un borghese piccolo piccolo regia di Mario Monicelli Italia 1977
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un borghese piccolo piccolo (1977)

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locandina del film UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO

Titolo Originale: UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO

RegiaMario Monicelli

InterpretiAlberto Sordi, Shelley Winters, Romolo Valli, Vincenzo Crocitti

Durata: h 2.02
NazionalitàItalia 1977
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1977

•  Altri film di Mario Monicelli

Trama del film Un borghese piccolo piccolo

Giovanni Vivaldi (Alberto Sordi) ha lavorato per una vita come modesto impiegato del ministero. Il suo unico sogno Ŕ quello che suo figlio Mario (Vincenzo Crocitti), diplomatosi ragioniere, lo sostituisca nell'impiego. Per agevolare il figlio al concorso ministeriale, Vivaldi accetta di iscriversi alla loggia massonica a cui appartiene il dottor Spaziani, il suo superiore. Il guaio Ŕ che, proprio il giorno dell'esame, davanti agli occhi del padre, Mario viene ucciso da un rapinatore di banca...

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Voto Visitatori:   8,67 / 10 (95 voti)8,67Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
Miglior filmMigliore registaMigliore attore protagonista (Alberto Sordi)
VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior film, Migliore regista, Migliore attore protagonista (Alberto Sordi)
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Voti e commenti su Un borghese piccolo piccolo, 95 opinioni inserite

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Gigetto01  @  19/10/2018 16:54:41
   10 / 10
Un gran bel film, tra i migliori del cinema italiano. Una storia tragica con un Alberto Sordi in gran forma. Strepitosa la regia di Monicelli.

arrivaal  @  06/01/2018 04:38:09
   8 / 10
L'albertone a metà film mi ha tirato fuori una sciabola e mi ha detto "come ti permetti di criticare il mio film, pussa via sai" e mi ha fatto capire il significato del film.
Sicuramente un po' pesante se ci si aspetta una commedia drammatica o comica, non si piange non si ride, forse volutamente, talmente grottesco che di per se non lo è quasi per niente, ma solo nel suo significato.
Pure il pesce vergognosamente saccagnato a bastonate riesce ad avere senso.
Difficile riguardarlo, magari in compagnia, ma sicuramente grande cinema.

VincVega  @  20/07/2017 19:51:13
   9 / 10
Ritratto deprimente di un'Italia non molto distante dai tempi di oggi. Le liti nel traffico, le raccomandazioni, i leccapiedi nel campo lavorativo, l'accumulo di stress e lo sfogo in famiglia, sono tutte tematiche ancora più che mai attuali. Poi c'è il colpo di scena della seconda parte in cui il registro passa da dramma ma con echi di commedia e quasi scanzonato, a dramma che nella parte finale sconfina nel thriller.
Caratterizzazione ineccepibile del personaggio di Sordi, il quale sfodera una performance magnifica e più drammatica rispetto al solito. Un ritratto impeccabile da parte di Monicelli, capace di mostrare le tante sfaccettature dell'animo umano del borghese medio italiano.

fabio57  @  27/07/2016 13:39:07
   8 / 10
Monicelli, per una volta abbandona il registro ironico e leggero e si cimenta in un dramma a tinte forti. La morte di un figlio è evento talmente tragico, da essere devastante per chi lo subisce, quando poi accade per una fatalità criminale, gli esiti e gli effetti sono imprevedibili. E' quello che capita al protagonista di questo film, interpretato da un Sordi semplicemente immenso, in un ruolo del tutto diverso dai suoi soliti. La vendetta che consuma un po' alla volta, è non solo una risposta terribile e bestiale contro l'assassino del casuale delitto , ma è anche la sua rivalsa contro un destino beffardo, che gli sottrae l'unico figlio proprio quando sta per coronare il suo modesto sogno di diventare impiegato ministeriale, ma soprattutto un grido di dolore contro una società malata, che non tutela le persone deboli e che costringe un pover'uomo a inventarsi qualsiasi sotterfugio, per dare ad un figlio, quello che la costituzione italiana sancisce come diritto inalienabile, proprio all'art. n 1. che recita testualmente "L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro"

enigmista  @  26/07/2016 20:11:00
   9 / 10
Grande, grandissimo e amarissimo film del maestro Monicelli, con un incredibile Alberto Sordi. Uno spaccato a tratti divertente, a tratti inquietante, della piccola borghesia italiana. Sicuramente un film da vedere. Se non l'avete visto, rimediate subito! :-)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  21/12/2014 20:23:35
   7 / 10
Rimangono impressi l'affresco di un'Italia fredda cinica e spietata, dove ognuno pensa solo a coltivare il proprio orticello, e la figura di un uomo sgradevole ed egoista, servo del sistema e disilluso da un'esistenza mediocramente ordinaria; cio' che sta nel mezzo non convince appieno, soprattutto il taglio netto tra la prima parte, drammatica ma sdrammatizzante, e la seconda virata verso il thriller in stile "Il Giustiziere della Notte".
Troppo contrastante, il che puo' essere visto come un pregio tanto come un difetto; in sto caso mi trovo un po' nel mezzo, nel senso che ho apprezzato ma, al tempo stesso, sono rimasto alquanto interdetto, soprattutto negli ultimi frammenti messi quasi a forza giusto per stare al passo con i tempi di Dario Argento.

Eccellente Alberto Sordi in una prova molto cupa e sofferta, il suo e' un personaggio odioso che pero', alla fine del tunnel, si finisce comunque per compatire; eccellente anche la Winters, ad ogni modo un po' sprecata.

Film strano, ma interessante, ed anche molto deprimente.

DogDayAfternoon  @  23/11/2014 14:36:16
   8 / 10
Spiazzante. Parte come una commedia fantozziana abbastanza divertente ma con qualche trovata un po' troppo sopra le righe (tutta la parte della massoneria non mi è piaciuta) e senza nessun avvertimento di sorta tutt'a un tratto si trasforma in un dramma totale con risvolti anche da thriller. La morte di Mario (non spoilero, è già scritto nella trama) è un vero e proprio fulmine a ciel sereno, ed è straordinaria la capacità di Monicelli di cambiare il registro del film così improvvisamente.

Tutta la seconda parte è un pugno allo stomaco degno del miglior neorealismo italiano, la naturalezza con cui Sordi passa dalla bonarietà e dal servilismo delle prime scene al dolore intriso di rabbia e vendetta dopo la morte del figlio è semplicemente disarmante.


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Si dice che questo film possa essere visto come una metafora sulla morte della commedia all'italiana: sono completamente d'accordo, non ci poteva essere una rappresentazione migliore.

CitizenKane  @  31/10/2014 23:07:13
   7½ / 10
Lo spaccato di un'Italia piccolo borghese (come d'altronde si evince dal titolo): piccola non nello status sociale, ma nella sua bassezza morale.
Un film che supera i confini della commedia all'italiana, una sorta di non plus ultra, oltre cui c'è il dramma: dalla risata nasce il pianto, dalla comica la tragedia.
E procede così, per gradi, in un crescendo drammatico accompagnato da una continua vena grottesca, quasi ai limiti del fantastico, l'epilogo di un filone quasi trentennale.

Dick  @  16/08/2014 18:42:51
   8 / 10
Bel film dalla struttura curiosa visto che nella prima parte è una commedia con tanto di personaggio che sembra uscito da Fantozzi in effetti, come scrive anche Mereghetti, mentre nella seconda un film drammatico. Sordi grande, ma anche il resto del cast non è da meno, nel delineare il suo personaggio così come la pellicola a narrarci questa vicenda in modo decisamente e giustamente critico.
Curioso come il da poco purtroppo scomparso Vincenzo Crocitti dopo questo folgorante inizio si sarebbe visto soprattutto in commediacce per poi in nani più recenti essere stato impegnato in "Un medico in famiglia".

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/08/2014 18.43.07
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Goldust  @  05/05/2014 15:39:25
   8½ / 10
Film sostanzialmente diviso in due parti, la prima spiccatamente comico-grottesca, imperniata sullo sberleffo di una società civile senza morale abitata da personaggi melliflui e fortemente debitrice delle atmosfere fantozziane di Salce ( si veda il servilismo imperante degli impiegati ministeriali, la modesta raffigurazione della famiglia proletaria romana, i giochi di potere degli alti burocrati ), la seconda drammatico-giustizialista che è solo la diretta conseguenza della prima. A fare da trait d'union a queste due anime così distanti - la prima meravigliosamente a fuoco, la seconda mancante di qualche tassello in più per giustificare una esplosione di violenza così sconsiderata ) l'incredibile prestazione recitativa di un Sordi impegnato in uno dei ruoli più difficili della propria carriera.
Il Monicelli-pensiero - inequivocabile - sulla vicenda è affidato alla severa omelia funebre di un prete e raccoglie tutto il disgusto per il processo d'imbarbarimento che la società italiana sta subendo. Un messaggio forte come un pugno nello stomaco, come il film stesso d'altra parte.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  19/04/2014 20:35:48
   8½ / 10
Grande classico della commedia drammatica, una delle tante meravigliose opere italiane sull'uomo comune, permeato da un senso del mondo cinico e rassegnato.
Almeno due scene memorabili: la comica seduta dei massoni e la tragica sequenza delle sepolture comuni.
Immenso Albertone.

vieste84  @  23/10/2013 18:28:20
   7 / 10
Film straziante, drammaticamente molto forte interpretato da un insolito Alberto Sordi davvero in gamba sia nei panni del genitore premuroso nei confronti del figlio e sia nei panni di vendicatore.
Ultimo capolavoro di Monicelli, probabilmente con questa pellicola si chiude proprio l'era della commedia all italiana che era stata aperta proprio da "i soliti ignoti", primo capolavoro del maestro viareggino

lukef  @  27/09/2013 14:35:18
   8½ / 10
Titolo un po' del c***o per un film che è invece un piccolo capolavoro. Nella "confusione" tra una prima parte fantozziana (per così dire) ed una seconda di tutt'altro genere c'è invece la grandezza dell'opera. La piccolezza del personaggio, unita all'iniziale bonarietà e ad un altruismo tanto esasperato quanto unidirezionale, nascondono quell'individualismo senza scrupoli che verrà poi a galla dall'insorgere della disgrazia.
L'abilità di Monicelli e l'interpretazione di Alberto Sordi riescono ad imbrigliare entrambe le facce che, pur contrapposte, convivono senza escludersi in quest'italiano medio per il quale non si può neanche avere un giudizio tutto bianco o nero.
Perchè Giovanni Vivaldi non è certo un vincente ma nel suo vittimismo, leccaculismo e vergognoso rispetto dell'ordine costituito (fatto di cariche e titoli senza nessun merito apparente) riesce, quando vuole, a dare il massimo, sia in senso positivo che negativo, facendosi talvolta dignitosamente carico delle responsabilità che incombono.


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Da notare anche la distanza che si crea tra il protagonista ed il mondo piccolo-borghese del quale era inizialmente fervente fiancheggiatore. Solo quando la brutalità degli eventi lo travolge, emerge la reale portata dell'animo umano, incompatibile con il precedente mondo del chiacchiericcio, dell'ossequio e di tutte le ridicole convenzioni che prima lo opprimevano.
Incalzante il ritmo della parte più drammatica, con una colonna sonora che a tratti sa tanto da Hitchcock e si presta perfettamente a certe sequenze anticipatrici di eventi tragici. Neanche qualche situazione grottesca qua e là mi è dispiaciuta.
Poi giustamente uno può chiedersi: embè, dove si vuole andare a parare? Perchè in effetti non è che se ne possa trarre chissà quale morale o senso; difficilmente si ha la sensazione che il cerchio si chiuda ma credo questa "mancanza" possa considerarsi una scelta voluta, una predilezione del verismo sugli schemi convenzionali.



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JOKER1926  @  22/08/2013 14:21:49
   6 / 10
"Un borghese piccolo piccolo" di Monicelli Ŕ uno spaccato che appartiene ad una determinata temporalitÓ passata, le circostanza illustrate dalla regia italiana invadono la vita di una umile famiglia borghese invecchiata che ringiovanisce, ogni volta, quando si parla del futuro del figlio, un giovane neo ragioniere.
Alberto Sordi Ŕ la figura trainante dell'apparato cinematografico allestito da Monicelli; l'attore italiano regala un'altra grande prova, fra diverse sfumature comportamentali.

"Un borghese piccolo piccolo" nel corso del tempo Ŕ riuscito a nutrire il proprio eco, forse a dismisura.
Insomma colui che osserva la produzione del 1977 carpisce ben presto che la trama adoperata dal regista ha troppi punti irrisolti.
Anzitutto il film parte dai presupposti della pi¨ classica commedia (con qualche critica alla societÓ e alle classi potenti del tempo) per poi sganciarsi in situazioni drammatiche/thriller quasi alla Dario Argento.
Si crea una confusione di fondo, diventa pure improbabile captare pienamente il messaggio della regia. Ci˛ che si capisce Ŕ che un uomo ha perso il figlio e cerca, in ogni modo, di vendicare la perdita.
Alla fine "Un borghese piccolo piccolo" perde essenza "spirituale" si fa apprezzare solo a tratti come commedia , perchÚ non lo Ŕ in senso totale , e non lancia, tantomeno, alcun messaggio o alcuna morale. Delle sequenze risultano essere pure alquanto forzate e forse anche di cattivo gusto (quella delle bare).
Passano i tempi e cambiano le circostanze ma oggi giudicare positivamente Monicelli per il lavoro del 1977 ci risulta abbastanza difficoltoso, e intellettualmente parlando, fin troppo inutile. Lasciamo gli applausi e il folklore celebrativo a chi giudica i film in modo analitico e convenzionale.

Oskarsson88  @  04/08/2013 14:15:32
   7 / 10
Ho apprezzato infinitamente la critica al piccolo italiota medio e borghese, gestito da un Sordi straordinario. Anche la moglie e il figlio sono personaggi, per quanto un po' in secondo piano, che calzano precisi. Ciò che non mi fa dare un voto particolarmente alto è una sorta di staticità e di lentezza che ho riscontrato nel vedere questa pellicola e anche un po' una mancanza di curiosità dell'evolversi della vicenda. Ne riconosco gli alti valori sia di messaggio che anche di messa in atto, ma personalmente, come già altre volte mi è successo con Monicelli, non sono rimasto del tutto soddisfatto..

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  26/07/2013 12:44:24
   8 / 10
Per quanto un po'lento e macchiettistico, questo film resta un gelido ritratto dell'Italia (già orribile allora) che scompare dietro le sue ignobili miserie. Sordi qui è nel punto di passaggio da attore comico a simbolo dell'italiano medio (che sarà poi per il resto della sua carriera) e riesce ad essere perfetto nella sua parte. Spiazzante il cambio di registro del film (come lo è per il protagonista). Non si salva nessuno da questa critica del grande Monicelli (che proprio ad un odioso prete fa pronunciare il suo disgusto per l'umanità).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  23/07/2013 01:08:30
   8 / 10
Un altro grande film italiano firmato Mario Monicelli, c'è poco da dire!
Un borghese piccolo piccolo racconta le ambinzioni di un padre, che per dare un futuro sicuro al proprio figlio con una raccomandazione nel posto dove lavora prima della pensione, fa l'impossibile! ma il destino sconvolgerà letteralmente la vita di questa semplice famiglia.
Monicelli rappresenta molto bene gli anni di piombo e i suoi aspetti più oscuri!
Il film passa da uno stato di comicità tipica degli anni della commedia all'italiana, a quella del tragico e del drammatico, la famiglia dell'impiegato Vivaldi sarà costretta ad affrontare la tragica morte del figlio in una seconda parte vendicativa e molto tragica! il protagonista sembra dividersi in due, una parte buona e dolce con la povera moglie, l'altra invece violenta e vendicativa, che esplode totalmente nel finale con la morte della moglie!
Alberto Sordi nella parte del signor Vivaldi recita in maniera straordinaria, non è più il comico degli anni passati, ma un uomo che si immerge nel dramma più assoluto, bravi gli altri attori ma Sordi è stato di un altro pianeta.
Vedere film di questo livello, fa venire il magone, era un altro mondo un altra epoca cinematografica quella di 30 40 anni fa, non c'è nulla da dire. Complimenti ancora una volta a Monicelli per averci lasciato un altro gioiello! Piccolo capolavoro.

Crazymo  @  18/05/2013 17:34:08
   9 / 10
Monicelli con un magistrale Alberto Sordi rappresenta l'Italia in tumulto degli "anni di piombo", mettendo in scena una normale famiglia media che aspira alla tranquillità, alla pace, con un figlio diretto verso il futuro, il quale si trova insieme al padre a che fare con un mondo fatto di istituzioni piene di gente frivola e superficiale, che non hanno il minimo interesse per gli altri; per il futuro del figlio il padre entra anche come membro nella massoneria, nella quale non crede ma alla quale si accoda a malincuore per puro e giustificato interesse nei confronti nel figlio, entrando in questo gruppo di persone che aspira soltanto al proprio interesse nel nome di un'etica in cui nessuno crede. La quiete della famiglia viene distrutta, e tutto ciò che era nascosto da normalità viene a galla, ed ecco che esce tutto il lato oscuro e malato del protagonista, ed il film sprofonda in un'aurea di grigiore veramente molto forte e disturbante. Il film è magnifico, non me lo sarei mai aspettato così, dalla metà in poi mi ha sconvolto, è di una potenza e di una violenza psicologica fortissima, ed è assurda la capacità di Monicelli di saper far sorridere in scene allo stesso tempo tremende, anche se l'impostazione del film è prettamente drammatica: è il ritratto di un orrore che ha avvolto tutta l'Italia, e che continua tutt'oggi sotto un sottile strato di apparente normalità. Un film che non si abbandona mai a scorciatoie, che rappresenta il tutto con la giusta complessità e con molte sfumature, rendendo il tutto ancor più realistico e crudo. Capolavoro, capolavoro, capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  14/04/2013 12:28:18
   9½ / 10
Uno dei migliori film Italiani di sempre!
Le ambizioni di un Padre che desidera mettere il miglior futuro possibile nelle mani del proprio erede, a qualunque costo...si finge perfino interessato alla Massoneria per riuscire a raccomandare il figlio.
Si perche anche lui si rende conto della mediocrita' delle capacita' del figlio che senza un aiuto non riuscirebbe mai ad ottenere una posizione.
Ma il fato tiene in serbo una drammatica realta' per la piccola famiglia Vivaldi.
Monicelli descrive alla perfezione vari aspetti di quegli anni, i cosiddetti "Anni di piombo" .
Sordi mette tutto se stesso in un ruolo unico per la sua carriera di "comico" e offre forse la migliore interpretazione di sempre.
Si sorride, si soffre, si riflette...un capolavoro del nostro cinema!

1 risposta al commento
Ultima risposta 15/04/2013 13.09.30
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Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  09/03/2013 11:25:34
   9 / 10
Monicelli dirige con mano sicura uno spaccato di vita di chi e' prossimo alla pensione e vuole a tutti i costi mettere a posto la carriera del proprio figlio per poi passare il resto dei suoi giorni in pace e serenita'.

Alberto Sordi immenso ci regala un personaggio forte,determinato,dotato di una saggezza e intuizione di come gira il mondo da incorniciare.
Accompagnato da una spalla perfetta per lui che fa da bilancia per equilibrare la psiche del protagonista(parlo di Shelley Winters nel ruolo di sua moglie,una figura imponente,una presenza su schermo travolgente),basta seguire lo stravolgimento emotivo e il cambio di carattere di due soli interpreti per seguire il racconto dall'inizio alla fine senza staccare gli occhi dal film.
Il regista sta sulle spalle di Sordi,come se fosse un'entita' invisibile che decide per lui le fila della storia,e si passa tra diversi registri di genere in maniera eccellente.

Si passa dal riso al dolore come se fossero due film distinti ma uniti da una descrizione della dura vita lavorativa dal punto di vista del cittadino medio dell'Italia di fine anni '70 che tanto non si discosta da quello che stiamo passando noi oggigiorno.

Un ritratto da osservare con chiarezza e sicuri di saper catturare l'essenza di esso,Un Borghese Piccolo Piccolo e' un grande capolavoro che riassume quanto di piu' bello il cinema italiano ha potuto fare per consegnare ai posteri una prova della nostra bravura.

Recensione dal vostro tnx di fiducia.

Max_74  @  19/02/2013 01:37:47
   10 / 10
Con Un borgheese piccolo piccolo Monicelli arriva al culmine della commedia all'italiana decretandone la fine e lo fa con un ritratto a tinte forti, peraltro sempre attuale, di un'Italia allo sbando il cui disagio era allora ancora più sentito a causa anche del terrorismo. Parte quasi come una commedia e si trasforma pian piano nel dramma più nero di rara tensione narrativa.
Monicellie ebbe dei diverbi con Sordi perchè quest'ultimo voleva che il personaggio di Vivaldi agisse in quel modo puramente in conseguenza della morte del figlio, mentre il regista voleva che fosse allucinante sin dai primi minuti nei quali e che il personaggio fosse sin da subito negativo .
Ai tempi criticato, anche dallo stesso Moretti, per aver fatto un'apologia della giustizia privata, è invece una delle più lucide analisi sul fascismo quotdiano e la violenza che serpeggia nelle nostre città. Del libro di Cerami (ricordiamo, tra i vari, l'autore anche del Mostro e La vita è bella di Benigni) Monicelli ha aggiunto il finale.
Girato a Roma nelle zone dell'Eur, il Quadraro, sopraelevata della Prenestina (non molto lontano peraltro dal famoso balcone di Fantozzi).


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Massi92  @  05/02/2013 22:51:27
   8 / 10
Con un Borghese piccolo piccolo Monicelli si trasforma, e da commediografo(tragi-commediografo) quale era, sforna una pellicola di alto valore e dai risvolti veramente drammatici. Giovanni Vivaldi, impiegato del ministero, sconvolto dalla morte del figlio assassinato, trova la maniera di consumare la sua vendetta, che lo condurrà al baratro più totale. Egli è il carnefice di uno Stato di cui è sempre stato la vittima. Il suo desiderio di dare sfogo alla sua rivalsa fuori dall'istituzione è la conferma di una totale mancanza di quest'ultima. Il Ministero è l'esemplificazione di una classe arrivista, individualista, dedita al proprio interesse. E il piccolo borghese Giovanni è colui che ci deve fare i conti.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  31/01/2013 21:03:22
   9 / 10
L'italiano medio tra vita di tutti i giorni e il dramma imprevisto. Amori, gioie, dolori, rancori, ipocrisie, ecc. C'è tutto il meglio e il peggio, ogni uomo medio nasconde dietro di sè un mostro. Ottimo ritratto dell'Italia e degli italiani, pronti a tutto per sistemare i figli, disposti ad inginocchiarsi in chiese e logge massoniche pur di avere un aiutino per sistemare l'amato pargolo, il tutto in un malcelato rivoltante familismo.
Bravissimo Monicelli in un film a doppio registro comico-drammatico. Eccezionale Alberto Sordi.

TonyStark  @  26/01/2013 00:00:37
   6½ / 10
non me ne abbiate a male ma non sono riuscito a calarmi profondamente in questa storia. parte come quasi fosse un "fantozzi triste" per poi diventare un dramma molto forte, il tema della morte è riccorente in monicelli, e questo film è pervaso da un pessimismo e da un odio, ripugnanza, verso l'umanità non indifferente (vedi discorso del parroco durante il funerale). anche l'ordine che prima della morte del figlio diventa caos (bare accatastate una sopra l'altra e lamenti indistinti).

ferzbox  @  11/01/2013 00:41:33
   9 / 10
Cosa rappresenta per due genitori,un pò su con l'età, dal cuore umile e onesto,perdere l'unico figlio che hanno?...a cui hanno donato la loro intera esistenza?
Alberto Sordi è riuscito a scioccarmi su questo film,perchè mi ha fatto vivere una realtà ipotetica come quella che stava vivendo il suo personaggio con un realisnmo da spavento.
Un attore formidabile...
La regia di Mario Monicelli è molto buona e si respira nettamente l'aria degli anni 70.
Un capolavoro.

Charlie Firpo  @  08/12/2012 10:15:48
   8½ / 10
Grandissimo film di Monicelli che dipinge l'italiano medio in una vita fatta di rinuncie e che alle soglie della pensione cerca di sistemare il figlio mediocre tramite una bella raccomandazione.

Sordi strepitoso e in una delle sue migliori interpretazioni, un Borghese piccolo piccolo è un film atipico come molti hanno sottolineato, si parte credendo di assistere ad una commedia che a via via col passare del tempo assume toni sempre più drammatici con un finale che rasenta il Thriller. Da 10 in pagella il risvolto psicologico degli ultimi 5 minuti che vede la trasformazione di Sordi in una sorta di giustiziere urbano.

Spiace per la fine che ha fatto questo regista , suicidatosi con un volo di 5 piani a 95 anni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  07/12/2012 16:44:56
   8 / 10
Strepitoso film di Monicelli. Un ritratto pressochè perfetto dell'italiano medio ( e della società degli anni '70, ma ancora attualissima ) il quale deve fare i conti con l'ipocrisia e la stupidità umana. Amaro, soprattutto nel finale, e con un colpo di scena che taglia le gambe. Sordi sublime ma anche tutto il resto del cast se la cava a meraviglia, c'è anche Enrico Beruschi impegnato in un paio di scene! Ottimo.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  03/11/2012 11:47:25
   6½ / 10
La stranezza di questo film è che nella prima parte siamo di fronte ad una commedia, persino divertente in qualche punto, per poi diventare un film drammatico. Sordi eccelle in entrambi i generi, e quindi è più che meritato il premio di miglior attore protagonista (David di Donatello). Il film è bello, ma non l'ho trovato un capolavoro, da lì il mio voto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Egobrain  @  28/09/2012 15:44:04
   10 / 10
"Un Borghese Piccolo Piccolo" si annovera tra i film più importanti del cinema italiano.

Capolavoro senza tempo del maestro Monicelli che deve molto ad Alberto Sordi per la bellezza suprema di questa pellicola.

guidox  @  17/09/2012 23:53:48
   9 / 10
come miscelare perfettamente elementi comici ai massimi livelli con un dramma che non lascia scampo?
la risposta è semplice: con Mario Monicelli alla regia e Alberto Sordi attore principale.
si fa fatica a credere che nello stesso film trovino spazio la scena esilarante dell'iniziazione massonica e quella disperata della vendetta di un padre; il tutto senza che si avverta il benchè minimo senso di forzatura.
splendido ritratto della società italiana fotografata perfettamente in quel periodo, con un Sordi devastante a tutto campo, divinamente eclettico.

C.Spaulding  @  09/08/2012 18:39:49
   8½ / 10
Veramente un ottimo film...molto drammatico e triste. Alberto Sordi ci regala un'interpretazione intensa e bellissima. La storia di un padre a cui viene ucciso il figlio durante una rapina......una pellicola da vedere assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  25/03/2012 23:58:59
   10 / 10
Capolavoro assoluto di Mario Monicelli, un ritratto di raro cinismo dell'Italia moderna e del borghesume che la caratterizza(va) e che l'ha portata alla deriva.

Splendio affresco che inizialmente strizza un pò l'occhio al Fantozzi di Salce per poi cambiare improvvisamente di tono in un delirio psicotico che in realtà è la perfetta sintesi di una società.
Giovanni Vivaldi è la perfetta sintesi dell'italiano per Monicelli: bonaccione, attaccato ai valori e alla famiglia ma individualista, meschino e violento.
Un paese che riesce a far convivere in se una cultura tutto sommato bonaria e pacifista all'esistenza delle mafie che corrompono un intero paese con i loro sopprusi e la violenza.
Le contraddizioni di un popolo convivono in Vivaldi e il finale è la sintesi più incisiva.

Monicelli riconosce una parte sana di questo paese nella figura della moglie, l'unica che dimostra di avere una coscienza civica ma che ben presto ,vittima del sistema,ne resterà muta osservatrice.

Uno dei più bei film del cinema italiano.

Invia una mail all'autore del commento AcidZack  @  05/10/2011 20:00:59
   8½ / 10
Una tragedia di un realismo incredibile

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  14/09/2011 01:13:39
   7½ / 10
Ondevitare polemiche chiarisco subito che il film è oggettivamente un capolavoro in quanto ,recitazione di sordi a parte,è uno spaccato di vita significativo della societa' italiana di fine anni '70 : monicelli stavolta lascia da parte l'ironia e ci va giu' pesante nel criticare una societa' irrimediabilmente corrotta e immorale che secondo lui non cè piu' modo di redimere.
Ma il film non è il mio genere,troppo odiosi tutti i personaggi ( la madre fanatica religiosa, il figlio che sembra 1 mentecatto, il padre borghesotto filofascista che fa di tutto x rendere suo figlio a sua immagine e somiglianza...) al punto che non sono riuscito a entrare in empatia con nessuno di loro.
Ad ogni modo è una delle vette + alte raggiunte dal cinema italiano, roba che oggi ci sognamo, purtroppo.

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Ultima risposta 14/09/2011 10.46.53
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baskettaro00  @  06/08/2011 21:10:37
   8½ / 10
un sordi strepitoso è il protagonista di questo film diviso in due parti,la prima che mostra la vita di un uomo e la sua famiglia,la sua condizione sociale e l'orgoglio che nutre per il proprio figlio,e la seconda la violenza che fa scaturire il veder portato via,sotto i proprio occhi,un figlio.
sordi di rado ha fatto incursione nel genere per così dire drammatico,anni prima aveva interpretato ottimamente un detenuto innocente ,ed ora riesce tanto bene a convincere con questo personaggio che rappresenta l'amore di un padre per la sua creatura,una morte che non sara' mai del tutto vendicata,infatti anche una volta che il colpevole

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILERtra l'altro l'uomo alla fine ha interpretato vari film di pier paolo pasolini,in questi casi con piu' di 15 anni in meno,se qualcuno sa come si chiamasse..
meritatissimo il david di donatello ad alberto,compianto sia lui che crocitti..che forse dopo questo film ha fatto piu' pellicole scollacciate,ma qui è bravo,con quell'aria così bonacciona ed ingenua..

clint 85  @  27/07/2011 02:28:54
   7½ / 10
Bel film veramente, grande prova di Alberto Sordi!

Matis  @  19/07/2011 17:44:54
   9 / 10
Spiazzante.
Non si riesce a comprendere sino in fondo questo film, essendo notevolmente cambiata la società al giorno d'oggi. La figura del borghese in questione è la figura di un uomo che non ha mai avuto un salto di qualità, né nel lavoro né nella vita: una routine, un rito ben simboleggiato dall'iniziazione massonica. Il suo unico motivo d'orgoglio è il figlio.

Detto questo, il film è tanto strano, inquietante quanto meraviglioso; una tipica commedia alla Monicelli-Sordi che ben presto si trasforma nella più cruenta delle tragedie. Albertone è stupefacente, straziante, nelle vesti del personaggio cucitogli addosso da uno dei più grandi registi italiani.
Molte scene crude, molte simboliche. Il pianto di Sordi, i suoi inseguimenti, la sua tenerezza e la sua violenza...difficile catalogare ogni momento del film, ma su una cosa siamo d'accordo: capolavoro.

peppe87  @  07/07/2011 20:52:55
   9 / 10
monicelli + albertone
il resto e' storia

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR jem.  @  13/03/2011 21:05:24
   9½ / 10
Capolavoro di Monicelli insieme ai soliti ignoti. Sordi supera se stesso.

pinhead88  @  02/03/2011 16:27:26
   9 / 10
La dicotomia perfetta tra commedia e tragedia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  07/12/2010 06:05:32
   9½ / 10
Questo film è un grandissimo capolavoro, fa piacere vedere che in Italia siano state girate pellicole così dure, ciniche e spietate; ed è altrettanto avvilente pensare al cinema italiano di oggi totalmente slegato dalla realtà e senza il minimo coraggio di osare.

Il personaggio di uno strepitoso Alberto Sordi, Giovanni Vivaldi, è uno dei più complessi e nel contempo realistici mai tratteggiati nella storia del cinema. Forse quello che si avvicina di più all'italiano medio: egocentrico, violento, servile; ma nel contempo buono, premuroso, orgoglioso. La sua personalità ci viene subito presentata nella prima scena, che contiene in sé già tutto il film: il pesce pescato mordicchia la mano di Giovanni, e lui risponde accanendosi sul pesce colpendolo violentemente ben oltre la sua morte. E ciononostante, dopo si lamenta e maledice il pesce per il taglietto nella mano, mostrando tutto il suo egocentrismo: per Giovanni, è più importante il taglietto nella sua mano che non le truculente mazzate che egli stesso ha rifilato al pesce.
Questo egocentrismo si manifesta nuovamente con i tentativi di inserire il figlio, tutto fuorchè dotato e intelligente, al ministero. Piuttosto di metterlo alla pari con gli altri e fargli fare il concorso, Giovanni è disposto a tutto, pur di entrare nella massoneria (la scena dell'iniziazione è irresistibile). Ciò è indice sì di amore e premura per il figlio, ma anche di iperprotettivismo e soprattutto di totale mancanza di senso civico. Caratteristiche che ne fanno, appunto, il perfetto ritratto dell'italiano medio.

Il film, però, a metà circa cambia completamente rotta. La divertente commedia all'italiana si trasforma improvvisamente in un film drammatico e spietato, quando il figlio di Giovanni rimane ucciso durante una rapina proprio il giorno del suo esame. La moglie, per lo shock, rimane paralizzata e il mondo cade letteralmente addosso a Giovanni. E qui egli tira fuori nel contempo il suo lato più buono e dolce con la moglie (bellissima è la straniante sequenza della camera mortuaria, con dopo lui che la rassicura sulla sistemazione della bara del figlio), e quello più violento e vendicativo, quando trova l'assassino e decide, come probabilmente avrebbe voluto fare la maggioranza degli italiani disillusi dal sistema giudiziario, di farsi giustizia da sé. E non a caso, il luogo della vendetta sarà lo stesso di inizio film in cui aveva ucciso violentemente il pesce. Il finale, poi, è amarissimo: morta anche la moglie, Giovanni rimane solo e ormai in lui sopravvive unicamente, cresciuta a dismisura, la parte violenta e vendicativa: basta così un insulto perché, con in sottofondo la stessa musica che lo aveva visto all'inseguimento del killer di suo figlio, egli si metta all'inseguimento della sua nuova vittima, che presumibilmente farà la stessa fine.

La regia di Monicelli, poi, nobilita una sceneggiatura già di per sé eccellente, con una messa in scena curata al minimo dettaglio, inquadrature superbe (per esempio quella della morte della moglie) e grandi tocchi di classe (la trovata della mosca nella scena della morte dell'assassino o la bellissima panoramica a 360 gradi che termina sul balcone di casa Vivaldi il giorno dell'esame).

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  30/11/2010 12:40:33
   10 / 10
Grandissimo film,purtroppo uno degli ultimi bei film di Sordi e di tutto il cinema italiano.Dopo questo film iniziò quel declino che tuttora persiste nel nostro cinema completamente scollato dalla realtà di oggi!

Sulla regia di Mario Monicelli
Il suo miglior film

Sull'interpretazione di Alberto Sordi
La sua più grande interpretazione

bucho  @  16/11/2010 00:45:30
   9 / 10
stupendo, duro e realistico!

Izivs  @  11/11/2010 09:53:48
   8½ / 10
Monicelli - Sordi binomio assoluto, in questo caso, su un bruciante spaccato dell'Italia anni 70. Sfiducia nelle istituzioni, incapaci di appagare il senso di giustizia di un uomo per bene, e trasformazione psicologica del protagonista, da buon padre di famiglia in giustiziere....c'è la vena del Monicelli politico che sferza la realtà dell'epoca....e ancor più dell'oggi.
Sordi perfetto nel ruolo, anche come età anagrafica.....all'epoca aveva 57 anni....giusti per andare in pensione.

cesarino  @  06/11/2010 10:06:15
   8½ / 10
c'ho messo un po x vedere questo film! ero abituato ad un sordi diverso, avevo paura che mi cascasse un mito! e poi??????? divino! una prova strepitosa. la vendetta x un figlio ucciso ed una parte decisamente diversa dal solito! non sbaglia nulla. il voto è 8 e mezzo. non raggiunge il massimo x chè secondo me il film perde qualcosa nella parte centrale. va un po' rallentando x poi riprendersi alla grande nel finale! ma il voto alto va' dato sopratutto x il grande alberto!

The BluBus  @  27/05/2010 12:27:57
   9 / 10
Mai visto un inversione di genere di questo livello, strepitoso

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bellin1  @  18/05/2010 18:19:14
   6 / 10
Vado un po controcorrente ma di sordi preferisco decisamente altri film, anche se lui nel mio voto c'entra relativamente, visto la bella performance che ci da. Non disprezzo certo una pellicola storica come questa ma il film sta in piedi fino alla morte del ragazzo. Fino a quel punto grazie ad un ottima rappresentazione di un'italia cinica, piccola e raccomandata il film merita un voto decisamente pi¨ elevato di una semplice sufficienza, ma la seconda parte oggettivamente la trovo irreale e forzata.
Sufficiente.

CAMORRISTA  @  14/05/2010 16:13:54
   8½ / 10
è davvero un capolavoro,grande alberto sordi!

Gruppo REDAZIONE maremare  @  11/05/2010 11:17:41
   9 / 10
Grandissimo film di Monicelli con un Sordi strepitoso nel toccare corde drammatiche in precedenza inesplorate. Il borghesuccio italiano anni 60-70 interpretato alla grande da Albertone in innumerevoli maschere comiche, qua diventa livido di rabbia e attua una vendetta privata emotivamente devastante.
Un apologo morale, sociale e politico sulla società degli 'anni di piombo' e ancora attuale.
Un film da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  10/05/2010 17:10:38
   9 / 10
Monicelli e i mali dell’Italia,questa volta racchiusi nelle gesta di un anonimo impiegato ministeriale,modello sconfortante di un modo di vivere consolidato e interprete di una mediocrità quotidiana spacciata per benessere.Pedina relegata ad un mondo estraniante, in cui il volontario adeguamento alla pochezza lo induce a vivere nell’illusione di un’inviolabile diritto al pretendere ed ottenere ad ogni costo,stravede per il figlio,appena diplomatisi ragioniere,unica fonte d’orgoglio in una monotonia avvilente.
Un Sordi immenso consegna alla storia cinematografica un uomo che simboleggia tutta la meschinità del borghesuccio medio contro cui Monicelli esprime il suo sdegno,non senza cercare di comprenderne l’atteggiamento sempre più orientato da un generale malcostume,originato da arroganza,burocrazia e servizi inefficienti,ipocrisia e violenza.Il film pur trattando un tema drammatico e arrivando a tramutare una nullità in qualcosa di ancor peggiore non scarseggia di situazioni mordaci dai caratteri leggeri.
Monicelli riesce a mantenere alto il suo spirito critico,non sminuendo a divertente macchietta la figura su cui si concentra,emblema di una società e di un modo di intendere e ragionare improntato su egoismo e arrivismo sfrenati,patetico ometto che nemmeno il giorno della sua pensione riesce ad uscire da schematismi allineati,constatandone così la spregevolezza anche nelle situazioni più ordinarie.
Grigio come la Roma in qui si svolgono i fatti l’impiegato rivela qualcosa di tremendamente oscuro nel momento in cui viene a mancare la sua unica ragione di vita,la propria (bassa) moralità crolla definitivamente portando in superficie la totale anarchia nei confronti di un basilare rispetto sociale.
Eccellente.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  09/04/2010 22:56:41
   9 / 10
Non ho parole per questo film di Monicelli che ha la più feroce e improvvisa "inversione di genere" di tutti i tempi. Straordinaria prova di Alberto Sordi.

uzzyubis  @  02/02/2010 10:59:42
   9 / 10
Uno dei migliori film italiani di sempre A. Sordi straordinario!!!

topsecret  @  24/12/2009 09:59:21
   8 / 10
La tragica storia di una piccola famiglia borghese distrutta dalla ferocia di un atto criminale. Una grande intrpretazione di Alberto Sordi, abile e convincente nello scrollarsi di dosso l'immagine di attore comico per indossare i panni di un padre accecato dall'odio per la perdita dell' amatissimo figlio, così orgogliosamente cresciuto.
La pellicola non è avara neanche di battute ironiche, impegnate a mettere in risalto una certa critica sociale sul mal costume delle raccomandazioni più o meno semplici fatte di ridicoli compromessi.
Il finale mi è sembrato un vero colpo ad effetto, geniale e crudo allo stesso tempo che lascia immaginare un epilogo sempre più tragico, lasciando intendere un vortice di violenza in cui il protagonista cade, un impiegato mite che non ha più voglia di piegare la testa e sottomettersi.
Un ottimo film diretto da Monicelli ed un cast davvero convincente ed efficace, meritano lode ed approvazione.

Tom24  @  20/09/2009 23:41:23
   9 / 10
Il capolavoro di Monicelli assieme a La Grande Guerra. Ritratto impeccabile, spietato ed estremizzato della classe piccolo borghese. Sordi è il protagonista ideale, alcune scene (vedi quella del cimitero) sono di un impatto emotivo fortissimo, ne esce un film sconcertante, da pelle d'oca.

vodici  @  17/09/2009 16:29:07
   10 / 10
Capolavoro assoluto con un Alberto Sordi immenso! Un grandissimo attore capace di passare dal comico al drammatico sempre con risultati eccelsi!

satko  @  13/07/2009 09:37:58
   9½ / 10
Grandissimo Albertone anche in un ruolo drammatico come questo,che dire ancora del più grande attore italiano di ogni tempo?

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  13/07/2009 09:14:51
   7½ / 10
Film insolito, che da commedia grottesca e fantozziana, man mano si trasforma in dramma, in thriller, in un film truce dove il mesto impiegatuccio si trasforma in un mostro spietato e sanguinario.
Passaggio non semplice, che nasconde più d’un rischio (anche la trama, d’altronde, potrebbe essere pericolosamente mal interpretata). Ma il regista riesce a fare tutto molto bene.
Un bravo a Monicelli, quindi. Ed un bravo soprattutto a Sordi; che un mostro lo è davvero, ma di bravura.

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Ultima risposta 09/04/2010 22.58.27
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everyray  @  26/06/2009 16:34:42
   10 / 10
Uno spaccato dell'italia di fine anni settanta,una storia che inizia come la più classica delle commedie italiane e finisce per diventare un dramma fatto di perdite,dolore,solitudine,vecchiaia e voglia di giustizia,perdita di speranza e malinconia!
Una regia splendida,superba,così come le interpretazioni degli attori,primi tra tutti il grande Alberto Sordi!
"Ama chi ti ama,fosse pure un cane"

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  26/09/2008 13:32:02
   10 / 10

La caratterizzazione di un Italia corrotta, anche se in maniera Light, è stata ben rappresentata.

Assomiglia vagamente alla storia del "Canaro della Magliana". Solo che questo film è stato girato molti anni prima dell'avvenimento.

Film drammatico e disarmante per quanto amaro lascia.

Questo non è solo un film ma la chiara rappresentazione della nostra cultura.

Da vedere assolutamente.

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Ultima risposta 24/03/2012 00.20.03
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR faith81  @  12/09/2008 10:40:12
   10 / 10
Film drammatico e toccante che fotografa con stile e coscienza la vita di una famiglia di media borghesia verso la fine del '70.
Sordi impeccabile!

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  26/07/2008 22:21:34
   8½ / 10
"Un borghese piccolo piccolo" è un altro dei tanti mitici film del mitico Albertone. E' una storia paradossale, cinica e beffarda, ironica ma umoristicamente tetra, dove momenti di allegria si alternano a momenti di puro dolore e tristezza. Il finale lascia intendere allo spettatore che quello che è successo a Giovanni (Spoiler) l'ha segnato profondamente a tal punto da attaccargli....il vizio.
Inutile aggiungere altro, vedete il film e capirete tutto.

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Pink Floyd  @  29/05/2008 16:28:57
   9 / 10
Vedendo accostati i nomi del padre della commedia all'italiana e uno dei più felici interpreti della stessa non verrebbe certo da pensare a questo dramma!
Eppure Sordi diretto da un Monicelli in gran vena disegna un ritratto quanto mai realistico del borghese ottuso e camapinilista. La famiglia Vivaldi è in mezzo a noi, pronta a prevaricare su chiunque si frapponga tra se e i suoi squallidi obiettivi; pronta a commettere le più indegne sozzure, a decidere e punire; pronta ad ergersi a giudice supremo pur di vedere soddisfatta la propria sete di arrivismo. Una famiglia inserita in un tessuto sociale marcio e meschino in cui la corruzione e squallore vanno a braccetto. Una famiglia che per appagare i propri gretti bisogni rinuncia alla dignità di vivere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  29/03/2008 00:37:16
   8½ / 10
Alberto Sordi nella sua grande e gloriosa carriera ci ha donato una galleria di personaggi che pur mostrando un'Italia poco edificante riuscivi a riderne e provavi una certa empatia con molte sue caratterizzazioni. Nel Borghese piccolo piccolo di Monicelli, c'è solo la negatività di un personaggio squallido, specchio di quell'italia "maggioranza silenzionsa" e "padre" di ciò che siamo diventati oggi: un popolo egoista che guarda solo l'"orticello" di casa propria e culturalmente ai minimi termini. Nemmeno la tragedia della morte del figlio, riesce a farmi provare compassione per il borghesuccio di Sordi, perso nel proprio vuoto esistenziale e nella sua voglia di giustizia a tutti i costi.

harry stoner  @  08/03/2008 02:11:37
   9 / 10
Crudo ed amaro capolavoro dal maestro della commedia all'italiana.Gli anni di piombo rendono tutto piu lugubre e tutto e' vissuto con il terrorismo negli occhi.Sordi avrebbe meritato un oscar per questo film.Nella prima parte ci mostra tutto l'amore e tutte le speranze che ripone nel figlio.Nella seconda si trasfoma in spietato assassino.Magistrale lui come pure la Winters,grande attrice americana che fu anche moglie di Vittorio Gassman.Questo film c'e' l'ho in dvd ma non lo vedo in tv da una vita.Chissa perche?

drugo78  @  01/03/2008 13:14:09
   9 / 10
un'ulteriore vera e propria perla del cinema regalataci dal supremo Maestro Monicelli.. l'inizio sa pi¨ di commedia in perfetto stile Monicelli (con Albertone che recita, come sempre, in maniera divina una parte a lui congeniale) che punta il dito verso i vizietti che caratterizzano la classe medio borghese italiana. Muta radicalmente in una seconda parte (dove esce fuori la versatilitÓ di alberto sordi, capace di interpretare ruoli drammatici in maniera credibile)... il film diventa tragico e a tratti commovente.. bellissima e coinvolgente la storia.

Pekisch  @  23/02/2008 12:44:37
   8½ / 10
Visti gli ultimi commenti così lunghi, credo non c'è bisogno di sottolineare ulteriormente l'importanza di questo film.
A parte la contestualizzazione nell'ambito di terrorismo e di perdita dei valori, la pellicola è un bell'esempio di capovolgimento di trama.


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THE_FEX84  @  22/02/2008 17:59:00
   9 / 10
Monicelli ha ancora una volta modo di dire la sua sul periodo più nero che stava vivendo l'Italia in quel periodo,dove le contestazioni giovanili e gli attentati terroristici erano all'ordine del giorno,e il terrore era sempre in agguato anche per il cittadino più ignaro.Tratto dal bel libro di Vincenzo Cerami(che si ritenne soddisfatto del lavoro svolto da Monicelli),il film resta uno specchio agghiacciante e veritiero di ciò che il nostro Paese stava subendo negli anni 70, e lo rappresenta con un personaggio che all'inizio appare fiducioso nei confronti del futuro anche per merito di un figlio su cui ha riposto gran parte delle sue speranze,ma che poi,una volta avvenuta la sua tragica scomparsa,esplode in un cinismo vendicativo(che era presente in misura minore sotto forma di altri vizi)che in fondo apparteneva a un'intera classe sociale tronfia e incapace di migliorare le cose,sempre sul punto di scoppiare,ma in fondo impotente.Da questo punto di vista,Monicelli trasforma il film in una vera e propria parabola sul cittadino medio stanco di guardare e di subire in silenzio, ma bisognoso per forza di cose di reagire all'ostilità e all'indifferenza che si era creata,facendolo dopo aver somatizzato il dolore e la sofferenza,conscio di non riuscire a cambiare più nulla dell'atmosfera lugubre e inquietante che si era creata con l'arrivo dei cosiddetti anni di piombo.Mette i brividi la sequenza nerissima delle bare accatastate al cimitero,perfetta sintesi del periodo contrassegnato dalla perdita costante di innumerevoli vite,private pure del riposo eterno a causa di una burocrazia deplorevole ignara del dramma della perdita.Grande prova di Sordi(che i critici più sbrigativi l'hanno etichettata come totalmente drammatica,mentre Sordi,con il dramma non ha mai avuto a che fare dato che certi film come"La grande guerra"e"Tutti a casa"si ricordano con affetto grazie anche ai toni ironici che il grande attore ha saputo dare in ogni sua prova,e che pure qui sono presenti nella prima parte del film)che oscilla magistralmente tra il tragico e il grottesco,raggiungendo dei vertici espressivi successivamente mai più replicati e contribuendo alla definitiva chiusura della gloriosa commedia all'italiana(non è un caso se Monicelli ha definito questo film"la pietra tombale della commedia all'italiana").Ottimo e ben diretto anche il resto del cast,tra cui una Winters sommessa che si contrappone perfettamente a Sordi,e un memorabile Valli,forforoso e caricaturale capoufficio.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  14/02/2008 22:46:55
   9 / 10
Una piccola perla di film. Si tratta di un’opera molto curata, sia nella sceneggiatura, nella regia e soprattutto nella recitazione. Nonostante abbia l’aspetto di una divertente commedia leggera, in realtà il film rispecchia in maniera chiara e significativa alcune caratteristiche sociali e etiche di una larga fetta di popolazione italiana, portando così lo spettatore a comprendere e a riflettere su tanti diffusissimi “brutti vizi” italiani. Allo stesso tempo contiene un ritratto umano di intensa emotività e partecipazione, che non può non colpire l’animo di chi guarda. Il film alla fine lascia l’amaro in bocca: giocare tutta la vita solo sul proprio personale piccolo/grande tornaconto e sull’interesse materiale della propria cerchia affettiva inaridisce l’esistenza, può portare alla solitudine e all’odio. Probabilmente aprendosi anche agli altri e all’autenticità del vivere si potrebbe raggiungere un più ampio sfogo affettivo e una vita più intensa e più ricca. Ma questo fa già parte delle considerazioni lasciate alla libera interpretazione di chi guarda.
La sceneggiatura ricorda un po’ gli scritti di Gogol. Come fece il grande scrittore russo, anche qui si satireggia e si fustiga il personaggio del piccolo burocrate mediocre, fanullone, parassita, opportunista. Lo seguiamo soprattutto nella prima parte immerso nei suoi riti immutabili, ridicoli: una vita fatta di abitudini, di forme e convenienze, fine a se stessa, ma che per lui rappresenta il massimo che un essere umano può desiderare. Accanto a questo “archetipo” europeo ci sono anche tanti aspetti che connotano la vicenda come “italiana”. La stella polare del piccolo borghese italiano è la famiglia, intesa come istituzione. Poi viene il proprio interesse personale avanti a tutto (mors tua, vita mea). Insomma non si tiene conto di alcun interesse generale o collettivo, le regole esistono solo in funzione del proprio egoismo e degli interessi di parte. A tale scopo s’impone il rispetto ipocrita di norme esteriori, come la pratica religiosa formalistica, e la disinvoltura etica nel perseguire i propri scopi (il fine giustifica i mezzi). La sfiducia in qualunque istituzione collettiva o in norme universali condivise, può portare anche a considerare la “giustizia” come un fatto personale (non a caso la mafia è un fenomeno tipicamente italiano) e a riprodurre modi che fanno parte dello stadio “ferino” della civilizzazione umana. La storia del film rivela molto bene quest’aspetto dell’Italia di ieri e anche di oggi. Questa “tendenza” è tuttora l’atteggiamento maggioritario in Italia, come vediamo un po’ anche dalle scelte politiche della maggior parte degli Italiani.
Il regista asseconda l’atteggiamento della fonte di ispirazione (il libro di Cerami), creando situazioni e personaggi fra l’ironico, il grottesco, il ridicolo. Come non pensare a Spaziani che si toglie la forfora! Poi il dialogo con Dio al gabinetto, i colleghi di Vivaldi, l’ironia del portafortuna benedetto. La “stortura” stilistica non risparmia nessuno: non ci sono personaggi seri o alternativi, tutti sono immersi completamente nel letamaio sociale. In questa maniera l’effetto “evidenziazione dei difetti” raggiunge il suo massimo. Inoltre lo spettatore viene aiutato da uno stile molto preciso, semplice ma elegante. Tutte le circostanze vengono spiegate accuratamente nel loro accadere, anche a costo di rallentare il ritmo. Gli appostamenti di Vivaldi, le sue azioni sono rappresentate in dettaglio. Si nota un frequente uso di piani sequenza per chiarire bene le coordinate spaziali delle azioni e i punti di vista. La fotografia è molto pulita, nitida, di matrice classica, tipica del grande cinema italiano. Monicelli utilizza uno stile comico molto misurato e addirittura fa virare nel finale il tono del film verso la tragedia, proprio per far risaltare la serietà e la gravità dell’argomento. La situazione si sta facendo grave e ormai non si riesce più a ridere spensieratamente come una volta; ecco il succo di questa operazione stilistica.
Eppure il film non è solo una denuncia sociale, riesce anche ad avere la verità della vita vissuta. Il merito è della grande recitazione di Alberto Sordi. La sua interpretazione di Vivaldi è molto intensa e appassionata, si sente benissimo la preoccupazione, il dolore, l’ansia, la segreta nausea. La partecipazione al dramma del personaggio fa sì che un’azione così riprovevole come la macabra vendetta assuma tutta un’altra sfumatura. Risulta così vero che ci immedesimiamo e arriviamo a “sentire” il perché di tanta brutalità. Il giudizio di “condanna” verso Vivaldi, implicito nella storia, diventa così molto meno netto. Tra l’altro si scopre un risvolto psicologico nella sequenza del sequestro. E’ come se nell’assassino Vivaldi ricercasse di nuovo suo figlio, gli compra il cibo, lo fa bere e addirittura si dispiace quando muore. Insomma Sordi è riuscito a creare un personaggio molto complesso e ambivalente, regalandoci tutta la grande varietà e l’indeterminatezza del reale. Anche questo contribuisce a fare di questo film qualcosa di unico e speciale, al di fuori di qualsiasi classificazione di genere. Una vicenda e un personaggio difficili da dimenticare.

2 risposte al commento
Ultima risposta 16/02/2008 21.23.28
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alex75  @  13/02/2008 12:24:05
   9½ / 10
Capolavoro del cinema italiano, da tramandare ai posteri. Alla violenza delle strade non si risponde con la sonnolenta e inefficace giustizia dei tribunali ed ecco che il borghese piccolo piccolo, il vicino della porta accanto, stravolto dall'assassinio del figlio, si trasforma inun sanguinario e sadico giustiziere.
Trattato gelido e implacabile sull'orrore della natura umana, un film coraggioso per l'epoca, diretto magistralmente e con un Alberto Sordi mai così straordinario in un ruolo drammatico. Disturbante.

NandoMericoni  @  07/02/2008 14:42:46
   8 / 10
film stupendo, forse il migliore come interpretazione drammatica di Albertone. Non sono mai riuscito a vederlo più di due volte, troppo, troppo amaro.

PetaloScarlatto  @  03/02/2008 15:15:07
   10 / 10
Perla di assoluta bellezza che spicca, che vive, che brilla di luce propria nella pur immensa filmografia del nostro Albertone.

Monicelli si dimostra regista di razza, spaziando dalle commedie ai drammi con assoluta leggerezza.

Il personaggio di Sordi non è assolutamente inferiore al Bronson di "Il giustiziere della notte"!!!


Allucinato

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  02/01/2008 21:40:08
   9½ / 10
Qualche fissazione in meno e veniva fuori un capolavoro a tutti gli effetti.
"Un Borghese Piccolo Piccolo" è un film straordinario, unico, irripetibile, perfetto.
Un film commovente e amaro che segna la fine della gloriosa commedia all'italiana e segna il definitivo trapasso di un attore come Sordi (un attore geniale) dalla commedia al drammatico. Notevole la cultura di Monicelli nel gestire un problema attuale, il problema di una classe sociale che andava scomparendo e che sopperiva per quell'"omologazione" a cui Pasolini aveva accennato...
Una cultura capace di gestire un'opera scottante, anche cinematograficamente poichè questo non è il Monicelli di Amici Miei o L'Armata Brancaleone, questo è un Monicelli che si rinnova e sceglie per questa kafkiana metamorfosi l'attore che con lui aveva dato vita a una commedia stupefacente, La Grande Guerra.
Un Classico è un'opera che dopo cento anni ha ancora qualcosa da dire, lo diceva Calvino...bè penso che questo mucchio di genii: Crocitti, Valli, Winters, Sordi, Cerami, Monicelli e tutti gli altri faranno ancora parlar di sè e parlare e parlare...

2 risposte al commento
Ultima risposta 03/01/2008 13.34.17
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taras bulba  @  01/01/2008 09:40:58
   7 / 10
Un Sordi in una parte che non ti aspetti, e come al solito fa benissimo il suo compito.
Il film è drammatico e inquietante, anche se non è tra i miei preferiti di Sordi.

Invia una mail all'autore del commento Rusty il Selvag  @  26/11/2007 18:29:32
   10 / 10
Una narrazione di un umorismo "pirandelliano" , Monicelli mette in scena la

tragicommedia dell' "italietta democristiana" , che in realtà il '68 non ha

cambiato perchè nato da un pensiero intellettualmente borghese

di padri contro figli (quasi freudiano) (ricordo che la dialettica marxista reinterpretata da Rosa Luxemburg pone i poli antitetici in una realtà globale
non più nazionale,non lotta di classe , ma lotta tra popolazione ecomicamente sviluppata e popolazione economicamente sottosviluppata)

cmq lasciando perdere discorsi "utili" (ormai l'economia è un mostro senza testa),la nostra bella italietta socialmente degradata e istituzionalmente "fascista" vede il borghesuccio e la sua "bella famiglia"
muoversi lungo i viali della mediocrità quotidiana,una realtà quasi grottesca
dove l' "assassino" è più la mela che il verme,delinquenti,ribelli, poveri cristi
con mogli brutte ed ignoranti e figli "bamboccioni".

In questo film "forte" e "reale" come una bella mazzata in testa, i nostri bei sogni vanno in frantumi nel sangue che scorre in una vecchia lurida capanna fuori città.

(anche io ho le mie forme o categorie esistenziali, morali ed intellettuali,
solo che posso distruggerle sempre perchè io sono solo lava che forma e distrugge che scorre inarrestabile, io sono il libero pensiero)


Ero cosi' carino pigro di testa e benvestito, ma a 24 anni corro selvaggio
come Peter Fonda in Easy rider.


Apprendista vampiro del "Conte" Nietzsche - Mika

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  17/11/2007 13:21:12
   8½ / 10
Grande opera di Monicelli con un Sordi straordinario. Storia verosimile e ricca di un'umanità messa costantemente alla prova.

Sordi traspone sullo schermo la passione autentica di un padre per il figlio, passione oggi un po' in crisi e forse proprio per questo lontana dal film.

Il mondo cambia e la famiglia sembra più legata alle cose che alle persone, questo film ci ricorda quello che eravamo tanti anni fa...

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  25/10/2007 01:53:48
   8½ / 10
Film a tinte fosche del maestro Monicelli, il cui sguardo si concentra sulle reazioni antitetiche di due genitori di fronte alla morte di un figlio.
La tragica scomparsa porterà la madre a chiudersi in se stessa ed a vivere il dolore interiormente, astraendosi del tutto dal resto del mondo che la circonda. Al contrario, la profonda afflizione del padre si tramuterà in una cruenta e violenta vendetta nei confronti dell'assassino del figlio: Giovanni Vivaldi diventerà un carceriere e un aguzzino, e si lascerà andare in una spirale di nefandezze e di atroce odio, che culmineranno nella morte del sequestrato.
Il contrasto tra gli opposti modi di vivere il dolore dei due genitori si acuirà nella scena in cui la madre, al cospetto del giovane torturato, proromperà in un inopinato e inorridito urlo; urlo che, a guisa di rantolo, sembra presagire la fine di una lenta agonia.
Monicelli, dunque, ci pone di fronte al dramma della sofferenza di due genitori, rappresentandoci due situazioni estreme difficili da giudicare. Quel che è certo è che chiunque, anche la persona più docile, ha un potenziale interiore di rabbia e di violenza, che può divampare quando meno ce lo aspettiamo.
Lo scenario in cui si svolge la tragedia familiare è quello bieco di un' Italia contrassegnata dal clientelismo e attraversata da quell'inquietante, e per certi aspetti ridicolo (come dimostrano i riti di affiliazione), fenomeno rappresentato dalle logge massoniche.
Giovanni, che decide di entrare a far parte dell'associazione massonica per garantire maggiori chance di lavoro al figlio, sarà alla fine vittima di questo contorto sistema quando gli vierrà negata la richiesta di una dignitosa sepoltura, in virtù della priorità riconosciuta ad un alto prelato.
Film molto triste, che ti colpisce come un pugno nello stomaco.

addicted  @  27/09/2007 17:57:43
   8½ / 10
Uno dei film più duri e lugubri mai realizzati.
La società italiana è un inferno in disfacimento in cui non c'è alcuna speranza.
La commedia non riesce più a camuffare l'orrore.
Uno sguardo pietoso indugia su una realtà meschina e penosa.
Lancinante.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  20/08/2007 11:32:57
   8½ / 10
Amarissima opera di Monicelli che confina Sordi in uno dei più riusciti personaggi della sua carriera. Disarmante il cambio di rotta della pellicola nel momento

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER: dopo aver presentato una famiglia-tipo dell'Italia borghese, con i suoi personaggi tipici ed i loro vizi e virtù, Monicelli la destruttura esasperandone le caratteristiche e scegliendo per tutti loro

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.
Sotto questo profilo, la summa del film è da ricercarsi

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
"Un borghese piccolo piccolo": mi sono sempre chiesto se il bellissimo titolo individuasse un giudizio morale sulla statura del protagonista o fosse piuttosto un modo per proteggerne la fragilità.

5 risposte al commento
Ultima risposta 25/10/2007 13.30.51
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InSaNITy  @  18/08/2007 14:18:42
   8½ / 10
Questo film mi ha devastato. Non me l'aspettavo così crudo..

_veronica_  @  09/05/2007 20:55:48
   7 / 10
carino cm film.....
a tratti anke commovente....
povero mario.....

una cosa che mi ha colpito è stata la scena finale....

.......ci ha preso gusto poi.....



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