i vitelloni regia di Federico Fellini Italia, Francia 1953
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i vitelloni (1953)

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locandina del film I VITELLONI

Titolo Originale: I VITELLONI

RegiaFederico Fellini

InterpretiPaola Borboni, Alberto Sordi, Leonora Ruffo, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Franco Fabrizi, Franco Interlenghi, Achille Majeroni, Carlo Romano

Durata: h 1.44
NazionalitàItalia, Francia 1953
Generecommedia
Al cinema nel Settembre 1953

•  Altri film di Federico Fellini

Trama del film I vitelloni

Sono cinque, in una cittadina romagnola dell'Adriatico, i giovanotti non ancora occupati, né ricchi né poveri, irresponsabili e velleitari figli di mamma. Che fanno? Piccoli divertimenti, piccole miserie, piccoli squallori, noia grande. Soltanto Moraldo va in città.

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Voto Visitatori:   8,23 / 10 (78 voti)8,23Grafico
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Voti e commenti su I vitelloni, 78 opinioni inserite

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david briar  @  02/04/2020 21:27:37
   7 / 10
Non amo Fellini e "I vitelloni" ha diverse cose che non amo di questo regista, in particolare l'uso della musica troppo atto a sottolineare i momenti in maniera pervasiva e fastidiosa, senza però avere la maturità linguistica del film successivo, "La strada", che è il film che preferisco del regista riminese.
Tuttavia mantiene una rappresentazione provinciale riuscita dei ragazzi di provincia, ottimi attori fra cui Interlenghi e Sordi, e alcune scene cult. In particolare quella di Sordi che fa il gesto dell'ombrello ai lavoratori, che è diventata celebre estrapolata dal contesto del film: nel film ha una valenza molto più profonda e critica nei confronti della vacuità di questi personaggi.

deadkennedys  @  21/01/2020 22:40:39
   8½ / 10
Un grande affresco di Fellini della gioventù di quegli anni, un gruppo di amici ben assortito che cerca di scrutare oltre l'orizzonte imminente ridendo e scherzando, un orizzonte ventoso che sferza la noia della cittadina di provincia; e poi i legami di sangue così forti e preziosi ma che possono trasformarsi in catene. Personaggi amabili umili ma onesti, onesti nel senso di limpidi, impossibilitati a reprimere pulsioni, cosa resta, continuare a fingere che tutto vada bene o scappare, partire per ancora chissà dove, in cerca di un futuro.

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Filman  @  13/06/2019 22:29:17
   9 / 10
Cos'è l'edonismo se non uno stato psicofisico naturale? Seppur ancora legato al neorealismo, poiché troppo poco navigato per liberarsene e dirigersi verso quegli stili espressionistici che l'hanno davvero contraddistinto, Federico Fellini in I VITELLONI racconta di uno stato di anarchia mentale, del suo non senso e della sua repressione, e lo fa con l'assenza di un vettore narrativo e logico che costringe a vagare le anime di questa storia abbandonandole alle proprie azioni, anch'esse prive di un senso logico. L'originalità del capolavoro meno originale del regista sta proprio in questo dettaglio che funge da pretesto per creare occasionalmente quegli stati di immaginazione che in futuro diventeranno pilastri del cinema di Fellini.

Dom Cobb  @  27/09/2018 17:28:48
   6½ / 10
La vita di un gruppo di giovincelli già cresciuti ancora disoccupati trascorre nel loro piccolo paesello romagnolo fra un incontro al bar, qualche disavventura e una storia romantica; ad accomunarli tutti è l'alone d'incertezza nei confronti del loro futuro...
Archiviato il bizzarro esperimento de "Lo sceicco bianco", avventura tinta di comico che si può considerare una pecorella nera nella di lui filmografia composta per lo più da drammi, questo si può considerare il vero esordio di Federico Fellini regista, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti narrativo e tematico; il risultato finale non mi ha convinto fino in fondo, anche se ne riconosco un certo merito, soprattutto per quanto riguarda i contenuti.
Ora, questo è solo il secondo film del regista che vedo, perciò non posso sbilanciarmi troppo da una parte o dall'altra; ma se da quanto ho letto e sentito in giro le opere felliniane, tra le più note, acclamate e d'impatto del cinema nostrano dei tempi che furono, si possono dividere fra l'iniziale stagione neorealista e quella più tarda e surrealista, allora qui certi tratti distintivi di questa prima fase sono bene in evidenza. La narrazione è asciutta, priva di enfasi particolare e totalmente con i piedi per terra, Fellini ovviamente cerca di catturare la naturalezza della vita quotidiana in ambiente paesano di quei tempi e lo fa con successo. In questo modo, conferisce al tutto un'atmosfera calda e rilassata: l'ambiente in cui si svolge la vicenda trabocca di familiarità e se alle lunghe il succedersi di eventi "quotidiani" diventa un po' ripetitivo, così viene anche sottolineata la completa staticità in cui versano le vite di ciascuno dei protagonisti, i quali ripiegano su qualsiasi mezzo pur di vivacizzare le proprie esistenze, anche solo con battutacce o scherzetti innocui.


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Quindi sì, come capsula che cattura l'atmosfera di un'epoca in un determinato posto e la mentalità di una certa fascia d'età, "I vitelloni" funziona benissimo; anzi, anche troppo bene, ed è questo il problema fondamentale che mi ha impedito di farmelo piacere. Il film riesce ad esprimere il suo messaggio fin da subito, basta guardarsi pochi minuti per capire il tema e il suo significato, e questo ci lascia con altre due ore di sottotrame e dramma che non fanno altro che rimarcare lo stesso punto (un problema comune a tutti i film neorealisti, anche ai migliori). E dopo un po', questo annoia, tanto più che la maggior parte dei personaggi e attori finiscono col mischiarsi fra di loro: ad essere onesti, ho faticato a ricordarmi chi è chi e chi è invischiato in quale vicenda, non ricordo neanche i loro nomi. L'unico a salvarsi (ovviamente) è un Alberto Sordi ancora relativo sconosciuto, che è anche la primaria fonte della poca commedia presente. Non male invece le musiche di Nino Rota, evocative e nostalgiche.
Una capsula temporale mascherata da melodramma sociale, "I vitelloni" resta comunque un affascinante testimone della sua epoca, ed è come tale che acquista un maggior valore, e forse anche maggiore godimento. Ma non so se questo basta a renderlo il capolavoro che tutti dicono.


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Paolo70  @  14/09/2018 19:26:20
   7½ / 10
Bel film, ben diretto. Bella l'ambientazione. Forse poteva essere più breve ma sicuramente da vedere. Un grande Sordi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  29/01/2018 20:29:21
   8 / 10
Nostalgica storia di amici e di paese, di ragazzate e di una gioventù che non si vuole lasciare alle spalle.
Questa sorta di prototipo di "Amarcord" non raggiunge la bellezza dei migliori film di Fellini ma rimane comunque un tassello fondamentale del cinema italiano.

Max_74  @  28/01/2017 17:10:04
   10 / 10
Vita in un paesino di provincia di cinque amici tra noia, bravate e miserie quotidiane. Sette anni prima de 'La dolce vita' (quasi anticipata dalla 'fuga' a Roma da parte di Moraldo / Interlenghi) Fellini mette in scena già gran parte di quegli elementi che diverranno propri nella sua filmografia a venire: il ricordo, la visionarietà, la cattiveria, la poesia. Uno stile inconfondibile e una grande direzione d'attori nel quale è difficile non immedesimarsi, soprattutto per chi ha vissuto davvero certi contesti. Girato a Roma e dintorni (le sequenze sulla spiaggia sono al Lido di Ostia) imitatissimo da tanti registi e attori a venire. Tanto per citarne qualcuno: Monicelli con il suo 'Amici miei' o Verdone con la sequenza d'apertura incredibilmente simile a quella di 'C'era un cinese in coma' o Fabrizi / Fausto preso a cinghiate in stile Mario Brega in 'Borotalco', e tanto altro ancora.
Celebre il 'lavoratori' gridato da Sordi per strada. Il termine 'vitelloni' ha origini pescaresi e si riferisce a persone 'nullafacenti'.
Ironia della sorte: Sordi , più di trent'anni dopo, reciterà in 'Troppo forte' di Verdone nel personaggio che inizalmente era stato scritto per Leopoldo Trieste.
Il miglior Fellini di sempre.

GianniArshavin  @  01/01/2017 20:12:03
   7½ / 10
I vitelloni è uno dei titoli più conosciuti della filmografia di Fellini, nonché uno dei più apprezzati.
La storia narra le vicende di 5 amici della provincia romagnola vicini alla trentina, nullafacenti che vivono sulle spalle delle rispettive famiglie. I cinque passano il loro tempo al bar, a gironzolare per la città e a parlare di una fantomatica "partenza" per cercare di realizzarsi.
Già da questo secondo film è possibile intravedere alcune peculiarità del cinema del regista riminese, che qui vengono sviluppate tramite una storia che prende a piene mani dalla trazione del neorealismo italiano che in quegli anni imperversava.
Il carattere dei cinque protagonisti è perfettamente definito e non sarà difficile riconoscersi in almeno uno dei personaggi, visto anche il paradosso storico che stiamo vivendo, con una situazione dei giovani d'oggi molto simile a quella dei giovani di 70 anni fa, un riciclo temporale quasi inquietante.
I vitelloni, oltre che ad una storia che riesce a coinvolgere fino alla fine proprio per la natura cosi umana e "vicina" delle vicende, merita la sua fama anche grazie ad una serie di scene diventate ormai famosissime, che hanno elevato la pellicola rispetto ad altri prodotti simili.
Grandissime le prove degli attori, con un Sordi sugli scudi ma che non oscura le performance convincenti in particolare di Interlenghi ma in generale di tutto il cast.
Come detto la pellicola poggia su una struttura molto forte, una sceneggiatura di livello e dei personaggi sia primari che secondari sfaccettati e approfonditi. A suggellare il tutto un finale di grande intensità e delicatezza.
In conclusione I vitelloni resta a distanza di anni un film di grande fattura, significativo e di grande valore sia storico che artistico.

Matteoxr6  @  25/09/2016 19:44:17
   6 / 10
Non capisco come possa essere una delle pellicole più famose di Fellini. Nel soggetto e nella sceneggiatura sono molto evidenti tutti i punti cardine della carriera del regista, però a un livello molto più tenue. C'erano gli spunti e il "materiale" per potersi spingere oltre.

Charlie Firpo  @  15/06/2015 11:05:39
   5½ / 10
Pur essendo un grande estimatore di Albertone e di capolavori come Un Borghese piccolo piccolo, Lo Scopone Scientifico, Una vita difficile, Il Vigile ... questo film proprio non lo digerisco, e non per Sordi che rimane un grandissimo del cinema italiano; Tutta la colpa è di Fellini che trovo vacuo, dispersivo e noioso.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  01/01/2014 17:21:47
   9½ / 10
Amarcord atto I. Per qualsiasi amante del cinema felliniano, una visione imprescindibile.

JOKER1926  @  05/11/2013 16:30:14
   6½ / 10
Un titolo famoso della filmografia di Fellini appartiene all'operato del 1953, "I vitelloni" è un altro film che evidenzia lo stile del regista.
Appurato che lo stile del regista non è semplice da razionalizzare, "I vitelloni" va comunque ad incarnare una nuova lettura (a tratti biografica) di Federico Fellini.
Cinque giovani sono i fulcri della storia, una storia che verte in situazioni quanto mai poliedriche, fra dramma, sentimento e commedia. Alla lunga sarà proprio questa baldanzosa mimetizzazione di contenuto a portare qualche critica alla regia.
Il film del regista italiano nonostante presenti una buonissima cornice (fra fotografia e cast) viene ad esser discusso, a più riprese, per quanto concerne la storia. La sceneggiatura è sicuramente buona, l'introspezione non è assoluta, ma le idee sono abbastanza delineate. Come detto, invece, è proprio la storia a mostrare qualche lacuna. Insomma si avverte la sensazione che "I vitelloni", dopo il corso della durata, ha pochi messaggi morali da offrire. Il banchetto di Fellini appare essere troppo vago e a tratti filosofico. Lo spaccato di una combriccola di amici, in linea di massima, potrebbe essere un ottimo "pretesto" per uno sviluppo più nutriente. Nutrimenti che mancano in modo quasi assordante.
Le note positive, quelle oggettive poi, sono per un buonissimo Alberto Sordi e Franco Fabrizi. Il primo in una parte quasi secondaria, il secondo, Franco Fabrizi, ha molto più spazio e si destreggia molto bene.
Interlenghi il migliore nella parte di un silenzioso Moraldo, uomo che cerca la fuga (spirituale). Quelle della spiritualità e della creatività inoltre sono nozioni toccate più volte, in più produzioni, da parte di Fellini.

Andando a sigillare l'analisi impregnata su "I vitelloni" rimane allo spettatore un qualcosa di personale, magari i volti di alcuni attori, magari le caratteristiche degli stessi, forse il più memorabile resta Fabrizi. Da antologia alcune inquadrature della regia, specie nel finale, vedere la carrellata che fotografa il sonno dei protagonisti, eccetto uno. La storia paga comunque il fatto di esser troppo imprevedibile volendo, inoltre, virare quasi esclusivamente sul personale.

vieste84  @  20/10/2013 19:39:22
   7 / 10
Film a tratti grottesco, in altri dissacrante, in altri crudo, in poche parole racchiude tutte le sfaccetature dell italiano di quel periodo. L'ho preferito molto meno a 8emezzo e Le Notti di Cabiria, ma va dato merito che è uno dei film italiani più influenti anche per i maggiori registi della new hollywood, infatti non manca nella classifica dei 10 film preferiti dei vari Coppola, Scorsese e George Lucas.

7219415  @  15/08/2013 02:26:12
   7½ / 10
Fellini non l'ho mai apprezzato più di tanto ma questo film mi è piaciuto...ottime le interpretazioni, in particolare quella di sordi!

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Lucignolo90  @  10/03/2013 14:37:47
   10 / 10
Un capolavoro inarrivabile del cinema italiano e a mio parere il terzo miglior film di Fellini dopo La dolce vita e 8 1/2.

Ritratto in chiave amaro-ironica di 5 giovani uomini alle prese con le prime difficoltà della vita da adulti nella bella e semi-deserta provincia romagnola nella stagione d'inizio primavera.

Un cast di bravissimi attori...fra tutti Franco Interlenghi e Alberto Sordi e lo stile di Fellini che riesce a orchestrare benissimo la pluralità di vicende dei cinque personaggi in appena 100 minuti, dandoci un'impronta fortissima di ognuno di loro.

Tipici i rimandi per quanto riguarda la messa in scena dei luoghi: la spiaggia, i vicoletti del centro cittadino di notte, il vento....tutti elementi paesaggistici che troveremo tutti in gran parte dei suoi film successivi.

E per quanto mi riguarda scene come quelle dell'alcolico veglione di carnevale, culminante nel ballo di Sordi, lo stesso "lavoratori!" di Sordi, o il campo lungo dei 5 che osservano le onde infrangersi sugli scogli...valgono da sole la visione.
Capolavoro

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  04/03/2013 00:41:41
   9 / 10
Un film che ha fatto storia e la fortuna del grande Albertone.
Un cult indimenticabile

Oskarsson88  @  10/11/2012 13:11:17
   7½ / 10
Buon film di Fellini, con una buona prova recitativa da parte di tutti, ma in particolare di Sordi e Fabrizi. Interessante il personaggio di Interlenghi. La storia scorre nelle avventure di questi ragazzi ormai cresciuti ma ancora a casa. Mi è piaciuto più di altri film dello stesso regista, e lo considero positivamente anche se Fellini l'ho sempre trovato un po' faticoso...

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  19/10/2012 22:45:15
   9 / 10
"Lavoratoriiiiii! Lavoratori della maltaaa! Prrrr..."

E come dimenticare questa scena entrata ormai nell'immaginario collettivo di tutti gli italiani!
Un Alberto Sordi più vero che mai, la risata è sempre a portata di mano con lui ma per la prima volta, fra risi e sorrisi, riesce a soffermarsi sul suo personaggio da mattatore e inserisce magistralmente un profilo drammatico, profilo abbozzato di quello che più avanti maestri come Rosi, De Sica, Monicelli o Pasolini sapranno definire meglio, specialmente l'ultimo citato. Alberto è definito il bambino che se pur avesse quarant'anni non crescerebbe mai, ma in fondo chi non lo è di questi giovani protagonisti, ragazzini cresciuti solo fisicamente ma ancora con la testa tra le nuvole, cresciuti da genitori forse troppo buoni o forse troppo impegnati nel badare alle ricchezze proprie che li definiscono come appartenenti alla borghesia. Alberto (bambinesco), Riccardo (incallito giocatore), Fausto (il donnaiolo), Leopoldo (l'intellettuale) e Moraldo (giudizioso, tra l'altro una buona prova di Interlinghi), di questi cinque all'inizio sembra non salvarsene uno, l'intellettuale da una falsa idee, è estroverso sì, ma comunica una certa affidabilità, sembra l'unico che pensa al futuro e invece si scoprirà ragazzino come gli altri, qui Fellini è come se ammiccasse allo stereotipo dell'uomo che non ha voglia di lavorare e allora si fa artista. Il solo che durante lo svolgimento del plot matura sembra essere Moraldo, capisce la vita che conduce, e comprende che il mondo è fuori, non è rimanendo tra le alucce di casa che ci si realizza.
Fellini con pennello autobiografico dipinge un affresco molto franco della giovane borghesia di allora, ragazzi nullafacenti mantenuti dai propri genitori ricchi, ragazzi spavaldi fuori ma insicuri dentro, dei bambini che vivono sfamandosi di sogni, illusioni e pacato divertimento. Una condanna felliniana che assume toni compassionevoli e nostalgici.

"Chi non beve con me, peste lo colga." citazione ironica de "La cena delle beffe" di Blasetti, probabilmente non citato a caso..

C.Spaulding  @  17/06/2012 17:03:23
   8 / 10
Commedia stupenda e divertentissima. Nonostante sia del'53 ancora regge e non annoia. INDIMENTICABILE !!!

Mietitore  @  29/11/2011 20:19:21
   10 / 10
Incriticabile.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  01/08/2011 23:49:24
   7 / 10
In questo film (che in generale mi pare un po'fiacco) l'unico vero grande attore è Sordi. Gli altri anzi sfigurano proprio accanto a lui. E'un film di grande malinconia con, tanti personaggi interessanti (ma poco approfonditi), tra cui spiccano il protagonista (un insolita figura di ignobiluomo) e, appunto, Sordi. Molto autobiografico.

ste 10  @  31/07/2011 10:14:43
   8 / 10
Un classico della commedia amaro e commovente; la regia di Fellini traspira in ogni scena. Film di grande livello.

PignaSystem  @  18/07/2011 12:32:30
   8 / 10
Di solito si tende a distinguere il cinema di Fellini in due periodi, quello prima e dopo "La dolce vita", nel senso che spesso viene osservato che ,fino a quel film compreso, i lavori del Riminese avevano avuto una coerenza narrativa maggiore, e quindi più "classici", mentre successivamente la visionarietà dell'autore abbia preso il sopravvento dando lavori ancora più personali, ma meno facili da seguire. Nella prima fase "I vitelloni" è uno dei lungometraggi più amati, e ricordati, del regista plurioscarizzato, ed effettivamente è un racconto fatto di memorie, che trasmette contemporaneamente l'affetto per il passato e il sollievo perchè sia tale, come molte volte accade a chiunque, con quella fuga repentina nel finale di Morando, e le ore perse ai tavolini di un bar, tipico di molta gioventù. E poi quella quiete malinconica delle notti di provincia, le aspirazioni molte volte destinate a schiantarsi nel vuoto dell'inerzia, la giocosità goliardica atta a celare i malumori e i malesseri: sì, "I vitelloni" ha pieno diritto di essere un film amato e ricordato.

la_gradisca  @  24/06/2011 21:27:33
   10 / 10
Magnifico.
Non è il Fellini fastoso del secondo tempo, ma la storia è raccontata, interpretata e vissuta in maniera strabiliante.
Memorabile e assolutamente comica la scena di Alberto Sordi e i lavoratori.
Il personaggio di Moraldo è tra i più belli se non il più bello del film.

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  11/06/2011 14:12:41
   9 / 10
il migliore film di Fellini.Il migliore è Albertone senza dubbio

Goldust  @  09/06/2011 11:37:22
   7½ / 10
Ritratto amaro, sincero e nostalgico di cinque sfaccendati di provincia. Un pò troppo buonista ed accondiscentente in certi passaggi, ma la critica sociale che il regista delinea va spesso a bersaglio. Splendida la scena del carnevale.

wallace'89  @  16/02/2011 12:46:24
   8½ / 10
Molto bello, un film che nella rappresentazione di questi giovani allo sbando nella provincia romagnola, tra divertimenti spiccioli e poche prospettive, devo dire di averlo sentito piuttosto mio. Una (amara) commedia umana in cui aldilà degli stilemi neorealistici è già possibile intravedere l'estro e la personalità del Fellini autore, che personalmente però preferisco nella sua prima parte di filmografia (8 & 1/2 compreso).

rob.k  @  21/11/2010 21:29:46
   5½ / 10
Triste precursore di amici miei, ma le vicende dei protagonisti sono tuttaltro che avvincenti, anzi, di una noia mortale... Sordi estremamente sottotono e in secondo piano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  25/10/2010 14:25:22
   7 / 10
Terzo film di Federico Fellini che fu un gran successo rispetto alla delusione del precedente “Lo sceicco bianco” e rese celebre sia il regista sia il mitico Alberto Sordi.
Già da questo “I vitelloni” si percepisce la poetica di Fellini, ma secondo la mia opinione il suo vero genio si vedrà nei film a venire.

”Chi non ama l’arte, non ama la vita”

Dosto  @  18/08/2010 13:20:03
   6½ / 10
Tra quelli che ho visto il meno riuscito di Fellini. E' sicuramente una spanna sopra molto cinema di oggi e di ieri ma Fellini, quello vero, è da tutt'altra parte.

Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  06/08/2010 18:36:51
   7½ / 10
Ritratto di un gruppo di personaggi della media borghesia, fannulloni e scansafatiche che cercano continuamente un modo per ingannare il tempo.
Catalogarlo nel genere"commedia" è un po azzardato, in quanto le vicende dei protagonisti sono cariche di malinconia e non certo di comicità.
Nel cast v'è uno spiritoso Alberto Sordi, qui in un ruolo più secondario che primario.
Un buon lavoro per il regista, malinconico ma nel contempo simpatico.

pinhead88  @  06/05/2010 22:52:21
   7½ / 10
Ennesima reinvenzione ispirata dai ricordi e dall'adolescenza di Fellini.un buon film,ma definirlo capolavoro mi sembra eccessivo.

annibalo  @  11/04/2010 07:53:55
   7½ / 10
brava Peucetia

FurFante9  @  07/04/2010 12:27:06
   6½ / 10
Come sotto: Dolce e amaro. Malinconico ritratto di una gioventù di provincia. Emozionante, ma non troppo.

MidnightMikko  @  04/04/2010 16:34:45
   9 / 10
Un sempre ispiratissimo (ma meno onirico) Fellini.
Splendido e amaro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  02/04/2010 14:29:59
   7½ / 10
Bene! finalmente vedo un film di Fellini che si può definire un gran film!
Dopo il debolissimo Satyricon, e il discreto sceicco bianco, diciamo che i vitelloni non è ancora un capoavoro, ma la firma di un grande regista si vede.
Io più che per la trama e la storia dei 5 personaggi, mi sono rimaste impresse ancora di più molte inquadrature a livello visivo, soprattutto quella finale, con il treno che se ne và insiema a Moraldo.
Insomma, un film di Fellini che personalmente consiglio di vedere a tutti.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  30/10/2009 23:34:05
   8 / 10
Cinque giovani che navigano in un limbo di perenne "dopolavoro" eternemante giovani e mantenuti dalle rispettive famiglie. Attraverso il filtro della memoria, Fellini dipinge uno spaccato di provincia con un misto di nostalgia, condanna e compassione per i protagonisti. Un titolo indovinato.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  25/08/2009 01:01:29
   6½ / 10
Molto meglio La Strada dello stesso regista. Non è un brutto film,per carità,ma forse avendo visto precedentemente i suoi film successivi non mi ha entusiasmato più di tanto. La carrellata di volti nel finale è geniale.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/07/2013 11.05.23
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  04/07/2009 07:31:54
   9½ / 10
Molto bello.
Tra le tante scene indimenticabili, (il diluvio iniziale, Sordi che fa una smorfia ad una maschera di carnevale, il vento che si porta via le pagine del manoscritto) forse la partenza di Moraldo è quella che più mi ha commosso.
Su quel treno dove attraverso i finestrini sembrano allontanarsi i ricordi di una giovinezza vana e tediosa, scorre un’emozione indelebile; breve ed intensa… come un addio.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  05/06/2009 15:07:05
   9 / 10
Bellissimo!!! Sarà perché sono un vitellone anche io, questo film mi è piaciuto tantissimo.
Ottima la sceneggiatura scritta da Fellini e Flaiano e ottime tutte le interpretazioni.
Grande spaccato dell'Italia dell'epoca, il tutto senza scadere in inutili moralismi.
Si percepisce tutta la voglia d'evasione e il disagio per il mondo che li circonda dei protagonisti.
Un film assolutamente da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  03/06/2009 13:56:23
   7 / 10
Mai considerato un capolavoro ma di certo un bel film. La regia di Fellini non è che mi faccia impazzire, anche se per fortuna in questo lavoro ha evitato di inserire uno dei suoi famosi deliri psicotici. Un bel ritratto dell'italia del '50 è una "vera" storia raccontata di questi ragazzi che tentano di decidere che fare della loro vita. Alberto sordi il migliore, troppo bravo

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DarkRareMirko  @  04/05/2009 14:16:19
   9½ / 10
Capolavoro Fellinamente autobiografico; i vitelloni amano il dolce far nulla e alla fine della fiera soltanto uno di loro avrà davvero il coraggio di andarsene (salutando pure con la vera voce del regista Federico, per sottolinearne ancor di più la natura squisitamente autobiografica del tutto).

In spiaggia, per strada, in avanspettacolo non c'è nessuna voglia da parte di Fellini di criticare, ma solo di rappresentare, inquadrare, questi 5 grandi perosnaggi.

Sordi memorabile, anche se non lo si vede moltissimo; buoni anche Interlenghi e Trieste.

Da non perdere.

Neu!  @  04/04/2009 12:28:35
   8½ / 10
dopo "Luci del Varietà" e "Lo Sceicco Bianco" esce "I Vitelloni", forse il primo film di Fellini che può davvero dirsi davvero "bello" (anche se lo Sceicco Bianco conteneva tante belle idee e invenzioni). il più ironico del primo periodo Felliniano (quello prima de La Dolce Vita) è una riuscitissima fusione di commedia e grottesco. chi pensa che questo film abbia avuto degli intenti moralistici, non lo ha profondamente compreso: Fellini se ne strafrega della morale. il suo è un preciso spaccato della vita (tediosa) di quattro ragazzi di provincia, un pò *****ni un pò mediocri. qualche scena destinata a rimanere nell'immaginario comune ("Lavoratori?..."). bellissimo.

topsecret  @  26/01/2009 17:38:23
   8 / 10
A parer mio di commedia questo film ha ben poco, così come pochi sono i sorrisi che suscita. Ci si ricorda solo del famoso gesto dell'ombrello di Sordi ai lavoratori e lo sproloquio dello stesso alla fine della festa in maschera, quando ubriaco, viene accompagnato a casa da Moraldo. Per il resto si tratta di un film drammatico se visto con gli occhi di Sandrina e della sua famiglia prima e dopo il suo matrimonio. Con gli occhi del padre di Fausto, in apprensione per i continui comportamenti poco decorosi del giovane. Con gli occhi della sorella di Alberto, combattuta tra un amore clandestino e cercare di non dare un dispiacere all'anziana madre. Con gli occhi di Leopoldo, alla continua rincorsa per cercare di realizzare il suo sogno di scrittore. Con gli occhi di Fausto, che capisce ed apprezza quello che ha solo quando crede di averlo perso. E con gli occhi di Moraldo, che solo all'ultimo trova la forza di andare via, alla ricerca di se stesso.
Un affresco della vita di cinque giovani che vogliono godersi la vita quanto più possibile, cinque vitelloni di provincia che fuggono da quelle responsabilità con cui prima o poi dovranno fare i conti. Un Fellini maturo e riflessivo descrive perfettamente uno spaccato degli anni '50.

Brundle-fly  @  26/01/2009 12:21:07
   10 / 10
UN MARCHIGIANO PRIMA DI ROMA
(Da WP) Il soggetto del film, scritto inizialmente da Ennio Flaiano, era stato concepito per essere ambientato nella allora cittadina di Pescara. Fellini decise di ambientare il film a Rimini, sua città natale, anch'essa una piccola città costiera sul Mare Adriatico. Tuttavia le riprese si svolsero tra Firenze, Viterbo, Ostia e Roma.
Il termine vitelloni è un'espressione che veniva utilizzata a Pescara, città natale di Ennio Flaiano - autore del soggetto del film - nell'immediato dopoguerra. Flaiano, infatti, ha immaginato lo svolgimento della trama a Pescara sviluppandola intorno ad alcuni personaggi di finzione, ma rappresentativi di un modo d'essere dei giovani della città degli anni '50. Il termine vitello' (vitellone), infatti, era usato a Pescara per indicare quei giovani nullafacenti che trascorrevano le loro giornate al bar o, comunque, senza lavorare. A quel tempo, tra i giovani era facile salutarsi dicendo "Uhe vitello' cum'a sti'?" ("ehi vitellone, come stai?"), sia perché la disoccupazione giovanile era dilagante, sia perché il termine era entrato nel gergo comune. Nel dialetto pescarese, il termine nel corso degli anni è scomparso.
^ Si tratta del primo film di Fellini distribuito all'estero. Campione di incassi in Argentina, il film ottiene un buon risultato in Francia e in Gran Bretagna ed uscì negli Stati Uniti nel novembre 1956. Il famoso regista George Lucas ha paragonato il suo primo film di successo, American Graffiti, a questo.(Tullio Kezich, Fellini, BUR, p. 195)
^ Nell'ultima scena del film la battuta di Moraldo che saluta Guido dal treno è doppiata da Fellini stesso per marcare l'elemento autobiografico della sua partenza dalla città natale.
^ Il personaggio di Riccardo è interpretato dal fratello di Fellini, Riccardo.

UN MARCHIGIANO A ROMA
(Da WP) "Giugno 1958
Sto lavorando, con Fellini e Tullio Pinelli, a rispolverare una nostra vecchia idea per un film, quella del giovane provinciale che viene a Roma a fare il giornalista. Fellini vuole adeguarla ai tempi che corrono, dare un ritratto di questa "società del caffè" che folleggia tra l'erotismo, l'alienazione, la noia e l'improvviso benessere. È una società che, passato lo spavento della guerra fredda e proprio per reazione, prospera un po' dappertutto. Ma qui a Roma, per una mescolanza di sacro e di profano, di vecchio e di nuovo, per l'arrivo massiccio di stranieri, per il cinema, presenta caratteri più aggressivi, sub-tropicali. Il film avrà per titolo La dolce vita e non ne abbiamo scritto ancora una riga; vagamente prendiamo appunti e andiamo in giro per rinfrescarci i luoghi nella memoria. In questi ultimi tempi Roma si è dilatata, distorta, arricchita. Gli scandali vi scoppiano con la violenza dei temporali d'estate, la gente vive all'aperto, si annusa, si studia, invade le trattorie, i cinema, le strade, lascia le sue automobili in quelle stesse piazze che una volta ci incantavano per il loro nitore architettonico e che adesso sembrano garages."

Torna a casa, Moraldo: "I vitelloni" è ancora più bello.
"Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire." ("Il gioco e il massacro").

Mauro Lanari

6 risposte al commento
Ultima risposta 31/01/2009 14.21.43
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manera4  @  02/11/2008 08:36:54
   8 / 10
Grande film su chi nella vita non vorrebbe fare nulla.

castelvetro  @  15/10/2008 15:50:38
   9 / 10
Come si fa a dare meno di nove a questo capolavoro?
E' di una finezza inestimabile questa opera.
Ogni passaggio viene chiuso e c'è una direzione artistica
che tutt'ora mi fa quasi paura... Stupendo...

peppe87  @  12/10/2008 23:14:09
   8 / 10
grande film di fellini (non il migliore cmq)
grandi attori
strepitosa la scena dei lavoratori

paride_86  @  06/10/2008 01:30:13
   9 / 10
Secondo me "I Vitelloni" è forse il miglior film di Fellini degli anni '50. Il regista ci racconta la vita dei ragazzi di provincia, restii a crescere e propensi ad un'adolescenza senza fine. E' al tempo stesso un'analisi del giovane maschio italiano e un ritratto della Rimini che fu. Memorabile la sequenza di Albertone che insulta i lavoratori.

Zanibo  @  24/08/2008 23:54:52
   9½ / 10
Non ho dato 10 perche` mi ha leggermente "infastidito" il primo tempo, ma probabilmente lo dovrei rivedere. Per il resto il film e` un crescendo di scene memorabili e di personaggi che sembrano vivi e che interagiscono per davvero, a volte anche solo attraverso gli sguardi. In sintesi mi guardero` altri film di Fellini! In questo a mio parere le perle e le scene memorabili quasi si sprecano. Un capolavoro.

Mpo1  @  11/08/2008 00:38:10
   6½ / 10
La serie di capolavori di Fellini inizia con "La Dolce vita" e prosegue con i suoi film degli anni '60 e '70, mentre i film degli anni '50 sono sicuramente meno interessanti. Questo "I Vitelloni", per esempio, è sopravvalutato, può essere d'interesse per trovare elementi anticipatori del futuro Fellini ma sembra piuttosto convenzionale se paragonato alle successive opere del regista.
A tratti il film sembra un po' moralistico, anche se non credo che fosse quella l'intenzione di Fellini e degli altri sceneggiatori. In realtà, dei cinque vitelloni solo Sordi e Fabrizi sono personaggi in parte negativi. Invece il più interessante, sotto vari aspetti, e il più amabile, è il personaggio di Moraldo (Interlenghi), in parte autobiografico. Insopportabili invece i genitori: dalla madre di Sordi, tipica madre italiana sempre in lacrime per colpevolizzare i propri figli e tenerli legati a sé, al padre di Fabrizi, pronto a picchiare il figlio per una scappatella. I vitelloni in fondo tentano di ribellarsi, anche se in modo non consapevole, contro la mentalità meschina e ipocrita dei genitori e del piccolo paese: in questo sta forse l'elemento più interessante del film.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  27/04/2008 15:36:03
   9½ / 10
Cento per cento Fellini, nelle atmosfere, nella regia, nei personaggi. Non si può non rimanere affascinati da questo film che scivola dal neorealismo alla poesia pura, sfiorando punte di grottesco e surreale. Cento per cento Fellini, anche perchè c'è sempre Fellini dentro i suoi film, racconti suggestivi di realtà immaginarie che si fondono a realtà autobiografiche.
Grandiosi tutti gli attori, e pensare che Fellini aveva offerto una parte a De Sica, ma poi non se n'era fatto più niente.

NandoMericoni  @  16/02/2008 16:49:45
   9 / 10
a mio parere il film migliore di Fellini...

PetaloScarlatto  @  03/02/2008 15:24:52
   7½ / 10
Sì, dovrei rivederlo, ma la prima volta non mi ha fatto impazzire. Altri tempi, Ok, però... però... Certo, c'è Alberto Sordi e lui vale sempre la visione di un film...

Però... però.....

phemt  @  23/10/2007 18:30:05
   8 / 10
Dramma d’influenza neorealista firmato Fellini che racconta una storia vecchia di cinquant’anni ma in realtà molto più attuale di quanto possa sembrare ad un’analisi superficiale… Ottima la caratterizzazione dei personaggi e la sceneggiatura, notevole la prova del cast in cui su tutti brilla uno straordinario Alberto Sordi…

wega  @  06/10/2007 12:57:55
   10 / 10
ho letto un pò prima ed io non credo questo sia uno dei più importanti film minori di fellini,anzi secondo me è tra i quattro suoi maggiori.Un capolavoro
Straordinario in tutte le sue parti,non lo credo un film neorealista..il tocco di genio qui l'ho visto nella sequenza

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ho una gran voglia di rivederlo

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Ultima risposta 06/02/2009 20.42.42
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  29/09/2007 18:53:18
   9½ / 10
E' IL FELLINI CHE PREDILIGO. LA QUINTESSENZA DEL NEOREALISMO. IN QUESTO FILM VIENE TRATTEGGIATA LA VITA DI BORGATA DELLA PROVINCIA ROMANA -CON LE SUE ABITUDINI, ASPIRAZIONI, E CON I PROBLEMI QUOTIDIANI CHE LA CONTRADDISTINGUONO- CON ESEMPLARE MAESTRIA. ANCHE IN QUESTA INDIMENTICABILE OPERA C'E' MOLTO DELLA VITA PERSONALE DELLO STESSO REGISTA, CHE PUO' SICURAMENTE ESSERE IDENTIFICATO CON UNO DEI PERSONAGGI (QUELLO CHE VA IN CERCA DI FORTUNA A ROMA).

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Ultima risposta 26/01/2009 19.14.31
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harry stoner  @  28/09/2007 21:39:45
   9 / 10
Film fortemente autobiografico che rivelo' al pubblico e alla critica il nuovo talento chiamato Fellini.Dopo lo Sceicco bianco,accolto molto tiepidamente,il regista realizzo' questo affresco generazionale su cinque giovani che si rifiutano di crescere e vivono alla giornata,liberi da ogni responsabilita'.Ambientato a Rimini il film ottenne il Leone d'argento a Venezia e fu il primo grande successo del cineasta.Il personaggio di Moraldo rappresenta Fellini stesso,infatti e' l'unico a reagire all'apatia dell'ambiente e a lasciare la provincia per tentare di cambiare vita.Bravissimo Sordi nel suo primo grande ruolo.Ispiro' anche Scorsese per il suo Mean Streets.Veramente bello.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  14/09/2007 13:54:52
   8 / 10
Drammatica introspezione sulla vita di cinque "vitelloni" e soprattutto sulle vicende di Fausto il donnaiolo.
Ottimo cast e bel risultato.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  28/08/2007 20:58:50
   9 / 10
Film capolavoro di Fellini che mostra sogni e speranze, disillusioni e leggerezze di una generazione romagnola anni '50, allegra e sfaccendata.

Un film ancora vicino al neorealismo anche se alcune sfumature fantastiche (la scena della pernacchia di Sordi è un po una metafora) ne preannunciano il cambiamento imminente.

Film irritante perchè mette in scena la volgarità e la prevaricazione maschile degli sfaccendati di quelli anni anzichè la serietà e la saggezza di vivere della classe operaia e impiegatizia.

Ma si sa Fellini faceva quello che gli era congeniale e in fondo un po' vitellone lo è stato anche lui...con quel suo insistere sulla volgarità...

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Ultima risposta 29/08/2007 11.32.03
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grabowsky  @  06/08/2007 13:30:32
   8½ / 10
un film splendido, dove l'italiano del dopoguerra si apre alla vita...un cult con uno spavaldo albertone! questo fellini mi piace...

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  02/07/2007 18:28:00
   8 / 10
Non lo ritengo un capolavoro. E' un ottimo spaccato di vita, ma manca del tocco di genio che Fellini ha usato in altri suoi film. E' però un gran film, ricco di personaggi bellissimi e momenti assolutamente grandiosi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/05/2007 22:54:43
   8 / 10
non sono un grande estimatore di questo regista che probabilmente non riesco a capire,ma considero questo un ottimo film...tra quelli visti il migliore!
forse perche è quello meno surreale,che si avvicina molto alla realta' neorealista con storie di grande umanità!
il tema centrale è quello della solitudine che i protagonisti cercano di sconfiggere cercando affetti in cose o persone ben lontani dagli ideali comuni!
Donne anziane,ragazzini o addirittura statue di angeli!
Il film non riesce a trovare delle conclusioni a queste sofferenze(se non la fuga)...
molto bello!

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Ultima risposta 01/12/2007 22.05.17
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  09/05/2007 14:36:41
   9 / 10
Il Fellini che mi piace di più è da sempre quello neorealista (con l' eccezione di Amarcord) e devo dire con tristezza che pochi dei miei amici amano questo regista (e pochissimi sono sopravvissuti ai deliri onirici di 8 e 1/2, forse il film italiano più influente della storia del cinema se pensiamo a quante volte è stato citato direttamente o indirettamente da altri autori, ultimi un certo Lynch di Mulholland Dr. e il Burton di Big Fish).
Al di la del giudizio tecnico che si può esprimere su questo film, (giusti gli appunti sulla compromissione o mancanza di franchezza del regista nei confronti di questi ragazzi) va sottolineato il fatto che si tratta di un grande film "sociologico" che per quello che dice ha valore oggi come ne aveva ieri e mostra la mancanza di carattere e di spina dorsale che affligge molti giovani incapaci di crescere e di passare dalla dorata adolescenza alla difficile maturità. Molti di noi (anche se non lo ammetterebbero candidamente) credo morirebbero dalla voglia di fare il gesto dell'ombrello a chi riteniamo più s****to perchè costretto a faticare, e questo atteggiamento nei confronti della vita (meglio oziare che faticare, oziare è uno status symbol) è una weltanschaaung molto italiana. Inoltre questo film è anche una implicita critica al famoso carpe diem oraziano che qui mostra tutti i suoi limiti, perchè il godimento dell'oggi è assolutamente vuoto e frustrante se non legato ad un progetto futuro, alla costruzione di qualcosa di duraturo in un domani. Il viso malinconico di Sordi, la profonda tristezza che esprime nelle battute finali del film questo vitellone italiano che non sa o non vuole crescere, quando anche la sorella è fuggita dal limbo senza speranza della provincia romagnola lasciandolo solo a fare i conti con la propria mediocrità e la propria pigrizia oblomoviana, vale più di mille lezioni di vita espresse a parole.

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Ultima risposta 30/11/2007 22.03.31
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  23/02/2007 18:49:54
   9½ / 10
Non domandare tu mai
quando si chiuderà la tua
vita, la mia vita,
non tentare gli oroscopi d'oriente:
male è sapere, Leucònoe.
Meglio accettare quello che verrà,
gli altri inverni che Giove donerà
o se è l'ultimo, questo
che stanca il mare etrusco
e gli scogli di pomice leggera.
Ma sii saggia: e filtra vino,
e recidi la speranza
lontana, perché breve è il nostro
cammino, e ora, mentre
si parla, il tempo
è già in fuga, come si ci odiasse!
Così cogli
la giornata, non credere al domani.

al di là dell'impostazione latina della celebre lirica di Orazio, questo è un messaggio universale, accolto favorevolmente in tutte le epoche fino a noi.
non si vuole entrare in argomento religioso, ma è possibile che la cristianità di Fellini abbia contribuito a smontare l'adagio oraziano con questo straordinario film. infatti I Vitelloni sono un'anticipazione dei tempi nostri, della società odierna e con l'onestà che caratterizza l'opera di questo grande regista vengono proprio dal bagaglio di ricordi del Federico quindi come successo per tutta la sua filmografia, ciò non è principalmente un intento (il voler dare un'impronta così pessimistica e anche presuntuosa della società) studiato, bensì una fedele trasposizione di ciò che Fellini vedeva allora.
un gruppo di scampaforca, di perdigiorno, di rompicollo (termini letteralmente manzoniani :) ) vive spensieratamente nella città di Rimini divertendosi e giocando come se i trent'anni non pesassero, tuttavia con la gravidanza di Sandrina viene smontato questo giro e a poco a poco con una sceneggiatura bellissima e ironica, ma amarissima sono messi in luce tutti i problemi di coscienza che hanno questi: soprattutto con Alberto (magistrale Sordi) nella scena del Carnevale (una delle immagini più belle della storia del cinema) capoavolgendo (l'origine medioevale di questa festa è proprio questa, capovolgere la realtà) il suo ruolo e la sua persona brilla il disagio interiore, la profondità nera di questo ragazzo, che vive come non vorrebbe ed assillato dal desiderio di sposarsi e dalla paura delle responsabilità e qui non si può che piangere insieme a quel grande attore che è Alberto Sordi...
quindi con il personaggio di Franco Interlenghi (bravo) Fellini si sbilancia in un rimprovero ferocissimo (mi ha contagiato fortemente grazie al suo talento nel parlare con le immagini) verso il suo egoismo e la sua inesistente coerenza il che si riassume in uno sguardo carico di significato e tensione lanciato da Alberto a questo quando la povera Sandra sparisce all'entrata del Vitellone per eccellenza in macchina (riguardatevi questa scena perchè è la chiave del film). alla fine quindi si critica questo modus vivendi oraziano all'insegna della libertà senza responsabilità togliendo queste "impurezze" come nella filtrazione del vino (cit vedi sopra) usando questa bevanda come unico strumento per alleviare i dolori della vita.
infine Fellini risponde energico al suo pessimismo con la figura di Riccardo Fellini che alla fine parte e se ne va, abbandona la morte e sceglie la vita.

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Ultima risposta 28/02/2007 20.49.56
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/02/2007 00:55:55
   7 / 10
Per quanto umanamente (e giustamente) ritenuto uno dei capolavori del cinema italiano degli anni cinquanta, "I vitelloni" rileva le stesse contraddizioni che sono alla base del cinema Felliniano di sempre.
L'analisi sociale è compromessa da un'affetto (inclinazione?) troppo "buonista" e non così cinica come potrebbe sembrare in un primo momento.
Forse il piu' "francese" dei film di Fellini, con uno spirito vagamente vicino al realismo poetico di Carnè, e questa pecularietà si scontra con il post-realismo dei suoi esordi.
L'errore de "i vitelloni" fu di assecondare uno spaccato sociale che pecca di qualunquismo ma che tale non è, globalmente.
Il problema di Fellini era rischiare di avere imitatori proprio tra i cineasti che egli cercava di esorcizzare con il suo cinema: e il gusto del bozzetto, puo' trasformarsi in parodia: come nel Sordi truccato da donna durante un tristissimo carnevale che, abbattuto dalla sua vita grama, si spoglia di tutta la simpatica cialtroneria dei suoi personaggi tipici, quasi una confessione disarmante ai suoi tanti ammiratori
Piu' interessante il personaggio di Fabrizi (Franco), emblema dell'infedeltà coniugale e modernissimo ritratto del tipico maschio italiano (anche contemporaneo sì).
Ripeto, non c'è vera "cattiveria" nei personaggi del film perchè agiscono secondo un istinto primordiale, trastullandosi a fare i viveur di provincia.
La vocazione della "fuga" è il tema portante del film, e probabilmente il piu' centrato e riuscito: non nascondo che cio' rappresentasse quell'illusione "migratoria" tipica di quegli anni e non il degrado del vuoto provinciale fine a se stesso.
Così com'è ambiguo il rapporto di F. con un ceto sociale piccolo-borghese di cui è sempre acuto osservatore e a tratti codardo mediatore: ne illustra la noia, le attitudini, ma mai lo squallore fine a se stesso.
L'Io narrante diverrà materia di studio e l'influenza (dichiarata?) per l'Ettore Scola di "c'eravamo tanto amati" che chissà come mi è sempre parso piu' sincero e candidamente "brutale" del "capolavoro" Felliniano
Che avesse ragione Fellini, pro o contro le ambizioni della massa, con la sua ottica di discernimento fatalista, è tutto da dimostrare

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Ultima risposta 04/12/2007 10.20.59
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  14/01/2007 16:46:51
   9 / 10
La storia di cinque scansafatiche abbastanza cresciutelli, vitelloni appunto, che non riescono a elevarsi ed evadere dalla piatta e inutile vita che conducono nella provincia, da cui solo uno del gruppo, il meno dedito all'ozio, all'indolenza e alla fatuità, riuscirà a scampare.
La scena più toccante è quella in cui il personaggio di Sordi, ubriaco ad una festa di Carnevale, vede la maschera di un pagliaccio in cui si rispecchia, senza ammetterlo; il buffo e patetico pagliaccio che c'è in ognuno di noi, ma che disconosciamo sempre. La scena verrà ripresa ne "La dolce vita", ma questa volta il pagliaccio sarà più triste che buffo.
Indimenticabile Alberto Sordi.

litfiba3  @  19/09/2006 23:38:12
   9½ / 10
ho amato questo film, mi ha fatto conoscere Fellini. non lo considero un minore, anzi. Fellini non ha fatto opere minori. In ogni suo film ha espresso in parte la sua poetica. I VITELLONI, che risente chiaramente dell'esperienza neorealista costituisce un patrimonio per la storia del cinema italiano.

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Ultima risposta 20/09/2006 15.54.09
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ds1hm  @  18/09/2006 17:54:23
   8½ / 10
a parte i tre grandi film di Fellini universalmente riconosciuti (La dolce vita, Amarcord ed 8 1/2) sono sempre indeciso su quale tra La strada, Le notti di Cabiria e I vitelloni sia quello più rappresentativo tra i suoi film "minori".
I vitelloni rappresenta un'ottimo quadro della piccola provincia italiana. E' un film datato? credo proprio di no! eccezion fatta per tutta la strumentazione tecnologica a disposizione oggi, credo che intimamente alcuni dei vincoli socio-economici-culturali siano dannatamente attuali.
da vedere e rivedere le espressioni di un giovanissimo Sordi.
bellissimo il carnevale, la sua attesa e poi la tristezza per la sua fine.
le scene finali che attraversano i momenti di tutti i personaggi è forse uno degli elementi cinematografici più copiati da altri autori, anche in epoche recentissimie.

Ch.Chaplin  @  11/08/2006 00:50:28
   9 / 10
un affresco perfetto di quel mondo, di quei sentimenti e di quelle ambizioni, delle delusioni e degli inganni..un miracoloso ritratto della nostra cultura e di una generazione di giovani che ci assomiglia nonostante siano passati + di cinquant'anni...memorabile la scena al carnevale e quella al cinema..x nn parlare poi della sequenza d sordi e dei lavoratori...

Achille  @  19/04/2006 03:13:35
   8½ / 10
ottimo film di Fellini e il primo che vedo, e nonostante sia un po' datato e comunque piacevole e mai noioso.

Asanisimasa  @  19/02/2006 13:05:27
   9 / 10
il primo film che ho visto di fellini,grazie al quale ho visto tutti gli altri.
ti lascia commosso e inquieto con la voce di sordi che urla il nome di olga e l'addio di moraldo che ti rimbombano in testa..grandioso da ogni punto di vista...

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  25/11/2005 12:07:39
   8 / 10
grande un Fellini ancora acerbo nel suo primo piccolo capolavoro....

lorenz!£  @  15/10/2005 12:08:59
   8 / 10
bello bello bello.... anke se nn e molto famoso questo film di fellini e molto carino.. da vedere... come al solito fellini nn delude MAI!!!!

edo.lura  @  02/07/2005 13:12:45
   7 / 10
Dolce e amaro. Malinconico e indulgente ritratto di una gioventù di provincia. Emozionante. Una curiosità: alla fine del film, la voce di Moraldo che saluta "Addio Guido" è doppiata dallo stesso Fellini, come a sottolineare il carattere autobiografico del personaggio.

polbot  @  21/06/2005 13:45:02
   8 / 10
ragazzi miei per essere del 54........ non credevo di arrivare alla fine.... invece....... lavoratoriiiiiiiiiiiiiiiiii................. prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Invia una mail all'autore del commento elvis84  @  10/05/2005 22:13:24
   10 / 10
Malinconico, triste, classico dello stile felliniano, un film che parla della vita di tutti i giorni di un gruppo di giovani in un paesino altrettanto triste.
Un capolavoro senza dubbio.


Gruppo REDAZIONE maremare  @  30/11/2004 09:59:35
   10 / 10
Il limbo della provincia italiana rappresentato splendidamente.
Lo squallore spirituale e morale di un gruppo di figli di papà.
Solo uno cercherà la propria espressione creativa.
Un monito e un incoraggiamento a tutti quelli che 'vorrebbero ma non possono', da parte di uno che ce l'ha fatta.

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