la ragazza che sapeva troppo regia di Mario Bava Italia 1962
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la ragazza che sapeva troppo (1962)

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locandina del film LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO

Titolo Originale: LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO

RegiaMario Bava

InterpretiJohn Saxon, Leticia Roman, Valentina Cortese

Durata: h 1.28
NazionalitàItalia 1962
Generethriller
Al cinema nel Settembre 1962

•  Altri film di Mario Bava

Trama del film La ragazza che sapeva troppo

Nora Davis, una ragazza inglese in vacanza a Roma, si trova al centro di una spaventosa serie di delitti. Il guaio è che nessuno le crede.

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Voto Visitatori:   7,27 / 10 (33 voti)7,27Grafico
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Voti e commenti su La ragazza che sapeva troppo, 33 opinioni inserite

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Dick  @  30/08/2016 00:34:27
   7½ / 10
Grandi tocchi di regia di Bava per un film godibile, ma non eccezionale secondo me. La trama qua e la se ne va a spasso e a tratti ci si annoia. Qualche tocco ironico come quello sulle sigarette e due, tre momenti di tensione. Ben sfruttata Roma.

DitaAppiccicose  @  05/06/2016 13:43:34
   8½ / 10
Parte della critica è solita attribuire a "La ragazza che sapeva troppo" il ruolo di iniziatore del filone dei gialli all'italiana ma io non sono pienamente d'accordo con questa tesi. Se è vero che in esso ci sono molti degli elementi che si troveranno nei gialli di molti autori a seguire, è anche vero che questo film ricalca i modelli americani ( Hitchcock omaggiato fin dal titolo ) ambientando però la vicenda a Roma. In ogni caso queste sono sottigliezze: ciò che conta è la bontà dell'opera, un film eccellente. Non tanto per la sceneggiatura, non priva di pecche, e nemmeno per la pur buona recitazione ( a me Leticia Romàn, da più parti criticata, è piaciuta ) quanto per la regia e la fotografia, entrambe di Bava, a cui quindi è giusto assegnare la quasi totalità del merito della riuscita della pellicola. La fotografia, in particolare, in bianco e nero ma soprattutto nero.
Argento pescherà a piene mani da Bava: se nel successivo "Sei donne per l'assassino" saranno i colori ad influenzare Argento per "Profondo rosso", "Suspiria" o "Inferno", qua sono certe situazioni narrative a venire prese a modello: il rapporto moglie marito ( "L'uccello dalle piume di cristallo", "Quattro mosche di velluto grigio" ), il particolare che non si ricorda ( di nuovo "L'uccello dalle piume di cristallo" o anche "Profondo rosso" ), l'insanità mentale celata da un'apparente normalità, il protagonista che indaga parallelamente alla polizia... La tensione è anche maggiore rispetto al film successivo di Bava, aumenta man mano che il film prosegue e non mancano momenti di sana paura, pur non essendoci scene eccessivamente violente.
Un film spettacolare, seppur datato; gli anni comunque non ne hanno scalfito la bellezza.

antoeboli  @  03/01/2016 16:55:40
   8 / 10
Uno dei primi esempi di giallo all'italiana . filone che poi portò Argento a passare all 'horror puro decretandone un mutamento generale.
Bava qui registicamente è perfetto , e gira un semi film giallo , quasi un markettone alla città di Roma , la vera essenza del boom italiano di quel periodo , dove i registi americani facevano a bott per girarci le meglio sequenze .
Ma oltre a questo abbiamo un livello di tensione che si riesce a percepire , merito anche dell'atmosfera ,delle interpretazioni del cast , tra cui la giovane americana protagonista che mi piaciuta moltissimo .
La sceneggiatura molto **** per il periodo è un tantino forzata , ma il finale riesce a smorzarla rivolgendoci a noi spettatori qualche dubbio su ciò che abbiamo appena visto .
Quello ch va considerato che in un ora e mezza non porta mai a punti morti o momenti inutili , e si riesce ancora oggi a guardare che è una meraviglia.
Un film assolutamente da vedere per chi adora i film alla Hitchcook.

dagon  @  07/11/2015 13:37:32
   6½ / 10
Per certi versi il più Hitchcockiano dei film di Bava, a partire dal titolo. Peccato per il tono troppo leggero e per la voce fuori campo, che ho trovato fastidiosa e fuori luogo. Eccellente regia con una stilizzatissima e raffinata fotografia in B/N che è il pregio maggiore del film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  26/10/2015 18:11:15
   7½ / 10
Buon giallo di Mario Bava che dà un contributo non indifferente all'ascesa di un genere che, perfezionato da gente come Argento, Fulci ed altri, darà gloria al cinema italiano. Il cineasta italiano, che nel titolo omaggia in maniera palese il grande Hitchcock, abbandona momentaneamente i colori sgargianti per regalarci una Roma in bianco e nero che fa da sfondo ad un noir elegante, non esente da difetti (alcuni punti della sceneggiatura sono un po' deboli e non sempre i colpi di scena sono così riusciti) ma che riesce ad essere sempre teso pur non disdegnando qualche momento di leggerezza quasi comica.
Bava ha anche la fortuna/merito di incappare qui in una Letícia Román che oltre ad essere bellissima è decisamente più brava della maggior parte degli attori con cui il regista si è ritrovato a lavorare in carriera.

1 risposta al commento
Ultima risposta 26/10/2015 18.17.10
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Neurotico  @  22/03/2015 10:32:06
   7½ / 10
E' il primo giallo italiano, e il suo valore storico è indiscutibile. La tecnica di Bava è stupenda con i suoi zoom e movimenti di macchina e, con Hitchcock come inevitabile influenza, costruisce una suspense tesa e avvincente con un finale assolutamente sorprendente. E' simpatica l'ironia nell'ultima scena che riprende la parte iniziale con quelle sigarette "elaborate". Bava si supererà con "Sei donne per l'assassino", dove più marcata è la componente thrilling con maggiori innesti di violenza, tanto da rappresentare gli albori dello slasher.

Lemmy  @  01/01/2015 23:51:18
   8 / 10
Ottimo questo film di M.Bava. Imperdibile per gli estimatori del genere giallo/thriller all'italiana, anche perché è il primo film Giallo all'italiana. Girato in una Roma bella e spettrale allo stesso tempo, anche grazie alla splendida fotografia. In questo film Bava cita Hitchcock, ma lo fa a modo suo e questo giova non poco alla pellicola. Finale col botto per un film uscito nel '63.

Jack_Burton  @  05/06/2014 12:43:09
   8½ / 10
Il film che ha inventato un genere: il giallo all'italiana (fonte wikipedia) !!!
Regia, fotografia sono il pezzo forte del film...alcune sequenze sono delle vere opere d'arte; inseme agli attori che sono bravi ed espressivi fanno sì che si crei momenti di suspance memorabili.
Un gioiello del giallo che i cinefili più incalliti non potranno non apprezzare...

CyberDave  @  15/04/2014 11:06:01
   8 / 10
Cinquant'anni e passa e questo film è ancora cosi fantastico. Un vero e proprio giallo all'italiana, uno dei primi a fare da apripista a quello che è stato il genere più riuscito al cinema italiano negli anni a venire.
La trama è molto classica, un omicidio nei minuti iniziali e le indagini del protagonista che iniziano parallele a quelle della polizia.
Lo svolgimento è bellissimo e molto coinvolgente, qualche buono spavento e molti momenti di tensione ci portano fino alla conclusione dove assistiamo al colpo di scena tipico del genere.
Davvero molto bello, tra i migliori del maestro Bava che preferisco in questi film che non sull'horror puro.
Davvero da non perdere se appassionati di veri film gialli all'italiana.

GianniArshavin  @  28/03/2014 10:29:59
   6 / 10
Il papà di tutti i gialli all'italiana non poteva che portare la firma del maestro Mario Bava. Nel lontano 1962 infatti il regista getta le basi per questo genere che negli anni avvenire acquisterà fama e popolarità sfruttando proprio alcune caratteristiche che vennero usate per la prima volta in questo film.
Oltre ai doverosi meriti storici,La ragazza che sapeva troppo rimane ancora oggi un buon giallo,forse invecchiato per alcune cose ma comunque abbastanza attuale nello svolgimento e nelle dinamiche.
La storia è di quanto più classico ci sia,forse al giorno d'oggi può risultare un po banale,ma siccome l'intreccio è ben elaborato si lascia seguire fino alla fine.
Il cast regge bene ed anche le fasi concitate sono di livello. Inoltre è lampante come molti elementi di questo film siano stati ripresi pari pari da Argento per il suo "L'uccello dalle piume di cristallo".
Quindi in definitiva anche se La ragazza che... non è certamente il lavoro invecchiato meglio di Bava,rimane comunque una buona pellicola da vedere anche per l'importanza che ha avuto per il cinema italiano.

MonkeyIsland  @  03/08/2013 20:17:50
   6½ / 10
Buon giallo firmato Bava anche se invecchiato non troppo bene dato che le scene di tensione viste oggi sembrano quasi comiche.
Bella la fotografia e appropriato l'utilizzo del b/n, se c'è un'altra cosa che mi ha dato fastidio è la canzone di Celentano nei titoli di testa e a metà film decisamente poco orecchiabile.
Brava e bona la protagonista; per Bava puro esercizio di stile.

Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  29/03/2013 17:30:16
   7½ / 10
E qui Bava fa da apripista al giallo all'italiana, dalla quale attingerà Argento nella trilogia degli animali, il titolo è un inequivocabile riferimento alle 2 opere del maestro Hitchcock dalla quale Bava trae il gusto per l'ironia, e l'ultima sequenza delle sigarette ne è un po il manifesto di questo linguaggio più leggero.
Dalla regia e dalla fotografia - ottimo in questo senso il ritorno al b/n- arrivano i maggiori meriti, la sceneggiatura barcolla un po bizzarra nel suo incedere contradditorio, enfatico l'ambientazione tra le scale e i palazzi di Roma che non ha nulla da invidiare alla suggestiva Londra gotica che il genere ci ha fatto conoscere.

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7219415  @  03/01/2012 15:20:06
   6½ / 10
Belle atmosfere...ma a tratti fa veramente scompisciare dal ridere...sembra quasi un comico...

Oskarsson88  @  03/01/2012 00:31:07
   6½ / 10
Qualche incongruenza di troppo, cosa insita nel thriller italico, di cui questo film pare essere il precursore, anche se tutto sommato si lascia vedere. Anche se qualcosina in più era auspicabile...

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  01/01/2012 15:44:51
   7½ / 10
Grande film di Bava considerato il primo giallo italiano. Non è perfetto ma tutto funziona bene e risulta ampiamente godibile.
Film che ha fatto da apripista a certo cinema e che dopo tanti anni mantiene il suo fascino. Un altro, ennesimo, applauso a Mario Bava.

Leonardo76  @  31/12/2011 12:09:13
   7½ / 10
Film avvincente con molte scene degne d'essere ricordate (l'aeroporto, il primo omicidio, il bacio di Saxon sulla spiaggia). Puro e piacevole antiquariato la voce fuori campo (mi ha ricordato la voce dei dischi di fiabe degli anni '60\70) e la recitazione un po' teatrale di alcuni personaggi (ovviamente 1.000 volte meglio della non recitazione di molti film italiani d'ultima generazione).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  09/09/2011 23:14:06
   7½ / 10
Considerato uno dei primi,se non il primo, film "giallo" Italiano e non poteva che essere Mario Bava a portare questo genere nel nostro Paese!
Il titolo rende omaggio al famoso film di Hitchcock (che pero' in originale s'intitola "vertigo") ma la storia è ben diversa...
Girato in maniera divina con un ottimo bianco e nero che sembra illuminare le notti romane!
Lo stesso Argento imparera' molto da pellicole come questa...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  23/07/2011 15:56:37
   7½ / 10
Un buon giallo di Bava, con tanti elementi thriller. Sembra un pò una fusione fra Hitchcock e l'Argento dei primi tempi, quello di "Il gatto a nove code" e "L'uccello dalle piume di cristallo". Oltretutto fu un'idea dei distributori, mi sembra, quello di chiamarlo "La ragazza che sapeva troppo" (a ricordare il film di Hitchcock "L'uomo che sapeva troppo"), per volgari ragioni di incassi. Tiene incollati (almeno io lo sono stato) allo schermo per la sua ora e mezza circa di durata.
Bava è il mio secondo regista thriller preferito dopo Hitchcock, e il primo fra i registi horror.

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  15/05/2011 21:01:58
   7 / 10
Buonissimo film di Bava, da molti considerato precursore del giallo in italia. La pellicola vanta un pregevolissimo lato tecnico che compensa la noia che si avverte in alcuni punti. Bravissima leticia roman oltre che bellissima

Mpo1  @  10/01/2011 12:40:53
   8 / 10
Gran bel film di Bava, precursore del giallo all'italiana. Regia e fotografia, non servirebbe dirlo, sono superiori alla media del genere.
Argento ha preso molto da questo film

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Mothbat  @  22/11/2010 01:46:25
   3 / 10
"La ragazza che sapeva troppo" è un thriller estremamente tedioso e poco interessante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  26/06/2010 20:03:20
   7 / 10
Bava sempre un precursore,lo dimostra anche in questo giallo leggero che racchiude tutte le caratteristiche che veranno riprese da tantissimi altri,Argento compreso (almeno inizialmente): atmosfere tese,momenti di leggerezza e ilarità,una Roma notturna che in bianco e nero è particolarmente efficace,colpi di scena (qui abbastanza prevedibili) che possono essere tranquillamente esagerati,presenza del paranormale.
Registicamente diretto benissimo,ennesimo capostipite per il regista di un genere che ha avuto le sue fortune.
Il rimando a Hitchcock nel titolo è molto simpatico e del maestro inglese Bava riprende il gusto della suspance e dell'ironia.
Godibile.

pinhead88  @  09/06/2010 21:35:19
   4½ / 10
Un thrillerino stile "Vacanze Romane" senza arte ne parte.
Con Bava chiudo qui definitivamente.

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/08/2016 00.30.51
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  18/02/2010 23:45:36
   7½ / 10
Bel giallo ricco di atmosfera inquietante e suspence pura, arricchita dalla bella fotografia in bianco e nero. Mi è piaciuta anche la trama caratterizzata da una falsa prevedibilità ed invece in grado di proporre molti colpi di scena. Una chicca per gli estimatori del genere e di Mario Bava.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  03/02/2010 15:56:21
   7½ / 10
"La ragazza che sapeva troppo",ambientato in una Roma splendidamente fotografata, è un mirabile esempio di thriller con sani richiami al cinema di Hitchcock (omaggiato sin dal titolo) e al noir.
Racconta di una giovane turista americana che sbarcata nella capitale per far visita ad un'anziana parente, si troverà invischiata in un diabolico ingranaggio ordito da misteriosi personaggi.
La costruzione in verità non è proprio perfetta,molte situazioni sono collegate tra loro in maniera un po' irrazionale e francamente il movente dell'assassino è a sua volta poco intrigante.Bava però gira che è un piacere,le sue inquadrature mai banali sono dimostrazione lampante delle grandi capacità dell'autore,eccellente nel generare e gestire la tensione in più occasioni senza mai far scadere nel ridicolo uno script che avrebbe avuto bisogno di qualche aggiustatina.
Curioso che una sequenza sia stata ripresa l'anno dopo,rielaborata,dilatata e quindi presentata nel primo episodio de "I tre volti della paura".
Sicuramente è un film importante,da molti considerato il capostipite del giallo all'italiana da cui hanno poi attinto a piene mani molti registi tra cui Dario Argento.Bava è abile ad inserire nel contesto più inquietante qualche risvolto romantico e soprattutto alcune sequenze venate da uno humor sufficientemente apprezzabile.
Un film poggiante su equilibri precari che solo la maestria di Bava riesce a mantenere inalterati,la fusione di vari generi è infatti ben studiata,fattore che rende molto piacevole la visione.

Invia una mail all'autore del commento mattia87  @  10/12/2009 00:39:42
   8 / 10
bellissimo film di bava. ormai ho rinunciato a sperare di vederne così al cinema. sicuramente è un film che va visto dagli appassionati del genere.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  25/10/2009 14:50:58
   5 / 10
Altra bocciatura per Bava!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  22/10/2009 18:35:09
   8 / 10
Con "La Ragazza che Sapeva Troppo" inizia il fortunato filone del Giallo, thriller all' italiana col quale purtroppo Mario Bava, pur essendone l' effettivo creatore, è stato il regista che ha riscosso meno successo. Poteva intitolarsi "la ragazza che vide troppo", il riferimento hitchcockiano è un puro omaggio del regista ligure al regista americano. Inglese cioè. Non è una spy-story bensì un' occasione di ricreare le atmosfere noir anni '40, con tanto di off-voice nello script. Esemplare fotografia, tra carrellate di Hitch ("Rebecca"), panoramiche strette alla Welles ("Rapporto Confidenziale" su tutti) e una riproposta antologica di canzoni popolari di allora - in perfetto stile commedia all' italiana -, questa pellicola spicca anche per una buona dose di humor che forse lo esula un pochettino dal restante panorama di film di genere. Unico difetto la sequenza del "filo di arianna", troppo lunga e assolutamente ininfluente considerando il fatto che è stata creata per divertire e non diverte.

Mastermovies  @  20/07/2009 15:55:18
   10 / 10
Straordinario giallo di Mario Bava che, con notevole anticipo sui tempi, stabilisce le regole fondamentali del genere.
La fotografia è ottima nonostante l'età del film.
Gli attori sono calati a dovere nelle proprie parti.
L'inquietudine regna sovrana anche se allentata da alcuni divertenti intermezzi comici.
Onestamente Dario Argento ha copiato molto di questo film per il suo "l'uccello dalle piume di cristallo"

DarkRareMirko  @  05/07/2009 19:29:23
   9 / 10
Fenomenale giallo di Bava senior, anticipante il primo Argento (il particolare che non torna bene alla mente, l'orrore nella quotidianeità, ecc.).

Bava, un maestro con la mdp, qui cura anche la fotografia, con risultati sempre strepitosi; molta dell'atmosfera del film del resto è data da questo ottimo bianco e nero.

Qualche brivido, qualche derivatività Hitchockiana (già dal titolo...), qualche momento comico più o meno riuscito comunque imposto a Bava da esigenze americane, molta originalità (geniale la presa in prestito da Agatha Christie relativa agli assassinii basati sulle lettere dell'alfabeto).

Ottimi i 2 protagonisti John Saxon e Valentina Cortese.

Tra le vette più alte del cinema di Mario Bava, da non perdere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 05/07/2009 19.31.03
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Sestri Potente  @  10/03/2008 23:13:27
   8 / 10
"La ragazza che sapeva troppo" è un film degli anni '60, ma visto oggi devo ammettere che non soffre minimamente di vecchiaia! Alcune sequenze sono molto inquietanti, senza dimenticare il fatto che mantiene una certa eleganza dall'inizio alla fine. Due particolari sono stati poi ripresi da Dario Argento nei suoi migliori thriller (vedi spoiler), e quindi dobbiamo ringraziare Mario Bava per la sua genialità. Questi sono i film che mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano: da vedere assolutamente!

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phemt  @  23/01/2008 14:25:51
   7½ / 10
Primo giallo firmato Bava, nonché uno dei primi esempi di film del genere girati in Italia, La Ragazza che sapeva Troppo è un piccolo grande film dove l’immenso regista ligure mischia con la bravura che gli è propria colpi di scena, tensione, ironia e trovate eccellenti…
Bava usa sapientemente l’ambientazione romana regalandoci una Roma davvero bella e suggestiva esaltata dalla sua regia e dalla sua fotografia… Il film scorre via con leggerezza intrigando ed incollando lo spettatore al video, peccato per la voce narrante fuori campo che se non è deleteria è quantomeno inutile…
Insieme a Sei Donne per L’Assassino un altro di quei Bava da far vedere a chi è convinto che il giallo all’italiana se lo sia inventato il Darione nostro…

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/09/2007 14:09:43
   7 / 10
Un buon giallo. omaggio a Hitchcock e al noir americano, ricco di colpi di scena e sequenze mozzafiato... peccato solo che la protagonista, Leticia Roman (?), non abbia il carisma e il talento di Barbara Steele

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