Recensione i vitelloni regia di Federico Fellini Italia, Francia 1953
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione i vitelloni (1953)

Voto Visitatori:   8,23 / 10 (78 voti)8,23Grafico
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film I VITELLONI

Immagine tratta dal film I VITELLONI

Immagine tratta dal film I VITELLONI

Immagine tratta dal film I VITELLONI

Immagine tratta dal film I VITELLONI

Immagine tratta dal film I VITELLONI
 

Dopo "Lo sceicco bianco" il giovane regista riminese Federico Fellini, avvalendosi del determinante contributo di Ennio Flaiano, autore del soggetto della storia, torna a dirigere un film coprodotto con la Francia.
Il titolo "I vitelloni" si ispira a una definizione gergale ormai desueta, tipica del pescarese e riferita ai giovani sfaccendati soliti bighellonare per le piazze del paese. La disoccupazione causata dalla depressione del dopoguerra aveva espanso il fenomeno tanto da suscitare l'attenzione di Flaiano, da sempre interessato ai fatti del costume nazionale. Fellini sposta l'azione della storia alla sua città natale, Rimini, che, vista seminascosta dalle malinconiche brume invernali, assume un aspetto decisamente crepuscolare.

I protagonisti della vicenda sono, come recita il titolo, dei giovani senza arte né parte che consumano le loro giornate nel nulla, passeggiando o canzonando chi invece ha qualcosa da fare (memorabile il gesto dell'ombrello agli operai di Alberto Sordi).
I cinque personaggi chiave della storia rappresentano cinque diverse tipologie del "maschio" di buona famiglia: l'intellettuale (Leopoldo Trieste, interprete d'elezione insieme a Sordi dei primi film di Fellini), il dongiovanni (Franco Fabrizi, physique du rôle a metà tra il tombeur de femmes e il cialtrone), il precocemente maturo (il giovanissimo Franco Interlenghi in uno dei suoi primi ruoli da "adulto"), l'infantile (un malinconico Alberto Sordi) e il giocatore (Riccardo, fratello del regista). A parte Moraldo (Interlenghi), le altre figure del film sono decisamente negative, incapaci di assumersi responsabilità o doveri. Il dongiovanni, pur costretto al matrimonio riparatore, continua a mantenere la precedente condotta da scioperato, simbolo di una gioventù che ferita dalla guerra non vuole entrare nella vita adulta per paura di ricevere altre cocenti delusioni.
A conclusione della storia, messo davanti a ulteriori prove, Fausto (Fabrizi) sembra deciso ad abbandonare lo stadio dell'adolescenza mentre Moraldo si allontana dalla sua cittadina di provincia in cerca di un futuro migliore.
Nella figura di Moraldo si rivede lo stesso Fellini che ancor giovanissimo lascia coraggiosamente la cittadina natale che lo avrebbe condannato ad un'esistenza vuota per tentare di cambiare vita.

Venato da un'incontenibile malinconia (tristissime le sequenze del Carnevale con la buffa maschera di Sordi travestito) il film presenta uno spaccato dei giovani che supera il limite temporale dell'epoca delle riprese. L'accidiosa esistenza di cui spesso si è preda in giovane età verrà ripresa dieci anni dopo dalla Wertmuller ne "I basilischi", e continuerà a essere oggetto e soggetto d'elezione anche negli anni a venire.

Film corale con nessuno tra i cinque attori che sembra apparentemente prevalere sull'altro (Fausto è il trait-d'union della vicenda, Alberto è il collante, Moraldo la voce critica), "I vitelloni" pur girato in piena epoca neorealista sembra strizzare l'occhio all'esistenzialismo (complice la coproduzione italo-francese?) tuttavia la partenza finale del più giovane sembra aprire uno spiraglio positivo. La provincia italiana appare così negativa ma capace anche di generare buoni semi che però sono destinati a fuggire per dare il meglio di sé.

Riguardando il film con gli occhi dell'epoca si individua una doppia lettura: i giovani rappresentati dalla storia sono gli ex adolescenti della recente guerra, il futuro della nazione che pure rimangono ancora ripiegati su se stessi incapaci di crescere senza né passato né futuro. Al neorealismo della speranza e della ricostruzione (contemporaneo al film è appunto "Due soldi di speranza") si sostituisce un cupo ripensamento generato dalla corrente filosofica che vide nel francese Sartre uno dei maggiori esponenti, sentimento di delusione cocente. I giovani imbelli della provincia italiana sono gli stessi che si trasformeranno negli Young Angry Men di una corrente teatrale britannica e nei "rebels without a cause" della "Gioventù bruciata" d'oltreoceano di Nicholas Ray.
La speranza è rappresentata dalla fuga, così come Moraldo si allontana dalla provincia, migliaia di italiani si spostano soprattutto dal sud in cerca non tanto di una affermazione spirituale o personale ma di una nuova vita.
Fellini, tuttavia, nonostante la vena crepuscolare che lo accompagnerà nella gran parte della sua futura cinematografia, interpreta la fuga non come allontamento forzoso o forzato ma come naturale distacco, passaggio necessario ed inevitabile: così come la placenta si distacca dal neonato, primo doloroso ma fondamentale passo per la nascita, così è necessario che il giovane sia pronto a rompere nuovamente il cordone che lo lega all'infanzia per crescere ed entrare nell'esistenza. "I vitelloni" è generato dalla rielaborazione del distacco, dalla teoria del ripensamento attuata anche in poesia ( un esempio Wordsworth e la sua cosiddetta "recollection") e psicanalisi.

La storia è raccontata in flashback dal protagonista che ormai non vive più in quei luoghi e parla dei passati accadimenti con quel velo melanconico a metà tra il tenero ricordo di una vita che non c'è più e il sollievo di aver superato quella fase dell'esistenza.
Lo spettatore avverte nel corso del film un'opprimente angoscia e accoglie con liberazione la partenza del giovane, volutamente compiuta in solitudine (scomodando la religione si direbbe che è necessario morire per poter rinascere a nuova vita).
A sottolineare il senso di appartenza del regista al momento dell'allontanamento dalla città natale e dalla prima vita Fellini ha voluto doppiare l'interprete Interlenghi nelle scene finali del film, quasi a universalizzare il suo rito di passaggio.

Ad accompagnare il tutto le note malinconiche del maestro Nino Rota.

Film imperdibile per conoscere i primi passi di Fellini.

Commenta la recensione di I VITELLONI sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di peucezia - aggiornata al 02/04/2010

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

18 regali1917a quiet place iia riveder le stelleadoration (2019)after midnight (2019)alice e il sindacoalla mia piccola samaandrej tarkovskij. il cinema come preghiera
 NEW
antebellumantlersbad boys for lifebirds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinnbombshell - la voce dello scandaloboterobunuel - nel labirinto delle tartarughecaterinacats (2019)cattive acquecena con delitto - knives outcercando valentina - il mondo di guido crepaxche fine ha fatto bernadette?city of crimecolor out of spacecriminali come noidiamanti grezzidio e' donna e si chiama petrunyadolittledoll housedoppio sospettodreamkatchereasy living - la vita facileera mio figliofabrizio de andre' & pfm - il concerto ritrovatofantasy islandgli anni piu' belligrandi bugie tra amicigretel e hanselhammametherzog incontra gorbaciovil diritto di opporsiil drago di romagnail ladro di giorniil lago delle oche selvaticheil meglio deve ancora venireil mistero henri pickil primo nataleil richiamo della foresta (2020)il terzo omicidioimpressionisti segretiin the trap - nella trappolajojo rabbitjudy (2019)jumanji - the next leveljust charlie - diventa chi seila dea fortunala gomera - l'isola dei fischila mia banda suona il popla partita (2020)la ragazza d'autunnola vita nascosta - hidden lifel'agnellol'apprendistatolast christmasleonardo. le operel'hotel degli amori smarritil'inganno perfettolontano lontanolourdes (2019)lunar cityl'uomo invisibile (2020)marco polo - un anno tra i banchi di scuolamarianne e leonard. parole d'amoremarie curieme contro te: il film - la vendetta del signor s
 HOT R
memorie di un assassinonancynon si scherza col fuocoodio l'estatepicciridda - con i piedi nella sabbiapiccole donne (2019)pinocchio (2019)playmobil: the moviepromarequeen & slimrichard jewellritratto della giovane in fiammerun sweetheart runsaint maudscherza con i fantischool of the damnedshow me the picture: the story of jim marshallsola al mio matrimoniosonic - il filmsono innamorato di pippa baccasorry we missed youspie sotto coperturaspiral - l'eredita' di saw
 HOT
star wars - l'ascesa di skywalkersulle ali dell'avventuratappo - cucciolo in un mare di guaithe boy - la maledizione di brahmsthe farewell - una bugia buonathe gentlementhe grudge (2020)the lodgethe new mutantsthe other lambthey shall not grow old
 HOT
tolo toloun figlio di nome erasmusuna storia d’arteunderwatervilletta con ospitivivariumvolevo nascondermiwaves

1004942 commenti su 43502 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net