the elephant man regia di David Lynch Gran Bretagna 1980
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the elephant man (1980)

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locandina del film THE ELEPHANT MAN

Titolo Originale: THE ELEPHANT MAN

RegiaDavid Lynch

InterpretiAnthony Hopkins, Anne Bancroft, John Hurt, John Gielgud, Wendy Hiller, Freddie Jones

Durata: h 2,05
NazionalitàGran Bretagna 1980
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1980

•  Altri film di David Lynch

Trama del film The elephant man

John Merrick, con il cranio orrendamente deformato a causa di una malattia, Ŕ usato come attrazione in un circo. Viene salvato da un medico che lo introduce nella Londra vittoriana, dove la sua situazione di "diverso" non cambia...

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Voto Visitatori:   8,79 / 10 (318 voti)8,79Grafico
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Voti e commenti su The elephant man, 318 opinioni inserite

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stratoZ  @  26/02/2024 12:58:52
   8 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Dopo l'incubo pulsante di Eraserhead, shockante esordio dell'autore, Lynch si concede un film su commissione, molto più sobrio e lineare del precedente ma in generale anche di quella parte di filmografia per cui diventerà celebre in futuro, "The Elephant Man" è una biografia a sfondo antropologico molto abile nell'analizzare la società vittoriana e scuotere la coscienza dello spettatore con una forte compassione e un'empatia enorme.

Il film racconta la storia di John Merrick, uomo gravemente deforme a causa di questa malattia degenerativa prima a lavoro come freak e successivamente accolto in una stanza di ospedale grazie al dottor Treves.
Ciò che colpisce della rappresentazione che mette in atto Lynch è l'analisi socioantropologica mostrata da un doppio punto di vista, quello del protagonista stesso e quello della società che gli ruota attorno.
Mi spiego meglio: l'evoluzione del personaggio di Merrick è abbastanza basilare e di per sé nulla di così nuovo nel contesto del biopic, tuttavia il film tende a concentrarsi su quello che è il contesto: avendo vissuto sempre con persone che lo maltrattavano il nostro protagonista ha come una barriera davanti che lo blocca continuamente, è impaurito da tutto perché probabilmente in passato ogni sua azione ha portato a brutte reazioni da parte degli interlocutori, tanto dall'essere bloccato semplicemente nel dire "Sì" la prima volta che il dottor Treves prova a parlargli. E' il contesto amichevole che Treves costruirà attorno a lui che permetterà la fioritura di Merrick come persona, instillerà in lui la voglia di scrivere, disegnare, dire la sua, addirittura arrivare ad assistere ad uno spettacolo teatrale ed essere trattato con rispetto, cosa utopica all'inizio del film in cui era trattato al livello delle bestie, tanto che la persona che lo aveva in "cura" si identificava come il padrone. Il processo di fiducia, autodeterminazione e consapevolezza restituirà una dignità umana al personaggio, lo renderà capace di esprimersi ed intrattenere rapporti sociali, lo renderà autosufficiente, per quanto fisicamente possibile, andando ad interrompere quello che considero un incantesimo sociale, per il quale fino a quel momento essendo stato trattato da bestia, si considerava una bestia lui stesso, diventandolo davvero per abitudine nel momento in cui il meccanismo di autodifesa lo annullava come essere umano.

D'altro canto c'è anche una forte denuncia dell'ipocrisia di quel contesto, ma anche una forte dimostrazione della cattiveria, mostrata dai soprusi che Merrick si ritrova a subire, ce ne sono parecchie di scene al riguardo, dal grottesco quanto evocativo ballo che le persone infiltrate nella sua camera gli fanno fare per colpa del custode, alla scena della stazione con quel dialogo struggente che rimane impresso nella mente dello spettatore: "I am not an elephant! I am not an animal! I am a human being! I... am... a man!"
E poi ci sono quei meccanismi atti a smascherare la meschinità umana e l'ipocrisia, che per me oltre alla grande vena empatica che si prova nei confronti del protagonista sono quelli che danno struggevolezza ma soprattutto una forte disillusione al film, basti guardare la scena della lettera della Regina Vittoria in cui uno dei medici è fermamente contrario a tenere Merrick in ospedale, come viene convinto dalla lettera di una persona sopra di lui nella catena dello status, questa scena mostra egregiamente il condizionamento sociale e allo stesso tempo il diverso peso che si tende a dare ad una persona rispetto ad un'altra.
Lo stesso Treves, che probabilmente è il personaggio più positivo del film, inizialmente è interessato a Merrick per interessi personali e professionali.

Lynch mette in scena un'Inghilterra vittoriana lontana dalle solite rappresentazioni romanzate, eleganti e tipicamente borghesi, con delle ambientazioni sporche e degradate e una componente visiva un po' vetusta che ricorda molto le foto d'epoca, con quei neri un po' sporchi e poco contrasto, la regia è elegante e mai invadente, regala spesso primi piani carichi di emozione, alcuni indimenticabili, basti vedere le lacrimucce sul volto di Hopkins la prima volta che incontra l'uomo elefante di presenza, ma anche le stesse lacrime di Merrick quando viene trattato bene per la prima volta da una donna, roba che ti scioglie proprio il cuore.
Of course, David non ne può fare a meno e si concede due sequenze in croce, ma pur sempre se le concede, di visioni surreali, con l'incipit simbolico della donna calpestata dall'elefante una visione febbrile e oscura che anticipa la sofferenza di un film tanto duro quanto emozionante, non lo metto tra i miei preferiti di Lynch perché la tripletta "Eraserhead", "Lost highway" e "Mulholland drive" è irraggiungibile, ma in ogni caso è una biografia validissima, e quel finale, santo cielo, che magone.

VincVega  @  31/12/2023 13:49:53
   9 / 10
Amo il Lynch surreale e grottesco, ma forse ancor di più quello lineare come "The Elephant Man". Una pellicola struggente, con una messa in scena stupenda ed un bianco e nero splendido. Si cerca la lacrima facile? Non penso, perchè è una storia con una progressione di piccoli eventi ed é un Lynch in grado di emozionare e commuovere come non mai. E anche in un film del genere il regista statunitense riesce a mettere i suoi marchi di fabbrica come qualche momento surreale e onirico (vedi per esempio il prologo). Straordinari sia Hopkins che John Hurt, quest'ultimo in un ruolo tutt'altro che facile perchè riesce a donare una certa umanità a John Merrick, nonostante il pesante trucco.

BigHatLogan91  @  29/08/2022 18:33:51
   8½ / 10
Perla lynchiana.

Lucio 1982  @  07/05/2022 08:28:19
   7½ / 10
Pensavo di averlo già votato ,invece no...
Film molto crudo e nn buonista dove il protagonista viene portato a Londra dal medico che tenterà di fargli cambiare vita e di umanizzarlo ,passatemi il termine...
Le buone intenzioni però si scontrano con la cattiveria della gente che lo trattano da mostro e da diverso...
Buon lavoro di Lynch che gira un film drammatico senza esagerare nel buonismo e nel sentimentale ma anzi calca la mano sulla cattiveria umana che purtroppo è reale e ancora oggi esiste e si manifesta soprattutto nei confronti del diverso,del più debole ...
Voto 7.5

Lucio 1982  @  07/05/2022 08:28:00
   7½ / 10
Pensavo di averlo già votato ,invece no...
Film molto crudo e nn buonista dove il protagonista viene portato a Londra dal medico che tenterà di fargli cambiare vita e di umanizzarlo ,passatemi il termine...
Le buone intenzioni però si scontrano con la cattiveria della gente che lo trattano da mostro e da diverso...
Buon lavoro di Lynch che gira un film drammatico senza esagerare nel buonismo e nel sentimentale ma anzi calca la mano sulla cattiveria umana che purtroppo è reale e ancora oggi esiste e si manifesta soprattutto nei confronti del diverso,del più debole ...
Voto 7.5

DankoCardi  @  15/03/2021 12:46:49
   9½ / 10
Confesso che, conoscendo la storia, ci ho messo un bel pò a trovare il coraggio di vedere questo film ed infatti è stato come me lo aspettavo...un pugno nello stomaco, reso più doloroso dal fatto che si tratta di una storia vera. Paradossalmente prodotto dal comico Mel Brooks, risulta indubbiamente il film più drammatico e patetico (nel senso che commuove) che sia mai stato realizzato. Il visionario Lynch, poi, non perde occasione di filtrare tutto attraverso la sua concezione già deformata e, per trascinarci ulteriormente nel pozzo di angoscia e di tristezza che è questa pellicola, la gira in un cupo e claustrofobico bianco e nero dove all'inizio non ci mostra il "mostro", ma ce lo fà apparire davanti all'improvviso in una scena quasi horror dove l'orrore della cameriera che lo vede è anche il nostro. Poi il povero Joseph (non John) Merrick diventa il centro di ogni inquadratura dimostrando la sua umanità e la sua indole innocua; arriviamo così ad abituarci a lui fino al punto in cui Bytes lo porta al cospetto di sporchi beoni e lerce prostitute ed è lì che Lynch rovescia tutto facendo apparire i "normali" come mostri e l'uomo elefante come il normale. Più che lodevole la coraggiosa interpretazione di John Hurt che, per accentuare il realismo, indossa una maschera realizzata direttamente dal calco del teschio autentico di Merrick. Uno dei primi ruoli rilevanti per il sempre bravo Hopkins.
Difficile vederlo senza piangere.

Alpagueur  @  07/11/2020 14:15:24
   6½ / 10
Uno dei film più deprimenti che abbia mai visto, può rovinare una giornata. "The Elephant Man" parla di un uomo già orribilmente deformato mentre era ancora nel grembo di sua madre. È nato deforme e per questo non è mai stato trattato come un essere umano. L'intero film ruota attorno a quest'uomo deforme che viene scoperto e curato da un medico. Il dottore e i suoi contemporanei si prendono cura dell'uomo deforme durante tutto il film, ma non una volta viene trattato come un normale essere umano. La gentilezza che tutti, tranne pochi, gli mostrano è una sciocchezza di livello superficiale. Il film dovrebbe mostrare come la gentilezza e "l'amore" abbiano cambiato la vita di questo uomo deforme. Questo sarebbe vero se la gentilezza e l'amore fossero stati genuini. Purtroppo non lo erano. A parte è la presenza di Anthony Hopkins, oltre a questo è un film ripugnante, che fa sentire male, fa sentire vuoti e depressi. Non c'è una minima scintilla di delizia in questo film. C'è solo l'indulgenza senza fondo nel bizzarro e nel noir. Questa non è una rappresentazione della miseria umana. Questo è un misero sfruttamento di essa. La linea sottile, dopo la quale questo smette di essere sincero e puro, come avrebbe dovuto essere, e inizia a sguazzare nell'ordura, solo per il proprio divertimento e piacere, viene varcata. L'elefante che ha violentato la donna all'inizio con la sua proboscide è una chiara indicazione che Lynch, almeno in questo caso, era più distorto di quanto fosse appropriato e necessario.

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Lynch non tira tanto le corde del cuore, ma le attacca a un argano pneumatico. La sua mancanza di musica è stata suonata alla perfezione (John Leonard Morris, del New Jersey, che a dire il vero non ha mai composto musiche interessanti, perlomeno per quanto riguarda il genere thriller/horror/dramma), con l'enfasi quasi interamente sulle reazioni degli altri personaggi nei suoi confronti. Sebbene il film sia girato magnificamente e interpretato in modo superbo da tutti gli interessati, la presunta profondità manca. Il "messaggio" che siamo tutti umani, nonostante le apparenze superficiali, non è esattamente di estrema profondità. E ancora una volta Lynch che pesca nel torbido e nel malato per dare una scossa allo spettatore. Tuttavia, nonostante tutto, ritengo "The elephant man" il suo film migliore. Di fatto impreciso storicamente, ma vale la pena guardarlo. Io più di una volta non ci sono riuscito, troppo triste.

Goldust  @  25/06/2018 16:30:35
   8 / 10
Lynch ha saputo trarre dalla vera storia di Jonathan Merrick la sua pellicola più poetica e struggente, fatta di uno sguardo umanissimo e partecipe da una parte ( il medico magistralmente interpretato da Hopkins ) contrapposto alla diffidenza e allo scherno della gente comune dall'altra. Il lento inserimento del reietto John all'interno della vita sociale londinese - fatta di piccoli passi e scoperte quotidiane - colpisce nel segno ed emoziona per il suo carico di grande umanità ( si veda, ad esempio, il commovente incontro tra il protagonista e la Signora Kendal, nonché il primo, vero passo di Merrick verso un'esistenza "normale"). L'andamento lento della vicenda può far storcere il naso a qualcuno o sbadigliare qualcun altro ma non toglie nulla alla portata dell'opera.

Crabbe  @  24/05/2018 23:43:03
   7 / 10
Il Lynch "commerciale", ad ogni modo un buon film drammatico.

Filman  @  12/11/2017 15:12:07
   9 / 10
Decenni dopo i film biografici sarebbero diventati una corsa al consumo delle figure umane appartenenti al passato moderno e rimaste nella coscienza collettiva, ma, prima che il movente romanzesco del biopic sorridesse alle masse, un soggetto come quello di THE ELEPHANT MAN era considerabile di bassa fruibilità nella sua eterogeneità tra dramma europeo e retorica. Ciononostante la ricerca dei buoni sentimenti non ha bisogno dell'ottimismo per raccontare prima di molti altri la paura del diverso e la sua relazione con la società o viceversa, comprendendo l'ossessione per il corpo umano del regista David Lynch e navigando parallelamente in temi altrettanto profondi, non necessariamente sottotraccia, riferiti alle differenze sociali nei diversi ceti, tra ipocrisia borghese e ignoranza sottoproletaria, che convergono in una visione progressista e positivista. Nel denso bianco e nero di questo capolavoro di genere, da accompagnamento per una ricostruzione stuzzicante, la stranezza diventa uno stimolo e una viscerale realtà da accettare, esplorandola, senza dimenticarsi delle emozioni umane che hanno costruito questo commovente formato hollywoodiano.

Mattia100690  @  30/08/2017 14:07:35
   10 / 10
Senz'altro il film più accessibile di David Lynch, anche se a parer mio è quello che permette di catturare la sua poetica e il suo modo di fare cinema in maniera minore.

Colibry88  @  13/07/2017 05:49:16
   9 / 10
Uno straordinario David Lynch. Una storia raccontata con un linguaggio onirico e crudo allo stesso tempo. Favola e cruda realtà. Incubo e sogno convivono e si alternano quasi fondendosi. La pellicola tocca tanti temi importanti; diversità, abbandono, accettazione di sé, pregiudizio e compassione; tutti raccontati con verità e maestria. Ottime le performance del cast, che comprende un interessante Anthony Hopkins, nei panni dell'antitesi del dottor Lecter; suggestive le sequenze oniriche, strazianti quelle più brutali e crudeli. Due visioni dell'umanità messe a confronto. Lynch rende al meglio la contrapposizione tra ignoranza e compassione, paura e fiducia. Film stupendo che ci invita a profonde riflessioni. Da vedere assolutamente.

Mic Hey  @  10/07/2017 15:42:57
   5½ / 10
..E DavidLynch sarebbe un genio ?
Questo famoso film dimostra più anni di quelli che si porta, il tema del "mostro", del "diverso" è trattato con una superficialità e pochezza inspiegabili.. davvero non ci si crede.
Inoltre manca un vero inizio e un vero finale, i flashback sono senza senso, nulla ci viene spiegato sulle origini del "mostro".. insomma una delusione


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arrivaal  @  10/07/2017 03:32:56
   7½ / 10
mi dispiace dare meno della media, ma sinceramente è solo un resoconto di una storia vera
Questi film ti danno un estrema tristezza che ti riconciliano con le cose belle e semplici della vita e fanno piangere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/12/2016 22:30:51
   8 / 10
The Elephant man si colloca a metà strada, cronologicamente parlando, fra lo sperimentalismo estremo di Eraserhead e il fallimento commerciale di Dune. E' un film in cui Lynch si adegua alle esigenze del plot e dei meccanismi più commerciali del cinema senza però snaturare sè stesso e lo dimostra fin da subito nella sequenza iniziale degli elefanti, visionaria e disturbante. Gli stessi personaggi sembrano divisi in maniera lombrosiana, tra i brutti sporchi e cattivi del popolo e la tolleranza più illuminata rappresentata dal Dott. Treves. Tuttavia di fronte alla Mostruosità di Merrick c'è un'ambiguità di comportamento che li accomuna perchè se da una parte Bytes mostrava la bestia per puro guadagno, Treves sfrutta a sua volta Merrick per ambizione professionale, almeno inizialmente. Il merito di questo film è di lasciare comunque una zona d'ombra dove i personaggi si confrontano con l'apparenza mostruosa. Sembra un trionfo il finale con il mostro finalmente accettato, però la società vittoriana del tempo era nota per la propria ipocrisia. Sempre ottimo il lavoro del sonoro di Splet che crea uno splendido sottofondo di un'opera più disturbante e meno buonista di quello che mostra.

sagara89  @  01/01/2016 11:49:49
   9 / 10
Un visionario e onirico Lynch. Storia simbolica e metaforica.
Geniale la scelta dell'uso della pellicola e delle riprese in vecchio stile.

Giovans91  @  28/05/2015 23:55:18
   9 / 10
Non c'è molto da dire e ricamare su questo film, tratto purtroppo da una storia vera. Un capolavoro in tutti i sensi, dove Lynch ha avuto la sensibilità di raccontare una storia terribile attenendosi ai fatti ed evitando eccessi di sorta.
The Elephant man è stato girato interamente in bianco e nero, il che rende più realistica l'ambientazione nella Londra vittoriana. Eccezionale interpretazione di Anthony Hopkins, nei panni del dottor Treves, che spesso si chiede come sia possibile che John sia così buono e gentile, dopo tutte le sofferenze e le umiliazioni che la gente gli ha fatto subire.
John Merrick (l'attore John Hurt) afferma quanto di più vero si possa dire: "La gente ha paura di quello che non conosce".

kingofdarkness  @  10/04/2015 12:05:12
   7 / 10
Il valore dei contenuti non si discute, così come va encomiata la cura estrema per tutto il reparto tecnico del film, dalla regia (atipica per Lynch) alla fotografia alle musiche.
Ho apprezzato molto anche lo stile "teatrale" della narrazione, che rende più soft l'aspetto tragico della vicenda (e della malattia) ma riesce allo steso tempo a limitare quegli inevitabili cali di attenzione a cui lo spettatore è facilmente soggetto durante la visione.
Riguardo la scelta del bianco e nero, acclamata da molti come scelta azzeccatissima, personalmente trovo che non abbia dato questo gran valore aggiunto all'opera se non quello di conferire una maggiore teatralità alla confezione (aspetto che comunque è già ben accentuato sin dall'inizio).

Venendo agli aspetti per così dire "negativi", invece, va segnalato che il ritmo è di una lentezza disarmante e rende la visione piuttosto faticosa (è vero che si tratta di un film impegnato, ma qui si rischia il sonno già dopo mezz'ora), e anche per quanto riguarda il coinvolgimento emotivo nello spettatore, vado contro corrente rispetto alla massa e dico che a mio avviso non è stato fatto un gran lavoro. Infatti io personalmente non sono riuscito ad appassionarmi più di tanto e a provare emozioni forti durante la visione, ma solamente un principio di tristezza e di dispiacere troppo superficiali.
Il che, considerato il tema del film, non va affatto bene. In un lavoro molto più semplice e leggero come "Dietro la maschera" mi sono sentito molto più in empatia con il protagonista (afflitto da una malattia simile).
Mah...non so, forse questo "Elephant Man" non l'ho guardato con l'occhio giusto, fatto sta che non mi ha lasciato molto.

Al 7 ci arrivo, ma non di più.

jake1234  @  09/03/2015 20:43:56
   10 / 10
Capolavoro di Lynch del 1980.
Bianco e nero sublime per un film che ribalta completamente i canoni del genere: l'incontro con il 'mostro non scatena più l'orrore dello spettatore, ma la paura di Merrick di far paura.
Il film è un continuo confronto tra Merrick e gli sguardi degli altri: quelli scientifici dei medici, quelli commiserevoli dell'alta borghesia, quelli crudeli del popolo che continua a definirlo 'freak'.
Meravigliosa regia e ragguardevole trucco per uno dei grandi capolavori del cinema mondiale.

dagon  @  06/03/2015 19:33:48
   9 / 10
Film tutto sommato atipico nella filmografia di Lynch, è, nondimeno, uno dei miei preferiti. Parte dallo stile di "Eraserhead" e lo applica, edulcorandolo, ad una sceneggiatura che ha poco della "follia" del regista. Storia bella e commovente, che non da mai la sensazione di esser manipolativa, con interpretazioni maiuscole da parte di un signor cast che vanta attori del calibro di Hopkins, Hurt, Bancroft, Gielgoud. Ma l'elemento più bello in assoluto è la fotografia in bianco e nero di Freddie Francis. Fattosi le ossa dapprima come regista di film horror della Hammer negli anni '60, e tornato ad essere poi solo direttore della fotografia (sua anche quella del mitico "Suspense" con Deborah Kerr, prima di intraprendere la strada della regia), Francis immerge la pellicola in una atmosfera elegante e tetra al contempo. Il film fu nominato ad 8 Oscar, ma venne poi completamente ignorato in ogni categoria (la fotografia non fu nemmeno candidata, anche se poi Francis vinse il premio dell'associazione dei direttori della fotografia britannici), in una annata che si distinse per parecchie scelte molto opinabili.

3 risposte al commento
Ultima risposta 06/03/2015 20.49.20
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Alex22g  @  06/03/2015 08:10:57
   9½ / 10
Film assurdo e che mi ha davvero preso emotivamente . A fine film ho visionato tutti gli extra e mi sono informato su internet sul vero John Merrick e la sua vera storia (il film gli è abbastanza fedele ma ovviamente il tutto è più romanzato e cinematografico) . Difficilmente una produzione del genere può lasciare indifferenti , inoltre la regia di Lynch,le musiche , il cast e la fotografia sono di altissimo livello come da aspettative. Un film atipico per Lynch ma forse nemmeno più di tanto. Finale perfetto

DogDayAfternoon  @  09/02/2014 15:28:19
   6 / 10
"The elephant man" è un film molto strano per Lynch, nel senso che è fin troppo lineare e tradizionale. Il soggetto è molto interessante e di una carica emotiva importante, ma nonostante tutto nella visione del film non mi sono mai sentito coinvolto né più di tanto toccato, insomma non mi ha fatto provare le emozioni che mi aspettavo da una storia del genere. Giusta l'idea del bianco e nero, ottime anche le interpretazioni di Hopkins e John Hurt, però il film scorre troppo lentamente e in più di un occasione mi ha annoiato. Non credo che lo riguarderò.

clint 85  @  08/01/2014 03:39:01
   6½ / 10
Perfette le interpretazioni e la fotografia. La ricostruzione storica è sublime.
Il film cerca la lacrima facile, la sceneggiatura è eccessivamente lenta e per quanto mi riguarda meno emozionante e coinvolgente di quanto si può dedurre dalla stragrande maggioranza dei commenti.

Tutto sommato discreto, ma NON LO RIVEDREI.

MonkeyIsland  @  29/12/2013 15:11:05
   9 / 10
Una della pellicole più tristi che mi sia mai capitato di visionare, Lynch non risparmia niente allo spettatore e l'angoscia del "mostro" ricade addosso allo spettatore senza mai scivolare nel rischioso territorio del patetismo.
Inutile dire che tecnicamente siamo su livelli esagerati.

3 risposte al commento
Ultima risposta 29/12/2013 15.53.45
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jb333  @  03/12/2013 12:51:44
   9½ / 10
meraviglioso! non serve agiungere altro!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  15/10/2013 02:19:49
   8 / 10
Nella storia del cinema raramente lo spettatore e' stato messo in condizioni di compassione perenne come nel caso di "The Elephant Man", una delle vicende più umane e toccanti mai portate sullo schermo.
Struggente, tragico, e triste... molto molto triste. Preparatevi.
Magnifici Hopkins e Hurt in quello che è senza dubbio uno dei lavori più belli e sinceri di Lynch, regista che farà poi del criptico la sua arma prediletta.
Ottima la scelta del bianco e nero così come l'utilizzo finale della bellissima "Adagio for Strings" (ripresa poi da Oliver Stone come tema principale per "Platoon").

Da vedere almeno una volta nella vita.

1 risposta al commento
Ultima risposta 15/10/2013 12.42.47
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Matteoxr6  @  06/10/2013 02:02:49
   6½ / 10
Mi attengo alla dicitura accanto ai voti esprimibili: "non male, potrebbe essere migliore". Avrei preferito vedere maggiormente approfondito il rapporto società-mostro (diverso). Comunque è un buon film ed è ben recitato.

Charlie Firpo  @  05/10/2013 10:11:03
   10 / 10
CAPOLAVORO assoluto di Lynch, il miglior film che abbia mai girato, ammesso da uno che ha spesso lesinato nel giudicare diversi suoi lavori ma qui in questo caso tanto di cappello perchè siamo al cospetto di un film poetico e di un' impatto visivo potente che riesce a colpire profondamente lo spettatore, uno di quei film che capita raramente di vedere, mi meraviglia il fatto che su 8 nomination non abbia portato a casa nessuna statuetta durante la notte degli oscar... assurdo, ma si sa gli oscar sono una buffonata messa in scena dalle case prodruttrici.

The Elephant Man gode di una regia sublime, di una scenografia stratosferica ricca di dettagli sullo squallidume della vecchia Inghilterra dell' epoca e di una malinconica colonna sonora che gli calza a pennello, a coronare il tutto la grande interpretazione di John Hurt e la presenza eclettica di un giovane Hopkins.

Splendido film da vedere assolutamente.

giraldiro  @  27/09/2013 23:25:05
   8 / 10
Splendida opera biografica realizzata con un notevole tocco di stile.

Imperdibile per chi ama i film drammatici.

Rosario5000  @  24/09/2013 12:14:14
   9½ / 10
Chin non l'ha ancora visto è una CAPRA!!!

chem84  @  28/08/2013 21:55:46
   9½ / 10
L'accoppiata Lynch – Hopkins dà origine a qualcosa di difficilmente dimenticabile.
Uno dei film più "accessibili" del geniale regista, ma non per questo meno valido…anzi.
Quasi sui livelli di "Eraserhead".

saffanu  @  20/08/2013 23:42:47
   9 / 10
Lynch a un passo da Eraserhead conserva le cupe ambientazioni industriali, il sonoro sonico, il mirabile bianco e nero. Questa volta al servizio di una storia lineare, una biografia. La mancanza del senso onirico o del "nonsense" lynchiano può indurre molti a considerare quest'opera lontana dalla cifra stilistica dell'autore, a mio avviso siamo invece di fronte ad una prova esemplare del suo espressionismo. La capacità di scavare nel volto degli attori mostrando reali, fortissime emozioni è il vero dono di questo maestro, qui al suo meglio.

Un film che regala momenti altissimi ed indimenticabili:

You're not an Elephant Man at all.
No, you're a Romeo.

horror83  @  10/08/2013 22:23:26
   6 / 10
questo film mi ha schioccata perchè l'ho visto da bambina! sono rimasta impressionata dalla deformità del protagonista, però nello stesso tempo mi faceva pena! il film è fatto abbastanza bene, il bianco e nero è una cosa che migliora il film, e il messaggio di fondo è molto importante.


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è un film molto drammatico però non è un genere che mi piace! gli dò un 6 politico per le cose positive che ho trovato nel film, però io sono sicurissima che non me lo guarderò mai più perchè mi ha impressionata!
sconsigliato per chi si impressiona facilmente!

vieste84  @  23/02/2013 20:54:57
   7½ / 10
Il film è fatto bene davvero girato in un bianco e nero perfetto. Bravo Hopkins e pure Lynch nel girare questo prodotto su commissione lontano dai suoi canoni deliranti. Il film secondo me è da 8 ma do mezzo voto in meno per l'ipocrisia dei produttori che han modificato alcuni punti della biografia di Merrick per renderla più compassionevole e sfruttando la sua figura per intenerire e per far soldi. Anzi metterei i produttori sullo stesso piano del personaggio di nome Bytes perchè entrambi cercano di far soldi a suo discapito, cambiano i modi ma il principio è sempre quello ahaha

chupas8  @  11/02/2013 23:35:18
   9 / 10
Film drammatico oltre misura. Il diverso e la solita società superficiale e cattiva a confronto, con la bravura di non cadere mai nel banale.
Finale da lacrime e applausi!

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  25/01/2013 00:57:50
   10 / 10
Struggente dramma dello sguardo e della paura e commiserazione del diverso.
Frenando, ma non rinunciando del tutto, alle evocative sequenze surreali che lo hanno più contraddistinto, Lynch asciuga e allo stesso tempo raddoppia l'impatto emotivo di un film che tocca corde profondissime. John Merrick entra in punta di piedi nella società, desideroso di farne parte nonostante le umiliazioni e "la paura di far paura", come nell'inconscio dello spettatore.

Bellissima la regia di Lynch che con uno stile controllatissimo sembra quasi narrarci un sogno del mattino, lontanissimo eppur reale come ogni veglia.

Un'esperienza unica.

Domius  @  07/01/2013 18:59:59
   10 / 10
prof.donhoffman  @  28/11/2012 13:14:34
   9 / 10
Lynch o lo sia ama o lo si odia ...
Io tendo a non odiarlo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Egobrain  @  03/11/2012 02:32:42
   9 / 10
"I'm not an animal.I'm a human being"

L'aberrante condizione che il diverso viveva nel puritanesimo della Londra vittoriana.
Lynch ci riporta indietro nel tempo raccontandoci la vera storia di John Merrick.
Film struggente e a tratti geniale.Trent'anni fa nasceva una pellicola viscerale ed emotiva.Plauso a David Lynch per lo splendore di questo film senza età.

InvictuSteele  @  25/10/2012 22:56:46
   10 / 10
Probabilmente il film più bello della storia. David Lynch è un genio.

ferzbox  @  15/10/2012 12:26:32
   9 / 10
David Linch mostra sul grande schermo un ennesimo film che,come "Freaks" nel 1932,mette in evidenza la difficile lotta tra i"diversi" incompresi ed il resto dell'umanità che si reputa apparentemente "normale"...
Una bellissima pellicola che immerge lo spettatore in uno psicodramma dai risvolti umani sorprendenti,lasciando alla fine della visione una profonda cicatrice riflessiva....
Un film che va assolutamente visto per capire cosa vuol dire far veramente parte dell'umanità e cosa significa vivere.....
Spettacolare....

Invia una mail all'autore del commento DjAlan78  @  27/09/2012 10:57:07
   9½ / 10
Entra di diritto nella top10 delle mie pellicole preferite di sempre. Emozionante e indimenticabile.

GTX33guitar  @  04/07/2012 20:56:28
   9 / 10
film che ti accompagna nella triste e reale esistenza di un uomo abbandonato e maltrattato da tutti a causa di una malformazione al volto..che trova in un medico l'unica speranza di diginità umana..non mi intendo molto di tecniche cinematografiche ma penso che il regista abbia avuto il merito di accompagnarti nella storia senza per forza voler intenerire lo spettatore ma narrando fedelmente una vita che aveva il merito di essere raccontata..

C.Spaulding  @  15/06/2012 09:36:22
   9 / 10
La vera storia di john Merrick un uomo con una rara malattia che gli ha deformato tutto il corpo. Film bellissimo di David Lynch carico di atmosfera che commuove lo spettatore. Nonostante le due ore la pellicola non annoia anzi si lascia seguire tranquillamente fino alla fine. CONSIGLIATO !!!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  13/05/2012 14:12:23
   9 / 10
Inevitabilmente, dopo averlo visto, è entrato a far parte della decade dei miei film preferiti. Sembra una versione più "commovente" di "Freaks", e soprattutto più basata sui "sentimenti". Commovente è il termine giusto, pensate che io, che mai mi sono commosso di fronte a nessun film, qui ci sarei potuto andare molto vicino. Ovviamente il miglior film di Lynch, anche se senza sapere il nome del regista di "The Elephant Man", guardando il lungomentraggio difficilmente si potrebbe capire chi ci fosse stato dietro la macchina da presa. Unici richiami al cinema lynchiano sono i "viaggi onirici" che ci vengono mostrati ogni tanto.
Gran film sotto praticamente tutti i punti di vista, descrive benissimo la società in cui vive il protagonista, la generosità del medico e delle persone più vicine a John (che nella realtà se non sbaglio si chiamava Jacob), eccetera eccetera. Il voto parla da sè.

Kejhill  @  02/05/2012 02:39:37
   9½ / 10
Lynch purtroppo (?) è uno di quei registi che:
1)O li ami
2)O li odi

Personalmente non ho ancor ben capito io, perchè più di un film mi ha fatto sorgere la domanda "Perchè?" osservando il delirio di immagini che ogni volta il nostro ciuffone bianco preferito ci offre, stavolta no, non ho avuto dubbi, questo film è da tramandare ai posteri.

Commozione ai massimi livelli per il trattamento che il povero ragazzo menomato subisce e un applauso enorme per come viene chiusa la vicenda, finale migliore penso non si sarebbe potuto trovare.

Continuo a non capirti ma forse incomincio ad amarti Lynch!

lukef  @  02/05/2012 00:13:33
   10 / 10
Non servono molte parole per descrivere questo film, è semplicemente un capolavoro, tanto sul piano visivo che in tutti gli altri (allegorico, etico.. che dir si voglia). Molto diverso dal repertorio abituale di Lynch: non ci sono enigmi o nastri di Mobius da sciogliere, ma anzi siamo di fronte ad un'opera che nella sua assoluta linearità si rivela incredibilmente emozionante.
Di una delicatezza ed una poesia irraggiungibili.

ValeGo  @  21/02/2012 16:47:26
   9 / 10
Bellissimo e commovente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  17/02/2012 18:17:24
   9 / 10
La musica circense di John Morris illude la serena predisposizione del nostro stato d'animo. Non facciamo in tempo a guardarci intorno, che una foto di donna ci osserva irrisolta. Poi, un branco di elefanti che scalpitano. Il loro barrito è coperto da clangori industriali che ci riportano indietro di qualche anno, al momento dell'uscita di un altro film che dava spazio a un feto gemente. Il timbro di David Lynch non tarda a rivelarsi: embrioni sottovetro, donne barbute e creature guastate ci si parano innanzi, mentre noi diventiamo francobolli incollati alla vicenda.

Cieli troppo anneriti da gigantesche ciminiere non possono essere contemplati a lungo. Il regista pretende che il nostro sguardo si abbassi sulla drammatica realtà di un diverso alle prese con la moderna società. Non un diverso qualsiasi, bensì un mostro, un perfetto freak deforme come forse in natura non ne sono mai esistiti. Eh sì, perché stavolta la storia che ci viene così mirabilmente raccontata è autentica. Il signor John (vero nome Joseph) Merrick ha vissuto nel tardo Ottocento e fu vittima di una terribile anomalia genetica molto simile alla neurofibromatosi.

Ancora una volta l'attenzione di Lynch cade sulle alterazioni fisiche nonché mentali. L'esploratore principe del subconscio umano non poteva lasciarsi sfuggire questa opportunità di indagine registica. E allora eccoci catapultati in un racconto che sfiora leggermente una modulazione orrorifica per poi assumere una connotazione tragica: chi può essere veramente identificato come il diverso della vicenda? Chi il ritardato mentale? La divisione netta tra ordine e irregolarità subisce un crollo istantaneo.

Esigue tracce di responso sono poste alla nostra attenzione: stupide prove di forza fisica, attorniate da risate fragorose, vengono esibite dalla gente comune; illusionistici inviti a pagamento promettono emozioni mai provate prima (se un'associazione di idee vi rimanda alla nostra epoca, siete sulla strada giusta); l'alta società londinese prende il tè delle 5 con la distrazione del momento, non accorgendosi di soffrire essa stessa di affezioni tumorali scaturite da un triste pragmatismo industriale, a sua volta tragicomico modello di una collettività "malata dentro" nonostante i bei vestiti, le pelli candide, i modi gentili.

Paradossalmente si potrebbe dire che John appare deforme più per il modellamento che subisce da chi gli sta intorno che per sua natura. OSCENO ballerino sul prOSCENiO di una pantomima musicale priva di suoni, danza da solo, così com'è venuto al mondo. Ecco che allora è meglio essere schiavi di nessuno che prigionieri, meglio animali liberi che esseri umani tiranni. Finalmente l' "orco" esce dal carcere sotterraneo, sdraiandosi in pace una volta per tutte, come la gente normale.

Come ultimo e intenso lascito, John ha terminato caritatevolmente la sua cattedrale, meravigliosa eredità artistica affidata al formalismo della "buona società". L'immaginazione si riappropria del suo significato, la bellezza del suo senso più vero. E infine ci viene concesso un po' di cielo stellato, senza imbarazzanti macchie oscure. Sgombro da nubi e fumi, adesso il firmamento conta una stella in più. Lacrime e applausi.

gemellino86  @  17/12/2011 13:20:55
   8½ / 10
Un film struggente e di forte impatto visivo. Lynch al suo esordio fece questa piccola perla con un bravissimo Hopkins. Commovente e molto drammatico.

Fratuck89  @  20/11/2011 22:26:27
   6½ / 10
niente di speciale

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  26/09/2011 21:56:23
   10 / 10
L'uomo, la bestia, la virtù per dirla alla Pirandello. In un b/n che non è mai di maniera ma supera l'idea stessa di cinema, Lynch gira un film che diventa la trasfigurazione più narrativa e poetica dell'Agghiacciante. Con i suoi riferimenti a Mary Shelley e Shaw questo è cinema che per una volta si libera di tutti i trattamenti chic della psicologia nel cinema - di cui è vittima pure l'ultimo Cronenberg - per penetrare nell'anima di un corpo (non?) umano. La sequenza in teatro, con la sua soffocata mise in scene del bisogno impossibile di entrare nella "normalità", lo dimostra. Opera d'arte superlativa, immensa, straziante davanti a cui sentiamo, davvero, il peso dell'impotenza

PignaSystem  @  18/07/2011 19:31:00
   8 / 10
David Lynch, al primo film "in grande", realizzò questo film molto raffinato,impaginato in un elegante bianco e nero,ed ebbe otto nominations all'Oscar,tutte finite in fumo,facendo sì che il favorito del 1981,"The elephant man", appunto, divenisse la delusione dell'edizione.John Hurt si porta per tutto il film il pesantissimo trucco che lo trasforma nella povera creatura, afflitta dalla propria deformità, e dallo scherno della stupidità crudele degli ignoranti:il film ha momenti molto toccanti, ed è apprezzabile la scelta dell'autore di celare per tutta la parte iniziale le fattezze di John S.Merrick.La visionarietà tipica del regista di "Cuore selvaggio" è tenuta a freno dalla rigorosità della messinscena, e si potrebbe definire "The elephant man" come il titolo più "classicheggiante" della cinematografia lynchiana.Indimenticabile la scena in cui il medico che prese sotto tutela Merrick ,togliendolo dalle grinfie dell'imbonitore che lo sfruttava come fenomeno da baraccone, lo vede per la prima volta,e sul suo viso impassibile scorre lenta una lacrima:un ritratto di umana pietà sostenuto benissimo da un Anthony Hopkins bravissimo nel suo primo grande ruolo.

Lory_noir  @  04/07/2011 19:07:12
   9 / 10
Ci sono film che tutti dovrebbero vedere, film che arricchiscono. Questo, secondo me, è uno di quelli. Passa dal raccapricciante al commovente con un abilità spaventosa e racconta una parte del mondo in modo inestimabile. Grande Lynch e grande Hopkins.

pier(pa)  @  17/06/2011 12:07:50
   3 / 10
Lynch paga il peso del tempo, e quando un'opera finisce davanti a questa dogana senza avere abbastanza denaro per passare, dobbiamo considerarla finita.

Non solo il tempo ha norma-lizzato questo preteso paradigma di mostruosità, al punto che il volto del deforme Merrick neanche ci inibisce più di tanto. Chi tremerebbe davanti a un thè col gentilissimo Merrick, come la borghesotta signora di una delle scene?. Ma ha inoltre abbattuto in se stesso ogni criterio di scandalo, tanto da portarci dall'altra parte del guado, in un mondo dove sono le posizioni antiscandalistiche, re-reazionarie, a fare scandalo. Beata storia che ci mostra la nostra piccolezza. E a Lynch la mostra, eccome.

Peraltro è fastidioso questo paradigma beceramente cristiano dell'amore speciale mostrato a questo mostro, che non fa che renderlo ancora più mostruoso. E si dirà: è appunto questo ciò che Lynch voleva (anche) dire. Ma di quello che vuole dire Lynch non importa niente. Il problema è il suo mostro. Le sue reazioni buone all'amore speciale che gli viene riservato dopo essere stato salvato da un "circo". Ma questo mostro perché è buono? perché non è cattivo, come davvero dovrebbe essere in qualità di mostro? Lynch pretende una differenza tra etica ed estetica nel suo personaggio che appartiene alla più oscena e invereconda moralità cristiana.

Ci avesse dato davvero un mostro Lynch. Parole per il resto del film e dei personaggi non ve ne sono. Tutto viene agito in modo così scontato e banale che non merita attenzione. E infatti, davanti allo schermo, non se ne fa.

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MidnightMikko  @  04/06/2011 11:45:38
   10 / 10
Io parlo da semplice spettatore e non da fan di Lynch (che è un regista che conosco poco cinematograficamente ma molto più a livello di notorietà).
Visioni lynchane o meno, questo film è un capolavoro,

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Il livello di immedesimazione è a livelli estremi, sembra quasi di sentire l'odore di Merrick, di averlo di fronte, con quel suo viso devastato ma infantile (fantastico Hurt e favolosi i primi piani di Lynch), tenero.
E che dire di quella lacrima che scende dal viso di Treves aka un Hopkins veramente da tramandare ai posteri?

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Noi che proviamo tenerezza per il diverso, ma che nella realtà tendiamo ad evitarlo, a schernirlo per non essere noi stessi scherniti per le nostre scelte.
Sì, Joseph Merrick è l'occhio sulle nostre contraddizioni, che Lynch grazie alla sua regia favolosa riesce a cogliere perfettamente e a farci dolorosamente pesare.
Applausi.

guidox  @  28/05/2011 00:28:17
   8½ / 10
un Lynch diverso, meno visionario e più poetico, ci regala una perla con quest'opera biografica su Joseph Merrick.
gran film, splendido finale, una Londra vittoriana che incanta in un bianco e nero quantomai azzeccato.

BrundleFly  @  10/05/2011 11:21:44
   8 / 10
Un grande film: girato ed interpretato magnificamente.
Non ci si può non commuovere a vedere la sofferenza di un uomo così buono e intelligente come Merrick.
Da vedere assoltamente se ci si vuole definire "veri cinefili".

SKULLL  @  03/05/2011 02:54:54
   9 / 10
Bellissimo e commovente. Da vedere e divulgare.

katherine  @  30/04/2011 18:47:09
   9 / 10
Film straordinario e commovente in cui David Lynch narra una storia estrema e inconsueta con linearità e forza poetica.Discesa agli inferi dell'abiezione umana e riscatto di un'anima dolce e sensibile prigioniera di un'orrenda deformità.In una gelida e cupa cornice vittoriana,dove il freak viene alla fine formalmente accettato passando per i rituali di una classe spinta da una curiosità convenzionale.Splendido e onirico bianco e nero di Freddie Francis.Bellissima musica di John Morris.Struggente l'adagio for Strings di Samuel Barber che accompagna la scena finale.

barbuti75  @  26/04/2011 09:13:28
   10 / 10
La paradossale diversitÓ tra vittima e carnefice raggiunge uno dei suoi massimi vertici in "The elephant man". La straziante storia vera di Joseph Merrick, l'uomo elefante, scorre sui nostri schermi in tutta la sua durezza, in tutta la sua umana commozione, in tutto il suo devastante impatto visivo, con un bianco e nero che ne rende palpabile il dolore e la sofferenza.
Lynch non lascia niente al caso e tratteggia con chirurgica precisione un ritratto dell'Inghilterra vittoriana a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, proprio ai tempi di Jack lo Squartatore e della grande immigrazione.
Barboni puzzolenti, proprietari di freaks dai contorni Grandguignoleschi, medici idealisti pronti a sacrificare una vita umana in nome del progresso della scienza, prostitute prezzolate, ipocriti membri dell'aristocrazia: questi sono i mostri di David Lynch che nella loro ributtante normalitÓ non riescono ad accettare una deformitÓ fisica che nasconde un animo raffinato e nobile.
E poi ci siamo noi...i guardoni...i curiosi che pagano il prezzo per vedere la creatura e conoscerne la storia...si anche noi siamo parte di questa disgustosa umanitÓ affascinata dall'orrore e dal raccapriccio. E lui, Joseph Merrick Ŕ davanti a noi impotente nella sua maledizione che urla contro un muro di gomma "I'm a human being", Sono un essere umano!
Ed allora ci accorgiamo che il nostro viso Ŕ solcato da una lacrima, la stessa che percorre il volto di un magnifico e carismatico Anthony Hopkins quando osserva l'uomo elefante per la prima volta...credo sia uno dei primi piani pi¨ belli della storia del cinema.
Sono stanco di lasciarmi guidare dal cervello durante una recensione, quindi lascer˛ che sia il cuore a far scorrere tutte le emozioni che ho provato nell'ennesima visione di quello che io considero un capolavoro.
La prima parte Ŕ molto analitica e ci presenta il dramma umano di un uomo che crediamo incapace di intendere e di volere, un ebete senza possibilitÓ di rivalsa, un perdente nato che dalla vita non ha ottenuto nientaltro che la compassione della gente: circondato da esseri spregevoli e aguzzini cerca di sopravvivere a ci˛ che lui considera vita, ma che altro non Ŕ che sopravvivenza.
Il trasferimento all'ospedale londinese per le cure non sembrano sortire effetto, ma Merrick si lascia convincere ad un flebile tentativo di vita ed inizia quello che Ŕ il suo processo di integrazione.
Nella seconda parte le visioni di David Lynch si fondono con i ricordi e l'orrore di una societÓ che cerca capri espiatori per la propria salvezza e la caccia al mostro raggiunge il suo apice nell'inseguimento all'interno della stazione di Londra.
Il finale Ŕ un apoteosi di sentimento e dignitÓ umana, quella stessa dignitÓ che a Merrick fu negata in vita, ma che noi gli tributiamo grazie a questo eccezionale affresco della sua vita.

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Ultima risposta 27/04/2011 01.01.53
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camifilm  @  09/04/2011 21:53:50
   6½ / 10
Ottimo in tutto per quanto riguarda il ricreare tutte le tipicità di un film anni 40, pur essendo appunto del 1980.
La storia è buona, e deve essere vista come uno sviluppo di un film anni 40, quindi anche con gli usi e costumi della società del tempo che qui viene ben rappresentata.
Diciamo che in sostanza, pur portando un messaggio importante, il film ad oggi non risulta accattivante in tutto il suo svolgimento e poteva tranquillamente essere più corto o con qualche elemento in più.
Mi è piaciuto anche il trucco maschera usato per il deforme... tipico dei film vecchi.

kako  @  28/03/2011 13:32:48
   9½ / 10
bellissimo lavoro di Lynch! una storia veramente interessante e commovente che coinvolge dall'inizio alla fine. Si intravedono già qui alcuni dei tratti onirici che esploderanno nei seguenti lavori del regista.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  08/02/2011 21:05:04
   8 / 10
A parte durante le brevi sequenze oniriche, belle, è difficile riconoscere sia un film di Lynch: non il caos domina, ma un insolito ordine.
Se ne riconosce però il talento, descritto da un raffinato bianco e nero, e in un'atmosfera magica che riporta a vecchi melodrammi.
Un ordine: ci sono i buoni e ci sono i cattivi, come nelle favole, principi e orchi, o come nei pessimi film. Ma "The elephant man" non è né una favola, troppa sofferenza, né un pessimo film.
L’uomo elefante è il dolore, fisico, psicologico, della memoria, respiratorio. In equilibrio tra la gentilezza dell'animo e la mostruosità del corpo, tra la quiete e l'angoscia, tra miseria e benessere, tra immaginazione e realtà, tra retorica e sentimento profondo.
La miseria genera mostri: i cattivi del film, sono i più poveri, violenti, solo Merrick sfugge a questa legge.
La cortesia che spesso indigna, l'opportunismo e l'ipocrisia dei ricchi, la bellezza anche solo esteriore, piacciono a Merrick, perché in esse trova la pace.
Come l'illusione del teatro, che tanto affascina (e un poco spaventa) da sempre il regista. Merrick vive la sua vicenda come sospeso tra due mondi irreali, tra il baraccone e le stanze da sogno dell'ospedale, tra regine e orchi, tra stelle di teatro e fenomeni da circo.
Solo, quando in un breve brano verrà a mischiarsi con il mondo comune, l'incontro sarà drammatico. E viene in mente vagamente "Freak", ma non truce, o "Frankenstein", non grottesco, soprattutto "L’enigma di Kaspar Hauser" di Herzog, ma non cinico.

Il finale, più sognante, tenue, è di una malinconia degna di una favola di Andersen: "niente muore", lancia questo messaggio una fata, la madre bella (ma era buona? era cattiva?), ambiguo; poiché se niente morisse, allora non morirebbe neppure il dolore.

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Ultima risposta 09/02/2011 20.28.23
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arpia  @  07/02/2011 18:07:28
   10 / 10
Altamente drammatico perchè il film narra il dramma di quanti siano resi diversi. Un film sulla diversità indotta dalla recisione di arti importantissimi (esempio braccia e mani). Ma anche una speranza per i diversi perchè evidenzia la priorità di questi diversi e la macchia sui colpevoli di queste diversità. Colpevoli e perciò degradati al rango di minori non diversi, minori cui nemmeno mille anni e la vita stessa vale ad eliminare la macchia.
Una speranza e una apertura a questi diversi. Un film romantico assolutamente da non perdere.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  17/01/2011 16:24:40
   9 / 10
Il primo film di Davi Lynch, "Eraserhead - la mente che cancella" (1978) é la visione da incubo di un mondo industrializzato, inquieto e fumoso, con un oscuro protagonista vittima di terribili fobie; un'opera densa di metafore enigmatiche. In "The Elephant Man", Lynch ritorna agli stessi temi e alle stesse atmosfere visive, ma con un soggetto più articolato e commovente. Mel Brooks cercava da anni di portare sullo schermo la storia di John Merrick -soprannominato crudelmente "l'uomo elefante" per la sua estesa neurofibromatosi - e insistette per affidare il progetto al giovane Lynch, in uno splendido b/n in formato panoramico, il regista descrive la Londra del XIX sec come un luogo grottesco, schiacciato tra il moralismo vittoriano e la squallida realtà della rivoluzione industriale. Nonostante il trucco pesante che lo rende irriconoscibile, Hurt interpreta Merrick con sensibilità, sottolineando la sua dignità di essere umano; eccellente ank Hopkins, il cui personaggio si accorge ben presto di correre il rischio di sfruttare Merrick per scopi professionali pur avendolo sempre trattato con le migliori intenzioni. Un successo trionfale per Lynch, che con questo film si fece conoscere anche al di fuori del cinema d'essai.

david briar  @  07/01/2011 19:44:10
   7½ / 10
Biografia con qualche inesattezza storica non indifferente , sente il peso di tutti i suoi 30 anni .
Il film è abbastanza interessante , ma non mi ha preso molto ; la storia non mi ha coinvolto interessato o commosso come mi sarei potuto aspettare , sembra quasi mancare qualcosa nella sceneggiatura .
Tuttavia è con competenza ed efficacia che vengono trattati temi come la diversità e l'apparenza , ed anche se successivamente è stato fatto di meglio , questo è comunque un ottimo prodotto .
La regia di Lynch mi è parsa a volte un po fuori luogo , qualche inquadratura "strana" stonava un po con la compostezza e la linearità generale della vicenda .
Funzionali le interpretazioni di Hurt , Hopkins e in particolare la Bancroft , in un ruolo forse un po troppo messo da parte .
Magistrale il trucco e le altre qualità tecniche .
Nel complesso un buon lavoro , emozionante in alcune scene , ma non un capolavoro e sicuramente un po sopravvalutato .

maxpower  @  07/01/2011 02:33:01
   10 / 10
eccezionale!!!!
visto ai giorni nostri non perde di intensità...

crimal9436  @  04/01/2011 10:57:26
   8 / 10
Tigrero91  @  14/12/2010 17:51:59
   7 / 10
Di sicuro un buon film..pero` lo trovato molto didascalico e forzato nella parte del commuovere il pubblico..un po lento ogni tanto...Merrick e` un personaggio esistito veramente che mi ha sempre affascinato ,se fatto meglio, poteva risultare un capolavoro,ma cmq, mi accontento.Fotografia e scenografia molto belle.

Oskarsson88  @  07/12/2010 15:17:11
   8 / 10
diverso dal solito Lynch, ma pur sempre validissimo

Mothbat  @  21/11/2010 01:22:10
   10 / 10
Uno dei più bei film che abbia mai visto in vita mia.

7219415  @  15/11/2010 00:20:53
   9½ / 10
Grandissimo film...se l'avessi visto senza sapere che era di Lynch penso che non avrei indovinato...è molto diverso dal classico stile del regista del Montana...
Di una tristezza incredibile...

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  16/10/2010 13:06:55
   9 / 10
Film bellissimo per un Lynch apparentemente insolito, ma che sa giocare in maniera abile con l'orrore della storia. Tutto fin troppo buono, forse, ma la tragedia umana resta per tutto il film. Bravi gli attori (Hurt, irriconoscibile, è comunque eccezionale). Colonna sonora indimenticabile (peccato che l'Adagio for Strings sia tra i pezzi più abusati nella storia del cinema).
Citato nel "Jack lo squartatore" con Depp.
Finirete i kleenex ma è giusto così.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  30/09/2010 16:28:35
   8½ / 10
Lynch ripercorre quasi fedelmente la biografia di Joseph Merrick, esempio di come la realtà possa spesso essere più terribile della fantasia. Dirige un film impeccabile, sotto ogni punto di vista: fotografia, sceneggiatura e recitazione concorrono in coro al realizzarsi della magia del cinema: lo spettatore si commuove, si arrabbia, partecipa.
Tuttavia, sebbene alcune frecciate gelide vengano scoccate più o meno sottobanco, il film risente di un buonismo esagerato: Merrick è letteralmente descritto come un santo d'altri tempi, la regina del teatro parimenti. E gli unici due antagonisti non bilanciano altrettanta bontà, sebbene sulla bilancia si possa considerare la crudeltà di una natura così ostile verso il protagonista.

rob.k  @  10/07/2010 22:08:15
   7½ / 10
Film ben realizzato e con ottimi attori, peccato che si un po' retorico e giochi troppo sul fatto di cercare di commuovere lo spettatore con qualunque pretesto...

MarkTheHammer  @  15/06/2010 10:57:25
   8 / 10
Magnifico, toccante, davvero triste.
Non il solito Lynch, una pellicola difficilmente digeribile. Splendidamente realizzato. Da vedere almeno una volta.

Phelps  @  05/06/2010 00:20:36
   9 / 10
Vale veramente la pena vederlo.Grande Hopkins.

The BluBus  @  13/05/2010 12:50:11
   8½ / 10
Non il classico Lynch, ma comunque molto ben fatto ed deisamente azzeccata la scelta del bianco e nero.

_Hollow_  @  25/04/2010 04:23:40
   9 / 10
Film bello quanto triste.L'ho visto una sola volta,pur avendolo in dvd,ormai già diverso tempo fa e ancora non ho voglia di rivederlo.Semplicemente perché non ho mai provato una sensazione così straziante nel vedere gli avvenimenti di questo povero protagonista,costretto a urlare a più riprese "I'm a human being! ... i'm ... a man!" di fronte all'odio e soprattutto all'ilarità delle persone circostanti,vere e proprie bestie,esseri antropomorfi alla stregua delle scimmie e come quelle capaci unicamente di far chiasso e puntare il dito al povero Merrick,l'unico oltre al dottore in cui si percepiscono le qualità proprie di una persona,quelle che determinano la differenza tra essere vivente ed essere umano. Se non l'avete mai visto non potete perdervelo,se poi non avrete più intenzione di rivederlo per tentare di dimenticare di quanta cattiveria è capace un "uomo" (in questo decisamente peggio di un animale),avrete la mia comprensione.

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