l'angelo azzurro regia di Josef von Sternberg Germania 1930
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l'angelo azzurro (1930)

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locandina del film L'ANGELO AZZURRO

Titolo Originale: DER BLAUE ENGEL

RegiaJosef von Sternberg

InterpretiMarlene Dietrich, Emil Jannings, Kurt Gerron, Hans Albers

Durata: h 1.47
NazionalitàGermania 1930
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1930

•  Altri film di Josef von Sternberg

Trama del film L'angelo azzurro

Un anziano professore si innamora della cantante Lola che lavora al cabaret "L'Angelo azzurro". Riesce a sposarla per seguirla nelle tournée, affrontando vergogna e umiliazioni. Di ritorno due anni dopo all'"Angelo azzurro", dapprima si rifiuta di dare spettacolo davanti agli ex allievi, e poi si fa buttare nella strada per una scenata di gelosia. Andrà a morire nella sua vecchia scuola.

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Voto Visitatori:   8,80 / 10 (27 voti)8,80Grafico
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Voti e commenti su L'angelo azzurro, 27 opinioni inserite

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Fifì  @  12/03/2012 11:59:00
   10 / 10
Capolavoro di Sternberg che è in assoluto un maestro e in questo film ne da grande dimostrazione. In questo film molto coraggioso per il tempo, con un uso della luce a dir poco spettacolare che differenzia la prima parte del film, più felice, dalla seconda parte dove l'immagine viene chiaramente distorta. Pochissimi sono i movimenti di macchina, tranne due, ma molto frequenti sono gli specchi per dare una visione a 360 gradi degli attori e dei personaggi. Una fantastica Marlene Dietrich nel suo primo film con Sternberg ma a mio parere ancor più lodevole Emil Jannings in un interpretazione perfetta.

Goldust  @  09/01/2012 11:30:42
   8 / 10
Audace per i tempi, è ancora oggi un film terribilmente affascinante per la tragica parabola ( auto-lesionistica?) che coinvolge il protagonista. Lo si ricorda soprattutto perchè ha contirbuito a lanciare la Dietrich nel mito, ma l'interpretazione di Jannings non è da meno. Da vedere, almeno una volta.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  06/12/2011 16:22:38
   7½ / 10
Secondo me non andiamo molto oltre il sette e mezzo... certo, un buon film, importante per tante cose, ma non me la sento di considerarlo una pietra miliare della storia del Cinema... sicuramente un film importante, e per Sternberg, e per la Dietrich. Buono più o meno sotto tutti gli aspetti, regia, recitazione, sceneggiatura... non annoia e scorre abbastanza...
Sicuramente preferisco Griffith...

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  20/11/2011 16:58:52
   7 / 10
Notevole pensare che questo film è del 1930, per il tema che affronta. Assolutamente bravissimo il protagonista, nella sua trasformazione, da professore bacchettone a schiavo di una donna perduta. Non mi convince però proprio la Dietrich, in una parte tutto fuorché sensuale (mi ricorda Mae West, in quegli atteggiamenti da portuale che, evidentemente, negli anni '30 facevano tanto "sexy"?)

dave89  @  11/08/2010 14:49:12
   8½ / 10
film bello...ma a mio avviso non il migliore della dietrich.

degrisy  @  27/07/2010 20:36:28
   9½ / 10
Storia bellissima, disperata e tragica.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  11/05/2010 22:07:02
   9 / 10
Un film del genere in quegli anni fu un vero pretesto per polemizzarne i contenuti che all'epoca erano considerati molto caldi. Un professore distinto che s'innamora di una "donnaccia" da bar non era proprio il massimo nel '30. Una pellicola che è un vero capolavoro di cinematografia tedesca da non perdere per niente al mondo. Tutto fila diritto senza sbavature. Marlene Dietrich mastodontica.

3 risposte al commento
Ultima risposta 12/05/2010 23.33.24
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Gruppo COLLABORATORI atticus  @  28/04/2010 20:37:59
   9 / 10
Melodramma tragico e metaforico, forse il punto di non ritorno dell'espressionismo tedesco.
Stile registico magistrale e intreccio narrativo si legano in un connubio che ha l'aspetto del grande capolavoro, un viaggio nei meandri della perdizione che azzera l'identità fino ad un finale indimenticabile e assolutamente da brividi. Marlene e Jannings offrono due interpretazioni che vanno oltre l'umano.
Spintissimo per l'epoca, sia per atteggiamenti (lei è davvero volgare) che per allusioni (tra mutande bianche e uccellini che ritornano a cinguettare).
Un film straordinario, da non perdere per nessuna ragione al mondo.

RedPill  @  03/04/2010 20:33:50
   7 / 10
Manifesto senza tempo.Degradante e umiliante involuzione psicofisica per una figura pubblica considerata in quell'epoca un vero e proprio esempio d'integrità, portavoce di valori soprattutto morali oltre che culturali.Von Sternberg affonda nella perdizione l'attempato protagonista, il quale, accecato dall'ingannevole Sentimento, risulterà totalmente incapace di razionalizzare e opporsi al lento declino, che inesorabile travolgerà la sua persona, riducendola al pari di una marionetta.In pochi e brevi passaggi il regista si dimostra abile nel trasmettere la personalità dell'insegnate, autoritario e intransigente, ma anche romantico e un pò ingenuo.Il percorso tracciato, è inoltre enfatizzato da un padronanza assoluta nell'utilizzo della m.d.p., che accompagna e in alcuni casi sostituisce ed esprime meglio delle parole stesse, l'impietosa metamorfosi sociale vissuta dal povero insegnante.A "muovere i fili", un'ottima Marlene Dietrich in un ruolo che la consacrerà definitivamente tra le grandi, e che, con la sua Lola Lola, personaggio insensibile e passionale a seconda delle circostanze, mostrerà al pubblico il volto fino ad allora poco conosciuto di una donna "nuova", una donna non più vittima di svilenti preconcetti comuni, ma libero e pericoloso carnefice.
Der Blaue Engel, docet!

MidnightMikko  @  17/03/2010 14:09:36
   9 / 10
Angelo Azzurro, il locale dove Lola Lola si esibisce,la residenza del peccato e della fuorviazione,dove un professore conoscerà l'inizio della sua fine e gli studenti troveranno l'agnello sacrificale su cui espiare le proprie colpe.
Von Sternberg dirige ottimamente un film veramente eccellente, corredato da un cast di attori formidabili (Jannings da applausi, Dietrich cattivissima, ottima nel ruolo di Femme fatale, eccellente il resto del cast) e da una fotografia da urlo.
Tragicamente splendido.

Gabo Viola  @  05/03/2010 00:02:02
   9 / 10
Tratto dall'omino romanzo edito nel 1905 di Heinrich Mann (fratello del premio nobel Thomas), questo film narra della decadenza morale e psicologics di un anziano professore di ginnasio, il quale incarna lo stato dittatoriale e le conseguenti privazioni di liberalismo. E bla bla bla bla bla bla bla. 9, meno graffiante a artaudiano di pellicole come Greed o Diario di una donna perduta, ma pur sempre capolavoro

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  22/08/2009 13:18:32
   9 / 10
E’ tutto riassunto nell’isterico “chicchirichì” del finale - con l’uomo, docente rispettabile, reso ridicolo e disprezzabile, implicato in quel mondo di frivolezza che è quello dello spettacolo, degradato al ruolo di pagliaccio, umiliato pubblicamente davanti alla sua città - il fascino obliquo di questa sconvolgente pellicola di Von Sternberg.
Espressionismo senza compromessi, nell’uso enfatico delle ombre, nel grottesco delle maschere, nell’inclinazione delle inquadrature e nel barocchismo che troverà il suo apice in opere successive (“L’imperatrice Caterina” soprattutto) e che anticiperà di qualche anno quello di Welles.
Mai la storia d’un uomo rovinato e divenuto succube dell’amore d’una donna - la Dietrich, nuova icona della diva di Hollywood - sarà più rappresentata con tale tragicità. Dopo “Aurora” di Murnau (dove la donna adescatrice era meno reale e più metaforica) e “Lulù” di Pabst, “L’angelo azzurro” chiude una prima ideale trilogia sulla figura della femme fatale, simbolo dell’emancipazione delle donne (che probabilmente ai maschietti cominciava già a fare paura) e delle nuove tentazioni “demoniache” delle grandi metropoli occidentali.


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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  21/08/2009 11:28:49
   8 / 10
Bellissimo, un grande film sulla prima femme fatale della storia del Cinema, quella che attrae, quella indissolubile, quella che si spoglia così senza pudor… ma è anche la storia di un professore, un uomo colto, un uomo non legato alla vita balorda, che però si lascia soppraffare dalla bellezza di una donna… si convince che la sua prossima vita da marito sarà felice, ma qual è il destino di un uomo erudito che decide di seguire il suo amore? Perderà la sua amata cattedra e sarà ridotto a fare il pagliaccio.
Un film che mette molto umore nella prima parte ma nella seconda ti ammazza.
Bellissima la scena quando il professore viene licenziato, con la carrellata che si allontana sempre più da lui e dalla sua cattedra, a dimostrare il suo imminente abbandono della sua vita, la sua vera vita.
Un gran film, forse con l’unico difetto di avere una messinscena un po’ teatrale, ma un gran film.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  07/04/2009 00:29:22
   9 / 10
Film scabroso per il periodo, ha il pregio di lanciare la divina Marlene, completamente a suo agio nel (s)vestire i panni di una sgualdrina, che seduce e porta alla rovina un anziano e velleitario professore.
Cult

pinhead88  @  07/04/2009 00:23:43
   9 / 10
magnifico film di Von Sternberg,dalle scenografie dai tocchi espressionisti alla storia.Jannings ricorda molto il personaggio de "L'ultima risata",anche se qui poco più enfatico.questo fu il primo debutto per la Dietrich

Lunamagica  @  18/03/2009 19:36:18
   10 / 10
Eccezionale capolavoro, commovente e splendida storia.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  29/08/2008 14:32:44
   9 / 10
E' un film eccezionale in tutti i sensi, dalla forma ai contenuti, che ha ad oggetto una storia (tratta dal romanzo di Heinrich Mann "Il professor Unrath") esemplare sia per come si svolge ed è narrata sia per la sua sostanza. In esso si mette in scena la debolezza dell'uomo travolto dalla veemenza, spesso crudele, dell'amore che può colpire chiunque. Così anche il soggetto colto e allo stesso tempo irregimentato nelle regole della società borghese si troverà integralmente "denudato" dai propri sentimenti e sopraffatto dal fascino fatale della donna desiderata. L'amore per l’altera e ammaliante Lola (interpretata da Marlene Dietrich, che con questo ruolo si consacra come grande attrice, ma soprattutto come prima "femme fatale" della storia del cinema) determinerà il lento annientamento interiore del professor Rath, dal cui incontro con la donna intraprenderà un inarrestabile declino. Nella toccante descrizione di questa parabola discendente, lo sguardo del regista si sofferma sul cinismo degli uomini, inclini allo sfruttamento del prossimo, nonchè sulla ipocrisia del perbenismo borghese (quello stesso preside che aveva cacciato dalla scuola il professore, tacciandolo amoralità, si ritroverà ad assistere allo spettacolo di Lola nel deplorato locale "L'Angelo Blu"). Il film si conclude con un finale struggente in cui la morte dell'uomo, umiliato e deriso, sembra quasi rappresentare la morte dei buoni sentimenti.
"L'angelo azzurro" costituisce un altro altissimo esempio di espressionismo tedesco, accompagnandosi in esso la ricercatezza della forma (sia sotto il profilo scenico che sotto quello recitativo) all’accentuazione dell’aspetto dell’emotività.
Grandissimi i due interpreti: fascinosa, sorniona ed esuberante la Dietrich, intensissimo Jammings con la sua straordinaria mimica.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  24/07/2008 14:43:40
   10 / 10
Ma questo è puro espressionismo, che magnifica sorpresa. E' una pellicola sconvolgente, credo molto più per noi uomini rispetto ad un pubblico femminile. La trasformazione in pagliaccio, passivo ed incapace di reagire per amore e sottomissione ad una donna, è tra le figure più agghiaccianti della storia del cinema, in termini di parabola drammatica. Debutto di Marlene Dietrich, che iniziò anche un rapporto sentimentale con il regista, straordinario uso della luce e scenograficamente strepitoso (tetti curvi, mura oblique, case sbilenche).

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  13/06/2008 02:50:29
   8 / 10
elegante. la parabola discendente di un uomo che per amore butta all'aria la sua reputazione, la carriera di una donna semplice che ha bisogno di essere amata e venerata e mai rinuncerebbe al suo lavoro. 1930. grande pellicola tedesca e inizio dell'ascesa della dietrich fra le stelle del cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  23/12/2007 12:12:00
   7 / 10
Film molto innovativo per gli anni Trenta, un film che ha fatto storia ed ha reso Marlene Dietriech quel personaggio a cui sempre la associamo.
Straordinaria la figura del retto professore che perduto negli abissi amorosi si trasforma in un grottesco personaggio.
Rivisto oggi credo che abbia perso un po' di fascino, ma rimane comunque un cult.

satko  @  06/01/2007 09:46:23
   10 / 10
Malinconico e struggente...lo vidi per la prima volta da piccolo e ancora adesso provo le stesse emozioni di allora,Jennings e la Dietrich fantastici,una pietra miliare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  29/12/2006 11:20:29
   9 / 10
Capolavoro di Stemberg del '30. Ricco di suspense, pathos, drammaticità. Interpretazioni da capogiro. Svetta per sintesi scenica, fotografia e scorrevolezza narrativa.
Film cult.

The Monia 84  @  29/12/2006 10:37:57
   9½ / 10
Piangi pagliaccio, ridi sciantosa.
Secondo me la scena in cui il povero professore ha un esaurimento nervoso davanti alla Dietrich è degna di stare accanto a sequenze di film più terrificanti come l'Esorcista, Alien o Misery.
Uno dei primi veri grandi classici del cinema, in particolare, è una punta di diamante del primo cinema tedesco sonoro. Rafforza il mito della donna fatale, avvicinando Lola-Lola alla Lulu di Wedekind, offre memorabili canzoni e un'intepretazione strepitosa del povero Jannings.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  12/12/2006 21:54:06
   8 / 10
L'aberrazione sociale della seduzione sessuale da parte di un vecchio sembra rievocare una dimensione "privata" della senescenza, ma non molto diversa da quella di "L'ultima risata", capolavoro del cinema muto.
La Dietrich si condanna con questo film a un clichè in cui resta intrappolata per anni (quello della sgualdrina), infatti le sue migliori interpretazioni di sempre restano quelle opere della maturità dove ha dimostrato di essere (soprattutto) una grandissima attrice.
Ovviamente il carisma del suo personaggio, unita alla splendida interpretazione di Jennings (memorabile quando viene beffeggiato dagli alunni), è il segreto della longevità e del fascino di questo film.
Bisognerebbe chiedersi se il sommo vate Von Sternberg fosse un misogino o quant'altro, vista la galleria interminabile di donne "traviate" che ha raccontato nel corso della sua carriera...
Al di là di tutto, il film ha una forza incredibile, un pathos che ammalia e seduce proprio come la Dietrich, o le eroine "peccaminose" dei melodrammi

Ch.Chaplin  @  21/07/2006 15:03:17
   10 / 10
magnifico!..in assoluto uno dei migliori film di sempre..ha contenuti piuttosto erotici x l'epoca, ma sono tutavia abbastanza impliciti..marlene dietrich è divina davvero, carica di sensualità ed erotismo al massimo..von sternberg cura la regìa di uno dei primi film sonori..alcune inquadrature (cm l'inizio x esempio) sono chiare derivazioni dal cinema muto, ma altre scene sono molto molto innovative..grande grande..da vedere anke se nn amate questo genere di film, secondo me è ancora piuttosto attuale..la disavventura del professore è plausibile anke ai giorni nostri..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bodego  @  27/12/2005 19:37:36
   8½ / 10
Un cult , non c' è che dire, ti verrebbe voglia di strozzare lola-lola. Von sternberg è paerfetto alla regia insieme alla strepitosa Dietrich.
Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  21/09/2005 11:24:09
   10 / 10
Capolavoro assoluto del cinema tedesco, avantissimo e molto erotico, per essere un film del 1930. "L'angelo azzurro" è diventato con gli anni un vero e proprio cult, o meglio un film leggendario, per via del sodalizio tra il regista Joseph Von Sternberg e l'attrice tedesca per eccellenza, ovvero la mitica Marlene.
Von Sternberg, dopo il trasferimento a Hollywood, dopo vari film con la Dietrich, e dopo la successiva rottura personale e artistica del loro sodalizio, non saprà adattarsi al sistema hollywoodiano, e avrà molti contrasti con le produzioni, nonostante continuasse a sfornare film meravigliosi, come "I misteri di Shangai" (precursore addirittura di "Casablanca") e "L'isola della donna contesa".
Questo cmq rimane sicuramente il suo lavoro più famoso e quello che più ha segnato la sua carriera.
Tra l'altro nel cast, oltre a una Dietrich da capogiro c'è un sublime Emil Jannings.


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