il verdetto regia di Sidney Lumet USA 1982
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il verdetto (1982)

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locandina del film IL VERDETTO

Titolo Originale: THE VERDICT

RegiaSidney Lumet

InterpretiPaul Newman, Charlotte Rampling, Jack Warden, James Mason, Milo O'Shea, Lindsay Crouse, Ed Binns, Roxanne Hart, James Handy, Wesley Addy

Durata: h 1.58
NazionalitàUSA 1982
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1982

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Trama del film Il verdetto

Avvocaticchio di Boston, che annega nell'alcol i dispiaceri privati e gli insuccessi professionali, difende i diritti di una povera donna che, operata nel principale ospedale cattolico della città, è entrata da quattro anni in coma permanente per uno sbaglio nell'anestesia.

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Voto Visitatori:   7,89 / 10 (19 voti)7,89Grafico
Miglior attore straniero (Paul Newman)
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior attore straniero (Paul Newman)
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Voti e commenti su Il verdetto, 19 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Angel Heart  @  23/11/2011 18.47.10
   7 / 10
Un Paul Newman sofferto e tormentato (in una delle sue prove migliori) è il protagonista di questo dramma legale diretto dal grande Sidney Lumet. La prima parte, ad ogni modo sincera, fatica un pò a decollare a causa del ritmo piuttosto lento. Meglio la seconda parte con il processo (meno spettacolare, e proprio per questo, più autentico, reale e coinvolgente della media) e l'eventuale riscatto (forse) del protagonista.
Senz'altro un buon film, umano, esente da retorica, malinconico, e con un'ottimo gruppo di attori (bravissimi, oltre a Newman, anche James Mason e Jack Warden).
Vale una visione.

Schizoid Man  @  08/06/2011 14.15.38
   8 / 10
"Noi per lo più nella vita ci sentiamo smarriti, diciamo: "Ti prego, Dio, dicci che cos'è giusto, dicci che cos'è vero". E non esiste giustizia. Il ricco vince e il povero è impotente. Ci sentiamo... stanchi di sentire le menzogne della gente. E con il tempo diventiamo morti. Un po' morti, sì... considerando noi stessi... come vittime. E ci diventiamo vittime. Diventiamo... diventiamo deboli. Dubitiamo di noi, di ogni nostro principio. Dubitiamo delle nostre istituzioni. E dubitiamo della legge. Ma oggi voi siete la legge. Voi siete la legge. Non i libri, non gli avvocati. Non una statua di marmo... o l'apparato della Corte. Quelli sono solo simboli del nostro desiderio... di essere giusti. Ma essi sono... sono, di fatto, una preghiera. Sono una fervente, una spaventata preghiera. Nella mia religione si dice: agisci come se avessi fede. E la fede, la fede ti sarà data. Se... se dobbiamo avere fede nella giustizia... ci basta solo di credere in noi stessi... e agire con giustizia. E credo ci sia giustizia nei nostri cuori".
Quando Frank Galvin pronuncia queste bellissime parole - nell'arringa finale con la quale tenta di convincere la giuria che ha di fronte che l'ospedale a cui i suoi clienti hanno fatto causa ha torto - è senza dubbio il momento più bello del film. Perché è una scena molto toccante, grazie soprattutto a uno straordinario Paul Newman, in questo caso ispirato come non mai. Vedere Newman recitare è sempre un piacere, specialmente in questo film, perché il personaggio di Frank Galvin - avvocato in crisi sia professionale che personale - sembra fatto apposta per esaltare le sue grandi doti recitative.
Frank una volta era un avvocato di grande successo. Lavorava presso uno studio legale prestigioso, e toccava sempre a lui occuparsi dei casi più importanti. Tutto questo fino al momento in cui, mentre patrocinava una causa delicata, venne accusato di aver tentato di corrompere un membro della giuria. Lui però era completamente innocente, perché in realtà fu il suo capo a tentare di comprare il giurato. Nonostante Frank fosse totalmente all'oscuro degli intrallazzi operati dal suo datore di lavoro, i sospetti su di lui bastarono a far sì che la sua carriera fosse rovinata. Le cose poi andarono di male in peggio quando sua moglie, proprio a causa di quella brutta storia, gli chiese il divorzio.
Da allora Frank si è attaccato alla bottiglia, e perciò come avvocato non lo vuole quasi più nessuno. Per cercare dei casi di cui potersi occupare, è costretto a consultare i necrologi delle persone morte a seguito di incidenti, nella speranza che i parenti delle vittime si rivolgano a lui in eventuali cause di risarcimento. E' un uomo alla deriva, Frank; si sente profondamente disilluso nei confronti della vita, al punto che ormai non crede più a niente; ma quando tutto sembra perso, ci pensa un suo amico, Mickey Morrissey, anch'egli avvocato, a risollevarlo affidandogli un caso importante: quello di una donna in coma da quattro anni per colpa di un errore del medico anestesista che l'aveva in cura. La sorella della donna, e il di lei marito, hanno intenzione di fare causa all'ospedale in cui la povera paziente è ricoverata, e per farlo si rivolgono proprio a Frank.
Egli è talmente sicuro di vincere il processo che lo attende che si permette perfino il lusso di rifiutare - all'insaputa dei suoi clienti - l'ingente somma di denaro che l'ospedale vuole offrire come risarcimento ai familiari della povera donna. Questo processo per Frank potrebbe essere l'occasione giusta per dimostrare - soprattutto a se stesso, ma anche agli altri - che vale ancora qualcosa, sia come legale che come uomo: per vincere, però, se la dovrà vedere contro Ed Concannon, l'abile e scaltro avvocato che l'ospedale ha assunto come proprio difensore.
Il personaggio di Frank Galvin, avvocato in declino e, per di più, col vizio dell'alcol, era a forte rischio di retorica: ma per merito della straordinaria interpretazione di Paul Newman (in autentico stato di grazia), e anche della brillante sceneggiatura di David Mamet, che saggiamente evita di fare del suddetto personaggio un eroe, il rischio è abilmente schivato. Non meno importante, nell'ottima riuscita della pellicola, è la regia di Sidney Lumet: precisa, sicura, senza la benché minima sbavatura; il suo stile di regia, essenziale ed elegante al tempo stesso, è una grande lezione di cinema classico. Oltre alla già citata scena dell'arringa, va assolutamente ricordata anche la bellissima sequenza iniziale, in cui un lento carrello in avanti ci mostra Frank, all'interno di un bar, tutto intento a giocare a flipper con un boccale di birra in mano. "Il verdetto" è un dramma giudiziario teso e appassionante, scritto, diretto e recitato impeccabilmente. Nel cast, oltre a Newman, meritano una menzione particolare anche le ottime performance di James Mason (Ed Concannon), Jack Warden (Mickey Morrissey) e Charlotte Rampling (Laura Fischer). Perfetta anche la fotografia dai toni volutamente sommessi che ci restituisce una Boston fredda e quasi inospitale, degno specchio dell'anima assai malinconica dei personaggi che in essa si muovono. Un film da vedere.

TheLegend  @  07/06/2011 22.18.39
   7 / 10
Film solido con un ottimo Paul Newman.
Peccato che in alcune parti risulti un pò noiosetto e poco avvincente.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  29/05/2011 0.21.27
   8 / 10
Molto più di un legal thriller, la storia di un uomo disilluso e sconfitto che cerca l'occasione per una rivalsa sia professionale che di vita.
Uno dei grandi film di Lumet, animato di impegno civile e intensificato da un dramma umano che spesso mozza il fiato.
Sceneggiatura ferrea di David Mamet e attori magnifici, la controparte Mason è di classe sopraffina, la glaciale Rampling perfetta, Paul oltre ogni limite in una delle sue performance più sofferte.

superprunz  @  13/02/2010 14.38.03
   4½ / 10
La media per questo film è decisamente elevata, sicuramente un buon film, con un ottimo Newman, il film scorre senza nessun sussulto, il finale lascia molto a desiderare, arringa finale banale e non convincente. Se vi piace il genere "aule di tribunale" vi consiglio un capolavoro assoluto: "il momento di uccidere" l'arringa finale lascia semplicemente scioccati !!!!

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/03/2010 13.20.50
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/01/2010 9.07.39
   8½ / 10
Da una splendida sceneggiatura di Mamet diretta in maniera esemplare da Lumet "Il verdetto" diventa un cult imperdibile. Un film appartenente non solo al filone del genere giudiziario ma soprattutto al genere drammatico. La storia di un avvocato che da tempo non riesce ad affrontare direttamente la vita e finalmente trova una via per un riscatto personale.
Un impareggiabile Paul Newman interpreta Frank Galvin e la sua solitaria vita: "Che guaio la vita senza guai".

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  06/11/2009 14.26.38
   7½ / 10
Newman non ha imparato bene la lezione de "lo spaccone" è ha ricominciato ad attaccarsi alla bottiglia!
A parte lo scherzo ci troviamo davanti un ottimo dramma diretto da Lumet.
Una storia di riscatto da parte di un uomo che ha sbagliato quasi tutto nella sua vita,dal matrimonio alla carriera!
Non vi nego che a me picciono quei film che "entrano" in tribunale e non è la prima volta che Lumet lo fa con questa gran classe!
Ho apprezzato poco la Rampling...secondo me un personaggio futile...

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  19/07/2009 11.01.14
   9 / 10
un film eccellente, bisogna vederlo

JOKER1926  @  12/07/2009 19.37.31
   7 / 10
Dopo l'ammaliante (e sotto alcuni aspetti Unico) "La Parola ai giurati" il maestro Sidney Lumet si ripete (almeno in parte) proponendo al pubblico "Il Verdetto" film drammatico a sfondo Giudiziario.

"Il verdetto" presenta una trama bellissima e coinvolgente, un "avvocatuccio" ubriaco con problemi personali avrà l'opportunità di risorgere nel suo lavoro; Paul Newman nei panni dell'avvocato da sfoggio ad una prova eccellente, l'attore è in grande spolvero, praticamente impeccabile e soprattutto molto "umano" e simpatico.
La sceneggiatura nel complesso a Mio avviso non presenta pecche rilevanti, insomma la regia progetta un film incentrato sulla figura dell'avvocato e dunque lascia poco tempo alle aule giuridiche per viaggiare nella mente, nel mondo di un uomo in difficoltà ma con tanta voglia di riscatto; insomma Lumet cura in modo scrupoloso la vita privata del protagonista e quasi sempre il tutto sfocia in drammaticità.

Sorretto inoltre da una fotografia sontuosa e da buone musiche "Il verdetto" riesce ad incantare il pubblico, magari tale film non regge il paragone con "La parola ai giurati"; magari questa ultima enunciata pellicola del 1957 risulta essere più "intensa" e soprattutto più geniale, ma, a conti fatti, "Il verdetto" resta un egregio lavoro cinematografico senza retorica (e non è facile per film del genere!) con un finale asciutto e commovente edificato da dialoghi puri e teoretici.
La sequenza conclusiva inoltre soddisfa pienamente lo spettatore… L'avvocato è finalmente rinato…

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  13/06/2009 21.21.16
   8 / 10
Elegante film giudiziario di un sempre ottimo Lumet. Un Newman avvocato in crisi che cerca con il suo nuovo caso stimoli che possano redimerlo da anni persi fra alcol e scandali.

Non si dà tanto rilievo alla giustizia in sè bensì ai principi di un uomo che ha deciso di cambiare, di dare una svolta alla propria esistenza.

Una fotografia spenta ma bella, un attore immenso e una regia perfetta (soprattutto all'interno dell'aula) che conclude con un discorso che toccherebbe il cuore (e il cervello) di chiunque. Ineffabile.

LoSpaccone  @  07/03/2009 18.40.12
   7 / 10
Una delle migliori prove di Paul Newman, che riprende le tipicità dei personaggi che l'hanno reso immortale, questa volta però l'interpretazione è arricchita dalla consapevolezza di sè e dal vissuto del Paul Newman uomo. E' invecchiato ma è sempre lui!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  04/02/2009 12.00.45
   8 / 10
Il memorabile dramma legale diretto da un esperto del genere, Sidney Lumet, che dirige qui uno dei suoi film più famosi.
Il regista raccorta con originalità un dramma processuale, basandosi però più sul personaggio di Newman che sui risvolti legali.
E infatti al processo si arriva solo dopo la metà. Quasi tutto il film è incentrato invece su un avvocato un tempo brillante ora alcolizzato e in cerca di riscatto.

Newman in stato di grazia, perfetta anche Charlotte Ramplig e sopratutto il cinico difensore, interpretato altrettanto magistralmente da James Mason.

camel  @  27/09/2008 22.13.53
   10 / 10
uno dei migliori in assoluto, sia come recitazione pressoche' perfetta che come contesto.

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  02/06/2008 0.12.48
   9 / 10
ci sono pochi film come questo

harry stoner  @  23/03/2008 0.31.00
   8 / 10
Newman memorabile nei panni dell' avvocato alcolizzato.Prova da Oscar,che invece gli fu dato 4 anni dopo per il Colore dei soldi.Bravi anche Mason e Warden in un film sul riscatto di un uomo che sembrava aver toccato il baratro.Lumet nella sua carriera ha toccato molti generi,ma nel film giudiziario credo che la sua maestria sia unica.

The Monia 84  @  07/02/2008 21.58.59
   8½ / 10
Quasi senza musiche, ben sviluppando una sceneggiatura splendida di David Mamet, tratta dal romanzo di Barry Reed, Sidney Lumet realizza uno dei suoi film piu' belli e sentiti: dramma ad alta tensione, una memorabile ed essenziale arringa contro l'Ingiustizia. Bravissimo Paul Newman, ottimo cast di contorno.

Invia una mail all'autore del commento NEO78  @  08/04/2007 16.55.31
   8 / 10
Il riscatto di un uomo sull'orlo del baratro battendosi per rendere giustizia a un innocente ragazza finita in coma per colpa di medici ricchi e famosi e proprio per questo insensibili nei confronti del prossimo.

Grande interpretazione di Newman perfetto James Mason nella parte dell'avvocato dell'accusato stupenda la scena finale di chiusura del film con il telefono che squilla.

Altra grande perla del regista Lumet, da non perdere!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/03/2007 19.00.28
   9 / 10
"Non ci sarà un'altra causa, c'è QUESTA causa", ripete ossessivamente il personaggio interpretato da un immenso Paul Newman in questa pellicola diretta da Sidney Lumet. Più che un dramma giudiziario classico è la storia del riscatto di un uomo che ha toccato il fondo della sua vita e che cerca disperatamente la sua occasione per redimersi. Detto di Newman, qui alla sua migliore prova della sua maturità, una nota di merito anche alla sceneggiatura di David Mamet ed alla regia di Lumet, regista di estrazione teatrale che conferma la sua attitudine ad essere un grande direttore di attori.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  14/12/2004 0.06.11
   8 / 10
Bel legal thriller di un maestro del genere

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