staying alive regia di Sylvester Stallone USA 1983
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staying alive (1983)

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locandina del film STAYING ALIVE

Titolo Originale: STAYING ALIVE

RegiaSylvester Stallone

InterpretiJohn Travolta, Cynthia Rhodes, Finola Hughes, Steve Inwood, Sylvester Stallone

Durata: h 1.36
NazionalitàUSA 1983
Generemusical
Al cinema nel Luglio 1983

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Trama del film Staying alive

Tony Manero, ragazzo di periferia, si trasferisce a Manhattan sognando di fare del ballo la sua professione. Jackie, la sua fidanzata, lo introduce a Broadway, dove il ragazzo ha una storia con Laura, capricciosa prima ballerina. Le doti artistiche di Tony vengono notate ed egli è scritturato come primo ballerino. È l'inizio di un trionfo...

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Voto Visitatori:   6,67 / 10 (12 voti)6,67Grafico
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Voti e commenti su Staying alive, 12 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  03/09/2011 13:42:58
   5½ / 10
Stallone dirige un videoclip lungo 90 minuti che poco ha a che fare con il film cult "La febbre del sabato sera".
Film troppo patinato.
Tony Manero incarna sia l'american dream sia il motto anni Ottanta "volere è potere".
Molto bella la coreografia finale.

kastalya  @  19/01/2011 23:31:45
   8 / 10
L'ho per caso una sera in tv...
Non sapevo nemmeno fosse un film di Stallone...
Che dire per me è un gran bel film che ricalca per quanto possibile i fasti de "La febbre del sabato sera".

ps
Come sempre grande colonna sonora!!!

scantia  @  22/12/2010 04:44:09
   4 / 10
Stallone infettato dalla febbre del sabato sera è vittima del delirio tipico delle alte temperature e fornisce una versione del cult riveduta e corretta alla sua maniera. Via ogni implicazione sociale, via l'ambiguità del personaggio, via la drammaticità del finale ineluttabile, tutto ciarpame poco adatto all'edonismo mediocre di un autore che da lì a qualche anno ci regalerà perle cinematografiche del calibro di Cobra.
Il suo Tony Manero diventa il nuovo simbolo dell'american dream pertanto non può fallire, e il valore di questa melensa operazione di riscatto è perfettamente rappresentato dal balletto finale che lo lancerà presumibilmente nell'olimpo di Broadway, un concentrato della peggiore estetica kitsch made in 80's.
Insomma, il solito inno al culto dell'impegno maniacale per il raggiungimento dello scopo prefissato, su cui Stallone ha confezionato tutti gli insulsi Rocky, che in questo caso ha come unica conseguenza la distruzione di un'icona pop snaturata persino nella sua fisicità, con un Travolta pompato, sbrilluccicante e oleoso alla stregua del più squallido spogliarellista da 8 marzo.
Negativo e irritante come tutte le operazioni cinematografiche partorite dalla mente binaria di Stallone

DarkRareMirko  @  05/06/2010 00:47:14
   8 / 10
Stallone (presente nel film in un veloce cameo) segue Badham e punta tutto su musica a palla e su ottime coreografie, ancora più presenti rispetto all'originale.

Perfetto simbolo degli anni '80, ha scene ed atmosfere ormai mai più rappresentabili purtroppo, anche se non sente troppo il peso dei quasi 30 anni che possiede.

Bravissimo e particolarmente in forma Travolta.

Insomma, un seguito ci stava e Stallone (da sempre discreto regista in generi anche diversi fra loro) non si è fatto perdere le possibilità economico/artistiche che ciò comportava.

Indimenticabili le canzoni dei Bee Gees, stupendi, anche se esagerati con elementi sadomaso (!), i balletti.

topsecret  @  29/11/2008 21:48:00
   6½ / 10
Ma guarda un po' RockyStallone cosa ti combina....
Un film apprezzabile per storia, scenografia e musica. Quasi un cult in quegli anni, dove i musical proliferavano. Un grande John Travolta attore-ballerino-cantante, che si apprestava a diventare un attore affermato e molto apprezzato. Non essendo un estimatore del genere, il mio voto ne risente.

roy rogers  @  03/04/2008 15:20:21
   6 / 10
Niente di che. Ho amato il personaggio di Tony Manero nella mitica febbre dal sabato sera ma credo che qui ci siamo allontanati molto. La prima volta che vidi il film non sapevo fosse stato diretto da Sly ma credo che proprio in un film del genere non ci azzecchi molto. Trovo il film una pura trovata commerciale per renere omaggio a un successo come "Saturday night fever" ma credo anche che in sè stesso il film rimanga abbastanza nell'anonimato. Nel complesso è un film che si può guardare senza troppi problemi e senza troppe pretese perchè di certo bisogna dimenticarsi il mitico Tony della febbre del sato sera.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  08/02/2008 17:41:50
   6 / 10
Un sei proprio politico, non ha niente a che vedere con il grandioso "Saturday night fever", tra l'altro gli unici momenti che mi hanno davvero emozionato erano nella citazione al film precedente, gli ultimi 3 minuti, dove si vede come l'occhio del regista possa fare la differenza (un semplice angolo di inquadratura). Stallone ha preso il soggetto di Tony Manero e l'ha appesantito di un'estetica alla rambo e dell'ambizione agonistica di Rocky. Sì un Rocky che balla in questo caso, perchè l'appartamento è lo stesso, gli esterni i medesimi, c'è pure una celeberrima scalinata....la trama non cambia di molto, sostanzialmente, anzi, uno dei perni della storia è praticamente lo stesso, lui si vede con una ma è incantato dall'altra che balla meglio, con conseguente relazione extrasentimentale, insomma in questo caso è l'etica che cambia rispetto a Rocky. Il film tutto sommato si lascia vedere, Travolta era davvero un ottimo ballerino (che cambiamento, non dal 78 all' 83, ma dall' 83 al '93, che panza in pochi anni..), ma non lo definirei assolutamente un Cult.

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  27/12/2007 10:33:21
   7 / 10
Voto d'affetto, anche se il film soffre di un'eccessiva "patinatura" rispetto alla Febbre del sabato sera.
Ma Travolta è ancora pieno di energie e le coreografie eighties sono davvero belle.

manera4  @  16/11/2007 19:46:12
   10 / 10
Balla come solo lui sà .

metafisico  @  07/08/2007 19:15:40
   8½ / 10
a me questo seguito è piaciuto molto.
c'è la giusta dose di adrenalina e competitività e viene sviluppato bene il tema dell' american dream.
Ottima la regia di Stallone e l'interpretazione di Travolta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/07/2007 22:49:51
   5½ / 10
Tony Manero a Manhattan. sei anni dopo il classico di Badham, meno affine alle implicazioni sociali del "vecchio" film e decisamente postmoderno nell'edonismo sfrenato anche del rituale coreografico sulla scia di "fame!".
La cosa sorprendente è che tutto cerca vanamente di ricostruire i fasti del primo film, e il regista è nientemeno che Stallone, apparentemente quanto di più lontano da Broadway e affini si possa concepire.
Errore: forse Manero diventa una variazione glamour di Rocky.
Ne esce un film ridondante e tronfio, vero omaggio ai videoclip e quasi commovente nel tentativo di riabilitare i Bee Gees e altri gadgets caduti nell'oblio già allora, oppure un vettore per l'inconsistente Frank Stallone, fratello del regista e cantante imbarazzante. .
Eppure, nel trionfo kitsch di un'operazione che a volte sembrerebbe girata da Freddie Mercury in persone, tanto è enfatica e magniloquente, un paio di coreografie sono davvero da Antologia, soprattutto quella finale.
Un film-culto suo malgrado, girato con grande professionalità ma anche senza la giusta consapevolezza dei limiti

6 risposte al commento
Ultima risposta 02/08/2007 21.03.45
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Gruppo REDAZIONE maremare  @  14/01/2007 11:01:41
   5 / 10
Seguito di 'Saturday night fever', risulta una inutile operazione commerciale, dalla fotografia scintillante e l'estetica da videoclip.
Il tentativo del rilancio di un Travolta iperpompato fallirà e il buon John dovrà aspettare qualche altro annetto, e mettere su un po' di pancetta, affinchè venga riconosciuto il suo talento di attore.

1 risposta al commento
Ultima risposta 26/07/2007 13.00.29
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