l'amore e il sangue regia di Paul Verhoeven USA 1985
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l'amore e il sangue (1985)

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locandina del film L'AMORE E IL SANGUE

Titolo Originale: FLESH AND BLOOD

RegiaPaul Verhoeven

InterpretiRutger Hauer, Jennifer Jason Leigh, Tom Burlinson

Durata: h 2.03
NazionalitàUSA 1985
Genereavventura
Al cinema nel Marzo 1985

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Trama del film L'amore e il sangue

Nel 1500 il nobile Arnolfini cinge d'assedio la sua città con l'intento di riconquistarla. Nell'impresa viene aiutato dalla banda di mercenari del capitano Hawkwood. Della compagnia fa parte il giovane studioso Stephan, promesso alla bella Agnese. Ma i mercenari sbandati, capitanati da Martin, rapiscono la ragazza: Martin la violenta e, asserragliatosi in un castello, viene attaccato da Stephan e da Hawkwood.

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Voto Visitatori:   6,90 / 10 (10 voti)6,90Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
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Voti e commenti su L'amore e il sangue, 10 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

LucaT  @  19/01/2018 00:30:47
   8 / 10
veramente un ottimo film anche se non eccelle al capolavoro
di fatti non è molto conosciuto
ottimo anche il finale
e ottimo Rutger Hauer in un ruolo che gli si addice
come in altri ottimi film -
ladyhawk - furia cieca - blade runner - giochi di morte - the hitcher

DogDayAfternoon  @  26/10/2017 13:47:44
   6½ / 10
Un film a dir poco particolare, che non so ancora dire se mi sia piaciuto o meno ma che sicuramente mi ha colpito.

Il ritmo è forsennato, forse anche troppo, e specialmente all'inizio non si ha nemmeno il tempo di metabolizzare quanto è appena successo che già è capitato qualcos'altro.

Manca completamente un personaggio a cui affezionarsi, ma di tutti (vittime e carnefici) viene tratteggiato il lato peggiore. Ciò che più colpisce e affascina è sicuramente l'ambiguità di Agnese, anche dopo aver visto la fine del film rimangono moltissimi dubbi su che idea farsi della ragazza, da che parte stia e quale sia il suo pensiero


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Scorrevolissimo ma non facile da digerire, specialmente in alcune scene forti che vanno anche un po' oltre la decenza, come le smancerie tra i due innamorati sotto i cadaveri impiccati in putrefazione.
La sceneggiatura non è sempre il massimo, con alcune scene al limite del ridicolo (vedi fulmine che rompe la catena) e poche spiegazioni su quello che accade (chi sono questi?).

Ottima la prova del cast, con un Rutger Hauer che si ritrova una parte che sembra cucita su misura per lui e molto buone anche le musiche che ben si adattano al contesto storico. A proposito di quest'ultimo fa uno strano effetto vedere una simile rappresentazione dell'anno 1500 dato che storicamente dovrebbe essere il periodo che chiude la porta del Medioevo e apre quella dell'età moderna e del Rinascimento: diciamo che nell'immaginario collettivo quello che racconta nel film sarebbe adatto ad almeno 200 anni prima, ma potrebbe anche essere stata scelta appositamente la data del 1500 per esprimere il concetto che se pur cambiano le epoche storiche (attribuite dagli storici), la gente comune rimane sempre la stessa con le sue perversioni e malvagità.

KitaVerde  @  14/12/2016 10:40:59
   7 / 10
Libertà del regista negata in alcune parti, peccato. Si alternano scene crude a momenti più d'avventura classica, non mancano scene romantiche(pur non essendo forzate).Godibile,divertente e calibrato ma se avesse avuto una produzione totalmente europea e carta bianca,beh, potremmo gustarci una fatidica rappresentazione del manga di Kentaro Miura "Berserk".E ho detto tutto.
Contando poi l'uso della violenza di Verhoeven e la accuratezza della regia,Dohh!

Crimson  @  25/09/2011 20:03:10
   7½ / 10
Nell'analizzare questo primo film hollywoodiano di Paul Verhoeven non si può certo tralasciare il suo tema portante, ossia la violenza esercitata come giustificazione di una giustizia divina dalla propria parte.
La scoperta della statua di San Martino offre un pretesto ai mercenari per muoversi secondo le proprie pulsioni più abiette e meschine.
C'è dunque una posticcia presenza del divino dappertutto, spesso ostentata e immediatamente riconoscibile, altre volte camuffata attraverso sottili e splendidi espedienti di una regia subliminale come sempre (vedi la testa del Martin-San Martino circondata da una ruota di un carro a mo' di aureola).

E per contro il film è ricco di blasfemia, iconoclasta a livelli anche difficili da sorbire per stomaci poco forti – ma mai fuori posto o scontata.
Devo dire che in tal senso Flesh and blood segue idealmente proprio De vierde man (Il quarto uomo), in una linea di continuità fedele ad una poetica ben determinata e rinnegata letteralmente in gran parte dei film seguenti.

Per mostrare la sopraffazione Verhoeven come sempre mostra apertamente, non si cela dietro la minima censura sia nell'immagine (soprattutto) che nel contenuto dei dialoghi, e quando vuole sa essere profondamente allusivo nelle metafore sessuali, utilizzate proprio come quelle simbolico-religiose (si veda la cena nel castello, un convivio granguignolesco ritratto con sagacia).

L'ambiguità morale, splendidamente rimessa in mostra nell'ultimo Black book (in cui è elevata perfino a leitmotiv) è un altro tema indissolubile rispetto alla volontà di rappresentazione (dalla connotazione fortemente negativa) e perfettamente in linea col periodo orange.

C'è anche da sottolineare che Flesh & Blood (sarebbe Carne e sangue – qui l'amore c'entra davvero ben poco) è stato scritto dallo stesso Verhoeven che decide di muoversi in un periodo storico che riflette l'ambiguità dei suoi eroi negativi (esattamente a cavallo tra medioevo e rinascimento).

Dopo Spetters ancora una volta lo stupro (una sequenza lunga e emotivamente molto forte anche stavolta) ritorna come archetipo di una sopraffazione assolutamente gratuita e spinta ai massimi livelli.
E' lo stesso regista a spingere molto sui particolari disturbanti come il sangue versato a fiumi, in sequenze di grande intrattenimento in cui la spettacolarizzazione ancora una volta per fortuna, benchè presente in maniera massiccia, non è messa realmente al primo posto quanto nei film seguenti.
E' esattamente uno spartiacque in una carriera discontinua in cui precedentemente, ad esempio nello stesso Soldato d'orange, l'azione era già molto presente.

Grandioso Rutger Hauer, lui con l'amico Verhoeven ha mosso i primi passi e i due si sono ricongiunti a Hollywood dopo alcuni anni. Dà vita ad un personaggio mostruoso, che sfiora l'onnipotenza nella sua ascesa divina.
Non si salva neppure il principino che costringe e ricatta il vecchio comandante per assecondare i propri capricci.
Infine non si salva un'Agnese prototipo di quella ambiguità del personaggio interpretato da Carice Van Houten nell'ultimo Black Book: c'è anzi un ideale passaggio di testimone non solo tra Renee Soutendijk e Jennifer Jason Leigh, ma anche tra quest'ultima e l'ultima musa olandese: il fisico è molto simile, l'ostentazione del corpo nelle scene di sesso ce lo testimonia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  11/01/2011 22:21:50
   8 / 10
Cruda e violenta avventura medievale, tra le più accurate che siano mai state realizzate. Verhoeven mette in scena una storia d'armi e d'amori con classe (magnifiche le scenografie), molta cattiveria, e gran senso della spettacolarità (specie nelle battaglie). E' vero, a volte calca eccessivamente il dito (come suo solito, anche se a me personalmente non da fastidio) su dettagli efferrati e sanguinosi decisamente non per tutti i gusti (combattimenti quasi splatter, orge, torture, stupri ecc...), ma va comunque encomiato per il fatto di riprendere tutto questo in maniera schietta, senza buonismi e senza censure. D'altronde, non credo che la visione del regista olandese si discosti molto dalla realtà di quel periodo, sia per quanto riguarda quello che succedeva (le guerre e le malattie in particolare), sia per le caratteristiche generali dei personaggi che spadroneggiavano (un branco di barbari rozzi, sanguinari, cattivi, avidi, egoisti, e tutt'altro che simpatici).
In ogni caso, il risultato finale è un film sì repellente (è pieno zeppo di scene forti e disgustose), ma anche epico, coinvolgente (le due ore e passa di durata non si sentono minimamente), molto affascinante, e di gran impatto visivo. Molto bravi tutti gli attori (specie gli amanti Hauer - che passa dal romantico Navarre di "Ladyhawke" ad uno sgradevole antieroe senza scrupoli - e Leigh, giovanissima e più che a suo agio in un ruolo ultramisogino), decisamente promossa la confezione tecnica. Peccato solo per quegli ultimi 20 secondi di pellicola (ottimisti e totalmente stonati con lo spirito dell'opera), e per un paio di effetti speciali scadentissimi (i fulmini... ma non solo).
Non il miglior Verhoeven, ma sicuramente tra i migliori. A me è piaciuto molto.

Nota: titolo che più che appropriato di così non si può.

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/01/2014 21.07.50
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/06/2009 00:58:51
   7½ / 10
Un film particolare e per nulla scontato. Pur con qualche dubbio di credibilità rispetto a determinate situazioni, Verhoeven dipinge un medioevo particolarmente violento, privo di valori se non quello dell'avidità rappresentando i personaggi in una versione antieroica, in cui emerge molto spesso il loro lato negativo.

Invia una mail all'autore del commento Mariposa  @  19/11/2007 17:42:38
   4½ / 10
Bo...a me non è piaciuto...

Dick  @  01/11/2007 13:59:49
   5 / 10
Avventure ad inizio rinascimento dove si punta l' occhio sui dettagli sgradevoli onestamente altalenante e non è che mi sia molto piaciuto visti i toni. Poi il finale quasi a tarallucci e vino stona. Palma d' Oro della s**** a Celine:

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  17/04/2007 17:30:56
   7½ / 10
L'ho visto una volta per caso molti anni di pomeriggio su Retequattro.
Sebbene non mi ricordi perfettamente la trama penso di poterlo considerare come uno dei migliori film se non il migliore del Verhoeven serio e uno degli affreschi storici più vicini al reale medioevo che ricorda di aver visto. Lasciando le incantevoli atmosfere favolistiche di Lady Hawke Rutger Hauer si cala nel ruolo di un cinico soldato di ventura olandese alle prese con guerre, tradimenti, mercenari, stupri, amori impossibili, peste e quanto il Vero Medioevo doveva riservare agli sventurati nati in quel periodo. Un pò truculento (la scena della violenza sull'esordiente Jennifer Jason Leigh) ma bello, avvincente e soprattutto credibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR frine  @  03/02/2007 01:20:29
   7½ / 10
Secondo me, il miglior film di Verhoeven.
Storia di un gruppo di mercenari nordici (diciamo pure olandesi) che, agli inizi del XVI secolo, combattono su committenza del nobile italiano Arnolfini: questi però tradisce senza troppi scrupoli le 'regole di ingaggio' , costringendo gli scalcinati soldatacci a vagare per l'Europa come banditi.
Così questa Armata Brancaleone priva di cultura, di ideali, di mezzi, se ne va alla ventura sotto la protezione di un mammozzo ligneo raffigurante San Martino, e superstiziosamente interpretato dalla banda come miracoloso protettore del suo leader, il rude soldataccio Martin (Rutger Hauer).
Nel frattempo, il figlio di Arnolfini, giovane scienziato un po' bizzarro che subisce l'influenza di Leonardo da Vinci, amoreggia platonicamente con la bella e maliziosa principessa Agnese. Ma, nel corso di un viaggio, quest'ultima sarà rapita dalla banda degli Olandesi e violentata da Martin.
Tuttavia, Agnese è una ragazza dal carattere indomito e non solo supera la drammatica esperienza dello stupro, ma riesce a far innamorare di sé Martin e a suscitare una misteriosa ammirazione negli altri membri della banda, oltre che una sorta di invidia vana e impotente nelle donne (popolane e prostitute) che accompagnano il gruppo.
Intanto, i mercenari/banditi continuano a perpetrare atti di violenza e saccheggio, occupando un castello e facendone un luogo di sfrenata bisboccia.
Ma il giovane Arnolfini non rinuncia all'amata, la quale, pur continuando ad amarlo, prova tuttavia anche una morbosa attrazione per Martin. Il castello viene posto sotto assedio da una strana, 'leonardesca' macchina da guerra creata dal ragazzo e gli eventi si sussseguono con alterne vicende.
Ma nel frattempo, nel paese incombe la peste, e l'antico leader dei mercenari, contagiato dal male e animato da desideri di vendetta, getta nel pozzo del castello pezzi di carne di un cane morto di peste, inquinando l'acqua.
Apocalittico e al tempo stesso catartico il finale. Le donne saranno le prime a morire, ma tra i mercenari/banditi ci sarà chi rifiuterà di abbandonarle, in nome di sentimenti mai pienamente rivelati prima. Un soldato tradito si rivolterà ferocemente contro il vecchio leader traditore, andando incontro ad una morte atroce. Indimenticabile poi la scena del mercenario gay che si suicida accanto al cadavere dell'amato morto di peste.
Ala fine, prevarrà l'amore tra Agnese e il giovane Arnolfini...ma lo spettro di Martin, miracolosamente superstite, non cesserà di perseguitarli.
Crudele e impietosa rappresentazione di un mondo in bilico tra Medioevo e Rinascimento, con l'umanesimo colto e razionale che appare destinato a prevalere, ma che dovrà pur sempre fare i conti con i fantasmi di un passato barbarico, irrazionale, ma forte del suo istintivo coraggio e del suo severo, e a volte nobile, senso dell'onore.
Fra gli interpreti, spicca Jennifer Jason Leigh, vero 'ago della bilancia' fra due culture e due mondi.

5 risposte al commento
Ultima risposta 29/03/2008 03.56.47
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