per un pugno di dollari regia di Sergio Leone Italia, Spagna, Germania 1964
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per un pugno di dollari (1964)

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locandina del film PER UN PUGNO DI DOLLARI

Titolo Originale: PER UN PUGNO DI DOLLARI

RegiaSergio Leone

InterpretiClint Eastwood, Gian Maria Volontè, Marianne Koch, Bruno Carotenuto

Durata: h 1,35
NazionalitàItalia, Spagna, Germania 1964
Generewestern
Al cinema nell'Ottobre 1964

•  Altri film di Sergio Leone

Trama del film Per un pugno di dollari

Un pistolero solitario giunge in un paesino di frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti e per profitto cerca di mettere contro le due potenti famiglie del posto. I Rojo però lo catturano e lo torturano, ma lui riesce a fuggire. Convinti che sia stato salvato dalla famiglia rivale, i Rojo compiono un massacro, al quale il pistolero assiste impotente. Rimessosi in sesto, tornerà per vendicarsi.

Film collegati a PER UN PUGNO DI DOLLARI

 •  PER QUALCHE DOLLARO IN PIU', 1965
 •  IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO, 1966

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Voto Visitatori:   8,69 / 10 (197 voti)8,69Grafico
Voto Recensore:   9,50 / 10  9,50
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Voti e commenti su Per un pugno di dollari, 197 opinioni inserite

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Ni-Co1989  @  10/01/2012 19.36.00
   9 / 10
Splendido western che dimostra tutta l'abilità di Eastwood come attore e di Leone come regista. Magnifico!!

terubisco59  @  07/01/2012 21.20.17
   10 / 10
Film povero di mezzi, ha almeno permesso al regista di esprimere con piena indipendenza il suo genio e se ha avuto un simile successo senza pubblicità vuol proprio dire che è arrivato al cuore dello spettatore.
Perchè un film così barocco e violento non si era mai visto. Le inquadrature estrose (soggettive, dettagli, primi piani ), il sonoro aggressivo, gli spari come scudisciate, il montaggio veloce, le maschere che riempiono lo schermo grazie ai primi piani.
E la musica, spagnoleggiante, pregna di tensione ma anche dolce e melodica, non più anonima e rassicurante accompagnatrice, ma co- protagonista a tutti gli effetti ( mi pare che sia stato il primo caso di disco - colonna sonora andata a ruba.)
Protagonista un solitario, silenzioso, stracco, simpaticissimo anti-eroe. E un avversario alla sua altezza, ma all'esatto opposto, spietato, sanguigno, leader.
Si capiscono al primo sguardo, cordialmente si odiano e si preparano a un confronto esplosivo.

gantz88  @  21/12/2011 22.34.37
   5½ / 10
se non fosse stato per la musica e clint eastwood questo film non avrebbe mai fatto successo x fortuna c'è riuscito e grazie a questo sergio leone a potuto continuare a fare film ke entreranno di diritto nella storia del cinema

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/12/2011 23.29.25
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cort  @  20/11/2011 18.52.45
   9 / 10
gran film grandi attori ottima trama, ottima la colonna sonora di morricone che nei capitoli sucessivi anche se difficile crederlo migliorerà parecchio(secondo me).

Invia una mail all'autore del commento camifilm  @  18/08/2011 2.10.25
   8½ / 10
Mi rimane il più piacevole da ri-vedere e ri-vedere. Il pistolero protagonista è proprio simpatico e scaltro. Ben interpretato. Forse qui più mobile, rispetto ad altri film della trilogia in cui viene privileggiata la sequenza di primi piani (FAMOSISSIMA).

Crazymo  @  30/07/2011 18.12.32
   9 / 10
Il migliore dopo Il buono il brutto e il cattivo. Bello l'arrivo in città, e come bello l'arrivo, bello l'addio, con la "guerra" tra famiglie.

sergiolandia  @  08/07/2011 13.58.25
   8½ / 10
Vi parla uno che non ha mai amato il genere western ma...questo film (che fa parte della "trilogia del dollaro" del quale mi manca di vedere solo l'ultimo, Il buono Il brutto Il cattivo) è eccezionale.
Con questa pellicola si apre la cosiddetta generazione degli "Spaghetti Western" modo, partito come offensivo, che gli americani tutti Cowboy vs Indiani aveva affibiato al maestro Leone...salvo poi ricredersi (ai botteghini) ed emulare l'idea di western che aveva il regista italiano.
Il mio consiglio è quello di vederlo perchp, nonostante i 50 anni di vecchiaia, resta una trama avvincente che ti lascia con la curiosità di sapere che succederà nella prossima scena.
Da vedere!

Leonhearth87  @  26/06/2011 14.40.54
   9 / 10
Di questo film si può dire solamente una cosa: un mito. Un capolavoro di Sergio Leone che ha reinventato il genere western ormai in declino. Uno spaghetti-western diventato leggenda, grazie ad un grande Clint Eastwood e alle superbe musiche di Ennio Morricone. Nonostante fu un film con un budget relativamente basso, Sergio Leone riuscì a creare un'opera che ad oggi ha pochi rivali nel cinema western: al botteghino, la pellicola fu un successo, che diede vita ad altre due pellicole della saga, e che andò a formare quella che viene chiamata la Trilogia del Dollaro.
Insomma, in conclusione Per un Pugno di Dollari è un capolavoro, una delle pietre miliari del cinema: da guardare assolutamente.

Black Eight  @  09/06/2011 20.16.33
   8½ / 10
Se metti insieme Sergio Leone, Clint Eastwood e Ennio Morricone il risultato sarà la storia del cinema. Film cult di valore assoluto è il capostipite di un genere particolarissimo. Lo spaghetti-western di targa leoniana , infatti, è un cinema di azione, ma allo stesso tempo statico con i suoi "sguardi" intensi, è un cinema fortemente pregno di un nichilismo dei valori per cui nessuno personaggio è un eroe positivo, ma allo stesso tempo offre una piccola speranza di redenzione. E' un cinema che fa leva sulla capacità dei suoi attori, ma anche ovviamente sulle qualità del suo regista. Sergio Leone è forse ancora adesso uno dei registi più innovativi di sempre, ha reinventato un genere dandogli una carica emozionale fortissima , arricchendolo con le sue idee assolutamente originali (l'uso dei primi e primissimi piani, piani sequenza, fotografia superba, la suspance spinta dalla colonna sonora). Per un pugno di dollari è tutto questo, con dei piccoli limiti legati soprattutto alle carenze di sceneggiature, soppiantati da sequenze fantastiche, battute memorabili e la presenza di un leggendario Clint Eastwood

pipizanzibar  @  09/05/2011 16.06.53
   9 / 10
Rockem  @  21/02/2011 20.46.36
   9 / 10
Formidabile. Secondo nella speciale graduatoria dedicata alla trilogia del dollaro.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  19/02/2011 22.01.29
   8 / 10
Gran film di Leone che inaugura la trilogia del dollaro.Ottimi Clint Eastwood e Gian Maria Volonté.Famosissima la colonna sonora di Morricone

guidox  @  19/01/2011 20.01.55
   8 / 10
il primo capitolo della celeberrima "trilogia del dollaro", è senza dubbio un grandissimo film, ma che rispetto ai suoi due successori, è ancora un po' grezzo (mi si passi il termine).
il pistolero senza nome interpretato da Clint Eastwood è comunque già ben delineato in tutto il suo splendore e le musiche sono di uno spessore unico.
la storia pur essendo comunque molto buona, vive effettivamente di alcuni momenti di stanca.
va da sè che si parli dei (pochi) difetti perchè i termini di paragone nel tempo sono diventati i due capitoli successivi, e il crescendo è notevole.
non perdo neanche tempo a parlare dell'impeccabile regia.

Invia una mail all'autore del commento anthonyf  @  19/01/2011 19.38.11
   9 / 10
Prima pellicola del grande Sergio Leone, ambientata in un piccolo paese del Messico di metà Ottocento, narrante le vicende di un personaggio taciturno e solitario, pronto a vendersi al miglior offerente "per un pugno di dollari", interpretato magistralmente da Clint Eastwood. Nel film abbiamo una sceneggiatura veramente interessante, con una narrazione agile e dinamica, e con dei dialoghi rapidi e ben curati; una buona scenografia; e una straordinaria colonna sonora di Ennio Morricone. Per essere il secondo, se non primo lavoro di Sergio Leone alla regia, è veramente un'ottima pellicola.
Consigliato.

clint 85  @  10/01/2011 3.57.20
   9½ / 10
La faccio breve, gli apprezzamenti sarebbero troppi:
Considero la trilogia del dollaro di Sergio Leone, un'opera d'arte dal valore inestimabile!
9,5 solo perchè Il buono,il brutto e il cattivo lo considero leggermente superiore!(stamo là comunque....!)

Niko.g  @  29/12/2010 17.53.20
   8½ / 10
Crudo e acerbo ma maledettamente coinvolgente. La sceneggiatura non è il massimo e presenta qualche leggerezza di troppo, così come alcune sparatorie appaiono ai più esigenti poco realistiche. Di certo Sergio Leone fa dimenticare tutto questo con primi piani che sembrano scolpiti nella roccia, intermezzi musicali e silenzi, sapientemente utilizzati. Un inno al Cinema per immagini e suoni.

david briar  @  19/12/2010 14.39.53
   7 / 10
Avendo già visto "Il buono , il brutto , il cattivo" mi aspettavo decisamente di più dal primo western di Leone .
L'incipit fa presagire bene : molto belli i desolati paesaggi e le prime scene , tuttavia dopo il ritmo si fa più lento , più macchinoso e la storia diventa meno interessante , meno coinvolgente , più "arida" .
La pellicola , nonostante duri solo 90 minuti , appare stranamente lunga e pesante , caratteristica che non aveva il film da me sopracitato , anche se durava il doppio , era più fruibile , più scorrevole e più appassionante .
Poi la regia , le scenografie , la colonna sonora(grande Morricone) e la fotografia hanno fatto storia , sono grandiose , ma non bastano per rendere la storia godibile come mi aspettavo .
Ogni attore è perfetto per la parte , in particolare Eastwood , il suo personaggio è indubbiamente un'icona del cinema , fra 100 anni verrà ricordato , così come la "Trilogia del dollaro" del regista , ma non mi trovo d'accordo con tutti questi 9 e 10 fra i commenti , non mi pare qualcosa di così memorabile .
"Per un pugno di dollari" rimarrà per sempre nella storia cinematografica , principalmente per aver reinventato un genere , ma nella mia memoria non sarà indelebile , lo ricorderò come un qualcosa di generalmente sopravvalutato .
Su questo sito la media è poi troppo alta , probabilmente per l'effetto nostalgia , personalmente la media voto di IMDb(8.0) mi sembra molto più giusta e adeguata .
Tuttavia almeno un 7 lo vale , solo pensando all'influenza che ha avuto su autori successivi .

2 risposte al commento
Ultima risposta 20/12/2010 20.08.26
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Tigrero91  @  15/12/2010 23.01.34
   8½ / 10
L-E-G-G-E-N-D-A-R-I-O!! Da Clint alla colonna sonora!!

7219415  @  14/11/2010 15.52.39
   9 / 10
Me lo confondo sempre con "per qualche dollaro in più"...entrambi molto belli

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  07/09/2010 17.17.37
   8 / 10
Dopo aver visto Yojimbo, è difficile non rendersi conto di quanto Leone debba a Kurosawa. Ma questo film non sfigura affatto di fronte al grandissimo film del regista giapponese. La tecnica di Leone c'è già e anche Morricone si prepara a sfornare i capolavori che conosciamo. Volontè inoltre è un eccezionale cattivo. Pur con qualche sbavatura, resta l'inizio di una trilogia spettacolare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  07/09/2010 10.11.53
   7 / 10
Il primo dei tre film della cosiddetta "trilogia del dollaro", Per un Pugno di Dollari vede come protagonista un giovane e allora ancora sconosciuto Clint Eastwood, nel ruolo di un pistolero vagabondo che cerca di trarre profitto personale da una faida tra due famiglie di un piccolo villaggio di frontiera. Lo stile solenne e grandioso di Leone è già visibile e apprezzabile, ma non è ancora alla sua piena maturità; e il film non è esente da difetti (sia la sceneggiatura che ho trovato un po' scarna e semplicistica, sia alcune scene improbabili e forzate come quella del ferro antiproiettile o dei morti usati per ingannare i Rojo). Comunque rimane una pietra miliare del genere western, che, devo ammettere, non è proprio tra i miei preferiti, e un film godibile e avvincente.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  22/08/2010 16.54.27
   9 / 10
Dei western diretti da Leone è forse il più "acerbo" (il che significa che è splendido lo stesso) ma parliamoci chiaro,l'innovazione portata in un genere che stava per morire è stata una delle più importanti nella storia del cinema. Per un pugno di dollari non inizia solo la saga di Leone ma lancia definitivamente un genere come gli spaghetti western che non poteva decollare senza questo esperimento più che riuscito dato lo stagnamento del genere stesso.
Inventivo e pieno di idee ma soprattutto diverso da tutto ciò che prima si vedeva sugli schermi, il successo che questa pellicola ottenne fu epocale. Certamente inconsapevole di ciò che stava girando,la troupe andò avanti tra problemi di costumi,budget e legali (palgio di Yojimbo ma solo per quanto riguarda la trama).
Probabilmente alla capacità registica immensa di Leone si andò ad aggiungere l'innovazione anche per lui inconsapevole di molte situazioni e tecniche cinematografiche: se dobbiamo dare retta ad Eastwood,Leone sapeva poco o niente del selvaggio west ma questo non è importante per ciò che il film suscita nello spettatore (ed è realistico comunque) e per le scene di violenza efferate e brutali per l'epoca se ne infischiò del codice Hays riguardanti le sequenze di sparatorie,forse per ignoranza.
L'ottimo cast segna l'inizio della collaborazione del regista con Eastwood e Volonté,facendo assurgere il primo a vera e propria icona del cinema western.Il suo personaggio taciturno,chiuso,cinico ma ironico e con una moralità egoista e rivolta al denaro (per quanto attenuata dal senso di amicizia che prova o quando salva i due coniugi) danno vita ad un eroe o anti-eroe disincantato e che non combatte per una causa giusta,bensì per sé stesso.
Inizia il sodalizio artistico immortale con Morricone che scrive una colonna sonora epica e ironica rifacendosi sui caratteri del personaggio principale.
La curiosità più strana riguarda il fatto che proprio il maestro Ennio consideri Per un pugno di dollari il peggior film di Leone e la sua peggior colonna sonora.
Se questo è il peggio che hanno fatto questi due...

3 risposte al commento
Ultima risposta 04/09/2010 13.47.38
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  01/08/2010 12.23.18
   8½ / 10
Premesso che non ho mai apprezzato il genere western, questo film è un monumento. Per come riesce a catturare lo spettatore grazie alla regia accurata, le musiche affascinanti, i momenti di tensione. Una storia che non è complessa, ma nella sua semplicità è talmente ben studiata da soddisfare appieno.
Perfetta recitazione da parte di Clint Eastwood e Gian Maria Volontè, due personaggi di gran spessore.

"I Rojo da una parte, i Baxter dall'altra...e io nel mezzo"

Semplicemente imperdibile.

Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  21/06/2010 13.21.54
   8 / 10
Uno dei primi Western che vedo,penso di esser partito da uno dei massimi esponenti del genere.
Ottima la recitazione di Estwood,buonissime le musiche di Morricone e la storia non è male.
Per essere un Western non dura molto(poco più di un ora e mezza)e si lascia seguire bene.
Ottime anche le ricostruzioni dell'epoca ed i dialoghi.
Mi è molto piaciuto,penso che vedrò altro di questo genere che fino ad ora non mi ha mai preso particolarmente.

Tautotes  @  29/05/2010 0.14.31
   8 / 10
Senz'altro un bellissimo e intelligentissimo western.

lorenzoasroma  @  14/05/2010 21.51.20
   9 / 10
Caposaldo del genere spaghetti western; è il primo film della cosiddetta trilogia del dollaro. Poco da dire... Sergio Leone è una garanzia e non si discute. Film drammatico, emozionante, ricco di colpi di scena e di svolte improvvise. Molto bene Gian Maria Volonté che tiene testa a un Clint Eestwood in grande spolvero. Le musiche di Ennio Morricone sono un capolavoro nel capolavoro.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  09/05/2010 16.59.14
   8½ / 10
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. “Per un pugno di dollari” è secondo me il remake di “Yojimbo”, su questo non ci piove. Le similitudini sono tantissime. La successione delle scene è in pratica la stessa e anche il modo con cui sono congegnate spesso riproduce il modello di Kurosawa.
Dato ad Akira quel che è di Akira, PUPDD rimane lo stesso un grandissimo film che riesce a rivelare una sapienza artistica di prim’ordine. Leone ha usato del materiale altrui ma ci ha impresso un’impronta personalissima, cambiando in pratica lo spirito del fim, creando un’unità artistica molto diversa dall’originale.
La prima cosa che salta all’occhio è l’opposto metodo artistico usato per rappresentare le immagini e la storia. Leone usa un metodo estetico, Kurosawa un metodo anti-estetico.
Ce ne accorgiamo fin dai primi fotogrammi di PUPDD, dai titoli di testa, che sono tra l’altro un piccolo gioiello cinematografico. Quella serie di figure stilizzate rosse su fondo nero mentre suona una musica semplice, orecchiabile ma allo stesso tempo epica-eroica, danno un senso di bellezza visivo-musicale che non si dimentica facilmente.
Anche le prime immagini ci dicono che ci troviamo su di un pianeta diverso da quello di Kurosawa. Quelle meravigliose immagini panoramiche della Meseta spagnola, accompagnate dall’onnipresente musica di Ennio Morricone ci indicano subito il registro con cui è concepito il film, cioè quello epico, la contemplazione e l’esaltazione delle azioni e delle immagini riprodotte. Non è solo il paesaggio che Leone usa per dare sensazioni di bello e grandioso, ma anche l’architettura fa la sua parte. Il paese ha degli edifici caratteristici, molto belli. Ci sono dei cortili con archi romanici, anche gli interni degli edifici sono curatissimi, con ricche stanze sfarzose, cucine con grandi focolari, la taverna piena di oggetti. Certo, molti ambienti sono degradati (muri scrostati, sporco dappertutto) ma è un degrado pittorico, quasi caratteristico. Ogni inquadratura lancia un messaggio visivo che colpisce e ammalia il senso estetico dello spettatore.
Kurosawa invece usa un approccio opposto. In Yojimbo non c’è un‘immagine una di un paesaggio bello e piacevole (eppure in altri film ci sono delle bellissime immagini ad esempio del Fuji), il villaggio è anonimo e ordinario, tutto è reso brutto e meschino. Questo per rafforzare la sensazione di degrado completo di una comunità. Lo scopo di Kurosawa è quello di descrivere approfonditamente una decadenza sociale mentre Leone vuole semplicemente esaltare un eroe (e di conseguenza lo spettatore). Kurosawa cerca di far riflettere oggettivamente, Leone di far vivere in prima persona.
Anche nella figura del protagonista ci sono molte differenze. Sanjuro non lo dice ma lo fa capire benissimo che il suo scopo è “liberare” il villaggio da chi lo opprime (l’oste gli ripete in continuazione “non ci riuscirai”) e quindi il suo gioco al rialzo per la paga è puramente strategico. Joe (Clint Eastwood) non rivela minimamente un qualche scopo, anzi implicitamente sembra che gli interessino i soldi o comunque “primeggiare”, che è forse la cosa che conta di più per lui. Ogni interesse etico collettivo è bandito dal film di Leone.
Certo Joe non è “cattivo” e la singola azione buona di liberare Maria Sol e la sua famiglia ha lo scopo proprio di dargli una parvenza di “buon cuore”. Kurosawa utilizza invece uno schema molto più raffinato. Intanto l’unica volta che Sanjuro cede ad un atto isolato di bontà incappa in un disastro che rischia di far saltare in aria tutto il suo piano (un po’ come nei film di Tarantino). Implicitamente Kurosawa ci vuol dire che non è con singoli e isolati atti di benevolenza che si risolvono le situazioni (anzi forse si peggiorano) ma è solo con un disegno complessivo, un’intera vita dedicata a cambiare la struttura sociale che si riesce a risolvere il problema alla radice.
Altra profonda differenza sta nella concezione del “male”. Kurosawa ce lo fa vedere in maniera distaccata nelle sue nefaste conseguenze. Ce lo rappresenta in maniera ridicola, grottesca, degradata fisicamente e mentalmente. Usa il macabro per “disgustare” lo spettatore; infatti una delle scene iniziali è quella di un cane che porta in bocca una mano mozzata, mentre al primo scontro Sanjuro stacca il braccio ad un “bravo”. Per Kurosawa è più che sufficiente e nessun’altra immagine indulgerà più sul violento. Leone invece dà la stessa dignità estetica sia all’eroe che ai suoi nemici. Anche questi hanno l’onore di splendide inquadrature in primo piano e anzi si crea una specie di ideale estetico virile trascurato (barba lunga, sudore, capelli grassi) che avrà un grande futuro nel cinema.
Leone inoltre indulge molto sulla componente sadica di questi “cattivi”, (sigarette spente sulla pelle, tacchi che schiacciano le mani, spari ai piedi) dando loro implicitamente un’impronta nobile (il registro sadico rende più “grande” un personaggio a differenza del ridicolo e del grottesco che lo rende più “piccolo”). Questo aspetto è totalmente assente in Kurosawa.
Leone in pratica “nobilita” il male che nel film di Kurosawa era nettamente condannato. Lo si vede dal personaggio di Ramòn (interpretato in maniera sublime da Volonté, la migliore interpretazione del film) che nel film di Leone ha una grande importanza e un grande rilievo, soprattutto per la sua protervia, furbizia e cattiveria anche qui usate in funzione nobilitante. Il corrispondente in Yojimbo è il personaggio di Uchitora, anche lui scaltro e senza scrupoli, ma che non ha niente di grandiosamente cattivo, semplicemente è innamorato folle della sua pistola (vuole morire con questa in mano) e si diverte semplicemente ad usarla (in maniera poco intelligente). La cattiveria in Leone ha quindi più un aspetto cinematografico-estetico e fa appello al represso dello spettatore. Kurosawa invece approfondisce molto di più e dà un significato realistico ed etico alla cattiveria. Uchitora infatti non viene fatto morire subito ma con una lunga e suggestiva agonia in cui ha agio di tirare fuori il suo animo ed è anche l’occasione per Sanjuro per deplorare chi “spreca” la propria vita, persino all’ultimo istante.
Leone poi utilizza un sistema estetico di ripresa (tempi dilatatissimi, successione di primissimi piani e campi lunghi, commento musicale) che in Kurosawa era appena accennato. Lo si vede nella scena finale. Kurosawa dilata i tempi in maniera misurata, dai campi lunghi passa al campo-controcampo, il suono è quello sgradevole del vento, mentre i nugoli di polvere che avvolgono i contendenti danno l’idea di aridità e morte (gli scontri finali in Kurosawa sono sempre accompagnati da aspetti “negativi”: le imbrattature di vernice nell’Angelo Ubriaco, il fango nei Sette Samurai, gli stagni maleodoranti, il caldo asfissiante, ecc…). Leone riprende Kurosawa ma lo estremizza e soprattutto usa l’enfasi estetica per nobilitare e rendere epici questi “duelli” finali, facendoli divenire il cuore del film, lo scioglimento finale emotivo che “soddisfa” lo spettatore e lo fa uscire contento dal cinema (Kurosawa raramente fa uscire “contenti” dai suoi film).
Il mio parere personale. il film di Leone è visivamente magnifico, bellissimo; la musica di Morricone poi aggiunge una sensibilità particolarissima, grandiosa, epica. E’ un film stupendo che rimane immediatamente nel cuore, non si dimentica, piacerà anche fra 100 anni.
Il film di Kurosawa si intrufola con il tempo nella testa, nella coscienza e lì si pianta e non se ne vuole andare. Le sue riflessioni, i suoi richiami ci mettono con le spalle al muro. Se si accetta il suo gioco, la vita e il mondo diventano qualcosa di cui noi singoli esseri umani diveniamo direttamente responsabili. Anche lui rimarrà sempre attuale nelle epoche future, forse più di Leone (ripeto, mio parere personale).

2 risposte al commento
Ultima risposta 09/05/2010 19.17.57
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suspirio  @  04/05/2010 0.57.48
   4 / 10
Il film non mi è piaciuto e rappresenta un genere, una categoria che non mi ha mai allietato molto.

Clint Eastwood  @  23/04/2010 13.10.33
   6½ / 10
Il poncho che indossa nel film è lo stesso del resto della Trilogia del Dollaro e East Clintwood per scaramanzia non lo ha mai fatto lavare.

L'apripista del genere spaghetti-western, correva l'anno 1963. Uscito nelle sale italiane di nascosto nelle cosiddette "seconde visioni" per poi subito passare alle prime visioni, il film rimane tutt'ora un cult. Clint Eastwood ai tempi sconosciuto, ottiene il jolly della sua carriera, intensificando la sua attività di pistolero solitario con i prossimi lavori di Leone, acquistando fama mondiale, popolarità e occasioni imperdibili offerte in patria.

Non eccellente, ma alcune scene/dialoghi/momenti sono rimasti nella storia del cinema come del resto la colonna sonora inimitabile di Morricone.

- Dov'è il tuo mulo ? Te lo sei lasciato scappare ?
- Ah si, proprio di questo ero venuto a parlarvi. C'è rimasto male ...
- Chi ?
- Il mio mulo. Se le presa per quei quattro colpi che gli avete sparati tra le zampe, e adesso non sente ragioni.
- Ehi, ci stai prendendo in giro ?
- Hmmm ... no, no io ho capito subito che volevate scherzare ma lui invece si è offeso e ora pretende le vostre scuse.

6.5/7

ROBZOMBIE81  @  20/03/2010 10.37.26
   7½ / 10
Il meno riuscito della trilogia ma sempre un bel film..

chry2403  @  16/02/2010 11.28.53
   10 / 10
Eccezionale film di Leone, il primo della trilogia del dollaro, che ha avuto il pregio di rilanciare il genere western ormai in declino, di far rinverdire il prestigio del cinema italiano nel mondo e di mostrare a tutti il talento del regista romano.

Ottime le scenografie di Simi, indovinati i dialoghi con le giuste e non eccessive pause, azzeccate le location, innovative alcune trovate come la sequenza dello sparo e della caduta della persona colpita tutta insieme (fino a quel momento lo sparo e la persona che cade erano sempre mostrate in due scene separate), oppure le sequenze dei primi piani. Un paio di elementi sono strepitosi: il duello finale e l’astuzia della placca di ferro usata come giubbotto antiproiettile.

Mitica la frase “quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”, probabilmente è una delle più famose di tutto il genere western.

Poche e senza ruoli di rilievo le donne del film, scelta corretta perché le rappresentanti del gentil sesso non riescono a tener testa ad un mondo di violenza, ma comunque hanno la loro importanza nell’influenzare le decisioni degli uomini, come nella vita di tutti i giorni.

Da segnalare l’estrema violenza del film, in pieno stile western, e quando il protagonista fa l’unica cosa buona quasi ci rimette la pelle, segno che nella visione di Leone (che è poi anche la vita reale) o sbrani o sei sbranato, oppure te ne stai in disparte vivendo con le briciole (come fa il becchino).

Strepitose le musiche di Morricone, non raggiunge l’apice di “il buono, il brutto, il cattivo”, ma si tratta comunque di una colonna sonora d’assoluta eccellenza, ma bravo anche Leone non solo a scegliere l’eccellente compositore romano, ma pure ad integrare con maestria immagini e musica.

Semplicemente perfetto Eastwood, è l’icona dei film western e proprio con questa pellicola inizia la sua ascesa: la sua mimica, il suo atteggiamento, la sua parlata sono tutti elementi perfetti per il ruolo. Nonostante abbia avuto notevoli problemi nel calarsi nella parte, anche Volontè è stato eccellente nel ruolo di cattivo. Gli altri attori sono solo di contorno seppur con alti e bassi, comunque nel complesso hanno svolto egregiamente i loro compiti. Da rilevare che Brega ha partecipato ed è morto in tutti e tre i film della trilogia del dollaro.

Film assolutamente da tenere il videoteca, pietra miliare del genere western.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  06/02/2010 18.20.07
   9 / 10
Ha reinventato l'intero genere western, Sergio Leone, un genuino ammiratore dei grandi western classici americani. Non ci sono più eroi, bene e male sono concetti più sfocati, i grandi paesaggi delle praterie lasciano il passo all'ambientazione circoscritta di S. Miguel, luogo della contesa. Questo film ha un valore storico che non si può discutere. Questo film è la vera nascita di uno dei più grandi registi italiani e personalmente non mi stancherò mai di vederlo e rivederlo.

floyd80  @  30/01/2010 17.28.54
   8 / 10
Una delle migliori opere di Leone. Per un pugno di dollari è una pellicola fondamentale in cui un grande (e giovane) Eastwood fa i primi passi...e che passi.

trasko85  @  27/01/2010 21.15.09
   9½ / 10
un grandissimo film... una leggenda....un giovane e grande clint eastwood... e molto bravi anche gli altri attori...
e le musiche sono eccezionali...
da non perdere!

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  24/01/2010 15.30.23
   7 / 10
Rielaboro alcuni miei giudizi per propozionarli meglio ad altri valutati in precedenza.

Stiamo parlando sicuramente del film western targato Sergio Leone più duro e violento. Il famoso detto "la prima volta non si scorda mai" sembra calzare a pennello per l'occasione. Non si può dimenticare la prima opera western di Leone. Con un budget ai limiti del "ridicolo", il maestro tira fuori dal suo inesauribile cilindro la grande magia: è l'inizio dello spaghetti-western. Tutti sono contro Leone. C'è chi lo deride per via della sua idea di concepire un western all'italiana. Leone non può contare su grandi attori. Viene costretto, insieme alla sua "squadra" ad americanizzare nome e cognome. Questa è la sfida della sua vita. Perdere significa aver toppato per sempre. Pronti via.....ed è il BOOM. Lo sconosciuto Clint Eastwood entra in scena: non è il solito protagonista alla western americano. Lui è senza nome. Non è buono, non è cattivo. Vuole solo arricchirsi. La scenografia è minima ma straordinariamente efficace: un piccolissimo paese dove padroneggiano due famiglie rivali. Non ci sono donne e non ci sono indiani. La violenza tocca punti davvero alti in alcune scene. Il duello finale è da antologia. La musica leggendaria di Ennio Morricone accompagna l'intera sequenza. Inquadrature emozionanti dei volti dei due duellanti. Rapida sequenza delle armi che si caricano. Il protagonista senza nome scompare nel nulla, proprio come era venuto. Tutto questo è il western alla Sergio Leone. Si va ad incominciare....

dave89  @  21/01/2010 20.20.06
   9½ / 10
uno dei migiori western mai prodotti....ottimo S.Leone

Sentenza  @  05/01/2010 11.11.06
   9½ / 10
La leggenda è iniziata...

ronaldinho80  @  02/01/2010 18.25.35
   10 / 10
Straordinario.

Invia una mail all'autore del commento zanzom  @  17/12/2009 13.30.15
   10 / 10
Non è semplice commentare e giudicare un western come capolavoro assoluto, ma cercherò di farlo. Lo vidi per la prima volta da adolescente quando uscì nel lontano 64,e da allora ogni 2 o 3 anni non posso fare a meno di rivederlo,(conosco i dialoghi a memoria)ed ogni volta mi convinco sempre più che questo film è come Dorian Gray.... Non riesce ad invecchiare!!! Supportato da una colonna sonora stupenda(Morricone)e precursore di tutti gli spaghetti western. Girati gli esterni nel deserto di Almeria(sud della Spagna)con un budged ridottissimo,tantissime idee...un attore protagonista sconosciuto(Easwood)...un bravo attore di teatro italiano(Volontè)e un manipolo di comprimari, da quel grandissimo(anche come stazza fisica) regista e maestro dei primi piani qual'è Sergio Leone. E vero,questo film forse non è il più bello del regista,.seguiranno poi autentiche perle, culminate con : c'era una volta in America....(mi chiedo se non fosse morto cosa sarebbe riuscito a fare!!).Lo considero quindi un capolavoro perchè è il film che ha segnato un epoca nella cinematografia mondiale e un nuovo modo di fare cinema.....e se Clint Eastwood è diventato un grande attore e ottimo regista lo deve anche al grande.......... Sergio Leone.

LionelCosgrove  @  08/12/2009 22.15.54
   7 / 10
Pian piano sto incominciando ad apprezzare i western.
Un clint eastwood giovanissimo, ma con un espressività unica!

alcone scene un pò troppo pompate(il ferro antiproiettile tipo), però nel complesso ottimo film.


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heartbreaker  @  29/10/2009 15.38.54
   8½ / 10
Nel 1964 Sergio Leone stravolge il mondo del western: partendo da Kurosawa, Leone decide di cambiare completamente lo stile del western creando di fatto lo "spaghetti western" famoso in tutto il mondo.

Niente indiani, niente cattivi, il mondo di Leone è fatto semplicemente di uomini (tanti) e di donne (poche, taciturne ma importantissime nei suoi film). I film di Sergio Leone sono una "summa" di perfezioni: colonna sonora da brivido (Ennio Morricone docet), una sceneggiatura perfetta con battute da mandare giù a memoria, una fotografia perfetta che ancora oggi dà i brividi. E poi attori in stato di grazia: Sergio Leone "inventa" il personaggio che Clint Eastwood si porterà addosso per tutta la sua carriera: un personaggio silenzioso, cinico ma giusto con battute al vetriolo.

Gian Maria Volontè è anch'egli perfetto: interpreta con la sua maschera la cattiveria, la follia e la morbosità (basti provare l'amore che prova per Marisol).
Ma tutti gli attori brillano di luce propria: Leone sceglie di inquadrare i primi piani quindi i volti di questi uomini: volti che parlano di miseria, follia.

Per un pugno di dollari resta un film ammirevole, che ha fatto la storia del Cinema recente. Tuttavia siamo ancora davanti ad un'opera non perfetta. Negli anni a venire Leone perfezionerà il suo stile e darà alla luce molti capolavori. Questo film resta comunque una pietra miliare del genere. E non è poco.

Manu90  @  14/10/2009 13.23.50
   7½ / 10
Dei film western di Leone è quello che mi è piaciuto di meno. Non so, non mi ha emozionato o colpito particolarmente come i successivi "Per un Pugno di Dollari" o "Giù la Testa". Tuttavia la mano del maestro si nota eccome; i personaggi e le varie situazioni che si creano temono pochi rivali.

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Ultima risposta 16/10/2009 16.57.11
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Buba Smith  @  05/10/2009 12.54.10
   10 / 10

Eccellente, Un Clint Eastwood che recita una parte assolutamente straordinaria, e che si cala in un personaggio davvero leggendario.


Per quanto mi riguarda penso che la sua interpretazione nei 2 primi film della trilogia del dollaro, sia tutt'ora una delle migliori interpretazioni in assoluto Di Eastwod, e della storia del cinema. Quello sguardo, quel carattere, quel carisma di acciaio e ghiaccio, che lo rendono assolutamente unico ed inimitabile.

Anche la colonna sonora assolutamente sublime e azzeccatissima, che contribuisce a dare un bel 10 meritatissimo a questi 2 film.

Stesso commento identico per il Secondo capitolo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  05/10/2009 11.53.41
   8½ / 10
Il primo capitolo d’un mito. O meglio, dei diversi miti che al mito diedero origine:

LEONE reinventa un genere. Niente indiani, niente romanticismo crepuscolare. Il suo west è un luogo polveroso per soli sciacalli e avvoltoi; barbaro, “selvaggio” davvero, evacuato da dio e dagli uomini onesti.
Ci appiccica addosso la sabbia e il sudore. Ci fa sentire gli aliti pesanti dei suoi pistoleri sul collo. Rende palpabile l’attesa al grilletto e alterna ai silenzi carichi di tensione grandi dialoghi ironici e concisi.

EASTWOOD è l’eroe, il “buono” identico ai nemici che combatte: veniale, mercenario, solitario, laconico. Vagabondo in una terra dove l’unico talento che conta è quello per la pistola. Samurai amorale e disonesto (è arcinoto che la pellicola fu una trasposizione del “Yojimbo” di Kurosawa, e anche i tribunali ne seppero qualcosa) catapultato ai confini desertici del Messico, che rivendica il suo ruolo di autentico buono solo durante l’episodio dei due sposi prigionieri.

VOLONTE’, il cattivo (per il brutto bisogna aspettare il terzo capitolo, ma di brutti grugni anche qui se ne possono ammirare parecchi): carismatico, visionario, efferato, folle, intelligente, apparentemente invincibile. Il summa di tutte le aberrazioni dell’uomo e delle virtù d’un pistolero. Addirittura si supererà, a mio parere, nel successivo capitolo della trilogia.

MORRICONE. La sua musica meriterebbe un saggio a se stante. Fischiettii, ritmo cavalcante, cori marcati e battenti, scampanii (anche se qui se non sbaglio non sono presenti), opere che hanno influenzato non solo le composizioni cinematografiche seguenti, ma in generale buona parte della musica pop-rock e d’avanguardia sviluppatasi nella seconda metà del Novecento.

Costato “un pugno di dollari”, incassò al tempo “qualche dollaro in più”.

outsider  @  28/09/2009 23.59.15
   10 / 10
Ovviamente stupendo, permeato però da un sentimento, dovuto alla rappresentazione della guerra, che addolcisce la trama e lo rende meno divertente del "qualche dollaro" che poi concretizzò la grandezza di Clint.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  04/09/2009 0.22.04
   7½ / 10
Purtroppo non è il Leone che più mi ha emozionato, in ogni caso il mezzo punto in più gli va di diritto per gli ultimi dieci minuti, davvero da mozzafiato!
Peccato che anche tutto il resto non sia così! Comunque è decisamente un buon film, il primo dei spaghetti western di Leone che fu un successone. Bravi gli interpreti, ottima la colonna sonora e ben ricostruito il far west (insomma, c'è solo da ripetersi).

Nutless  @  25/08/2009 23.08.31
   10 / 10
La prima apparizione di Clint col poncho e il mezzo sigaro all'angolo della bocca è una di quelle immagini che non si dimenticano; è, a mio parere, il migliore della trilogia, non solo perché inaugura un nuovo (vecchio) genere, ma anche perché è asciutto, diretto, preciso come un colpo di pistola, icastico come un manifesto programmatico.
Un amalgama indissolubile di immagini, battute, suoni, rumori; un prodotto di livello altissimo nonostante il budget non fosse certo quello dei capitoli successivi.
Un film che è entrato nell'immaginario collettivo tanto in Europa quanto in America e che ha lanciato nell'olimpo dei grandi quello che oggi resta forse l'ultimo mito di Hollywood: Clint Eastwood.
La scena del duello finale per costruzione e realizzazione resta un pezzo di cinema di valore assoluto. Sceneggiatura, regia, colonna sonora, recitazione (da sottolineare la prova di Volonté, un attore dal talento innato) fanno di "Per un pugno di dollari" un capolavoro del cinema, senza distinzione di nazionalità o genere.

ilcippo  @  25/08/2009 17.57.22
   9 / 10
Fin da bambino i film western non mi sono mai piaciuti, tutti uguali, lunghi e noiosi, grandi sparatorie alla fine delle quali vincono sempre i buoni..

Poi un giorno, quasi per caso, mi metto a vedere questo ennesimo film e BUM! di colpo scopro una cosa: che esistono solo due generi di film western, quelli di Sergio Leone e quelli no!
E naturalmente quelli di Leone sono tutta un'altra cosa!!!

poiuyt  @  12/07/2009 11.13.40
   10 / 10
Colonna sonora di Morricone, atmosfera da brividi, i tocchi di classe di Sergio Leone. Clint Eastwood è il cowboy per eccellenza, con lo sguardo di ghiaccio e i modi del duro.

Bisogna proprio odiare il genere per non guardarlo e apprezzarlo.

squoqui  @  07/07/2009 20.44.47
   9 / 10
Primo film della trilogia, secondo me il più debole dei tre (solo 9 infatti...) ma senz'altro un precursore del genere e indiscusso capolavoro. Clint freddo come il ghiaccio e rapido come il fulmine

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Ottimo Volontè, offre sempre perle di interpretazioni.

edmond90  @  07/07/2009 19.02.07
   10 / 10
L'inizio di una grande avventura...primo grandissimo film di Sergio Leone che si distingue subito per le sue raffinate scelte stilistiche e per un nuovo modo di fare film western,da allora imitatissimo in Italia e all'estero.Trampolino di lancio dell'immortale Clint,l'uomo senza nome,che ha dato vita a una delle figure piu suggestive della storia del cinema.Da segnalare anche la straordinaria prova di Volonte'.Capolavoro assoluto.

Mr.619  @  18/06/2009 14.08.23
   9 / 10
L'inizio della "trilogia del dollaro" ( o "dell'uomo senza nome"), l'origine di uno dei più grandi registi del secolo scorso: Sergio Leone.Da qui in poi si dipanerà l'intero filo della narrativa drammaturgica-kolossale a sfondo-western.Clint Eastwood può avere soltanto due espressioni...

Franky12  @  08/06/2009 23.12.47
   9 / 10
film che inizia la trilogia di Sergio Leone! da vedere assolutamente!

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Lucertini86  @  06/06/2009 20.37.00
   10 / 10
fantastico,un clint eastwood veramente straordinario.le musiche stratosferiche.questo film ha sicuramente segnato la mia infanzia.
indimenticabile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  09/05/2009 15.54.46
   8 / 10
Strepitoso! ecco che sono riuscito a vedere anche il primo episodio della trilogia del dollaro di Leone: cioè per un pugno di dollari! e devo dire che mi è piaciuto un sacco, certamente meglio del terzo capitolo il buono il brutto e il cattivo! e pensare poi che l'ho visto 3 volte in 2 giorni!
Insomma che dire sul film, per prima cosa il voto può essere solo che 8, un ora e mezza di vero e proprio western allo stato puro, il film entra subito nell'ottica giusta quindi riesce subito a catturarti, e in alcuni casi prende anche uno stato di drammaticità molto forte! poi bellissimi come sempre i luoghi dell'ambientazione, (quanto li amo) da brivido anche le colonne sonore di Ennio Morricone,l'unica cosa però e che il Buono il brutto e il cattivo l'ho trovato tantino più spietato di questo, sinceramente per un pugno di dollari invece speravo che lo superasse, ma comunque e solo una piccola frivolezza, perchè per il resto un pugno di dollari secondo me lo supera quasi in tutto. Da mettere anche in considerazione la superbia interpretazione da parte di tutti gli attori del cast, certamente Clint Eastwood e perfetto e su questo non si può dire nulla, l'unico che personalmente avrei cambiato fin da subito e il bambino! vi giuro e stato un peso sullo stomaco, invece colui che secondo me supera tutti è il vecchietto becchino! troppo forte e fenomenale, e nel finale mi ha fatto morire dal ridere!
Insomma che altro si può dire, spero di concludere la trilogia nel migliore dei modi con Qualche dollaro in più. Da vedere assolutamente.

"Senti Joe senti Joe io.... Ehhhhhhhhhh Joe Joe" :-) un fenomeno!

Ironkarlo  @  05/05/2009 23.11.34
   8 / 10
bellissimo...le musiche poi....

BlackNight90  @  05/05/2009 20.46.11
   8½ / 10
Kurosawa fece a causa a Leone per plagio e ci guadagnò una bella sommetta: un dato di fatto sì, ma sinceramente di poca importanza. E neanche la visione di 'La sfida del samurai' mi fa cambiare idea sul valore di questa pellicola: se la sceneggiatura è identica, lo stile è tutt'altra cosa. Insomma Kurosawa ha insegnato cinema a tutti, ma Leone ha reinventato un genere e ha dato lezioni di western agli americani: diamo a Sergio quel che è di Sergio.
E' quello che mi è piaciuto meno della trilogia, ma è lo stesso un film immortale e grandioso: l'eroe moralmente ambiguo, i cattivi sporchi e giustamente privi di alcuna pietà, le sparatorie perfette, le battute esaltanti. Leone ci catapulta esattamente in quella realtà arida di valori e al di sopra di ogni ideologia che ha pensato, una realtà spietata che mostra quello che deve mostrare senza concedere sconti o compromessi ma che grazie alla sua regia perfetta (assolutamente perfetta, no dico non c'è neanche da discutere) riesce a sorprendere e divertire. Solo la sceneggiatura (le uniche cose che presentano difetti nei film di Leone) ha un po' troppe forzature.
Perfetti Volonté ed Eastwood, Morricone, si sa, è un d.io o qualcosa del genere.

Alexein  @  05/05/2009 0.51.35
   8 / 10
Opera di grandissima intuizione di Sergio Leone. Trama povera ma perfettamente funzionale all'estetica ed alla regia di questo maestro del cinema. Le musiche di Morricone rendono uniche atmosfere ed ambienti di questo particolare genere. Non proprio un capolavoro ma un apripista per tutto il cinema a venire.

pinhead88  @  04/05/2009 22.53.13
   8 / 10
per un pugno di dollari,che dire,bel film..ma praticamente una copia esatta de "La sfida del samurai" di Kurosawa,solo che realizzato trovando le basi nel tema più caro a Leone:il western.la versione Kurosawiana non mi era nemmeno piaciuta così tanto alla fine,anzi a dir la verità mi è piaciuto di più questo.ottime le musiche di Morricone.uno dei film che trattiene tutto il fascino degli spaghetti western nostrani.

Wally  @  04/05/2009 22.31.08
   8 / 10
Gran filmone! Molto inferiore a Il Buono, il brutto e il cattivo... Ma comunque uno dei migliori nel suo genere! Grande Leone Eastwood e mitica la colonna sonora di Morricone!
Da vedere

Dexter '86  @  01/05/2009 21.19.19
   7 / 10
Premetto che la mia cultura riguardo ai western è prossima allo zero quindi riporto le impressioni che ho avuto guardando il film con gli occhi di un profano.

Iniziando con gli aspetti positivi posso dire di aver molto apprezzato la regia, la fotografia, alcuni dialoghi molto incisivi e un Clint Eastwood perfettamente in parte. E mi sembra anche superfluo sottolineare la bellezza della colonna sonora di Ennio Morricone.
Tra le cose che mi hanno convinto meno ci sono la caratterizzazione dei personaggi molto superficiale, la trama un po' troppo semplice e lineare e le sparatorie che a mio parere sono poco credibili:

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E' stato comunque un film che ho seguito con piacere e mi ha messo la curiosità di vedere altri film di Leone.

Pierre Bezuchov  @  01/05/2009 12.03.33
   10 / 10
Non ci sarebbe neanche bisogno di commentare. "L'elogio della violenza" di Sergio Leone rimarrà per sempre nella storia, esempio e ispirazione per generazioni. Un monito per noi tutti contro la follia del genere umano, che sempre e comunque arriva a dividere le masse in cacciatore e preda: l'unico modo ci cavarsela è diventare preda o almeno fingersi tale, aiutandosi con un tocco di amara ironia (il vecchio fabbricante di bare, fonte continua di ilarità, ci insegna). Non a caso l'unica volta che il protagonista prova a compiere la classica 'buona azione' ci rimedia solo botte e dolore, e quasi ci rimette la vita.
Il 10, però, glielo fanno guadagnare le musiche 'epocali' di Ennio Morricone.

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Ultima risposta 01/05/2009 21.30.40
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Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  01/05/2009 9.56.49
   9 / 10
Ottimo film di Leone, che non assurge a capolavoro assoluto 1 perchè i restanti capitoli della trilogia li trovo migliori 2 perchè è pur sempre un remake. Infatti il film è la copia esatta in salsa occidentale del capolavoro di Kurosawa.
Sarà anche per questo (culturalmente ci è molto più vicino del film orientale) che il film è così affascinante. Le bellissime musiche di Morricone fanno il resto. Eastwood è prefetto nella parte. Insomma, un film che è e rimarra nella storia, grande cult e imprescindibile rappresentante della scuola Western all'Italiana.

inferiore  @  01/05/2009 0.27.34
   8½ / 10
''Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto!''
Primo capitolo della trilogia del dollaro firmata Sergio Leone che reinventa il western.
Il regista italiano si affida al capacissimo Clint Eastwood che interpreta alla grande l'uomo senza nome ed al maestro Ennio Morricone che riesce a creare l'atmosfera grazie alle sue musiche intramontabili.
Le carrellate con i primi piani dei protagonisti sono memorabili, la sceneggiatura è bellissima e le interpretazioni da urlo. Un western davvero ben fatto.
Il genere non mi entusiasma mai più di tanto ma quando ci sono di mezzo Leone-Eastwood-Morricone non posso far altro che inchinarmi.
Imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  07/04/2009 10.58.22
   8 / 10
Spaghetti Western !!!
Pellicola che inventa un genere.
Bravo Sergio Leone e bene tutto il cast dove ovviamente spicca Clint Eastwood.
Un altro applauso a Sergio Leone per il coraggio che ha avuto nel realizzare un western italiano nella totale diffidenza.
Da vedere assolutamente, questa pellicola quarantacinquenne è storia.

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Ultima risposta 07/04/2009 10.59.52
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Invia una mail all'autore del commento joesy wales  @  05/04/2009 11.10.42
   9½ / 10
capolavoro del cinema western. clint da il mejo di se la sua faccia enigmistica e' eccezionale.le musiche del maestro morricone sono stupende.

popoviasproni  @  21/03/2009 9.39.14
   9½ / 10
Un grande soggetto, un grande anti-eroe, una fotografia mozzafiato (primi piani e piani sequenza da brividi), musiche bellissime (il tema pricipale è disarmante), dialoghi impareggiabili, una rivoluzionaria caratterizzazione dei personaggi (eppure sappiamo poco di loro) ... un fumetto scolpito nel tempo di rara bellezza ... nei successivi lavori Leone si supererà in termini di tecnica ma questo primo capitolo è forse il più riuscito, il più asciutto.
Epico, struggente, immortale.

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Ultima risposta 21/03/2009 10.33.52
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topsecret  @  06/03/2009 19.06.31
   8 / 10
Leone inventa un sottogenere, lo spaghetti-western che tanto ha influenzato nel tempo registi di tutto il mondo. E lo fa prendendo in prestito il soggetto di un film di Kurosawa, che procurerà non pochi grattacapi al regista italiano.
Questo film è estremamente godibile ed accattivante e la scelta di utilizzare un attore poco noto come Clint Eastwood si rivelò azzeccatissima. Il volto granitico dell'attore è perfetto per quel ruolo e lo stesso dicasi per l'interpretazione. Chi ama il western non può fare a meno di ammirare i lavori di Sergio Leone, cominciando l'avventura con questo PER QUALCHE DOLLARO IN PIU'.
Assolutamente imprescindibile.

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Ultima risposta 01/05/2009 17.00.34
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pat3  @  26/02/2009 15.08.47
   8½ / 10
Dio, io adoro Clint Eastwood , quindi adoro i suoi film........questo poi: Clint-Leone-Morricone= il miglior cinema western!

xxxgabryxxx0840  @  25/02/2009 14.56.00
   8½ / 10
Nasce così lo spaghetti-western all'italiana che sa un pò di tamarro, ma che le musiche di Morricone e la violenza lo differenziano di molto dai western di stampo americano. Da premiare l'originalità

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  25/02/2009 14.23.33
   8 / 10
Vale il discorso che ho fatto per gli altri del dollaro...bellissimo come sempre.

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Neu!  @  24/02/2009 17.51.52
   8 / 10
nonostante qui dalla media dei voti non sembri, questp è nettamente il migliore nella trilogia del dollaro, più di "Per Qualche Dollaro In Più" che ne appare un imitazione un po forsata, e anche di "Il Buono, Il Brutto E Il Cattivo" che è troppo fumo ma molto meno arrosto di questo. inoltre è stato questo ad inventare il western all'italiana

Max78  @  20/02/2009 20.16.24
   9½ / 10
Leone + Eastwood + Morricone,
il padre, il figlio e lo spirito santo.
Un'alchimia perfetta.

beltra84  @  17/02/2009 2.27.07
   10 / 10
Si apre la trilogia... Fenomenale!!

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  02/02/2009 23.23.44
   8 / 10
Best Seller da non perdere assolutamente....Sceneggiatura fantastica e superba recitazione di Clint Eastwood. Essendo questo film il mio primo western visto, posso dire che mi ha entusiasmato e incuriosito.Un inchino al maestro Sergio Leone!

Sestri Potente  @  30/01/2009 22.50.31
   8 / 10
Un grande classico del genere western, con un Clint Eastwood come sempre formidabile nello stereotipo dello "straniero senza nome". Regia perfetta grazie a Sergio Leone, l'italiano che insegnò a fare western agli americani.
Inferiore ai suoi succesori "Il buono il brutto e il cattivo", e "C'era una volta il West" (secondo me inarrivabile nel senso più assoluto), si dimostra comunque un ottimo prodotto cinematografico degno dell'etichetta "cult". Chapeau.

paride_86  @  02/01/2009 21.54.03
   6½ / 10
Premettendo che il western non è affatto il mio genere, questo film proprio non mi ha convinto, a cominciare dalla sceneggiatura. L'ho trovata piuttosto sbrigativa, nel senso che gli eventi si susseguono a raffica e alcune cose non trovano una ragionevole spiegazione.
Innanzitutto la natura del paese: ma che razza di posto è San Miguel? Ci abitano solo due famiglie? E perché Eastwood è arrivato lì?
Non mi sembra molto realistico, poi, che in un luogo dominato da ben due capi sia il locandiere che il becchino diventano immediatamente amici, complici e confidenti dell'ultimo arrivato, prima spiegandogli il funzionamento degli intrighi, poi ospitandolo e infine nascondendolo fino a rimetterci personalmente!
Un'altra cosa che non ho capito è perché Clint abbia aiutato Marisol: visto che Joe è un personaggio prezzolato e doppiogiochista, questo improvviso attimo di compassione nei riguardi della donna non è coerente con la sua personalità e lo rende ancora più ambiguo di come è presentato, almeno secondo me.
Di questo film ho apprezzato particolarmente la musica di Morricone, che gli dà un non so che di epico: qualità che certamente la storia non possiede.

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Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  27/12/2008 0.58.59
   9 / 10
Sempre stupendo e assolutamente da vedere almeno una volta.

Invia una mail all'autore del commento ufubiu89  @  22/12/2008 14.35.41
   9 / 10
mamma mia che inquadrature mozzafiato che fa sergio leone: è un maestro. questo film è bellissimo

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Ultima risposta 04/04/2009 12.11.51
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anthony  @  03/12/2008 20.27.55
   9½ / 10
"Yoijimbo", ovvero "La sfida dei Samurai" è la fonte nella quale Leone è andato a immergere la rete per ricavare quella che è la sceneggiatura del primo Spaghetti Western......ha trasposto il plot in uno (suo) scenario western...ed ecco che la storia del Mito ha inizio.
"Per un pugno di dollari" è un film colto che, al suo interno, presenta molti richiami: il primo che viene in mente è quello alla commedia dell'arte; il protagonista (Eastwood) non agisce mai per compiere atti eroici o gesta valorose (costante dei classici western americani), bensì per proprio e unico tornaconto personale: il personaggio che si vende vicendevolmente all'una e all'altra famiglia di potenti può ricondurre a fresca memoria la commedia di Goldoni, specificatamente "Arlecchino servitore di due padroni". Nel film si può anche trovare qualche cenno alla tragedia greca: il coro impassibile e impossibilatato a intervenire (Filipero, Silvanito, le vedove del paese...), i due eroi, che però in questo caso vengono storpiati e incattiviti (i Buxter e i Rojo)....e infine l'inaspettato intervento divino, il "deus ex machina" (Joe, il pistolero solitario) che riesce a mettere le cose a posto...
Il west di Leone perde ogni elemento di romanticismo e ottimismo....e acquisisce, invece, una natura violenta e sporca...una veste impolverata e poco incline agli atti eroici e amorosi...un mondo anarchico e selvaggio dove ogni fatto e cosa vengono mossi dal Destino o dall'Uomo; DI0 sparisce...e la frontiera leoniana diviene una terra atea, arida...senza fede, senza ideali e senza amore: le donne (e gli uomini) non rappresenteranno più nulla per i personaggi di questo luogo di morte, polvere e inciviltà....
I confini tra Bene e Male sfioriscono inesorabilmente, Joe (come poi il Monco e il Biondo) resta un'emblema, un personaggio non schierato...un essere umano senza un'origine, senza una meta e un futuro...il simbolo di un'epoca e di una storia che stanno per finire, la fine del West (e che cos'è il cinema di Leone se non la chiusura, la morte del west e del Mito?...)

Per un pugno di dollari è il primo capolavoro dell'epopea firmata Sergio Leone. E' un'opera eccezionale e superbamente realizzata; impeccabili i movimenti di macchina (vedesi i dolly perfetti), la fotografia, le inquadrature; straordinarie le ambientazioni ricostruite nella desertica Spagna.
Un applauso al Maestro Morricone che ha realizzato la sua prima, meravigliosa colonna sonora per la pellicola del suo compagno di avventure;
...la genialità di Leone sarà proprio quella, infatti, di creare una sintesi perfetta e sublime tra l'immagine in movimento e le melodie composte dall'altro genio musicista....

...ed ecco che nel 1964 ha inizio la Storia, la mitica storia di un grande maestro che onorerà e amerà follemente il Cinema, quello Vero e Autentico...
...che il Sogno abbia inizio!.....

6 risposte al commento
Ultima risposta 04/12/2008 14.26.49
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