l'odio regia di Mathieu Kassovitz Francia 1995
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l'odio (1995)

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locandina del film L'ODIO

Titolo Originale: LA HAINE

RegiaMathieu Kassovitz

InterpretiVincent Cassel, Hubert Koundé, Saïd Taghmaoui, Abdel Ahmed Ghili, Karim Belkhadra

Durata: h 1.36
NazionalitàFrancia 1995
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1995

•  Altri film di Mathieu Kassovitz

Trama del film L'odio

Un ispettore ferisce a morte un giovane di colore e la notizia provoca una violenta rivolta nella periferia di Parigi. Vinz, Hubert e Sai vagabandona per la città alla ricerca di un pretesto qualsiasi per scatenare la loro disperazione, la violenza, l'odio.

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Voto Visitatori:   8,30 / 10 (113 voti)8,30Grafico
Miglior filmMiglior produttoreMiglior montaggio
VINCITORE DI 3 PREMI CÉSAR:
Miglior film, Miglior produttore, Miglior montaggio
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Voti e commenti su L'odio, 113 opinioni inserite

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rain  @  14/03/2012 13:21:42
   8 / 10
Un film dal significato profondo divenuto un cult un po' ovunque ma soprattutto negli ambienti underground tanto che è citato più o meno velatamente in tantissimi brani rap anche italiani. Un cult divenuto tale anche grazie al finale (anche se al contrario di quanto dicono in molti ci si poteva aspettare qualcosa del genere) e alla splendida fotografia in b/n, anche se la cosa del film che preferisco sono i dialoghi davvero belli (alcuni sono molto esileranti).

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hghgg  @  13/02/2012 18:33:50
   9 / 10
Indubbiamente uno dei film più interessanti e crudi degli anni '90, una perla underground da vedere e ammirare più volte. Mathieu Kassovitz (che prometteva tantissimo ma non ha mantenuto niente) dirige questo capolavoro del cinema indipendente, in B/N, ritratto socio-culturale notevolissimo per intenti e realizzazioni; a partire dall'intro, uno dei più riusciti del cinema anni '90, di grandissimo impatto per poi passare a tutto il resto. Sceneggiatura e regia strepitose (si stenta a credere che questo è lo stesso regista di quella porcata di "Gotika"), interpretazioni magistrali di attori semi-sconosciuti (compreso un giovane Vincent Cassel). Un film in cui funziona tutto, tutto è al suo posto e lo spettatore è trascinato insieme ai protagonisti in quell'inarrestabile spirale d'odio e rancore che porterà all'inevitabile finale, per altro assolutamente geniale, quello sparo nel buio che può dire tutto e dire niente. "L'Odio" è un capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/12/2011 13:38:06
   9 / 10
L'Odio di Kassovitz è un film che mostra la purezza di questo sentimento. Il bianco e nero così contrastato della fotografia è una scelta stilistica di una situazione e di un contesto che non presenta compromessi. Il ritmo del film è sincopato dalla musica rap che lo accompagna, ma il suo percorso è lineare perchè la conclusione è quella che uno si immagina fin dall'inizio.
Un mondo marginalizzato che esprime un disagio di un qualcosa in rapida evoluzione, pronta ad esplodere in qualsiasi momento, la rabbia di francesi senza patria all'interno della propria patria. Anni dopo l'atterraggio sarà doloroso per tutta la società francese ed il merito di Kassovitz è aver portato alla luce in tempi non sospetti gli umori di una disperazione.

Gabo Viola  @  28/11/2011 17:17:04
   8 / 10
Un bellissimo racconto di alcuni vitelloni francesi mossi da violenza e ingenuità. Un finale amaro e credibile, notevole la prestazione degli attori, ottima regia, musica funzionale. Bello.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  16/11/2011 15:33:21
   8½ / 10
Il canto del passero Edith Piaf insudiciato da scratch hippoppettari si innalza nelle periferie parigine: è il simbolo di una grande Francia che cova cancri nelle sue interiora.
Kassovitz si perde nelle banlieue della capitale e filma uno spaccato cronachistico della realtà che vi si annida; nessuna mediazione, nè interazione con lo spettatore , solo una didascalia: "questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani..." che apre e chiude, inevitabilmente, il film.
Un titolo secco: l'odio, a riassumere quanto emerge dopo un'ora e mezza di grigia messinscena. I colori, se ci fossero stati, non avrebbero aggiunto molte tonalità, in fondo.
Attori perfetti.
Dopo questo, la copia made in USA American History X scompare.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  20/10/2011 12:27:09
   8½ / 10
Film evento che ha sconvolto anni fa.
Non voglio dilungarmi più di tanto,dico solo che L'Odio è esaltato alla perfezione dall'entusiasmo giovanile di un regista alle prime armi che stupisce per tecnica e concretezza,anche a livello di trama. Cinema di questo genere che raggiunge tale successo è difficile farne specie nel nostro paese, e non credo che nella Francia odierna di quel buffone di Sarkozy sia oggi più possibile.
Certo anni fa mise di fronte ai transalpini e al mondo intero un mondo sotterraneo di violenza,con tutte le polemiche che si tirò addosso (non ultima la famigerata "i panni sporchi si lavano in casa",fantastica).
Oggi dissento con chi lo vuole considerare come documentario della Francia del '95 poiché il film ha i suoi meriti artistici ed innovativi: dal Cassel che imita De Niro con il suo personaggio sfrontato e fintamente coraggioso,al monologo che chiude un film con un finale tanto epocale e amarissimo,quanto inaspettato.
Peccato che Kassovitz poi abbia fatto solo *******te.

paride_86  @  18/10/2011 13:37:01
   8 / 10
Asciutto, crudo e terribile ritratto del degrado sociale delle periferie francesi - e non solo.
Qualche anno fa è stato giustamente trasmesso sul canale parlamentare francese come documentario, e infatti di questo si tratta: è una storia che dovrebbe far riflettere soprattutto chi ci governa.
Vincent Cassel è un attore straordinario, e qui ne dà una delle prove più eclatanti. Peccato per il doppiaggio italiano che snatura tutto il particolare slang delle periferie, linguaggio che gli attori avevano riprodotto fedelmente.
Per riflettere.

simo96  @  24/08/2011 22:12:52
   8½ / 10
film molto importante per la cinematografia mondiale...
crudo e realistico fa vedere uanto possa essere bello un film senza nemmeno un minimo di effetti speciali...
i tre protagonisti sono davvero bravi e il messaggio che vuole mandare il film è importante...
finale che lascia senza fiato...

david briar  @  02/08/2011 11:56:48
   7½ / 10
Che cosa vuole lasciare allo spettatore questo film?Durante tutta la durata è una che sorge spontanea. Racconta una giornata di tre ragazzi di tre etnie diverse arrabbiati con il sistema, che vagabondano per la città per tutto il tempo, girando senza una meta precisa.

Poi sul finale, si capisce qual' era il senso della storia: è un finale fortissimo alla prima visione, con molta potenza, ha l'effetto di uno schiaffo.

"L'odio" quando uscì scatenò un polverone per aver dipinto i poliziotti in modo disonesto, e vinse il premio per la miglior regia a Cannes: sicuramente è un film che rimane.

Bella la fotografia e ottima regia, grande Cassel e buon cast in generale.

Consiglio di vederlo una sola volta, perchè è uno di quei prodotti che non regge bene troppe visioni, visto che quello che stupisce la prima volta dopo lascia un po' indifferenti. Lo stesso finale, il punto di forza dell'intera pellicola, perde forza se rivisto.

"È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta, ma l'atterraggio."

1 risposta al commento
Ultima risposta 02/08/2011 11.57.57
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clint 85  @  26/04/2011 02:34:48
   7½ / 10
Crudo e realistico, ottimi dialoghi, bravissimi gli attori
Un film che ti rimane!

incubodimorte  @  17/04/2011 19:31:12
   8 / 10
Finito il film si sente proprio un senso di amarezza, pochi altri film mi hanno comunicato questa sensazione. Bello il miscuglio tra realismo e scene grottesche.

sweetyy  @  28/02/2011 17:30:32
   8½ / 10
In un certo senso mi ha ricordato " Mala Leche", ma questo è decisamente superiore. Tra le migliori interpretazioni di Cassel (altro che la moglie tanto osannata...) Un film amaro che non si dimentica facilmente, che alterna momenti ironici a momenti riflessivi.

lupin 3  @  28/02/2011 03:25:32
   7½ / 10
Sicuramente un buon film, troppo forte il monologo di Vincent Cassel alla De Niro in Taxi Driver.

Project Mayhem  @  01/02/2011 11:58:44
   7 / 10
Oskarsson88  @  16/12/2010 15:52:20
   6½ / 10
non mi ha appassionato

7219415  @  22/11/2010 18:43:35
   7 / 10
Sarà che ne avevo sentito parlare tanto bene...ma mi ha un po' deluso...

ValeGo  @  21/11/2010 15:01:31
   7½ / 10
Azzeccatissima la scelta del bianco e nero per fotografare un sentimento capace appunto di annebbiare e offuscare..l'odio!Molto realistico.

axel90  @  02/11/2010 12:31:52
   9½ / 10
Mi inchino davanti ad un talento del genere. Bianco e nero sontuoso, attori magnifici e storia da brividi. Un'affresco preciso e scatenato delle banlieu parigine, in un turbinio di avvenimenti tutti eseguiti durante una singola giornata. Un vero e proprio inno all'odio, alla violenza e alla depravazione. Novanta minuti che scorrono a perdifiato tra le stravaganze di tre amici, tutti di estradizione diversa. Si ride, ci si emoziona, ci si commuove. Capolavoro.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  26/10/2010 18:59:27
   8 / 10
Uno dei film migliori dell'epoca. A parte l'ottimo bianco e nero e la bella prova degli attori, si vive davvero un'atmosfera irreale di un mondo di confine dove la guerra è veramente dietro l'angolo. E il finale così inaspettato...

Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  26/10/2010 17:12:25
   10 / 10
«È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio "fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Ma il problema non è la caduta, ma l'atterraggio»

«L'odio chiama odio, Vinz.»

«Guido un'autodafé, in cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo, e aspetto il peggio: che non sta nella caduta, ma nell'atterraggio, come dice Hubert» (Frankie Hi-Nrg - Autodafé)

Sicuramente un capolavoro degli anni '90, La Haine è la storia di tre ragazzi delle banlieues parigine pieni di rabbia e di rancore repressi dentro sé. Il mito cinematografico del sogno americano "traviato" di Tony Montana, fatto di potere, rispetto e malavita ("Le monde est à vous"), e della rivolta dell'alienato e depresso Travis Bickle di Scorsese nei confronti di una società malata e corrotta (Cassel di fronte allo specchio), rivive nelle menti di questi giovani, ed in particolare in quella di Vinz, che non vedono futuro né speranza in una vita di strada circondata solo da violenza, rivolte ed abusi di potere da parte della polizia, in una società ormai satura di odio reciproco sul punto di esplodere.
Prendendo spunto dalla vera vicenda di un ragazzo ucciso per sbaglio dalla polizia, ed anche un po' le mosse dai film a sfondo razziale del primo Spike Lee, il regista affronta una tematica importantissima quasi come in una tesi argomentativa, al tempo stesso filosofica e sociale, sul concetto e sul problema dell'odio: solo guardando questo film ci si può rendere conto di quanto Kaye sia stato debitore a Kassovitz, imparandone e rielaborandone la lezione, nel girare American History X (nelle tematiche, nella "morale", anche nell'uso del b/n, anche se con una funzione diversa).
Malgrado lavorando con una trama tutto sommato povera di avvenimenti, Kassovitz dirige con un tratto documentaristico perfetto, asciutto, straordinariamente distaccato ed intelligentemente privo di alcuna faziosità, e con uno stile registico a dir poco meraviglioso nel suo uso azzeccatissimo, potente e affascinante al tempo stesso, del bianco e nero.
I movimenti di macchina, le scelte d'inquadratura e la fotografia sono pregne di una perfezione formale da applausi, e le interpretazioni, specialmente quella di un Cassel indovinatissimo per la parte, sono straordinarie e molto sentite (bravissimi Taghmaoui e Koundé). Tutto sommato c'è poco da dire per un film le cui immagini valgono più di centomila parole.
Un gioiello raro. Uno dei migliori film che abbia mai visto.

«Suppongo che a questo punto dovrò dirle cosa ho imparato, la conclusione, giusto? Bè la mia conclusione è che l'odio è una palla al piede, la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena.» (Danny Vinyard - American History X)

guidox  @  08/09/2010 23:36:05
   9 / 10
bellissimo film dove vengono dosate alla perfezione drammaticità e ironia.
ottima colonna sonora, perfetti gli interpreti.
spettacolari le varie scene surreali che si succedono l'una dopo l'altra.
da vedere, straconsigliato.

ColdWar87  @  06/09/2010 01:31:40
   8 / 10
"Il Problema nn è la caduta ma l'atterraggio" e infatti un regista talentuoso come kassovitz si è perso nel nulla.
Questo resta senz'altro il suo gioiello.

GiorgioChiellin  @  03/08/2010 14:38:08
   10 / 10
Indescrivibile.
Capolavoro indescrivibile.



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genki91  @  31/07/2010 15:06:33
   8½ / 10
Caduta nell'abisso dei bassifondi francesi con Vincent Cassel, attore di una pellicola superlativa. Ottime interpretazioni, bella fotografia, scenografia da urlo con il tocco del bianco e nero azzeccatissimo. Un'ottima pellicola a mio parere, sfiancata di tanto in tanto da qualche punto morto, ma che si mantiene sempre all'attenzione del pubblico.

Dosto  @  29/07/2010 19:45:39
   9 / 10
Non gli metto il massimo dei voti perchè alcune battute sono troppo scontate e "da centro sociale" e non in linea con le sensazioni di tristezza e angoscia senza scampo che il film mi ha suggerito...per il resto è veramente un capolavoro...grandissimi i tre attori principali(soprattutto Vinz anche se Hubert ha una personalità più particolare)...scene da storia del cinema...il finale è a dir poco elettrizzante:

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TheLegend  @  09/05/2010 16:28:14
   8½ / 10
Film così ne ho visti pochi.
Peccato che questo regista si sia perso per strada...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/03/2010 21:39:40
   8½ / 10
L'ho visto e praticamente rivisto, e mi ha sempre tremendamente affascinato. La lezione di Kassovitz deve qualcosa tanto a Spike Lee quanto al primo, sperimentale e struggente Cassavetes ("Ombre", 1959). Ovviamente le citazioni cinefilè sono infinite, ma quasi mai gratuìte e asservite a un modello. Straordinari l'uso del b/n e le performance degli attori. Cassel ha questa faccia da spregevole carogna che verrebbe voglia (per antitesi) di volergli pure bene

Moldrov  @  25/01/2010 17:07:27
   9 / 10
film eccezzionale, uno di quei film che ti prende e ti trascina dentro di se.....lascia molto su cui pensare soprattutto il vecchietto :-)

Tony Ciccione90  @  26/12/2009 18:06:26
   8½ / 10
Essenziale, soffocante, sconvolgente. Grande cast e dialoghi fenomenali. Da vedere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 26/12/2009 18.39.30
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gandyovo  @  21/12/2009 19:01:54
   9 / 10
eccellente davvero. dialoghi pazzeschi, personaggi indimenticabili, colonna sonora... ottimo davvero, da non perdere

Neu!  @  13/12/2009 18:22:16
   7 / 10
bel film di Kassvitz. ottima recitazione e regia e buona la scelta di girare questo film in bianco e nero. estremamente realistico ma, allo stesso tempo, surreale. la scena del vecchio al bagno andrebbe incorniciata.

Egobrain  @  11/10/2009 14:52:53
   7½ / 10
« Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio. »

Tre ragazzi si aggirano per le fredde strade della perfieria Parigina.
La città è sotto la guerriglia urbana,in un periodo cruciale per le rivolte razziali nella capitale Francese.I tre giovani sono accomunati da un profondo sentimento,quella sensazione contraddistinta all'amore,"L'Odio"..
Odio verso le forze di polizia,i P.s,la guerriglia che ha fatto scattare il campanello d'allarme nelle Banlieu di Parigi,per la morte del loro amico Abdel.

Il film ha un fascino raro ed insolito,con i suoi colori freddi anche se a tinte bianco e nere,proprio come nell'altro American History X.
I tre personaggi,caratterizzati da uno spirito guerriero e di supremazia violenta,sono impersonificati molto bene dai tre attori Francesi,specialmente il personaggio ebreo di Vinz,con un Vincent Cassel nella sua interpretazione migliore.
Il messaggio è filtrato da una realtà cruda e vera,reale.Nulla è lasciato al caso in questo "Le Haine",un messaggio riflessivo,in un contesto difficile e disperato,dove ognuno cerca vendetta,il male peggiore se non si usa la testa(vedi finale).

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  13/07/2009 20:11:31
   7 / 10
A vedere cazz.eggiare quei tre cerca-rogne per tutta la durata del film, m’è quasi sembrato fossero personaggi usciti da una pellicola del primo Spike Lee, catapultati dai quartieri bassi di New York direttamente nella periferia di Parigi.
Il contesto è un pochino diverso. E lo stile anche. Dai colori sgargianti del regista americano, si passa ad un asciutto bianco e nero. Ma centrale è pur sempre il tema dell’odio razziale.
Nonostante i dialoghi cazz.uti tra i tre regalino momenti di puro divertimento (siamo in media di un ca.zzo-vaffa.n**** ogni cinque secondi), è a modo suo un ritratto inesorabile, duro, spietato di una società che sta precipitando.. ed è prossima all’atterraggio.

RobertDen  @  11/07/2009 16:48:10
   5½ / 10
a mio avviso il film non decolla mai...
è un illusione che da un momento all altro possa accadere qualcosa...

ma in fin dei conti forse è proprio questo il senso del film, come molti hanno già detto molto realistico e sempre rilevante come tema anche ai giorni nostri, l'odio, il degrado e la monotonia quotidiana di questi ragazzi.
Nonostante a molti sia piaciuta questa monotonia x me resta una grande interpretazione di Cassel e poco più.

Invia una mail all'autore del commento RadicalGrinder  @  02/07/2009 09:39:05
   8½ / 10
Ci si sente meglio dopo una bella cacata... Voi credete in Dio?

3 risposte al commento
Ultima risposta 18/01/2011 17.02.48
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Sgt. Pepper  @  30/04/2009 18:41:23
   8½ / 10
Bellissimo film che intrattiene e fa riflettere, la fotografia in bianco e nero direi azzeccatissima ed ottimamente interpretatato. Il messaggio che lascia è molto simile a quello di "American History X"

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Un film crudo e realistico, da vedere.

Ciaby  @  27/03/2009 16:14:57
   8 / 10
Fotografato in un bianco e nero di rara crudezza, "L'Odio" fotografa in modo diretto ed esplicito la gioventù di oggi con un occhio che non vuole nascondere, ma mostrare. Il finale è indimenticabile ed è la scena che rimane più impressa. Culto.

Da&Le'  @  27/03/2009 15:49:55
   9 / 10
Film eccellente per temi e regia.

Decisamente da vedere e da rifletteri su

ANDECA  @  27/03/2009 15:44:33
   10 / 10
CA PO LA VO RO.....E HO DETTO TUTTO UN FILM KE DEVE ESSERE VISTO DA TUTTI IMPERDIBILE........SPETTACOLARE IL REMIX DI UNA CANZONE DI EDITH PIAF FATTO DA CUT_KILLA

Invia una mail all'autore del commento EnglishRain  @  09/02/2009 23:35:35
   9 / 10
Veramente un gran bel film..Fantastici i dialoghi, fantastici gli attori..Fa ridere, fa riflettere, fa tristezza.. Da non perdere.

leonida94  @  28/01/2009 15:40:01
   8 / 10
Grandissimo film crudo e veritierio...
Vita di ragazzi raccontata in chiave di sofferenza, odio, degrado e violenza...
Se vi è piaciuto trainspotting, questo film dovrebbe piacervi.Non tanto per la trama, ma più per i concetti davvero segnanti...

La storia dell'uomo del palazzo è davvero memorabile...

2 risposte al commento
Ultima risposta 03/02/2009 19.38.51
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Invia una mail all'autore del commento Don Callisto  @  19/01/2009 21:48:56
   8½ / 10
Qst film esprime la depressione e la monotonia di 3 giovani ke troveranno una pistola ke skonvolgerà le loro vite...il film è una critika verso la società, la rabbia, l'uso del potere. veramente micidiale Vincent Cassel ke interpreta il suo ruolo maniera perfetta!

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Ovarc  @  06/01/2009 01:43:19
   8 / 10
Stupendo... un film che mostra com'è la situazione della banlieue parigina.

popoviasproni  @  03/01/2009 19:06:28
   9 / 10
Fotografato e diretto splendidamente in B/N su location suggestive ed interpretato con naturale talento, L'odio è, di diritto, un Cult degli anni '90 dall'impressionante realismo e dai contenuti, aimè, sempre attuali.

inferiore  @  21/12/2008 01:35:17
   9 / 10
Film maledettamente realistico, regia perfetta con inquadature spettacolari e la scelta del bianco e nero è azzeccatissima, interpretazione di Cassel da oscar (se non lo è questa non lo è nessuna), una realtà vicina alla società di oggi con falsi miti ( la scena di Vinz che imita de niro) e sete di farsi giustizia da soli! Il film è perfetto come il finale, l'amaro in bocca è molto, una pellicola da incorniciare con scene cult, Da non perdere!
Il significato è un pò quello di American History X, l'odio genera solamente altro odio.

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vendetta  @  27/11/2008 15:19:19
   9 / 10
Questo è un film sempre attuale,per chi viene dalla periferia e qualcosa della vita di periferia ha vissuto è sicuramente un capolavoro, rappresenta quella violenza quella voglia di ribellione e l'autodistruzione che si ha a quell'eta' e in quelle determinate situazioni, da sottolineare anche l'interpretazione dei 3 protagonisti che sono straordinari nei loro ruoli.
Da vedere.

ide84  @  19/11/2008 22:51:06
   6 / 10
6 tirato tirato per un film che non mi ha detto granchè..grande interpretazione dei 3 protagonisti, ottime alcune inquadrature ma alla fine il film a cosa si può ridurre? A 20 ore noiose nell'inseguire 3 personaggi fuori dagli schemi, capitati per caso con una pistola che si capisce subito quando sarà usata e perchè. Nessun dialogo particolarmente d'impatto..insomma, sebbene duri un'ora e mezza circa mi son sembrate veramente 20 ore.

pinhead88  @  11/11/2008 21:04:14
   7 / 10
un buon film sulle problematiche delle periferie francesi,veramente bravi gli interpreti,interessante l'uso del b/n presente in tutta la durata del film che lo fa apparire più intenso e vissuto.molto simpatici alcuni dialoghi

ivan78  @  05/11/2008 21:26:21
   7½ / 10
“L’odio” è un interessante manifesto del declino sociale e di chi lo causa. La decrizione di chi scatena la sua repressione nell’unico modo che conosce, attraverso la violenza. D’altronde, nella vita di periferia il più forte è colui che non rispetta le regole. Ma in un modo o nell’altro i nodi vengono al pettine, chi avrà provocato del male ingiustificatamente ne pagherà le conseguenze. E questo vale per qualunque classe sociale.

Bob Marley  @  27/10/2008 11:16:59
   10 / 10
anticipa gli scontri nelle banlieue francesi...capolavoro crudo e purtroppo molto realistico..e poi ci si chiede perchè si odiano le forze dell' "ordine"...mah..ragionate gente..

Invia una mail all'autore del commento nrgjak  @  02/10/2008 18:12:55
   9 / 10
film stupendo! fa ragionare

Invia una mail all'autore del commento simos10  @  22/09/2008 23:42:16
   9 / 10
Dietro quegli occhi angoscianti sulla locandina si nasconde un personaggio che sta cedendo all'autodistruzione. La stessa a cui sono condannati tanti giovani sbandati di periferia che cercano una via di fuga lontano dalle loro vite disperate ma incoscentemente sono destinati ognuno a trovare la sua misura sbagliata di odio, che sia nei confronti della polizia o nei confronti di una gang rivale e comunque vada la battaglia, perderanno sempre la guerra. E la domanda che pone il regista è perchè? A quale scopo? Così, tanto per passare il tempo, per essere qualcuno, per guadagnarsi rispetto, per divertirsi e chi più ne ha più ne metta. Ma oltre ad essere ingiusto il loro sistema talvolta è ingiusta l'oppressione della legge e la giustizia che cerca di annientare con violenza tale sistema. Mi ha ricordato un pò la tragedia di "Gabriele" e allora l'ho rivisto. L'orario che appare continuamente con il ticchettio lancia gia il messaggio che tutto sia realmente così, tutti i giorni, per certi ragazzi che vivono in determinati posti. E il tempo scorre fino a quando prima o poi, quando sembra che tutto stia per cambiare, tocca a te. E' giusto che vada così per tanti giovani? E' giusto che la violenza generi violenza? Io credo proprio di no... Grande film. Un B/N perfetto, che ricalca ancora di più la crudeltà delle immagini.

manganellate  @  02/09/2008 14:23:10
   8½ / 10
ricordavo di averlo visto che ero poco più che bambino...l'ho cercato e l'ho trovato l'anno scorso e me lo sono rivisto e ri-goduto alla grande!mi ha fatto apprezzare molto vincent cassel...e poi che lavoro che ha fatto kassowitz,non è mai facile trattare di temi cosi' delicati,ma lui c'è l'ha fatta benissimo!

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  30/07/2008 12:24:04
   8 / 10
Il film rilevazione del Festival di Cannes nel lontano 1995.
Questa pellicola, girata durante la metà degli anni ’90, ci fa immergere nel degrado dell’oscura periferia parigina (non dissimile da quelle di tutte le altre grandi metropoli), il disagio sociale per un’emarginazione latente e spesso silente che però finisce per esplodere incontrollata, un vivere alla giornata ripetendosi “..fin qui tutto bene”, una rappresentazione forte e realistica che come un pugno nello stomaco prova a denunciare un intero sistema.
La scelta di girare la pellicola in totale assenza di colore che non siano il bianco ed il nero, atto ad esaltare il volto dei protagonisti e perfetta espressione di una giungla d’asfalto in cui si ergono anonimi “dormitori”, capace di rafforzare l’idea che quanto descritto non conosce sfumature, tonalità diverse, e che la periferia emarginata della grande metropoli non lasci poi molte possibilità tra cui poter scegliere ..narrazione convulsa in alcuni passaggi e più riflessiva in altri, con il merito di non perdere mai la giusta prospettiva, caratterizzando bene i protagonisti e la realtà che li circonda.
Buona la prova recitativa dei giovani interpreti con una menzione particolare per Vincent Cassel (che addirittura in una scena fa il verso al grande De Niro del mitico “Taxi Driver”) ..direzione tecnica apprezzabile per una storia dai toni decisamente duri e, in un certo senso, addirittura profetici.
Pellicola che si lascia apprezzare sotto diversi punti ..assolutamente consigliata!

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  05/05/2008 15:15:33
   8 / 10
Ottimo spaccato sulle tensioni sociali e razziali nella Francia delle banlieu parigine.Un film che nonostante abbia più di dieci anni appare mai come ora di grande attualità.
Fotografato in un suggestivo bianco e nero "L'odio" racconta l’epopea di tre ragazzi appartenenti a quei quartieri alveare che solitamente stanno alla periferia delle grandi città.Luoghi dove il solo cemento armato e la violenza paiono attecchire con grande vigore,panorami deprimenti fatti di colate cementizie e di miseria,dove combattere per poter costruire qualcosa di inevitabilemte effimero è all'ordine del giorno.
Da questi luoghi provengono Vinz,Hubert e Said tre figli dell’integrazione non avvenuta,tre giovani confusi ,animati da una rabbia spesso cieca ma anche fine a stessa e dettata da impulsi derivanti dall'esasperazione.I loro caratteri così diversi ma uniti sotto la stessa bandiera,quella della disperazione, ci trascinano in un mondo off limits,fatto di criminalità e soprusi,attraverso un racconto che si dipana durante lo svolgersi di una sola giornata in maniera serrata,senza cadute di tono.
L’odio genera odio e la violenza viene ripagata con la stessa moneta,Kassovitz gira un film duro che non lascia scampo,anzi aumenta la visione pessimista della società attuale mediante un accumulo di eventi sempre più deprecabili, sino all’inevitabile e durissimo epilogo.
Bravissimi gli attori,Vincent Cassel è come al solito eccellente ed il film meriterebbe di esser visto in lingua originale per meglio apprezzare lo slang della periferia.
Premiato nel ’95 a Cannes rimane il miglior lavoro di un regista che pare aver smarrito,speriamo momentaneamente,la sua migliore vena creativa.

polsiak  @  01/05/2008 17:22:47
   9 / 10
Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.
L'uomo è la società moderna che oramai sta cadendo inesorabilmente nella voragine dell'odio e della violenza. Non si può più tornare indietro una volta caduti. Film crudo, realistico, magistralmente realizzato, pieno di riferimenti cinematografici. Ottima la scelta del bianco e nero. Onore al regista Kassovitz.
Onore anche al miglior Vincent Cassel che abbia visto; caz.zone, spaccone, codardo, fancaz.zista. Vero e proprio ragazzo delle Banlieu.

Napoleone  @  09/03/2008 13:21:20
   7½ / 10
Tale pellicola risulta essere un ottimo spaccato di una realtà degradata, fatta di disagio psicologico e materiale. Il regista ha il notevole pregio di assumere un punto di vista imparziale e distaccato rispetto alle varie "fazioni" in lotta, cosa assai rara in simili circostanze, ove è sin troppo facile propendere per l'una o l'altra parte. Risultato? Una visione realistica, non stereotipata, a tratti profetica (siamo nel 1995!).
Tale imparzialità è, a mio avviso, evidenziata dalle inquadrature aeree, le quali sono un chiaro sinonimo di astrazione.

AMERICANFREE  @  08/03/2008 12:22:42
   8½ / 10
questo film spacca alla grande stupendo grandissima recitazione e con finale da 10!! ...... L’importante non è la caduta, ma l’atterraggio.......

7HateHeaven  @  11/01/2008 13:49:26
   7½ / 10
molto bello...
tema importante e difficile, trattato senza retorica o qualunquismo.
da vedere...

mikland83  @  08/01/2008 12:17:25
   9½ / 10
Il migliori Vincent Cassel, interpretazione strepitosa, trama originale e talmente realistica da risultare palpabile.
Regia fantastica, insomma è un film che va assolutamente visto!!!
Consigliatissimo

gabbo  @  06/01/2008 15:33:35
   9½ / 10
Veramente bellissimo, trasmette emozioni.
Cassel da oscar

everyray  @  05/01/2008 17:37:09
   7½ / 10
il film mostra la vita difficile e lo sbando dei ragazzi delle Banlieu..
Ottima regia ed un eccellente uso della macchina da presa che fa guadagnare molto al film...
Bello insolito e catastrofico il finale,DA VEDERE!!!

amoreblu  @  31/12/2007 15:10:47
   7½ / 10
Bel film!
Riuscito su tutti i fronti: sceneggiatura, attori, fotografia.

Sestri Potente  @  01/12/2007 13:29:11
   8 / 10
Non amo molto i film francesi, ma "La Haine" è davvero ben riuscito. Credo che la storia di questa giornata sia descritta molto bene, con il picco più alto nel gabinetto di Parigi, dove c'è quell'uomo che racconta una storia assurda! Da vedere.

Bathory  @  22/11/2007 16:10:27
   9 / 10
Film meraviglioso di Kassowitz, che narra le vicissitudini di tre "fannulloni" in giro per le banlieues parigine, spunto da cui il regista riesce sapientemente a fare, con ironia ma anche triste consapevolezza, un quadro di queste degradate realtà e dei vari problemi di integrazione e contrasti sociali che la affliggono..
Il tutto è girato con un'ironia e una spensieratezza dei personaggi che più di una volta fa commuovere..
Tutti e tre i protagonisti (Vincent Cassel al suo primo film) sono assolutamente perfetti, assolutamente adatti al ruolo formando un trio assolutamente esilarante ed eterogeneo (in ogni senso)..
Stupisce la bellezza e la veridicità con cui Kassowitz, non proprio un proletario delle banlieiues anzi un medio borghese, sia riuscito a descrivere questa realtà purtroppo sconosciuta ai più..
VEDETELO E RIFLETTETE ANCHE SULLA FRASE FINALE..troppo e purtroppo vera..

durito  @  19/11/2007 16:57:54
   8½ / 10
L'ho rivisto ieri sera con amici in un freddo pomeriggio genovese. Il tema affrontato dal film risulta drammaticamente attuale alla luce dei tanti recenti episodi di violenza da stadio (e non) e di quelli meno recenti che hanno visto protagonista involontaria la mia Genova durante il G8 del 2001.
Kassovitz rappresenta il degrado, la violenza e l'abbandono culturale in cui vive la periferia di Parigi e lo fa attraverso il racconto della giornata di tre ragazzi Vincent, Said e Hubert accomunati dall'odio verso la polizia e dal bighellonare tutto il giorno nel quartiere.



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L'amara riflessione di Kassovitz è solo un monito, senza prese di parte.
Il film è ben diretto e ben interpretato, alcune scene sono davvero memorabili, come quella del bagno quando, durante un duro scontro verbale tra Vinz e Hubert esce da un cesso un anziano signore che racconta una storia apparentemente insensata che altro non è che una metafora del rapporto tra i due amici che si scontrano.
Come rilevato già in altri commenti il film è talvolta ridondante negli atteggiamenti violenti, rimane comunque un ottimo film da vedere.

kosmonotte  @  08/11/2007 14:13:23
   9 / 10
grande ricostruzione della periferia parigina ed analisi di una società che lentamente sta precipitando senza rendersene conto. Dramma della violenza della povertà.
Tutto si svolge ad un passo dalla torre eiffel ma in realtà si è lontani anzi lontanissimi
Alcune scene sono paradossali, surreali, memorabili (tipo il nano nel bagno)
Ottimo il bianco e nero.
Film bellissimo ma il finale.... è stupendo. da brivido

lampard8  @  23/10/2007 13:04:53
   8 / 10
Veramente un cult. Kassovitz descrive con certosina precisione la vita di alcuni disadattati alla ricerca continua di odio e di emozioni forti in una realtà scomoda come quella delle Banlieu Parigine.
Ottima la scelta del bianco e nero e magistrale prova di Cassell che da lì in avanti non avrebbe più azzeccato un film manco per sbaglio.
Straconsigliato

Tom24  @  23/10/2007 12:59:46
   8 / 10
Buon film che riesce a descrivere una drammatica realtà. alcune trovate sono proprio geniali. Se conoscete altri film del genere siete pregati di consigliare ;)

2 risposte al commento
Ultima risposta 23/10/2007 16.11.05
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Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  22/09/2007 15:29:21
   8 / 10
Descrizione cinica e avara di speranze. Dall'odio, nell'odio.

Invia una mail all'autore del commento nicko  @  17/09/2007 11:41:12
   7 / 10
Un film che racconta una giornata di 3 raggazzi di periferia...mi ricorda un po film come "mary per sempre" dove nn c'è censura al linguaggio ed alle scene violente. Sembra quasi un documentario in quanto nn c'è una storia o un'obbiettivo da raggiungere.Apprezzabile l'uso del bianco e nero ,che da un certo fascino retrò..io però avrei preferito i colori.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  17/09/2007 09:26:23
   6½ / 10
Film duro caratterizzato da un b/n senza troppe sfumature, un b/n che ci indica una cristallizzazione delle emozioni, dei sentimenti o perlomeno di quelli che connotano speranza e rinascita.
I tre protagonisti sembrano costretti in una realtà brutalizzante e da loro stessi brutalizzata. Il problema si acutizza nei loro dialoghi in cui c'è quasi un abuso di termini come amicizia, rispetto e fratellanza; valori cui poi non corrispondono azioni coerenti.
Discreta la prova di Vincent Cassel.
Il film risulta eccessivamente ridondante, difetto quest'ultimo che toglie determinazione al messaggio.

Invia una mail all'autore del commento XanaX  @  17/09/2007 00:11:38
   8 / 10
Un gran bel film, un grande Vincent Cassel.
Uno spaccato di vita dei sobborghi Parigini reso con grande maestria.
L'uso del bianco e nero rende il tutto ancora più reale e coinvolgente.

benzo24  @  21/08/2007 19:08:13
   6½ / 10
film promettente ma anche sopravalutato. infatti il regista non manterrà le promesse.

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/08/2007 19.28.09
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  20/08/2007 22:44:46
   9 / 10
meravigliosamente e morbosamente attuale, l'unico film di kassovitz. Da lì è tutta caduta libera anche per lui, purtroppo.

franzis83  @  17/07/2007 22:34:47
   8½ / 10
Rivedendolo ho apprezzato meglio questo film...veramente uno spaccato di società in caduta libera

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  13/06/2007 16:05:01
   8 / 10
Ottimo script, ottima regia (notare le continue inquadrature dall'alto che tendono a schiacciare i protagoinisti). E' uno di quei film che vanno visti perchè riescono a mostrare le crude realtà che troppo spesso ignoriamo.

Ch.Chaplin  @  13/06/2007 00:54:12
   9 / 10
invece secondo me è un film da osannare! è vero, molti altri hanno ritratto le periferie e la delinquneza ke le caratterizza, ma in questo kassowitz aggiunge ai soliti temi una regia e una fotografia a dir poco perfette, dimostrandosi così esperto nonostante l'età. miscela abilmente forma e contenuto e ciascuna ha la sua parte, il suo ruolo. dalla grigliata sul tetto alla lite con asterìx, dal racconto del vecchio al finale, violenza e dramma si intersecano pian piano fino all'escalation dell'epilogo. grandissimo pregio ritengo il non aver preso le parti di nessuno, né dei ragazzi, né della polizia..come si fa a decidere con ki stare dopo questo film??
dopotutto l'odio porta odio

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  11/06/2007 00:50:45
   8 / 10
Kassovitz prende per mano lo spettatore e lo conduce nel cuore della periferia più degradata, quella in cui la magica utopia dell'integrazione razziale ha fallito, quella in cui a regnare è l'odio, e per farlo non ha alcun timore nel citare a chiare lettere i propri maestri: lo Scorsese di mean streets e taxi driver, hawks/de palma con scarface e Cimino con il cacciatore.
I protagonisti sono completamente permeati nel tessuto sociale cui appartengono, in una sorta di determinismo meccanicistico ineluttabile: c'è Weinz, un ebreo irascibile che passa l'intera giornata oggetto del film nel desiderio di uccidere un poliziotto salvo poi rivelare le proprie debolezze; Hubert, un aspirante pugile nero ragionevole ma ormai perduto; Said, arabo fanfarone e senza personalità. Tre amici dale vite segnate dall'odio, che finiranno

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phemt  @  07/06/2007 10:11:34
   8½ / 10
24 ore (un po’ meno in realtà) di vita di tre ragazzi sullo sfondo di una periferia problematica e di un malessere di fondo ormai generalizzato… Personaggi caratterizzati alla perfezione (c’è chi è saggio, chi è incaxxato e vuole in tutte le maniere sfogare la sua rabbia e chi vive di parole), sceneggiatura scritta brillantemente e senza cadute di tono, regia ottima e fotografia perfetta… Kassovitz ci racconta con stile (e senza nessun tipo di moralismo) questa storia ambientata nella periferia francese (ma in realtà il discorso in un certo senso potrebbe funzionare per più o meno per tutte le periferie) e ci racconta di persone e famiglie senza via di uscita … D’altronde “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”… Il film sta tutto qui, Kassovitz ci racconta di un intera società in caduta libera che pensa solo a come atterrare senza farsi troppo male…
Pur facendo del cinema veritè a tratti molto duro Kassovitz non manca di inserire alcuni momenti gustosamente divertenti e un paio di situazioni al limite del weird (la mucca vista solo da Vince e l’apparizione del nano in bagno) che aprono anche diversi spunti di profondità che portano lo spettatore a ragionare su quando vede, cosa che in realtà succede in un po’ tutto il film… Grande pellicola con un Cassel tra l’altro davvero eccellente…

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