pi greco - il teorema del delirio regia di Darren Aronofsky USA 1998
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pi greco - il teorema del delirio (1998)

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locandina del film PI GRECO - IL TEOREMA DEL DELIRIO

Titolo Originale: PI

RegiaDarren Aronofsky

InterpretiSean Gullette, Mark Margolis, Ben Shenkman, Pamela Hart, Stephen Pearlman, Samia Shoaib, Ajay Naidu

Durata: h 1.24
NazionalitàUSA 1998
Generethriller
Al cinema nel Settembre 1998

•  Altri film di Darren Aronofsky

Trama del film Pi greco - il teorema del delirio

Max Cohen sin da ragazzo è un genio matematico, le sue nuove teorie riguardanti leggi matematiche in grado di dare una spiegazione all'esistenza umana, fanno gola a molti tra cui Wall Street e una setta di ebrei ortodossi.

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Voto Visitatori:   7,44 / 10 (165 voti)7,44Grafico
Voto Recensore:   8,50 / 10  8,50
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Voti e commenti su Pi greco - il teorema del delirio, 165 opinioni inserite

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76mm  @  04/06/2018 12:29:27
   5½ / 10
L'idea di partenza è originale e suggestiva (e tanto basta per non affossarlo del tutto), ma lo stile da videoclipparo epilettico del primo Aronofsky provoca emicranie simili a quelle che tormentano il povero protagonista.
Gli appassionati di matematica e numerologia in generale probabilmente vedranno qualcosa di più profondo rispetto alla classica discesa di una mente disturbata nel baratro della follia.
Non io però, che ho sempre avuto 4 in tutte le materie dove erano coinvolti numeri e formule.
Comunque il coraggio va lodato, trattandosi fra l'altro di un esordio.

C_0_  @  22/11/2017 10:47:19
   6½ / 10
Lo stile del regista è riconoscibile e mi piace anche qua però questo film è troppo confusionario. Della storia sinceramente si capisce poco e niente. La recitazione a volte è un pochino approssimativa. La colonna sonora mi piace però non c'entra molto con questo film. E' bella ma non l'ho trovata azzeccata. In conclusione è un discreto film ma ho preferito altri suoi lavori.

Filman  @  17/12/2016 12:37:25
   9 / 10
La ricerca del senso e della verità, tramite un percorso insopportabile, finisce col diventare un fardello ossessivo in PI, scheggia di rara bellezza cinematografica la cui stima aumenta se si valuta che è l'esordio di Darren Aronofky, proposto nel suo compendio stilistico ed espressivo, dove il montaggio serratissimo costruito su una fitta rete di tagli coinvolge sensorialmente lo spettatore in sequenze di attività ripetute che strumentalizzano la sua percezione dell'avvitamento lisergico desaturato culminante con la regressione e il logoramento di una mente distaccata dal corpo. La straordinaria unione di forma, psichica, e contenuto, introspettivo, direziona questo film indipendente e personale, induttore della poetica di Aronofsky, testo visivo sulla carne come vincolo terreno che racimola incredibili virtuosismi sonori e crea emozioni tramite una fattura quasi clippata, verso l'essere un'opera d'arte straordinariamente compiuta, originale e folgorante, un piccolo capolavoro che rappresenta per l'autore uno dei suoi picchi artistici.

Project Pat  @  03/09/2016 16:50:54
   6½ / 10
Chissà, forse sei e mezzo sarebbe il voto giusto, che non è tanto ma nemmeno poco.
Aldilà della forma, non vedo proprio come dal film possa scaturire qualcosa di chiaro ed essendo io tra quelli che, oltre ad apprezzare un film, gradirebbero anche capirci qualcosa (fermo restando che le due cose, nel novanta per cento dei casi, sono collegate: non posso apprezzare un film se di esso non capisco nulla e a riguardo, "Il Teorema del Delirio" rappresenta una di quelle eccezioni che confermano la regola), in questo caso è logico che gli otto e i nove non siano contemplati.

Fotografia in bianco e nero, montaggio in stile documentaristico, primi piani d'effetto e musica techno sono elementi senza dubbio stimolanti di questo unanime cult ma ripeto, come si fa a rimanere integralmente soddisfatti se si capisce poco o nulla di ciò che viene narrato? Inutile dire che un plot del genere, di sicuro di certo valore (dentro cui la matematica è solo il collante tra temi ulteriori...forse), in quanto tale avrebbe meritato, almeno in teoria, un'analisi ben esauriente; in poche parole, mi piace pensare che il film sarebbe potuto esser differente sotto quest'ultimo aspetto (più comprensibile e meno delirante, per l'appunto), pur mantenendo inalterato il suo fascino.
Il talento registico di Aronofsky è a ogni modo indiscusso e il suo prossimo film, "Requiem for a Dream", ne sarà l'inconfutabile prova.

Matteoxr6  @  27/01/2016 16:24:34
   4 / 10
La tecnica registica di Aronofsky è ben nota, per cui non mi ci soffermo. È probabilmente uno dei suoi primissimi film e quindi come esordio non è certo male. La pellicola in sé invece è una piccola accozzaglia di vaneggiamenti fini a loro stessi di carattere sensazionalista. In "Requiem for a dream" il regista farà un gran balzo in avanti.

Hana Tsukishima  @  04/05/2015 01:23:09
   8½ / 10
Una delle tante dimostrazioni di come anche senza un soldo si possa sfornare un film davvero ottimo.
PI é un film claustrofobico, opprimente come i vari inseguimenti metaforici o reali che il protagonista (uno grande Sean Gullette) é costretto ad affrontare fino alla risoluzione della trama.
Una certa frenesia concettuale e non, insita ma non solo nella testa del protagonista tormentato nel trovare una soluzione, opposta alla staticità di colori manichei e soffocanti, rimanda in qualche modo a una sorta di prova embrionale (e che prova) per quella che sarà la cifra stilistica di un altro grande film di Aronofsky: "Requiem for a dream" e il risultato é gagliardo e molto efficace.
Un film molto avvincente, in definitiva, forse troppo ansiogeno per certi tipi di spettatori.

Afatax Ginko  @  18/04/2015 19:16:58
   8 / 10
Che dire? Fantastico e basta. Tra questo è Fountain si vede davvero il pensiero di Aronofsky. La perfezione.

metal_psyche  @  11/04/2015 16:52:15
   2 / 10
Orribile. Mi son fatto due palle così.

Datemi addosso, ma questo fillm è un vaneggio unico. Può piacere solo se sul momento sei in acido.

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/04/2015 23.48.28
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ferzbox  @  03/03/2015 17:47:59
   8½ / 10
Quello che può fregare di questo film è il genere; vedere che si tratta di un Thriller(insieme all'anno di produzione relativamente recente),possono indurre in tentazione gli amanti di questa tipologia di pellicole....poi lo stesso titolo,insieme alla locandina,fanno il resto,dato che un pizzico di curiosità è normale che venga fuori....
Tuttavia il film è quello che dice di essere: un Thriller; magari un pò fuori dagli schemi,questo sicuramente,ma sempre di unThriller si parla.

Il protagonista di questa assurda pellicola,tale Max Cohen, è un giovane matematico dalle capacità di calcolo mostruose.
Quando era bambino,dopo aver osservato il sole per parecchio tempo,subì un danno oculare piuttosto grave che lo rese infermo per un lungo periodo,al termine del quale,una volta riacquistata la vista,lo resero un calcolatore umano,capace di affrontare qualsiasi tipo di operazione matematica complessa nello stesso modo in cui era in grado di farlo una calcolatrice(con tanto di numeri dopo la virgola).....
Questo ragazzo,tramite alcuni ragionamenti legati alla logica esistenziale,dove si presume che la matematica sia ovunque in natura,riesce a capire che ogni cosa,per quanto complessa o infinita,segue sempre uno schema preciso; sarà da questa scoperta che arriverà a capire e scovare una serie di numeri consequenziali importanti per l'ordine delle cose e dell'intera esistenza.
Sembrerebbe un concept piuttosto pretenzioso...e da un certo punto di vista in effeti lo è,però il film non segue un criterio classico; non è ne girato ne raccontato come un qualsiasi film; anche in questo caso si assite ad una sorta di sperimentazione da parte del regista Darren Aronofsky,probabilmente ispirato a tante pellicole bizzarre e grottesche come quelle di Lynch o del regista giapponese Shinya Tsukamoto (tanto per capirci...).
La pellicola oltre ad essere totalmente girata in bianco e nero,mostra anche uno stile notevolmente visionario e disturbante,incentrato sulle crisi esistenziali e fisiche del giovane protagonista(misogeno,paranoico,esaurito e ossessionato dall'importanza della matematica nell'universo).
Tuttavia l'ho trovato un prodotto molto ben curato ed interessantissimo nei dialoghi; i vari personaggi che si conoscono durante la visione hanno una potenza notevole,riuscendo ad accendere un buon coinvolgimento allo spettatore(allo stesso tempo disorientato dalle scene oniriche e allucinogene legate alle condizioni fisiche di Max).
Il grande segreto che Max riuscirà a scoprire,attirerà l'interesse di diverse persone intriganti in termini di trama(Ebrei,potenti multinazionali e un luminare della matematica,suo ex insegnante),portando l'intera visione a livelli inaspettati; insomma,si parla di un film molto particolare,fuori dall'ordinario ma ben concepito nella sua struttura sperimentale.
Io l'ho trovato molto accattivante.....ma è anche vero che a me piacciono gli esperimenti registici...quando fatti con criterio come in questo caso,ovvio.

4 risposte al commento
Ultima risposta 04/03/2015 00.15.00
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Strix  @  01/01/2015 17:04:36
   4½ / 10
Partiamo da ciò che c'è di buono: comparto tecnico.
Regia tipicamente aronofskiana, epilettica e inquietante (con un'accezione positiva);
anche l'idea di partenza (cioè ogni singolo evento in natura è spiegabile con la schematicità) dava ottimi spunti ma il problema è nello sviluppo: lentezza e pesantezza regnano.
In pratica non accade quasi nulla, e ciò ci può stare se puoi contare su buoni attori con buoni personaggi (protagonista antipatico come la m***a), buoni dialoghi e trama interessante, ma purtroppo tutti questi aspetti vengono a mancare.
Vengono buttati a random formule e teoremi, ma senza collegamento tra di loro e senza la minima attinenza con la trama (attinenza che poi cerca di essere spiegata, ma in modo piuttosto forzato).

Pienamente d'accordo con il commento dell'utente Joker 1926, poco sotto.

Film privo di anima, inetto, piatto, inutile, che non si lascia guardare, nonostante l'affascinante regia che sarebbe diventata il marchio di fabbrica di quello che oggi è un grande regista.

Light-Alex  @  02/12/2014 19:11:41
   7½ / 10
La tematica è interessante e nel mondo del cinema abbastanza originale. Anche la regia in bianco e nero, che si avvale di immagini e suoni ripetuti (le pillole inghiottite, lo stridio dei mal di testa, le musiche elettroniche a fare da colonna sonora) è nel complesso molto buona, riesce a trasmettere molto bene il senso di isteria, instabilità mentale, psicosi, iperstimolazione del cervello.
Il finale era un po' prevedibile, del resto il mito di Icaro era già stato citato e si intuiva che si sarebbe andato a parare sulla morale

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Avrei preferito un finale in cui qualcosa del mistero si svelasse, invece si mette tanta carne al fuoco ma alla fine resta tutto nella testa del protagonista.
Comunque bello, ripeto molto originale e ben realizzato come thriller.

JOKER1926  @  22/09/2014 15:40:20
   5 / 10
Darren Aronofsky è una regia divenuta col tempo sempre più celebre, essa parte da spunti non convenzionali e cerca di farsi apprezzare proponendo film che puntano su un qualcosa che vorrebbe essere inedito.

"Pi greco, Il teorema del delirio" è il debutto di questo regista, il film in questione è stato un ottimo biglietto da vista, Darren Aronofsky ha goduto di pubblicità, Aronofsky viene etichettato come un illustratore maledetto della cinematografia.
Chi conosce il repertorio di questa regia appura facilmente che il migliore Aronofsky, nel corso del tempo e delle cose, è stato quello di "The Wrestler" cioè i risultati si ottengono quando l'originalità diventa anche sostanza e non solo quando questa agisce astrattamente e personalmente, in modo fanatico.

"Pi greco, il teorema del delirio" ricorderà nella sua confezione estetica (l'unica vera forza dello film), prodotti cinematografici più vecchi. "Eraserhead" di David Lynch e anche "Tetsuo" sono serviti, nella circostanza, da fondamentale fonte di ispirazione.
Per il resto il film di Aronofsky del 1998 vede sviluppare nel suo ventre la storia di un silenziosissimo e agghiacciato matematico; si annulla qualsiasi discorso circa il plot. In pratica la trama non esiste, semmai è la sceneggiatura che fa, simultaneamente, da madre e da padre. In tutta questa elaborazione scenica dovrebbero prevalere le sensazioni e poco altro. Ma anche le sensazioni sono fredde e malate, difficile amare un prodotto del genere.
Si carpisce comunque, più o meno, il finale ove la chiave di lettura è ambigua ma le interpretazioni (ne sono due) portano un minimo di luce in una produzione apparsa troppo surreale e poco dinamica.

JOKER1926

LoPsichedelico  @  07/07/2014 20:48:22
   8 / 10
Film non per tutti, molto complesso e sporco nell'immagine in b/n.
Interessante la storia anche se si nota la povertà del budget, nascosta abilmente dall'immagine sporca.
Ottimo film d'esordio, da vedere assolutamente!!

Jack_Burton  @  27/05/2014 00:43:06
   7½ / 10
Film d'esordio di Aronofsky con una storia enigmatica, complessa, di difficile comprensione.
Nonostante queste considerazioni siano poco invitanti il film merita invece una visione in quanto evidenzia le capacità tecniche e artistiche del regista che attraverso inquadrature originali, montaggio ipercinetico, musica suggestiva e fotografia curata (un bianco e nero da paura) riesce a ricreare ottimamente l'ossessione e la follia del protagonista e a coinvolgere in questo delirio lo spettatore.
Il capolavoro arriverà con la pellicola successiva ma anche con questo "PI Greco-Il Teorema del delirio", Aronofsky fa capire di che pasta è fatta...ed è una pasta di 1 qualità...

Macs  @  14/05/2014 08:36:27
   7 / 10
Film non per tutti, ma decisamente affascinante. L'Aronofsky visionario forse al meglio, se si fa eccezione per Requiem. Ottima la scelta del bianco e nero, bellissime le scenografie da stanza dello scienziato pazzo, cosi' come quelle mentali del protagonista. Pero' Max mi ha ricordato un po' Neri Marcore', e questo mi ha impedito di prenderlo troppo sul serio.

antani  @  01/04/2014 19:33:41
   7 / 10
Un buonissimo film, molto inquietante ma che crea mai situazioni noiose o scontate.

ValeGo  @  26/03/2014 16:01:13
   7 / 10
Inquietante e onirico...in certe scene ricorda le atmosfere create da Lynch!

GianniArshavin  @  25/12/2013 23:22:21
   8 / 10
Primo film di Darren Aronofsky che si conferma con questa opera uno dei talenti registici più interessanti di questa generazione.
Il Teorema Del Delirio è un film disturbante,ossessivo,allucinato,martellante e riflessivo che segna il debutto clamoroso di questo autore.
Pellicola indipendente e a basso budget,straripa di idee e di virtuosismi davvero interessanti con la macchina da presa. Il ritmo è martellante e claustrofobico,con realtà e delirio che si incontrano e si mischiano trascinando lo spettatore in un vortice di emozioni non indifferenti che solo il cinema fatto con idee e lontano dalle necessità del grande pubblico può regalare.
L'opera non è ovviamente per tutti,vista la tecnica registica estrema usata che potrebbe disturbare i meno abituati a film del genere, ma nasconde in se vari significati e varie chiavi di lettura che compiaceranno totalmente il cinefilo più pioniere e di nicchia.
Grande prova attoriale di Sean Gullette che riesce a rendere credibile il suo personaggio,matematico solitario e ossessionato dai numeri,nonostante fosse un attore meno che professionista.
Quindi in conclusione consiglio questo film a chi ama vedere cose nuove e a chi ama pensare mentre guarda un film mentre lo sconsiglio a chi preferisce cose tranquille senza star troppo a pensare. Aronofsky mi fa ben sperare!

secondanatura  @  18/06/2013 03:29:42
   9 / 10
Non si può dare meno di nove. E' un film fantastico. Ho notato, riguardandolo, la citazione che ne viene fatta su Prometheus.

Ahh sono soddisfazioni vedere i fili intrecciarsi.

Lucignolo90  @  14/06/2013 18:32:46
   8 / 10
Girato a Brooklyn con 60mila dollari di budget e 1 mese di riprese, Aronofsky fà il suo esordio alla mdp rischiando subito. Un film di estrema complessità, specialmente apprezzabile da chi ama la matematica (non sono tra questi) ma non per questo meno affascinante da parte di chi trova astruse molte delle nozioni enunciate.
Un genio della matematica e dei computer (Sean Gullette, amico del regista) è convinto che ogni fenomeno naturale che ci circonda è spiegabile e rappresentabile tramite i numeri, la sua ricerca ha come finalità quella di riuscire ad anticipare l'andamento delle quotazioni in Borsa; questo suo studio attira le pericolose attenzioni di alcune persone di Wall Street e allo stesso tempo di un gruppo di ebrei ortodossi, in cerca della sequenza esatta di 216 cifre che stabilisca il vero nome di Dio.
Un bianco e nero ad alto contrasto, la fotografia parecchio sgranata, il montaggio frenetico e la colonna sonora di brani techno enfatizzano l'atmosfera asfissiante del film, e la matassa d'elettronica che occupa gran parte dell'appartamento/laboratorio di Max mi è sembrato un tacito omaggio al cinema di Tsukamoto.
Finale che a sorpresa vira sul metafisico, parlando di cabala ebraica. Cmq film d'alta scuola per uno che, con mezzi e attori importanti, 2 anni dopo ha fatto quel Requiem for a dream che tutti ricordiamo

CyberDave  @  31/01/2013 18:44:10
   6 / 10
Delirante e folle proprio come il protagonista del film, a tartti difficile da seguire e discretamente pesantino.
Ha comunque il merito di restare interessante dall'inizio alla fine, opttime le musiche, per il resto direi un film non per tutti.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  20/12/2012 15:45:06
   7½ / 10
Buon film, un ottimo esprdio per il talentato Aronofsky. Storia particolare, come già sottolianeato, il film ricorda per certi versi "Eraserhead" di Lynch.

SelFxTreem  @  28/11/2012 16:27:39
   7 / 10
Un bianco e nero cervellotico e ben girato che tira in ballo teorie matematiche abbastanza approssimative. La trama non è un granchè, la parte migliore sono i deliri del protagonista. Non saprei però a che fetta di pubblico consigliarlo visto che non ha nè un target preciso nè un messaggio chiaro.

Noodles_  @  25/09/2012 13:25:01
   7 / 10
Bianco e nero supercontrastato e sgranatissimo per raccontare (prima de Il Cigno nero) un'altra ossessione. E raccontarla veramente bene.
Il personaggio di Max è caratterizzato in modo impressionante, e la sua delirante paranoia è messa in scena con notevole maestria.
Non mi molto piaciuta però la trama, che in realtà è una non-trama: solo la rappresentazione fine a se stessa del tormento di un genio.
E sia "quelli di Wall Street" che gli Ebrei in realtà mi sono sembrati poco più che delle irrilevanti macchiette di contorno.
Regia, dialoghi e rapporto immagini/musica strepitosi.

BlueBlaster  @  04/09/2012 16:48:03
   8 / 10
Opera prima di uno dei registi più fuori che ci sono in circolazione, un grandissimo director che ama osare e sperimentare specie a livello tecnico ed i risultati sono grandiosi!
Non tutti potranno amare la scelta del bianco e nero sgranato ma è stata una scelta molto azzeccata vista la trama.
Un film difficile, molto weird, che di certo non è per tutti e che può avere diverse visioni...di certo di un pessimismo disarmante.
Ho sempre pensato che la ricerca della conoscenza assoluta sia una piaga per l'umanità e che, in un singolo individuo, l'accrescere di intelligenza e conoscenza sia direttamente proporzionale con un aumento di solitudine e malessere esistenziale!
Questo film descrive egregiamente questa teoria con metafore e dialoghi lenti ma penetranti...
Una regia divina e molto sperimentale...inquadrature allo stato dell'arte, dettagli, steady cam e chi più ne ha più ne metta!
Le musiche sono molto coinvolgenti e per lo più drum'n bass e simili.
Un piccolo gioiello cult per i palati fini.

Larry Filmaiolo  @  05/06/2012 00:02:14
   7 / 10
ottima opera prima che si avvale di una splendida fotografia e di una storia affascinante. Apprezzabili, anche se non più di tanto, i risvolti grotteschi che mi hanno ricordato Eraserhead

C.Spaulding  @  31/05/2012 22:47:20
   7½ / 10
Ho messo 7 a questo film perchè se lo merita. Non è proprio il mio genere e non l'avrei mai visto se non fosse stato per l'insistenza di un mio amico. A sorpresa mi è piaciuto..l'ho trovato geniale.La storia è di quelle da seguire. di certo non per una serata rilassante.

Gabrielendil  @  14/05/2012 18:15:58
   8 / 10
primo e unico film visto di aronofsky e devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso, la scelta della soundtrack è forse ancora più spettacolare del fim in sé, penso abbiano inciso in maniera decisiva nel tenermi incollato allo schermo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/06/2012 17.53.49
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  14/03/2012 15:32:17
   8 / 10
Grande film. Aronofsky dimostra già alla prima regia bravura tecnica: montaggi sonori e inquadrature splendide che vedremo anche in "Requiem for a dream"; bianco/nero angosciante con quel pizzico di "Eraserhead"; monologhi ben scritti.
L'attore protagonista è eccezionale. E' grazie a lui e alla perizia tecnica del regista che in alcuni momenti dovevo contorcermi dall'ansia che il film mi provocava.
Ho gradito meno la logica che c'è dietro ai 216 numeri, ma pazienza, il film si fa apprezzare davvero.

6 risposte al commento
Ultima risposta 15/03/2012 21.46.35
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/02/2012 23:22:38
   7½ / 10
Il debutto di questo bravo regista sembra essere un omaggio ad un altro grande "primo film" , quell' "ereaseread" di Lynch che ho rivisto per l'uso del bianco e nero e quel voler mettere insieme tensione e grottesco!
Un matematico sente di essere vicino al mistero della vita grazie al lavoro che ama,quello che sa fare, i calcoli...
Con il tempo Aronofsky dimostrera' di saperci fare con la macchina da presa anche con storie piu' articolate...in questo caso,e con i pochi mezzi a disposizione, ha fatto il massimo!

gemellino86  @  31/01/2012 09:57:40
   8½ / 10
Aronofsky esordisce con un thriller matematico di pura tensione con un bianco e nero molto suggestivo. Interessante come tema con una storia che non smette di entusiasmare. Resta un film da seguire con attenzione.

Charlie Firpo  @  27/01/2012 16:24:16
   8 / 10
Grande prova di Aronofsky , con pochi soldi ha confezionato un film originalissimo con una fotografia in B/N e delle sequenze granulose ( specie nei punti di delirio del protagonista ) che catapultano lo spettatore in una dimensione inusuale , una specie di bolla dove al suo interno si arrovella Max Cohen interpretato dal bravissimo Sean Gullette nei panni di un matematico schivo , privo di una vita sociale e solamente interessato e convinto che sia possibile predire gli eventi futuri fra i quali i movimenti della borsa basandosi sulla ciclicità e su formule tipo la serie di fibonacci , la sezione aurea e le spirali , il regista sicuramente si è documentato e ha preso spunto su alcune tecniche che usano i trader di borsa conosciute come teorie di Elliott , Gann e che si basano su complicati calcoli e rapporti matematici.

Ritornando al film : in un vortice di immagini e sequenze di suggestione onirica arriviamo alla fine dove il tormentato matematico è assillato contemporaneamente su due fronti , da una setta ebrea interessata a un numero di 216 cifre e da alcuni loschi personaggi provenienti da Wall street interessati alla formula con lo scopo di usarla per sapere in anticipo i movimenti del mercato azionario , sotto questa forte pressione compirà un atto estremo.

Musiche perfette , una piccola gemma che mette in luce le qualità del regista già dagli esordi.

Lore.84  @  27/01/2012 12:24:19
   7 / 10
Lo definirei l'Eraserhead matematico di Aronofsky!

Lory_noir  @  13/01/2012 12:51:57
   5 / 10
Pur stimando il regista questo film non rientra per niente nei miei gusti cinematografici.

Fratuck89  @  21/11/2011 01:24:35
   9 / 10
un film girato grezzamente in bianco e nero senza far sentire la mancanza dei colori, che non erano proprio necessari, un matematico con problematiche psico-sociologiche, dalle grandi capacità mentali tenta di scoprire il significato di ogni cosa attraverso la matematica, questo lo porterà a un limite dal baratro più assoluto, film che delinea la ristretta capacità di comprensione dell'uomo nel voler trascendere i suoi limiti logici. Un film per alcuni tratti irrazionale, che si mescola con la mente apparentemente confusionata del protagonista.
Un film che tiene appiccicati allo schermo e che scorre via liscio come l'olio.
Molto particolare e interessante.

BrundleFly  @  07/11/2011 13:12:38
   6 / 10
Il cinema d'essai non fa proprio per me. Ho guardato il film solo perchè mi mancava questo per completare la filmografia di Aronofsky e incuriosito dai numerosi voti/commenti positivi. La tecnica c'è sia a livello registico che di fotografia con un uso sapiente del bianco e nero dal forte contrasto, ma la storia non mi ha preso per niente e l'ho trovata poco coinvolgente, almeno rispetto ai miei gusti. Riassumendo si può dire che è 8 alla tecnica e 4 alla storia.
I lavori successivi del regista sono senza dubbio migliori.

Zanibo  @  08/09/2011 21:28:50
   8½ / 10
Il film e` sia interessante e piacevole da seguire, che molto originale nella trama e nelle riprese.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  31/07/2011 02:32:14
   10 / 10
Girato in un b/n ad alto contrasto, con diverse tecniche innovative, Ħ IL TEOREMA DEL DELIRIO rievoca le paranoie di Kafka e di Poe in una sfuocata struttura fantascientifica. Aronofsky lascia molte questioni in sospeso fino alla fine della pellicola. Tenere all'oscuro lo spettatore é un altro modo per aumentare l'atmosfera caotica, entusiasmante, spesso grandiosa dell'opera. La sua abilità nel catturare le scariche di adrenalina e la confusione di chi corre lungo una linea del tempo verso l'infinito, per poi finire in un vicolo cieco, fa di questo film un'opera du grande effetto e dai contenuti inquietanti.

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5 risposte al commento
Ultima risposta 11/09/2011 12.18.30
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PignaSystem  @  21/07/2011 16:31:41
   7½ / 10
Lungometraggio indipendente d'esordio di Darren Aronofsky, che si serve di una notevole abilità con la telecamera, del bianco e nero, trova un ottimo protagonista stralunato nell'amico Sean Gullette e un'intuizione non da poco: fare della matematica, dei frattali, del fascino dei numeri e delle regole trigonometriche, tanto odiati a scuola, i motori trainanti di un film e delle sue vicende, che puntano poi ad inaspettate tematiche metafisiche. Non è dato sapere se Aronofsky si sia ispirato al Lynch di Eraserhead, allo Tsukamoto di Tetsuo e al Cronenberg degli esordi, ma certo alcuni elementi parlano abbastanza chiaro: il bianco e nero, il montaggio serratissimo, il surrealismo, il cambiamento del corpo, la pretesa di andare oltre i limiti umani rimandano, bene o male, ai registi sopra citati.
π - Il teorema del delirio è un film che difficilmente può piacere a tutti, ma è un lavoro molto ambizioso, particolare, meritevole non solo per i suoi pregi ma anche in quanto audace esordio di un regista poi diventato celebre.

sonoalessio  @  03/07/2011 18:09:30
   6½ / 10
il film non è affatto male ma non ho apprezzato granchè il collegamento che il numero ha contemporaneamente

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il finale è fantastico

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  11/06/2011 08:32:46
   9 / 10
Grandissimo esordio alla regia di Darren Aronofsky, che ricorda molto quello di Christopher Nolan: non solo vi è in comune un magistrale ed espressivo bianco e nero, ma anche l'ennesima dimostrazione che quando si hanno idee e talento il budget può anche essere bassissimo che il risultato è comunque di assoluto livello.

Il protagonista, Max Cohen, è un genio della matematica ossessionato dall'idea che tutto l'universo risponda a uno schema matematico preciso collegato in qualche modo con il valore del pi greco. Egli è interessato ad applicare le sue teorie sia da un punto di vista materiale, per prevedere i movimenti azionari della borsa, sia da un punto di vista spirituale per riuscire a raggiungere la verità che si cela nel nostro mondo. Entrambe queste sue aspirazioni dovranno scontrarsi con le rispettive autorità in materia: il mondo finanziario di Wall Street e una setta religiosa ebrea, entrambi decisi ad estirpargli i frutti delle sue ricerche per i propri scopi.

Max viene a scoprire che alla base del mondo vi è una sequenza di 216 numeri, che rappresenta la vera essenza di Dio e riuscire a capire la relazione esatta che c'è tra questi 216 numeri ci permetterebbe di riuscire a comprendere qualsiasi meccanismo che sta alla base dell'universo. Tale sequenza, però sembra avere al suo interno un meccanismo di autodifesa tale per cui chi vi si avvicina tende a scottarsi, come Icaro che troppo attratto dal Sole finisce per causare la propria rovina. E infatti, il computer di Max ogni volta che calcola la sequenza di numeri salta per colpa di un misterioso bug, mentre Sol, il maestro di Max che per primo aveva dato inizio alle ricerche, quando arriva alla soluzione ha un infarto. Per Max, invece, avvicinarsi ai 216 numeri comporta mal di testa, tremori, crisi sempre più violente e sempre più frequenti. Fino alla fine, quando dopo il momento epifanico che vede Max arrivare alla verità o forse a un passo da essa, egli prende la drastica decisione di bruciare il foglio con i 216 numeri che gli ha lasciato Sol a costo della propria vita e menomarsi il cervello per poter regredire a uno stato di "beata ignoranza". Per l'uomo, sembra dire Aronofsky, l'unica via è quella di arrendersi e accettare il mondo così com'è, senza indagarlo e cercare di carpirne la verità. Pena la follia.

incubodimorte  @  05/06/2011 16:40:58
   8½ / 10
Da tempo non vedevo un film con tanti spunti riflessivi. Ed è anche bello allucinato, meglio di così...

draghetta1989  @  21/05/2011 09:30:25
   8½ / 10
probabilmente uno dei primi film di Aronofsky o il suo primo in assoluto; beh grande inizio direi Pi greco è un film che non può non impressionare fin dal primo minuto... delirante, schizoide, claustrofobico, ossessivo, allucinato...strano!!! ecco è un prodotto decisamente "strano" e atipico, la scelta del bianco e nero è perfetta, è stata la scelta migliore e azzeccatissima per rendere l'idea del delirio del suo protagonista e crea la giusta dose di angoscia, così come le riprese , specie quelle nella metro, così "disturbate". se l'intento del film era quello di far venire il mal di testa e di far letteralmente delirare lo spettatore insieme al povero Max ci riesce alla grande!! al contrario di quanto detto da altri io trovo che il regista abbia fatto bene a non approfondire più di tanto le teorie matematiche, ne sarebbe risultato qualcosa di troppo troppo pesante e indigeribile, e già così il film sembra un mattone...poi visto il mio innato odio verso la materia trattata è meglio così. ho apprezzato moltissimo l'idea di base di questo film, che non è del tutto originale ma credo cmq di non aver mai visto un'altra pellicola che trattasse questi temi allo stesso modo: è interessante d'idea di dell'ossessione che attanaglia tutta la società, che si ripercuote sulle persone in diversi modi, la stessa ossessione folle che porta Max sul baratro al fine di trovare uno schema matematico che descriva e predica l'andamento della Borsa, l'ossessione dei capitalisti affinchè lo stesso Max porti a termine il suo obiettivo e glielo "venda", pronti a uccidere pur di averlo, l'ossessione dei religiosi di trovare il numero che apra le porte per la scoperta di Dio... tutti cercano la stessa cosa, lo stesso numero che soddisfi la rispettiva "follia". il finale mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca forse poteva essere un po' meno frettoloso; nonostante questo davvero un ottimo film.

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Ultima risposta 22/05/2011 14.26.13
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Invia una mail all'autore del commento kossarr  @  05/04/2011 01:32:13
   8½ / 10
Molto bello con una idea originale.
Davvero ottima la scelta del b/n.
Un ottimo inizio per il regista più talentuoso in attività.
Consigliato a tutti.

kako  @  28/03/2011 13:39:29
   8½ / 10
Aronofsky già con questa prima opera si conferma un grandissimo regista che raggiungerà il suo apice con il Cigno Nero.. con pochi mezzi crea un bel thriller che punta il dito contro certi aspetti malati della nostra società

pinhead88  @  22/02/2011 21:08:38
   7 / 10
Esordio coi fiocchi per Aronofsky, regista che non mi ha mai detto molto.
Personalmente lo reputo il suo miglior film fino ad oggi, almeno quello dotato di maggior fascino e più interessante. Straniante, paranoide, confuso e vagamente citazionista. La fotografia e alcune scenografie rimandano infatti molto ad "Eraserhead", uno degli aspetti che mi è piaciuto di più. Credo anche che le citazioni provengano anche dal capolavoro "The addiction" di Ferrara.

sestogrado  @  19/02/2011 19:28:29
   9 / 10
l'opera più bella di Aronofsky. un matematico geniale e disturbato tocca dio con un dito grazie al suo incredibile genio. le sue scoperte fanno gola a molti, da una setta di ebrei ortodossi ad un manipolo di persone vicine a wall street. aldilà della bellissima e coinvolgente storia, questo film fa seriamente riflettere sul significato del nostro universo e sulla realtà dei fatti: tutto in natura è esprimibile con i numeri. "la matematica è il linguaggio con cui la natura ci parla", una frase che andrebbe ripetuta ogni giorno nelle nostre scuole. dimenticando però che all'interno di questo linguaggio ci siamo noi, che ne facciamo pienamente parte. e allora quanto è straordinario l'uomo che ha la consapevolezza di chiedersi chi è e soprattutto che ha i mezzi e la potenza per provare a sollevare quasi quel velo che nasconde il significato dell'universo. la realtà dei fatti è molto più complessa ma l'importante è porsi delle domande, e questo film da questo punto di vista si offre come sorgente di stimoli non indifferente. il bianco e nero esalta l'appeal di questa pellicola, mi ha parecchio ricordato l'esordio di un altro grande regista (Lynch). assolutamente da vedere

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  17/02/2011 11:45:20
   8½ / 10
Non bisogna mai guardare fisso il sole. Perché non solo si rischia di offendere gli occhi, ma anche la mente. La quale potrebbe capitolare sotto i colpi delle emicranie e delle epistassi, degenerando in corto circuiti irrecuperabili. E a poco servirebbe l'uso di betabloccanti, di iniezioni di adrenalina, l'abuso di steroidi e aspirine, mescolate a caffeina e marijuana. Un cocktail pericoloso che condurrebbe sull'orlo, se non proprio sull'abisso, della farneticazione, intervallata da squarci di lucidità.

Max è il topo da laboratorio vittima involontaria di questo scandaglio matematico; frattale che non cambia mai aspetto e che si attorciglia su sé stesso. Più cerca di difendersi, più il mondo esterno lo sovrasta: oltre alla "natura morta" di stampanti, luci, tastiere e lucchetti, ce n'è una viva molto minacciosa fatta di ebrei ortodossi, numerologi che studiano la Thorà, e di una insistente voce femminile che vuole assolutamente avere un incontro con lui.
Stretto nella morsa tra fumosi capitalisti di Wall Street e fanatici religiosi, le sue vicende diventano meno interessanti perché si perdono dietro a un generico riscontro probante delle teorie fino a lì solo idealizzate; forse tutti sono alla costante e ossessiva ricerca di una verità assoluta, materiale o spirituale, che possa dare un senso alle loro vite, evidentemente carenti.

Al suo debutto dietro la macchina da presa, Aronofsky ha un'indole che non può non essere paragonata a certe opere cronenberghiane contenenti escrescenze corporee, ma soprattutto al lynchano "Eraserhead". In "Pi Greco" i clangori di sottofondo sono elettronici più che industriali (le musiche annoverano anche gli Orbital e i Massive Attack); non ci troviamo in periferie abbandonate bensì in una Chinatown newyorkese, talvolta deserta e popolata solo da fantasmi; il protagonista Sean Gullette non ha i capelli di Jack Nance, tuttavia anche i suoi sono abbastanza scarmigliati.
La fotografia in bianco e nero somiglia più a quella sperimentale di "The grandmother", come se la luce, di taglio espressionista, provenisse dal basso degli inferi e contribuisse a bruciare i volti già cadaverici di per se'. Al posto della donna del radiatore c'è l'uomo canterino (un profeta immaginato? la sua stessa ombra che lo segue e lo spaventa?) della metropolitana; il sesso continua a essere elemento disturbante e sconosciuto, e si manifesta con rumori molesti che bucano le pareti dell'appartamento di Max; gli scarafaggi s'insinuano tra i chip come ripugnanti "bug" partoriti dalla mente più che da esiti informatici; i cervelli sono ancora una volta lambiti da lapis o biro che curiose, cercano di entrarvi dentro per capire, sondare.

La regia di Aronofsky è meravigliosa: tra macchine a spalla, dondolamenti vertiginosi, montaggio selvaggiamente veloce ed esaltato, contribuisce a creare quella sensazione di angoscia che ti prende fin da subito e non ti molla più. Sarà vero che la natura ci parla attraverso la matematica?
Quanto lontano possiamo spingerci nel tentativo di misurare tale assioma e proporlo con uno schema risolutivo? Non sarebbe il caso di fermare il cervello prima di intraprendere l'elaborazione di una strada così impervia? …E se invece esistesse un modo per capire i risultati e le variazioni della Borsa? Nell'incertezza, e visti i tempi che corrono, ci provo.

Ore 03.14: Premo Invio.

The BluBus  @  25/01/2011 00:40:00
   8 / 10
Perfetto per chi ama la matematica.. ma non solo ;)

|otioti|  @  07/01/2011 15:05:10
   7 / 10
esatto. delirante.
ma coinvolgente e interessante

il genio  @  03/01/2011 03:19:41
   8½ / 10
molto molto interessante

Oskarsson88  @  13/12/2010 16:53:20
   9 / 10
delirantemente bello

7219415  @  03/12/2010 00:24:58
   7 / 10
Mi aspettavo di meglio...nn mi ha convinto..

James_Ford89  @  04/11/2010 04:05:22
   9½ / 10
Viaggio nella mente di un genio.....inesorabile delirio...chapeu!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  22/09/2010 17:18:35
   8 / 10
Un bianco e nero sgranato, ma dai nettissimi chiaroscuri,ci sommerge nell'esistenza ossessionante ed ossessionata di Max,giovane matematico ben interpretato da Sean Gullette.
Darren Aronofsky, qui al suo primo lungometraggio, si affida ad un lavoro non originale nei temi cardine ma spiazzante (in positivo) per ciò che ne riguarda la trattazione.Il protagonista è uomo asociale,incapace di corrispondenze con la realtà che lo circonda.Rinchiuso nel suo fatiscente appartamento infestato da ogni corbelleria tecnologica ed affetto da una dolorosa malattia,Max vive in compagnia delle sue manie e di un gruppetto di odiate formiche,insetti notoriamente dediti alla collettività e quindi contrastanti con il suo microcosmo.
La paranoia del protagonista si focalizza nel voler trovare ad ogni costo l'essenza della vita mediante schemi matematici,risolvere la consistenza della materia attraverso i numeri dimostrando un ordine non ricavabile con l'ausilio della sola intelligenza umana.Meno ingarbugliato di quanto si possa pensare,per quanto non facilmente decriptabile in ogni sua sfumatura, "Pi Greco" è un thriller che partendo dall'alienazione di un uomo racconta di follia e brama di potere utilizzando uno stile visivo di straordinaria potenza.
Accelerazioni improvvise,disorientanti movimenti di macchina,musiche martellanti,rumori,parole e gesti riproposti più volte,inquietanti inserti onirici,come se il Lynch post-industriale di "Eraserhead" e l'artigianalità di Svankmajer abbiano aderito ai connubi uomo-macchina di Cronenberg e Tsukamoto.Aronofsky stupisce,l'ambizioso e delirante fine tocca vette di pregiatissimo interesse.
Un'opera difficilmente filmabile nella sua teoria numerica,eppure geniale nel tradurre in immagini anche ciò che è intangibile.La disquisizione davanti alla tavoletta "Goban" tra Max ed il suo mentore è quanto di più semplice ci sia per esporre i due opposti punti di vista,quello legato al caos universale e quello ad un razionale ordinamento cosmico.
Giocato per intero su piani (sur)reali e teorico/paranoici trova risoluzione in un'impossibilità accettata con un sorriso,l'unico concesso dal protagonista.

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Ultima risposta 23/09/2010 09.23.39
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Leonard Shelby  @  20/09/2010 00:14:11
   6½ / 10
Sarà che è stato definito Lynchano ed io di Lynch non ho ancora visto nulla, ma questo film non l'ho compreso appieno.
Ottima la scelta del bianco e nero, che si sposa ottimamente col delirio e le ossessioni del protagonista.
Purtroppo però pur essendo breve l'ho trovato troppo poco coinvolgente, sebbene l'idea sia molto originale e interessante.
Per quanto riguarda il finale,

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Un film complesso, non per tutti.
Questo è poco ma sicuro...

uzzyubis  @  15/09/2010 16:46:17
   7½ / 10
E' lo stile che fa la differenza in questo film. La trama, come già detto da qualcun altro, non è la parte centrale dell' esordio di Aronfsky ma bensì un pretesto per iniziare a sviluppare ciò che prenderà forma già dal suo seguente film Requiem for a dream.
La prima caratteristica che salta agl'occhi è la claustrofobia di un bianco e nero "sporco" e delle inquadratura che soffocano il protagonista quasi come la carnalità de personaggio soffoca le sue idee.
Questa claustrofobia di fondo è ben caricata e descritta, accentuata da una scelta sonora (massive attack, coil, aphex twin) accurata e che dimostra, anche in questo caso, l'Aronofsky che verrà.
Gioiellino.

guidox  @  12/09/2010 01:14:36
   8 / 10
per me il miglior film di Aronofsky (però devo ancora vedere L'albero della vita).
eccellente la scelta del bianco e nero, che accresce quel senso di claustrofobia che ci accompagna per tutto il film.
delirante al punto giusto, è comunque una storia abbastanza lineare.
grande interpretazione del protagonista, molto credibile nel suo ruolo di genio matematico, solitario, "impasticcato" e sempre sull'orlo di una crisi, dovuta (grande!) ai mal di testa provocati dall'aver guardato il sole quando era bambino.
date un senso a tutto con un pi greco, la matematica spiega tutto.

axel90  @  06/08/2010 15:41:26
   7 / 10
Influenzato e non poco da registi come Lynch e Cronenberg, Aronofski scrive e dirige il suo primo lungometraggio, una thriller psicologico paranoico e allucinogeno.
Già si possono notare i suoi movimenti ipercinetici, la sua ossessione tra la vita e l'uomo, la pazzia e la paranoia che rincorrono un matematico affetto da continue emicranie. Un prodotto a basso budget interessante, a tratti originale ma anche avventato visto che il soggetto (la matematica) poteva essere qualcosa non di grande richiamo. Religione, spiritualità, capitalismo, Dio, consapevolezza, ciclicità, Vita...
Non ancora maturo, il primo Aronofski è un esperimento ancora un pò acerbo e che migliorerà gradualmente con i suoi successivi film. Affascinante.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  02/05/2010 17:07:17
   7½ / 10
Riuscitissimo viaggio allucinogeno di Aronofsky all'interno della mente di un genio matematico, infinite volte più schizoide e malato di A beautiful mind forse per il fatto di essere una produzione indipendente a basso costo senza vincoli di richieste del grande pubblico.
Lo script, che parte da una presunta razionalità per arrivare all'irragionevolezza più totale dove matematica, letteratura e religione si incontrano, ha qualcosa dell'ultimo Calvino, precisamente quello sperimentale del periodo combinatorio in cui la trama, complicatissima e priva di rigore logico, si scopriva un geniale pretesto per uno stile del tutto innovativo.
Anche Aronofsky fa la stessa cosa: semina un Euclide qua, un Fibonacci là, fantastica sulla fin troppo conosciuta sezione aurea, ma non fa che rimarcare lo stile, la regia instabile, la fotografia sporca, il sonoro fastidioso e la perfetta musica techno asfissiante (con contributo di Aphex Twin e dei Massive Attack) che fa da sottofondo.
Grandissimo esperimento, esordio di Aronofsky che si conferma un regista da tener d'occhio.

wooden  @  23/04/2010 15:00:45
   6½ / 10
Aronofsky è uno dei "giovani" registi più promettenti, buon esordio, schizoide e quà e là geniale. Sin troppo lynchiano in certi punti, per fortuna recentemente ha un pò smussato questa caratteristica (vedi l'ottimo e migliore "the wrestler").

Consigliato, più che altro per la regia e le buone idee, la trama è però un pò tirata là, con questo fantomatico teorema del pi greco.

Jumpy  @  12/03/2010 01:46:34
   7½ / 10
Esempio di come non sia necessario spendere tantissimo per realizzare un ottimo film ;)
Tra numeri e religione, ragione e follia, tra flash-back e momenti di autentica tensione che incollano alla poltrona, una piccola perla.
Da vedere già solo per il suo essere più unico che raro

Suskis  @  01/03/2010 09:56:46
   7½ / 10
Aronofsky mi piace parecchio e questo suo esordio è notevole secondo me. Innanzitutto la trama numerologica col parallelo religioso è qualcosa di assolutamente nuovo. Poi ci sono altri temi come l'ossessione, la follia, la solitudine, le cattive multinazionali, etc.
Peccato che ci siano delle ingenuità quasi da fumetto sul lato informatico (che un informatico come me fa davvero fatica a perdonare).
Il resto è comunque molto valido (anche se il finale non posso dire che mi sia piaciuto)

yonkers86  @  28/02/2010 14:30:41
   8½ / 10
Ecco come sfornare un piccolo capolavoro con un budget risicatissimo ma con tantissime idee.
L'opera prima di Aranofsky è veramente geniale, intensissima seppur breve e lascia moltissimo spazio alla riflessione post-film.
Molto originale la tematica, sinceramente non ricordo un altro film che parlasse di matematica nel senso più stretto del termine, e molto bravo il regista a non fare cadere il film nella banalità delle classiche storie sugli scienziati pazzi.
Se all'inizio per Max la matematica è la via di fuga dalla società che tanto odia e disprezza, in seguito diventerà la sua croce, la ragione per cui verrà seguito, minacciato e picchiato, e la causa principale della sua follia.
La follia pernea tutto il film dall'inizio alla fine : follia trasmessa attraverso riprese buie e claustrofobiche, follia trasmessa con un bianco e nero d'annata che ci regala un gioco di ombre da mozzare il fiato, follia trasmessa dalle visioni assurde di Max che cerca di mitigare il suo dolore procurandosene dell'altro.
Come ho già detto regia davvero fantastica, così come la fotografia e la sceneggiatura, per non parlare poi della colonna sonora che raggiunge a mio avviso livelli eccelsi.
Penso sia davvero difficile riuscire a giudicare e "votare" questo tipo di film, perchè sono pellicole che lasciano moltissimo spazio all'interpretazione personale, quindi consiglio caldamente di guardarlo e di riguardarlo perchè una visione sola molto spesso è insufficente e sicuramente non è un film per tutti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  05/02/2010 14:23:31
   8 / 10
Max Cohen sin da ragazzo è un genio matematico, le sue nuove teorie riguardanti leggi matematiche in grado di dare una spiegazione all'esistenza umana, fanno gola a molti tra cui Wall Street e una setta di ebrei ortodossi.

L'esordio registico di Darren Aronofsky è probabilmente la sua opera migliore; spiazzante, ipnotico, claustrofobico, lugubre, girato con un bianco e nero sporco e sgranato, fotografia all'osso, soundtrack pesante, il tutto condito da una sceneggiatura che definirla originale è davvero poca cosa. Le teorie matematiche di Max Cohen sono talmente ricoluzionarie da condurre nell'abisso prima il suo mentore e poi egli stesso; sullo sfondo oscure trame capitalistiche e religiose piegate al Dio denaro. In una parola: allucinante!"

gandyovo  @  05/01/2010 17:49:34
   7 / 10
film molto originale, a tratti sperimentale. claustrofobico ma anche pesante. l'esordio di un regista che si è fatto apprezzare di più in seguito.

El_Baro  @  01/01/2010 17:40:26
   6 / 10
Mah, tema abbastanza rifritto, girato per la verità in modo affascinante e decisamente "emicranico".
Nel complesso un po' sconclusionato, secondo me, si trova a girare a vuoto in diverse scene, nonostante riesca a non scivolare mai nel moralismo bieco.

TheLegend  @  29/12/2009 18:42:36
   9 / 10
Stupendo film d'esordio per Aronofsky.
Viaggio delirante ma pieno di significato.
A volte è meglio non avere delle risposte...

carriebess  @  21/07/2009 18:57:34
   9 / 10
dopo tanta ricerca della verità ,alla fine la resa.
la conoscenza è nociva..

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  20/07/2009 23:06:17
   6½ / 10
Buon esordio per Aronofsky.Il film è originale,a tratti però veramente troppo pesante e il fatto che sia in bianco e nero non aiuta lo spettatore.Paranoico e schizzato in molte sue scene,va consigliato perchè è comunque una pellicola molto sperimentale e inoltre indipendente quindi alcune cose(come il bianco e nero)andrebbero perdonate.La trama,per quanto originale,non prende molto a differenza di alcune scene di completa pazzia del protagonista,lì Aronofsky è veramente molto bravo.Non lo rivedrei una seconda volta,un film che non ti rimane dentro.Poi la matematica non la sopporto!

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Ultima risposta 07/08/2009 12.09.53
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simone p  @  20/07/2009 12:16:23
   6½ / 10
Sicuramente non mi aspettavo un film del genere ma un film hollywoodiano abbastanza commerciale.
Buona la prova del protagonista e la regia ma la storia non mi è piaciuta.

bulldog  @  15/07/2009 23:37:27
   8 / 10
Ottimo esordio di Aronofsky.

RedPill  @  15/06/2009 21:37:54
   8 / 10
Un bianco e nero sgranato e sporco, una fotografia allucinata e claustrofobica, un montaggio isterico e schizzoide, una colonna sonora ossessiva e ipnotica, una sceneggiatura un pò azzardata ma originale, un paranoico e alienato Sean Gullette, compongono quella che è sicuramente la pellicola più anti-hollywoodiana del bravo Aronofsky. Ovunque in natura esistono degli schemi, attraverso i quali, tutto si può comprendere e spiegare; questa è la teoria che porterà il matematico Max Cohen, ad esser stretto nella morsa di una multinazionale e un gruppo di ebrei ortodossi.Il protagonista si troverà quindi, a fare i conti con l'ostinazione di questi 2 gruppi di "squali", così moralmente distanti tra loro, ma più simili di quanto si possa immaginare.A questa contesa si aggiungeranno poi, tutti i malesseri e le inquietudini (magnificamente rappresentate) di una persona che si ritroverà vittima delle proprie teorie e convinzioni, dalle quali proverà inevitabilmente a sfuggire nel finale.

marco1309  @  13/05/2009 10:48:57
   7 / 10
carino, mi piace la matematica e la numerologia, bel finale ke lascia spazio all'interpretazione, e bella la discesa del protagonista (molto bravo) nell'abisso della pazzia

LoSpaccone  @  07/05/2009 15:23:38
   7 / 10
Sicuramente è un film originale e coraggioso, forse esagerato nei toni, che ha nello stile il suo punto di forza. Per quel che riguarda in contenuti invece mi ha lasciato un pò perplesso. Sebbene l'argomento trattato sia molto affascinante, ho trovato la storia troppo approssimativa e ho avuto l'impressione che il tutto fosse più un pretesto per giustificare le deliranti (e bellissime) sequenze di cui il film è pieno. E poi sentire due geni della matematica che parlano di massimi sistemi quasi con la stessa semplicità (se non banalità) di due massaie al mercato non è che sia molto azzeccato. Comunque un film da vedere, anche se lascia un pò di amaro in bocca.

USELESS  @  19/04/2009 11:03:53
   9 / 10
La matematica è l'alfabeto col quale Dio ha scritto l'universo. (Galileo Galilei)

Max78  @  11/04/2009 19:02:32
   9 / 10
Quanto di + vicino alla simbiosi filmica tra spettatore e pellicola.
Il delirio crescente del protagonista viene vissuto in prima persona grazie a degli espedienti tecnici del talentuoso Aronofsky.
Se Max Cohen è a disagio, noi ci sentiremo a disagio, se sta male noi staremo male, se lui impazzisce, noi ci andremo vicino.
L'impressione talvolta è quella di un regista poco attento allo sviluppo della sceneggiatura e + concentrato nella realizzazione estetica; d'altronde il risultato è brillante e non si può che dargliene atto.
Un goccio di Eraserhead di Lynch, un pizzico di Tetsuo di Tsukamoto, quindi shakerate il tutto ed eccovi servito il teorema del delirio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  05/02/2009 14:11:43
   6½ / 10
Dunque...questo Aronofsky è un mezzo talento nel girare i suoi film. L'ho apprezzato molto di più in "Requiem for a Dream" ma anche qui il suo modo di girare prende alla testa è inquietante e claustrofobico aiutato dal B/N sporco e oscuro. La storia...e qui che si rovina il tutto, fa confusione e non regge il confronto con la realtà e molti discorsi potevano essere scritti meglio perchè risultano bambineschi pur trattando un argomento molto serio. Se il film fosse stato realizzato sotto quest'aspetto, più esemplare e meno arrivista, avrebbe sicuramente riscosso più successo.

edo88  @  23/01/2009 18:02:47
   5 / 10
No, non l'ho proprio capito questo pseudo-film di cui sono riuscito ad "apprezzare" solo la recitazione del protagonista e alcune scene (quelli dei suoi "deliri").
Per il resto non ha trama, la fotografia in bianco e nero mi ha dato il mal di testa così come la regia di Aronofsky che è troppo sperimentale per i miei gusti.
Probabilmente riguardarlo in futuro me lo rifà rivalutare, ma non penso di troppo.

slint  @  13/01/2009 20:42:44
   6 / 10
si sforza di essere originale...

in parte ci riesce,ma per me riamane uno di quei film che se tornassi indietro non rivedrei...

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