melancholia (2011) regia di Lars von Trier Danimarca, Francia 2011
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melancholia (2011)

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locandina del film MELANCHOLIA (2011)

Titolo Originale: MELANCHOLIA

RegiaLars von Trier

InterpretiCharlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Kirsten Dunst, Charlotte Rampling, Udo Kier, Stellan Skarsgård, Alexander Skarsgård, John Hurt, Brady Corbet

Durata: h 2.16
NazionalitàDanimarca, Francia 2011
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2011

•  Altri film di Lars von Trier

Trama del film Melancholia (2011)

Justine e Michael stanno per sposarsi, il ricevimento si terrà nella casa della sorella di Justine, ma proprio in quei giorni un evento catastrofico minaccia la terra ed i suoi abitanti...

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Voto Visitatori:   7,40 / 10 (200 voti)7,40Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Melancholia (2011), 200 opinioni inserite

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zerimor  @  05/08/2019 15:30:39
   8 / 10
La terza pellicola di Lars von Trier che visiono. Stile inconfondibile quello del regista danese, oltremodo particolare.
Prima parte, leggermente prolissa, atta a delineare i vari personaggi, con maggior focus sulla Dunst.
Seconda parte permeata da un silenzio "assordante", un silenzio spezzato da brevi e sporadici dialoghi, dove talvolta gli sguardi trasmettono più di quanto possano fare le parole.
Splendida la fotografia. Finale spettacolare e al contempo inquietante.

Light-Alex  @  10/04/2019 19:42:22
   8 / 10
La prima parte è piacevole, un po' lenta, senza picchi particolarmente lodevoli se non la lunga sequenza iniziale. Gradevole sì ma non mi aveva fatto certo gridare al capolavoro.
La seconda parte invece l'ho trovata fantastica. Da quando Melancholia fa capolino sull'orizzonte terrestre, col suo cupo suono che pervade tutto il film, ho cominciato a sentire un misto di ansia e immedesimazione sia nell'una che nell'altra protagonista. Abbandonarsi alla Malinconia? Fuggire da un mondo falso, triste, ipocrita e lasciarsi andare all'abbraccio mortale ma liberatorio. Oppure opporsi? Sperare in un mondo migliore, in una possibilità di redenzione.
Ho sentito sin troppo forte dove pendesse l'ago della bilancia in questo film.

Neurotico  @  10/03/2019 16:16:48
   7 / 10
E' un film che ritengo troppo discontinuo per essere apprezzato in pieno, anche perchè contiene qualche lungaggine. Ma il fascino del film di Trier è innegabile, soprattutto se si è tendenzialmente malinconici e in perenne attesa di una salvezza o una rivelazione che consoli dalla tristezza e dal vuoto. Visivamente a volte è davvero abbacinante, come nel bellissimo e onirico incipit.
Brava la Dunst, che impersona una depressa, e che è attratta dal pianeta melancholia diversamente dal personaggio della Gainsburg, terrorizzata e disperata all'ipotesi della fine del mondo.

Romi  @  19/06/2018 09:44:26
   10 / 10
Ancora una volta, con uesto film, il regista esircizza i suoi demoni personali e universali, descrivendo quella melanconica inclinazione al mal di vivere che ben conosce. Melancholia e' magnifico e inquietante, ma paradossalmente salvifico proteso verso un futuro nuovo e differente.

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Attila 2  @  21/07/2017 19:05:50
   7 / 10
Un film che sicuramente lascera' il segno dentro di me e che non dimentichero' facilmente.Una mia amica mi ha consigliato di vederlo dicendomi che alla fine della visione era uscita in strada per vedere che non stesse succedendo davvero quello che aveva visto nel film.Pero' mi ha parlato anche di "donna depressa" relazioni personali difficoltose e mi sono avvicinato al film cautamente perche' queste cose non mi esaltano molto.La prima parte mi lascia un po' cosi'.Un matrimonio,tanti contrattempi,molti contrasti tra parenti , un tradimento , insomma un "minestrone" di cose che non mi interessano molto.Poi arriva la seconda parte e con se arriva Melancholia il vero protagonista del film,del quale nella prima parte non si era neanche parlato.L'effetto e' dirompente non solo sui protagonisti del film e anche sugli animali,ma soprattutto sullo spettatore.Un momento,un pianeta sta minacciando di colpire e distruggere la terra? E dove sono le migliaia di persone che fuggono terrrorizzati,i telegiornali che danno le notizie,i "Bruce Willis" di turno che vanno a tentare di distruggere il pianeta prima che colpisca la terra,la confusione,la catastrofe? Niente di tutto questo,ed e' proprio questo che mi ha sconvolto.La quietela tranquillita' della Dunst,sorella depressa,che sembra vivere meglio quando sa che accadra' l'inevitabile al punto di entrare in simbiosi con Melancholia ed andare ad "abbronzarsi" di notte alla sua luce,mentre la sorella ha paura,cerca un modo impossibile per salvarsi , per salvare il suo bambino.La fotografia incredibile con le immagini della villa con le due "lune" che brillano nella notte,o i cavalli che prima agitatissimi,poi si calmano e pascolano tranquillamente con,sullo sfondo il pianeta che si avvicina,altra immagine che rimarra' per sempre nell'immaginario dello spettatore.Lars Von Trier fa di questo contrasto,tra l'effetto catastrofico,e la tranquillita' della protagonista e dell'ambiente che la circonda il punto forte della pellicola.CI si sente come se qualcosa non funzionasse,e in effetti non funziona,sta per finire il mondo,ma tutto sembra traqnuillo,calmo quasi come una giornatas normale.Il finale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER rendono il film di un impatto emotivo devastante,la seconda parte sfiora il capolavoro.Von Tirer crea una tensione emotiva incredibile con le immagini della bellezza e della tranquillita',mai visto.

sgherzo  @  20/02/2017 11:08:39
   8 / 10
Commento num. 6

Film potente! Lars non delude quasi mai! Da sempre fa il cinema che vuole, con le sue regole e le sue condizioni che prevalgono su tutto.

Melancholia-film ha lo stesso impatto su noi spettatori che Melancholia-pianeta ha sui personaggi, visivamente stupendo (che fotografia!) e intrigante ma allo stesso tempo sconvolgente e pericoloso.
Non so voi, raghi, ma io mi sono interrogato sulla banalità e vacuità della maggior parte dei rapporti umani (Parte 1 del film), e sull'ineluttabilità e inevitabilità della morte/catastrofe (Parte 2). Se poi ci aggiungi l'agonia che si prova nel sapere come tutto andrà a finire (e Lars ce lo mostra nel collage iniziale), insomma, il rischio di deprimersi come Kirsten c'è! Ma forse è meglio se ripenso a lei distesa sul prato, ignuda, al chiaro di Melancholia (oddio, oddio... ).

Dal punto di vista tecnico, invece, il solito Lars, oppure "niente di nuovo sul fronte von Trier", per citare Remarque. Per intenderci, mdp mossa da cameraman con Parkinson, zoom in/zoom out e jump cut a profusione, e cavalletti e carrelli lasciati nei negozi. Ma il Dogma 95 vero e proprio è superato da tempo.

Ve lo giuro, non SGHERZO.
A risentirci!

1 risposta al commento
Ultima risposta 20/02/2017 11.12.40
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fabio57  @  27/09/2016 10:45:49
   8 / 10
In un atmosfera surreale, algida e quasi onirica, una donna afflitta da seri problemi psichici, deve affrontare l'imminente fine del mondo e il suo prossimo matrimonio. Lars Von Trier non è uno dei miei registi preferiti, però devo ammettere che in questo film centra in pieno , anche grazie alla Dunst, il tema bifronte della depressione, che rende impotenti a vivere ,ma pronti e maturi per morire. La protagonista vive queste vicissitudini, in uno stato tra il catatonico e il maniacale, bravissima, forse anche perché pare che, al di là della finzione scenica, abbia provato per davvero sulla sua pelle i dolori di questa malattia.

Jolly Roger  @  03/06/2016 18:08:59
   7 / 10

--------un po' spoileroso-------

Wow! L'ottimismo è il profumo della vita! :--)

Scherzi a parte, ad ogni persona, nella propria vita, è capitato (o capiterà) un momento di distruzione e di abbandono. Uno di quei momenti in cui si smette di credere nella propria vita, in cui ci si chiede per cosa stiamo vivendo ma non si riesce a trovare una risposta, tutto avvolto nella nebbia. Ci si guarda attorno e ci si chiede come sia possibile ritrovarsi qui, in questo preciso punto della vita, dato che non crediamo più alle strade che fin qui ci hanno portato.
Sembra tutto una pantomima senza senso.
Siamo circondati da attori ai quali non vogliamo alcun bene, perché non sono persone, sono attori. Essi interpretano la parte di nostri parenti, di nostri amici. Forse ci credono talmente, nella loro parte, da immedesimarsi completamente – ma per noi sono e restano soltanto attori. O, forse, siamo noi che non riusciamo più ad interpretare la nostra parte, che non crediamo più al nostro personaggio. Siamo stanchi, tristi, spossati. Come se delle radici si legassero alle nostro gambe e braccia, arrotolandosi e impedendoci di avanzare.
La malinconia, come la nebbia, avvolge tutto e da lì in poi è come un cane che si morde la coda: vediamo ancora meno chiaro, le vie di fuga si chiudono ancor di più, le radici ci strangolano, altra malinconia cala sulla nostra vita.
Una malinconia grande come un intero pianeta, che se ne stava nascosto dietro il sole.
Un pianeta gigantesco, luminoso e dall'aspetto amichevole, come quella vita che avremmo voluto, ma che, per colpa nostra o del destino, non è stata, e che distruggerà la vita che invece è stata, della quale ormai non ci importa più.
Malinconia distruggerà tutto – perciò, non dobbiamo più fingere di amare i nostri compagni di vita – possiamo mandarli via. Possiamo mandare af.fa.n**** i nostri datori di lavoro, tanto Malinconia distruggerà tutto.
Possiamo sc.opare il primo che capita, tanto Malinconia distruggerà tutto.
Il grosso problema è che le cose vanno chiamate con il loro nome e questa non è la libertà o ribellione. E' rassegnazione.

Il grandissimo pregio di questo film è quello di saper inquadrare perfettamente una malattia (la depressione latente), uno stato d'animo (la malinconia) e un'idea (il nichilismo) e di traportare tutto ciò sullo schermo in modo straordinariamente poetico ed evocativo. Ad esempio, la scena della protagonista nuda che si stende di fronte alla luce di Malinconia: un'immagine di abbandono alla bellezza incomprensibile della natura, anche quando questa bellezza è quella di un cigno nero, o di una Leda Atomica, una bellezza che ci distruggerà.
Ma non è libertà, dicevo. E' rassegnazione.
Il significato di un film e le sensazioni che la sua visione ti lascia, inevitabilmente si attorcigliano attorno al film esattamente come le radici della malinconia attorno alle gambe. Perciò questo, seppur è un bellissimo film, non lo rivedrò.

Overfilm  @  08/10/2015 15:01:50
   8½ / 10
Dovro' rivederlo per "rinverdire" quella... "melancholia" che ancora (!) mi porto addosso dopo averlo visto anni fa...
Per me il miglior film di Lars von Trier fra quelli visti.
Eccellente.

sim2704  @  17/04/2015 09:10:32
   7 / 10
non sono un amante di Lars von Trier e sono partito un po' prevenuto. Ci ho messo un po' di tempo a capire se mi è piaciuto ma alla fine sono stato contento di averlo visto. La prima parte è molto lenta, ma è necessaria per dare risalto alla seconda e la rende ancora più angosciante.

Matteoxr6  @  10/02/2015 01:04:52
   4½ / 10
Film allegorico che spazia e cerca di cucire vita, morte e nichilismo attraverso il filo conduttore della depressione della protagonista. La pecca, gigantesca, è la superbia del regista, che inquadra personaggi a senso unico per portare sull'altare il finale scritto dall'inizio. La visione e la componente nichilista deve valere all'interno del film, non dei personaggi, altrimenti si soggettivizza e non ha senso. L'ho trovato per questo sentenzioso, autoritario e autoreferenziale, troppo autoreferenziale. Questo, a mio avviso, non permette la creazione di una logica coerente tra le tematiche affrontate, rovinando il film, cioè l'allegoria. Ho letto con molta curiosità la recensione e anche molti commenti. Ho letto dei nove e dei dieci grotteschi, ma anche degli otto, dei sei, e dei cinque ragionevoli. A me non è piaciuto e mi è sembrato di perdere tempo (cosa che mi accade raramente, per fortuna), ma riesco a comprendere le ragioni di cha espresso pareri positivi.
La recitazione e la fotografie mi sono piaciute, mentre l'uso delle inquadrature appositamente approssimative e sballonzolanti, per niente.

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Ultima risposta 04/03/2016 16.44.49
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Filman  @  02/02/2015 22:54:55
   7 / 10
Nelle sue nuove vesti post-Dogmatiche, Lars Von Trier prosegue sulla scia della sua nuova estetica in fase tutt'altro che sperimentale dirigendo MELANCHOLIA, forse il lungometraggio drammatico più nichilista ed esasperato del regista, che blocca per un attimo il suo tocco postmoderno per dar vita ad una pellicola semplice e pura, la cui progettazione non cerca la creatività tecnica ma ricrea nel modo più limpido lo strazio dell'artista tormentato, figura che ha caratterizzato la filmografia del regista danese.
Se da una parte il complesso vede l'odio di Von Trier sfociare nella letterale distruzione del pianeta terra, dall'altra la pellicola soffre di una scritturazione che ha una abbondante prima parte la quale segue un filo narrativo inconcludente, che fa da schermo per l'ennesima protagonista vittima tormentata, eredità di un sempre più costante ripudio interiore nei confronti dell'esistenza e del mondo, natura maligna e luogo di insoddisfazioni, in questo caso espresse con poca visione e forse troppa sommarietà.

wicker  @  01/01/2015 09:05:16
   9 / 10
..Devastante ... Grande Lars..
non sò ..forse sono io che avendo sofferto di depressione in passato(curata anche con farmaci)che mi identifico nella figura di Justine..
Tutto quello che prova lei lo provavo anch'io..
L'instabilità prima.. la tranquillità quando negli altri si scatena il panico dopo ...
Per il resto grande in tutto ..da i sognio iniziali .. ai colori caldi della festa e freddi dopo nella casa.. dalle inquadrature "amatoriali" della telecamera sempre alla festa,ai lunghi campi visivi nelle giornate alla Maison..
Grandi attori.. su tutte la Dunst,che è più credibile in un ruolo drammatico depresso.. come già in Crazy/Love di tanti anni fa,che come fidanzata di Spiderman..
nella scena di nudo al chiarore del pianeta è da strupro!!!

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Ultima risposta 06/01/2015 23.47.39
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JOKER1926  @  29/12/2014 17:33:40
   4 / 10
Lars von Trier sta passando nella contemporaneità come regista alternativo e pazzoide; noi non smentiamo assolutamente queste concezioni circa questa regia; allo stesso tempo, però, vogliamo aggiungere che Lars von Trier nel suo, è portato in alto in modo alquanto eccessivo.
Dopo aver visionato diversi lavori del cineasta ci accorgiamo che gli squilli di grandezza e compiutezza girano intorno (forse esclusivamente) al doppio "Nymphomaniac"; quanto al resto Lars von Trier è stato protagonista di sciagurate crociate.
Su una immaginata torre se dovessimo scegliere quale film buttare giù fra "Antichrist" e quello del 2011, ossia "Melancholia", probabilmente opteremo per un ordigno posto alla base della stessa torre.
Insomma Lars von Trier sembra parlare ad un deserto personale e mostra i segni di una depressione e di una veduta a dir poco drastica e terminale delle cose. Difficile trovare consensi sinceri.

"Melancholia" a dirla tutta convince già poco dalla trama; si mescolano in essa situazioni catastrofiche e personali, in pratica i dubbi sembrano erigersi immediatamente. Non bastasse ciò il film si priva anche della stessa proiezione di storia ancorandosi ai piedi di una sceneggiatura povera e marcia. Prevalgono i silenzi e le ripetizioni; il problema è che la prova per lo spettatore dura circa due ore. La noia sventola lo stendardo della vittoria totale.
Qualche fanatico estimatore della regia probabilmente porterà avanti, come pretesto di giustifica, una serie di teorie circa il messaggio registico. La depressione dell'individuo legata ad un bagaglio emotivo umano e vivo; per qualcuno tornerà alla mente qualche messaggio di Bergman; ma questi parallelismi rimangono solo approssimativi, approfondirli sarebbe rendere superficiale la filmografia dello stesso Ingmar Bergman; non ci pare il caso.

Lars von Trier continua come suo solito in una confessione riservata mossa ai piedi di una non corrispondenza; ermetismo e monotonia se messi insieme sono come l'esser ubriachi e spavaldi ad un tavolo di roulette, generalmente son dolori atroci.

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Ultima risposta 14/03/2016 15.18.59
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pernice89  @  26/10/2014 09:59:35
   7½ / 10
Film come al solito di Lars von Trier, strano ed enigmatico. Mi ha colpito molto l'interpretazione di Kirsten Dunst, a mio avviso qui davvero brava. La trama è
interessante, l'unica cosa che mi ha fatto un po' tentennare sono stati i primi 6-7 minuti, forse un po' troppo lenti,

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  04/07/2014 20:36:52
   7 / 10
La Recensione presente qui è ottima, non c'è altro da aggiungere. Sempre piacevole il buon Lars von Trier.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  16/06/2014 17:51:52
   7 / 10
Come in 'Antichrist' parte da un disagio, la terapia è il pretesto narrativo per dispiegare la sua visione, riflette dal sopracitato film anche l'incipit ritmato da un solenne rallenty, scopriamo anche la genesi delle 2 più illustri riprese nei 2 film d'esordio (ma aggiungiamoci anche la Kidman distesa sul camion nel mezzo delle casse di mele perennemente inquadrata dall'alto), la calma placida dell'acqua su cui è distesa la ragazza, ci riporta al ritratto 'Ofelia' di Millais, suggerimento di un amore per l'arte che sconfina in ogni campo. Prolungamento del tributo a Tarkovskij? Il clima e i toni sono frazionati nella stessa cadenza de 'Sacrificio' una prima parte più distesa, contraltare all'austericità della suspance che invade la 2° (la tensione non l'ha mai cavalcata).Abbraccia esplicitamente la fantascienza, solitamente ricorreva a viaggi interiori o mistici con riferimenti biblici o esoterici di dreyeriana memoria, la fantascienza se il comun denominatore è il sovietico ci riporta a un 'Solaris' e il suo oceano senziente, un pianeta capace di far perdere la ragione, cosa che invece Justine (e qui va detto che Trier fa fare un notevole salto di qualità alla Dunst, capace di rapire lo sguardo con le sue intense espressioni) in natura quotidiana debole e afflitta è impenetrabile all'imminente processo degenerativo della vita, turbe che affliggono la più aggrapata alla vita Claire, una routine spezzata che la mette nella sua fragilità spalle al muro.

Someone  @  14/05/2014 15:50:40
   6 / 10
Medesimo discorso fatto per 'Antichrist'.
Per niente coinvolto/entusiasmato dalla visione di questa pellicola. Non ho neanche cercato di dare un senso particolare a quanto visto, in quanto mi trovo di fronte a un'opera alquanto ostica per il mio modo di concepire/percepire le cose. Metafore a mio avviso poco fruibili quelle che Von Trier ci propone nei suoi ultimi film.
Detto questo, la pellicola è meritevole se non altro dal punto di vista tecnico/estetico, con delle buone recitazioni e delle ambientazioni quantomeno interessanti.

Sufficiente

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Ultima risposta 14/05/2014 15.57.03
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Alex22g  @  24/04/2014 22:01:23
   10 / 10
Ma Von Trier sa fare film che non sono capolavori? Con questo Melancholia ho visto 6 suoi film e sono uno piu'bello e profondo dell altro.Gli manca poco per diventare il mio regista preferito.Ha uno stile lento e molto particolare,anche per le tematiche trattate (come la trilogia della depressione che include questo film,Antichrist e Nymphomaniac) ma riesce a rendere ogni situazione in modo unico e magistrale. In Melancholia mostra la sua visione della fine del mondo,ma non in stile"disaster movie"ma dal punto di vista emozionale umano,aiutato da una splendida e bravissima Dunst.Capolavori

polbot  @  04/04/2014 19:18:20
   7½ / 10
Spunto e soggetto geniali; un po' penalizzato dal ritmo (che però ben accompagna il tema..) e quella sensazione di deja vu che si prova nel vedere il capitolo del banchetto di nozze (leggi Festen..)

uito  @  02/04/2014 18:33:11
   6 / 10
L'incipit onirico con il relativo commento musicale (tratto da Tristan und Isolde di Wagner...vera poesia...) vale da se la visione....Il resto e' solo contorno e facilmente dimenticabile....

Horrorfan1  @  21/02/2014 14:20:02
   8 / 10
Premessa: il voto di Faluggi, un 1 secco, mi ha lasciato davvero basito: capisco che certe caratteristiche di un questo film possano irritare (lo scrollio della cinepresa, per esempio), ma poi non bisognerebbe mai farsi prendere la mano dalla rabbia nel dare un voto, e pensare lucidamente che esistono senza dubbio film per noi ancora peggiori... :-)
Il singolo voto altissimo o bassissimo, comunque, ha in sé un valore molto relativo, e non può sconvolgere una media di voti... Ognuno infine legge i singoli commenti e può ben capire il "valore" di ogni singolo voto, dando dentro di sé, scusate il gioco di parole, "un voto al voto"!
Dopo tale premessa (ma l'1 di Faluggi mi ha davvero colpito!) vorrei dare anch'io il mio voto a questo film. Voto che non è un 1 (non ho mai dato voti sotto al 3 e mezzo, anche a film che a fatica ho portato al termine visione!), ma neanche un dieci!

Tolgo 2 punti per alcuni difetti, segnalati peraltro anche da Faluggi: tipo di riprese "ballonzolanti" che possono stancare, lungaggini di alcune sequenze e certe scene tipo

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER che anch'io ho trovato un po' forzate.

Tolti questi due punti al 10, il mio voto si assesta però su un 8 tondo tondo, che, casualmente, coincide perfettamente con la media dei voti di questo film!

Film profondo e interessante, sul tema appunto della malinconia ma non solo: anche la morte e l'inevitabile fine del mondo e di ogni cosa (che, indipendentemente dalla profezie Maya, avverrà comunque, anche se probabilmente solo fra qualche... miliardo di anni).

Un unico appunto/dubbio di tipo "astronomico"...

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Ultima risposta 21/02/2014 22.53.37
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faluggi  @  20/02/2014 20:36:23
   1 / 10
Uno dei film più noiosi della storia del cinema. Lar Von Trier, regista paraculato, chissà a chi l'ha dovuta dare per essere assegnato come regista, sforna il suo solito (perchè non c'è un suo film che sia veramente dignitoso) che dopo 5 minuti si rivela una palla mortale.

Un vero sonnifero, scene che potrebbero durare 5 secondi, durano mezz'ora (in perfetto stile Sergio Fulci), più una cinepresa che non sta mai ferma, esempio lampante della mancanza di competenza di Von Trier. Non parliamo delle scene senza senso (lei nuda nell'acqua!?!?!?)


Poche balle questo regista non merita 2 lire, io e tutti quelli che hanno visto questo film hanno dato lo stesso verdetto "che palle di film!", si salva solo la gnoccona di Kirsten Dunst.

BRUTTO E PESSIMO, il cinema sta morendo per colpa di questi film del kaiser.

7 risposte al commento
Ultima risposta 14/03/2016 15.21.33
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marimito  @  19/01/2014 22:31:09
   7½ / 10
Si tratta di un regista che è per pochi e che in ogni sua opera prova a riproporre a la propria visione del mondo, in questo caso apocalittica. E lo fa con stile, con maniera, con fine astuzia e ricorso a sottili metafore. In questo melting pot di genialità; anche i sentimenti umani dinanzi alla monte sono scandagliati in ogni loro forma. Sicuramente da vedere, ma quando non si è troppo stanchi..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  19/11/2013 14:34:12
   8½ / 10
La "versione di Lars" sul tema dell'apocalisse è un risultato spettacolare e inquietante. Ok, partiamo dal presupposto che si violano palesemente molte leggi della Fisica, rimane comunque un film dannatamente assurdo che ti esplode letteralmente nel cervello. Lars riesce come al solito a parlare agli incubi dello spettatore, le sue metafore sono lampi di genio che in modo suadente ti invitano in sentieri di morte, paura e dolore. Due sorelle, due pianeti, un matrimonio, un'unione mortale. Un uso magistrale dello slowmotion che deforma plasticamente la tragedia della morte, un antefatto che non lascia scampo alla fantasia e all'inevitabilità. Se non volete essere turbati ed assaliti dagli incubi per giorni per piacere non guardate questo film. Se invece siete emotivamente pronti a farvi saltare in aria il cervello e soprattutto se avete smesso di credere che c'è ancora spazio per i film apocalittici, lasciate fare a Lars. Se credete che i matrimoni siano tutti uguali, lasciate fare a Lars. Se invece siete schizzinosi e credere che i film del genere devono essere logicamente spiegati, non guardatelo perchè rischiereste di non capirlo. I primi 5 minuti sono fondamentali per capire che tipo di spettatori siete e a quale delle due categorie appartenete. Grazie Lars.

Oh Dae-su  @  11/11/2013 15:44:35
   5½ / 10
Conosco bene Von Trier, mi affascina molto, e trovo il suo modo di vedere le cose geniale.
Fin'ora i suoi film li ho più o meno apprezzati tutti e un bel giorno mi ritrovo davanti Melancholia.. come non vederlo?!

Bè, il genio c'è a mio avviso, ma questa è un'opera particolarissima.. è molto lenta e enigmatica, a tratti prolissa, a tratti snob, a tratti superba, a tratti comatosa.
Non è riuscito a coinvolgermi, in alcuni momenti mi ha anche infastidito, forse anche per quel ***** di traballamento continuo della macchina da presa..
La storia non si lascia seguire, cerca sempre di mandarti fuori strada, fino a quando per forza di cose deve portare ad un epilogo, il quale fortunatamente è la parte migliore del film.
E' questa la sensazione che mi dà il buon LVT, quando cerca di divagare diventa antipatico e saccente, ma quando è obbligato a darti una spiegazione lo fa in maniera convincente.
Un plauso per la bravissima Dunst.

Wen0m  @  18/08/2013 22:16:39
   7 / 10
Il talento non si discute. Rappresentazione affascinante e molto reale della depressione, allegorico e simbolicamente molto potente. Credo però che una precisazione sia d'obbligo: la depressione è un malattia, non nasce dalla razionalitá; il film sembra lasciare intendere che Justin sia depressa perché convinta che "la terra è cattiva", quando è vero il contrario: è convinta che la terra sia cattiva perché é depressa, è la depressione la causa della sua immagine distorta e profondamente angosciata della realtà. E fortunatamente oggi si cura.
Detto questo, dove il film pecca è probabilmente nell' essere eccessivamente prolisso: la dilatazione temporale tiene fino ad un certo punto, dopo comincia a pesare: probabilmente avrei accorciato la seconda parte, mentre la prima l'ho trovata molto efficace nel rendere in modo splendido la discesa nelle tenebre della mente di Justin. Molto buona anche la contrapposizione di visioni delle due sorelle, laddove l'una diventa progressivamente angosciata l'altra ritrova un'insperata serenità superiore di fronte al palesarsi dell' inevitabile tragedia: è più facile accettare il proprio destino per chi da tempo ha smesso di provare emozioni su questa terra.
Von Trier è spesso discutibile, ma questo è un film di livello.

Woodman  @  18/08/2013 17:45:03
   9½ / 10
"Melancholia" è probabilmente il più affascinante e colossale film degli ultimi dieci anni. Un film epocale, superiore, geniale.
Le controversie sono per una volta futili e basse, poco spesse e impalpabili.
Il film è un'opera d'arte tanto casalinga quanto regale, tanto destabilizzante quanto paralizzante, assai vibrante ed empatica, potente e sensibilissima. Proprio come il suo meraviglioso autore.
Attraverso l'alter ego femminile di Justine, Von Trier dipinge la sua idea di depressione, e, signore e signori, con la complicità della straordinaria Dunst, Von Trier riesce a raggiungere la dolorosa espressione bergmaniana più e più volte addocchiata, squallidamente emulata, penosamente citata da tanti (troppi) colleghi pretenziosamente profondi e innovatori, ciarlatani puri.
Von Trier eguaglia il suo maestro, senza esplicitamente citarlo.
Il suo stile inconfondibile e prezioso non è smentito.
Il complesso è esaltante, la struttura narrativa divisa in due capitoli per narrare delle due sorelle è rotta da magnetici tableau vivants, riassunti crepuscolari filtrati da ottiche intimiste, dipinti con struggente senso di fredda fatalità.
Ispirazione sublime, sublime film.
Opera che meglio di qualunque altra descrive il corso e i contesti della depressione, eliminando ogni traccia di pretesto, di megalomania, di saccenza.
E' tutto così pulito e brillante, perfettamente amalgamato con la maestria tecnica imbastita dal grande Von Trier.
Un monumento alla tristezza e al sublime perdersi. Al mal di vivere, alla necessità di fuggire.
Un monumento pessimista annegato nel più buio nichilismo, nel più totale disprezzo per la razza umana. Non c'è bisogno degli uomini. Non c'è più bisogno.
La depressione di Justine si trasfigura nella distruzione simbolica dei cosiddetti altri, generata dall'incomunicabilità, dall'irreversibile condizione di solitudine opprimente e schiacciante, come l'immenso pianeta che porta il nome dello stato d'animo più dolce, imprevedibile e degradante dell'uomo. Ci coglie quando smettiamo di essere superficiali.
Mille facce inutili incomprensibili, invalicabili, mille maschere. Questa vita è un ballo in maschera.
Soffuso e sfuggente, delicato e incalzante come la scrittura Proustiana, arricchito da un preludio Wagneriano di inarrivabile bellezza, fosco e incommensurabile, esibisce una glacialità sconvolgente, e la contrappone ad una dolcezza ferma e solleticante che spezza la confusionaria conduzione dell'esistenza abitudinaria, le nostre paure più gravi.
Inaccessibile come l'uomo, pericoloso come l'uomo.
Erede unico ed effettivo in tonalità verdazzurre del rossissimo "Sussurri e grida", "Melancholia" si avvicina alla poesia figurativa ed estremista di Derek Jarman, valica territori pittorici e teatrali, cita esplicitamente l'Ofelia shakesperiana di Amleto e ci mortifica tutti con una profetica visione distruttiva, che si fa strada ed inizia proprio nella nostra disperazione.

Uno spirituale bisogno di evadere che travalica ogni limite, ammesso che il nostro universo interiore ne abbia.

Fotografia spettacolare, attori grandiosi (menzione anche per la bravissima Gainsbourg).

Imprescindibile, oramai. Farà scuola e non sarà mai dimenticato.

Capolavoro.

vittorioM90  @  09/07/2013 18:10:50
   9 / 10
"Arranco tra tutti quei fili di lana grigi che mi si attaccano alle gambe. Sono così pesanti da trascinare."

Su Melancholia penso sia ormai stato detto di tutto, ma visto che ormai mi è presa bene a scrivere di cinema, due parole gliele voglio dedicare, dal momento indubbiamente tra i film della mia personale top-ten (a presto tutti gli altri) In quanto a coinvolgimento emotivo, penso sia una delle migliori pellicole degli ultimi anni. Un film in cui mi sono ritrovato (o perso a seconda dei punti di vista), ti afferra il cuore sin dall'inizio, te lo stritola un po' e ti poi trascina con una forza sempre maggiore verso il finale che è forse uno dei più belli di sempre.
Un film che con maestria riesce ad incantarti grazie alla potenza delle immagini, mentre ti infligge quelle pugnalate a cui Lars Von Trier ci ha già abituato con film ben più duri di questo, come Dancer in the Dark, Dogville, Idioti e Antichrist... Ma qui il regista aggiunge un'elevata dose di Poesia e dipinge una meravigliosa opera d'arte, a cui la semplice dizione di film, sta forse un po' stretta. Tanti dialoghi a vuoto, sono solo pochi quelli incisivi e decisivi, ma sono di una forza impressionante, straziante. "Il mondo è malvagio, merita di essere distrutto, nessuno ne sentirà la mancanza" dice Justine alla sorella Claire. "La vita è un errore della natura che si è verificato soltanto in questo pianeta e in pochi altri"... (Sinceramente, nella mia depressione, è ciò che penso da una vita e sentirmelo dire da Kirsten Dust in un film del genere, per me ha affetto quasi-orgasmico)

Eppure la trama sembrerebbe quella di un pessimo film in mezzo tra lo pseudo-apocalittico e la stupida commediola romantica: Secondo i calcoli scientifici il pianeta blu Melancholia transiterà vicinissimo alla terra per poi allontanarsi di nuovo e continuare nella propria orbita, regalando così all'umanità uno spettacolo straordinario. Nello stesso tempo, proprio mentre il pianeta comincia ad avvicinarsi alla Terra, Justine si è sposata con Alex e si sta recando dentro una limousine verso la sua festa di matrimonio, sorride, sembra felice...
In realtà la scienza si sbaglia, Melancholia si schianterà contro la Terra distruggendola e Justine in verità non è per niente felice della propria vita, ma cerca soltanto di nascondere la propria profonda depressione. Lars Von Trier ce lo dice si dall'inizio, sin dallo struggente, meraviglioso PROLOGO iniziale, una delle sequenze più belle che abbia mai visto in pellicola, sulle note del "Preludio" del "Tristano e Isotta" di Richard Wagner. Si comincia con la sguardo affranto ed ormai rassegnato della bellissima Kirsten Durst (che in questo film recita in maniera divina) e poi una serie di immagini al ralenty, immagini di distruzione e morte. Vediamo animali cadere, come colpiti da un'esplosione e poi di nuovo Kirsten (justine nel film) che cammina con i piedi legati a terra da delle funi di lana che la bloccano, impedendole di muoversi (scappare?), rendendola incapace di cambiare la sua esistenza...incatenata ad una vita che non vuole, che odia.
E' un progressivo avvicinarsi verso una tragedia annunciata, anche se molto probabilmente questa tragedia si è già verificata. Quando Justine al suo matrimonio innalza gli occhi al cielo per seguire con lo sguardo le lanterne luminose liberate in aria, si legge nel suo volto che la fine, per lei, è già iniziata. Sorride, sorride a tutti, ma sempre con più fatica. Si allontana continuamente dalla propria festa, urina nel prato. Il mondo in realtà è già stato annientato dalla Disperazione, dalla tristezza, dall'egoismo, dalla vacuità della stragrande maggioranza delle persone. Tanto che per Justine, la fine di tutto sembra l'unica vera speranza e fonte di sollievo. Mentre la sorella Claire precipita per la caduta di tutte le sue certezze, Justine accetta la morte con maggior serenità di quanto non avesse accettato la vita. Prima si getta nell'acqua con il vestito da sposa, (e qui LVT ridipinge il quadro Ophelia di Millet), poi si concede nuda alla luce blu di Melancholia, in una scena estremamente emozionante del film, trionfo di estetica e romanticismo. Ed alla fine è lei a costruire la "caverna magica" per rassicurare il figlio della sorella.

Unico difetto, probabilmente, è la prima parte del film dedicata al cenone per il festeggiamento del matrimonio, che poteva essere un po' meno lunga e didascalica. In ogni caso l'ho trovata funzionale alla seconda parte. I vari personaggi, parlano ed emerge nettamente la loro falsità, la vacuità dei loro discorsi. Borghesi noiosi ed annoiati loro stessi. Un'umanità fragile, in decadenza, un'umanità già morta, malgrado Melancholia non si sia ancora schiantato contro di essa (e nessuno ancora sa che la fine è prossima). C'è il padre donnaiolo, mai stato attento al bene della figlia, c'è la madre ribelle, arrogante che priva di scrupoli incita Justine a non sposarsi, deturpando l'atmosfera. (L'unica persona non falsa, cosa fa? ferisce a morte Justine...bel colpo Lars) C'è il marito bonaccione, che però non riesce ad essere in empatia con la sposia, non ne capisce il dolore, c'è il datore di lavoro di Justine che le da un incarico anche la sera del suo matrimonio, c'è la sorella ossessivamente attenta ad ogni dettaglio, maniaca dell'ordine e della precisione... In ogni caso, alcune scene, alcuni dialoghi sono ideali per farci sentire la pesantezza della situazione vissuta da Justine. La nostra sposa, infatti, ogni poco si allontana dalla festa, urina nel parco , scopa con uno stagista della sua azienda, si spoglia, rimette in (dis-) ordine i quadri della villa, precipita profondamente nella tristezza e manda tutto in fumo in un solo attimo, matrimonio e carriera...
La seconda parte, invece, è un progressivo, claustrofobico, inquietante, ma splendido avvicinamento all'impatto di Melancholia contro la Terra. Si resta sconvolti, ma in modo delizioso. Dopo Justine si sgretolano anche tutte le certezze degli altri protagonisti, non c'è fede nella scienza che tenga, non c'è religione... e da qui in avanti, veramente, si rasenta la perfezione.

pinhead88  @  24/06/2013 16:31:33
   7½ / 10
Un film che racchiude la visione pessimistica del mondo dell'autore stesso.
Ottimo il concetto ''Melancholia'' rappresentato come spettro della fine di ogni cosa, metafora della tristezza, del vuoto che ci circonda che da sempre corrode l'animo umano.

biribiri  @  12/06/2013 13:38:00
   9 / 10
Un film unico, che mi ha davvero scossa e toccata. Il senso di desolazione che regna per tutta la sua durata e' semplicemente perfetto e ti costringe a rimanere incollato allo schermo e a non perderti nemmeno una scena, cosi' come gli attori sono perfetti nei loro ruoli, e tutte le emozioni espresse splendidamente. Per non parlare del finale, crudele ma anch'esso perfetto, che ti porta a pensare che non ci potrebbe essere modo migliore per concludere un'opera del genere.

bagninobranda  @  22/05/2013 23:55:53
   10 / 10
Forse il miglior film di Von Trier e sicuramente il miglior film del 2011. Giustamente ignorato agli Oscar, dato che film così agli Oscar non ci finiscono mai. Pochi eletti apprezzeranno questo capolavoro.

Macs  @  18/05/2013 22:56:27
   8 / 10
Ci siamo, film metaforico e nettamente diviso in due parti che sembrano incomunicanti (anche per le diverse tecniche di ripresa) solo a prima vista.
Adorabile la terribile acidità della Rampling. Tutti gli attori al loro posto, eccetto forse John Hurt che gigioneggia un po' troppo in una pellicola fondamentalmente tragica. Passioni, rancori, senso di inadeguatezza, e sullo sfondo il male del secolo: la "melancholia" , nel senso greco del termine di malattia dell'anima e della bile. Splendida ancora una volta Kirsten Dunst in un personaggio difficile da interpretare e che incarna alla perfezione il male di vivere e il suo fratello gemello: il senso di impotenza, che blocca e condanna l'uomo moderno a rifiutare la propria realizzazione anche quando si ha la fortuna di averla a un palmo dalle nostre mani. E' solo con l'impatto di Melancholia col pianeta Terra, che Justine riesce a ritrovare la vitalità che sembra avere perduto, mentre per tutti gli altri avviene il processo inverso: al male di vivere si può opporre un esorcismo solo confrontandolo, ma solo chi lo conosce e lo vive è in grado di capirlo. Per gli altri, i cosiddetti "sani", il confronto con (la) Melancholia può solo risultare in una temuta, aborrita, distruzione.

Crazymo  @  01/05/2013 01:33:24
   8½ / 10
Magnifico film di quel pazzo di Lars Von Trier, personalità con una grande sensibilità che molte volte viene frainteso dal pubblico e dalla stampa ("Ok i'm a nazi!" cit.) i quali non capiscono che è una personalità continuamente sopra le righe e con un grande background morale e filosofico, come dimostra in questo film, il quale ho apprezzato molto di più dopo aver letto la bellissima analisi di Filmscoop. Il film non mi ha mai annoiato, bisogna entrare nell'ottica che non si sta vedendo un catastrofico stile Hollywood ma un film indipendente con due ******** così, con una fotografia magnifica, una regia originale con il suo traballamento che personalmente non mi dispiace e sempre perfetta nelle messe a fuoco e nei campi/controcampi, delle interpretazioni ottime e un crescere, un procedere della storia, un salire dell'ansia che non avevo mai vissuto fin'ora, gli ultimi 30 minuti di film mi hanno davvero fatto andare il cuore a mille. Un magnifico affresco sulla forza della natura, sulla piccolezza della razza umana in tutti i suoi aspetti e sull'inevitabilità del destino, il quale da un momento all'altro può spazzarci via senza che nessun'altro nell'universo si ricordi della nostra breve e inutile esistenza. A un passo dal capolavoro, grande Lars, film indimenticabile!

Gruppo COLLABORATORI julian  @  21/04/2013 18:19:39
   8 / 10
Il panegirico della depressione, firmato Von Trier.
Due scene su tutte sono la chiave e la bellezza del film:
Justine che, dopo aver ignorato puntualmente il proprio sposo, ammette con sincerità a Claire di volerlo davvero il matrimonio;
Justine che, dopo aver promesso di custodire per sempre la foto del piccolo appezzamento di terra, la dimentica volutamente sul divano.
Kirsten Dunst, nelle sue molteplici espressioni che continuano a contraddirsi senza logica, è il film e la credibilità del ritratto dello stato depressivo passa dalla sua bravura. Questa è la parte autentica di Melancholia, e lo è perchè Von Trier l'ha conosciuta.
La depressione è uno stato illogico: uno sconosciuto che prova a carpirti i segreti del mestiere può essere la tua gioia per un minuto, l'uomo che hai deciso di sposare la tua condanna. Una minaccia planetaria, perciò, non può che essere un evento da accogliere con serenità, un'occasione per ricongiungersi con il nulla attraverso una conclusione sublime.
Il depresso, nell'ottica di Von Trier, diventa addirittura veggente - in senso metaforico - superiore al resto dell'umanità perchè vede oltre gli schemi dettati da scienza, fede e altre credenze terrene.
Portentoso l'incipit fatto di quadri in movimento, sembra fine a sè stesso ma assume significato in seguito.

Erdruckt  @  26/03/2013 16:15:49
   10 / 10
Film strepitoso che ti rimane addosso e dentro. A mio parere non c'è un solo difetto in questa pellicola. Finalmente un capolavoro moderno, una ventata d'aria freschissima nel mondo del cinema attuale ormai saturo e stupido.

Badu D. Lynch  @  25/03/2013 15:14:25
   9½ / 10
Una consapevole e glaciale (auto)distruzione, una fredda e realistica catastrofe. Un trattato filosofico e apocalittico sul pessimismo e malessere esistenziale. Un'implosione emotiva, un uragano silenzioso di sentimenti e sensazioni.
Misterioso, affascinante ed evocativo.

Il mio Lars Von Trier perferito (in passato ho dichiarato che è Dogville, ma, riflettendoci, penso proprio sia Melancholia il mio preferito)

Invia una mail all'autore del commento Larry King  @  02/03/2013 10:17:32
   8 / 10
Premessa: il finale e'ben svelato subito, ma chi non l'avesse visto e volesse mantenere la chiamiamola sorpresa, e'invitato a non proseguire la lettura. Visivamente (specie nel magnifico prologo) un'esperienza unica, lontana anni luce da qualsiasi cosa vista nel mainstream ultimamente, una sconvolgente sequenza di immagini e musica che difficilmente lascia indifferente. Dal punto di vista emotivo, una rappresenzatazione allegorica di una seduta psicoanalitica di un caso borderline di depressione cronica. Un processo di autodistruzione personale e totale, privo di catarsi, in cui, cosi'l'ho vista io, una donna, al momento cruciale della sua crescita personale (il matrimonio)si vede non all'altezza della situazione. Inizia cosi'a distruggere se stessa, chi quelle sicurezze le ha innate (la sorella) e chiunque abbia minato la sua vita, ovvere il grottesco universo che la circonda (i genitori, il datore di lavoro, il giovane collega) tutti volutamente disegnati sopra le righe.
Lei soffre, in quanto a differenza degli altri, e'consapevole del proprio male (conosce il nr dei fagioli ma non lo dice) le cose belle della vita hanno perso gusto (il polpettone sa di cenere, ogni piacere della vita e'percio'bruciato, perso) ed riscopre la pace, solo nella consapevolezza della fine.
Nessuna assoluzione dunque, nessuna via di salvezza, per un percorso nichilista, privo di vie di fuga. Responso discutibile, ma ineluttabile per una film che suona come un pesante pugno allo stomaco, dal quale non ci e'dato di astenersi.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  12/02/2013 19:36:21
   7 / 10
Diseguale ma per una volta suggestivo e con un certa coerenza stilistca, Lar Von Trier mette in scena l'apocalisse come un dramma di due sorelle - una problematica e depressa (la brava ma non entusiasmante Dunst) - l'altra madre/moglie possessiva ed insicura Rampling (d'applausi). Usa gli effetti speciali (pessimi) come fine e non mezzo, anche se le citazioni alte (Il Tristano e Isotta di Wagner) sono molto gratuite seppur suggestive.

Lars Von Trier conferma quindi di non essere un intellettuale fine, ma la sua ispirazione è figlia di un sincretismo culturale forse rozzo; spezza la narrazione in tre parti, suggerendo - facendo venire il mal di testa con la mdp a mano - chiudendo con un messaggio di riconciliazione davanti alla morte.

Eppure è meno predicatorio di un Malick nello scandagliare i suoi personaggi... incredibile ma vero.

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Ultima risposta 12/02/2013 22.56.58
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cicatesta  @  07/02/2013 12:18:12
   8 / 10
Alla fine del film sono rimasto seduto a guardare lo schermo nero per un paio di minuti (copyright qualcuno qui su filmscoop...)
E' bello sto film, altro che palle.
Le donne sono brave, la Ginsbourg meglio della Dunst.
Trier si esprime bene, il film è pieno di belle cosine tipo la foto del meleto o la storia dei fagioli.
Citando un altro blogger di filmscoop, è un film che quando è finito ci ripensi su.
Quindi molto bello.

shock1  @  31/01/2013 11:08:59
   8½ / 10
Un quandro, l'opera di un artista. Ti colpisce e ti rimane dentro.

Tuonato  @  22/01/2013 18:02:49
   6 / 10
Parte I - Introduzione
Lungo prologo, tante istantanee al ralenti che sono dei Caravaggio in lento movimento. Altre prospettive surreali di quel che sarà, di ciò che vedremo. Sappiamo già il finale, tanti potrebbero abbandonare qui. E' un suggerimento.
Sublime.

Parte II - Primo capitolo, "la matta"
<<Goditela finché dura>>.
Ma Justine non ci vuole sentire. E così decide di dare i numeri, lei sa che prima o poi in un modo o nell'altro finisce tutto e quindi c'è poco da star allegri. Che oltretutto poveretta perde di vista Antares, stella e bussola insieme.
Un 'Festen' rivisto in sostanza, questa sfarzosa cerimonia. Migliore? Mah, cinese direi. Una patacca, pura imitazione.

Parte III - Secondo capitolo, l'altra ragione
Quella di Claire, sorella che argina a fatica furia Justine. A lei capita "Melancholia". Già, la sorella. No, non solo.
<<La Terra è cattiva>>.
Un enorme pianeta che le si avvicina sempre più. Altro che la brillante Alfa scorpii di Justine. Maledetta terra, dea impietosa.

Conclusioni
Bello.
Il cast femminile. Anche se Gainsbourg e Rampling sono capaci di dare molto di più. Evidentemente non era funzionale, magari rubavano la scena.
Bello.
Tutto tempestato di simbolismi.
678 fagioli era il numero giusto della lotteria. "Temutissimo male", l'inizio non promettevo proprio bene.
Via i libri esposti sugli scaffali! Al loro posto 'Ophelia', 'Davide con la testa di Golia', 'Il ritorno dei cacciatori', 'Il paese di cuccagna'. Echevordì? Non lo so, informatevi se volete io mi rifiuto.
Il ponticello che non si riesce ad attraversare. La salvezza che non si può raggiungere.
Un campo di golf di 18 buche come giardino di casa. Ah no, sono 19. Forse è tempo di uscire dal campo. Qualcuno di testa già ha dato.
Bello.
Un altro film sulla depressione cronica di Larsone. Stavolta però per nulla misogino, il vecchio leone ruggisce contro gli uomini ridicolizzandoli.
Bello. Sempre se non avete già gettato la spugna.
Quello schianto finale. Vera liberazione. Risarcimento doveroso. Per lo spettatore.

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Ultima risposta 06/04/2013 01.22.54
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lo156  @  17/01/2013 16:10:45
   6½ / 10
Disturbante, intrinseco e fuori dall'ordinaria ma eccessivamente lento, per carità sublimi le immagini, la fotografia, le atmosfere ecc... però è troppo lento, mezzo punto per il finale ""shock""!

Mr. Threepwood  @  09/01/2013 16:41:37
   4½ / 10
mi dispiace abbassare la media, anche perché fotografia e colonna sonora per me sono stupende. purtroppo però il film non decolla mai e alla fine della prima ora non è ancora ben chiaro dove si voglia andare a parare con la storia fin lì raccontata. nel complesso per me è davvero troppo lento e piatto, non succede praticamente nulla per due ore e come già detto da altri non ti lascia nulla.

Febrisio  @  28/12/2012 12:54:05
   8½ / 10
Lars Von Trier certamente con le sue uscite non è di quelli più simpatici, ma sicuramente sa fare cinema. Prima parte stupenda. Possiede l'autorevolezza di coinvolgere, di essere estremamente semplice, ma dannatamente ben fatto. Poi la seconda parte non peggiora, ma si stabilizza nel suo comunicare, senza mai abbandonare la qualità sia stilistica, che di spessore. Decisamente interessante, e in un cinema così tanto standardizzato, senza fare chissà cosa, è una benvenuta boccata d'aria fresca.

EndlesSummer  @  26/12/2012 18:18:02
   7½ / 10
la fotografia è magnifica, la dunst dimostra di non essere ''proprio'' inutile come attrice.
aspettavo questo film da parecchio e un pò mi ha delusa: mi aspettavo qualcosa in più soprattutto nella prima parte.
ho odiato la scelta della telecamera mossa.. faceva letteralmente venire il mal di testa.
finale meraviglioso.

Federico  @  23/12/2012 12:32:47
   9 / 10
STEn  @  21/12/2012 11:53:30
   9 / 10
In due ore abbondanti

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER succede poco. Nonostante ciò la fotografia e le stupende immagini consentono di non annoiarsi. È certamente un film che richiede un certo stato d'animo per essere visto. Infatti gli atteggiamenti che rivelano una totale inerzia e indolenza da parte di Justine e i suoi cambiamenti d'umore, oscillante tra la serenità e gioia per il matrimonio appena celebrato e la totale apatia, rischiano di far apparire questo personaggio semplicemente irritante, soprattutto nella prima parte del film. A ciò si aggiunge un gruppo di personaggi altrettanto strampalati, e il rischio è quello di provare un senso di frustrazione per dei comportamenti al limite dell'inverosimile. Fortunatamente una tale composizione di umanità è stata sufficiente a destare la mia curiosità di spettatore,

Nella seconda parte del film sparisce del tutto quell'ambivalenza di comportamenti di Justine, sebbene ci sarà comunque un'evoluzione, e il tono si fa più definito man mano che ogni pezzo va al suo posto.
Aldilà delle stupenda fotografia, e della regia, la quale può però risultare fastdiosa a causa delle inquadrature incerte e traballanti, il film lascia qualcosa di grande. È un inno alla razionalità nel nichilismo. In quest'ottica, Justine -apparentemente malata di depressione- è l'unica sana in un mondo di malati di vita. Ella è triste perché sa. La conoscenza le permette di squarciare il velo che non consente agli altri di guardare all'essenza delle cose. Ella sembra essere l'unica consapevole della finitezza della propria vita, e di quella di tutti in verità. In questo senso il rapporto sanità-malattia viene ribaltato, e la sanità, la normalità comunemente detta, altro non è che la sospensione dello spirito razionale. Perché l'uomo non può vivere contemplando la morte.

gabri68  @  11/12/2012 21:10:19
   7½ / 10
Mi è piaciuto molto, al di là di ogni aspettativa.
La seconda parte l'ho trovata coinvolgente ed emozionante mentre la prima parte forse è po' trascinata. Nel complesso comunque lo trovo un gran bel film, di quelli che una volta che sono finiti i titoli di coda continui a pensarci...

Scuderia2  @  11/12/2012 19:47:36
   3 / 10
Ci ho messo 15 anni a riprendermi da Le Onde del Destino ma adesso mi sento preparato ad affrontare un altro film di von Trier.
Sono pronto.Sono pronto.
Non ero pronto.
Già al 7' accuso i primi sintomi di insofferenza:'Ma il film è tutto così?'
Al 40' rimpiango le immagini stile Intervallo RAI (a colori,slow motion) dei primi minuti.
Sono in balia di un matrimonio tragico. La macchina da presa balla che sembra di essere sul ponte del Titanic:forse vuole rendere l'instabilità mentale di metà degli ospiti.Ma io ho bisogno di un antiemetico.
Si prosegue con la location del ricevimento che è diventata osservatorio privelegiato per il passaggio di Melancholia (il pianeta).
Tra un bagno caldo e una colazione all'aperto constatiamo che i prolemi di salute della neo-sposa sono genetici.
Io intanto sono entrato,già da un pò,in rotta di collisione con Melancholia (il film) e resto in attesa del tragico,quanto liberatorio finale.

Morale:che gli frega ai depressi della fine del mondo.

Quello tra me e Lars è un rapporto sulla lunga distanza,costruito,anzi demolito 'mattone' dopo 'mattone'.

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Ultima risposta 22/01/2013 00.09.28
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maitton  @  11/12/2012 14:41:19
   8 / 10
meraviglioso film di von trier.

ho apprezzato molto la linearità del film, e le interpretazioni delle due attrici principali.
non mi interessa particolarmente la visione pessimistica, quanto la splendida raffigurazione del difficile rapporto fra due sorelle cosi'diverse, e delle loro contrastanti reazioni di fronte ad una morte imminente.
e'un film che va davvero in profondità.
ultimi 15 minuti da applausi, mi hanno emozionato molto.

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Ultima risposta 11/12/2012 19.11.23
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Invia una mail all'autore del commento The howling  @  04/12/2012 10:30:32
   7 / 10
Visione pessimista del destino umano, nonsense che pervade la vita dell'uomo su questa terra, casualità e fortuità di quanto ci succede...i protagonisti, chi si lascia andare, chi cerca di reagire senza tanti risultati...

però la fotografia è meravigliosa (vedi le scene iniziali), i colori da quadro surrealista, l'angoscia palpabile sin dal primo fotogramma...

Non condivido il nonsense, ma il regista sa fare il suo lavoro, eccome!

Da vedere, almeno una volta.

clubdelmariachi  @  17/10/2012 15:05:34
   7 / 10
Tecnicamente bello, però.................qulcuno me lo spiega in parole povere?

secondo me le metafore e i significati del film sono troppo sottointese per essere apprezzate..

??

Jumpy  @  16/10/2012 13:00:31
   7 / 10
Tecnicamente perfetto, interpretazioni magistrali è un film pervaso di simbolismi e metafore attraverso i quali viene affrontata, come tema generale, la precarietà della condizione umana...

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Stavolta la tristezza ed il pessimismo di Von Trier entrano nello spettatore con sottigliezza e profondità.... come quando ti tagli con una lama affilata e non senti subito dolore. A mio parere è eccessivamente penalizzato dalla lentezza, sopratutto della prima parte, unica caduta di stile...

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phemt  @  23/09/2012 11:12:41
   8 / 10
La disgregazione umana parallelamente a quella del pianeta è il nocciolo dell'ultimo film di Lars Von Trier…

Si inizia alla grande con una sequenza magistrale a metà tra un incubo della Dunst e un sunto dell'intera pellicola, poi parte il film diviso in due parti… Nella prima Von Trier è bravissimo a far cogliere allo spettatore l'ambiguità di una Kristen Dunst ormai prossima a crollare fisicamente e psicologicamente!
Nella seconda si vive in attesa di un qualcosa che può portare sofferenza ma anche liberazione!

Cast eccellente, la Dunst finalmente si mostra come attrice completa, la Gainsbuorg continua a mostrare una potenza emotiva assolutamente non comune, ma è tutto il cast ad esaltare con citazione obbligatoria per Sutherland, Hurt e Udo Kier in una particina…
Comparto tecnico di livello assoluto!

Tra depressione cosmica e citazioni a Cimino, nichilismo e una flebile apertura nel finale, la pellicola mostra un incipit e un finale che non si dimenticano facilmente… All'interno un interessante analisi della depressione e dell'annientamento fisico e psicologico che ne consegue!

Autoriale, forse presuntuoso, di certo affascinante… Von Trier continua il suo percorso cinematografico e continua a non essere per tutti! Un occasione un film del genere, di certo se la merita secondo me!

adrmb  @  27/08/2012 22:37:34
   9½ / 10
Justine e Claire. Claire e Justine. Sorelle sì, ma caratteri diversi. Stesso sangue, reazioni diverse di fronte alla minaccia incombente.
Sarebbe riduttivo tuttavia credere che il film si concentri solo quest'aspetto, vista la gran quantità di simbolismi e metafore di cui la pellicola è colma.
Capolavoro di rara complessità.

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orwell00  @  27/08/2012 22:26:34
   8½ / 10
Lars come al solito rimescola i generi . Il pessimismo cosmico diventa realtà.
Nichilismo all'ennesima potenza. Film complesso ma comunque accessibile. Ottime le interpretazioni K.D. su tutti.

krystian  @  25/08/2012 16:51:13
   7 / 10
Film innegabilmente affascinante e spiazzante, costruito sui dialoghi e sulle ammalianti immagini che pone, tuttavia c'è anche da dire che l'ho trovato molto molto lento, forse troppo, risultando quindi noioso.
Alla fine sono rimasto sconvolto (impossibile restare indifferenti) però credevo fosse un po' più entusiasmante.

BrundleFly  @  27/07/2012 11:16:28
   7 / 10
Generalmente non amo il cinema di Von Trier, ma questo è uno dei suoi film che mi è piaciuto di più. Certo la parte del matrimonio è davvero troppo lunga e "assurda" per i miei gusti, ma nel capitolo 2 si risolleva alla grande soprattutto nei 20 minuti finali.
Credo che però sia uno di quei film che non rivedrei una seconda volta, perchè comunque è una pellicola in cui l'impatto (parola giusta al momento giusto) e la curiosità iniziali influiscano molto sulla visione.

Podo  @  16/07/2012 19:08:09
   9 / 10
Chi vede la realtà per quella che è, nei nostri giorni, viene definito catastrofista oppure mezzo matto.

Accade al regista di questo film ed alla protagonista di questo film.

In realtà questo mondo è dominato dal genere umano che sembra impazzire ogni giorno di più e l'apocalisse rappresentata da questo capolavoro sembra essere più che altro "purificatrice"

Inutili esseri avidi ed egoisti si aggrappano all'inutile per tirare avanti, nel frattempo viengono dimenticati valori e buon senso.

Siamo tutti (chi più chi meno) inquinati da questa società giunta al capolinea.

Detto questo, vado a farmi una birra.

vale1984  @  18/06/2012 11:42:34
   5½ / 10
Premettendo che la protagonista è stata molto brava nella parte della pazza anche se la sorella in molte scene è un personaggio quasi più interessante ma il film è tremendamente noioso. Belle le scene inziali, i sogni e le farneticazioni folli della giovane sposa ma anche troppo altalenanti e lente...ho trovato questo film davvero particolare e con effetti scenografici interessanti ma il finale è scontato, la trama è lenta e inconcludente ed in sostanza non lascia niente...

Invia una mail all'autore del commento Weltanschauung  @  28/05/2012 14:26:35
   8 / 10
Pessimismo cosmico sul grande schermo.
Ma d'altronde cosa si pretendeva da Von Trier nel 2011?Che si mettesse a girare un film new age in pieno regresso?
Il regista danese è un vero artista ed in quanto tale, ciò che egli trasmette attraverso il cinema va al di là del bene e del male.
Von Trier ha dimostrato per l'ennesima volta di essere in grado di introiettare a sè il suo (non)tempo, riuscendo a far trasparire tra i fotogrammi del suo cinema, dettagli significativi dell'epoca attuale.

Geniale anche nel riuscire sempre a far pubblicità ai propri film, scaltra difatti l'uscita sul nazismo con i somari della stampa che abboccano e gli aumentano la visibilità portandolo praticamente quasi ai livelli di un mainstream.

Ma veniamo al film.
Un pianeta blu sta per entrare in collisione con la Terra, nel frattempo una donna sta per sposarsi. Il corpo celeste si avvicinerà al cosmo di pari passo con lo sprofondare nella depressione e nell' apatia della protagonista...

Il prologo è di una bellezza estetica inenarrabile, grazie ad un uso magistrale del ralenti e ad una fotografia avvolgente dai contrasti di luce forti, in linea col tema decadente. Già dopo questo incipit si potrebbe essere soddisfatti e interrompere la visione: sequenze maestose con collisione allegorica finale strepitosa.
L'uso della camera a mano è come sempre appropriata per trasmettere realismo ed atmosfere fatiscenti.

La settima arte espressa da Von Trier combina una realtà caotica e senza speranza a momenti di illuminazione e superiore lucidità. Nel suo cinema si coglie quasi il balenare di certezze più elevate fra caos estremi e percezioni magiche di una realtà delle cose esistenti nella loro essenza e purità, creando così una sorta di trance e tramortimento nello spettatore.
In mezzo allo sconquasso e alle situazioni più assurde agisce una tendenza confusa verso una comprensione esistenziale dell' irrilevanza del tutto.
E non importa che questa irrilevanza sia percepita dalla protagonista con la banalissima affermazione "il mondo è cattivo", perchè è l'essenza quella che conta e Justine si trascina dietro l'impotenza della fine di un' epoca.

Nel film ruotano vari personaggi, tutti ovviamente funzionali alla riuscita dell'opera, e la festa di matrimonio iniziale è l'occasione giusta per presentarceli uno ad uno nella loro imbarazzante miseria interiore.
Tra i principali ne cito tre:

-Claire (una splendida Gainsbourg), la sorella di Justine che ne recepisce il malessere esistenziale ma preferisce starsene nel suo limbo di certezze provvisorie sino a quando non verrà messa di fronte alla realtà dei fatti che provocheranno in lei una situazione di inevitabile nevrosi e paura.

-Lo sposo di Justine, un uomo banale assoggettato al sistema che di fronte alla prospettiva di una vita ipocrita, preferisce costruirsi mentalmente un futuro idilliaco fatto di progetti familiari di ogni tipo.

-Il marito di Claire, un ricco borghese avido e codardo (la sua morte è la sua fotografia) che vive percependo solamente materia affidandosi ciecamente all'unico tipo di conoscenza che la triste società occidentale gli ha messo a disposizione: la scienza.

Oltre a questi da menzionare anche altre figure come l'ambigua antiborghese mamma di Justine , il suo buffo datore di lavoro, il dipendente di quest'ultimo e la società borghese in generale col suo gioco dei fagioli.
Quest'ultima rappresentazione par essere un sincero augurio di morte e dissolvenza all'umanità intera imborghesita e non più meritevole di vivere.

Il film, accompagnato dal Tristano di Wagner, scorre in maniera flemmatica e cadenzata, colmo di metafore di ogni tipo (splendida quella di Justine nuda sotto le irradiazioni di Melancholia), e si conclude con un apocalisse annunciata.

Lars Von Trier si conferma una preziosa espressione dei nostri tempi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR frine  @  27/05/2012 20:38:07
   6 / 10
Prima parte, scene da un matrimonio.
La vampira Claudia di Interview with the Vampire (qui ribattezzata Justine), dopo un lungo fidanzamento con Spiderman, celebra un sontuoso e formale matrimonio con il vampiro Eric di True Blood (qui detto Michael), figlio del boss dell'azienda in cui lei lavora. La cerimonia nuziale, tenuta nella proprietà del vampiro David di Lost Boys (qui John), cognato della sposa, è talmente bolsa che la sposa si scoccia e va a consumare il matrimonio con l'ultimo sfigato portaborse del capo, piantando in asso l'insulso consorte. Questo comportamento viene considerato sintomo di grave depressione.
Seconda parte: scene da un altro matrimonio. L'Anticrista (qui detta Claire), sorella della sposa e moglie del vampiro David, si adopera con ogni mezzo per far uscire Justine dalla presunta depressione, seguendola dappertutto e sorprendendola mentre, senza veli, prende la tintarella di luna. Senonché, non di luna si tratta, ma di un pianeta dispettoso che ha deciso di non percorrere la traiettoria prevista dagli astronomi. Quando tutti capiranno che l'intento del pianeta Melancholia (presunta allegoria della depressione) è quello di spiaccicarsi sulla Terra, si scopre che l'Anticrista è la vera depressa (anzi, diciamo meglio: una vera lagna), e che la vampira Claudia ha invece lo stesso aplomb dei tempi d'oro, quando tagliava il collo a Tom Cruise. Finale ovvio.
Il mio voto si motiva così: +2 per i bellissimi scenari (un particolare elogio agli alberi stortignaccoli del giardino), per gli arredi eleganti, per gli abiti e, in generale, per la dimostrazione di grande buon gusto; +2 per le volonterose intepretazioni di Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg (anche se la seconda frigna troppo): + 3 per Alexander Skarsgård e +2 per il padre che, oltre a saper recitare, ha il merito di avere fatto lui e altri 7 figli, si spera con lo stesso stampo. Sarebbe 9, ma metto -3 per l'inconsistenza della storia e la superficialità dell'analisi psicologica.
Purtroppo secondo me Melancholia è un'occasione perduta, proprio per la mancanza di un approfondimento adeguato del tema della depressione (se vogliamo, i depressi più convincenti del film sono i cavalli). Non si può negare che le immagini siano belle, ma non c'è altro: senza una vera ispirazione (che io NON ho parcepito), l'opera si riduce a un puro esercizio di stile, forse perfino insincero.

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Jambalaya  @  23/05/2012 21:57:16
   9½ / 10
L'unico film che al termine della visione mi ha fatto rimanere seduto sulla poltrona del cinema insieme alle altre persone per almeno 5 minuti;senza dire una parola. Un'opera d'arte,una fine preannunciata che ti colpisce in pieno. Spero esca il blu ray in Italia per godermi ancora una volta lo spettacolo.

floyd80  @  07/05/2012 15:49:17
   7 / 10
Inevitabile.
La protagonista racchiude l'anima e il pensiero del regista, inevitabilmente malinconico.
La trama anch'essa inevitabile vista la fine delle certezze dei personaggi.
La fotografia fredda è inevitabilmente distaccata.
La depressione è inevitabile.
La morte è inevitabile.
Due ore insieme al pensiero distruttivo di Lars Von Trier. Fate voi.
Ottimi attori, ottime musiche, ottima regia ma se siete dei tipi solari lasciate perdere e andate a vedere American Pie.

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Ultima risposta 07/05/2012 21.03.07
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Sardello  @  17/04/2012 09:41:00
   7½ / 10
Spiazzante e coinvolgente

Beefheart  @  16/04/2012 13:57:27
   6½ / 10
Drammone catastrofico parecchio strano, originale, esteticamente notevole, tecnicamente virtuoso. Praticamente due film in uno: il drammone ed il catastrofico; l'uno lo sfondo dell'altro. Un film ottimo a livello visivo per fotografia, luci, location, scenografie ed artifizi tecnici; un po meno nell'espressione dei contenuti: non riuscitissima nella trama molto semplice, forse troppo, discretamente sceneggiata e ritmata, ma un po freddina e poco efficace. Buona la prova dell'intero cast. Buone le musiche. Che dire? Pare che Trier stia attraversando un periodo di depressione e non è che questa pellicola cerchi di nasconderlo. Nel complesso direi che, proprio per la sua particolarità, almeno una visione la merita, anche per i non fedelissimi. Nella filmografia del regista c'è comunque di meglio.

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Ultima risposta 27/05/2012 20.45.49
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Lory_noir  @  16/04/2012 01:36:32
   5 / 10
Stimo molto Von Trier ma questo film non mi è arrivato. Malgrado la bravura degli attori e la bellezza di certe immagini non ho saputo apprezzare in toto il film.

drobny85  @  13/04/2012 22:10:16
   5½ / 10
Tanto fumo e poco arrosto, così posso descrivere questa pellicola di Lars von Trier.
Troppo lento a mio avviso, la seconda parte del film è però sicuramente più avvincente e alza il mio voto finale.

kako  @  13/04/2012 13:02:01
   8 / 10
questa rappresentazione della fine del mondo, dell'apocalisse, da parte di Von Trier è veramente affascinante. Un film malinconico, nichilista che colpisce pienamente nel segno. Immagini sublimi e suggestive accompagnano una storia originale la cui morale dovrebbe farci riflettere sul senso di apatia che ci affligge, un'indifferenza verso quanto ci sta attorno. Kirsten Dunst, bravissima, rappresenta perfettamente questo senso di estraneità al mondo e quella borghesia rappresentata invece dalla sorella. In una realtà dove tutto sembra deciso, dove vive l'ipocrisia, arriva Melancholia a distruggere quell'umanità che nel menefreghismo verso il mondo e il proprio pianeta forse si merita veramente una tale fine.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  11/04/2012 08:10:01
   9½ / 10
che dire? meraviglioso! l'introduzione, o meglio il prologo del film, con le meravigliose e struggenti musiche di "tristano e isotta" di wagner, è quanto di più bello si potesse fare nell'arte cinematografica.il film, diviso in capitoli come d'uso solito, non potrebbe essere più giusto per esporre le due sorelle:justine, malata, depressa, stanca del mondo cattivo e malvagio che la circonda (con le sue odiose e ipocrite regole) e claire , sorella normale e altoborghese che nella routine trae serenità. a formare il triangolo non è però un uomo (qui figure alquanto patetiche) ma un pianeta:melancholia. questo sbarella gli equilibri finora solidi: justine= matta, claire= solida e concreta. la minaccia che incombe nel futuro che le sorelle avevano già stabilito è quella di stravolgere i ruoli.justine è affascinata da subito e dal pianeta ne riceve la forza che le servirà per ritrovare sè stessa (bella la scena dove nuda abbraccia idealmente come un amante il pianeta).al contrario claire , ha la consapevolezza che l'equilibrio che lei ha raggiunto, in una famiglia d'origine squilibrata, verrà distrutta dal cattivo pianeta che cancellerà la terra inesorabilmente.la fine ti lascia senza fiato. meraviglioso il cast, su tutti la gainsbourg e , sorpresa, la dunst. auguro a tutte le brave attrici di trovare von trier sulla loro strada:nessuno sa far risplendere un attrice come lo fa lui.semplicemente sublime, assolutamente per pochi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  11/04/2012 05:25:21
   8½ / 10
Von Trier ci aveva abituati a dividere i suoi film in capitoli, ma mai come qui le due parti in cui è composto il film erano state antitetiche l'una all'altra. I due capitoli infatti si chiamano "Justine" e "Claire", dal nome delle rispettive protagoniste, ma si leggono "l'ordinario" e "lo straordinario".

L'ordinario è un matrimonio. Straordinario forse nella sua lussuosità, che però si dimostra ben presto effimera e superficiale, un orpello inutile che non può nascondere la meschinità delle persone, la vuota insensatezza della situazione, il malessere esistenziale. Anzi, è un lusso persino dannoso, come la limousine troppo lunga che rende difficile il tragitto, che ti fa sentire in colpa se la festa non risulta perfetta e non ti diverti quanto è costata. Justine, la sposa, è malata, ha problemi a condurre una vita normale, ma fa di tutto per riuscire a non creare problemi e non compromettere la riuscita del matrimonio. Tuttavia non ci riesce, per lei è semplicemente impossibile. Il suo crollo è inesorabile. La sorella Claire, che invece è felicemente sposata con il ricchissimo proprietario della tenuta da cui ha avuto anche un figlio, la rimprovera aspramente, cerca di farla raccapezzare, ma senza successo. Risalta in questa parte soprattutto la difficoltà di Justine ad accettare l'autorità maschile e il bisogno di essere dominatrice, padrona della situazione. L'esempio più lampante è quando prima provoca il marito, per poi lasciarlo lì di punto in bianco abbandonando pure la foto del meleto che lui le aveva dato da tenere sempre con sé. Dopo egli si rifarà avanti, ma lei respinge le sue avances, per poi invece avere un rapporto sessuale con un giovane, in una posizione che la vede come indiscussa dominatrice della situazione. Anche il violento attacco verbale al suo datore di lavoro, o la passione per i cavalli (cavalcare invece di essere cavalcata, il poter frustare un animale possente simbolo di virilità, e nel secondo capitolo tale gesto rivela tutta la sua sadica morbosità) sono sintomi di questa sua posizione verso l'uomo in generale. Il risultato di questo suo atteggiamento è che tutti gli uomini la abbandonano: il marito, il datore di lavoro, il padre. Nel giorno del suo matrimonio si manifesta così irrimediabilmente l'impossibilità di continuare a (fingere di) condurre una vita normale, e il secondo capitolo la vedrà nel pieno della sua malattia.

Lo straordinario è Melancholia. Un pianeta che sta per entrare in rotta di collisione con la Terra. Un evento che farà scomparire non solo la vita, ma la Terra stessa. Di fronte a ciò, difficile trovare un senso all'esistenza dell'uomo, degli animali, delle cose, di tutto il nostro pianeta. Claire è una donna che nell'ordinario si trova molto a suo agio: la sua festa di matrimonio sarà stata sicuramente perfetta. Per lei la routine di tutti i giorni non costituisce un problema, la sua felice famiglia è un solido pilastro su cui basare il senso della sua esistenza. La comparsa di Melancholia mette in crisi tutto ciò. Mette in crisi Claire perchè la sua serenità era basata sull'avere trovato un senso alla vita e alla sua esistenza, senso che Melancholia distrugge senza pietà. Ed è qui che i ruoli si ribaltano: ora è lei che deve appoggiarsi a Justine. Justine forse non sarà in grado di prendere un taxi da sola, ma sa affrontare un pianeta. Come dice lei, è stupido averne paura. A Justine fa molta più paura la vita stessa che non la sua scomparsa. Dalla sua prospettiva, un'esistenza insensata e malvagia è molto più terrificante del nulla. Anzi, da quando lei ha la certezza che Melancholia disintegrerà la Terra, sembra guarire completamente dalla sua malattia; diventa fredda, lucida, razionale, mostrando un percorso evolutivo diametralmente opposto a quello di Claire, che invece scivola sempre più verso la pazzia. Il marito di Claire, poi, dimostra quanto era fondata la diffidenza di Justine verso l'uomo: egli infatti nonostante tentasse sempre di rassicurare Claire, mostrandosi a prima vista un marito buono e premuroso, dopo aver saputo che Melancholia si scontrerà con la Terra si suicida abbandonandola alle sue differenze.

La fine è di quelle da levare il fiato. Justine, Claire e Leo si apprestano all'impatto con Malincholia. L'atteggiamento delle sue sorelle è diametralmente opposto: Justine calma e serena fino all'ultimo istante, Claire la si vede invece agitarsi e dimenarsi prima di venire inglobata dalle fiamme. Poi, un lungo silenzio.

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Bobby Peru  @  07/04/2012 00:11:24
   5 / 10
Ma non scherziamo... anni luce lontani da un capolavoro e neanche vicini al' esser un bel film. Non basta distaccarsi da un cinema commerciale per esserlo, non basta portare la visione di un film ad assimilarla a qualcosa di esasperante per chi guarda, non basta un po di fotografia a spruzzi ecc.
la faccio breve, NON BASTA fare un film "da intellettuale cinematografico" x renderlo un capolavoro. Non facciamo finta che c'è tanto di profondo sotto la buccia (che non c'è manco quella)

NCS e se non era di Lars non so nemmeno se aveva sta schiera di "fan".

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Ultima risposta 27/05/2012 20.48.08
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McLovin  @  02/04/2012 11:16:32
   6 / 10
Un pianeta blu sta per entrare in collisione con la Terra. Ne frattempo una donna (Dunst) sta per sposarsi. Il corpo celeste si avvicinerà al cosmo di pari passo con lo sprofondare nella depressione e nella paranoia della protagonista.

Lars Von Trier riesce a confezionare un film di fantascienza atipico perchè psicologico e metafisico. Il fulcro centrale è la malattia. La grande depressione della protagonista, una stupenda e bravissima Kirsten Dunst, ma anche il dualismo tra le due sorelle. La prima malata, la seconda iperprotettiva, ma che a differenza della della sorella non arriverà all'accettazione di un destino inevitabile.

Non amo molto il regista danese in quanto trovo spesso le sue opere pretenziose e inconcludenti. Stavolta però è riuscito a confezionale un film personale e apprezzabile, chiaro riflesso dei propri problemi di salute, inquietante soprattutto nella seconda parte. Pur non facendosi mancare però lungaggini (la lunghissima festa di nozze), sbrodolature qua e là e qualche momento di ridicolo involontario.

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Ultima risposta 03/04/2012 10.26.06
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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  01/04/2012 20:05:53
   4 / 10
E' sempre difficile prevedere cosa aspettarsi da un film di Lars Von Trier, e anche questo "Melancholia" lo dimostra. Sembra partire bene, poi con il passare del tempo, soprattutto nel secondo "atto", si ingarbuglia su se stesso non riuscendo più ad essere comprensibile (quantomeno io il finale non l'ho capito e quindi apprezzato). 4!

mauro84  @  29/03/2012 23:58:09
   9 / 10
son riuscito a veder sto film, io amante di lars von trier, soltanto stasera.. un film che mi ha lasciato di stucco.. che mi ha lasciato bisibito visto il tema tristissimo che porta con sè.. un matrimonio che inizia bene.. che finisce insomma poco bene.. con tanti alti e bassi.. crisi etc.. ma l'attrice Dunst sempre eccellente e perfetta nella sua parte.. è capace di dire.. "io son contenta di morire".. bè premio strameritato a Cannes.. la adoro.
qualcosa di eccezzionale.. nonostante la lentezza della prima parte .. poi poco a poco prende e ti porta via.. ti trascina fino alla fine.. un piccolo capolavoro da rivedere con la dovuta calma e nella sua epicale drammaticità
grande Lars von Trier.. ti aspettiamo nuovamente!
da vedere!!

catdog  @  27/03/2012 16:19:55
   10 / 10
L'inizio del film è particolare sembrano delle fotografie che prendono vita, molto suggestivo.
Il regista fa vivere lo spettatore con grande partecipazione tutto il film fin dalla prima scena, lo prende per mano e quasi come per magia lo porta come un entità invisibile dentro le scene, lo fa sentire libero di vagare tra gli attori e la macchina da presa. Ecco il sommo genio.
Ho percepito in tutto il film una latente angoscia, il regista "mi convince" a non credere in nulla al nichilismo più feroce, mi sento affranto perché la vita e la Terra sono "cattive" e meritano un'inesorabile morte, senza speranza di rinascita. E' un film forte, come la disperata ed inutile fuga della madre verso la città, dove nasconde il significato che davanti all'ineluttabile, nulla ci può salvare. Bellissima e sublime la scena di quando Justine dice alla sorella, dopo avergli detto che lei già sapeva il numero esatto dei fagioli nella bottiglia, che non c'è nulla dopo la morte ma soltanto un vuoto cosmico. Il regista rende palpabile e materializza quell'atmosfera di falsa felicità dove ogni cosa è mascherata ed è finta, dove tutti devono per forza essere felici quasi come se fosse un dogma, la felicità è obbligatoria altrimenti l'umanità ti mette al bando, solo la sorella capiva Justine, impazzita e impotente davanti alla ineluttabile verità di morte, eppure certe volte anche lei la odiava con tutta se stessa. Un film crudo dove i genitori ripudiano i figli perché vuoti e resi schiavi del danaro. Ci sono poi molte metafore e simboli nel film che solo un grande spettatore attento riesce a cogliere, e si potrebbe parlare per ore.
Invece, non mi è piaciuto l'esagerata dominante del giallo nelle scene esterne quasi come se il regista non avesse fatto un corretto bilanciamento del bianco, ma probabilmente è stata una cosa voluta. In ultima analisi, l'opera l'avrei fatta più lunga, mi dispiace tanto quando finisce e sicuramente è da rivedere più volte. Per certi versi mi ricorda un poco il meraviglioso The tree of life by Terrence Malick.

jb333  @  17/03/2012 08:18:49
   6 / 10
allora il film e veramente particolare.. pero per prima cosa concordo con chi dice che e lontano dal poter essere definito un capolavoro, i capolavori sono altri.. il mio voto e una media che faccio tra le parti del film..
la prima parte e stata veramente penosa (piu precisamente lenta, a tratti irritante e senza logica - alcuni dialoghi e comportamenti dei protagonisti sono stati un insieme di nonsense).. dopo la prima parte mi sono detto "ma che ca..o di film e?" percio diciamo un 5..
la seconda e molto meglio e almeno ci spiega un po i personaggi.. il finale e bello con alcune scene molto buone che colpiscono lo spettatore,vedi "spoiler"..direi che la seconda parte e un 7,5..
alla fine darei un 6.5 -7 MA METTO MEZZO VOTO IN MENO PER I PRIMI 8 MINUTI! mamma mia una tortura, per fortuna che fotevo mettere in veloce..
insomma il film alla fine risulta aprezzabile, ma con alcune scene e una lentezza che rovina il tutto...

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francesco81  @  14/03/2012 15:44:52
   1 / 10
avete presente il primo fotogramma del film? ecco, avete senpre presente il viso in primo piano della protagonista??? ok! sono sicuro che sara' la stessa faccia che avrete voi alla fine del film! esausti di vedere la nullita' fatta in pellicola. mi dispiace perchè dopo dogville speravo in qualcosa di piu'!!!! ma oltre a vedere una sposa depressa che durante il suo matrimonio preferisce andare a farsi un bagno, urinare sopra un campo da golf ( con 18 buche ) , rifiutare di fare sesso con suo marito , per poi fottersi un ragazzo sempre su quel campo da golf e nello stesso punto dove 10 minuti prima aveva allegramente pisciato, per poi finire finalmente questa benedetta festa e cominciare a prepararsi alla fine del mondo nuda davanti ad un pianeta che sta per distruggere tutto e toccarsi le tette( belle x carita')eccitandosi come una malata cronica, sotto gli occhi di una perplessa sorella. . . . 2 ore ed un quarto !

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/03/2012 13.17.16
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gianni1969  @  08/03/2012 01:41:23
   8½ / 10
ottimo quest'ultimo lavoro di von trier,molto inquietante e ben recitato(bravissima la dunst). colpisce soprattutto il senso di apatia e non curanza a quello a cui vanno incontro;quello che l'umanita' si merita. e il messaggio arriva fino in fondo. sconsigliato a chi e' giu' di morale.

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