habemus papam regia di Nanni Moretti Italia 2011
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habemus papam (2011)

 Trailer Trailer HABEMUS PAPAM

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locandina del film HABEMUS PAPAM

Titolo Originale: HABEMUS PAPAM

RegiaNanni Moretti

InterpretiNanni Moretti, Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy, Franco Graziosi

Durata: h 1.42
NazionalitàItalia 2011
Generecommedia
Al cinema nell'Aprile 2011

•  Altri film di Nanni Moretti

•  Link al sito di HABEMUS PAPAM

Trama del film Habemus papam

Il film si apre alla morte del Pontefice e e con il Conclave che deve eleggere un nuovo Papa. Ma il neoeletto (Michel Piccoli) è preda dei dubbi e delle ansie, depresso e timoroso di non essere in grado di assolvere il suo compito. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista (Nanni Moretti) perché lo assista e lo aiuti a superare i suoi problemi.

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Voto Visitatori:   6,88 / 10 (95 voti)6,88Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
Miglior attore protagonista (Michel Piccoli)Migliore scenografiaMigliori costumi
VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior attore protagonista (Michel Piccoli), Migliore scenografia, Migliori costumi
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Voti e commenti su Habemus papam, 95 opinioni inserite

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Fidelio52  @  29/04/2012 12:07:28
   10 / 10
"Habemus Papam" è da ascrivere senza dubbio alla categoria delle opere migliori del regista romano. Si tratta di un congegno (senza orologeria) magnificamente orchestrato da un autore che negli anni ha maturato uno stile fortemente personale e inimitabile, un controllo del mezzo cinematografico consapevole ed eseguito con mano sicura (nonostante Moretti nelle interviste denunci una certa insicurezza giunta coll'età). Su questo film sono state spese tantissime parole (spesso o vanvera o in malafede), per cui non mi dilungherò in una vera e propria recensione (anche perché tra un'ora parto in vacanza). A molti il film non è piaciuto perché influenzato dalla forte premessa: un papa che non vuole fare il papa, uno psicanalista chiamato per aiutarlo. Indottrinati da decenni di cinema industriale americano - spesso ruffiano e consolatorio - viene naturale aspettarsi una storia che proceda sulla falsariga della relazione profonda tra il terapista e il suo illustre paziente (penso a "Un boss sotto stress" o al più recente, sopravvalutato, "Il discorso del re"). Invece Moretti insinua la possibilità, ma poi subito dribbla, spiazza e scinde la trama in due tronconi che non si incontreranno più, assestando un colpo alla psicanalisi e al "volere divino", sistemi (non più) infallibili. Da una parte assistiamo alla spirale regressiva di Nanni/Brezzi sui porporati, nel quale sotterraneamente Moretti sperona, con la sua ironia fantastica, il Vaticano e i suoi rituali e privilegi senza mai risultare offensivo o blasfemo :la benzina, la farmacia con le medicine introvabili, la "prigionia" del Conclave, la maggioranza italiana ed europea contro la minoranza dell'Oceania ("Anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre a mio agio con una minoranza", diceva in Caro diario). Allora anche un solo punto conquistato in un match può equivalere a una vittoria, ed è per questo che tutti esultano. Dall'altra parte il papa pare soffrire, secondo gli schemi della psicanalisi, di un deficit di accudimento, anch'esso una minoranza, forse d'affetto, di sua mamma che si è occupato più di qualcun altro. O forse della sorella, diventata attrice al suo posto. "Avevano ragione loro, non ero bravo". Diventare papa è un pò come diventare attore. Il simbolismo è fin troppo sottolineato, le tende svolazzanti simili a un sipario di un palchetto a cui nessuno si è affacciato. Il pre-finale è straordinario: la rappresentazione del potere e il potere della rappresentazione si incontrano. Il pubblico degli spettatori si confonde con quello dei fedeli, il papa venuto ad assistere alla rappresentazione come semplice spettatore viene applaudito come il vero protagonista. "E' un film sull'inversione, lo scambio dei ruoli" ha detto Moretti in un'intervista. Allora lo psicanalista chiamato per prendersi cura del papa diventa il personal trainer dei cardinali, il portavoce il deus ex machina dell'intera vicenda, la guardia svizzera l'ombra che deve rassicurare i cardinali della sua presenza, e così via. Se la semplicità un punto di arrivo e non di partenza, Moretti è riuscito in pieno a raggiungerla. Dietro un patina dove tutto sembra chiaro (splendida la nitida fotografia di Pesci) ha costruito film complesso ma non pesante, anzi fin troppo leggero e giocoso (motivo per cui in molti non hanno apprezzato) e con momenti surreali magnifici. Un capolavoro da riscoprire.

Goldust  @  28/04/2012 11:03:57
   7 / 10
Film che si basa essenzialmente sulla straordinaria e misuratissima interpretazione di Michael Piccoli. E' chiaramente interessante l'idea di partenza di Moretti, che però doveva essere sviluppata meglio; la "misura" infatti non è sempre la stessa, e se la partita a scopa tra i Cardinali ( e Moretti stesso ) strappa qualche risata il torneo interno di pallavolo è talmente greve che, per rimanere in tema, ha il sapore della blasfemia.
Mi è sembrato un film sulla solitudine, marcatamente pessimista. A completamento del percorso del Papa, che pare acquisire una nuova consapevolezza grazie alla sua inaspettata esperienza umana a contatto con la società, mi sarei aspettato un finale diverso.

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/04/2012 15.20.39
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gianni1969  @  28/04/2012 02:22:02
   3 / 10
non vorrei scatenare dibattiti,ma questo film e' una lunga agonia,non mi ha trasmesso nulla. nanni moretti,ma vafff!!!!

dkdk  @  17/04/2012 20:48:43
   5½ / 10
Primi 25 minuti divertenti e sopratutto sorprendenti (un film di moretti che mi strappa 2 risate),poi si torna sui binari classici dei film morettiani... una storia che sta in piedi ma barcolla in certi punti, su grandi linee ricorda il discorso del re.
Comunque coraggioso il regista nel far vedere alle persone quanto lo stato vaticano sia bigotto e arretrato...

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/04/2012 00.35.13
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sognatore  @  17/04/2012 00:15:27
   4 / 10
L'idea in se è senza dubbio geniale è meritevole di essere analizzata e approfondita.
Purtroppo la supponenza e a tratti la tracotanza di un Moretti che si crede un genio, ma è solo un pessimo attore, fa cadere il tutto in una squallida, scusate il termine, presa per il **** del Clero e dei suoi riti.

Tautotes  @  16/04/2012 22:54:14
   4½ / 10
Decisamente inconsistente, vuoto, privo di contenuti, fintamente colto. Insulso. Non sono certo uomo di Chiesa, ma per me film ampiamente deludente. Un bluff. Si salva qualche interpretazione.

Sardello  @  10/04/2012 15:03:52
   7½ / 10
Dopo la recente bocciatura della stragrande maggioranza dei critici statunitensi, il film ha appena debuttato da quelle parti, ho preso coraggio e deciso di vederlo.

Non sarà una novità, ma tanto per cambiare gli ammerigani non capiscono una mazza se questo film ha come media un qualcosa come 3.5 su 10 sui loro siti.

In effetti forse bisogna essere italiani per capirlo appieno

Invia una mail all'autore del commento DjAlan78  @  05/04/2012 11:10:46
   5 / 10
Moretti mi risulta criptico e indigesto, ho fatto tremendamente fatica ad arrivare alla fine senza addormentarmi. Vedere poi un torneo di pallavolo tra cardinali all'interno dello stato Pontificio è veramente troppo.
Di buono non mi resta che l'idea matrice del film (anche un pontefice è un essere umano) e l'interpretazione di Piccoli.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  04/04/2012 14:02:21
   8½ / 10
L'operazione compiuta da Moretti con "Habemus papam" è di quelle che lasciano il segno perché sgretolano il muro invisibile che separa l'uomo, la vita reale, dalle istituzioni politico-religiose che nella Chiesa cattolica sono dogmaticamente unificati nel presunto nome di Dìo.
Moretti sveste - letteralmente - sia la figura del Papa, sia quella dei cardinali, che rappresentano il potere temporale ancorché quello spirituale e religioso, li (psico)analizza nella loro condizione umana, che è quella più autentica, spogliandoli dell'eminenza divina e rendendoli nelle loro sincere debolezze e fragilità, così come nelle loro prepotenze e nei loro talvota meschini quanto opportunistici calcoli di potere. Ché di questo in fondo tratta "Habemus Papam": il racconto di un gioco di poteri, poco divini e molto terrestri, temporali, - che, metaforicamente (e ironicamente), Moretti rivede e ridisegna nel surreale torneo di volley tra cardinali - all'interno del quale l'elemento umano è escluso per regolamento. Regolamento che per contraddizione è scritto in nome di Dìo, ma pur sempre dagli uomini e per gli uomini... I cardinali dell'Oceania che desiderano abbandonare provvisoriamente il conclave e fare colazione per le vie della città, visitare Roma e le sue mostre, rispondono a dei bisogni umani di arricchimento culturale e cura personale e dei propri piaceri.
Il cardinale, quindi papa, Melville è l'uomo che si confronta con le spire del potere temporale della Chiesa, non già con quello spirituale che deriva da Dìo e a cui renderne conto. Il senso di responsabilità che egli avverte come insostenibile non risponde a nessun Dìo, ma esclusivamente alla propria coscienza di "cittadino" che rende conto delle proprie azioni a un'istituzione. L'inadeguatezza e l'incapacità di reggere il ruolo di capo della Chiesa, oltre a svelare l'uomo dietro i paramenti, mette a nudo la struttura tutta politica e formale - e formalmente coattiva - dell'istituzione ecclesiastica che, dietro l'intangibilità del dogma divino, perpetra la continuazione di un sistema di potere che rimanda a una concezione medievale dello stesso.
Forse il miglior film di Moretti, che stavolta ritaglia per sé una parte leggermente meno ingombrante del suo solito.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR frine  @  31/03/2012 00:42:50
   8 / 10
Una grande, originale idea di Moretti. La corsa al Papato non è solo battaglia politica, ma prima di tutto è battaglia di idee e convinzioni. Ma che succede quando colui che è portavoce dell'idea predominante non se la sente più? Quando un Papa non vuole essere più Papa?
Si ricorre alla psichiatria, ovvio. Ma quando anche questa si rivela insufficiente, allo strizzacervelli convocato per la bisogna non resta che constatare che tutti i cardinali sono più o meno addicted. Dipendenti da benzodiazepine a emivita più o meno breve.
Nella seconda parte, il film indulge a lungaggini sulle varie possibilità di catturare il papa fuggiasco. Tuttavia, la storia rimane intensa e inquietante, grazie anche alla magnifica interpretazione di Piccoli. Da vedere.


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Ultima risposta 03/04/2012 23.46.51
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Xavier666  @  27/03/2012 19:01:51
   8 / 10
Ho letto da qualche parte che questo è un film sul "sentirsi inadeguati". Sono partito prevenuto perchè i film di Moretti che ho visto (uno) mi hanno annoiato (sempre uno) invece questo l'ho trovato straordinario, con un Michel Piccoli eccezionale nelle veste del sommo pontefice maximus. Questo film mi ha molto emozionato, Moretti ha tirato fuori dal cilindro un viaggio molto intimo dentro una figura così importante, un film importante per il panorama italiano. Lui invece è molto divertente nel ruolo di psicoanalista in mezzo a tanti cardinali. Bravo, complimenti!

sonoalessio  @  23/12/2011 10:51:03
   6½ / 10
A parte caro diario (che la cnn ha addirittura inserito fra i 10 film italiani più belli di sempre) i film di Moretti non mi sono mai piaciuti. li ho sempre trovati molto pretenziosi, saccenti o peggio ancora deprimenti (la stanza del figlio). ma devo dire che questa commedia è carina

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  14/12/2011 10:48:21
   7 / 10
Moretti esprime le debolezze,i timori e quelle paure che possono essere naturali compagne di viaggio durante un cambiamento importante,senza particolare soggezione lo fa puntando in alto,osservando la vicenda di un uomo tradizionalmente inteso sopra ogni dubbio ed incertezza.
Un papa che di diventare pontefice non ne vuole sapere fa notizia,ideale per rendere più umano qualcuno che da sempre si vuole spacciare per altro,un'appendice divina che in realtà finisce tormentata da problemi molto terreni.Attacchi di panico e un forte senso di depressione angustiano l'ex cardinale Melville,ora investito di un ruolo di cui non si sente degno, lo psicanalista interviene ma non porta benefici,il santo padre infatti decide di fuggire e di entrare in contatto con quel mondo esterno che dovrebbe rincuorare e proteggere,instradare ed amare ma del quale in fondo non sa poi molto.
Non è la paura a bloccarlo,è l'umiltà della persona a rendere impossibile questa missione.Per il nuovo papa fare le veci di Dio non è possibile per inadeguatezza e non per timore,Michel Piccoli,straordinaria la sua interpretazione,riesce ad esprimere benissimo l'essenzialità di un uomo fortemente credente ma non adatto ad assumersi una così colossale responsabilità.
Il tono surreale piace in alcune situazioni lasciando abbastanza indifferenti in altre.Il torneo di volley tra cardinali si trascina stancamente in attesa di qualche evento che torni a dare quel brio diffuso in tutta la prima parte della pellicola.Non bastano dialoghi penetranti e qualche stoccata anticlericale,tutto sommato rispettosa ,ad avvincere in prospettiva di un finale particolarmente imbroccato.
Si avverte discontinuità e qualche faciloneria nel percorso interiore del neo-papa,le sue esitazioni giungono un po' controllate, forse per evitare di scadere in facili derisioni seppur la contrapposizione tra l'autore e la dottrina cristiana sia indubitabile.Moretti cerca un punto di incontro tra mondo laico ed ecclesiastico,lo trova sino a stringere comunella con i cardinali in una pacificazione che infischiandosene di dogmi e pregiudizi diventa possibile.
Il regista però non si fa sfuggire l'occasione e pur ironizzando ribadisce l'importanza di un'apertura della chiesa verso l'esterno,magari rettificando qualche principio che definire medioevale è poco.
Non memorabile,comunque a mio parere il miglior Moretti degli ultimi anni.

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Ultima risposta 14/12/2011 10.51.12
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Marietallo  @  05/11/2011 06:01:21
   6 / 10
mi sa che spoilero alla grande quindi guardate sotto

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floyd80  @  04/11/2011 18:45:09
   6 / 10
Una prima ottima mezz'ora lascia spazio ad una seconda/terza parte di film che non viaggia sulle stesse onde.
La pellicola rallenta senza motivo e finisce per rappresentare le classiche disquisizioni Morettiane (psicanalisi, religione e stupidità altrui) che per chi lo ama sono stupende e folgoranti ma che per gli altri comuni mortali fanno solo innervosire.
Quindi se non amate Nanni Moretti basatevi sul mio voto...altrimenti se siete suoi fan sappiate che è quasi un capolavoro.
Un plauso a M. Piccoli, folgorante.

Rockem  @  28/10/2011 10:02:30
   7½ / 10
Il Moretti che non ti aspetti. Habemus Papam rischiava di essere una pellicola impastata e appiccicata fastidiosamente a temi religiosi o spirituali, dalla coscienza lenta e affannosa, difficile da interpretare, scorbutico da raccontare. Nanni, invece, si è districato molto bene dall'inghippo, presentando un film differente dai suoi ultimi lavori: qualcuno lo ha definito "il più maturo", io direi semplicemente quello che si prende meno sul serio. E i risultati si vedono. Ironia, piacevolezza e non poche risate accompagnano l'occhio incuriosito dello spettatore all'interno del Conclave, tra Vescovi maldestri e - in qualche modo - ancora bambini, e un Papa che non riesce ad esserlo. Il tutto lasciando sullo sfondo del dipinto il tema centrale morettiano di questo film: siamo sicuri di ciò che facciamo? Siamo nel posto giusto o vorremmo vivere diversamente? La vita ci ha chiuso in una gabbia da cui non possiamo evadere, o siamo noi ad aver chiuso essa nel nostro cuore?

barone_rosso  @  10/10/2011 21:48:56
   6 / 10
Un'idea geniale, veramente sprecata. L'inizio avrebbe fatto pensare a un film stupendo... Purtroppo poi moretti non riesce a trascinare adeguatamente il film, che si riduce in qualcosa di un po' banalotto. La psicologia del papa viene un po' lasciata a sè stessa, mentre si mettono in piedi le scenette ridicole coi cardinali. Un po' piu' di impegno su molti aspetti del film e sarebbe stato un piccolo capolavoro.

The BluBus  @  07/10/2011 23:56:47
   7½ / 10
Ottimo Moretti, un'idea geniale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  07/10/2011 22:03:34
   8 / 10
Moretti che torna ai fasti del passato ci propone una storia commovente in cui la figura del Papa è solo un chiaro pretesto per mettersi come al solito a nudo, in un film molto autobiografico. Il geniale Nanni utilizza la metafora della consacrazione del Papa per mettere in scena il solito circo psicanalitico in cui piano piano affiorano tutti i fantasmi del passato, le gioie e i dolori, nel momento in cui viene richiesto un forte segno di maturità al personaggio (qui per esagerazione addirittura associato al passaggio di un uomo da cardinale a Papa) che, rinnegando da sempre la morte rifiuta le proprie responsabilità e di crescere per fare esattamente tutto ciò che gli altri si aspettano da lui (rappresentati dai Cardinali). Un ulteriore indizio su questa interpretazione ci viene da una scena in cui a un certo punto del film se ci fate caso Moretti si gira verso un cardinale e dice "peccato era un caso così interessante, ma ormai so chi è non posso fare nulla per lui". Molto Bello.

chupas8  @  03/10/2011 13:55:18
   7½ / 10
L'idea del papa con tutte le paure e i dubbi dell'uomo coglie nel segno...da vedere!
La scena finale è l'emblema dei nostri tempi...

Satyr  @  30/09/2011 15:20:52
   8 / 10
Film delicato e commovente che poggia tutto sulle spalle di un monumentale e intenso Michel Piccoli, attore di razza dotato di una versatilità facciale pazzesca, occhio stanco, sguardo lucido e sorriso contenuto. Basta il suo volto per sintetizzare al meglio la crisi di un papa metafora della difficoltà dell'uomo comune schiacciato dalle responsabilità. Una figura di prestigio che serve solo da trampolino per lanciare un sguardo lucido e tragicomico sulla fragile condizione umana. Non ho trovato particolarmente invadente il personaggio di MorettI, anzi credo che l'intento principale fosse proprio quello di metter su una parodia di se stesso, evitando cadute di tono o frecciatine offensive verso la chiesa. Abbastanza banali i momenti più surreali con il torneo tra vescovi, ma il tono dei dialoghi mantiene sempre alto il livello della pellicola fino al bellissimo e spiazzante finale.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  29/09/2011 10:21:23
   8 / 10
Si è detto tutto su quest'ultima, bella, fatica di Nanni.
Io l'ho trovato un film meravigliosamente commuovente, dotato di una sensibilità non comune, e diretto con grande maestria, nelle sequenze dedicate a Melville.
Ma ho faticato a digerire (nonostante il consueto sorriso che concedo a un regista e attore a me congeniale, quale è Moretti) la commedia farsesca dei cardinali.
Eccezionali le prime sequenze, con le preghiere disperate.
Eccezionale Jerzy Stuhr, attore che sempre ho amato, in in ruolo per nulla di secondo piano.
Se Nanni si fosse spostato un po' di più e ci avesse fatto vedere il film, come il grande Dino Risi disse, sarebbe stato un grandissimo capolavoro del cinema italiano. Ma così non è stato, e rimane un ottimo film, che consiglio vivamente, anche per la coerenza e maturità con cui viene affrontata l'Istituzione (e si badi, non la Fede) ecclesiastica.

27 risposte al commento
Ultima risposta 05/10/2011 15.07.43
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Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  28/09/2011 12:51:35
   8½ / 10
Grande film di Moretti sull'inadeguetazza dell'uomo a compiti prescelti da altri e sul coraggio della rinuncia. L'elezione di un nuovo papa diviene l'esempio più macroscopico per drammatizzare il nocciolo del film. Anche sul piano visivo ineccepibile con il direttore della fotografia in stato di grazia

Febrisio  @  27/09/2011 17:11:17
   7½ / 10
Un film intelligente che putroppo non riesce ad essere incisivo quanto vorrebbe.

Esprime un concetto parecchio inusuale per un cinema contamporaneo, tanto che al giorno d'oggi, nella realtà, è anche snobbato "dal dovere" o "dalle responsabilitâ" quasi come fosse tutto un istituzionalismo, senza a volte preoccuparsi se quello che per cui siamo stati "ingaggiati" sia veramente la (in questo caso) posizione giusta. Ci si trova lî perchè si è arrivati con gli anni salendo di posizione in posizione, pur anche fosse merito. Un concetto che non mette un semplice cittadino in balia di queste riflessioni, ma carica la situazione inserendoci "...e se fosse il papà a porsi questi dubbi?".

Rimanendo ben lontano da un messaggio pro/contro religione/cattolicesimo, Moretti sforna con non poche difficoltà un buon prodotto, con qualche risvolto inutile, o poco sensato, e nemmeno così divertente, senza inciampare nella retorica, ne rimane un qualcosa di onesto, soprattutto con se stessi... compresibile, oppure no, apprezzato, oppure no, di questo, oggi, qui, non solo cinema, se ne sente la mancanza.

tonnorefanio  @  26/09/2011 17:59:44
   7 / 10
Forse il film più "teatrale" di Nanni Moretti: concretizza idealmente l'idea commedia di cui già aveva accennato ne "Il caimano", dove interpretava se stesso. Lontano dall'essere un capolavoro, ma forse l'inizio di una nuova fase per il regista, che da "La stanza del figlio" ha sicuramente cambiato modo di fare cinema. Grezzo ma guardabile.

davmus  @  26/09/2011 09:46:42
   6 / 10
Buon film. Mi aspettavo qualcosa di più (solo basandomi su recensioni etc)... Resta un film da vedere.

TheLegend  @  25/09/2011 23:17:48
   5 / 10
Carina l'idea ma il tutto risulta abbastanza piatto.
Poco incisivo e abbastanza scialbo.
In mano ad un regista capace di "osare" sarebbe potuto essere molto meglio.

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Ultima risposta 01/10/2011 14.46.21
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  25/09/2011 10:32:56
   7½ / 10
Moretti regista firma un altro film che mette in rilievo il difficile rapporto tra uomo e potere istituzioinale. Un film dalla grandiosa prima parte che si spegne leggermente nella seconda.
Bellisima prova di Piccoli che porta sulle spalle il peso di un personaggio così complesso tra debolezze e necessità di "andare avanti". Belle anche le parti surreali che vedono protagonista Moretti e i cardinali.

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Ultima risposta 29/09/2011 11.34.17
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drobny85  @  24/09/2011 20:54:01
   7½ / 10
Morto un papa se ne fa un altro, quante volte abbiamo sentito o a nostra volta recitato questo detto? Moretti si spinge oltre e con il suo lavoro racconta la storia di un'uomo come tanti, colto dall'enorme peso della responsabilità subito dopo aver appreso di essere il nuovo pontefice ed aver udito la famosa frase "Nuntio vobis gaudium magnum, habemus papam".
Un conflitto interiore magistralmente interpretato da Michel Piccoli, attore navigato e molto espressivo, tanto da far percepire allo spettatore un momento emotivo così forte come la consapevolezza di non essere all'altezza del compito.
Veniamo a Moretti, sinceramente è il primo film che vedo diretto o interpretato da lui, posso dire che la sua regia mi ha pienamente soddisfatto, in parte anche la recitazione, anche se qui qualche rimprovero è necessario.
Ci troviamo davanti ad una prova troppo teatrale, comunque simpatica che riesce a rompere e sviare in alcuni punti dal tema principale, alleggerendo così una pellicola altrimenti a molti indigesta.
Un film che mi sento di consigliare a tutti, credenti o atei, è molto curioso vedere come si svolge un conclave ed i vizi dei vari cardinali chiamati al voto.

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adrmb  @  09/09/2011 19:07:50
   5 / 10
Buona la premessa di mostrare un papa "umano". Si tende sempre a vedere questa figura come la reincarnazione di Dio sulla Terra, quando anche lui, come ogni altro essere umano, possiede dei difetti.
Il film avrebbe potuto avere un buono svolgimento se fosse stato più psicologico, più concentrato sulla figura dell'uomo.
E invece no.
No, perché il film assume rapidamente la strada di una mediocre commedietta, ricca di scene più demenziali che comiche.
La figura del papa viene trattata molto superficialmente, mentre la presenza di Moretti è fastidiosa e inutile.
Sconsigliato per chi si aspettava un altro tipo di film.

Regista Ricky  @  06/09/2011 10:50:24
   2 / 10
Odioso

Nanni Moretti si conferma anticlericale al massimo, come se non si sapesse.
ma questo film non era assolutamente da fare.
non capisco i voti oltre la sufficienza.

se si fosse mantenuto sul tono psicologico con una conclusione più sensata poteva anche starci. è carina la scena dove lo psicologo moretti parla con Sua Santità e gli altri cardinali tutti intorno ad ascoltare.

ecco il film doveva stare su quella linea e non volgere ad una totale crisi di fede che fa allontanare il Papa dal suo posto.

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/04/2012 15.06.55
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Mastermovies  @  30/08/2011 17:48:24
   6 / 10
Valgono in pratica le stesse considerazioni da me fatte per "il Caimano" sempre di Moretti.
Ritmo molto lento ( ma non è necessariamente un male ).
Sottotrame buttate lì a caso

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Temi molto profondi, ma anche tirati un pò troppo per le lunghe.
Rimangono alcune scenette gustose ( strepitosa quella del " sondaggio " ) la bella prova d'attore di Piccoli e il finale, davvero potente e incisivo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  18/07/2011 12:53:20
   7 / 10
Un sogno ad occhi aperti o la realtà nel sogno, la surreale solitudine di un uomo che ha degli umili dubbi sull'incarico divino.

Fantastico Piccoli, ancora più grande nel suo discorso metacinematografico rivolto alla camera-psicanalista.

Chiunque lo consideri blasfemo dovrebbe togliersi quel palo che ha infilato su per il cu.lo. Il cinema non deve chiedere scusa di niente a nessuno.

4 risposte al commento
Ultima risposta 28/09/2011 22.33.48
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kiteneomare  @  07/06/2011 23:17:18
   8 / 10
Re-habemus Nanni!!

zeta  @  06/06/2011 13:29:31
   5½ / 10
Da fan del primo Moretti, non sono rimasto entusiasta di questo lavoro. La parte da lui interpretata sembra quasi uno spin off, senza collante con la storia del Papa. Sembra quasi che lui volesse entrare nel film a ogni costo e a tratti risulta invadente. Resta in superficie su molti temi, trattando per esembio con eccessivo buonismo i rapporti all'interno del vaticano. Voleva raccontare la storia delle paure di un uomo, si dira. Ma allora perché scegliere un archetipo con una struttura così macchinosa e complessa? Per un pizzico di poesia in più, perde lo spirito caustico che ne ha fatto la fortuna. Meglio il Caimano.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/10/2011 18.29.06
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michela.muscio  @  02/06/2011 03:13:17
   1½ / 10
Mezzo voto in più di F&F 5, ma proprio solo perché quello è imbattibile.
Tutto in questo film non funziona.
La sceneggiatura pessima, inadeguata, nonostante un budget milionario Moretti non riesce, oltre a recitare, a creare un film che non sia la solita cretinata.
Accanimento anticlericale, tanto per cambiare, che, non fa di Moretti solo il burattino della sinistra bene ma lo condannerà anche ad un eterno rogo tra le forche dei diavoletti.
Letame!

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sempre  @  01/06/2011 23:38:21
   8½ / 10
E' un film sulle fragilità umane, che parla di un'umanità insicura che tenta di autorassicurarsi.
Un velo di ironia e amarezza pervade tutto il film.
Alcuni personaggi appaiono decisamente patetici, però catturano la simpatia dello spettatore.
L'interpretazione di Piccoli è davvero buona e Moretti si presenta in modo macchiettistico, secondo me, volontariamente.
La caricatura degli ecclesiastici può forse infastidire, ma è bonaria.
Penso che il film inviti realmente a meditare sulle responsabilità da prendersi in un mondo destinato a cambiare... ponendosi seriamente il problema dell'anzianità dei soggetti che ci governano...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  28/05/2011 10:51:29
   4 / 10
Paolo Sorrentino si Nasce, non si Diventa.

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Ultima risposta 11/06/2011 10.07.43
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DiReCtOr  @  28/05/2011 05:10:02
   5½ / 10
Un'idea bellissima, sviluppata all'italiana... anzi, alla Moretti.
Un soggetto simile in mano ad un vero regista e ad un cast tecnico non da telenovela avrebbe sicuramente fatto di "Habemus Papam" un capolavoro, o almeno, quasi.
Nanni, non sai recitare.
Nanni, non sai dirigere.
Nanni, non sai scrivere i dialoghi come si deve.
Nanni, hai idee geniali, ti prego! Smettila di rovinarle!!
Ma sai, ti ammiro, come diavolo hai fatto a creare il tuo cinema con così tanta incapacità tecnico/artistica? E come fai a farlo piacere alla gente? L'abisso che vediamo tra te e Piccoli è imbarazzante. Ad ogni modo, qualche battuta di rilievo e memorabile da segnalare ci sarebbero e anche la tenerezza e la sensibilità nell'affrontare certi temi è da elogiare. Per il resto, un piattume. Inquadrature e luci scadenti, da film a bassissimo costo, quasi fatte da dilettanti. Recitazione buona se non fosse per sto cavolo di psicoanalista che devi sempre buttarci dentro. E' un film che mi ha innervosito troppo... è veramente un film ITALIANO. La qualità nel cinema moderno è importante, molto più che in passato. Tu che hai la possibilità di fare i tuoi film, sfruttala come si deve e nel rispetto del cinema.
Capolavoro mancato...

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Ultima risposta 03/06/2011 13.34.08
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/05/2011 11:33:09
   8½ / 10
Assolutamente impossibile scindere il film dallo sguardo buono e smarrito di Michel Piccoli. "Habemus papam" è lui, è Piccoli, che si carica sulle spalle tutta la fragilità ed il tormento del personaggio. Che è un papa (estremizzazione interessante e funzionale), ma sarebbe potuto essere un uomo qualsiasi schiacciato de responsabilità che non sente di poter sopportare, soprattutto in una fase della vita in cui è necessario ripercorrere il proprio cammino di vita e confrontarsi con i rimpianti. In questo, "Habemus papam" colpisce nel segno, con una delicatezza rara per il cinema occidentale. Meno centrati (anche se divertenti) i momenti di surrealtà, che vedono coinvolti soprattutto Moretti (grandi dialoghi) ed i cardinali. Come al solito, stona la tremenda interpretazione di Moretti, che invecchiando non migliora; in compenso, dietro la macchina da presa rimane efficace.

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Ultima risposta 28/05/2011 11.13.09
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lookinis  @  20/05/2011 14:11:21
   9 / 10
Film meraviglioso, soprattutto per chi come me non riesce a digerire Moretti... Sforzo ampiamente ripagato

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Ultima risposta 06/06/2011 13.33.18
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dils  @  16/05/2011 18:08:16
   6½ / 10
Habemus papam è un film che mi ha dato da riflettere.
La storia affascina e colpisce l'interpretazione di M. Piccoli è a dir poco entusiasmante, solo con lo sguardo riesce a trasmettere al pubblico l'incombente peso e responsabillità che la sua carica di potenfice gli conferisce. Moretti racconta con una regia notevole e accattivante la storia di un uomo che si trova a dover fare i conti con le sue debolezze e con le sue paure, che riscopre la vera natura del suo essere.
Unica nota dolente è paradossalmente lo stesso Moretti che si presenta come lo psicologo dell'insicuro neo papa per poi essere semplicemente una macchietta che cerca di smorzare il tono serioso del film. mah... Comunque consigliato!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  16/05/2011 11:06:55
   7 / 10
Divertente e irriverente la prima parte, nella seconda si appiattisce e rimane incompiuto. Ci sono comunque momenti degni di nota e le battute di Moretti che valgono la visione.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  15/05/2011 18:53:13
   5 / 10
Questa volta Moretti scivola su un terreno certamente insidioso, ma cade in malo modo.
Habemus papam non rappresenta solo un'occasione persa, ma anche un film inadeguato e, mi dispiace dirlo, scritto male.
Se escludiamo la bella interpretazione di Piccoli, il resto del film è di una mediocrità studentesca. Moretti non punge mai e la sua "surrealità" qui si perde nella banalità di una trama scarna, mal sviluppata.
Non sono pochi i momenti morti e il finale non è toccante, ma solo assurdo.

Voglio infine tralasciare il film per fare a Moretti un'accusa più precisa: in questo momento non c'è bisogno di mettersi a fare i buonisti. Questo film non ha davvero senso di esistere adesso. Soprattutto per come è stato sviluppato.

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Ultima risposta 06/06/2011 13.35.37
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jiko  @  15/05/2011 12:35:28
   9 / 10
Un film sorprendente e intelligente che riesce a spiazzare cattolici e laici, pieno di umana comprensione ma anche molto ironico e divertente, riesce a ironizzare e far sorridere senza scomodare i soliti luoghi comuni sulla Chiesa. Moretti avrebbe potuto sparare su un bersaglio facile e invece è riuscito a realizzare un'opera intensa ed equilibrata, dove tutto funziona alla perfezione. La scelta di un attore come Michel Piccoli è davvero indovinata. Da vedere.

Bertasa  @  13/05/2011 17:14:47
   1 / 10
Filmetto, a tratti molto noioso, che sfrutta poco e male i temi che mette in campo. Davvero serviva tirare in ballo il Papa per poi raccontare solo e unicamente una fuga dalle responsabilità?
Superficiale, le scene sono abbozzate, spesso casuali. Neanche quando dovrebbero risultare divertenti riescono ad esserlo fino in fondo. Il personaggio di Moretti alle prese con cardinali viziati è fiacco, privo d'ispirazione, perfetto per accaparrarsi il suo solito pubblico e per soddisfare la sua voglia di protagonismo, tra l'altro assolutamente immeritata.
Per usare un commento comprensibile a tutti dire :" vai a lavorare! "
Ridicolo il personaggio della Buy.
Il film naufraga nel mare di una copiosità produttiva del tutto priva di una sceneggiatura all'altezza. Tanto rumore per nulla.
Davvero imbarazzante.

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Ultima risposta 27/05/2011 16.40.29
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Invia una mail all'autore del commento kossarr  @  12/05/2011 06:16:29
   2 / 10
Perfettamente inutile, come tutti gli altri film di Moretti.
Mai visto un regista più invadente e con manie di protagonismo.
Anche lui vive nel mondo a parte di chi pensa che essere di sinistra sia da intellettuali.
La trama è ridicola e la fotografia degna di una buona webcam.
Ennesima porcata made in italy.

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Ultima risposta 17/01/2012 12.06.02
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Invia una mail all'autore del commento Totius  @  09/05/2011 22:35:28
   7½ / 10
Un film molto bello ed a tratti geniale che però si perde un pò nel finale. Non parlo della trama, la cui fine mi sarebbe piaciuta comunque... quanto del fatto che il finale mi sia sembrato troppo veloce...troppo incalzante, quasi frettoloso! Per il resto direi un film veramente bello e coraggioso.
Ritengo Moretti il nostro Woody Allen, per l'ironia sottile e per i temi spesso presenti nei suoi film.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  07/05/2011 17:10:44
   7½ / 10
"Mi accade spesso di svegliarmi di notte e cominciare a pensare ad una serie di gravi problemi e decidere di parlarne col Papa. Poi mi sveglio completamente e mi ricordo che Io sono il Papa!" (Giovanni XXIII)

Ah, il peso delle responsabilità.
In un periodo in cui nullità si agitano forsennate per dimostrare di contare qualcosa, e magari, chissà, di passare alla Storia, fa specie assistere alla rinuncia perchè non ci si sente all'altezza del compito.
C'è forse qualcosa di rivoluzionario in questo?
Moretti è lontano mille miglia dalla poetica dei diseredati, ma è altrettanto difficile negargli il merito di saper introdurre argomenti di dibattito proprio laddove quello langue.
Il suo Papa è un Michel Piccoli grandioso, senza di lui non ci sarebbe nemmeno il film.

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Ultima risposta 10/05/2011 13.27.02
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El_Baro  @  06/05/2011 19:27:43
   7½ / 10
Hanno già detto tutto molti prima di me. Per non ripetermi, quoto chi spezza il film in due parti.
Molto riuscita la parte più centrata sul Papa, sulla fede, sull'umanità e sul dubbio, anche grazie a uno straordinario e azzeccatissimo Piccoli.
Molto meno riuscita e tirata troppo per le lunghe la parte di Moretti, divertente sulle prime ma stiracchiata poi, per una specie di critica poco informata e fiacca sulla psicoanalisi e sulla scienza, toccate infine da una certa quota di superficialità.
Moretti meno narciso del solito, ma quando c'è, si vede.

woyzek  @  06/05/2011 14:45:04
   8½ / 10
divertente e interessante.

adoro moretti.

Lory_noir  @  06/05/2011 01:09:48
   7½ / 10
Mostra molto bene quello che c'è sotto le vesti vescovili. Nella seconda parte a mio parere si perde un po', ma è un film godibile e intelligente.

maurimiao68  @  05/05/2011 16:45:59
   1 / 10
Blasfemo odioso riluttante!

63 risposte al commento
Ultima risposta 21/05/2011 19.02.30
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raffaelepr  @  04/05/2011 21:10:27
   10 / 10
Dopo 50 anni dai tempi della Dolce Vita e 8 e mezzo un regista italiano scrive un vero capolavoro.

12 risposte al commento
Ultima risposta 09/06/2011 16.57.03
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annibalo  @  02/05/2011 20:18:34
   8½ / 10
dopo Rosi è Moretti il regista più impegnato politicamente, da Io sono un autarchico,Ecce homo... in poi.Ironia e paradossi,la sua specialità

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Ultima risposta 21/05/2011 19.01.01
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dagon  @  01/05/2011 09:02:54
   6½ / 10
Una pellicola divisa in due. Interessante, umana, e riuscita quella focalizzata sul neo papa schiacciato dal senso di inadeguatezza, che beneficia della presenza di un attore della caratura di Piccoli; molto meno riuscita quella all'interno del vaticano, nell'attesa che il tutto si risolva. In questa "seconda" parte, anche se ci sono alcuni spunti divertenti (molti dipendenti dal fatto se "Moretti personaggio" piaccia o meno, con le sue manie, la sua voce chioccia ecc.), sembra un po' pretestuosa con dei rami della trama che sembrano letteralmente mozzati.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  01/05/2011 00:35:49
   8 / 10
L'ultima fatica del "Nanni nazionale" suscita come di consueto polemiche ed attacchi fino alla scomunica dell'"Avvenire", gli spettatori corrono nelle sale, gli incassi volano e come col "Caimano" il "Nanni nazionale" se la gode e fa comparsate un pò ovunque sulla tanta vituperata tv. Fatte le dovute critiche alle strategie commerciali che furbescamente Moretti adotta da qualche anno a questa parte, bisogna dire che la sceneggiatura è davvero originale e lascia abbastanza sbigottiti, la realizzazione, però, non pare del tutta riuscita e spesso si avvita in scene un pochino troppo grottesche che ruotano attorno allo stesso regista-attore. A prescindere dai difetti, rimane, comunque, un'ottima pellicola che fa sia riflettere che sorridere, confermando il grande estro di uno dei pochi cineasti italiani degni di questo nome.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  29/04/2011 20:28:59
   6½ / 10
"Il caimano" usci qualche giorno prima di importanti elezioni e adesso questo "Habemus papam" poco prima di una Beatificazione di un Papa...non c'è che dire, furberie commerciali...
Quest'ultimo film si puo' dividere in due parti...come se fossero due film in uno!
Da una parte c'è "l'episodio" di Moretti all'interno del Vaticano (il piu' deludente)dove i Cardinali conducono una vita fatta tutt'altro che di preghiera in attesa che il papa appena eletto si riprenda...Ma questa parte del film si concede solo qualche sporadica battuta e quando si trattano temi importanti l'Onnipotenza di Moretti pervade sull'argomento e quella che ascoltiamo è solo la sua versione senza una possibile contro offensiva clericale!
Dall'altre parte vediamo,anche se in maniera amplificata,la difficolta' dell' Uomo-Papa ad accettare un carisma cosi imponente come quello di "guida della chiesa"!
La fortuna di Moretti è anche quella di poter contare su uno degli attori Francesi piu' famosi del cinema che riesce a calarsi in qualsiasi ruolo dove nessuna ruga è fuori posto!
Facendo una media tra i due "episodi" non penso si raggiunga un voto molto alto ma comunque sufficiente!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/04/2011 21:48:36
   7½ / 10
Habemus papam, anzi no. Pesante è il fardello di colui che rappresenta Dio in terra, primo e ultimo dei suoi servitori e guida spirituale del mondo cattolico. Un ruolo istituzionale nato e consolidato nei secoli, ma che nessuno dei cardinali del Conclave desidera. Tutta la sequenza iniziale dell'elezione del pontefice pone in evidenza la questione che sta al centro del film: la rinuncia ad un ruolo.
Il barile viene scaricato sul cardinale Melville, poteva essere un qualsiasi altro cardinale il risultato sarebbe stato lo stesso. Moretti in questo senso semplifica in maniera funzionale ogni componente del Conclave, ognuno interscambiabile con l'altro e perfettamente omogeneo, un corpo unico. Non pone problemi sulla Fede, non ci sono giochi di potere o intrighi, solo l'attendere di un "rompete le righe" dopo l'ufficializzazione al popolo dei fedeli e sospirare per il mancato pericolo.
Michel Piccoli è bravissimo nel ruolo di un uomo a cui è stato assegnato un peso enorme, preso dallo smarrimento, terribilmente solo e lasciato solo.
La rinuncia al ruolo di papa e guida spirituale è la rinuncia al ruolo istituzionale cui la Chiesa è stata fondata. Ma se si rinuncia a questo ruolo allora che cosa è la Chiesa oggi? Moretti non si spinge oltre. A mio parere è più importante porre la domanda semplice e diretta, che dare una o più possibili risposte. L'attualità in questo senso ci può dare una mano. Sarebbe interessante inoltre verificare se il finale di questo film si riveli abbastanza profetico come quello del Caimano.

ughetto  @  27/04/2011 23:56:40
   6 / 10
Il film è composto da due segmenti. La vicenda esistenzial- esistenzialista di Piccoli e l'avventura sportivo- teoretica di Moretti. Il fatto è che non sono scritti per gettare luce l'uno sull'altro. Sono quindi condannati a divergere irrimediabilmente, regalandoci due film, che quindi vanno letti uno per uno.
Il film sul Papa è il meglio riuscito: la telecamera segue la vicenda di un uomo che è un personaggio in senso pirandelliano. Evocato dall'autore, anzi dall'autore degli autori, gettato sul palconscenico, abbandonato senza alcuna voce, senza alcuna luce; ma soprattutto imprigionato in un ruolo che prescinde e che non tiene conto della sua propria individualità (sembre che ce ne sia una).
E questo è il colpo di genio: il Papa è in effetti la figura storica la cui vicenda presenta maggiori analogie con quel Personaggio; ed è brillante che cerchi la catarsi e la pace proprio in ciò che più rappresenta il suo dramma: il teatro. Accettando quindi la condizione scissa dell'esistere, ma implorandone, umanissimamente, uno svolgersi più immanente. Tuttavia la scrittura non mi ha convinto: per appassionarmi ad un tema così esistenziale avrei avuto bisogno di una regia intima, non di una regia distaccata. Ma questo è oltre la critica: è solo una mia impressione di spettatore. Moretti per me è il maestro dell'intimità: da Palombella Rossa a Caro Diario apoteosi del genere, (diario, non a caso), che inizia con una ripresa con telecamera digitale a mano. Ma qui sembra utilizzare più le vie estetiche del Caimano, e allontana. Sprecando il meraviglioso soggetto.
Il film su Moretti invece non merita tante parole: gigioneggiando strappa qualche sorriso; la sua superficialità è disarmante: la lettura della realtà non banale ma, peggio, banalizzante. Ho sentito, in difesa di questo pezzo di film, parlare di nichilismo: non scherziamo.
Si ricorda allora con rimpianto il suo capolavoro (a modesto avviso di chi scrive) dove si seppe coniugare una delicata, profonda, odissea esistenziale con un fraseggio sulle cose sempre pieno di passione e significato. Ed è per questo che aspetterò il prossimo film di Nanni Moretti con trepidazione e farò la coda il venerdì per vederlo subito.

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Ultima risposta 28/04/2011 15.39.26
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simonssj  @  26/04/2011 19:30:46
   9 / 10
Riprendo completamente la recensione di polbot...film denso di significato dietro la sua apparente semplicità e fatuità; si esce dal cinema con mille ??? , poi si torna a casa, si pensa, si riflette e si cerca di dare una spiegazione, una decifrazione alla storia che Moretti ci ha voluto raccontare, e al di là del giudizio che possiamo avere dell'attore-regista, non si può dire che non ci sappia fare, almeno nel sollevare delle problematiche dove non te l'aspetteresti mai

andreapau  @  26/04/2011 16:04:55
   8 / 10
Habemus Papam è un film sorpendente per ironica lievità di rappresentazione e complessità dei temi trattati.
Satira feroce del sacro (inteso come burocratizzazione del divino), esercitata attraverso l' umanizzazione del Pontefice e il ridimensionamento razionale del conclave che lo ha espresso alla stregua di un qualunque consiglio di amministrazione, ispirato a criteri utilitaristici piu' che divini.
Dove la vecchiaia non è saggezza, ma disincanto, malattia e ostinata rassegnazione.
L'eterna lotta tra Fede e Ragione non esprime vincitori ma sancisce una indissolubile reciprocità esistenziale.
L'una tenta di dominare l'altra, avventurandosi financo nella pretesa di dettare regole nell' altrui campo.
Commovente e struggente, questa "sua Santità suo malgrado" è interpretata dal GRANDISSIMO Michel Piccoli che rifiuta la croce appioppatagli dagli umani, dapprima come moto isterico, ma poi come decisione ponderata.
Perchè nella profonda e sincera conoscenza di se, scopre che solo un pazzo puo' interpretare la parte di primattore che lo spettacolo con piu' spettatori al mondo richiede.
E nella cecità della fede non c'è spazio per la sincerità..che provoca un dolore forte ma di breve durata, perchè "morto un papa se ne fa un altro".
E allora Habemus(un altro)Papam.

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Ultima risposta 23/05/2011 11.37.25
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sestogrado  @  26/04/2011 11:10:01
   8 / 10
Habemus Papam è il ritratto divertente, paradossale, commovente di un papa che si sveste della sua aura ultraterrena per divenire un fragile essere umano, depresso, confuso, problematico, emotivo. ho sempre pensato che gli ultimi due papi abbiano un forte potenziale come attori, gesti studiati, un tono della voce misurato.. una sensazione condivisa forse anche da Moretti, che oltre a renderlo un nostalgico attore di teatro, ce lo mostra seduto ad un bar nei panni di un normale ottantenne, o scendere da una auto blu con i vetri oscurati (e circondato da bodyguards) come un capo di stato. semplicemente irresistibile

marco86  @  25/04/2011 21:44:43
   7½ / 10
non ho nulla di originale da aggiungere al bel commento di amterme, poco più sotto.
Moretti mette in scena lo smarrimento dell'uomo contemporaneo, con le istituzioni (in questo caso quelle religiose), troppo ripiegate al proprio interno per poter continuare a svolgere il ruolo loro storicamente assegnato.
esilarante il ruolo dello psicoanalista.

il finale è di quelli che lasciano sbigottiti.

dobel  @  25/04/2011 14:26:10
   5 / 10
Peccato!!!!
Amo Moretti e credo sia uno dei pochi registi italiani con una poetica immediatamente riferibile a sè. Qui c'è tanta carne al fuoco: un tema bellissimo, complesso e profondo; mezzi economici consistenti (forse troppo!), un grande protagonista. La lontananza della curia romana dalla realtà vera della gente è tema che risale al Medioevo. La Chiesa spesso non sa venire incontro si bisogni della gente, un luogo comune trito e ritrito con un fondo di verità. Moretti ha per le mani un argomento impervio che offre molte possibilità di approfondimento. Belli i simbolismi: i cardinali tutti chiusi in Vaticano che non possono avere contatti col mondo esterno; il Papa che, assistendo in incognito a discussioni riguardanti i problemi quotidiani, se ne tira fuori protestando la sua assenza; l'incapacità del Pontefice di assumersi una responsabilità così alta come guidare tanti fedeli... Tutto bello, giusto, interessante. Ma realizzato per accenni. I temi vengono buttati li in modo scontato, banale, prevedibile. Nulla è approfondito; tutto è educatamente esposto in modo ironico e tranquillo. Quasi avesse paura di un argomento così scottante e 'pericolosò, Moretti rinuncia a graffiare, ad andare in fondo alle cose, ad approfondire le pillole che getta in modo distratto ancorché divertente.
Peccato! Tante scene e tanti personaggi trascurati! Tante occasioni e idee lasciate in sospeso. Non mancano i momenti comici o poetici, ma rimangono attimi solitari.
La Chiesa è lontano dalla gente? Questo il succo del film. La Chiesa parla una lingua che ha perso un contatto con la quotidianità? Il compito di Pontefice sulle spalle di un uomo non è troppo pesante? Quale persona sana di mente potrebbe sopportare un compito tanto grande?
Io credo che chi accetta quel compito sia ormai talmente assuefatto a quell'ambiente da seguire in modo naturale la strada che gli si prospetta.
Credo altresì che, benché la Chiesa spesso sia avulsa dalla realtà e abbia pochi contatti diretti con i problemi quotidiani, così arroccata nei propri palazzi come nel film di Moretti, si debba distinguere fra curia romana e tutto il resto.
Don Milani, Don Mazzolari, Don Zeno, Madre Teresa di Calcutta, tutti quei poveracci di sacerdoti o religiosi che in ogni parte del mondo, senza pubblicità e a volte contro l'ufficialita ecclesiastica, aiutano moribondi e affamati, fanno pur parte della Chiesa. Quindi alla fine, l'argomento trattato da Moretti è bello, vero, attuale, condivisibile; bisognava trattario con più serietà, meno pressapochismo, meno superficialità. Ne è uscito un film banale, scontato, con un finale imbarazzato (nemmeno il regista sapeva come concludere e ha tagliato in quattro e quattro otto il film). Da Moretti mi aspettavo di più.
Forse il tema è lontano dalle sue corde (più politiche che spirituali), forse i film di massa sono ancora troppo complicato per lui (quante storie avrebbe saputo sviluppare un Altmann da tutti quei personaggi!!), abituato a pellicole cameristiche.
Il bello di Moretti è quello di darci ogni 6/7 anni il suo punto di vista sulla società, un punto di vista spesso interessante e comunicato in modo artisticamente bello. Stavolta l' interesse è limitato, e l'esposizione è banale.

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Ultima risposta 27/04/2011 13.03.08
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FABRIT  @  25/04/2011 11:56:14
   9 / 10
Grande film,fra i più belli di Moretti.
Michel Piccoli poi davvero strepitoso..un film non solo sulla chiesa o contro la chiesa,un film sulla vita,sulla vecchiaia,sulla sofferenza nell' essere inadeguati...da non perdere!

paride_86  @  25/04/2011 02:00:34
   5 / 10
"Habemus Papam" - che ho avuto la fortuna di vedere gratuitamente - racconta la storia di un cardinale, Melville, inaspettatamente eletto pontefice e del tutto impreparato al ruolo.
Moretti racconta questo inframezzandolo con psicanalisi, teatro, desideri perduti e mai realizzati, non approfondendo, però, nessuno dei filoni.
Il film scorre tanto piacevole e divertente quanto vuoto e superficiale: non si capisce dove vada a finire la trama dello psicanalista/Moretti e come si incastri col susseguirsi degli eventi, né tantomento cosa c'entri il tanto citato teatro di Cechov con la storia in questione.
Il conclave viene illustrato con perizia e ironia, ma il regista affronta il tema con uno spirito così naif da risultare sconclusionatamente infantile, mostrando i cardinali - uomini esperti di fede e potere - come ingenui, candidi ragazzini alle prese con tornei di pallavolo e canzoni sudamericane (anche se fossero allegorie e metafore, cosa vorrebbero significare?).
Per non parlare del protagonista: non si approfondiscono mai le ragioni profonde del senso di inadeguatezza di Melville, che compra ciambelle (con quali soldi?), parla di teatro, della sorella attrice, va da una psicoterapeuta - Margherita Buy, che ovviamente si carica in macchina il primo vecchietto sconosciuto che incontra - , ma non si spiega mai il suo rapporto con la fede, che è il nodo centrale della questione.

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Detto questo torno a dire che "Habemus Papam" è una commedia piacevole da vedere per le battute e le gag ben scritte - a volte rovinate dal Moretti attore, privo di un vero talento di interprete e sempre uguale a se stesso - ma si dimostra un film decisamente esile e superficiale per l'importante tema che "affronta".

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  24/04/2011 18:40:13
   5½ / 10
Nanni Moretti a me piace. Questa volta però bocciato! ha girato un film da quarta elementare. Strepitoso Michel Piccoli, mi è piaciuta anche la parte del portavoce della Santa sede.

3 risposte al commento
Ultima risposta 06/06/2011 13.29.50
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Teofilatto  @  24/04/2011 14:39:52
   8 / 10
nanni mkoretti mi sta sulle palle....ma porca miseria è davvero bravo

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/04/2011 11.01.49
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Lavezzi78  @  23/04/2011 10:44:44
   8 / 10
Ottimo film . Nanni Moretti ancora una volta non delude. Ottima la sceneggiatura e l'interpretazione degli attori. Michael Piccoli è straordinario.
Film da vedere assolutamente.

InsolitoEs  @  23/04/2011 01:35:02
   8 / 10
Prima parte perfetta. Partita a pallavolo evitabile. Grande finale.
Michel Piccoli straordinario. In alcuni momenti mi ha ricordato un anziano che conosco che soffre di alzheimer ( la stessa paura ....lo stesso smarrimento ).
Ma il massimo Michel Piccoli lo raggiunge quando riesce a non fuggire anche dal film quando si trova davanti la mediocre margherita Buy.

polbot  @  22/04/2011 23:12:47
   9 / 10
Film assai godibile che mi riconcilia senza dubbi con un nanni Moretti decisamente in forma e piuttosto sicuro nella direzione in un film "pieno di dubbi". Mi permetto di condividire qui di seguito la recensione di un mio amico, che mi trova pienamente d'accordo..
Film di non facile digestione. Profondamente morettiano, tanto da essere di fatto già contenuto interamente nei film precedenti. Il ritmo narrativo e la sceneggiatura non hanno la freschezza dei tempi d'oro, solo a sprazzi la toccano. però qui, più chiaramente, l'apparato delle trovate morettiane diventa funzionale a circoscrivere, a definire per contrasto.
Papa Melville è l'unico personaggio credibile della vicenda. La sua credibilità emerge gradualmente, a fronte degli altri personaggi.
Gli altri cardinali, esponenti di un dogmatismo privo di reale sostanza (nel tempo libero nessuno prega, nessuno crede in un Dio) si lasciano andare come bambini, cullati dalla musica, dalla danza, dallo sport, dai giochi.
Lo psicanalista è invece ateo, esponente freudiano-darwiniano, anch'egli però dogmatico: si rivela personaggio detentore di una verità, "papale", intenzionato a dettare le regole, esimio nel suo ruolo e tuttavia fallito sul piano più sostanziale, più umano.
La scena del dialogo tra sordi, il dogmatico teista e il dogmatico ateista, che discutono in alto sul trespolo dell'arbitro, del giudice di volley, è una scena di inautenticità. In basso invece la scena autentica: un court di terra improvvisato accoglie vecchi che ritrovano un'umanità, nel gioco. Solo nel ritorno ad un affidamento infantile c'è per questi, cardinali o psicanalisti atei che siano, una dimensione autentica. anche nella scena in automobile, sono i bambini a svelare la verità della madre che mente.
Papa Melville è l'unico uomo di verità che riesce ad esserlo rimanendo adulto, senza tornare bambino. Melville è l'unico personaggio che cerca di prendere sul serio Dio, con fede, cercando. Quella di Michael Piccoli è una bella faccia di vecchio confuso, indifeso, come d'altra parte avrebbe diritto ad essere indifeso ogni vecchio, tranne il Ratzinger di turno. Uomo di verità: ovvero uomo che sente di non possederla, la verità, ma che rispetto ad essa si sente inadeguato. Verità può essere semplicemente un'adesione alla realtà.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER non è fuga dalla realtà, ma fuga verso la realtà. In un bar, nella metropolitana, in un luogo dove si fa il pane, si contempla la realtà. Anche in una chiesa dove si usano parole realistiche, dove Dio non lo si possiede, ma lo si cerca, Dio potrebbe anche esserci. Perché Dio sembra aver scelto Melville con convinzione, per due volte: per fare il papa (e la serietà della scelta divina è affermata più volte nel film), ma ancor prima nella sua giovinezza, impedendogli una carriera da attore e volendolo sacerdote. Non sarai uomo di finzione, attore, ma uomo di verità.
L'attore calvo, impazzito, che pronuncia tutto il copione da solo, è l'elemento che rivela la necessità di romperla questa finzione.
Bellissima la scena sulla metropolitana dove Melville balbetta le prove per un possibile discorso, il discorso che vorrebbe fare come papa: Pietro... . Come a dire: Pietro non era così , cari fedeli, Pietro non era il capo infallibile di una chiesa potente. Bisogna rileggerlo, cari fedeli, il racconto che viene fatto nella Bibbia (dove sì, tra le altre cose, si parla anche di debolezza, di depressione). Un discorso così, un giorno, un papa dovrebbe farlo, pensa Melville. Dovrebbe parlare come parlava un uomo vero, Pietro. Ma il peso di 2000 anni andati diversamente è troppo, e Melville quel papa non lo riesce ad essere. Nel discorso finale: bisogna cambiare, ma io non riesco a farlo.
Aprendosi coi funerali di Giovanni Paolo II, è un film che può ricordare la forza di quest'uomo, vero uomo e dunque anche vero papa, di forza e umiltà petrina. Somigliando anche fisicamente a Wojtila, M. Piccoli è un papa che può far riflettere meglio su quanto possa essere faticoso proseguire le grandi intuizioni di Wojtyla (chiedere perdono per la chiesa, mostrarsi realmente umani e deboli) e suggerisce una riflessione sui modi messi in atto dal suo attuale successore storico.

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Ultima risposta 27/04/2011 14.12.37
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  22/04/2011 18:11:05
   5½ / 10
Quest'ultima fatica di Nanni Moretti mi ha lasciato alquanto perplesso, un film a metà, estremamente rispettoso ma con poco coraggio e senza quel mordente che ha da sempre caratterizzato il cinema di Moretti.

La storia del Papa ansioso che ha paura di diventare guida della Chiesa è resa molto bene dalla stupenda interpretazione di Michael Piccoli (chi non vorrebbe un papa così!) il problema è il contorno che è una parte consistente del film che spesso ho notato essere stata trascurata nei commenti che mi hanno preceduto.
Perchè finchè si approfondisce la figura di un papa ansioso e spaventato, il film è credibile e coinvolgente ma quando si passa oltre, Hamemus Papa diventa estremamente schematico e riduttivo, trattando argomenti di grande importanze e delicatezza con una superficialità che fa emergere una fastidiosa saccenza.

La chiesa viene messa in scena come una succursale di alto borgo di Villa Arzilla dove un manipolo di cardinali passa le sue giornate e giocare a Briscola. Un circolo di nonnetti dolci invece che di navigati uomini di fede MA ANCHE E SOPRATTUTTO raffinati politici!
C'è uno sguardo di grande benevolenza, forse anche per creare un climax ideale per la commedia, a scapito però dell'incisività provocatoria che mi sarei aspettato. Si può essere critici senza per questo dover mancare di rispetto.

Inoltre la critica alla psicanalisi è veramente all'acqua di rose, si mette alla berlina una scienza senza preoccuparsi di un minimo di messa in scena credibile ma soprattutto, ed è qui la vera colpa del film, lo fa in un contesto pericoloso, visto i rapporti a dir poco conflittuali esistenti tra fede cattolica e la scienza freudiana.

Il tutto condito da una durata eccessiva e dalla inadeguatezza di Moretti come attore di commedia.

Riuscito a metà l'altra parte è irritante.

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Ultima risposta 15/05/2011 18.41.07
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Niko.g  @  22/04/2011 12:03:40
   5 / 10
Un Papa in crisi d'identità. Idea particolare ma non una novità assoluta (un caso simile si ebbe già con Papa Celestino V). Ciò che non è comprensibile, almeno nel caso di un cardinale appena eletto Papa, è come egli possa pensare di superare una crisi di questo tipo senza rapportarsi minimamente con ciò che è stato fino ad allora il suo punto di riferimento, il suo pane quotidiano: la preghiera.
L'interpretazione di Michel Piccoli è meravigliosa, ma se qualcosa a mio parere non funziona, la colpa non è sua, quanto piuttosto della sceneggiatura che non gli permette di essere inquadrato in un contesto adeguato e che lo caratterizza, invece, come un uomo capitato lì quasi per caso, non sapendo nemmeno lui il perché. Questa l'ho trovata una stonatura grave e, come è stato già detto in qualche commento precedente, gravi sono alcuni "salti" all'interno della sceneggiatura stessa che risulta male assemblata (difetto-pregio morettiano, ingiustificabile in questo caso, vista la portata del tema trattato).
Molti personaggi del film sono superficiali se non addirittura inutili, inseriti in un contesto imponente e scenograficamente ben rappresentato ma privo di ogni sacralità che gli è tipica.
E visto che il tema del dubbio è il perno di questa surreale e strana commedia, mi ci metto pure io. "Non c'è alcuna consolazione in questa vita…". Quale vita? Quella di Darwin? Quella di chi la pensa come lui? Non si sa… di certo la frase dello psicanalista suona quasi come una sentenza, una verità dogmatica, alla stessa stregua della tanto criticata e rigida Chiesa cattolica.

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Ultima risposta 05/05/2011 18.53.52
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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  21/04/2011 22:34:10
   8 / 10
Moretti prosegue con "Habemus papam" il discorso intrapreso con "Il caimano", riguardo il il rapporto problematico fra individuo e istituzione/potere.
Secondo la sua visione, gli individui e la società versano in uno stato spirituale confusionale, in crisi, senza valori fondanti certi e assoluti su cui basarsi. Le istituzioni appaiono avere perso il ruolo di mediazione, sintesi collettiva, luogo di realizzazione di aspirazioni e principi condivisi e sembrano sfuggiti di mano, incontrollabili, ingestibili da parte di qualsiasi forza umana "normale".
L'istituzione politica sembra destinata a vivere per se stessa e a schiacciare la società (finale de "Il caimano"), l'istituzione religiosa pare invece destinata a dissolversi in quanto non più in grado di riformarsi e rispondere alle esigenze di cura e sostegno etico che provengono dalle persone comuni e dal suo interno stesso.
"Habemus papam" focalizza il distacco fra persona e istituzione molto meglio di quello che facesse "Il caimano". Le persone "normali" (e si cerca di dimostrare in tutto il film che un religioso e pur anche un cardinale lo è o lo può essere) sono chiuse nel loro piccolo dovere/routine quotidiana, nel mondo a piccola dimensione e non si azzardano minimamente a pensare in grande, a prendersi responsabilità enormi, gigantesche su di sé.
Il film cerca proprio di far identificare il comune spettatore con il papa designato. Viene infatti ritratto e fatto agire non certo come un uomo d'istituzione, ha pochissime caratteristiche che lo possano far identificare con un uomo speciale o di potere, è in tutto e per tutto una persona "comune". La domanda è: cosa faremmo noi se ci trovassimo all'improvviso di fronte a un compito "sovrumano"? Come reagiremmo? Ecco allora che il personaggio interpretato da Michel Piccoli appare plausibile e comprensibile nelle sue reazione incerte, confuse, nella sua scelta finale. Il potere non si addice proprio alle persone "normali".
L'istituzione Chiesa viene ritratta come qualsiasi altra istituzione presente nel mondo di oggi: secolarizzata, influenzata dalla cultura del consumo, dello svago e della medialità, insidiata dalle pressioni di ordine psicologico (l'alienazione, gli psicofarmaci). Questo al di là della natura delle singole persone, le quali sono tutte rappresentate in maniera amabile, simpatica, quasi positiva (educati, cortesi, tifano per il più debole). Sembra quasi esserci un desiderio genuino e sincero di valori da parte delle singole persone, dei fedeli medesimi, ma il fatto stesso che ormai la chiesa è a tutti gli effetti istituzione di potere, rende vano qualsiasi tentativo di riforma. La contraddizione fra valori propagati e funzionamento strutturale verrà prima o poi al pettine ed esploderà con conseguenze incerte. Questo sembra presagire il finale-profezia, modellato su quello de "Il caimano".
Le figure non-religiose non fanno certo migliore figura, anzi forse sono peggiori. Il personaggio interpretato da Moretti stesso risalta per impotenza, inefficacia, alterigia, mancanza di umiltà e umanità. Moretti sembra quasi giocare con l'antipatia che lo circonda, con le accuse di egocentrismo e reagisce paradossalmente alimentando ancora di più questo "gioco".
Gli eroi dei suoi film sono soprattutto degli anti-eroi. Michel Piccoli come Silvio Orlando si trova confuso, perso, senza punti di riferimento, senza nemmeno l'ausilio dell'arte (a cui anela come traguardo supremo) e si dibatte inutilmente, a lungo, senza pervenire a niente. E' il ritratto dell'uomo post-moderno secondo Moretti: un essere deluso da tutto che si dibatte invano, senza risultato, mentre intorno il mondo prosegue distaccato per la sua strada auto-distruttiva.
Gli ultimi due film di Moretti sono soprattutto film che cercano di dimostrare tesi e ne risente moltissimo la resa dei caratteri. Il principale difetto è proprio nell'inconsistenza dei personaggi, nella loro sostanziale superficialità, nel loro essere quasi solo rappresentativi. Il conflitto interiore del papa è in realtà solo sfiorato, non approfondito e sviscerato. Moretti non ha osato andare al di là della commedia con risvolti etici. Peccato perché poteva venirne fuori un film molto più importante.
Rimangono i primi 20 minuti, quelli del conclave, molto intensi ed emotivi. Li ho seguiti quasi con il fiato sospeso. Il resto sono sostanzialmente tempi morti, fino allo splendido finale. Comunque un film molto interessante, piacevole, da vedere senz'altro.
Chissà che anche stavolta Moretti non ci azzecchi con la profezia finale!

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Ultima risposta 25/04/2011 01.30.58
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valis  @  21/04/2011 18:49:33
   10 / 10
film straordinario, e lo dice uno che non è affatto un sostenitore di Moretti, ma qui ha colto nel segno, probabilmente tra venti anni sarà ricordato come uno dei capolavori di sempre del cinema italiano.
crisi di coscienza del neo eletto papa, il quale, non trova di meglio che fuggire dall'asfissiante clima vaticanizio per prendere una boccata d'aria in giro per roma.
qui l'impareggiabile piccoli si scontra con le aspettative di un'umanità folle alla deriva e sofferente, in attesa della nomina del nuovo pontefice quale punto di riferimento, aspettative cui non si sente in grado di adempiere.
dall'altro lato Moretti dipinge un clero lontano dal mondo rinchiuso nei suoi palazzi, inconsapevole della gente e del mondo intorno.
impareggiabile il buon jerzy stuhr nel ruolo del portavoce inteso a nascondere l'accaduto, ad occultare al popolo dei fedeli quello che realmente stava accadendo.
il film ha molti livelli di lettura che qui ometto di elencare, ma quello che più mi ha colpito è il discorso finale di piccoli, resa di un uomo di fronte all'attesa di un mondo o resa, metaforica, di un'istituzione ormai rinchiusa in sè stessa che mira solo a durare un pò di più?

suzuki71  @  21/04/2011 10:22:19
   9 / 10
E' il più importante film italiano degli ultimi anni. La potenza della sobrietà e della misura, un sottile inno alla vita a alla straordinarietà del quotidiano che non si scaglia contro nessuno, ma tira dritto verso una imprescindibile umanità. Un film che osa e sfida l'inimmaginabile con sicurezza e misura notevoli, con un sorriso. Straordinario e importante, solido e maturo, a mio parere va messo da subito tra i classici del cinema italiano di sempre: è come mangiare una millefoglie ai frutti di bosco a un tavolo di merendine. Finale straordinario.

zakfett  @  21/04/2011 09:48:09
   7 / 10
7 perchè il racconto cinematografico è rispettoso e ben fatto.
Paga l'essere eccessivamente caricaturale, con personaggi lineari e "costruiti" esplicitamente per catturare la simpatia.
Il personaggio di M.Buy è proprio inutile.

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Rand  @  20/04/2011 18:09:41
   7½ / 10
Buon film di Moretti, come sempre, la regia impeccabile, una sceneggiatura solida e poco prevedibile supportate da musiche eccellenti, una fotografia sontuosa e buoni attori rendono il film godibile, oltre che ironico e leggero ma anche complesso e ben strutturato. A mio avviso il personaggio del giornalista RAI2 insopportabile è veramente efficace, idem per Jerzy Stuhr e Michel Piccoli, forse un pò troppo "carico" ma efficace, Moretti come sempre al top, che apprezzo come attore, non fa rimpiangere il prezzo del biglietto, senza contare tutti gli altri personaggi, ben strutturati e interessanti, se ne vorrebbe di più, invece il finale ci lascia così, senza approfondire, e il film è già finito. Consigliato ad atei, laici e credenti

wallace'89  @  20/04/2011 17:47:34
   8 / 10
A mio avviso un film molto bello, e tra i più compatti di Moretti.

La chiave della riuscita è proprio nel tono sospeso, non gridato ed equilibrato che sostiene il film. Sbaglia chi dice che il limite del film è non andare a fondo nelle sue premesse, di non approfondire le sue tematiche insite. Non è un film "a tesi". La sua bellezza sta nell' immagine complessiva, nella sua rappresentazione e descrizione, non nel giudizio e men che mai in una risoluzione anti-clericale nonostante lo spirito laico di fondo.

La classica caustica commedia morettiana affronta il materiale ecclesiastico con discrezione bonaria rappresentando un mondo isolato che ormai deve fare i conti con il proprio tempo, trovando risposta proprio nella ricerca dell'autenticità. Missione del clero deve essere non l'occultamento dell'evidenza, del vero ma partecipazione e confronto nella sua ricerca.
Evidente, nonostante le masse di fedeli, la vacuità di una voce che ha ormai perso la sua forza di comunicare messaggi della maggiore e dovuta importanza. Inevitabile quando le istituzioni dimenticano gli uomini e se non mettono in discussione la propria umanità.

Moretti in questo percorso, non distrugge ma propone e il messaggio è quanto mai importante. Come questo messaggio emerge non è didascalico, ma lasciato all'interpretazione e alla sensibilità dello spettatore ( quindi potrete benissimo pensare che si tratti di una mia interpretazione) attraverso un piacente, lieve e insieme doloroso mosaico umano dove anche un personaggio come quello di Moretti apparentemente slegato al percorso narrativo equilibra le domande che è possibile farsi, e che non è necessariamente l'autentico punto di vista posto dal film (personaggio sottoposto sia all'autocritica che all'autoelogio con la caratteristica vena idiosincratica del nostro che è sempre un piacere ritrovare).

Michel Piccoli è poi squisitamente intenso, e la regia si avvale di comparti tecnici notevolmente in mostra, come la fotografia e la scenografia, che aggiungono sostanza cinematografica al tutto. Un film italiano decisamente importante.

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