m, il mostro di dusseldorf regia di Fritz Lang Germania 1931
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m, il mostro di dusseldorf (1931)

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locandina del film M, IL MOSTRO DI DUSSELDORF

Titolo Originale: M

RegiaFritz Lang

InterpretiPeter Lorre, Ellen Widmann, Otto Wernicke, Inge Landgut, Theodor Loos

Durata: h 1.57
NazionalitàGermania 1931
Generethriller
Al cinema nel Settembre 1931

•  Altri film di Fritz Lang

Trama del film M, il mostro di dusseldorf

Uno psicopatico che uccide bambini terrorizza una città tedesca. La polizia brancola nel buio ed allo stesso tempo investigando, crea problemi alla criminalità organizzata che decide, pur di togliersi la polizia dai piedi, di dare la caccia all'assassino.

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Voto Visitatori:   9,04 / 10 (156 voti)9,04Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su M, il mostro di dusseldorf, 156 opinioni inserite

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testadilatta  @  25/01/2012 11.57.52
   10 / 10
Questo film ha 70 anni, dico solo questo.
Capolavoro da vedere.

Teo_Kubrick  @  09/01/2012 21.21.56
   9½ / 10
Un capolavoro della suspence! Indimenticabile il monologo del killer! Un film moderno nell'intospezione psicologica del criminale...

gianni1969  @  09/01/2012 3.12.55
   10 / 10
il capolavoro di lang.81 anni portati benissimo,trama avvincente e tensione continua,oggi sarebbe impensabile trattare un tema del genere con tanta leggerezza. mostruoso peter lorre,da pelle d'oca; purtroppo per lui M lo marchio' a vita in ruoli da psicopatico e gli precluse la fama che avrebbe meritato. proprio per la sua voce da brivido meglio guardarlo in lingua originale con sott.

Levarg  @  07/01/2012 16.36.15
   8 / 10
Bellissimo! Nonostante l'età, riesce ad assere attualissimo, sia come storia che come struttura del film. Il ché lo rende sicuramente all'avanguardia nell'ottica dei film del tempo!
Interpretazioni molto teatrali, che possono piacere o meno, ma io le ho trovate strepitose!!!
Davvero molto, molto bello!!!!!

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  27/10/2011 23.08.44
   10 / 10
Ah il nostro caro Thalberg!
Uno che spaccava molto ai registi ma che fortunatamente qualcosa di buono l'aveva: il senso di produrre film commerciali e allo stesso tempo capolavori del cinema per l'impatto sul pubblico. E fu uno dei primi a riconoscere il genio di Lang. Ma questo é un anneddoto piuttosto interessante da trattare in un altro momento magari..

Quindi passiamo al film!

Vedendo M, oltre al piacere che ci ha suscitato nel vederlo, il regista ci fa vedere con occhio critico, la contrapposizione dell'ispettore Fatty e il supercriminale Schranker come la classica coppia simbiotica di poliziotto/criminale, ponendo il killer, perno del film, come ultima voce che denuncia il fatto che se si prova a guardare dentro sé stessi si potranno vedere i microbi della pscosi di cui é affetto Beker. Un aspetto del killer che fa raggelare e allo stesso tempo serve a Lang come livello superiore per l'introduzione del sonoro, oltre all'introduzione della voce narrante esterna, é il suo fischiettio che sentendolo da fuori campo precede lo stupro e poi l'uccisione delle sue vittime. Sommando le inquadrature si può osservare come Lang riesca a delineare uno spaccato di una città tedesca in preda al terrore. Ma quello che rende M un capolavoro é tutto il profilo psicologico e drammatico, determinante e incisivo per l'impatto e i sentimenti provocati nello spettatore.

2 risposte al commento
Ultima risposta 31/10/2011 05.01.42
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Leonardo76  @  15/07/2011 21.30.26
   10 / 10
Bellissimo: un ometto dall'aspetto pacioso costretto dalla propria natura a compiere il crimine peggiore che possa esserci, braccato tanto dalla polizia tanto dalla malavita.

Febby  @  12/05/2011 20.21.19
   7 / 10
Come dice il voto, buon film, ma mi ha annoiato molto e tutti sappiamo che se un film annoia allora non è piacevole guardarlo e alla fine ci lascia poco. Per fortuna non è successo così a me, alcune scene sono molto innovative e la fotografia fa bene il suo dovere, la parte centrale solo, non è stata assemblata come si deve, risulta troppo densa di dialoghi e alla lunga andare stanca, almeno a me è successo così. E' comunque un film d'epoca che ha fatto storia, questo non lo nego.

Oskarsson88  @  04/05/2011 12.04.02
   8 / 10
Fa effetto vedere un film datato 80 anni, e comunque difendersi egregiamente. Certe scene sono proprio topiche, inutile citarle ancora una volta. Importante il finale, dove si ha l'umanizzazione del mostro, e che ci fa riflettere senza darci risposta, su cosa sia giusto fare con l'assassino... ben fatto Lang!

topsecret  @  02/05/2011 17.13.54
   8 / 10
L'importanza storica di questo film è riconosciuta da tutti (o quasi) per la sperimentazione e il suo messaggio morale e sociale.
La storia è molto accattivante, ispirata ad un fatto reale, e riesce ad essere ottimamente diretta da Lang ed interpretata magistralmente da un Peter Lorre alla sua prima importante esperienza cinematografica. Indimenticabile il suo monologo finale e la sua espressione, una maschera stravolta di sofferenza e follia, che da sole sorreggono l'intero film che comunque ha un suo iter narrativo lineare e ben congeniato.

clint 85  @  31/01/2011 0.05.29
   5 / 10
Una PALLA

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/02/2011 20.41.46
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rob.k  @  01/01/2011 15.19.13
   8 / 10
Indubbiamente un film molto bello, anche se la prima parte è un po' prolissa. Rimane comunque all'avanguardia vista l'epoca, invecchiato benissimo.

gemellino86  @  29/12/2010 13.16.11
   9½ / 10
Il capolavoro dell'espressionismo tedesco. Alcune sequenze sono memorabili come quella finale che vale tutto il film. Ha rivoluzionato il thriller nel cinema.

Mothbat  @  21/11/2010 22.16.34
   10 / 10
El_Baro  @  04/11/2010 16.26.43
   10 / 10
Film incredibile, soprattutto per la sua immensa attualità.
Non aggiungo altro, non ho niente da dire più di quanto non sia stato detto.
Non posso però non rimarcare ancora una volta che il monologo finale è da storia del cinema. Anzi, è da storia dell'umanità.

MidnightMikko  @  24/10/2010 10.29.20
   10 / 10
Un capolavoro immenso: Fritz Lang, regalandoci delle inquadrature indimenticabili, racconta la storia di questo tormentato serial killer (un Lorre veramente eccezionale) perseguitato da se stesso, dalla polizia e dal crimine.
Ogni tanto si sentono gli anni che questo film porta sulle spalle, ma mantiene comunque la sua agghiacciante modernità. Visto in questo periodo,potrebbe ricordare certi casi di cronaca odierna (per quanto riguarda l'accanimento del pubblico sulla vicenda),il tema della giustizia legale e della giustizia privata sono ottimamente sviluppati, arrivando persino ad intersecarsi, come anche grande il tema dell'imparzialità del Male. Sicuramente indimenticabili il momento in cui Becker viene braccato dai mendicanti e il momento del processo finale dove Lorre ci regala una prova attoriale da tramandare ai posteri.
Da vedere assolutamente

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  22/09/2010 15.09.58
   9 / 10
La padronanza del mezzo, l'espressività dello stile e la pregnanza della tematica sono indiscutibili.
Ma la prima cosa che colpisce, quando un film ha 80 anni, è quando sembra attuale. Fatta la tara - ovviamente - al progresso tecnologico del mezzo, si resta ammirati dalla assenza di "età" nella capacità di narrare, nei tempi della narrazione e nella capacità di coinvolgere lo spettatore (a prescindere dall'epoca e dalla latitudine), nell'universalità dei caratteri rappresentati, e delle emozioni che vengono smosse.
Sono le caratteristiche dei classici.

Una menzione particolare per il ribaltamento dei luoghi comuni sulla criminalità, sulla dissociazione esplicita fra crimine come (spesso) emarginazione sociale, e immoralità che (spesso) si nasconde ai piani alti.
Semplice, oggi: eppure mai davvero accettato, questo messaggio, che è tuttora sempre socialmente scomodo. E quindi, anche a questo proposito, il film è universale.
Applausi.

paride_86  @  27/08/2010 1.28.00
   8 / 10
Un classico del cinema che si interroga sulla giusto castigo con cui punire un delitto.
Un po' datato, ma resta sempre un grande film.

3 risposte al commento
Ultima risposta 02/10/2010 02.37.32
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  22/05/2010 16.02.35
   8 / 10
In questo caso si può dirlo tranquillamente: IL CAOS REGNA (prendiamo una citazione da un film d Von Trier).
Il regista Lang, con questo film, riesce con una buonissima regia, a far sprofondare letteralmente nel caos una città in mano ad un psicopatico che uccide bambini, terrorizzando la popolazione che dal terrore, si butta a occhio e croce su qualsiasi persona (vecchi, commissari), che possa avere dei comportamenti un po strani o anche amorevoli in alcuni casi verso il tallone da Achille del killer: i bambini.
Grazie alle bellissime atmosfere che circondano il film, il regista riesce con un'ambientazione molto cupa di una cittadina tedesca, a far si che noi spettatori del film, ci possiamo spaventare e autosuggestionare da soli, lasciandoci punti di domande e misteri.
Da sottolineare anche quel fischiettio che si sente durante il film, molto angosciante, ti paralizza.
Insomma, un piccolo capolavoro del cinema, il voto più giusto sarebbe sette e mezzo, ma grazie ad un finale pieno di significati umani che spezzano le nostre ossa piano piano, si merita un mezzo voto in più.

Piccolo capolavoro dell'espressionismo tedesco, colpisce anche se sono passati quasi 80 anni dalla sua uscita.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  04/05/2010 20.34.33
   9 / 10
Capolavoro assoluto del superbo Fritz Lang, che sugella uno dei periodi più intensi dell'espressionismo tedesco.
Sarebbe ridicolo cominciare ad elencare i pregi di un film epocale e straordinario, che lascia totalmente disarmati per la sua prodigiosa modernità.
Forse la parte centrale indugia in maniera troppo analitica nell'indagine, ma è un trascurabilissimo cavillo squisitamente personale.
Non ci sono lodi abbastanza degne per un tale finale ("Cosa ci posso fare...!") e sarebbe assurdo pensare ad un altro attore al posto del magnetico Lorre nel ruolo del mostro.
Un film fondamentale, imperdibile, avanti anni luce.
Tutti i più grandi registi ne hanno attinto a piene mani.

DeTanzo DeTanzo  @  28/02/2010 3.36.17
   10 / 10
Attuale come non mai.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  22/02/2010 9.07.07
   9½ / 10
Opera scritta e diretta da quel grande maestro di Fritz Lang e pietra miliare dell'espressionismo tedesco.
Ambienti fumosi, strade percorse dalla paura e dalle ombre, un assassino che si aggira indisturbato. Una caccia trasversale: delinquenti e polizia uniscono le forze al fine di scovarlo. Grande la rappresentazione della società tedesca sofferente e tesa.
Primo film di Lang con il sonoro e fu sfruttato incredibilmente con quel motivetto di Grieg che raggela il sangue.
Ottima la fase introduttiva, tesa la ricerca dell'assassino ed eccezionale il finale.
Ottima la prova di Lorre con quel monologo finale di rara bellezza.
Due cose inspiegabili: il titolo in italiano e il motivo per cui in Italia uscì nel 1960.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  04/01/2010 13.07.30
   9½ / 10
Ogni volta che lo vedo mi suscita emozioni nuove.
Il personaggio di Lorre è talmente attuale che è difficile non rimanere coinvolti dalla sua mostruosità, sintetizzata in quel disperato monologo da brividi.

Polizia e criminalità inermi di fronte ad un pericolo invisibile, un pericolo che forse non troverà mai soluzione.

Tecnicamente suggestivo, inspiegabile il "Dusseldorf" del titolo italiano.

mah.non.so.  @  09/12/2009 17.02.32
   8½ / 10
Il fischiettio è micidiale, le tematiche trattate mi sono molto care, il protagonista è fantastico, il processo finale con annesso monologo è cinema allo stato puro, ma non so come mai non ho sentito quel crescendo che dovrebbe esserci mentre ci si avvicina alla fine...
Per un ora e un quarto è un bellissimo film ma che non mi coinvolge come dovrebbe, poi il finale è da dieci e lode(mezzo punto).

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dave89  @  06/12/2009 15.13.03
   10 / 10
un capolavoro immortale....atmosfera inquietante per tutta la durata del film e il mostro rimarrà uno dei cattivi più enigmatici e agghiaccianti grazie anche al suo motivetto fischiato che è indimenticabile.

Nutless  @  09/11/2009 17.06.05
   10 / 10
Il fischio inquietante dell'assassino e il volto raggelante di Lorre basterebbero a descrivere "M".
Lang gira un film che ha il sapore del mito, in cui il male cerca di estirpare il male, in cui la colpevolezza si misura a gradi e in cui il monopolio della giustizia è amministrato da chi è al di là della giustizia...
Inutile sottolineare i particolari di un film che va oltre le coordinate spazio-temporali della sua realizzazione, di un classico che ha veramente valore sempre e in ogni luogo.
Capolavoro.

BlackNight90  @  14/10/2009 1.54.25
   9½ / 10
Non so, sono film come questo, molto più di altri, che mi fanno capire veramente la meravigliosa grandezza del cinema. Perché nonostante l'età, nonostante il difficile periodo in cui è stato girato (la Germania in quegli anni non se la passava molto bene...), nonostante i pochi mezzi tecnici a disposizione riesce a comunicare ancora molto, a essere così attuale lasciando a ciascuno la libertà, e soprattutto il diritto di farsi un proprio giudizio su quanto visto. E ciò che si vede non è roba leggera ma è inquietante in un modo sottile e oscuro: sono le ombre che fanno paura, gli omicidi sono lasciati all'immaginazione di chi guarda, Lang ci fa auto-spaventare.
E non c'è niente su cui fare affidamento, se non su una polizia impotente e su criminali che diventano giustizieri per convenienza, una folla che segue quasi gli stessi impulsi dell'assassino, una società ipocrita che vuole estirpare il male soltanto per non vederlo più.
Memorabile il processo finale, su tutte un'inquadratura mi ha colpito: il palloncino della bambina in primissimo piano che si erge non solo sull'assassino ma anche sulla presunta giuria, simbolo grottesco di un'innocenza perduta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  12/10/2009 12.46.03
   9½ / 10
Primo film con il sonoro di Lang "M, il mostro di Dusseldorf" è un thriller diretto in maniera lineare e pulita. Il film è un crescendo di tensione e angoscia. I silenzi e l'espressività degli attori fanno aumentare la sensazione di paura dell'ignoto, di ossessione per il mostro che sono il fulcro del film. Capolavoro indiscusso questo cult ha una parte finale davvero strepitosa; la scena del processo è magistrale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  08/10/2009 16.07.32
   9½ / 10
Poco da dire, unanimemente considerato un capolavoro.
Primo lavoro sonoro di Lang che colpisce direttamente lo spettatore angosciandolo dall'inizio alla fine.
Ottima l'interpretazione del mostro con apice nel finale.
Inutile aggiungere altro, un film che è storia del cinema. Imperdibile!!!

Neu!  @  19/09/2009 13.04.58
   10 / 10
capolavoro assoluto. forse il miglior film degli anni 30, comunque il miglior Lang e uno di quei film che qualsisi persona dovrebbe vedere nel corso della propria vita. potrei fare un post chilometrico, ma mi fermo quì, in fondo quello che avrei voluto dire è già espresso in alcuni commenti precedenti al mio

Dr.Orgasmatron  @  19/09/2009 12.48.29
   10 / 10
Il primo film sonoro di Fritz Lang è per me il suo più grande capolavoro. Sceneggiatura scritta a braccetto con la moglie, cast che si avvale dell'esordio folgorante di Peter Lorre, il mostro che non è poi così distante dai criminali che vogliono giudicarlo. Impronte espressioniste ben evidenti, fischiettio indimenticabile che contraddistingue la presenza del "mostro". Grande classico insuperabile

sdolz  @  10/09/2009 21.23.09
   9 / 10
A chi non piace questo film consiglierei di avere un altro hobby perche' il cinema non e' proprio la sua passione. Non puo' non piacere perche' e' vecchio, l' arte non ha eta'...Lang uno dei migliori registi di tutti i tempi e l' interpretazione del subdolo Peter Lorre e' assolutamente sublime. Indimenticabile.

edmond90  @  08/09/2009 12.23.31
   10 / 10
Non ho parole,l'interpretazione di Lorre è una delle piu intense e sconvolgenti della storia del cinema e la regia di Lang,le inquadrature visionarie e magnifiche e il terrificante"tema dell'assassino"riassumono la grandezza di questo capolavoro.

biancoenero  @  21/08/2009 10.32.28
   9½ / 10
Ciao a tutti...è il mio primo contatto con il forum, mi farebbe davvero molto piacere, se qualcuno mi consigliasse la migliore versione di "M" in dvd e inoltre, secondo voi quali sono i migliori distributori di film in bianco e nero, tipo CRITERION, vorrei "tuffarmi" nel mondo del B/N nella maniera migliore!
Ringrazio anticipatamente
Angelo

Tom24  @  15/08/2009 23.33.49
   8 / 10
Ottimo thriller che mantiene una certà modernità, sicuramente un film che ha rivoluzionato la storia del cinema ed ispirato le generazioni di registi a venire. Non solo per i cinefili.

Manu90  @  12/08/2009 12.50.15
   9 / 10
C'è poco da dire...un capolavoro rivoluzionario per l'epoca, con un montaggio e delle inquadrature ancora oggi imitatissimi! Tra l'altro il tema che viene trattato è attualissimo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 12/08/2009 23.21.06
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  07/08/2009 2.39.46
   10 / 10
Di una attualità sconcertante.. geniale

Vedi recensione

Invia una mail all'autore del commento marcocorsi  @  18/07/2009 12.53.00
   10 / 10
Il miglior Peter Lorre fa da accompagnamento al più grande film di Fritz Lang. Un ritratto psicologico ed inquietante del serial-killer (notare che siamo nei primi anni 30), ma soprattutto della società del tempo. Un criminale inseguito, catturato e "processato" da criminali che si sostituiscono di fatto alle forze dell'ordine.
"Come potete voi giudicare......."

bulldog  @  16/07/2009 0.43.12
   9 / 10
Peter Lorre sublime.
Il miglior film di Lang.

RedPill  @  23/06/2009 21.12.59
   8 / 10
Immenso Lang.
Lavoro di altissimo livello, per un regista che ha scritto le basi del cinema mondiale.Film che non sopravvive solo grazie all'originalità della sua sceneggiatura, ma che offre tantissimi altri spunti a quello che è divenuto poi negli anni, un vero e proprio genere cinematografico.M è di fatti un'opera drammatica con sfumature thriller, ottimamente rappresentate da un regista che, mediante l'utilizzo di inquadrature che fungono da metafora dell'accaduto, non ha nemmeno bisogno dell'utilizzo diretto di certe immagini per rappresentare una situazione.Lang, raffigura il "suo mostro" come un vero e proprio problema per l'intera comunità, che parte dal più normale cittadino, passa per le istituzioni preposte alla vigilanza, per arrivare fino alla malavita organizzata.Ognuna di esse proverà quindi, a modo suo, a risolvere la questione; geniale a tal proposito, montare la riunione della polizia, alternata a quella dei criminali, nel paradossale tentativo di far sembrare, legge e fuorilegge dalla stessa parte.Molto bravo anche Peter Lorre, che riesce a rendere bene l'idea della personalità disturbata dell'assassino, soprattutto nel finale, quando da carnefice si ritroverà ad esser vittima, giudicato sommariamente in un tribunale di "colpevoli".In queste ultime scene, infatti, il mostro rivelerà tutta la fragilità di un uomo prigioniero della sua stessa natura, il quale tenterà di giustificarsi, invitando i propri accusatori ad un esame di coscienza. Emblematiche le inquadrature, all'arrivo della polizia.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/07/2009 13.09.19
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Apocalypse_Now  @  19/06/2009 1.36.54
   10 / 10
Incredibile pensare che è del lontano 1931. La migliore opera di Fritz Lang, clamorosamente attuale e che fa da spartiacque per un nuovo genere. Da rivedere milioni di volte il magnifico finale

floyd80  @  20/05/2009 14.14.23
   10 / 10
Regia, fotografia, attori e il fischio terrificante del killer rendono questo film un caposaldo del cinema.
Una pellicola da vedere, da studiare e d'ammirare visto il periodo storico in cui è stata concepita e soprattutto osservando il luogo di provenienza (Germania).
C'è un analisi socialed'impatto che ti spoglia di tutte le certezze. Il processo finale sembra un prologo di quello che compieranno i nazisti qualche anno dopo.
Al di là della critica sociale, rimane una pellicola, un thriller, un film che t'inchioda fino alla scena finale, quella non censurata ovviamente.

2 risposte al commento
Ultima risposta 14/08/2009 21.42.30
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Sepultura  @  14/05/2009 0.11.15
   10 / 10
Secondo me il capolavoro di Fritz Lang. I film con tema portante i serial killer partono tutti da qui, ma nessuno riesce ad eguagliarlo nella forma e nella sostanza. Suoni e significati straordinari, con un dieci minuti finali da applausi

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  07/05/2009 17.49.40
   9 / 10
Pazzesco film di Fritz Lang che sottolinea l'orrore degli uomini nei confronti della vita e dell'uomo stesso. La pellicola che molti hanno copiato e dove i più recenti registi e sceneggiatori hanno preso spunto.

Agghiacciante e terrificante soprattutto nel finale. chiarissimo che non potete farvelo scappare.

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Bogart59  @  07/05/2009 1.59.57
   10 / 10
"Chi siete voi per giudicarmi?" Una gemma del repertorio del geniale Fritz Lang, il primo film sui serial killer, quando per far paura non servivano scene splatter. Il fischiettio.......

Sestri Potente  @  28/04/2009 22.07.04
   10 / 10
Una pietra miliare. Fritz Lang regala grande cinema anche a distanza di 80 anni, basti pensare alla tematica che offre questo film (sempre attuale) e alla magistrale interpretazione dell'assassino, la cui carica emotiva esplode tutta in un finale al limite della sostenibilità.
Interessante anche la nenia infantile che accompagna il Mostro nelle sue apparizioni fra le vie di Dusseldorf, elemento poi ripreso dal nostrano Dario Argento nei suoi migliori film.
Si tratta, dunque, di uno dei primissimi thriller della storia, da vedere per chiunque ami il cinema in tutte le sue forme.

P.S. In Italia questo film uscì con ben 30 anni di ritardo (!!!)

85sarina  @  05/04/2009 12.36.42
   10 / 10
..vincoli temporali o meno rimarrà sempre un capolavoro del cinema.

FurFante9  @  18/03/2009 18.56.52
   6½ / 10
Risulta davvero difficile non essere condizionati dall'epoca, ma la qualità rimane. Non si può, a mio parere, dare 10, non esageriamo. Se l'avessi visto negli anni '50 gli avrei dato forse anche 9, ma oggi cm oggi, nn riesco a liberarmi dai "vincoli temporali"...voto 6,5!

1 risposta al commento
Ultima risposta 07/05/2009 18.56.50
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BrundleFly  @  28/02/2009 12.00.49
   8 / 10
Un film mai invecchiato! Sembra addirittura più attuale di tanti thriller moderni! La versione italiana fa un po c****e, con parti doppiate e altre no! Consigliato a tutti assolutamente!

paolino77  @  07/02/2009 14.31.02
   9½ / 10
Film unico veramente e che non risente affatto il passare degli anni. Da far vedere come esempio di grande cinema

Touch of Evil  @  25/01/2009 18.38.24
   10 / 10
Il primo film sonoro di Fritz Lang è forse il suo più grande capolavoro. Da non perdere

ide84  @  03/01/2009 22.54.28
   7 / 10
Sicuramente un ottimo film..ma non un capolavoro. Sarà che son nato troppi anni dopo e quindi non riesco ad apprezzarlo pienamente. Il monologo finale del mostro, che son le uniche frasi che dice praticamente, vale comunque la visione. Profetico dei tempi che verranno direi. Non un capolavoro a parer mio, ma comunque da vedere.

popoviasproni  @  27/12/2008 17.24.53
   9 / 10
Suggestivo, avvincente e commuovente.
Zeppo di sequenze da antologia.

Drugo.91  @  12/12/2008 20.29.41
   7½ / 10
bello anche se in alcuni pezzi stanca..

Tommy Vercetti  @  28/11/2008 15.52.41
   9 / 10
Seminale come pochi altri film al mondo. Lang era un genio, Lorre è bravissimo.
Potente, tecnico e fa riflettere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  21/11/2008 20.45.18
   8½ / 10
Gran film. Oltre che ad essere uno dei primi thriller con un assassino in assoluto, oserei dire che si tratta anche di un film unico. Lang riesce a creare alla perfezione la confusione che si potrebbe creare in città quando si aggira un misterioso killer… paure, sospetti su tutti, l’ordine pubblico che incombe sempre, tensioni, preoccupazioni… talmente che nel film si creano delle sottotrame (gli imprenditori che formano una comunità per dare caccia all’assassino). Grandissime alcune intuizioni del regista che non avevo mai visto al cinema al giorno d’oggi, ad esempio il significato di quella “M”… la tensione inoltre non è per niente invecchiata, direi quasi straordinaria!
Poi c’è il finale… con quella conclusione del tutto imprevedibile il regista ci fa pure riflettere. Ci rendiamo conto che il mostro non è solo l’assassino, ma lo siamo anche noi, tutti noi siamo dei mostri, perché Lang ci mette nella condizione di voler vedere l’assassino morto, proprio come vuole il popolo, in modo che anche noi potessimo commettere un omicidio. Questo messaggio l’ho sentito sbattere in faccia, fenomenale.
Ho apprezzato anche il montaggio. Peccato per la regia un po’ fredda, difetto più o meno tipico dei film degli anni ’30, perché il cinema era ancora influenzato dalla “stabilità” del teatro.

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Ultima risposta 12/12/2008 15.11.56
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Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  21/11/2008 18.18.06
   10 / 10
Agli albori del sonoro, Lang riesce a fondere con maestria la potenza espressiva del cinema muto con il sapiente utilizzo di un sonoro capace di raggelare... su tutte il macabro motivetto tratto dal Peter Gynt che l'assassino fischietta prima di ogni omicidi...
Antesignano dei film sui serial-killer non risente assolutamente del tempo che passa.

JOKER1926  @  12/10/2008 21.40.17
   8 / 10
1931… Fritz Lang propone al pubblico un film speciale, pellicola bellissima, coinvolgente e assai profonda…
Trama affascinante, innumerevoli pregi e pochissimi difetti compongono uno dei film più importanti di sempre…
La pellicola fa fatica a trovare una collocazione, infatti il lavoro cinematografico di Lang "sbalza" fra vari generi: "Drammatico", "Thriller" "Poliziesco"…
"M, Il mostro di Dusseldorf" è una pellicola a tratti "politica" che tratta problematiche esteriormente "astratti" e lontane ma complicate e vere.
Il criminale, il presunto "Mostro" è "cosciente" delle sue azioni?
Nel corso del film (e soprattutto nel finale) si apriranno inesorabilmente concetti interessanti, logici e razionali…

Il film dura moltissimo, (quasi due ore di proiezione), ma comunque (salvo qualche parte) lo spettatore non incapperà mai nella noia, bella la prima parte del film, da segnalare le bellissime ambientazioni e i dialoghi (curati, complimenti alla regia); il primo "confronto" fra il malato (Killer) e la bambina è altamente suggestivo, in questo caso si sprecano i complimenti per Lang grandioso nelle inquadrature, segue in questa sequenza un agghiacciante dialogo che colpisce senza alcun dubbio il pubblico (la voce del "Mostro" è sdoppiata, colpo della Regia, ma potrebbe essere un "errore" dell' audio dovuto al doppiaggio in italiano...!), bellissime le varie inquadrature: la palla che è metafora di morte, di non speranza: il palloncino che vola via…
Da una trama assai affascinante il regista "infarcisce" saggiamente il tutto, pellicola "scrupolosa" che offre al pubblico un asfissiante lavoro della polizia che pedina una miriade di persone…
Ma il regista delinea l'Immenso…

La società "spezzata" dalla Criminalità è "rinata" in essa, questa Associazione si "unisce" passivamente con la Polizia è l' apoteosi…
La Criminalità Organizzata studia a tavolino una "tattica" per incastrare il "Mostro", nel "giro" entrano persone come mendicanti…
Questi mendicanti dovranno sorvegliare le strade della città…
La "M" dietro la giacca del "Mostro" è un colpo di genio! (occhio alla locandina del film)…
Ritorna utile una delle scene del film, bisogna notare (attentamente) la faccia del "Mostro" quando viene offeso e quasi deriso dal mendicante, il "nostro" Killer quasi fa pena (una faccia innocente, questo discorso trova luce nel finale)…
L'ultima parte (a Mio Avviso) è un po' lenta, l' "Invasione" nell'edificio è molto poco entusiasmante, ma comunque l'elemento "emozione" abbonderà negli ultimi minuti.
Infatti il "tribunale" fatto da criminali e gentaglia della città è la metafora del film, i dialoghi a volte deliranti e retorici compongono il Sacrale fondamento del tutto…
Questa ultima sequenza è forse una delle scene più belle e profonde di tutti i tempi…
Concezioni, simbologie, teorie si intersecano vertiginosamente e delineano, o meglio offrono al pubblico una giusta, ragionevole, equilibrata "misura" della vita…
La rabbia, il rancore devono arrestarsi dinanzi alla logica (ma non è facile!), chi non è "Indipendente" bensì pazzo, malato mentale deve essere protetto ma non ucciso…

"Il Mostro di Dusseldorf" è quindi un lungo viaggio nella psiche umana che non sa delineare il male dal bene o il "danno" dal Male Assoluto.
Nella città invece si genera e si diffonde precocemente un altro tipo di Male che paradossalmente è un Bene, potrei spaziare e spadroneggiare fra teorie e concezioni abissali, il tutto comunque si genera dalla mente di un regista degli anni 30!!! I complimenti sono d' obbligo…

Il film si distingue dalle altre pellicole "primitive",pellicola avanzata, futuristica e Universale (dietro l'inerme icona del Killer si nasconde paradossalmente tutto il male del mondo; buona dunque l'immagine del "mostro"…) storia, e concezioni estraniano perentoriamente il film dal solito e prevedibile "mucchio" cinematografico , "Il Mostro di Dusseldorf" può essere definito Arte, Messaggio Universale di pietà…

La pellicola inoltre riesce a colpire in modo "fine" lo spettatore, non ci sarà molto sangue (anzi) ma i risultati saranno eccelsi.

Il temutissimo "Mostro" alla fine diventa "buono", esso è accettato (o quasi) dallo spettatore… Lode al regista…

E' inutile parlare di fotografia ed effetti speciali (poi inutili a prescindere in questo film) siamo alle origini della Cinematografia, ma comunque il "bianco e nero" è molto suggestivo quasi "macabro", quindi entrano in campo altri determinanti fattori che fanno "sbandare" sensibilmente verso l'alto la pellicola , quasi nel Tempio del Cinema più bello di tutti i tempi…

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Ultima risposta 01/11/2008 11.39.53
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somberlain  @  05/10/2008 14.53.55
   9½ / 10
Uno dei più importanti thriller di sempre.
Ovviamente si parla di un cinema molto diverso da quello attuale, privo di effetti speciali, ritmi serrati e violenza esplicita, ma che riesce ad affascinare ugualmente, anche a distanza di quasi 80 anni.
Stupendo lo svolgimento delle indagini in parallelo tra polizia e criminali e bravissimo l'attore protagonista, da standing ovation negli ultimi 10 minuti.

greenday2  @  29/09/2008 3.16.24
   8 / 10
Ok son partito prevenuto. Lo ritenevo una sorta di dogma del cinema...che a conti fatti risulta obsoleto e superato.

Man mano l'ho rivalutato.

Credo questo film (come quasi tutti questi film da reperto), vadano visti senza sapere nulla a priori.

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Ultima risposta 04/10/2008 22.00.28
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Supergiaf  @  19/09/2008 19.02.44
   6½ / 10
capolavoro per l'epoca .oggi alquanto datato.per cinefili .

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Ultima risposta 24/09/2008 11.29.40
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pinhead88  @  09/09/2008 20.17.01
   9 / 10
pellicola anni '30 girata magnificamente.La sceneggiatura è molto ben costruita e si fa apprezzare..Un thriller ben riuscito

eizenstein  @  27/07/2008 14.58.06
   10 / 10
Veramente un film eccezionale. Quello che stupisce di questi vecchi film è che niente è detto esplicitamente, niente è solo buono o cattivo. Lo spettatore di una volta era forse ritenuto più intelligente di quello attuale, e doveva interpretare e ricostruire il film. Non sangue e sesso, basta una sedia vuota del bambino per descrivere l'orrore, anzi dà molto più il concetto.
L'assassino sembra un Doctor Jeckill e Mister Hyde, non ha una sola semplicistica natura, ma un doppio lato della personalità e dice "che ne sapete di che vuol dire essere me". Non è lo stupido Matt Damon 100% cattivo dello stupido film "Departed" di Scorsese, il massimo che il decadente cinema odierno possa produrre.
Il capo della polizia e il capo dei criminali sono poi delle carismatiche personalità simili, lati della stessa natura umana. E simile è la loro organizzazione, come dimostrano le riunioni mostrate in parallelo tra polizia e criminali. Basta buoni e cattivi è questo il messaggio.
Il finale poi potrebbe lasciare interdetti, ma è meglio credere quello che si vuole, che importa poi, il film è diventato nostro, la risposta è nostra.

Magiko  @  28/04/2008 23.24.42
   9 / 10
Una pellicola eccelente, che trasmette emozioni per tutta la sua durata. Una grossa nota di merito al protagonista che sa trasmettere al pubblico il suo conflitto interiore. Insomma è un capolavoro da vedere assolutamente.

giovannirana  @  20/04/2008 13.58.50
   10 / 10
ma nel 1931 esistevano già i pop-corn?
cmq bellissimo film!!.Fritz Lang santo subito!!

inferiore  @  13/04/2008 0.27.44
   9 / 10
Ma come cavolo finisce??????????? La versione che ho visto,quando il giudice sta per enunciare il vedetto dicendo ''In nome del popolo'' se ne spunta una signora dicendo ''bisogna vigilare meglio sui nostri figli'' Qualcuno me lo spieghi perchè non ho capito il finale. A parte questo un film eccezionale pensando che è del 1931, superba la interpretazione dell'assassino nel finale! Per favore spiegatemi il finale!!!

private_joker  @  09/04/2008 12.42.58
   9 / 10
Veramente bello, cupo e lugubre. L'influenza espressionista dei film di qualche anno prima si nota parecchio, soprattutto nella figura dell'assassino. Bellissimo il finale.

xxxgabryxxx0840  @  18/03/2008 20.10.35
   9 / 10
Uno dei più grandi thriller di sempre. I 10 minuti finali sono da applausi a scena aperta. Capolavoro e pietra miliare del cinema

Max78  @  17/03/2008 16.00.00
   10 / 10
" Ma chi sei tu? cosa vuoi tu? Chi sei tu, che vuoi giudicarmi!"

Peppo81  @  03/03/2008 13.51.02
   8 / 10
22simo posto.....

coinvolgente...
belle scenografie e la fotografia!

Bomber&Bionda  @  28/02/2008 13.40.59
   6 / 10
Thriller ormai datato, se messo a confronto con altri capolavori dell'epoca perde di qualità e fascino. Poco coinvolgente dal punto di vista emotivo.

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Ultima risposta 29/02/2008 13.09.29
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giax-tommy  @  06/02/2008 17.08.44
   10 / 10
Ciò che più mi colpisce e mi trasporta è il bianco e nero.Cioè questo film rifatto a colori non avrebbe lo stesso effetto.Gli da ancor più un aspetto lugubre.
In più gli ambienti,nonostante siano quasi sempre esterni, hanno un che di claustrofobico,anche grazie alla mancanza di riprese da lontano(non so tecnicamente come si chiamano).Questa caratteristica la vedo come una sorta di allegoria con lo stato d'animo del protagonista(circondato sia dalla sua volontà di assassino,sia da coloro che lo stanno cercando).
Mi è piaciuto molto la personalizzazione del fischio(quando l'assassino c'è ma non è inquadrato si sente subito il fischio,che determina il riconoscimento della sua presenza)
Il film è ricco di spunti argomentativi,quali ad esempio l'impossibilità della polizia di fronte a casi leggermente più difficili (vabbè ma oggi c'è il ris..ihih),la giustizia sommaria di masse inferocite(senza uno straccio di prova erano disposti ad uccidere chiunque,se solo fosse stato accusato...cosa che avviene tutt'oggi e non solo per gli assassini,direi che è l'effetto paura che rende così violenta la gente),la capacità di additare da parte di chi non lo potrebbe fare (perchè colpevole per primo),infine la voglia di non voler più far male (da parte di chi il male ce l'ha dentro ma vorrebbe non esplicarlo,e che continua a farlo con profonda sofferenza) che sbatte contro l'incapacità dello stato nel rendere possibile questo tentativo di "redenzione".

sabatani  @  11/12/2007 20.13.42
   3 / 10
salve sono uno che aveva scritto qualche post qualche tempo fa e ora mi rifaccio avanti per criticare negativamente e positivamente alcuni film, allora inizio con questo, incuriosito come molti dalla posizione in classifica mi accingo a vederlo ma che palle, un film che oggi come oggi fa venire il latte ai ********, guardatevi bene da sto genere di ******ni di film che non danno uno straccio di emozione, saranno anche grandi classici ma non danno niente durante la programmazione, guardate non voglio rovinare la media ne di sto film e eviterò di votare altri film come questo, ad esempio il posto delle fragole, il settimo sigillo, o le commedie insipide italiane degli anni 60 e 70, ma cazzzzo i filmetti di oggi di horror adolescenziali, le *******tte delle commedie italiane, insomma tutto quello che esiste oggi nella filmografia mondiale, e guardate bene ci metto anche troppo belli di daniele e costantino, sono migliori dei film di allora, cazxzo e passato mezzo secolo, ci saranno una dozzina di film che salvo prima degli anni 80, poi tutto il bello e venuto dopo coi grandi capolavori colle palllle, ma parliamo di kubrick, orizzonti di gloria mi ha fatto stare male durante la programmazione volevo chiudere la finestra del film ma ho resistito come con altre pellicole del passato, e qui invece date tutti voti alti a sti classici del cazz, ma che c'avete in testa i neuroni morti tacc vostra, ma quando guardate un film volete o no provarle ste emozioni, mi viene il dubbio che chi vota siano solo dei professori universitari, ma ***** possibile che ha ragazzi di 25 anni come me possa piacere sta roba

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Ultima risposta 17/05/2009 10.56.56
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TheJolker  @  09/12/2007 12.32.29
   10 / 10
Il genio divino d Lang nel suo stratosferico lavoro...una categoria apparte per questo film che è superiore per definizione

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gardner  @  29/11/2007 10.35.12
   6½ / 10
Nella speranza di non essere coperto da un coro di contumelie, credo che per giudicare un film così bisogna chiarire se il voto deve essere decontestualizzato. Nel 1931 questo era un ufo (il film conserva bagliori di una modernità assoluta) ma oggi dargli 10 è feticismo assoluto. Si riuschia di valutare i film come gli appassionati di orologi che cadono in deliquio davanti ad un padellone degli anni '30 con carica a manovella. Il valore storico e archeologico è una cosa, ma il merito artistico va rivisto alla luce delle cose successe nel frattempo e tenendo conto della diversa sensibilità maturata nei confronti del cinema.

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Ultima risposta 23/09/2008 10.18.48
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Invia una mail all'autore del commento click  @  27/11/2007 22.35.12
   10 / 10
Quel fischiettio, quelle ombre, quelle atmosfere.. che orgasmo.

phemt  @  26/11/2007 12.25.29
   9 / 10
Geniale capolavoro firmato Lang che in netto anticipo sui tempi sforna uno dei primi esempi di serial killer movie della storia del cinema… Basato (almeno parzialmente) sulla vera storia di Peter Kurten in realtà M è molto di più di un serial killer movie, Lang infatti firma un opera molto profonda e intelligente, ed è molto attento alle caratterizzazioni psicologiche… Lorre è si un pedofilo ma non soltanto un mostro da additare a nemico pubblico e da uccidere all’istante ma è anche un uomo con dei gravi problemi che non riesce a vivere una vita normale, è sofferente, è paradossalmente vittima e carnefice allo stesso tempo, proprio lui che fa del male a chi non si può difendere è alla fine senza difese, ma anche lui è un figlio della società, forse il figlio malato di una società malata…
Aldilà della profondità del plot, il film brilla molto anche come comparto tecnico: regia, fotografia e montaggio sono ad altissimi livelli e anche il cast è autore di una prova indubbiamente valida…
Lang di suo infarcisce il film di trovate geniali (il fischiettio, l’omicidio della bambina con la palla che rotola da sola e il pupazzo incastrato tra i fili, il montaggio in parallelo tra la riunione della polizia e quella dei malavitosi, lo stratagemma della mano solo per citarne alcuni), avvince con una storia ben portata avanti e riesce a far riflettere lo spettatore…
Citazione obbligatoria per gli ultimi eccezionali 15 minuti…

the saint  @  19/11/2007 12.21.09
   6 / 10
poteva essere un capolavoro nel 1931... sicuramente l'avessi visto in quegli anni e c'era filmscoop gli avrei messo un 10.. ma oggi non me la sento proprio di mettere più di 6. Sono daccordo col dire che era un film avanti coi tempi, rivoluzionario; ha avuto delle grandi trovate (il fischio, lo stratagemma della mano). può essere stato anche un film che ha ispirato molti altri thriller, ma ciò non basta x definirlo un capolavoro. la parte centrale scorre poi alquanto lenta! solo il finale a mio avviso è da premiare.

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Ultima risposta 12/05/2008 20.57.36
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Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  12/11/2007 8.17.29
   10 / 10
Ho sempre considerato il terrore nascosto, quello che si intuisce, quello che non viene mostrato, di gran lunga superiore all'orrore trasmesso sotto forma di splatter, di fiumi di sangue, di sgozzamenti. Lang quando ha diretto questo magnifico film, veniva da una notevole esperienza con il cinema muto, prediligendo, anche con l'avvento del sonoro, la straordinaria forza delle immagini. Per questo nel "Il mostro di Dusseldorf" non assistiamo al delitto della povera bimba, ne intuiamo l'omicidio mediante immagini in tragica successione: la tromba delle scale deserta, l'inquadratura del posto a tavola con la sedia vuota, la palla che rotola incustodita nel prato, il tutto mentre la voce fuori campo della mamma invoca il nome della piccola, tutto questo crea uno straordinario coinvolgimento psicologico. Del mostro non ne conosciamo le fattezze, soltanto l'ombra del manifesto con su la propria taglia, ne fa intravedere i contorni.
Il contesto sociale è al centro della narrazione, il quadro è composto dal parallelo istituzione-criminalità e cittadini-mendicanti; in un continuo ribaltamento dei ruoli a fare giustizia è prima l'organizzazione criminale in collaborazione con i bassi fondi della città, mendicanti e barboni; a fronte di una polizia assente ed incapace e di una folla di cittadini ormai portata all'isterismo. Il finale ristabilisce l'ordine.
Ma se ad accompagnarci per tutto l'inizio e la parte centrale del film é l'aspetto socio-psicologico, è la confessione, al processo sommario, dello straordinario Peter Lorre a regalare i 10 minuti più intensi del film. Indimenticabile la prova del giovane attore Slovacco, incalzato dalla giuria criminale da sfogo all'accorata difesa che tutti conoscono, la "maledizione interiore" che si impossessa di lui va al di là del proprio controllo, il raptus di follia è tale che confessa di venire a conoscienza dei propri omicidi soltanto dai giornali, il delitto non è opera della sua volontà; si assiste cosi' all'umanizzazione del mostro. "Che diritto avete voi di giudicarmi?", il mostro non accetta di essere posto al giudizio di altri mostri,(il giudice è un pluriomicida), e pretende il rispetto dei diritti; siamo al paradosso, lo stesso diritto non è stato concesso alle piccole creature uccise. L'impulso omicida generato da un animo folle può essere giustificato?, si possono perdonare i pedofili stupratori quando gli viene riconosciuta la vera o presunta infermità mentale?. Ancora oggi queste domande non hanno risposta, questa straordinaria macchina che è l'uomo è troppo complessa per omologare i sentimenti, i stati d'animo e, purtroppo anche gli impulsi. Quando un film ti fa porre questi interrogativi e lo fa cosi' bene non può che essere un capolavoro, le splendide inquadrature, la fotografia e l'atmosfera cosi' coinvolgente completano il quadro. La pellicola avrebbe dovuto titolarsi "un assassino tra noi" ma è facile comprendere perchè il regime Hitleriano, quel periodo in germania in forte espansione, ne ordinò la modifica.

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Ultima risposta 12/11/2007 16.00.28
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conway  @  04/11/2007 13.42.43
   10 / 10
Film che tratta argomenti importanti e delicati senza retorica (soprattutto per l'epoca) e senza risultare noioso, ma anzi avvincente dall'inizio alla fine in un gioco dove non ci sono ne buoni ne cattivi.

Bbip  @  25/10/2007 14.34.42
   9½ / 10
VERAMENTE BELLO...ricchissimo di spunti di riflessione e molteplici letture, da quella più "superficiale" del puro e semplice noir a quella molto più profonda del concetto di Giustizia e Pazzia. Da vedere.

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