l'uomo che non c'era regia di Joel Coen, Ethan Coen USA 2001
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l'uomo che non c'era (2001)

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locandina del film L'UOMO CHE NON C'ERA

Titolo Originale: THE MAN WHO WASN'T THERE

RegiaJoel Coen, Ethan Coen

InterpretiBilly Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Michael Badalucco, Jon Polito, Tony Shalhoub, Katherine Borowitz, Scarlett Johansson

Durata: h 1.56
NazionalitàUSA 2001
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2001

•  Altri film di Joel Coen
•  Altri film di Ethan Coen

Trama del film L'uomo che non c'era

Nell'estate del 1949 in una piccola città della California del Nord, Ed Crane, un barbiere assai scontento della propria vita, spera di poterla cambiare quando, scoperto il tradimento della moglie, decide di ricattare l'amante. Nonostante la sua mancanza di scrupoli, però, le cose andranno in maniera diversa perchè l'amante di sua moglie viene trovato ucciso.

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Voto Visitatori:   8,41 / 10 (153 voti)8,41Grafico
Miglior Film Straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior Film Straniero
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Voti e commenti su L'uomo che non c'era, 153 opinioni inserite

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Crazymo  @  04/02/2012 17.11.34
   9 / 10
Bellissimo film dei fratelli Coen, ottima l'idea del bianco e nero. A tratti grottesco, scorre liscio come l'olio per due ore, senza mai annoiare. Veramente un gran film!.

adrart  @  17/01/2012 11.58.19
   8½ / 10
Che film... imperdibile.

outsider  @  06/01/2012 12.59.39
   9 / 10
bellissimo film che vidi subito al cinema appena uscì. ne rimasi molto, molto contento e lo rividi al primo passaggio tv. vedendolo riproposto, mi accorgo di non averlo commentato. ahi. non poteva mancare il mio plauso a questo ottimo prodotto dei " nemmeno tanto ermetici, poi" fratelli Coen.
L'attore, le atmosphere, le trovate, i simboli e tutto sono stupendamente costruiti. Poi, ovviamente, a farla da padrone è il lato psicologico, sin da subito...beh...avevate dubbi?
promosso dal BaFFo.

jekillisfree  @  23/11/2011 17.17.34
   9½ / 10
Film eccezionale, un capolavoro dei Coen..un bel Noir in bianco e nero con molte riprese in controluce e fumo di sigaretta sempre presente. Billy Bob Thornton eccellente nella sua interpretazione, con la sua "non espressività" quasi Eastwoodiana, cioè essenziale e perfetta. Da vedere assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  05/11/2011 16.10.41
   9 / 10
Sia pur considerandoli come dei registi innovativi non ho sempre amato i fratelli Coen, ma questo film mi ha fatto ricredere. Regia e fotografia sono veramente eccezionali, la storia narrata con uno stile che definire unico è riduttivo. Un noir fantastico caratterizzato da un bianco e nero che esalta magnificamente la vicenda e le interpretazioni. La voce fuori campo è una perla in più.

Marga80  @  28/10/2011 14.09.28
   5 / 10
Dopo aver dato uno sguardo veloce ai voti precedenti, credo che il mio cozzerà moltissimo con la lunga sfilza di 8 e 9 già scorti.
Io sono sempre dell'avviso che, anche se un film è diretto da un maestro, talvolta, anche un maestro, in quanto uomo, possa compiere un passo falso.

Andiamo ai pregi: trovo originale la scelta di girare il film in bianco e nero perchè permette meglio di tracciare il ritratto d'un'epoca assia diversa e lontana dalla nostra.
Ho anche molto apprezzato la scelta del protagonista, tagliatissimo per il ruolo ma anche perche ha un volot, una fisionomia e delle espressioni tipicamente fine anni '40.

Andiamo ai difetti: globalmente il film è eccessivamente lento.Sarà perchè costruito su un protagonista taciturno e pacato, chissà! Il film è lento, pare tirato per le lunghe, quindi, forzato, e, nel suo complesso, risulta noioso.
Non convince.

gemellino86  @  27/10/2011 22.29.10
   8½ / 10
Un grande film di forte impatto visivo. Dialoghi memorabili e attori bravissimi. Lo considero uno dei migliori prodotti dei Coen. Alcune scene rimangono impresse.

PignaSystem  @  22/09/2011 18.33.17
   8 / 10
I Coen omaggiano i classici film noir rispettando l'estetica e la struttura narrativa del genere. La voce fuori dal campo, il magnifico bianco e nero della fotografia, i personaggi ambigui le cui azioni vengono segnate da un'inesorabile fatalità, sono tutti elementi tipici del noir. Ma il tocco personale dei geniali fratelli è evidente e percepibile nelle atmosfere che virano verso l'assurdo e in un sottile umorismo "nero".

Invia una mail all'autore del commento eddiguff  @  15/08/2011 17.45.45
   6½ / 10
Un uomo tenta di accendere la sua piatta vita e provoca, quasi involontariamente, situazioni imprevedibili e tragiche. Lo spunto è buono, la fotografia anche, però: la lentezza esasperante del protagonista è innaturale / la voce fuori campo è troppo presente e ti "allontana" dall'azione / il bianco e nero non era necessario.

david briar  @  14/08/2011 23.05.13
   9 / 10
I Coen con questo lavoro si dedicano al noir, riuscendo a creare un impianto narrativo solido, preciso e allo stesso tempo del tutto imprevedibile.
"L'uomo che non c'era" è un film lento che però non annoia, ma trascina lo spettatore a seguire il protagonista, un immenso Billy Bob Thornton, che giustamente non ha espressioni.
Il B/N dona alla pellicola un'eleganza che i colori non avrebbero saputo dare, e ci pensano i Coen a creare scene memorabili con la loro regia splendida e originale. Stupenda la fotografia e funzionale il montaggio.
Il cast è ottimo, con due star televisive come James Gandolfini e Tony Shaloub a loro agio in ruoli disegnati apposta per loro, Scarlett Johansson giovanissima e già brava a donare ambiguità al suo personaggio, mentre Frances McDormand è sicuramente un'attrice affascinante, ma continua a non convincermi, qua è carente soprattutto nelle scene in prigione dove è troppo fuori luogo nelle espressioni.
La colonna sonora è forse la cosa migliore della pellicola, adatta a comunicare la tristezza che il protagonista non riesce a comunicare con le parole.

"The man who wasn't there" parla di una società tragica nella sua assurdità, del fatalismo di una giustizia casuale, e di un uomo che non riesce a trovare il suo posto nel mondo, e appare invisibile agli occhi della gente:nessuno si accorge di lui, persino i parenti della moglie ne dimenticano il nome.
Nell'epilogo i Coen riescono per la prima volta ad emozionarmi, e fanno riflettere, mentre il protagonista pensa a tutte quelle cose

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I fratelli Coen hanno uno stile inedito che può non piacere, e a me non piaceva prima di vedere questo film:adesso per la prima volta hanno rispecchiato le mie aspettative, e posso dire che mi piacciono.
"L'uomo che non c'era" è un capolavoro, il migliore che ho visto dei Coen finora. Spero che scavando nella filmografia ne troverò ancora migliori.
Da vedere e rivedere.

maurimiao68  @  16/07/2011 0.39.36
   7 / 10
A mio modesto avviso tra la filmografia dei coen nn è certo da podio comunque fa sempre il suo effetto,ottima la storia e la scelta del bianco e nero un pò meno sulla narrazione troppo lenta per i miei gusti!
Ma quante siga s'è fumato thomton? :-)

MidnightMikko  @  04/06/2011 11.37.12
   8½ / 10
Ogni film dei Coen non è uno spettacolo di intrattenimento, ma semplicemente una vera e proprio esperienza da vivere assolutamente. Idem questo noir atipico (un barbiere che si ritrova invischiato in una vicenda paradossale quanto simpatica quanto tragica, insomma, una vicenda alla Coen!) diretto magistralmente e interpretato in maniera altrettanto formidabile. Ed Crane è l'inettitudine posta in questo inesorabile processo che egli stesso innesca.
Regia perfetta, sceneggiatura brillante, attori favolosi. L'unico difetto è che forse il film tende ad essere un pò lento, ma rimane comunque ottimo, da vedere.

Oskarsson88  @  01/06/2011 15.16.16
   8 / 10
Il film così come il protagonista scorrono con una certa lentezza ma senza mai annoiare; rappresentazione di un uomo che si fa scorrere la vita addosso senza reagire e senza indispettersi da niente, un uomo completamente disincantato ma che non è superficiale, solo che non viene compreso nel suo silenzio... bel film dei Coen!!

Pierpacco  @  25/05/2011 18.20.56
   9½ / 10
Chiaro e delicato omaggio ad un cinema di altri tempi, di cui ho una scarsa conoscenza, ma che spesso mi è stato descritto come la perfezione nel cinema. "L'uomo che non c'era" è la storia del declino di un uomo che cerca di avere un posto in una società che non è sua, in un mondo dove tutti hanno avuto la propria "sedia", regno di personaggi strani, ma che riescono perfettamente nel loro ruolo. Le figure presentate sono caricature della realtà, molto riuscito il personaggio dell'avvocato, che non vuole presentare al giudice la realtà dei fatti, ma solo ciò che può convincerlo a salvare i suoi protetti. Ed è un uomo inetto alla vita, cerca di sfuggire ad una realtà che rema contro di lui. Non può uscirne, deve rassegnarsi alla morte. Qui vi è un chiaro collegamento con l'altro capolavoro del regista a due teste: Non è un paese per vecchi. L'uomo si deve rassegnare al suo destino, è inutile la ricerca di una vita migliore, è inutile. Ma Ed è destinato comunque ad avere un ruolo nella società, nel finale della sua storia, ma non è il posto che egli avrebbe voluto. Un posto che lo porterà, forse, in luogo dove potrà dire tutte quelle cose, che qui non hanno parole. Una desolante consolazione per il protagonista di questo amaro film. Perfezione dei dialoghi. Fotografia sublime, arricchita da un b/n, caratteristica fondamentale della pellicola. In tutto ciò, un gran ruolo, a mio avviso, lo svolge la sigaretta che avvolge il tutto in una nube di fumo. Da guardare a luci spente e con un buon bicchierino di whisky, per gustarselo a pieno. Capolavoro.

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Ultima risposta 25/05/2011 21.30.59
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  10/05/2011 22.04.28
   9½ / 10
Oggi la scelta anacronistica del bianco e nero, nella fotografia come nel cinema, deve avere il suo perché. Il genere noir predilige, in qualche caso necessita, questo carattere formale. Se non bastasse, è evidente il desiderio di omaggiare un certo cinema (quello di Wilder, ma anche di Hitchcock), di valicarlo anche, ove possibile. Magari marcando l'invadenza che ha il fato sull'intelaiatura degli eventi (un po' come nel "Match Point" di Allen). O facendo leva, con acutezza notevole, sulle reazioni umane più curiose, come il trasferire sugli altri (la giovane pianista) lo scopo della propria esistenza. Perfettamente delineato il protagonista, amante del silenzio ma paradossalmente in cerca di clamore. Desidera sfuggire all'anonimato e vi riesce dopotutto, seppur in circostanze non sperate. In vita anch'egli è stato "l'uomo che non c'era", questa è forse la sua tragedia.
Magnifico, visivamente inebriante.

kako  @  22/04/2011 14.37.09
   8½ / 10
La parabola discendente dell'uomo comune, che vuole emanciparsi dalla sua condizione di noia quotidiana e diventare qualcuno ma finisce irrimediabilmente nel baratro. Un film lento, ma la cui lentezza è perfettamente funzionale a quanto viene descritto, azzeccato anche il bianco e nero

incubodimorte  @  15/04/2011 22.15.08
   9 / 10
I Coen spesso fanno film, sì ben fatti, ma che non sono nei miei gusti, questo per me è quasi un capolavoro.

ValeGo  @  14/03/2011 15.48.41
   5½ / 10
Una noia colossale!

Eratostene  @  04/03/2011 11.06.02
   7½ / 10
Non è il film dei Coen che mi è piaciuto di più, troppo lento e freddo per i miei gusti, forse non l'ho compreso appieno. Comunque sia è innegabile che i significati reconditi sono molteplici e che trama e regia siano straordinari. Billy Bob se la cava davvero bene nel suo ruolo.

alan  @  04/03/2011 0.49.35
   10 / 10
Stupefacente parabola discendente dell'uomo qualunque(un eccezionale Thornton) inserita in un contesto cinematografico e sociale che ne valorizza anche i minimi particolari.
I Coen hanno una marcia in più, e si sapeva, ma credere che un tale capolavoro sia semisconosciuto nonostante la popolarità dei suoi abili creatori mi riesce oggettivamente incredibile.
Da vedere, e non venite a dire che è un film lento, una trama così ben congegnata se la sogna almeno la metà dei registi del mondo.

vehuel  @  27/02/2011 11.48.11
   9 / 10
Questo dei fratelli Coen è un noir bellissimo, lineare e con un chiaro disegno a incastri. Grande l'interpretazione di Thornton in una magica atmosfera bianco nero.
E poi c'è una scena da antologia, quando la moglie della vittima lo va a trovare, memorabile.
I Coen sono grandissimi!!!!

Lory_noir  @  13/01/2011 0.01.46
   7½ / 10
Un film molto cupo, con un attore protagonista che rende perfettamente l'animo del film stesso. L'ho apprezzato, anche se il ritmo è lento gli spunti sono molto buoni.

Larry Filmaiolo  @  05/01/2011 14.28.42
   7½ / 10
bel film...forse un po' pessimista, ma il bianco e nero rende il tutto una gioia per gli occhi. inutile dire che il sempre eccellente Thornton è spaventosamente bravo

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7219415  @  05/12/2010 12.40.51
   6½ / 10
dai voti mi aspettavo davvero di meglio...

Drugo.91  @  07/11/2010 14.10.36
   8½ / 10
ottimo film dei Coen, che seppur in una storia più seria del solito non rinunciano al loro classico cinismo e realizzano uno dei loro film migliori
BB Thornton incredibile

Sestri Potente  @  16/09/2010 22.08.01
   7½ / 10
Ottimo film drammatico, con una prima parte molto intrigante e scorrevole, e una seconda più lenta e riflessiva.
Molti sostengono che sia il capolavoro dei Coen, per me è "solamente" un buon film, anche perché l'ironia tipica dei due registi si nota solo a sprazzi, e la narrazione viene più volte interrotta dai pensieri del protagonista.
Come tutta la filmografia dei Coen, anche "L'uomo che non c'era" è un film molto particolare, sicuramente curioso e mai banale.
In ogni caso, si tratta di un bellissimo tributo ai noir anni '40.

Febrisio  @  12/09/2010 11.23.29
   7 / 10
I Cohen amano il cinema, ed eccone un'altra prova. Tra giochi geometrici di luci e ombre, vien ricreata una bella fotografia. Forse il gioco non sta solo nella fotografia, ma in tutto il film. Imbastito di tante belle parole, a volte inutili, ma beh...ben rimunerate, personaggi ben delineati, forse anche all'eccesso, citazioni, equivoci, e una trama che s'intreccia, tra fato e conseguenze, prendendosi gioco non solo del protagonista, ma di una società costruita non sui fatti, ma su apparenza e parole... proprio quelle che mancano al barbiere. Una prova, un grande gioco, di buon cinema.

guidox  @  09/09/2010 21.06.07
   8½ / 10
forse il migliore dei fratelli Coen, sicuramente il più particolare.
superbo noir che raggiunge livelli altissimi.

ColdWar87  @  06/09/2010 1.39.56
   8½ / 10
Un eccezionale Noir e forse il miglior film mai realizzato dai Coen...
Billy Bob Thornton da oscar e doppiaggio davvero convincente.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  18/08/2010 15.30.40
   9½ / 10
La parabola dell'uomo inetto inserita nel quadro del noir anni '40.
Se la stanca voce narrante, la limpidissima fotografia in b/n e la storia possono apparire, nel complesso, un artificioso omaggio fine a sè stesso ad un certo cinema, rivolto quindi solo ai cultori, arriva subito, a smentire, l'estremo realismo dei personaggi, che li colloca, oltre che nel loro tempo, anche nel nostro, rendendoli perfettamente vivi, credibili e moderni.
In questo film si potrebbe condurre uno studio sull'espressività di Billy Bob Thornton minuto per minuto: ogni espressione, ogni minima incrinatura facciale rimanda a un particolare turbamento psicologico e si crea quindi una corrispondenza precisa tra il ritratto dell'uomo, delineato attraverso le sue stesse parole e i suoi comportamenti, e il suo aspetto, il suo volto che, per intero, diviene specchio dell'anima e somatizza gli umori interiori.
D'altra parte, personaggi come l'avvocato Riedenschneider, i poliziotti o la famiglia italiana sono caricature esasperate degli stereotipi fissati dall'immaginario collettivo, figure grottesche che appaiono come tante macchiette agli occhi di Ed Crane. Tutti, tranne lui, hanno trovato un posto nella società, hanno adattato il proprio io, lo hanno abbassato alle esigenze richieste. Ed rimane un personaggio complesso e confuso, immenso dentro ma che non riesce ad esprimersi fuori, tant'è che quando la sua persona prova ad emergere subito viene repressa.
Per un uomo incerto, fuori dal tempo, dalla comunità e dagli affetti come lui accettare una sfida come quella propostagli da Tolliver può essere un riscatto e un nuovo inizio; ma anche, più verosimilmente, la fine di tutto.
In questo, il film trova punti di contatto con il nostrano Le conseguenze dell'amore.
Gli eventi sempre più disastrosi che si succedono scivolano letteralmente addosso a Ed; e mentre si assiste alla più totale inefficienza delle istituzioni, la catena trova il modo di chiudersi in un modo del tutto inaccettabile: Ed si ritrova, non sa neanche lui come, condannato alla sedia elettrica.
Accetta di raccontare tutta la sua storia, per nessun preciso motivo perchè in fondo tutto ciò che ha fatto nella sua vita non ne aveva nessuno, la rivede davanti: ogni cosa gli è sfuggita di mano, è stato costretto al ricatto, all'omicidio, pur di uscire dalla quotidianeità, ha dato tutto per cercare di salvare una moglie che non amava, raccontando persino la verità - troppo inverosimile per essere creduta - l'ha vista morire, ma niente di questo lo ha scosso. Ed è un uomo di passaggio qui.
Ora gli aspetta la morte, ma lui si avvia sereno alla sedia e sereno rimane quando fanno partire la scarica: del resto, non è che un modo come un altro per sfuggire alla monotonia della vita.

Capolavoro.

Federico  @  07/08/2010 18.56.36
   7 / 10
il film merita e ha sicuramente diversi pregi ma, IMHO, non basta l'azzeccata scelta del bianco e nero come l'ottima prova di Billy Bob Thorton per far gridare al capolavoro... la modalità del racconto (in prima persona da parte dello stesso protagonista) fa rendere il tutto molto statico per cui alla fine resta l'impressione di aver visto un film molto buono ma senza il desiderio di rivederlo..

Zanibo  @  15/03/2010 11.28.20
   9½ / 10
Nel caso dei fratelli Coen l'unione fa sicuramente la forza: lo hanno scritto, diretto e prodotto!

I personaggi, a cominciare dal protagonista, sono caraterizzati in maniera superba e la storia scorre come un ingranaggio lento ma inesorabile e (ma qua va a gusti) con un fascino che ho trovato in pochissimi altri film.

Un film di grande fascino, che a tratti potrebbe risultare un po' troppo lento/noioso.

edmond90  @  17/02/2010 15.08.37
   9½ / 10
Sembra davvero,come in molti hanno detto,di rivivere l'epoca d'oro del noir anni '40,tanto è realizzato bene questo film.Perfetto nelle atmosfere malinconiche e senza speranza,ineccepibile dal punto di vista tecnico e con un Thorton veramente strabiliante.

RobertDen  @  12/02/2010 12.28.01
   8 / 10
La figura malinconica e depressa del protagonista è sempre presente per tutta la durata del film e magistralmente interpretata da Billy Bob Thornton (geniale protagonista di Babbo bastardo).

Niente da dire sul titolo, rende davvero l'immagine della sua personalità

Molto azzeccata la scelta del bianco e nero.

Finora il miglior film dei fratelli Coen che io abbia visto. Da vedere!

Tom24  @  30/01/2010 15.14.20
   8 / 10
Assieme a "A serious Man" il capolavoro dei Coen. Ispirato e inquietante.

gandyovo  @  19/01/2010 15.59.17
   9 / 10
"Vuoi entrare un momento, Ann?" ...inizio da questa battuta, ripetuta un paio di volte, a commentare questo film gioiello che mi ha incantato e rapito.
Un noir eccezionale, in stile cohen, cupo, malinconico, con i personaggi notevolemente caratterizzati, colonna sonora ad hoc. Il protagonista è perfetto, come le sue sigarette e il tocco di surreale che affiora qua e la è la ciliegina sulla torta. indimenticabile.

cippilippo  @  13/01/2010 0.45.11
   4 / 10
Aiuto!!!
Che fatica che ho fatto per finire di vedere questo film!
E' il quarto che vedo dei cohen dopo fargo, il grande lebowski e non è un paese per vecchi.....e premetto che non mi piacciono molto i loro film...
E questo mi è piaciuto molto meno degli altri!!!
Mi è piaciuta solo la scelta (azzeccatissima) del bianco e nero, ci sono alcune immagini veramente belle!
Ma questo film è di una lentezza da record del mondo!...non fà per me!..bocciato!

tonysea7  @  12/01/2010 16.18.08
   9 / 10
Grandissimo film , nessuna pecca , da vedere assolutamente. Il bianco e nero scelta perfetta , bellissimo il finale e il significato che da' al film la voce narrante.

tylerdurden80  @  14/12/2009 14.35.22
   8 / 10
incredibile,ho trovato un film dei Coen che mi piace...
dopo "non è un paese per vecchi" e "burn after reading" ero ormai convinto che il loro stile non si adattasse per niente ai miei gusti invece mi sono trovato di fronte ad un gran film(non mi stupisco che sia quello meno votato e quindi meno conosciuto...)
un noir bellissimo,stilisticamente perfetto,arricchito da una bellissima fotografia,un'ottima colonna sonora e un interpretazione di Thornton veramente grande,calato perfettamente nella parte.azzeccatissima anche la scelta del bianco e nero e della voce fuori campo.
tutto,dal primo all'ultimo dettaglio,è in perfetta armonia con la bellissima storia di quest'uomo che non c'è

edo88  @  10/12/2009 0.22.13
   9 / 10
Il miglior film dei Coen, L'uomo che non c'era (bellissimo titolo) è un noir perfetto, forse un po' troppo emotivamente distante (come dopotutto tutta loro filmografia - ma è un marchio di fabbrica dei fratelli e lo si accetta ben volentieri visti i risultati), ma indubbiamente di grande stile (e tecnicamente perfetto, sembra un film d'epoca, non del XXI secolo!).
Thornton è poi l'attore ideale per i Coen e dà una grande interpretazione, cinica e fredda proprio come la regia.
Da non perdere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/12/2009 00.25.29
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axel90  @  07/12/2009 19.48.21
   8½ / 10
Mai titolo fu usato meglio per un film: "The man who wasn't there", L'uomo che non c'era. Ed Crane, come si definisce lui il barbiere, è un uomo silenzioso, cupo e che lascia scorrere la sua vita monotona, piatta e senza nessun sussulto. Addirittura lascia passare anche la relazione che sua moglie a con un altro uomo.
Fino a quando gli capita la sua occasione e nel suo negozio entra un uomo...
Come già mi hanno mostrato i Coen con il Grande Lebowski, basta un niente per scatenare una grande avventura e così anche qui. Billy Bob Thorton crea un personaggio ermetico, sempre cupo e che non accenna nemmeno ad un sorriso per tutto il film, lasciandosi come sopprimere dalla sua vita. Lui è "l'uomo che non c'è" perchè in definitiva lui è come se non esistesse: intorno a lui tutti provano, fanno, si arrabbiano, gioiscono, mentono... lui non fa niente, nonostante anche la sua vita vada in frantumi.
I Coen sanno come fare cinema e lo dimostrano in questa magnifica pellicola: grande regia avvolorata dal bianco e nero, grandi i personaggi e perfettamente caratterizzati... Ancora complimenti per il finale che non lascia speranza.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  22/10/2009 23.09.47
   8 / 10
I Cohen non mi piacciono particolarmente e anzi alcuni loro film,per quanto buoni,mi hanno deluso come Fargo, Fratello dove sei,Prima ti sposo poi ti rovino fino al recente Burn after reading. Al contrario altre pellicole mi hanno esaltato come Il grande Lebowski e quel capolavoro inaspettato di Burton Fink. Questa pellicola si colloca accanto a queste due (anche e al di sotto di Burton Fink) come bellezza e originalità.
Il bianco e nero fa calare in un'atmosfera da noir anni '50 e Thornton come al solito non fa una piega,per tutto il film mantiene sempre un espressione pensierosa e vacua,quasi dolorosa. Non sorride mai,mai,nemmeno una volta,nemmeno un accenno di sorriso. Questo per me è segno che è un attore straordinario capace di immediesimarsi benissimo in questo ruolo cosi particolare.
La sceneggiatura,come sempre con i Cohen,è complicata e anche abbastanza difficile da seguire ma questa volta i tanti argomenti vengono trattati in maniera da non risultare confusi come in molti dei loro film precedenti.
I personaggi sono tratteggiati benissimo,specialmente il protagonista (merito anche e soprattutto dell'attore) e l'avvocato.
Molto belli e curiosi,inoltre,i vari riferimenti agli alieni e agli ufo che in un film del genere potrebbero stonare incredibilmente ma non risulta essere cosi. Infine,bella anche la colonna sonora con pezzi classici in risalto.
Il mio voto oscillava sul sette e mezzo ma lo splendido finale mi fa alzare il voto a otto,meritatissimo.
L'uomo che non c'era vale tutte le critiche positive che ha ricevuto.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  15/10/2009 16.05.46
   9 / 10
Molto particolare, evanescente come da titolo.
Il dipinto di un uomo alle prese con l'esserci heideggeriano, oscurato da una vita mediocre, priva di colore come il fumo della sua sigaretta. E nel tentativo di affermarsi, di imporre l'azione nell'implacabile flusso stagnante degli eventi si scontrerà contro l'inerzia del sistema che lotta contro questo tentativo di homo faber. Distruggendo il tentativo di ribellione, stroncando questa " metamorfosi" al rovescio.

bulldog  @  15/10/2009 15.42.52
   9 / 10
Superiore all'ottimo Fargo.
Assieme a Barton Fink probabilmente il capolavoro dei Coen.
Tutte le caratteristiche di Joel ed Ethan vengono qui mescolate ad un noir dall' insana inefficacia kafkiana,il risultato è esaltante.
Un bianco e nero avvolgente ci trascina in un viaggio cupo e pessimista.
Niente a che vedere col mediocre Non è Un Paese Per Vecchi.

TheLegend  @  20/09/2009 20.00.16
   8 / 10
Una piacevole sorpresa questo film,ti trasporta in un'altra realtà.
L'uso del bianco e nero è stupendo.

Manu90  @  02/09/2009 14.54.52
   8 / 10
Profondo, struggente, emozionante. Nota di merito a Billy Bob Thornton, semplicemente straordinario. Un film dal fascino sopraffino. Per ora il miglior film dei Coen che abbia visto.

Invia una mail all'autore del commento RadicalGrinder  @  18/07/2009 17.41.28
   9 / 10
La vita mi ha servito delle mani perdenti, o magari non le ho sapute giocare, chissà... Ora volevo parlare, ma non avevo nessuno accanto a me: ero un fantasma, non vedevo nessuno, e nessuno vedeva me. Ero il barbiere...

obywan  @  18/07/2009 16.54.30
   9½ / 10
Quando dicono che il cinema è arte mi vengono in mente tanti capolavori tra i quali senza dubbio annovero questo, mi emoziona la perfezione e la perizia con cui è stato creato. Chi ama il cinema non può non vedere questo piccolo gioiello, l'apice ancora ineguagliato dei coen.

-Platypus-  @  06/05/2009 16.30.28
   9½ / 10
ed crane è un barbiere cupo, solitario e tabagista.
il film narra un periodo della sua vita, il periodo nel quale sente di avere l'opportunità per calarsi in una nuova realtà.
il film scorre su una sceneggiatura stupenda, accompagnata da una fotografia dello stesso spessore, dalla prestazione (sicuramente la sua migliore) di un billy bob thornton capace di calarsi alla perfezione nei panni di un personaggio che sembra fatto apposta per lui e da musiche perfette in ogni momento.
un omaggio al genere noir, nel quale i coen, anzichè limitarsi ad imitare e a riproporre, creano una loro personale variante con quei tocchi surreali e di humor nero che li contraddistinguono.
la vetta della loro cinematografia.

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  02/05/2009 10.58.37
   9 / 10
Uno dei migliori dei fratelli Coen, straordinario nella sua semplicità. La storia di un barbiere tranquillo stanco della propria vita/routine decide di dare una svolta ricattando l'amante della moglie, Big Dave (come il barista di Gone Baby Gone se vi ricordate, il dialogo nel bar). Questo gesto però lo porterà a farne grandi spese in futuro nella speranza di migliorare la propria esistenza.
Un film quasi perfetto, scelta stilistica dei Coen, il bianco e nero fondamentale, la musica classica che accompagna le riflessioni del protagonista, l'interpretazione di Billy Bob Thornton + la sigaretta ed il fumo intorno = Ed Crane, un personaggio caratterizzato al meglio ... da oscar, un cast riuscito, sceneggiatura apparentemente senza difetti o andare fuori argomento, tutto collegato per bene. Ho ammirato i momenti di silenzio e le pause nel film, quando fuma, guarda, guida, pensa - eccezionale.
Non mi sento di dare 10 e penso che un 9 solido ci sta perfettamente per un film che non si stanca mai di rivederlo.
Consigliato agli amanti del cinema e non.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  08/04/2009 22.46.58
   6½ / 10
Sì dai, può andare. La trama è raccontata abbastanza bene, peccato che i monologhi siano troppo lunghi e noiosi. Per il resto non so bene cosa dire, né mi è piaciuto né mi è dispiaciuto, quindi metto 6, mezzo punto in più per il bel finale.
E comunque non ho capito cosa centrino i dischi volanti.

paride_86  @  16/03/2009 16.00.09
   9 / 10
"L'uomo che non c'era" racconta la storia di un uomo anonimo e insignificante che, seppur involontariamente, riesce a cambiare drasticamente il proprio e l'altrui destino.
Il tema centrale del film, a metà tra un western e un noir, è l'eterogenesi dei fini, ovvero come la vita e gli eventi possano rispondere in maniera inaspettata e insolita agli stimoli delle nostre azioni, come un grande mosaico possa essere condizionato anche dal più piccolo e impalpabile tassello della sua trama, descrizione, quest'ultima, che aderisce perfettamente al personaggio di Ed Crane.
Il tutto è confezionato in un affascinante bianco e nero e arricchito da una regia sobria ma originale, davvero meritevole.
Bavi tutti gli attori.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  04/03/2009 20.14.45
   9 / 10
Quanto di Edgar G. Ulmer c’è in questo lavoro dei fratelli Coen? Probabilmente molto, moltissimo. E non solo nell’espediente narrativo di far raccontare la vicenda allo stesso protagonista, che si trova quindi nel medesimo tempo dentro l’azione, ma anche fuori da essa quale voce fuori campo; non solo nella scelta stilistica del Bianco e Nero –peraltro resi superlativamente; ma anche, e soprattutto, nell’idea, su cui poggia tutta la storia, di mettere in scena il soggetto in tutta la sua impotenza: un soggetto la cui volontà è completamente neutralizzata da un Destino beffardo, che si concreta in un imprevedibile e incontrollabile corso degli eventi, ove ogni scelta dà luogo a conseguenze del tutto divergenti dalle proprie interne prefigurazioni. Così come l’Albert di “Detour” si troverà a perdere la sua identità ed a vivere la vita di un'altra persona, anche Ed Crane giungerà amaramente a prendere coscienza della sua sconfitta: egli si sentirà come un’ombra tra la gente; come un individuo che non è mai stato, perché non gli è stato consentito di determinarsi e determinare la sua esistenza. Ma l’apetto di “The man who wasn’t there” che più lascia sgomenti, e che i Coen mettono in risalto lucidamente, riguarda la possibilità di procurare dolore ad altri senza volerlo. In questo (non)senso Ed Crane si troverà ad essere involontariamente la causa di una sequela di sciagure che, prima ancora di riguardare lui stesso, toccheranno terze persone: sciagure si abbatteranno su queste ultime fino al punto di annientarle.
Il finale in cui si riprende il protagonista della storia, al culmine della sua pseudo-apatia (emblema di una irrimediabile impotenza), subire passivamente l’esecuzione sembra assurgere a paradigma del fallimento del soggetto, che presume di poter indirizzare a sua discrezione il corso della propria vita: dacchè Crane decide di porre in essere azioni dirette a dare una svolta alla propria esistenza, egli non farà che sperimentare l’impossibilità di attuarle nonché le infauste conseguenze che il suo ardire ha sortito. E la sofferenza, che sprigiona il suo atteggiamento esternamente abulico, è più lancinante di qualsiasi dolore espresso con lagrime e grida.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  19/02/2009 21.40.27
   8½ / 10
Davvero un grandissimo film. Non il mio preferito dei Coen, ma ciò non toglie che sia tra i loro film maggiormente riusciti. Grandissimo Thornton

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  24/01/2009 16.26.09
   9 / 10
Che gran film. Viaggio nell'alterazione delgli stati d'animo, uno specchio della realtà messo su pellicola. "L'uomo che non c'era" racconta una storia"vera" reale perchè rispecchia a pieno il comportamento degli umani. Profondo, struggente e drammatico ma anche uno schiaffo al cinema d'oggi che si è un pò perso nei meandri dell'effetto speciale. La storia e ricca di colpi di scena che non sono prevedibili, reso ancor più poetico dal b/n, si piazza di diritto nella mia classifica dei migliori film.

Da non Perdere.

Parsifal  @  19/01/2009 1.10.34
   6 / 10
Non mi ha colpito. Tecnicamente buono e attori bravissimi, fotografia d'epoca ma il soggetto e la sceneggiatura non tengono costantemente attento il pubblico(mia opinione ovviamente)la trama funziona ma e' un po' forzata e la regia non fornisce la suspence quando accadono i colpi di scena (?sicuramente voluto sara'?)
....mi dispiace non trovarmi d'accordo con la maggior parte delle critiche.
Appena Sufficiente.

inferiore  @  11/01/2009 2.55.41
   9½ / 10
''La vita mi ha servito delle mani perdenti, o magari non le ho sapute giocare, chissà ... Ora volevo parlare, ma non avevo nessuno accanto a me: ero un fantasma, non vedevo nessuno, e nessuno vedeva me. Ero il barbiere ...''
Forse dopo ''Fargo'' il capolavoro dei fratelli Coen. Gli elementi per definirlo un classico noir anni '50 ci sono, dal bianco e nero alla voce narrante questo film è stato girato in maniera impeccabile. Una riflessione sul destino e sulle sorprese che esso può nascondere racchiusa in una storia cupa vista sotto gli occhi di un impassibile barbiere interpretato magnificamente da un attore che conosco poco se non nulla. La colonna sonora in tutta la sua malinconia è perfetta, come una sublime fotografia. Altra grande sceneggiatura dei due fratellli che non si smentiscono mai. Bravo tutto il cast.
Capolavoro.
''Non so dove mi porteranno dopo, non so cosa troverò oltre il cielo e la terra, ma non ho paura di partire. Forse le cose che qui non capisco li saranno più chiare, come quando la nebbia si dirada. Forse Doris sarà li e forse li le potrò dire tutte quelle cose che qui non hanno parole.''

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Ultima risposta 11/01/2009 12.29.49
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Redrum83  @  06/01/2009 1.01.24
   10 / 10
Non li ho visti tutti, ma credo di poter dire che "L'uomo che non c'era" è il punto più alto raggiunto dai fratelli Coen, insieme a "Non è un paese per vecchi". Personalmente lo ritengo un capolavoro, sono dell'idea che i due fratelli, nonostante siano abili a passare da un genere all'altro senza batter ciglio, quando si tratta di fare film totalmente - o quasi - cupi diano il meglio di sè; qui sfoderano un noir ammaliante, amarissimo, tinto di un bianco e nero che non si potrebbe adattare meglio di così alla storia che si racconta. Non si può non parlare poi di Billy Bob Thornton, qui autentico catalizzatore della scena con la sua mimica impassibile e l'eterna sigaretta fra le dita... una prova strepitosa, la sua migliore per quanto possa aver visto fino ad oggi. Lo stile del film è sempre quello dei due fratelli, per cui chi li conosce un po' sa a cosa va incontro... per chi ha apprezzato i loro recenti film, "L'uomo che non c'era" è un appuntamento da non perdere assolutamente, il loro apice.

ulisseziu  @  09/12/2008 11.23.05
   9 / 10
WildHorse  @  27/11/2008 3.54.54
   6½ / 10
film ben fatto, belle le inquadrature il bianco e nero eccetera... però la storia non mi ha appassionato tanto. cioè, sì ok mi ha appassionato, ma non tanto... forse il finale, forse certe scene un po' così (noiose), forse che ero depresso e mi è aumentata la depressione per il finale, forse.... forse perché.....

comunque da vedere: six and metz!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  21/11/2008 16.10.25
   10 / 10
Sublime, malinconico, il capolavoro dei Coen che aspettavo. Omaggio e ricapitolazione del noir, come venivano fatti e raccontati nei santi anni '40, con uno struggente monologo interiore, una pellicola qui dai tempi volutamente "morti" per concedere tutto il tempo necessario allo spettatore per pensare ed accentuare la partecipazione al film stesso, una sontuosa fotografia in B/N, sinonimo di coraggio autoriale, se si pensa alla mentalità del pubblico del nuovo millennio. Questo film dei Coen non ha niente da invidiare ai modelli americani a cui si rifà, anzi, la sopraffazione degli eventi sull' uomo e l' incapacità di quest' ultimo nel domarli (anche parlando di lavoro come barbiere, Ed Crane lo fa in termini di "ci sono inciampato dentro.."), trova un altro pari nel solo "Detour" di Ulmer. Un uomo chiuso in una forma di ossessiva introspezione, interrogandosi sull' attendibilità del suo instinto, o parlandosi circa i capelli come parte di noi stessi che tagliamo e buttiamo. Un uomo chiuso, per carattere personale, nella dimensione di una solitudine perfetta, circondato dal vuoto negli interni, schivato, con un montaggio a rilento che lo estranea dalla folla, negli esterni. Se è vero che ad ogni azione c'è una conseguenza...ma cosa non c' è in quell' inquadratura in plongèe del palmo delle mani di Ed Crane, c'è tutto l'implacabile destino del quale l' essere umano, e solo lui, ne è totalmente responsabile. Citazioni a "Lolita" di Kubrick e di scene surrealiste di Vigo e Loughton. Thornton da Oscar, oltre che un perfetto Bogart. Il filo conduttore morale con tutte le altre opere dei fratelli Coen è la domanda, retorica: "Ma che razza di uomo sei, tu!".


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Ultima risposta 05/08/2010 22.14.20
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Crimson  @  19/10/2008 12.49.50
   8 / 10
Il film più malinconico dei Coen, uno dei migliori eppure sensibilmente freddo, di quella freddezza che mi porta a considerarlo con un certo distacco emotivo. Parlando di due film comunque diversi, Barton Fink nella sua tragicomica solitudine e lucida follia esprime molto più calore di Ed Crane, malinconico e disperato protagonista di questo film. Sigaretta in bocca perenne, Billy Bob Thornton regala un ritratto magistrale. Lo stile asciutto e volutamente incolore (nel vero senso della parola: il film è girato in un glaciale bianco e nero) rende giustizia ad una pellicola estremamente cruda e surreale, ma corre spesso il rischio (e di fatto è questo l'unica grande imperfezione che gli imputo) di apparire distante sul piano emotivo. Il film esprime una carica enorme di dignità e rassegnazione allo stesso tempo: il protagonista vede con i propri occhi, lucidamente, lo sgretolamento della propria esistenza. Non è un uomo passivo, al contrario cerca di fare di tutto per controbattere con le proprie forze, sia per se che per gli altri, agli inesorabili colpi del destino o se preferite alle leggi dell'assurdo, ma è una sfida persa. Meravigliosa la scena in cui dopo il suicidio della moglie, la moltitudine di persone per strada gli passa quasi attraverso, come se egli non ci fosse. Una simbologia di inesistenza e solitudine estrema, resa con un taglio perfido ma perspicace. Una parabola discendente di un uomo qualunque, 'dei giorni nostri' come dirà l'avvocato nell'arringa, ma ricca del valore della vita.
Altra piccola nota negativa il personaggio di Birdy: Scarlett Johansson (tutto tranne che convincente nel ruolo) non ha tuttavia le sole colpe circa la non riuscita del personaggio, che sarebbe potuto significare molto di più ai fini del tentativo operato da Ed (ovviamente non riuscito) di realizzare qualcosa di positivo per gli altri.
Eccellente come sempre Frances McDormand.

laconico  @  17/10/2008 18.30.06
   10 / 10
Quanti colori ha il bianco e nero: colori dell'anima, della mente. Il miglior film targato "Coen", un piccolo gioiello di tecnica registica. Una direzione che è arte figurativa, una sceneggiatura che è pura letteratura. Drammatico, amaro, introspettivo, autentico. Imperdibile.

private_joker  @  17/10/2008 17.45.08
   9 / 10
Bellissimo noir dei fratelli Coen, che ricorda, sia per il b/n che per la storia, i film degli anni '40 e '50. Bravissimo Thornton.

topsecret  @  11/10/2008 19.47.38
   7½ / 10
La storia di un uomo incastrato nella sua vita piatta e grigia che cerca di alzare la testa,ma che finisce amaramente nelle braccia di un destino crudele. I fratelli Cohen firmano la regia di questo interessante film drammatico che merita la giusta considerazione.

mrwoolf  @  30/09/2008 16.00.52
   9½ / 10
sono rimasto incantato. davvero una piacevolissima sorpresa. mi chiedo come possa non essere cosi' famoso come merita.
protagonista perfettamente calato nel ruolo e personaggi perfettamente caratterizzati, in una trama sempre interessante. ottima la regia.

dagon  @  26/09/2008 15.40.16
   8 / 10
l'ultimo film davvero originale dei Coen. Grande Thornton e fotografia superlativa di Roger Deakins

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  13/09/2008 19.22.53
   8 / 10
Gran bel noir firmato dai fratelli Coen. Le atmosfere richiamate dallo splendido uso del bianco e nero rendono the man who wasn't here uno dei migliori film dei due registi americani. Bellissima la regia e ad altissimi livelli la sceneggiatura. Ottima la prova di Thornton.

pher  @  03/09/2008 10.56.32
   8 / 10
film dai risvolti inquietanti classico dei fratelli coen, unici nel loro genere.
il bianco e nero e l'uso della macchina da presa con inquadrature assai geniali rende questo film un gran capolavoro degli ultimi tempi. trama reale e surreale allo stesso tempo che racconta in prima persona la vita dell'uomo con la sigaretta piu che l'uomo che non c'era. fantastica intepretazione di b.b. Thornton nei panni di ed crane con uno sguardo continuo alla ricerca di una speranza che forse non arrivera' mai.
forse a tratti un po lento, ma t'incolla allo schermo per tutte le due ore.
DA VEDERE!

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  10/08/2008 16.08.31
   9½ / 10
Grandioso.
L'immobilità del film, che pare quasi una serie di quadri, è scandita dal fumo della sigaretta di Crane e dalla mediocrità crescente dei personaggi.
Il destino sembra quasi scaturire da quanto una persona riesca a moltiplicare la sua grandezza o la sua inettitudine. Il film dei Coen è una parabola e come ogni loro produzione del resto, è una parabola discendente. In un Inferno laico dove si potranno dire "cose che qui sulla terra non hanno parole"- è commovente il finale, ma bisogna valutare l'effettivom concetto di "vivere" dei personaggi coeniani e la loro capacità di farlo coerentemente.
un capolavoro, più abbordabile dell'ultimo capolavoro, ma forse meno affascinante.

Sabata  @  08/08/2008 11.26.59
   7 / 10
Un film che sostiene la sua bontà sulla singolarità del protagonista (nonché sulla ottima interpretazione di B. B. Thornton) e sulla splendida fotografia in B/N. Interessante, si lascia vedere e ci lascia riflettere ma - almeno per quanto mi riguarda - non riesce appieno ad entusiasmare.

chucknorris87  @  17/07/2008 15.53.56
   7½ / 10
Un film davvero superbo...
peccato però per l'eccessiva lentezza e la trama a volte un po' troppo surreale.........
Il protagonista secondo me è eccezionale, mi fa morire!

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Invia una mail all'autore del commento EnglishRain  @  12/06/2008 22.34.21
   7 / 10
Un buon film "d'autore" per Coen. Mi è piaciuto l'uso del bianco e nero e la recitazione, volutamente inespressiva, del protagonista. A tratti molto lento, la trama decente e il messaggio molto "aperto" a varie interpretazioni.

Da vedere, ma non più di una volta.

bil85  @  16/04/2008 17.18.22
   7 / 10
Film amaro, che racconta la vita di un uomo, un uomo come tanti che stanco di vivere una vita normale, pensa di aver trovato il modo di cambiarla......ma purtoppo le cose non vanno come dovrebbero andare.
E' un film abbastanza lento e riflessivo, non mi è dispiaciuto anche se a tratti sinceramente mi ha un pò annoiato.

popoviasproni  @  12/04/2008 19.34.49
   9 / 10
Originali e poetiche memorie di un perdente.

the saint  @  07/04/2008 0.42.25
   4 / 10
I fratelli Coen ci dicono, anzi ci ribadiscono, (perchè il messaggio a mio modo di vedere sembra essere veramente lo stesso di non è un paese per vecchi... )che nulla è come appare e nulla va come dovrebbe andare!!!!!!!!
ho apprezzato il loro ultimo film, che a mio modo di vedere ruota intorno più che altro alla bravura di bardem più che alla bellezza in se per se del film.Qui è lo stesso: vi è un grande attore billy bob thornton; però una storia che non mi è piaciuta affatto.. forse troppo triste, cupa ma anche in certi punti noiosa e lenta nell'essere raccontata (rispetto al loro ultimo film invece dove la storia scorre a meraviglia..) stavolta i coen più che far riflettere lo spettatore lo fanno addormentare in un sonno profondo!!!!!!!!




...e ora sotto con gli insulti.................

9 risposte al commento
Ultima risposta 21/11/2008 16.39.38
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  31/03/2008 20.21.31
   9 / 10
Non si sfugge agli ingranaggi del destino, come i Coen si sono premurati di ricordare anche nel loro ultimo capolavoro "No country for old men"; non fa eccezione il piccolo, mediocre Ed Crane, una vita passata nell'anonimia che sembra invisibile per tutti finchè non crede di aver trovato l'occasione della propria vita, senza riuscire ad emergere nemmeno in quella, nel bene o nel male.
Un film amarissimo, permeato del nichilisto assoluto tipico della geniale coppia Joel - Ethan ed impreziosito da un Billy Bob Thornton ai massimi livelli.
Il bianco e nero attraversato perennemente dal fumo della sigaretta di Ed completa il quadro; un quadro terribile ma proprio per questo affascinante, per il quale non è azzardato urlare al capolavoro.

somberlain  @  24/03/2008 15.51.40
   9 / 10
Ed Crane è l'uomo che non c'era, la cui vita scorre ineluttabilmente trascinata dal grigio destino contro cui appare inutile qualsiasi forma di ribellione o di speranza...

Ed è proprio quando Ed Crane decide di dare tono alla passiva monotonia della propria esistenza, ecco che lo stesso destino beffardo lo punisce scatenando una reazione a catena dagli eventi sempre più tragici.

Film capolavoro dei Coen interpretato da un indimenticabile Thornton.

Max78  @  15/03/2008 16.25.21
   9½ / 10
Stupendo,
non è il classico film strappalacrime, questo è lo stile Coen, cinico,spietato,malinconico,raffinato,ironico,
c'è tanta di quella robba da rifletterci sù per un mese , un anno o tutta la vita.

Billy Bob Thornton un'alieno a tutti gli effetti, quel suo sguardo,la sigaretta sempre accesa ,
non dimenticherò facilmente quell'uomo che non c'era......

giax-tommy  @  13/03/2008 1.21.52
   9 / 10
Penso che i fratelli Coen pensino prima ad un titolo grandioso per il loro film,e poi scrivino la sceneggiatura.
L'uomo che non c'era,è ognuno di noi,e se gli metti una corda al collo,la metti pure a te.
Bhè è davvero azzardata come teoria (più di quella di Fritz o Werner,o come si chiamava),senza dubbio però vale per qualsiasi uomo ambizioso.
Tutto ha inizio con la voglia di avere un ruolo,di lasciare un segno,di esserci.Si passa poi ai fatti,rischiando tanto quanto vale la posta in gioco.Ma non si vince mai perchè nasci nulla e muori nulla.
Ho notato come il film possa sembrare una parabola discendente.Un uomo che perde tutto,moglie,soldi,famiglia,lavoro,e quando perde tutto ritrova comunque ciò che voleva:finalmente ha un ruolo,un motivo affinchè ci sia.Trova uno spiraglio laddove sembra non ce ne siano.Prima della sedia elettrica,il lasciapassare per un mondo dove si potrà dire ciò che sulla terra non si riuscirebbe a dire,si sprigiona tutta la voglia di raccontarsi.Ho raramente visto una tale celebrazione della liberazione che può darti la morte,e tutta la soddisfazione che si può trarre da questa.Tanto pessimismo risulta addirittura divertente,goffo a volte grottesco(come l'avvocato che vuole il suo show,giocando un pò troppo con la morte,proprio come fanno i Coen)

Una girandola di omicidi, come il cerchio di una ruota dopo un incidente,confonde le idee,ma regola le morti,punendo(molto perbenisticamente,e qui davvero si addice quel bianco e nero)un pò qua un pò la,ma quasi indistintamente,togliendo la soddisfazione di una giustizia più che mai divina dalle mani di uomini troppo poco interessati alle faccende ultraumane,e persi troppo in faccende terrene...Ed Crane sembra l'unico che ha una morte meritevole,perchè voluta,sia per la liberazione che ne dedurrà,sia per la firma sul mondo che finalmente sancirà il suo passaggio,affinche sarà L'uomo che c'era e che aveva rischiato per troppo tempo di non esserci
Si nasce nulla....e si rischia di morire nulla

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