animal kingdom regia di David Michôd Australia 2009
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animal kingdom (2009)

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locandina del film ANIMAL KINGDOM

Titolo Originale: ANIMAL KINGDOM

RegiaDavid Michôd

InterpretiGuy Pearce, Ben Mendelsohn, Joel Edgerton, Jacki Weaver, Luke Ford

Durata: h 1.52
NazionalitàAustralia 2009
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2010

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Trama del film Animal kingdom

Benvenuti nella giungla conosciuta come il mondo della malavita di Melbourne. Pope Cody, un rapinatore armato in fuga da una banda di investigatori rinnegati, si nasconde, circondato dai suoi amici attaccabrighe e dalla famiglia. Presto, il nipote di Pope, Joshua 'J' Cody, arriva e si trasferisce con i suoi genitori, fino a quel momento estranei. Quando le tensioni tra la famiglia e la polizia raggiunge un picco di sangue, 'J' si trova al centro di una vendetta a sangue freddo che mette la famiglia sottosopra.

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Voto Visitatori:   7,39 / 10 (22 voti)7,39Grafico
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Voti e commenti su Animal kingdom, 22 opinioni inserite

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baskettaro00  @  09/04/2012 12:08:43
   7½ / 10
ritratto di una famiglia di stampo criminale,narrata lentamente ma grazie al suo fascino non ci si fa nemmeno caso,poca violenza e poca azione,ma un quadro ben fatto e con una buona caratterizzazione dei protagonisti..

Levarg  @  20/12/2011 23:30:23
   7 / 10
Molto bello. Film australiano diretto da un giovanissimo regista alla sua prima esperienza... e devo dire che sembra più un veterano, data la cura e il dettaglio di certe scene.
Storia che, nonostante tratti violenza e malavita, viene raccontata quasi con "dolcezza", in un'atmosfera quasi ovattata.
Film davvero particolare, forse un pò troppo lento in alcune parti, ma molto bello. Attori sconosciuti ma bravissimi (anche se io avrei scelto sinceramente un protagonista con la faccia leggermente più sveglia! :D), accompagnati dalla preziosa presenza di Guy Pearce, bravissimo. Ottime fotografia e colonna sonora!

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  06/12/2011 23:16:05
   6½ / 10
Mi ha spiazzato solo la lunghezza del film...o per meglio dire alcune scene un pò troppo lente. Per il resto l'ho molto apprezzato, sia per la recitazione che per l'intreccio della trama. Come sopravvivere all'interno di una famiglia sociopatica, esattamente come un animale deve sopravvivere nel suo regno. Una grandissima colonna sonora.

Tuonato  @  13/11/2011 18:51:05
   7½ / 10
Quando non è più possibile fidarsi di nessuno, non rimane che affidarsi all'istinto.
Essere un animale, una bestia predatrice tale e quale alle altre che popolano il regno.

"I ragazzi si trovano dove si trovano e fanno quello che fanno".

Rivelazione.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  03/09/2011 15:50:57
   8 / 10
Davvero fatico a credere come Animal Kingdom possa essere un'opera prima. Non dico questo per la bellezza in sè del film, ma per la qualità della regia, per la capacità che ha di raccontare una storia (Michod, il giovane regista, è anche sceneggiatore), per la qualità dei dialoghi e per il senso della misura che lo contraddistingue. Ancora una volta si dimostra la regola d'oro che ogni nuovo regista dovrebbe tenere a mente: mai strafare, quasi tutti i più bei film della storia del Cinema hanno evitato orpelli, esagerazioni e virtuosismi vari.
Animal Kingdom racconta la storia (ispirata a un vero fatto di sangue) della famiglia Cody. Josh, appena 18enne, perde la madre per overdose -già qui la scena dell'arrivo dei medici con Josh che guarda Il Milionario in televisione è di livello altissimo- e rimasto solo va a vivere da sua nonna materna. Qui trova i suoi tre zii (figli della nonna e fratelli della madre morta) e un loro amico, tutti e 4 delinquenti incalliti specialisti in rapine e nel traffico della droga. Josh, suo malgrado, si ritrova immischiato in questa vita criminale. Le conseguenze saranno terribili.
Michod all'esordio sfiora subito il capolavoro. Riesce, neanche fosse un veterano, a girare un crime che ha il passo e l'atmosfera del grande cinema d'autore. Certo l'aiuta in questo la prova degli attori, superbi, con una nota di merito per l'interpretazione di Jackie Weaver nella parte della nonna del protagonista, una donna con un carisma incredibile, vero leader emotivo della famiglia e autentico collante dei membri che la compongono. Appare come una specie di silente "Godmother", gelida, insensibile ma al contempo tremendamente legata ai propri familiari. Anche lei, pur non facendolo notare, piano piano comincerà a vacillare e in questo senso l'abbraccio finale con Josh -per alcuni versi quasi surreale- rappresenta forse una definitiva liberazione, una catarsi dalla schifosa e pericolosa vita nella quale la sua famiglia si era specializzata. Non è un caso, in questa lettura, che insieme a Josh l'unico a sopravvivere sia Darren, l'unico figlio ancora "recuperabile".
Michod disegna perfettamente i suoi personaggi, specie quello di Josh, un ragazzo catapultato di punto in bianco in una vita malavitosa che solo apparentemente appare timido e sprovveduto ma invece, alla luce del finale, si dimostra capace di trovare il coraggio -spinto sì dal desiderio di vendetta ma anche dalla ricerca di una definitiva via d'uscita da quello squallido modo di vivere- di prendere una tragica decisione. Ottima anche la figura di Pope, personaggio dall'aspetto e dai modi rassicuranti ma in realtà terribile, un vero e proprio pazzo assassino.
Sarebbero davvero molte le scene da rimarcare, alcune delle quali in ralenti, accompagnate soltanto dallo splendida ed avvolgente colonna sonora, senza rumori di scena (ad esempio l'entrata dei poliziotti per l'arresto di Josh e Pope). In certi momenti ho respirato un'atmosfera che mi ha ricordato addirittura Inarritu.
Michod non si risparmia certo scene violentissime (come il primo omicidio o quello della ragazza) ma lo fa con misura e qualità cinematografica. La narrazione, specie nella parte finale, appare un pochino troppo affrettata, ricca di ellissi, tanto da rischiare di confondere uno spettatore poco attento.
Forte, fin dal titolo, il riferimento a un mondo sempre più violento in cui è spesso il più forte quello a sopravvivere.
A volte però anche le leggi naturali sono fatte per essere infrante.

-Uskebasi-  @  02/09/2011 14:26:02
   7½ / 10
'J' viene catapultato nel Regno Animale, dove a sopravvivere è il più forte o, come dimostrerà, il più astuto.
Buon film australiano, sorprendente per l'altissima qualità di immagini, regia e interpretazioni. Alcune sequenze improvvise di morte fanno sobbalzare e ricordano sicuramente Haneke. Eccezionale è il personaggio della nonna, di un'ambiguità unica, capace di prendere grandi decisioni con una leggerezza disarmante. Prova un gigantesco amore per la famiglia, ma al momento dell'eventuale perdita di un familiare la sua reazione è contenuta e rassegnata, e la cosa staordinaria è che tutto questo sembra credibile e naturale.
In fondo lei, vuole semplicemente qualcuno a fianco per non restare sola.

Clint Eastwood  @  28/04/2011 07:57:19
   7 / 10
L'hanno presentato come il padrino australiano e dal trailer sembrava molto infuocato. Le aspettative erano alte ma alla fin fine si è rivelato un buon gangster movie atipico con qualche rimando di violenza che mi ha ricordato Haneke. Non male come esordio per il regista.

guidox  @  28/04/2011 04:27:29
   7 / 10
un film nudo e crudo, senza tanti fronzoli.
per alcuni aspetti l'essere così asciutto funziona benissimo, specie per merito di un cast all'altezza che delinea i personaggi in modo preciso; per altri versi invece, un approccio del genere porta ad un calo di ritmo e ad alcuni momenti di stanca che sinceramente si sentono un po' troppo durante l'andare avanti nella storia.
il risultato finale è comunque buono.

Febrisio  @  11/04/2011 17:58:45
   7½ / 10
Animal Kingdom è la legge del più forte in una qualunque Melbourne.
Una vicenda serrata in un manipolo di persone, una famiglia, che inizia il suo degrado dopo l'arrivo del nipote. Personaggi ben caratterizzati, con poco, ma tanto abbastanza per posizionarci, e farci intendere il punto di vista della vicenda. Da li in poi il film cresce d'intensità, offrendo spunti interessanti e ottime scelte ai personaggi, promettendo un buon finale.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  29/03/2011 00:37:34
   7 / 10
Ispirato ad una storia realmente accaduta a Melbourne, il film di David Michôd è un vero e proprio pugno nello stomaco. Un film drammatico che però non tende mai all'esasperazione delle situazioni già crude e violente di per sè.
Un climax di ansia e di asperità molto ben interpretato e anche ben girato.

forzalube  @  27/03/2011 06:33:53
   7½ / 10
Non è particolarmente originale, ma questo gangster movie è ben scritto, ben recitato, piuttosto duro e di sicuro effetto.

despise  @  22/03/2011 11:21:43
   7 / 10
Poco spettacolo e molta sostanza in un gangster movie crudo e diretto.
Forse un pò prolisso e lento nello svolgimento, ma sostenuto da delle prove attoriali stupende (Jacki Weaver su tutti).
Ottimo cinema (al solito) poco pubblizzato.

Satyr  @  18/03/2011 16:04:30
   7½ / 10
Scritto in maniera asciutta e diretta, Animal Kingdom è un affresco corale lucido e spiazzante, un gangster movie che vive di luce propia senza l'ausilio dei soliti meccanismi.
Ben calibrati i colpi di scena, poche le scene madri, nessun dialogo memorabile, ma solo un gruppo di personaggi multiformi delineati in maniera pressochè perfetta.
Un film per certi versi disturbante, a tratti difficilie da smaltire, diviso tra scoppi di violenza improvvisa e un clima di tensione reale e insostenibile. Merito soprattutto del gran cast, da Jacki Weaver - immensa - a Guy Pearce, e della regia di David Michôd, uno che sicuramente sa bene di cosa sta parlando.

Esempio pratico di come descrivere un microcosmo metropolitano senza lasciare troppo spazio alla spettacolarizzazione degli eventi e ai facili sentimentalismi. Da un film come questo, il Ben Affleck di The Town ha molto da imparare.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  07/03/2011 15:46:07
   7½ / 10
Benvenuti nel regno degli animali di David Michod,dove la vita sociale si svolge secondo leggi crudeli a cui bisogna aderire per poter sopravvivere.
Ne sa qualcosa l'impacciato "J" ,accolto dopo la morte della madre dal poco raccomandabile parentado più stretto, costituito da quattro zii dediti ad attività delinquenziali e da una nonna che sotto l'affabile e amorevole parvenza gestisce la famiglia con metodo lucidamente psicotico,vera burattinaia di un'associazione criminale rassomigliante a quella cui diede vita Roger Corman nel suo "Il clan dei Barker",con tanto di innaturali smancerie da parte dell'attempata matriarca nei confronti dei suoi pericolosi "cuccioli".
Lo script asciutto evita la sublimazione di qualsiasi estetica sanguinaria, accogliendo un realismo sprovvisto di azioni spettacolari a favore di uno spaccato di rara asprezza creato mediante un clima pesante, all'interno del quale le limitate scene di violenza colpiscono con brutale logica.
L'integrità narrativa conduce ad una costruzione (a)morale del protagonista, indotto a scelte che disegneranno un quadro complessivo scoraggiante in cui il sangue reclama di essere lavato con altro sangue.Ispirato ad una storia vera che ha lordato Melbourne sul finire degli anni '80,"Animal Kingdom" è sostenuto da un'escalation drammatica edificata su gesti dalle conseguenze sempre più irreparibili,duro e opprimente,aderente a una forma espressiva dai toni distaccati,quasi documentaristica,ha nella sua anticonvenzionalità il maggior punto di forza, senza quindi risultare un clone di quegli esempi illustri di crime-movie cui è stato frettolosamente accostato da certa critica.

TheLegend  @  18/12/2010 17:04:31
   7 / 10
Sicuramente un buon film;peccato che gli spunti originali siano davvero pochi.
In alcuni passaggi non coinvolge come dovrebbe.

cletus19  @  19/11/2010 10:03:51
   7 / 10
Asciutto, essenziale, buon ritmo, e sopratutto disarmante nella sua semplicità. Grandissima prova del protagonista (un'esordiente). La storia è abusata ma qui è il modo nel quale viene raccontata dal bravo regista australiano (esordiente, se non ho capito male) anche lui. Un noir onestissimo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  13/11/2010 02:42:58
   8 / 10
Grandissimo film, che ha nella assoluta freddezza con cui tratta la sua materia il suo principale e notevole punto di forza.
E' bene dire che è assai poco scorsesiano nella forma: lascia la violenza fuori campo prediligendo una violenza improvvisa (quasi "Hanekiana") e scioccante, non per la brutalità delle immagini (perché appunto non c'è indulgenza nella messinscena) quanto per le implicazioni mentali e per la naturalezza che segue nelle reazioni - che è quella che sconvolge.
Con una progressione via via più ellittica, il racconto si stringe e la tensione aumenta, molti passaggi vengono omessi - e viene lasciato allo spettatore di interrogarsi e interpretarli.

Più indipendente che hollywoodiano (difatti sta avendo poco successo in sala, purtroppo), proviene difatti dal Sundance dove ha vinto come miglior film straniero.

Lascia sconcertati e interdetti a interrogarsi su quali siano le possibili vie di fuga da una vita criminale, quando sai già in partenza che il tuo destino è segnato (sono esplicite le parole fuoricampo del protagonista, all'inizio), hai la possibilità di venirne fuori eppure non ne hai la forza di scapparne, una volta intrappolato, nonostante tu non vi sia nemmeno nato.
Fondamentale per spiegare la scelta finale del protagonista, la denuncia della corruzione delle forze dell'ordine (che credo sia da contestualire all'Australia, per quanto non escluda affatto una sua valenza più ampia).

willard  @  03/11/2010 11:57:14
   9 / 10
Fotografia cupa e asettiche atmosfere, l'inquietudine è la sensazione che prende sin dalle prime scene di questo film e non vi lascerà più sino alla fine.
Trionfatore al Sundance, è una drammatica crime story a tinte forti, che ruota intorno alle vicende di una famiglia di "bravi ragazzi" (di "scorsesiana" memoria).

Ambientato in una Melbourne tutt'altro che accattivante, il giovane protagonista Joshua 'J' Cody (splendidamente interpretato dall'esordiente James Frecheville) si viene a trovare suo malgrado coinvolto nell'epilogo dell'escalation criminale dell'entourage familiare della nonna, dopo che la madre è morta per ovedose. La polizia è intenzionata con ogni mezzo (lecito e non) a debellare la banda, ma soprattutto a togliere di mezzo il cattivissimo Andrew 'Pope' Cody (Ben Mendelsohn), mente manipolatrice della gang.

Il film è lento, non vi è l'azione che ci si potrebbe aspettare e non si indulge in sentimentalismi, ma conduce magistralmente in un precipizio di situazioni estremamente coinvolgenti.

Ottime interpretazioni degli attori, oltre ai già citati James Frecheville e Ben Mendelsohn, un ottimo Guy Pearce (nel ruolo del detective che conduce le indagini e l'unico che cerca di fornire una via d'uscita al giovane 'J' Cody) e Jacki Weaver, la nonna.

Un tappeto sonoro che spazia da musiche classiche ad alcuni pezzi pop che stridono volutamente con la drammaticità delle situazioni, rappresenta sicuramente uno dei punti di forza del film.

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Constantine  @  03/11/2010 02:46:09
   9 / 10
Attirando la mia attenzione con il fresco premio alSundence Festival 2010 come miglior film straniero, l'opera di Michòd merita davvero un plauso. La macchina da presa s'inoltra, proprio come il protagonista alla scoperta di un sottobosco criminale, in maniera asettica, indifferente, difficile, tralasciando il giudizio e ponendosi al di sopra delle parti; al termine della pellicola non è più importante scoprire dove si trovi il bene ed il male ma piuttosto dove si stagli il confine tra essi. Una sceneggiatura solida, spiazzante, ben presto il criminal movie diventa dramma, fino ad un crudo e poetico finale. Oltre alla splendida prova del cast ed all'ottima scelta della colonna sonora, Michòd ha il merito di girare scene dal fortissimo impatto emotivo, facendo straordinariamente leva sull'inespressività del suo protagonista e dimostrando di avere doti e qualità ben al di sopra della media; in alcune sequenze il paragone con Cronenberg non è affatto immeritato. Bisogna Vederlo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  01/11/2010 23:03:01
   8 / 10
Decisamente interessante il debutto internazionale di Michod alla regia di questo Animal Kingdom, meritatamente premiato al Sundance 2010.
Michod descrive l'attività criminale di una famiglia australiana nel momento del suo declino, offrendoci uno spaccato davvero notevole, sia per il taglio dato, che per lo sguardo freddo con cui mantiene le distanze da ciò che descrive.
Tempi particolarmente dilatati e un tono mai esasperato fanno sospendere ogni giudizio sui possibili sviluppi della trama, tranne poi lasciar accadere, quasi come nulla fosse, eventi risolutivi che fanno vacillare per la loro freddezza.
Il finale poi, quale micidiale implosione, rende merito a tutta la costruzione precedente, colmandone ogni apparente lacuna.
Quasi enigmatici i personaggi, dei quali non si conosce, né Michod vuol farci conoscere, altro che ciò che si vede loro fare, e su tutti la madre, una Jacki Weaver da paura, insondabile centro affettivo attorno a cui ruotano tutti.
Colonna sonora ottima, sottolinea dove serve senza mai enfatizzare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  01/11/2010 18:48:54
   6 / 10
Un film nel complesso non male, che però non dice nulla di nuovo sul mondo della criminalità. Penso che il difetto principale risieda nella sceneggiatura, priva di spunti davvero interessanti. Molto bravi Jacki Weaver e Guy Pearce.

axel90  @  01/11/2010 11:09:13
   6½ / 10
Avevo riposto tante speranze in questo Animal Kingdom, in parte deluse o rese male. Già dal principio sapevo che non si trattava di un film d'azione di matrice americana, anzi rifiutava questi temi e decideva di scegliere una via più retrospettiva dei suoi protagonista, ma Michod, nonostante dimostri di essere già un grande regista, sbaglia nel riuscire a dosare un film che per lunghi tratti riceve dosi di noia e calma piatta.
Il film gioca molto nella società ricostruita come un regno animale: i più forti vincono e i più deboli o vengono protetti o vengono uccisi dai più forti. Una complessa scacchiera di personaggi e intrighi, storie di vendette e rese dei conti, ricostruite secondo una fotografia realistica e tangibile, poche sono le scelte di dialogo inutili o poco permeanti alla storia. "Animal Kingdom" offre quindi un cast pressoché sconosciuto ma di grande professionalità. In un gioco difficile di decifrare, in cui ogni tanto Michod inserisce scene "glaciali" o repentine degne del miglior Scorsese, ci troviamo di fronte ad un film con delle basi solide, ma per lunghi tratti stanco e con un ritmo decisamente basso. Mi dispiace minare un film con delle potenzialità decisamente alte, ma non posso non guardare a questa ricostruzione lodevole ma con poca empatia.

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