli di *******,con i quali è difficile se non impossibile immedesimarsi,tutti però splendidamente resi da un cast in massima forma.
Troviamo Kurt Russell e Samuel L. Jackson nei panni dei cacciatori di taglie che danno vita a due personaggi assolutamente memorabili nel loro essere degli spietati bastardì (in particolare il maggiore nero interpretato da Jackson),mi è piaciuta molto anche Jennifer Jason Leigh che interpretando la crudele Daisy Domergue ci regala un'altra grande interpretazione (peccato che sia abbastanza sottovalutata perché è proprio una brava attrice) e poi c'è Walton Goggins che interpreta l'ex rinnegato ora (forse) sceriffo,Goggins anche quì si riconferma un grande,purtroppo poco sfruttato dal cinema nonostante le sue indiscusse qualità (spettacolare la sua interpretazione in quella che probabilmente è la miglior serie poliziesca di sempre, "The Shield").
Bravo anche il resto del cast ovviamente.
Belle le musiche, anche se mio avviso Morricone avrebbe meritato l'Oscar per altre colonne sonore.
Un film di tarantino diverso,meno citazionista (nonostante non manchino ripetuti omaggi alla Cosa di Carpenter) e *****ne,ma ugualmente molto coinvolgente nonostante il ritmo lento e nonostante la prima parte della pellicola si basi unicamente sui dialoghi e ovviamente sui vari personaggi,assolutamente consigliato.

risikoo  @  15/05/2017 17:51:33
   8 / 10
Film appassionante in pieno Tarantino style.

werther  @  18/03/2017 08:51:07
   7 / 10
Un altro marchio di fabbrica Tarantino! I suoi film si respirano, si sentono e si ascoltano. La colonna sonora è in puro stile Tarantino, cosi come i dialoghi e la sceneggiatura. Gli amanti del genere lo ameranno, non come i precedenti ma abbastanza. Adoro il suo modo di fare film e anche se questo mi risulta inferiore ad alcuni capolavori suoi precedenti non nego che le due ore sono volate,tolta la premessa iniziale un po' lunga. Da vedere.

fabio57  @  15/03/2017 10:50:54
   7½ / 10
I film di Tarantino hanno un comune denominatore, la violenza, in tutte le sue forme. Questa predilezione del regista, appare inquietante, è come se coltivasse il gusto per l'orrido. Naturalmente, al di la di questo aspetto, non si può non riconoscere la stoffa di quello che si può considerare un maestro e occorre anche sottolineare che stiamo parlando di un western ben strutturato, originalissimo, ben recitato e molto suggestivo. Tuttavia alcune scene sono decisamente "forti"
In ogni caso da vedere.

Gabrielendil  @  06/02/2017 00:37:54
   9 / 10
Forse il vero capolavoro di Tarantino ( secondo solo alle iene ), sono contento non risulti essere il più idolatrato, acquisirà fascino col tempo, al momento lasciatelo a quei pochi che hanno capito.

addicted  @  03/02/2017 12:19:22
   8 / 10
Ci ho messo un bel po' per chiarirmi le idee su questo film. La prima volta, visto al cinema, mi ha impressionato positivamente per il formato e la forza della fotografia, ma ho avuto anche la sensazione di qualcosa di inceppato nel ritmo, il che parlando di Tarantino suona come un problema bello grosso. Ci è voluta una seconda visione domestica per capire che questo film viene fuori col tempo, non ammalia al primo approccio e richiede visioni multiple. E alla fine è un grandissimo film. Ha un incedere lento e solenne, accompagnato da una colonna sonora d'autore che rimbomba di echi sinistri e orrorifici. È un'opera cupa, pessimista e disperata. Sembra quasi che Tarantino abbia perso qualcosa sul versante cazzeggio e abbia guadagnato qualcosa in termini di "impegno", pur senza snaturare il suo stile. E forse era ora che il suo cinema evolvesse e si sviluppasse verso nuove direzioni. È un gran film di un autore sempre più consapevole e maturo. Un film che crescerà col tempo, secondo me. Da non perdere.

Overfilm  @  03/01/2017 13:45:01
   5½ / 10
Al prima domanda che mi faccio per meglio "classificare" questo film, e' questa:
potessi tornare indietro lo rivedrei?
Risposta: no.
Forse sara' per l'abitidine, ma i film che superano i 90/100 minuti a mio modo di vedere rischiano di stancare. Insomma.. le difficolta' aumentano consideravolmente: la posta in gioco si alza notevolmente...
Ovviamente ci sono registi, come Sergio Leone (a cui Tarantino pure si ispira) che anche se fanno opere di 4 ore sembran cortometraggi per come volan via...
Ma appunto non tutti son Sergio Leone.
Cio' detto le 3 ore di questo film alla fine risultan pesanti.
Giusto caratterizzare i vari personaggi (opera per altro non riuscita completamente), ma qui si eccede nella lungaggine (come in Django del resto) ed il risultato non puo' patirne le conseguenze.
A completare il tutto c'e' il fatto che non sono un fan dei western ne' un fan di Tarantino (di cui perlatro ho visto anche film piacevoli)

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Ultima risposta 03/01/2017 15.00.52
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Luca95  @  02/12/2016 22:19:37
   8½ / 10
Un nove mancato per alcune cadute di stile. Per il resto un capolavoro.
Un film spiazzante, un pugno allo stomaco. Un'opera devo dire inaspettata: Tarantino con questo da film abbandona gran parte del citazionismo (se non in modo più sottile e velato) e crea un film suo, riconoscibile e gigantesco. Il film più maturo di Tarantino, senz'altro, e secondo me anche il più bello.
La violenza ha finalmente una motivazione forte, addirittura politica. Quasi nulla è fine a se stesso e lasciato al caso. Proprio per la motivazione e le metafore che sono evidenti dietro alla violenza, questa risulta ancora più forte, indigesta, dura. Il finale è qualcosa di disturbante e nello stesso tempo di molto profondo, una metafora che alla luce del risultato delle ultime elezioni e della fine che ha fatto la Clinton si potrebbe anche leggere come un "vederci lungo".
Menzione d'onore alla "sigla" (quella traccia della colonna sonora mette una inquietudine incredibile e il resto trasmette benissimo il senso di freddo, di storia selvaggia e intricata, di dramma e di spargimento di sangue imminente), al finale e ovviamente al monologo di Samuel Jackson, in stato di grazia.
Più thriller psicologico che film pulp, Tarantino firma un ottavo film che, nella tradizione dei migliori, merita di essere proprio l'ottavo.
Chapeau!

topsecret  @  24/11/2016 15:51:19
   9½ / 10
Sangue, ironia e violenza sono i tratti distintivi di Tarantino nei suoi film, e in questa sua ultima fatica tutto è amplificato e caricato a pallettoni, ad uso e consumo del pubblico che ne beneficia in maniera sostanziosa.
THE HATEFUL EIGHT è, per quanto mi riguarda, il capolavoro di Tarantino, capace di offrire un lavoro impeccabile concernente quelle tematiche citate prima e tanto care al regista di Knoxville, interpretate al meglio da un cast importante, scandito da una colonna sonora interessante, firmata da un Ennio Morricone che finalmente vede premiato il suo talento e la sua passione, ben costruito nei dialoghi e nell'ambientazione e dotato di un ritmo narrativo talmente fluido che la durata notevole quasi non si avverte.
L'ho già visto tre volte e credo che lo rivedrò ancora, poichè le sensazioni che riesce a trasmettere sono intense e di grande presa e questo, secondo me, merita di essere premiato, soprattutto perchè il fine ultimo di un film è quello di saper intrattenere regalando emozioni forti e una storia che non abbia sbavature e sia priva di banalità...e in questo Tarantino ci riesce benissimo.

Kerpen  @  11/10/2016 13:55:29
   6½ / 10
Un passo indietro rispetto a Django, due o tre passi rispetto a Kill Bill che reputo l'opera migliore e più matura di Tarantino. Prima parte molto - troppo - lunga e lenta. Finale movimentato ma sempliciotto. Nessun colpo di scena, niente di memorabile. Rimane un discreto film, con ottimi interpreti e buona originalità, ma mi sarei aspettato di meglio.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  12/09/2016 16:01:14
   6½ / 10
Ho preferito "Django - Unchained" rispetto a quest'ultimo lavoro di Tarantino, anche se non posso dire che sia uscito un cattivo film. Prima parte interessante, poi una ventina di minuti un po' morti, quindi si riprende fino ad arrivare allo splatter finale. Bella la struttura a capitoli, bravi (seppur non eccelsi) gli attori (il migliore è Samuel Jackson), bella la fotografia, le musiche di Morricone le ho preferite di altri film, la sceneggiatura ha dei punti morti, per questo ritengo eccessiva la durata del film, considerato anche il genere.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  08/09/2016 18:39:58
   8½ / 10
Questo film è tanta, tanta roba. Non è il migliore Tarantino, dove probabilmente bisogna disturbare i lontani anni '90, ma è quello più maturo.
Oltre ai soliti dialoghi di altissimo livello, qui si continua ad approfondire le ferite ancora aperte dell'America, proprio come aveva fatto con BSG (in maniera minore) e Django, in un gioco western di pallottole e sangue.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  16/08/2016 11:31:50
   7½ / 10
Tarantino non sbaglia mai, e anche se questo film pare un poco inferiore a Django, è comunque un ottimo film. Tecnicamente ineccepibile, ma la lunghezza contribuisce un poco ad acuirne una certa pesantezza, ma cattura comunque l'attenzione nonostante l'azione si svolga quasi esclusivamente in una stanza. Ottimo il cast. Dialoghi meno memorabili del solito ma ottimo ritratto dell'America post Guerra Civile. Per concludere, ottime musiche del maestro Morricone che finalmente guadagna un Oscar che avrebbe dovuto vincere già molti anni fa.

GreatJohn96  @  13/08/2016 20:48:23
   6½ / 10
Un Tarantino che si prende talmente tanto per il **** da risultarne una sitcom alla camera cafè, pieno di parolacce, solo che in questo caso si chiamerebbe "Camera Minnie". Ciò però non significa che sia brutto, anzi, pur non essendo tra i migliori del regista, si rivela comunque un'ottima sorpresa.

David94  @  04/08/2016 17:41:20
   7½ / 10
Non é sicuramente il miglior film di Tarantino, ma non é affatto male, dai commenti mi aspettavo peggio. Non mancano i soliti elementi che caratterizzano i film di Tarantino, come i dialoghi ( un po'meno epici del solito), la violenza ( ce ne é in abbondanza soprattutto nel finale), la cronologia invertita e i personaggi molto ben interpretati( bravissimi Samuel L. Jackson e Jennifer Jason Leigh). Prima ora abbastamza noiosa, si riprende alla grande dalla fine del terzo capitolo in poi anche se poteva benissimo durare una mezz'ora di meno. Meritato l'oscar a Morricone per la colonna sonora.

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Ultima risposta 04/08/2016 19.31.43
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paradis  @  04/08/2016 16:18:51
   5 / 10
Una porcata e lo dice una che ama il genere tarantiniano. Gli unici fotogrammi apprezzabili sono quelli iniziali arricchiti dalla magistrale colonna sonora che purtroppo ti riempe di inutili aspettative. La musica, sprecata per questo film, sarebbe stata perfetta per un thriller alla hitchcock.

corey  @  03/08/2016 09:54:21
   8 / 10
Film con tutti gli ingredienti di Tarantino come dialoghi e sangue che scorre a fiumi, personaggi ben caratterizzati, la storia scorre via che è un piacere nonostante le quasi 3 ore di durata. Quentin ci infila anche un po' di politica americana che purtroppo sta ritornando prepotentemente attuale, mi aspettavo forse di più dalla colonna sonora visto che ha avuto un premio Oscar, se hai Morricone va sfruttato meglio secondo me. Samuel L. Jackson spicca su tutti, insomma l'ottavo film di Tarantino è altamente consigliato.

Thorondir  @  19/07/2016 23:44:20
   7½ / 10
Sono un grande fan di Tarantino, ma ciò non mi impedisce di valutare in modo imparziale ogni suo film. The hateful eight è l'ennesimo ottimo film di Tarantino, girato con la magniloquenza e la sapienza registica di uno dei migliori cineasti post-moderni, uno che ha riscritto la storia del cinema influenzadola e cambiandola come solo i più grandi sanno fare. Detto questo, non mi accodo a chi vede nel suo ultimo film un capolavoro: per me si posiziona sul livello di Bastardi senza gloria, di cui ricalca l'andamento dialoghistico con relativa "esplosione" finale. Interessante l'idea di un "western giallo" in cui tutti non sono ciò che dicono di essere e bravo Tarantino a tenere tesa la visione con la sceneggiatura, nonostante il film sfiori le tre ore. Ci sono sequenze memorabili, come il finale con le risate isteriche di Jackson, o il lungo arrivo in diligenza, uno dei migliori Tarantino nel "preparare" il campo per ciò che arriverà dopo. Eppure quella melassa di cui parla Kurt Russell finisce per prendere la mano di Tarantino, che si lascia andare a lungaggini di scrittura sul passato dei personaggi che a conti fatti non hanno reale incidenza sulla vicenda, o quantomeno diversi racconti dei characters potevano essere evitati. La stessa scelta di rivelare il retroterra che porta alla situazione nell'emporio, per quanto necessaria a ri-definire l'impalcatura filmica nel suo complesso, finisce per spezzare il finale che tanto avevamo atteso. Di certo è un'opera complessa e multistratificata, che forse necessità di più visioni, ma nella sua grandezza di messa in scena e interpretazioni attoriali, paga in parte un pachidermico impianto sceneggiativo che questa volta Tarantino non gestisce alla perfezione.

Cemmone  @  16/07/2016 04:42:33
   6½ / 10
6 e mezzo perchè il film nonostante la lunghezza intrattiene, ma non tanto per la trama o la sceneggiatura, tutt'altro che avvincenti (solo un mero pretesto per mettere in scena personaggi e dialoghi con il Tarantino Trademark) ma più per la caricaturalità e appunto i dialoghi degli attori.
Però il tutto sottotono, alcune esagerazioni quando non servivano, alcuni cali quando sarebbe servito ritmo. Forse per un italiano i dialoghi risultano ancor più fini a sè stessi, tirando fuori temi non sentiti da noi, non propri al nostro passato.
Ho notato anche io la presenza di luce elettrica diretta dal soffitto, da faretti, che ha creato un'atmosfera troppo artificiale nell'emporio. Channing Tatum che parla spagnolo poi...

Beefheart  @  13/06/2016 11:55:38
   7 / 10
Tarantino ha fatto di meglio, non c'è dubbio, ma anche quest'ultimo sforzo ha dato discreti frutti.
Forse stavolta ha rischiato di esondare nel verboso, sconfinare nel monotono, ma il rischio alla fine è scongiurato dalla solita sagace ironia dei testi, dalla solita azzeccata scelta degli interpreti e dal solito efficace tratto dei personaggi.
Hateful Eight ricorda Le Iene (quello si, pietra miliare veramente ineguagliabile del regista) per la corposità dei dialoghi, l'unicità di un solo ambiente chiuso nel quale avvengono il novantanove-virgola-novantanoveperiodico-percento degli eventi, il mistero del personaggio chiave da scoprire, ed, ovviamente, l'apoteosi della carneficina finale.
Novità, da valutare, la voce fuoricampo a coadiuvare la narrazione nonostante una sceneggiatura ed un montaggio decisamente più classici e lineari del suo solito. Serviva ad altro che non fosse soddisfare la sua personale voglia di cambiare? Forse no, ma tant'è.
Dentro per dentro ho avvertito anche qualche sentore di approssimazione, o grossolanità narrativa ma non tali da inficiare del tutto quello che rimane un discreto esercizio cinematografico.

antifan  @  04/06/2016 14:02:44
   9 / 10
"Questo sarò il mio film più politico" disse Tarantino parlando del suo più recente film, io non saprei dire se è vero o no, non avendo visto tutta la sua filmografia, pero di certo lo è se lo si confronta con Bastardi senza gloria o Pulp Fiction o Le Iene, film che ho molto apprezzato. Questo Hateful eight è di certo il più ambizioso di quelli che ho visto, la scelta di fare un film pulp usando il western(ghiacciato)solo da sfondo è atipica, via quindi le scene epiche , via i duelli all'aperto, Quentin sceglie invece di mettere i suoi personaggi in due ambienti( a parte alcuni momenti brevi): la carrozza (luogo della preparazione) e la locanda di Minnie (l'esecuzione vera del film), vero teatro degli orrori, infatti tra le sue mura si trovano i nostri sventurati antieroi, i detestabili otto; infatti non c'è nessun personaggio (ed è qui l'encomiabile lavoro di Tarantino sceneggiatore ) per la quale si può provare totale simpatia, non ci si può immedesimare in loro perché con il passare dei minuti ognuno di loro mostra la relativa e persino comprensibile crudeltà. Il razzismo( e non solo nei confronti dei neri) e discorsi sulla guerra civile fanno che l'atmosfera all'interno de la locanda sia piuttosto teso e in questo contesto a spiccare per geniale malvagità è senza dubbio il personaggio di Daysi interpretata da una bravissima J.J.Leigh, la donna non è altro che un killer irriverente(nonostante le botte subite) portata a morte da un boia(un Kurt Russel perfetto nel ruolo) che per il maltempo finiscono nella citata locanda, oltre a loro si mettono in evidenza Samuel Jackson nei panni di un altro cacciatore di taglie nero con tanto di lettera di Lincoln da esibire. Il resto del cast (tra cui un affidabile Tim Roth) però è più che altro funzionale e servono solo per aumentare i momenti di tensione, ma questa è una chiara scelta consapevole. Un doveroso elogio va fatto alla scenografia, davvero eccellente, che viene valorizzata da una splendida fotografia, le scene nella locanda sono al cinema straordinariamente belle , è senza dubbio un film da vedere sul grande schermo. Quello che differenzia questo film rispetto a Bastardi senza gloria ad esempio è che sostanzialmente questo è più compatto, più omogeneo con meno trovate geniali(ma molto ma molto più sangue) e una colonna sonora meno invadente e sicuramente ha personaggi meno memorabili rispetto a Pulp Fiction ma questo non lo rende inferiore in partenza, anzi da certi angoli è anche superiore, il film non cala nonostante i suoi 170 minuti, non da noia (per la tensione citata, a differenzia dei Bastardi dove più di una volta diventa un po pesante.) nonostante la prima parte quasi tutta ambientata nella carrozza(grande prova di regia!) piena di dialoghi sulla storia americana(ma non mancano le battute divertente). Insomma Tarantino ha fatto un gran film , sulla carta rischioso, lento ma il cui progressivo aumento di tensione porta pian piano il film a esplodere in un bagno di sangue forse un po troppo lungo e a momenti anche un po disgustoso(ma questo è soggettivo) ma questi sono dettagli che non rovina affatto l'opera. Spero solo che questo non sia l'ultimo film di questo grande regista americano.

kastalya  @  03/06/2016 01:01:05
   7½ / 10
Bello.... ma da Tarantino mi aspettavo sinceramente qualcosa di meglio...
E comunque, tra i due, ho preferito decisamente Django...de gustibus!

Ps
Belle la colonna (da oscar) di Morricone!

eures  @  30/05/2016 17:32:30
   9 / 10
I dialoghi di Tarantino sono musica, specialmente in questo suo 8° film. La colonna sonora è praticamente inutile, fanno già tutto gli accenti delle voci in originale, e naturalmente il ritmo della sceneggiatura. Dopo quella grandissima bastardata di Revenant di Inarritu ho fortunatamente ritrovato il sorriso.

KINGLIZARD  @  30/05/2016 08:42:31
   7 / 10
Che dire?...volevo mettergli 6 e mezzo...perchè da Tarantino mi aspettavo anche un evoluzione...però il 7 se lo merita perchè è un film divertente che intrattiene tutto sommato, anche che tutto sommato abbastanza prevedibile...7 perchè secondo me ha una bellissima fotografia, soprattutto nella prima parte così anche come la colonna sonora..l'oscar Morricone se lo meritava anche se di colonne sonore ne ha fatte di migliori!!!
Per il resto è una tipica "tarantinata", ecco gradirei che ogni tanto uscisse dai suoi cliche splatter che a dire il vero mi hanno un pò stufato..mi sembra che ormai sia prigioniero di se stesso nel suo ruolo di regista..mi aspetterei un evoluzione.
Secondo me molto meglio DJANGO nel genere...comunque al di la di tutto è un film che si lascia piacevolmente vedere.

deliver  @  29/05/2016 11:06:02
   8 / 10
Dopo Django Unchained, che sembrava girato col pilota automatico e che pativa troppa ripetizione, Quentin sembra ritornare alle origini, nel corner delle Iene.
Western solo nelle premesse e nell'ambientazione, The Hateful Eight è una sorta di Kammerspiel ove un gruppo di personaggi si sfidano tra loro. Il proseguo della trama, come Quentin ha sempre fatto, ricco di flashback, si dipana in modo da creare, cammin facendo, una vera e propria tensione "climatica" che sfocia in un finale quasi biblico: muoia Sansone con tutti i filistei.
Quentin non risparmia nessuno, non assolve nessuno, condanna tutti. Messo da parte il citazionismo, Tarantino ricorda a tutti perché è un grande regista è un grande scrittore: riesce a produrre azione, dialoghi e svolgimento tenendo i personaggi per quasi due ore dentro un emporio di 120 mq e senza perdere il ritmo della "cavalcata".
Poi certo, Tarantino o lo si ama o lo si odia, ma per la miseria, è cosa rara trovare uno che abbia delle capacità narrative di tale spessore. Nessun vuoto, nessuno silenzio: Quentin macina sequenze e la parola è onnipresente.
Consigliato !

Tuco ElPuerco  @  28/05/2016 21:54:21
   1 / 10
La solita pretenziosa e fumosa pacchianata dell'ultimo Tarantino. Un omaggio ( se cosi si puo' chiamare) a LA COSA di Carpenter. Imbarazzante

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Ultima risposta 22/01/2018 19.58.40
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nazgul  @  28/05/2016 11:46:44
   6 / 10
oscar alla migliore colonna sonora? beh si vede che nn ci stava di meglio e sicuramente nn e' stata la migliore che io abbia sentito di morricone. Non dico che nn sia buona ma niente di che, sembra piu' che altro un oscar alla carriera (l'ha mai ricevuto?). il film nei primi 45 minuti nn si sa dove voglia andare a parare e nn se ne capisce il filo conduttore con tutti i discorsi che fanno su argomenti inutili e noiosi...bla bla bla. Poi riusciti a sopportare la tortura ai cojons la cosa si fa un po piu' interessante ma nn al punto da dover gridare al capolavoro e le varie sequenze e dialoghi splatter e a dir poco volgari nn fanno altro che rendere il film ironico se nn demenziale. un po come essersi ridotti , come per alcuni comici, che per far ridere bisogna mettere nel mezzo dei discorsi (per nn essere volgare) parole che richiamino agli apparati genitali c...o , f...a, ecc ecc.

hometheatre  @  23/05/2016 22:26:32
   4 / 10
Ohhhh....finalmente un film di Tarantino che non mi sia piaciuto nemmeno un po'.
A partire da un casting pessimo per il genere.
Il Western per me è Sergio Leone, dove sono i suoi volti ?
Forse in Russel e " il negro ".
Walton Goggins, Channing Tatum, persino l'onnipersente attore feticcio di Tarantino M. Madsen, sono assolutamente inadatti, a mio avviso.
Waltz ?
Perchè non c'è Waltz e si fascimmiottare l'attore tedesco a un Tim Roth altrettanto inadeguato o che poteva essere sfuttato molto diversamente ?
E pensare che sono tutti attori che apprezzo moltissimo.
Il flashback con Zoe Bell, ( sempre gradevole da vedere ) era necessaria ?
Ah, prima che mi scordi.
Menzione d'onore per avere fatto parlare Kurt Russel con la voce di MAdsen in Kill Bill.
Questa poi me la dovrebbero spiegare, un errore madornale del doppiaggio italiano.
Che continuo a reputare uno dei migliori al mondo anceh se anno dopo anno scendele scale verso la cantina.
PEr il resto che dire, scene già viste mille volte, assolutamente prevedibili e " telegrafate " .
Dialoghi sottotono in maniera imbarazzante, avevo imparato ad apprezzare Tarantino, proprio per i dialoghi.
Qui non ci siamo.
Morricone lo ricordo per la bellissima colonna sonora di Djiango, qui non rammento neppure una canzone.
Mi fa piacere abbia vinto l'oscar ma per resta quello della trilogia del dollaro e C' era una volta in America.
Bellissima la sua Elisa.
Qua non mi sono accorto ci fosse, pazienza.
Un western molto al di sotto del precedente.
Forza Quentin, sarà per la prossima volta, dai.
Ti aspetto con impazineza ;) ;) ;)

Goldust  @  18/05/2016 17:09:46
   6½ / 10
L'ultima fatica di tarantino è un western atipico in cui l'azione è quasi tutta concentrata all'interno di una scalcinata stazione del Wyoming più sperduto. In quella che con il passare delle ore diventerà una resa dei conti in piena regola il regista è magistrale nel ricreare una situazione di tutti contro tutti che ha radici profonde in Agatha Christie e nel Carpenter de "La cosa", aggiungendoci tocchi di violenza, gore e sadismo ormai consueti nel suo repertorio. L'intelligente sceneggiatura messa in immagini in capitoli ed i dialoghi perennemente sopra le righe sono i punti di forza di "The hateful eight", che a tratti può essere considerato un compendio di tutte le storture e le contraddizioni di un'America ancora ferita dalle lotte intestine post Guerra di Secessione. Se questi meriti sono incontestabili è anche vero che nella pellicola vi sono parecchie zone d'ombra, più che altro delle "mancanze" : tra le più evidenti manca ritmo nella prima parte ( tre ore di film da gestire non sono uno scherzo neppure per Tarantino ), manca quello humour al quale ormai il regista ci aveva abituato e manca soprattutto un personaggio autenticamente indimenticabile, uno da consegnare alla Storia ( il migliore in campo è ancora una volta il mefistofelico Samuel L. Jackson ma corre quasi da solo e non basta ). Erano le debolezze già riscontrate nel precedente Django che, casualmente o no, con quest'ultimo film ha molte affinità: entrambi non sono capolavori eppure meritano ampiamente una visione.

lukef  @  05/05/2016 21:20:45
   7 / 10
Lo preferisco a Django (che mi è sembrato un'overdose di tarantinate) ma non raggiunge comunque la magia di un tempo. E' diventato un regista come tanti e infatti questo rimarrà un film (bello) come tanti.
Solite facce, qualche perversione, qualche crudeltà e qualche testa che esplode giusto per appiccicare il suo marchio di fabbrica.
Per il resto è un film simpatico, intelligente e che non annoia, pur durando tre ore.



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gherardo81  @  28/04/2016 19:34:25
   8 / 10
Più che genere Western, lo definirei genere Tarantino. Non c'è niente da fare, Tarantino è garanzia di qualità. Non annoia mai. I dialoghi sono sempre ben fatti e coinvolgenti, il cast è ottimo gli attori recitano molto bene, la scenografia è molto bella, i tempi sono quelli di Tarantino, eccezionali. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  12/04/2016 13:20:54
   10 / 10
Non ne sono ancora sicuro, ma forse potrebbe essere il mio Tarantino preferito. E' un western da camera semplicemente geniale, dove tutto funziona perfettamente. Tantissimo Tarantino ovviamente, tanta Agatha Christie e, non so voi, ma io ci ho visto anche dei collegamenti con diversi vecchi classici (Rio Bravo e High Noon su tutti). Forse l'unica stonata è l'interpretazione di Tim Roth, decisamente troppo Waltzizzante.

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freddy71  @  10/04/2016 20:35:58
   8 / 10
bel film ......non sono un appassionato di tarantino...ma devo ammettere che il film mi è piaciuto...anche se ho notato delle piccole pecche nella regia.

GLIMMERTWINS  @  09/04/2016 11:33:37
   1 / 10
A parte un enorme Samuel L.Jackson, tutti gli attori (pur celebri) sembrano svolgere il compitino senza il benchè minimo impegno senza lasciare la minima traccia.

Nettamente il peggior film di Tarantino.

Ricerca nauseante di "stupire" ad ogni scena.Violenza gratuita, zero pathos, previdibilissima ogni scena

Ora capisco perchè ai botteghini non ha avuto alcun successo

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franky83  @  07/04/2016 19:24:14
   9 / 10
Dai commenti altalenti mi aspettavo un film al livello di Django,invece è molto superiore!

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Ultima risposta 08/04/2016 04.19.44
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zeta  @  07/04/2016 14:25:42
   5 / 10
A mio avviso il peggior film di Tarantino insieme a Grindhouse. Il fatto di appartenere allo stesso genere di Django rende il paragone ancora più impietoso. I personaggi, i dialoghi, la costruzione narrativa, tutto è stato al di sotto delle mie aspettative. Mi sono decisamente annoiato. Rispetto a Django, ma anche a Inglorius Bastard, un deciso passo indietro.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  05/04/2016 19:19:24
   9 / 10
Dopo "Django Unchained" Tarantino torna ad omaggiare un genere per cui non ha mai nascosto il suo sconfinato amore. e per far ciò richiama a raccolta gran parte dei suoi attori feticcio, da Kurt Russel a Samuel L. Jackson, da Tim Roth a Michael Madsen. E il risultato è addirittura al di sopra delle attese. Una prima ora e mezza di preparazione, in cui Tarantino gioca con lo spettatore, facendogli credere che la sua ultima fatica sia una pellicola che si trascina stancamente all'infinito in un turbinio di dialoghi che ti lasciano tanta voglia di veder sgorgare un po' di sangue, cosa che accadde in maniera debordante in un'esplosiva seconda parte che assume toni quasi da film horror.
Forse Tarantino non sarà un cineasta con velleità artistiche, come qualche altro collega a cui qualche critico con la puzza sotto il naso vuole paragonarlo allo scopo di metterlo in ombra, ma certamente è il regista che nella nostra generazione ci ha fatto divertire più di chiunque altro.

Giovans91  @  26/03/2016 15:43:39
   9 / 10
In "The Hateful Eight" Tarantino esprime la propria maturità, un ottimo drammaturgo e sarto di generi cinematografici, tessuti a regola d'arte per produrre un pezzo unico, un'icona di stile registico che non cambia nel tempo, ma si affina sempre di più.
Film ingiustamente scartato agli oscar sia per la regia che per la sceneggiatura. Un film, che per quasi tre ore, con la sola forza della sceneggiatura e per gli attori riesce a catturare e a non annoiare mai lo spettatore, ma questo è Tarantino ragazzi. Congratulazioni a Ennio Morricone per l'Oscar ottenuto.

ely87  @  25/03/2016 23:08:25
   8½ / 10
Semplicemente magnifico... Attori strepitosi... Non annoia mai, nonostante si consumi il tutto in un' unico ambiente... Gli appassionati non possono perderselo.

Signor Wolf  @  24/03/2016 00:28:04
   9½ / 10
Ma quanto è bello questo gioiellino, la situazione è inedita (no le iene non centrano una mazza) però i marchi di fabbrica tarantiniana ci sono tutti: i dialoghi ed i dettagli

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Ultima risposta 29/03/2016 03.02.44
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DarkRareMirko  @  22/03/2016 23:34:14
   9½ / 10
Un altro capolavoro di Tarantino, citazionista, curatissimo e girato in pellicola.

Tutto perfetto, attori grandiosi (e si è andati al recupero più che altro, da Roth, Madsen e Russell, passando per il feticcio Jackson sino a Goggins che già c'era in Django; ottima la new entry per la Leigh), score di Morricone premiato con l'Oscar, omaggi a teatro e cinema, cenni storici, dialoghi fiume e tanto gore e violenza.

E' un pò meglio di Django Unchained, che già trovai ottimo; avrei aggiunto soltanto qualche altra faccia nuova (proprio come in Django), ma per il resto non riesco a trovare difetti.

Il film e' un continuo crescendo dall'inizio alla fine: di idee, di invenzioni, di violenza, di talento.

Finale memorabile ed autodistruttivo; è un'opera dilatata, statica, lunga (ma non pesante), tecnicamente ineccepibile (e Raskin ha preso il posto della compianta Menke al montaggio), che non si preoccupa tanto del botteghino ma bensì si prende tutto il tempo che vuole per fare e per dire ciò che vuole.

A quanto ne so è il secondo capitolo di una trilogia del regista sul western; non vedo l'ora di vedere il terzo capitolo allora.

Summa Tarantiniana al 100%, con tanto di flashback finale.

Oskarsson88  @  22/03/2016 00:29:42
   8 / 10
Eight è il voto che si merita. Parte pacato per la prima ora con una splendida colonna sonora, un ritmo blando e la presentazione dei personaggi, che crea le pretese per la seconda parte dove iniziano sospetti, intrighi, trash e delirio. Non manca di ironia e di qualità, bravissimi gli attori, tre ore che schizzano come il sangue dei protagonisti!

Mic Hey  @  15/03/2016 20:17:57
   8½ / 10
- atmosfera impagabile (dopo 5 minuti ero già bello incollato alla sedia)

- molto meglio di django unchained (ci voleva poco)

- prima parte per "familiarizzare" con i personaggi fenomenale
, la seconda un po meno ! eh sì la soluzione del mistero/intreccio non è sta
gran cosa secondo me comunque fa il suo effetto

In buona sostanza un film da non perdere che sancisce il ritorno alla massima forma di Tarantino, il quale ha pure il merito (non da poco) di usare sceneggiature originali scritte da lui (vero Hollywood ?)

Invia una mail all'autore del commento elvis84  @  14/03/2016 06:08:13
   9 / 10
Nonostante le Tre ore di film, mi è dispiaciuto quando è finito, così come tutti i grandi film, questo, anche senza una storia profonda, normale nei lavori di Tarantino, non stanca mai, ed è un ulteriore genialata del grande regista. I dialoghi, esaltanti e curati nei minimi dettagli vanno ad aggiungersi ad una scenografia, colonna sonora, e spettacolarità che solo un'opera tarantiniana può regalare. Più raffinato ed elaborato di Django e più scorrevole di Bastardi senza gloria. Grandioso

dima  @  13/03/2016 22:39:47
   6½ / 10
Mi aspettavo di più. Non ci sono scene o personaggi che colpiscano particolarmente. E' sempre molto ben scritto e ben girato, ottima fotografia, cast stellare. Eppure manca quell'originalità sorprendente, quella capacità di creare situazioni assieme tese e accattivanti. Mi sono sentito come se ad una festa l'amico più brillante e simpatico della compagnia avesse la febbre.... è sempre lui, si riconosce lo stile, ma è un po' meno brillante e un po' meno simpatico... peccato.

stiffa  @  13/03/2016 12:14:37
   1 / 10
Soporifero, noioso, deludente....

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/03/2016 20.24.20
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matteino24  @  11/03/2016 23:23:43
   9½ / 10
Film tarantiniano dalla tipica trama e tipico finale ma se dopo settimane che l'ho visto lo ricordo ancora vuol dire che rimane indelebile in me e che è piaciuto

IL GATTO  @  07/03/2016 02:25:39
   8 / 10
Un crocifisso in primo piano,e una carovana che avanza verso Red Rock nel bel mezzo di una bufera di neve. Questo il meraviglioso incipit dell'ottava fatica di Tarantino. Poi l'arrivo forzato nell'emporio di Minnie dove l'azione rimane. 8 "odiosi" sotto un tetto. Da storia del cinema tutta la prima parte, con i personaggi che poco alla volta si incontrano. La neve, e l"emporio fotografati perfettamente. Cala leggermente la tensione nella seconda,parte per poi rifarsi in un finale dove gli spari e l'emoglobina giustificano la prima parte (tutta parlata,ma piu avvincente).Costumi meravigliosi e dialoghi taglienti ci offrono un grande spettacolo, e un grande spaccato sull'america.Bravissimi tutti gli attori tra cui spiccano Walton Goggins e Jennifer Jason Leigh.Bella colonna sonora di Morricone

Niko.g  @  07/03/2016 01:25:49
   6½ / 10
Questa può essere l'occasione giusta per rimpiangere gli esordi di Tarantino (e anche i superbi montaggi di Sally Menke, la fedele collaboratrice che ha messo la firma ai suoi film più riusciti). Ricordate "Le iene"? Un'unica location, dei folli criminali che straparlano, gli stessi folli che si fanno la bua a vicenda e così via…
Siamo lontani da quell'esordio, tristemente lontani.
Tanto per cominciare non c'è la composizione postmoderna della narrazione. Per carità, con questo non sto dicendo che il postmoderno sia garanzia di qualcosa, anzi. Il punto è che la composizione creativa dei primi film, che era effettivamente il tratto distintivo di questo regista/sceneggiatore, sembra svanita.
Restano le buone riprese, un paio di ottimi colpi di scena, certo, ma la narrazione stavolta è in gran parte lineare e poco interessante, i dialoghi mostrano spesso un vuoto d'ispirazione e le scene non sempre corrispondono a una vera logica narrativa. Il flashback della fellatio, ad esempio, è una volgarità così gratuita da risultare triste e naturalmente decisiva per un abbassamento impietoso del voto (tra l'altro non ho mai capito perché ficcare il membro in bocca a un uomo contro la sua volontà debba essere un atto che umilia solo uno dei due e se Tarantino si permette di giocare con il razzismo, allora io gioco con l'omofobia e dico che tutto mi sarei aspettato meno che Warren fosse una checca pervertita).
La teatralità è un altro aspetto fastidioso, perché essa appare inutile, così da nuocere alla credibilità dei personaggi, al loro spessore psicologico e al rapporto di empatia con il pubblico.
Anche la suddivisione in capitoli risulta priva di senso. Perché? Non c'è nessun capitolo che svolga la funzione che gli compete e nessuna scomposizione narrativa che affronti un particolare personaggio o una particolare situazione che meriti un capitolo dedicato.
E perché utilizzare il formato Ultra Panavision di "Ben Hur", per un film girato praticamente dentro un emporio? Vorremmo delle risposte dal sempre più scontroso Quentin e se egli si infastidisce quando qualcuno gli pone delle domande scomode, non è neanche possibile che noi si venga trattati così, come se stessimo qui a fare la ceretta all'orangotango.
Di Ennio Morricone ho sentito di molto, ma molto meglio.
Concludo repentinamente mettendo una doverosa e sacrosanta distanza tra "The hateful eight" e "Le iene": 6,5.

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Ultima risposta 08/03/2016 16.34.08
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Liz_801  @  06/03/2016 13:59:30
   8½ / 10
Capisco perfettamente che questo film possa non piacere a tutti e magari risultare anche noioso ma io l'ho amato.
Sono rimasta ad occhi spalancati completamente rapita dall'incredibile capacità narrativa di Tarantino, di come con una serie di infiniti dialoghi ci ha raccontato una storia e una serie di personaggi incredibilmente sfaccettati, nessuno al mondo per me sa scrivere una sceneggiatura così ed è vergognoso che non sia stata nominata agli Oscar, considerato poi che annata povera sia stata per il cinema.
L'ho già visto tre volte e non mi stanca mai, è vero, la risoluzione finale è abbastanza banale ma la costruzione del racconto e di coloro che ne fanno parte è così perfetta che per me vale da sola il prezzo del biglietto e mi rapisce ogni volta.
Da vedere tra parentesi in lingua originale senza dubbio alcuno, il doppiaggio è discreto ma come fa recitare i suoi attori Tarantino nessuno e qui in particolare ognuno regala delle interpretazioni troppo straordinarie per perderle col doppiaggio, per non parlare poi degli accenti, fondamentali in un film politico come questo.

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Ultima risposta 17/09/2016 19.13.35
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Jolly Roger  @  05/03/2016 12:52:33
   7 / 10

-----------------------SPOILEROSO e AMMAZZAFILM-----------------------

Io credo che questo sia un film di Tarantino per i tarantiniani. Io ho visto poco di questo regista, ma sono convinto che chi ha visto molto e ama il suo cinema, non può che restare estasiato da quello che mi pare essere (leggendo i commenti) una sorta di manifesto della sua poetica, un'autocelebrazione di ciò che vuol dire, forse il punto più alto della sua carriera. Non sto dicendo il suo film migliore, no perché non posso certo dirlo, sto dicendo il "suo" film, il cinema come lo intende lui. Un po' come quando una band organizza un tour auto celebrativo; se la band è buona apprezzi sicuramente la musica, ma se quella band sono i tuoi idoli vai in estasi.
Sicuramente chi ha tarantino nelle corde riesce a cogliere ed apprezzare sfumature della melodia che chi come me non ha l'orecchio allenato non può. D'altro canto chi non è un fan del regista può cogliere qualche difetto che, evidentemente, c'è.
Il film è maestoso, è grandioso, ma allo stesso modo autocompiaciuto, con una lentezza voluta e un po' stancante, una prolissità che sfiora l'autolatria. La prima parte non finisce mai, quel viaggio in carrozza fino all'emporio di Minnie che sembra distante anni luce. La trama c'è ed è solida, ma troppo semplice per un film che dura ben tre ore, il cui unico scopo peraltro è quello di caricare e caricare e caricare le armi per prepararsi ad un'esplosione di violenza. Perché questo, fuor di metafora, è il film: un lento climax che estenua lo spettatore e si auto - alimenta della tensione che crea, generando ancora più tensione, che prima o poi verrà liberata nel sangue.
Il cinismo è la vera chiave di questo film. La catarsi del sangue che lava via tutto. E potrebbe avere anche un senso, comunque :-)
L'America poggia sui massacri degli Indiani e sulla guerra di secessione, così come l'Europa di oggi nasce da due guerre mondiali. Il mondo civile per come oggi lo conosciamo, nasce indubitabilmente da bagni di sangue, dai massacri che hanno lavato il peggio e che ci hanno ripuliti dai "bastardi".
Bastardi privi di ideali (o con un ideale sbagliato), ammazzati da bastardi forse ancor peggiori, ma che si faranno ammazzare per il loro ideale giusto. In mezzo, la massa che sopravvive ed avanza in un mondo più giusto…e con meno bastardi.
"Soltanto i brutti bastardi vanno impiccati. Ma quei bastardi vanno impiccati". Questo è il motto del film, il fulcro del pensiero del bounty killer Kurt Russell, bramoso di incassare la taglia di 10.000 dollari, ma anche in grado di prendere il suo ruolo estremamente sul serio, come un ideale, una missione. I brutti bastardi non vanno ammazzati con una pistolettata alle spalle, no, è troppo facile, non se lo meritano. Vanno impiccati, devono vedere la morte che avanza lentamente, devono essere mostrati alla massa.
Ma, attenzione, il film non sposa questo ideale; dire che The Hateful Eight è un film per la pena di morte è uno sbaglio, così come lo è dire che sia un film misogino. Soprattutto se si pensa alla frase con cui la prigioniera controbatte: "Tutti i bastardi meritano di essere impiccati. Ma i grandi bastardi sono quelli che impiccano."
E in un certo senso ha ragione. Lo scopo è rappresentare quel peggio che l'America nasconde a sé stessa: la violenza immotivata, il bagno di sangue fraterno che è stata la guerra di secessione americana e la pena di morte, ciascuna cosa ben rappresentata da una rispettiva scena agghiacciante:

- Il bandito che segue l'inserviente ferito nel bagno, lo trova indifeso e gli spara in testa, con il sangue che sporca la neve;
- Il nero che inventa una storia sordida sul figlio del vecchio sergente confederato, solo per provocarlo e ucciderlo;
- L'impiccagione della prigioniera, forse la scena più cinica che io abbia mai visto in un film.

Comunque, se di "morale" si può parlare in un film così, il fine giustifica i mezzi.
Infatti:
Lo sceriffo – personaggio un po' meschino, dal quale non ti saresti mai aspettato qualcosa di moralmente decente – alla fine non cede al ricatto, non si accorda con la prigioniera, non tradisce.
Alla fine, la prigioniera viene impiccata, applicando la legge.
Ma soprattutto perché, a livelli più ampi, il progresso umano e civile pare il sillogismo di due estremi che s'ammazzano a vicenda, ma il fine - l'eliminazione dei "cattivi" - ci illude di aver giustificato i mezzi.

Una visione interessante, ma troppo cinica, oltretutto rafforzata da un finale in cui muoiono tutti (ma proprio tutti, anche i comprimari).
Concludendo, è un bel film, con grandi attori e un ottimo plot, ma l'aspetto dissacrante nei confronti dei valori e della storia - che culminano con l'ammissione che la lettera di Lincoln è un falso, il disprezzo per l'umanità, l'eccessiva confusione tra bene e male - con dei personaggi tutti ambigui che non incarnano pienamente né l'una né l'altra cosa - così come il cinismo e la violenza rappresentati in alcune scene, sono talmente forti da farti venire il dubbio che questo film altro non sia che una rappresentazione nichilista del peggio dell'umanità, con qualche sotteso intento critico ma soprattutto con malcelato autocompiacimento voyeuristico.
E forse è davvero così.

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Ultima risposta 19/04/2016 09.32.22
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR alexava  @  04/03/2016 15:08:13
   7 / 10
Inutile nascondersi dietro un dito: Tarantino ha cominciato a voler rassomigliare sempre più a sé stesso e alla fine è arrivato a perdere qualcosa.
Dove vediamo il pieno raggiungimento della sua cifra stilistica in quella perla che è Bastardi Senza Gloria, da Django Unchained in poi, notiamo un leggero impoverimento della sua poetica e della suo più straordinario superpotere: ovvero quella capacità di andare incredibilmente a fondo dei personaggi, senza mai cedere al dialogo come mezzo per passari informazioni su di loro. Il dialogo nei film di Tarantino serve la tensione, il pathos e il climax ascendente.
Detto questo, visivamente e tecnicamente, l'ottavo film del mascelluto regista è un gioiello.

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Ultima risposta 19/04/2016 01.10.56
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crimal9436  @  03/03/2016 17:36:05
   7½ / 10
Non il miglior Tarantino ma cmq buon film. Gli aspetti positivi sono tutti per la sceneggiatura più thriller degli altri suoi lavori. Manca ormai la sorpresa per lo stile narrativo che ormai tutti conoscono, come l'attenzione ai particolari, i dialoghi ricercati.
Grandi interpretazioni, e infine...sublime colonna sonora!!!

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Ultima risposta 05/03/2016 02.17.37
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Aztek  @  03/03/2016 17:10:12
   7 / 10
Adoro Tarantino, ma questo suo ultimo lavoro l'ho trovato un po' sottotono rispetto agli altri. Sarà che sono uscito dal cinema all'1.15, ma non nascondo che in alcuni momenti il film mi è pesato. Nonostante questo, parliamo di una pellicola più che sufficiente, con interpretazioni impeccabili, location e costumi molto curati e con la tipica atmosfera tarantiniana che si percepisce per quasi tutta la durata.
Speravo che fosse un film da 9, ma ovviamente merita ugualmente una visione.

venetoplus  @  29/02/2016 13:06:05
   6½ / 10
Sinceramente mi aspettavo di meglio.. A partire da un motivetto della colonna sonora che fan sentir nei trailer e che non e' presente nel film (o nella versione italiana..). Trama molto ma molto ma molto leggera.. Personaggi alcuni ben caratterizzati altri mere comparse in onor del titolo. Dialoghi meno avvincenti del solito, finale un po' troppo sopra le righe

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Sepuldeath  @  29/02/2016 12:59:05
   10 / 10
Quentin Tarantino, nient'altro da aggiungere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  28/02/2016 16:31:17
   8 / 10
Un netto miglioramento rispetto al deludente Django. Forse la sceneggiatura non è paragonabile ai migliori del regista, tuttavia il coinvolgimento è garantito. I botti arrivano solo nel finale, ben congegnato.

-Uskebasi-  @  28/02/2016 03:33:53
   8 / 10
L'odioso Quentin continua a trascinarsi dietro i suoi pregi e i suoi difetti. Tra questi inizio a metterci la quasi assoluta assenza di diversificazione dei suoi personaggi, sono tutti tremendamente simili, anche se indossano costumi differenti o caratteri opposti, sembrano tutti legati da un invisibile filo conduttore. E questo filo è la personalità del regista.
A volte i personaggi saltano da sceneggiatura in sceneggiatura, ad esempio è impossibile guardare e ascoltare l'Oswaldo Mobray di Roth senza pensare al grandissimo Dr. Schultz di Waltz; a proposito, che peccato che non ci sia quel mostro di Christoph in questo film...
Vediamo quindi i personaggi che sapevamo già di vedere, però devo essere onesto, questo fa parte anche dei pregi di Tarantino, perché in realtà Vogliamo vederli, dato che solo lui puoi crearli così: intelligenti, cazzuti, sempre con la battuta pronta e la dialettica brillante.
Quello che invece rientra solo nei difetti è più personale ed è riscontrabile soprattutto negli ultimi lavori; a me sembra che ci sia sempre una parte nettamente più debole rispetto alle altre, un capitolo dove esagera con la staticità o la verbosità, qua identificabile con la seconda metà del viaggio in diligenza. Io ho faticato come se ci stessi andando a piedi, nell'altissima neve, all'emporio di Minnie.
Lentamente... pesantemente... ringraziando il cielo, il carro arriva a destinazione. Scendiamo, entriamo e iniziamo a sfregarci le mani, consci del fatto che la musica cambierà. E cambia, non proprio subito, ma cambia eccome.
"The Hateful Eight" diventa tutto quello per il quale abbiamo trascinato il nostro povero cùlo dalla poltrona di casa a quella del cinema. Il lucido delirio tra sguardi, sangue e sorrisi.
Non occorre spiegare. L'odioso Quentin fa il fuoriclasse e noi dobbiamo solo ammirare.
Per finire, tra i nomi altisonanti del cast, metto nel gradino più alto del podio Jennifer Jason Leigh. Non l'avrei mai detto.

Sedizione  @  27/02/2016 18:47:54
   5 / 10
Purtroppo sotto le aspettative, storiella che non appassiona, come altri han fatto notare, qui i dialoghi sono quasi sempre fini a se stessi. Una cosa scenografica, ho fatto caso che in molte situazioni, tipo sui tavoli, arriva una luce diretta dall'alto tipo faretto, cosa un po' strana per i tempi.
Film che probabilmente verrà ricordato come uno degli insuccessi di Tarantino assieme a Dead Proof.

StefanoG  @  26/02/2016 02:07:31
   8½ / 10
dalle recensioni lette mi aspettavo molto più lenta la prima parte e molto più violenta la seconda. da fan di quentin mi sono divertito un casino.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

TheLory  @  23/02/2016 19:23:57
   7 / 10
A un film di 3 ore in genere io rispondo col due di picche, ma essendo di Tarantino ho voluto dargli una possibilità e ci sono uscita assieme.
Non c'è del genio nei dialoghi, ma i personaggi sono abbastanza simpatici (anche se un po' stereotipati, ad es il vecchio generale scorbutico, che pare uscito dai vecchi film western), quindi un punto in più.
Un punto in meno per la durata, è davvero una fiumana, non ce la si fa.
Un punto e mezzo in più per Samuel Jackson, sempre in forma.
Mezzo punto in meno per la mono ambientazione.
Ops, ho perso il conto... va be', mettiamo un voto credibile: 7!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  22/02/2016 21:57:53
   7½ / 10
PRESENTI SPOILER

La merceria di Minnie è un piccolo avamposto umano circondato dal bianco della Natura con le sue leggi immutabili. All'interno di questo avamposto le leggi degli uomini mostrano tutta la sua mutevolezza e flessibilità a seconda delle circostanze e del proprio tornaconto personale. Un'impostazione teatrale dove i personaggi recitano un copione scarno e definito dalle informazioni essenziali di pezzi di carta. Lettere di incarico, mandati e lettere del Presidente Lincoln ne definiscono i ruoli. Dove non ci sono pezzi di carta è la credibilità di un ruolo, vero o falso che sia, a definire il personaggio. Nell'universo cosmopolita della merceria si consuma il massacro verbale e fisico di una nazione piena di diffidenze, rancori e razzsmo, che ricorre alla menzogna e alla violenza per poter primeggiare. La precedente convivenza di razze ed etnie diverse pur non perfetta (i messicani erano comunque off-limits) è spazzata via in pochi secondi. Tarantino allarga ulteriormente il discorso di Django unchained in maniera più articolata su una nazione in cui la violenza è il suo tratto peculiare, in cui solo il personaggio di Kurt Russell e della Jason Leigh mostrano in fondo ciò che sono e rappresentano, senza filtri. Bastardi senza gloria fino al midollo in un continuo gioco di mimetismo per non svelare la vera essenza di loro stessi. Un Tarantino meno citazionista del solito, aldilà dell'unico modello palese di riferimento, La Cosa di John Carpenter. Ma nella merceria di Minnie non c'è nessun alieno ostile. L'ostilità reciproca è umana al cento per cento.

Edredone  @  22/02/2016 09:25:52
   7½ / 10
Consigliatissimo per tutti i fan di Tarantino, consigliato per gli altri.

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  22/02/2016 00:05:04
   7½ / 10
Buono davvero! Un film che vola nonostante la lunghezza. Nonostante non sia certo la sua opera migliore, si fa apprezzare abbastanza. Bravissimo l'intero cast. Cosa si può ancora dire che non sia stato già detto?

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/04/2016 01.14.47
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR carsit  @  21/02/2016 16:34:16
   7½ / 10
Tarantino -oramai lo sanno anche i sassi- non ha assolutamente le capacità di reinventarsi, finendo perciò con il proporre l'ennesimo film pulp, questa volta in un contesto western abbastanza differente da quello già visto in "django unchained".
La prima parte, assolutamente scarica e verbosa, non rende giustizia ai personaggi introdotti in scena, restituendo allo spettatore una fastidiosa sensazione di inconcludenza e mancanza di idee.
Discorso assolutamente differente per gli ultimi 90 minuti, ove i dialoghi e la regia assurgono a protagonisti assoluti, permettendo così al film di fregiarsi del merito di apporre la firma "Tarantino" nei titoli di coda.
Il cast -grandioso Samuel Jackson, brava JJL- non disattende le aspettative, confermando la felice tradizione del regista nel rendere straripanti gli attori coinvolti nel progetto.
Ho invece trovato un pò sprecato Morricone, il quale riesce comunque a fare bella figura rispetto al ridotto minutaggio nella quale è chiamato in causa.
L'opera di Tarantino non la ritengo un capolavoro assoluto del cinema, ma nemmeno un disastro come ho sentito dire da altri utenti; "the hateful eight" è un film in linea con la produzione del regista, con tutte le sue peculiarità che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Due giorni fa mi sono regalato la visione de "le iene", il suo film d'esordio: siamo proprio su tutt'altro pianeta.
Dialoghi più feroci e incisivi, personaggi maggiormente iconici, ritmo narrativo gestito alla perfezione (aiuta anche la durata minore) e nel complesso idee più chiare sullo svolgimento narrativo.
Ecco, il Tarantino dell'ottavo film non ha più (forse) la sua brillantezza d'esordio.

guidox  @  21/02/2016 14:33:22
   8 / 10
Tarantino non delude neanche questa volta e ripaga l'attesa febbrile che chi lo apprezza prova tra l'uscita di un suo film e l'altro.
non siamo nell'Olimpo della sua produzione, ma non è da tutti sfornare un film di tre ore con una trama non irresistibile, che ti prende dal primo all'ultimo secondo.
cast eccellente come sempre, con mensione d'onore per la splendida Jennifer Jason Leigh, che dà vita ad uno dei personaggi più riusciti di tutta la cinematografia tarantiniana.
colonna sonora al top, regia super.

Burdie  @  21/02/2016 09:16:05
   7 / 10
...un Tarantino D.O.P.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  20/02/2016 20:42:58
   9 / 10
Visto la prima volta in italiano, e direi che la morte del doppiaggio è decretata. Mi ha rovinato un bellissimo film. Poi visto in grazia del Signore alla Cineteca di Bologna, con tutti i crismi, con un sonoro che non sentivo da quando ero nella pancia della mamma, con un'ambizione di visuale sui corpi martoriati di questi cacciatori di taglie che rende comunque Tarantino il miglior regista della sua generazione di debosciati colleghi.
E ora veniamo al film. Che non è un trailer della durata di tre ore, ma una profonda e accurata composizione postmoderna che aggiunge tasselli a un'ossessione semplice: la vendetta. Vendicarsi è giusto? E' una domanda che rimarrà insoluta per sempre. Eppure ci si possono ricamare sopra storie molteplici e infinite. Andando sempre più di fino: da Jules Winfeld a Shoshanna, arriviamo alla rappresentazione teatrale all'interno di uno scenario più horror che western, ma comunque "di frontiera". E lì comincia la danza della sfumatura: perché agiscono questi quattro crudeli assassini? Quando la vita non rappresenta più nulla, che cosa resta? Innanzitutto delle gran balle. La menzogna. Ma di due tipi: la prima è una maschera, è un vestito (tutti e otto ne hanno uno, diversissimo da ogni altro), è ciò che ci cuciamo o ammanettiamo addosso per evitare rogne di ogni genere. Usiamo la menzogna, dunque, come un'abile astuzia, che al massimo massimo può ferire i sentimenti di un comune senso collettivo che chiamiamo: razza. E poi c'è la menzogna fraudolenta, quella che copriamo goffamente, quel teatrino che insceniamo cercando di renderlo troppo credibile per non essere smascherato con implacabile sicurezza da chi la verità la conosce bene, e conosce bene anche e soprattutto l'arte di mentire: "allora è vero quello che si dice su di voi", dice John Ruth a Warren. "Non un negro qualunque". Ognuno si porta dietro ogni tipo di fama e di storia e di leggenda, ma guai a mentire per ottenere qualcosa di più che salire su una diligenza quando si sta morendo, perché lì interviene un'entità che sembra non esserci mai in questi mondi lontani della finzione, ma c'è, ed è forse più implacabile e rigida che altrove: la Giustizia. E per essere giusti fino in fondo, a seconda di quanto lo richiedano le circostanze, bisogna essere distaccati: e finalmente il Jules di Pulp Fiction può essere davvero un vendicatore solitario che non ha bisogno di papponi e valigette da recuperare. Jules sta facendo il peregrinatore solitario, come "Carradine in Kung Fu" e finalmente può mettere in pratica ciò che gli piace più fare: insegnare la parola di Di0 ai *****ni come Tim Roth. "Ah, adesso ci credi in Gesù Cristo eh?!", in una battuta già memorabile. E le motivazioni? Semplici, banali, eppure condivise. Minnie e Sweet Dave, due brave persone. Una nera. E uno, come John Ruth, che ti salva la vita quando sei in procinto di fare la sua stessa fine. Ognuno di questi uomini, spietati e sanguinari, ha un suo codice, comprensibile agli altri, e questo perché rispetta l'unica condizione per la sua applicazione, per l'applicazione di una giustizia possibile: il distacco. Non è un film sanguinario, dunque, il sangue serve, perché è l'unica cosa che è dentro il nostro corpo, quando è sparito tutto il resto. Ciò che serve è capire che Tarantino crea un film sfaccettato e pieno di un'amara ironia. E lo realizza magistralmente.

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Ultima risposta 09/03/2016 20.35.53
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