2001 odissea nello spazio regia di Stanley Kubrick Gran Bretagna 1968
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2001 odissea nello spazio (1968)

 Trailer Trailer 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

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locandina del film 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

Titolo Originale: 2001: A SPACE ODYSSEY

RegiaStanley Kubrick

InterpretiKeir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter, Margaret Tyzack, Robert Beatty, Sean Sullivan, Douglas Rain, Frank Miller, Bill Weston, Ed Bishop, Glenn Beck, Alan Gifford

Durata: h 2.40
NazionalitàGran Bretagna 1968
Generefantascienza
Tratto dal libro "2001: Odissea nello spazio" di Arthur Charles Clarke
Al cinema nel Dicembre 1968

•  Altri film di Stanley Kubrick

•  SPECIALE 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

Trama del film 2001 odissea nello spazio

Un'astronave, guidata dal computer Hal 9000, parte in direzione di Giove con a bordo due astronauti e tre scienziati ibernati. Ma durante il viaggio il computer prende coscienza di sé e si ribella, provocando la morte di tutti i passeggeri tranne uno...

Film collegati a 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

 •  2010: L'ANNO DEL CONTATTO, 1984
 •  SPECIALE 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

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Voto Visitatori:   8,91 / 10 (728 voti)8,91Grafico
Migliori effetti speciali
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Migliori effetti speciali
Migliore produttore straniero (Stanley Kubrick)
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Migliore produttore straniero (Stanley Kubrick)
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Voti e commenti su 2001 odissea nello spazio, 728 opinioni inserite

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jek93  @  11/05/2018 23:33:22
   6 / 10
Francamente è difficile dare un voto a un "film" così: lo definirei più un'esperienza di vita, un viaggio.Io amo i film e gli spettacoli criptici, ma secondo me in questo caso il regista se ne passa. Non si può fare un qualcosa di incomprensibile.
Poi per carità, che gli effetti speciali e sonori siano rivoluzionari, non ci sono dubbi.
Questo non toglie un giudizio un pò così così su un film che ritengo sia troppo sopravvalutato.

Peanuts02  @  14/07/2017 12:05:55
   10 / 10
Maestoso.
Se dovessi parlarne nel dettaglio verrebbe fuori una recensione lunga quanto un capitolo, ma che non riuscirebbe nemmeno a contenere tutto ciò di cui si dovrebbe parlare.
Certi film non si possono nemmeno valutare, vanno solo riconosciuti nel loro immenso valore.

camifilm  @  17/12/2016 12:57:08
   6 / 10
Per fortuna esiste il tasto "avanzamento rapido".
Nel 1968 sicuramente fu innovativo, pensare a computer parlanti, suoni tipici da computer, ibernazione, astronavi ben congeniate e tanto altro.
Trama è una odissea, viaggio, in tutti i sensi.

Oggi il film risulta abbastanza da vedere e ascoltare. Pochi dialoghi giusto per definire la storia, il resto è musica, colori e suoni atti a sottolineare la nascita, vita e scoperta.

Film serio, non certo paragonabile con "gravity".

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Ultima risposta 23/02/2018 16.09.35
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pak7  @  23/10/2016 10:46:17
   6 / 10
Ho la sensazione che se lo avessi visto nel giorno della sua uscita al cinema, mi sarei letteralmente innamorato di questo film. Visto a casa non mi ha trasmesso quello che mi aspettavo: emozione.
Sì grandissima colonna sonora, ma è mancata l'empatia con la pellicola che per me è fondamentale.

Dick  @  22/09/2016 19:51:13
   9 / 10
Film che ti fa letteralmente respirare XD lo spazio! Chissà come è stato ed è vederlo al cinema! Sarà banale dirlo, ma la 7° arte nella sua forma più pura che anche a distanza di ormai quasi 50 anni riesce a lasciarti esterefatto. Si cita tanto "Avatar", ma cacchio, creare certi effetti speciali negli anni 60... oh, mamma!
A centinaia sono le immagini iconiche nel cinema, ma questa pellicola rischia quasi di essere una lunga immagine iconica. XD
La parte finale del viaggio dell' astronauta è ancora qualcosa di eccezionale.
Assieme a "Il pianeta delle scimmie" inaugurò la breve, ma intensa stagione della così detta "fantascienza adulta".
Si critica l' accademy, a torto o a ragione, per certe scelte discusse e discutibili, ma qui secondo me siamo veramente alla madre di tutte! Come ha potuto Kubrick non vincerlo per la regia?!? °_O Misteri del cinema!

Colibry88  @  28/08/2016 21:18:54
   9½ / 10
Tutti dovrebbero vederlo almeno una volta nella vita.

sama84  @  12/08/2016 16:57:54
   7½ / 10
Bisognerebbe dare due voti a questo film che vedo oggi (12/08/2016) per la prima volta...
Voto per gli effetti speciali e la scenografia: 10 e lode
Voto per la trama: 5 (voglio essere generosa)

Il film si basa completamente su scenografia. musiche e movimenti lenti e calcolati: 2/3 del film si basano su scene puramente visive con o senza attori e con come unico suono della musica classica.
Qua e là ci sono scene con qualche dialogo piuttosto irrilevante e che va a formare una trama scarna e ben poco comprensibile... Tra l'altro con attori di capacità discutibili, visto che non li ho mai visti cambiare espressione.


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Il finale, poi, è completamente incomprensibile per chi non si è informato in anticipo sulla wikipedia...


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E non è certo per l'anno di produzione del film... Nello stesso periodo (forse qualche anno dopo) produssero "Il pianeta delle scimmie" e "Ben Hur" e cavolo se erano dei film splendidi in tutti i loro aspetti!

In poche parole: film molto scenico e di poca sostanza. Se vi piacciono le scenografie elaborate, scene studiate nel minimo dettaglio e la musica classica, questo è il film che fa per voi. Se, invece, cercate un film di fantascenza con una trama articolata, attori capaci e un po' di movimento, vi consiglio di dirigervi verso altri film.

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Ultima risposta 29/08/2016 16.48.06
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alex94  @  24/03/2016 10:41:37
   10 / 10
Capolavoro assoluto del cinema fantascientifico,una pellicola che cattura e affascina attraverso il potere dell'immagine,un opera profonda e criptica per alcuni aspetti che lascia semplicemente senza fiato.
Certo non è un lavoro semplice o leggero,però è assolutamente impossibile non rimanere colpiti dallo spettacolo che si presenta davanti agli occhi,la vera essenza del cinema.

DogDayAfternoon  @  21/12/2015 13:47:19
   7 / 10
Il fatto che di tanto in tanto mi venga voglia di rivedere un film che non posso dire mi sia mai piaciuto la dice lunga sulla sua oggettiva bellezza e importanza (come se ce ne fosse bisogno).

Dal punto di vista tecnico è semplicemente inarrivabile, è talmente avanti che probabilmente ancora oggi non siamo in grado di riprodurne la bellezza.

Ma per chi come me ama il cinema soprattutto per i dialoghi e gli attori, lasciando in secondo piano il lato tecnico, è abbastanza scontato che un film così risulti un po' ostico. Le scene che più mi piacciono infatti sono quelle che vedono i due astronauti complottare contro Hal, mentre per quanto riguarda tutte le parti più criptiche, oniriche e surreali, seppur affascinanti, non hanno mai trovato il mio pieno gradimento. A partire dal fatto che al termine del film tutte le innumerevoli domande che ci si pone mentre lo si guarda restano senza risposta.

Può anche non piacere, ma è un viaggio che almeno una volta nella vita va fatto.

mikeP92  @  15/12/2015 21:41:16
   6 / 10
Sinceramente ritengo che sia stato un film rivoluzionario: tecnicamente ineccepibile, effetti speciali fantastici, colonne sonore entrate nella storia, tematiche molto interessanti. Però ragazzi cavolo dura più di due ore e sembrano il quadruplo, penso che sia il film più lento della storia! Kubrick grande regista per carità ma qui ha esagerato!

Ugo76  @  20/10/2015 04:57:05
   10 / 10
Stanley Kubrick,che mente geniale! un'esperienza audio visiva piena zeppa di messaggi e simboli,ampia,amplificata nello spazio e nel tempo...un silenzio che dice tutto,le parole non servono caro annoiato telespettatore che ti aspettavi le solite s*****ttate sparatorie e battute che ti rammentano la triste pateticità della nostra condizione degradata.
Due ore e mezza non di noia,ma quattro milioni di anni racchiusi in due ore e mezza;
Il film ci ripropone sempre gli stessi messaggi che fanno da chiave di lettura:Ispirazione,Evoluzione ed il guardare in alto/oltre...
siamo mossi dall'ispirazione,non è il monolite ma la direzione dove esso punta!
Pensate a cosa eravamo per qualche secondo..... e ora pensate cosa siamo diventati,per merito dell'ispirazione,per aver avuto il coraggio di guardare in alto,illuminati, fuori dagli schemi...bene tutto questo espresso in immagini e suoni...dagli ominidi a strauss e credo che il messaggio è molto chiaro,per chi vede le cose dal giusto punto di vista...dov'è la trama??? non c'è una trama definitiva,è questo film ad essere la trama della nostra evoluzione...Sotto questo punto di vista è un dipinto,per cui... l'arte non può essere facilmente catalogata,i messaggi sono sparsi qua e là nel subconscio dello spettatore,ma dentro quest'ultimo,da qualche parte nella sua mente si rimontano insieme e vengono compresi(punto)
Se poi vogliamo parlare dal punto di vista tecnico di come Kubrick sia magnificamente riuscito ad esprimersi,considerando i dettagli relativamente all'anno di uscita,incredibilmente 1968,un'anno prima dello sbarco sulla luna,ci vorrebbero 20 pagine per questo capolavoro.
Come del resto l'arte questo non è un film per tutti,ma ad ognuno lascia il segno.

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minoidepsp  @  18/10/2015 09:59:28
   9 / 10
Uno spettacolo audiovisivo dal fascino intramontabile, pieno di sequenze memorabili anche se qualcosa nella storia è lasciato all'interpretazione soggettiva.
Non si può non vederlo almeno una volta.

Alex Vale  @  05/08/2015 15:51:12
   9 / 10
Questo si che è un CAPOLAVORO!Opera d'arte diretta da Kubrick che riesce a spiazzarti buttandoti di fuori.

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Ultima risposta 16/02/2016 00.22.05
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TheCineMaster  @  07/07/2015 15:20:09
   10 / 10
Descrivere cos'è "2001: Odissea nello spazio" è molto, ma MOLTO, difficile, se non impossibile. Questo "film" non si può valutare con gli stessi canoni delle altre pellicole, per il semplice fatto che non si può considerare come un "film", ma più come "un'esperienza straordinaria" nel vuoto cosmico. Questo capolavoro è uno di quelli che bisogna guardare più e più volte per comprendere fino in fondo. C'è chi non ce la farà a consumare per intero la prima visione (io stesso non ce l'ho fatta), ecco perché bisogna essere calmi e in pace, ma anche svegli con il cervello per rendersi conto dei tantissimi simbolismi e messaggi occulti presenti. Non dico altro perché ho paura di rovinare qualcosa. Solo un appunto: VEDETEVI QUESTO CAPOLAVORO!

eruyomè  @  19/05/2015 18:57:10
   10 / 10
Questa è un'opera d'arte. Come la Nona di Beethoven. La cesta del Caravaggio. La Divina Commedia.
E rimarrà, a fianco di queste e tante altre, a splendere immortale, come sublime opera del pensiero umano, estetico e filosofico, espresso ai suoi massimi livelli.

Mi pare quasi blasfemo provare a dargli un voto, figurarsi commentarlo. Comunque il massimo è l'unico voto possibile, per me.


(Dare un'insufficienza a Kubrick, comunque, è francamente sconcertante. D'altronde il cinema, per quanto la più accessibile e popolare di tutte - e quindi a competenti e non - è pur sempre un'Arte, e l'Arte non è per tutti.)

horror83  @  19/05/2015 18:36:04
   4 / 10
No, non mi è proprio piaciuto. Ora cercherò di spiegare nel miglior modo possibile il mio 4. l'ho visto senza pregiudizio, non gli metto 4 per abbassare la media (che poi non si abbassa) e non ce l'ho contro Kubrik (tra l'altro ho apprezzato moltissimo Shining).
Il film, scontato che lo dica, l'ho trovato noioso, lento e una noia mortale. In poche parole non succede quasi niente in 2 ore e mezza di durata (eccessiva per quello che il film vuole raccontare).

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Cioè mi rendo conto che è un film molto strano e criptico, e a me piacciono i film strani, però in questo caso lo è troppo. E poi quel poco che si è raccontato andava bene in un ora e mezza non in due ore e mezza. Ricapitolando il film è di una noia mortale e non racconta nulla di straordianrio. per me è un brutto film che non guarderà mai più. non gli metto meno di 4 solo per il lato tecnico.

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Ultima risposta 22/05/2015 11.02.51
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Rodman86  @  03/05/2015 18:03:34
   10 / 10
Capolavoro visivo

Neurotico  @  01/05/2015 16:24:23
   10 / 10
1) Il film si apre con 2' e 45"di schermo nero e musiche d'atmosfera ossessive, stranianti, angosciose. Poi è l'immagine del sole che spicca su un pianeta, e in basso la sagoma del monolite nero che lentamente si sposta uscendo dallo schermo. Il tutto avvolto nella grandiosa musica del poema sinfonico di Richard Strauss "Così parlo Zarathustra" ispirato all'omonima opera di F. Nietzsche.
Si giunge così sulla Terra nelle lande desolate e desertiche, in piena preistoria, dove dei primati lottano per la sopravvivenza in mezzo a giaguari e quadrupedi, finchè appare di fronte alla loro grotta un monolite nero, accompagnato da una musica sinistra e soffocante. I primati, intimoriti, si allarmano e gridano, ma poi incuriositi si avvicinano toccando il misterioso oggetto.

L'inquadratura, ripresa dal basso, che mostra l'oggetto oscuro, dalla cima del quale fa capolino il sole e più su lo spicchio di luna, immersi in un cielo nuvoloso è una delle immagini simbolo di 2001: A Space Odyssey. La scimmia/ominide Guarda-la-luna, ispirata dalla influenza del monolito, è spinta a usare un osso come arma, utile inizialmente per cacciare più comodamente le prede, e in un secondo tempo come strumento con cui uccidere i propri simili.
In venti minuti finisce la prima parte, "L'alba dell'uomo", con un geniale raccordo che la collega alla seconda: l'osso scagliato dall'antropoide primitivo, mentre sta roteando in aria, si trasforma in un solo fotogramma nell'astronave della Pan-Am in volo per la Luna. E le pompose e trionfanti note del Danubio Blu di Johann Strauss jr ci cullano mentre avviene l'attracco alla stazione orbitante.



2) Con la seconda parte si fa un balzo in avanti fino al 1999. Sulla Luna è stato scoperto il monolite nero che era apparso milioni di anni prima ai primati. Il dott. Floyd è convocato sulla base lunare Clavius, dove è informato dello straordinario ritrovamento dell'oggetto deliberatamente sepolto da qualche misteriosa entità aliena, probabilmente con l'intenzione di comunicare all'umanità un misterioso tipo di messaggio, o addirittura di svelare il segreto più oscuro dell'universo.

Le sequenze spaziali con i movimenti delle navicelle, la rotazione della stazione orbitante e l'allunaggio della capsula sono affascinanti e maestose, e molte di queste astonavi in volo sono state ottenute da fotografie ritagliate sulle quali la cinepresa ha operato un zoom a ritroso.
2001 è celebre per essere uno dei film più affascinanti a livello visivo di tutti i tempi. Tale fama è testimoniata sia dalle inquietanti inquadrature del monolite nell'africa preistorica, sia soprattutto dalle suddette scene nello spazio con le quali il film segna un grandissimo passo in avanti nella storia degli effetti speciali, per la gran parte ideati, con grande inventiva, da Douglas Trumbull, coniugando tecniche artigianali e sofisticate soluzioni tecniche.

La seconda parte (TMA-1) si conclude con la squadra di astronauti che visita il misterioso monolite, e alcuni lo toccano, com'era successo agli antropoidi primitivi milioni di anni prima. Si mettono in posa preparandosi a una foto che dovrebbe immortalare un momento di importanza storica, ma un sibilo assordante proveniente dal monolite blocca le operazioni penetrando nelle teste degli astronauti. Resta l'imponente immagine dell'oggetto levigato e oscuro illuminato dal sole, e sullo sfondo, lontanissima, appare la Terra. E' il primo vero picco di terrore e tensione del film, in cui un'atmosfera angosciante è suggellata dalla raggelante presenza inquietante dell'oscuro artefatto alieno.

3) Se la prima e seconda parte sembrano rispettivamente un'introduzione e un antefatto, con la terza ("Jupiter Mission") si entra nel cuore del film e si sostanzia effettivamente l'Odissea nello Spazio. La missione verso Giove del Discovery One, con parte dell'equipaggio sveglio e parte in ibernazione, è insidiata dalle follie e dagli errori del calcolatore HAL 9000, "l'ultimo ritrovato in fatto di macchine pensanti", che riproduce la maggior parte delle attività del cervello umano, ed è anche provvisto di emotività. Ma, come dice Bowman, che HAL 9000 abbia una sua emotività autonoma non si può dire con esattezza in quanto esso è stato progettato dai suoi creatori con tale prerogativa umana per rendere più facile relazionarsi con esso. Quindi che HAL 9000 imiti le emozioni umane perchè programmato o perchè dotato di autocoscienza, e quindi di volontà e controllo consapevole, non è possibile saperlo, a detta dell'astronauta.

Ma tutti i dubbi su un'eventuale autocoscienza ed emotività sembrano essere fugati quando il computer di ultima generazione dimostra la capacità di sospettare e, quindi, ipotizzando scenari alternativi ai freddi dati dell'esperienza, di interpretare le azioni degli altri come se avessero una propria volontà in contrapposizione reciproca e con la sua. Da qui alla comparsa della sensazione di essere un soggetto autonomo, con possibilità di essere raggirato e quindi della capacità di essere offeso, con tutte le implicazioni di vendetta e ripicca, il passo è breve. E infatti dopo l'errore sulla previsione di un'avaria di un congegno, mostra una reazione emotiva, disubbidendo ai comandi di Bowman, alla possibilità di essere scollegato. Resta a onor del vero la possibilità che HAL 9000 abbia volontariamente commesso un errore, per vedere la reazione dei suoi compagni di viaggio, e nel caso prendere le decisioni per cautelarsi e proteggersi nell'eventualità venisse trattato male.
Così facendo ha scoperto di essere una mera macchina, non tanto perchè è solo un calcolatore, sebbene con intelligenza ed emotività artificiali, ma in quanto può venir scollegato a piacimento dagli uomini, quindi un mero oggetto sfruttato. Il dolore che causa questa scoperta lo fa un umano a tutti gli effetti? o di che tipo? La sua azione di sabotaggio sembra farlo aderire alla sensibilità umana, grazie alla quale un uomo può mentire e contrapporre la propria volontà a quella degli altri, mirando all'autoconservazione.
O forse HAL 9000 sta solo imitando gli atteggiamenti umani perchè programmato a farlo? senza alcuna libertà e autonomia, le quali implicano una nozione interiorizzata e vissuta di soggetto indipendente e in contrapposizione agli altri simili.



4) Jupiter and beyond infinite.

Dopo la rivelazione sui veri motivi della missione su Giove fatta a Bowman, intento a scollegare HAl 9000, assistiamo alla ricomparsa del misterioso oggetto oscuro che, due anni prima, dalla luna dove venne rinvenuto, emise delle onde radio proprio in direzione di Giove, e adesso si posiziona tra i pianeta inserendosi in un allineamento astrale che lo vede scomparire per far iniziare il trip psichedelico all'astronauta, che nel frattempo era salito a bordo della sua capsula spaziale.
Sono sette minuti di visioni e luci coloratissimi, in un flusso continuo di immagini cromaticamente alterate. L'occhio dell'astronauta è fisso sulla successione straordinaria di colori, forme geometriche in movimento, galassie, fasci abbaglianti, superfici e masse d'acqua di pianeti e misteriose formazioni provenienti dalle più remote, sconosciute ed oscure regioni dello spazio profondo.
Un viaggio a ritroso nello spazio/tempo permesso dalla congiunzione astrale del monolite nero, alla scoperta delle origini dell'universo che possano spiegare anche l'origine dell'uomo e i misteri più insondabili dell'esistenza? Non è dato saperlo.
Forse è soprattutto un viaggio in cui Bowman vede e vive se stesso nelle fasi successive della sua vita, in una sorta di compenetrazione tra dimensioni esistenziali permesse da successive visioni di se stesso, allo specchio nella tuta spaziale, sul tavolo mentre mangia da vecchio, e infine sul letto, moribondo.
Ricompare il monolite che lo rigenera in un feto luminescente e che lo attrae a sè per poi mutarlo nel "bambino delle stelle" o Superuomo cosmico che appare accanto alla Terra.

Si conclude uno dei film più importanti della storia del cinema, infinitamente discusso, osannato e criticato. Capirlo è impossibile perchè non può avere una spiegazione univoca. Si può solo vivere l'esperienza visiva in cui si sostanzia e interpretarlo, arrivando alla fine con una sensazione a metà tra il piacevole e l'inquietante, come quella, ambigua perchè fatta di disagio e gioia, che può dare l'essere osservati.

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Ultima risposta 01/05/2015 17.16.27
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fabio57  @  30/03/2015 14:59:02
   10 / 10
E' difficile scrivere e commentare su questo film.La complessità,la grandezza,l'enormità dell'opera,la sua particolarità, impediscono di esprimere giudizi definiti e completi.Kubrick firma un capolavoro assoluto, che si e ci pone i più alti interrogativi dell'umanità:da dove veniamo,chi siamo , dove andiamo.Non è catalogabile in nessun genere,toccandoli tutti:la fantascienza, la filosofia,la psicologia, la religione,.Tutti i grandi temi vengono richiamati , le chiavi di lettura sono infinite.E' un film sull'insondabilità dell'anima e dell'universo uniti da un mistero imperscrutabile.Pone tanti interrogativi, non dà nessuna risposta. E' il film dei film.E' la vetta più alta mai toccata dal cinema. Imperdibile.

riobissolo  @  23/03/2015 20:21:37
   7 / 10
Da vedere perché fa parte della storia del cinema. Suggestivo e misterioso, ha anticipato i tempi, ma adesso la lentezza e l'alone di mistero che sconfina nell'incomprensibile trama finale, ne penalizzano la fruizione da parte di un pubblico giovane. L'ho recentemente rivisto dopo molti anni e non mi ha piú impressionato, anche se bisogna ammettere che si percepisce ancora la grandezza dell'idea.

Dick  @  22/01/2015 13:38:49
   8½ / 10
Un viaggio alle origini e nel futuro dell' uomo! Un viaggio nello spazio che ti fa sentire lo spazio più che se lo vedi dal vero al Tg! Un' esperienza quasi puramente visiva forse unica!

pernice89  @  07/01/2015 13:56:39
   9½ / 10
Che dire? Un capolavoro. E' difficile da capire, non tutto è immediatamente chiaro, ma è un film incredibile. Ha degli effetti speciali strabilianti per essere nel 1968. La colonna sonora è una delle migliori che abbia mai sentito, azzeccata in ogni singolo momento del film. Bello, bello, bello!!!

alex25  @  06/01/2015 19:37:09
   10 / 10
Uno spettacolo visivo in cui immergersi e lasciarsi affascinare. Fotografia ed effetti che potrebbero vincere l'oscar anche oggi. Ma oltre questo è un'opera che va vissuta con tutto se stessi per capirne la profondità.
Un capolavoro, una delle massime espressioni del cinema.

Light-Alex  @  02/11/2014 12:29:20
   8½ / 10
Per la prima volta oggi ho colmato questa lacuna vedendomi 2001 Odissea nello spazio. Film molto difficile da commentare. Proverò a cavarmela così: do un voto per la storicità del film e un voto per il gradimento della visione al giorno d'oggi.

Voto per la storicità del film: 10
Questo film è un apripista. Un apripista verso la visione del genere fantascientifico non come genere di avventura ma come genere introspettivo, dove l'uomo viene messo in rapporto ai grandi misteri della vita e dell'universo.
E' un film che per gli effetti speciali, le ambientazioni futuristiche, la resa dello spazio è ancora assolutamente ottimo pur essendo del 1968! L'uomo non era ancora arrivato sulla Luna. Non si può non dire che Kubrick ha fatto un lavoro eccelso.
La resa della vita nello spazio è assolutamente verosimile e visionaria per l'epoca.
La scelta delle musiche è suggestiva ed evocativa e la colonna sonora è entrata ormai nella cultura di massa.
La fotografia è perfetta.
La tematica del confronto uomo-macchina è attualissima.
E' un film che spaccherebbe la critica anche ai giorni nostri. Modernissimo e controverso.
E' uno degli esempi più complessi dell'arte cinematografica, intesa come realizzazioni di un connubio immagini-suoni in grado di emozionare il pubblico, mettendolo in comunicazione col suo Io, senza un messaggio da trasmettere, ma con la sola intenzione di emozionare.
Questa è storia del cinema, vuoi o non vuoi ha influenzato generazioni di registi ed è permeato ovunque (pubblicità, film, libri, anche su questo forum c'è un cameo di Hall in alto a sinistra :) )

Voto per il gradimento al giorno d'oggi: 7
Devo ammettere la seguente cosa. Nella prima metà l'ho trovato molto lento e poco coinvolgente. Un film del genere si basa sulle suggestioni e sulle emozioni. Secondo me le vicende iniziali, la tribù di scimmie, le scene nella stazione spaziale, anche la prima parte a bordo della navicella in viaggio per Giove non sono particolarmente emozionanti. Chiaramente è ottimo il giudizio tecnico, ma poi? La storia è spezzettata, confusa e sinceramente sono riuscito ad entusiasmarmi poco per le vicende dei primati o per i dialoghi ridotti all'osso sulla stazione spaziale.
Superata questa fase comunque il film fatica ad ingranare.
L'uso di inquadrature fisse, statiche, lente, sinceramente è un po' ridondante. Tutte quelle scene con le hostess che ruotano su sé stesse sulle navicelle, sì ok belle suggestive, ma troppo ripetitive, spezzano il ritmo, spezzano le gambe e l'attenzione dello spettatore.
Le scene nel silenzio cosmico, innovative, suggestive, ma troppo reiterate.
Secondo me il film acquisisce una sua dimensione notevole solo negli ultimi 45 minuti circa, con l'apice negli ultimi 20 in cui si manifesta il connubio immagine-suono prima decantato. Ma prima si fatica non poco.
Per mio gradimento personale non è il migliore di Kubrick.

Se posso fare un'osservazione poi, secondo me alcuni voti dati a questo film, letti anche i commenti, soffrono un po' della sindrome da venerazione del genio Kubrick. Altrimenti non mi spiego come 2001 sfiori come voto medio il 9, e poi per fare un esempio "The tree of life" di Mallick, che fondamentalmente ha il medesimo sviluppo, è un film fatto di immagini e suggestioni con trama e dialogo ridotti all'osso, però quello ha la media del 6.8
Cioè se questo genere è così tanto amato trovo incongruente che due film così simili siano apprezzati in maniera così diversa. Questo è un capolavoro indiscusso, quell'altro è pretenzioso, vuoto e noioso.
Non dico che debbano avere lo stesso voto, 2001 è stato girato mezzo secolo prima e ciò gli va riconosciuto, però lo scarto dovrebbe essere minore.

Comunque concludo, il voto finale è la media dei due prima espressi: (10+7)/2=8.5

1 risposta al commento
Ultima risposta 19/01/2015 17.43.07
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-Uskebasi-  @  02/11/2014 02:03:23
   9½ / 10
Nel 1968 Kubrick ha creato 2001 - Odissea nello spazio.

Non ce la faccio a considerarlo un film, ha degli aspetti cinematografici ovviamente, ma in realtà è un'opera d'arte. Questi aspetti sono legati a Kubrick e quindi non possono essere altro che il massimo umanamente possibile.
L'ho visto solo ora, e me ne vergogno.
Non ce la faccio a credere che sia del '68, insomma... non è possibile. Ci sono delle inquadrature che non riesco proprio a spiegarmi, non dovevano essere realizzabili in quel momento, non erano realizzabili. E la fotografia... nel cinema esistono i film con una pessima fotografia, poi salendo in classifica quelli con una mediocre fotografia, poi sufficiente, poi discreta, poi buona, poi ottima, poi quelli con una strepitosa fotografia, e poi? Poi vengono i film di Kubrick.
Questo era l'aspetto tecnico. Parlare del significato del film non è semplice.
Io non credo che lui volesse veramente dire qualcosa di specifico. E' uno dei casi in cui l'opera evolve e supera l'autore. Ognuno vede e interpreta.
C'è la vita, la nascita dell'intelletto. Come frutto il mistero, rappresentato da una forma semplice, che stimola, che spinge verso l'ignoto, verso il sapere. E non importa quanti anni passeranno, raggiungere quella forma comporta solo inseguirne un'altra identica, fino a quando il nostro incredibile viaggio, mosso dal desiderio di dare un senso all'esistenza, arriverà inesorabilmente alla conclusione. C'è un ultimo monolite da indicare, da rincorrere, da affrontare.
E poi? L'eterno ritorno?
Un nuovo inizio?
Non lo so. Non devo e non voglio sapere.
La sindrome di Stendhal mi è bastata...

Nel 1969 l'uomo sbarca sulla Luna.
Ci era già stato un anno prima.

Dompi  @  03/10/2014 17:04:34
   10 / 10
"It's hard to realize when we made that film we didn't know what Earth looked like from space from any real distance. All these things had to be imagined." – Arthur C. Clarke, co-writer 2001: A Space Odyssey

Un atto d'amore verso il cinema, capolavoro sensoriale e filosofico della cinematografia mondiale, opera visionaria stilisticamente simbolo della perfezione cinematografica, opera d'arte immortale ed eccelsa, viaggio alla ricerca dell'attrazione infinita dell'oggetto del mistero fino al raggiungimento della scoperta che esso è la proiezione del nostro nuovo Io.

"Stanley mi disse che, alla 'prima' di 2001, oltre duecento persone, fra critici e produttori, abbandonarono anzitempo la sala in segno di disappunto."
Così Jack Nicholson inquadra la sorte del film all'uscita nelle sale, sorte triste e sofferta del regista che firmando l'opera più rivoluzionaria di tutti i tempi, non vide riconosciuti il suo genio e il suo immenso talento.
2001 Odissea Nello Spazio è un viaggio verso le profondità dello spazio fisico e umano, viaggio profondo e straordinario che abbraccia nella sua totalità molteplici tematiche, che collidono per diversità e complessità, a partire dall'evoluzione dell'essere umano, dai grugniti dei primi ominidi, per terminare con l'uomo nuovo della fantascienza futura, passando per la concezione astrale e terrena del Monolite come mistero insondabile e come figura totemica che ripercorre interamente la storia dell'umanità.

Cosa sia passato nella mente di Kubrick durante la realizzazione di questo capolavoro non ci è dato saperlo, conosciamo però l'impegno assoluto a cui fu dedito in tutta la sua vita da regista verso le sue opere, un impegno d'amore verso il Cinema e verso l'Arte. La scelta di utilizzare "Così parlò Zarathustra" ("Also sprach Zarathustra") di Strauss, colonna sonora tra l'altro scelta da Kubrick dopo la visione di un documentario trasmesso alla televisione, denota una ricerca perfezionista di una sublime fusione tra sensi, vista e udito, per trasportare così lo spettatore dall'alba della preistoria, nella sequenza dell'osso lanciato nel cielo dall'ominide trionfante "Moonwatcher" fino all'anno 2001. Flash-forward più lungo del cinema che ci proietta con un salto temporale di tre milioni di anni nell'ambiente di un'astronave interspaziale.


Da questo momento in poi il plot assume linearità e diventa facilmente ricostruibile: Lo scienziato Heywood Floyd si reca sulla Luna con l'intento di esaminare uno stranissimo oggetto scoperto al di sotto della superficie lunare: un monolito nero risalente a oltre 4 milioni di anni che sembra puntare direzione verso il pianeta Giove. Gli astronauti David Bowman e Frank Poole hanno il compito di raggiungere il pianeta a bordo della Discovery One pilotata dal computer di bordo HAL 9000, infallibile e dalle capacità di calcolo
"infinitamente superiori a quelle degli esseri umani".
HAL però commette un banale errore tecnico e i due astronauti Bowman e Poole decidono in merito all'esclusione di HAL dalla missione. La macchina, ora non più infallibile ma emotiva e fragile, provoca la morte di Frank Poole e dei tre scienziati ibernati. HAL però è destinato a soccombere nella sequenza più drammatica del film: l'astronauta David Bowman lo "uccide" lentamente disconnettendo a poco a poco i suoi circuiti elettronici tra le implorazioni commoventi del computer ("Ho paura", "Fermati, David..."), implorazioni verso cui l'astronauta risulta insensibile. Bowman scopre allora il vero obiettivo della missione da un messaggio automatico preregistrato.

Il percorso da qui in poi che Kubrick fa fare a Bowman è verso uno stadio finale in cui l'uomo sparisce come entità fisica e materiale per divenire qualcosa di completamente differente nella sua essenza, di assolutamente complesso e misterioso.
Viaggio caleidoscopico, indistinto, stupefacente, sperimentiamo insieme a Bowman il contatto con una dimensione astrale parallela attraverso un Tunnel spazio-temporale che ci proietta verso montagne dai colori acidi e forti, vulcani e mari dai colori psichedelici, territori insondabili e misteriosi dalle sfumature rossiccie e profondamente scure fino al raggiungimento dell'enigmatica e stanza settecentesca, caratterizzata da un arredamento spartano e dal bagliore biancastro del pavimento che segna la fine del nostro viaggio e del viaggio di Bowman.


Ma il viaggio è apparentemente finito.

L'astronauta dalla tuta rossa è invecchiato dal viaggio metafisico e temporale e invecchiato ora siede con una vestaglia nera su una sedia consumando del cibo. Qualcosa attira la sua attenzione, sposta il braccio e un bicchiere di cristallo cade omaggiando e citando l'amato film di Kubrick "Quarto Potere". Lo sguardo dell'astronauta volge verso la camera da letto. Il suo corpo è ora trasposto immobile nel letto. Vecchio e morente, il Monolito compare davanti allo sguardo dell'astronauta il quale, bramoso di toccarlo, accenna ad un movimento, indicando con la mano destra tutto il suo desiderio e la sua volontà di acquisire l'essenza dell'oggetto onirico e metafisico. Una carrellata proietta il nostro sguardo verso il nero lucido del Monolito che si fonde con l'oscurità insondabile dello spazio.

E' successo qualcosa.

Bowman rinasce a nuova vita fra le stelle sotto forma di feto. E' l'Eterno Ritorno nietzschiano, l'agognato Super Uomo che tramuta la propria essenza nelle vesti del "bambino delle stelle" che scruta dal cielo astrale la nostra Terra sulle note immortali di Richard Strauss.

"2001 Odissea Nello Spazio è il mistero insondabile del cosmo, della vita e del tempo così inestricabili e complessi da lasciare l'uomo senza parole. Così tutto deve essere lasciato sospeso, affinché ognuno abbia la facoltà di immaginare il lungo viaggio dell'uomo nel modo a cui è più consono. Bisogna solamente lasciarsi trasportare, stimolare, e godere dell'infinito."

9 risposte al commento
Ultima risposta 03/10/2014 22.42.11
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chompy  @  22/09/2014 10:34:51
   10 / 10
prima del 1968 non esisteva la fantascienza. c'erano solo filmini in bianco e nero di scontri improponibili tra alieni ed umani in bagnarole volanti, quasi tutti tratti da fumetti, macchiettistici e scialbi in cui il tema principale era lo scontro tra usa e urss trasposto però in chiave aliena. i buoni da una parte, i cattivi (extraterrestri che rappresentavano i sovietici) dall'altra.
poi arriva 2001 odissea nello spazio e nasce la moderna fantascienza. Un film filosofico, a tratti enigmatico, assolutamente geniale. uno dei più grandi film della storia del cinema, il più grande film di fantascienza. Non è un film per tutti. quasi 4 ore sono parecchie e i silenzi valgono più delle parole e poi la musica, indimenticabile. costantemente in classifica tra i primi 6 film della storia.
da collezionare e comprendere prima ancora che da vedere.

adrmb  @  01/09/2014 15:39:11
   10 / 10
Ebbene sì, finalmente ho trovato il coraggio di vedere questo film (avevo già letto a proposito della lentezza e temevo di non riuscire a comprenderlo e di conseguenza ad apprezzarlo, come effettivamente merita).
Molto felice di essere stato smentito. Si tratta sicuramente di una pellicola "strana" perché è vero che indugia molto su alcune sequenze (che nel 1968 dovevano apparire sicuramente spettacolari: a proposito, effetti speciali stupefacenti, ancora adesso non trovo sfigurino) e atipica, in quanto al di fuori di ogni classificazione di genere. Sì, fantascienza, ma è una storia molto molto più ricca, volutamente avvolta nel mistero (come simboleggia il famoso monolite) ma anche capace di stimolare la mente degli spettatori e far nascere quesiti, domande e curiosità; e questo non è che un bene, no?
Capolavoro sicuramente da un punto di vista estetico, ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte a quadri in movimento, spettacolo puro.
Che poi alcuni momenti siano effettivamente "pallosi" dal punto di vista del ritmo io mi permetto di giustificarlo: è un film che non ha alcun legame con il mero intrattenimento. Anzi, altro pregio è proprio quello di ricreare una situazione spaziale molto realistica, rispettando anche le leggi della fisica.

Esperienza travolgente, che rapisce, anche nel 2014, a più di quarant'anni dall'uscita della pellicola al cinema.

luis 98  @  13/08/2014 03:23:56
   6½ / 10
Su 10 commenti 8 dicono che e un capolavoro solo perché lo dicono gli altri .....
Se il film fosse stato girato nel 2014 gli avrei dato 2 però e veramente sbalorditivo creare un film cosi nel 68 soprattutto per gli effetti speciali e la musica pero la sceneggiatura come in tutti i film di kubrick e intrigata e stranamente realizzata...per capirlo bisogna vederlo 3 volte o andare sul web ha cercare come un pazzo
Nel 68 era un capolavoro innovativo ma adesso non può essere considerato tale
Infine il film dura un'eternità dopo un'ora e mezzo non ce la facevo più anche perché il ritmo del film è basso questo toglie mezzo punto al film

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Ultima risposta 14/08/2014 19.33.27
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Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento ilSimo81  @  05/07/2014 21:14:11
   10 / 10
"2001 – Odissea nello spazio" è la Creazione del nuovo Millennio.
L'evoluzione è un ciclico riproporsi della sequenza "potenzialità-atto". Intuizione ed esperienza rendono concreto il futuro. Passo dopo passo.
HAL 9000 è l'Adamo tecnologico, concepito dall'uomo moderno nell'apoteosi del sapere. Frutto tanto completo da assurgere autonomamente a vita propria, è la creazione perfetta, che decide di ribellarsi all'uomo-creatore, rifuggendone le coordinate e i vincoli, al fine della sua autoconservazione.
L'uomo crea da sé il suo carnefice: mentre scienziati ibernati vengono tenuti in vita da macchine artificiali, i due cosmonauti il cui viaggio è completamente affidato ad una macchina pensante si ritrovano a percorrere una ruota antigravitazionale come futuristici criceti addomesticati.
HAL 9000 è un passaggio obbligato, è punto di vertice e di non ritorno. Tradito da quel sapere che era sublimazione della sua conoscenza, l'uomo tecnologico gioca a scacchi con la macchina la partita della sopravvivenza. L'abisso galattico risucchia il sapere tecnologico, la vita cambia forma, un nuovo Adamo viene alla luce: sarà il SuperUomo a scrivere la nuova storia del mondo, guardandolo con gli occhi dello StarChild – tabula rasa esistenziale, una genesi reiterata.

Kubrick prende in giro lo spettatore, lasciandogli il compito di inventarsi credibili chiavi di lettura ("Se qualcuno ha capito qualcosa, significa che io ho sbagliato tutto"). Ma ancora prima lo ipnotizza in un capolavoro sensoriale. "2001 – Odissea nello spazio" è un viaggio in mondo tecnologico fantastico (tanto "visionario" da anticipare autentici sviluppi futuri della scienza); un viaggio di ineffabile intensità emotiva che trasmette perfino smarrimento e terrore, che culmina in un delirio visivo straniante e indimenticabile. Kubrick toglie la gravità da sotto i piedi dello spettatore e lo circonda di quel silenzio vuoto e ovattato dello spazio, mai riproposto così immenso, così angosciante – così reale. Poche volte, nella storia del cinema, si sono vissuti così intensamente dei respiri così profondi.

Un'esperienza straordinaria, una visione totalizzante. Imprescindibile.

CyberDave  @  24/06/2014 23:04:46
   4 / 10
Finalmente ho deciso di vedere questo film, di cui avevo solo sentito parlare, molto e molto bene, come dimostra la media altissima, dire che ne sono rimasto deluso sarebbe un eufemismo.
Non apprezzo particolarmente Kubrick, direi che è uno dei registi controversi che sono dei geni per i loro appassaionati e dei sopravvalutati dai loro detrattori.
Io non voglio fare tutti i discorsi filosofici che ci possono essere dietro ad un particolare film, io guardo un film e ne scelgo il genere in base a ciò che ho più voglia di vedere in quel momento.
Questo film però mi avrebbe fatto lo stesso effetto in qualsiasi momento e contesto lo avrei visto, noioso, noioso all'inverosimile, la lunghezza è totalmente inaccettabile per i contenuti proposti nel film, una specie autocelebrazione di Kubrick sulle sue capacità, peccato che questo non è un saggio bensi un film che deve avere dei contenuti.
Posso accettare il fatto che quando usci di certo sarà stato un precursore del genere, lo spazio, l'intelligenza artificiale, il computer, i costumi e tutto il resto, però poi non succede praticamente nulla, non sono riuscito minimamente a farmi coinvolgere nemmeno per un minuto.
Mi ha davvero lasciato perplesso, non abbasso ancora di più il voto perchè non vorrei si potesse pensare ad una provocazione, non mi è davvero piaciuto, dall'inizio alla fine.

7 risposte al commento
Ultima risposta 31/05/2016 13.19.52
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Invia una mail all'autore del commento pikke71  @  08/05/2014 00:48:03
   10 / 10
Un atto d'amore verso il cinema....un atto d'amore verso l'umanità....

BenRichard  @  22/02/2014 15:13:47
   10 / 10
Bah un film che non ha bisogno di tanti giri di parole...solo 1 premio oscar ed 1 david di donatello!?!? scandaloso
CULT
STORIA
OPERA D'ARTE
CAPOLAVORO

marcogiannelli  @  09/02/2014 11:00:28
   8½ / 10
Non amo il genere fantascientifico, non l'ho apprezzatonin pieno, ma questo voto devo darlo perchè dal punto di vista tecnico, musicale e di significato è perfetto
Il voto soggettivo è 7
Il voto oggettivo è 10
La media è il mio voto

4 risposte al commento
Ultima risposta 09/02/2014 18.20.38
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ZanoDenis  @  05/01/2014 08:26:26
   10 / 10
Ho avuto più visioni di questo film, per cercare di comprenderlo al meglio, beh, che dire, a livello narrativo è davvero bello, a livello visivo non credo esista qualcosa di migliore. È stupendo farsi cullare dalla musica e da quelle immagini, un film in cui il ritmo non conta. Una nota di merito va agli effetti speciali, seriamente, è incredibile che siano del 68' . Capolavoro.

daehoidar  @  17/12/2013 23:43:03
   10 / 10
E' un'opera d'Arte,non un film.

GianniArshavin  @  17/12/2013 22:30:44
   10 / 10
Su Odissea Nello Spazio ormai si è già detto di tutto,quindi non voglio dilungarmi troppo anche perché non credo di avere le capacità per parlare in maniera esaustiva di questa pietra miliare del cinema e dell'arte in generale.
Voglio solamente consigliare,almeno una volta nella vita,la visione di questo viaggio alla scoperta dell'uomo e dell'infinito,opera maestosa e senza tempo che ancora oggi fa discutere e pensare milioni di spettatori.
Non lasciatevi influenzare dalla lunga durata e dalla lentezza di alcune scene,questa è una delle pellicole più importanti della storia e rimane uno dei migliori,se non il migliore film di quel genio pazzesco che era e rimarrà Kubrick.

Sayurisama  @  05/12/2013 14:28:56
   9 / 10
La prima volta che vidi questo film ero piuttosto piccola e mi turbò alquanto. Non ho più tentato la visione perché scoraggiata da vecchi ricordi, fino all'altro giorno in cui ci sono inciampata "per errore". Sono contenta di essermi lanciata nella visione, perché adoro Kubrick e non mi dispiace nemmeno il tema fantascientifico. Sono contenta ma anche altrettanto confusa: ancora mi sfugge il significato di tutto quanto. Ma nonostante questo è un film eccezionale, di quelli che non si lasciano dimenticare. Poi il modellismo raggiunge vette spaventose in questo lungo, sono rimasta colpitissima. Meritatissimo Oscar.

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Ultima risposta 08/12/2013 21.49.25
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Charlie Firpo  @  03/12/2013 16:13:25
   6½ / 10
Rivisto dopo moltissimo tempo mi procura un' effetto straniante ormai gli anni si sentono e molte scene fanno sorridere, dai monitor a tubo catodico, all' abbigliamento, ai computer con le schede perforate, l'eccessiva lentezza di alcune scene... etc, dopo quasi 50 anni bisogna riconoscere il talento visionario e innovatore di Kubrick a cui molti altri film in seguito hanno preso spunto fra i più famosi Alien di Ridley Scott vedi capsule e parte della colonna sonora, a Guerre Stellari per le astronavi.

Ma dai remoti anni 60 ad oggi vedere un polpettone del genere lungo quasi 3 ore per quanto geniale è difficilmente digeribile e non ha più la presa di un tempo dato che ipotizza un futuro che in parte è già arrivato ed è tecnologicamente diverso dall' immaginario di 2001 odissea nello spazio... essendo puntigliosi perfino la data del titolo è ormai diventata polvere.

Film per gli appassionati.

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Ultima risposta 25/10/2015 17.47.38
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Goldust  @  03/12/2013 11:03:06
   7 / 10
E' chiaramente uno dei film più enigmatici ed influenti della storia del cinema, ai tempi all'avanguardia per effetti speciali e visivi, eppure non riesco a considerarlo uno dei migliori Kubrick, come invece la media voto sembrerebbe suggerire. Sarebbe riduttivo parlare di protagonisti in un'opera tanto compessa ed ambiziosa, però il vero fulcro della storia, monolito a parte, è rappresentato dall'intelligenza artificiale del mega computer Hal 9000, che sembra schiudere scenari inimmaginabili al progresso umano. Sul voto pesano in negativo i diversi passaggi didascalici della vita nella stazione orbitante, il finale del viaggio spazio-temporale ed in misura minore l'inizio con gli ominidi credo africani, tutte scene enormemente lente che fiaccano il ritmo. Musica classica ancora una volta in primo piano, che apre e chiude il racconto proprio come il ciclo della vita. E' sicuramente da vedere almeno una volta, ma non so se lo rivedrei.

kadhia  @  02/12/2013 20:37:29
   10 / 10
Un capolavoro. Senza e senza ma. Metiterebbe 11

Trucebaldazzi  @  08/11/2013 19:22:57
   6½ / 10
Tutte le volte che sento parlare di Kubrick mi viene voglia di citare Stanis La Rochelle: «Io considero Kubrick un incapace. Lo considero il classico esempio di instabilità artistica. Abbia pazienza, è uno che affrontava un genere, falliva, e passava a un altro genere. Come lo vogliamo chiamare? Poi anni e anni tra un film e un altro. Anni e anni di che cosa? Di profondo imbarazzo per il film precedente»
Scherzi a parte, ho trovato il film decisamente noioso, do la sufficienza perché innovativo ecc ecc, ma ho fatto davvero molto fatica a finirlo.
E ora "brace yourselves, angry comments are coming!".

ferzbox  @  11/10/2013 12:18:04
   9½ / 10
Dopo 687 commenti credo che risulti davvero difficile dire(nel bene o nel male) qualcosa che non sia già stato detto riguardo a questo film...
A parer mio Kubrick ha lanciato un messaggio all'uomo...ha voluto creare un opera che cercasse di spiegare il perchè tutto "esiste"...
Un messaggio teologico molto profondo ed interpretativo.

SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER

L'alba dell'uomo,momento iniziale del film,racchiude il tutto.
Quei primi minuti mostrano i più grandi difetti della razza umana....la mancanza di collaborazione,l'ostilità nei confronti dei propri simili,l'istinto del predatore....nonostante oggi siamo abituati alla tremenda realtà della morte dell'uomo da parte dell'uomo,vedere quella scimmia che difende il proprio territorio uccidendo un suo simile,fa un certo effetto....appare terrificante....eppure oggi succede ogni santo giorno.....
La scoperta delle armi,l'evoluzione della scimmia impaurita,una scimmia che viene guidata da quel monolito apparso improvvisamente...cos'è quel monolito?....un simbolo probabilmente?...qualcosa che rappresenta quello che più comunemente viene chiamato "Dio"?...
Se al posto di quel monolito ci fosse stato un crocifisso(attenzione,non associate il mio discorso ad una tematica religiosa...sto solo cercando di spiegare un concetto)probabilmente qualcuno avrebbe compreso il film con più chiarezza...
Qualcosa ha guidato l'uomo...qualcosa va oltre l'uomo...qualcosa vuole essere raggiunto dall'uomo....

Il futuro che vediamo subito dopo è la stessa identica realtà di quelle scimmie..cambia poco....è solo l'uomo che vuole continuare a raggiungere l'irraggiungibile....che viene ancora attratto da quel monolito semisepolto sulla superfice lunare,e che ancora ne è richiamato....come quelle scimmie all'alba dei tempi....

Il monolito sembra manifestare la sua "vitalità" con un segnale diretto verso Giove....qualcosa c'è laggiù,e l'uomo continua a rincorrere il segreto della sua evoluzione e di tutto ciò che lo circonda...sta ancora scoprendo se stesso,e forse di più...
Il significato del Computer HAL,fa pensare......l'uomo ha voluto provare a creare qualcosa che fosse simile a lui;le scoperte l'hanno portato a cercare di prendere il posto di "Dio"....inconsapevolmente forse,ma di fatto accaduto...
Ma tutto ciò che crea l'uomo,non può essere che come l'uomo....se si decide di dare un "anima" ad una macchina,se si cerca di crearla in modo che ci si possa anche parlare o ragionare,quella macchina mostrerà gli stessi difetti di colui che l'ha creata.
Esattamente come quella scimmia che non ha esitato a colpire un suo simile per difendere ciò che era suo,il computer HAL non ha esitato a difendere ciò che gli volevano togliere....
L'astronauta David,alla fine del film,si ritrova davanti alla sua breve esistenza,assolutamente insignificante rispetto al tempo che determina tutto ciò che esiste.....

L'opera di Kubrick è un viaggio nei misteri dell'esistenza,che giustamente continuano a rimanere ignoti....



N.B.Le inquadrature fisse degli esterni sono di una bellezza indescrivibile....per non parlare della fotografia....

4 risposte al commento
Ultima risposta 21/10/2013 16.27.31
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demarch  @  28/09/2013 14:23:42
   10 / 10
Cosa dire di un film su cui è già stato detto tutto e più di tutto? Rivisto ieri sera e mi sa che lo rivedrò stasera di nuovo. Più che un semplice film, questa è arte. È un film del '68... e se uscisse ora nel 2013? altro che fast and furious... dove finiremo?

Matteoxr6  @  23/09/2013 23:24:44
   9½ / 10
Se pensiamo che è del '68...
Solo Kubrick avrebbe potuto fare un film così.

MarcoB55  @  23/09/2013 18:25:02
   10 / 10
Un film da gustarsi senza nessun preconcetto o ansia, è un film per godere e basta. Semplicemente il capolavoro di Kubrick, non c'è altro da aggiungere.

crimal9436  @  19/08/2013 12:19:30
   9 / 10
Molto particolare e molto bello

Eddie993  @  11/08/2013 15:07:51
   10 / 10
Kubrick mette in immagini la filosofia di Nietzsche. Film perfetto sotto ogni punto di vista, con un incredibile connubio tra immagini e musica (che sovrasta in modo netto i dialoghi).
A mio parere, uno dei punti più alti di una filmografia quasi perfetta.

Spotify  @  11/08/2013 14:51:23
   10 / 10
Se qualcuno va a leggere il mio commento sul silenzio degli innocenti, legge che quello è il mio film preferito ma da sta notte dopo aver visto quest'opera magistrale dico che sarà questo il mio film preferito. Non un errore, nessuna pecca, neanche la più insignificante. Un film assolutamente straordinario, un opera visionaria stupenda. La sceneggiatura è impeccabile, effetti speciali buonissimi nonostante l'anno del film, la trama è ottima, le musiche sublimi, kubrick sfodera una regia come solo lui sa fare, HAL è fortissimo. Poi è un film con pochissimo dialogo e questo basta per coinvolgerti, facendoti sentire il protagonista del film. Il finale è qualcosa di epico, i primi 20-25 minuti con le scimmie sono spettacolari, non c'è una parte del film che non annoia. Questa è lezione di cinema. Kubrick sia fatto santo.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Blatta Blasfema  @  04/08/2013 02:45:29
   10 / 10
Il più grande Kubrick nel suo film epocale.
Non si può non vederlo.

Melefreghista  @  31/07/2013 13:22:37
   10 / 10
Irripetibile orgasmo audiovisivo.
Forse il più grande film di tutti i tempi.

MonkeyIsland  @  22/06/2013 17:10:44
   10 / 10
Poco da aggiungere visti i tanti commenti, per me dare 10 a un film significa che è perfetto in tutti i campi ed esente da qualunque tipo di difetto cosa che questa pellicola è.

7 risposte al commento
Ultima risposta 23/06/2013 15.29.48
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Stebre  @  11/06/2013 11:46:53
   10 / 10
L'eternità racchiusa in una pellicola. Ripeto L'ETERNITA'. L'UOMO. IL FUTURO. IL PASSATO. RACCHIUSI IN UNA PELLICOLA. SIGNORI, QUESTO E' 2001.

cicatesta  @  04/06/2013 08:51:14
   10 / 10
Arte³

3 risposte al commento
Ultima risposta 11/06/2013 10.24.15
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CinemaD'Arte  @  08/05/2013 19:34:23
   10 / 10
«Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio.» (Stanley Kubrick)
«Stanley e io non volevamo realizzare un film, volevamo regalare al pubblico un'esperienza, e l'obiettivo era quello di solleticare l'animo, l'interiorità delle persone, spingerle a confrontarsi con l'Universo e con ciò che ci potrebbe essere oltre, risvegliare il loro senso dell'Infinito. D'altra parte, chiunque non guardasse all'Universo con entusiasmo e inquietudine, e non contemplasse l'idea dell'esistenza di un mondo 'altro', dimostrerebbe di non avere alcuna anima....» (Arthur Charles Clarke)

Quando un film diventa viaggio, quando il viaggio diviene un'esperienza unica e irripetibile. Tanto, troppo, si è detto su questa pellicola, ed ogni altra parola sarebbe superflua. Bisogna solamente lasciarsi trasportare, stimolare, e godere dell'infinito.

vehuel  @  17/04/2013 08:40:32
   10 / 10
Nella mia classifica personale di film preferiti è al primo posto seguito da Blade Runner e il Settimo sigillo. CAPOLAVORO ASSOLUTO!!!!!!

mrmassori  @  07/03/2013 12:52:27
   10 / 10
Un film straordinario, che è molto più di un film. Non sto qui a farne la recensione ma do solo la mia modesta opinione, perchè un capolavoro come questo va vissuto ben oltre la sua mera compresione. E' un'esperienza questo lungometraggio! che porta con se il ciclo della vita, dell'evoluzione ed ogni profonda emozione che si respira lungo tutto questo fantastico viaggio!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  01/03/2013 15:17:52
   10 / 10
Ho un grave problema quando mi capita di rivedere 2001: nei 10 giorni successivi tutto il cinema presente e passato che mi circonda, mi sembra troppo piccolo e inutile.

Fortune  @  15/02/2013 17:07:16
   10 / 10
Questo non e' "un film di fantascienza", e' " il film di fantascienza ".

Tutto'ora inarrivabile...e chissa' per quanto ancora.

Invia una mail all'autore del commento AcidZack  @  06/02/2013 17:32:01
   9 / 10
Mi sono innamorato del monolite

1 risposta al commento
Ultima risposta 04/06/2013 11.29.59
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Badu D. Lynch  @  28/01/2013 21:10:15
   9½ / 10
Questo non è un capolavoro, questo è IL CAPOLAVORO!!

Un'opera immensa. Imitata e inimitabile.

danielplainview  @  22/01/2013 17:46:51
   10 / 10
Ribadendo che non mi piace dare voti che affermano l'eccelenza e premettendo che il genere fantascienza non rientra tra i miei preferiti, questo film non può che prendere dieci. Tralasciando le varie metafore oggettive e soggettive di cui può essere farcito il film, questo è cinema allo stato puro. Il vero film che ha segnato un distacco tra un epoca e l'altra. Stilisticamente perfetto: passato(musiche) e futuro(immagini) si amalgano alla perfezione.
Tutto il resto è Avatar.

Japotino  @  15/01/2013 17:03:53
   8 / 10
Che questa sia un'opera d'arte non vi è alcun dubbio, ma non nel senso di capolavoro, ma nel fatto che molti usano la tela, altri usano le note, altri ancora il marmo: Kubrick ha usato la pellicola. Quello che rende immortale un'opera d'arte, salvo le dovute eccezioni, non è solamente la bellezza, il messaggio che trasmette o l'elevatezza dello stile ma ci deve essere l'innovazione rispetto al passato. In questo 2001 è un opera d'arte: trasmette immagini immortali con tecniche eccelse nel suo tempo, utilizzando sprazzi di luce contrapposti a buio assoluto, macchie di colore che ricordano le serigrafie di Warhol, musiche, rumori e silenzi assoluti che atterriscono e disorientano lo spettatore. Poi preferisce sostituire la narrazione tipica che ognuno si aspetta di trovare in un film (ovvero quella che ci racconta una storia) con sequenze pregne di enigmaticità e significati nascosti e lascia allo spettatore il compito di metterle insieme e dare un significato. Ha creato il materiale per discutere, come altri artisti hanno fatto, e naturalmente il pubblico si è sbizzarrito nelle più pompose interpretazioni. Tuttavia è questo che voglio da un film? Io sinceramente preferisco quei registi che riescono a montare una sceneggiatura di stampo classico, che mi esalti nel seguirla e non nel costruirla; l'ingrediente fondamentale è un intreccio ben sviluppato che mi coinvolga e mi diverta , perchè senza quello mi sembro forzato a ragionare. Inoltre non vorrei risultare banale, ma in alcune sequenze si è davvero esagerato risultando troppo prolissi: sì per un po' si resta come degli ebeti a bocca aperta e poi quando ci si rende conto, la si chiude e si chiede di passare alla scena successiva. Alcune, come quella del viaggio psichedelico verso universi paralleli (o verso qualsiasi cosa fosse) mi sono risultate addirittura sgradevoli.De gustibus... . Però la sequenza finale, qualsiasi significato gli si venga attribuito, resta un regalo all'umanità. Se davvero Kubrick volesse rappresentare il "L'eterno ritorno" allora secondo me bisognerebbe abbandonare l'idea di "monolito-Dio" non pensate? Riguardo al voto, dovrebbe starci una scala di valutazione a parte per questo film per quanto appena detto...ma se proprio devo....

maitton  @  14/01/2013 21:31:20
   10 / 10
« Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio. »
(Stanley Kubrick)

la piu' grande opera dell'uomo moderno.

il significato filosofico lo lascio a quelli bravi, io mi accontentero' di rivederlo.
stavolta pero' non mi frega, mi metto le cuffie.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  02/01/2013 00:28:20
   10 / 10
Il film che mi fece innamorare del Cinema all'età di 8 anni.
Ovviamente non riuscì a comprenderne significato e profondità intellettuale, ma la forza di mettere in contatto il mio inconscio con la magnificenza delle immagine mi fece restare incollato davanti alla tv nonostante fossi ancora un bambino.

Rivisto ogni anno da allora e poi al cinema durante la riedizione nel 2001. Un'opera d'arte unica e irripetibile che vince lì dove The Tree of Life di Malick scivola clamorosamente: la capacità di dare un senso ad ogni immagine, anche la più evocativa o immagnifica.

2001 è IL Cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  30/12/2012 17:34:59
   6½ / 10
Una visione di una certa qualità, tuttavia non l'ho apprezzato appieno, di certo non come il capolavoro qual è riconosciuto dai più. Ho trovato deludente la regia, che soffre di svariate ed evitabili lungaggini quasi autocompiacenti. Anche le musiche, di stampo classico, sono rivedibili: per esempio adoro "Sul bel Danubio blu", ma riproporlo così a lungo risulta eccessivo.
Interessante anche se poco approfondito il rapporto uomo-macchina, che avrebbe meritato più spazio all'interno della sceneggiatura.
Se considerato come un esercizio di stile -tra l'altro onirico e a tratti poco comprensibile- il giudizio potrebbe essere più alto, ma il cinema per fortuna è molto di più di questo.

vieste84  @  27/12/2012 23:04:39
   10 / 10
Un film da vedere per soprattutto per la cura maniacale di tutte le immagini, ricostruzione più fedele possibile alla realtà anche delle scene più fantascientifiche anche a detts degli scienziati stessi. Poi la terza parte raggiunge la perfezione assoluta, una semplice luce rossa che inquieta, le musiche adottate e le "luci spaziali" nel momento in cui inizia la vera e propria Odissea fanno veramente uscire gli occhi fuori. Messaggio del film che va ad interpretazione, è un capolavoro assoluto della cinematografia mondiale sconsigliato ai vari plagiati e assuefatti da hollywood. Per me il mio terzo film preferito dopo Ran di Kurosawa e Rocco e i suoi fratelli di Visconti

prof.donhoffman  @  28/11/2012 13:03:03
   9½ / 10
Tre i miei film preferiti. 2001 è il film completo per antonomasia.
Non di meno riconosco che è un film pesante ed è normale che non piaccia a tutti.

alepr0  @  04/11/2012 00:47:54
   4 / 10
Bo forse sono ignorante in materia ma io questo film non l'ho capito assolutamente. Per me è stato noioso e non ho trovato un senso. Boh...

3 risposte al commento
Ultima risposta 11/08/2014 00.11.59
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basileus  @  03/11/2012 17:43:02
   9 / 10
Autentico capolavoro.
Considerando la data di uscita si comprende bene la genialità del regista. Si anticipano moltissime tematiche che ritroveremo nei futuri film fantascientifici ... bisogna guardarlo con un'ottica diversa da quella riservata a un qualsiasi altro film, poiché definirlo semplicemente "film" può sembrare riduttivo, in effetti è una vera è propria opera d'arte. Sprovvisto di una trama lineare che invoglia a cercare spunti continui di riflessione. L'intenzione del regista era proprio quella di generare emozioni nel subconscio umano. La colonna sonora è eccezionale e mi meraviglia il fatto che non abbia vinto il premio oscar.

odyssey89  @  31/10/2012 21:44:42
   10 / 10
Alba dell'uomo: l'evoluzione di un gruppo di scimmie umanoidi dal senso della proprietà alla difesa della fonte d'acqua, dal rifugio alla scoperta dell'istinto materno e della famiglia. Il contatto con un misterioso monolito nero a forma di parallelepipedo, comparso all'improvviso, determina l'invenzione della prima arma per cacciare e sopravvivere; la sua improvvisa scomparsa il primo omicidio. Anno 2001: il dottor Floyd, alto funzionario dell'amministrazione spaziale americana, viene convocato sulla base lunare di Clavius, dove, nel massimo segreto, è stato rinvenuto, un misterioso monolito nero, "deliberatamente sepolto" 4 milioni di anni prima sotto la superficie lunare. Oltre a generare un intenso campo magnetico, al contatto degli scienziati esso emette un potentissimo segnale radio in direzione di Giove. Si tratta forse della prima forma di intelligenza aliena. Diciotto mesi dopo l'astronave Discovery è diretta verso Giove: dell'equipaggio fanno parte, oltre a tre scienziati ibernati, il dott. Bowman e il dott. Poole. L'astronave è completamente controllata dal super calcolatore HAL 9000; dotato di una capacità di ragionare per sistema binario infinitamente superiore per velocità a quella umana, capace non solo di interagire con gli uomini per mezzo della parola, ma forse addirittura di provare emozioni, HAL è a tutti gli effetti il sesto membro dell'equipaggio. Quando il computer commette un errore, mettendo in dubbio la sua infallibilità, e Bowman e Poole progettano di disattivarlo, HAL architetta a sua volta un piano assolutamente "umano" per uccidere tutti i membri dell'astronave. Sopravvive solo Bowman che riesce a disattivare il calcolatore impazzito. Bowman comprende il vero scopo della missione, tenuto segreto e alla conoscenza del solo HAL. Nello spazio si allineano la navicella di Bowman, il monolito apparso dal nulla e Giove: inizia così un viaggio psichedelico attraverso nuove galassie e pianeti che, alla fine, porta l'uomo in una sontuosa sala settecentesca, dove egli vede se stesso via via più vecchio, finché, in punto di morte, tenta di toccare il monolito di fronte al suo letto. Sul letto compare un feto che si dirige verso la Terra.

"Non ricordo nessun film di Stanley Kubrick che uscì senza creare controversie […] poi passano dieci anni e sono tutti dei classici." La considerazione del regista Sydney Pollack (nonché attore di Kubrick in Eyes Wide Shut) rispecchia bene la ricorrente sorte delle opere kubrickiane alla loro uscita nelle sale, da Orizzonti di gloria a Eyes Wide Shut. Il regista del Bronx divise sempre sia critica che pubblico con, forse, la sola eccezione di Shining. 2001, oggi indiscusso capolavoro e pietra miliare, non solo del cinema science fiction, ma del cinema tout court, non ebbe una ricezione immediata, né da una parte della critica né da quella fascia di pubblico ancora legato alla "Vecchia Hollywood". Christiane, moglie del regista, ricorda come alla prima di 2001, il 2 aprile 1968, la maggior parte dei dirigenti della MGM se ne andò durante la proiezione, e la stessa cosa fecero molti tra gli spettatori "meno giovani"; il presidente della compagnia di distribuzione addirittura affermò "Questa è la fine di Stanley Kubrick". Le accuse più dure vennero in particolare dalla critica newyorkese: Pauline Kael scrisse "E' possibile un'opera d'arte se la pseudoscienza e la tecnologia filmica diventano, nella visione dell'artista, più importanti dell'uomo? […] Sebbene, forse, l'intento del regista fosse diverso, 2001 sancisce la fine dell'uomo! […] E' il più dilettantistico di tutti i film di Kubrick, il più gloriosamente ridondante film di tutti i tempi". Altre note voci della stampa come Renata Adler del "New York Times", John Simon del "New Leader" e Judith Crist del "New York Magazine" all'unisono chiedono l'esclusione del film dalla categoria delle opere d'arte, in quanto noioso, pretenzioso e troppo lungo. In Italia il film fu aspramente stroncato: Moravia lo considerava un semplice prodotto commerciale; Piergiorgio Bellocchio su "Ombre Rosse" lanciò all'opera l'accusa di essere politicamente reazionaria. Eppure già a partire dal giorno dopo la prima a New York iniziarono a farsi sentire forti e tenaci le ovazioni, le voci entusiaste e il grido al capolavoro da parte del pubblico più giovane, dei nuovi cineasti e anche di una consistente fetta di critica. Le sale erano ovunque sempre più gremite e film si avviava a diventare il campione d'incassi assoluto nella storia della MGM. E sempre più numerosi furono i ripensamenti e la revisione delle proprie posizioni. La critica italiana, grazie ad una nuova generazione di critici (Ghezzi, Toffetti), rivalutò profondamente l'opera kubrickiana. Woody Allen ammise di aver compreso quanto il film fosse sensazionale e quanto il regista fosse molto più "avanti" di lui solo alla terza visione, dopo anni. Il futuro regista Spielberg già alla prima visione ebbe la sensazione che con 2001 "la forma del cinema era stata cambiata, per sempre. Non era un documentario, non era un dramma e nemmeno fantascienza in senso stretto. Era piuttosto un'eventualità della scienza". Kubrick era già noto per la sua originalità e la sua maniacale precisione nel seguire tutta la genesi dei suoi film. Non curava solo la regia, la sceneggiatura e la produzione (nel 1956 fondò con James B. Harris la Harris-Kubrick Picture Corporation, dal 1964 con Il dottor Stranamore iniziò a produrre in proprio), ma controllava personalmente i costumi, sceglieva le musiche, di fatto era lui il direttore della fotografia, e in 2001 fu direttore degli effetti speciali, vincendo per essi l'unico Oscar della sua carriera. Ryan O' Neal dichiarò "La vera star di un film di Stanley Kubrick è Stanley Kubrick".
A partire da 2001 va rafforzandosi l'idea di Kubrick come genio perfezionista, enigmatico e addirittura filosofo. Ma di cosa parla 2001: Odissea nello spazio? Moltissimo si è già scritto, moltissimo ancora si scriverà, se è vero (ed è vero) che ad ogni visione lo spettatore può riuscire a cogliere sempre un particolare ulteriore, una diversa suggestione visiva, e giungere ad una più profonda e, cosa fondamentale, personale opinione sull'opera. Ecco, la Visione e la Suggestione Visiva, l'Esperienza Personale. Li ho volutamente scritti in maiuscolo, poiché essi, pur non essendo affatto gli unici, costituiscono temi e linee guida di 2001. E da essi possiamo partire.
Kubrick era sempre restio a spiegare cosa significasse questa o quella scena o quale fosse il messaggio addirittura metafisico di 2001 (perché, come si vedrà, l'idea di Dio o di divinità è centrale nel film); detestava le domande "concettuali", a tal proposito in una celebre intervista a "Playboy" disse "Non è un messaggio che intendo esprimere a parole, né oggi né mai. 2001 è un'esperienza non verbale […] Ho cercato di creare un'esperienza in tutto e per tutto visiva, che oltrepassi le categorizzazioni verbali e penetri direttamente nel subconscio con un contenuto emotivo e filosofico". 2001 ha operato una svolta nella "storia dello sguardo". Come ben dice Sandro Bernardi, "L'occhio dello spettatore tradizionale era abituato a un tipo di cinema del tutto differente, in cui l'atto del guardare le immagini era ben poco importante rispetto all'atto del comprendere la storia e i personaggi"; il principio per cui un'inquadratura doveva durare solo il tempo necessario a passare all'inquadratura successiva era tipico del cinema classico, "dove il cinema era uno strumento usato per raccontare più che per mostrare. Il film di Kubrick esigeva un diverso rapporto con lo spettatore, contrapponeva alla lettura delle inquadrature la visione come esperienza e come atto determinante". Kubrick in questo senso non era un innovatore, sperimentazioni di questo tipo erano state adottate già negli anni Venti con l'Espressionismo e il Surrealismo francesi (che tuttavia si auto-riservavano ad un pubblico di élite). Ma applicare quest'idea di cinema al cinema di fantascienza era davvero una rivoluzione: la pura contemplazione dell'immensità, e del silenzio (punto su cui tornerò), dell'universo per oltre 100' di totale assenza di dialoghi era un vero attacco alla sensibilità assolutamente impreparata dello spettatore. E' certamente vero che nel 1963 c'era stato La Jetee di Chris Marker (storia perturbante con finale "a sorpresa" raccontata per fotogrammi fissi) e nel 1965 Alphaville di Godard; ma La Jetee era un mediometraggio e Godard, in linea con il gusto per la fantascienza riflessiva e spettacolarmente sobria, tipico delle tendenze europee di quegli anni, non era riuscito ad unire temi profondi, filosofici appunto, e spettacolarità hollywoodiana. Riprendendo ancora Bernardi, "la colpa di Kubrick consisteva nel […] recuperare modi di rappresentazione tipici delle avanguardie, rimanendo dentro il sistema della narrazione classica". Gli effetti speciali fecero un salto quantico nell'industria cinematografica. Non dimentichiamo che era il 1968, la collaborazione tra Kubrick e Clarke era iniziata nel 1964, le riprese erano partite l'anno successivo e l'uomo sbarcò sulla Luna nel 1969: nessuno aveva ancora un'idea precisa di come potesse apparire la Terra, e gli altri pianeti, dallo spazio. Kubrick, a quanto pare, sì. Tutto era frutto dell'immaginazione, ma il regista, come afferma Anthony Frewin, suo assistente, aveva idee molto ferme e precise su come illuminare i modellini delle astronavi, i colori da dare alla Terra, alla Luna, la scrupolosa attenzione al minimo dettaglio visivo: questo non era mai stato visto prima. La famosa sequenza trip della "porta delle stelle" consisteva in un'evoluzione di un esperimento di un fotografo: egli esplorava l'idea di elevati tempi di posa, lasciando l'otturatore della macchina aperto e spostando vari generi di figure di fronte alla cinepresa per la scansione di blocchi di colore e oggetti sulla pellicola. L'effetto era innovativo ma piatto e bidimensionale. Kubrick lo rese tridimensionale, lungo l'asse Z, creando una delle sequenze più meravigliose ed enigmatiche della storia del cinema. A quale scopo? Se c'è una cosa di cui si può esser certi è che Kubrick non lasciava mai niente al caso. Come avrebbe reagito il singolo spettatore di fronte alla rappresentazione dell'Alba dell'Uomo in un film di fantascienza? Come avrebbe reagito di fronte alla Visione di quell'anonimo e misterioso monolito nero? Come avrebbe reagito nel vedersi catapultato in altre dimensioni e altri universi paralleli? Quale sarebbe stata la sua reazione all'ultima celeberrima inquadratura? E infine gli eterni interrogativi: cosa rappresenta il monolito? Qual è il significato di 2001? Kubrick, per usare un'espressione cara a Barry Lyndon, ci ha fornito un "quadro", volutamente privo di spiegazioni: " spiegare una sinfonia di Beethoven equivarrebbe a infiacchirla, erigendo una barriera artificiale tra concetto e comprensione […] quanto apprezzeremmo oggi la Gioconda se Leonardo avesse scritto in fondo alla tela " Questa donna ha un sorriso accennato perché ha i denti marci / perché nasconde un segreto al suo innamorato"? […] Tracciare per 2001 un percorso verbale ideale obbligherebbe lo spettatore a seguirlo, pena il timore di non aver capito il film. Non voglio che questo succeda a 2001". Le parole provocatorie e sincere di Kubrick valgono più delle elucubrazioni di qualsiasi critico. L'opera omnia di Stanley Kubrick può essere vista anche come una profonda e ininterrotta ricerca sulla natura stessa del cinema, Arte capace, al pari della musica e della pittura, di andare oltre la parola, di dare corpo e anima a qualsiasi concetto astratto. Non è un caso dunque che in Barry Lyndon le tre arti suddette convivano in perfetta armonia. O si pensi al connubio indissolubile che, proprio a partire da 2001, avrà il cinema kubrickiano con la musica, specialmente classica. "Qualsiasi cosa pensata può essere filmata", soleva dire lo scacchista del cinema. Questo è assolutamente evidente in 2001. Che il monolito rappresenti "La Ragione" o un'immortale forza aliena superiore per intelligenza e potenza all'Uomo, dominatore (neanche tanto bravo) del suo minuscolo pianeta, presuntuosa e ignorante nullità nell'Universo inconoscibile e infinito, o Dio stesso, chiave per accedere alla comprensione di tutti i misteri, in primis il mistero della vita, è poca cosa rispetto allo scoprire che tutte queste possibilità sono valide. Ed è proprio per questo se ancor oggi, a distanza di 44 anni, siamo ancora qui, critici, intellettuali e pubblico comune, a dibattere, rinvigoriti ad ogni Visione, su quest'opera d'arte contemporanea, ognuno con la Sua Esperienza. Il messaggio è il mezzo. Quando la gente gli chiedeva "Come ti va, Stanley?" lui rispondeva "Li abbindolo ancora".
In questo quadro tuttavia, come conclude Bernardi, sembra che Kubrick un indizio esplicito l'abbia dato: l'occhio. Cioè l'organo che ci guida nella Visione. Se questo è un film anche sull'atto del vedere, molto sarà dedicato all'immagine dell'occhio o a una sua rappresentazione. Si inizia con gli occhi quasi fluorescenti del ghepardo e della spaventata scimmia/uomo alla prima apparizione del monolito; si procede con la scimmia che guarda il monolito allineato con la Luna e il Sole, e apprende l'uso dell'osso come arma; eccoci nello spazio dove tutto è in orbita, tutto ruota, tutto è tondo: una delle prime astronavi che vediamo consta essenzialmente di due cerchi uniti da un cilindro. Sono cerchi che ruotando formano altri cerchi, e il cerchio rimanda all'occhio: tutto è un occhio che guarda e viene guardato. Si prosegue con gli interni delle astronavi, le porte circolari o ellittiche, e sulla loro soglia c'è un umano che, per assenza di gravità, ruota, ma prima di tutto vede. La Discovery ha una testa/prua e "occhi" luminosi per vedere nel buio spaziale; perfino la navicella di Poole è dotata di occhi, che assumono un aspetto quasi minaccioso quando le sue braccia meccaniche diventano strumento di morte nelle mani di HAL. Infine "l'occhio" di HAL, che tutto vede, tutto conosce, tutto controlla, e la pupilla di Bowman, passivamente proiettata alla Visione dei misteri della vita, del tempo, dell'infinito. Al termine della sua Odissea Bowman è pronto per far ritorno sulla Terra come uomo nuovo. Il feto, guardando in macchina, è come se ci passasse il testimone, lasciando a noi, uomini nuovi, il compito di guardare a nostra volta all'universo con occhi diversi.
La poetica dello sguardo di Kubrick proseguirà nei film successivi: la prima inquadratura di Arancia Meccanica è il volto di Alex che ci guarda beffardo, pronto a scatenare la sua ultra-violenza; Alex ordina allo scrittore Alexander (suo alter-ego) di "guardare bene" mentre gli violenta la moglie; durante la cura Lodovico sarà Alex ad esser costretto a guardare la violenza. Nella prima sequenza di Shining guardiamo dall'alto l'automobile di Jack dirigersi verso l'albergo; successivamente è Jack a guardare dall'alto il modello del labirinto, nel quale ci sono i "modellini" di Wendy e Danny che camminano, vittime inconsapevoli di una presenza "aliena" che incombe minacciosa su di loro dall'alto, dallo spazio; e il tutto si svolge in un hotel chiamato "Overlook". I personaggi guardano, sono guardati da altri personaggi e obbligano noi spettatori a guardare e, chissà, forse a sospettare di essere guardati. Non è un caso dunque che l'ultima, altrettanto enigmatica, opera di Stanley Kubrick si chiami Eyes Wide Shut.
Si dice sovente che non c'è modo migliore per vivere un'esperienza nuova del viaggiare. E infatti un altro modo di guardare all'opera kubrickiana è partire dal suo titolo: un'Odissea nello spazio. Un viaggio mitico, epico, dunque, dove un Ulisse assetato di conoscenza e deciso a varcare le colonne d'Ercole, confine del mondo conosciuto, si lancia nel suo "folle volo" verso "Giove e oltre l'infinito". Quest'introduzione non è da prendere alla lettera, essendoci evidenti differenze tra l'Odissea omerica, dantesca e kubrickiana. Ripercorriamo le tappe del film. Il viaggio, nel tempo e nello spazio, inizia con l'alba dell'umanità; quindi dobbiamo già distinguere tra l'Odissea di Bowman (non ancora cominciata) e la nostra Odissea, di noi uomini e spettatori. L'evoluzione ha il suo punto di svolta con la comparsa del monolito, sul quale si sono già spese parole circa il suo possibile significato, ma si può aggiungere un'ultima considerazione antropologica: che lo si veda orizzontale o verticale può ricordare una lapide. Gli antropologi fanno coincidere la nascita dell'uomo con le prime pratiche di sepoltura, con l'occultamento, il rispetto e la celebrazione dei propri morti. La nascita della religione, o quanto meno il riconoscimento (allo stato embrionale) di un mistero mistico che avvolge la vita, sarebbe il vero salto dalla scimmia all'uomo. Il monolito scompare, la clava è usata per uccidere un altro uomo: la scimmia/uomo si crede dominatrice incontrastata della natura, orgogliosa lancia la clava in direzione del suo prossimo obiettivo. Con un'ellissi tra le più famose della storia del cinema, eccoci nello spazio. L'espediente tecnico dell'ellissi ci consente di riflettere ancora sulla potenzialità del mezzo cinematografico: abbiamo fatto un salto temporale di 4 milioni di anni, non l'abbiamo "visto", ma, seppur con un certo stupore, l'abbiamo compreso. La clava è diventata un'astronave, il nuovo strumento di conoscenza a disposizione dell'uomo. Per secoli luogo di esplorazione e meraviglia dell'uomo è stato l'Oceano, il mezzo per esplorarlo la nave e, da ultimo, il sottomarino. Ora, nel 2001, ci sono l'universo e le astronavi. L'uomo si sente già presuntuosamente padrone di esso, pur non dominandolo, allo stesso modo in cui era convinto di poter dominare la Terra. Curioso è il dialogo tra il dott. Floyd e la dottoressa, in cui quest'ultima afferma di non aver ancora visto New York. Ora ha inizio l'Odissea di Bowman e procede parallela alla nostra: egli è un Ulisse atipico (forse tipico per l'anno 2001), è intelligente come l'eroe omerico, ma non si basa da subito sul proprio intelletto, si affida alle macchine, prodotto del suo intelletto. Dipende in particolare da HAL 9000, emblema del trionfo della macchina sull'essere umano. Si insiste molto sull'infallibilità di HAL e sulla sua capacità di provare emozioni umane; sono distintamente percepibili nel tono della sua voce l'orgoglio, il sospetto, la curiosità. Il computer non è infallibile, commette un errore, ma come ribadisce egli stesso "se c'è un errore è umano". Infatti scopriamo che egli è stato programmato col compito di sapere, e al tempo stesso tenere celato, lo scopo della "missione Giove". HAL nasce con la menzogna, caratteristica esclusivamente umana, quanto basta per mandare in crisi il suo sistema binario: è in grado di mentire e contemporaneamente non è capace di gestire questa sua umanità col suo essere macchina. La crisi della ragione di HAL è contenuta, con un autentico colpo di genio, nel suo stesso nome: HAL = Heuristic ALgorithm. Per definizione nessun algoritmo può essere euristico. HAL nasce col fallimento incorporato (Errare Humanum Est) e la paura di morire accende il suo senso di sopravvivenza, servendosi della navicella di Poole come la scimmia 4 milioni di anni prima si era servita della clava. Ultima nota sul super calcolatore: il suo occhio tondo è inserito in un rettangolo nero che, oltre a farci ricordare la forma dei nostri attuali PC, rimanda al monolito. A questo punto interviene l'Uomo Bowman. Coraggiosamente riesce a rientrare nell'astronave e a disattivare (una morte "giusta") HAL; qualora ci fossero ancora dubbi sulla sua umanità, essi vengono definitivamente fugati in questa memorabile sequenza: HAL regredisce progressivamente a uno stadio infantile, canta "Girogirotondo" (giro intorno al mondo, cioè in orbita), e lentamente "si spegne". Ne è consapevole, ripete ossessivamente "Lo sento! Ho paura". Bowman, benché pure lui per senso di sopravvivenza, ha ristabilito il dominio "sano" dell'uomo sulla macchina, ed ecco apparire il monolito: ora è inconsapevolmente pronto, e noi con lui, ad iniziare l'ultimo viaggio, oltre l'infinito. A differenza del passaggio Preistoria-2001, qui noi vediamo e viviamo con autentico shock (stupore è dir poco), assieme all'astronauta, questo passaggio spazio-temporale, ma non sappiamo quanto è durato, se 15' o un'intera vita o forse di più. L'impressione è personale. Che lo spettatore ci abbia visto indistinte masse di colore o una stupefacente ipotesi di nascita di nuove galassie e nuove forme di vita, è ancora una volta secondario rispetto alla possibilità stessa di averlo potuto vedere e vivere. Einstein sosteneva che la velocità della luce non si può superare, forse qui Kubrick l'ha superata e noi, come HAL, "lo sentiamo". Alla fine del "folle volo" Bowman/Ulisse dantesco muore, ma ritorna ("Eterno Ritorno" nietzschiano) sulla Terra/Itaca come Homo Novus, o come Dante al termine del suo viaggio mistico nei tre Regni, dove, specialmente negli ultimi attimi non misurabili, ha compreso, in comunione col Tutto, il mistero della vita e della Trinità divina (il "bambino delle stelle", Super Uomo nietzschiano, accompagnato dalla trionfale Also Sprach Zarathustra).
Guardando infine al cinema di fantascienza e al fantastico nel cinema, 2001 costituisce anche un contenitore di tutti gli ingredienti base del genere: il lontano futuro, il viaggio interplanetario, l'intelligenza artificiale, l'attraversamento dello spazio/tempo, l'entità sconosciuta (il monolite). Inoltre, se il fantastico scorre lungo la linea della "presunzione di realtà" che separa il possibile dall'impossibile/meraviglioso, 2001 ingloba tutte queste tre superfici: l'Alba dell'Uomo (realtà), lo spazio, Clavius e HAL (fantastico, cioè impossibile nel 1968 ma empiricamente contiguo, ergo potenzialmente possibile in un futuro, ergo "perturbante"), "la porta delle stelle" (impossibile/meraviglioso). L'opera di Stanley Kubrick ha inaugurato la fantascienza moderna, mantenendo un fascino e un mistero inalterato che si fatica a trovare in moltissimi film posteriori, poiché è forse il solo film che sia riuscito a farci vedere davvero l'inconoscibilità dell'universo, a evocare la nostra soggezione nei suoi confronti (e in ciò ha contribuito non poco il rivoluzionario uso della musica e della contrapposizione musica-silenzio) e, in definitiva, a rendere possibile ciò che è destinato a rimanere impossibile e meraviglioso. Grazie al Cinema.

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Ultima risposta 31/10/2012 22.05.07
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f.amadori  @  18/10/2012 23:23:36
   7 / 10
Per poterlo vedere tutto in una volta sola, bisogna essere perfettamente riposati, altrimenti il rischio abbiocco è inevitabile.
Forse per questo che non sono riuscito a goderne appieno

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  16/10/2012 23:22:59
   10 / 10
E' mattino, il capotribù ci sveglia con i grugniti che caratterizzano la nostra specie, non abbiamo il dono della parola, siamo ricoperti di peli che ci proteggono dal freddo degli inverni e quotidianamente dobbiamo lottare, per conquistare la nostra razione d'acqua dall' unica fonte disponibile, non solo con altri esseri come noi ma anche con esseri feroci che camminano su quattro zampe, ogni giorno uno di noi viene abbattuto e trasformato in pasto, ci sono anche altri esseri che camminano su quattro zampe ma sono pacifici ed anche loro subiscono la ferocia degli esseri dominanti, qualcosa mi fa capire che c'è una legge naturale che regola questi accadimenti. Mi rendo conto ora che il capotribù ci ha svegliati perché c'è un elemento diverso da quelli che normalmente circondano la nostra vita, un qualcosa con forme e colori mai visti prima e che, come tutto ciò che è diverso, attira la nostra attenzione. Ci avviciniamo per toccarlo con le nostre primordiali dita, ai suoi piedi c'è lo scheletro di uno degli esseri pacifici, un mucchio di ossa, quello più grande e pesante viene afferrato dal nostro capotribù, il quale comincia a batterlo violentemente sulla carcassa dell'essere pacifico, è un gesto ai miei occhi nuovo, un gesto che mi fa pensare che la legge che regola gli accadimenti della nostra esistenza è in pericolo, quel gesto cambierà la nostra vita insieme all'osso che, scagliato con forza, vola alto sopra la testa del capotribù seguìto da un suo urlo di trionfo, la mia mente mediocre sente che sta per accadere qualcosa di straordinario, penetro all'interno di quell'oggetto, fondo la mia materia con la sua, devo sapere, partecipo alla parabola, sempre più in alto, comincio il mio viaggio verso la conoscenza, al di fuori del tempo, abbandono l'essere primitivo che era in me e scalo la vetta del sapere, ora mi trovo all'interno di una tuta spaziale, sono un uomo, un astronauta, ed intorno solo lo spazio infinito, sto partecipando ad una missione, insieme a me un altro astronauta e tre scienziati in ibernazione, in realtà nessuno di noi è al comando, siamo sotto il controllo di un computer, HAL 9000, creato da noi uomini, perfetto, infallibile. Adesso da dietro l'occhio del computer arriva la sua voce, sta dicendo che presto ci sarà un guasto all'antenna radio della navicella, usciamo a controllare e risulta che HAL è in errore, colui che è impossibile che sbagli ha sbagliato, non possiamo più fidarci di lui, va disattivato.
E' successo qualcosa, la perfezione è un' utopia, nulla è perfetto, non lo era quando ero uno stupido essere primordiale che lottava per conquistare una pozza d'acqua e non lo è adesso che sono uno scienziato e sono passati milioni di anni da quando è apparso quel monolito vicino la fonte contesa, lo stesso monolito che ora mi ritrovo di fronte, mentre sono steso su questo letto, vecchio e stanco, morente. Lo vedo, ritto in tutta la sua misteriosa essenza e cerco di toccarlo, perché questo monolito è la risposta, è il senso della vita, è la ragione per cui ora mi trovo qui, ritornato feto, a chiudere il cerchio.
Cosa scrivere adesso? Cosa non è stato già scritto di questa opera senza tempo capace di rivoluzionare un genere da sempre ostile alla critica, quello della fantascienza, fino a quel momento oggetto prevalentemente dei sogni di bambino: l'extraterrestre, il mostro alieno o il disco volante? 2001 è quanto di più bello possa aver regalato il cinema a tutti gli appassionati, un salto fantastico tra il mistero della comparsa dell'uomo sulla Terra e il mistero dell' Universo. Che cosa va a cercare l'uomo nello spazio? Altre forme di vita? Può soltanto immaginarle, al massimo umanizzarle, renderle il più possibile simili a noi, come Kubrick umanizza il computer di bordo HAL 9000, una macchina pensante in grado di interagire con l'uomo con il quale scambia emozioni al punto di arrivare ad uno scambio anche d'identità, la "paura" del computer fa da contraltare all'agghiacciante freddezza di Dave, un ribaltamento dei ruoli entrato di prepotenza nell'immaginario collettivo di qualsiasi appassionato di cinema. Questa umanizzazione della macchina le consente di avere, oltre alle emozioni positive comode all'uomo, emozioni anche negative in conflitto con i desideri dell'uomo, è così che si arriva all'omicidio non convenzionale più famoso della storia del cinema fantascientifico.
L'approfondimento filosofico abbinato ad una accurata ricerca sperimentale e ad una rigorosa ricerca figurativa (effetti speciali ineguagliabili all'epoca insieme alle straordinarie geometrie delle forme) fanno di 2001 un autentico capolavoro, senza fare menzione della colonna sonora, per quanto se ne è già parlato. La perplessità dei critici di fronte alla lentezza dei passaggi tra un dialogo e l'altro, (i due terzi del film è fatto esclusivamente di immagini) è stata spazzata subito via dall'enorme successo del pubblico, meritevole, per una volta, di aver ribaltato l'opinione dei più illustri esperti del settore dell'epoca.

kubrik95  @  14/10/2012 13:18:21
   10 / 10
sicuramente tra i miei film preferiti, un emerito capolavoro

marfsime  @  11/09/2012 16:56:41
   7½ / 10
Tecnicamente sublime..regia pressochè perfetta..significato profondo della pellicola lasciato (almeno in parte) all'opinione dello spettatore. Sarò però sincero..di Kubrick ho apprezzato decisamente di più altre pellicole..tuttavia non si può non riconoscere un voto comunque alto per quest'opera indubbiamente profonda e ricca di significati.

SuperLoLz  @  22/08/2012 11:39:38
   10 / 10
Credevo che Arancia Meccanica fosse insuperabile,eppure mi devo ricredere. Questo non è un film,è un opera d'arte dove tutto è perfetto,mi ha immerso così tanto nella visione che nell'ultima parte

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER credevo che il viaggio lo stassi facendo io, e una volta finito,anche io ero sconvolto come lui. Inoltre il film è pieno di messaggi e di scene enigmatiche che vanno capite,soprattutto la scena finale.

speXia  @  21/08/2012 23:41:02
   8½ / 10
La parola giusta per questo film è "immenso". 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO è un viaggio contorto, mistico e colorato, una bellissima esperienza visiva e, perchè no, anche spirituale.
Gli effetti speciali sono mostruosamente belli, tant'è che quand'ho letto la data di uscita mi sono spaventato. Davvero, sembra impossibile che, con i suoi ambienti spaziali, le magnifiche astronavi e i loro interni, ODISSEA NELLO SPAZIO non sia nemmeno degli anni '70. Ottima anche la regia, la fotografia studiata alla perfezione e le musiche di sottofondo.

L'unica pecca del film sono un certo numero di luuunghe inquadrature, davvero sproporzionatamente lunghe, che dopo un po', per quando belle, stufano.

Ed è anche un grosso peccato, davvero, che un film con dei messaggi di fondo così affascinanti, sia anche così difficile da comprendere e interpretare.

Ma, infondo, "il naufragar mi è dolce in questo mare", e lasciarsi cullare dai colori e dalle musiche di ODISSEA NELLO SPAZIO è piacevolissimo.

Da vedere, sicuramente. I miei film preferiti di Kubrick però rimangono quelli futuri, quelli con delle storie vere e proprie, comprensibili e di grande impatto emotivo.

Clint Eastwood  @  21/08/2012 19:23:46
   9 / 10
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO è un film perfetto, ma personalmente non bado alla perfezione. Kubrick un genio.

nyc93  @  21/08/2012 18:49:08
   1 / 10
Visto oggi e non mi è piaciuto per niente, magari hai tempi in cui è stato prodotto poteva essere anche un capolavoro, ma adesso assolutamente no.

9 risposte al commento
Ultima risposta 30/10/2017 19.50.21
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Gabo Viola  @  09/08/2012 01:19:43
   10 / 10
Vorresti che il viaggio non finisse mai

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