la battaglia di algeri regia di Gillo Pontecorvo Italia, Algeria 1966
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la battaglia di algeri (1966)

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locandina del film LA BATTAGLIA DI ALGERI

Titolo Originale: LA BATTAGLIA DI ALGERI

RegiaGillo Pontecorvo

InterpretiJean Martin, Yacef Saadi, Tommaso Neri, Brahim Haggiag

Durata: h 2.01
NazionalitàItalia, Algeria 1966
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1966

•  Altri film di Gillo Pontecorvo

Trama del film La battaglia di algeri

Nell'ottobre 1957, mentre i paracadutisti del colonnello Mathieu rastrellano la Casbah, Ali La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, rievoca il passato, l'organizzazione dell'FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe è ucciso, ma tre anni dopo, in dicembre, il popolo algerino scende in piazza, proclamando la propria volontà di indipendenza.

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Voto Visitatori:   9,03 / 10 (33 voti)9,03Grafico
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Voti e commenti su La battaglia di algeri, 33 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  08/02/2021 00:54:28
   8½ / 10
Con piglio documentaristico, Pontecorvo gira un film politico estremamente potente nella sua grande espressività. Grandissima opera.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  16/01/2021 22:52:11
   9 / 10
Film memorabile. Fin dall'inizio si intuisce la sua grandezza.

Mauro@Lanari  @  02/04/2020 00:05:40
   4½ / 10
Rotten Tomatoes: "'The Battle of Algiers' hasn't aged a bit since its release in 1966". Niente di più falso.

Mauro Lanari

Thorondir  @  08/10/2019 11:10:15
   9½ / 10
La battaglia di Algeri è un film semplicemente straordinario.
Gillo Pontecorvo porta in scena l'inizio della guerriglia dell'FLN contro le forze di occupazione coloniale e lo fa con un film-documentario dalla potenza visiva disarmante e dal realismo insuperato. Ancora oggi, a oltre 50 anni dalla sua uscita, ritengo l'opera di Pontecorvo uno dei film di guerra più realistici che siano mai stati partoriti.
La sua pellicola si fa denuncia del tardo e macilento colonialismo francese, sconfitto dall'organizzazione basilare degli ultimi d'Algeria ben incastonati nella casbah (meravigliose tutte le scene dentro quei vicoletti caratteristici). Nel labirinto di Algeri i francesi non possono vincere se non provando a comprendere innanzitutto il nemico che hanno di fronte: ecco che il film diventa anche saggio di controguerriglia e di tattica militare, talmente realistico da diventare oggetto di studio nelle accademie militari di mezzo mondo (ancora oggi viene proiettato nelle accademie statunitensi). Ma si potrebbe parlare all'infinito dei pregi di questo film, parlare dall'accuratezza registica con cui si costruisce la suspense, dell'uso magistrale dei primi piani, a scolpire nella pietra i volti di una nazione, dal taglio documentaristico che lo rende non solo cinema ma forse anche e soprattutto denuncia storica e testimonianza. Da come, al di là delle forze in campo e della simpatia per il movimento di liberazione, Pontecorvo non si ponga problemi a dirci che anche in una guerra "asimmetrica" di questo tipo a pagare il conto maggiore sono sempre civili dall'una e dall'altra parte (meravigliose le scene dei vari attentati accompagnate dalla musica di Morricone).
Insomma, siamo di fronte ad un'opera gigantesca, potentissima, reale, sentita. Per me uno dei migliori film nella storia del nostro cinema.

topsecret  @  03/03/2019 14:54:23
   7½ / 10
Impressionante vedere le scene degli attacchi terroristici in questo film di Pontecorvo essere così riflettenti con quelle accadute qualche anno fa in Francia e in altri paesi.
Un film decisamente riuscito, tutt'altro che avaro di emozioni, interpretato bene, nonostante un cast in massima parte composto da non professionisti, e diretto con mano ferma, capace di assicurare una visione interessante e coinvolgente.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  17/01/2018 09:35:25
   8 / 10
Grande film di Pontecorvo sulla resistenza algerina alla dominazione francese.Da vedere

Spera  @  01/09/2017 14:22:18
   9 / 10
Beh...è stato già detto tutto.
Capolavoro senza tempo, di un' attualità sconcertante.
Da vedere in originale con lingua francese per un maggior realismo.
Da segnalare che, a parte Jean Martin, a questo film non hanno lavorato attori professionisti.

Da vedere immediatamente se non l'avete ancor fatto.

KitaVerde  @  03/05/2017 10:07:06
   10 / 10
ECCEZIONALE. Attuale e struggente come pochi.Capolavoro nostrano(Pontecorvo simply the best).Chapeau public!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  21/08/2014 15:29:30
   10 / 10
Tutto perfetto.
Fatelo vedere a chi crede che Zero dark thirty sia un film coraggioso e non schierato.
Certo uno dei più bei film italiani di tutti i tempi, in generale uno dei migliori della storia del cinema.
Non riesco a cavargli un solo difetto che sia uno.

Erdruckt  @  09/09/2013 00:28:16
   10 / 10
10 senza se e senza ma.

Lucignolo90  @  28/06/2013 02:38:55
   10 / 10
Un film capitale questo di Gillo Pontecorvo: un taglio da documentario di impressionante realismo, spesso quasi indistinguibile dalla finzione nelle scene di massa tanto è fedelmente ricostruito, ma allo stesso tempo la scrittura del film dona un'intensità drammatica difficilmente eguagliabile. Si parla della guerra Algerina per l'indipendenza dai francesi.
Uno dei più grandi meriti del regista è stato quello di essersi guardato bene dal prendere le parti del Fronte di Liberazione Nazionale piuttosto che quello delle milizie francesi: lo spettacolo orrendo offertoci da Pontecorvo arriva tale così com'è ai nostri occhi, senza retorica o voglia di emozionare il pubblico grazie a scene fatte ad hoc per la lacrima. E' uno sguardo spietato ed analitico su ogni fronte, ci vengono presentate la ragioni di entrambe le opposte fazioni.

Da una parte i francesi appunto, che rivendicano il diritto della convivenza tra musulmani e cristiani sotto il nome del tricolore d'oltremare, non sono forse loro, che hanno dato la civiltà a un paese in arretrate condizioni economiche? Che hanno costruito ponti, strade, case, chiese, bar e discoteche?
Ma Ali La Pointe, ragazzo che vive di stenti e di raggiri, non sembra pensarla allo stesso modo; e non si scopre di certo solo. Cosa ne è infatti della gente che abita nella Casbah? La zona "europea" della città gode di certo di privilegi a loro sconosciuti, i "pied noirs" hanno vita facile, mentre loro sono costretti a vivere in un sobborgo oramai abbandonato a se stesso tra prostitute, drogati, spacciatori e criminali come lui stesso è presto diventato, bisogna essere veloci di mano per tirare a campare altrimenti si fà dura. Così dopo qualche mese di prigione, decide di sposare la causa del nascente FLN e dare vita a una vera e propria battaglia all'esercito francese fatta di divieti, costrizioni, attentati dinamitardi e rappresaglie armate.
Ed è così che l'arrivo dei parà francesi del tenente Mathieu in una memorabile scena incredibilmente girata è da antologia del cinema perchè si è capito che non si tratta più di una guerra civile isolata, ma di un vero e proprio conflitto tra due nazioni anche se una è solo in stato embrionale che lotta per esistere, è una guerra di ideali che comporta perdite gravissime ma necessarie perchè dopo 130 anni di occupazione o ci si libera dai catenacci e dai fili spinati o si muore definitivamente.

Bisogna scomodare nomi importanti per un film del genere, non a sproposito però: stiamo parlando di un vero e proprio spartiacque che farà da apri-pista al famoso filone dei film politici italiani: quello dei Petri, dei Rosi, dei Montaldo di Sacco e Vanzetti (Montaldo che non a caso è regista della 2° unità di questo film), ma naturalmente il film non và visto solo come film realistico e impegnato, è indiscutibilmente superbo anche a livello di regia, di scrittura ed è questo che lo rende un capolavoro assoluto, la scena di tutte le esplosioni nei bar sono talmente belle e intense da vedere che potrebbero tranquillamente far parte del miglior film sulla seconda guerra mondiale (accompagnate dalla musica a tratti emozionante a tratti ansiogena di Morricone), la psicologia dei personaggi è abilmente ricostruita e non si può dubitare che i pensieri e le azioni della gente della casbah non sia poi troppo lontana da quella realmente vissuta dagli algerini negli 8 interminabili anni di guerra fino al cessate il fuoco, azioni finalizzate a l'unica cosa che realmente contava per questa gente; la strenua lotta per la libertà, un diritto irrinunciabile che il regista alla fine sembra voler fare proprio.

La cosa incredibile è come il film si trasformi da un film di guerriglia da trincea a un vero e proprio poliziesco quando entra in scena Mathieu coi suoi: il nemico da colpire non sono più gli algerini ribelli, ma i membri dell'FNL, la minoranza (da loro ritenuta tale) che fà marcire e influenza la popolazione ubbidiente alle direttive francesi. Il problema sta nello scovare i capi dell'organizzazione piramidale in una caccia all'uomo senza riferimenti che ha come campo ostile la Casbah: un budello fatto di case di mattoni e terracotta tutte uguali e di vicoli ciechi. Il posto ideale per colpire e nascondersi istantaneamente.


Nominato all'Oscar per miglior film straniero, miglior regia e sceneggiatura, se qualcuno è stanco (non sò come) di rivedersi per la millesima volta Orizzonti di Gloria e ancora non ha visto questo (non sò come bis), rimedi ora perchè oltre a essere una pagina di Storia fedelmente riproposta è anche un film tecnicamente inattaccabile sotto ogni punto di vista. Uno dei migliori italiani di sempre senza il minimo dubbio.

Invia una mail all'autore del commento carlo Trotalli  @  15/10/2011 00:51:29
   7 / 10
La battaglia di Algeri
un caso di apologetica cinematografica nella costruzione del mito del "terrorista eroe"

Il finale del film mi ha lasciato con 2 domande irrisolte: la prima riguarda i tema del film la seconda và oltre il film.
Premetto che non conosco la storia d'Algeria; il film pone in risalto in chiave quasi apologetica la lotta armata e terroristica per l'indipendenza dell'Algeria; in particolare si incentra sulla vita di un organizzazione terroristica che lotta per l'indipendenza del paese con attentati e agguati ai francesi occupanti... alla fine i vertici dell'organizzazione terroristica vengono individuati e stroncati dall'esercito francese...
il film chiosa sull'ottenimento dell'indipendenza dell'Algeria dicendo "dopo 2 anni di relativa calma... (dopo che è stata stroncata questa organizzazione terroristica) ecco la improvvisa la sollevazione generale del Paese " e la prima domanda irrisolta sorge spontanea, ed è la seguente: la sollevazione generale e l'ottenimento dell'indipendenza Algerina è stata possibile NONOSTANTE l'arresto dei vertici e la decapitazione di questa organizzazione terroristica o GRAZIE all'arresto e alla decapitazione dei vertici di questa organizzazione terroristica?

"I 2 anni di relativa calma" denotano una chiara e marcata diversità di strategia , di azione, di ambiente , rispetto alla strategia precedente di radicalizzazione nel terrore; mi chiedo se è stata proprio questa strategia diversa (e forse più efficace della precedente ) questo diverso clima reso possibile proprio dall'arresto della tattica terroristica a rendere possibile la sollevazione generale... ? Se le azioni terroristiche fossero continuate sarebbe stata possibile in egual misura una sollevazione del genere? Il film per la sua natura apologetica rimarca è dà per scontata (sia pur in forma implicita) la continuità fra l'azione terroristica e il successivo ottenimento dell'indipendenza, esaltando gli aspetti spettacolari e pirotecnici delle azioni terroristiche... in una visione della storia che definirei giacobino mazziniana; ma siamo proprio certi che le cose siano andate così? Il film non ci dice nulla su cosa sia avvenuto nel silenzio e nel quotidiano di quei "2 anni di relativa calma" dopo che la frangia più oltranzista e radicale dell'indipendentismo armato fu stroncata... è chiaro che in quei 2 anni una strategia sicuramente diversa da prima si è affermata... non è che proprio questi germogli diversi, che prima non potevano svilupparsi proprio per il monopolio terroristico e ideologico della lotta armata, abbiano potuto svilupparsi proprio grazie alla sconfitta del terrorismo, e questi germogli nuovi sono subito cresciuti appena anno trovato spazio sviluppando un azione di risveglio nazionale più efficace che ha portato all'indipendenza? Siamo così certi che il terrorismo sia stato il trampolino di lancio dell'indipendenza? O invece il freno ? L'indipendenza algerina è avvenuta GRAZIE al terrorismo, o NONOSTANTE il terrorismo? Fiorendo e sbocciano solo dopo la sconfitta del terrorismo?
Entrambe le 2 strategie avevano come obiettivo l'indipendenza nazionale , ma quale è stata la più efficace?

In America sia Martin Luter King che le pantere nere lottavano per l'emancipazione dei neri... ma siamo certi che le conquiste sociali di Martin Luter King sarebbero state le stesse si si fosse affermata invece la strategia delle Pantere Nere?

In Terra santa gli attentati Kamikaze palestinesi sono veramente una fonte di legittimità per il nascente stato Palestinese? o sono invece un monito alla comunità internazionale perché faccia di tutto per evitare la nascita di uno stato che si presenta prima ancora di nascere come uno stato terrorista... Il cui potere è Monopolizzato da elite terroriste?
Che i Kamikaze nelle loro intenzioni si sacrifichino e uccidano altre persone per ottenere (secondo loro) l'indipendenza della Palestina nessuno lo mette in dubbio... le mie perplessità sono sul fatto che con questo loro agire ottengano veramente quello che vogliono... o non invece il contrario.

Ma per tornare al tema del film, la seconda domanda che il film mi ha stimolato, e che va oltre il film è questa : negli anni scorsi e ancor oggi l'Algeria è un Paese, più che liberato, direi martirizzato dal terrorismo, dal fondamentalismo; … quale è la relazione fra le organizzazioni terroristiche attuali e quelle presentate nel film che sono state portatrici dell'indipendenza, attraverso quali relazioni e quale evoluzione i mali di oggi affondano radici nel passato ? e quanto, l'apologetica del terrorismo, che a giudicare dal film pare affondi le sue radici nella storia nazionale algerina, attraverso quel vulnus culturale, e anche cinematografico, che ammanta di eroismo la viltà di crimini orribili, contribuisce alla costruzione del mito del terrorista eroe?

Carlo Trotalli

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/06/2013 01.57.19
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WongKarWai  @  16/03/2011 12:27:45
   9 / 10
Ero dubbioso prima di vedere questo film perchè mi aspettavo il solito polpettone storico. Invece mi sono trovato davanti a dun autentico capolavoro. Con taglio documentaristico e una fotografia strepitosa, Pontecorvo mette in scena un fatto storico, ma che purtroppo è di un'attualità sconcertante. Dalle lotte rivoluzionarie del paese nordafricano, alla piaga del terrorismo, davvero si capisce come l'uomo è sempre lo stesso e i problemi sono i soliti anche se il tempo passa. Drammatiche le scene degli attentati. Il film è avvincente, scorre veloce, prende lo spettatore e lo fa riflettere. Guardatelo.

ValeGo  @  21/11/2010 17:35:28
   8 / 10
Mi è piaciuto davvero molto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  03/06/2010 13:42:13
   7½ / 10
Molto interessante. “La battaglia di Algeri” riprende fedelmente i fatti della guerra d’Algeria in modo obiettivo, ha una solida sceneggiatura e scorre che è un piacere. E’ girato pure molto bene: ottima fotografia e riuscite le scene della rivolta algerina.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  16/04/2010 01:17:39
   8½ / 10
Un grandissimo film storico che racconta in grande maniera l'indipendenza da parte dell'Algeria nei confronti dei coloniali francesi.
Io davanti a dei film del genere rimango allibito, non tanto per il fatto che sia un gran film, ma se penso che un film del genere e stato girato da un regista italiano mi sconvolgo da solo! e mi domando sempre di più come sia possibile che il cinema italiano abbia avuto un crollo così basso dagli anni ottanta in poi (apparte qualche caso sporadico di grande cinema italiano che c'è stato ancora)
Un film molto forte, e soprattutto molto realista, che fa capire come un popolo possa insorgere per ottenere la propria libertà, che coinvolge non solo uomini, ma anche donne e bambini.
Questo film italiano lo posso tranquillamente mettere tra i venti migliori film di sempre, e tra i cinque migliori film italiani di sempre.
Un vero e proprio capolavoro firmato Pontecorvo, da vedere assolutamente.

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Ultima risposta 28/05/2010 17.56.00
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edmond90  @  03/11/2009 20:16:53
   10 / 10
Grande film.Di una bellezza sconvolgente,tutto funziona alla perfezione:dagli attori alla fotografia di squisita fattura,fino ad arrivare alla geniale regia di Pontecorvo.Uno dei capolavori del cinema italiano da vedere assolutamente..

Invia una mail all'autore del commento wega  @  17/07/2009 16:06:50
   9 / 10
Film Capitale di Gillo Pontecorvo, di un realismo da documentario unito alla scrittura cinematografica costruita di un dramma che ti sa veramente colpire e commuovere. Gillo non tralascia di mostrare la Casbah per quello che è sempre stata, fin dai tempi di Gabin con Dudivier: un enorme rifugio a nido d' ape popolato da prostitute, drogati, fatto di vicoli ciechi, il punto nevralgico ideale per colpire e nascondersi quasi automaticamente. La vicenda è quella di Algeri, sconosciuta a molti (io stesso ne ero all' oscuro), raccontata con un flashback di tre anni e una cadenza certosina, a volte di ore in ore. Che colpisce è soprattutto il non-schieramento del regista, che mostra solo le ragioni di entrambi i fronti, quello francese e quello del FLN. Sequenze come quelle delle esplosioni ti fermi a chiederti come siano state girate.

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Ultima risposta 16/01/2010 08.31.34
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Gruppo COLLABORATORI julian  @  03/01/2009 02:05:58
   9½ / 10
Un gradino più su e Pontecorvo toccava la perfezione.
La scelta più azzeccata è quella di non schierarsi da nessuna parte, di essere assolutamente imparziale, ed è qui che invece cadono e sono caduti (quasi) sempre i film di guerra.
Stragi da una parte e dall'altra, abomini su entrambi i fronti, la battaglia è vista dal punto di vista dei guerriglieri della Casbah che lottano per l'indipendenza e da quello dei miliziani francesi i quali tentano di conservare onore e dignità ad una delle storiche potenze mondiali.
Le scene intense abbondano senza mai perdersi nello scontato e noioso pacifismo.
Denuncia della guerra si, ma più che altro esaltazione della libertà.
I volti parlano, specialmente quello di Ali La Pointe all'inizio e alla fine del film quando, dopo il lungo flashback sui suoi trascorsi rivoluzionari, lo si vede nel suo nascondiglio insieme alla famiglia, disposto a portare gli ideali con sè nella tomba.
Anche nella disposizione cronologica Gillo ci è andato cauto, senza esagerare, perchè "il troppo stroppia".
Solo gli ultimi minuti si potevano evitare, giusto per far sapere allo spettatore come andrà a finire (o meglio come inizierà) la storia dell'Algeria, ma per me la meravigliosa fine di Ali è la meravigliosa fine del film.

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Ultima risposta 17/07/2009 19.21.17
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/11/2008 00:16:30
   9 / 10
Epico,emozionante e Italiano!Perche Pontecorvo abbia deciso di trattare questa guerra non lo so ma sembra quasi che l'abbia vissuta in prima persona!
Ogni immagine,ogni sequenza è girata con splendido realismo!Ma la cosa che mi è piaciuta di piu e l'assoluta mancanza di scelte da parte del regista che non si schiera ne da una parte ne dall'altra lasciando allo spettatore la parola!
Del resto i cattivi sono in entrambe le fazioni ma a morire sono ,quasi,solamente innocenti...anche la morte dei Boss comporta la perdita di vite innocenti,come quella di un bambino!
capolavoro

Dick  @  30/08/2007 17:00:57
   9 / 10
Film che parla di una lotta senza esclusione di colpi con la Francia che si decide ad itnervneire solo quando la situazione si è fatta ormai decisamente insostenibile dove come al solito ne fanno soprattutto le spese gli innocenti tra attentati, isterisimi e rappresaglie
su chi a la sola colpa di essere algerino e che prova a mettere in evidenza le ragioni più o meno vlaide di entrambe le parti.
Ancora agghiacciati, almeno per me, le scene degli attentati che rimandano all' oggi con la situazione, spostandosi di area geografica, che è addirittura peggiore con anche pazzi furiosi che mandano gente cui hanno ridotto la mente in poltiglia ad ammazzare in una delle maniere più orribili e vigliacche.
D' effetto anche le scene dei sanguinari interrogatori.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  20/04/2007 21:50:11
   10 / 10
Quando si guarda "La Battaglia di Algeri" stai male per due essenziali motivi: il contenuto, il narrato, il MODO in cui è narrato. la consapevolezza di qualcosa che è così bella che supera la tua intelligenza. è così bello che cominci a stare male, forse una specie tutta mia di Sindrome di Stendhal, forse è un'emozione così grande che si trasforma in dolore fisico e psichico.
La poetica cruda, devastante, reale, vera, coerente del Maestro è semplicemente una delle cose più meravigliose che abbia mai visto. per adesso dopo "8 e 1/2" il più bel film italiano che abbia mai visto. conoscevo le capacità con cui Pontecorvo girava avendo già visto "Queimada", ma non potevo sapere della genialità, della bellezza, della grandiosità assoluta di questo documento non sulla storia di un popolo, ma della storia di tutti i popoli che hanno subito l'analoga condizione. Pontecorvo faceva film politici perfetti, per nulla retorici, molto coerenti e sapienti. la grande capacità intellettuale di questa persona si distingue con un linguaggio cinematografico votato al messaggio che vuol comunicare. quando si guarda questo film si può incappare nella difficile scelta fra "giusto" e "sbagliato". tutti tifano per gli Algerini e ciò che fanno è sempre giusto poichè sono oppressi e i francesi sono tutti *******...viene da pensare così e Gillo se ne accorge e così con una sensibilità fuori dal comune nel momento in cui lo spettatore si nutre di vendetta per il primo attentato nella Casba e le donne hanno già depositato i loro cesti, ecco che semplicemente inquadra persone normali, innocenti, giovani, bambini che mangiano, ridono, si divertono e allora c'è da tornare indietro e scindere con coerenza la sottile linea fra Corretto ed Errato sviluppata nella guerriglia. nessuno non ha colpa, entrambi sono assassini quindi ciò che salta alla luce e seppur già detto è una verità SACROSANTA, la guerra è inutile! può sembrare banale, ma assicuro che c'è gente a cui la visione di questo film farebbe (si spera) svolazzare via dalle palle certe idee farlone e turpi che spesso purtroppo caratterizzano la maggior parte dei giovani di oggi..."La Battaglia di Algeri" non va dimenticato e mi duole vedere così pochi commenti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  13/04/2007 18:54:45
   9 / 10
Straordinario film del maestro Pontecorvo che racconta con un realismo da brividi le vicende in Algeria.
Parlo di neorealismo per la cura storica, scenografica e psicologica dell'intera vicenda, narrata con grande coerenza e cura.
E' incredibile la descrizione degli stati d'animo dei personaggi, vittime di un destino comune e nefasto, che non si rassegnano dinnanzi alla crepuscolarità crescente della situazione.
Pontecorvo indaga le ragioni della guerra, ma non è manicheista e non fa un resoconto finale delle vicende e degli schieramenti e questo è estremamente lodevole.
Meravigliose come al solito le musiche di Morricone.

Paolo70  @  16/03/2007 21:51:15
   8 / 10
Film ben fatto dove del regista viene ricostruita una fase storica antecedente all'indipendenza dell'Algeria. Interessante per i riferimenti storici e per la scenografia suggestiva che fornisce l'idea di come si viveva ad Algeri intorno al 1950. Un film che rappresenta la crudeltà negli attentati effettuati all'interno dei locali da parte del F.N.L. (fronte di liberazione nazionale) nei confronti di civili ma anche altri accadimenti che lasciano riflettere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  10/03/2007 20:50:13
   8½ / 10
Ottimo film di denuncia, girato con uno stile documentaristico privo di effettismi e di grandissimo realismo cinematografico... praticamente un film storicamente rilevante che ovviamente agli amici (?) francesi non è mai andato giu': la denuncia dei crimini di De Gaulle davanti allo sciovinismo della France non è ovviamente accolta con simpatia, mentre è coraggioso proprio il tentativo del film di nobilitare - attraverso una requisitoria ideologica che oggi sarebbe forse improponibile (v. Nassiriya) - la Rivoluzione come forma di repressione contro l'invasione dominante.
Un film che precede degnamente i moti del 68", con appena un filo di didascalismo verso il finale.
Scenari futuri a parte, un'opera che sembra uno spartiacque necessario per il cinema "politico" italiano, con immagini terrificanti (le sequenze delle torture nell'anno di Andrej Roublev di Tarkovskji) e altre che sembrano uscite da un affresco espressionista
Il vertice artistico di Pontecorvo, e per questo forse non all'altezza le (pochissime) opere successive del regista

8 risposte al commento
Ultima risposta 16/04/2007 13.50.15
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giumig  @  16/11/2006 19:45:07
   10 / 10
Gillo Pontecorvo ci ha regalato pochissimi film, ma tutti fanno parte della storia del cinema, e La battaglia di Algeri ne è la summa completa.
Volutamente girato in bianco e nero, con attori per la maggior parte non professionisti, il film è una pietra miliare del genere documentaristico/neorealista, poichè racconta in maniera obbiettiva e mai retorica la lotta armata del popolo algerino contro il dominio francese.
Pontecorvo cattura lo spettatore, lo fa entrare nelle carceri francesi, nelle stanze della tortura, nei bellissimi vicoli di algeri e nei nascondigli dei terroristi.
Una delle scene piu belle e toccanti è quella dell'attentato all'ippodromo, quando subito dopo tutti i francesi si scagliano su un bambino soltanto perche algerino, e lo stesso viene salvato dalla polizia francese che si affanna a gridare "Non fate cosi, lasciatelo stare...non siamo come loro!"

In questa frase, e in questi gesti, c'è tutta l'amarezza di una realta purtoppo ancora oggi attuale.

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/04/2007 23.20.03
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francuccio  @  24/10/2006 18:47:48
   10 / 10
sicuramente un capolavoro assoluto e personale del Maestro, purtroppo ancora oggi estremamente attuale. Pontecorvo racconta con taglio documentaristico una tragica storia dell'età moderna, dove forse con troppa fretta si è delineato il buono e il cattivo. la lotta anti-coloniale algerina è fatta di atti estremi e deprecabili, questo è assolutamente assodato, ma come dimenticare i milioni di morti algerini e l'oppressione per mano dei francesi e la CARTA BIANCA data dal governo socialista francese alle sue truppe ( e devo dire che loro quest'opportunità non se la fecero sfuggire ). l'insurrezione nazionalista algerina è anche la storia si assedi, torture, arresti, strane sparizioni di migliaia di uomini, condanne a morte di piazza....
Il finale del film lascia davvero l'amaro in bocca. ma il sacrificio di la Pointe non è invano. le manifestazioni di piazza e il coraggio della gente di Algeri costringe la Francia a cedere.
non si può dire comunque che Pontecorvo si schieri da una parte piuttosto che da un'altra. quello che rappresenta è un quadro estremamente oggettivo e realistico, dove non mancano nè le violenze delle truppe francesi nè tantomeno le contraddizioni interne ai gruppi rivoluzionari algerini ( le deprecabili stragi di civili francesi, le gravose mistioni interne tra sentimenti di insurrezionalismo - patriottismo e l'islamismo più conservatore ).
Spero personalmente che il film insegni qualcosa e impari a conoscere prima di perdersi in scontate frasi di orgoglio occidentalista che si vedono solo in questi casi.
Termino come ho iniziato : al di là di tutto questo film è forse uno dei migliori che io abbia visto e le musiche di morricone lo rendono ancora più perfetto all' interno di una già palese perfezione nella forma ( regia, sceneggiatura, fotografia magnifiche ) che nel contenuto.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  15/10/2006 13:08:56
   10 / 10
Uno dei più grandi capolavori del cinema italiano e non solo. Un tempo sapevamo anche noi fare film...

quaker  @  17/05/2006 23:20:14
   10 / 10
Quando le ferite morali della guerra di Algeria erano ancora vive e sanguinanti, Pontecorvo gira un film sul terrorismo e sulla tortura - come sistematico metodo di indagine - assolutamente perfetto, nella sua spietata lucidità. Sembra avere un taglio quasi da documentario, ma ha una intensità drammatica difficilmente eguagliabile.
Non solo il regista non è più riuscito a fare un'opera che si avvicinasse a questo capolavoro assoluto, ma non vi sono neppure oggi (in un'epoca in cui le questioni terrorismo - repressione hanno assunto dimensione planetaria) film che si possano paragonare a La Barttaglia di Algeri.
I due punti di vista, dello Stato francese (con i suoi coloni, che nessuno rivoleva nella madrepatria, e che da generazioni viveavno in Algeria) e dei patrioti algerini (che diedero vita ad un fronte di liberazione, in cui si potevano vedere in germe le contraddizioni che avrebbero portato alle disastrose conseguenze degli anni successivi) sono rappresentati senza retorica, e con apparente neutralità. Come diceva Bogart in Casblanca: cerco di capire anche il punto di vista del cane, non solo quello della lepre.
Tenendo il film sui due piani della pura cronaca e della drammatizzazione degli eventi, con abile ricostruzione psicologica dei personaggi (le ragazze musulmane che si truccano da occidentali per passare inosservate e mettere le bombe nei bar) Pontecorvo ottiene l'effetto di a far risaltare ancora di più i valori di libertà, di umanità, di solidarietà che sente come propri, la follia del terorismo e della repressione poliziesca.
In conclusione, da vedere, e da consigliare caldamente come opera di grandissima atttualità: dovrebber essere proiettato in tutte le scuole di polizia. ovviamente non perché chi fa indagini si adegui ai metodi dei parà francesi, ma per far capire che cosa è "il nemico" e come operano i terroristi.

7 risposte al commento
Ultima risposta 29/10/2006 23.25.15
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betsim76  @  10/02/2006 13:23:56
   10 / 10
Non un film, un documento! Di un realismo pazzesco (pare un documentario) e di una asciuttezza eccezionali. Arriva al cuore della Storia, e non si perde mai sui fatterelli o sulle ovvietà! Un esempio per tutti quei registi che vogliono fare film scottanti su temi di attualità, spesso non possedendo le conoscenze e la capacità di "studiare" il tessuto sociale in cui si ambientano certe realtà.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  18/11/2005 14:20:15
   10 / 10
Film di un realismo storico straordinario.
Se qualcosa di simbolico traspare è ben racchiuso nelle maglie fitte di una sceneggiatura fedele fino all'ossessione alla precisione storica: il riferimento del colonnello dei paracadutisti alla metafora del "verme" dalle infinite diramazioni a cui bisogna tagliare il centro nervoso di comando per distruggerlo dà l'idea di cosa occorre fare ad Algeri per sconfiggere il terrorismo.
Film di volti sconosciuti con sguardi fedeli a ciò che sta per accadere. Notevoli le scene di massa. Masse sconvolte ed eccitate da uno spirito di rivolta che si muovono con grande naturalismo ( compete con la Corazzata Potemkin), forti nello spettatore le sensazioni di orrore per le numerosi stragi nel centro di Algeri verso civili francesi. Buona la suspense nella caccia (molto difficile) alle quattro "teste" che dirigono il terrorismo.
Nobile ed efficace la figura del colonnello Mathieu. Nobile la sua immedesimazione con la causa dei terroristi algerini che lo porta a cercare con loro dei rapporrti più umani, rapporti che però verranno regolarmente delusi dalla ferocia dei terroristi mussulmani. L'ingresso dei paracadutisti ad Algeri guidati dal colonnello Mathieu con gli occhiali scuri, dopo le numerose stragi sui soldati francesi, è una pagina da antologia cinematografica perché dà l'idea di una imminente battaglia ad alta intensità di ideali, in una Algeri sotto il dominio francese da ben 130 anni.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  29/03/2005 10:01:09
   10 / 10
Forse il miglior film italiano: direi quasi kubrikiano nel descrivere analiticamente i fatti cosi come sono, al di la delle ideologie politiche e delle simpatie terzomondiste. Grandissimo film-documentario su un episodio della storia recente. Un'altra sua gemma è Quemada, con un gigantesco Marlon Brando.

dragonfly  @  20/10/2004 15:53:22
   10 / 10
Visto che fra 20 minuti ho un esame orale sul neorealismo, per scaramanzia voto un film di Pontecorvo, grande esponente del documentarismo. E che film!

1 risposta al commento
Ultima risposta 20/10/2004 19.11.13
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