il settimo sigillo regia di Ingmar Bergman Svezia 1957
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il settimo sigillo (1957)

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locandina del film IL SETTIMO SIGILLO

Titolo Originale: DET SJUNDE INSEGLET

RegiaIngmar Bergman

InterpretiGunnar Björnstrand, Bengt Ekerot, Nils Poppe, Max von Sydow, Bibi Andersson, Inga Gill, Maud Hansson

Durata: h 1.36
NazionalitàSvezia 1957
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1957

•  Altri film di Ingmar Bergman

Trama del film Il settimo sigillo

Un cavaliere torna dal campo di battaglia solo e trova ad attenderlo una terra devastata dalla peste, e la Morte che lo reclama. Riuscirà a prolungare la propria esistenza impegnando la Mietitrice in una lunga partita a scacchi che sa di non poter vincere.

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Voto Visitatori:   8,97 / 10 (205 voti)8,97Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su Il settimo sigillo, 205 opinioni inserite

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MidnightMikko  @  10/03/2010 13.47.51
   10 / 10
Uno dei film più belli della storia del cinema secondo me.
Bergman,oltre ad essere un regista tecnicamente eccellente,costruisce su una sceneggiatura da applausi un film sofferente e sofferto (dai personaggi,interpretati alla perfezione da un cast di attori veramente superbi).
Da vedere almeno una volta nella vita.

yonkers86  @  28/02/2010 14.21.38
   9 / 10
Un film tanto bello quanto difficile e impegnato, che lascia molto spazio alla riflessione dopo la visione.
Penso che il tema centrale di tutto il film e il messaggio che Bergman voglia trasmetterci non sia tanto ciò che ci attende dopo la morte e la paura di essa, ma bensì la fede in qualcosa di superiore a noi, l'appigliarci a qualcosa di più grande nei momenti di difficoltà.
Bergman dimostra tutta la sua maestria stilistica in questo film, dai dialoghi alla sceneggiatura davvero sopraffina, inoltre non poteva scegliere un mondo migliore di quello medioevale per rappresentare il suo spiccato nichilismo ateo, rappresentando un'epoca che ci è nota per il suo profondo carattere religioso in un modo assolutamente non convenzionale, caratterizzata da un sottile umorismo e da una profonda insicurezza nei valori religiosi.
I personaggi sono molto ben curati: dal cavaliere errante divorato dai dubbi religiosi al suo fido scudiero quasi noncurante di tutto ciò che accade, come se prendesse in giro tutto e tutti.
Spettacolare la metafora degli scacchi con la partita tra la morte e il cavaliere, sublime contorno allo svolgersi della storia.

Sicuramente una delle pietre miliari del cinema di tutti i tempi, un film che chiunque dovrebbe vedere più e più volte

Drugo.91  @  14/02/2010 19.12.21
   8½ / 10
enigma esistenziale di Bergman sull esistenza di D*o
uno dei lavori piu affascinanti del regista (non il migliore comunque...), dalle bellissime scenografie alle splendide interpretazioni, in cui si fanno notare Ekerot e Sydow

Gabo Viola  @  08/01/2010 12.30.57
   10 / 10
Il miglior Bergmann, ho visto Scene Da un matrimonio, fanny e alexander, il posto delle fragole e persona. Lo reputo, nel complesso, un regista sopravvalutato; troppo legato al parlato, con dissertazioni spesso spicciole, come tratte da un bignami economico di filosofia. Quello che lo ha reso grande è il genio per l'immagine, ne "il settimo sigillo... Mostra tutto" si supera costruendo un film perfetto. Tra i migliori di sempre. A lui, nel filone narcolettico, preferisco di gran lunga Antonioni e Tarkowswy, trovo ad eseempio che "Persona" sia troppo fratturato, troppe dissertazioni di basso lvello, come da lavandaie che leggono Sarte o Mishima. "Il settimo sigillo" è un volo d'angelo, il resto ha i piombi alle caviglie e se e disfa solo in rari frammenti.

massapucci  @  30/12/2009 5.19.23
   9 / 10
La grande regia, le ottime interpretazioni degli attori, gli intriganti monologhi (ecc) fanno di questo film un vero e proprio capolavoro. Forse non perfetto ma quasi (c'è da tener conto anche che il film è di vecchia data).

Dr.Orgasmatron  @  09/12/2009 15.35.35
   9 / 10
Forse il più conosciuto dei film del "complesso" regista svedese, ma non di certo per questo il migliore. Intriso di simbolismi e sceneggiato in un caotico Medioevo dove sacro e profano si mescolano sapientemente, ha alcune pecche che non mi consentono di assegnare il massimo dei voti. Epica la sequenza della partita a scacchi con la morte, una morte che tallona il cavaliere per tutta la pellicola

dewolf  @  28/11/2009 2.25.04
   8 / 10
Mi sono soffermato a lungo a leggere ciò che ha commentato la gente prima di me sia per curiosità sia perche lo ammetto mi sono trovato in seria difficoltà nel dare un voto a questo film. Di sicuro alcune rappresentazioni quali la celeberrima partita a scacchi con la Morte oltre che gli intensi dialoghi su ciò che ci possa essere al di là della vita, con cavaliere e scudiero portavoci di due file di pensiero contrapposte, sono da considerare capolavori assoluti, immortali per ciò che è la storia del cinema; la stessa rappresentazione della paura di dover morire o l'idea di quello che potrebbe essere l'Apocalisse nonchè l'artefizio dell'epilogo della partita a scacchi (con una parte che decide di perdere e l'altra che imbroglia pur di vincere) pongono il film a livelli assolutamente eccelsi: del resto siamo nel 1956 e tali concetti non erano mai stati espressi (o perlomeno mai con tale efficacia) per cui Bergman si erge davvero a Maestro assoluto!
Ci troviamo però in un contesto troppo lontano da quello in cui è stato girato il film: concetti cosi profondi sono stati ripresi in molte circostanze e in alcuni casi anche molto bene, dove lo spettatore è in grado di immedesimarsi nel protagonista (cosa che io qui non sono proprio riuscito a fare)! Il film è inoltre in troppi punti lento e privo di colonna sonora!
Per concludere riconosco la grandezza dell'opera oltre che del regista ma penso che andare oltre un certo voto non sia possibile e come ho letto in altre recensioni sono anch'io convinto che molti abbiano dato 10 giusto per seguire la massa (spero che questi quantomeno abbiano visto il film fino alla fine e non si siano addormentati...)!

il genio  @  19/11/2009 15.13.15
   10 / 10
è stato detto già tutto,nn mi rimane che votare...il massimo ovviamente.CAPOLAVORO.

DarkRareMirko  @  03/11/2009 0.12.14
   10 / 10
Indiscusso personale capolavoro cinematografico del compianto e grandissimo Bergman (forse oggi però inteso eccessivamente come fautore di cinema d'elite, di cinema di alto livello; chi, insomma, decide a tutti i costi di voler vedere film di una certa qualità ripone la sua scelta verso qualli fatti da Bergman, cosa anche giusta, però posta troppo in modo superbo, troppo in modo snob).

Ad ogni modo, sequenze indimenticabili di questo gran lavoro verran anche riproposti da altre opere di qualità (come il fumetto Dylan Dog per esempio, che in una storia cita palesemente la partita ascacchi con la morte).

Inquadrature molto studiate, molto ricercate (anche sotto il profilo geometrico), ottima fotografia, nobili intenti riguardo alla trama, grandi attori (l'attore feticcio di Bergman, Von Sydow, qui ci regala un'altra grande recitazione) per un grandissimo capolavoro, simbolico e metaforico, realizzato in brevi tempi.

Con la sua partita già persa in partenza, il cavaliere (spoiler)

Visione imprescindibile.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Neu!  @  25/09/2009 12.21.02
   10 / 10
uno dei capolavori del cinema mondiale. immenso Bergman. su questo film si è detto di tutto, ma proprio di tutto. talmente di tutto che sento ancora dire cose come "non è tra i migliori Bergman" oppure "non ha resistito alla prova del tempo". stupidi!!! ditemi un altro film, che sia deli anni 20 o del 2009, che contenga una figura incisiva come quella della morte in questo film. NON ESISTE!!!! altro che prova del tempo. il tempo non esiste per queste opere, non deve esistere. potrei parlare per un altra ora su questo film, potrei scriverci una tesi di laurea. non lo faccio, ma sappiate che pochissimi film contengono tanti significati e metafore di questo. CAPOLAVORO!!!!

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/01/2010 15.20.59
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lampard8  @  18/09/2009 1.29.48
   10 / 10
Fantastica opera di Bergman, uno dei più grandi capolavori della storia della cinematografia mondiale. Acutissima riflessione sulla morte, l'eros e il thanatos, le paure più recondite e le superstizioni umane. Una carrellata di immagini indelebili e di fotogrammi che sembrano un mosaico perfetto. Maestosa la regia ma ancor più sorprendente e sublime è la fotografia, nonchè la magistrale prova di tutto il cast.
Finale da brividi per un film che merita una standing ovation.

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/12/2009 14.25.51
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  23/08/2009 14.55.33
   7 / 10
Santo cielo, questo Bergman è una fabbrica di pessimismo, i suoi personaggi non fanno che parlare di morte, apocalisse, peste, tristezza… beh, ovviamente nel periodo delle crociate non potevano che essere tempi bui. Un film interessante, non gli do più di 7 perché mi sembra eccessivamente “freddo”, in ogni caso interessante la trama, pieno di spunti e particolari e con quel finissimo umorismo. Inoltre si vede benissimo che Bergman ce l’ha a morte con la Chiesa.

Tautotes  @  03/08/2009 14.17.44
   8½ / 10
Insieme a Persona, il film di Bergman che preferisco. Nichilismo imperante e visione filosofica profondissima.

The BluBus  @  29/07/2009 21.15.21
   10 / 10
Il miglior Bergman, leggendario

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bulldog  @  16/07/2009 12.01.54
   8 / 10
Capolavoro Bergmaniano.

Apocalypse_Now  @  29/06/2009 2.02.41
   7½ / 10
L'icona di Bergman. Con il passare del tempo sa un pochino di trapassato remoto. Da vedere per farsi un'idea della complessità del regista. Ho preferito il più "sperimentale" Persona

Gruppo COLLABORATORI Ciumi  @  28/06/2009 20.45.20
   10 / 10
La morte. La fede. Bergman decide di rappresentarle in un girotondo di maschere medioevali. Nel suo linguaggio, pregno di simboli. Una partita a scacchi con la morte. Dietro il confessionale, la morte. La terrificante processione dei penitenti... Sino alla bellissima visione finale.

dave89  @  12/06/2009 10.23.18
   10 / 10
capolavoro di bergman, da vedere

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  27/05/2009 23.19.49
   8½ / 10
La riflessione filosofico/religiosa di un grande Maestro sulla vita, la morte e su quello che c'è (o non c'è) dopo, il contrasto tra la spensieratezza di chi semplicemente ignora e la cupa disperazione di chi spera ma non crede, nella vana ricerca di una certezza tangibile che prenda il posto di una fede vuota.
Veramente un film che non ha età.

amphibian_87  @  26/05/2009 16.57.13
   10 / 10
bergman sottolinea il suo per il fanatismo cui le varie forme della religiosità conducono.

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Ultima risposta 26/05/2009 16.58.34
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Pierre Bezuchov  @  20/05/2009 9.45.09
   9½ / 10
Geniale. Inutile polemizzare sulla diversità contestuale in cui è inserito oggi, è un fatto dimostrato che i capolavori veri non invecchiano mai.

Il film di Bergman è una perfetta rappresentazione della vita, perfetta proprio in quanto ha come soggetto l'ultima battaglia che ogni uomo deve combattere: quella contro la propria morte.
La vita scorre in un attimo, senza che ce ne accorgiamo scivola via e possiamo solo fare del nostro meglio nel tempo che ci è concesso; immancabilmente però, questo non ci basta mai.

Affresco indagatore di un'epoca oscura; fuoco fatuo ingannatore, ci illude rinchiudendo la vita, la morte, i più grandi misteri dell'umanità nelle regole e costrizioni dei pezzi di una scacchiera. Sforzo e fede possono trionfare sul nulla? Possiamo noi ottenere più tempo, fosse per il più nobile degli scopi, o per la più alta delle aspirazioni? Possiamo noi ingannare la Morte?

Ambientazione e scenografia non curatissime ma efficaci ci mostrano un anno mille confuso e spaventato, tra demoni, appestati e flagellanti non c'è conforto, non c'è rifugio, non c'è speranza.

Probabilmente questo film è davvero un po' troppo vecchio per i nostri tempi, ormai siamo abituati a super-effettoni grafici, inquadrature nervose e tematiche ultrapsicologiche. Ma io credo sia un bene che sia così vecchio. Non oso immaginare cosa ne sarebbe risultato se alla regia ci fosse stato qualcuno dei nostri tempi, tipo Ron Howard. Brrrr.

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Ultima risposta 23/06/2009 23.16.39
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kullaz  @  12/05/2009 11.09.01
   6 / 10
Riconosciuta l'importanza storica e la complessita tematica della pellicola, è inutile cercare di nascondere come tanti pseudo cinefili come questa opera sia oggi poco interessante e mortalmente noiosa...Il cinema è cambiato sia tecnicamente che tematicamente, e nonostante non debba mai mancare il rispetto per queste opere che (ai tempi) sono state pietre miliari d'avanguardia e socialmente scomode, è inutile sommergerle di 10 finti e non sentiti, dato che oramai il loro valore è evidentemente diminuito e completamente esautorato dal differente contesto sociale nel quale ne usufruiamo.

USELESS  @  01/05/2009 3.50.21
   8 / 10
Uno dei pochi film di Bergman che consiglierei di vedere a una persona qualsiasi o a un amico.
La maggior parte li consiglierei a persone a cui voglio del male! :)

Alexein  @  11/03/2009 1.19.30
   9½ / 10
Capolavoro. E' la tragicità della vita e la sua redenzione messe sullo schermo. Storia allegorica che non risente affatto del passare degli anni se non per via dello stile registico dell'epoca.
Il 'bianco e nero' invece lo aiuta a rendere ancor più affascinante la sua trasfigurazione nel cinema d'oggi. Non si può non pensare ad un film che ha per argomento la Morte e la Vita che si scontrano in una partita a scacchi che con questo stile e con questo contesto.

fragolina51  @  13/02/2009 21.42.18
   8 / 10
Film straordinariamente mitico, ma che con gli anni ha perso un pò di fascino

pinhead88  @  10/02/2009 13.52.41
   7 / 10
film pieno di metafore e significati nascosti.più che un film sulla Morte mi è parso più che faccia riflettere su ciò che c'è dopo,sulla fede umana nell'esistenza di Dio o sul nulla che ci circondi dopo la nostra vita.il mistero che affligge ogni essere umano consapevole del fatto di dover morire.
un film che fa riflettere se preso in maniera positiva e non superficiale,non lo rivedrei una seconda volta.molto affascinante la figura della Morte,che in alcune circostanze può apparire anche un pò burlesca.
alcune scene sono state una mezza delusione da parte mia,come quando i compagni di viaggio vedono il guerriero giocare realmente a scacchi,una scena che a parer mio doveva trattarsi solo di metafora nascosta da parte del protagonista,nella mente del protagonista,senza dar spazio alla realtà circostante.come anche la scena in cui viene tagliato l'albero dalla signora mietitrice,un pò ridicolizzato.
non me la sento di giudicarlo come capolavoro,anche se di Bergman devo visionare altre opere,ma mi aspettavo di meglio sinceramente.
essendo del '56 non posso che giudicarlo bene per quello che è,anche se non mi ha trasmesso molto,a parte le scene in cui viene rappresentata la morte.
voto:7,anche se mi dispiace che volevo piazzargli un 10.

kalin_dran  @  24/01/2009 9.55.04
   9 / 10
Film pieno di metafore e di simbolismi che affronta, grazie alla diversità dei personaggi presentati, il tema della Morte da diversi punti di vista.
Personalmente mi sono molto identificato col pensiero del cavaliere.
Il Settimo Sigillo è una grande pellicola del passato che affronta un argomento che non può lasciarci indifferenti.

Vitto89  @  20/01/2009 19.52.20
   9 / 10
Davvero bello, un cavaliere che cerca in tutti modi di scappare e bleffare la morte in una partita a scacchi. Davvero originale

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Ultima risposta 28/11/2009 02.32.34
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Renegade  @  11/01/2009 14.27.18
   8 / 10
Forse il più noto film di Bergman non è comunque il suo migliore. Epica l'icona della morte che gioca a scacchi con il cavaliere nel tentativo di quest'ultimo di prolungare il proprio destino. Molto bello dal punto di vista figurativo

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  08/01/2009 19.40.19
   8½ / 10
Film tra i più belli e profondi che io abbia mai visto....Fantastica l'analogia tra la partita a scacchi e l'eterna lotta dell'uomo per la fede e contro la morte!!!!
Non ho altre parole per dscrivere questo autentico capolavoro!
Da vedere ASSOLUTAMENTE.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  06/01/2009 13.17.54
   9 / 10
Nella vita, prima della morte (unica certezza), la sola cosa che conta è l'amore. Tutto le altre questioni sono inezie. Il voto in questo caso non ha alcuna importanza. Opera d'arte.

Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri volti su cui discende la sera, Mikael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si vuol versare, E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  29/12/2008 15.17.06
   9 / 10
Incredibilmente capace di descrivere il dramma dell'uomo nei confronti dello sconosciuto con frasi secche, toccanti e semplici, il Settimo Sigillo si fa strada con un arma assai potente, nell'incertezza e nella stupidità umana. Non mi aspettavo questo tipo di coinvolgimento per un film che tratta certi argomenti e invece mi son dovuto ricredere. Attualità, senso di colpa e spiritualità alimentano la condizione umana che in quegli anni fino ad oggi è rimasta la medesima per molti di noi: La colpevolezza di essere un Timorato di Dio.

Signor Wolf  @  22/11/2008 16.16.15
   9 / 10
Un film che sembra una rappresentazione teatrale, con i personaggi che descrivono i diversi atteggiamenti dell'uomo di fronte alla morte che arriva appunto in maniera teatrale.
Non sono d'accordo con chi tira in ballo Dio in questo film, perchè in questo film Dio non c'è, in tutti i sensi.

5 risposte al commento
Ultima risposta 24/11/2008 12.47.39
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smellow  @  17/11/2008 16.20.34
   9 / 10
Si vede benissimo nonostante i 50 e passa anni. E' veramente profondo, attori bravissimi. Simpatiche anche le battute. Gli metto un punto in più perchè ha una certa età e merita pienamente di stare nella top 25.

gei§t  @  07/11/2008 5.09.29
   7 / 10
Imponenti discorsi sulla vita, sulla morte e su Dio, senza risposte certe, come è ovvio che sia. Lo scenario di pestilenza e merte che gira attorno ai protagonisti è un ottimo sfondo per l'apocalittica vicenda.

nevermind  @  04/11/2008 23.25.53
   8 / 10
Sicuramente un film che fa riflettere. Giocare a scacchi con la morte per poter guadagnare del tempo è il modo migliore di creare il giusto incipit del film.
La trama è molto particolare e con il passare del tempo si crea la giusta armonia ed atmosfera che ci porta a rivivere le stesse vicende dei personaggi (vedi la peste, le donne perseguitate, il prete peccatore ecc...) già viste in altri film usciti ben oltre il '60. Tuttavia bisogna saper cogliere i dialoghi del film che riguardano proprio l'aldilà (secondo me il migliore rimane quello in cui il cavaliere si confessa proprio con la morte) perchè i messaggi e i temi lanciati da questo film sono molto attuali.

The Atheist  @  25/10/2008 1.17.45
   10 / 10
Non sono un filosofo e magari non colgo nel profondo tutti gli aspetti del messaggio di questo film, ma non esito a definirlo un capolavoro. Credo che i film, come la musica, possano e debbano trasmettere sensazioni, emozioni, che vanno al di là delle speculazioni teologiche e filosofiche. Il maestro Bergman ci ha regalato un'opera straordinaria che non può lasciare indifferenti. Da segnalare l'eccezionale presenza scenica di Bengt Ekerot, viene da pensare che l'espressione "physique du role" sia stata coniata apposta per lui!
I dialoghi sono strepitosi nella versione italiana, ma consiglio anche la visione in lingua originale coi sottotitoli, è molto suggestiva.

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/10/2008 23.18.12
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  15/10/2008 22.13.37
   9½ / 10
Spettacolare !!!! La sola scena iniziale della partita a scacchi con la morte varrebbe il prezzo del biglietto !!! Non è un film facile da guardare in compagnia, va osservato e capito a fondo. Veramente ottimo !!!

xxxgabryxxx0840  @  10/10/2008 13.35.51
   8½ / 10
Un grande film, difficile e pieno di metafore, incentrato su una partita a scacchi con la morte, attraverso la quale il cavaliere protagonista della pellicola cerca di prolungare il suo inesorabile destino.

f_calderini  @  27/09/2008 22.15.04
   9½ / 10
Bellissimo film.

Invia una mail all'autore del commento Agredei  @  20/09/2008 16.27.10
   10 / 10
Una partita a scacchi con la morte....che capolavoro!

E poi chissà, magari la vita non è altro. La nostra prima mossa: il vagito... alla morte la risposta.

JOKER1926  @  04/09/2008 16.30.03
   8½ / 10
Siamo nel remoto 1956… Un regista di nome Ingmar Bergman "estrae" dalla sua profonda mente un film abissale…
Un cavaliere e pronto a morire, la Morte è vicina, questa Icona primitiva e raccapricciante si presenta in vesti nere…
Ma l'uomo (reduce dalle crociate) temporeggia e sfida La Morte in una partita a scacchi pressoché infinita…
Il regista introduce molti personaggi sulla scena, molti di essi hanno pesantissime funzioni metaforiche, la purezza della famiglia con un bambino piccolo, la cattiveria del "sistema" che fa rima con degrado, dubbio e miseria…
Il cavaliere è una persona piatta, senza valori, dubita di D.io e si perde inesorabilmente nell'incertezza eterna…

Creando assi immaginari nella psiche umana viene a realizzarsi un'inesorabile linea di confine fra Bene e Male…
Essi sono la retorica della vita umana, il Male è l'ente "pericoloso" temuto e odiato dalla massa…
Il Bene è il "paradiso" ma esso non è certo, la sua bellezza e purezza si intersecano beffardamente con il Niente con il sogno…
Ovvero prende vita un complesso concetto di " rifrazione "…
L'ente del Bene è composto dal "tassello" perfezione, questo "nobile" "tassello" paradossalmente scredita il Bene, la Perfezione Celestiale e sconfitta dal suo astrale riflesso, o meglio l'uomo non riesce a comprendere la Luce, essa si nasconde e si esalta lontano dal conscio umano bensì in dimensioni ignote…
I Dialoghi compongo l'enfasi di questo film, essi sono "poetici" ma dietro la massima retorica si nasconde la Vita, la sostanza, i fatti…
Ingmar Bergman si supera e confeziona un' Opera con varie allegorie, piccole grandi metafore…
La storia si svolge in un periodo buio, l'uomo è vittima della Superstizione ed è vittima della morte e soprattutto della vita…
Il regista "sbalza" sontuosamente da un argomento all'altro con Somma, Suprema Eleganza…
La "danza della Morte" raffigurata anche in chiesa da un artista è significato di paradossale liberazione "gettonata" dalla prigionia eterna ovvero dalla Morte…
Gli uomini spensierati e liberi da ogni male terreno si allontanano da questo mondo e guidati dalla Morte raggiungono un qualcosa di inedito… (ma il viaggio di Ingmar Bergman si ferma qui ovviamente solo sul piano tecnico, cinematografico, resta allo spettatore "varcare" il "concetto conclusivo" ragionando e generando interpretazioni su un ipotetico nuovo mondo, nuova dimensione ove si "innalzano" due immaginarie strade: Il Bene e Il Male…)
E' difficile "collocare" L'Opera di Bergman in un solo contesto, il film generato dalla metafora della Morte si fa strada in altri "spazi concettuali"…
La scena teatrale rappresenta praticamente il disegno della vita dell'uomo in modo altamente banale, ma questo siparietto "addolcisce" le inevitabili conseguenze della vita…
E quindi la Vita è tutta da interpretare, tutte queste concezioni si "incrociano" violentemente con teorie Luminose e Oscure (ovvero Vita e Morte)…
La "pedina" nel film è Il cavaliere, l'uomo compie un atto di fratellanza, salva la famiglia di giocolieri dalla Morte…
Bellissima la scena della partita a scacchi ove il Cavaliere lascia cadere volontariamente le pedine, la Morte con cinismo e cattiveria (e questa "cattiveria" è una metafora, calandoci nel concetto metaforico essa è la "Stazione dei Sensi"…) "risolleva" i pezzi e "bluffando" vince la partita…
La Morte ha vinto, ma paradossalmente è stata soggiogata!!!
La scena sul piano cinematografico certamente non è il Top assoluto ma in questo caso bisogna "sormontare" il concetto tecnico e penetrare in profondità nel concetto della Retorica e della falsa Solennità che è presente anche nell' "Angelo Oscuro" ovvero la Morte…
Il film è un "cantiere aperto", l'uomo è in lotta contro tutto e tutti, odia la Morte, non crede in D.io e non trova luce ma solo profonda oscurità…
Dio esiste?
E' la domanda allegorica dell'intero film, il regista come accennato prima non definisce niente, la luce (ovvero D.io) è una metafora, esso compie Miracoli e gioia grazie ad un "mezzo di passaggio" ovvero il Cavaliere, esso indirettamente rappresenta D.io in un determinato momento e in effetti batte la Morte (un uomo non batte la Morte)…
La domanda "mordace " composta da solo due "paroline" (D.io Esiste) genera migliaia di interpretazioni, esse a volte si scontrano e si "mescolano"…
La scacchiera potrebbe nascondere diversi messaggi metaforici, il nero della Morte potrebbe allegoricamente rappresentare l' "Oppressione visiva" ovvero l'inutile retorica che condiziona mortalmente l'uomo…
Il bianco invece rappresenta la purezza troppo delicata, essa a volte è "coperta" dal nero (ovvero la Morte) ma nonostante ciò essa (ovvero la purezza) simboleggiata dalla pedina bianca si muove per prima nel lungo calvario della vita, queste concezioni si rispecchiano metaforicamente sulla scacchiera "domata" dalla "sfera" immaginaria dell'uomo: La morte e L'uomo (ovvero la salvezza)…
"Il Settimo sigillo" nasconde significati abissali, il regista si supera su questo piano ma lascia pecche riguardo la fotografia e il ritmo del film (ma in questi casi, come detto prima le cose importanti sono ben altre…).
Non mancano belle scene, alcune davvero macabre, beffarde e "grottesche", la Morte rappresentata in modo Divino "incombe" nelle menti della massa spettatrice; era difficile raffigurare questo "scuro" Personaggio in modo così "solare" ed elegante… Lode a te Ingmar!
Buone le interpretazioni, complimenti all'intero cast, drammatiche, buie le atmosfere (il "bianco e nero" gioca in questo caso una funzione primaria), il regista compone uno splendido "Mosaico", esso "Imbandisce" il tutto con (innumerevoli) temi profondi e religiosi che il più delle volte sono nascosti…
Il finale è terribilmente drammatico e Supremo sul piano della concezione "Dio-Morte"…
La Morte "gode" da una parte ma dall'altra c'è l' amore di Dio che non ha bisogno di celebrazioni…
E' questa l'essenza del film, l' "emisfero" del Bene si confronta con l'altro e addirittura si mescolano!!!
Infatti il "cammino" dei morti nel finale potrebbe rappresentare anche la liberazione, la felicità…

Ingmar confeziona l' Apoteosi, il "Settimo Sigillo" è il doloroso finale della visione apocalittica…
La pellicola milita nei baratri del possibile, dell'immaginabile e glorifica, emoziona a tratti (purtroppo non sempre!) l'animo dello spettatore, Opera a tratti delirante, immensa, "ambigua" e Immortale…

10 risposte al commento
Ultima risposta 22/11/2008 16.22.18
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goldtw  @  01/09/2008 1.23.40
   8 / 10
difficile aggiungere altro su questo grande film..quello che c'era da dire l'avete già detto! :) non è fra i miei preferiti di bergman,ma l'ho gradito parecchio.purtroppo in alcune parti se devo essere sincero,m'ha un pò annoiato...è anche per questo che non riesco a mettere il massimo dei "punti" a quest'opera..non voglio inserire un dieci a priori solo perchè il regista ci permette di assaporare un cinema di altissimo spessore..avevo aspettative leggermente più alte,nonostante mi sia piaciuto.i dialoghi con la morte e il cavaliere sono perfetti,inquietanti e angoscianti al punto giusto("perchè non posso uccidere dio in me stesso?").peccato per diverse scene,che non le ho trovate così eclatanti,non reggono il confronto con altre..ho sentito una sorta di squilibrio..comunque,per chi non l'avesse ancora visto è caldamente consigliato,sopratutto per i cinefili accaniti.

frogmore  @  05/08/2008 15.26.30
   9½ / 10
Un film denso di contenuti e di una profondità psicologica non indifferente, che affronta il tema della religione e mostra cosa l'uomo è in grado di fare quando la fede si trasforma in fanatismo. La fede è infatti uno degli argomenti a cui la pellicola presta particolare attenzione nel tentativo, secondo me riuscito, di darle una definizione e di spiegarne i significati più profondi. La morte rappresenta la fine di tutti gli interrogativi umani e ciò che si trova dopo appartiene all'ignoto. Di fronte ad essa ogni personaggio, come ogni uomo, si sente impotente; solo lo scudiero è in grado di affrontarla a testa alta, in quanto portatore di una verità disillusa e non fuorviata che gli permette di essere in pace con se stesso e non attanagliato da dubbi e paure come il resto dei protagonisti.
Non è un film creato per intrattenere, ma un film studiato per far pensare lo spettatore e costringerlo a mettere in dubbio ciò in cui finora ha sempre (più o meno) creduto.

chucknorris87  @  17/07/2008 15.48.39
   7½ / 10
Uno di quei film che ti fanno capire quanto faccia schifo il cinema oggigiorno...
Stupendo... per essere un film così datato...
inizia in maniera un op' troppo lenta ma poi direi che si riprende alla grande..

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  27/05/2008 16.18.39
   6½ / 10
delusione. il film si divide in due film.
1)tutte le scene in cui compare la morte,10minuti all'incirca,di questa parte posso dire che è un capolavoro,la morte è davvero immortale,leggenda,inimitabile da tutti quelli che hanno fatto film sul tema in seguito. voto 10.
2)tutte le scene in cui non compare la morte,80 minuti,di questa parte posso dire che è noiosissima,non regge l'impatto coi tempi,non crea emozioni e non vedo niente di tutto cio' che voi scrivete(penso che molti scrivono davvero solo per sentirsi cinefili),è davvero un impresa arrivare alla fine del film,non succede praticamente nulla,non ci sono colpi di scena,piatto che piu' piatto non si puo'.voto 1
in conclusione,il film viene considerato un capolavoro senza tempo dalla critica(la critica vera)perche' è stata una novita',un film nuovo all'epoca,che è stato oggetto di innumerevoli imitazioni e ha creato un nuovo mito,la morte vestita di nero che ti vene a prendere. molti di voi votano 10 perche' nella vita seguono la massa e le mode. penso che l'80%che ha votato 10 ha avutodifficolta' arrivare alla fine della pellicola per poter finalmente esclamare:"mamma mia che capolavoro"!!
sono indeciso nel voto,dovrei darei 10 solo per la faccia della morte,ma il film è davvero troppo vecchio e funziona bene com sonnifero per dare un simile voto,son rimasto molto insoddisfatto alla fine della pellicola ma non me la sento di dare l'insufficienza perchè non la merita.

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Ultima risposta 17/07/2008 20.54.25
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Bacao  @  22/05/2008 0.48.56
   9 / 10
Esiste Dio? La preghiera pare rivolta al buio. Perché pare averci creato per lasciarci in balìa di eventi talvolta positivi ma talvolta pure nefasti (come la peste o l'inquisizione)?
La "strega" che si è unita al demonio può forse rispondere al quesito: eppure si tratta di una semplice innocente agli occhi di chi ha conosciuto le angherie della guerra e non crede a superstizione e flagellazioni. Persino lo sguardo di lei, sul rogo, pare quello di chi nulla vede se non l'assurdità di tutto. E ironia della sorte, neppure la morte, disinteressata, si preoccupa di quanto avviene "dopo".

Film che si inquadra nel pensiero esistenzialista del dopoguerra di Albert Camus, con echi di Kafka. L'accento è posto sui quesiti fondamentali sulla vita e la morte - quesiti senza risposta, scaturiti dagli eventi tragici del decennio precedente - e sugli atteggiamenti assunti a riguardo dagli individui.

Il personaggio della morte verrà poi ripreso in parodia dai Monty Python.

jmarra  @  07/05/2008 16.46.35
   10 / 10
mai la morte è stata rappresentata sul grande schermo in maniera eslicita con il garbo e l'eleganza usata da bergman...un film universale....

Sbufasa  @  29/04/2008 14.59.54
   9 / 10
Non a caso viene considerato un capolavoro del cinema mondiale. A livello di significato, con la continua ricerca di risposte da parte dell'uomo che nulla può contro la potenza divina (la morte), è un prodotto eccellente. Certo vederlo oggi può sembrare superato, ma il bianco e nero e la lentezza si sposano perfettamente nella costruzione della vicenda narrata. Il bene e il male, l'angoscia della peste e la redenzione. Ogni personaggio viene descritto minuziosamente e porta lo spettatore al centro della storia investendolo di tutte le contraddizioni del clima medievale. Bello bello bello.

Jumpy  @  24/04/2008 15.05.35
   10 / 10
Tra i capolavori assoluti del cinema, pieno di simbolismi ed allegorie, per certe atmosfere cupe ed inquetanti mi ha ricordato vagamente "I diavoli" di Russell

blackjoker  @  09/04/2008 15.42.33
   9½ / 10
E' un film sconvolgente. Scene come l'incontro con la Morte e il dialogo nella cappella, non potranno mai lasciare indifferente uno spettatore che abbia un minimo di sensibilità. Ti rimbomba nella testa per qualche giorno. La Morte, Dio, il senso della vita. Lascia il segno.

Invia una mail all'autore del commento catenanm  @  18/03/2008 23.39.45
   9 / 10
Mi fa piacere che a certa gente non piacciano film presenti nella top 25 di questo sito, almeno così capiamo che non a tutti deve piacere una cosa solo perchè per la maggior parte è un capolavoro Di questo film, prima di vederlo sulla Top 25, non ne avevo mai sentito parlare, ma ho deciso di noleggiarlo solo perchè volevo provare l'ebbrezza di stare davanti alla TV a guardare un film in bianco e nero.
Devo dire che mi è piaciuto molto, sia in termini di storia, sia di riprese (per l'epoca) e pure per come siano stati capaci i protagonisti nelle interpretazioni. Particolarmente pesante però il bianco e nero, abituato ormai alla TV a colori, ma questo non ti fa desistere dal guardarlo

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Ultima risposta 19/03/2008 17.56.02
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popoviasproni  @  13/03/2008 12.29.31
   8½ / 10
Parabola umana sulla morte, la vita e la ricerca di DIO stilisticamente perfetta, grandi i primi piani, e con un Bianco-Nero Luce-Ombra immmortali.
Suggestivo il confronto tra il cavaliere e la morte.
Contenuti sempre attuali a distanza di 50 anni!

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  09/03/2008 16.23.14
   10 / 10
Indiscutibilmente uno dei più grandi registi di tutti i tempi, Ingmar Bergman ha basato le sue opere sui temi che lo hanno accompagnato per tutta la vita: l'incomunicabilità tra le persone, la ricerca di D.I.O., la percezione che ha l'uomo della malattia e della morte, le forti crisi esistenziali che colpiscono le coppie e le famiglie
Dopo una serie di sperimentazioni espressionistiche la sua ricerca ha lentamente virato verso l'essenzialità, circondandosi, per l'interpretazione dei personaggi della maggior parte dei suoi film, di attori feticcio come Ingrid Thulin, Liv Ullmann, Bibi Anderson, Gunnar Bjornstrand e Max Von Sydow; tra i tanti premi ricevuti nel 1957 riceve quello speciale della giuria a Cannes con "Il settimo sigillo" dove la dimensione allegorica si sviluppa in tutta la sua forza e penetra prepotentemente all'interno della tematica religiosa attraverso i dubbi e la crisi esistenziale del cavaliere Antonius Block lacerato da angosciosi interrogativi sull'esistenza di D.I.O. dal momento che, tornato a casa da una crociata, stanco e deluso, trova intorno a sè soltanto pestilenza, inquisizioni e morte, la stessa morte che, in vesti umane, gli si presenta all'improvviso davanti informandolo che è venuto a prenderlo essendo giunta la sua ora, ma l'uomo non è preparato a morire se non dopo aver riempito il vuoto che incombe nel suo animo, vuole prima una risposta ai suoi dubbi, ha bisogno di tempo, per ottenerlo sfida a scacchi la morte.
Il settimo sigillo, ossia l'ultimo, quello del tragico finale della visione apocalittica, dei sette con i quali è sigillato il libro, contenente l'ultimo tra gli scritti del nuovo testamento, che verrà letto dall'agnello di D.I.O. ( Gesù Cristo) per venire a conoscenza dei misteri della vita, dà il titolo a questo grande film dove, per aquisire questa conoscenza il cavaliere chiede alla morte una dilazione al compimento del suo destino.
Credo sia superfluo addentrarmi troppo nell'analisi filosofica ed esistenziale del film o sulla grandezza della sua struttura: soggetto, scenografia, fotografia ecc. ( lo hanno fatto molti, e bene, di quelli che mi hanno preceduto), magari mi soffermerò su quello che a me ha colpito di più: la straordinaria bellezza dei dialoghi del cavaliere con la morte, asciutti, diretti, ma di una profondità devastante.
"Vorrei parlarti sinceramente ma il mio cuore è vuoto, il vuoto è uno specchio che riflette la mia immagine e provo disgusto e paura, l'indifferenza mi ha isolato dagli uomini, vivo un mondo di fantasmi rinchiuso nelle mie fantasie e nei miei sogni; perchè D.I.O. si nasconde in una nebbia di promesse e di miracoli che nessuno ha mai visto? perchè D.I.O. continua a vivere in me in questo modo doloroso ed io non riesco a liberarmene? voglio che mi parli, che mi sveli il suo volto;" alla replica della morte che gli dice: "forse D.I.O. non esiste!" l'uomo riprende: "allora la vita è un assurdo errore, nessuno può vivere con la morte di fronte agli occhi sapendo che tutto è nulla, la mia vita è stata vuota, piena di cose insignificanti, non provo amarezza soltanto perchè sò che la maggior parte degli uomini vivono così."
Pago di essere riuscito a distrarre la morte e di aver ritrovato un rapporto di solidarietà con gli uomini, il cavaliere accetta volentieri di perdere la partita a scacchi; il dramma dell'esistenza, nelle diverse valenze filosofiche, religiose ed ideologiche si chiude.

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Ultima risposta 04/04/2008 22.36.17
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Peppo81  @  03/03/2008 14.22.46
   9½ / 10
11simo film preferito

gran bel film, gran bella storia e poi il resto...............il capolavoro di Bergman

debaser  @  21/02/2008 12.36.49
   8½ / 10
Confesso che non avevo ancora visto il film per cui incuriosito da votazioni cosi alte sono stato invogliato a vederlo .Sinceramente mi aspettavo qualcosa in piu', sicuramente affascinanti le scene della partita della morte ed alcune metafore come per esempio quelle sugli attori. Non mi ha molto convinto il personaggio di Antonius Block, ne la scena madre del rende-z vouz di tutta la sua famiglia con la grande mietitrice, mi sembra che manca qualcosa per definirlo un capolavoro assoluto.

Bofonkio  @  18/02/2008 12.58.40
   10 / 10
E' "il" capolavoro! Niente da aggiungere.

faluggi  @  16/02/2008 0.37.51
   3 / 10
Ecco un altro di quei tanto osannati capolavori cosmici che al sottoscritto (scusate il termine) hanno fatto cadere i cogl1oni sul pavimento, io
prima di scrivere ho letto un pò i commenti sottostanti e devo dire che leggendoli ho notato la spocchiosità di molti utenti che per atteggiarsi da cinefili (o cinofili o gattofili) mettono 10 ad un film che non hanno mai visto nella loro vita o che magari lo hanno visto con occhio "minchia questo è un capolavoro mi deve piacere anche se non è così" se lo vedono, magari si fanno trequarti di palle ad arrivare fino alla fine, e al posto di dire "Mah carino" o "Che cag**a!!!" dicono "Grande capolavoro" e non lo vedono mai più, magari poi arriva un amico e gli chiede "Com'è il Settimo Sigillo?" "E' un capolavoro!", al che l'amico eccitato dice "wow ce lo vediamo stasera?" e lui risponde "Uhm non mi va tanto, perchè non ci vediamo Porkys 3?"
Ragazzi...(lo dico a coloro che si riconoscono nel mio commento) siate obiettivi a mettere i voti a sti film...

Gli ho dato 3 perchè effettivamente sotto il mio punto di vista non tutto è da cestinare.

Ricordatevi che questo, che vi piaccia o no, è il mio voto al film, quindi non scassatemi le maracas con le solite risposte fritte e rifritte.


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23 risposte al commento
Ultima risposta 28/07/2008 01.49.10
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pino08  @  14/02/2008 12.39.02
   10 / 10
Bellissimo

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/02/2008 01.59.01
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Iperbole  @  08/02/2008 11.20.42
   10 / 10
Questa pellicola esprime in maniera sublime quanto pi più profondo esista... Il concetto della morte, la fede, la gioia della vita sono rappresentati in modo egregio dal maestro svedese.. Nessun dialogo del film è banale, sono tutte riflessioni profonde opera di un grande sceneggiatore. La trama o meglio l'idea di essa è semplicemente geniale... Uno dei più bei film che abbia mai visto.. Capolavoro!

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  28/01/2008 13.38.43
   9 / 10
Ispirandosi agli affreschi risalenti all’epoca medioevale che osservava all’interno delle chiese fin da fanciullo,Ingmar Bergman decise di affrontare un film che parlasse di ricerca della fede e del destino dell’uomo in un mondo sull’orlo del baratro,privo di quei valori morali e religiosi perduti inesorabilmente a causa di una dilagante corruzione dell’animo umano.
Il regista affida al cavaliere Antonius Block,dal ritorno dalle crociate, l’incarico di rappresentare il suo alter-ego,delineando la figura di un uomo divorato dal dubbio.
Incalzato dalla morte,unica ed inesorabile certezza, il cavaliere che ha rinunciato all’amore e al suo bel castello per soddisfare in terra santa i voleri della chiesa,cerca di conoscere delle risposte che possano quietare il suo animo tormentato.
L’esistenza di D.io,la vita dopo la morte,la cieca obbedienza nella fede,sono i grandi dubbi che divorano Antonius al quale si contrappone il suo fedele scudiero Jons, che si dimostra scettico e incapace di credere che esista realmente qualcosa di superiore all’essere umano.
Il mondo in cui Bergman cala i suoi personaggi è tremendamente oscuro,colpito da una peste che non concede tregua,attraversato da un fanatismo religioso che sfocia in esecuzioni sommarie,sermoni deliranti e processioni di fedeli atterriti ,divenendo cosi' lo specchio di una realtà in cui l’uomo si muove senza piu’ osservare una morale né tanto meno delle regole civili.
Secondo la visione del regista non tutto pero’ è malato o corrotto,in mezzo a questo terrificante affresco umano si stagliano l’innocenza e la giovialità di una famigliola di commedianti,con i quali il cavaliere passerà l’unico momento realmente sereno dopo il suo ritorno in patria,inducendolo ad un atto d’amore nei confronti di questo nucleo di gioia e spensieratezza che salverà dall’oscura signora con un astuto sotterfugio.
La famigliola è secondo Bergman,quell’esile fiammella di speranza ancora ravvisabile in un mondo estremamente triste ed oscuro,un messaggio di pace in grado di contrastare nella sua semplicità il male dilagante.
Bergman affronta temi importanti analizzando il suo stesso smarrimento di fronte all’ignoto,il suo lavoro ineccepibile,non lesina anche qualche momento piu’ leggero e divertente,stupenda la regia e notevolissimo l’utilizzo del bianco e nero,buone le interpretazioni di Max Von Sydow,Gunnar Bjornstrand e dell’incantevole Bibi Andersson,veri attori feticcio del regista scandinavo.
Ottimo lavoro che analizza non solo la misteriosa condizione umana ma che lancia anche un atto d’accusa nei confronti della religione quando questa sfocia nel fanatismo e viene utilizzata come strumento per raggiungere beni materiali.

14 risposte al commento
Ultima risposta 19/02/2008 10.05.43
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greaser  @  20/01/2008 13.05.49
   10 / 10
wight  @  27/12/2007 13.45.29
   10 / 10
Una delle pietre miliare della storia del cinema. Una grande riflessione sulla vita e sulla morte in una bellissima quanto tetra ambientazione medievale.

marfsime  @  24/12/2007 14.27.12
   9½ / 10
Un grande film di un grande regista..ma più che un film mi verrebbe da dire che questa è una trasposizione filosofica di uno dei più grandi misteri dell'umanità: Dio, la vita e la morte.

Voto:9,5

TheJolker  @  07/12/2007 22.49.37
   10 / 10
una volta era in top25 e merita la top 10 perchè nn ci torna?
Bergman crea una dellle piu grandi filosofie cinematografiche di vita in una intensa ed intrgante,oserei dire mortifera partita a scacchi con l'anima nera dalla falce.! 10 10 10

Glendhi  @  29/11/2007 21.21.45
   10 / 10
Nulla da dire, PERFETTO.Lo scudiero è un mito.

woodygenemel  @  23/11/2007 1.51.00
   7½ / 10
affascinanti le scene con la morte,ma interesseranno al massimo 7-8 minuti in tutto il film.Il resto,visto oggi,a ben 51 anni di distanza,pare interessante,piacevole,ma da qui al capolavoro ce ne passa...Uscisse oggi,chi lo considererebbe un capolavoro da 10 e lode??Non prendiamoci in giro...In 50 anni abbiamo visto,nella vita e al cinema,di tutto di più;è normale se un film come questo non colpisce più come allora.Tralaltro alcuni film successivi di bergman,credo proprio che oggi valgano molto più di questo,nonostante un bel 7 1/2 per me lo meriti.

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/11/2007 01.59.46
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vehuel  @  11/11/2007 10.52.28
   10 / 10
Questo è il primo film di bergman che ho visto, non ho parole è un'opera d'arte meravigliosa.
Eccellente!!!!:

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR julian  @  04/11/2007 2.49.52
   9½ / 10
Che dire ?
Credo proprio che tutti siano d'accordo con me se affermo che la partita a scacchi sia la metafora più brillante e suggestiva che si sia mai vista sullo schermo.
Dialoghi filosofici di altissimo livello che riflettono la visione medievale pessimistica della vita (come dimostrano i discorsi ammonitori del predicatore che ricorda a tutti che dovranno morire presto).
Ma in tutto questo c'è anche lo spazio per fare ironia, e Bergman affida questo ruolo allo scettico scudiero, l'unico che rifiuta di prendere alla lettera gli sciocchi pregiudizi popolari.
Il personaggio della morte però è il massimo, vestito di nero che fa da splendido contrasto con la faccia bianchissima (contrasto presente anche nel campo degli scacchi ovviamente) che annuncia ad Antonius Block la tragica fine con la sua voce pacata, mai con un sussulto.
In conclusione un film dal ritmo lentissimo che non annoia, con scene memorabili che ti bastonano per la loro potenza visiva, in poche parole un capolavoro.
Quasi 10.

Tony Ciccione90  @  04/11/2007 2.05.14
   9 / 10
Sono stato indeciso fino all'ultimo sul voto da dare a questo film. Mi avevano colpito i dialoghi e le riprese di Bergman, ma il film mi era apparso troppo lento. Dopo un'attenta riflessione e dopo aver riletto i dialoghi e l'analisi del film, mi sono accorto che un 8, per non dire un 7, sarebbe stato troppo poco per un film con un messaggio e un contenuto di tale portata. Da vedere assolutamente!

STE91  @  21/10/2007 22.20.39
   9 / 10
pietra miliare del cinema che offre vari livelli di interpretazione. davvero belli i dialoghi. Chiara rappresentazione dell'ambiente medievale.

mr orange  @  20/10/2007 14.58.15
   10 / 10
un capolavoro, sopratutto i dialoghi sono molto suggestivi vedi quelli tra la morte e il protagonista durante le varie fasi della partita a scacchi e poi non solo, sono stati secondo me davvero ben realizzati i personaggi tutti molto differenti ma che tutti servono per la realizzazione della storia, il protagonista ad esempio è stato descritto egregiamente come cerchi forzosamente di trovare la fede tanto che si aregge anche nel cercare l'esistenza del diavolo per poter averne conferma, contrapposto poi dall'altro personaggio invece
ateo e far nascere così dei dialoghi veramente suggestivi.

la peste che tormenta il paesaggio viene usata per poter descivere le reazioni della gente di quell'epoca, pronta a darne la spiegazione delle piaghe nella mano del divino.

bellissimo il finale....................

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credo che quando un film ti faccia riflettere e non ti spenga il cervello allora è giusto chiamare il cinema una forma d'arte

claudio54  @  16/10/2007 20.02.49
   10 / 10
capolavoro assoluto

the saint  @  14/10/2007 17.10.32
   8 / 10
...sinceramente in questo film ,anche se piuttosto vecchiotto , secondo me c'è poco di un film e molto di un opera teatrale... riuscita però molto bene, perchè non è facile quando si tratta di parlare di temi come la morte, la fede in dio e l'amore..sicuramente le scene più belle sono quelle dove il protagonista parla con la morte.. alcune frasi sicuramente sono epiche e rimarranno da antologia! anche se la più bella a mio avviso la dice il suo scudiero quando parla al fabbro:''se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l'amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione!''

wega  @  13/10/2007 22.51.22
   9½ / 10
non mi sono mai preoccupato di capirlo fino in fondo..so solo che è un film così suggestivo..ogni sequenza ha qualcosa di incredibile,non sono un teologo,nè un filosofo..lascio agli altri.

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/12/2008 09.04.19
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sonhador  @  13/10/2007 16.24.25
   10 / 10
film di valore incommensurabile...
meglio di un trattato di filosofia o di teologia..
Grazie signor Bergman

Dick  @  04/10/2007 13.04.17
   8 / 10
Film che ha la sua forza magiore secondo me a livello visivo figurativo mentre dal punto dei significati simbolici perde un pò. Comunque bella pellicola.

Paolo70  @  29/09/2007 20.02.12
   6 / 10
Penso di andare un pò controcorrente ma questo film non mi ha entusiasmato. Accettabile nel complesso la trama con il tema rievocato più volte di questo cavaliere che incontra la morte e riflette sulla vita.

3 risposte al commento
Ultima risposta 05/10/2007 18.36.14
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addicted  @  28/09/2007 14.58.47
   10 / 10
La Danza Macabra di Bergman.
Il trionfo della morte era attuale nel medioevo ed è attuale oggi.
Il memento mori induce a riflessioni urgenti sulla vita, sulla fede e sui sentimenti.
Quando si dice "saper affrontare i grandi temi"...
Universale.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  19/09/2007 10.44.06
   9½ / 10
STRAORDINARIO. IL FILM DI BERGMAN CHE MI E' RIMASTO PIU' IMPRESSO (LO VIDI X LA PRIMA VOLTA AL LICEO E GIA' ALLORA MI AFFASCINO'). PACE AL MAESTRO.

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