the tree of life regia di Terrence Malick USA 2011
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the tree of life (2011)

 Trailer Trailer THE TREE OF LIFE

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locandina del film THE TREE OF LIFE

Titolo Originale: THE TREE OF LIFE

RegiaTerrence Malick

InterpretiSean Penn, Brad Pitt, Joanna Going, Fiona Shaw, Tom Townsend, Jessica Chastain, Jackson Hurst, Crystal Mantecon, Lisa Marie Newmyer, Pell James, Tamara Jolaine, Jennifer Sipes, Will Wallace

Durata: h 2.19
NazionalitàUSA 2011
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 2011

•  Altri film di Terrence Malick

Trama del film The tree of life

E' la storia di una famiglia del Midwest negli anni cinquanta attraverso lo sguardo del figlio maggiore, Jack, nel suo viaggio personale dall'innocenza dell'infanzia alle disillusioni dell'età adulta in cui cerca di tirare le somme di un rapporto conflittuale con il padre (Brad Pitt). Jack - che da adulto è interpretato da Sean Penn - si sente come un'anima perduta nel mondo moderno che vaga nel tentativo di trovare delle risposte alle origini e al significato della vita, tanto da mettere in discussione anche la sua fede.

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Voto Visitatori:   6,84 / 10 (125 voti)6,84Grafico
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Voti e commenti su The tree of life, 125 opinioni inserite

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gabriz  @  20/05/2012 16:46:25
   3½ / 10
Noioso. Non bastano belle riprese per fare un bel film...
Dopo 30 minuti volevo staccare ma mi sono imposto di guardarlo tutto per cercare un senso....fino alla fine.....

Attesa non ripagata.

maitton  @  18/05/2012 11:19:30
   5 / 10
provo un po di imbarazza a votare questo film e ad esprimere un giudizio.
il motivo e'semplice, alcuni dei miei utenti di riferimento lo ritengono un capolavoro o quasi.
ci sta che non abbia afferrato l'arte visiva, il rapporto natura/grazia, sara'tutto questo che non mi fara'dare un voto brutto, se ho dei limiti non posso certo prendermela con gli altri.
pero' una cosa posso dirla: raramente mi e'capitato di rimanere cosi'dopo la visione di un film, ero letteralmente inc.azzato.
questo film mi ha massacrato.
ho deciso, 5.

ruy007  @  14/05/2012 23:32:12
   10 / 10
Capisco i 4,film capolavoro davvero non per tutti,Malick riesce a fare qualcosa di straordinario.

Tautotes  @  14/05/2012 22:33:10
   4 / 10
Vuoto, insulso, presuntuoso. Rivolgersi a Bergman e Tarkovskij

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  09/05/2012 11:36:55
   8 / 10
Una famiglia della provincia americana formata da un padre severo ma a suo modo affettuoso,da una madre protettiva e delicata,quindi da tre figli immortalati nel cammino che dalla culla li porterà alle soglie dell'adolescenza.
Un microcosmo descritto mediante una straordinaria eleganza estetica,una caterva di immagini che sublimano una ricerca mai doma della grazia e dell'armonia e che in questo caso raggiunge vette temporali dilatate a dismisura ed ugualmente seducenti nell'elogio a quella natura meravigliosa e impassibile,da sempre imprescindibile intelaiatura delle pellicole del regista texano.
Malick sembra raggiungere delle risposte personalmente soddisfacenti nel suo iter imperniato su quesiti esistenziali che da sempre angustiano l'uomo,l'immancabile voce fuori campo piazza il punto di domanda e di seguito tenta di acquisire risposte rivolte ad un'accettazione legata all'inesorabile ciclo della vita.
Gli albori della Terra non sono imputabili ad alcun disegno divino,bensì a una genesi naturale che narra di ammassi magmatici sino a raggiungere l'era dei dinosauri poi spazzati dal famigerato meteorite.Tutto comincia e tutto ha una fine,si può solo sperare in una rinascita dalle ceneri,una ripartenza di un viaggio circolare la cui essenza ci è negata.Nella fede e nella parabola di Giobbe il regista trova sfogo rassegnato,quasi fatalista,oltre che rabbioso provocato dall'indifferenza .Non vi è ricompensa certa per l'uomo irreprensibile,si può solo cercare di perseguire la felicità e sperare che il naturale corso degli eventi non infranga ogni sogno.
Trama molto asciutta,quasi priva di dialoghi e allungata in sequenze accarezzate da una colonna sonora al solito straordinaria,durante le quali lo spettatore è chiamato alla riflessione.Quasi fosse un rito in cui gli spazi richiedono un riempimento razionale non per forza di cose seguace del pensiero suggerito.La sensazione è che Malick delicatamente indichi una via evitando di pontificare e magnificare il proprio pensiero.
Tornano tutti gli elementi caratteristici della cifra stilistica inconfondibile dell'autore in un'opera di non facile approccio e metabolizzazione.Sicuramente affascinante e costruita sul dramma che investe una famiglia come tante,scatenando incertezze e paure umanamente molto comprensibili.Meno emozionante rispetto i precedenti film,comunque un'esperienza travolgente che ripaga la sgobbata.

Crazymo  @  06/05/2012 19:24:55
   8½ / 10
Malick conferma di saperci fare con le immagini, portandoci in un luogo fantastico, mettendoci in armonia con il mondo; ci dimostra anche che non c'è bisogno di tanti dialoghi e una grande trama per fare un gran film. Il tutto parte un pò in modo confusionario, per poi migliorare con lo scorrere del film, trasportandoci per tutta la durata in un profondo sguardo sulla vita.
Bellissima la fotografia, ottimi gli attori (Forse Sean Penn un pò troppo marginale) anche i ragazzi, idea geniale, il tutto realizzato in maniera impeccabile (Solo i primi 20 minuti mostrano in alcuni momenti un po' di immagini fini a se stesse che alla lunga stancano). L'unico vero problema è che a volte si assiste a scene che mancando di una narrazione "classica" non si riescono a capire appieno, infatti non posso dire di aver capito completamente questo film, ma ne sono comunque rimasto affascinato e colpito.
Grandissimo Malick! Questo film è assolutamente da rivalutare...

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Ultima risposta 06/05/2012 19.26.38
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gemellino86  @  22/04/2012 13:46:19
   9½ / 10
Credo che questo film non tanto sia stato capito. Malick ci vuole proporre una cornice elegante e raffinata sul senso della vita. A mio parere è molto struggente e colpisce profondamente anche per chi non ne comprende il vero significato. Poi c'è il grande Sean Penn seguito da un dignitoso Pitt. Molto sottovalutato. Per ora è il miglior film del regista che ho visto.

ginuwizzle  @  17/04/2012 22:55:57
   10 / 10
C'è tutto quanto. La vita.

max67  @  10/04/2012 10:35:30
   6½ / 10
LA DOMANDA CHE MI PONGO E' SI PUO' FARE DELLA POESIA CON LE IMMAGINI DI UN FILM E NON ANNOIARE? ,SECONDO ME' SI ' MA MALICK NON RIESCE , O PER MEGLIO DIRE RIESCE SOLO IN ALCUNI PEZZI , E' SICURAMENTE UN FILM CHE PUO' AFFASCINARE MA I CAPOLAVORI SONO ALTRI. AD ESEMPIO LA PARTE DI SEAN PEN HA TROPPE LACUNE SE FAI UN FILM SU L'EDUCAZIONE DI UNA PERSONA E POI NON SPIEGHI BENE CHE RISULTATI HA PRODOTTO , CIOE' NON APPROFONDISCI LA PARTE DEL FIGLIO DA GRANDE HAI FATTO UN OPERA IRRISOLTA .

druss86  @  04/04/2012 10:57:11
   6 / 10
voto 8 per la foto ,per il tentativo di creare qualcosa di diverso,per la riflessione,per gli attori

voto 4 per la storia troppo complessa,criptico, per esser decisamente troppo lungo con troppe pause e silenzioso...recitazione praticamente assente,mancanza di collegamenti difficilissimo da comprendere.

Si capisce che è un film divcerso che tratta un tema profondo ma credetemi si fa troppa davvero troppa fatica a seguirlo e soprattutto a comprenderlo nella sua interezza...necessita di uno studio davvero approfondito ma che uno spettatore medio non fara mai...poteva esser migliore se un poco semplificato o chiarito...

Dodo  @  03/03/2012 13:31:23
   5½ / 10
Fra i commenti precedenti avevo letto che può essere definito come uno dei film più soggettivi che esista.
Sono pienamente daccordo con questa affermazione, o lo ami o lo odi. Stop.
Tree of life è un'immersione mistica e introspettiva piena di riflessioni filosofiche su temi quali fede/natura/amore/educazione.

Personalmente ho avuto difficoltà a finirlo, non tanto per la lentezza (che giustamente caratterizza il film stesso) ma più che altro perchè mi aspettavo qualcosa di diverso e non sono riuscito completamente a sprofondare nelle spettacolari immagini e nelle splendide musiche.

Considerandolo come film non mi sento proprio di dargli una sufficenza, non ha trama, non prende, ti aspetti che da un momento all'altro accada qualcosa, venga spiegato qualcosa o quantomeno ci sia un dialogo acceso e invece niente.
L'apice della tensione la sia ha durante il litigio nel pranzo di famiglia che può riassumere facilmente i rapporti che ci sono all'interno di una classica famiglia (di sobborgo) americana di quel tempo.
Voto 4 insomma.

Per quanto riguarda le domande che il regista (ci) pone, la maniera nella quale fa scorrere tutta la vicenda e l'originalità di come riesce a raccontare quel poco di storia mi hanno colpito. Come giustamente alcuni dicevano mi sembrava di essere di fronte ad un documentario di Piero Angela in alcuni momenti ;)
Voto 7.

Media 5,5.
Sconsigliato a chi vuole andare al cinema per puro intrattenimento ludico.
Consigliato a chi cerca qualcosa di diverso ;)

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  28/02/2012 11:54:41
   7 / 10
Quasi impossibile dare un voto a un film come questo.
Più che guardare lo schermo si è immersi in un'esperienza visiva e sonora totalmente avvolgente.
Malick racconta una storia famigliare, un rapporto fraterno e paterno difficile e normale contemporaneamente.
Anche la ricerca dell'onnipotente si sviluppa in maniera ossessiva e discreta.
Un film che non può lasciare indifferenti.

drobny85  @  26/02/2012 22:31:02
   4½ / 10
Non mi va di dilungarmi per qualcosa che non mi ha lasciato nulla, forse è colpa mia, forse no.
Sicuramente ricorderò questa pellicola per una maestosa fotografia, senza senso, e per una recitazione non di primo livello.

kako  @  24/02/2012 20:33:44
   7½ / 10
penso sia uno dei film in cui il voto è in assoluto più soggettivo. E' sicuramente un'opera maestosa e complessa, pregna di riferimenti filosofici e religiosi, tra le due vie proposte il regista propende per via della Grazia, pur lasciando un'apertura quasi agnostica allo spettatore. Visivamente è uno spettacolo per gli occhi, le immagini e la fotografia sono eccelse e anche la regia è suggestiva. Le prove attoriali sono di ottimo livello. Tuttavia non mi sento di dargli un voto superiore, sarà perchè non possiedo forse tutte le adeguate conoscenze in materia, sarà forse perchè non condivido la via che sembra scegliere il regista. In ogni caso un film affascinante e ambizioso, che merita sicuramente di essere visto almeno una volta.

ScemoChiLegge  @  22/02/2012 10:47:02
   9 / 10
The Tree of Life è poesia di immagini.
Il regista non ha scelto i dialoghi come motore del film: la cinepresa segue i personaggi e li offre allo spettatore in tutta la loro realtà, grazie a una fotografia eccezionale ed emozionante.
Un film profondamente umano, un inno alla vita da riguardare e risubire.
Un film che procede con lentezza poetica, che stimola lo spettatore attraverso un attacco ai sensi della vista e dell'udito.

L'aggettivo più usato nei vostri commenti su The Tree of Life è "PRESUNTUOSO".
Mi chiedo dove sia la presunzione in un regista che ha provato a rendere cinematograficamente Le Domande che l'uomo formula più o meno da una eternità. Domande rognose, personali, intime.
Malick ne propone tante, tenta di farci riflettere, ci conduce per mano attraverso le sue immagini a quella che è la Sua Risposta.

Qual è la nostra?

faith81  @  20/02/2012 18:33:34
   10 / 10
Leggendo i commenti nel forum è evidente che questo film non sia stato compreso a livello semantico. Sul piano visivo, Malick utilizza diverse figure retoriche (metafora,metonomia,allegoria) che veicolano significati estremamente impegnativi sul piano del contenuto.
Ma questo signore è un semiologo, non solo un regista.
Siamo su un altro livello!
Credo che una regia innovativa,introspettiva e ricercata come la sua debba essere premiata, e le persone che non hanno compreso il montaggio dei filmati, invece di dare 1 ad un capolavoro come questo, dovrebbe rispolverare un po' di cultura ed ascoltare musica classica.
Spero con tutto il cuore che possa vincere l'oscar come miglior film,regia e fotografia ma aveva diritto di accedere ad altre nomination.
Finalmente qualcuno ha provato a creare qualcosa culturalmente STIMOLANTE e qualitativamente SUPERIORE.........

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Ultima risposta 20/02/2012 20.34.46
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albyhfintegrale  @  12/02/2012 11:49:17
   1 / 10
Premetto che il voto UNO è quello che sento. Dovrei dare di più solo perchè ora forse verrò sommerso dalle critiche degli amanti del film: quindi per mettermi sulla difensiva.
Ma perchè devo farlo se è il voto che credo il film meriti?

Qualcuno risponde a questo genere di voto: "Potevi fare a meno di vedere il film!"

Certo, se avessi saputo che il film era così: certamente!

Devo premettere infatti che io evito accuratamente di vedere trailer, leggere recensioni sui giornali o commenti su questo sito PRIMA di vedere un qualsiasi film, di un qualsiasi genere: questo semplicemente perchè spesso i trailer o le recensioni dicono troppo e finiscono per rovinarmi la visione (sempre che alla fine si stia parlando di una pellicola che finirà per piacermi)

Per questo motivo evito generalmente i film horror (salvo qualche eccezione dovuta al caso)o cinepanettoni: probabilmente darei 1 a tutti (visto che zero non si può dare).

Questo è classificato come film drammatico: cosa ne sapevo di trovarmi davanti un film assolutamente privo di trama? Un puro esercizio di stile di un regista pieno di sè?

A questo punto posso dire: uno dei più brutti film che abbia mai visto! Lentissimo (è usare un eufemismo), assurdo, presuntuoso, sconclusionato, soporifero, fine a sè stesso.
Senza una coesione e un filo logico.

Un film che vorrebbe analizzare domande improponibili come la reale esistenza di Dio e del perchè della vita e della morte: poteva essere un film sicuramente lento ma con una trama e un'analisi sull'esistenza, ma coinvolgente ed emozionante.

Invece ero ogni istante a guardare il contaminuti del lettore dvd e a chiedermi chi me lo avesse fatto fare a noleggiare quel film.

Alla fine cosa mi è rimasto? Nulla se non la consapevolezza di due ore e diciannove buttate.

Mi ricorda un quadro "d'arte" astratta senza senso di qualche "grande artista" esaltato dai soliti critici che ci vogliono vedere una senso.

Da leggere quest'articolo: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1006&ID_sezione=56&sezione=

In pratica, in un cineclub di Bologna frequentato dai soliti intellettuali, nella proiezione si sono sbagliati invertendo primo e secondo tempo.
Alla fine: applausi a profusione!

Cripticità, dire e non dire. Voci fuori campo che parlano senza un senso vero e proprio. Cercare di colpire con la fotografia senza una narrazione che abbia un filo logico. E questo senza giungere mai a qualcosa.

Io trovo il tutto assurdo: che volete, sarò troppo razionale...


Un film fermo (dire lento come ho fatto prima è usare un eufemismo), senza trama, senza neppure una vera analisi in profondità dei personaggi (e stiamo parlando di un film impegnato e d'introspezione).

Certo, fotografia molto bella e rappresentazione della natura fantastica, dal verde sulla terra al cosmo sconfinato: ma ci sono documentari che l'eguagliano.

Qui stiamo parlando di un film. Ed è il film che giudico. Film che in quanto tale dovrebbe intrattenere e coinvolgere: per me la vera sfida (costata una fatica mai provata prima) è stata giungere a guardarlo fino alla fine.

Altri lo adoreranno, anzi, come si evince da moltissimi commenti: lo adorano.

Ebbene ragazzi, il mondo è bello perchè è vario e de gustibus non est disputandum.

Sapeste a quanti film che io amo ho dovuto veder dare un 1 da altri utenti...

13 risposte al commento
Ultima risposta 28/03/2012 10.00.42
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stranous  @  05/02/2012 20:25:30
   2 / 10
Pura presunzione cinematografica.
Evitatelo.

Lory_noir  @  29/01/2012 23:30:17
   7½ / 10
Film esteticamente meraviglioso, con una colonna sonora fantastica. Un po' lento e lungo ma sicuramente ispirato, innovativo ed originale. Pitt mi è piaciuto molto più qui che in Moneyball.

marimito  @  26/01/2012 22:57:02
   5 / 10
una fotografia mozzafiato.. poi però non ne ho più colto intensita, poesia e bellezza.. forse x eccessiva introspezione..

david briar  @  21/01/2012 19:20:45
   4½ / 10
Era forse il film che più attendevo quest'anno.Avevo adorato "La rabbia giovane" e "La sottile linea rossa" di Malick,mediamente apprezzato "I giorni del cielo" e "The new world".Quest'ultimo film,pur con una potenza visiva impressionante,soffriva di un certo squilibrio,di un montaggio sbagliato e di alcune cose che apparivano ridondanti e fastidiose,concentrate soprattutto nella parte iniziale.

Con "The tree of life" il regista conferma la sua recente tendenza a girare in questo modo.E' in grado di tirare fuori tante cose geniali,immagini splendide e travolgenti,ma il tutto rimane rinchiuso nel misticismo del suo autore,senza trovare quasi mai il modo di toccare lo spettatore,di arrivare vicino a lui,cosa che invece riuscivano a fare tutti gli altri film di Malick,escluso forse "I giorni del cielo", privo di difetti evidenti ma meno coinvolgente.Anche "The new world",nonostante le sue imperfezioni,ad un certo punto arrivava con una potenza straordinaria in tutta la sua bellezza.

Peraltro,non mi sembra il caso di gridare al capolavoro nemmeno per quanto riguarda i contenuti.Diversi temi vengono messi in gioco per poi essere lasciati li,senza il minimo approfondimento,quasi si volesse fare a forza un film universale e completo,senza però riuscirci .
In particolare,il film sembra ripetere lo stesso messaggio per tutta la sua durata,senza andare a fondo neanche in quello.Non funzionano le voci fuori campo ,prive di un vero e proprio senso,così come tutta la parte concentrata sulla natura risulta totalmente inutile.
E' il caso di dire che in un film così ambizioso ci si poteva e doveva aspettare di più per quanto riguarda i contenuti e i personaggi,le loro coscienze,che risultano non chiarissime e troppo lasciate al caso.
Il film manca di una vera e propria coesione emotiva nella sua dispersiva struttura,ha degli squilibri giganteschi fra forma e contenuto,dove la prima sommerge il secondo,facendolo passare inosservato(e in ogni caso non mi sembra particolarmente profondo come si vuole far credere).

E' un film fatto da Malick esclusivamente per lui,non gliene importa niente del pubblico.A questo giro,c'è chi si ostina a stargli ancora dietro perdonandogli il suo narcisismo,la sua auto-indulgenza e i suoi eccessi,e chi,come me,pur partendo con buoni propositi,si sente irrimediabilmente deluso da una pellicola che si sperava potesse dare tanto e invece non da niente.

E nonostante l'altissimo livello tecnico e le scene di grande potenza,nemmeno nei momenti in cui la pellicola fa di queste caratteristiche il suo punto di forza il film risulta efficace.Non riesce nemmeno a controllare troppo il cast,fra un Brad Pitt che ci prova ma proprio non sembra essere ispirato,e uno Sean Penn che si aggira per la scena per pochi minuti senza sapere come comportarsi(ciò è probabilmente dovuto al fatto che Malick sembra non essere stato chiaro con i suoi attori).E se un'interpretazione ottima come quella della Chastain risulta sacrificata e limitata dal ruolo,l'unico in grado di sorprendere è Hunter McCracken,l'interprete di Jack da bambino,un talento straordinario.
La regia di Malick è troppo insistita,troppo evidenziata,tale da diventare ermetica,ostica,lontanissima.
Sembra essersi dimenticato della sua capacità di emozionare con immagini semplici e di portare riflessioni che sembrano banali ad un livello più complesso:qua pensa solo a girare quello che più gli compiace.

E non ci si azzardi a fare paragoni con un capolavoro come "2001:Odissea nella spazio":"The tree of life" non raggiunge mai simili livelli di forma e contenuto, e di narrazione per immagini,e mai sarà ricordato come il "2001" dei giorni nostri.

Il sottoscritto lo ricorderà come un passo indietro nella filmografia di Malick,e come il suo film peggiore.E se continua su questa strada,dubito sarò più soddisfatto da un suo film.Peccato,visto che in passato ha dimostrato un talento smisurato,in quei casi però non troppo ostentato come in questo ultimo lavoro,fino ad arrivare all'autocelebrazione.Forse non gli farebbe male un produttore che gli impedisce di esagerare così,mentre a quanto si dice può fare quello che vuole sul set..

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Ultima risposta 04/04/2012 14.17.12
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BuDuS  @  15/01/2012 16:56:24
   5 / 10
La scenografia è molto buona, le musiche ottime e, complessivamente, le interpretazioni sono buone o ottime (soprattutto quelle dei bambini).

Però dopo una mezzora buona di "viaggio onirico" (o quello che vuole essere), uno si stufa pure, non può durare così - quasi - tutto il film ... e parliamo di un film che dura oltre 2 ore !

No, per come la vedo io, un film deve dare anche qualcosa in più per meritare la sufficienza.

Se fosse stato condito da uno svolgimento meno soporifero e con una trama più comprensibile e "terrena", poteva meritare un voto pure molto alto.

Decisamente sconsigliato a chi non apprezza le cose "molto filosofiche" e viceversa.

Onestamente mi aspettavo tutt'altra cosa, mi ha deluso.

karaberto  @  15/01/2012 01:24:09
   3 / 10
Lungo, noioso, presuntuoso, inutile; un'opera d'arte rovinata da colori sfumati e da personaggi lontani. Il finale farebbe scompisciare dalle risate se non fosse girato con una tale serietà da chiedersi 'forse mi sono addormentato e sto sognando!'
Il soldato dal cuore di pietra mal si adatta a rivelarsi un grandioso organista, i dinosauri sono veramente di troppo (o di troppo poco: forse un film solo con dinosauri sarebbe riuscito meglio) e gli anni 50 rimangono avvolti in un etere impermeabile. Panteismo? spiritualità? religione?... Ma chi è il suo guru? Il Mago Zurlì? Il buon Fantozzi avrebbe rimpianto la Corazzata Petemkin...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  05/01/2012 23:03:06
   6½ / 10
Il cinema di Malick è pervaso di panteismo. Lo si nota nella Sottile linea rossa (l'altro film che ho visto di questo regista), lo si nota qui all'ennesima potenza. Però è un cinema allo stesso tempo troppo ambizioso e narcisista. Il regista mette a confronto la Natura, dal Bing Bang fino alla nascita della vita sulla Terra e l'Uomo soggetto alla stesse leggi della prima (vedi brutalità e istinto rappresentati dal padre del soggetto narrante, e l'armonia e la grazia proiettati nella figura materna). La fotografia e le immagini del cosiddetto macrocosmo sono meravigliose, ma il tentativo filosofico di mettere a confronto i due mondi secondo me fallisce parzialmente, lasciandoci qualche sbadiglio di troppo e un pò di confusione. Belle le scelte musicali, ma mi hanno dato l'impressione di essere puramente ornamentali, non si coglie cioè il commento allo sviluppo della trama (ammesso che ve ne sia una).

mark0  @  02/01/2012 18:32:33
   6½ / 10
Film che colpisce, sia dalla fotografia che dalle suggestive immagini. Basta!
Dopo questo a me a solo annoiato. Credevo meglio.

goodwolf  @  23/12/2011 15:32:05
   4 / 10
Il film dura 133 minuti ma sembra che duri 700.
Sono per l'arte della sintesi, quindi questo film non può fare mio: sequenze lunghe, anzi lunghissime, molte delle quali senza un perchè e solo a puro scopo visivo.
La storia francamente non mi ha dato nulla: nessuna domanda e nessuna risposta. Molti ci hanno visto un'opera d'arte, l'unica cosa che ho visto io è una storia familiare, per giunta fatta male. Presuntuoso.

catdog  @  18/12/2011 10:45:03
   9 / 10
Per me è un film per cultori del cinema, non per tutti. Molti lo trovano lento e noioso. Io invece lo reputo "pura poesia", la poesia inrtrisa di mistica filosofia. Un bel film impegnato.

floyd80  @  11/12/2011 09:39:50
   8 / 10
Una pellicola che esporta la stessa essenza di cinema entrando nella nostra mente e nel nostro cuore. Esiste Dio? L'amore e l'odio cosa sono?
Sono domande che su celluloide non sempre si porgono.
E' lento? Sembra Superquark?
Lasciate perdere e guardate altro, un film di Malick non è per tutti.
Il film, s'intenda, non è perfetto, presenta alcune lacune strutturali, prima tra tutte la poca coesione tra le tre storie (la nascita dell'universo, il figlio da grande e la vita di famiglia) e le musiche non originali appesantiscono la visione in alcuni passaggi, però tan'è che The tree of life vi regalerà forti emozioni a patto di essere predisposti.
Quasi un capolavoro.

BrundleFly  @  22/11/2011 16:39:48
   4 / 10
Fino a che punto un'opera si può definire film e quando "puro esercizio di stile"?
La prima mezz'ora sembra una puntata di Superquark, fatta però meglio, sull'origine dela vita sulla Terra. Tante belle immagini suggestive non c'è che dire, ma poi? Il resto del film invece è di una banalità e lentezza disarmante, tanto che poteva durare tranquillamente un'ora in meno.
Il voto così basso è dovuto anche al fatto che è stato tanto decantato come "capolavoro", forse se ne fosse parlato un po' meno la mia reazione alla fine della visione sarebbe stata diversa.
Se volete farvi due risate vi consiglio di leggere l'articolo che scrisse Massimo Gramellini su La Stampa riguardo ad un episodio verificatosi in un cinema di Bologna all'uscita del film.

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Fratuck89  @  21/11/2011 20:14:46
   6½ / 10
Terrence Malick non mi piace molto come regista, quest'ultimo film si salva solo per una fotografia eccezionale, immagini che attingono direttamente dalla linfa vitale che scorre nel mondo in cui viviamo, uno specchio su noi stessi, ma apparte la bellezza visiva è un film lento e noioso.

PATRICK KENZIE  @  18/11/2011 17:48:59
   6½ / 10
Alquanto intenso! Malick al suo meglio con immagini grandiose... Ma tutto questo lo rende un film stupendo???

francesco81  @  15/11/2011 11:45:41
   2 / 10
Nessun spunto di riflessione degno di nota. E' un puro esercizio (malriuscito) di dare peso ad una opera che di fatto non ha nulla da dire...e quel poco che dice lo dice male.
Il film sarebbe stato più credibile senza le immagini galattiche e senza le inspiegabili scene con dinosauri.

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  15/11/2011 10:06:59
   9 / 10
Un affresco poetico che racconta una storia semplice, ricorrente, ma estremamente emozionale.... la racconta con passione e compassione.... ricorrendo a pura filosofia esistenziale, tra fede e scienza. Un odissea Kubrikiana oserei dire, visionaria e tenue, esaltante e metafisica.....
Può non piacere ma è un opera di altra categoria.....

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/12/2011 10.51.24
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dobel  @  14/11/2011 14:28:56
   8 / 10
E' ormai una vecchia riflessione quella che vuole vedere in un'opera d'arte qualcosa che si ritiene ci sia anche se non è in superficie. Lontano dall'essere una provocazione fine a se stessa, lontano dall'essere risolto, lontano dall'essere banale, questo film pone innanzitutto delle domande. Solo per questo fatto merita di essere visto. E' un'opera di cultura che non può essere liquidata con un 1, né può essere esaltata incondizionatamente dopo una sola visione con un 10. La cultura sottintende uno sforzo della ragione per essere coltivata, fatta crescere e trasmessa. The tree of life richiede questo sforzo: non è opera di intrattenimento quanto piuttosto la confessione di un intelletto e di un'anima. I piani di lettura sono molti, e nelle recensioni che precedono la mia, sono stati elencati in gran quantità. Con essi si può essere più o meno d'accordo, ma si tratta pur sempre di sforzarsi di capire. Questo sforzo e questa fatica vengono visti di mal occhio da chi cerca nel cinema solo un oggetto di svago. Più in generale credo che la fatica del ragionamento sia un qualcosa da cui oggi si rifugge molto volentieri (siamo troppo abituati a che altri pensino per noi e ci diano già le soluzioni precotte; troppo spesso deleghiamo ad altri l'incombenza di problematizzare, con i risultati che vediamo quotidianamente).
Con questo non voglio dire che 'The tree of life' sia un capolavoro, come non l'ho detto per 'Island Empire' di Lynch, per esempio. Ma è un film importante, che interpella, che pone domande e dà poche risposte. Non si tratta di essere credenti o meno, quanto di essere o meno pensanti. Ritengo che sia un'opera che vada vista più di una volta, con la quale confrontarsi e con la quale reimparare a porsi delle domande molto scomode e imbarazzanti. Domande alle quali prima o poi dobbiamo dare una nostra personale risposta.
La realizzazione del film è, oltretutto, straordinaria. L'interazione di musica e immagine è spesso esaltante a livello del Kubrick di '2001...' .
Con questo: non lasciatevi spaventare dalle recensioni negative, andatelo a vedere, lasciatevi interrogare dal film. Poi ognuno darà la propria risposta, ma non lasciamoci banalizzare dal rifiuto passivo di certe proposte. Cerchiamo di crescere un pochino anche grazie a chi usa il cinema per inserirsi in dibattiti più ampli di quelli meramente estetici o di intrattenimento.
Oltretutto: se il film parla del rapporto sempre in definitiva irrisolto dell'uomo con Dio, non significa che sia una rottura, o un film da bacchettoni, o riservato ai credenti, o tanto meno un film ecclesiale. Personalmente, pur essendo credente, non vi ho trovato nulla di conciliante o di rassicurante, anzi! La posizione del regista assomiglia molto a quella di quel Giobbe che viene citato all'inizio, ossia di un uomo in perpetua lotta con il proprio Dio, che arriva a sfidarlo e a bestemmiarlo. E' un dialogo al quale è difficile sottrarsi, Malick lo porta avanti a suo modo. Riconosciamogli l'onore di aver provato a parlare del Silenzio.

Chagallo74  @  07/11/2011 23:30:18
   1 / 10
Raramente mi sono trovato basito davanti ad un film, tanto più se questo ha vinto a Cannes.
Credo che insieme a Donnie Darko e Good night e Good luck abbiamo raggiunto il gradino più basso dei red carpets cinematografici.

Cronaca della serata al cinema:

Ore 18 entriamo al cinema cambiando all'ultimo la scelta del film (dovevamo andare a vedere Habemus Papam), perchè ho dato retta a mia moglie, bah!
Ore 18.10 per adesso il film sembra bello ma....ore 18.11 iniziano le prime allucinazioni, secondo me hanno rovinato la pellicola.
Ore 18.15 sembra che tutto sia tornato come prima, Brad è Brad, Sean è Sean ma, alle ore 18.18 ecco che torna a sorpresa l'allucinazione e Taaac le 2 vecchiette davanti a me mollano il colpo ed escono dalla sala. Mi giro verso mia moglie dicendole che siamo ancora in tempo per cambiare sala ma lei, imperterrita vuole continuare e....continuiamo.
Ore 18.20 si iniziano a vedere vulcani che eruttano, fiumi che straripano, ghiacciai che si sciolgono e........APOTEOSI arrivano i DI NO SA U RI, ma che cazzzzo c'entrano i dinosauri in questo film????
A questo punto 4 ragazzi in prima fila fanno a gara per vedere chi è il più veloce ad uscire dalla sala, io ci provo ma mia moglie mi blocca.


Morale, come il povero Fantozzi, rimango sulla mia poltrona per 1 ora e mezza di minkiate allucinanti, di retoriche impossibili (il lago salato in Bolivia e tutti mano nella mano a fare giro giro tondo), una miriade di immagini già viste su Discovery Channel (Maluk non si è neanche sprecato a trovare nuove immagini) e un finale.....MANCO ME LO RICORDO e questo dice tutto.

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LaurettaKoizumi  @  15/10/2011 19:28:45
   8½ / 10
Immaginavo, prima di recensire, di vedere tanti commenti contrastanti su questo film: la verità è che The tree of life o piace o... non piace.
E se piace, ci si innamora, se non piace lo si odia e lo si rifugge come la peste, ma questo dipende esclusivamente dallo spettatore.
La trama sembra semplice e banale, se non fosse che oltre a narrare la storia della famiglia americana anni '50, il regista decida di raccontare anche la storia di un'altra famiglia: la terra.
Può sembrare ridicolo, a volte è ridicolo, (vedi il famoso dinosauro digitale) ma lasciate che vi dica una cosa: per me staccare gli occhi da ciò che vedevo sullo schermo risultava impossibile, due ore di film pesanti, è vero, ma mai così attraenti.
Non c'è nulla da fare: il film rientra nella categoria, a volte odiatissima, dei "film DA VEDERE".

gruxxu  @  14/10/2011 13:03:15
   8 / 10
a mio parere due aggettivi si addicono a questo film: originale e significativo. il regista riesce a trasmettere la sua filosofia attraverso immagini stupende, accompagnate da musiche splendide, ma al contempo ricche di significato. la trama ed i dialoghi fanno il resto.

barone_rosso  @  09/10/2011 18:03:46
   7 / 10
Nonostante non mi piacciano i film tutta forma e niente contenuto, questo film mi è piaciuto abbastanza. La sola fotografia, in una scala da 1 a 10, è da 100 e lode. I mezzi del giorno d'oggi sono sicuramente superiori, ma l'aspetto visivo fa decisamente una pippa a 2001 odissea nello spazio e le sue noiosissime immagini nello spazio. La differenza fra questo regista e Kubrick, è che Malick ha voluto fare un film puntando sull'aspetto qualitativo della forma, ma non per questo dover per forza passare alla storia o essere ricordato nei secoli dei secoli, né auto-celebrarsi come invece ha fatto Kubrick. Il risultato è un film di grande impatto, con attori di qualità (mica gli sfigati di 2001), con una trama relativamente semplice (anche se ahimè un po' noiosa a lungo andare...) ma per lo meno c'è qualcosa di definibile come trama. Purtroppo il contenuto è quello che è, per cui il 7 è un po' stiracchiato...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  27/09/2011 23:41:32
   9 / 10
Il nuovo capolavoro di Terence Malick dai tempi de "La sottile linea rossa", palingenesi della razza umana attraverso lo sguardo e i ricordi di una normale famiglia del Midwest americano, tipica degli anni '50, in un vortice di immagini kubrickiane che lasciano meravigliati, intorpiditi e speranzosi per il futuro del cinema, che di fronte a tali opere non può che essere roseo.

Azrharn  @  27/09/2011 10:11:26
   6 / 10
Un'opera visionaria dalla magnifica fotografia. Purtroppo risulta a tratti incompresibile per uno spettatore medio (come il sottoscritto) e la lunghezza eccessiva ed i dialoghi scarsi e sussurrati non aiutano. Ci sarebbe voluto un minimo di film "convenzionale" per trainare il tutto.

pughy  @  21/08/2011 23:47:57
   5 / 10
Caro Terrence Malick sono riuscito a concludere il tuo bel film solo la seconda volta dopo che la precedente avevo cominciato a sbadigliare alla terza scena.. e anche questo secondo tentativo è stata una agonia.
il tuo più che un film è un misto tra un documentario muto (questo è il problema almeno in quelli di piero angela c'è un narratore esterno che ti invoglia alla visione) e una pellicola da ritmi degli anni '50.
lento, lentissimo e ambizioso, mica sei Kubrick. Sopravvalutato

Eliza  @  18/08/2011 21:42:31
   5½ / 10
Si può concedere tutto ciò che si vuole alla regia, all'interpretazione, alla fotografia e alla colonna sonora. Si può tentare di sviscerare ogni singolo gesto, simbolo e citazione per sentirsi 'intellettuali'. Si può lodare l'amore per la bellezza di questo regista e il suo tentativo di aggiungere qualcosa di nuovo agli eterni quesiti esistenziali.
Non venitemi però a dire che tutto ciò non è insopportabilmente noioso. Perchè un cinque e mezzo? Perchè non amo i film in cui i protagonisti siano i massimi sistemi. Ciò non significa che io disprezzi la filosofia: semplicemente, la preferisco in funzione della vicenda umana del film.

woyzek  @  08/08/2011 11:23:36
   3½ / 10
Non capisco come facciano molti a ricavarci del profondo su questo film. Io l'ho trovato banalissimo, a tratti ridicolo. Non ho però faticato a finirlo perchè aspettavo che succedesse qualcosa di interessante.
Alcune frasi veramente scontate, scene noiose.
non mi è piaciuto per niente.

paride_86  @  10/07/2011 04:27:53
   10 / 10
La vita di un piccolo nucleo familiare come microcosmo rappresentativo di un'umanità infinitamente piccola, paragonata ai millenni dell'evoluzione, alla grandezza dell'universo, al mistero dell'esistenza di dio: questo e molto altro è "The Tree of Life", un film luminoso e toccante che prova a raccontare la vita in tutte le sue forme.
Il paragone con "2001: Odissea nello Spazio" è corretto in termini di concept e di modi, ma è la componente mistica che lo distingue dal capolavoro di Kubrick.
Ottimo il cast di attori, tra i quali spiccano Brad Pitt, interprete spesso sottovalutato, e Jessica Chastain, madre amorevole e piena di dedizione.
Accompagnato da immagini stupendamente fotografate e da una colonna sonora ipnotica, "The Tree of Life" è un vero capolavoro.

Jumpy  @  08/07/2011 01:42:28
   5½ / 10
Se vuoi giocare a scimmiottare Kubrick di 2001, devi mettere in un film anche dei contenuti belli corposi, altrimenti il risultato è ridicolo.
Immagini di fortissimo impatto visivo, molto didascalico... ciò che davvero lascia perplessi è, appunto, la pochezza e scarsità di contenuti, la filosofia spicciola che trapela dai dialoghi e monologhi banalissimi e scontati e l'accozzaglia di scene che sembrano buttate lì a caso...

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Per completare il già desolante quadretto Brad Pitt gioca a fare il duro facendo finta di imitare uno che imita il mascellone alla Marlon Brando.
Profonda delusione per questo che veniva spacciato per un capolavoro... il pubblico in sala non ha fischiato perché o troppo annoiato, o dormicchiava o, come molti, era andato via addirittura a metà primo tempo.

TopoXL  @  30/06/2011 13:49:17
   1 / 10
di registi filosofi o maestri di vita ne avrei le scatole piene.
anche perchè i biglietti sono arrivati a 8 euro e piu'.
quindi preoccupatevi di sfornare dei prodotti d'intrattenimento piacevoli.
Non martellapalle fine a se stessi e del tutto autoreferenziali.
daccordo i contenti.
daccordo la morale.
daccordo dare un messaggio della proprioa filosofia (visione del mondo) di vita..
ma qui si esagera.
proiettatelo in camera tua sta porcata noiosissima e senza senso cinematografico.

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Ultima risposta 10/07/2011 11.14.35
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  27/06/2011 12:21:56
   6 / 10
La luce aliena che affianca le scene di vita, introdotte da immagini di grandiosa visionarietà, d'ampissimo respiro,che ne ingigantiscono e assieme ne rimpiccioliscono le vicende, non è la luce del sole, né luce di memoria. Il finale viene a togliere ogni dubbio residuo e possibile a riguardo. E perciò chi, come me, non condivide affatto l'ideologia del film, vi può trovare più che altro un senso di soffocamento. Malick invece, probabilmente, intende descrivervi la figura della ruota, in cui passato e futuro s'incontrano, lungo tutta la circonferenza, e nel punto fermo, al centro, vi sarebbe la vita. Rilegge la vita intorno a quel chiarore. Ma è un dialogo chiuso, fra sé e il suo dio, in cui vi esclude la natura, che cita appena inizialmente, e il non credente.

In fondo, fuori dalla natura e dalla memoria dell'individuo, egli crede di vedere, e vede il Bene Supremo, addirittura lo rappresenta e ce lo mostra. Perché il Bene? Coloro che credono all'eternità della vita, cristiani o di altre religioni, tralasciando il discorso avvilente di un giudizio divino, non sono sfiorati intanto dall'idea che essa possa essere ancora inquietudine? Perché se la meta (un bene), abbaglio di luce allo sbocco di un tunnel, non è che la continuazione di ciò da cui si fuggiva - un bisogno, un'ansietà, una paura - quel bene non esiste. Se non qui in terra, figuriamoci oltre, dove non è affare nostro.
Sarebbe la pietà cristiana la porta che dà accesso a quell'eternità? Non ho mai colto il vero significato di tale pietà. Vale per me, al limite, una pietà come compartecipazione al dolore, ma non per chissà ché, entro una dimensione di sensibilità umana, propria, e soprattutto al di qua, dove ce n'è già fin troppa, di roba confusa, e non oltre la nostra memoria.
C'è chi dice che la posizione di un ateo dimostri arroganza. Io ho sempre pensato l'opposto. Intravedo invece, in fondo alle religioni, una sorta di orgasmo mentale, per quanto si voglia casto il corpo, che arriva a riempire di paternità e sostanza umana l'universo. Il film di Malick, bello a vedersi, ispirato omaggio al cinema di Tarkovskij, dove musica e immagine s'accordano in cerca del sublime, me ne ha offerto un esempio.
E pur non dandosi risposte ai molti punti interrogativi che si pone, vi mette un unico, coprente, monolitico, opprimente punto esclamativo.

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Ultima risposta 27/06/2011 19.11.19
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Hyspaniko9  @  24/06/2011 23:19:10
   2 / 10
Ho impiegato un'ora di tempo per decidere se andare a vedere al cinema il tanto acclamato "The tree of life" di Malick o "13 Assassini" di Miike, ed ho fatto una delle scelte peggiori! Il regista è un pazzo, come può aver creato questo prodotto inutile che non può essere definito film a parer mio. Il film più noioso che io abbia mai visto negli ultimi anni, poco prima della fine mi stavo abbracciando il sedile accanto! Pesante, inutile e noioso, avrei preferito dare capocciate al muro tutto il tempo, sarei uscito alla prima ora del film ma sono rimasto, ed è peggiorata la situazione, convulsioni, rotolamenti, sospiri e lamenti. Gente molto più anziana di me è uscita dalla sala distrutta, io non capivo più nulla. Il film non ha una trama normale, non si capisce dove vuole andare a parare, ad un certo punto inizi ad avere delle allucinazioni, e per fortuna che eravamo 7 persone in una sala da 200-250 posti, sennò ci sarebbe stata gente che piangeva o che urlava. Sarò poco intellettuale, poco religioso o quello che volete, ma questo è un film pessimo, si salva solo la bellezza delle immagini, per il resto NOIA, NOIA e ancora NOIA.

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Ultima risposta 07/11/2011 23.10.25
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Tanner  @  21/06/2011 21:36:44
   7½ / 10
Pure in mente quando uno sa fare bene il suo lavoro altrettanto quanto fare lo sburone?

Ecco The Tree of Life.

Immagini spettacolari, ogni tanto una trashata tipo i dinosauri o un inquietantissimo e bruttissimo paradiso dove si cammina a caso su una spiaggia (probabilmente corallina in quanto affiora di poco dall'acqua), momenti di vita quotidiana e problemi familiari resi perfettamente, intrepretazioni sublimi, cast eccezionale...

Piu che un film introspettivo, è introspettivo capire come stroncarlo o come elevarlo a capolavoro..

Riprese ardite e originali, colonna sonora incalzante e magnifica, fotografia da urlo, messaggi religiosi a metà tra concezione cattolica primordiale, panteismo o Taoismo (il Tutto nell'Uno e viceversa).. Boh..

Insomma è controverso nella realizzazione, ma questo basta a rigor di logica a dargli la via di mezzo tra i voti sopra la sufficienza, e non un 9.

Però è figo.

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Ultima risposta 28/09/2011 13.39.00
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  19/06/2011 19:52:58
   7½ / 10
Ho riflettuto parecchio su questo film e alla fine credo che sia un'opera non del tutto riuscita.
Ponendosi idealmente a metà tra un Kubrick e un Tarkovskij (passando per G. Reggio rievocato a tratti sia nello stile che nella musica), Malik non riesce a essere profondo come i due predecessori. Questo film non ha né la profondità filosofica di 2001 né lo spessore poetico delle immagini de "Lo specchio". L'impressione globale è che, nonostante una splendida fotografia, a tratti si abbia l'impressione di essere in uno spot di un profumo (la rappresentazione del Paradiso, ad esempio, è quasi da spot Ferrero o da film moooolto minori)
L'edulcorazione eccessiva della fotografia alla fine arriva quasi ad essere un difetto non venendo mitigata da altro poiché il livello della poetica di questo film a tratti corre il rischio di essere molto banale.
L'aspetto più bello del film è però la grandezza autoriale con cui l'autore riesce a imporre un suo standard comunque elevato. Il riuscire (pur se non sempre) a raccontare con immagini sensazioni più che storia (anche perché la battaglia edipica del figlio nei confronti del padre non sembra essere la vera colonna portante del film) è un'impresa che merita comunque una standing ovation.

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Ultima risposta 19/06/2011 23.14.35
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Wyrael  @  18/06/2011 04:08:30
   9 / 10
Che dire, a distanza di una settimana dalla visione posso assolutamente confermare l' immensa magnificenza di questa sublime pellicola cinematografica. Una regia a dir poco divina; una fotografia da orgasmo; musiche eccelse. Una perla, un diamante geometricamente perfetto, studiato sotto ogni minimo dettaglio; nulla è stato trascurato. Non capisco come sia possibile non partire dalla sola sufficienza nell'esprimere un giudizio, su di un'opera che già solo tecnicamente è OGGETTIVAMENTE perfetta.
C'è solo da inginocchiarsi e tacere nella propria insulsa "pochezza", di fronte ad una simile opera d'arte. Ma la gente ha sempre da parlare, perchè si sente in dovere di farlo e si sente oltretutto in grado di poter esprimere giudizi, basando tutto su di un proprio gusto personale o la propria semplice esperienza e conoscenza; è incapace di osservare e di conseguenza valutare la maestosità di un simile lavoro. E' la solita piaga che infetta tutto ciò che è arte: LA SUPERFICIALITA'. Io ho dato la mia personalissima interpretazione al film ed ho cercato di reinterpretare simbolicamente ogni singolo personaggio secondo la mia percezione (il film è colmo di simbologie: nelle parole, nelle azioni, nelle immagini, nelle scenografie). Non ho visto nulla che non sia accessibile ad un qualsiasi essere umano dotato di un quoziente intellettivo pari alla media e che disponga della cosiddetta: sensibilità. Addirittura ho letto di persone che ritengono sia necessario un bagaglio di cultura storico/filosofica per poter capire cosa si cela aldilà di tutto. C.azzate. Basta semplicemente osservare ed ascoltare. Malick mi sembra voglia rappresentare l'esistenza come una grande famiglia, come fosse ristrutturabile in Dio, la natura e gli uomini. La madre non è che il simbolo della natura (la madre terra, la grazia, il mezzo necessario alla creazione - la linea, il passaggio che unisce l'uomo al trascendentale). Il padre è il simbolo del potere Divino, colui che impone i dogmi, determina i ruoli. Colui che regge tutto, che è padrone della "grande famiglia", ma che allo stesso tempo incute timore (esattamente come Dio) e decide le sorti. I figli non sono altro che il simbolo dell'umanità. Osservano la natura e cercano Dio e ne ricavano gli insegnamenti. Quando Dio viene a mancare (quindi quando mancano le leggi Divine/la fede/il credo) l'uomo cerca di impadronirsi del suo ruolo, improvvisandosi prepotentemente come il nuovo Dio; poichè l'obiettivo primo dell'uomo più forte e potente è quello di rendersi simile a lui, o meglio quello di ottenere il suo potere. (Vedi fratello maggiore). Ma ci sono altri aspetti dell'umanità che si manifestano negli altri due fratelli che rappresentano una sorta di casta universale. Una volta capito (interpretato) questo, si può cominciare a ricollegare tutti i significati filosofici/religiosi/storici/psicologici che contornano il fulcro e si manifestano in azioni. Insomma se approfondissimo andremmo veramente nei discorsi più contorti e filosoficamente intricati dell'esistenza, poichè il film sia appunto colmo di simbologie e simbolismi in ogni singolo elemento e microscopico dettaglio. Ciò che mi ha impedito di dargli l'eccellenza (quindi il mio giudizio complessivo) è stata proprio questa scelta. Ovvero quella di eccedere nei vari simbolismi, che non fanno altro che accumulare e confondere i pensieri; e di conseguenza non ti lasciano modo in molti casi, il tempo di assimilare ciò che si è appena sentito e visto per concentrarsi su quello che sta per venire. Il mio primo commento uscito dalla sala fu infatti: "Ho avuto l'impressione di aver visto 10 film contemporaneamente". Infine "The tree of life" è assolutamente eccelso visivamente, ma necessita più di una visione per poterlo assimilare a pieno, per cercare di cogliere tutto senza esplodere in una miriade di pippe mentali ed interpretazioni varie. Altro piccolo dettaglio che non ho molto apprezzato è il finale. Ma quello deduco sia per un purissimo gusto personale. Insomma Malick ha voluto rappresentare in un qualche modo la propria visione e concetto di Esistenza. Non voleva insegnare niente a nessuno, come alcuni pensano. Ha espresso con grande arte e maestria quello che al quale noi TUTTI pensiamo molto semplicemente e banalmente nella nostra quotidianità. E lui è riuscito a raccontarlo.
Consiglio per chi non l'ha visto? Beh, non correre al Cinema a vederlo sarebbe come essere arrivati a non aver studiato un secolo di storia. Per coloro che sbuffavano in sala e maleducatamente l'hanno abbandonata: andate a coltivar banane.

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Ultima risposta 07/07/2011 00.20.39
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happyfew1  @  16/06/2011 15:58:43
   9 / 10
Se lo guardi con uno spirito "innocente" e senza usare la tua istruzione (o per fare il saccentello le sovrastrutture cognitive) il film è molto suggestivo, ha, un qualche cosa che assomiglia al sublime (cogliete lo spirito!) come a volte si trova nella pittura del rinascimento a contenuto religioso oppure nel "vedutismo" romantico ( il cinema è un cosa differente dalla pittura). Per il resto possiamo accapigliarci in maniera accademica su tutto (composizione, stile, contenuti, etc.); io credo che "goderlo" e ricordare alcuni frammenti evocati dal nostro vivere quotidiano sia la cosa più entusiasmante.

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Ultima risposta 17/06/2011 11.31.49
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piripippi  @  14/06/2011 22:48:52
   6 / 10
il 6 lo metto perche sono sicuro che è un capolavoro, ma non credo sia un film commerciale, fuori dagli schemi e pesante, ma sono certo che è bellissimo sopratutto per gli amanti di questo genere, molto impegnativo e da cineforum. ma ripeto scusate la mia ignoranza forse non sono all'altezza di un film del genere

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Ultima risposta 08/08/2011 11.27.33
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Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  14/06/2011 18:15:54
   5½ / 10
Visto ieri sera e ancora fatico a metabolizzarlo. Primissima impressione: banalmente incomprensibile Seconda impressione ( iniziata la digestione) : Natura o Grazia? Natura e Grazia? Natura è Grazia? Mah!
Scrivo questo con un certo imbarazzo, poiché commentatori eccellenti di questo sito( ai quali spesso faccio riferimento e che sovente ritrovo nei gusti e nei pensieri) l'hanno apprezzato molto, alcuni considerandolo quasi un capolavoro. E allora mi chiedo, cosa non sono riuscita a cogliere?
Ho letto perciò l'accurata recensione di JT, scritta con una chiarezza e lucidità da applauso, la quale mi ha effettivamente fatto riflettere su sfumature filosofiche malickiane che mi erano sfuggite e mi ha convinto ad una possibile seconda visione con il richiamo a come il capolavoro di Kubrick "2001, Odissea nello spazio", all'uscita subì parecchie stroncature perché non compreso, per poi essere in seguito elevato ad esempio di Cinema sublime.

Devo dire che ho preferito lo stile di Malick in "La sottile linea rossa" che vidi due volte, appunto. Qui, quel suo incedere per sequenze discontinue fra illusione e realtà, fra universale e individuale, fra gnosticismo e panteismo mi ha abbastanza insonnolita piuttosto che risvegliare antichi torpori metafisici, antiche riflessioni filosofiche frutto dei miei studi universitari. E non sono state sufficienti le magnifiche immagini accompagnate da melodie ad hoc per rendermi partecipe della visione e me ne dispiace.
Il fatto è che il regista non ci lascia scelta, non dà spazio al dubbio o a personali riflessioni, ma ci impone fin dall'inizio la propria visione filosofica, simulando un quesito a cui ha già la risposta, ovvio che fin dall'inizio il regista sceglie la Grazia e su questa impostazione si sviluppa l'intera visione, approdando ad un finale poco originale, intuibile dal principio.
Ben strutturata, invece, tutta la parte sul rapporto tra i fratelli, sulle difficoltà della crescita e sullo scontro con la realtà delle relazioni con il modo esterno.
Quante riflessioni arcaiche e universali Malick ha voluto racchiudere in una solo film! Troppe

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Ultima risposta 16/09/2011 16.13.23
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remy73  @  14/06/2011 17:10:11
   8 / 10
Film difficile,da vedere.Ma dopo lo stordimento iniziale,è affiorato qualcosa che ricorda il cielo azzurro dopo la tempesta,uno strano senso di aver sbirciato in un qualcosa,che infonde speranza.Dipende,forse, dall'aver percepito che siamo spettatori inconsapevoli il più delle volte di ciò che ci porta ad essere quel che siamo.E che forse è davvero tutto collegato,noi,il cielo,un fiore,un figlio,o un'onda.Smettere di cercare di essere immortali, ed amare tutto. Almeno a me è rimasto questo :-)

franganghi  @  14/06/2011 16:19:52
   5½ / 10
Mi ricordo di quando vidi La sottile linea rossa. Dopo venti minuti di silenzio la voce del narratore proruppe nella sala scandendo queste parole: "Certe volte alzo gli occhi al cielo e vedo un uccello volare".

Ricordo che io iniziai a ridere piano e dopo trenta secondi l'intera sala era sconquassata da una risata irrefrenabile, applausi, insulti...

Tornare a vedere un film di Malick dopo anni - chiaramente non per mia volontà - mi ha riportato indietro nel tempo. Il regista stavolta ci porta nel meraviglioso mondo di Superquark per farci scoprire le meraviglie dell'universo e della creazione, il significato del Tutto che ci portiamo dentro nelle forme della nostra natura ancestrale.

Sconsiglierei questa accozzaglia di banalità a chiunque, ma chiaramente si tratta di un giudizio soggettivo che fareste bene a non prendere in considerazione. Ho imparato da anni a non fidarmi del giudizio altrui circa le produzioni cinematografiche!

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Ultima risposta 21/06/2011 21.48.50
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ster6  @  13/06/2011 10:17:29
   10 / 10
Posso dire tranquillamente che a mio parere questo film è un capolavoro! Ormai da quando l'ho visto sono passati dei giorni, ma ogni tanto il mio pensiero torna su quelle meravigliose immagini del film! E' una poesia bellissima, una lezione di vita un film che va oltre il film. Un viaggio dentro ognuno di noi che riesce a prescindere dall'orientamento religioso di ognuno di noi a suscitare delle emozioni! Lo consiglio vivamente a tutti perchè un film cosi non può non essere visto.

pier(pa)  @  13/06/2011 02:04:30
   9 / 10
Torno dopo forse un anno a commentare un film, e lo faccio perché in questo periodo mi è capitato di vedere alcune delle pellicole più belle che io abbia mai conosciuto. The tree of life è una di queste.

Insensatezza radicale, banalità dell'esistenza, pochezza della ragione. Malick tenta di tornare alle questioni più espressamente novecentesche della storia culturale occidentale (e forse universale). Questioni che, peraltro, a ben osservare, sono universalmente dell'intera storia culturale occidentale (non solo novecentesca) almeno da che se ne ha testimonianza in forme di pensiero. é dunque un film totalizzante, che brama per l'unità, per il senso, per l'onnicomprensione. Brama di.o. Consapevole di non poterlo raggiungere, trovare, comprendere. Eppure brama. E col suo personaggio femminile ringrazia per tutto, anche per il male. Perché è parte del tutto, perché ci dirige alla comprensione, che altrimenti, senza male, sarebbe esclusione.
Oscilla Malick, tra il senso che è sentito e agognato, e la sua imperscrutabilità. Apre la via della ricerca, dell'inadeguatezza, del fallimento, e mostra come questa sia l'unica capace di condurci all' (in)comprensione.
Questo film è un ritorno genuino all'opera d'arte, e tenta di fare finalmente del cinema vera e propria arte. Non veicolo d'intrattenimento e di storielle uguali l'una all'altra. Ci si rende conto di avere a disposizione una via artistica contemporanea, seguita dalla maggior parte degli uomini, che preferiscono il cinema al museo. Malick, come Von Trier in Melancholia, cerca finalmente il potere dell'immagine, del suono, bandisce ogni complesso dialogo dalla sua sceneggiatura ed eleva il cinema a se stesso.

9 perché Malick non ha fiducia nell'uomo. Dio resta collocato sullo sfondo come qualcosa d'estrinseco. Come se capire che non c'è niente da capire fosse una sofferenza, un trauma. Come se non fosse, comunque alla fine assolutamente, un capire e un capire umano. Da americano, purtroppo, Malick mostra una leggera paura della contraddizione.
Ma non è importante.

Paniko  @  12/06/2011 12:13:02
   5½ / 10
é banalissimo

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Ultima risposta 14/06/2011 17.51.29
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Niko.g  @  11/06/2011 15:48:44
   6 / 10
L'inizio del film è senza dubbio suggestivo e l'approccio con lo spettatore si presenta accattivante.
Molto presto, però, ho avuto la sensazione di assistere ad una puntata di Superquark di Piero Angela e questo ha cominciato a stranirmi; non avevo più le buone sensazioni iniziali. Mi sono reso conto, così, di trovarmi di fronte ad una curatissima carrellata di belle immagini e di dondolanti movimenti della macchina da presa che, però, se protratti per più di due ore, finiscono inevitabilmente per stancare, perdendo allo stesso tempo la loro presunta efficacia poetica (cosa che non accade, invece, ne "La sottile linea rossa", per l'imponente contrasto con l'azione bellica e la caratterizzazione marcata dei protagonisti). Si salvano alcune riflessioni sul senso della vita che, per quanto banali in prima apparenza, si rivelano, in profondità, piene di contenuto.
Ho sentito parlare di accostamenti con "2001: Odissea nello spazio". Mi sale la pressione solo a pensarci. Malick gioca troppo d'effetto, sfibra totalmente il filo narrativo e crea una grande e colorata bolla di sapone, che non riuscirò a guardare una seconda volta.

Invia una mail all'autore del commento Albertine  @  09/06/2011 14:54:26
   9 / 10
un film gigantesco, un'opera di immenso respiro...un altro grande autore si cimenta con i misteri della Vita, della Natura, dell'Uomo, del Bene e del Male, rappresentandoci nientedimeno che la CREAZIONE, terribile e magnifica, una creazione che non mostra mai la mano di Dio. E' in tutto il film però il rapporto unilaterale dell'Uomo con Dio: frustrante, rabbioso, pieno di dubbi, come quello del figlio maggiore con il padre. Contrapposizione tra Natura e Grazia, Istinto e Amore, Materia e Spirito. La voce fuori campo ci invita ad amare e perdonare, la storia della famiglia all'inizio apparentemente perfetta e poi lacerata dalla brutalità del genitore, ci dice che l'unica cosa che conta sono gli affetti, i legami, le persone amate che rincontreremo e riabbracceremo alla fine di tutto. Innegabile l'ispirazione cristiana che infatti appesantisce troppo il finale senza però intaccare l'universalità dei temi affrontati nel corso del film. Le immagini meravigliose sposate con musiche altrettanto suggestive ci accompagnano in un viaggio indimenticabile fuori e dentro di noi. Gli Elementi scatenati, terrificanti, minacciosi, primordiali, padroni unici della terra, rappresentati con una potenza raramente vista prima, ci fanno sentire un Nulla, come risposta figurata alla precedente domanda: "cosa siamo per te?", mentre le visioni di animali, alberi, acqua, gesti d'amore, cieli, carezze, silenzi, abbracci, nascite, rimettono in gioco l'Uomo e la sua possibilità di godere della bellezza e dell'amore, la speranza che ci sia qualcosa oltre il furore cieco della Materia. Non sono cristiana e di solito le forzature religiose mi infastidiscono parecchio ma, a parte il finale, questo film mi ha preso anima e corpo. A parte Kubrik la cui influenza è fin troppo evidente, mi sono venuti in mente due recenti opere di altri due autori: Lars Von Trier, con il suo bellissimo Antichrist, nel quale si scagliava contro una natura pervasa dal Male e David Lynch con l'incomprensibile (almeno per me) Inland Empire...diversissime tra loro, sia chiaro, ma tutte a loro modo sconvolgenti, tutte, ognuna diversamente, tese alla rappresentazione dell'inspiegabile e dell'ignoto.
Per fortuna non l'ho visto in un multisala prevedendo le reazioni del grande pubblico ma in una saletta secondaria con appena 40 posti. Nonostante questo ho avuto la disgrazia di incontrare quattro persone che parlavano, ridevano e davano chiari segni di insofferenza. Dopo averli azzittiti ed essermi sentita rispondere: "cosa c'è da sentire?" mi sono cadute le braccia ed ho pensato che la Grazia in effetti non tocca tutti e non sto parlando di Grazia Divina, ma della Grazia dell'intelligenza, della sensibilità artistica, della profondità emotiva ed anche quella del rispetto per il prossimo. Per fortuna dopo il primo tempo sono andati via, ma mi chiedo: informarsi prima? Dopo aver visto un film come questo ad ogni modo posso solo ringraziare che il CINEMA esista.

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suzuki71  @  09/06/2011 10:36:57
   4 / 10
Malick, da bigotto provinciale qual'è, ha creato un film come lui, intriso di vangelo new age e imperniato sulle giornate senza senso di una famiglia americana, con una voce fuori campo che interlocuisce con domande imbarazzanti (tipo: "Ma tu sei l'Amore?", "Perchè sei così buono?", "Vedi il Cielo? E' lì che abita Dio!" ecc...), che continuamente sfidano la nostra intelligenza e la nostra cultura, facendoci chiedere: ma perchè devo sorbirmi questo bluff adolescenziale quando potrei fare centinaia di cose più appaganti e vive? Un film vermanete noioso, che vuole dire tutto senza trasmettere nulla, teroricamente buono solo - secondo me - a entusiasmare ragazzini della provincia americana, ma si sa quanto le influenze mediatiche possano agire sui nostri gusti (cfr "Hollywood ending" di W.Allen). Le immagini spettacolari, senza un filo narrativo non dico poetico - per carità! - ma almeno sensato, si traducono in sequenze già viste in decine di documentari. Ho letto che è stato l'unico film fischiato a Cannes. Infatti!

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Ultima risposta 25/06/2011 03.33.45
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StrangeLove  @  08/06/2011 22:44:25
   6 / 10
Hmmmmm.. dopo averci pensato a lungo sono giunto alla conclusione che The Tree of Life è un film ambiziosissimo che non riesce però ad essere all'altezza delle sue stesse ambizioni.
Bisogna dire che è difficilissimo rapportarsi al capolavoro di Kubrick senza uscirne con le ossa rotte, ma Malick riesce nell'impresa di non sfigurare. Il problema principale però è che fallisce, a mio parere, nell'universalizzare il suo messaggio con un dramma familiare forse troppo decontestualizzato rispetto la presente civiltà occidentale; è questioni di gusti, e capisco la necessità del personaggio di Sean Penn, ma io l'ho trovato un po' alieno (e non nel senso di fantascientifico :P).
Per il resto, ritmo molto lento, il primo pezzo evoluzionistico forse un po' fine a se stesso mentre molto bella e poetica la parte finale.

Non mi è piaciuto per niente invece il tono della narrazione: completamente improntato su domande banali, religiose, finto-esistenziali su cui per forza di cose non esistono risposte. L'ho trovato un modo 'furbo' per far assumere un carattere metafisico alla pellicola nascondendo una profonda convinzione credente. Non so se potrà piacere; per me che sono ateo l'ho trovato insensato, e sono mezzo convinto che anche un credente possa giudicare stupide certe domande come "la bontà di dio" ecc..
Di conseguenza un vero dialogo non viene mai veramente aperto ma resta una certa rassegnazione nell'imperscrutabilità del creato.
Dio è morto.

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Ultima risposta 11/06/2011 08.42.34
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  07/06/2011 23:56:51
   8½ / 10
Dopo aver visto due volte questo film - un poema, non un romanzo - a distanza di giorni dalla seconda visione finalmente lo commento.
Per quello che vale in questo caso un voto, avevo pensato a lungo che sarebbe stato 7 1/2.

Adoro Malick. Ho amato i suoi film senza riserve. Di questo "The tree of life", che probabilmente resterà il suo più controverso, amato/odiato come "Nostalghia" e "Sacrificio" di Tarkovskij, è stato già scritto di essere irrisolto, disomogeneo, un "capolavoro mancato".
Il difetto del film per me sta nel finale - che mi è capitato di definire, dopo la prima visione, un "delirio misticheggiante": e non mi sono sostanzialmente ricreduto.
"The tree of life" - film cui mettere un voto è quanto mai aleatorio - è un film che mancherebbe per me un requisito minimo per l'8 (ossia essere opera d'arte cinematografica pienamente riuscita), cioè la compattezza e la compiutezza stilistica: la tenuta sino in fondo.
Eppure il film parla un linguaggio clamoroso, lo stile è talmente meraviglioso che a più riprese, per quasi due ore, varie volte mi ha sfiorato l'idea che per me questa pellicola non potesse che essere un 10.

Ma non ha senso dividere il giudizio. Nel suo insieme, "The tree of life" è opera che ha nella sua smisurata ambizione anche il suo limite. E mi è parso che a Malick sia mancato il controllo sulla sua materia, la capacità di tenere a freno le sue visioni.
E tuttavia è un'opera capace di tali vertici che il sublime non solo arriva a sfiorarlo, ma è capace di crearlo.
Lascio dunque un voto per me atipico, a testimonianza dell'impossibilità di esprimere con un numero un giudizio. 8 1/2 non lo metto a nessun film (non ha senso frazionare e depotenziare tre gradi di valore precisi come l'8, il 9 e il 10).

Spunti:
Alla ricerca del tempo perduto.
Punto Omega (T. de Chardin, Don De Lillo).
Tarkovskij ("Lo specchio").
Edipo.

...Per approfondimenti, si veda la Recensione.

Invia una mail all'autore del commento viewer  @  07/06/2011 12:47:16
   8 / 10
Il Professore Malick gira questo film dandomi la sensazione abbia voluto trasmettere una sorta di testamento spirituale. I concetti di filosofia dei suoi antichi maestri vengono metabolizzati per dare respiro al pensiero spirituale del regista: la "natura" e la "grazia" che convivono in eterno conflitto nell'animo umano. La soluzione il regista la trova verso la fine del film ed è un concetto ragionevole e condivisibile ma non è detto che sia risolutivo. Il problema è che per esprimersi, Malick si dilunga un po' troppo con parti ridondanti. Chi gira un film che dura più di due ore e mezza, secondo me, gode di una certa grande autostima e finisce per autocompiacersi e anche Malick è caduto nel tranello, come tanti altri registi in passato. A mio parere una sforbiciata qua e là avrebbe reso questo film sicuramente più coinvolgente. Per il resto, la regia e la fotografia è indiscutibilmente ottima e non si discute ma, ripeto, il film tende un po' a diventare dispersivo e ridodante in alcuni tratti. Nel complesso cmq un buon film.

ccenta  @  06/06/2011 19:33:22
   7½ / 10
8 ai contenuti , alle musiche , al montaggio, all'originalita',alla fotografia
7 perche' non e' un film di facile digestione
media 7 1/2

Ho sentito gente parlare qua di 2001 , be' e' la stessa cosa che e' venuta in mente a me nella prima parte del film : be' 2001 e' un'altra cosa eh? ;-) . Comunque film molto positivo e contento di averlo visto , a tratti si ha la sensazione di capolavoro anche se non e' cosi' . Da vedere comunque almeno una volta

zeta  @  06/06/2011 13:24:13
   5½ / 10
Partiamo da un presupposto: è un film da vedere, ma a mio avviso Malick tira troppo la croda. La lunghezza del film non è giustificata. Malick riprende un discorso cominciato da Kubrik in 2001 Odissea nello spazio, quello sulla nascita e sull'evoluzione, ma lo porta alle estreme conseguenze. Il risultato, a mio parere, è che i primi 40 minuti sono eccessivi. Seppur conservando una fotografia eccezionale, perde in carica narrativa e la poesia lascia spesso spazio alla retorica, all'estetica. Anche la voce fuopri campo eccede nella retorica ma sarà stata anche storpiata dalla traduzione. Il film è molto più convincente quando punta sul rapporto tra i membri della famiglia e anche senza molte parole, puntando sull'essenzialità di inquadrature e gesti riesce ad esprimere legami eterni, molto più che mostrando vulcani e supernove.

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Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  04/06/2011 01:50:50
   7½ / 10
Probabilmente ilm film merita molto di più di un misero 7 e mezzo ma ad essere onesti non sono sicuro di averlo così ben capito.

I primi 40 minuti sono davvero ostili. Alla fine ho avuto quasi la sensazione che volesse essere un film filo new age sul senso della vita cosmica in stile Braden, ma poi il film prende vita nel flashback durato quasi fino alla fine.

All'inizio , quando la voce narrante ha parlato di due modi per seguire Dio, la Grazia, e la Natura. Ho storto parecchio il naso in quanto non ho condiviso affatto quell'affermazione. Ma la scena finale che ritrae i girasoli è stato come per dire che avevo ragione a dubitare di tale affermazione.
Dal punto di vista tecnico non c'è che dire. Fotografia eccellente e recitazione molto avvincnete da parte di tutti i protagonisti, tranne forse uno Sean Penn un po' troppo in ombra, ma il ruolo era quello.

Leggerò adesso i vari commenti per farmi un idea pià nitida di questo film che nel tempo potrebbe rivelarsi un vero gioello del cinema di tutti i tempi.

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Ultima risposta 04/06/2011 02.00.30
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Scuderia2  @  03/06/2011 10:26:54
   8½ / 10
I primi 40 minuti sono destabilizzanti.Materiale che dovrebbe girare in repeat su un lenzuolo al MOMA.Il problema è che siamo in un cinema.Sono a rischio abbandono.Della sala.E il film sarebbe destinato a una stroncatura.E sarebbe anche un peccato.
Persevero.
Vengo premiato.
Non voglio sforzarmi a trovare significati nascosti,filosofia dura e catechismo spinto.Chè probabilmente non ne sono neanche capace.
A me è bastato uno sguardo,un silenzio,un gesto per emozionarmi.
E se fosse il film DEFINITIVO sulla VITA?
L'ho visto,non lo riguarderei a breve ma lo consiglio.Perchè lo guardi una volta e non te lo dimentichi più.

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Ultima risposta 09/06/2011 12.38.35
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ilgiusto  @  03/06/2011 09:41:44
   4 / 10
Alberi, gabbiani, cielo, alberi, mare, mare, rotture di balls, alberi, lava, spazio, rotture di balls, rotture di balls, alberi, alberi, alberi, cielo, erba, rotture di balls, spazio, luce, cielo, mare, gabbiani, gabbiani, rotture di balls, alberi, alberi, alberi, piante, piante, erba, rotture di balls, spazio, luce, mare, mare, gabbiani.
Questo è il film.
Sinceramente volevo dargli 1.
Guardandolo mi sono sentito come Fantozzi durante la visione della corazzata Potemkin. Fondete 'Morte di un maestro del tè' con il peggior filmino delle vacanza di un vostro amico e ottenete Tree of life.
E dire che di film, anche brutti, anche noiosi, anche nei festival, ne ho visti davvero tanti.
E dire che ammiro gli sperimentatori di un cinema diverso (sebbene ritengo che debbano, sempre, avere la decenza di rispettare lo spettatore, e in questo caso il regista doveva avere la sensibilità di far durare questa tortura almeno 40 minuti in meno...)
Ok, perchè allora gli do un voto generoso come il 4?
Perchè non posso negare che il montaggio sia ben fatto.
E perchè dopo un'attenta riflessione, l'unico senso che ho trovato a questa rottura di balls è il tentativo di elaborare il lutto della perdita di un figlio.
La tal cosa a me non è successa, se così fosse forse troverei il film compassionevole nei miei confronti e magari (non lo so) gli darei un 8.
Ecco perchè, nel dubbio, gli assegno un 4.

Giudizio mio: da evitare come le peste ma, se avete perso un figlio, provatelo, magari - non lo so - vi piace.
Amen.

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Ultima risposta 09/06/2011 18.09.01
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Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento L.P.  @  02/06/2011 14:04:15
   8 / 10
Come per altri miei esimi colleghi, il voto è del tutto pretestuoso e sta lì solo perchè è obbligatorio metterlo.
In realtà, non ho ancora capito se questo film mi sia piaciuto o meno. Più che guardarlo, l' ho subito, sopraffatta a volte dallo splendore assoluto delle immagini, spiaccicata dalla potenza delle inquadrature e coinvolta emotivamente da come Malick tratteggia l' infanzia e il rapporto tra i due fratelli.
Poi è arrivato quel finale a tesi, sbrodolante misticismo un po' d'accatto. E ho subito anche quello, perchè la lacrima viene spontanea e ricattatoria. Ecco. Un film che è un gigantesco ricatto, che non permette di scegliere, perchè Malick sceglie per noi. Non è intrinsecamente un male, intendiamoci. Dipende se si riesce a conciliare la tesi così invadente del regista con le proprie convinzioni personali. E io non ci riesco in nessun modo. Non è la prima volta che riesco a godermi un film nonostante disti anni luce dal mio modo di vedere. Solo che qui la certezza e la bontà di un disegno sono talmente evidenti e sbattuti in faccia a chi guarda, che è davvero impossibile non farci caso.

6 risposte al commento
Ultima risposta 06/09/2011 22.43.00
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Guy Picciotto  @  02/06/2011 12:28:16
   7½ / 10
un tentativo lodevole di trasporre la dottrina fideistica contenuta nell"Etica" di Baruch Spinoza....non ai livelli cmq dei grandi classici misterici ed apocalittici alla 2001 a space odissey.

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Ultima risposta 22/06/2011 16.15.18
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michela.muscio  @  02/06/2011 03:01:12
   10 / 10
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che...

forzalube  @  02/06/2011 02:51:16
   6½ / 10
Francamente mettersi a dare voti ad un'opera del genere secondo me non ha molto senso, ma visto che è l'unico modo per lasciare commenti...

E' un'opera anticonvenzionale e personalissima in cui il regista traspone cinematograficamente (ed in maniera superlativa dal punto di vista visivo) il suo pensiero filosofico gnostico.

Il punto è che la mia visione del mondo rientra più nel filone ateo-materialista (senza scendere troppo nei dettagli delle varie correnti anche perché non sono un esperto del settore) per cui lo gnosticismo spiritualista del regista mi suona grosso modo come "aria fritta" per cui alla fin fine per quanto suggestiva possa essere questa fusione tra immagini e musica sapientemente montate, il risultato finale non mi coinvolge.

Oltretutto quando vado al cinema mi piace anche che mi si racconti una storia e film in cui la trama è così esile od evanescente (mi vien da pensare anche ad Inland Empire) ai miei occhi perdono punti in partenza.

Sintetizzando diciamo che riconosco l'alto valore estetico/artistico/tecnico del film, ma sono in netta opposizione al suo contenuto filosofico per cui alla fin fine mi sembra pure di essere stato sin troppo generoso nella valutazione.

teoleoni  @  02/06/2011 00:35:25
   10 / 10
Se questo non è un capolavoro allora nessun film lo è.
Un film che trascende, e con grande poesia.
Kubrik? Ermetico, misterioso.
Malik: poetico, toccante.
E' un film oltre. O lo si vive, o niente.

sempre  @  01/06/2011 23:14:07
   5½ / 10
Questo film mi è sembrato troppo pretenzioso: e ciò mi colloca tra i suoi detrattori piuttosto che tra i suoi sostenitori. Il problema è che non condivido le idee che vi sono esposte in maniera, secondo me, semplicistica, nonostante il grande dispiego di mezzi. Non ho provato nessun senso di esaltazione nel vederlo, e... non ha aggiunto niente alle mie conoscenze precedenti.
Non ho apprezzato la figura angelicata della madre, rappresentante del bene e dell'amore, perchè non mi è sembrata verosimile: a mio parere era priva di sfaccettature che la rendessero più umana (anche se immagino che per altri possa rappresentare un'immagine di umanità idealizzata a cui aspirare). Al contrario ho apprezzato la figura del padre, di cui almeno venivano rappresentati gli errori e la trasformazione.
Soprattutto non amo l'idea di mettere al centro dell'universo l'uomo, come se tutto girasse intorno al suo agire morale e alle sue aspettative.
La fotografia è senza dubbio di ottima qualità.
Non ho trovato il film particolarmente lento, né noioso.
Capisco che ad alcuni possa sembrare un capolavoro, però non è un film che si rivolge a tutti.
Nel dubbio, vale comunque la pena di vederlo.

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  01/06/2011 10:31:52
   7½ / 10
L'intento di Malick è quello di realizzare un inno alla vita.
Pensa di trovare le risposte alle domande scomode, personali e umane; attraverso un caleidoscopio intimo e cosmico che vanno dalle emozioni e dalla vita quotidiana di una famiglia fino ai limiti infinito dello spazio e del tempo .
La perdita dell'innocenza di un bambino, la sua trasformazione attraverso lo stupore, la meraviglia e la trascendenza.
Uniche e meravigliose sono le immagini ma si percepisce troppa religione infatti la natura è importante, ma poi è la "grazia spirituale" quella che disegna non solo la nostra vita come individui e famiglie, ma tutta la nostra l'esistenza.

Jessica Chastain è perfetta nel suo ruolo di madre amorevole e sofferente, la macchina da presa la ama e la insegue durante tutto il film…. ma io continuerò dirlo all'infinito: nonostante 5/10 minuti di apparizione… i love scionpenn!!!

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Ultima risposta 06/06/2011 23.22.24
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TheLegend  @  31/05/2011 15:43:13
   8 / 10
"Perchè dovrei essere buono se tu non lo sei?"
Questa è la domanda che Jack rivolge a D.io in un momento di crisi spirituale e che un pò tutti ci siamo posti ,credenti e non,dandoci alla fine risposte differenti.
Malick ci offre la sua "versione" e lo fa con un film sulla vita visivamente immenso,unico e raro.
Sicuramente i non credenti come me troveranno alcune parti distanti dalla propria interiorità,soprattutto la parte finale,ma non potranno comunque negare che in ogni scena ci sia una parte di Vita.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  31/05/2011 13:57:05
   9 / 10
Genesi 2:9: "Così il Signore Dio fece crescere dal suolo ogni albero desiderabile alla vista e buono come cibo e anche l'albero della vita nel mezzo del giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male".

La morte di un giovane ragazzo,di un figlio,di un fratello, porta la tempesta nell'anima di gente mite che giustamente si pone delle domande esistenziali!
La Madre cerca risposte sulla via da seguire,sul perche di questa morte ed ecco come un evento comunque comune che riguarda un'anonima famiglia Americana viene paragonato alla nascita del nostro pianeta!
Poi tocca al fratello che è quello con piu' dubbi anche perche nel suo animo c'è sempre stato un conflitto tra la Madre tanto amata e Credente e il Padre autoritario e distaccato dai problemi familiari...
Non a caso le prime cose che leggiamo sullo schermo sono prese dal libro di Giobbe,anche lui,infatti,dopo aver perso dei parenti chiedeva a Dio risposte!
Malick con questo film ci fa vivere un esperienza unica,difficile da trovare al cinema in questi anni,una storia "comune" che diventa un modo per comunicare con il Creatore!
I dubbi e le domande ottengono una risposta molto Cristiana in quel finale criticato soprattutto dai non Credenti...probabilmente anche quella parte della critica che non ha accettato il finale...e infatti con sorpresa e piacere ho accolto il premio vinto a Cannes!
Bisogna andare a vedere questo film preparati,sapendo a cosa si va incontro perche non è qualcosa che siamo abituati a vedere spesso e infatti ritengo giusti i paragoni con "2001" di Kubrick...ne sono passati di anni...
Poesia allo stato puro!

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Ultima risposta 01/06/2011 20.45.49
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googar  @  30/05/2011 16:08:05
   10 / 10
Non sò voi ma io ho l'impressione che davanti abbiamo una pellicola-fenomenoparanormale; nell'era del cinema fatto di macchine rombanti,notti da leoni e pirati vari,ci troviamo ad interpretare e giudicare un film fuori dal comune,anacronistico per mia opinione ma allo stesso tempo moderno.
Anacronistico perchè lo reputo una poesia lirica,ricco di significati allegorici che non hanno niente a che vedere con il cinema odierno(vedi nella lista affianco);
allo stesso tempo però mederno in quanto affronta tematiche che ci riguardano da vicino.

Il filmci tocca il più profondo tarlo della nostra mente.Malick ci stupisce con le immagini cosmiche che scaturiscono in noi un senso di quiete e armonia,ma allo stesso tempo ci mostra la confusione, l'irrascibilità e la debolezza del padre che altro non è che la figura rappresentate di ognuno di noi.

Con un dualismo di immagini,alternato alla storia della piccola famigliuola in un cosmo immenso,Malick ci REGALA un pellicola epica!

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