stalker regia di Andrei Tarkovskij URSS 1979
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

stalker (1979)

Commenti e Risposte sul film Recensione sul film Speciale sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film STALKER

Titolo Originale: STALKER

RegiaAndrei Tarkovskij

InterpretiAleksandr Kajdanovsky, Anatoli Solonitsyn, Nikolai Grinko, Natasha Abramova

Durata: h 2.43
NazionalitàURSS 1979
Generefantascienza
Al cinema nell'Agosto 1979

•  Altri film di Andrei Tarkovskij

•  SPECIALE STALKER

Trama del film Stalker

Un metorite caduto sulla terra ha prodotto strani fenomeni in una zona, prontamente protetta e recintata dall'esercito. Per entrarci esistono però delle guide clandestine, chiamate "Stalker", capaci di condurre chiunque lo richieda fino alla "camera dei desideri". Uno scrittore, uno scienziato e uno stalker partono verso la misteriosa zona. Ne torneranno profondamente cambiati.

Film collegati a STALKER

 •  SPECIALE STALKER

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,69 / 10 (251 voti)8,69Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Stalker, 251 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 4   Commenti Successivi »»

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  21/01/2012 16.43.55
   10 / 10
"La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all'orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla."

giraldiro  @  06/01/2012 17.41.40
   5 / 10
La trama è piuttosto interessante e la colonna sonora è splendida, ma la regia è troppo, troppo statica, e consideriamo pure che dura quasi tre ore. Un film può anche essere lento; non c'è bisogno per forza di azione ed effetti speciali, a patto però che vi sia una certa intensità nel modo in cui è girato e nello sviluppo della storia.

cultmovie  @  14/12/2011 3.47.11
   10 / 10
Capolavoro (leggete lo spoiler se volete una spiegazione sintetica)

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

1 risposta al commento
Ultima risposta 31/01/2012 20.10.22
Visualizza / Rispondi al commento
Larry Filmaiolo  @  20/11/2011 21.15.31
   9 / 10
Non ho parole, anzi ne ho pochissime. Sono state dette molte cose intelligenti da persone intelligenti su questo film, perciò mi limito a dire questo: pensavo che avrei trovato difficile, se non ostica la comprensione di questo "Stalker"; invece sono riuscito ad abbracciarlo in gran parte dei profondi spunti filosofici che offre, e sono rimasto sbalordito dinanzi alla sua semi perfezione estetica. Un'opera STRUGGENTE, che regala sensazioni E riflessioni straordinarie, e che sicuramente mi ha già segnato per la vita.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  24/10/2011 11.47.59
   10 / 10
Il Capolavoro assoluto di Tarkovskij. È inutile sprecare parole sull'Ineffabile. La Zona è una delle personificazioni dell'Interiorità umana più affascinanti, se non la più affascinante, della storia dell'Arte. Personalmente l'ho trovato superiore a Solaris, sia esteticamente, sia contenutisticamente.
In Stalker c'è davvero tutto. È un film completo. È un film che tratta di ciò che a mio parere è più importante: la spiritualità. E Tarko chiedeva tanto agli uomini del suo tempo. La critica feroce (addirittura destabilizzante a livello fisico) che lo Stalker rivolge allo Scrittore e allo Scienziato ("che gente, che gente! Non credono in nulla!"), se guardata con gli occhi di oggi, in parte fa sorridere amaramente. Se Tarko avesse visto l'Oggi, cosa avrebbe detto? In realtà lo Scrittore e lo Scienziato sono personaggi profondi e intelligenti. Ma sono ossessionati. Strepitoso a questo proposito il monologo della moglie, personaggio solo apparentemente secondario. La semplicità della donna-popolo, la semplicità di un amore, che forse è l'unica via di salvezza. L'amore che genera e rigenera. Ma in questo lo Stalker è colpevole. La bambina con gli occhi tristi è l'unica nota vera di colore, è un finale di Speranza assoluta. Ma lo Stalker non vede, esattamente come i Discepoli di Emmaus, con gli occhi accecati. Per Tarkovskij l'opera d'Arte, la Ricerca della Verità scientifica non hanno senso se non rette da un credere in un valore eticamente superiore, quale la Spiritualità. La Spiritualità sola ci rende liberi, ci fa toccare l'essenza più profonda e vera della nostra Vita. E dio solo sa quanto avesse ragione. Tarkovskij per ora è l'unico regista che mi abbia saputo dare una visione della vita aderente alla realtà, sfruttando la Concettualità di un'immagine, di una parola. In lui l'allegoria, la metafora, l'immaginario non sono compiacimenti estetici e intellettualistici senza significato, sono semplicemente Arte, sono Vita.

5 risposte al commento
Ultima risposta 29/10/2011 09.19.13
Visualizza / Rispondi al commento
Jumpy  @  19/10/2011 1.15.46
   8 / 10
Un film ermetico ed apparentemente incomprensibile per uno spettatore non abbastanza attento e non abbastanza smaliziato.
Rappresentazione allegorica, a mio parere, della condizione umana, davanti alla quale, ognuno dei protagonisti si pone in base alla propria indole... anche se trapela una visione di Tarkovskij non positiva ma piuttosto amara e cinica della natura umana.
Straordinaria la fotografia ed è un esempio di come si possa fare grande cinema senza particolari ambientazioni o effetti speciali.
Fortemente penalizzato, sempre a mio parere, dai lunghi passaggi esageratamente lenti... resi tali probabilmente per rendere in maniera più realistica l'atmosfera e la tensione emotiva, ma sarebbe potuto durare tranquillamente anche 1 ora in meno.

tati83  @  27/09/2011 14.38.01
   8½ / 10
Non ficchi il naso nei mutandoni degli altri se proprio non capisce. (Il Professore)

secondanatura  @  04/09/2011 2.47.46
   2½ / 10
Premetto che quando lo vidi avevo l'influenza, quindi non potevo fare molto altro. Sostanzialmente una noia allucinante condita con quei fraseggi pseudo-intellettuali che tanto piacciono ai radical chic. Di tanto in tanto mi addormentavo e, una volta risvegliato credevo di essermi perso chissàche. E invece no.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Un film sostanzialmente depensato nel quale un insieme di idee nebulose prendono forma in maniera pateticamente lenta e dozzinale.

10 risposte al commento
Ultima risposta 22/11/2011 18.52.15
Visualizza / Rispondi al commento
Wen0m  @  09/08/2011 12.48.22
   9 / 10
Visto 2 volte prima di votarlo, ritengo che sia uno di quei film che per essere apprezzati e capiti a fondo sia necessaria la seconda visione.
La prima volta mi aveva molto colpito, ma non avevo compreso a pieno il significato di alcuni passaggi. Nella seconda visione mi sono concentrato sui particolari: le lunghe sequenze di immagini, i dialoghi, a volte anche monologhi, dei personaggi.
Ora penso di poter dire che in realtà il film non vuole arrivare ad una conclusione, lascia aperte molte possibilità e non chiarisce volutamente alcuni punti importanti.
Indubbiamente lentissimo, adatto solo a una ristretta cerchia di persone con determinate inclinazioni: per certi versi sembra di essere catapultati tra le pagine di un libro di Schopenhauer o di Kierkegaard, anche se alla fine il registra sembra, e sottolineo sembra, aver scelto una conclusione diversa.
Da amante della filosofia, ed in particolare dell'antropologia, non posso non definire "Stalker" un film eccezionale. Ci sono tutti i punti di vista, c'è la disperazione ma anche la speranza, c'è la rabbia e la compassione, la ragione e l'inconscio.
Un film d'autore di grande livello, che ti lascia arricchito

guidox  @  21/07/2011 0.04.39
   8 / 10
film allegorico più che fantascientifico, è cinema d'autore, quindi potrebbe risultare indigesto a colui il quale ci si avvicini senza un'adeguata preparazione.
risulta oggettivamente piuttosto pesante, anche se va considerato il tutto nel contesto dei temi trattati, che sono discretamente elevati.
il simbolismo è parecchio marcato e la lentezza che lo sottolinea talvolta porta la noia, ma ci sono inquadrature e dialoghi da vero e proprio capolavoro.
eccessiva la durata, due ore e mezzo mettono alla prova anche il più benintenzionato.

Leonardo76  @  05/07/2011 21.22.36
   4 / 10
Serve un'ottima conoscenza cinematografica e filosofica per poterlo apprezzare veramente. Da evitare per chi nn ha questi requisiti.

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/12/2011 03.48.46
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  16/06/2011 0.34.15
   6½ / 10
E' difficile valutare questo film, così come spesso difficile è il cinema di Tarkovskij e Stalker la sua summa.
Siamo in presenza di un film che è manifesto della concezione filosofica e religiosadel regista, dove i limiti umani vengono indagati a partire dai propri desideri più nascosti e più intimi.

Il viaggio è un viaggio interiore e solo i veri puri possono comprendere il dono della Zona. La metafora si fa film e il contenuto lo travalica, Stalker è troppo un film che vuole dire e perde in parte la sua essenza cienematografica. Trakovskij ci porta in questo viaggio ma non gli interessa il viaggio è troppo impegnato sui dialoghi, sulle sensazioni e alla fine si disinteressa della storia che racconta.
E' una scelta perfettamente voluta ma che trasforma la pellicola in un trattato filosofico e qualsiasi interesse cinematografico viene sacrificato sull'altare del contenuto...............ma anche per questo esistono i libri.

In Solaris era presente la forza del cinema, il lavoro di regia traspariva in ogni fotogramma, la creazione delle ambientazioni così come la tensione.
Stalker invece è un film asciutto, minimale, concentrato sui suoi dialoghi e costruito su una lentezza che definire estenuante è un eufemismo.

Il film avrebbe potuto concedere qualcosa di più al racconto cinematografico senza far perdere di incisività alla metafora e al messaggio filosofico, rendendo tutto più interessante e coinvolgente.

incubodimorte  @  16/04/2011 13.56.25
   9 / 10
Ottimi contenuti e immagini quasi ipnotiche. Fosse durato una mezz'oretta in meno il 10 se lo sarebbe beccato tutto.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  21/03/2011 15.38.33
   7½ / 10
Il testo originale si potrebbe trasporre in un classico film d'azione, ma Tarkovskij preferisce un approccio intensamente meditativo. I personaggi spesso costretti a tornare sui propri passi a causa degli evanescenti sentieri della Zona, vengono inquadrati soprattutto da lontano. Ai lunghi momenti senza dialoghi, caratterizzati da una musica ammaliante e dai rumori di fondo, si alternano conversazioni intense e frenetiche. La Zona é uno dei luoghi magici del cinema: verde, umida e boscosa e poi più fangosa, man mano che i tre si avvicinano alla fatidica camera. Come ne "Il mago di Oz" (1939) , la parte a colori sulla Zona si distingue dalla monotonia della realtà quotidiana, descritta in bianco e nero. Solo la figlia dello stalker - la cui malformazione deriverebbe dall'esposizione del padre alla Zona - ha un colore tutto suo, soprattutto nel sorprendente finale, dove i suoi poteri telecinetici vengono rappresentati in modo semplice ma ugualmente stabilizzante.

32 risposte al commento
Ultima risposta 31/07/2011 13.42.29
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  13/03/2011 15.08.04
   10 / 10
Mai dato un dieci. Però se c'è, mettiamolo, soprattutto se un film se lo merita. E' molto da interpretare, quest'opera di Tarkovskij, parla del bene e del male, dei desideri e di tante altre cose. Secondo il regista, a quanto pare, i desideri più profondi dell'uomo sono intrinsechi di male. Finale molto enigmatico, e per quanto riguarda il settore tecnico, compresa la sceneggiatura, non ho nulla da criticare, anche sotto questo punto di vista.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  08/03/2011 22.50.20
   10 / 10
"Che si avverino i loro desideri
che possano credere
e che possano ridere delle loro passioni.
Infatti ciò che chiamiamo passione
in realtà non è energia spirituale
ma solo attrito tra l'animo e il mondo esterno.
E soprattutto che possano credere in se stessi
e che diventino indifesi come bambini:
perché la debolezza è potenza
e la forza è niente.

Quando l'uomo nasce è debole e duttile
quando muore è forte e rigido
- così come l'albero:
mentre cresce è tenero e flessibile
e quando è duro e secco, muore.
Rigidità e forza sono compagne della morte
debolezza e flessibilità esprimono la freschezza
dell'esistenza. Ciò che si è irrigidito non vincerà."

Arsenij Tarkowskij,
padre di Andreij Tarkowskij
(citazione da "Stalker")

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/09/2011 20.12.29
Visualizza / Rispondi al commento
Arnold  @  04/02/2011 11.07.36
   4½ / 10
Non ci siamo proprio. Va bene la fantascienza filosofica ed esistenzialista, va bene il simbolismo delle immmagini, ma qui si sprofonda in una noia mortale. Le interminabili pause farcite da discorsi ultra-filosofici rendono Stalker più che un film un'esperienza visiva a dir poco nauseante. Peccato, perchè le tematiche affrontate sarebbero tutt'altro che stupide.

In certi tratti si nota una non troppo velata critica al sistema sovietico del tempo

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, anche se poi si esalta in particolar modo la "nobiltà d'animo"

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.

In definitiva è un film parecchio difficile da digerire, io l'ho trovato pesantissimo e il mio voto rimane basso.

Oskarsson88  @  24/01/2011 20.15.24
   4 / 10
forse non sono abbastanza maturo per capirlo, ma mi ha solo annoiato... lo rivedrò (forse) tra una decina d'anni...

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/12/2011 03.51.25
Visualizza / Rispondi al commento
scantia  @  24/01/2011 18.45.36
   9 / 10
Nè la cultura umanistica nè quella scientifica sono capaci di riportare l'individuo allo stato flessibile e indifeso, come è l'albero appena nato, come è il bambino appena nato, come è la vita. La morte è simboleggiata dalla sicurezza e dalla stabilità, sicurezza nelle convinzioni acquisite con la cultura, stabilità raggiunta come conseguenza della perdita di innocenza.
Fede e ragione camminano insieme ma non è un percorso che porta alla conoscienza definitiva di noi stessi, la conoscienza vera dei desideri più intimi spaventa, l'uomo è veramente lupo per gli altri uomini e per se stesso. D'altronde il confronto con la parte più latente della natura umana, che per convenzione chiamiamo subconscio, è tecnicamente impossibile: una volta emerso prende forma di coscienza, la sintesi tra le due parti non è mai armonica.
L'aver dato a tutto ciò forma visiva attraverso uno sviluppo estetico di insuperabile valore rende il film un'opera d'arte assoluta, che pecca solo nell'impossibilità di un'adeguata divulgazione.

Tanner  @  08/01/2011 14.45.39
   9 / 10
Anche io come altri ho aspettato a lungo di prima di vedere questo film. Sapevo nel mio intimo che la sua visione richiedeva una preparazione, un'attesa o comunque un ammorbidimento dei canoni cui siamo abituati per poterlo apprezzare.

Pensate che ho persino giocato prima al videogame, abituandomi quindi all'idea di un posto in cui anomalie e rispetto delle leggi fisiche non contano più.

A chi vuole avvicinarsi a Stalker do questi consigli
1) non aspettatevi un film di fantascienza costruito con il lessico abituale del genere
2) siate calmi e abituatevi alla non-fretta, poichè le inquadrature e le scene sono molto lente e introspettive, si soffermano sui dettagli, sui suoni, etc
3) non aspettatevi nulla, chi non ha aspettative non avrà delusione

Credo davvero che Stalker sia uno dei film di fantascienza più belli che il cinema ha saputo regalarci, nell'olimpo assieme a Odissea nello Spazio.

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/01/2011 14.48.59
Visualizza / Rispondi al commento
Smeagol72  @  15/11/2010 19.23.46
   5½ / 10
Sinceramente non mi è piaciuto... sarà anche profondo, filosofico ecc ecc, però è "pesantissimo", di una lentezza esasperante... non lo consiglio se non ai puristi del cinema d'autore. Di certo non è adatto ad una serata tra amici.

Mothbat  @  14/11/2010 4.13.48
   8 / 10
7219415  @  10/11/2010 13.52.17
   1 / 10
E poi ci sono questi "film" che ti chiedi con che coraggio sono stati realizzati, come siano potuti finire su un cinema per poi finire su cassette e dvd, ma sopratutto ti chiedi come possano piacere...
Generalmente non voto film...perchè mi fa fatica..ma questo mi vedo costretto a votarlo sia perchè mi ha fatto buttare via 154 minuti, in cui ho proprio sofferto sperando che prima o poi sarebbe divenuto un po' più veloce e meno soporifero, sia perchè voglio aiutare (per quanto il mio unico voto ci riesca) ad aiutare quei poveracci che troveranno questo film e diranno "cavolo...8,8 deve essere un gran capolavoro" e poi resteranno delusi profondamente...a meno che non siano come tutti quelli che gli hanno dato 10 dicendo "di una profondità incredibile e tutte le solite cavolate".
Questo è il film più SOPORIFERO che ho mai visto...arrivare in fondo senza addormentarmi è stato un miracolo (e avevo dormito fino a mezzo giorno il giorno in cui l'ho visto)...è di una lentezza estenuante...ogni mezz'oretta il professore e lo scrittore (i due protagonisti) dicono qualche bella frasetta "filosofica"....quindi se non volete buttare via la serata...vi consiglio vivamente di evitare questa tortura...
Ora tutti i fans più accaniti si scaglieranno contro di me...dicendomi che sono un idiota e che non ci capisco nulla..e che devo vedere solo film stupidi...
Li saluto in anticipo...e mi scuso per aver abbassato la media a questo "capolavoro"

15 risposte al commento
Ultima risposta 15/12/2011 07.07.40
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  01/10/2010 23.53.45
   7 / 10
Pur di fronte a questo esercito di 10, mi sento di dire comunque la mia.
Innanzitutto non ho difficoltà ad ammettere che la fotografia di questo film, ma soprattutto l'impianto sonoro, sono eccezionalmente belli. Da gran giocatore di Quake, tra l'altro, non ho potuto non notare immediatamente che Reznor deve aver campionato le gocce d'acqua che cadono in questo film, dato che sono esattamente uguali (a meno che non si tratti di suoni standard.. ma vista la qualità dell'audio di questo film crederei il contrario). Anche gli attori, soprattutto il protagonista, sono davvero bravi ed espressivi.
Detto questo, però, non sposo in pieno l'idea del capolavoro. Innanzitutto, l'intera storia è del tutto ipotetica: che esista la stanza, che la Zona abbia quelle regole, qualsiasi cosa detta dallo Stalker nel film, resta del tutto indimostrato. E infatti, superato lo scoglio della lunghezza estenuante (per carità, è assolutamente un elemento fondamentale del film), l'impressione che mi ha lasciato è di un "Deserto dei Tartari". 2 ore e mezza ad aspettare qualcosa, un segno...
Le metafore sono tante, ma io non sono un fan della metafora in generale (la trovo un sistema antiquato di comunicare che troppo spesso nasconde o presunzione o incertezza). Antipatici anche certi pistolotti...
Un film che non mi ha convinto, quindi, ma di cui non posso negare il valore (e probabilmente i nobili intenti)

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  20/09/2010 13.02.23
   9 / 10
Dove non vige la fisica, c'è la vita interiore, intellettuale e mutevole, che minaccia trappole improvvise, che porta le carcasse di armamenti, tracce di marmi, sgocciolii, fossili, stanze: la zona, Tarkovskij, un Professore, uno Scrittore, l'uno per un premio, l'altro per un'acclamazione.. nonché nel desiderio, infondo, nel desiderio di sé soltanto.
Il Porcospino morì nel Tritacarne, con tutta la sua ricchezza. La Guida li avverte. La vita bisogna temerla. La mente umana ha sconvolto la natura, ora è doppiamente sofferente: essa ha il proprio dolere, essa ha i turbamenti dell'uomo.
C'è un dibattito continuo, ora un attenersi, ora un ribellarsi, un continuo guardarsi indietro e avanti; ma mai un poter retrocedere, ed un proseguire soltanto.
Sino a che, fermi sulla soglia, nel centro esatto, scoprire forse che tutto è orrore, tutto errore, ciò che è stato fatto, ciò che si desidera sia fatto.
La pistola, la telefonata, il libro, la bomba, sempre senza umiltà; il fratello mai risorto del Porcospino.

I corsi d'acqua possono andare verso la foce, o altrove, non ha importanza; una pigna può salire o cadere ma non ha importanza; se il sentiero lo si scova, e lo si percorre giustamente, allo stesso modo, non ha importanza.
Qualche cosa sparisce, altre restano, un percorso c'è, pur c'è, una meta sembra e qualche entrata; ma le due si uniscono, vanno verso l'uscita.

Là fuori c'è un letto, una camera. C'è una piccola figlia che ha poteri straordinari, un grave handicap.
Appoggia il capo sul tavolo. Sa far muovere le cose col pensiero.
Ma un oggetto cade, e s'infrange.
Muove un treno la stanza. Passa L'inno alla gioia.

Dosto  @  14/09/2010 17.18.55
   8 / 10
Primo film che vedo di Tarkovskij. Premetto che sono un appassionato di letteratura russa(Dostoevskij è il mio Dio in terra) e apprezzo molto la sensibilità di questo particolarissimo popolo. Detto questo, si può ben dire che Tarkovskij rientri a pieno titolo in un modo di fare arte tipico dell'estremo est Europa.
I dialoghi, seppur non arrivando alla sua grandezza, ricordano per contenuti e temi, anche se non molto per stile, il grande Dostoevskij. Tarkovskij si interroga, come tutti gli artisti, d'altronde, sulla vita e sull'uomo. I temi sono tanti, molteplici ma facilmente riconducibili a questi due(lo diceva anche Giacomo in Così è la vita! eheh^^). Chiarendo subito che alcuni simbolismi non mi sono stati chiari, in ogni caso, il messaggio principale del film risulta abbastanza chiaro. Dopo aver esaminato le tre figure(quella dello scrittore la più approfondita forse ma quella dello Stalker la più umana, la meno idealizzata e, in virtù di questo, forse anche la più vicina allo stesso regista), il regista ci regala una parte finale ricca di senso e di cinismo, un grido di aiuto a cui, purtroppo, non è possibile rispondere. Sia lo scienziato che lo scrittore non troveranno il coraggio necessario per entrare nella stanza, nessuno di loro avrà la fede necessaria per ribaltare o comprovare la propria tesi. La bomba, però, non viene fatta esplodere: l'uomo preferisce rimanere nel dubbio, preferisce non avere certezze, né in positivo né in negativo, e accontentarsi di quel poco che ha nel suo grigio(a questo proposito vedere le scelte cromatiche differenti nel mondo "normale" e nella Zona)mondo.
Il loro organo per credere si è atrofizzato, queste le tristi parole di uno Stalker al quale, sconfitto, non resta altro che stendersi nel proprio letto. A dirla tutta, nemmeno lui ha la fede necessaria per entrare nella stanza dei desideri, ma forse il senso della sua fede sta proprio in questa scelta: egli trova la sua dimensione, la sua "felicità" solo quando è nella Zona. Anche lui, alla fine, però, non dimostra fede negli uomini rifiutandosi di accompagnare la moglie. E' quindi la figura più complessa umanamente, mentre il Professore e lo Scrittore si "limitano" ad incarnare due dei possibili modi di fare e di vedere dell'uomo, lo Stalker è l'uomo puro e crudo, sprovveduto, dubbioso, confuso, codardo, meschino talvolta(la scena dei fiammiferi), ma anche saggio e coraggioso.
La scena finale, però, sembra aprire uno spiraglio di speranza: nella telecinesi della bambina sembra passare il messaggio che quella Fede, quella Speranza racchiusa nella zona, rinnegata dal professore, cinicamente e codardamente rifiutata dallo Scrittore, la stessa Fede della quale lo Stalker si ciba senza riuscire a penetrarla, quella stessa Fede si ripercuote nel reale, dandogli colore.
Detto questo, non si può non apprezzare la pellicola, di sicuro va vista più volte per capire bene tutto quello che vuole esprimere(sempre che capirla tutta sia possibile). A mio parere i difetti non mancano: l'eccessiva lentezza di alcune scene risulta, a mio parere, inutilmente pesante e alcune inquadrature si soffermano veramente troppo. Inoltre la scena "d'azione" con i tre che varcano i confini della Zona a bordo della Jeep, l'ho trovata orribile e un pò fuori luogo.
Da vedere e anche rivedere(ma non a distanza di breve tempo).

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  11/08/2010 18.24.06
   9½ / 10
Si sa che nel cinema esistono quegli esempi non proprio numerosissimi di film che si elevano al di sopra del proprio genere fino a diventare un'entità propria,ad avere un proprio linguaggio e un proprio senso non proprio riconosciuto da tutti. Stalker è uno di questi esempi.
è la seconda e ultima incursione nella fantascienza per il russo Tarkovskij dopo Solaris; Un progetto,quello di Stalker,che riesce a prendere vita grazie al successo ottenuto dal regista nonostante i continui dissidi con il regime russo e l'ostracismo che ne rovinò praticamente la carriera in patria per tutta la vita,non a caso cominciò l'esilio subito dopo Stalker.
E ancora una volta i punti di contatto con Solaris ci sono tutti: Tarkovskij prende la fantascienza ma ne dà una visione personale e intimista,rinuncia del tutto ad adottare un linguaggio accomodante ma al contrario carica anche Stalker di toni e temi pesanti e universali,con uno stile tutt'altro che cinematograficamente appetibile. Perlomeno a chi è abituato ad altro,questo suo ultimo film girato in madrepatria può sembrare il nulla travestito da cinema pieno di significato perché lunghissimo,indecifrabile (se uno non ci mette la testa è chiaro),soprattutto pesantissimo. E Tarkovskij lo sapeva e lo considerò un difetto non da poco nei suoi ultimi anni,dicendo di aver troppo caricato i suoi lavori.
Da qualunque lato si voglia vedere,dunque,non esiste nel cinema un film come Stalker per significato e regia perché naturalmente non esiste un altro Tarkovskij.

Allegorico,pieno di simbolismi e con un'atmosfera ipnotica e significativa,Stalker può diventare veramente un viaggio nell'animo più intimo dell'uomo,come difatti è. Cosa è il viaggio nella Zona,perciò,se non un esplorazione di sè stessi? A compierlo sono lo Stalker (l'accompagnatore),uno Scienziato e uno Scrittore.
Dal punto di vista dello svolgimento narrativo tradizionale il film non rispetta nessuna regola,la trama si può racchiudere in neanche due righe volendo. Ma è quello che succede durante che interessa lo spettatore. Lente carrellate,dettagli su cui la macchina da presa si fissa per minuti e minuti come acqua e altri elementi,dialoghi filosofici e profondi.
Tutto ha un suo senso,checchè ne dicano i detrattori,tutto è costruito in maniera che lo spettatore lo attribuisca (il senso) nella maniera più congeniale perché il risultato finale è tanto ermetico che sarebbe impossibile sviscerare ogni sua componente come Tarkovskij l'aveva esattamente pensata. Eppure,conoscendo anche supeficialmente il suo pensiero,si può tranquillamente dire che Stalker è un film spirituale e sullo spirito,sulla Fede e su Di0.
Cosa farebbe l'uomo se potesse realizzare il suo più grande desiderio,quello più intimo e nascosto? La risposta è che l'uomo non lo realizzerebbe,perché l'uomo senza desiderio è nulla,è spento. Ciò comporta che i tre protagonisti della vicenda non siano proprio quei protagonisti al quale affezionarsi pur avendo tutti e 3 le loro caratteristiche e prerogative. Sono Uomini,spaventati da loro stessi e da ciò che vogliono,sono contraddittori come solo gli uomini possono essere. Il viaggio si risolve in un viaggio a vuoto,quindi. Ma non per Tarkovskij che per l'ennesima volta riesce,con una sequenza apparentemente slegata da tutto il resto,a rifondere nuova linfa in tutto ciò che si è visto. Conoscendo appunto in maniera supericiale le sue interviste e cosa pensava, è probabile che nella sequenza finale la speranza del regista sia rivolta verso l'innocenza dell'adolescenza e la sua forza. Quindi la fine del viaggio apre nuovi scenari e possibilità.
Questa ovviamente è l'interpretazione di una persona che questo pezzo d'arte lo ha visto solo una volta,attentamente certo,ma ancora non basta. Si potrebbe rivederlo cento volte e trovarvi significati nascosti e nuove emozioni ogni volta.
E bisogna aspettarsi che possa venir dileggiato,perché in realtà Stalker riesce a far paura per quello che rappresenta e per come lo rappresenta,in maniera diretta e senza pudore di nascondere la vera essenza dell'uomo secondo Tarkovskij.

Personalmente ho preferito Solaris,più diretto e funereo,più pessimistico anche nella sua totalità mentre forse Stalker riesce ad avere dentro la speranza,cosa che a Solaris mancava. Ma siamo su livelli tanto alti che le preferenze si annullano al confronto di tale livello artistico.

7 risposte al commento
Ultima risposta 04/09/2010 11.53.06
Visualizza / Rispondi al commento
sonoalessio  @  23/07/2010 1.24.02
   2 / 10
E vai! Finalmente i miei problemi di insonnia sono finiti. Consiglio vivamente a chi non riesce a dormire la notte di procurarsi questo film e metterlo ogni sera prima di andare a letto. L'ho visto 15/30 minuti alla volta circa ogni sera dell'ultima settimana. Ho dormito come neanche il protagonista di Fight Club quando andava alle riunioni dei malati di cancro. Tutto nel film concorre a farti addormentare: una frase detta ogni 10 minuti, la musica ipnotica (comunque suggestiva) ma soprattutto l'evolversi del film. chi scrive non è totalmente estraneo a mattoni russi avendo letto abbastanza di recente Guerra e Pace e Dottor Zivago.Perciò ero partito con le migliori intenzioni. Aspetti che accada qualche cosa di particolare per tutta la durata ma in pratica non accade mai nulla per due ore e trentaquattro minuti davvero interminabili. Cerchi di resistere (quasi sempre invano) e pensi: chissà quante cose belle accadranno quando i tipi entreranno nella stanza. E invece NO.Non ci entrano neppure in quella schifo di stanza. Insomma trattasi di film totalmente inutile giustificato dagli espertoni pseudo intellettualoni con commenti del tipo: tu non l'hai neppure capito. Accodandomi all'utente precedente chiedo cosa ci sia da capire. Qui non si sta dimostrando l'ultimo teorema di Fermat. In tal caso sì che più di uno non capirebbe Qui si sta passando un film SECONDO ME ridicolo e pesante come il più grande o quasi capolavoro del cinema. A breve darò una telecamera al mio falegname.Vedrai che con 30 mila lire lo fa meglio. e poi commenterò la sua (del mio falegname intendo)introspezione psicologica e il suo bieco cinismo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/12/2011 12.24.46
Visualizza / Rispondi al commento
kossarr  @  06/07/2010 1.52.56
   5 / 10
L'ho visto tutto di un fiato, in russo e sottotitolato ( non so se esiste anche un doppiaggio ) e il film è interessante, la fotografia è particolare ma affascinante, i dialoghi colti e incredibilmente lenti, come tutto il film.
Intendiamoci, non disprezzo i film intellettuali e che fanno riflettere, ad esempio Mulholland drive è uno dei miei film preferiti ma questo l'ho trovato veramente stancante.
Sì può far durare una scena più di 5 minuti solo inquadrando 3 volti che guardano il paesaggio viaggiando su un carrello treno?
Se basta questo per fare un opera d'arte filmo il mio vicino di casa che sta 4 ore a guardare dalla finestra e ve lo vendo come capolavoro.
Tutto sommato merità a parere mio il voto che potete leggere.
Sconsigliato a tutti, a meno che non vogliate far credere di essere critici internazionale di cinema apprezzando un film solo perché qualcuno dice che è un capolavoro...

P.s. ho letto che molti hanno detto a chi ha messo voti bassi che non hanno capito la pellicola.
Cosa c'è da capire? è chiaro come il sole il film, il problema è che il regista ci mette 3 ore per mandare un messaggio che un buon regista di corti farebbe in 30 minuti.
Capisco che in Russia non hanno niente da fare e i ritmi di vita sono questi ma perché devo apprezzarli e non disprezzarli?
Peace

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/07/2010 03.07.08
Visualizza / Rispondi al commento
bebabi34  @  27/04/2010 0.12.31
   4 / 10
Mi spiace abbassare la media di questo film puramente intimistico e meditativo. Fasi puramente teatrali si alternano a visioni mistiche, ma la vena filosofica non è supportata (a mio avviso) da scelte stilistiche adeguate. Un finale intrigante non aggiusta il resto della pellicola che sta insieme con troppa approssimazione.

9 risposte al commento
Ultima risposta 25/11/2010 18.38.25
Visualizza / Rispondi al commento
shining280  @  30/03/2010 17.01.56
   9 / 10
Grandioso film...significato incerdibile e profondo...ma quello che più colpisce sono le scene

BlackNight90  @  29/03/2010 0.24.43
   10 / 10
L'uomo vuole veramente veder realizzati i propri desideri? Vuole veramente la felicità? E' ancora in grado di credere in qualcosa?
Il capolavoro assoluto di Tarkovskij, gli altri suoi film non sono a questo livello. Conosco solo Evangelion e pochissimi altri film che contengono una tale profondità di concetti e mistero. Per descrivere o almeno parlare decentemente di Stalker occorrerebero fiumi e fiumi di inchiostro virtuale, ma sinceramente non sono in grado né ho voglia di farlo. Dico solo che per me Stalker è come una seduta ipnotica, quindi la lentezza e il silenzio, la morbidezza soprannaturale delle musiche sono necessarie. Stalker è un viaggio metafisico nell'animo umano tra le macerie di una società degradata, e l'occhio di Tarkovskij indugia su ogni oggetto, anche il più piccolo, il più sporco o insignificante, come se anche quelli racchiudessero in sé la dignità di un ricordo passato. E come dopo ogni viaggio si ritorna esausti ma un pochino cambiati.
Incredibili le tonalità della fotografia, Stalker è un film Unico anche da questo punto di vista. La scena finale con l'Inno alla gioia è pazzesca.

Romi  @  20/03/2010 13.33.56
   9 / 10
Film molto affascinante anche se piuttosto pessimista. Da vedere

kullaz  @  09/03/2010 17.34.56
   10 / 10
Una sonda nel cervello. Dice tutto senza dire nulla, ricordo di essere rimasto stupito, quando lo vidi, dall' unicità di quest'opera. Molto particolare, lentissimo e cerebrale.

pinhead88  @  09/03/2010 17.02.04
   8 / 10
Gran film di Tarkovskij,misterioso e affascinante.

Gabo Viola  @  10/02/2010 19.48.19
   10 / 10
Tra i migliori dieci film della storia.

Xavier666  @  06/02/2010 2.09.54
   10 / 10
E' stata la mia prima volta con Stalker. Erano anni che attendevo il momento giusto per vederlo.
Non ho parole. Come la prima volta di qualcosa rimani in silenzio
ad assaporare quello che hai appena vissuto.
Per articolare interpretazioni, sensazioni, dovrò rivederlo infinite volte ,
per ora non posso che dare 10 a questo meraviglioso lungometraggio russo,
una poesia continua, un film che deve essere visto da tutti.
Più che fantascienza è un viaggio dentro i vortici dell'anima e del suo desiderio /reazione verso l'ignoto.
Che meraviglia di film!!

Gogol  @  25/11/2009 14.32.23
   10 / 10
questo film dovrebbero guardarlo tutti almeno una volta nella vita...capolavoro.

scannachiappolo  @  25/11/2009 14.10.48
   10 / 10
capolavoro.
consiglio a tutti, nonostante la sua oggettiva difficolta, di vederlo almeno una volta.
per me la visione di questo film è stata paragonabile un'esperienza mistica, caratterizzata da questo ritmo che ipnotizza lo spettatore e lo cala all'interno della zona, un profondo viaggio all'interno della nostra coscienza.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/11/2009 16.48.47
   10 / 10
Stalker è una delle opere più affascinati ed enigmatiche che abbia mai visto. Una riflessione sulla condizione esistenziale dell'uomo, sul suo rapporto fra la sua razionalità e il suo inconscio. E' un'opera estremamente complessa che offre una quantità di spunti che non possono essere colti in un'unica visione. Questo è uno di quei pochi film in grado di offrire nuove riflessioni in successive rivisitazioni. Data la sua estrema complessità e durata, vedere Stalker non è facile, può risultare anche noioso, ma se venite presi dal suo fascino è difficile staccare gli occhi e vorrete continuare il viaggio sino alla fine.

1 risposta al commento
Ultima risposta 12/11/2009 02.33.44
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  23/10/2009 19.33.55
   10 / 10
Una delle visioni più difficili, più ermeneutiche ed ermetiche. Ossessivamente lento, ma mai superfluo. Una discesa negli inferi, in cui non bisogna voltarsi indietro. Ma se la superficie è una prigione in cui i secondini sono le leggi infrangibili della natura, l'ottusità degli uomini, la noia e il senso di abbandono... allora La Zona si tinge dei colori del mistero, delle infinite possibilità. Non a caso le scene quotidiane, le zone civilizzate sono prive di colori, a differenza della natura verde e rigogliosa della Zona. Che, parole del regista, è la Vita. E bisogna essere deboli, flessibili, indifesi e umili per attraversarla senza farsi spezzare.

Il Desiderio è la colonna portante di questa opera. Il desiderio più profondo, che coincide con la nostra natura più segreta, che ride delle maschere e delle bandiere che un'uomo può portare. Come la storia del Porcospino vuole dirci.
Ed è buona cosa riuscire a capirlo, a capirsi, prima di implorare o di ricercarne la soddisfazione.

Il trio che si cala nell'impresa è portavoce delle tre risposte dell'uomo occidentale (di cui fa parte la russia pre (contadini cristiani) e post ( marxisti utopici e burocrati dittatori) rivoluzione) :
da una parte uno scrittore vissuto, disilluso, triste, privo di ispirazione perchè ormai ha viaggiato in tutte le acque navigabili, e nessuna isola deserta ha mai serbato alcun tesoro veramente nuovo o misterioso.
Sua controfigura uno scienziato, professore, l'uomo faber che cerca di imbrigliare la verità in postulati matematici e in macchine per far lavorare di meno l'uomo e concedergli la felicità dell'agiatezza. Anch'esso tuttavia pessimista nei confronti dell'umanità, egoista a proprio modo e spaventato da un mistero che possa distruggere il proprio paradigma.
Per ultimo lo Stalker, il pastore, da una parte un "umiliato e offeso" dannato e dall'altra un uomo di fede, che fugge il grigiore industriale alla ricerca di una terra promessa, dalla quale si sente però escluso.
Qualcuno di loro è nel giusto?

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Ma questa è la mia risposta.
Il film è così ben strutturato che porta lo spettatore a interrogarsi e dare una risposta propria, personale.

2 risposte al commento
Ultima risposta 24/10/2009 12.07.47
Visualizza / Rispondi al commento
acompagn  @  16/10/2009 3.02.33
   10 / 10
Mi sono iscritto a questo forum per commentare il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij. Dai commenti parrebbe che l'opera in questione sia una pellicola della quale pochi abbiano il privilegio di capirne i significati reconditi: mi permetto di non essere daccordo. Per spiegare questo uso le stesse parole dello stalker... "pensate al vostro passato, perchè questo rende gli uomini migliori, ma soprattutto dovete credere". Ed è questa la chiave di lettura di tutta l'opera. Costruiamo le nostre protesi fatte di tecnologia, scienza e filosofia -rappresentate superbamente dai rifiuti e lo sfacelo della zona- illudendoci di trovare in noi stessi le risposte, ma arriviamo prima o poi alla soglia, in cui non c'è più nulla al di fuori della fede, in cui non c'è più nulla da perdere. Stalker di Tarkovskij diventa allora opera comprensibile per tutti, tutti coloro che siano disposti a credere. Non è forse una piccola bambina a celare in sè una forza immensa? (Commento personale e assolutamente opinabile)

nick9001  @  14/10/2009 15.38.03
   1 / 10
Questo non è un film di fantascienza. Non mi è piaciuto.
Per lo staff: create il genere "opera d'arte" e/o "filosofico".

7 risposte al commento
Ultima risposta 15/12/2011 07.14.45
Visualizza / Rispondi al commento
Dr.Orgasmatron  @  26/09/2009 2.55.16
   9 / 10
Obbligatorio partire dal presupposto che non è obiettivo primario capirlo, è l'ultimo film che Tarkovskij girò nell'urss ed è un lavoro estremamente avvincente ed affascinante, anche perché inverte e stravolge completamente le regole del genere. Caratterizzato da un'ambientazione quasi inquietante, è cinema-poesia dove le emozioni passano attraverso le immagini. Esperienza unica, ma che in molti non riusciranno (purtroppo) ad apprezzare

Sabata  @  24/08/2009 14.17.26
   10 / 10
Senza mezzi termini, Stalker è un film che mi ha sconvolto. Nel bene e nel male.

I tempi cinematografici sono infinitamente dilatati. Gli elementi narrativi sono mantenuti in una continua sospensione, in un limbo senza tempo, senza direzione, senza verso. E' la ricerca di una meta ignota, che nessuno dei protoganisti conosce esattamente, compreso lo stesso stalker. Un viaggio catartico, disperato, che si rivela una viscerale introspezione dell'io. Un errare metafisico in senso letterale, al di là della fisica, della percettibilità materiale delle cose. Il penetrare nella Zona è il pentrare nell'Essere.

La fotografia, che gioca un ruolo di primissimo piano, è sublime e curata a livello maniacale. La forza visiva delle immagini è tale da farle assimilare a vere e proprie opere pittoriche, che si succeddono le une alle altre, lentamente, come i quadri che adornano una galleria d'arte.

Azzeccata anche la scelta di contrapporre scene in bianco e nero a scene a colori. Al di fuori della Zona, la "Realtà" è irreale, filtrata da un plumbeo e contrastato bianco e nero. All'interno, viceversa, l'Irrealtà è reale, mostrata nuda e cruda, nei suoi colori slavati.

Stalker è un film che, ad un primo approccio, appare pesante e indigesto. Esige tempo, pretende impegno, ma una volta assimilato si rivela di una bellezza rara e struggente. Lascia una traccia indelebile, il cui ricordo evolve e matura con il tempo.

In due righe:
Un film meraviglioso che, una volta assimilato, lo si apprezza per quello che effettivamente è: una splendida opera d'arte.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  05/08/2009 20.24.00
   9 / 10
E qua ci siamo invece. "Stalker" potrebbe essere un capolavoro solo per il fatto che Tarkovskij abbia deciso di girare un film di fantascienza ribaltandone le convenzioni sulle ambientazioni. Mentirei se dicessi di averlo compreso anche solo a metà. Da seguire anche le virgole. Lo spoglio coi piani-sequenza della coscienza umana.

4 risposte al commento
Ultima risposta 10/08/2009 10.06.25
Visualizza / Rispondi al commento
Tautotes  @  01/08/2009 11.50.44
   9½ / 10
Assoluto capolavoro. Secondo me, però, Tarkovskij non affonda definitivamente il colpo. Lo stalker è un condannato a morte, è la fede che nel mondo moderno è definitivamente rigettata e abbandonata. Lo scrittore è la parte più artistica e filosofica (direi nietzschiana) del rifiuto (e difatti è il personaggio meglio riuscito), mentre il professore rappresenta la parte della tecnica scientifica contemporanea, che non ha più bisogno di Dio, e che anzi tende a voler distruggere questa illusione (la zona deve essere distrutta, altrimenti tutti i più sprovveduti, "creduloni") potranno accedervi.
Non è che l'uomo contemporaneo abbia perso la fede, o si sia trasformato in un vanitoso relativista, bensì l'uomo di oggi porta a compimento coerente la sua essenza, il suo "voler dominare il mondo", ed è per questo che "uccide" il Dio.
Film superbo, merità il voto più alto che ho dato fino ad ora.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/10/2009 18.41.15
Visualizza / Rispondi al commento
bulldog  @  16/07/2009 1.08.36
   10 / 10
Il capolavoro di Tarkovsky

2 risposte al commento
Ultima risposta 07/09/2009 14.18.23
Visualizza / Rispondi al commento
Apocalypse_Now  @  14/07/2009 21.16.38
   7 / 10
Solito Tarkovskij. Cinema come poesia, piani sequenza che stimolano la vista, un viaggio introspettivo silenzioso e complesso. C'è chi lo definisce il 2001 odissea nello spazio in versione URSS, sinceramente non colgo la possibilità di paragone. Come sempre nei film del russo ci si sforza tanto per arrivare in fondo, stavolta l'appagamento non è dei più deficitari, ma neanche del tutto esaustivo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 02/08/2009 16.43.33
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  14/07/2009 10.58.51
   7 / 10
Abbastanza interessante film dai risvolti psicologici e filosofici in una trama che all’apparenza è un fantascientifico, ma non è così. Ottima l’atmosfera algida e decadente grazie anche ad una scenografia scarna ma particolare.
Poteva durare di meno però.

2 risposte al commento
Ultima risposta 26/07/2009 17.52.49
Visualizza / Rispondi al commento
babalone  @  16/06/2009 11.04.05
   5½ / 10
ll regista con questa opera, intende sottilmente anche un messaggio di scelta piace o non piace si il film fa vivere un viaggio interiore alla ricerca di se stessi, ma anche l'eccessiva lentezza potrebbe non fare capire bene la ricerca dell'interiorità spirituale

3 risposte al commento
Ultima risposta 13/03/2010 20.05.43
Visualizza / Rispondi al commento
USELESS  @  19/04/2009 10.00.11
   10 / 10
Una delle poche opere che oltrepassa il ruolo di semplice intrattenimento per sfaccendati che è proprio della "Settima arte"...

Geoff  @  30/03/2009 17.22.57
   10 / 10
beh... potrei stare ore a digitare le riflessioni ed i pensieri che la visione di questa pellicola mi ha generato.
Oppure potrei invece tenerle per me, rispettandone la (a mio parere) sensibile profondità.
Potrei invece fare come esattamente sto facendo, e cioè invitare chiunque, tramite un incompleto ammasso di parole inconcludenti a vedere questo capolavoro.
per gli occhi e per la mente.

1 risposta al commento
Ultima risposta 30/03/2009 22.53.39
Visualizza / Rispondi al commento
Guy Picciotto  @  01/03/2009 12.12.26
   10 / 10
Se ben ci pensiamo, la stanza dei desideri di Stalker altro non è che il mare cosciente di solaris, la zona oscura della coscienza.
Il percorso iniziatico che conduce alla zona oscura della coscienza non è sufficiente a far regredire lo scrittore e lo scienziato allo stato di innocente incoscienza, ecco il motivo dello sconforto dello stalker nelle ultime scene, quando torna a casa dalla moglie, adagiato sul letto, in preda allo sconforto crescente capisce che i due intellettuali non trovano il coraggio di compiere l'ultimo passo ed entrare nella stanza dei desideri poichè ormai sono troppo vanitosi, troppo pieni di se, troppo disillusi, non più uomini ma alienati, incapaci di provare a poter ancora sognare, perfino l'artista è incapace a mettersi nelle mani dell'irrazionale e del mistico, pare essere questo il messaggio di Tarkovsky a quanto pare, l'uomo ormai è un mostro di vanità e superbia completamente tumulato di reale diurno, di quotidiano relativista, l'uomo, zombi sociale incapace di abbandonarsi al sogno, è la coscienza il vero problema, la coscienza ormai fa schifo, poichè ormai si è trasmutata in quella civile, è come una vecchia scarpa da cestinare, la coscienz aimpegnata, demagogica, dialettica, la coscienza paraocchiata, settaria, ideologica, im*******ta ora e sempre nel ricreativo circolo servo-padrone social mondano del porcile umanoide,
Di contro, soltanto le persone semplici, come la ragazza, possiedono ancora la forza dell' irrazionale, ovvero la coscienza disinfomata , purificata nel fuoco della modificazione perpetua, inapplicabile, indisponibile, questo mi ricorda una celebre frase di Pasolini quando diceva che le sole persone che lui ancora aveva piacere a frequentare erano gli illetterati, coloro che erano ancora puri, coloro non indottrinati da quella catastrofe chiamata stampa, e coloro che non avevano avuto un istruzione scolastica di stato.
Se nemmeno l'artista ha una coscienza pura in questa società allora si che capiamo la tristezza irrimediabile del cavaliere stalker, sorta di virgilio dantesco dell'era post atomica, e si badi bene che avere una coscienza pura non vuol dire credersi o sentirsi superiore ad altri, l'alterità non è presa nemmeno in considerazione, vuol dire invece "superare se stesso", tramontare.
O forse lo stalker si è davvero inventato tutto, i pericoli, le trappole, i fantasmi e persino la fantomatica stanza, ed in realtà egli è asservito ad una forza oscura che si cela dietro queste fantomatiche promesse, ma questa ultima ipotesi stona col finale del film dove la ragazzina riesce a muovere col pensiero degli oggetti, desiderio esaurito grazie alla zona? restano tanti dubbi che affollano una delle opere più profonde, enigmatiche e geniali mai partorite da un regista. non fantascienza come qualcuno scrisse, ma fantacoscienza.

vitocortesi  @  18/01/2009 20.17.12
   10 / 10
Questo film emana un fascino particolare che lascia senza fiato.Un viaggio all'interno dell'uomo che ne sviscera le sue paure,debolezze ed il senso dell'esistenza.Capolavoro da vedere più volte per capire pienamente la profondità dei dialoghi e le tante metafore.

Exodus  @  01/12/2008 19.38.02
   8½ / 10
E' impossibile riassumere in poche parole la complessità di Stalker: un film di una lentezza disarmante, difficile, filosofico, che cerca di indagare in ciò che si nasconde nel profondo dell'animo dell'uomo, arrivando a suscitare, più che a rispondervi, domande su... praticamente tutto, dalla fede alla psicologia, attraverso le opinioni e le esperienze dei tre protagonisti, ma soprattutto grazie alle loro debolezze, opportunamente sviscerate dalla Zona.
Bellissimo, ma molto impegnativo.

Developer  @  13/10/2008 17.40.19
   10 / 10
Sono da poco iscritto a FilmScoop e sto votando i miei film preferiti. Eccomi giunto a Stalker.

E' possibile fare un film avvincente, affascinante, mai noioso in cui la maggior parte del tempo tre personaggi girano tra campi e ruderi, privilegiando la parola all'azione? Vedere per credere.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Erroneamente considerato un film di fantascienza.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/08/2010 14.05.16
Visualizza / Rispondi al commento
Sgt. Pepper  @  16/07/2008 16.36.11
   8 / 10
Un viaggio lento e profondo nelle diverse concezioni dell'uomo sulla vita. Non sono riuscito ad apprezzare al massimo questo film, che come ho detto è molto lento, perchè purtroppo non sono abituato a film di questo genere e capisco che per comprenderli appieno bisogna avere un pò di pratica ed esperienza; Ma cmq molto bello lo stesso anche per chi, come me, non è avvezzo a questo genere film. Consigliato

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/04/2009 22.11.56
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento gidansheva  @  08/07/2008 3.56.36
   10 / 10
Definirlo "film" è sicuramente riduttivo. "Stalker" è un lungo e profondo viaggio all'interno dell'essere umano. La "zona" rappresenta l'uomo, essere dall'animo complesso, dove la via più breve non è mai quella giusta (per citare il film). Al suo interno cela paure, dolore, felicità, speranze, credenze, conoscenza, tutto confuso in un miasma, in una palude dell'indefinito (l'acquitrino della "zona"). E tutto ciò genera domande, soprattutto di senso, a cui ognuno cerca di fornire le proprie risposte, arrivando così a conclusioni diverse (lo scienziato, lo scrittore, lo stalker). Qual'è la risposta (se esiste)? La ragione? L'arte? O la fede? E ancora, è possibile "non credere"? O è proprio il "credere" a renderci umani? Una cosa è certa: dal vortice dei dubbi è difficile uscire; la via più corta è per i suicidi (sempre per citare il film). La scena finale della bambina mi ha colpito tantissimo, credo che mi rimarrà impressa per sempre. Un film non per tutti, ma da vedere assolutamente almeno una volta nella vita.

mariocavallo  @  01/04/2008 9.25.11
   10 / 10
meraviglioso film....pura filosofia......struggente la storia del porcospino, fantastici i versi del padre di Tarkovskij all'inizio della seconda parte....da vedere, capolavoro assoluto.

ConnyCorleone  @  28/03/2008 23.54.56
   10 / 10
Ha cambiato il mio modo di vedere la vita...

Qualcuno  @  20/03/2008 20.24.45
   5 / 10
Tecnicamente molto buono, ma lento ci mette un po' per spiccare il volo, discutibili alcune scelte come quelle del bianco e nero per la prima parte, a tratti sembra quasi un cortometraggio, atmosfera un po' troppo vera reale poco fantascientifica, film dedicato più alla riflessione che nn all'azione, nn mi è piaciuto molto..., ma tecnicamente molto importante.
Voto severo per la tecnica indiscutibile, ma reale per giudizio ed emozioni che nn mi ha trasmesso.

10 risposte al commento
Ultima risposta 11/03/2009 18.23.42
Visualizza / Rispondi al commento
Raffa§  @  19/03/2008 12.58.51
   10 / 10
Tutti dovrebbero vedere almeno una volta questo film. Uno di quei veri classici che non possono mancare nella videoteca del grande Appassionato. Metafora della vita e della reale insoddisfazione continua dell'uomo desiderante. Capolavoro indiscusso di Tarkovskij con immagini capaci di creare una pace assoluta, ma non dimentichiamo il mitico Tunnel della Morte! Quanti di noi sarebbero capaci di attraversarlo e poi di aprire la famosa porta "rivelatrice". Mettete alla prova la vostra indole!

giax-tommy  @  06/03/2008 18.53.13
   8½ / 10
La voglia irrefrenabile di porsi domande a cui una risposta non c'è un viziaccio atavico dell'uomo.
Cerchiamo di razionalizzare troppo, chiedendoci troppo spesso il perché (credendo sia la domanda più importante) e lasciamo perdere domande come quando e come (soprattutto).
Con Stalker si è passati ad avere delle risposte e temerle profondamente, tanto da fermarsi al limite, sulla soglia della porta per il passaggio al mondo del vero. La nostra irrefrenabile voglia di avere domande irrisolte fa a *****tti con la nostra istintiva quanto razionale tendenza alla ricerca di una verità. Nella zona prevarica la paura del non poter più porsi domande, crearsi problemi.
Non solo. Si teme che i propri desideri, quelli reconditi, si possano avverare. Non solo i propri, ma quelli di un'umanità oramai ai limiti della sopportabilità reciproca, che altro non fa che pensare a se stessi.
Stalker è una profonda ricerca nella coscienza umana, laddove l'uomo può cercare e trovare le risposte sull'uomo, senza passare per quesiti e presunte risposte metafisiche.
La "zona", nome con cui viene indicata la zona dove si presume siano caduti meteoriti, risulta davvero mistica. Si sente il cambiamento, lo si avverte non solo per la calma assoluta che pervade questa zona, ma anche per il cambiamento fotografico. Tutto appare più limpido.
I tre protagonisti, lo stalker (figura alquanto misteriosa, accompagnatore di anime alla ricerca della felicità), il professore (laureato in fisica e ricercatore) e uno scrittore, torneranno alle loro case profondamente cambiati, consapevoli, anche senza aver ricevuto risposte.
Il film mi ha affascinato e lo consiglio soprattutto a coloro che piace la pittura. Sicuramente non lo consiglio ad una persona appena sveglia o che ha dormito poco. La lentezza è un pregio per molti versi, soprattutto perché da la possibilità di concentrarsi su inquadrature stratosferiche. Ma spesso mi ha dato l'impressione che sia stato eccessivamente diluito, e che le risposte date siano un po' troppo ostentate, rendendolo quasi privo di interpretazione in alcuni tratti.

pino08  @  12/02/2008 16.01.19
   10 / 10
Un capolavoro difficile da digerire. Un film dentro il quale ci si perde.

Fotografia e dialoghi al top.

gei§t  @  02/02/2008 15.52.59
   7½ / 10
un viaggio in una zona misteriosa ma anche un viaggio alla scoperta della condizione umana e dei desiderei di alcuni uomini diversi fra loro ma accomunati dall'insoddisfazione e dall'infelicità.

Kiroshiya1  @  28/12/2007 23.54.49
   10 / 10
Parlare di cinema riguardo a Tarkovkij è riduttivo. Cinema rimanda, purtroppo, a una produzione commerciale, in serie, a un'industria culturale che produce per la massa.
La filmografia di Tarkovsij è un'unica opera d'aerte, nel senso più classico e aristocratico del termine. E STALKER ne è solo un frammento.

onda  @  19/11/2007 12.50.57
   8 / 10
Storia pseudo fantascientifica che contiene un'allegoria religioso - filosofica (il rapporto tra la fede, la scienza e l'arte e la speranza degli umili).
Stalker è un'esperienza intellettuale, ma anche fisica, grazie alla rappresentazione della zona, luogo fatiscente e acquitrinoso, ma anche una sorta di proiezione dell'animo umano.
Fotografia cupa e ritmo lentissimo caratterizzano un film non facile, ma di notevole fascino.
Inquietante la scena finale.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  19/09/2007 13.15.09
   10 / 10
ALTRO CAPOLAVORO DEL MAESTRO RUSSO. LE ATMOSFERE, I COLORI, I DIALOGHI RENDONO QUESTO FILM SUBLIME. STALKER E' UNA GRANDE METAFORA DELLA VITA. UNICO.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  09/09/2007 13.35.10
   8½ / 10
Dopo la recensione, lo speciale e ottimi commenti, su questo film c'è ben poco da dire..
Consiglio solo di vederlo tutto d'un fiato, possibilmente da soli e di rivederlo poi tra una decina di anni. Ah si, e magari con i sottotitoli sincronizzati, non come il sottoscritto..

RedMosquito79  @  03/08/2007 13.42.22
   10 / 10
“Lentezza”?
Perché si parla di lentezza riguardo alle opere complesse. Forse siamo noi che, rendendoci conto della nostra incapacità di cogliere un racconto lineare, ci giustifichiamo. Ma come reagiremmo allora di fronte a certi movimenti pittorici senza esserci prima informati tramite i libri di critica? Esiste veramente la necessità di creare dei costrutti mentali, dei pattern stilistici? O sono semplicemente delle bariere alla comprensione vera? Quella individuale.
Spesso quando si discute di un lungometraggio si usa questo aggettivo con accezzione negativa. Si instaura un movimento bipolare tra i pro e i contro, molto netto. C’è la tendenza ad annullarele sfumature, le tonalità meno abusate, i bellissimi tratti di grigio o l’allegorico filtro di seppia.
Ma cosa sarebbe l’arte se la privassimo dell’aspetto riflessivo; se non ci facesse più sognare e pensare, e modificare continuamente le nostre sicurezze.
Allora, forse, sarebbe più giusto distinguere tra gioco, passatempo fragile, commedie e opere d’arte tout court. Ma non si può: non esistono confini o muri invalicabili. Il cinema non è forse gioco e presunzione al tempo stesso?
Vi propongo un semplice esercizio: vedete prima 2001 di kubrick e poi 2020: l’anno del contatto. Cinema e anti-cinema: ha importanza svelare i misteri, prima descrivere e poi spiegare tutto, procedere in maniera lineare e continua, elaborando un noioso resoconto dei fatti, secondo uno stile scolastico e rigidamente standardizzato? Dal canto mio preferisco la discontinuità.
L’uomo in genere non conosce le risposte a numerosi quesiti; ha una natura complessa e misteriosa. E allora perché ostacolare la riflessione sulla percezione di fatti e racconti complessi e non univoci?
Il cinema è un artefatto, un costrutto che da sfogo ai nostri bisogni di fuga dalla realtà prevedibile; e in alcuni casi colpisce dritto all’animo, lasciando anche interrogativi, a cui si può rispondere o dare semplicemente sollievo grazie alla soggettività di ognuno, al proprio bagaglio culturale e all’esperienza.
Cosa sarebbe il cinema, l’arte in genere se lo privassimo di tutti questi aspetti, seguendo dei percorsi già preestabiliti? cosi si rischierebbe di distruggere la fruizione sinestetica, annullando l’immaginario che solo esso può regalarci…

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/08/2007 16.51.07
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  16/07/2007 23.04.35
   9 / 10
Chi pensa che Indiana Jones o Harry potter siano esempi di cinema qualificato collocherà senza pensarci troppo Stalker nell'anti-cinema. Film lentissimo, inquadrature immobili per minuti che sembrano ore, dialoghi filosofici ed astratti, protagonisti tormentati, e tutt'altro che belli. Eppure il fascino di questa pellicola è senza tempo. La straordinaria e misteriosa "Zona" creata dalla mente dei fratelli Strugackj (o come si chiamano) è resa in modo sublime da Tarkovskij che eccelle soprattutto nella fotografia, (che ricorda la pittura astratta) e nel colore che cangia continuamente dando luogo a una varietà cromatica di grande respiro visivo. Molto belli anche i dialoghi, soprattutto quello d'apertura dello Scrittore (dei 3 il mio preferito) che attacca il razionalismo moderno che ha inaridito il nostro mondo privandolo della poesia e della fantasia e che giustamente si rifiuta di entrare nella stanza dei desideri perchè questa realizza solo i più sordidi e inconfessabili e non quelli ipocriti, urlati a squarciagola ma non sentiti dentro. Molto bello anche il monologo dello stalker nel tunnel sul mancato appagamento del cuore umano qualunque sia la sua condizione. Altri dialoghi sono più criptici (mi viene in mente la citazione biblica dello Stalker e le parole della bambina mutante) e meritano una seconda (e magari anche terza) visione. Ma Stalker non è un film per tutti e anche per i cinefili doc non è un film per tutti gli stati d'animo.

nodonodello  @  10/07/2007 1.03.15
   4 / 10
Non è male ... l'idea è originale ma il film è un po asettico... sembra la lettura di un'opera più una storia da pellicola. Non lo ritengo un capolavoro ma un film come tanti.

1 risposta al commento
Ultima risposta 14/12/2011 03.53.58
Visualizza / Rispondi al commento
felym  @  22/06/2007 14.49.22
   7½ / 10
Difficile commentare un film del genere. Sembra più un libro..con le immagini. Diciamo che sono rimasto colpito da molte cose, tra cui:

LA REGIA: impressionante l'utilizzo della cinepresa da parte del regista, i primi piani, l'uso del colore e del bianco e nero e l'abbassamento di luce..mitico

LE INTERPRETAZIONI: grandioso l'attore principale. epico. ottimi anche lo scrittore e lo scienziato. brava anhe la moglie per quel poco che ha parlato. cmq in generale attori incredibili, monologhi e dialoghi lunghi e di difficile interpretazione.

LA SCENEGGIATURA: mooolto particolare e adatta solo a pochi. tanti i dialoghi, ma sublimi. lascia molto all'interpretazione personale.


Invece non mi hanno convinto molto la lunghezza di 4 o 5 scene..si potevano tagliuzzare un pò.. il finale (non dico nulla per chi non lo ha visto) e per la mancanza di ulteriori particolari sulla storia di quel momento e sulla città o altro..non si capisce granchè nel film di questo..

In definitiva un film che ti prende e ti affascina, una pellicola diversa da tutte le altre, difficilmente ve ne dimenticherete..ma che ha le sue pecche

Dr.Caligari  @  14/06/2007 16.01.12
   10 / 10
Sublime film di Tarkovskij (sicuramente il suo migliore).
Filosofico,intenso, poetico.
Uno dei più grandi film di sempre.

Crimson  @  06/06/2007 14.29.58
   9½ / 10
'La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.'

Il desiderio e la ricerca, ma anche l'insoddisfazione, ed è questo il tema sul quale mi piace riflettere maggiormente. 'Stalker' è un film che cattura lentamente le proprie emozioni e riflessioni, ed evoca un processo di introspezione notevole, che và di pari passo a quello che avviene nei tre personaggi.
Tarkovskij sembra far di tutto per rendere insopportabili lo scrittore e lo scienziato, inappagati e miscredenti, e per questo arrendevoli difronte al passo decisivo. Non credo che lo stalker faccia molto di più. Si pone il limite morale a qualcosa che rientra nell'inspiegabile, e francamente arrivo persino a detestare, nel corso della terza visione del film, i tre personaggi. Sarà probabilmente che in ognuno di essi scorgo una parte della mia personalità, e il riflesso della più profonda insoddisfazione. E' questo caleidoscopio a rappresentare per me la più grande fonte di attrazione e di passione che questo film ha progressivamente svelato dentro me. Lo stalker è colui che pone interrogativi e riflessioni esacerbanti sulla vita, sull'arte, che ha trovato un senso nella sua funzione ma che non trova appagamento perchè non ha nessun feedback dagli altri, e si tormenta perchè non capiscono. Lo scrittore lo colpevolizza costantemente, ha dei saltuari pentimenti che non appaiono veraci ma come subdola autocommiserazione. Ha perso l'ispirazione, ha perso tutto, non crede che ci sia altro dopo aver verificato che tutto ciò che è tangibile non ha significato. Lo scienziato ha sentimenti di rivalsa, anche lui divorato dall'insoddisfazione. Confonde la propria aspirazione per il libero arbitrio e decide di far saltare tutto, perchè se entrassero nella stanza persone che celano desideri nascosti malvagi che cosa accadrebbe? ma anche lui cade vittima dell'incompiutezza della propria scelta.
Il personaggio che ammiro di più è così la moglie dello stalker, che secondo il mio modesto parere accetta e si rassegna agli avvenimenti, accetta la propria mediocrità, la propria incompiutezza, e vive ciò che le spetta. Ma prova insoddisfazione?
Per il resto, parlano da sole le immagini, i silenzi, i vuoti, e le parole meravigliose che si rincorrono nelle poesie di Tarkovskij padre.
Questo film è un'opera d'arte.
Per favore, se qualcuno fosse in possesso della strepitosa poesia che recita la bambina nel finale me la riporterebbe nella risposta al commento?

'I try to see the real me, but there's someone else in here'

6 risposte al commento
Ultima risposta 02/08/2007 12.55.00
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento robocock  @  02/06/2007 15.50.46
   9 / 10
8= 8= 8= 8= 8= 8= 8= 8= 8=

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/06/2007 00.37.17
Visualizza / Rispondi al commento
AKIRA KUROSAWA  @  29/05/2007 12.53.13
   10 / 10
chissa quale filmetto hollywoodiano commerciale sarebbe uscito da una trama come quella di stalker, magari una zona piena di trappole assurde mostri , sangue.... sarebbe uscito di tutto , invece per fortuna cosi nn è successo. stalker sicuramente è uno dei film piu affascinanti che abbia visto, mentirei se dicessi di averlo completamente compreso , ma sicuramente nessuno puo comprendere pienamente un film cosi , simbolico e allegorico, forse l unico è lo stesso tarkowskij. la fotografia iniziale e finale, il bianco e nero come dice il grande cash color seppia , è qualcosa di una bellezza veramente unica , come la colonna sonora perfettamente in sintonia con l atmosfera naturale della zona. un capolavoro assoluto, meglio a mio avviso sia di solaris che di andreij rubliov. grazie paul per avermi fatto conoscere adrej tarkowskij

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/05/2007 12.54.28
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento NEO78  @  29/05/2007 12.28.10
   9 / 10
Non è il caso davanti a opere come questa usare la parola "film", sarebbe troppo riduttivo.

Questo è cinema inteso come forma d'arte pura, non come i film da record al botteghino che sono creati solo per far passare un'ora e mezzo di intrattenimento. Questo capolavoro ci ricorda che il grande schermo è qualcosa di più: il cinema è anche trattare argomenti difficili e molto complessi, indurre lo spettatore a farsi delle domande e a riflettere su temi importanti e complessi.

Qui gli spunti di riflessione fioccano come in pochi altri film: argomenti come la religione, il sendo della vita, l'odio, l'amore, la felicità vengono discussi nei bellissimi monologhi e dialoghi tra i vari protagonisti del film, aiutati anche da una fotografia semplicemente perfetta e da una regia volutamente statica ma con alcune perle di movimento come nella scena iniziale, nella scena in cui la bambina cammina sulle spalle del padre e nella scena finale.

Chi non apprezza questo film è perchè intende il cinema come spettacolo visivo nel senso stretto del termine, cioè chi si mette davanti al video passivamente davanti alle immagini che scorrono senza porre attenzione al significato vero del film, cioè cosa vuole comunicarci, qualè il senso vero che il regista vuole mostrare non la storia in se stessa.

Perchè se si considera solo la storia questo film non è poi granchè: alla fine parla di tre persone che vanno in un posto che tra l'altro neanche riescono a vedere, ma se si va oltre cioè al messaggio che il film comunica allora non si può far altro che inchinarsi e riconoscere il vero valore di questa opera.

Divino Stanley  @  25/05/2007 22.06.08
   8 / 10
E' il primo film di Tarkovskij che vedo e dunque non avrei le basi necessarie per interpretarlo e commentarlo. Da come la vedo io, questo non è altro se non una critica nascosta all'ateismo comunista che imperversava nella Russia in cui risiedeva il regista. Per me dunque lo Stalker va visto come un ecclesiastico, un sacerdote con la missione di condurre la popolazione alla beatitudine (allegoricamente simboleggiata dalla Camera dei Desideri). Il Mondo degli uomini, che Tarkovskij rappresenta quasi sempre in bianco e nero, è una allegoria del peccato e della dannazione mentre la Zona va vista come la redenzione e ogni suo trabocco coincide con i rischi di ricadere nel peccato. Invece i due viaggiatori, il Professore e lo Scrittore, sono gli atei del tempo che, nonostante si fossero avvicinati alla Fede (alias Camera dei Desideri) grazie all'azione del sacerdote (alias Stalker), fuggono impauriti e pusillanimi davanti alla porta della beatitudine. Infine il cane, sebbene possa sembrare blasfemo e offensivo, è per me una allegoria di Dio: si noti che si passa dal bianco e nero al colore in concomitanza dell'entrata nella Zona che abitata solo dal cane (alias Dio) e che dopo l'uscita dalla Zona il colore permane solo in presenza del cane.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Questo è quello che ho visto in questo film ma molto probabilmente sono in errore e, dicendo le cose come stanno, non so nemmeno se Tarkovskji fosse credente o meno.
Il film, dal punto di vista stilistico, presenta un' ottima sceneggiatura e un' ottima fotografia ma pecca in certi momenti di eccessiva lentezza ed per questo non lo ritengo un capolavoro assoluto.

  Pagina di 4   Commenti Successivi »»

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


742467 commenti su 24836 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale TAKASHI MIIKESpeciale TAKASHI MIIKE
A cura di Tommaso Ghirlanda



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net