amores perros regia di Alejandro Gonzalez Inarritu Messico 2000
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amores perros (2000)

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locandina del film AMORES PERROS

Titolo Originale: AMORES PERROS

RegiaAlejandro Gonzalez Inarritu

InterpretiEmilio Echevarría, Gael García Bernal, Goya Toledo, Álvaro Guerrero, Vanessa Bauche, Jorge Salinas

Durata: h 2.28
NazionalitàMessico 2000
Generethriller
Al cinema nel Settembre 2000

•  Altri film di Alejandro Gonzalez Inarritu

Trama del film Amores perros

Città del Messico, tre storie che si incrociano: il giovane teenager Octavio decide di fuggire con Susana, la moglie di suo fratello. Daniel, lascia moglie e figlia per andare a vivere con Valeria, una splendida modella. Infine, el Chivo, ex guerrigliero comunista che dopo aver passato diversi anni in prigione, è profondamente deluso dalla vita e dal lavoro di sicario.

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Voto Visitatori:   8,20 / 10 (102 voti)8,20Grafico
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Voti e commenti su Amores perros, 102 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento DjAlan78  @  18/04/2012 09:17:56
   7½ / 10
La vita per molti esseri umani è una sofferenza continua. Film un po' rustico, che racconta la realtà senza filtri. Toccante.

PignaSystem  @  22/07/2011 11:24:52
   8 / 10
Feroce, indigesto, straziante, non sempre perfetto nella regia e nell'interpretazione, ma sincero e profondo.

Manu90  @  12/07/2011 12:15:49
   7½ / 10
Inarritu è molto probabilmente uno dei cinque migliori registi degli ultimi dieci anni. Ha realizzato quattro film di assoluto spessore, con una maestria non da poco. Il suo capolavoro resta il più recente "Biutiful", ma questo "Amores Perros" di certo non passa inosservato. Tre storie diverse tra loro, ma che alla fine si andranno ad intrecciare. Esordio col botto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  29/06/2011 13:31:37
   8½ / 10
Tre storie s'intersecano o, meglio, vengono a scontrarsi in un punto determinante - che conclude la prima, dà inizio alla seconda, e una svolta all'ultima. Molto diverse per stile, ora dinamico e realistico, ora grottesco e statico, ora profondo e crudo, le accomuna non soltanto l'incidente, uno degli incidenti, ma la riflessione di fondo, che Inarritu circoscrive all'uomo e al suo sistema sociale: di contro, pone l'innocenza estranea delle bestie, dei cani.
Nessuna sicurezza nella città del Messico, e tutto va giù, pessimisticamente, chi era alle stelle scende, chi nel fango sprofonda: è il tuo cane in un buco, sotto il pavimento della tua casa dalle solide mura, avendo scoperto tubature e topi a pochi centimetri di distanza; è il tuo cane assassino; sono i tuoi cani sbranati.
Una speranza? Come l'incontro (ultimo?) a un funerale, l'abbraccio disperato al cagnetto salvato (esso solamente?), o una fessura, di città bianca che sorge, sopra un deserto screpolato di terra arsa, verso dove un killer e il suo cane nero s'avviano (un miraggio?).

Black Eight  @  10/05/2011 14:41:14
   8½ / 10
il primo capitolo della trilogia della morte oltre che essere un film eccezionale e in alcuni punti addirittura poetico, pone anche le basi per l'intera cinematografia del regista messicano fungendo da linea guida sia per le tematiche affrontate (solitudine, sofferenza, rimpianto) sia per lo stile narrativo tanto caro al regista (l'affresco corale, storie intrecciate dal destino). Il film a mio parere merita pienamente lo stesso voto che avevo dato a Babel, e gli sarebbe stato superiore se non fosse che Babel è di una potenza visiva impressionante e di una maestria tecnica che purtroppo Amores Perros evidentemente non può avere. E con questa osservazione sto a sottolineare proprio la grandezza dell'opera prima di Innarritu che, nonostante la carenza di mezzi e di attori blasonati (che avrebbe poi diretto in 21 grammi), riesce comunque a realizzare un progetto ambizioso (ambientato nella sua patria) grazie anche ad un'innegabile talento e creatività artistica.

El_Baro  @  06/05/2011 19:25:11
   4½ / 10
Classico polpettone dell'a me insopportabile Inarritu, populista del dolore ipersopravvalutato e alla costante ricerca della tragedia dietro ogni angolo.
Alcune scene sono quasi comiche nel loro tentativo di rappresentare le sventure umane.

"La sofferenza alla portata di tutti"

mainoz  @  19/03/2011 14:34:48
   4 / 10
Delusione totale. Prima ora/70 minuti del film dove l'unica storia è quella di Octavio molto buona, storia coinvolgente ed emozionante..tutto faceva sperare in un bel 8. Poi totalemente da bocciare. Gli eventi si susseguono in un escalation di tristezza fine a se stessa e in una trama strampalata e discutibile. Ne viene fuori un mix di angoscia e mal di stomaco.
Un'occasione sprecata. Per fortuna che il regista si è ripreso poi con 21 grammi

ifry  @  06/03/2011 09:45:56
   7 / 10
bellissimo film.
volevo trovare un film che si rifacesse a crash. ed eccolo. Ed ho anche scoperto che questo amore perros è stato girato prima.

le tre storie sono si intrecciano tra di loro, ma ognuna ha un valore ed un peso diverso nel film. questo a parer mio. la prima la trovo molto ricca di dettagli e veloce, le altre le ho trovate un pò meno importanti (come se gli sceneggiatori avessero meno idee).
E' cmq un bellissimo film che potrebbe meritare anche 8.
ho messo 7 in quanto il finale l'ho trovato inconcludente.
cmq vale la pena di vederlo senz'altro!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  03/03/2011 23:53:35
   7½ / 10
Un debutto importante e sorprendente per Inarritu diventato popolare in tutto il Mondo per film meno belli di questo!
In "amores perros" non ci sono limiti o lacci di sceneggiatura da tenere in considerazione...violento,macabro,eccessivo ma terribilmente efficace!
Due ore e mezza visivamente disturbanti e mai noiose dove tre storie si alternano e si sovrappongono fino a concatenarsi tra di loro...l'elemento comune è quell'animaletto che consideriamo il nostro migliore amico...
Delle tre vicende,pero',quella della modella è quella piu' debole che non a caso è anche meno presente nel film...

sestogrado  @  24/02/2011 07:52:26
   8 / 10
un esordio bomba per quello che potremmo considerare il miglior film di Inarritu. bestie e uomini si rincorrono nel disperato tentativo di raggiungere chi la ricchezza, chi un parente, chi il successo. struggente e commovente lascia un'incolmabile nostalgia. originale e imperdibile

ste 10  @  21/02/2011 23:34:24
   9 / 10
Un affresco straordinario di Città del Messico in cui si intrecciano in puro stile Inarritu tre storie diverse, il regista qui è più acerbo rispetto alle opere successive ma dà il meglio di sè: il film è riuscitissimo

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  14/02/2011 00:48:08
   8 / 10
Il film d'esordio di Inarritu, che fa collidere mondi e anime diverse della metropoli di Mexico City, è un potentissimo affresco, ben amalgamato, incentrato sul cinismo degli uomini (…i cani si salvano), trasversale alle classi sociali.
Se al male segue il senso di colpa, la redenzione il più delle volte è negata.
Un autentico talento dietro la macchina da presa è sorretto da uno sceneggiatore arguto e brillante (Arriaga), non ancora troppo megalomane come nelle due opere successive che li vedranno collaborare.
Qui tutte le parti sono in grande equilibrio, e la resa è all'altezza delle ambizioni.
Il messicano "Amoresperros" è uno dei film più significativi del cinema degli anni a cavallo del 2000: assorbe gli intrecci multipli alla "America oggi" e li contamina con un'estetica "cinema-verité" decisamente "up-to-date".
Ci racconta il nostro mondo attraverso la descrizione di un preciso angolo di esso: è un'allegoria e dunque ha vocazione universale. Il pregio è: funziona.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  07/02/2011 15:12:16
   8½ / 10
Gli amori bastardi di Città del Messico. Bastardi come i cani,protagonisti come gli uomini e veri e propri mezzi di questi ultimi per guadagnare,per abbellimento o per semplice affetto.

Tre storie che si intrecciano in maniera ora indelebile,oppure si sfiorano senza saperlo; il tutto raccontato con uno stile asciutto che ti prende per lo stomaco e ti trascina fino alla fine senza sconti per niente e nessuno,senza alcun sentimentalismo facile ma anzi all'insegna di un pessimismo disperato di chi è alla ricerca di una via di fuga e dell'amore.
L'umanità degradata raccontata da Inarritu si distrugge da sola,non ha limiti eppure è così alla ricerca di una via per la felicità da autodistruggersi da sola; le tre storie sono a loro modo indipendenti ma si incrociano in maniera soprendente e decisiva anche se solo per una attimo, ma proprio quell'attimo determinerà varie scelte.
è il caso che si scatena e trascina in un vortice degli uomini disperati e senza meta.


Nella prima storia abbiamo un ragazzo che trova l'amore e tenta di scappare con l'aiuto del suo cane,guadagnando nelle lotte clandestine in cui i poveri animali si sbranano tra di loro per il piacere di uomini senza scrupoli. Come una punizione si troverà a rimanere intrappolato per sempre a causa dei suoi errori e delle sue speranze di fuga.

Il secondo intreccio è una normale storia d'amore tra un uomo che ha lasciato moglie e figli per una donna famosa e avvenente: il rapporto precipiterà in una crisi in cui solo dal finale amaro ma speranzoso capiamo che potranno uscirne.

La terza storia è quella che mi ha emozionato di più,in cui un mezzo barbone ex guerrigliero chiamato el Chivo (che compare spesso anche nei due tronconi precedenti) si guadagna da vivere facendo il sicario dopo una vita passata in prigione; i suoi soli compagni sono dei cani che accudisce e ama più degli uomini.
La sua rinascita corrisponde al ritrovamento di un altro cane,quello tenero verso gli uomini ma feroce verso i suoi simili,con cui troverà il suo fidato compagno di viaggio,in pratica uno specchio di sé stesso (che infatti ama i cani,ma uccide le persone senza scrupoli). Da sentirsi male nelle viscere quando

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Entrambi si capiscono e il loro rapporto è commovente mentre el Chivo tenta di stabilire un rapporto da un passato che non ha mai dimenticato.
La sua storia di redenzione è la più toccante e dura,il suo personaggio è forse l'unico che trova una sua dimensione positiva alla fine della vicenda,nonostante il futuro incerto; il suo cammino nell'oscurità (della strada e del futuro) mentre è seguito dal cane fedele,chiude un film incredibilmente coinvolgente in cui le due ore e mezza sono forse esagerate (specie per la seconda storia) ma comunque non annoiano mai.

"Signore, quando camminerò nella valle dell'ombra e della morte non dovrò temere
alcun male, perchè il più grosso bastardo della valle sono io"

chem84  @  12/01/2011 21:35:54
   8 / 10
Molto bello ed interessante questo primo lavoro di Inarritu che, utilizzando la già collaudata forma dei vari episodi intrecciati (o come diavolo si dice), confeziona un prodotto davvero notevole.
Unico punto a sfavore forse è l’eccessiva lunghezza, unita ad un secondo episodio a mio avviso meno intrigante degli altri due, seppur di grande impatto emotivo.
Buone le prove di recitazione, con Emilio Echevarría che svetta su tutti.

kaoslady  @  08/12/2010 20:25:14
   7 / 10
buon film se ti piace lo stile drammatico di Inarritu. Personalmete apprezzo l'intreccio di storie proposto dal registra solo che diventa simile in tutti e tre i film della trilogia. Tra i 3 preferisco Babel che introduece degli elementi di novità e soprattutto una scenografia spettacolare. per quanto riquarda Amores perros tratta tre episodi nella quale i protagonisti interagiscono tra loro e i cani. Un vero film drammatico che offre molti spunti di riflessione. Introduce il concetto di uomo a "perdere"Ciò che si perde nella vita, come un ruolo sociale, diventa una sorta di principio che determina ciò che un omo può deiventare. Noterei come in ogni episodio la presenza dei soldi determina ciò che rovina un amore in origine purò.
Infine il ruolo svolto dalla fotografia. Nel primo caso da un punto di vista cinematografico: attimi e istanti sottratti al tempo, nel secondo lo straziante sguardo di Valeria di fronte al suo cartellone pubblicitario e infine El Chivo che tenta attraverso fototessere di riacquistare il suo ruolo di padre di famiglia che però ormai ha perso come dimostra il suo camminare verso la terra oscura. Sempre nel terzo episodio c'è un rimando alla fotografia del primo quando El Chivo guarda le fotografia di Octavio trovate nel suo portafoglio sottratto durante l'incidente che ha unito tutte e tre le storie.

Oskarsson88  @  07/12/2010 15:54:43
   7½ / 10
7219415  @  05/12/2010 10:48:32
   8 / 10
Non male...però peccato...dalla prima metà di film mi aspettavo di meglio!!!

El Piccio  @  03/12/2010 12:14:02
   7 / 10
guidox  @  06/11/2010 00:00:28
   8 / 10
il migliore di Inarritu, senza dubbio, perchè è il più genuino.
un genere di cinema che non mi fa impazzire, ma che in questo caso dosa bene tutti gli ingredienti.
più grezzo ma di rara intensità, non patinato come in seguito accadrà per gli altri suoi lavori.
in poche parole la speranza e il disincanto sono veri, reali e non artificiosi.
in questo caso il gioco a incastro funziona bene e non stanca.
terzo episodio leggermente inferiore ai primi due.

Federico  @  12/08/2010 13:43:14
   9 / 10
Il primo di Inarritu è senza dubbio anche il migliore.

Tre progetti di vita che vanno a farsi f....re, tanta cruda realtà... l'amore è l'unica speranza per non precipitare.

The BluBus  @  14/06/2010 23:42:52
   8½ / 10
Grande esordio di Inarritu. Da vedere assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  02/06/2010 22:29:03
   8½ / 10
Strano che quel che rimane più a lungo di un film non sempre sia quello che più aveva colpito al momento.
Delle tre storie, sono le immagini di quella centrale a venirmi spesso davanti agli occhi, seppur tra le tre sia la meno sensazionale, ma per me la più amara.
Le vite si sfiorano, si intrecciano solo per un momento e cambiano di nuovo e Inarritu è bravo a dipanarne i fili che portano ognuno in luoghi e sofferenze diverse tra loro, il suo è uno sguardo intenso e partecipe.
Ci sarà chi è sconfitto e chi rinasce.

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Ultima risposta 04/06/2010 17.29.46
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Silver  @  23/05/2010 01:51:16
   7 / 10
Una buona opera prima che spicca principalmente grazie alla solidità della sceneggiatura di Arriga. La regia di AmoresPerros, forse dovuta ai "pochi" e certamente più poveri mezzi utilizzati da Inarritu, non è eccezionale.
Nonostante questo, amo la regia di Inarritù, il cui apice sta in Babel e alcuni punti di 21 Grammi.
Ho avuto la fortuna di vedere il suo nuovo film: "Biutiful" al Festival De Cannes 2010, sono rimasto spiacevolmente deluso da questo suo nuovo film.
Affronta sempre le stesse tematiche, allo stesso modo, con intrecci più poveri e banali. Si vede che ha litigato con il suo sceneggiatore, punto fondante del funzionamento dei suoi film. (Biutiful infatti è scritto dallo stesso Inarritu)
A mio avviso è un regista che deve iniziare a cambiare registro, inizia davvero a stufare.

paride_86  @  02/05/2010 02:14:31
   6½ / 10
Interessante film di storie intrecciate e legate da un incidente stradale.
Nonostante la validità degli episodi e l'intensa caratterizzazione dei personaggi non posso dire che mi sia piaciuto del tutto. Forse è un Inarritu ancora acerbo per i miei gusti.

FabioV.  @  18/04/2010 14:43:36
   9 / 10
Primo capitolo della saga di Inarritu,ed eccezzionale esordio.Lo stile narrativo è tra Altman e Tarantino,e i personaggi sono caratterizzati benissimo,le parti drammatiche non sono mai patetiche.Consiglio a tutti di vederlo

pinhead88  @  14/04/2010 04:22:19
   8 / 10
Egobrain  @  06/04/2010 14:00:43
   9 / 10
In Amores Perros è concentrata tutta la passione tragica del grande Inarritu.
Prima pellicola del regista Messicano e primo grande capolavoro,forse il capolavoro di Inarritu,che a differenza di 21 Grammi e Babel è decisamente più profondo e crudele,dove il cane è il simboleggiante perno centrale di un ingranaggio drammatico.

Cardablasco  @  28/02/2010 12:00:48
   6½ / 10
Primo episodio bello,avvincente da 9 secondo me, il secondo angosciante e drammatco alla inarritu, ma il terzo non mi è piaciuto, non si conclude, pero' resta un buon film

gkorps  @  27/02/2010 22:18:40
   6 / 10
Ottimi spunti, ma lento.

uzzyubis  @  02/02/2010 11:01:11
   9 / 10
Miglir film di Innaritu!!!!

cippilippo  @  14/01/2010 00:45:45
   7½ / 10
Bello!...Duro e cruento!
Inarritu ha fatto praticamente tre film soltanto finora, e tutti e tre a livelli altissimi!..aspetterò con ansia suoi lavori futuri!

Mi ha colpito (quasi scioccato) un pò di più 21 grammi però!

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Ultima risposta 14/01/2010 02.09.25
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Nutless  @  13/01/2010 18:34:02
   9 / 10
L'esordio della coppia Inarritu-Arriaga lascia davvero senza fiato.
Un film spietato sulle ambizioni tradite, sui sogni svaniti, sulle difficoltà affrontate per forza o per volontà.
Amori, cani e un incidente a tenere insieme il tutto, a fare da pretesto, a unire e dividere nello stesso tempo. Splendido il cast con un giovanissimo Garcia Bernal e un grande Echevarria.
"Amores perros" è un film che parte dagli errori e non ne dà alcuna soluzione, perché quando si fanno delle scelte non esistono soluzioni ma solo conseguenze...

Clint Eastwood  @  03/01/2010 23:42:05
   8 / 10
Il primo capitolo dell Trilogia della Morte di Inarritu, tutta messicana.

Tre storie che si vedono unire in un incidente stradale. Tre storie che toccano temi profondi. Inarritu non risparmia niente e non scende nella retorica, racconta con gli occhi di un realista/pessimista anche. Come tecnica narrativa lo trovo ancora in via di "sperimentalizzazione", non tanto efficiente nel primo, abbastanza nel secondo e il meglio nel terzo.

Consigliato, ma non lo rivedrei per la terza volta.

axel90  @  29/12/2009 15:45:07
   9 / 10
Intenso e crudele. Un film che non risparmia e non si lascia andare a facili convenevoli. Sicuramente miglior di Babel, l'opera prima di Inarrutu anche se poca famosa e più circoscritta (il film è interamente girato a Città del Messico) è sinceramente più profonda, più intensa e meglio diretta. Il regista cerca di scavare nel rapporto tra l'uomo e la società intrecciando storie di persone che possiedono cani e creando metafore tra il padrone e la bestia (il padrone possiede il cane che più gli assomiglia)
Così entra in gioco il crudele gioco della casualità molto caro a Inarritu che dirige una pellicola bellissima, priva di retorica banale e falsi moralismi, sempre coinvolgente e mai deludente. Bravi anche gli attori e eccellente la sceneggiatura.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  19/10/2009 23:39:36
   7 / 10
Pluripremiata opera prima di Inarritu. La sceneggiatura di Guillermo Arriaga è abile nell'intrecciare storie di uomini e cani. Ma spesso il film mostra la stecca, tra laceranti crudezze e troppo facili moralismi, ambiziose lungaggini e presunzioni varie, e serpeggia il dubbio di un opera confezionata a tavolino per mietere consensi. Il messaggio però va considerato e il talento è indiscutibile.

ulisseziu  @  07/09/2009 12:53:48
   8 / 10
UN ottimo film, che collega tre episodi distinti attraverso le storie dei loro amici a quattro zampe. Ho trovato eccellente la regia, telecamera a spalla e inquadrature mai statiche, danno all' azione una marcia in piu, e con le buone interpretazioni degli attori mantengono alto l'interesse dall' inizio alla fine.

Ho trovato molto efficace la prima storia, un po sotto tono la seconda e intesa la terza. Facciamo la media tra 9, 7 ed 8.

Monco  @  06/09/2009 21:03:06
   8 / 10
Bellezza "particolare" e film un tantinello triste. Ma comunque bellissimo!

Gruppo COLLABORATORI julian  @  15/07/2009 14:50:02
   9 / 10
Anche qui c'erano parecchie cose da dire, ma il film l'ho visto due mesi fa e mi sono passate di mente.
Un'osservazione che di sicuro ho fatto è: impossibile che questo film non piaccia.
Spietato, raccapricciante, ripugnante, nella sua crudezza non indulge a buonismi e sentimentalismi e ci racconta storie di amori infedeli e corrotti, dimostrando che forse siamo capaci di amare più gli animali piuttosto che gli uomini.
Nella sua strutturazione inoltre mi ha ricordato Parla con lei, altro film stupendo che però è venuto dopo, e più in generale la storia è molto alla Almodovar con varie storie e vari personaggi che si intrecciano attorno ad un fulcro principale.
Eccellente capolavoro.

TheLegend  @  03/07/2009 18:18:23
   8 / 10
Destini che si incrociano tra tristezza,violenza e disperazione;il tutto è totalmente sincero e privo di esagerazioni.
"La vita è fatta a scale,c'è chi scende e c'è chi la prende nel c.ulo"

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  27/05/2009 13:41:44
   8½ / 10
Film come questi sono calci nelle palle. Non tanto perchè parlano di dolore, ma perchè lo fanno senza secondi fini. Film sinceri, come Amores Perros. Inarritu firma questo suo primo film, che Babel e 21 Grammi se li mette sotto le ascelle. Con una fotografia fantastica e personaggi caratterizzati perfettamente. Un meccanismo interessantissino e non contorto come nel successivo film.

suzuki71  @  20/04/2009 10:59:53
   8½ / 10
L'uomo è impotente di fronte agli eventi, nessun senso è in nostro potere. Potrebbe essere questa una chiave di lettura per la notevolissima pellicola d'esordio del brillante regista messicano, una sorta di "Babel" ante litteram, più sporco e viscerale. E' un film molto bello e anche diverso negli episodi (veloce e violento il primo episodio, pesante disperazione nel secondo, drammatico borderline nel terzo). Una domanda: ma cosa c'entra Tarantino?

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  19/02/2009 16:37:38
   9 / 10
Con il suo primo film, Iñarritu entra nel mondo del cinema dalla “porta principale”
La sorte crudele dei cani, presenti in ogni episodio, si percepisce in quella dei protagonisti nella fatalità del destino dell’uomo.
Da vedere assolutamente.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  27/01/2009 11:15:25
   8 / 10
Un incidente stradale è il drammatico collante di tre storie di disperazione ed amore che si dipanano sullo sfondo di una Città del Messico priva di angoli da cartolina,l’opera prima di Alejandro Gonzalez Innaritu è uno spaccato sociale senza speranze,pessimista,violento,calato in un contesto urbano soffocante da cui pare impossibile fuggire.
Come dimostrerà ampiamente nel corso della sua carriera il regista messicano comincia ad illustrare la sua attrazione nei confronti di casualità e coincidenze,di fato beffardo che unisce le sorti di persone altrimenti destinate a non incrociarsi mai.
Un giovane delinquentello alla ricerca di denaro per coronare il suo sogno d’amore e fuga,che decide quindi di utilizzare il pacioso rottweiler di casa nei combattimenti clandestini,un barbone ex-guerrigliero dal doloroso passato,killer su commissione che vive in solitudine accettando la compagnia dei suoi randagi,una modella destinata al dimenticatoio ed il suo cagnolino intrappolato nella nuova abitazione.Sono loro i principali interpreti di questo dramma sociale girato con piglio nervoso e caratterizzato da un montaggio frenetico che lascia senza fiato nelle scene a maggior tasso adrenalinico.
La sceneggiatura del romanziere Guillermo Arriaga non stanca mai, nonostante la notevole durata della pellicola, ed inchioda alla poltrona andando a tratteggiare le solitudini di uomini privati dei loro sogni da un mondo troppo crudele,in cui legano indissolubilmente le loro vite ai cani,amici fedeli ed a loro volta vittime innocenti perché condannate a seguire i destini dei loro disperati padroni.
La brutalità delle situazioni non è mai stemperata,Inarritu non si nasconde,non ha paura di mostrare la sua storia dolorosa che coinvolge uomini e animali,uniti da una disperazione di fondo che inquieta profondamente in quanto spaventosa nell'incapacità di offrire una via di scampo.
Un film da vedere,punto di svolta non solo per Inarritu divenuto in seguito regista di gran richiamo,ma anche per Gael Garcia Bernal,attore attualmente molto apprezzato e richiesto.

4 risposte al commento
Ultima risposta 27/01/2009 14.45.35
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SANDROO  @  06/01/2009 14:01:38
   8½ / 10
prima di tutto vorrei specificare che è un film "Drammatico" e non un Thriller. Il film è svolto su tre storie che si incrociano tra loro con filo conduttore che sono i cani.... Io sono appassionato ai film con diverse storie che in modo volontario o involontario si incrociano tra di loro (ad esempio "Crash" o "Ore 11:14 destino fatale") e questo infatti è sullo stesso genere.... Dura 2 ore e mezzo ma è molto convolgente e passano veloci..... DIVINO......

Leax  @  28/11/2008 17:20:42
   6½ / 10
non è il mio genere, ma nn posso dire sia un brutto film...vale la pena vederlo tutto sommato..

manera4  @  02/11/2008 13:05:43
   6½ / 10
Triste ma bello.Il regista dimostra ancora la sua capacità di districarsi in più storie.

everyray  @  01/10/2008 04:44:46
   9 / 10
Un film da seguire con molta attenzione e che apre la trilogia scritta da Guillermo Arringa e di cui fanno parte anche i ben più noti "21 grammi - il peso dell'anima" e i più recente "babel" e che segna il debutto alla regia per Inarritu.
Il film è diviso in tre parti,ogniuna con tre personaggi differenti,ma che hanno in comune il forte legame con i cani!
Di sicuro uno di quei film che lasciano il segno!!
DA VEDERE!!

Sestri Potente  @  24/09/2008 11:05:03
   7 / 10
Primo film di Inarritu, del quale si notano già la raffinata regia e le situazioni drammatiche. La prima storia è bellissima: assistiamo ad una vera e propria crisi familiare che si concluderà in maniera sorprendente, il tutto raccontato con quel tocco di originalità tipico di Inarritu. La seconda storia è molto inquietante: un uomo divorzia dalla moglie per andare con una modella, ma la vita con quest'ultima si rivelerà molto difficoltosa. Da notare la tensione che si respira in certe scene, secondo me migliore di tanti film horror. Insomma, tutto bello fino all'ultima storia, che annoia così tanto da non finire mai! La drammaticità del film tocca l'apice proprio alla fine, ma credo che le conclusioni si siano dilungate un po' troppo.
In sostanza, non definirei Amores Perros un thriller, ma un drammatico come 21 Grammi e Babel, che secondo me è il vero capolavoro del regista. Concludo facendo una riflessione che si aggancia alla seconda storia: Inarritu è talmente bravo a raccontarci la psicologia dei personaggi che lo vedrei bene a fare un horror. Magari non è il suo genere, ma se si è dotati di una simile sensibilità potrebbe far paura a chiunque.

Tom24  @  01/09/2008 00:16:11
   8 / 10
Gran bel film, anche se si dilunga un pò troppo nel secondo episodio

kurtsclero  @  18/07/2008 10:04:34
   7½ / 10
Bel film, forse troppo lungo per i miei gusti soprattutto nella parte centrale che non mi ha preso tantissimo rispetto agli altri momenti del film.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  07/07/2008 20:00:36
   9 / 10
Straordinario film di Inarritu. Mostruosamente umano.
Su tutti il mio episodio preferito è il secondo: un tuffo nella mondanità borghese di Città del Messico, nei ritmi travolgenti della perfezione, nella cinicità inscalfibile del destino. La presenza del cane (il cui nome è fratello di "cinico" e già qua...) simboleggia il vuoto di pensiero, di sentimento, di umanità (esattamente come il buco nel pavimento) di questa coppia artificiosamente borghese: lei modella *******tta, lui marito fallito che crede di avere tutta la vita in mano.
Gli altri due episodi sono legati dalla presenza del cane di Ramiro. Inarritu assume un punto di vista biunivoco nel comporre le matematiche trame della sua equazione: il delicato concatenarsi di eventi furtuiti si tinge quasi di una venatura morale...l'amore impossibile di Octavio e Susana, l'uno colpevole di non-amore verso il cane, l'altra di bigia rassegnazione alla preponderanza del marito bastardo; i due fratelli invece sono incapaci di cogliere l'estrema fortuna causata dalla presenza del cagnone nero il quale causa una vera e propria riflessione interiore nella squallida vita del vecchio guerrigliero. E infatti gli unici che se le cavano sono i due reietti. ma in fondo...lo sapevamo già dall'inizio.

xxxgabryxxx0840  @  06/06/2008 01:34:32
   8½ / 10
Esordio coi fiocchi per Inarritu. A mio avviso un pò troppo estremizzato. Non un capolavoro, risulta comunque un gran bel film.

ide84  @  14/04/2008 12:22:37
   9 / 10
Se le cose vi girano bene visionatelo, vi sentirete ancora più fortunati.
Se le cose vi girano male visionatelo, vedrete che forse esistono situazioni peggiori.
Se le cose vi girano malissimo evitatelo, altrimenti vi appendete con una corda alla doccia, garantito...

tabularasa  @  12/04/2008 14:53:13
   9 / 10
molto reale,nella crudeltà e nella sopravvivenza della vita quotidiana.poi le storie che si intrecciano e interferiscono una con l'altra in perfetto raccordo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  30/03/2008 18:39:25
   9 / 10
Amore Perros: La spirale del dolore secondo Inarritu.

Un incidente stradale: tre drammi che si toccano, un nodo che si intreccia per poi sciogliersi nuovamente, un unico comune denominatore.
Una ragnatela di storie e personaggi, elemento catalizzatore la figura dei cani.
Due mondi separati, che corrono su binari paralleli: da un lato i "padroni", gli uomini, capaci di tutto: di amare, di tradire, di redimersi, vittime della loro stessa società; dall'altro loro, i cani, i nostri "migliori amici", dolci, fedeli, poi improvvisamente violenti, anch'essi vittime, vittime di scelte sbagliate.
Un mondo, quello degli animali, come metafora e proiezione dell'altro, quello freddo e spietato dell'uomo.
Ritchie, emblema del decadimento fisico-psicologico di Valeria, nonchè simbolo di un amore fragile e sempre più vicino alla rottura.
Cofi, figura chiave dell'intera vicenda, utilizzata per mettere in relazione idee e personaggi (esempio: parallelismo Octavio-El Chivo, entrambi profondamente delusi della propria vita ed entrambi vittime di amori "sbagliati" o non corrisposti).
Eccoli i veri protagonisti di "Amores Perros", le cui vicende, all'apparenza banali e prive di significato, sono il vero elemento catalizzatore del mosaico creato da Inarritu, che altrimenti non avrebbe avuto ragione di esistere.

dgarofalo  @  24/02/2008 10:33:00
   9 / 10
GRANDE CAPOLAVORO DOBBIAMO DARE GRAZIE A QUESTO GRANDE REGISTA CHE CI STA REGALANDO GRANDI PERLE UNA DOPO L'ALTRA
DA VEDERE ASSOLUTAMENTE

NandoMericoni  @  15/02/2008 11:34:50
   9 / 10
ragazzi che film...

PetaloScarlatto  @  29/01/2008 15:50:17
   10 / 10
è un capolavoro.!!!! Mi ha messo tensione, tristezza, rabbia, angoscia dall'inizio alla fine. La parte del cane che finisce nel buco ( la scena centrale ) è di una bellezza allucinante... da vedere,,, da vedere,,,, da vedereeeeeeeeeeeeeeeeee

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  14/01/2008 16:45:24
   9 / 10
"Octavio e Susana"... l'amore sbagliato, quello di Octavio per la moglie di suo fratello, quello per il cane che diventa una creatura assassina. Caino e Abele si scambiano i ruoli divenendo figure violente, senza salvezza, che trasformano in catastrofe le vite proprie e altrui.
"Daniel e Valeria"... ovvero come la discesa dal piedistallo della perfezione può provocare la cancrena fisica e spirituale. Un episodio che sembra la rappresentazione filmica della frase chiave "se fossimo intervenuti prima...". Iconico. Il cagnetto che cade nel buco del pavimento è la metafora dell'amore che si spegne, della vita che diventa oblio quando la bellezza viene sfregiata.
"El chivo e Maru"... ancora Caino e Abele, ancora l'odio tra fratelli che fa mutare la prospettiva del vecchio terrorista, barbone assassino per arrotondare. Il cane di Octavio torna in scena uccidendo i suoi "fratelli" e provoca una presa di coscienza nell'anziano killer, che impara il significato del perdono e della redenzione.

Tre storie che esplodono da un incidente, seminando i propri frammenti nelle persone che travolgono, nei cani che rappresentano una sorta di specchio dei sentimenti umani.
Il primo episodio della "trilogia del dolore" di Inarritu è anche il più toccante, sincero e "sporco", sfiorando il capolavoro.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  07/01/2008 15:48:39
   8½ / 10
Uomini e cani si scambiano ruoli, sguardi e sangue in tre storie rabbiose che si muovono su piani diversi per poi scontrarsi, schegge di una esplosione più che tessere di un puzzle; violenza e redenzione, disincanto e fallimento.
"Siamo anche ciò che perdiamo".

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Ultima risposta 08/01/2008 09.58.47
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  06/01/2008 10:51:46
   8 / 10
Un esordio alla regia incredibile per Inarritu, un film che supera ampiamente i 120 minuti ma non stanca mai. Ci viene presentata una Città del Messico distrutta e priva di poesia in cui tre diversi episodi, collegati da un sanguinoso incidente stradale, si intrecciano in un racconto di violenza, di vita e di cani arrabbiati.
Il primo episodio è davvero dirompente, lascia senza fiato grazie anche alla bravura di Gael Garcia Bernal, alla fotografia e alle riprese con telecamera a spalla. Un film imperdibile.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  02/01/2008 09:39:48
   9 / 10
Incuriosita dal regista di Babel, ho cercato Amores perros ed è stato un colpo di fulmine. Inarritu sa raccontare storie di disincantato realismo con la grazia di un grande direttore d'orchestra, assemblandole in modo superbo. Intreccia abilmente schegge di realtà appartenenti a diversi strati sociali, facendole poi convergere nello stesso punto; mostra un'umanità in decadenza senza sconti per nessuno.

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Ultima risposta 08/01/2008 16.18.31
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  23/12/2007 21:06:00
   8 / 10
Un film appassionante e coinvolgente nelle storie e nei personaggi in una Città del Messico crocevia di destini dove si consumano speranze, amori ipocrisie e solitudini. Ottima la struttura del film, non cronologica degli eventi, approfonditi i personaggi della storia. Veramente bello l'esordio di Inarritu, regista che sa raccontare storie.

Torghinarbet  @  22/12/2007 03:27:22
   8½ / 10
Quoto jellybelly e lo cito liberamente trovando il suo commento pressochè perfetto e combaciante col mio, chiaro e cristallino:


Jellybelly @ 02/12/2007 12.30.25 8½ / 10
Inarritu è uno bravo, e lo dimostra sin dal suo brillante esordio: tre storie concentriche convergenti verso un unico punto (l'incidente) e che, raggiuntolo, se ne allontanano nuovamente prendendo direzioni inaspettate ed imprevedibili: i sogni verranno infranti e le illusioni si areneranno, ma nella desolazione affettiva che ne scaturirà nascerà una nuova vita, quando ormai la si credeva perduta; il tutto legato dai cani, visti come elemento catalizzatore degli eventi.
Una storia semplice, un capolavoro di sceneggiatura che dimostra come per fare cinema, dell'ottimo cinema, sia ancora sufficiente avere delle idee valide abbinate ad una certa sensibilità.
Straordinario il cast, su cui spicca l'eccellente Gael Garcia Bernal.

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Ultima risposta 07/01/2008 16.49.59
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  02/12/2007 12:30:25
   8½ / 10
Inarritu è uno bravo, e lo dimostra sin dal suo brillante esordio: tre storie concentriche convergenti verso un unico punto (l'incidente) e che, raggiuntolo, se ne allontanano nuovamente prendendo direzioni inaspettate ed imprevedibili: i sogni verranno infranti e le illusioni si areneranno, ma nella desolazione affettiva che ne scaturirà nascerà una nuova vita, quando ormai la si credeva perduta; il tutto legato dai cani, visti come elemento catalizzatore degli eventi.
Una storia semplice, un capolavoro di sceneggiatura che dimostra come per fare cinema, dell'ottimo cinema, sia ancora sufficiente avere delle idee valide abbinate ad una certa sensibilità.
Straordinario il cast, su cui spicca l'eccellente Gael Garcia Bernal.

Satyr  @  14/11/2007 15:48:00
   9 / 10
L'esordio cinematografico di Inarritu,e'un film folgorante,teso,adrenalinico,straziante,feroce e di una crudelta'disarmante...nell'ipotetica trilogia terminata lo scorso anno dal regista messicano,Amores Perros risulta di gran lunga il migliore:interessante il cast,perfetta la sceneggiatura del fedele Guillermo Arringa e assolutamente eccezionale la regia,caratterizzata da una messa in scena capace di cambiare tonalita'con il susseguirsi degli episodi.
Nonostante i 150 muniti di durata,Amores Perros e'un film privo di punti morti,con quell'insostenibile senso di precarieta'e catastrofe imminente capace di incollare allo schermo dall'inizio alla fine....un capolavoro imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  07/11/2007 12:48:15
   8 / 10
Lucido nel fotografare il degrado e sensibile nel raccontare le vite di coloro che ne fanno parte. "Amores Perros" riescie a cogliere il vuoto e la disperazione di cui si nutrono le vite dei protagonisti, protagonisti che altro non sono se non il riflesso di una società completamente allo sbando, perchè priva di ideali e piena di sogni inutili ai quali ci si aggrappa per poi rimanerne vittime.
Una pellicola che sa come comunicare senza perdersi in sequenze o dialoghi inutili e che sa come raccontare storie di questo tipo; il montaggio sopperisce alla lunga durata e la noia lascia il posto a quel misto tra angoscia e tristezza che il film riesce a trasmette, se vogliamo, anche in modo fin troppo efficace.

KILL 74  @  29/10/2007 15:47:46
   8½ / 10
YES E' UN FILM CHE VALE.PERCHE' IL GIORNO DOPO CI STAI ANCORA PENSANDO.
QUELLE SCENE RIMANGONO DENTRO, NON PASSANO IN 1 SECONDO COME GLI ALTRI FILM.
BELLO!!! VEDETELO !!!!

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Ultima risposta 06/01/2009 14.12.26
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sonhador  @  13/10/2007 17:36:16
   9½ / 10
wow che filmone..inarritu si rivela con questo film uno dei migliori registi al mondo...mezzo punto in meno del suo masterpiece "21 grammi". Bellissimo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  09/10/2007 12:01:54
   9 / 10
tre storie che si 'scontrano' letteralmente fra loro: infatti sarà proprio un incidente l'anello di congiunzione! la prima è la più violenta e rabbiosa, la seconda è la più deprimente e la terza è l'unica dove si intravede la speranza (anche se l'ultima scena mi ha lasciato tantissimi dubbi, con quel paesaggio completamente scuro e senza tracce di luce)!
i protagonisti del film sono i cani, dove in ogni storia hanno un proprio significato: dalla crudeltà dove anche il più forte perde alla possibilità di salvezza e inizio di una nuova vita!
secondo me meglio di 21 grammi, meno confusionario e più concreto!

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Ultima risposta 10/10/2007 14.09.12
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InSaNITy  @  05/10/2007 22:27:50
   8½ / 10
Bellissimo e fortissimo film.
E' brutalmente e crudemente realista, ma non per mero il gusto di scioccare lo spettatore; è tenero e struggente, ma senza l'ombra di intenti didascalici.
Io non amo le trame forzate, o con troppe coincidenze..però in questo caso non ho nulla da ridire.
E' stilisticamente e formalmente molto diverso da 21 gr., ma anche in questo Inàrritu è riuscito brillamente a mettere a nudo l'animo umano, con tutte le sue miserie, le sue bassezze, ma anche i bei sentimenti, l'amore sciocco e incondizionato, i rimorsi di tutta di una vita, il pentimento tardivo ma ostinato.
Molto bello.

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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  19/09/2007 14:32:41
   6½ / 10
NO, NON MI HA CONVINTO. L'HO TROVATO ESAGERATO.

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  24/08/2007 17:40:50
   9½ / 10
un bellissimo film..molto realistico e crudo...emozionante..da non perdere.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  06/08/2007 13:29:51
   9½ / 10
meraviglioso esempio di cinema da seguire. Tre storie interessantissime che troppo estese avrebbero condotto al tedio (specialmente la seconda), ma che incrociate in modo così delicato raggiungono un raro esempio di equilibrio.
Crudo, esaperato, violento e per nulla consolatorio, il film di inarritu si inserisce a pieno diritto tra i film cult della scorsa decade.
Uno di quei film che pare non avere difetti.

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Ultima risposta 06/08/2007 22.30.37
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gei§t  @  05/07/2007 03:05:20
   8½ / 10
c'é chi sta peggio di te; questo sembra dire questo film che racconta le vite disperate di uomini e donne le cui vite tragicamente s'incrociano.
poca speranza e molta tristezza, rabbia, odio in un mondo governato dall'egoismo. tutti pensano al proprio bene senza pensare al danno che provocano, volontariamente o meno, nel prossimo.
ottimo film di iñarritu che riesce a farci penetrare nelle trmende vicende di queti personaggi che vengono torturati sadicamente dal destino.

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  26/06/2007 20:23:57
   8 / 10
Primo intenso capitolo della “trilogia del dolore” targato Inarritu.
Tre storie che si incrociano, tre condizioni di vita diverse che, per pochi attimi, si uniscono per fatale gioco del destino, una partizione in capitoli che rende la narrazione ancor più forte ed intensa ..lo sguardo viene rivolto alla concreta realtà Messicana, portata senza filtro dinnanzi ai nostri occhi, con il suo cinismo, la sua crudeltà in un parallelismo che vede protagonisti l’uomo e il cane, costretti entrambe ad abbaiare per farsi ascoltare ..non si lascia molto alla speranza, sembra che ogni cosa debba essere prima cancellata per poter nuovamente esistere, ed è forse proprio risorgendo dalle ceneri che possiamo immaginare un futuro diverso.
Il primo capitolo, quello di “Octavio e Susana” ovvero “il sogno infranto”, quello della speranza di elevarsi dalla propria condizione, fuggire per ricominciare in un'altra città, risulta per struttura e costruzione quello più riuscito ..il secondo, ovvero “Daniel e Valeria” o “il sogno dell’apparenza”, più lento in alcuni punti, rileva però delle idee davvero illuminanti e di grande significato simbolico (il buco nel pavimento che sembra inghiottire il piccolo cagnolino) ..infine l’ultimo capitolo, “El Chivo e Maru”, ci riporta ad una riflessione idealista di grande impatto emotivo, con un epilogo che pare l’unico barlume di luce in una condizione esistenziale annaffiata da tanto dolore.
Colori forti, buon ritmo, ottima capacità di analisi delle problematiche generazionali, visione cruda quanto amara di una spietata realtà dei sobborghi metropolitani corroborato da uno stile innovativo e coinvolgente ..da applauso la prova di tutti gli attori (in una interpretazione profonda), tra qui però emerge il giovane Gael Garcia Bernal ..come non elogiare il debuttante regista messicano che per abilità, stile e sicurezza dietro la macchina da presa, non ha nulla da invidiare ai suoi più illustri colleghi.
Una delle migliori opere prime degli ultimi anni per la grandissima capacità comunicativa ..davvero impedibile!

Invia una mail all'autore del commento signor_kappa  @  17/06/2007 16:13:32
   9½ / 10
Un incidente stradale, tre storie, tre classi sociali. All'inizio il sottoproletariato disposto alle peggiori bassezze pur di salire di qualche gradino la scala sociale; nella seconda storia la piccola borghesia, chiusa nella sua mediocrità, bella in apparenza ma che rivela, tramite il tema del "buco" in casa che nasconde terribili segreti, tutto il suo carico di orrori sotterranei, poco visibili ma molto immaginabili; nella terza il proletariato, vittima più della nostalgia privata che di una sconfitta storica, ancora capace, ai nostri giorni, di giustificare il male a fin di bene, anche solo per scopi filosofici: ne è la prova la storia del committente di un delitto che non vorrebbe mai compiere di sua mano né vederlo mentre viene compiuto. Un incidente stradale che avviene alla fine della prima storia, a metà della seconda, all'inizio della terza; con tutto il suo carico di implicazioni. Non ultimo il tema della solitudine, solo apparentemente superato nella seconda storia, e solo apparentemente dal momento che il dolore è individuale. Vi è da parte del giovane regista una padronanza suprema nella destrutturazione del tempo, ed una disperata sdrammatizzazione dell'essere umano. Al contrario dei fratelli del film, i due che l'hanno qui commentato si vogliono molto bene ed hanno dovuto fare una media nelle discordanti valutazioni della pellicola. I&A

Sciamenna  @  14/05/2007 19:26:14
   9 / 10
Questo è uno di quei film che va sentito oltre che interpretato..l'incrocio tra lo sguardo del cane- killer e del killer- padrone penso sia una delle scene che possano indicare una chiave di lettura del film..che resta comunque un'opera compiutamente incompiuta..bello.

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/05/2007 19.29.10
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Gruppo COLLABORATORI Victor  @  24/04/2007 15:56:15
   8 / 10
Inarritu si dimostra subito estremamente abile nel tracciare tre storie differenti, ma tutte unite da alcuni temi che si ripropongono, dalla presenza emblematica del cane, a quella chiave del barbone.
Molto più intimo e riuscito del successivo "21 Grammi", molto indovinate anche le scelte attoriali.

super zik  @  16/04/2007 02:04:59
   10 / 10
Che vita del cavolo.

"Se vuoi far ridere dio, raccontagli i tuoi progetti"

Questo film ci racconta degli imprevisti della vita, in particolare dell'imprevisto più grande di tutti: l'Amore. Che ci illude, fino all'ultimo, di poterlo avere.

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