room regia di Lenny Abrahamson USA 2015
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room (2015)

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locandina del film ROOM

Titolo Originale: ROOM

RegiaLenny Abrahamson

InterpretiBrie Larson, Megan Park, William H. Macy, Jacob Tremblay, Joan Allen

Durata: h 1.58
NazionalitàUSA 2015
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2016

•  Altri film di Lenny Abrahamson

Trama del film Room

Jack Ŕ un bambino di cinque anni cresciuto in una stanza in un capanno 3 metri per 3, che crede sia il mondo intero. Ma cosa succede quando la madre, rapita da adolescente dieci anni prima, gli comunica improvvisamente che esiste ben altro fuori dalle mura della stanza?

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Voto Visitatori:   7,49 / 10 (68 voti)7,49Grafico
Miglior attrice protagonista (Brie Larson)
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior attrice protagonista (Brie Larson)
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Voti e commenti su Room, 68 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

GianniArshavin  @  07/06/2017 12:53:21
   8 / 10
Room è un film del 2015 diretto da Lenny Abrahamson.
Ispirato ad un fatto di cronaca che ha fatto molto scalpore (il cosiddetto "Caso Fritzl")la pellicola colpisce forte, non tanto a livello visivo quanto nella costruzione della sofferenza che una prigionia simile può infliggere a due innocenti. Il film riesce ad essere un dramma perfettamente orchestrato, sincero e intenso, quasi mai retorico e buonista.
Il film è diviso in due parti ben distinte: la prima si concentra sulla segregazione dei protagonisti, sui delicati equilibri all'interno della "Stanza" e sull'alienazione della madre e quella inconsapevole del figlioletto. I rimandi ad opere come Bad Boy Bubby o anche parzialmente a pellicole alla Kynodontas sono palesi, ma Room ha una sua identità drammatica che riesce a differenziarlo dai film citati.
La seconda fase, quella più criticata, secondo me è quasi migliore della prima: sebbene il canovaccio diventa più prevedibile, la potenza del narrato, l'analisi del ritorno alla vita di tutti i giorni dei protagonisti e delle difficoltà annesse è assolutamente credibile e coinvolgente, non c'è una virgola fuori posto in questo secondo troncone calibrato, emozionante e non banale.
Da sottolineare la prova fenomenale dei due attori principali ed almeno un paio di sequenze da Oscar, in primis quella sul furgone in cui Abrahamson si è semplicemente superato.
Room è un film da vedere, uno dei migliori dello scorso anno.

ferzbox  @  17/04/2017 14:41:49
   6½ / 10
Mi aspettavo molto di più se devo essere sincero; sopratutto tenendo conto di tutto quello che avevo letto, sentito o mi era arrivato da quando uscì...
La prima parte è intrigante davvero; capire cosa aveva portato quella madre con il bambino di 5 anni a vivere quella situazione creava un clima di curiosità non indifferente, e sopratutto colpiva molto il lato interpretativo(sopratutto del bambino che è stato bravissimo e che si meritava l'Oscar molto di più rispetto a Brie Larson....che comunque è stata brava e mi ricordava vagamente la Foster).
Quindi c'era questa prima parte che aveva il suo perchè....fino ad arrivare alla metà dove....
...e qui SPOILER......SPOILER....SPOILER.....


.....il bambino riesce a fuggire tramite un piano che definire azzardato sarebbe stato poco(ma quale madre avrebbe messo a repentaglio la vita del proprio bambino con un simile rischio? Sopratutto considerando quanto il bimbo fosse completamente estraneo al mondo esterno, e considerando la follia del rapitore....bhò, va bhè tralasciamo)....
Dopodichè si pensa che la pellicola potrebbe proseguire con la disperata ricerca della madre; il bambino non era in grado di dire dove si trovava la mamma, quindi le autorità avrebbero dovuto trovare un modo per ritrovarla(magari il dente malato che teneva il bimbo come ricordo della madre poteva essere un modo per risalire al DNA....o insomma qualcosa del genere, di coinvolgente, di ancora accattivante; magari unendolo sempre al discorso di riabilitazione come è stato fatto)....
....invece no, dopodichè la pellicola cambia totalmente tono diventatando semplicemente una storia sentimentale...
Nulla di male in questo, ma perlomeno non fatemela come se fosse la fiera delle cose scontate; che il bimbo avrebbe piano piano trovato una sua dimensione era palese; che la madre avrebbe sofferto di qualche malessere per la terribile esperienza affrontata era ovvio; che i nonni o tutti i cari legati a loro avrebbero inizialmente faticato per adattarsi alla situazione era normale.....quindi, al di là di tutto questo(che era scontatissimo)cosa dava di altro il film? Cosa c'era di così particolare da dover giustificare 57 minuti di pellicola prima del termine?
Così facendo il film non sa ne di carne ne di pesce; non è un thriller e non è un film d'autore....non è nulla, si rimane solo fissi davanti allo schermo nell'aspettare qualcosa che rimescoli gli ingredienti o che, se non altro, doni qualche momento artistico e autoriale....invece no; il film allunga la clessidra del minutaggio per finire esattamente come finiva la prima parte; i due si sono salvati e tornano al mondo normale.....
Ok, non dico che sia una brutta opera, ma se non fosse stato per l'interpretazione degli attori, l'idea iniziale e alcuni momenti registici parecchio validi(come la parte del bambino nel furgone)non sarei mai riuscito ad arrivare a 7......
...la mia donna l'ha ritenuto un film parecchio sopravvalutato e pretenzioso; io non arrivo a dire questo, ma in fondo non posso biasimarla...

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/04/2017 14.45.30
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daaani  @  03/04/2017 17:22:09
   8½ / 10
Claustrofobico ed ad alta tensione! Da vedere!

ZanoDenis  @  03/04/2017 14:57:37
   6½ / 10
Non è un brutto film, anzi, grandi interpretazioni da parte di tutto il cast, con Brie Larson sugli scudi, tuttavia devo dire che mi ha lasciato pochissimo.
La prima parte è quella più riuscita, che occupa più di una buona metà di film e coinvolge, pone riflessioni, seppur non originalissime, comunque interessanti.
Poi per quanto mi riguarda il film sarebbe potuto finire. Paga una seconda parte piattissima, poco approfondita, buttata lì senza un valido motivo e senza lasciare nulla, anche un po pesantuccia devo dire.
Sa di occasione sprecata, considerati la bravura del cast e il comparto tecnico validissimo.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  14/03/2017 19:51:56
   6½ / 10
Buon inizio e prima parte

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, poi va via via scemando con alti e bassi. Resta un discreto film drammatico.

markos  @  21/01/2017 11:22:05
   7 / 10
Come si fà a vivere in una stanza? Vedete il film. Molto bravo il bambino.

maxwin  @  16/01/2017 13:26:20
   6½ / 10
Un film difficile, a volte sembra noioso a volte sembra avvincente, tematica forte e originale, attori bravissimi. A prescindere da tutto, è emozionante.

maxi82  @  05/12/2016 18:25:59
   4½ / 10
Sinceramente non mi ha colpito per niente....zero emozioni...non mi ha coinvolto come in altri film dello stesso genere...noia assoluta

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  18/11/2016 20:43:41
   7 / 10
Storia conturbante (il fatto di cronaca cui si ispira lo è ben di più, classico esempio di quando la realtà e ben più allucinante della finzione).
La prima parte sa di già visto, ma tutta la parte del "dopo-stanza" è invece molto interessante e mostra le difficoltà di chi sopravvive a certe esperienze limite.
Nel complesso un buon film, brava la protagonista.

Oskarsson88  @  08/11/2016 00:22:12
   6 / 10
La prima parte è abbastanza accattivante e si susseguono più fatti, e si scoprono man mano i "motivi" della stanza. Nella seconda parte invece mi sono parecchio annoiato, causa la lentezza della pellicola e i pochissimi reali avvenimenti, se non il tentativo di riabituarsi alla vita sia della madre che del figlio. Buona l'idea, un po' meno la realizzazione a partire dal secondo frangente.

Burdie  @  01/11/2016 20:53:31
   6½ / 10
...parte bene ma prosegue un po' scemando

the saint  @  25/10/2016 10:59:23
   7 / 10
storia da 6..

voto a Jacob Tremblay 8

maitton  @  01/10/2016 18:12:00
   8 / 10
e' in assoluto il piu' bel film che ho visto quest'anno.
lei e' straordinaria, la colonna sonora bellissima ed il finale (inverosimile?) per me e' stato il migliore possibile, pieno di speranza.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  18/09/2016 12:06:31
   7 / 10
Storia originale e tragicamente possibile, con una prima parte eccezionale. Fintanto che la storia avviene al di fuori del mondo, con le sue regole, è praticamente perfetta e geniale. Quando, nella seconda parte, la storia si sviluppa nel mondo normale, non lo fa in maniera nè credibile nè soddisfacente. Tutto resta molto secondario rispetto ai due protagonisti e resta l'impressione che ci fosse molto altro da dire e che servisse molto più tempo per farlo.

topsecret  @  07/08/2016 15:14:26
   7½ / 10
Avrei potuto dare un voto maggiore ma le caratteristiche di due personaggi non mi hanno convinto, lasciandomi un po' d'amaro in bocca. Due personaggi come il padre di lei (William H. Macy) e l'intervistatrice, assolutamente secondari ma decisivi nel riflettersi negativamente sulla psiche della protagonista, risultando però poco credibili nel racconto di una storia devastante dal punto di vista delle emozioni, decisamente coinvolgente e ben diretta.
Il cast appare molto calato nella parte, il ritmo del racconto è costante, le emozioni e le sensazioni più varie sono evidenziate bene e la visione è altamente godibile, interessante e consigliabile.

paradis  @  04/08/2016 19:40:56
   8 / 10
Il bambino è sicuramente il personaggio che rende il film degno di essere visto. Brava Brie Larson, ma sinceramente non le avrei dato l'oscar. Gli altri attori sono assolutamente insignificanti e privi di spessore.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

wicker  @  03/07/2016 19:36:37
   8½ / 10
Molto bello,sarebbe stato semplice cadere in una retorica sulla monotia della prigionia (prima parte) e in una sul reinserimanto societario più o meno difficile (seconda parte).
Questo non succede per la buona calibrazione di una regia sì compassionevole e emotiva , ma anche di polso e abile a non tralasciare nulla senza perdersi in lungaggini.
Film duro,intenso,empatico ed emozionanante..Larson giustamente premiata ,anche il bimbo non è da meno.. Gran cameo di Macy.

vale1984  @  29/06/2016 15:39:16
   7½ / 10
Un film che all'inizio ha un sapore magico ma che nasconde una storia terribile... molto bravi i protagonisti e molto intenso. Angosciante ed assolutamente, purtroppo, credibile.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/06/2016 11:51:27
   8 / 10
Film intenso, struggente, ambizioso.
Prima parte claustrofobica e molto ben raccontata, seconda parte non meno inquietante e disturbante.
Sceneggiatura solida, grandiosa prova dei 2 protagonisti. Oscar meritato. Un film da guardare piu' che da commentare.

Alex22g  @  25/06/2016 09:52:52
   9 / 10
Film di una bellezza struggente. Brie Larson ha meritato l'oscar ma secondo me il vero punto di forza in termini recitativi è stato il ragazzino protagonista che reputo davvero eccezionale. Regia, musiche e fotografia al top se non bastasse. Una storia interessante ed emozionante come non ne vedevo da tempo. Secondo me avrebbe meritato anche l'oscar come miglior film .

jason13  @  19/06/2016 10:48:59
   8 / 10
Emozionante e Intenso. Veramente straconsigliato.

Invia una mail all'autore del commento bart1982  @  28/05/2016 10:54:30
   6½ / 10
Sorprendente come questo film parte bene e dalla 2a metà del film ,

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER , abbia poi un crollo diventando lento e poco coinvolgente.
Se si voleva dare risalto alla parte psicologica del bambino, lo si poteva fare in altra maniera.
Poi non sono stati approfonditi diversi punti :

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Disgustoso il dente dato al bimbo dalla madre come "ricordo" da portare con sè.

davmus  @  23/05/2016 08:55:25
   9 / 10
Un fra 8e mezzo e 9, cmq molto toccante...mi ha colpito molto la nascita di un bimbo a 5 anni. Ciò che accade nei nostri bimbi che non posso raccontare....

dagon  @  27/04/2016 19:24:57
   7 / 10
Onestamente, per il clamore con cui è arrivato, mi aspettavo molto di più. Migliore la prima parte, più ovvia la seconda. Bravi gli attori, soprattutto il bambino, è indiscutibile, ma elementi per gridare al miracolo e stracciarsi le vesti non ne ho trovati.

Invia una mail all'autore del commento elvis84  @  27/04/2016 10:58:46
   7 / 10
Film interessante, anche se mi aspettavo uno sviluppo diverso della narrazione.
Sinceramente mi aspettavo di più.

Larry Filmaiolo  @  24/04/2016 17:37:16
   6½ / 10
il film regala un altissimo picco di tensione emotiva; non vi dico dove, chi l'ha già visto lo sa benissimo, chi non lo sa vedrà. purtroppo, si trova esattamente nel mezzo di due propaggini anche troppo allungate. i concetti (narrativi e non) sono un paio, ma il film si prodiga per spianarceli davanti prendendosi tutta (e anche troppa) la calma possibile, forse per convincerci di un realismo che è facile in ogni caso sentir traballare (sette anni sotto quella finestrella del c a z z o senza tentare di sgusciarci fuori?non tentare il suicidio se non?..mah): morale, fosse stato mezz'ora, quaranta minuti più corto sarebbe stato decisamente più incisivo. non aiutano poi evidenti scivoloni nel para buonismo americano, al di là del fatto che

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
l'intero the room poggia indiscutibilmente sulle spalle gracili eppure possenti del bimbo protagonista, una bomba incredibile. fancoolo la protagonista femminile, il bimbo se la mangia seriamente.

simonssj  @  11/04/2016 19:16:36
   8 / 10
Difficile, difficilissimo creare un film del genere, soprattutto perché nella seconda parte (in cui il registro del film cambia completamente) il testimone di attore protagonista passa dalla bravissima Brie Larson allo spettacolare e credibilissimo bambino Jack, perfetto.
Ha poi il gradevolissimo pregio di essere un film impegnato ma non pesante, non ricerca la lacrima facile e non ricerca il cazzotto sullo stomaco, rendendo la vicenda piacevolmente terribile nella sua visione.
Una curiosità sullo spoiler!

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

antoeboli  @  10/04/2016 20:30:27
   8 / 10
capolavoro per un'ora piena , con momenti di bella tensione palpabile , una regia che ci mostra tutto il degrado della 'stanza' , e dialoghi caratteristici , che difficilmente si sentono nei film odierni.
Room , film ispirato a sua volta all'omonimo libro , a cui egli prende spunto dal caso di Natascha Kampusch , è una pellicola forte , che tende a shockare lo spettatore per la prima ora , dove a parte qualche film fuori categoria e semisconosciuto , difficilmente troverete sul mercato qualcosa del genere .
Brie Larson oltre che bravissima è anche somigliante alla ragazza austriaca del caso Fritzl , è solo questo darebbe tanti punti di vantaggio per guardarlo , ma riesce a stupire dando proprio se stessa e immedesimandosi come secondo me farebbe chiunque si trovasse a vivere quella situazione drammatica.
Seconda parte invece riflessiva e più soft , che cerca di rilassare lo spettatore,con una riscoperta del mondo giorno dopo giorno , vista dagli occhi dei più piccoli .

cinematografo  @  08/04/2016 16:01:56
   7½ / 10
Film ispirato ad una storia vera. Davvero ben fatto ed emozionante. Da vedere!....i due protagonisti, specialmente il bimbo, straordinari nel rendere veri e credibili i loro personaggi!!

TheLory  @  06/04/2016 21:58:52
   7 / 10
Ottima la prima parte, mentre la seconda gira a vuoto e annoia. Il bambino è fantastico, quello sì.

Signor Wolf  @  04/04/2016 13:06:06
   7 / 10
sinceramente preferisco di più la storia, che la sua messa in scena, l inizio e intrigante, ma si attende talmente tanto il momento dello svelamento, che avvenuto questo troppo presto, cade qualunque interesse sul film stesso

Leonhearth87  @  02/04/2016 19:51:47
   7½ / 10
È scontato dirlo, ma Brie Larson (che non conoscevo) rende questo film un piccolo capolavoro. Sceneggiato in maniera ottima, il film nonostante sia ambientato per molto tempo nella stanza, non annoia mai. Una piccola chicca da vedere.

-Uskebasi-  @  01/04/2016 02:53:55
   9 / 10
COMMENTO SPOILEROSO

"Buongiorno lampada. Buongiorno pianta. Buongiorno serpente di uova. Buongiorno tappeto. Buongiorno armadio. Buongiorno tv. Buongiorno lavandino. Buongiorno gabinetto. Buongiorno a tutti."

Cosa vogliamo capire della vita di Jack? Cosa possiamo capire?
Niente. Siamo cresciuti tra parenti, amici, prati, giochi, in case più grandi del suo mondo intero. Avevamo l'illusione che esistesse tutto, lui la convinzione che non esista nulla. Per noi erano reali persino mostri, draghi, Babbo Natale. Per lui non sono reali alberi, mari, persone.
Quindi cosa càzzo possiamo capire...
Tutto. Solo grazie al suo volto, l'espressione di Jack dopo essersi srotolato dal tappeto, incredulo nel vedere il cielo che si estende oltre le misure del lucernario è indescrivibile. Poi abbassa lo sguardo, paralizzato come un uomo uscito dal coma. Per ogni secondo aumentano i dettagli, per ogni secondo aumenta lo shock.
Furgone - Sguscia via - Salta - Scappa - Qualcuno.
Corre Jack e va a sbattere contro qualcosa che doveva vivere solo dentro la scatola magica. Ora è il momento di parlare, ma come diavolo fa? Ha già fatto troppo. Noi vorremmo urlare per lui, non può finire così, non può tornare indietro, sarebbe inaccettabile.
"Aiutooo!"
Jack è salvo rannicchiato sull'erba con in mano una foglia marrone.
Ora, Lenny Abrahamson, hai già creato quella che è una delle sequenze più emozionanti di sempre, se poi me la vai ad incorniciare con la musica dei "This Will Destroy You", allora significa che vuoi proprio togliermi ogni briciola di obiettività. E' la scena più bella dell'anno.

"C'è così tanto posto nel mondo. Il tempo è di meno perché lui deve essere spalmato sottile sottile da tutte le parti, come il burro."

Fuori dalla stanza sarà difficile scoprire la vita, e sembra esserlo ancor di più tornarci.
In questi casi mi rimbomba sempre in testa un pensiero che è la cosa più vicina sia alla bestemmia che alla verità assoluta. Joy deve essere grata alla terribile avventura vissuta. E' assurdo, fa scoppiare il cervello, ma senza l'incubo della reclusione non sarebbe esistito Jack. Riusciremmo a rinunciarci?
'Se' e 'ma' servono a poco. C'è un'infinito da esplorare insieme adesso.


"L'abitudine ti porta a rifiutare la misura di una libertà che così immensa fa paura
Ma ora io ti chiedo di fuggire e cambiare
Vedrai che scopriremo l'avventura di una vita insieme, nuova anche per me, solo se con te
Fino a quando questi muri bianchi spariranno"

3 risposte al commento
Ultima risposta 01/04/2016 14.49.08
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Ash Quercia  @  30/03/2016 13:10:35
   8 / 10
Da vedere assolutamente. Il bimbo meriterebbe un oscar!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  29/03/2016 22:21:15
   7 / 10
Film perfettamente riuscito nella sua sensbilità e capacità di capire i problemi del reinserimento in società di una donna che ha vissuto una simile esperienza.
Sarebbe stato troppo semplice fare di Room un film sulla prigionia e la fuga, magari sarebbe riuscito ad essere anche più avvincente, eppure grazie alle superbe interpretazioni degli attori e del meritatissimo Oscar a Brie Larson, Abrahamson ci restituisce un credibile quadro umano ispirato a fatti veri ma che cerca di andare nel profondo.

E' innegabile che dopo la liberazione il film perda parte del suo mordente e si avvi verso un calo fisiologico che sarebbe potuto essere meno accentuato, eppure è da apprezzare lo sforzo di uscire dai soliti schemi.

Rollo Tommasi  @  29/03/2016 08:49:24
   8½ / 10
Uno dei migliori film dell'anno.
Una stanza ridotta all'essenziale ingabbia il corpo, ma non lo spirito ed il coraggio, di una giovane madre, che alleva in cattività il figlioletto di cinque anni, preparandolo con perizia maniacale alla vita fuori dalla stanza. La staticità squallida della prigione è inversamente proporzionale alla coesione dinamica dei reclusi, che vivono un rapporto simbiotico meraviglioso, che non è altro se non la riduzione in scala della parabola di crescita ed educazione di ogni essere umano (la protezione, l'inganno, il disvelamento, la consapevolezza dell'altro ed il doloroso distacco).
La fuga del piccolo Jack, orchestrata dalla scaltra Joy emulando l'Abate Faria del Conte di Montecristo, è un prodigio di tensione e commozione: gli occhi del bambino spalancati davanti all'estensione del cielo catturano un momento di cinema prezioso ed indimenticabile.
La recitazione "poliespressiva" di Brie Larson e del monumentale Jacob Tremblay, in un amalgama sorretto da una sceneggiatura importante, sfarinano i muri della stanza e bucano lo schermo arrivando allo spettatore con una straordinaria forza di penetrazione.
Brie Larson, attrice-autrice-cantante, si aggiudica meritatamente il suo Oscar da debuttante, ma in questa sua affermazione è fortunata: due anni orsono, per una parte ancora più drammatica e complessa, la devastante prova attorale di Veerle Baetens, madre coraggio in "Alabama Monroe", fu inopintamente ignorata dalla giuria dell'Academy, che non la premiò neppure con la candidatura..
Del resto, nel 2016 stavamo ancora aspettando il dovuto risarcimento a Leonardo Di Caprio (dopo le vergognose non candidature per Titanic, Shutter Island, The Departed, Inception e Il Grande Gatsby...)
Tornando a "Room", concludo con la chiosa: il film di Abrahamson irradia emozioni totali, dosate con onesto realismo; impossibile restarne indifferenti, assolutamente da vedere.

Sofiatrenk  @  27/03/2016 19:20:59
   8 / 10
Davvero una gran bella trasposizione cinematografica di quella che purtroppo è stata una storia vera. Più bravo il bambino di Brie Larson.
Film molto emozionante per tutta la sua durata

kanon1981  @  23/03/2016 08:57:32
   8 / 10
Film davvero bello, poesia pura.
Nonostante la tematica, mi ha tenuto attaccato incollato allo schermo.
Ho trovato davvero centrato,la quasi totale assenza della colonna sonora.
I due interpreti sono davvero straordinari.
Oscar meritatissimo(sinceramente non capisco l'assenza di Jacob Tremblay).
Promosso a pieni voti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  22/03/2016 12:02:33
   8 / 10
Lo SPOILER presente è un po' come il segreto di Pulcinella. Ma faccio presente lo stesso, prima che qualcuno stressi.

Madre e figlio isolati dal resto del mondo. Joy è stata rapita da un maniaco circa sette anni prima, reclusa in un lurido capanno ed abusata quasi ogni sera dal suo aguzzino. In quell'angusto e deprimente luogo ha dato alla luce Jack. Il bimbo ha ora cinque anni, conosce il mondo per ciò che vede in tv, ma non riesce ad immaginare al di là di quelle quattro mura, con la luce azzurra e invitante incorniciata dal lucernario posto ad altezza inaccessibile.
La sua mente fantastica, mentre la madre lo instrada e protegge, cercando di prepararlo ad un' eventuale fuga. Lavandino, letto, armadio, sedie sono gli amici di Jack, almeno finchè uno stratagemma ben architettato equivale ad una seconda nascita. Ritorno alla luce per Joy e conoscenza della stessa per Jack: dapprima quella rumorosa e colorata dei lampeggianti, poi quella asettica dell'ospedale, quindi finalmente l'accecante e caldo abbraccio del sole.
"Room" parte amalgamando con immane delicatezza il rapporto tra madre e figlio in contrasto con la tremenda crudeltà della situazione. Pur mantenendo le violenze sempre fuori campo è impossibile non notare la sofferenza di una bravissima Brie Larson, perfettamente sintonizzata col piccolo e altrettanto fenomenale Jacob Tremblay.
Abrahamson gira una fuga di straordinario impatto emotivo mentre la nuova realtà esige i suoi spazi invadendo, con feroce attrito, il sapere dei due protagonisti. Un po' meraviglioso e un po' terrorizzante l'inedito contesto ambientale si riflette nel commovente stupore di Jack, e se per il bambino è dura comprendere ciò che gli ruota attorno, per Joy è ancor più difficile accettare uno scenario radicalmente cambiato, in cui punti considerati fermi ed eterni hanno subito l'implacabile legge dello scorrere del tempo.
(Ri)Adattarsi non è semplice, soprattutto se si è giudicati con il tarlo del senso di colpa a lavorare subdolo. Abrahamson porta a galla un sentimento di struggente potenza, una simbiosi totale sfociante in un rapporto di sostegno reciproco e di amore veemente come può essere solo quello tra genitore e figlio. Senza sfruttare appigli ricattatori il regista irlandese (coadiuvato alla sceneggiatura da Emma Donoghue, autrice del romanzo "Stanza, letto, specchio, armadio" da cui è tratta la pellicola) tocca corde scomode con garbo, mentre narra della difficile ricerca del proprio posto nel mondo, che sia perduto o da trovare ex novo poco importa. Una ricerca ostica, a tratti estenuante, resa tuttavia possibile quando chi ti ama è al tuo fianco, pronto a tutto pur di proteggerti e sostenerti.

InvictuSteele  @  21/03/2016 19:29:19
   7½ / 10
Un bel film ispirato a una storia vera, anche se la realtà è stata molto più atroce rispetto a quanto si vede nella pellicola. Le immagini e gli stati d'animo dei due reclusi catturano sin dall'inizio, ricreando un mondo claustrofobico che soffoca ed estrania non solo gli attori ma anche gli spettatori. La seconda parte, invece, vira sui problemi che seguono la prigionia, il trauma subito, le difficoltà a riadattarsi alla vita e alla società. Un mondo interiore e uno esteriore che si confondono, si combattono, si annientano e si rigenerano attraverso gli occhi del bambino. Un film profondo, con qualche momento di pura poesia che riesce a commuovere.

pak7  @  18/03/2016 11:06:59
   8 / 10
Non c'erano grosse aspettative, ma tanta curiosità.
Complessivamente il risultato finale è ottimo, andando invece nel dettaglio: la prima parte è magnetica, girata benissimo, emozionante e allo stesso tempo claustrofobica e liberatoria. Non faccio paragoni con altri film che mi hanno lasciato questa sensazione, ma è veramente altissimo cinema. La seconda, non scuote lo spettatore come la prima, anzi diventa quasi noiosamente normale. La scoperta del mondo da parte del bambino è costruita senza l'empatia della prima parte e in maniera diversa da come mi sarei aspettato. Buonissimo film, che con qualche accorgimento in più sarebbe potuto diventare un piccolo capolavoro.

TheLegend  @  18/03/2016 00:48:49
   6½ / 10
Discreto film da cui mi sarei aspettato qualcosa in più sinceramente.
Mi ha regalato poche emozioni.

DarkRareMirko  @  16/03/2016 22:41:41
   8 / 10
Un film che ci voleva, sincero e vero; qualche forzatura qua e là, fatta notare anche dagli altri utenti, due interpreti memorabili (una premiata), che meriterebbero una bella carriera, e un bel cameo di Macy.

La butta spesso sul poetico ma qualche sequenza è di sicuro emozionante (il viaggio sul camion, il finale, ecc.); non è la prima volta che il cinema affronta il tema dell'isolamento, ma di rado si sono raggiunti picchi emotivi del genere.

Agghiacciante il fatto che il soggetto sia ispirato ad un fatto vero; un film semi-indipendente e semplice con un'anima ed una morale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  15/03/2016 15:52:35
   8 / 10
Una madre, un bambino, un carnefice e una piccola stanza. Sono questi i protagonisti della prima parte che ricorda vari film sul tema della segregazione forzata.
Ma il lato originale del lavoro di Abrahamson sta nella seconda parte, sul come ricominciare una vita dopo l'inferno. E qui la figura del bambino è fondamentale, perche' per lui è una nuova rinascita, piu' volte desidera tornare in quell'utero materno chiamato "room" dove aveva tutte le attenzioni e il sostentamento necessario.
Personaggi scritti benissimo cosi come la sceneggiatura che insinua domande nello spettatore di difficile risposta.
L'impossibile ritorno alla normalita' dopo anni di incubo...
Ambizioso

micky74  @  15/03/2016 12:40:16
   9½ / 10
Che bel film!! Quest'anno che Di Caprio, ha vinto (meritatissimente) l'Oscar, è quello dove ha, in realtà, rischiato di più...l'interpretazione del bambino meritava...sicuramente lo meritava il film l'Oscar, molto di più di tutti gli altri candidati (li ho visti ovviamente), una spanna sopra. Anche la seconda parte, che in qualche commento ho letto una certa critica perchè non succede nulla, in realtà ha una sua funzione...è raccontato il ritorno alla "normalità" attraverso i due diversi punti di vista, dell'adulto e del bambino (con relativa maggiore capità di adattamento....). Per non parlare poi del percorso che ha dovuto fare la mamma, anche a causa di quel dubbio enorme che le insinua la giornalista con quelal domanda...tosto rispondere...se ne potrebbe discutere per giorni...
Andate a vederlo. Un Inno alla Vita meravioglioso.

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/03/2016 08.10.58
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Liz_801  @  14/03/2016 14:27:15
   7 / 10
Film interessante e ottimi gli attori ma con un plot del genere si poteva osare molto molto di più.. e magari allungare la prima parte a tutto il film, la seconda è quasi di troppo.
Inoltre per tutta la visione io sono stata disturbata da un buco narrativo gigantesco

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albert74  @  13/03/2016 02:46:27
   5 / 10
mah.
il problema con questi film è la lentezza estenuante e un certo manierismo. La volontà a tutti i costi di ricercare qualcosa di diverso con il rischio però di far addormentare lo spettatore.
La prima parte del film è di discreto livello ma poi il finale è deludente. Il film si poteva e si doveva concludere con il figlio che riesce a scappare e la cattura del maniaco.
Tutto qui. Il resto non si capisce che senso abbia.
Anche l'oscar mi pare eccessivo.

TheGame  @  12/03/2016 19:00:20
   4½ / 10
Il vero limite di questa produzione è prendere dei sottotesti di sicuro interesse e scalfirne solo la superficie, dando in pasto il tutto a facili moralismi preconfezionati per la consueta trappola annuale.

saffanu  @  12/03/2016 02:10:23
   8 / 10
Una cosa bella dei bambini è che ti fanno ricordare di quando eri un bambino anche tu.

La cosa bella di questo film è il punto di vista. Quello di un bambino di 5 anni.

OK Brie Larson è brava, ma la sua interpretazione passa in secondo piano (quasi da non protagonista) perché qui il vero fenomeno è il giovane attore e il regista che lo ha diretto. Il piccolo Jack è perfettamente convincente e realistico. Si crea un'empatia perfetta con questo personaggio.
Attraverso questo racconto drammatico e struggente si riscopre qualcosa sullo sguardo puro dei bambini verso questo mondo che noi adulti diamo per scontato.

Yawgmoth  @  11/03/2016 04:13:51
   7 / 10
molto bravi i protagonisti e molto ben fatta la prima parte mentre la seconda lascia un po a desiderare accade ben poco se non nulla... interessante l'idea ma si poteva osare di più.. vale comunque la pena vederlo.

Macs  @  10/03/2016 18:17:14
   6½ / 10
Il film è diviso esattamente in due parti, di pari durata. La prima è molto buona, interessante, coinvolgente, da 7.5/8. Purtroppo poi arriva una seconda parte eccessivamente lenta e noiosetta, in cui il ritmo crolla e a parte qualche spunto di riflessione altamente simbolico, ben pochi motivi di interesse. Va bene l'introspezione, ma non succede praticamente nulla nemmeno nei rapporti tra i personaggi. Peccato perché il film poteva essere molto migliore. Non mi ha commosso quasi per niente, eccetto la scena che marca la separazione tra le due parti. Nello Spoiler un paio di cose che proprio non mi vanno giù nella sceneggiatura.

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gemellino86  @  09/03/2016 19:44:50
   8 / 10
Un film particolare che deve tutto alla bravissima Brie Larson (oscar meritatissimo). Bravo anche il bambino. Prima parte claustrofobica che ho trovato decisamente migliore. Purtroppo però il ritmo è un po' moscio e le due ore si fanno sentire.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/03/2016 02:22:36
   8 / 10
Non so nemmeno io se mi sento pronto a commentare "THE ROOM" senza che la mente rimandi ad altri film, come l'australiano "Bad Boy Buddy" o alla fuga dal Mondo che cita Alice di Lewis Carroll tanto quanto il Conte di Montecristo. Cominciamo a dire allora che la fantastica Brie Larson ricorda moltissimo Holly Hunter di vent'anni fa, ed e' sicuramente uno dei Volti da puntare per il prossimo futuro, un meritatissimo Premio Oscar, con qualche rimpianto per l'altrettanto intensa Cate Bianchett di "Carol". Il film e' tutto improntato sul mondo sommerso di Jack, che vive nei riflessi mediatici di quella che sembra (o e'?!) La Falsita', e il mondo Adulto che scoprira' ha aspetti grotteschi, quasi "falsi" nella loro strana umanita'. Il regista esalta questo aspetto fiabesco della Prigionia consentendo a un bambino di cinque anni di vivere a modo suo l'esilio nell'esiguo universo di cui dispone. Il film resta durissimo, ma sembra voler preservare questa Purezza ostacolando il trauma attraverso i beni materiali (i giocattoli regalati) che rendono felice un
bambino. Per questo, forse, l'epilogo apparira' ai piu' troppo tenero o addolcito rispetto alla pillola amara di una storia che dovrebbe superare ogni barriera di sopportazione fisica psicologica e morale, per lo spettatore. E invece il film ha momenti di altissimo cinema, come la scena della (spoiler) quando Jack osserva quel Cielo muoversi e correre sotto di lui, non piu' una Fissita' incombente che trasmette il senso di un vuoto reciso, non piu' un semplice pannello che fissa l'avvento monolitico delle stagioni. I grandi spazi danno un senso di vertigine (l'ospedale) tanto da desiderare ROOM come mondo protettivo nel ventre materno dove Rinascere equivale a uscire da un feto dove lo spazio accentua il bisogno di controllare e nominare le cose. Il Nuovo Mondo - come nel "Ragazzo selvaggio" di Truffaut al quale sicuramente Abrahamson avra' pensato - e' una civilta' di strani esseri umani pronti a riempirsi di attenzioni e spiegarti come hai fatto a rinascere. La forza di questo film non e' di aver rimosso l'inquietudine ma di averla cercata e plasmata nel linguaggio e nell'anima di un bambino. Non per nulla la fragilita' e' adulta, anche nei suoi aspetti piu' aberranti (il carceriere) mentre a cinque anni persiste solo la paura di una certa liberta'. Quella dei cieli che si muovono, e degli alberi dove non cadono le foglie

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Jolly Roger  @  08/03/2016 22:42:16
   8 / 10

-----------------SPOILEROSO e AMMAZZAFILM--------------

ROOM mi ha emozionato.
E i film che ti emozionano così, sono rarissimi.
Esso ricalca vicende di cronaca nera, di quelle della specie più infima, che scoperchiano la peggior sozzeria dell'essere umano: donne rapite e tenute prigioniere a scopi sessuali dai loro aguzzini.
La mente va subito al caso Fritzl, a cui il film dichiara espressamente di essersi ispirato. Joseph Fritzl, quel pazzoide che tenne sua figlia segregata in cantina per 24 anni, dalla quale ebbe anche dei figli nati da rapporti incestuosi.
Forse uno dei casi più raccapriccianti della cronaca di tutti i tempi.
A onor del vero, però, non sembra questo il caso più simile a quello portato sullo schermo da ROOM. La caratterizzazione fisica e comportamentale del killer è infatti più probabilmente ispirata a Marc Dutroux, il mostro belga (mostro dI Marcinelle) che tenne segregate 6 ragazze per molti anni, uccidendone quattro. Quella stessa barbetta incolta, quello sguardo perverso, ma insieme così vile, pusillanime e schifosamente piccolo.
Tuttavia, né il caso Fritzl, che riguardava una sordida vicenda di perversione all'interno di un nucleo famigliare, né il caso Dutroux, che era un serial killer probabilmente collegato ad una più vasta rete di pedofili, rispecchiano quel che c'è nel film ROOM.
Il caso di ROOM ricalca invece quanto avvenuto a Natascha Kampusch, in Austria. Ella venne rapita dal suo aguzzino quando era ancora minorenne e rimase in prigionia per otto anni. ROOM ha introdotto l'aspetto – per niente marginale, comunque – di un figlio, nato come frutto delle violenze sessuali, che nella vicenda reale di Natascha non si verificò – tuttavia gli elementi ambientali e le caratterizzazioni umane e psicologiche sono le medesime del caso Kampusch…come ad esempio il fatto, per niente secondario, che il rapitore della protagonista di ROOM, una volta verificatasi la fuga della vittima, si uccide, come avvenne effettivamente nella realtà.
Il grosso pregio di questo film è che riesce ad essere davvero realistico nel raccontare le emozioni umane e le reazioni psicologiche di chi si trova dentro situazioni costi estreme. Il film mantiene questo realismo sia nella prima parte, in cui racconta la prigionia, sia nella seconda parte, quando affronta il delicato recupero della madre e del bambino.
A tal proposito, è tremendamente vigliacca la domanda della giornalista, quando chiede alla madre se ella non avesse pensato, una volta nato il bimbo, che sarebbe stato meglio chiedere all'aguzzino di abbandonarlo davanti a qualche istituto, così da donare al bambino una vita normale. Effettivamente è verosimile che il rapitore lo avrebbe fatto, ma sicuramente una madre non può far altro che pensare che il miglior destino di un bambino piccolo sia proprio ed unicamente quello di stare vicino a lei, sua madre. L'opposto sarebbe contro natura. Se ne faccia una ragione la giornalista (anche lei, peraltro, donna).
E poi, in effetti, il finale dà ragione alla mamma.
I due, madre e figlio, hanno un intero mondo davanti da esplorare - e qualsiasi problema si può affrontare, si possono fare i conti con qualsiasi passato, anche il più tremendo, perché sono vivi e liberi e hanno affrontato e sconfitto il peggio, insieme.
Vivi e liberi nel mondo.
Quanto è spettacolare la scena in cui il bambino si srotola dal tappeto nel retro del furgone e vede per la prima volta il cielo, la strada, le cose…egli rimane attonito, quasi pietrificato da tanta grandezza e bellezza. Fino a quel momento, il mondo di quel bambino è stato una stanza…egli non aveva alcuna idea dell'esistenza di tanta immensa bellezza. Eppure, c'è qualcosa, dentro di lui, che è più grande di quanto lo stupore possa essere pietrificante: la voglia di vivere questa bellezza. Proprio per questo il piccolo, malgrado la sua…piccolezza, appunto, riesce a buttarsi già dal furgone, a chiedere aiuto.
E in quella scena il cuore ti batte a mille all'ora. Tifi per lui, vorresti abbracciarlo, l'unica cosa che vuoi è che egli sia libero e alla fine ti scopri ad esultare quando ce la fa!
Ma c'è un altro momento in cui ancor di più si capisce quanto grande sia la voglia di vivere, che nessuna prigione può bloccare: quando il bambino, ormai libero da molto tempo, chiede di rivedere la Stanza.
Ed essa sembra così diversa da come l'aveva lasciata.
Sembra così piccola rispetto al mondo che sta fuori.
Non sembra nemmeno più lei.
"Non è la stessa, senza la porta chiusa" dice il bimbo alla mamma.
"se vuoi chiudo la porta…"
Il bambino ci pensa su, si gira e dice un monosillabo che vale miliardi di parole:
"NO."

E' tempo di lasciare la porta aperta. Di vedere tutto quello che il mondo ha da offrirci.

Un film da vedere, che parla della voglia di andare avanti e di superare i traumi, della grandezza di questo piccolo pianeta e della grandezza di questa breve vita.

Mezzo cinema aveva le lacrime agli occhi quando si sono accese le luci in sala.

3 risposte al commento
Ultima risposta 10/03/2016 11.40.25
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mrmassori  @  08/03/2016 18:35:35
   8½ / 10
Davvero originale, non per la tematica ma soprattutto per il modo in cui viene sviluppata. feroce e Poetico. interpretato magnificamente da i due protagonisti. Musiche, fotografia e regia favvero ottime.
E' questo il film che avrebbero dovuto premiare con l'oscar per il miglior film dell'anno nell'ultima edizione. Molte spanne sopra i concorrenti.

lucasssss  @  08/03/2016 09:11:13
   6½ / 10
film carino anche se dai commenti pensavo meglio

buona la tensione che ti mette e buona l'interpretazione della Larson e del piccolo Jacob

rimasto però un tantinello deluso!!!



ciao
Lucasssss

pernice89  @  07/03/2016 20:16:11
   7½ / 10
Come è già stato detto, film piuttosto angosciante ma bello. La storia si divide in 2, il dentro e il fuori, 2 mondi a sé stanti, se non altro nella mente del bambino. Oscar più che meritato a Brie Larson, attrice semisconosciuta che si è rivelata. Niente male anche il cast restante.
Consigliato

Elmatty  @  07/03/2016 08:53:00
   7 / 10
Un film molto angosciante, specialmente nella seconda parte quando vengono fuori tutte le problematiche derivanti da anni chiusi in una stanza.
Room è sicuramente un bel film, recitato davvero molto bene (Brie Larson ha vinto un Oscar strameritato) e il bambino potrebbe diventare una bella promessa in ambito cinematografico.
Nonostante questo gli do solamente un 7 perché secondo me non ha reso come avrebbe dovuto: la prima parte incentrata nella stanza è ben fatta ma non da il senso di claustrofobico che dovrebbe dare, la seconda parte invece come ho detto prima fa visionare le conseguenze di una fetta di vita li dentro ma qui, secondo me, si poteva fare un lavoro migliore a livello di sviluppo dei personaggi.
Manca un po' di mordente, vorrebbe raccontare una storia forte ma non ci riesce completamente, a parte il bambino gli altri personaggi sono un po' poco sviluppati, madre compresa.
Comunque rimane sempre un bel film che vale la pena vedere.
Consigliato.

debaser  @  05/03/2016 17:49:58
   8½ / 10
Il miglior film dell'anno scorso che meritava sicuramente piu'l'oscar del caso Spotlight specialmente per la recitatione dei due interpreti principali, oscar strameritato per la Larson ma anche il piccolo Jacob lo avrebbe meritato. Sarebbe ottimale guardarlo in lingua originale poiche'sono convinto che il doppiaggio faccia perdere gran parte del pathos del film. Bellissima la prima parte claustrifobica del capanno,e la descrizione del mondo del piccolo.Forse perde un po'di verve nel finale ma rimane un piccolo capolavoro del cinema indipendente.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  28/02/2016 13:59:04
   7½ / 10
Storia agghiacciante, ispirata al noto caso del padre incestuoso Josef Fritzl (quello austriaco), ha già vinto dei premi e non ha di certo bisogno di un Oscar per avere l'attenzione che merita. Il film, pur essendo angosciante e devastante, è bellissimo: i due protagonisti, madre (Joy) e figlio (Jack), sono eccezionali e il film non stanca mai, perché dosa passo per passo ogni ingrediente di una storia maledetta. Prima la rappresentazione della Stanza degli orrori, poi la lenta, ma terribile consapevolezza del figlio, il piano disperato di fuga e poi, e qui sta il punto di forza del film, la descrizione della ripresa, dell'acquisizione, binaria e parallela per entrambi i personaggi, della normalità. Il film disturba grazie alla fotografia, ma intrattiene a dovere grazie a una sceneggiatura implacabile, che non disdegna la critica (persino alla madre), ma ripudia in toto la violenza. I dialoghi sono fulminei, originali e latori di un contenuto di speranza (intriso di una tristissima dosa di patologia) che a tratti commuove. Tra i candidati di quest'anno uno dei più meritevoli.

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Ultima risposta 29/02/2016 18.50.28
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Light-Alex  @  26/02/2016 23:03:27
   7 / 10
Film a mio giudizio spaccato a metà.
Una prima parte in cui viene raccontata la pseudo quotidianità dei due prigionieri, abbastanza lenta e non troppo interessante, capeggiata dalla voce del bambino fuori campo che racconta cose troppo complesse per essere realmente dette da uno della sua età (quando vedo queste trovate nei film le trovo sempre alla lunga troppo finte e non gradisco).
La seconda parte si apre con una bellissima sequenza in cui il bambino vede per la prima volta il mondo con sottofondo una splendida "The Mighty Rio Grande". Si intuisce che finalmente il film può prendere una bella piega. Ed in effetti lo fa. Trama abbastanza lineare ma raccontata con grande delicatezza e profondità. Ci si ritrova nel finale a domandarsi cos'è che ci tiene in vita tanto da rendere più facile l'esistenza in uno stanzino piuttosto che nell'immenso e sconfinato mondo.
Nota di merito per i due protagonisti, in particolare la Brie Larson.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/02/2016 21:47:46
   7½ / 10
La semplicità della Stanza, quel suo mondo ristretto ma reale e comprensibile per il piccolo Jack. Di contro l'immensità dello spazio esterno, pieno di persone, più complesso e articolato, ai limiti dell'incomprensibile ai suoi occhi. Sia per la madre che per il bambino nato e cresciuto in cattività il passaggio dalla Stanza al Mondo esterno è un percorso travagliato visto con la semplicità del suo sguardo, a cui Abrahamson si adegua con una regia alla sua "altezza", in cui le figure degli adulti appaiono quasi grottesche. Straordinari i due intepreti, sia la Larson che del piccolo Tremblant. La loro alchimia è perfetta, tra sbalzi d'umore e una recitazione che lascia spazio sia alla fisicità che alla psicologia.

matt_995  @  24/02/2016 11:50:44
   8½ / 10
Vedere Room è come rivedere per la prima volta il mondo. Stupore, curiosità, emozione ma anche paura ed insicurezza. Tutto ciò che prova il piccolo Jack lo prova anche lo spettatore.
Gli attori sono prodigiosi: Brie Larson, la indie girl del cinema indipendente americano, a giorni sarà vincitrice certa di un oscar che non sarà il più meritato della storia (Kathy Bates Katharine Hepburn e Luise Flatcher restano trionfanti sul podio delle più grandi leading ladies della storia) ma che verrà conferito per la straordinaria umanità e maturità con cui l'attrice gestisce un personaggio assai complesso. I suoi battibbecchi col figlioletto, le storie che gli racconta, i modi con cui gli fornisce lezioni di vita rimangono nel cuore di tutti. La vera star è però il piccolo e prodigioso Tremblay, per me meritevole anche dell'Oscar a discapito di Di Caprio! Jacob ride, strilla, gioca con la spontaneità e la sicurezza di un attore adulto! Mi auguro un futuro brillante per lui... sperando che non diventi un nuovo Culkin!
Come già detto, impeccabile ed emozionante la scena della fuga (terminata con uno straziante abbraccio tra madre e figlio) ma soprattutto ho trovato interessantissima la particolare struttura del film che si potrebbe riassumere con il motto "mors tua, vita mea". L'iniziale diffidenza di Jack per il "nuovo mondo" e la felicità di Joy per la sua liberazione, si traduce nella parte finale con un capovolgimento della situazione e Jack, ormai ambientatosi, si trova a consolare teneramente la madre che non riesce a lasciarsi il drammatico passato alle spalle. A tal proposito avrei preferito un maggior approfondimento della condizione di Joy in questo momento, ma dopotutto il film è visto dagli occhi curiosi del piccolo.
Il finale è una delle scene più forti che abbia visto al cinema negli ultimi anni.


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2 risposte al commento
Ultima risposta 25/02/2016 10.11.55
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Mr.Zanon  @  29/01/2016 18:56:05
   9 / 10
Altro film in corsa per gli Oscar 2016: Room di Lenny Abrahamson (già regista della riuscita commedia "Frank") è sceneggiato da Emma Donoghue, e tratto dal suo stesso libro del 2010 ispirato a sua volta ad una sconvolgente storia vera avvenuta in Austria (il caso "Fritzl"). Anche se la storia presente nel film è stata alleggerita (la protagonista resta rinchiusa "solo" 7 anni, mentre la terribile prigionia realmente accaduta della povera donna tedesca è durata ben 24 anni), ciò non significa che il film sia privo di emozioni, anzi, il più grande pregio della pellicola è proprio il coinvolgimento emotivo che mi ha fatto provare: la prima parte è di una claustrofobia perfetta (lento e sempre coinvolgente), come è giusto che sia, mantre la seconda parte è un turbinio di forti, bellissime sensazioni




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Gli attori sono tutti in parte: Brie Larson è la migliore, una vera sorpresa, si meriterebbe l'Oscar; Jacob Tremblay è una piacevolissima rivelazione; Joan Allen intensissima e anche il buon William Macy (attore che ho sempre accomunato a ruoli più leggeri) dimostra di saper recitare (nonostante compaia poco).
la sceneggiatura della Donoghue è magnifica: sempre equilibrata e approfondita, riesce a regalare ottimi dialoghi (come i monologhi del piccolo Jack). Inoltre, il film non si perde in lungaggini strappalacrime, come fanno molti film di questo genere. Anche Lenny Abrahamson fa un bel lavoro: la sua è una regia studiata e molto immersiva



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Molto buona anche la fotografia, che ha il pregio di avere molta coerenza, in quanto vira su dei toni cupi, cosi come la storia che vuole raccontare. Anche il montaggio fa il suo giusto lavoro e la colonna sonora mi è piaciuta, ci sta di sicuro in un film di questo tipo. Certo, il film non è ai massimi livelli tecnici e registici, perchè qualche (piccola) pecca c'è.

Quindi, il film uscirà in Italia a marzo (la nostra distribuzione è sempre un passo avanti....), ma quando arriverà l'ora andate in sala, perchè merita come pochi film in questi periodi. Un 9 (più che) pieno.

7219415  @  20/01/2016 01:47:13
   7 / 10
Piuttosco angosciante...

marcogiannelli  @  19/01/2016 00:15:50
   8 / 10
un film che dovrebbe incoronare Brie Larson e che potrebbe lanciare Jacob Tremblay
una pellicola che nella prima ora è angosciante, dolce e affascinante, oltre che claustrofobica, ma che purtroppo si perde un pò
capita, ma merita davvero

Giovans91  @  18/01/2016 15:43:44
   8½ / 10
Ho avuto la fortuna di visionare in anteprima questo film durante la festa del cinema di Roma. Un'opera tenera e drammatica che racconta l'amore fra una madre e un figlio in un contesto difficile.
Il regista Lenny Abrahamson ha una mano delicatissima nel raccontare questa drammatica storia, che si pregia inoltre di due interpretazioni magistrali, in primo luogo quella della lanciatissima Brie Larson che, anche a dispetto della sua giovane età, si dimostra perfettamente a suo agio in un ruolo così complesso (l'Oscar quest'anno sarà suo). Ma il motivo per cui Room si farà amare è però tutto nella profondità degli occhi del piccolo Jacob Tremblay. Davvero un talento eccezionale il suo.
Uno dei migliori film di quest'anno.

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  18/01/2016 15:09:38
   9 / 10
Alcuni film vengono valutati secondo la regia, la scenografia o i piani sequenza; altri vengono misurati in emozioni.
Room dimostra che la vita può cambiare così drasticamente che anche la morte è una valida opzione se si desidera la vita di prima. Un bambino di 5 anni con quattro pareti che lo proteggono, una televisione che proietta cose reali, l'amore di una mamma e lo spirito di sopravvivenza.
Dal punto di vista tecnico sicuramente non grida al capolavoro, ma tutto è curato nei minimi particolari. L'aria viziata e soffocante, la luce soffusa, le piccole cose che fanno parte di un microcosmo; la stanza è il mondo di Jack. I suoi monologhi interiori sprigionano ingenuità, fantasia e una tragica innocenza, solleva domande e si interroga sul mondo che non ha mai visto.
Un film terribile e di travolgente bellezza, pieno di amore e di pensieri su ciò che rende la vita degna anche nei momenti più bassi. Ed è proprio questa semplicità e, in una certa misura, la normalità con la quale Lenny Abrahamson ritrae la vita quotidiana della madre e del bambino in una cella che rende la prima ora del film una affascinante esperienza.

Ottima prova degli attori: una bravissima Larson (spero vinca l'Oscar) e lui, Jack (Jacob Tremblay) , un bambino straordinario che ti coinvolge, ti prende per mano e non ti lascia… tutte questo cose ti fanno amare il cinema.

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