le mani sulla citta' regia di Francesco Rosi Italia 1963
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le mani sulla citta' (1963)

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locandina del film LE MANI SULLA CITTA'

Titolo Originale: LE MANI SULLA CITTA'

RegiaFrancesco Rosi

InterpretiRod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti, Angelo D'Alessandro

Durata: h 1.45
NazionalitàItalia 1963
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1975

•  Altri film di Francesco Rosi

Trama del film Le mani sulla citta'

Un consigliere comunale napoletano, Eduardo Nottola (militante di un partito di destra) e costruttore edile Ŕ costretto a ritirarsi dalla vita politica per il crollo di una palazzina da lui costruita. Cambiato partito (si sposta al centro) riesce a farsi eleggere di nuovo e ad avviare un gigantesco progetto speculativo.

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Voto Visitatori:   8,63 / 10 (36 voti)8,63Grafico
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Voti e commenti su Le mani sulla citta', 36 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  11/04/2021 13:34:55
   7½ / 10
Denuncia sociale sull'abusivismo edilizio che ha distrutto l'Italia nel dopoguerra, lasciandoci in eredità tonnellate di cemento abominevole.

alex94  @  10/11/2020 21:44:13
   8 / 10
Gran bella pellicola di denuncia di Rosi sulla speculazione edilizia che ha devastato il nostro paese.
Il punto di forza di questo lavoro sta nel suo essere tremendamente realistico,senza fronzoli né abbellimenti vari (quasi un documentario) ma d'altra parte, anche parecchio coinvolgente,oltre che splendidamente interpretato ( grande Rod Steiger).
Un classico del nostro cinema,da non perdere.

Goldust  @  31/10/2020 18:04:13
   8½ / 10
E' probabilmente il capolavoro di Rosi, così aderente alla sua tematica sociale fatta di collusioni tra politica ed economia, così potente nella sua denuncia nonostante i personaggi e i fatti raccontati siano frutto d'immaginazione, così tristemente attuale nel messaggio a quasi sessant'anni di distanza dalla sua uscita. Grande Steiger nella parte del viscido speculatore ma Randone non è da meno.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  16/04/2020 23:46:26
   8 / 10
Un po' troppo teatrale, ma appassiona fin dall'inizio.

Thorondir  @  28/05/2018 20:13:49
   8½ / 10
Spaccato durissimo, dal taglio quasi documentaristico, dell'Italia degli anni '60. La storia è ambientata a Napoli, ma poteva benissimo essere ambientata in altre decine di città italiane. Rosi racconta a muso duro la speculazioni edilizia e lo sprezzante sfregio alle regole democratiche (emblamatica la scena dei quattrini alle donne) e mette in mostra una politica completamente ammanicata con gli intrallazzi affaristici (in questo distingue in manifera forse troppo dicotomica, essendo egli un dichiarato elettore del pci, di cui racconta un'iniziativa politica lontana dalla volontà di arricchimento personale). Un film seminale, sentito, pregno di considerazioni sulla storia e la politica italiana del tempo, nonchè estremamente lucido nel ricostruire le dinamiche amministrative e nel metterle in scena con la giusta dose di realismo. Un film grandioso con attori perfetti.

fabio57  @  03/11/2016 15:09:28
   8 / 10
Rosi è stato regista attentissimo alla cronaca e alla politica del nostro territorio, in particolare aveva a cuore le vicissitudini che attanagliavano il sud e la città di Napoli. Il suo cinema era d'impegno e di denuncia. Questo è forse uno dei più noti del regista da poco scomparso . Regia e recitazione avevano un tratto essenziale e sobrio, come lo era tutto il lavoro del grandissimo cineasta. I problemi politici ed economici della città e il loro intreccio morboso, dopo cinquant'anni, non sono ancora risolti e Napoli non riesce a decollare. L'appello che lanciò il grande Edoardo ai giovani partenopei poco prima di lasciarci fu ed è quanto mai appropriato e attuale "Fuitevenne"

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Zazzauser  @  03/11/2016 01:14:45
   8½ / 10
"La squallida invasione del cemento aveva il volto camuso e informe dell'uomo nuovo Caisotti." (Calvino, La Speculazione Edilizia)
"Lo so che la cittá sta lá e da quella parte sta andando perché il Piano Regolatore cosí ha stabilito. Ma é proprio per questo che noi da lá la dobbiamo far arrivare qua." (Edoardo Nottola)

Probabilmente se rileggessi "La Speculazione Edilizia" oggi, al personaggio di Caisotti abbinerei la faccia di Rod Steiger. Edoardo Nottola, il suo personaggio in "Le Mani sulla Cittá", non se ne discosta molto; é solo un altro sciacallo del cemento che approfitta dell'entusiasmo degli anni '60 per l'espansione urbanistica e per il progresso economico per curare i propri interessi, indifferente alle vite degli innocenti che mette in pericolo (o che uccide, addirittura) e fra i cui scrupoli non figura certo il Piano Regolatore. Il problema é che, oltre ad impresario edile, Nottola é consigliere comunale: il vero meccanismo omicida del film di Rosi, più che il palazzo che crolla, sono i giochi di potere della politica che, letteralmente, tutto creano e tutto distruggono.
Rosi gira un film di denuncia durissimo e fortemente impegnato (De Vita é interpretato da un vero consigliere del PCI) che purtroppo rispecchia la realtá dei fatti nella Napoli dei primi anni '60 restando attualissimo - per tutta l'Italia, non solo per Napoli - anche più di cinquant'anni dopo.

DogDayAfternoon  @  01/09/2014 21:47:30
   6½ / 10
Film molto particolare, sembra quasi un documentario con quanta naturalezza e spontaneità è interpretato. Ottima regia, le scene dei crolli sono a dir poco spettacolari; non sono un amante della politica né nella vita reale né tantomeno nei film, infatti "Le mani sulla città" mi ha preso per la prima mezz'oretta, ma dopo di che la noia si è fatta sentire sempre più pesante. Secondo me un grosso limite di questo film è il fatto di ripetersi troppo, si va avanti con la pellicola ma le scene e i discorsi sono sempre più o meno gli stessi e la storia non decolla mai. Da lodare però attori e regia, sarebbe da vedere anche solo per questo.

Voto molto soggettivo, oggettivamente è un gran film.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  14/03/2014 21:44:06
   10 / 10
Secondo me "Le mani sulla città" è un modello perfetto di film di denuncia politica e civile. Partendo dal fenomeno della speculazione edilizia a Napoli negli anni '50, Francesco Rosi riesce a fornire un ritratto universale e sempre valido dei meccanismi perversi che minano e corrompono l'esercizio dei pubblici poteri, trasformandoli in strumenti di interessi privati a scapito di quelli collettivi.
Ci riesce grazie a una sceneggiatura asciutta, sintetica, concentrata sui fatti e senza fronzoli; con dialoghi e scene topiche/esplicative dove si espone con grande chiarezza, semplicità ed efficacia le ragioni dei comportamenti e delle scelte (si svela cosa c'è dietro l'ufficialità e la retorica della politica, le vere ragioni che la muovono).
La parte visiva mostra con presa plastica evidentissima le conseguenze disastrose in termini ambientali (e di sicurezza collettiva) di questo comportamento politico scellerato (le panoramiche iniziali e finali sono di un'eloquenza veramente potente). Il tutto trattato in maniera molto realistica e naturale, tanto da far pensare a vere e proprie prese in diretta (come ad esempio le scene dei consigli comunali). Ma ciò che fa questo film un capolavoro è il pathos che rende vivi e drammatici tutti i personaggi del film e le loro vicende. Tante scene che apparentemente sembrano inutili, che rallentano e spezzano il ritmo, in realtà gettano luce sui sentimenti che provano i personaggi in quell'istante, ce li rendono vivi e intensi.
Indirettamente poi il dipanarsi della vicenda, l'incedere drammatico della lotta fra chi vorrebbe scoperchiare il verminaio e chi invece cerca di conservare la propria presa parassita sul potere pubblico, trasmette una forte tensione allo spettatore.
In altre parole si cerca di "scuotere", di risvegliare l'indignazione e la reazione. C'è sullo sfondo della storia raccontata nel film la rivendicazione di basi etiche irrinunciabili e inderogabili, che dovrebbero essere le basi fondanti dell'esercizio politico pubblico.
Per il resto "Le mani sulla città" ci ricorda da dove siamo partiti per ritrovarci come siamo adesso: burocrazia, inefficienza, favoritismi, il voto di scambio. Poi il trasformismo, l'opportunismo, l'ipocrisia, la faccia tosta, l'arroganza di un potere che si sente al sicuro e immune. Il tutto in mezzo all'ignoranza, alla propaganda e al controllo subdolo delle coscienze ("l'opinione pubblica la facciamo noi" dice chiaramente uno dei protagonisti del film).
Che tristezza! E pensare che dopo 50 anni non è cambiato nulla, è sostanzialmente tutto come allora. Anzi forse è peggiorato. "Le mani sulla città" non è un film del tutto pessimista, disfattista o nichilista. C'è il personaggio molto importante di De Vita (interpretato da un vero consigliere comunale del PCI) che simboleggia la forte coscienza etica, il passionale impegno civile che nonostante tutto vive(va) e che da(va) speranza in un cambiamento.
La grande tragedia italiana è la perdita di questo importante patrimonio di forza etica e civile che è durato fino alla morte di Enrico Berlinguer. Poi anche il principale partito di opposizione si è piegato ai compromessi (quelli stessi che corrompono nel film la parte "sana" e filantropica della Democrazia Cristiana), alla caccia al potere, alla commistione con i grandi gruppi economici privati e all'uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione di massa.
Dopo 50 anni possiamo dire che le mani sulla città sono sempre lì, anzi sono sempre più numerose, presenti e rapaci e i risultati si vedono.
La visione di questo film mi ha dato grande emozione e molto rammarico, ma soprattutto ammirazione per la grande bravura di Rosi e di tutti i suoi collaboratori.

Lucignolo90  @  27/05/2013 18:52:06
   9 / 10
«Lo so che la città sta là e da quella parte sta andando perché il Piano Regolatore così ha stabilito. Ma è proprio per questo che noi da là la dobbiamo fare arrivare qua!»

In questo splendido film di denuncia Francesco Rosi mette in evidenza quello che, a 50 anni di distanza, resta ancora uno dei più grandi problemi del panorama italiano e cioè quello dell'abusivismo edilizio da parte di privati.
Innanzitutto fa una critica universalizzandola a un pò tutto il nostro paese: la città infatti dove muovono le vicende è Napoli, ma la città in questione viene nominata solamente una volta in tutto il film (a circa mezz'ora dall'inizio) proprio ad indicare che non è importante sapere dove hanno luogo questi problemi, è pertanto un dilemma che riguarda realmente l'Italia tutta. Secondo poi critica il mondo politico in quanto tale e senza secondi fini personali, i partiti del film vengono rappresentati senza sigle semplicemente come destra, centro (che ha il potere a inizio film) e sinistra all'opposizione.

Il protagonista della vicenda è un consigliere comunale della destra, Edoardo Nottola (Un Rod Steiger magnifico), che in barba ad ogni tipo di conflitto di interessi, è anche un costruttore edile, quello che a inizio film vuole eludere il Piano Regolatore comprando i lotti di terreno di pubblico interesse direttamente dalla giunta comunale per gli enormi margini di profitto, col beneplacito del sindaco ovviamente, che gli garantirà la costruzione delle reti fognarie, luce, gas etc..
La situazione va in malora per lui quando la ditta che gestisce, in una fase di costruzione fà crollare una palazzina fatiscente vicina per i colpi del battipalo, questo lo costringe a uscire momentaneamente dalla vita politica, e l'unico modo che ha per portare a termine il malaffare è uno ed uno solo: tornare e farsi eleggere assessore all'urbanistica...solo così avrà i mezzi legislativi necessari per portare a termine il progetto.

La potenza dialettica del film è rafforzata dal volere di Rosi di far prendere le parti di politici e giornalisti delle persone che, protagonista a parte, lo fanno realmente per professione, da ricordare l'intensa prova di Carlo Fermariello ex PCI, qui De Vita, leader del partito di sinistra e primo oppositore dell'operato al di fuori della legge di Nottola.

Insomma questo è un film da vedere, non vorrei dare troppo spesso l'epiteto di "capolavoro" ai film che commento, ma questo lo è perchè il Rosi di quel periodo era come un pasticcere telentuosissimo con duemila ingredienti a disposizione, e la conseguenza è stata quella di tirar fuori film come questo, "Salvatore Giuliano" o "Dio si è fermato a Eboli", tutti irrinunciabili film d'impegno italiano nella coscienza collettiva

«I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce»

freddy71  @  27/01/2013 12:17:42
   9 / 10
veramente bisogna che un film sia eccellente per far si che dopo 50 anni risulta di un'attualità impressionante....

DarkRareMirko  @  02/08/2012 23:31:21
   9 / 10
Tra i migliori film di Rosi assieme a Salvatore Giuliano.

Grande denunica sociale e politica, attori indimenticabili, qualche elemento documentaristico (tipo la dicitura finale a tutto schermo, per esempio).

Tutti dovrebbero vederlo almeno una volta e fa piacere vederlo citato anche in altri film (tipo I 100 passi di Giordana, dove Lo Cascio ne proietta una parte).

Tutto è ancora disgraziatamente attualissimo (giochi di potere, politica logora, disonestà) e purtroppo un altro osceno ritratto d'italia si aggiunge agli altri.

Oskarsson88  @  17/05/2012 14:51:47
   6 / 10
mi dispiace dare un voto così basso ma il film mi ha parecchio annoiato, nonostante apprezzi moltissimo l'egregia opera della denuncia politica. In sostanza però più documentario che film...

baskettaro00  @  29/12/2011 11:50:54
   8 / 10
coraggioso film che denuncia come alla gente"in alto"e ai politici poco importi del popolo,ma son solo desiderosi,come detto da qualcuno qua sotto,del proprio tornaconto e dei loro affari,cambiando partito quando van male.
qualcuno sembra salvarsi dal baratro,e la telecamera ci si allontana in una delle ultime scene per farci capire il distacco del personaggio da questo tipo di far politica,scena molto originale tra l'altro.
un film che apre gli occhi,vedetelo tutti.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  14/10/2011 23:16:59
   10 / 10
Ottimo film di denuncia politica.Un attacco frontale di Rosi all'amministrazione comunale di destra del comandante Lauro.Se però rovesciamo le parti politiche andrebbe bene ancora oggi contro la tragica amministrazione di sinistra di Bassolino-Iervolino.Rimane un film purtroppo troppo poco visto dalle nuove generazioni(come la mia)per volonta politica?Credo di sì.Comunque è attualissimo sia per la situazione napoletana ma anche per le disastrose condizioni in cui vige tutta Italia

dagon  @  04/10/2010 13:11:08
   9 / 10
Strepitoso film di Rosi. Sconvolge come, a quasi 50 anni di distanza, sia ancora un film attualissimo per contenuti e linguaggio cinematografico. Nelle scene dei consigli comunali sembra di sentire le stesse cose di oggi, nelle logiche del potere e della politica italiana non è cambiato nulla.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  04/10/2010 11:59:00
   9 / 10
Ma com'è possibile che anche a 50 anni di distanza da questo film la gente non riesca ad aprire gli occhi?
In realtà il film ha al suo interno anche la risposta a questo quesito.
E' un capolavoro attualissimo che andrebbe fatto vedere e rivedere a tutti gli italiani quasi fosse una cura Ludovico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/03/2010 22:58:10
   10 / 10
"i personaggi e i fatti sono immaginari, è autentica la realtà che li produce"

Cos'è cambiato in questi quasi cinquant'anni dall'uscita di questa pellicola? Cambia la forma, ma non muta la sostanza. "Non è di nostra competenza", "Se ne occupa l'ufficio X o Y, non noi personalmente". Le lotte intestine all'interno dello stesso partito, l'isolamento dei dissidenti interni, la moralità del singolo componente soffocata dall'interesse di partito con tanti saluti a nche a coloro che magari anche in buona fede li hanno votati, la spartizione di poltrone e incarichi, la speculazione edilizia.
Un film di una lucidità straordinaria e purtroppo ancora troppo attuale.

donfabios  @  28/01/2010 01:35:31
   8½ / 10
Film "attualissimerrimo", basterebbe cambiare il nome degli attori per riassumere i giochi politici di questi tempi in parlamento.
Il film è di ottima denuncia politica (specie contro la propaganda e la speculazione edilizia), con sfumature poliziottesche.
Buoni gli attori (c'è steiger, quello di giù la testa, e randone, il militina della classe operaia va in paradiso) e avvincente la colonna sonora di Piccioni.
Un bel film, da cui si può imparare qualcosa e anche un po' intrattenersi.

annibalo  @  06/01/2010 17:54:00
   8½ / 10
...e perchè questi film vengono dimenticati? Dicono che nel 2009 il Cinema si sia presa la rivincita sui DVD e il cinema in casa ma la qualità (dei recenti film) non è la stessa, manca il coraggio di utilizzare il linguaggio cinematografico per guardare la verità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  16/11/2009 17:21:10
   8 / 10
Basterebbero due frasi a concentrare l’essenza di questa pellicola ancora oggi di clamorosa e stretta attualità.La prima,ad inizio film, recitata da uno speculatore edilizio privo di ogni morale,la seconda impressa sullo schermo nel finale,a testimonianza di come in tutti questi anni nulla sia cambiato tra la realtà odierna e quella rappresentata da Rosi sullo schermo.
Il regista partendo dal malaffare delle speculazioni edilizie ci cala all’interno di maneggi ed intrallazzi politici atti a raggirare la legge per raggiungere interessi individuali.
“Le mani sulla città” è un film di denuncia cronologicamente perfetto nel registrare ed esporre cosa accade nelle stanze dei bottoni,dove il bene comune passa in secondo piano dinnanzi la smodata rincorsa a potere e denaro da parte uomini senza scrupoli,interessati esclusivamente alla salvaguardia del loro (semi)intoccabile status e del proprio tornaconto.
Pessimista negli sviluppi Rosi illustra come certi individui ,anche quando apparentemente stesi al tappeto, riescano a rialzarsi e rinascere dalle loro ceneri come l’araba fenice ,spalleggiati da un sistema in cui il marciume viene eliminato solo se ormai inservibile e non perchè deprecabile nelle sue azioni.
La morale e l’etica professionale vengono accantonate,vige solo l’interesse personale che spesso va a braccetto con quello del partito,restano solo pochi onesti idealisti(?) ostinati nel condurre la loro battaglia contro i mulini a vento e nel tentare di dar voce ad un popolo sempre più sopraffatto,raggirato ed illuso,nel quale il regista ripone una lieve,quasi utopistica, speranza di cambiamenti futuri in effetti mai avvenuti.
Eccellente spaccato di un’Italia vetusta nell’immagine di superficie ma ancora spiacevolmente attuale nel racconto delle pieghe più sordide del mondo politico.

LoSpaccone  @  05/03/2009 14:17:08
   8½ / 10
"Consigliere De Vita, avete visto come si fa la democrazia?!"...
Film putroppo attualissimo, "putroppo" perchè dopo quasi 50 anni la realtà che descrive nella sostanza non è cambiata di una virgola.
Dopo averlo visto vi renderete conto che nei salottini televisivi e sui giornali si chiacchiera e basta. Un film che ogni "cittadino" dovrebbe vedere.

Crimson  @  23/09/2008 19:17:40
   8 / 10
Un film di denuncia legato ad un determinato periodo storico (boom economico italiano e relativi magheggi dell'edilizia in politica) e tristemente attuale.
Il regista napoletano è capace di costruire un quadro poliedrico con un taglio documentarista ma neorealista al tempo stesso. Riesce a trattare il delicato tema dell'etica personale nella politica (che è uno dei temi principali) senza farne una semplice e sterile requisitoria di parte, pur essendo schierato.
La dialettica è la componente fondamentale: c'è la voce della gente (meravigliosa la sequenza tra le strade in cui si sono riversate le persone che hanno subìto lo sfratto), i faccia a faccia privati, in cui vengono prese le decisioni più clamorose (giochi di potere, rovesciamento delle responsabilità, accordi e disaccordi in relazione all'ambizione per una posizione). Infine c'è l'aula in cui si riunisce il consiglio comunale, teatro di scontri accesi e in cui si ha sempre l'impressione che più che prendere decisioni per i cittadini l'obiettivo in realtà sia sempre quello di tirare l'acqua al proprio mulino.
Monumentale Rod Steiger, uno degli attori più camaleontici del cinema, ma anche il resto del cast fa la sua parte. Incisivi i dialoghi, certe battute inerenti a intrallazzi politici sono sensazionali, di una realtà disarmante.

4 risposte al commento
Ultima risposta 23/09/2008 19.58.56
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  07/09/2008 16:21:51
   8 / 10
Allora dipende da cosa si intende per cinema, certamente Rosi inizialmente vuole fare un film di denuncia poi si lascia prendere la mano e confeziona un vero e proprio documentario di tale crudezza e veridicità da lasciare affascinati.

Certo si concede molto poco allo spettacolo a tratti il film è veramente molto tecnico, pochissima colonna sonora e girato sopratutto d'interni dei palazzi del potere.

Incredibilmente attuale sebbene su tematiche diverse, il film si concentra non tanto sul fenomeno della speculazione edilizia, piuttosto su quei meccanismi corrotti della politica, che oggi, magari non sorprendono più ma contestualizziamo l'Italia del boom, del benessere e del tutto va bene, sorprende la lucidità e lungimiranza di chi l'ha realizzato.

Come documentario merita 10 e lode mentre come film 5, nel complesso considerando la preveggenza e il coraggio 8

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  06/02/2008 14:53:03
   9 / 10
Lo so che la città sta là e da quella parte sta andando perché il Piano Regolatore così ha stabilito. Ma è proprio per questo che noi da là la dobbiamo fare arrivare qua! La città va in là? E questa è zona agricola! E quanto la puoi pagare oggi… trecento, cinquecento, mille lire a metroquadrato? Ma domani, questa terra, questo stesso metroquadrato, ne può valere sessanta… settantamila…

Invia una mail all'autore del commento coccions  @  06/02/2008 14:23:22
   9 / 10
gran bel film,
sarebbe prorio degno della top 25!!!!!
Estremamente crudele e realistico nel raccontare uno spaccato dello sviluppo economico degli anni 60 e della politica di quell'epoca!!!!!!!
PECCATO CHE E' TREMENDAMENTE ATTUALE.... E IN MOLTE ZONE D'ITALIA LE COSE SONO ANCORA RIMASTE COSI'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

The Legend  @  22/12/2007 21:46:44
   9½ / 10
Magnifico film di denuncia sociale, che esalta la robusta sceneggiatura con pochi fronzoli e scarse concessioni allo spettacolo.

C'è dietro un grande sforzo autorale, perchè i dialoghi e le situazioni sono tutti curatissimi, con alcune autentiche chicche partorite da talenti intellettuali superiori, come l'acutissima didascalia conclusiva: "I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari. E' autentica invece la realtà sociale ed ambientale che li produce". Semplicemente geniale!

Ma anche gli attori meritano una menzione speciale, soprattutto i due titani in epica lotta: il viscido ed opportunista Rod Steiger e l'appassionato ed eternamente sconfitto Carlo Fermariello (che, da quanto ho letto, nella vita non faceva l'attore ma era realmente un consigliere comunale del partito comunista).

Mi è sembrato di vedere pari pari la mia Taranto, una città dove troppi Nottola hanno pasteggiato allegramente per anni grazie a fruttifere connivenze politiche, riducendola allo stato pietoso in cui versa ora (ed anche qui, come nel film, sono stati alcuni esponenti del centrodestra ad essere coinvolti in torbide commistioni con gli interessi privati... che singolare coincidenza!).

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  28/11/2007 14:36:30
   9 / 10
Bellissimo...
A parte il duetto fra i magnifici Steiger e Randone, il film è un vero e proprio documentario, privo di qualsiasi lirismo (l'assenza quasi totale di colonna sonora) e distaccato da ogni personaggio, anche quello più positivo (il deputato di sinistra Di Nita dal quale simbolicamente Rosi si allontana nell'ultima meravigliosa scena al consiglio comunale).
Rosi elegge uno dei problemi che affligeva l'allora società napoletana e riflette sulla differenza intrinseca fra morale e politica, cristalizzando in stereotipi i personaggi di De Angelis (Randone), Nottola (Steiger), il medico e Di Nita in un film emblema di ogni tempo.
"I personaggi qui presentati sono immaginari, autentica è invece la realtà sociale che li ha produce".

Dick  @  06/08/2007 16:07:22
   8½ / 10
Film apertamente di denuncia, secco ma comunque coinvolgente nel descrivere una certa situazione che credo esista purtroppo ancora oggi.

dgarofalo  @  04/07/2007 15:31:55
   9 / 10
grande film di denuncia della situazione politica in quel periodo che tutt'ora c'e nella politica attuale
anche se non e il mio genere mi ha appassionato per il problema e le interpetrazioni ottime
rosi ci abituato a film del genere e sono tutti ottimi tipo cadaveri eccellenti

addicted  @  22/05/2007 17:12:01
   10 / 10
E' il capolavoro di Francesco Rosi.
Si tratta di un esempio insuperato di cinema militante. L'arte e l'impegno civile sono messi una al servizio dell'altro dando vita ad un film che resta scolpito nella coscienza. L'analisi della politica italiana è talmente impietosa da risultare perfettamente attuale dopo più di trenta anni.
La galleria di personaggi è assolutamente indimenticabile. Sono tutte figure titaniche, nel bene e nel male.
Vengono le lacrime agli occhi se si pensa che oggi in Italia non c'è nessuno in grado di raccontare così il nostro paese. Non c'è neanche un regista italiano oggi che sia lontanamente paragonabile a questo grande maestro.
Ed è un vero peccato!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  15/05/2007 15:37:51
   7 / 10
film di forte denuncia a cui ho assistito in maniera abbastanza interessato malgrado il genere politico a volte mi annoi un po!
primo film del regista che vedo...comincia bene!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  07/02/2007 13:51:05
   10 / 10
Sicuramente uno dei film politici più straordinari mai realizzati nella migliore stagione del cinema italiano, eguagliato più tardi solo da Indagine di Petri. Fredda analisi della politica edilizia italiana di ieri, oggi e domani.
Stupisce ma non troppo sapere che questo film finì nelle sale solo 12 anni dopo la sua realizzazione.

1 risposta al commento
Ultima risposta 06/08/2007 16.13.01
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ds1hm  @  07/02/2007 13:26:07
   9 / 10
bellissimo il film, acuta l'analisi eseguita. poco da aggiungere dopo le osservazioni sostenute nel commento precedente.

francuccio  @  29/11/2006 17:28:28
   9½ / 10
Il film si conclude con questa frase " i fatti, i luoghi e le persone sono puramente casuali, ma rispecchiano una precisa situazione sociale italiana."
Rosi costruisce con piglio documentaristico e neorealista un'opera di denuncia sulla speculazione edilizia a Napoli di cui tutt'ora ne vedo le conseguenze ( essendo io di napoli ). Ma quello che Rosi tende a sottolineare è come la politica fosse ai suoi tempi uno strumento di potere nelle mani di persone senza scrupoli che cercavano di fare ognuno i propri interessi ( come è il caso dell'imprenditore Nottola che entra in politica per tutelare e gestire con le proprie mani la sua sporca attività di imprenditoria edile ) Fare politica è la scelta di chi vede in essa uno strumento per rendere legale quello che non lo è ( molti protagonisti del film che interpretano gli assessori insistono sul fatto che le leggi le facevano in comune e spettava a loro decidere cosa fosse legale o meno: ma se in consiglio c'erano persone come Nottola si capisce che fine facessero la legalità e la giustizia ).
Dopo più di quarant'anni non è cambiato niente, anzi le cose sono addirittura peggiorate: almeno allora la sinistra parlava ancora di questione morale ed etica. Oggi è tutto un papocchio. Sono rassegnato.
Comunque finisco spendendo due parole sulla regia di Rosi, amio parere straordinaria e sul cast eccezionale ( trascinato dalle ottime interpretazioni di Steiger e Fermariello nella parte quest'ultimo di De Vita )
M i dispiace che non ci siano commenti per questo film ingiustamente trascurato e poco conosciuto a quanto pare. DA VEDERE E RIFLETTERCI UN PO SU, perchè il film descrive Napoli ma la situazione riguarda un pò tutti.

torsade  @  11/03/2006 19:19:14
   9 / 10
Mi dispiace non vedere commenti su questo film, che ho visto anni fa, ma di cui ricordo bene l'analisi lucida della politica edilizia di cui ancora paghiamo la scellerata conduzione (e che forse non èmai finita). In epoca non sospetta Rosi dirige un film con la capacità informativa del documentario e la presa di un flm drammatico degno del neo-realismo. Uno dei capitoli cardine del cinema italiano, ancora attuale. Profetico.

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