l'age d'or regia di Luis Buñuel Francia 1930
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l'age d'or (1930)

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locandina del film L'AGE D'OR

Titolo Originale: L'AGE D'OR

RegiaLuis Buñuel

InterpretiGermaine Noizet, Lya Lys, Caridad de Labardesque, Pierre Prévert, Gaston Modot, Max Ernst, José Llorens Artigas

Durata: h 1.02
NazionalitàFrancia 1930
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1930

•  Altri film di Luis Buñuel

Trama del film L'age d'or

Secondo film surrealista di Bunuel, ideato con Salvador Dali come Un chien andalou (1929), non ha una continuità narrativa anche se vi si possono individuare un prologo, un epilogo e un filo conduttore, l'amore folle che butta l'uno nelle braccia dell'altra un uomo (G. Modot) e una donna (L. Lys) che non potranno unirsi mai.

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Voto Visitatori:   8,94 / 10 (25 voti)8,94Grafico
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Voti e commenti su L'age d'or, 25 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

statididiso  @  21/10/2011 12.16.15
   10 / 10
rispetto a "Un Chien Andalou", impostazione di ampio respiro contro ogni forma di ipocrisia..un capisaldo del cinema di tutti i tempi..

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  21/08/2011 14.02.58
   10 / 10
"L'istinto sessuale e il senso di morte formano la sostanza del film. É un film romantico girato in modo totalmente surrealista."

E Buñuel aveva proprio ragione!

Questo é uno dei migliori film surrealisti della storia del cinema dove l'amor fou fa da perno condito da scene indimenticabili come la sequenza finale, la fine dei vescovi, la Lys che succhia l'alluce di una statua in stile classico, la mucca sul letto,...tutte queste scene che potrebbero abbozzare un sorriso sono anche scene con un chiaro e netto significato simbolico, a volte di denuncia. Naturalmente tutto questo fu alla base di immense polemiche ma non sono nulla a confronto di quello che il film é, di quello che il film da, di quello che il film può, un film che a distanza di quasi un secolo continua a sconvolgere e ad affascinare.

Mothbat  @  16/11/2010 19.30.15
   7 / 10
Estremamente ostico e caratterizzato da un surrealismo di stampo "logico" e sensato, a differenza del precedente Cane andaluso. Non sono mai riuscito a trovare un nesso tra i vari stacchi, a parte qualche venatura satirica anticlericale. Riconosco il valore artistico, ma non sono mai riuscito ad andare oltre.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  04/11/2010 23.05.49
   9½ / 10
Uno dei manifesti del surrealismo, molto più politico di Un Chien andalou e meno carico di simboli. Bunuel in questo film traccia le linee programmatiche del suo cinema futuro, sparge i semi delle sue tematiche. Ancora attuale e per nulla invecchiato, tant'è che l'ultima geniale sequenza farebbe scalpore ancora oggi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  16/09/2010 23.12.37
   10 / 10
Strana carriera, cominciata con Dalì e Picasso e inglobata successivamente in una dolorosa esperienza di emigrante in America in anni di fame e miseria, fino alla riscoperta "messicana" ("I figli della violenza") e al ritorno in Spagna.
In questo contesto, L'età dell'oro si presenta, insieme a La sang d'un poete di Cocteau, il più autorevole ed elegante manifesto di un'avanguardia cinematografica che mai più si è espressa a tali livelli. Film "scandaloso", sovversivo e dal linguaggio incredibilmente moderno che non ha perduto nulla - in 80 anni - del suo antico fascino

shaktar  @  12/09/2010 21.46.59
   8 / 10
Canoni destabilizzati senza intaccare però i veri pilastri del linguaggio filmico tradizionale.
Questo è stato Bunuel.
Comunque ammirevole.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  28/07/2009 12.06.44
   8 / 10
Mi ha preso meno di Un chien andalou ma merita di essere visto perché molto somigliante a quest'ultimo.Anticlericale e con sprazzi di un erotismo neanche tanto velato(quando lei succhia il dito della statua,immagine charamente riconducibile ad una fellatio).Il finale è il iu blasfem che abbia mai visto,con riferimenti vari a Cristo e al marchese De Sade e con il finale

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Invia una mail all'autore del commento wega  @  11/06/2009 12.52.43
   9 / 10
Secondo e per taluni ultimo film surrealista di Luis Bunuel. Si presenta da subito, simbolicamente, con l' introduzione documentaristica di un entomologo circa lo scorpione (e proprio un documentario sarà il film successivo), come una rappresentazione della pura violenza e impulso sessuale. Finisce con una personalissima quanto blasfema rivisitazione dell' episodio di Sade. Al centro una spietata critica ai valori tradizionali, per lo più a Roma (centro storico del Vaticano), alla famiglia con tutte le costrizioni che ne porta, alla religione e alla borghesia. Critica che è costata la censura totale trascinatasi per anni. Molto diverso da "Un Chien Andalou" che era più di Dalì che di Bunuel, "L' età dell' Oro" è più simile ai capolavori del regista girati a partire dagli anni 60. Il linguaggio passa attraverso le teorie d' associazione dei russi; interessante come avanguardia caratterizza avanguardia.

Drugo.91  @  21/05/2009 8.17.45
   8 / 10
secondo film di bunuel e dalì, che mantiene la forma onirica e metafisica del predecessore, a modo suo un capolavoro destinato anch esso a suscitare polemiche...il film non è ancora invecchiato e la sua forza visiva cupa e inquietante funziona ancora oggi

pinhead88  @  27/03/2009 16.49.55
   6½ / 10
rivalutando,anche se di poco,Un Chien Andalou dello stesso Bunuel,mi sento di premiare con una sufficienza abbondante quest'opera totalmente surrealista.L'Età Dell'Oro ha un nonsoche di affascinante,vuoi per alcune sequenze violente e completamente antimoraliste condite da scene senza senso e del tutto prive di logica.un incubo scritto su pellicola,dove si può cogliere il messaggio o restare totalmente confusi ma allo stesso tempo ammaliati da quest'opera.

Neu!  @  20/03/2009 19.26.25
   9½ / 10
Quello che Un Chien Andalou (sopravvalutato) non era riuscito ad essere. un vero e proprio manifesto, a tutti gli effetti, del surrealismo. e uno dei film più belli di Bunuel.

3 risposte al commento
Ultima risposta 22/05/2009 19.41.05
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addicted  @  28/08/2008 18.41.22
   10 / 10
Visionario e provocatorio, si fa beffe della morale, della religione, della borghesia.
Pienamente bunueliano. Una pagina di storia.

aLe B. Goode  @  19/07/2008 14.49.03
   7 / 10
Beh allora...non credo di aver capito più di tanto questo film, però ci sono immagini a cui non si può rimanere indifferenti e sicuramente sono da apprezzare (una fra le tante che mi ha colpito è quella degli scheletri dei religiosi)...sicuramente non è un film facile, ma anche questo lo rende interessante...

Leggevo nei commenti precedenti il collegamente tra gli scorpioni e de Sade...che naturalmente non ho capito...qualcuno mi può spiegar? Ripeto che il film l'ho apprezzato per quel che c'ho capito..

benzo24  @  06/10/2007 19.27.41
   10 / 10
indiscutibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  27/09/2007 13.28.50
   9 / 10
Nella loro seconda collaborazione cinematografica, Dali e Bunuel esprimono tutta la loro avversione verso la società conservatrice del tempo e la la chiesa cattolica attraverso un'opera rivoluzionaria, a tratti ermetica ma sicuramente d'impatto.

Il fatto che sia stato bandito in Francia per 50 anni non stupisce viste alcune scene "blasfeme" (su tutte quella finale ispirata al marchese de Sade), il fellatio al pollice della statua, la metafora del bambino ucciso, etc.

Forse meno surreale del "Chien Andalou" ma comunque interessantissimo, soprattutto per il valore storico.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento stefano76  @  20/07/2007 12.56.20
   7 / 10
Il valore storico del film è indiscutibile ma è altrettanto indiscutibile che film dello stesso periodo o addirittura precedenti (vedi Metropolis e tutti i film di Lang) facciano sembrare questo film una pellicola dell'avanguardia indietro di almeno dieci anni. Così come film, appunto, dell'avanguardia surrealista e dadaista di molto precedenti (Entr'acte) abbiano tutt'altra potenza visiva e visionaria.

Rimangono i temi cari al regista, e cioè la feroce critica anticlericale e antiborghese e le immagini scandalo (la fellatio sul piede della statua).



Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  14/09/2006 10.14.31
   8½ / 10
davvero faticoso commentare questo mediometraggio di bunuel accompagnato alla sceneggiatura dal celebre pittore slavador dali...
a mio modestissimo parere questo film oltre ad essere una dura critica verso la società e la chiesa è un magistrale elogio alla follia umana espressa tramite un amore impossibile


vi chiedo spiegazione per quanto riguarda l'inizio con taglio documentaristico...help

phemt  @  15/07/2006 16.05.09
   9 / 10
Il secondo film di Bunuel e Dalì è un capolavoro a metà tra surrealismo e blasfemità… Anticlericale e antiborghese, sembra non avere una storia o un filo conduttore, ma in realtà si presta a svariate interpretazioni soggettive, a seconda di quello lo spettatore riesce a cogliere… Ed è proprio questo il punto di forza del film… Tanto di cappello a chi in quegli anni aveva il coraggio di far uscire un prodotto del genere… Superlative le musiche…

il.regista  @  15/05/2006 15.38.05
   9 / 10
Meno bello di Un chien andalou, ma di pochissimo.

Duca di Blangis  @  28/03/2006 20.17.43
   10 / 10
L'age d'or è il secondo film di Luis Bunuel e di Salvador Dalì.
È il film più blasfemo,anticlericale e antipolitoco di Bunuel e rispetto ad Un chien andalou Dalì è molto meno presente. è un film che si presta a svariate interpretazioni, tutte plausibile...è un film molto soggettivo. Perchè si chiama l'age d'or??? Il titolo potrebbe suggerire un riferimento a una delle possibili età dell'oro, ossia quella in cui dominano violenza e sopraffazione dei forti sui deboli(vedi scorpioni e de Sade: circolarità del film)
In questo film de Sade NON è citato....de Sade è "il film"...per analizzare tutto il film ci vorrebbero ore....interpretazioni ecc ecc....non ho tempo

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/03/2006 13.14.21
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Invia una mail all'autore del commento cinefilo malato  @  10/02/2006 21.18.32
   10 / 10
Grandissimo esercizio del surrealismo più puro ed inestimabile. Bunuel è nn soltanto all'altezza del suo chien andalou, ma persino meglio!
Lavora ancora una volta con Wagner e cita De Sade.. Una spruzzata di nonsense sulla vita dello scorpione paragonata a quella di una combriccola di vitelloni ed ecco fatto: l'age dôr!
Certo si deve qualcosa anche al genio di Dalì!

1 risposta al commento
Ultima risposta 02/04/2006 15.35.24
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turbogio  @  07/02/2006 23.06.31
   9½ / 10
Surreale, Geniale, Blasfemo. Dalì e Bunuel in un quadro in movimento. Insieme a "un chien andalou" è una delle opere d'arte più surreali del surreale.

Invia una mail all'autore del commento Bonuel  @  06/02/2006 22.23.32
   10 / 10
L'ho conosciuto grazie agli studi, è il numero uno, eccezionale

cinefilomalato2  @  27/12/2005 12.03.33
   10 / 10
Surrealismo al settimo cielo. Imperdibile!

Invia una mail all'autore del commento Strangelove'90  @  22/03/2005 21.23.23
   9 / 10
Bunuel a piede libero...imperdibile.


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