repulsion regia di Roman Polanski Gran Bretagna 1965
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

repulsion (1965)

Commenti e Risposte sul film Recensione sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film REPULSION

Titolo Originale: REPULSION

RegiaRoman Polanski

InterpretiValerie Taylor, John Fraser, Patrick Wymark, Ian Hendry, Catherine Deneuve, Yvonne Furneaux

Durata: h 1.45
NazionalitàGran Bretagna 1965
Generethriller
Al cinema nel Settembre 1965

•  Altri film di Roman Polanski

Trama del film Repulsion

La lenta discesa di Carol Ledoux (C. Deneuve), manicure belga a Londra, verso la dissociazione psichica. Lasciata sola in casa dalla sorella (Y. Furneaux), è vittima di incubi, allucinazioni sessuofobiche, deliri. Quando due uomini un corteggiatore e il proprietario di casa penetrano nell'appartamento, vengono uccisi.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,15 / 10 (55 voti)8,15Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Repulsion, 55 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Lory_noir  @  16/01/2012 19.20.12
   5½ / 10
Un film che per i suoi anni penso abbia fatto scalpore. Mi sono piaciute le scelte per quanto riguarda il sonoro: si alternano scene completamente mute a scene in cui i suoni sono fortissimi e improvvisi. Inoltre è sicuramente resa bene dalla scenografia lo stato di paranoia e psicosi della protagonista. Non mi è piaciuta però la protagonista, anziché vedere nei suoi occhi la vuotezza dovuta dal personaggio mi è sembrata vaga e poco nella parte. Ho trovato inoltre le scene troppo frammentarie.

sweetyy  @  06/12/2011 21.20.45
   8 / 10
Un'altra grande opera di Polanski, protagonista è la paura, l'ansia che caratterizza l'intera pellicola... un incubo che va ad allargarsi gradualmente e che coinvolge completamente lo spettatore.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/10/2011 19.43.31
   5½ / 10
Sperimentale e soporifero sono due aggettivi che riassumono in modo efficace questo film.
Il grande cinema di Polanski vive di tasselli che visti da soli possono risultare insignificanti, come in questo caso, ma analizzati nel complesso risultano essere fondamentali tappe che porteranno ai capolavori di uno dei più grandi, se non il più grande regista vivente.

Detto ciò Repulsion è interessante ma cade ahimè nella messa in scena, soprattutto per una prima parte ostica e lenta e in una seconda che è anche interessante ma che risulta essere macchinosa e poco coinvolgente.

Da vedere solo se si è appassionati di Polanski

Sestri Potente  @  25/09/2011 19.57.22
   6 / 10
E' un film un po' criptico, di non facile interpretazione.
Inoltre, a causa dell'eccessiva lentezza e dei lunghi silenzi, dal mio punto di vista è stato molto difficile da seguire!
Sostanzialmente, l'argomento principale è la sessuofobia: Carol, di fatto, non sa relazionarsi con l'altro sesso e quando viene lasciata sola dalla sorella (con la quale vive un rapporto ossessivo e morboso) comincia ad impazzire del tutto.
Si tratta di un'opera interessante ma anche molto complicata; e per quello che riguarda la trilogia dell'orrore vissuto negli appartamenti preferisco Rosemary's Baby!

david briar  @  04/09/2011 20.13.11
   6½ / 10
Quinto film che vedo di Polanski e prima volta che mi lascia un po' deluso.

"Repulsion"è un film lento con poco ritmo,e non riesce a far paura,solo a inquietare e angosciare in maniera leggera.
Forse il problema è che si ha l'impressione che non succeda niente per tutta la durata,e quindi si visiona con difficoltà entrando in un torpore da cui è difficile uscire.C'e solo una scena che riesce a sorprendere davvero,ma purtroppo è isolata e le successive scene interessanti arrivano solo verso l'ultima mezz'ora.
Il finale,che di solito con Roman è incredibile,stavolta non riesce a sconvolgere al pari dei suoi capolavori,ma rimane un ottimo finale che conclude in modo intelligente l'opera.
La regia di Polanski è sempre di alto livello,ma mi è sembrato meno sicuro e esperto nella composizione dell'inquadratura.

In conclusione "Repulsion" per me è una delusione,ma forse erano le mie aspettative ad essere troppo elevate,viste le altre sue opere da me viste.E forse non aiuta neanche il fatto che il film abbia più di 40 anni.
Ma comunque ha caratteristiche interessanti e merita almeno la sufficienza,anche se,mi dispiace dirlo,stavolta non condivido l'entusiasmo generale.

P.S. Dimenticavo,la Deneuve è molto brava e affascinante,e il 6 e mezzo che ho dato dipende anche da lei e dalla sua bravura.

PignaSystem  @  31/08/2011 21.19.44
   8½ / 10
Solitudine e follia colte e fotografate a meraviglia. Grande Polanski, grande Deneuve!

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  22/08/2011 18.49.10
   9½ / 10
REPULSION é il film più angosciante e spaventoso di tutta la carriera di Polanski, dove i temi come la claustrofobia e l'isolamento, presentati tramite schock calibrati, verranno ripresi in alcune sue successive opere. L'uso di alcune tecniche cinematografiche come il grandangolo o la profondità di campo costituiscono la base in cui immaginazione, sogno e realtà quotidiana si incrociano ingrandendo l'effetto visivo e sottolineando la sessofobia della protagonista e la precisione dei suoni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  28/06/2011 23.50.18
   8 / 10
Lenta e inesorabile discesa di un angelo verso il gorgo nero della pazzia. Altro trattato di Polanski su come trattare/rappresentare la malattia mentale e i suoi effetti. Un magistrale lavoro sulla psicologia dei personaggi rendono questo film un vero esempio da imitare. Forse l'unico neo è la lentezza della prima parte ma tutta la seconda parte è sublime.
La Deneuve incanta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  09/05/2011 14.29.15
   8 / 10
Film quasi capolavoro sulla malattia mentale.
Un Polanski in splendida forma firma un thriller psicologio/psicopatico che lascia ammirati. Una pellicola che non indaga sul passato della disagiata protagonista, bensì sulle sue difficoltà di rapportarsi col mondo e soprattutto con l'altro sesso. Oltre alla precisa descrizione dell'ossessione per la sorella.
Un film claustrofobico che scardina la casa e la famiglia come luoghi sicuri di rifugio.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  20/04/2011 14.58.40
   8 / 10
Carol è una giovane estetista,vive insieme alla sorella di cui è fortemente gelosa e sembra essere impaurita dai rapporti con il sesso opposto.
Polanski non scava nel passato del personaggio,ci introduce senza indugi in un'ossessione che gradualmente finisce con il far crollare una già tormentata psiche.L'unico collegamento concesso consta in una foto,inquadrata più volte,dove una ragazzina sembra fissare con astio qualcuno,presumibilmente il padre.
La fase degenerativa che colpisce Carol coincide con la partenza per una breve vacanza della sorella,donna radicalmente diversa de lei,piuttosto indipendente e per nulla imbarazzata nel concedersi scappatelle con un uomo sposato.
La folle misandria,rivolta addirittura verso oggetti riconducibili alla figura maschile,non ha cause scatenanti,per stessa ammissione del regista "Repulsion" non è una rigorosa analisi indirizzata ad offrire risposte,è solo la cronaca terminale di un disagio che soccombe ad uno stato paranoico-schizofrenico senza che nessuno si accorga di ciò che sta accadendo,come a voler rimarcare una solitudine determinata da un cieco individualismo.
L'appartamento diventa luogo in cui Polanski lascia deflagrare il terrore e la follia,ambiente riproposto in quest'ottica più volte dall'autore che ne sbugiarda la rassicurante parvenza,trasfigurando l'archetipo di cellula confortevole e cooperativa in luogo di profonda alienazione in cui le paure prendono corpo sottoforma di allucinazioni uditive e visive.
Alla base del tormento è ipotizzabile una complessa emancipazione dall'età adolescenziale,la componente sessuale diventa ostacolo e non più uno dei mezzi per completare la propria collocazione sociale.
Polanski è bravissimo nell'espandere al di fuori dell'abitazione il senso di oppressione patito dalla ragazza,circoscrive un habitat per nulla confortevole in cui personaggi spiacevoli,come le facoltose clienti del centro estetico, e panorami freddi,quelli di una città resa ancor più indifferente dal bianco e nero, esasperano il senso d'estraneazione.L'apatica Cathreine Deneuve è molto efficace nel recitare sottotraccia aderendo bene ad una pellicola dallo scorrere ipnotico e dai dialoghi ridotti al minimo.

Oskarsson88  @  13/01/2011 22.06.23
   7 / 10
Parte molto lentamente questo film di Polanski, che nel susseguirsi aumenta di ritmo senza però esser mai davvero incalzante. Personalmente ho trovato più angoscianti Rosemary's Baby e L'inquilino del terzo piano. Qui ci sono si scene claustrofobiche raccontanti il delirio della splendida protagonista, ma non prende a pieno. Comunque vale una visione.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  10/01/2011 23.22.47
   8½ / 10
L'ossessione prende forma e allunga le sue mani rapaci, schianta contro al letto, si deformano le crepe sui muri, ticchetta malvagio l'orologio nel silenzio assordante dell'incubo.
Disturba e angoscia vedere coi propri occhi attraverso la pazzia altrui.
La bellezza giovane e già regale della Deneuve immobilizzata nella paranoia.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

7219415  @  21/12/2010 16.24.47
   8½ / 10
Lo collocherei appena sotto Rosemary's babe e appena sopra l'inquilino del terzo piano..

Tigrero91  @  14/12/2010 16.38.27
   8 / 10
Grande Roman,per essere un film del 1965 e`fatto veramente bene con tecniche innovative,riprese particolari, con una colonna sonora sperimentale, che nel insieme funziona davvero bene! I titoli di testa sono veramente anni avanti per me,..la Deneuve ha recitato bene,...alcune scene sono veramente inquietanti, il geniale e anche di far sentire i rumori della casa e di quello che succede fuori..i musicisti nella strada..l orologio.le campane ecc..Uno dei film che ha lanciato un genere che verra` ripreso spesso (la claustrofobia,isolamento) per gli amanti del cinema va visto sicuramente.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  11/12/2010 18.49.32
   8½ / 10
"Repulsion" è da annoverarsi fra i migliori film che rappresentano la malattia mentale. Lo fa da un punto di vista non spettacolare o effettistico, ma in maniera distaccata, neutra. Non di meno però riesce ad angosciare e a colpire lo spettatore e può essere considerato a tutti gli effetti un film dell'inquietudine.
Oltre a questo tema, entra anche quello del degrado delle relazioni interumane nell'età borghese moderna. Infine partecipa alla temperie culturale del tempo in cui fu girato (metà anni '60, anni di fulgore dell'esistenzialismo) e dà un ritratto amaro e sconsolato dell'esistenza umana (dominata da incomunicabilità, solitudine, vuoto, superficialità, morbosità, frivolezza, noia). Il problema è universale, sia che lo si guardi nella Polonia comunista ("Il coltello nell'acqua") o nell'Inghilterra borghese e opulenta dell'epoca beat.
I protagonisti del film sono due: l'occhio della cinepresa e Carol (Catherine Deneuve), l'oggetto di attenzione quasi esclusiva del primo protagonista. E l'occhio è anche il primo oggetto che viene inquadrato in un particolare e straniante primissimo piano.
Nella prima parte del film assistiamo ad un pedinamento ossessivo da parte dell'occhio filmico di tutto quello che fa Carol. Ancora una volta non si può fare a meno di notare l'immensa bravura di Polanski che sa dirigere alla perfezione questo occhio: a volte si muove con riprese a spalla, a volte sta fermo e guarda distaccato da lontano, a volte si sofferma su certi oggetti (un rasoio, un coniglio scuoiato, delle patate) e ce li presenta sotto una luce inquietante, con un iperrealismo che sfocia nell'allucinato.
Per tutta questa prima parte si crea un'atmosfera sospesa, di preparazione a qualcosa di terribile. Carol è chiaramente affetta da isteria, da una fobia ossessiva verso il sessuale e il materiale e come tutti i malati non riesce a distinguere chi la vuole danneggiare da chi la vuole aiutare. Il mondo esterno appare come una massa indistinta, indifferente, estranea e nauseante.
A differenza di "Il coltello nell'acqua", stavolta la suspense si scioglie. Nella seconda parte l'atmosfera cambia. L'occhio si sdoppia e si fa soggettivo. Continua a tenere però un atteggiamento distaccato, solo che ora documenta impassibile la percezione distorta e folle di Carol. Questo atteggiamento porta ad una specie di cortocircuito della riproduzione fattuale: realtà o immaginazione? Questa sottile incertezza, l'incapacità di distinguere nettamente l'uno e l'altra, s'insinua pure nello spettatore. Gli oggetti "neutri" assumono aspetti ancora più inquietanti (il coniglio in putrefazione invaso da mosche, le patate vizze e marce, il mondo esterno a due passi eppure distante e indifferente). Carol "vede" amanti rozzi che la violentano, i muri che crepano o il soffitto che si schiaccia sul letto, mani che spuntano dalle pareti e la toccano. Viene evitata la drammaticità, il tutto si svolge in maniera distaccata eppure inquietante e terribile per lo spettatore. "Repulsion" è un horror freddo.
Il mondo esterno è rappresentato in una maniera che dà quasi ragione a Carol. Effettivamente i rapporti fra le persone sono di natura quasi esclusivamente esteriore e materiale (sesso o soldi). Indifferenza e voyeurismo sono poi gli unici sentimenti che ci si può aspettare dai "vicini" (che parola ironica!) di casa. La "malattia" evidentemente è molto più diffusa di quanto si creda. E' questo il messaggio del finale aperto.
Se c'è una cosa che non mi ha convinto del tutto è forse l'interpretazione di Catherine Deneuve. La sua parte prevede straniamento, indifferenza, assenza e quindi non deve assumere una grande varietà di atteggiamenti. Nonostante ciò ha quasi sempre un'unica espressione un po' beota e delicata che stride un po' con la crudezza e la serietà di ciò prova o di ciò che fa. Mi sarei aspettato un po' più di angoscia e dolore. Evidentemente Polanski non voleva assolutamente che ci fosse in Carol alcun sentimento "coinvolgente", che potesse disturbare l'impassibile e distaccato ritratto di un disfacimento mentale e sociale. Solo che la Deneuve ha preso il tutto troppo alla lettera. Il resto invece è perfetto.

76eric  @  16/11/2010 21.02.27
   9½ / 10
Secondo lungometraggio per Roman Polanski per quel film che inaugura la cosidetta trilogia dell' appartamento ( Rosemary's baby e The tenant), ed è già Capolavoro.
Quale sia il migliore dei tre è difficile dirlo, ( personalmente metto The tenant a fatica però, al terzo posto e poi fra i rimanenti due non saprei quale preferire), ed in questo episodio si assiste all' inesorabile e progressiva discesa psichica dell' attrice protagonista, tanto cresciuta quanto attraente, che è affetta da un vero e proprio senso di repulsione e di odio nei confronti degli uomini. Le cose peggioreranno in modo netto una volta lasciata sola dall' amata sorella maggiore, che partirà con l' amante per un viaggio in Italia.
Ciò porterà Carol ad isolarsi, a non uscire più di casa, a non andare al posto di lavoro a non occuparsi delle faccende domestiche anche se ciò non lo faceva nemmeno prima, sostanzialmente a delirare

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Non mancano inoltre, e questa è la cosa più importante, quell' ulteriore "quid in più" che porterà Carol a commettere efferatezze, orribili incubi e visioni distorte con tanto di crepe immaginarie ai muri dell' appartamento, che minano la "protezione" data dal sicuro luogo.
Non si capisce o comunque non vi è certezza se essa è stata vittima di maltrattamenti paterni o da cosa sia data questa grave "patologia sociale",
fatto stà che Carol è cresciuta, è donna, è desiderata, ma ripudia gli uomini come in età pre-adolescienziale.
Polanski è un genio, persino i momenti fuorvianti la vicenda ( la banda della strada ad es.), hanno un loro perchè.
Le musiche ed il sonoro sono impeccabili ed utilizzate nei momenti clou, che tendono ad aumentare la tensione delle scene e per ultimo, come non menzionare la prova "mastodontica" della ipermeravigliosa Deneuve con quella sua bellezza ( mozzafiato) molto acqua e sapone e quel lieve "strabismo di venere" che non può non attirare l' attenzione dei giovani maschietti. Di una bellezza sconvolgente, davvero poche colleghe possono reggere il confronto. Una dea.

Dosto  @  18/08/2010 18.54.54
   5½ / 10
Film lentissimo e monocorde. Qui Polanski, con una buona trama come questa, avrebbe dovuto osare di più. La Deneuve, però, è strepitosa.

James_Ford89  @  16/03/2010 4.04.57
   9 / 10
Polanski si supera in questa pellicola trascinandoci in un'inesorabile caduta in depressione e in un disturbo sociopatico evidenziato benissima dalla bellissima DeNeuve...
Essendo stato depresso per anni, chiuso tra 4 mura, posso capire benissimo quello che voleva trasmettere il regista e questo mi ha molto aiutato nella comprensione del film e in quel senso claustrofobico che si prova.
Rumori di tutti i giorni che in un periodo come quello di Carol possono sembrare l'inferno. Ticchettii degli orologi, il campanello, lo squillare del telefono, la vicina petulante.
Carol reprime qualsiasi contatto con gli uomini ma nella sua immaginazione è proprio quello che vorrebbe e che la porta a sentire e vedere follie sessuofobiche.
Il più grande dramma dell'umanità portato in un film estremamente disturbante...
Giù il cappello a Te, grande Roman..

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

jannakis  @  01/03/2010 2.35.50
   8½ / 10
Lo straniamento e il senso di oppressione che trasmette quest'opera di polanski è in qualche modo paragonabile a ciò che è possibile provare con la visione del lynchano Eraserhead: la ripetizione disturbante di rumori taglienti (il campanello, il telefono, le campane), le visioni allucinatorie (le crepe e la malleabilità del muro, le visite notturne), l'espressione spaurita e glaciale della Deneuve sono le componenti che fanno di repulsion un film psicologico di grande impatto emotivo. La fobia, la repulsione per il sesso e gli uomini che tormentano Carol assumono progressivamente il suo vero aspetto col degenerare dei suoi deliri. il desiderio inconscio della violazione traspare soprattutto nella parte finale, nell'ossessiva ricerca del contatto, possibile solo nell'ambito immaginario e che sfocia inevitabilmente in omicidio nell'esperienza reale. Emblematica la scena in cui Carol affonda il viso nella camicia dell'amante della sorella prima di correre a vomitare. Azzeccatissimi gli stacchi delle percussioni.

goodwolf  @  18/02/2010 11.10.21
   4 / 10
Avrò visto un altro film, dato che tutti me ne hanno parlato bene e i commenti sono tutti strapositivi.
Personalmente lo giudico lento, snervante e monotono. Le sequenze sono ingiustificatamente lunghe e prolisse, e la carne al fuoco è davvero poca. l'interpretazione della protagonista è monoespressiva, da pesce lesso. Non lo reputo un pregio e non vedo nulla di artistico in questo.
Spero vada meglio col prossimo film di polanski, che fino ad ora è riuscito sia a farmi gridare al miracolo, che ad annoiarmi a morte.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  02/01/2010 23.07.27
   8½ / 10
Ennesima discese nell'inferno della paranoioa con un acerbo (anche se in effetti non si direbbe) Polanski. Repulsion risulta come sempre con il regista polacco claustrofobico e inquietante. Deneuve,splendida,fa un interpretazione come sempre fredda ma efficace mentre Polanski in regia arricchisce il film con soluzioni claustrofobiche come le mani che escono dappertutto e il videogioco Resident Evil deve molto a questa sequenza.
Ancora una volta niente da dire su Polanski,regista eccelso che in carriera ha fatto anche film non completamente riusciti ma mai brutti. Segno della sua grandezza dietro la macchina da presa.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  02/01/2010 12.49.19
   9 / 10
Ritratto magnifico della follia.

L'appartamento visto come l'unico luogo in cui la Deneuve riesce a comunicare con sè stessa, quel mondo esterno che è inconciliabile con i suoi stati d'animo, i rumori secchi e ripetitivi come sfondo nella sua mente.
Registicamente coinvolgente il secondo lavoro di Polanski è forse ancora più incisivo e maturo dei successivi.

Lo sguardo in quella foto è più inquietante di qualsiasi efferato omicidio.

4 risposte al commento
Ultima risposta 05/01/2010 11.59.31
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  30/11/2009 10.06.17
   9 / 10
Pellicola altamente disturbante, degente e degenerata, dominata da un crescendo d'angoscia in cui tutti gli elementi concorrono; prima della cosiddetta "trilogia dell'appartamento", rimane una delle migliori opere del regista, e tra le più profonde indagini sui disturbi mentali mai intraprese in ambito cinematografico.

Vedi recensione

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/11/2009 11.50.21
Visualizza / Rispondi al commento
The BluBus  @  05/10/2009 18.28.54
   9 / 10
La sorella gnocca 8
Il Film 9
La Deneuve 10
I suoi capelli 15

lampard8  @  11/09/2009 13.41.58
   9 / 10
Con Repulsion Polanski firma uno dei suoi capolavori. Durante la visione lo spettatore è trasportato all'interno del dramma personale di Carol, una discesa lenta e inesorabile verso la pazzia. Davvero geniale e precursore

Invia una mail all'autore del commento RadicalGrinder  @  28/07/2009 14.03.48
   8½ / 10
Perchè hai buttato via la roba di Michael? Perhè l'hai fatto?

carriebess  @  21/07/2009 13.54.48
   10 / 10
semplicemente fantastico, tutto stupendo, fotografia, regia, tutto.film che sento molto vicino.

il lento incalzare verso la follia più pura.

bulldog  @  16/07/2009 11.18.01
   8 / 10
Tra i migliori di Roman,molto bene la Deneuve.

Bathory  @  08/07/2009 21.21.17
   9 / 10
Una lenta e progressiva discesa negli inferi della pazzia e dell'alienazione.
Polanski dirige un film estremamente lento e silenzioso, dove Catherine Deneuve, praticamente monoespressiva, con le sue allucinazioni e la sua schizofrenia è la padrona assoluta della scena.

Capolavoro incredibile, un esperimento coraggiosissimo....da tramandare ai posteri.

paride_86  @  04/07/2009 18.52.03
   9 / 10
Carol è una donna sessuofobica e disturbata, ma nessuno intorno a lei si accorge di cosa le sta capitando; intanto il divario tra il suo mondo interiore e quello reale si allarga sempre di più.
"Repulsion" è un dramma psicologico girato come un thriller orrorifico e,
nonostante abbia più di quarant'anni, alcune scene spaventano ancora adesso.
Davvero molto brava Catherine Denueve, nonostante la giovane età.

edmond90  @  30/06/2009 11.04.56
   9 / 10
Davvero bellissimo questo viaggio nella paranoia di Polanski attraverso gli occhi di una giovane donna sessuofoba e sempre piu sconvolta da deliri e incubi allucinanti...il ritmo e'volutamente lento per descrivere al meglio il progressivo distaccarsi dalla realta'della protagonista,una giovanissima e gia'molto convincente Catherine Deneuve;le atmosfere,lugubri e malsane,sono claustrofobiche e decisamente funzionali all'intento del regista....da non perdere

laconico  @  17/10/2008 18.36.04
   8 / 10
Film affascinante. Cadenzato nei ritmi, a scandire il progressivo avanzare della follia della protagonista (una Deneuve non solo bella ma molto brava). Alcune scene sono di notevole impatto simbolico. Curato (come sempre in Polanski) il versante psicologico. Un thriller d'autore, gustosamente stagionato.

castelvetro  @  08/10/2008 19.22.56
   9 / 10
Stupendo e affascinante, già come altri hanno notato
il ritmo è lento, ma serve per rendere affilate le scene
del terrore. A me è piaciuto un sacco, la repulsione
è un gran tema e Polanski è riucito a svilupparlo bene.
La Deneuve è F A V O L O S A

da vedere

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

AKIRA KUROSAWA  @  30/09/2008 15.32.33
   8 / 10
molto bello, inferiore a rosemary's baby, l inquilino e il pianista , ma decisamente meglio rispetto ad altri come la nona porta.
fotografato con un bel bianco e nero, molto belle le scene visionarie e il montaggio, ora vediamo il coltello nell acqua e cul de sac.

lupin 3  @  30/07/2008 16.05.01
   6½ / 10
Tutto sommano non mi è dispiaciuto...
Discreto!

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  01/06/2008 2.04.25
   10 / 10
polansky dei primi tempi faceva ammattire con la sua capacità di creare col suo mezzo cinematografico quell'atmosfera malsana che riusciva a permeare in tutti i suoi film. qui splende,è il caso di dirlo una bellissima e bravissima catherine deneuve. la tensione del film è disarmante. non lascia assolutamente indifferenti l'abisso di desolazione e malattia mentale che assale la protagonista . cult e apri pista ai due massimi capolavori del mostruoso regista che seguiranno da lì a breve. forse nessuno come polansky è riuscito con quest'abilità espressiva,con le sue abilità sceniche e i dialoghi,a fare immergere lo spettatore nella deviazione psicologica del protagonista,fra i binari della pazzia, come qui e nell'inquilino del terzo piano.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/03/2008 23.23.29
   8 / 10
Un thriller claustrofobico, un viaggio nella progressiva follia della protagonista, una giovanissima Catherine Deneuve. Polanski mette in scena quelle sue tipiche ossessioni molto raffinate che emergeranno ulteriormente in Rosemary's baby e l'Inquilino del terzo piano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  18/02/2008 15.22.03
   8 / 10
Polanski’s School.

3 risposte al commento
Ultima risposta 10/07/2009 13.22.35
Visualizza / Rispondi al commento
alex75  @  12/02/2008 23.51.41
   9 / 10
Straordinario trattato sulla psicosi questo incubo ad occhi aperti del grande Polanski! La Deneuve, con quella monoespressività che la renderà icona assoluta di eleganza e nevrosi in "Bella di giorno", genera l'immagine perfetta della giovane schizofrenica. Domina il film come uno spettro, fredda e sempre più inquietante, la povera estetista precipita nell'abisso della follia seminando cadaveri intorno a sè.
Grandissima regia, sospesa tra sobrietà e deliri visivi, tra gelo emotivo e soffitti che si abbassano, che ci guida in uno dei più bei viaggi nella mente umana disturbata della storia del cinema.

norah  @  11/12/2007 12.08.24
   8 / 10
Repulsion brilla come un magnifico diamante nero all'interno della" trilogia degli appartamenti"del grande cineasta polacco.
Si tratta di un thriller opprimentissimo e ossessivo,caratterizzato da scelte registiche mozzafiato;purtroppo l'eccessiva lentezza gli impedisce di eguagliare il successivo capolavoro Rosemary's Baby.
Protagonista assoluto di questo splendido film, a parte un'acerba Catherine Deneuve(per quanto mi riguarda ancora leggermente monoespresiva) é il suono:in primis il trillo glaciale del telefono,da brividi.
Da notare la cartolina che raffigura la torre di Pisa, dall'evidente struttura fallica che rimanda perfettamente all'ossessione della bella protagonista.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

3 risposte al commento
Ultima risposta 01/03/2010 02.56.01
Visualizza / Rispondi al commento
solitecose  @  13/09/2007 11.22.44
   9 / 10
film fichissimo!

se volete leggere la mia recenza, e anche quelle musicali di un mio amico, cliccate su http://www.solitecose.com/blo/

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/09/2007 23.44.03
   6½ / 10
a me ha dato un po fastidio la lentezza con cui procede la storia!ritmo lentissimo(il regista sembra essere di origine russa)per tutto il film...
abbastanza inquietante ma non originale...

2 risposte al commento
Ultima risposta 16/03/2009 23.40.54
Visualizza / Rispondi al commento
Sanjuro  @  01/08/2007 23.26.47
   9 / 10
FIlm che mantiene la sua alma jazz, fratturato, morfinizzato, gatto con gomitolo e poi tigre smembra ossa. Negli atti violenti ha qualcosa del tonfo sordo, primitivo, ficcadenti. Una grossa caverna a forma di cervello nella quale entrare con una fiaccola difettosa, avara di vampate amaranto che illuminano a giorno le incrinature schizofreniche della Deneuve. Capolavoro noir per batteristi jazz. Se non avete qualcosa del Sun Ra più sghembo risulta lento e incomprensibile, in realtà è hardcore punk suonato dentro l' aereo noise dei Melt Banana.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  29/05/2007 22.46.48
   8 / 10
"Repulsion", secondo viaggio (a qualcuno non sfuggirà l'horror virtuale che si annida nei protagonisti del suo splendido esordio, "il coltello nell'acqua") nelle ossessioni di Polansky, ha il solo difetto di reggere interamente sulla performance della Deneuve, forse ancora acerba e non del tutto a suo agio nel suo fragile e inquietante personaggio.
Ma il film resta una grande esperienza di cinema sensoriale, che regge anche a distanza di decenni (da antologia la scena delle mani che emergono dalle pareti) e che sa raccontare il tunnel della protagonista, o meglio la rapida involuzione depressiva/omicida, come pochi altri. La regia, in fondo, tenta proprio di sfidare il mezzo cinematografico (come nel precedente film del resto) tentando di coinvolgere lo spettatore attraverso una percezione dello status mentale dei personaggi

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  08/12/2006 10.19.51
   6½ / 10
Il difetto principale di questo film sta nella lentezza, che si avverte maggiormente nella prima parte. Pur essendo uno dei primi film di Polanski, l'ho visto tardi, dopo aver ammirato altri suoi capolavori come "Rosemary's baby". Il giudizio è forse una conseguenza di questo: "L'inquilino del terzo piano" tratta la stessa tematica, ha gli stessi ritmi lenti, ma lo fa in modo più convincente (ho messo 7 a quel film infatti). Sicuramente, è stata un'opera importante per le uscite successive di Polanski e quindi una visione la merita.

Phelps  @  04/09/2006 0.13.08
   6 / 10
mi aspettavo di meglio visto i commenti......noioso a tratti

KANE  @  22/08/2006 15.29.35
   8 / 10
claustrofobico!!
Catherine Deneuve fa veramente paura, non per la sua effettiva pericolosità, ma per la reale mancanza di logica e di riferimento verso il mondo "reale"!!
le visioni sono formidabili e rendono benissimo la pazzia e l'alienazione. la regia superiore riesce in uno spazio angusto a fare ciò che pochi sarebbero riusciti a fare. molto bello un polanski difficile da ritrovare negli ultimi film!

Crimson  @  09/12/2005 15.34.17
   8½ / 10
L'aspetto più agghiacciante del film è il totale stato di abbandono in cui versa Carole, dovuto all'incapacità di rendersi conto del suo stato psichico. La colpa è di tutti, in primis della sorella. Tra le righe è un film che mostra il problema serio del riconoscimento dei segnali di squilibrio psichico, in particolare nella fase prodromica che precede la crisi, e la questione relativa al carico assistenziale.
Ho accennato alla sorella, ma l'incapacità di capire Carole è descritta tramite tutti i personaggi: il corteggiatore (arriva a comunicarle "voglio vivere tutta la vita con te"), il padrone di casa (che tenta vergognosamente di abusare di lei), di tutte le colleghe al centro di manicure.
A pagare le conseguenze della sessuofobia di Carole non è colui che involontariamente gioca un ruolo chiave: l'amante della sorella. Dal film si evince una sua responsabilità (non è possibile capire fino a che punto determinante), in quanto penetra in uno spazio che Carole considera suo. Per la persona schizofrenica l'intrusione di qualcuno o qualcosa nella piccola sfera di protezione e calore che si è creata corrisponde ad un duro colpo da incassare.
Efficaci e di grande impatto le scene relative alle allucinazioni somatiche (dovute alla sessuofobia) e visive (le crepe nelle pareti potrebbero significare la deformazione della realtà circostante; bellissima la scena della parete fatta di plastilina, che diventa malleabile a contatto con le mani di Carole).
Francamente, per quanto plausibile, l'escalation omicida costituisce una forte estremizzazione della vicenda.
E' importante ricordare che in realtà solo 4-5 casi di omicidio su 100 avvengono per mano di una persona che soffre di disturbi psichici.

benzo24  @  19/06/2005 20.12.37
   10 / 10
Chi ha visto questo film potrà capire la mia delusione per tutti gli altri film che hanno trattato questo tema (la schizofrenia). Insuperabile.

2 risposte al commento
Ultima risposta 16/03/2009 11.57.20
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  15/04/2005 20.40.09
   8 / 10
Secondo lungometraggio di Poalnski, e pellicola in un certo qualsenso che anticipa i tempi sia per quanto riguarda le tematiche, che l'uso della tecnica. Infatti la grande scelta del regista sta nell'avere scoperto come direttore della fotografia il grande Gilbert Taylor, il quale stravolge l'uso delle luce e s'inventa letteralmente le posizioni della mdp. Proprio per questo motivo sembra una pellicola girata ieri con il b/n.
Il tema, tanto caro a Polanski, quello cioè della dissociazione psichica, verrà approfondita successivamente con Rosemary's baby nastro azzurro a New York e, invertendo il sesso del personaggio principale, con L'inquilino del terzo piano.

Invia una mail all'autore del commento mau2metri  @  03/02/2005 3.02.30
   9 / 10
Un film che ti lascia dentro un'angoscia vera e terribilmente affascinante...

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  20/01/2005 14.15.40
   9 / 10
Splendido film di Polanski sulla psicosi, una bravissima Deneuve scivola velocemente nel baratro portando con sè lo spettatore.
Ottimi gli effetti audio, rumori ripetitivi come la goccia che cade, i passi che si avvicinano, una scala ripetuta ossessivamente al pianoforte rendono l'idea, ancor + delle immagini, del tormento interiore della protagonista.

Gruppo STAFF, Moderatore stefano76  @  01/11/2004 14.05.40
   8 / 10
Bellissimo film di Polanski, inquietante e onirico, che ricorda i suoi primissimi esordi nel cortometraggio. Soprendente la Deneuve.

vale80  @  18/10/2004 0.33.25
   10 / 10
Il commento di Rask...che mi precede, toglie qualsiasi valore a qualsiasi ulteriore commento io possa aggiungere.
Davvero un capolavoro!

Raskolnikov  @  14/10/2004 23.06.48
   10 / 10
Il cinema è l'unica arte che può accedere alle percezioni immediate, quelle che precedono tutto e sono il sostegno necessario di qualsiasi elaborazione cosciente. Non c'è quadro, romanzo o musica che sia in grado di ricostruire (e non semplicemente evocare, tramite simboli e retroazioni) il complesso universo della coscienza percettiva.
Quando poi ci sono in gioco due menti così interessanti, quella schizofrenica (della protagonista) e quella psicanalitica (del regista) il risultato è un film imperdibile. Tutta la potenza del cinema imbrigliata da un grande regista, dotato di eccezionale intelligenza emotiva e di ottima capacità riproduttiva.
Polanski non ama la simbologia; non c'è nulla di oscuro o indiretto. C'è solo la cinica, perfetta, fedele ricostruzione di uno stato mentale, di una notevole manifestazione autodistruttiva dell'oggetto più complesso dell'universo. E basta.


6 risposte al commento
Ultima risposta 13/09/2007 16.53.57
Visualizza / Rispondi al commento
  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


742467 commenti su 24836 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale TAKASHI MIIKESpeciale TAKASHI MIIKE
A cura di Tommaso Ghirlanda



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net