midnight in paris regia di Woody Allen USA 2011
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midnight in paris (2011)

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locandina del film MIDNIGHT IN PARIS

Titolo Originale: MIDNIGHT IN PARIS

RegiaWoody Allen

InterpretiAdrien Brody, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Owen Wilson, Carla Bruni, Kathy Bates, Michael Sheen, Tom Hiddleston, Alison Pill, Elsa Pataky, Kurt Fuller, Mimi Kennedy, Gad Elmaleh, Corey Stoll, David Lowe, Lil Mirkk, Léa Seydoux

Durata: -
NazionalitàUSA 2011
Generecommedia
Al cinema nel Dicembre 2011

•  Altri film di Woody Allen

Trama del film Midnight in paris

E' una storia romantica ambientata a Parigi, nella quale s'intrecciano le vicende di una famiglia, in Francia per affari, e di due giovani fidanzati prossimi alle nozze; tutti alle prese con esperienze che cambieranno per sempre le loro vite. Il film è anche la storia del grande amore di un giovane uomo per una città, Parigi e dell'illusione di tutti coloro che pensano che se avessero avuto una vita diversa sarebbero stati molto più felici.

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Voto Visitatori:   7,20 / 10 (235 voti)7,20Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
Migliore sceneggiatura originale (Woody Allen)
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Migliore sceneggiatura originale (Woody Allen)
Miglior sceneggiatura (Woody Allen)
VINCITORE DI 1 PREMIO GOLDEN GLOBE:
Miglior sceneggiatura (Woody Allen)
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Voti e commenti su Midnight in paris, 235 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  02/03/2012 17:42:20
   5 / 10
Vado controcorrente: a me non è piaciuto. Ma neanche un pò.
L'idea potenzialmente è strepitosa, ma l'uso che Allen fa degli attori presenti in scena è mediocre. Colpa forse di una sceneggiatura abbastanza piatta, tanto che in più di un occasione ho rischiato la botta di sonno. Non mi ha convinto neanche Owen Wilson come alter ego alleniano: lui di solito è uno che per funzionare fino in fondo ha bisogno di una spalla.

sergiolandia  @  27/02/2012 11:38:15
   7 / 10
Il buon vecchio Woody torna con questi film molto carino e con un trama interessante. L'ho visto due giorni fa, e stanotte ha vinto la statuetta come "Migliore sceneggiatura originale"...ed è completamente meritata perchè l'idea è ottima, anche se forse andava condotta un pò più "ordinata"...anche se poi non sarebbe stato un film di Allen :)

Sempre splendida la Cotillard...non mi convince a pieno Owen Wilson.

faber  @  23/02/2012 10:35:12
   5 / 10
L'aggettivo che più si addice a questo film è SCONCLUSIONATO, come d'altro canto buona parte della filmografia di Allen. Alla lentezza estenuante delle scene si aggiunge la sensazione di essere in un labirinto nel quale non si va da nessuna parte e dal quale si ha una gran voglia di uscire.
Troppo stereotipate le scene nel passato, in cui spuntano come funghi personaggi famosi senza alcuna logica spazio-temporale, troppo caricaturali le scene nel presente, in cui tutti i personaggi appaiono come sagome di cartone che recitano il loro ruolo.
In conclusione, si rimane per un'ora e mezzo in attesa di una svolta che non arriva mai.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  21/02/2012 00:11:16
   7½ / 10
Quando gli ultimi lavori di Allen facevano pensare ad un declinio artistico del grande regista Americano ecco spuntare "Midnight in Paris"!
Una commedia deliziosa e ispirata con quel tocco di fantastico che da' ancora piu' vigore a uno dei migliori film dell'anno giustamente candidato all'oscar (ma con poche speranze di vittoria).
Senza dubbio le scene piu' riuscite del film sono i dialoghi tra il protagonista e gli artisti della Francia del primo dopo guerra...è un piacere sentirli scambiare battute,forse proprio perche Allen riesce a dare la giusta voce a chi non abbiamo mai sentito realmente parlare ma che avremmo ascoltato con piacere e attenzione...e Allen riesce a farci credere che quelli di fronte siano davvero Dali',Bunuel e company!
Grande omaggio a Parigi a cui Allen regala i primi minuti accompagnati solo da immagini e musica proprio come fece per "manhattan"!
Un film magico...Allen non molla!

ValeGo  @  20/02/2012 20:06:16
   7 / 10
Non mi ha coinvolto come avrei sperato...simpatica la trovata di essere trasportato in un passato in cui poter discutere con i grandi artisti del passato.. l'ho trovato carino niente di più.

Alex22g  @  19/02/2012 22:40:07
   10 / 10
Grandissimo film di Allen , un opera d'arte come lo è Parigi . Una commedia che fa riflettere e sognare in un atmosfera quasi fantasy ; il protagonista Owen Wilson è l 'alterego del nostro caro regista Allen e se la cava decisamente bene. Molti Cameo divertenti nel film specialmente quello del grande Adrien Brody ;) . Un film dal profondo significato ma leggero da seguire. Non per tutti ovviamente,ma chi adora come me questo regista uscirà dalla sala sicuramente soddisfatto .

endriuu  @  16/02/2012 22:35:36
   8 / 10
ogni tanto qualcuno ci ricorda cosa significhi girare una commedia.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  16/02/2012 21:40:24
   7 / 10
Il film è la conferma che l'erba del vicino è sempre più verde. Tutto quello che appartiene agli altri è più bello. Anche il passato appartiene agli altri ed anche il passato non sfugge a questa idea che l'uomo si è fatto "degli altri". Cosa c'è di più affascinante, per un turista in visita a Roma, immaginarsi imperatore ai tempi di Cesare o sentirsi uno Zar mentre ammira le pareti della camera d'ambra nel palazzo di Caterina, può non venire in mente la belle époque a chi si dovesse trovare a far colazione a Parigi in un caffè di fine '800 sopravvissuto ai mutamenti del tempo?
Gil è in vacanza nella capitale francese con la sua futura sposa e come sempre, quando si vanno a visitare città di paesi diversi dal proprio, insieme al corpo comincia a viaggiare anche la fantasia, la cultura di quel posto riporta ai tempi in cui quella cultura si è sviluppata, agli uomini che hanno contribuito a scrivere la storia di quel paese. Pittori, scrittori, registi, si materializzano nel fantastico viaggio in cui si immerge ogni sera allo scoccare della mezzanotte Gil, un tuffo nel passato per allontanare la mediocrità del presente, ingenuo quadretto idilliaco di un tempo che per molti ha invece indossato le vesti della povertà, della sofferenza e del dolore. Ma la cultura è ricchezza, in tutte le sue forme, e Gil vuole viverla, respirarla, ed ecco che intorno a Picasso, Hemingway, Fitzgerald, Bunuel ( durante uno dei numerosi incontri che ha con questi illustri personaggi Gil suggerisce al regista spagnolo la trama de "L'angelo sterminatore") si crea un aurea di infinita bellezza visiva, un' atmosfera di irresistibile fascino dove il passato è quella porta finalmente aperta così da far entrare tutte le proprie fantasie, una macchina d'epoca a far da teletrasporto per lasciarsi alle spalle un mondo ed entrare in un altro, fantastico e incantato come può esserlo soltanto il mondo dei sogni, dei desideri, della fuga dalla realtà.
Probabilmente anche il buon Allen comincia ad avvertire i segni del tempo che passa, l'inesorabile ticchettio che accompagna l'esistenza non si arresta, meglio affidare alla macchina del tempo il desiderio di far girare le lancette dell'orologio in senso antiorario e non pensarci troppo su. Un viaggio nel passato in tutti i sensi, anche nel vedere, nei gesti dell'attore protagonista, l'immagine riflessa del regista che lo ha diretto.

druss86  @  14/02/2012 19:23:46
   8½ / 10
bisogna vederlo da non perdere ;)

chupas8  @  09/02/2012 00:01:26
   8 / 10
Bella l'idea di Allen per questo film confezionato ad arte, l'atmosfera di Parigi da sola aggiunge un voto al film che scorre comunque bene...citazione particolare per il nuovo attore che interpreta Allen semplicemente bravissimo! e non era affatto semplice!

Danyeluzzo  @  08/02/2012 00:01:15
   6 / 10
All'inizio una noia mortale, poi la trama prende il suo filo logico. Sicuramente molto più apprezzato dagli appassionati d'arte e di letteratura...

davmus  @  05/02/2012 19:16:45
   7½ / 10
Inizia con una bellissima fotografia, per poi condurci in un'atmosfera magica. Da vedere

viagem  @  27/01/2012 16:49:42
   5½ / 10
Al di là della pubblicità a Parigi (non sarà la prima né l'ultima), il film mi ha personalmente irritato, l'ho trovato un pacchetto ben confezionato, ma assolutamente vuoto, falso, inutile. Un'idea alla ritorno al futuro riciclata su un soggetto che non mi ha per nulla entusiasmato. Non basta creare qualche personaggio del primo novecento inventandosi una qualunque tresca per far rivivere quell'epoca nello spettatore. Per me insufficiente, ma mi contengo perchè vedo che è piaciuto ai più e quindi ci può stare un fastidio personale per questo tipo di film.

TimBart  @  25/01/2012 17:57:37
   7½ / 10
Non dispiace per niente il nuovo film di Allen. Ormai grazie al suo nome ogni anno deve solo decidere la città che lo ospiterà per il successivo film. Londra, Barcelona, Parigi, Roma... ma finchè i risultati sono questi ben venga!
Nel film si torna ad un cinema antico, quasi perduto, un amarcord di periodi e persone solo immaginate e che qui resuscitano a mostrarci un romanticismo e una fantasia che forse si sono un pò perse nel cinema d'oggi o almeno sono state assorbite dall'era del digitale. Giusta la nomination alla scenografia che facilità il nostro viaggio "d'epoca", bravi gli attori e bravo Allen a trovare sempre il suo "alter ego" nello "sventurato" di turno.

Crazymo  @  25/01/2012 17:56:07
   8 / 10
Bel film di Woody Allen, che ci propone una trama semplice ma geniale resa al meglio da un'ottima regia, ottime intepretazioni e ovviamente un'ottima ambientazione. Bello.

c0rsar0  @  25/01/2012 16:12:20
   7 / 10
Ho passato un bel pomeriggio rilassante sognando le ambientazioni e gli incontri di un protagonista molto ben interpretato da Wilson. Tutti credono che il passato sia meglio del presente, ma se vivi nel passato quello è il tuo presente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  22/01/2012 21:27:12
   6½ / 10
Un Owen Wilson alterego del regista per l'ultima fatica del regista, con una sceneggiatura indovinata così come la scelta degli attori....memorabile la scena in cui il protagonista suggerisce la trama de "L'angelo sterminatore" di Bunuel!

The White  @  22/01/2012 17:26:19
   7½ / 10
Avevo quasi perso la speranza di rivedere un suo film veramente bello ! Questo Midnight in Paris non raggiunge l'apice dei suoi capolavori però è senza dubbio un film profondamente poetico e ironico quando ci presenta tutti i personaggi storici magistralmente rappresentati da un cast di assoluto livello ! Anche lo stesso Owen Wilson che poteva sembrare un azzardo risulta una scelta vincente anche se aveva già dimostrato nei film di Wes Anderson che era un attore capace anche al di fuori della classica commedia senza pretese !
La storia è semplice e il messaggio risulta chiaro fin da subito ma il modo in cui ci viene raccontata la storia lo rende il film magico e poetico come da tempo non si vedeva nella filmografia di Woody Allen ! In sostanza per me è il miglior Woody Allen dagli anni novanta !

marco86  @  22/01/2012 01:57:57
   7½ / 10
la felicità è un'utopia, nel senso etimologico del termine: u-topos, ovvero non-luogo.
la felicità è un'illusione, in quanto tale irrealizzabile e fonte di frustrazione.
è un non-luogo sia per la dimensione temporale, sia per quella spaziale.
mi spiego meglio: il protagonista del film ha una vita apparentemente felicissima: è ricco, è giovane, è famoso, è fidanzato con una donna bellissima...
ma non si sente felice.
e si convince che la sua felicità sia altrove: in un altro spazio, in un altro tempo. cioè nella Parigi degli anni '20.
ma la conclusione cui, amaramente, arriva egli stesso, è che anche una volta raggiunti magicamente i luoghi e le epoche tanto sognati, la felicità finisce con lo spostarsi da un'altra parte. lo dice lui stesso: vengo dal 2010 e vorrei vivere negli anni '20. quelli che vivono negli anni '20 vorrebbero stare nella belle epoque. quelli della belle epoque nel Rinascimento, e così via...
quindi la felicità risulta essere mera illusione partorita dalla nostra mente, ma irrealizzabile nella realtà.
in fondo, se ci pensiamo, la felicità non è mai qui e ora. ma è sempre o sperata (ovvero posta nel futuro) o rimpianta (ovvero posta nel passato). non è mai qui con noi.

poi, Midnight in Paris riprende un altro tema caro a Woody: quello della perfezione possibile solo nell'arte (vedasi La rosa purpurea del Cairo).
è solo con l'arte (o, per meglio dire allargando il concetto, con la fantasia) che si può realizzare una vita perfetta.
è solo con l'arte che si può finire catapultati in un'altra epoca, in mezzo alle persone con cui vorremmo trovarci...
la scena finale è esemplare: nel momento di massima crisi, passeggiando per Parigi, il protagonista incontra, casualmente, la ragazza adorabile del disco che, altrettanto casualmente, è sola... e proprio in quel momento inizia a piovere, e i due scoprono di amare la pioggia allo stesso modo.

se il film te lo scrivi tu, queste cose succedono.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  15/01/2012 11:35:29
   8 / 10
Semplice, poetico, nostalgico.

Grazie Woody!

4 risposte al commento
Ultima risposta 16/01/2012 12.00.58
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  14/01/2012 18:18:48
   8½ / 10
Woody ci delizia con questo Midnight in paris, la magia di cui trasuda questo adorabile film è innegabile. Non sarà certo un capolavoro d'originalità, ma a me questa infinita dolcezza, questo amore per il cinema, per delle città, per l'arte che Woody desidera ribadirci continuamente mi piace e li condivido. Temevo di rivedere quella mezza schifezza di Vicky Cristina Barcelona, invece il buon caro e vecchio Allen ha dato luce a una cosa semplicemente bellissima.

RHCP  @  11/01/2012 23:02:58
   8½ / 10
Da vedere e rivedere...
Colmo di citazioni e rimandi culturali che arricchiscono l'animo. Ciò però, non annoia lo spettatore, anzi, Allen cerca e trova splendidamente il modo di catturare l'attenzione dello spettatore e di mantenerla fino alla fine del film e oltre.
Mi ha piacevolmente sorpreso Owen Wilson verso il quale , lo ammetto, nutrivo qualche pregiudizio: non credevo fosse adatto per questo ruolo, invece ricorda tantissimo un giovane Allen! Bravissima e perfettamente irritante Rachel McAdams; sensualissima Marion Cotillard.
Un plauso al ritorno in gran stile del nostro Woody Allen !

franzcesco  @  11/01/2012 19:37:52
   5 / 10
Idea buona ma troppi troppi luoghi comuni su persone e luoghi!!
Spesso fastidioso!
Chi da buoni voti forse non ricorda il vero Allen degli anni d'oro!

sweetyy  @  09/01/2012 16:23:04
   6 / 10
Lontano dal periodo d'oro di Allen, Midnight in Paris è un film che intrattiene ma che personalmente non lascia granchè

uzzyubis  @  09/01/2012 14:42:02
   7½ / 10
Una piacevole sorpresa per un film di Woody Allen che non è tra i suoi capolavori ma che si innalza dalle commedie di medio livello.
Belle le ambientazioni e le ricostruzioni storiche unica pecca Wilson con in bocca le battute di Allen ma senza la mimica facciale dello stesso.
P.S. leggendo qualche commento qui sotto, il film è sembrato un eccessivo sfoggio culturale del regista...ma scusate che cultura serve per conoscere Dalì, Hammingway, Man Ray o Bunuel?mi sembrano personaggi sotrici alla portata di tutti.

giulyasum  @  08/01/2012 13:53:38
   7 / 10
Mi è piaciuto ma non darò un voto altissimo. Rorse è un film che eccede troppo nell'autocelebrazione.. Woody ha voluto farci vedere la sua sconfinata cultura. Nessuno dubitava che l'avesse, quindi rischia di sfociare nell'ostentazione.

vale&vale  @  07/01/2012 22:12:27
   7½ / 10
piacevole sorpresa....ma owen wilson non mi ha convinto molto

the saint  @  06/01/2012 23:08:13
   6½ / 10
non male , anche se non eccezionale!

zakfett  @  05/01/2012 11:33:54
   7 / 10
Forse didascalico all'eccesso, certamente prevedibile nello sviluppo... ma ad avercene di film leggeri ma intelligenti.
Un meraviglioso omaggio alle passioni di Allen (e chi ha letto i suoi libri li riconoscerà).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gardner  @  05/01/2012 10:58:13
   3 / 10
Va bene. Parigi è magica, soprattutto di notte. Va bene, WA ha letto Faulkner, Fitzgerald, Hemingway, ha visto i film di Bunuel e ha ammirato i quadri di Picasso, Braque, Dali e Toulouse-Lautrec, ma c'è un limite alla leggerezza e al'autocitazione. Oltre si sconfina nell'idiozia.
Per me prende 3 solo perché la Cotillard vale il viaggio, se no il voto giusto è 0, con invito a tornare a settembre accompagnato dalla figlia-badante

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Ultima risposta 05/01/2012 16.52.52
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CthulhuVive  @  04/01/2012 23:55:08
   7 / 10
Allen colpisce ancora. Interpreti davvero buoni e a tratti sorprendenti come nel caso di Owen Wilson, inaspettato nell'interpretare con tale naturalezza un personaggio puramente Allenniano. Piacevolissimo per dialoghi, regia tranquilla ed adatta ed ottima scelta di musiche. Naturalezza accattivante nei "salti temporali" quasi non percepiti. Da vedere se disponete di una cultura almeno accettabile. Morale di fondo banalotta ma in linea con lo scorrimento tranquillo e senza pretese (nel senso buono) del film.

JackRock  @  04/01/2012 02:13:29
   8½ / 10
appena visto...sono uscito dal cinema con un gran sorriso senza sapere bene neanche il perchè...magico

andreapau  @  03/01/2012 11:46:17
   7 / 10
Allen è sempre affascinante nella sua capacità di rendere "Alleniani" gli attori piu' improbabili, le star già diversamente acclamate.
Che sembrano ricambiare con recitazione "devota" , prostrati al maestro.
Stavolta è il turno di Owen Wilson.
Il regista prosegue il suo tour europeo, a mio avviso con occhio poco critico e vagamente incantato, ma stavolta non cade nel tranello dell'elogio forzato.
Semplicemente perchè torna ad un suo vecchio format, quello della fiaba surreale e nostalgica, nella quale sembra farsi affettuosamente beffe dei suoi e nostri miti.
Il suo tenero e impacciato alter ego, uomo di successo intellettualmente frustrato, è alle prese con una macchina del tempo che lo costringe a ridimensionare le sue convinzioni, alla luce della constatazione di quanto sia amara qualunque realtà quando viene vissuta e non sognata.
A mio avviso una ottima prova cinematografica, superiore ai recenti suoi film

elmoro87  @  03/01/2012 10:29:30
   8 / 10
Ho sempre detto che Allen non lo digerisco e lo confermo, ma per la prima volta ho apprezzato tantissimo il suo lavoro, poichè ho trovato questo film interessantissimo, capace di trasportarti in un mondo parallelo e ideale dove tutti noi vorremmo vivere, dato che ognuno di noi ha sempre nostalgia del passato nonostante lo scorrere delle nostre vite e ognuno di noi ha un'epoca o un lasso temporale nel passato in cui vorrebbe vivere... Un film in apparenza leggero, ma secondo me profondo e ben calibrato, denso di messaggi e ben interpretato da Owen Wilson che ha fatto la differenza... Un bellissimo film, da vedere e rivedere...

movieman  @  03/01/2012 00:20:35
   8 / 10
La carrozza aspetta, ecco il ponte che ci porta fino alla parigi degli anni 20, popolata da artisti di spicco e femme fatale. Neanche in questo caso Allen delude, anzi rimango piacevolmente colpito da questo piccolo capolavoro. Da Hemingway a Dalì, da Picasso a Kennedy, in una versione festaiola e irriverente.
Il protagonista si ritrova così nella sua ipotetica "golden age", nella sua "belle epoque", conosce i suoi miti, matura e capisce che qualunque epoca, anche la propria, se vissuta fino in fondo, può diventare una età dell'oro. Un messaggio che trovo importante, ma che molti tendono a dimenticare.

Evelano  @  02/01/2012 22:44:51
   7½ / 10
Uno dei pochi film recenti che mi ha fatto uscire felice dalla sala. Un film degno di essere passato al cinema! Emozionante, capace di farti apprezzare una città (Parigi) ed un'epoca con i suoi personaggi..

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  02/01/2012 21:52:04
   9 / 10
Con "Midnight in Paris" Allen ha girato un omaggio a Parigi, ai suoi miti, al suo cinema e a sé stesso.
Questo è un film girato con il cuore, in cui in ogni scena si avverte quanto Woody si sia lasciato trasportare ed entusiasmare; credo sinceramente che chiunque abbia un minimo di buon cuore, non può non venire travolto da una simile dichiarazione d'amore.
Assolutamente meraviglioso, davvero un gran film per chiudere in bellezza l'anno passato.

davil  @  02/01/2012 19:14:15
   8 / 10
un piccolo gioiellino, delicato, piacevole, leggero

Invia una mail all'autore del commento bart1982  @  02/01/2012 19:01:27
   5½ / 10
Filmetto carino, che non rispetta lo standard di Woody...
Aspettate esca in dvd.

Azrharn  @  02/01/2012 11:54:02
   7 / 10
Simpatica commedia surreale che ha come cornice una splendida Parigi. Indovinatissimi alcuni camei (Dalì su tutti).

marimito  @  01/01/2012 23:39:29
   5½ / 10
Questa volta Allen non guadagna neanche la sufficienza.. un filmetto come in molti saprebbero mettere su, in cui si percepisce una certa pochezza nei dialoghi, nelle citazioni, nella morale.. Personaggi superficiali calati in ruoli miseri.. Il tema non era da poco, ma il regista hollywoodiano ha perso il lustro cui ci ha abituato.. quello grazie al quale, unitamente ad un sagace sarcasmo ed un certo acume, ci mostrava la vita nelle sue dieverse pieghe.. forse dovrebbe fare qualche film in meno, ma con un certo spessore in più..

paride_86  @  31/12/2011 04:20:20
   7½ / 10
Ironica e assurda storia che ruota intorno all'atteggiamento nostalgico che appartiene a persone di ogni generazione e periodo storico.
Woody Allen non delude mai, e, anzi, questa volta firma una storia intelligente, leggera e originale, adatta ad ogni tipo di spettatore.
Si potrebbe pensare che un artista, arrivato ormai ad una certa età, non abbia più nulla da dire se non ripetere concetti già espressi precedentemente; che bello essere smentiti con un così piacevole film.

sempre  @  30/12/2011 18:15:16
   7½ / 10
Film d'atmosfera.
Assomiglia a un depliant turistico di Parigi.
Interessante il tema della ricerca del bello, dell'epoca ideale in cui vivere.
Wilson interpreta bene il personaggio che penso che Allen avrebbe voluto essere.

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Avatar  @  29/12/2011 18:17:43
   9½ / 10
questo film è un piccolo gioiello,atmosfera magica,poetica,onirica,dialoghi superbi e ottima interpretazione di Owen Wilson,inoltre la solita ironia stile Allen ben presente anche in questa pellicola;si esce dalla sala pienamente soddisfatti,film da non perdere

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raffafirenze  @  29/12/2011 15:34:03
   8 / 10
E' la rappresentazione di un sogno, un sogno meraviglioso.
E'la ricerca umana di quello che non si ha, delle aspirazioni che alimentano il trascorrere del tempo.
Lo ritengo un bellissimo film, ambientato non a caso in quella citta' meravigliosa e tanto amata dal regista. Bravissimo il protagonista che nella recita assomiglia al regista.

*blackmamba*  @  29/12/2011 13:26:30
   7 / 10
La storia del film è quella che ogni sognatore spera di vivere..il colpo di fulmine..Parigi..quell'atmosfera anni 20 davvero fantastica..bello.
L'unica cosa che non amo molto di Woody Allen sono i dialoghi..e poi che voce hanno dato a Owen Wilson..sembra un bambino!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  27/12/2011 16:10:47
   6 / 10
Gli ultimi lavori di Woody Allen ("Basta che funzioni" a parte) non mi dicono più nulla da tempo,trovo le sue esigenze catartiche sempre più imprigionate in riflessioni figlie di argomentazioni già affrontate in mille modi.Una produzione in serie con trascurabili sfumature che ormai raramente rendono il prodotto più appetibile o finalmente un attimino estraneo a meccanismi riproposti con sorda caparbietà.
Mi si perdoni, ma Allen dà l'impressione del nonnetto smemorato e ancora pedante,fastidioso nell'insistito racconto di aneddoti cui ogni volta brandelli di storia dissolvono o si inseriscono senza che ciò cambi i tedianti esiti.
"Midnight in Paris" è come da tradizione commediola educata e scorrevole,sicuramente poco caustica con tanto di lezioso omaggio alla capitale francese, presentato in una sfilza di immagini/cartolina che fanno tanto agenzia turistica,al solito interpretata dall'ennesimo alter ego del regista sempre più impegnato a scovare volti adatti per impersonare le sue angustie eterne.
Owen Wilson se la cavicchia nei panni dello scrittore in piena crisi esistenziale e creativa che trova nel passato,più esattamente nella Parigi degli anni '20, il possibile rimedio alla piattezza da cui si sente represso.
Piace la volontà di raccontare l'incompletezza di un uomo che non trova corrispondenza nel suo tempo e sogna un viaggio nel passato, in un'epoca più affine al suo modo di essere ed alla sua sensibilità.Situazione che permette intriganti scorribande in una ville lumière affollata da illustri personalità del mondo dell'arte purtroppo utilizzate in modo frettoloso. Allen sembra aver perduto lo smalto anche nella devozione tributata alle sue muse,la McAdams è fin troppo aggiustata nel ruolo della fidanzata rompiscatole e frivola,ça va sans dire pure forzatamente antipatica,la Cotillard invece sembra aver lasciato a casa il fascino che solitamente la contraddistingue.
Si spera sempre in un Allen capace di trovare un'ispirazione che lo induca a mostrare il coraggio necessario per discostarsi dal suo stile ormai scontato.Illusione vana,siamo alle solite.

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/12/2011 08.43.12
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Regista Ricky  @  26/12/2011 18:16:43
   2 / 10
tanta noia e assurdità in questo brutto film che ho avuto purtroppo la disgrazia di vedere. Owen Wilson è la brutta copia di Allen in tutti i suoi film da attore. non c'è cosa peggiore per un regista che avere nostalgia di se stesso e riproporsi sempre in ogni suo lavoro.

ammetto che da circa mezz'ora di film per un buon 40 minuti mi sono addormentato e ammetto anche che non ho mai dormito cosi bene.

da evitare

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Ultima risposta 29/10/2012 15.13.58
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marcodinamo  @  26/12/2011 15:11:33
   5½ / 10
Molta nostalgia per un regista in evidente declino!

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/01/2012 21.12.59
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|otioti|  @  25/12/2011 22:47:36
   7½ / 10
Delizioso!!
Nostalgico, affascinante da ogni punto di vista, ben curato e coinvolgente.
Lascia passare un messaggio profondo ma senza sbattarti in faccia la morale in modo fastidioso.

Owen Wilson perfetto per la parte, anche se mi sarebbe piaciuto molto rivedere il buon Allen interpretare il suo ruolo. Anche se forse vedendolo in italiano mi sarebbe molto mancata la voce di Lionello.

lukef  @  24/12/2011 21:51:58
   7½ / 10
Molto carino e ben curato.. mi piacerebbe tuttavia tornare a vedere il Woody Allen di un tempo, quello più sregolato e libero da ogni logica commerciale.

MarkTheHammer  @  24/12/2011 20:06:03
   7 / 10
Molto carino!
Non il solito film di Woody Allen, un po' più fiabesco e forse con qualche risata in meno al solito... ma davvero piacevole. Sicuramente atipico.
Non un capolavoro, ma di certo scorrevole e con una buona storia. Consigliato!

Teo_Kubrick  @  24/12/2011 18:42:52
   8 / 10
Una fiaba! Un atto d'amore per una città e per un decennio! Il finale è tanto semplice e veloce quanto bello, nel pieno senso del termine. Bella la fotografia. Bravi Owen Wilson che promette bene e la Cotillard, di cui sono innamorato !!!

7219415  @  24/12/2011 12:40:38
   8 / 10
Di solito odio Woody Allen e odio le commedie...ma questa è veramente deliziosa...

forzalube  @  23/12/2011 19:43:40
   8 / 10
Indeciso tra 7.5 e 8.
Ne avrà fatti di migliori parecchio tempo fa, ma io l'ho trovato molto simpatico e divertente con un cast ben calato nella parte e dialoghi ben scritti.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  23/12/2011 19:36:20
   8 / 10
Delizioso, raffinato, dolce, toccante, delicato, leggero, sognatore. Un vero tuffo nell'arte. Grazie Woody!

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  22/12/2011 16:49:00
   7½ / 10
In una parola: delizioso.
Il buon vecchio Woody invecchia, si cita, si ribadisce più che ripetersi, ma il rincoglio.nimento senile che porta spesso con sè la nostalgia del passato e una certa dolcezza porta a questo film una dolcezza particolare, un ritmo frizzante eppure placido, un impianto dialogico di altissimo livello.
Owen Wilson è perfetto nell'interpretare Allen e l'incontro con le icone letterarie e artistiche del passato è una costante sorpresa e un continuo divertimento.
Midnight in Paris è una canzone di Cole Porter suonata dal grammofono su un disco con qualche graffio, una scatola di bonbon (o meglio di Macarons de Ladurée, che non perdono la loro dolcezza anche se ormai sono troppo di moda), uno schizzo di Picasso, un ruvido commento di Hemingway dal profumo di tabacco di pipa.

10 risposte al commento
Ultima risposta 22/12/2011 20.02.33
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sara24  @  22/12/2011 03:39:51
   7½ / 10
fino a meta film mi sono detta che era il piu bel film d"genere "magico"
che avessi mai visto,...l ho trovato davvero bellissimo,
appunto MAGICO, e POETICO,
mi è piacito wilson, molto romantico e dolce , non lo conoscevo sotto questo aspetto ,poi lo dico con il cuore a pezzi sul finale aihme mi è crollato il castello !!!!!,......forse mi ero fatta troppo aspettative ,
ma il bello e che non ne avevo all inizio!....le aspettative non erano quindi per il regista...ametto che non ho mai visto nessun film di allen!!!! lo so,..... staro dicendo una cosa gravissima pero è cosi.....le aspettative mi erano venute proprio via via che guardavo il film,
come tutte le cose belle durano poco , e mi aspettavo sul serio un finale ma sopratutto uno sviluppo diverso di gil con i personaggi del "passato"
davvero deludente sotto questo punto di vista PECCATO DAVVERO!!!!
il SOGNO si è interrotto prorio sul piu bello!

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Ultima risposta 22/12/2011 16.43.19
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paoanti  @  21/12/2011 20:43:48
   7½ / 10
film molto carino... un bobon di film....

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  20/12/2011 20:32:34
   7½ / 10
Pennellata d'autore che va presa per quel che è: una fiaba romantica e intellettualoide (anche) di Allen, il cui metro di paragone non può che essere La Rosa Purpurea del Cairo di cui riprende la tematica principale (sogno e realtà) e anche il tono surreale e delicato.
Va detto che da Allen ci si aspetta sempre di più, ma anche che è un piacere vedere nel 2011 pellicole delicate come questa.
Plauso quindi all'incipit in cui, stile Manhattan, ci viene mostrata Parigi in "pezzi"; e plauso anche al cast di grande livello: Owen Wilson è una conferma (ma non ce n'era bisogno), è l'alter ego di un Woody Allen che se avesse girato questo lavoro venticinque o trent'anni fa si sarebbe preso il ruolo da protagonista; le nevrosi e i dialoghi sono chiaramente alleniani.
Il contrasto ironico tra una realtà in cui il protagonista non si riconosce (famiglia di ricchi borghesi quella della fidanzata di lui), e il sogno di una Parigi anni '20 in pieno fermento culturale, piena di vita e pulsante al contrario di quella vista inizialmente da Wilson. Infatti tutt'al più la fidanzata si limita ad andare a ballare la sera, o ad ascoltare ammirata le spiegazioni erudite di un compagno brillante di università venuto a tenere una conferenza alla Sorbona; è una vita di umiliazioni quella del protagonista, e sono proposte con tanta ironia da Allen che è dura rendersene conto (afferma che ha cominciato ad avere attacchi di panico da quando si è messo con la fidanzata).
Eppure passeggiare di notte equivale al sogno di una libertà per Gil; incontra i suoi miti letterari, che sono esattamente come ha immaginato che fossero: il gruppo della Generazione Perduta in cui troviamo uno Scott Fitzgerald innamorato della moglie Zelda, mezza pazza e nevrotica. Abbiamo un Hemingway virile che più virile non si può, affascinante e sempre con una bottiglia in mano, pieno di spirito. C'è poi un Picasso distante che con Gil non parla mai direttamente, artista ritratto in modo tutt'altro che simpatico e che non si riesce a scardinare intimamente; e ancora il gruppo dei surrealisti con Dalì, Bunuel e Ernst.
Spiace un pò vedere rilegato in un ruolo tanto importante ma di tanto breve durata quello di Dalì, che Brody interpreta in maniera magistrale in quel poco tempo che ha a disposizione l'artista megalomane. Mentre è esilarante quando Gil dà l'idea principale de L'Angelo Sterminatore ad un Bunuel perplesso.
Gil si inventa un'altra fidanzata inventata, Adriana, la musa che tutti vorrebbero ma che Gil si decide a conquistare.
E poi Midnight in Paris diventa anche riflessione sul presente, sulla convinzione di essere nati all'interno del periodo sbagliato e la voglia di fuggire nel passato, per sempre, il passato che viene sempre visto in modo idealizzato e migliore. Lo fa Gil con gli anni '20, lo fa Adriana con la Belle Epoque, e lo fanno quelli della Belle Epoque col Rinascimento...
Ecco, non ci rendiamo conto mai di quello di bello che oggi abbiamo, e rischiamo di rivolgersi e ancorarci al passato utilizzandolo come mero feticcio; il che può anche essere pericoloso...
Il finale diventa leggermente prevedibile, ma il suo significato tutt'altro che banale: Gil sceglie la soluzione intermedia, non il puro sogno o la pura realtà ma fa sì di realizzare le sue fantasie rapportandole ad un piano realistico.
Sempre Parigi, ma qui e ora. E le finestre sul passato è giusto che rimangano tali, sogni da visitare di tanto in tanto...

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Ultima risposta 20/12/2011 21.57.52
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Pakserrion  @  20/12/2011 03:00:06
   6½ / 10
Potrebbe meritare un 7 pieno se non fosse per il protagonista che non mi ha convinto del tutto , in un mix di realtà e fantasia lui rimane nella linea che fa da confine non riuscendo mai a convincersi di dove si trova senza dubitare mai di un mondo e dell'altro come perso in un sogno ma troppo lucido per esserlo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  19/12/2011 22:42:16
   7 / 10
Allen infine si diverte a giocare al "se non ora, quando (avresti voluto vivere)" rispondente a quell'insoddisfazione un po' annoiata per la nostra (decadente) epoca e prendendo un classico tipo americano tutto conteso tra insipiente presente e mitizzazione del passato.
Ben si presta la Parigi di inizio secolo scorso che fa incontrare Hemingway (a proposito, bel tipo focoso!) e Picasso e Bunuel uno appresso all'altro come niente fosse, in una convergenza di coincidenze a dir poco fortunate.
E' il meccanismo di un gioco leggero e innocuo, che spesso fa sorridere per le impreviste entrate in scena del Dalì che non ti aspetti e che si chiude, ovviamente, nella pacata riconciliazione col nostro tempo.
Niente fughe all'indietro, per Allen, ma lo strappo nel tempo del sogno provocherà i mutamenti voluti.

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Ultima risposta 09/01/2012 20.23.23
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Invia una mail all'autore del commento Larry King  @  19/12/2011 16:53:17
   7 / 10
Dopo un'inizio stile "Manhattan" con una serie di cartoline sulla città, assistiamo ad una trasferta parigina di "Anything Else"in cui rimpiangiamo Jason Biggs e Christina Ricci. Tutto già visto, fino a che il film prende una direzione diversa, e partecipiamo ad un Back to the Future un po intellettualoide, quindi lievemente pretenzioso (quanti hanno colto a pieno le citazioni presenti?) ma senza dubbio leggero e francamente divertente.
Ossessionato più che mai dalla propria morte, almeno da un paio di film a questa parte, Allen tenta la via all'immortalità non attraverso improbabili compagnie femminili e patetici tentativi di ringiovanimento, ma con un recupero della personale age d'or, che gli consenta di rimanere per sempre all'interno di un quadro che non invecchia mai. La soffitta di Dorian Gray è per lui rappresentata da una presa di coscienza di un'ideale che non esiste, anche se rimane la convinzione che è pur sempre bello sognare, o almeno seguire la propria indole e non tradire se stessi. Meglio una vita non eterna, ma priva di rimpianti. Da vedere e rivedere almeno una volta in originale, in quanto il doppiaggio alla Closeau non gli rende giustizia (Carla, con l'accento sulla a, si doppia da sola probabimente, ma questo non depone a suo favore).

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zeta  @  19/12/2011 16:26:10
   6 / 10
Incredibilmente lontano dal miglior Wody Allen, quello che ha dato il meglio fino alla metà degli anni '90. Però, questo film recupera qualche posizione rispetto a Basta che funzioni e Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, per me largamente insufficienti. Almeno, Midnight in Paris recupera la dimensione onirica, ci regala un po' della Parigi degli anni '30. Peccato che resti tutto in superfice, i personaggi, come le ambientazioni.

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  19/12/2011 12:32:15
   7 / 10
Parte lento, ma con il passare dei minuti diventa una pellicola godibile dove Wilson, alter ego di Allen ma con meno nevrosi, dichiara tutto il suo amore per Parigi (bellissima la fotografia) e per la letteratura. Davvero simpatici alcuni personaggi come Heminghway e Dalì. Uno degli ultimi prodotti di Allen più convincenti.

Macs  @  19/12/2011 11:26:06
   7½ / 10
Favola moderna e intellettual-letteraria. Un po' approssimativa la ricostruzione dei rapporti tra i grandi del passato parigino, comunque piacevole la resa del sogno. Non si ride molto ma l'omaggio alla città che è impossibile non amare è delicato e fiabesco.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  19/12/2011 11:00:38
   8 / 10
L'empatia di una conversazione rubata al tempo.

desertoceano  @  18/12/2011 23:28:43
   5½ / 10
Insomma l'idea del viaggio nel tempo fa sempre sognare e Parigi ha sempre il suo fascino, le immagini sono stupende le musiche, e anche le riflessioni sulla felicità legata a dei periodi storici o semplicemente la capacità di vivere felici a prescindere dal tempo e dal luogo, in ogni modo il film é lento, noioso, i personaggi sono tutti un pò insopportabili. Lui è troppo moscio, la fidanzata odiosa,per non parlare dei suoceri.
E comunque non si spiega com'è che lui riesce a viaggiare nel tempo.
In ogni modo trovo stupidi i commenti negativi e spesso offensivi nei confronti di Carla bruni, ha recitato discretamente e solo per pochi minuti. Non si può criticare sempre qualcuno su tutto solo perchè non suscita simpatia.

Rockem  @  18/12/2011 11:35:42
   6½ / 10
Woody Allen fa il Woody Allen in questa pellicola, e il risultato è alla Woody Allen: dolce-amaro. Indubbiamente la scenografia e la colonna sonora sono da sogno, e pure la regia si distingue per pulizia e chiarezza dell'inquadratura. Ma l'amaro in bocca si deposita per una trama abbozzata e che, piuttosto di approfondire il vero cuore concettuale del film - la presunta inadeguatezza del presente che incita a rifugiarsi in un passato stereotipato e fantastico - si perde a raccontare la solita storia d'amore, condita da un'esagerata comparsata di illustri artisti lanciati come esche romantiche per spettatori sognanti, ma alla fine lasciati un po' sull'angolo del ring e mai approfonditi come sarebbe stato utile. Comunque piacevole, ma aggrovigliato ad uno standard di commedia all'americana che proprio non vuole evolversi!

gandyovo  @  17/12/2011 19:33:45
   5 / 10
a mio parere un film banale, una favoletta carina con citazioni varie per sentirsi tutti più colti, battute e dialoghi che non faranno certo storia. un woody allen ai minimi livelli.

-Uskebasi-  @  17/12/2011 15:29:14
   7½ / 10
COMMENTO UN PO' SPOILEROSO

Intro di Allen a dichiarare il suo amore per quella che è forse la città più bella del mondo, non c'è nessun titolo di testa mentre scorrono le immagini dello splendore di Parigi. Poi inizia il film che non ti aspetti, o forse è meglio dire che non mi aspettavo, visto che non avevo letto una sola parola della trama. Un lavoro all'apparenza pedante come Paul, ma dall'anima dolcissima come Gabrielle. Ognuno ha il proprio presente, a volte così insoddisfacente da sognare scioccamente altre epoche senza capire che in realtà sarebbe stato tutto lo stesso. Giusto e sbagliato, bene e male, bello e brutto sono in ogni tempo, basta solo saper cercare, e se sei fortunato a mezzanotte non ti rimetterai a sognare ma troverai l'anima gemella con cui camminare sotto la pioggia.
Per gli appassionati di arte e letteratura è un film imperdibile, purtroppo però l'apparenza conta e per molti sarà difficile non annoiarsi per l'ostentata superiorità intellettuale.

Comunque consiglio caldamente ai paleontologi di non passeggiare la notte nei vicoli di Parigi...

simonssj  @  17/12/2011 11:50:18
   8½ / 10
Film di classe girato da uno che il Cinema lo sa fare davvero; capisco la difficoltà dello spettatore medio di oggi di seguire una vicenda che può apparire "lenta" a confronto coi canoni holliwoodiani, ed è decisamente triste che moltissimi non siano in grado di apprezzare film così un ritmo così riflessivo e che va alla velocità di una poesia.
Come non parteggiare per questo povero protagonista, pesce fuor d'acqua nel nostro tempo, che sogna l'ispirazione della Parigi anni '20? E come non restare affascinati dalla piega che prendono gli eventi negli ultimi 20-25 minuti, e dai giochi di sguardi di questi 2 protagonisti così ben intrecciati tra loro?
Bellissimo

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  17/12/2011 11:46:12
   7½ / 10
Dopo l'infelice e lagnoso "Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni", Woody Allen ritrova la via della leggerezza e confeziona un gioiellino fiabesco di malinconico umorismo in cui ripropone una fuga nel sogno per sfuggire all'opaco reale già al centro del meraviglioso La rosa purpurea del Cairo. Con la flemma di chi ha vissuto e che ora si ferma a guardare gli altri, il regista newyorkese sembra invitarci a godere del nostro tempo, senza rimpiangere superbamente ciò che, in fondo, non abbiamo mai potuto provare. Se la speranza in tempi migliori appare addirittura spropositata per una lenza acuta ma acida come Allen, lo stile è sempre quello sobrio e discreto in cui ci si immerge ogni volta con raro piacere, fatto di luci soffuse, di dialoghi leggiadri e di recitazione splendidamente misurata. In più il film è un ulteriore tassello alla dichiarazione d'amore alleniana per l'Europa: l'acquerello parigino iniziale è degno dell'ouverture d'apertura di Manhattan.
Intrattenimento intellettuale, un po' autoreferenziale (e vecchiotto, sinceramente) ma mai elitario, delizioso come la pasticceria francese.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  16/12/2011 18:37:45
   8½ / 10
Quante volte ci è capitato di sentir dire da qualche anziano signore "Ah non ci sono più i tempi di una volta!" e da qualcun altro un attimo più intellettuale "Se vivessimo in quell'epoca sarebbe tutto molto meglio". Persone come queste se ne incontrano a vonde e molto spesso i loro commenti ci irritano un po.

La frase che ad un certo punto viene detta da un personaggio (Paul) insieme al discorso tra Adriana e Gil alla fine del film, racchiude l'intero concetto che Allen ha scelto di raccontarci tramite un film il cui soggetto originale e la magica storia che tutti vorremmo vivere prende vita, in bilico fra un mondo fantastico di artisti e quello povero d'animo dei consumisti. Nella realtà del giorno Gil è come un uccellino in gabbia costretto a vivere fra le sbarre di una società dove l'arte ha un significato di cultura d'aria, il qual semplice uso è a scopo di fare belle figure fingendosi intellettuali e critici per farsi ammirare senza cogliere la vera magnificenza dell'arte e nella notte invece è libero di volare, la gabbia si apre e il sogno si materializza, l'arte è apprezzata e vissuta soprattutto per quello che è.

Un sogno che si sporge sul fantastico e sul surreale, una storia che senza un briciolo di immaginazione non reggerebbe. Durante il film non si ha voglia di chiedersi la spiegazione logica di ciò che accade a Gil alla notte e una risatina simpatica ci viene regalata nel momento in cui ci viene detto che il detective è scomparso.

Non importa come Gil finisca in quel mondo, al massimo vorremmo saperlo solo per unirci a lui! Lui che ha questa grandissima possibilità, non tanto di tornare indietro nel tempo ma di vivere in un universo dove la logica, la razionalità, la grammatica della vita viene spazzata via dal vento della libertà, dalla creatività, dalla pazzia, dai sentimenti e da quel dolce movimento che sembra cullarti nel sogno che ogni artista vorrebbe fare.

E cosi proponendoci un film che richiama le radici del cinema, quelle radici che si rifanno al vero senso esistenziale del cinema, il motivo per il quale questa indescrivibile arte esiste, è farci sognare!Sogniamo ora, ora che possiamo, stacchiamoci dai matematici sociali perchè non dobbiamo desiderare altre epoche, altri anni, altri tempi!Succhiamo il miele che c'è stato, apprezziamo quello che abbiamo oggi, osserviamo e capiamo gli sbagli commessi per migliorare il nostro presente, un presente che si nutre di speranze, sogni, passioni. Sogniamo finchè possiamo farlo, sogniamo prima che arrivi l'uomo nero, sogniamo sinchè viviamo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  16/12/2011 15:14:36
   8 / 10
Prendete una mela e la tagliate in due parti: se la prima metà è La rosa purpurea del Cairo, la seconda è Midnight in Paris. E' perfetto nella sua complementarietà con la precedente pellicola con Mia Farrow: nei personaggi così inguaribilmente sognatori, l'epoca in cui si viene trasportati, quel sottile rimpianto verso il passato. In Midnight avviene esattamente l'opposto, Gil entra dentro quello schermo da cui era uscito l'eroe di Cecilia. Parigi come un enorme schermo cinematografico dove incontrare i propri miti letterari, pittorici e cinematografici (lo scambio con Bunuel è impagabile), evadere anche per pochi attimi dalla superficialità di un presente ben poco sopportabile.

gantz88  @  16/12/2011 14:16:46
   6½ / 10
film molto grazioso dove il protagonista si ritrova in una favola in una parigi nel passato la quale sfocia il suo sentimento di nostalgia e d'amore in una città romantica e molto bella

m@ssì  @  16/12/2011 13:56:16
   5½ / 10
ho apprezzato moltissimo la trama...ma lo svolgimento e noiosissimo;non succede nulla di eclatante,e una semplice commedia senza arte ne parte...ottima la ricostruzione della capitale francese passata e sempre un belvedere la presente...

3 risposte al commento
Ultima risposta 21/12/2011 08.17.16
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Invia una mail all'autore del commento Magoyanez  @  16/12/2011 13:39:02
   7½ / 10
Delicato... Qualche difetto c'è (la Bruni per esempio) ma davvero una bella storia... Vale la pensa andarlo a vedere..

tumbleweed  @  16/12/2011 09:08:35
   6½ / 10
Appunto: il vecchio Woody preferisce stare dietro le quinte (e lo capisco), quindi sono andata a vedere il film un po' controvoglia. Fitzgerald, Gaudi e la Stein mi hanno messo addosso un po' di nostalgia, ma non era necessario andare a vederlo al cinema. E le imitazioni restano imitazioni uffa.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  16/12/2011 03:08:30
   8 / 10
Apertura. Uno slideshow di 3 minuti sulla stupenda capitale francese: ben più di un classico modo per presentare la location del film - ma una vera e propria celebrazione della Città dell'Arte per eccellenza, un tributo alla Bellezza e alla Cultura di cui si è resa indiscussa regina durante i secoli. E' proprio sullo sfondo delle suggestive stradine di Parigi, che sembra esser diventata la nuova città prediletta da Allen - ereditandone l'onore da Londra e Barcellona - nell'ambito del suo cosiddetto "cinema europeo" degli ultimi anni, che si svolge la vicenda di Gil Pender, un sognante ed insoddisfatto scrittore e sceneggiatore di Hollywood che anela con sguardo affascinato alla vita nella capitale negli anni '20.

Si è parlato molto del concetto della paura della morte all'interno come all'esterno del cinema di Allen, e nell'ambito di Midnight in Paris non ci potrebbe essere riflessione più azzeccata. Il desiderio del protagonista di vivere al passato va al di là di una semplice fascinazione nei confronti di una personale "età d'oro", motivata da una sfiducia nei confronti del presente: è il suo tentativo di ingannare lo scorrere del tempo - come d'altronde fa il protagonista del suo stesso romanzo, "posseduto" dal mondo della nostalgia e del ricordo - e di sconfiggere il rimorso di essere nato "out of time", nell'epoca sbagliata. Ma a partire dal caso particolare del protagonista, la riflessione di Allen - affondando le radici nella psicanalisi - si estende: quella di Gil non è una sindrome esclusiva dell'età moderna, ma colpisce l'Uomo in tutte le sue epoche - ne è afflitto il personaggio della Cotillard, consacrata al culto della Belle Epoque, e così pure per quello di Gauguin, convinto a sua volta che la generazione di fine '800 sia perduta, in un processo continuo ed ancora non superato. Un processo in cui è coinvolto anche lo stesso Allen, nel quale recente iperattivismo è giustificabile vedere la stessa psicosi. Ed è così che, sotto le spoglie di una pellicola leggera e scanzonata seppur malinconica, Midnight in Paris si trasforma in una trasposizione di una personale presa di coscienza del regista: non è possibile opporsi allo scorrere del tempo. Proprio come succede a Gil, che si rende conto che l'idea di essere più felice fuggendo dalla realtà e rifugiandosi nel passato è soltanto un'autoillusione, una scusa per non affrontare gli ostacoli della propria esistenza - per esempio l'"antagonista" intellettualoide interpretato da Sheen, un topos del cinema di Allen, rispetto al quale il protagonista si sente inferiore -. O come accade, per fare un parallelo con un altro film del regista, al personaggio della Farrow in La rosa purpurea del cairo, che scappa dalla realtà per rifugiarsi nel mondo incantato e perfetto dei film e della Hollywood dell'età d'oro, solo per scoprire che anche quello è dominato dagli stessi cupidi interessi della realtà in cui vive.

Owen Wilson - in un ruolo che personalmente mi ha ricordato quello ricoperto da Jason Biggs in Anything Else - funziona discretamente bene come emulo di Allen e la sua presenza scenica, unita a quelle della congrega di simpaticissimi personaggi-artisti che rivivono sullo schermo (Picasso, Hemingway, Dali, Bunuel, Eliot), riesce a far dimenticare la scarsità di battute sagaci fatte apposta per la citazione che ormai sono diventate il marchio di fabbrica del cinema alleniano.
In sostanza un film delizioso, che ameranno appassionati di Allen e non, capace di far sorridere e al tempo stesso riflettere.

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