lo scafandro e la farfalla regia di Julian Schnabel Francia, USA 2007
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lo scafandro e la farfalla (2007)

 Trailer Trailer LO SCAFANDRO E LA FARFALLA

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locandina del film LO SCAFANDRO E LA FARFALLA

Titolo Originale: LE SCAPHANDRE ET LE PAPILLON

RegiaJulian Schnabel

InterpretiMathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Hiam Abbass, Niels Arestrup, Fiorella Campanella, Jean-Pierre Cassel, Emma de Caunes, Max von Sydow

Durata: h 1.52
NazionalitàFrancia, USA 2007
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2008

•  Altri film di Julian Schnabel

Trama del film Lo scafandro e la farfalla

L'8 dicembre 1995, Dominique Bauby, giornalista e padre di due figli, cade improvvisamente in coma. Quando si sveglia, è immobilizzato, colpito da quella che la medicina definisce la sindrome "locked-in". Riesce a muovere solo la palpebra sinistra che diventa il suo legame con il mondo.

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Voto Visitatori:   7,87 / 10 (72 voti)7,87Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Lo scafandro e la farfalla, 72 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo REDAZIONE maremare  @  02/02/2010 11.58.17
   7½ / 10
Meritato vincitore per la miglior regia a Cannes e interpretato da attori straordinari, il film di Schnabel riesce laddove il più noto 'Mare dentro' falliva: raccontare in maniera autorale e poetica il dramma di una mente fervida e creativa, imprigionata in un corpo morente

gandyovo  @  26/01/2010 16.10.04
   6½ / 10
sicuramente una tematica importante ma, sinceramente, non mi ha emozionato, un po' d'angoscia si, bella regia certo, però la media mi pare esagerata anche a me.

kaiser souse  @  23/01/2010 20.51.08
   5½ / 10
Condivido cio' che ha scritto ferro84 ma il mio voto e' piu' basso.
Insuficiente questo film che ha ricevuto una media alta soprattutto per il tema e per alcune trovate. Ma un ottimo film deve anche appassionare e convincere.
La mia critica non e' rivolta tanto alla regia (lavoro originale su una storia piatta) ma soprattutto a chi distribuisce voti 9 e 10 come se piovesse.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  22/01/2010 0.20.26
   6 / 10
Il solito film francese da cineclub che basa il suo consenso su un presupposto ricattatorio.
Ok l'impegno sociale ma alle fine di questo film ho compreso poco.
Escludendo la regia che ha alcune trovate veramente notevoli per il resto ho trovato un film convenzionale, senza mordente.

Ripeto a parte l'aspetto formale che mi ha convinto, utilizzando per quasi l'intera durata del film un punto di vista in soggettiva efficace nel rendere l'angoscia della condizione del protagonista ,ammetto di aver faticato parecchio all'inizio nel reggere quella situazione, per il resto lo svolgimento non ha portato a nessuna evoluzione.
Non è un film pro-life e nemmeno prende una posizione sul fine vita, ci si limita a descrivere una condizione più puntando ai facili sentimentalismi che ad un'analisi veramente cruda.

Penso che l'angoscia derivante da certe situazioni o si vincola a un messaggio o diventa fine a se stessa e allora anche il film perde di senso, per quale ragione uno spettatore dovrebbe immedesimarsi in una realtà che è dolorosa viverla solo con il pensiero?

Inoltre se il messaggio è di mostrare come vivono persone in certe condizioni io francamente lo trovo di una superficialità spaventosa.
Chi ha un minimo di conscenza di cosa sono certe cliniche, a prescindere dal luogo geografico, si rende conto che la situazione non è rosea come descritto nel film.
Onestamente il personaggio o ha avuto un **** tremendo nel trovare un personale medico e paramedico tanto "devoto" oppure aveva una mega-assicurazione e un conto in banca da capogiro per permettersi quell'assistenza!!

Per carità non nego che esistano cliniche perse sulle meravigliose dune sull'oceano Atlantico dove i pazienti vengono portati con tanto amore a prendere aria e a guardare i panorami, fatto sta che a me vengono in mente le varie "Villa Maria" "Villa Bianca" "Casa di cura Anna" che il massimo di natura che concedono ai loro degenti e una palma e mezza aiuola in un cortile interno.

E quindi anche qui il film mi è sembrato abbastanza inconsistente, non sgradevole anche di buona fattura ma un'opera di basso spessore e assolutamente trascurabile.

Se dovete angosciarvi per 2 ore fatelo per qualche film abbia realmente qualcosa da dirvi.

6 risposte al commento
Ultima risposta 23/01/2010 19.12.15
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davmus  @  19/01/2010 10.20.35
   6½ / 10
Storia non solo vera, ma molto bella....solo che non son riuscito ad appassionarmi a pieno all'interpretazione data (sia degli attori, ma anche alla sceneggiatura in generale).
Cmq deve esser visto.

Kr0nK  @  17/01/2010 11.35.46
   7½ / 10
Buon film, però dal mio punto di vista è stato disturbante. Sicuramente non è un film per distrarsi dai propri problemi (Ho fatto l'errore di guardarlo sotto esame)

ivan78  @  24/10/2009 23.08.51
   8½ / 10
Basterebbe il solo titolo ad esprimere l’incredibile significato insito in questa storia. Non si parla di un semplice film ma di un racconto che riporta in vita la straordinarietà di un’esistenza strappata al suo normale corso. Una forza emozionale incredibile ed uno svolgimento tecnico altrettanto efficace guidano “Lo scafandro e la farfalla” verso l’appellativo di capolavoro. La superficialità di Bauby prima dell’incidente lascia spazio ad una profondità d’animo che non trasmette affatto alcun ricatto emotivo nei confronti dello spettatore. Un utilizzo molto sensibile del monologo interiore accompagna la visione sia nella prima fase in soggettiva che nelle numerose parti colte dal punto di vista esterno. La consapevolezza di assistere al racconto di una storia realmente accaduta fa sì che venga sottolineato con enfasi ogni piccolo particolare che Schnabel vuole comunicare. Il suo stile riesce davvero a far entrare in simbiosi con il protagonista, tra gli attimi di disperazione e quelli di amara autoironia. Un film toccante che non può lasciare indifferenti.

Marga80  @  06/10/2009 16.12.55
   8½ / 10
Un film davvero toccante. Il suo gran difetto è che sia parecchio lento, dato che dura quasi 2 ore ma alla fine del film ne sembrano passate 3...
Molto originale la storia e il modo in cui il film è stato girato e ritengo, inoltre, che l'interpretazione(compresa la metamorfosi facciale) del protagonista sia pregevole.

VinLet  @  21/09/2009 17.49.16
   7 / 10
E’ un film che colpisce..emoziona..coinvolge
E’ toccante soprattutto l’inizio..quando si svolge sotto il punto di vista del protagonista
C’è una morale di fondo simile al film “A proposito di Henry”

Ha un ritmo lento..ma vale la pena guardarlo

TheLegend  @  26/08/2009 19.25.19
   7 / 10
Bel film profondo e vero.
Riesce a roccontare bene un dramma senza esagerare nel buonismo e nella scontatezza...

RedPill  @  04/08/2009 21.00.35
   6½ / 10
Ero cieco e sordo, o mi serviva necessariamente la luce di un'infermità, per vedere la mia vera natura?
Ecco che cos'è "Le scaphandre et le papillon", l'introspettivo viaggio di un uomo come tanti, che da un giorno all'altro si troverà a dover fare i conti con il dramma di un destino, che lo priverà di quella naturale libertà, della quale, ci si accorge solamente nel momento in cui viene a mancare.Il tema trattato è decisamente serio, e offre molti spunti di riflessione; oltretutto, una produzione un pò più "sobria", fa sì che il prodotto non risulti eccessivamente strumentalizzato.Bravo il regista a "metaforizzare" con cura le riflessioni del protagonista, prigioniero di una vita, che gli consente di "evadere" solamente, grazie ai propri affetti e ai propri ricordi.L'inquadratura che cade più volte sulla finestra aperta, il vento che muove le tende, la luce del sole che filtra dall'esterno, rappresentano molto bene, ciò che rimane, di una libertà ormai così lontana.Peccato però, che la sceneggiatura non sia assolutamente all'altezza, i dialoghi mancano di spessore e drammaticità, nonostante la situazione rappresentata, in sé, sia a dir poco straziante.Nemmeno il doppiaggio, dai cui toni non traspare una gran disperazione, lo trovo molto azzeccato; in una situazione, dove il protagonista rimane privo di volto per tutta la prima parte del film, un pò più di accuratezza a riguardo, avrebbe sicuramente aiutato.Una valida colonna sonora, ed un buon Mathieu Amalric, risollevano comunque il film, facendogli raggiungere la piena sufficienza.

topsecret  @  04/07/2009 17.30.23
   7 / 10
Un film intenso, riflessivo e drammaticamente umano raccontato però con eccessiva lentezza che non invoglia ad una seconda visione.
Molto buona la prova degli attori, toccante seppure breve quella di Von Sydow.

mikeP92  @  01/07/2009 19.24.13
   7½ / 10
Un film drammaticissimo, ma allo stesso tempo affascinante, una metafora della piccolezza dell'uomo di fronte alla vita e al mondo che lo circonda. I soldi, la fama, le donne, tutte cose frivole delle quali il protagonista aveva a frotte, un mucchio di ciarpame inutile e insignificante.

Non mi é andato giù il finale, però. Inutilmente drammatico, con la morte del protagonista.

Per il resto, da Oscar.

m4551m0  @  28/06/2009 15.58.47
   8 / 10
Vero. Triste, dolce, emozionante, lento, drammatico. Vero. Complimenti a Julian Schnabel per essere riuscito a portare in 16/9 una storia toccante come poche. Applausi!

Alex2782  @  22/06/2009 12.22.55
   7 / 10
il film drammatico per eccellenza, che trasmette sensazioni forti, certo la lentezza del tocco francese si sente, però mi sento di dare cmq un buon 7 !

Clein  @  09/06/2009 8.57.36
   7 / 10
Bel film per Osservatori Pazienti e patiti dei film drammatici. Il film Trasmette senasazioni veramente forti, come probabilmente pochi film riescono in un certo senso. Percepire il dramma che puo' essere una sindrome del genere, e comunque riuscire a vedere in prospettiva la cosa e' veramente geniale.
Grosso problema del film, che non tutti hanno citato, a tratti mi ha stancato, perche' di una lentezza (oserei dire) paralizzante.

cristiano1970  @  04/06/2009 1.42.29
   9 / 10
FILM DRAMMATICO PER ECCELLENZA

Un film molto particolare girato in molte scene dalla soggettiva dell'occhio del protagonista

Pensando che e' una storia vera mi aumenta il magone allo stomaco

In alcune scene mi sono commosso......

assolutamente da evitare per le persone depresse

per tutti gli altri consigliato

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  04/06/2009 0.10.48
   8 / 10
Molto bello e profondo. Da vedere.

pat3  @  21/05/2009 18.44.17
   9 / 10
E' la storia di Jean Dominique Bauby, giovane direttore della rivista Elle che, a causa di una malattia rarissima, la sindrome "locked-in", si ritrova con il corpo completamente paralizzato (lo scafandro appunto) ma lucidissimo e vigile con la mente non impedendogli così di ragionare, sognare, ricordare...

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l'unico modo per comunicare con il mondo esterno quindi è il solo battito del suo occhio (la farfalla)e lo usa per raccontare la sua esperienza , le sue memorie e i suoi sogni che verranno racchiusi in un libro (tra l'altro bellissimo)...
Film che, a differenza di Mare dentro, esalta la voglia di vivere e il valore delle piccole cose della vita e che fa pensare: godiamolela, godiamoci tutto finchè possiamo!
Immagini stupende, regia particolarissima di Schnabel, ricca e bella colonna sonora, particolarmente sentita e toccante l'interpretazione di Mathieu Amalric, bellissime e brave le protagoniste femminili. Piccola ma non per questo meno bella la figura dell'anziano e malato padre, fragile e saggio, data dal grande Max Von Sydow. Insomma un film incantevole, poetico ed emozionante!
Da vedere..

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everyray  @  05/05/2009 19.14.21
   8½ / 10
Scioccante e dura realtà vista in chiave cinematografica e che fa capire in prima persona come ci si può sentire se da un giorno all'altro tutte le nostre certezze,anche le più ovvie possano venire meno....forte come solo certe storie sanno essere,questo film commuove e fa capire quanto siamo fortunati solo avendo la salute...NON DOBBIAMO MAI DARE NULLA PER SCONTATO,DA VEDERE!

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Ultima risposta 05/05/2009 19.16.12
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ronaldinho80  @  28/04/2009 1.39.44
   10 / 10
Ma come ci si può annoiare di fronte a un lavoro del genere....alla visione bellissima e originale di un film che parte sempre dal punto di vista del giornalista paralizzato (tranne che per la palpebra dell'unico occhio sano con il quale e grazie all'aiuto di un ortofonista sciverà un libro,lo scafandro e la farfalla,appunto.)si segue tutto il film dal suo punto di vista,noi vediamo come lui,sentiamo il suo disorientamento iniziale dopo il risveglio dal coma,il panico e la rabbia dopo,la frustazione e una lenta risalita fino a che capisce che nel suo corpo imprigionato dalla malattia,lo scafandro, cè una farfalla che con il suo pensiero,i suoi ricordi e la sua immaginazione può volare ancora alto.c'è ancora vita e ci si può perfino ridere sù.film girato davvero in maniera sorprendente,un viaggio estremo nel corpo e nella mente di un uomo,profondo e toccante. film come questo spaventano un pò ma consiglio vivamente la sua visione,è un esperienza che lascia un emozione bella,forte e sincera.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  16/04/2009 13.01.49
   6½ / 10
Ma si dai, un buon drammone intriso di facili sentimenti. Molto distante dalla poetica e dalla concretezza di "Mare dentro" (bhè che ci si può aspettare da un regista che ha partorito quella porcata di "Prima che sia notte"?) ma comunque non privo di spunti originali. Primo su tutti la parte iniziale, dove il nostro punto di vista sarà quello del protagonista attraverso il suo unico contatto con il mondo, il suo occhio sinistro, senza mai risultare tediosa.
Facile però la descrizione del passato, messa lì come per farci affezionare alla sfrontatezza e al carisma del personaggio (cosa invece completamente assente nel film di "Amenabar").
Un Amalric nel ruolo più piatto ma gratificante della sua carriera, così semplice e "acchiappaconsensi" che con un solo occhio avrà fatto emozionare più persone di quanto non abbia fatto Bambi con quei due occhioni tristi.

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Ultima risposta 21/02/2010 20.27.15
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Wally  @  10/04/2009 1.06.33
   9 / 10
Che film triste porca Eva!!! Mi ha lasciato a pezzi pensare che è una storia vera...
Stupendo film con una trama bella e una regìa e fotografia uniche...
Bellissime le attrici femminili... Nessuna esclusa! Grandissimo Max Von Sydow nella scena al telefono mi ha fatto piangere come un bimbo.
Da vedere se volete farvi del male fisicamente come me o se non siete delle femminucce come me

benzo24  @  23/03/2009 18.09.07
   7 / 10
ottima regia e ottime interpretazioni.

crimal9436  @  17/03/2009 14.45.25
   8 / 10
ben fatto. Credo che ne leggerò il libro per farmi un'idea più precisa

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  14/03/2009 0.49.11
   8 / 10
Che piacevole sorpresa questo film tratto dall'omonima impresa di Jean-Dominique Bauby scritta con un occhio.
Grandioso è il modo in cui Schnabel ci catapulta nella storia: all'inizio siamo dentro la testa del protagonista, ascoltiamo i suoi pensieri, spesso dettati da un'amara e rassegnata ironia, vediamo attraverso il suo occhio, unico contatto con l'esterno e unico modo di comunicare.
Il senso claustrofobico che ci fa sentire, anche in uno spazio largo, chiusi dentro uno spazio ristretto quale può essere un televisore o la testa dello stesso Bauby trasmette un'ansia che non provavo dai tempi di Sussurri e grida.
Poi però col tempo Bauby riesce a sorpassare le barriere della stanza in cui è prigioniero e anche noi possiamo spaziare con lui nell'immaginazione, essere partecipi delle sue fantasie, vivere nei suoi ricordi, i ricordi di una splendida vita precedente in netto contrasto con la nuova desolante realtà.
Ottime recitazioni, per non parlare delle splendide donne, soprattutto Marie-Josée Croze (una specie di Naomi Watts francese), che Bauby contempla impotente con la solita vena d'amarezza nella voce.
Un film bello, che fa riflettere. Molto.

gambero  @  11/03/2009 0.47.06
   7 / 10
beh,nulla da dire..questo è un buon film..ottima a mio parere la regia,bravissimo l'attore protagonista e grandiose le immagini..la pecca maggiore è data dall'eccessiva pesantezza di alcune scene,anche se non ho mai rischiato di addormentarmi nonostante io l'abbia visto di notte!!anche il titolo è azzeccatissimo..ehm..da vedere!!

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jastin  @  10/03/2009 14.35.04
   8½ / 10
spettacolare, intenso, con riprese fantastiche. Metaforemeravigliose....ovviamente la più bella è proprio quella dello scafandro.
un film che fa riflettere su molto...
da vedere
Ps. nonostante la delicatezza del tema io non l'ho trovato affatto pesante

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  06/03/2009 21.27.30
   7½ / 10
Questo film riesce dove"Mare dentro" fallisce, raccontando il dramma con unsa rappresentazione asciutta e non retorica (anche se stilisticamenteil film di Amenabar è superiore).
Anche in questo caso, molte scene di sogni condannano la visione ad una esposizione poco drammatizzata e l'uso dei flaschback non è esente da pecche.
Ciò nonostante è un film bellissimo, che riesce a disturbare e commuovere.
Eccellente la prima parte con una soggettiva straziante, forse troppo veloce la risoluzione.

Redrum83  @  05/03/2009 0.01.34
   7½ / 10
Opera coraggiosa, sperimentale e mai retorica, "Lo scafandro e la farfalla" ci descrive con sobrietà le sensazioni di un personaggio particolare, un uomo di mondo catapultato in una realtà che non gli appartiene, condannato ad una vita e ad un destino che non avrebbe mai pensato potessero diventare suoi. Il protagonista ricorda le sue esperienze passate e sogna di poter rivivere quelle pulsioni e quelle sensazioni che una volta erano sue... la sua immaginazione e la memoria lo aiutano ad evadere dalla realtà drastica della sua condizione fisica. Il regista riesce nell'intento di "rinchiudere" lo spettatore dentro il corpo di Dominique, usando come soggettiva l'occhio sinistro del protagonista, l'unica parte del suo corpo che può muovere e con cui può comunicare, e allo stesso tempo ci immerge nei suoi pensieri e nelle sue fantasie con scene metaforiche di assoluto fascino. Menzione speciale per il protagonista principale, meritevole di lode, e per il caro e vecchio Von Sidow, protagonista di una delle scene clou.

Mauro Lanari  @  17/01/2009 1.35.27
   5 / 10
L’OCCHIO CHE PATISCE
1) A parte che nel film non c’è nulla della farfalla bensì, semmai, della crisalide (incompiuta, perennemente incompiuta).
2) Comunque sia, questa pellicola costituisce, insieme a “Giove e oltre l’infinito”, alla “cura Lodovico” e forse a “Un Chien andalou”, la principale rappresentazione cinematografica della metafisica schopenhaueriana e quindi la maggior novità rispetto alla consueta filosofia dello sguardo: dal voyeurismo attivo e funesto di opere come “Film” (Beckett/Keaton), “L’occhio che uccide” e “Manhunter”/”Red Dragon” all’esibizionismo attoriale e alla spettatorialità coatti d’una Voluntas che agisce da regista impersonale, occulto e maligno, predeterminandoci nel modo d’una “vis a tergo” pantragista.
3) La dispotica cecità di tale Voluntas neobuddhista rimanda sincretisticamente al millenarismo dell’era del cosiddetto Spirito, ossia al Regno d’una forza arbitraria che “soffia dove vuole […], ma non sai di dove viene e dove va” (Giovanni 3, 8).
4) “E gridarono a gran voce: «Fino a quando […]?» Allora fu detto […] loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro” (Apocalisse 6, 10-11). Che tipo di “numero” dev’essere mai completato, “numero” come cifra aritmetica e/o “numero” come atroce esibizione (cf. i Joy Division di appunto “Atrocity Exhibition”)?
5) Dopo mesi e mesi, sono passato dalla centralità del voyeurismo a quella dell’esibizionismo (si veda http://www.filmscoop.it/commenti/default.asp?idFilm=1372&idCommento=466406) e infine, adesso, alla condizione vittimaria di entrambi i ruoli, succubi pariteticamente d’un regista dominatore, prevaricatore e aguzzino. In termini hegeliani: lo spirito oggettivo della messa in scena storica e lo spirito soggettivo della coscienza del fruitore sono soggiogati da uno spirito “assoluto” (il monolite/o?), che ci sburattina a suo piacimento e come in un mattatoio (“Schlachtbank”). Manco in Hegel risulta che tale spirito abbia una connotazione personale, però la parola spirito resta lecita se rinvia al tramonto del materialismo ingenuo e alla fisica ch’è giunta a ipotizzare un concetto d’energia al di là del distinguo tra materia e onda immateriale.

Si veda forum interno:
http://www.filmscoop.it/forum/forum_posts.asp?TID=8880&PN=1&TPN=249 (e pagina seguente)

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Ultima risposta 10/02/2010 19.56.52
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valerio1989  @  17/01/2009 0.17.11
   6½ / 10
Che dire? Lo scafandro e la farfalla è un film particolare, sia per le tematiche trattate, sia per come sono trattate. Ne avevo sentito parlare con toni entusiastici e, in parte, ne sono rimasto deluso. Non fraintendetemi, non ho niente da ridire su regia e cose del genere e la pellicola è estremamente poetica, ma ritengo che questo sia un film molto furbo e, forse, comincio finalmente a capire cosa si sintende per “film ruffiano”.

Questa pellicola francese tratta una tematica estremamente interessante ma altrettanto facile, che permette di dare libero sfogo a moralismi e a frasi di circostanza. Se poi si considera che il film è tratto da un libro, il tutto appare come una grande messa in scena che punta a far commuovere lo spettatore nascondendo i difetti di fondo, cioè il fatto che, a parte la prima storica mezzora, non ci viene presentato niente di innovativo e in grado di colpire veramente lo spettatore. Tuttavia va detto che nel panorama del cinema odierno, di pellicole profonde come questa se ne vedono raramente e credo che sia stato proprio questo uno dei motivi per cui la critica ha idolatrato il film. Mi dispiace, ma purtroppo non posso neanche dire che lo rivedrò con piacere, perchè film così malinconici non si rivedono piacevolmente e solo a pensarci ci si sente male. Ma non prendete questa come una recensione completamente negativa, perchè Lo scafandro e la farfalla è ben bilanciato tra le parti poetiche e la “crudezza” dell’effettiva condizione del protagonista. Peccato però, perchè da come se ne parlava mi aspettavo un film nettamente superiore, invece mi sono trovato davanti un prodotto discreto, ma fortemente sopravvalutato a causa di una tematica che fa presa troppo facilmente.

sweetyy  @  24/12/2008 14.15.52
   8½ / 10
Un bellissimo film, realizzato bene, credo che leggerò anche il libro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  11/12/2008 19.05.26
   8½ / 10
Che film ragazzi! Mi ha fatto venire la voglia di prendere anche il libro. Lo scafandro e la farfalla è un film che non va a colpo sicuro come alcuni commenti che ho letto hanno implicitamente insinuato, era difficile molto difficile fare un film del genere secondo me. E invece quello che mi sono trovato davanti è una pellicola cinica ma anche commovente, è un realismo estremizzato nel vibrante battito cardiaco e nella prospettiva monoculare delle inquadrature in cui lo spettatore è intrappolato proprio come in uno scafandro. L'esistenza di questo film era quasi necessaria, offrendo una prospettiva tutt'altro che banale su questo tipo di esistenza umana. L'ironia e la sagacia del protagonista neutralizzano qualsiasi possibilità di vittimizzazione, risparmiandoci tutte quelle st.ronzate sulla forza dello spirito e via discorrendo egli ci racconta il desiderio di un giro in macchina, di accarezzare i capelli del figlio, di ingozzarsi di ostriche e fare sesso, ci racconta del vuoto pneumatico della domenica (in ospedale), senza visitatori e con il personale dimezzato. La sua fuga è dunque l'immaginazione, la farfalla. Mi è piaciuta molto l'originalità ma soprattutto la schiettezza, l'intelligenza di questo film... compimenti anche all'attore protagonista.

6 risposte al commento
Ultima risposta 11/12/2008 22.00.26
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Toroseduto  @  18/11/2008 19.52.28
   6½ / 10
Il tema era impegnativo, la realizzazione del regista impeccabile. Concordo pienamente con il precedente commento "tecnicamente il film è veramente ben fatto ma forse il lato tecnico spesso diventa quasi fine a se stesso"... cioè il film non riesce a tirar fuori il sentimento, la storia descritta avrebbe dovuto suscitare un sensibile pathos dall'inizio alla fine, invece la realizzazione mi ha lasciato (quasi) del tutto indifferente...

1 risposta al commento
Ultima risposta 11/12/2008 19.11.59
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR amterme63  @  17/11/2008 19.48.53
   7 / 10
L'evenienza di vivere in una maniera limitante è qualcosa che colpisce duro nell'animo di chiunque. Si riesce a vivere completamente paralizzati? Vale la pena? Cosa pensano, cosa sentono quelli colpiti da disgrazie, fatalità? Come diventa la vita di chi gli sta accanto?
Questo film ci fa capire che una persona esiste finché esiste un cervello pensante. Il problema è la comunicazione e la necessità dell'aiuto altrui per espletare anche le funzioni più normali e banali. Queste sono gli aspetti prosaici e materiali messi bene in evidenza da questo film. L'animo di chi subisce un handicap estremo rimane però una landa sconosciuta, quasi inesplorata e purtroppo neanche questo film riesce a fare piena luce, a dare una visione profonda e sentita.
Eppure il materiale c'è ed è di prima mano. La sceneggiatura si basa su di un libro dettato da chi ha vissuto un'esperienza simile (JP Bauby). Il regista però ha privilegiato il lato tecnico e superficiale della testimonianza, entrando solo ogni tanto nell'animo e nei sentimenti del protagonista e in rari casi è riuscito a trasmettere il forte pathos di profondi dolori e tristi gioie che trapelano dalla storia di Bauby. Tecnicamente il film è veramente ben fatto ma forse il lato tecnico spesso diventa quasi fine a se stesso, rivelando quasi un approccio "freddo" e distaccato del regista rispetto alla materia che ha trattato. Rimane in ogni caso un film bello, che colpisce.
Fin dalle prime immagini ci si accorge che il regista tratta il caso come un oggetto di studio, piuttosto che come un'esperienza da vivere. La cinepresa si identifica con l'unico occhio funzionante del protagonista (Bauby) e quindi balla, zooma, si fissa su quello che potrebbe essere ciò che percepisce in quel momento Bauby. Ciò che si muove dentro la sua testa ci viene espresso da una voce fuori campo, quasi un monologo interiore. Molte scene ci fanno vedere il lento abituarsi ad una nuova situazione limitante. L'interiorità è rappresentata più che altro da alcune scene simboliche (il protagonista chiuso in uno scafandro, un banchisa che si sgretola, personaggi immaginari dell'800, flashback di vita vissuta, ecc ..) . Nel computo del film però 3/4 sono occupati da scene di descrizione del rapporto fra Bauby e il mondo esterno e solo 1/4 scava nella sua interiorità. Bauby incontra sua moglie, i figli ma molto si svolge quasi come se fosse una routine e spesso la voce interiore quasi tace in queste occasioni. L'imbarazzo e il dolore degli altri è rappresentato in maniera riflessa, da come viene "percepito" da Bauby. Per fortuna ci sono delle eccezioni. Le scene che mi hanno colpito sono quelle che coinvolgono l'anziano padre (Max von Sidow!), la sua telefonata: l'unica scena dove il regista riesce a toccare il cuore delle persone.
Una scena chiave e forse il nucleo ideale del film è quando a un certo punto Bauby "decide" di voler continuare a vivere. Purtroppo il passaggio dallo scoramento totale a una nuova volontà è lasciato un po' in ombra. Si sa solo che si rende conto che la vita è multiforme e varissima e la si può vivere anche e solo con la propria immaginazione, sostituendo il concreto e reale con il fantastico e virtuale. Qui sta la grande testimonianza e il messaggio migliore lasciatoci da Bauby.

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Ultima risposta 25/02/2010 19.24.26
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antonioba  @  04/10/2008 9.53.10
   6½ / 10
Film ben fatto tecnicamente perfetto solo a tratti sfiora la monotonia ma merita a pieno la sufficienza

Glendhi  @  27/09/2008 12.52.41
   9 / 10
"Ho deciso di non compiangermi mai più."

viagem  @  23/07/2008 9.06.46
   9 / 10
Splendida trasposizione cinematografica di una storia vera drammatica e dolorosa sì, ma raccontata con dignità, senza pietismi e con uno spirito in parte umoristico.
La scissione tra il corpo fisico immobilizzato (scafandro) e l'anima completamente libera di viaggiare e provare emozioni (farfalla) ricorda un po' Mare dentro, pure l'ambientazione vicino a un mare tempestoso, come l'Atlantico o il Mar Cantabrico.
Unico contatto fisico col mondo esterno l'occhio sapientemente fatto coincidere con l'obiettivo della camera.
Un documento di amore e attaccamento alla vita educativo ed esemplare.

AMERICANFREE  @  23/06/2008 16.05.03
   9 / 10
film molto commovente su un tema molto delicato trattato con semplicita' e delicatezza! ottima la regia con riprese originali! bravi gli attori! film che ti prende e che ti emoziona! da vedere!

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  08/06/2008 14.49.03
   9 / 10
da vedere, impossibile non vederlo, un film che ci comunica di quanto siamo fortunati a vivere una vita normale, ad aprezzarla. la scena finale del film è unica, interpretata benissimo dal protagonista, è il succo della trama; a pensarci poi che tranquillamente ci può capitare anche a noi. emozionante. sceneggiatura solida, regia perfetta.

rapture  @  31/05/2008 10.09.13
   4½ / 10
Non mi è piaciuto, giocare con le emozioni così è fin troppo semplice. I dialoghi sono piuttosto scontati e la regia non è niente di eccezionale.

5 risposte al commento
Ultima risposta 08/01/2009 13.31.51
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wuwazz  @  28/05/2008 0.54.24
   8½ / 10
Bello, commovente, profondo e terrificante. E inoltre è incredibilmente ben giratoe scorrevole. Film di una bellezza rara e del tutto particolare

anthony_costner  @  19/05/2008 23.16.36
   9 / 10
Un film che a mio parere vuol far rendere la vita ancora più significativa e quindi far capire che chi vive in piena salute nn gli resta che essere fortunati perchè nn c'è cosa piu' bella di vivere normali.

anna..bertozzi  @  13/05/2008 23.12.51
   6 / 10
A me il film non è piaciuto, e se non fosse stato per il rispetto dovuto al fatto che si tratta di una storia vera non avrei dato la sufficienza...
In particolare ho trovato irritante il personnaggio dell'ortofonista...

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
E in generale tutto il film mi ha lasciato un generale sentimento di malessere e di insoddisfazione.

Aztek  @  13/05/2008 20.17.47
   10 / 10
Media troppo bassa per un capolavoro del genere.
Film che ti colpisce come un pugno per l'argomento trattato, ci sono scene davvero toccanti.
Lo consiglio vivamente

Invia una mail all'autore del commento malocchio  @  27/04/2008 17.31.02
   10 / 10
un film stupendo sotto ogni punto di vista e la cosa stupefacente è che affronta un argomento così forte come quello dello stato catatonico in modo intelligente e riflessivo senza mai scadere nel patetico e nel retorico.
le riprese in prima persona sono azzeccatissime e ti fanno immedesimare dentro l'angoscia e le sofferenze del protagonista.
bisogna assolutamente vederlo,questo è un film che ti fa emozionare e che non si scorda facilmente

ragno  @  19/04/2008 22.58.20
   10 / 10
film che provoca sentimenti profondi e reali, dopo il film c'è il silenzio dove non ti vien da dire piu nulla...non e questione di dire bel film o brutto o cosa,qui sei tu semplice spettatore che sei calato nei panni di te stesso di fronte ad una possibile realtà della vita. un film che riempie dei punti vuoti di tutti noi. un film che rompe e si insinua direttamente nel cuore e nello spirito, un film dal valore sociale immenso. un film che fà del bene.

giulymovie  @  19/04/2008 17.20.13
   9 / 10
Bellissimo. Film veramente toccante e davvero angosciante quando la telecamera ci mette nei panni del malato..

Da vedere assolutamente.

Gianmaria  @  19/04/2008 12.54.40
   10 / 10
Non ci sono molte parole e molte cose da dire su " Lo scafandro e la farfalla", se non che è un film che tutti dovremmo vedere per capire la vita. Il film è un'esperienza toccante dal primo minuto, un esperienza che come spettatore vivi dal corpo del protagonista, seguendo il suo percorso di solitudine e dolore, un percorso intenso e toccante che ti porta a capire che la nostra esistenza non sono le cose che ci circondano ma che la vita siamo noi stessi con i nostri sentimenti e con i nostri ricordi. La storia è quella vera di Jean-Dominique Bauby, caporedattore di Elle France, un uomo in carriera circondato da donne bellissime e da una vita decisamente chic e glamour. Quando Jeando (come lo chiamano gli amici) viene colpito dalla Locked-in-syndrome la sua vita si piega improvvisamente e drasticamente alla malattina, una malattina che lo vede paralizzato dalla testa ai piedi con la sola facoltà di battere una palpebra. Questa palpebra e una caparbia ortofonista aiuteranno Bauby a creare un modo di comunicare col mondo esterno, un nuovo alfabeto che lo aiuteràa comporre un libro sul percorso doloroso e illuminante verso la speranza. Lo stato di disperazione e il senso di soffocamento iniziale, lo scafandro appunto, si schiuderanno verso la condizione di farfalla, la condizione nella quale il corpo non serve più ma a sopravvivere basta la propria anima coi ricordi, coi sogni e con l' immaginazione come un collage di fotografie e pensieri. Ed è per questo che il film è estremamente toccante, perchè lo si guarda come si sfoglierebbe un album di vecchie fotografie, lo si percepisce dal punto di vista del malato proprio guardando attraverso il suo occhio che si appanna quando si commuove proprio come quello tuo di spettatore.

frankb  @  15/04/2008 16.49.04
   7½ / 10
Quasi angosciante in alcuni momenti se ti metti nei panni del protagonista; curioso che non si siano accorti che in una scena, verso la fine del film, gli hanno bendato l'occhio sinistro invece del destro .

faob  @  08/04/2008 22.27.35
   1 / 10
che purga e angoscia di film assurdo dare un voto alto che tristezza infinita non basta quello che sci gira intorno ......

8 risposte al commento
Ultima risposta 19/04/2008 23.02.15
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Phelps  @  06/04/2008 21.40.05
   7 / 10
Bel film.Non me l'aspettavo cosi' toccante.

andrea9002  @  05/04/2008 10.37.27
   9 / 10
Molto molto bello...

la telecamera in prima persone (che addirittura sbatte le ciglia) ti fa entrare subito nel vivo, riesce a immedesimare lo spettatore nello sfortunato protagonista.

Bei monologhi interiori di una mente che comunica attraverso una palpebra.

Non triste nè patetico, da vedere assolutamente.

adrart  @  05/04/2008 2.16.06
   10 / 10
Un film, una storia vera... Inevitabile il conflitto tra speculazione e omaggio sentito...
ma che importa? io do 10... a Dominique e a tutti coloro che hanno indossato o che indosseranno uno scafandro.

tabularasa  @  30/03/2008 20.27.13
   8½ / 10
un film che fa pensare,che incita a continuare a vivere anche in situazioni più che estreme del corpo umano.
di una attualità disarmante ogni commento lo lascio dipendere dalla propria ideologia etica laica o religiosa che sia

renee  @  27/03/2008 18.27.28
   8 / 10
film ricco di ansia e realismo dal primo istante...è gia stato detto molto in precedenza, perciò non mi ripeto..
assolutamente imperdibile per le persone che amano i film drammatici.

Tristano74  @  24/03/2008 23.46.21
   7 / 10
Molto intenso, carico di significati e soprattutto capace di far riflettere sulla disumana condizione di chi è prigioniero del proprio corpo. Mai appesantiti dai fardelli dell'etica o della religione gli occhi del regista parlano di commiserazione e inducono alla condivisione; allo spettatore non viene chiesto di schierarsi ma solamente di comprendere. Drammaticamente attuale.

pinnazza  @  18/03/2008 21.11.02
   8 / 10
Film difficilissimo e straziante. Superbo sotto ogni aspetto

MrAllen  @  15/03/2008 9.38.16
   8½ / 10
La vera storia di Jean-Dominique Bauby, capo redattore della rivista francese "Elle", che all'età di quarantadue anni viene colpito da un ictus che lo rende paralizzato dalla testa ai piedi. L'unico modo per poter continuare a comunicare con l'esterno gli è possibile tramite un occhio, unica parte del suo corpo che resiste alla paralisi. E grazie al battito di una palpebra riesce a dettare le sue memorie, che diventano dopo più di un anno un libro, divenuto ovviamente subito un caso editoriale.
Arte pura è il risultato su schermo del regista americano Julian Schnabel. Il pubblico diventa compagno di viaggio del protagonista, che non potendo se non con gran fatica comunicare con l'esterno, diviene viaggiatore e osservatore del mondo con un nuovo e diverso modo di vedere. Intenso e commovente dall'inizio alla fine, il film offre un punto di vista importante sul piacere di vivere, riuscendo a far comprendere al pubblico che la morte sopraggiunge solo quando il cuore smette di battere, e fino ad allora lottare per rimanere in vita può significare una serie inaspettata di esperienze straordinarie.

shiatsuka  @  14/03/2008 12.38.33
   8½ / 10
Bellissimo e poetico. Regia e fotografia si elevano su tutto. Con un intenso messaggio. Un vero inno alla vita di una persona che pur di comunicare ciò che di bello ha dentro fa sforzi incredibili. Da far vedere a tutti i lamentanoni per "una bruschetta nell'occhio" o per le "papille gustative interrotte" di eliana (Elio e le storie tese) memoria. Consiglio anche il libro da cui è tratto il film. Assolutamente da non perdere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/03/2008 14.53.13
   9 / 10
ecco a mio avviso il "vero" film dell'anno...il festival di Cannes ci aveva preso alla grande premiando questo film per la regia....migliore di quella dei Coen!
dopo "mare dentro" si correva il rischio di essere ripetitivi ma se nel film di amenabar era chiara l'idea a favore dell'eutanasia,qui il regista non prende le parti...ci sono momenti di disperazione("voglio morire")e messaggi di speranza("vivo per i miei figli")...
ovviamen te il fatto che sia tratto da una storia vera rafforza i momenti di commozione...
non do il massimo,forse,perche la storia da poco spazio ad altre figure di contorno che hanno scopi solo marginali ai fini della storia...ma si intende comunque che a me questo film è piaciuto tantissimo!
stupendo

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  02/03/2008 12.13.32
   7½ / 10
Un film emotivamente coinvolgente. Una storia straziante quella di Dominque che "bloccato dentro" ad un corpo che diventa un'inutile armatura comunica e vigila sul mondo esterno con il solo occhio sinistro. La regia è molto curata e riesce a farci intravedere il terribile stato del protagonista. Ci sono molte scene commoventi, dalla telefonata del padre a quella della moglie. Altre invece che sono uno sterile surplus come il flashback a Lourdes, che non ha per nulla apprezzato.
Un film spiazzante, che lascia il segno.

edo88  @  28/02/2008 22.56.13
   9 / 10
Nonostante abbia invertito primo e secondo tempo (e quando l'ho scoperto ne sono rimasto deluso, perché la tanto decantata parte iniziale da "storia del cinema" io l'ho proprio vista nell'inizio del secondo tempo, e non nell'inizio vero e proprio del film), credo di poter dare un giudizio completo.

Se c'è una cosa da cui si è subito catturati è la regia, assolutamente straordinaria.
Julian Schnabel avrebbe meritato l'Oscar, perché scene come quella della famiglia in riva al mare o quella del risveglio post-coma del protagonista in ospedale sono magistrali e non mi hanno fatto battere ciglio dal gran che ne ero catturato.

Purtroppo il film non è tutto così, altrimenti starei parlando di capolavoro.
Comunque, la storia è davvero emozionante, o meglio dire straziante, poiché spesso il punto di vista è proprio quello del protagonista, paralizzato, il cui unico contatto col mondo è l'occhio sinistro di cui possiede la mobilità.

Un cast davvero ottimo, una fotografia eccezionale e un montaggio perfetto contribuiscono a rendere questo film un quasi capolavoro.

Consigliatissimo.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  25/02/2008 0.32.36
   8 / 10
"Mio padre era appena deceduto, quando mi proposero il film: da figlio, prima ancora che da regista, avevo bisogno di affrontare il senso della perdita. Ho paura della morte: l'ho sempre avuta e ne ho ancora. E' facile cullarsi nel proprio dolore, nella perdita di una persona cara" (cfr. Julian Schnabel)


E per le stesse ragioni ho voluto vedere a tutti i costi questo film: ho rivisto tutto, nella soggettiva di Dominique, o forse ho creduto di vedere i pensieri di mio padre negli ultimi giorni della sua vita (è scomparso 15 giorni fa). Sia per quanto riguarda la mia esperienza familiare personale, sia per quella professionale, dove ho avuto spesso modo di carpire il linguaggio non verbale dei degenti, con le eventuali difficoltà, questo film mi appartiene più di quanto sia disposto a pensare.
Sono disposto a sdoganare Schnabel, visto che la sua opera prima ("Before night falls") non mi era piaciuta proprio per niente: un fumettone tendenzioso e compiaciuto fatto per esaltare l'egocentrismo (più che le qualità) di un autore che non è certo un miracolo di modestia. Mi sbagliavo.
La metafora di "Lo scafandro e la farfalla" rivela (finalmente) un regista che racconta una storia rischiosissima senza troppi compiacimenti, e mettendo a nudo lo spazio aptico (visivo) di un'occhio che è la vera macchina da presa del testimone (lo splendido protagonista): il film penetra nel corpo immobile di Dominique e porta la sua esperienza negli spettatori: è facile piangere lacrime vere per esperienze indirette comuni, ma alla fine "sentiamo" di aver conosciuto (direttamente sì) Dominique e la sua breve "vita dopo la morte".

Non mancano certo cadute di tono, momenti un pò patinati (il flashback a Lourdes) o ammiccanti (la sequenza quando sogna di alzarsi dalla sedia a rotelle e baciare la sua amata si poteva tranquillamente evitare), ma davanti a quei ghiacci che si sciolgono, al silenzio efferato di un'allettamento forzato, al senso lacerante del destino, tutto passa in secondo piano.

Soprattutto il momento topico della telefonata del padre (un'immenso Won Sydow 86enne che fa l'ultranovantenne) ti soffoca in gola quasi se il respiro affannoso di D. fosse in quel preciso istante anche il nostro.

Film pertanto splendido, a cui va una specie di gratitudine per avermi consegnato la voce di un lutto che ho vissuto anch'io di recente.

Una volta tanto da elogiare il doppiaggio, che restituisce a Dominique un vero e arduo desiderio di esistere e resistere.

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Ultima risposta 15/04/2008 11.17.50
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clemtaf  @  24/02/2008 19.37.01
   9½ / 10
Bellissimo e commovente film, regia impeccabile, colonna sonora perfetta. Fra tutte le indimenticabili scene, quelle col padre muovono sentimenti profondissimi. Grazie a dio esistono questi film!

Cliff72  @  24/02/2008 11.04.29
   9 / 10
Grande film che affronta una tematica cosi deligata ed impegnativa in modo genuino, semplice, a volte con un pizzico di comicità, ma mai scadendo nella retorica, nel patetismo o vittimismo.
Il film è commovente ma non fa piangere e questo è secondo me il merito più grande del regista.
Film poetico e riflessivo che, narrando in modo realistico la vera e triste storia di un uomo imprigionato nel suo corpo, non può non far riflettere lo spettatore sul vero significato della propria esistenza.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento L.P.  @  20/02/2008 23.10.53
   8½ / 10
Un gioiello. Regia, recitazione, montaggio, sceneggiatura, tutto perfetto. Un film che ti rimane nel cuore e riesce a emozionarti e commuoverti senza mai cadere nel facile patetismo e senza che il protagonista susciti un solo istante pietà. Semmai suscita simpatia e affettuosa partecipazione, come la galleria di riuscitissimi personaggi che intorno a lui si muovono.
Alcune sequenze sono indimenticabili, come quella dell' ultimo incontro col padre, o quella in barca. I momenti onirici sono pura poesia e le soggettive dell' unico occhio del protagonista trasmettono un senso di profonda angoscia e frustrazione.
Fortunatamente abito a Roma, dove questo splendido film viene proiettato in "ben" cinque cinema e sono riuscita a vederlo prima che lo sgomberino.

kerkyra  @  20/02/2008 17.32.09
   8½ / 10
Un'unica parola: indimenticabile.
E' uno di quei film che ti restano dentro e che a distanza di tempo non puoi chiederti se hai visto o meno,perchè ti è entrato dentro.
Dopo averlo visto qualcosa dentro di me è cambiata.

Invia una mail all'autore del commento actorar  @  20/02/2008 15.01.33
   9 / 10
Film fantastico e allo stesso sconvolgente di una persona che è ridotta a comunicare con l'esterno solo attraverso un occhio.Altro non voglio dire perchè il film è da vedere e sorprendente con un finale particolare.Colonna sonora bella e non invadente che sottolinea in maniera perfetta i momenti del film.....bella la fotografia e grandiosa l'immagine iniziale quando si vede il protagonista nel mare.......eccellenti gli attori e azzeccato il doppiaggio con voci calde e sensuali che rendono le emozioni che il regista ha voluto esprimere. Da notare quanto sia difficile per una persona pensante vivere in quelle condizioni e l'unico modo per esprimersi è attraverso l'occhio.Si chiama questa vita? Io preferirei morire!!!Film che scorre molto bene e per niente noioso.

5 risposte al commento
Ultima risposta 22/02/2008 19.49.13
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giumig  @  20/02/2008 14.55.24
   8 / 10
Un film che lascia di sasso, preticamente la malattia che ha colpito il protagonista colpisce in pieno lo spettatore, che per 2 ore entra nella mente di Domenique Bauby.

Una grandissima regia e un magistrale Amalric ci regalano uno dei film piu forti ed emozionanti degli ultimi anni.

forzalube  @  18/02/2008 17.43.55
   9 / 10
Una storia toccante (e vera) che non sfocia mai nella ricerca del patetismo sorretta da una regia sontuosa e da ottimi attori. Uno dei film migliori dell'anno. Da non perdere.

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