enemy regia di Denis Villeneuve Canada, Spagna 2013
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enemy (2013)

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locandina del film ENEMY

Titolo Originale: ENEMY

RegiaDenis Villeneuve

InterpretiJake Gyllenhaal, Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon, Stephen R. Hart, Jane Moffat, Joshua Peace, Tim Post, Laurie Murdoch, Kiran Friesen, Loretta Yu, Joe Vercillo, Darryl Dinn, Alexis Uiga

Durata: h 1.30
NazionalitàCanada, Spagna 2013
Generethriller
Tratto dal libro "L'uomo duplicato" di Jose Saramago
Al cinema nel Marzo 2014

•  Altri film di Denis Villeneuve

Trama del film Enemy

Un professore di storia, dopo il divorzio dalla moglie, decide di vivere isolato dal mondo. Un giorno un amico gli consiglia di noleggiare un film in dvd e il professore fa una scoperta sconcertante: una delle comparse presenti nella pellicola è fisicamente identica a lui.

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Voto Visitatori:   7,29 / 10 (43 voti)7,29Grafico
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Voti e commenti su Enemy, 43 opinioni inserite

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horror83  @  24/03/2019 09:25:05
   7½ / 10
E' un film complesso da capire alla prima visione però da quello che racconta sono rimasta affascinata anche se non l'ho capito al 100%. Magari in futuro lo riguarderò per cogliere dei particolari che mi sono sfuggiti alla prima visione. Sicuramente non è un film che mi fa gridare al capolavoro, però non mi è neppure dispiaciuto! il difetto più grande è che la narrazione è lenta e quindi un po' ci si annoia, però per fortuna dura solo 1 ora e mezza quindi si riesce ad arrivare alla fine.

Jake Gyllenhaal oltre ad essere bellissimo è anche un bravo attore e in questo film ne ha dato dimostrazione più che in altri film dovendo interpretare due personaggi identici ma con sottili differenze!

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Thorondir  @  16/01/2019 15:55:52
   7 / 10
Il film di Villeneuve va valutato su due piani: da una parte la resa registica e tutto l'impianto formale e stilistico, pressochè perfetto. Ho particolarmente apprezzato i ritmi lenti e il giallo insistito della fotografia, che contribuiscono a dare il senso di alienazione e spaesamento di Gyllenhaal. L'altro piano è quello tematico e lì ci si capisce poco e in questo quadro Villeneuve non aiuta: quindi si finisce per vedere un film stilisticamente intrigante e con un'atmosfera tesa senza dover "esplodere" e un criptico plot che senza dire nulla o quasi, finisce per diventare un piano "altro" che si fa fatica a comprendere.

gemellino86  @  12/12/2018 16:24:30
   6½ / 10
Un film complesso e certamente non per tutti. Ma ha dalla sua parte un bravo protagonista e la regia solida di Villeneuve. Discreti i personaggi di contorno.

Invia una mail all'autore del commento franx  @  08/12/2018 19:40:36
   4 / 10
Un'opera d'arte criptica serve soltanto all'autore, quindi può andare a farsela al bagno. Peccato perché un paio di idee non sono affatto male, soprattutto la metafora del ragno che però è sviluppata alla casso di cane.
Raramente ho visto un film meno comprensibile: se è vero che non è un film per tutti allora non mandatelo in TV almeno uno si risparmia 80' a chiedersi se prima o poi il regista, anche per iscritto, metterà al corrente lo spettatore delle proprie intenzioni.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/12/2018 01.45.59
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  15/05/2018 21:10:06
   8 / 10
Semi-thriller psicologico che risalta soprattutto per l'aspetto registico con un Villeneuve capace di costruire un'atmosfera ansiogena attorno ad un copione decisamente complicato da portare su schermo senza cadere nel baratro della noia. Infatti, se i risvolti e significati di una sceneggiatura che va capita (non stiamo certo parlando di una di quelle pellicole da guardare a cervello spento) sono comunque importanti, è proprio il regista canadese a creare un alone di mistero che magnetizza lo spettatore davanti ad un film paranoico molto bello anche sotto il profilo estetico.

Strix  @  16/03/2018 03:14:35
   8 / 10
Visto due volte, la seconda ne valorizza la prima.
Gyllenhall mostruoso, storia che cattura e tiene incollati allo schermo, fino al finale sconvolgente.
Poteva essere un po' meno lento, giusto un pochino.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/02/2018 14:36:06
   8 / 10
"Enemy" è uno di quei film che devi rivedere piu' di una volta per poterlo apprezzare meglio nel suo insieme, forse anche dopo aver letto qualcosina sulla spiegazione.
Non è un film semplice ma è uno di quei film che ti fanno innamorare della settima arte.
Del resto quando si omaggia cosi bene un grande come Lynch (Muholland drive) o Kubrick (eyes wide shut) non si puo' fare un film banale. E per Villeneuve non è che l'inizio.
Un tenebroso viaggio nella mente umana, nei suoi folli giochi che spesso ci fanno sembrare la nostra vita sensa senso, intrappolati dal "ragno", qualunque esso sia.
Da restare incollati allo schermo dall'inizio alla fine.
Allucinante.

wicker  @  13/02/2018 08:16:40
   7½ / 10
film che sviluppa il tema del doppio con l'ossessione del protagonista per un suo presunto sosia.
Opera molto elaborata che avrebbe bisogno di almeno un'altra visione tante sono le citazione e le sfumature .
ottima regia di Villenueve che usa colori pesanti e oppressivi in una città che sembra soffocare già di suo nel cemento .,Claustrofobiche alcune sequenze dove il disagio di un grande Gyllenhall (qui tra le sue migliori prove) è tangibile .

Tautotes  @  27/01/2018 00:01:29
   8 / 10
Assoluta perla, da rivedere più volte per coglierne appieno il senso. Una tragedia ed una farsa. Perdere il controllo e riconquistarlo.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  21/11/2017 15:58:07
   8 / 10
Se il significato dell'opera di Saramago e quello dell'adattamento di Villeneuve potessero parlarsi ne verrebbe fuori più o meno un dialogo di questo tipo:
S: "Oh. Ma chi sei?"
V: "Chi sei tu!"
S: "Non lo so, però siamo entrambi molto fi.chi."
V: *faccina lusingata* "Zi"

the saint  @  19/11/2017 11:40:29
   8 / 10
Altro gioiellino di Villneuve!!
Certo per apprezzarlo a pieno andrebbe letto il libro!
Non e' un film per tutti, infatti chi l'ha stroncato oltre a non capire una mazza di cinema, non ha secondo me capito nemmeno il messaggio del film stesso.
Sono convinto che il 95% dei registi avrebbe fatto un film penoso se avessero avuto lo stesso copione del regista! Qui a parte i bravi attori, Denis ha tirato fuori dal cilindro qualcosa di eccezionale!
Si respira per tutta la durata un senso di lugubrità e angoscia, nonostante il ritmo sia notevolmente basso.
Dopo Prisoners e' a mio parere il suo miglior film.

camifilm  @  17/11/2017 15:58:40
   6 / 10
Il significato del racconto è bello.
Però trovo molto noioso lo sviluppo.

Alex22g  @  07/11/2017 11:10:49
   10 / 10
Gioiello di Villeneuve, che tra questo film , Sicario, Blade Runner 2049 , Prisoners e Arrival mi ha davvero stregato, e in modi sempre differenti . Qui realizza un thriller-psicologico di altissima fattura. Gioca con citazioni che vanno da Hitchcock, a Kubrick fino a Lynch ma lo fa sempre con delle scene che non risultano mai fini a se stesse ma che anzi riescono ad arricchire ulteriormente la trama . Fotografia splendida, Gillenhall sempre al top, atmosfera e musiche memorabili in un film che si presta a più visioni ed interpretazioni. Serve altro ?

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  06/11/2017 08:28:34
   7 / 10
Devo essere onesta, l'ho guardato due volte ,non ci avevo capito granché la prima. Di Villeneuve mi piace il ritmo lento e le atmosfere dei suoi film. Fino in ultima non riuscivo a capire se erano due o lo stesso che si sdoppiava . Il discorso con la madre e la foto hanno illuminato. Mi sono chiesta il perché l'accettazione di questa situazione da parte della moglie, come minimo mi preoccuperei che non mi ammazzasse. Non di facile lettura ma una bella sorpresa.

jek93  @  27/10/2017 22:41:03
   7 / 10
Film abbastanza pesante, molto lento, ma merita sicuramente per la sua particolarità. Se avesse spiegato di più l'atmosfera metaforica avrebbe meritato molto di più. Finale ALLUCINANTE

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  13/10/2017 09:51:35
   7½ / 10
Cervellotico, per certi versi respingente, Dennis Villeneuve si ispira al romanzo "L'uomo duplicato" di Josè Saramago di cui mantiene l'impronta andando a stravolgerne spesso e volentieri la trama, a partire dalle immani limitazioni imposte ai personaggi femminili. Lo script si concentra infatti esclusivamente sull'apatico professore Adam, uno con la faccia triste probabilmente anche quando vince la lotteria, il quale, scopre casualmente mentre sta visionando un film, la sua copia spiccicata. Ossessionato da questa cosa decide di indagare fino ad incontrare realmente questa sorta di clone di nome Anthony, attore con moglie in dolce attesa e carattere ben diverso da quello del mite insegnante.
"Enemy" è un film giocato per intero sul mistero, sul tema del doppio che forse è solo proiezione mentale di uno dei due protagonisti. E' probabile rigetto verso le responsabilità e angustia alimentata dal senso di colpa, è sentirsi prigionieri di imposizioni sociali e di una vita trasformata in appiccicosa tela (la ricorrente presenza di ragni è forse indicativa in questo senso). Il percorso è tracciato definitivamente, le marcia indietro non è più opzione tollerabile, i sogni di gloria al macero, resta da affrontare la dura realtà di una vita insoddisfacente.
Ne esce un film dai ritmi compassati, dalla fotografia oscura ma dalle sfumature calde, edificato su atmosfere minacciose ed opprimenti in cui la mdp del regista canadese si muove meravigliosamente mentre i fatti alimentano dubbi e incertezze, spiazzando a più riprese sino a raggiungere un finale ai limiti della follia.

TheGame  @  12/10/2017 21:56:48
   6½ / 10
A Villeneuve garba più giocare al gatto col topo, creare confusione e sconvolgere lo spettatore con giochi da settimana enigmistica anziché porre attenzione all'ancestrale simbolismo, finendo in qualcosa la cui suggestione è solo nella distrazione.

guidox  @  11/10/2017 20:20:53
   7½ / 10
film che gioca molto con lo spettatore e riesce ad intrigarlo, seppur non sia così ermetico come (forse) vorrebbe essere.
finale da 10, credo fosse dal "Nobody is perfect" di "A qualcuno piace caldo" che non ridevo così prima dei titoli di coda.

Mildhouse  @  19/09/2017 00:26:55
   8½ / 10
Film ipnotico ed intrigante che meriterebbe di essere visto e rivisto fino allo sfinimento. Villeneuve è il regista del momento

EddieVedder70  @  17/09/2017 21:28:11
   8 / 10
Storia molto cinematografica, tema caro al grande schermo, il doppio, il gemello, l'attore che non è attore o viceversa; tutti si muovono senza poter evadere come legati tra loro da una sottile tela di ragno. La trama di per sè è semplice, ma mi sono servite 2 visioni per averne il controllo e questo forse è il limite unico di questa pellicola. Sì, perchè se dopo la prima visione avevo una spasmodica voglia di rivederlo, la seconda visione ha solo confermato quanto avevo intuito/capito al primo passaggio, lasciandomi in parte insoddisfatto (... "tutto qui?").
Villeneuve coglie l'occasione per citare i suoi maestri da Cronenberg a Lynch, correndo il rischio di venirne schiacciato, ma lo stile di questo "giovane" cineasta è talmente nitido che l'opera conserva tutta la sua naturalezza, l'impronta del suo regista è evidente, quasi un marchio di fabbrica. Dalla fotografia impeccabile (qui fredda, virata al grigio), alla colonna sonora rumorosa, compreso lo svolgimento mai banale, dove il montaggio risulta fondamentale per mantenere alta la tensione fino all'epilogo di forte impatto emotivo.
Enemy è un opera CULT penalizzata dalla pessima distribuzione in Italia, ma se "Blade Runner 2" avrà il successo che si spera, risentiremo parlare molto di questo film.

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  03/08/2017 23:11:05
   5 / 10
Un incomprensibile e poco ben delineato esercizio di stile di un autore che ci aveva abituato a ben altro...alcuni passaggi davvero poco chiari, che appaiono inspiegabili per tutta la durata del film.
Mai vedere film tratti da libri...i risultati sono molto spesso simili a questo...

Attila 2  @  25/07/2017 16:56:34
   4 / 10
Allora io ho visto il film.Quando ho visto che i due personagii o "uno" che sia rimanevfano cosi' sonvolti dall'aver scoperto di avere un sosia ho capito che ci doveva essere qualcosa sotto,perche' non era il caso di avere quelle reazioni.Ma non ci ho capito nulla,l'inversione delle coppie,l'incidente , il finale.Non ho interrotto la visione solo perche' volevo capiure coime andava a finire,visto come e' andato l'ho bocciato in toto.Ma secondo me non poteva essere tutto li'.cosi' sono andato prima si Wikipedia dove si puo' trovare una spiegazione sensata del film,e poi ho letto qualche commento qua sotto,soprattutto gli "spoiler" e allora ho capito qualcosa.Il fatto pero' e' questo , se fossi riuscito a capirlo dal film e da solo allora lo potrei considerare un gran film,ben studiato e ben spiegato,ma siccome non si capisce nulla dal film,tanto che anche qualcuno che qui sotto l'ha "capito" ha scritto "ma che fatica" allora un film che non si riesce a capire guardandolo non mi puo' piacere e quindi do' il voto come se non avessi letto le spiegazioni.BUona idea,buono spunto,atmosfere da suspance,fotografia intrigante ma non si capisce nulla,mi spiace

Chemako  @  24/06/2017 20:13:55
   4½ / 10
Questo capolavoro non l'ho capito proprio.... Lo sdoppiamento? Non mi pare...visto come finisce l'attore...il doppio nome? Bah....i ragni?? Che c'entrano???
Qua Villeneuve si è fumato qualcosa...

TheLory  @  18/06/2017 08:45:56
   9 / 10
Secondo me siamo ai limiti del capolavoro. Atmosfera meravigliosa, attoroni di serie A, claustrofobia e tutto quel che serve per farti immergere per un'ora e mezza nel mondo della follia. Lynch o come si scrive, un film così se lo sogna, qua i conti tornano, lui ci proprina sempre i suoi 2+2=5

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albert74  @  12/06/2017 02:35:16
   5 / 10
Villeneuve mi aveva soddisfatto molto con Prisoners in cui c'era una trama, una sceneggiatura ben delineata, una buona recitazione e la giusta dose di tensione su uno sfondo sufficientemente tetro e malato. qui - invece veniamo subito introdotti con un'atmosfera patinata, ben delineata dai colori tendenti al seppia e al giallastro, in un film criptico, quasi incomprensibile il cui sviluppo è sospeso. Si respira una certa tensione, un pathos, le musiche introducono a scene lentissime, come lentissimo è lo sviluppo del film e i dialoghi sono scarni fino all'osso. Ma alla fine ci si domanda dove si voglia andare a parare: qual è il fine del film? cosa dovrebbe trasmetterci? perché alla fine io non vedo nulla: non c'è un fine, non c'è una trama, non c'è uno scopo, si viene solo subbissati di domande, in un'atmosfera sospesa, metafisica, esistenziale, aperta a mille perché ma senza giungere a nulla. Il gusto per l'estetica e la filosofia che vorrebbe trasmetterci villeneuve rimanda alla nouvelle vague. Il cinema diventa incomunicabilità e come tale non è più cinema. Rimane un virtuoso gioco registico, una sperimentazione di cui ignoro lo scopo.

un voto alla regia: 7
un voto al film nel complesso: 5
un film non film che comunica l'incomunicabile è una contraddizione in termini
crea confusione laddove ci vorrebbe chiarezza.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  03/05/2017 10:15:33
   7½ / 10
A giocare a fare Lynch (la presenza della Rossellini non è casuale) il rischio di fare figure barbine è concreto, e invece Villeneuve fa un lavoro molto incisivo e d'atmosfera, saggiamente tagliuzzando qua e là tutti i rametti poco utili all'epitome della sua storia, che poi in realtà è molto semplice e lineare (spoiler)

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Ultima risposta 04/01/2018 19.09.23
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ZanoDenis  @  10/03/2017 12:33:29
   8 / 10
Enigmatico, quasi incomprensibile ad un certo punto, pieno di dettagli, questo lavoro di Villeneuve (passato un po in sordina) riesce ad essere un efficace thriller psicologico, pieno di sfaccettature e con una vasta gamma di interpretazioni.
Pieno di simbolismi, onirico, capace di confondere la realtà con la psiche del protagonista, uno straordinario, un po come al solito, Jake Jillecoso, ricorre anche ad una fusione di generi, alternando momenti da vero e proprio dramma esistenziale a momenti da film apocalittico, passando ovviamente per l'inevitabile thriller con qualche tinta da horror.
Girato magnificamente, cupo e allucinato al punto giusto, con un ritmo lento e cadenzato che riesce a trasmettere angoscia e curiosità allo stesso tempo, un viaggio in bilico tra la quotidianità e il sogno, uno scavo psicologico non comune, i mendri della mente sono scoperchiati, ma mai decifrati.
Ottimo.

Lucignolo90  @  06/03/2017 05:39:26
   8 / 10
Di film in film Villeneuve sembra prender sempre più confidenza col mezzo e confeziona qui un thriller/mistery degno di nota, dalla forte componente psicologica ma non privo di plot twist che mantengono la suspense alta fino alla fine. Da segnalare un Gyllenhaal magnifico nel ruolo di doppelganger. Una storia che sembra voler parlare della fragilità umana, che si insinua nell'intimità del protagonista tramite il subconscio. Il finale è magnifico e lascia spazio a molte interpretazioni.

LaCalamita  @  04/02/2017 02:02:55
   8½ / 10
Sicario, Prisoners e ora questo Enemy. Ora non ho dubbi: questo Villeneuve è proprio bravo.
Premettendo che con piacere si nota subito la sua mano, viste le grandi qualità estetiche del film, Enemy è un film particolare con risvolti ancora più particolari.
Realizzare con successo un film lento non è cosa da tutti.
Jake Gyllenhaal è un grande attore.

ferzbox  @  22/08/2016 16:31:53
   7½ / 10
Il film mi è piaciuto abbastanza, su questo non ho nulla da dire; la trama era molto curiosa ed intrigante,anche se devo dire che nonostante penso sia sconvolgente scoprire l'esistenza di un essere umano del tutto identico a noi, la reazione del protagonista(e non solo la sua) sia un poco esagerata(perlomeno all'inizio), dato che comunque è possibilissima l'esistenza dei sosia o di persone quasi identiche al 100%; io stesso rimasi sorpreso quando alcuni anni fa un mio amico pugile mi mostrò la foto di un pretendente dei pesi leggeri che era quasi la mia immagine sputata(sopratutto il profilo), quindi questa reazione eccessiva nello scoprire qualcuno a noi molto somigliante non l'ho vista tanto verosimile; va bene la curiosità, ma il panico mi sembrava un pò troppo esagerato.
Poi va bhè, la pellicola ha degli sviluppi che con lo scorrere dei minuti giustificano pian pianino alcune cose, però il tutto mi è sembrato troppo gonfiato.....
Al di là di questo l'unico altro difetto l'ho riscontrato nel ritmo non proprio scorrevole, a volte ho sentito la narrazzione tanto lenta; troppi silenzi, troppi momenti morti non necessari; credo che sia stato fatto per la durata già non eccessiva(1h:30), altrimenti con 30 minuti di meno si poteva raccontare tutto e con più ritmo, ma un ora sarebbe stata pochina per un lungometraggio.
Comunque è un film che presenta un certo stile; non un Thriller, e nemmeno tanto drammatico(non più di tanto almeno), solamente curioso e ben studiato nei personaggi......
Notevole ma non fantastico.....

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Ultima risposta 22/08/2016 18.07.06
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TheLegend  @  01/02/2016 18:58:32
   7 / 10
Particolare e molto ben girato.
Mi ha lasciato con qualche dubbio ma nel complesso è un film valido.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  14/01/2016 18:34:09
   6 / 10
Appartiene ad uno dei miei generi preferiti, ma non mi sento di mettere più della sufficienza. Le idee non mancano, forse il ritmo non è dei più vivaci e la storia non si evolve come avrei voluto.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  24/12/2015 20:19:40
   8½ / 10
Peccato non sia stato distribuito in Italia, e più in generale mi sembra un'opera molto sottovalutata, i rimandi alla fine del film sono tra i più disparati, ma viene proprio spontaneo banalmente accostare Kafka, quell'impressione di smarrimento, di angoscia, una lotta fratricida tra uomo vs assurdo; affibbiarlo ad Hitchcock, il doppio rientra nei suoi territori, anche lo scambio dei propri coniugi (rammenta lo scambio della propria vittima 'L'altro uomo'); Lynch simbolismo-surrealismo, coordinate disseminate con dovizia, il ragno (che ha il merito di aggiustare un finale che è apparso telefonatissimo appena i 2 coniugi son saliti in macchina), l'impressione è proprio quella del doppelganger, Gyllenhaal che si parla allo specchio, rispettive mogli dalle generalità analoghe, restano ipotesi sull'indeterminatezza, Villenueve infatti dirotta il film verso il thriller (la Gadon che chiede con sospetto 'com'è andata a scuola?' a sottintendere la veridicità di ciò che vediamo, ossia non è una proiezione di ciò che accade nella testa di Gyllenhaal ma accade realmente), eppure l'ultimo fermo immagine cambia le carte in tavola e lo fa senza dare spiegoni, spiazza lo spettatore lasciandolo arrovellarsi sugli indizi raccolti, opera fredda come di consueto nel cinema di Villenueve, persuasiva ed attraente, parabola del regista sempre più in ascesa.

Danae77  @  14/10/2015 12:35:11
   8 / 10
"Ogni errore, nel corso della storia, si ripete due volte". Un doppio misterioso, dubbioso ed incerto. Due strade possibili: la verità e il desiderio...smarrimento dell'anima e della mente. Uno strappo, una mancanza di capacità affettiva, velati, celati, non perfettamente compresi. L'altra metà del cuore, le viscere materne ed il genere affine, kafkiane presenze, ma l'occhio non vede ciò che la mente impaurisce, inibisce, rende insidioso come ragnatele e, così, il riflesso è perfetto. Due, come due mani, in una c'è una chiave, nell'altra no...le vie che trascinano....we are what we are.

eruyomè  @  01/05/2015 17:33:13
   8 / 10
Che voto si mette ad un film che non si è per nulla capito? Ma proprio per nulla.

E' da ieri che non faccio che pensarci, a cercare di capire la chiave di volta per comprendere tutto o, almeno, una parte, del senso ultimo, di un qualche significato alla base. Perchè il significato deve esserci, giusto?

Non andando molto al di là di qualche idea sull'inconscio, ho cercato i rete ed è stata una sorpresa trovare miriadi di interpretazioni a questo film. Tutte interessanti, una addirittura sconvolgente e affascinante, per quanto forse meno plausibile e accreditata di altre. Nessuna però spiega veramente tutto.

Detto ciò, penso forse non arriverò mai ad una soluzione e ad una risposta univoca. Da una parte è frustrante e cervellotico, dall'altra è meraviglioso e coraggioso, perchè quanti sono i film che hanno ancora la capacità di stupirci e di porci davanti a domande e dubbi?

Gyllenhaal, che ho "riscoperto" da un po' si conferma uno di quelli davvero bravi, oltre ad un attore dannatamente capace di scegliersi le sceneggiature interessanti e non banali, lo seguirò sempre d'ora in poi, sulla fiducia.

Un grande regista, in ogni caso. Atmosfere così disturbanti e una fotografia così "giusta" e soffocante, se rese in modo meno che perfetto, una storia così la mandano a gambe all'aria. Invece funziona dannatamente bene.

Macs  @  24/03/2015 22:09:34
   7½ / 10
Ci ho pensato molto prima di commentare questo "film". Bisogna vederlo, rivederlo, lasciarlo sedimentare. Penso di aver trovato una chiave di lettura, anche se non mi convince in ogni dettaglio. Di sicuro c'è che il film vuole essere chiaramente un "mindfucker" e disorientare lo spettatore, mandarlo in confusione a interrogarsi su domande che non possono trovare tutte una risposta. In effetti il caos sarà un "ordine non ancora decifrato", però qui Villenueve raggiunge il limite di quanto si possa tirare la corda con la sfida allo spettatore. Diciamo che le scene in cui Adam e Anthony comunicano o sono insieme, non fanno testo in quanto il loro livello di realtà è inaffidabile. Gli unici reality check di cui disponiamo, per provare a decifrare il caos, sono quelli in cui altri personaggi intervengono e interagiscono con i nostri "protagonisti": la madre, Helen, Mary. Specialmente certe frasi e atteggiamenti di Helen risultano molto utili. Ad ogni modo, rimane il mistero del doppio nome del protagonista; un altro elemento difficile da decifrare è il piano temporale del film: gli eventi che interessano i "due", sono essi eventi contemporanei, o le due versioni di Gyllenhaal si riferiscono a epoche diverse? Infine, un plauso per la fotografia giallastra molto adatta, e per l'eccellente colonna sonora (o dovrei dire "rumorosa"), e la simbologia aracnidea sparsa ovunque. Un film da rivedere ancora, apertissimo a plurime interpretazioni: era questo l'obiettivo (dichiarato) di Villenueve, e l'ha centrato perfettamente. Gyllenhaal mostruoso, come i ragni che vede dappertutto.

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Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  04/03/2015 18:28:39
   7 / 10
Sui territori già fin troppo battuti del doppio e del thriller psicologico Villeneavue azzecca l'atmosfera e il ritmo implosivo, lento e ripetitivo. Non è Cronenberg - come è stato detto - tantomeno Lynch, ma riesce dove prodotti analoghi e ben più pubblicizzati hanno fallito di recente: creare un'atmosfera di sottile tensione con parentesi quasi horror che non cadono nella baracconata.

Il finale scioglie alcuni dubbi e si lascia interpretare, e forse si ha la sensazione che l'esercizio di stile non ha particolare solidità, ma l'ottimo Gylllenhaal e la riuscita di alcune scene colpiscono il bersaglio. Una sorpresa.

alieno1979  @  16/01/2015 19:12:39
   5 / 10
film strambo, di solito questi tipi di film vengono aditati come capolavori, io non ci ho capito quasi nulla, forse il tema del film è che l'essere umano è intrappolato nelle sue routine e perversioni e non ci sia nessuna via di scampo???

GianniArshavin  @  05/12/2014 14:25:35
   7 / 10
L'ultimo film del promettente Denis Villeneuve è questo "Enemy",opera complessa e dalla difficile interpretazione che ricorda a tratti il Lynch di "Strade perdute" con un grandissimo Jake Gyllenhaal come protagonista.
Il regista dirige questo atipico thriller psicologico puntando su una trama stratificata che concede poco o nulla all'intrattenimento facile , a partire dalla regia lenta e dalla fotografia rarefatta, caratteristiche che allo stesso tempo coinvolgo e straniano lo spettatore.
Villeneuve da vita ad una storia dagli sputi di riflessione interessanti e non banali , in un crescendo di alienazione che dal protagonista verrà trasmesso al pubblico.
Il tutto sembra ruotare sul tema del doppio anche se la dimensione psicologica del titolo giustifica più di un dubbio sul messaggio e sul senso dell'opera.
Le sequenze oniriche e confuse sono alla base di "Enemy" , e fra simbolismi ,metafore e allegorie sarà dura non uscire senza fiato a fine visione.
Ovviamente siamo di fronte ad un prodotto di non semplice fruibilità e dall'ermetismo quasi totale che potrebbe scontentare qualcuno , ma la capacità di imbastire una trama del genere senza scadere nell'esagerazione , la voglia di sperimentare e l'intelligenza mostrata nel sapere trattare una materia cosi spinosa rendono "Enemy" (oltre agli innegabili meriti tecnici)un'esperienza da provare e comprendere.

Oskarsson88  @  24/06/2014 02:09:30
   7 / 10
Particolare e ben girato, ma poco esplicativo il che non è poco ed è un peccato

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  07/06/2014 00:26:29
   7½ / 10
Film breve ma molto intenso che partendo dalla tematica del doppio (non ho letto il testo di riferimento di Saramago) riesce sicuramente ad essere affascinante grazie alla regia di Villeneuve ma anche complesso e stratificato. Certamente non offre una chiave di interpretazione univoca, ma tutto sommato è una pellciola coerente con le sue tematiche, qui portate all'estremo di esistenze sconvolte per la scoperta reciproca di essere un duplicato dell'altro o la proiezione dell'uno nei confronti dell'altro. I continui riferimenti ai ragni, la problematica di entrambi i protagonisti nei confronti delle donne, la curiosità reciproca nell'osservare le vite dell'altro che diventa inquietante e quasi kafkiana. Figure femminili apparentemente ai margini ma importanti nel definire sia Adam e Anthony, soprattutto quello breve della Rossellini. Un film che omaggia probabilmente i cineasti di riferimento dello stesso Villeneuve, solitamente non eccessivamente citazionista: le strade perdute Lynchiane, i gemelli cronenberghiani e le inquietudini polanskiane sono elementi visibili di questa pellicola molto interessante ma a mio parere non ai livelli di Prisoners.

joker4479  @  24/05/2014 18:28:46
   9½ / 10
Prendendo ispirazione un po' da Lynch e un po' da Cronenberg, Denis Villeneuve gira questa perla del thriller psicologico.
D' altronde dal regista di "Incendies" e "Prisoners" non ci si poteva aspettare opera migliore.
Questo film (chiamarlo così è alquanto riduttivo), basato sul romanzo del premio Nobel José Saramago, è un viaggio nella psiche di Adam Bell, un depresso insegnante di storia, interpretato magnificamente dal sempre più bravo Jake Gyllenhaal.
Mi fermo qui, non scrivo altro, non ci riesco, non riesco a mettere per iscritto le emozioni e l'inquietudine che mi ha trasmesso "ENEMY".
Purtroppo il nostro paese di ***** non l'ha ancora distribuito e dubito che lo farà, vista l' inspiegabile avversione verso i bei film.
Per finire voglio consigliare questo film a chiunque, al fine di pubblicizzarlo almeno su questo sito, visti i soli 2 commenti.
Un' ultima informazione: lo trovate in streaming su cineblog01 con i sottotitoli.

VEDETELO VEDETELO VEDETELO


Ah, ovviamente mi aspetto una grande recensione da uno dei "veterani".

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  16/05/2014 14:35:08
   10 / 10
Un capolavoro di stile,che sapientemente pesca la forma espressiva di Hitchcock e l'andamento del racconto frammentario ma volutamente confuso di Polanski.
Ci si fa largo attraverso questi due metodi di regia per inserire metafore visive di rara bellezza,contornate da una tensione che cresce in modo esponenziale alla pari del tipo di ossessione che agguanta il protagonista.

Villenueve utilizza il tema del doppio e la figura del ragno,aracnide silenzioso letale che non fa sconto sulle prede che sceglie,per descrivere la condizione dell'allucinato Jake Gynellhaal,in una delle sue migliori performance attoriali senza se e senza ma.

Un trip mentale dotato di un ammirevole ritmo lento,cadenzato ma incisivo.
Viene Concentrata in un'ora e mezza scarsa di film una potenza recitativa e registica che fa fatica a trattenersi nel quadro delle inquadrature,un qualcosa che nel 2014 non ha sinceramente eguali.

Le coprotagoniste femminili compaiono poco trasformando il film in un intenso one Man show,però quando si fanno notare portano con se delle chiavi di lettura della trama da non sottovalutare perché aiutano nella comprensione del discorso partorito da Villenueve e sceneggiatore.

Occhio a non perdere Enemy,un labirinto nella mente di Gynellhaal seducente ma allo stesso tempo sconvolgente,impreziosito da interventi in fase di regia curatissimi e mai banali.

Saluti dal vostro tnx di fiducia.

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