il settimo sigillo regia di Ingmar Bergman Svezia 1957
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il settimo sigillo (1957)

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locandina del film IL SETTIMO SIGILLO

Titolo Originale: DET SJUNDE INSEGLET

RegiaIngmar Bergman

InterpretiGunnar Björnstrand, Bengt Ekerot, Nils Poppe, Max von Sydow, Bibi Andersson, Inga Gill, Maud Hansson

Durata: h 1.36
NazionalitàSvezia 1957
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1957

•  Altri film di Ingmar Bergman

Trama del film Il settimo sigillo

Un cavaliere torna dal campo di battaglia solo e trova ad attenderlo una terra devastata dalla peste, e la Morte che lo reclama. Riuscirà a prolungare la propria esistenza impegnando la Mietitrice in una lunga partita a scacchi che sa di non poter vincere.

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Voto Visitatori:   8,91 / 10 (227 voti)8,91Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su Il settimo sigillo, 227 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  30/01/2012 15.17.21
   9½ / 10
"-Io vorrei sapere, senza fede, senza ipotesi, voglio la certezza. Voglio che Iddio mi tenda la mano e scopra il suo volto nascosto, voglio che mi parli.
-Il suo silenzio non ti parla? "

La necessità e l'impossibilità della preghiera, l'assenza ingombrante di Dio, la ricerca del senso del vita. Tematiche ordinarie nell'arte, sebbene mai mediocri. Bergman intuisce che ogni banalità è nient'altro che una verità stanca e avvizzita, meritevole d'una rinascita. Riscopre il potenziale delle parole semplici e assegna alle immagini un'intensità parossistica, quasi nevrotica, perché è allucinante il groviglio delle angosce e dei desideri umani, ma tutto infantile il loro linguaggio.
La cifra più sconvolgente de "Il settimo sigillo" è l'ironica celebrazione dell'unica religione universalmente credibile, quella della Paura. Scrutando gli occhi della donna presunta indemoniata, Antonius legge una "paura disperata", Jons la consapevolezza "del nulla, del nulla che ormai la sommerge." L'uno continua ad indugiare nella matassa dei perché, crogiola fra le braccia rassicuranti del dubbio, l'altro si concede delle risposte e le divulga a voce ferma, più in uno sforzo d'autoconvincimento che non in uno slancio di presunzione. E' la stessa la realtà che intravedono, lo stesso il panico che percepiscono, diversi i tentativi di esorcizzarlo.

hghgg  @  19/01/2012 16.41.10
   9½ / 10
Ingmar Bergman è stato, senza dubbio alcuno, uno dei più grandi maestri del cinema; regista geniale, complesso, autore di film spesso artisticamente altissimi seppure di non facile visione, tra la seconda metà degli anni '50 (anni in cui partorì i suoi primi grandi capolavori, tra qui proprio questo "Il Settimo Sigillo") fino ai primi anni '80 ha scritto e diretto un numero impressionante di capolavori, con rarissime cadute e toccando vette irraggiungibili per tanti altri registi. Una carriera lunghissima quindi, sempre ad alti livelli, sempre votata a nobilitare l'arte cinematografica. Questo film è forse il suo primo grande capolavoro, stracolmo di importanti ed interessanti spunti di riflessione che il maestro avrà poi modo di sviluppare e riprendere nei film dei decenni successivi, temi filosofici dal valore universale, ma anche una scorrevolezza notevole (perlomeno se paragonata a quella di altri film di Bergman), la regia straordinaria e l'ottima sceneggiatura (non tra le migliori ma comunque eccellente); e poi le interpretazioni notevolissime, la fotografia che non oserei a definire immensa, quel bianco e nero stupendo di cui il regista è stato maestro assoluto, le sequenze ormai iconografiche della partita a scacchi con la Morte, il simbolismo già qui ben presente e radicato. Un capolavoro assoluto e senza tempo, fa pensare il fatto che probabilmente ci siano film successivi di Ingmar Bergman anche superiori a questo, il che fa riflettere sulla grandezza di questo genio assoluto dell'arte cinematografica.

Fratuck89  @  20/11/2011 22.43.55
   5 / 10
mi sento quasi in colpa a dargli questo voto, ma a me non è piaciuto, da spettatore mi ha annoiato.

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/12/2011 04.07.39
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quentin 84  @  27/10/2011 14.23.27
   10 / 10
L' A R T E ! ! ! ! !

superfluo scrivere altro ...

Charlie Firpo  @  24/07/2011 19.28.59
   8½ / 10
L'idea di giocare a scacchi con la morte per guadagnare tempo è geniale , anche se il film a tratti è un po lento e ha alcune scene con dialoghi verbosi di contorno poco interessanti , ma questo penso sia dovuto al fatto che oramai ha superato il mezzo secolo ed è un film di altri tempi e, per questo è giusto dare un voto considerando anche tale elemento.

Molto bravo Max Von Sydow che recita con eleganza la sua parte rimanendo sempre pacato e riflessivo , Bibi Andersson era davvero bellissima e Bengt Ekerot ( la morte ) magnifico.

Oskarsson88  @  23/07/2011 11.23.11
   8 / 10
sicuramente un film particolare, in cui molto si trova la contrapposizione tra la Fede e la Morte. Da vedere...

cort  @  21/07/2011 20.37.01
   9 / 10
film veramente notevole in cui non vedo errori di nessun tipo. trama e personaggi indimenticabili, temi trattati importanti e profondi, tecnica impeccabile.

molta filosofia e pensieri a cui non si resta indifferenti. sconsigliato per serate svacco(tranquille).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  01/07/2011 20.38.52
   8½ / 10
Il primo film di Bergman che vedo, e penso che meriti almeno 8 1/2. La ricostruzione dell'epoca medievale che fa da cornice alla storia è veramente ottima, fra i vari elementi del Medioevo che vengono rappresentati cito l'arrivo dei flagellanti, realizzato veramente benissimo. Una lodevole "cornice" per un lodevole "quadro". La vicenda rappresentata ne "Il Settimo Sigillo" è infatti anch'essa degna di nota. Ottima la regia di Bergman, bravi gli attori... insomma, 8 1/2 è il voto minimo che si può dare a questo bellissimo film...

pablodreamer  @  21/03/2011 19.06.14
   10 / 10
Ho aspettato qualche giorno prima di commentare il film, l' ho meditato, o meglio masticato, e ho dovuto dare un 10. Non ho mai visto una cosa del genere, se devo essere sincero il film mi ha colpito sin dalle prime battute con dialoghi che non ero ovviamente abituato a sentire. Ritengo che questi stessi dialoghi determinino la solennità degli argomenti, la solennità del periodo. Periodo sottolineato, marcato da affreschi di vita quotidiana del tempo perfettamente realizzati, anche a volte, se necessario con realismo crudele, realismo interdisciplinare che riprende opere letterarie e pittoriche, relative al periodo, di grande richiamo emotivo.

BrundleFly  @  12/01/2011 10.22.12
   7 / 10
Non si può dire che sia il mio genere ideale di film, anzi l'ho trovato piuttosto noioso. Belli e significativi i dialoghi, come anche il tema trattato.
Non do meno di 7, perchè comunque mi rendo conto che è un film significativo per la storia del cinema, ma se dovessi valutarlo in base alle prime impressioni che mi ha suscitato non credo riuscirei a dargli più di 5.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  08/12/2010 23.29.47
   8½ / 10
Grandioso film di Bergman,giustamente celebrato come uno dei più importanti di sempre. Ciò che lo rende senza ombra di dubbio un'opera d'arte dallo spessore elevatissimo non sta solo nella tremenda riflessione sui temi della vita e sulla vita stessa,quindi,ma anche nella trasposizione incredibilmente suggestiva in immagini potenti e dirette,condite da prove recitative di alto livello. Ciò che sorprende è anche l'abilità del regista nel districarsi attraverso dilemmi universali intessendo una trama che si dipana con grande eleganza e fluidità senza disdegnare momenti comici ad altri tragicomici.
Ed è vero,c'è un pò di tutto ne Il Settimo Sigillo:vita,morte,fede,commedia nella commedia e tragedia nella tragedia,la farsa... Aiutano le ambientazioni apocalittiche e impestate (è il caso di dirlo) da una cappa di oscurità e di inquietudine crescente,spesso macabra pur essendo lontani dall'accezione comune del termine. Si ha la sensazione che la fine del mondo sia dietro l'angolo mentre la Morte è proprio lì davanti a noi a giocarsela con Antonius...
Chiaramente è questa l'immagine immortale di questa pellicola: la Morte che gioca a scacchi con il cavaliere pieno di incertezze e senza più fede,in una partita che si gioca dappertutto e ovunque,ogni giorno e con tutti i mezzi leciti e non leciti.
Ma è bello constare come in mezzo a tanta morte e solo apparente pessimismo,Bergman ci regali in realtà un inno alla vita da cogliere appieno.

ValeGo  @  21/11/2010 23.03.13
   9 / 10
Film che nonostante l'età resta una pietra miliare!

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  16/11/2010 18.28.52
   8 / 10
Bergman prova sempre rabbia e tristezza per le cattiverie umane, specialmente quando sottostanno a presupposti religiosi, ma il film celebra anche l'amore fisico e spirituale, l'espressione artistica collettiva, il mangiare e il bere e la bellezza della natura..ottimo!

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  16/10/2010 19.24.42
   10 / 10
"Il settimo sigillo" è un grande, grandissimo film. In soli 90 minuti si riescono ad impacchettare scene di una visualità sublime, presentare nella loro tragica e interiore essenza questioni etico-filosofico-esistenzialiste di importanza universale, comunicare sentimenti e sensazioni di forte urgenza umana (come la consapevolezza della morte imminente), allo stesso tempo guardare al piccolo (alla vita concreta) con occhio divertito e ironico. Di stimoli ce ne sono tanti, il bello è che tutto è contenuto in una struttura semplice e immediata. Si può seguire il film quasi come fosse un thriller o come una commedia della vita. Il lato "intellettuale" non pesa assolutamente e tutto scorre e coinvolge in maniera diretta e spontanea.
Un merito grandissimo è la perfetta riproduzione di uno spirito "medievale". Fin dall'inizio si riesce a creare e a far acquisire allo spettatore una specie di sottile angoscia, un senso di impotenza di fronte agli eventi del destino e della natura, evocando pericoli e disastri senza farli vedere. Ci si cala completamente in una situazione in cui non ci sono assolutamente cause e mezzi per combattere o spiegare eventi eccezionali o catastrofi imminenti. Diventa così normale e plausibile sentir raccontare di albe con 4 soli, di donne che partoriscono teste di lupo, di streghe che hanno visto (e che vedono) il demonio. Si capisce perfettamente perché queste credenze sono nate, in che contesto si sono sviluppate. Gli eventi narrati nell'Apocalisse assumono perciò realtà concreta e fonte di certezza, in un mondo che non ha l'ausilio e la fiducia nella ragione umana.
Per questo la morte viene accettata e presa come un evento naturale e concreto, con cui fare i conti in qualsiasi momento. Certo, non è mai l'ora, nessuno è pronto. C'è chi si dispera, chi si ribella e chi alla fine accetta come la normale conclusione dell'esistenza, a cui affidarsi con calma e rassegnazione.
Bergman quindi gioca perfettamente con l'attitudine medievale a concretizzare il metafisico. I personaggi "vedono" la morte, la Vergine e il Bambino oppure il Diavolo.Tale e quale agli affreschi medievali. Soprattutto la morte è rappresentata/recitata in maniera estremamente suggestiva (a me ha fatto molta impressione).
All'interno di un quadro e di una vicenda medievali si muovono personaggi moderni. Il cavaliere (interpretato da un affascinante Max von Sydow) ha un animo molto rinascimentale, ossessionato com'è dalla ricerca personale e autonoma al divino. Oltre a questo possiede tutti i dubbi e la ricerca spasmodica di una certezza a cui affidarsi che caratterizza i moderni come Kierkegaard, ad esempio. Pronuncia discorsi molto importanti, molto profondi, con una sensibilità e un dolore interiore veramente sinceri.
Il dubbio e l'incertezza del suo carattere si rivela ad esempio nella sua richiesta di una proroga alla morte per poter "fare un'azione utile". Quest'aspetto etico del suo carattere non viene purtroppo chiarito abbastanza nel film. Non si capisce bene che cosa voglia fare e che scopi pratici si prefigga. Il tutto si risolve - un po' casualmente - nell'aiutare gli unici personaggi "positivi" del film. Da questo punto di vista "Vivere" di Kurosawa è fatto assai meglio.
L'altro personaggio moderno del film è lo scudiero Jons (il solito bravissimo Gunnar Bjornstrand). Lui rappresenta la corrente atea e materialista che ha sempre percorso il pensiero umano (già dal medioevo) e che modernamente ha preso il sopravvento. Attraverso di lui vengono smontati i miti ideologici che spingono gli uomini a combattersi e ad autodistruggersi, forse il lato più "diabolico" di una credenza di tipo religioso. Dalla sua bocca esce la convinzione di un niente assoluto che faccia seguito alla vita. Nonostante ciò è una persona che aiuta, che si dà da fare, uno dei pochi che sa come vivere.
Oltre alla vita pensata c'è la vita vissuta. Per questo il film prende in prestito dalle opere di Shakespeare l'espediente di un piano basso a carattere comico che funga da interludio, da pausa estraniante a carattere comico e soprattutto da specchio concreto, vitale, pratico e vissuto delle idee espresse dai personaggi "elevati". Ai gusti di un "moderno" può sembrare un contrasto o una contraddizione (abbiamo infatti perso l'abitudine a mescolare gli stili), invece è il segreto della completezza e della perfezione dell'opera.
Alla fine cosa rimane di tutto questo domandarsi, di tutto questo vivere? Niente, soprattutto nessuna risposta. La morte è categorica a questo proposito: "non è il mio compito". Per questo tutto rimarrà incerto, tutto rimarrà irrisolto per tutto il tempo dell'esistenza del genere umano; almeno fino alla sua autodistruzione, quasi presentita da Giovanni nell'Apocalisse: un'ipotesi più concreta di quanto si pensi, già presa in considerazione dagli antichi.
E tutto questo con immagini di una bellezza e di un'espressività mozzafiato: il cielo dove vola fermo un uccello che rimira tutto dall'alto, il mare all'alba, campi lunghi sulla campagna, sulla marina, il bosco di notte, l'apparizione della morte, il suo stagliarsi nell'ombra nell'ultima scena, il corteo macabramente danzante controluce là in cima alla collina. Quante, quante scene belle emozionanti mi porterò dentro fino al -mio- incontro con la morte.

ide84  @  20/09/2010 23.24.29
   4½ / 10
Scusatemi davvero, ma di più non riesco a dargli..forse mi manca quella sensibilità indispensabile per apprezzarlo, forse son troppo di un'altra generazione o forse semplicemente non l'ho capito. Ma a parte qualche dialogo interessante il resto è calma piatta, sembra di vedere un'opera teatrale; in più parti penso di essermi pure addormentato. Noiosissimo e per niente coinvolgente. Film pieno di domande, ma senza risposte. Mah..troppi commenti altissimi, secondo me in realtà sotto sotto questo film non è apprezzato poi così tanto..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  31/08/2010 16.36.54
   9 / 10
Un capolavoro, uno dei film più belli di sempre.
La partita a scacchi con la morte da parte di un cavaliere tornato deluso dalle crociate che attraversa un periodo di crisi, con varie paure che tormentano il suo cuore.
Il film concentra su di se molte tematiche popolane che riguardavano il periodo storico del 300: paura della morte, credenze dell'esistenza di un dio e credenze mistiche (fantasmi maligni, folletti), un periodo ricordato non solo per un momento di crisi, ma anche per l'arrivo della pesta detta la "morte nera".
Bergman realizza tutto questo in un'atmosfera cupa e molto surrele, una rappresentazione perfetta di come si svoge il film, una Svezia molto affascinate per i suoi paesaggi, ma nello stesso tempo molto cupa.
I personaggi sono fantastici, il cavaliere che gioca a scacchi con la morte e colossale, l'uso delle luci e delle ombre soprattutto durante la partita degli scacchi è magistrale, battute e dialoghi fortissimi, Bergman riesce a realizzare un pietra miliare nel mondo del cinema, un film di culto e da vedere senza ombre di dubbio.

3 risposte al commento
Ultima risposta 03/09/2010 22.54.39
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connor  @  16/08/2010 18.14.00
   9 / 10
Max Von Sydow interpreta Antonius Block, un cavaliere appena tornato dalle crociate.
Non accontentandosi delle risposte fornite dalla religione, egli si interroga sul mistero della Morte che lo è venuto a prendere e con cui riesce a guadagnare tempo sfidandola a scacchi.
Finale da brividi.

lukef  @  05/07/2010 11.34.38
   9 / 10
Capolavoro. Prima di questo l'ultimo film di Bergman che avevo guardato era "il posto delle fragole" che ho trovato molto bello ma talvolta leggermente pesante data la staticità di alcuni momenti (per il mio gusto personale). Il settimo sigillo è invece un film molto vario nelle immagini e nei personaggi, a momenti comico, ma la cosa ovviamente che lo distingue da qualsiasi "buon film" è la riflessione che queste immagini riescono a suscitare, è la profondita dei contenuti e la finezza dei dialoghi a dare quel tocco in più che ne fa sicuramente uno dei migliori film di Bergman. Non voglio essere retorico in ulteriori analisi visto che in molti si sono gia espressi (alcuni dei quali con conoscenze cinematografiche indubbiamente superiori alle mie). Spero solo di poter avere più tempo da dedicare alle altre opere di questo grande artista.

Lory_noir  @  19/05/2010 23.34.36
   6 / 10
Riconosco che è una pietra miliare del cinema e gliene riconosco il merito. I dialoghi sono davvero originali e profondo ma non lo rivedrei.

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  09/04/2010 22.26.09
   9 / 10
L'unica certezza è la morte... e agli uomini spetta soltanto la riflessione, lo scetticismo o la speranza che un Dio possa e debbe esistere o meno. Bergman dirige come se leggesse emotivamente la sua anima. Il cast artistico interpreta degnamente lasciandosi coinvolgere dal sacro peregrinare.

maka  @  04/04/2010 21.27.58
   10 / 10
Che bello!! Certi film riescono a trascinarti in certi luoghi e atmosfere in una maniera molto affascinante, i personaggi poi insuperabili! Bergman era un grande..

wooden  @  27/03/2010 18.07.42
   7 / 10
Il miglior Bergman, l'unico del regista che mi senta di consigliare.

Un regista troppo spesso frainteso in positivo, troppo impropositivo, verboso, polveroso, impantanato in questioni antiche quanto il mondo, il trionfo dell'apollineo.

Qua la potenza allegorica ed estetica del regista è comunque a ottimi livelli, nonostante l'immancabile prolissità e pesantezza.

MidnightMikko  @  10/03/2010 13.47.51
   10 / 10
Uno dei film più belli della storia del cinema secondo me.
Bergman,oltre ad essere un regista tecnicamente eccellente,costruisce su una sceneggiatura da applausi un film sofferente e sofferto (dai personaggi,interpretati alla perfezione da un cast di attori veramente superbi).
Da vedere almeno una volta nella vita.

yonkers86  @  28/02/2010 14.21.38
   9 / 10
Un film tanto bello quanto difficile e impegnato, che lascia molto spazio alla riflessione dopo la visione.
Penso che il tema centrale di tutto il film e il messaggio che Bergman voglia trasmetterci non sia tanto ciò che ci attende dopo la morte e la paura di essa, ma bensì la fede in qualcosa di superiore a noi, l'appigliarci a qualcosa di più grande nei momenti di difficoltà.
Bergman dimostra tutta la sua maestria stilistica in questo film, dai dialoghi alla sceneggiatura davvero sopraffina, inoltre non poteva scegliere un mondo migliore di quello medioevale per rappresentare il suo spiccato nichilismo ateo, rappresentando un'epoca che ci è nota per il suo profondo carattere religioso in un modo assolutamente non convenzionale, caratterizzata da un sottile umorismo e da una profonda insicurezza nei valori religiosi.
I personaggi sono molto ben curati: dal cavaliere errante divorato dai dubbi religiosi al suo fido scudiero quasi noncurante di tutto ciò che accade, come se prendesse in giro tutto e tutti.
Spettacolare la metafora degli scacchi con la partita tra la morte e il cavaliere, sublime contorno allo svolgersi della storia.

Sicuramente una delle pietre miliari del cinema di tutti i tempi, un film che chiunque dovrebbe vedere più e più volte

Drugo.91  @  14/02/2010 19.12.21
   8½ / 10
enigma esistenziale di Bergman sull esistenza di D*o
uno dei lavori piu affascinanti del regista (non il migliore comunque...), dalle bellissime scenografie alle splendide interpretazioni, in cui si fanno notare Ekerot e Sydow

Gabo Viola  @  08/01/2010 12.30.57
   10 / 10
Il miglior Bergmann, ho visto Scene Da un matrimonio, fanny e alexander, il posto delle fragole e persona. Lo reputo, nel complesso, un regista sopravvalutato; troppo legato al parlato, con dissertazioni spesso spicciole, come tratte da un bignami economico di filosofia. Quello che lo ha reso grande è il genio per l'immagine, ne "il settimo sigillo... Mostra tutto" si supera costruendo un film perfetto. Tra i migliori di sempre. A lui, nel filone narcolettico, preferisco di gran lunga Antonioni e Tarkowswy, trovo ad eseempio che "Persona" sia troppo fratturato, troppe dissertazioni di basso lvello, come da lavandaie che leggono Sarte o Mishima. "Il settimo sigillo" è un volo d'angelo, il resto ha i piombi alle caviglie e se e disfa solo in rari frammenti.

massapucci  @  30/12/2009 5.19.23
   9 / 10
La grande regia, le ottime interpretazioni degli attori, gli intriganti monologhi (ecc) fanno di questo film un vero e proprio capolavoro. Forse non perfetto ma quasi (c'è da tener conto anche che il film è di vecchia data).

Dr.Orgasmatron  @  09/12/2009 15.35.35
   9 / 10
Forse il più conosciuto dei film del "complesso" regista svedese, ma non di certo per questo il migliore. Intriso di simbolismi e sceneggiato in un caotico Medioevo dove sacro e profano si mescolano sapientemente, ha alcune pecche che non mi consentono di assegnare il massimo dei voti. Epica la sequenza della partita a scacchi con la morte, una morte che tallona il cavaliere per tutta la pellicola

dewolf  @  28/11/2009 2.25.04
   8 / 10
Mi sono soffermato a lungo a leggere ciò che ha commentato la gente prima di me sia per curiosità sia perche lo ammetto mi sono trovato in seria difficoltà nel dare un voto a questo film. Di sicuro alcune rappresentazioni quali la celeberrima partita a scacchi con la Morte oltre che gli intensi dialoghi su ciò che ci possa essere al di là della vita, con cavaliere e scudiero portavoci di due file di pensiero contrapposte, sono da considerare capolavori assoluti, immortali per ciò che è la storia del cinema; la stessa rappresentazione della paura di dover morire o l'idea di quello che potrebbe essere l'Apocalisse nonchè l'artefizio dell'epilogo della partita a scacchi (con una parte che decide di perdere e l'altra che imbroglia pur di vincere) pongono il film a livelli assolutamente eccelsi: del resto siamo nel 1956 e tali concetti non erano mai stati espressi (o perlomeno mai con tale efficacia) per cui Bergman si erge davvero a Maestro assoluto!
Ci troviamo però in un contesto troppo lontano da quello in cui è stato girato il film: concetti cosi profondi sono stati ripresi in molte circostanze e in alcuni casi anche molto bene, dove lo spettatore è in grado di immedesimarsi nel protagonista (cosa che io qui non sono proprio riuscito a fare)! Il film è inoltre in troppi punti lento e privo di colonna sonora!
Per concludere riconosco la grandezza dell'opera oltre che del regista ma penso che andare oltre un certo voto non sia possibile e come ho letto in altre recensioni sono anch'io convinto che molti abbiano dato 10 giusto per seguire la massa (spero che questi quantomeno abbiano visto il film fino alla fine e non si siano addormentati...)!

il genio  @  19/11/2009 15.13.15
   10 / 10
è stato detto già tutto,nn mi rimane che votare...il massimo ovviamente.CAPOLAVORO.

DarkRareMirko  @  03/11/2009 0.12.14
   10 / 10
Indiscusso personale capolavoro cinematografico del compianto e grandissimo Bergman (forse oggi però inteso eccessivamente come fautore di cinema d'elite, di cinema di alto livello; chi, insomma, decide a tutti i costi di voler vedere film di una certa qualità ripone la sua scelta verso qualli fatti da Bergman, cosa anche giusta, però posta troppo in modo superbo, troppo in modo snob).

Ad ogni modo, sequenze indimenticabili di questo gran lavoro verran anche riproposti da altre opere di qualità (come il fumetto Dylan Dog per esempio, che in una storia cita palesemente la partita ascacchi con la morte).

Inquadrature molto studiate, molto ricercate (anche sotto il profilo geometrico), ottima fotografia, nobili intenti riguardo alla trama, grandi attori (l'attore feticcio di Bergman, Von Sydow, qui ci regala un'altra grande recitazione) per un grandissimo capolavoro, simbolico e metaforico, realizzato in brevi tempi.

Con la sua partita già persa in partenza, il cavaliere (spoiler)

Visione imprescindibile.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Neu!  @  25/09/2009 12.21.02
   10 / 10
uno dei capolavori del cinema mondiale. immenso Bergman. su questo film si è detto di tutto, ma proprio di tutto. talmente di tutto che sento ancora dire cose come "non è tra i migliori Bergman" oppure "non ha resistito alla prova del tempo". stupidi!!! ditemi un altro film, che sia deli anni 20 o del 2009, che contenga una figura incisiva come quella della morte in questo film. NON ESISTE!!!! altro che prova del tempo. il tempo non esiste per queste opere, non deve esistere. potrei parlare per un altra ora su questo film, potrei scriverci una tesi di laurea. non lo faccio, ma sappiate che pochissimi film contengono tanti significati e metafore di questo. CAPOLAVORO!!!!

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/01/2010 15.20.59
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lampard8  @  18/09/2009 1.29.48
   10 / 10
Fantastica opera di Bergman, uno dei più grandi capolavori della storia della cinematografia mondiale. Acutissima riflessione sulla morte, l'eros e il thanatos, le paure più recondite e le superstizioni umane. Una carrellata di immagini indelebili e di fotogrammi che sembrano un mosaico perfetto. Maestosa la regia ma ancor più sorprendente e sublime è la fotografia, nonchè la magistrale prova di tutto il cast.
Finale da brividi per un film che merita una standing ovation.

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/12/2009 14.25.51
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  23/08/2009 14.55.33
   7 / 10
Santo cielo, questo Bergman è una fabbrica di pessimismo, i suoi personaggi non fanno che parlare di morte, apocalisse, peste, tristezza… beh, ovviamente nel periodo delle crociate non potevano che essere tempi bui. Un film interessante, non gli do più di 7 perché mi sembra eccessivamente “freddo”, in ogni caso interessante la trama, pieno di spunti e particolari e con quel finissimo umorismo. Inoltre si vede benissimo che Bergman ce l’ha a morte con la Chiesa.

Tautotes  @  03/08/2009 14.17.44
   8½ / 10
Insieme a Persona, il film di Bergman che preferisco. Nichilismo imperante e visione filosofica profondissima.

The BluBus  @  29/07/2009 21.15.21
   10 / 10
Il miglior Bergman, leggendario

bulldog  @  16/07/2009 12.01.54
   8 / 10
Capolavoro Bergmaniano.

Apocalypse_Now  @  29/06/2009 2.02.41
   7½ / 10
L'icona di Bergman. Con il passare del tempo sa un pochino di trapassato remoto. Da vedere per farsi un'idea della complessità del regista. Ho preferito il più "sperimentale" Persona

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  28/06/2009 20.45.20
   10 / 10
La morte. La fede. Bergman decide di rappresentarle in un girotondo di maschere medioevali. Nel suo linguaggio, pregno di simboli. Una partita a scacchi con la morte. Dietro il confessionale, la morte. La terrificante processione dei penitenti... Sino alla bellissima visione finale.

dave89  @  12/06/2009 10.23.18
   10 / 10
capolavoro di bergman, da vedere

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  27/05/2009 23.19.49
   8½ / 10
La riflessione filosofico/religiosa di un grande Maestro sulla vita, la morte e su quello che c'è (o non c'è) dopo, il contrasto tra la spensieratezza di chi semplicemente ignora e la cupa disperazione di chi spera ma non crede, nella vana ricerca di una certezza tangibile che prenda il posto di una fede vuota.
Veramente un film che non ha età.

amphibian_87  @  26/05/2009 16.57.13
   10 / 10
bergman sottolinea il suo per il fanatismo cui le varie forme della religiosità conducono.

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Pierre Bezuchov  @  20/05/2009 9.45.09
   9½ / 10
Geniale. Inutile polemizzare sulla diversità contestuale in cui è inserito oggi, è un fatto dimostrato che i capolavori veri non invecchiano mai.

Il film di Bergman è una perfetta rappresentazione della vita, perfetta proprio in quanto ha come soggetto l'ultima battaglia che ogni uomo deve combattere: quella contro la propria morte.
La vita scorre in un attimo, senza che ce ne accorgiamo scivola via e possiamo solo fare del nostro meglio nel tempo che ci è concesso; immancabilmente però, questo non ci basta mai.

Affresco indagatore di un'epoca oscura; fuoco fatuo ingannatore, ci illude rinchiudendo la vita, la morte, i più grandi misteri dell'umanità nelle regole e costrizioni dei pezzi di una scacchiera. Sforzo e fede possono trionfare sul nulla? Possiamo noi ottenere più tempo, fosse per il più nobile degli scopi, o per la più alta delle aspirazioni? Possiamo noi ingannare la Morte?

Ambientazione e scenografia non curatissime ma efficaci ci mostrano un anno mille confuso e spaventato, tra demoni, appestati e flagellanti non c'è conforto, non c'è rifugio, non c'è speranza.

Probabilmente questo film è davvero un po' troppo vecchio per i nostri tempi, ormai siamo abituati a super-effettoni grafici, inquadrature nervose e tematiche ultrapsicologiche. Ma io credo sia un bene che sia così vecchio. Non oso immaginare cosa ne sarebbe risultato se alla regia ci fosse stato qualcuno dei nostri tempi, tipo Ron Howard. Brrrr.

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kullaz  @  12/05/2009 11.09.01
   6 / 10
Riconosciuta l'importanza storica e la complessita tematica della pellicola, è inutile cercare di nascondere come tanti pseudo cinefili come questa opera sia oggi poco interessante e mortalmente noiosa...Il cinema è cambiato sia tecnicamente che tematicamente, e nonostante non debba mai mancare il rispetto per queste opere che (ai tempi) sono state pietre miliari d'avanguardia e socialmente scomode, è inutile sommergerle di 10 finti e non sentiti, dato che oramai il loro valore è evidentemente diminuito e completamente esautorato dal differente contesto sociale nel quale ne usufruiamo.

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Ultima risposta 18/03/2010 15.28.49
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USELESS  @  01/05/2009 3.50.21
   8 / 10
Uno dei pochi film di Bergman che consiglierei di vedere a una persona qualsiasi o a un amico.
La maggior parte li consiglierei a persone a cui voglio del male! :)

Alexein  @  11/03/2009 1.19.30
   9½ / 10
Capolavoro. E' la tragicità della vita e la sua redenzione messe sullo schermo. Storia allegorica che non risente affatto del passare degli anni se non per via dello stile registico dell'epoca.
Il 'bianco e nero' invece lo aiuta a rendere ancor più affascinante la sua trasfigurazione nel cinema d'oggi. Non si può non pensare ad un film che ha per argomento la Morte e la Vita che si scontrano in una partita a scacchi che con questo stile e con questo contesto.

fragolina51  @  13/02/2009 21.42.18
   8 / 10
Film straordinariamente mitico, ma che con gli anni ha perso un pò di fascino

pinhead88  @  10/02/2009 13.52.41
   7 / 10
film pieno di metafore e significati nascosti.più che un film sulla Morte mi è parso più che faccia riflettere su ciò che c'è dopo,sulla fede umana nell'esistenza di Dio o sul nulla che ci circondi dopo la nostra vita.il mistero che affligge ogni essere umano consapevole del fatto di dover morire.
un film che fa riflettere se preso in maniera positiva e non superficiale,non lo rivedrei una seconda volta.molto affascinante la figura della Morte,che in alcune circostanze può apparire anche un pò burlesca.
alcune scene sono state una mezza delusione da parte mia,come quando i compagni di viaggio vedono il guerriero giocare realmente a scacchi,una scena che a parer mio doveva trattarsi solo di metafora nascosta da parte del protagonista,nella mente del protagonista,senza dar spazio alla realtà circostante.come anche la scena in cui viene tagliato l'albero dalla signora mietitrice,un pò ridicolizzato.
non me la sento di giudicarlo come capolavoro,anche se di Bergman devo visionare altre opere,ma mi aspettavo di meglio sinceramente.
essendo del '56 non posso che giudicarlo bene per quello che è,anche se non mi ha trasmesso molto,a parte le scene in cui viene rappresentata la morte.
voto:7,anche se mi dispiace che volevo piazzargli un 10.

kalin_dran  @  24/01/2009 9.55.04
   9 / 10
Film pieno di metafore e di simbolismi che affronta, grazie alla diversità dei personaggi presentati, il tema della Morte da diversi punti di vista.
Personalmente mi sono molto identificato col pensiero del cavaliere.
Il Settimo Sigillo è una grande pellicola del passato che affronta un argomento che non può lasciarci indifferenti.

Vitto89  @  20/01/2009 19.52.20
   9 / 10
Davvero bello, un cavaliere che cerca in tutti modi di scappare e bleffare la morte in una partita a scacchi. Davvero originale

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Ultima risposta 28/11/2009 02.32.34
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Renegade  @  11/01/2009 14.27.18
   8 / 10
Forse il più noto film di Bergman non è comunque il suo migliore. Epica l'icona della morte che gioca a scacchi con il cavaliere nel tentativo di quest'ultimo di prolungare il proprio destino. Molto bello dal punto di vista figurativo

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  08/01/2009 19.40.19
   8½ / 10
Film tra i più belli e profondi che io abbia mai visto....Fantastica l'analogia tra la partita a scacchi e l'eterna lotta dell'uomo per la fede e contro la morte!!!!
Non ho altre parole per dscrivere questo autentico capolavoro!
Da vedere ASSOLUTAMENTE.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  06/01/2009 13.17.54
   9 / 10
Nella vita, prima della morte (unica certezza), la sola cosa che conta è l'amore. Tutto le altre questioni sono inezie. Il voto in questo caso non ha alcuna importanza. Opera d'arte.

Lo ricorderò, questo momento: il silenzio del crepuscolo, il profumo delle fragole, la ciotola del latte, i vostri volti su cui discende la sera, Mikael che dorme sul carro, Jof e la sua lira… cercherò di ricordarmi quello che abbiamo detto e porterò con me questo ricordo delicatamente, come se fosse una coppa di latte appena munto che non si vuol versare, E sarà per me un conforto, qualcosa in cui credere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  29/12/2008 15.17.06
   9 / 10
Incredibilmente capace di descrivere il dramma dell'uomo nei confronti dello sconosciuto con frasi secche, toccanti e semplici, il Settimo Sigillo si fa strada con un arma assai potente, nell'incertezza e nella stupidità umana. Non mi aspettavo questo tipo di coinvolgimento per un film che tratta certi argomenti e invece mi son dovuto ricredere. Attualità, senso di colpa e spiritualità alimentano la condizione umana che in quegli anni fino ad oggi è rimasta la medesima per molti di noi: La colpevolezza di essere un Timorato di Dio.

Signor Wolf  @  22/11/2008 16.16.15
   9 / 10
Un film che sembra una rappresentazione teatrale, con i personaggi che descrivono i diversi atteggiamenti dell'uomo di fronte alla morte che arriva appunto in maniera teatrale.
Non sono d'accordo con chi tira in ballo Dio in questo film, perchè in questo film Dio non c'è, in tutti i sensi.

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Ultima risposta 24/11/2008 12.47.39
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smellow  @  17/11/2008 16.20.34
   9 / 10
Si vede benissimo nonostante i 50 e passa anni. E' veramente profondo, attori bravissimi. Simpatiche anche le battute. Gli metto un punto in più perchè ha una certa età e merita pienamente di stare nella top 25.

gei§t  @  07/11/2008 5.09.29
   7 / 10
Imponenti discorsi sulla vita, sulla morte e su Dio, senza risposte certe, come è ovvio che sia. Lo scenario di pestilenza e merte che gira attorno ai protagonisti è un ottimo sfondo per l'apocalittica vicenda.

nevermind  @  04/11/2008 23.25.53
   8 / 10
Sicuramente un film che fa riflettere. Giocare a scacchi con la morte per poter guadagnare del tempo è il modo migliore di creare il giusto incipit del film.
La trama è molto particolare e con il passare del tempo si crea la giusta armonia ed atmosfera che ci porta a rivivere le stesse vicende dei personaggi (vedi la peste, le donne perseguitate, il prete peccatore ecc...) già viste in altri film usciti ben oltre il '60. Tuttavia bisogna saper cogliere i dialoghi del film che riguardano proprio l'aldilà (secondo me il migliore rimane quello in cui il cavaliere si confessa proprio con la morte) perchè i messaggi e i temi lanciati da questo film sono molto attuali.

The Atheist  @  25/10/2008 1.17.45
   10 / 10
Non sono un filosofo e magari non colgo nel profondo tutti gli aspetti del messaggio di questo film, ma non esito a definirlo un capolavoro. Credo che i film, come la musica, possano e debbano trasmettere sensazioni, emozioni, che vanno al di là delle speculazioni teologiche e filosofiche. Il maestro Bergman ci ha regalato un'opera straordinaria che non può lasciare indifferenti. Da segnalare l'eccezionale presenza scenica di Bengt Ekerot, viene da pensare che l'espressione "physique du role" sia stata coniata apposta per lui!
I dialoghi sono strepitosi nella versione italiana, ma consiglio anche la visione in lingua originale coi sottotitoli, è molto suggestiva.

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Ultima risposta 25/10/2008 23.18.12
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  15/10/2008 22.13.37
   9½ / 10
Spettacolare !!!! La sola scena iniziale della partita a scacchi con la morte varrebbe il prezzo del biglietto !!! Non è un film facile da guardare in compagnia, va osservato e capito a fondo. Veramente ottimo !!!

xxxgabryxxx0840  @  10/10/2008 13.35.51
   8½ / 10
Un grande film, difficile e pieno di metafore, incentrato su una partita a scacchi con la morte, attraverso la quale il cavaliere protagonista della pellicola cerca di prolungare il suo inesorabile destino.

f_calderini  @  27/09/2008 22.15.04
   9½ / 10
Bellissimo film.

Invia una mail all'autore del commento Agredei  @  20/09/2008 16.27.10
   10 / 10
Una partita a scacchi con la morte....che capolavoro!

E poi chissà, magari la vita non è altro. La nostra prima mossa: il vagito... alla morte la risposta.

JOKER1926  @  04/09/2008 16.30.03
   8½ / 10
Siamo nel remoto 1956… Un regista di nome Ingmar Bergman "estrae" dalla sua profonda mente un film abissale…
Un cavaliere e pronto a morire, la Morte è vicina, questa Icona primitiva e raccapricciante si presenta in vesti nere…
Ma l'uomo (reduce dalle crociate) temporeggia e sfida La Morte in una partita a scacchi pressoché infinita…
Il regista introduce molti personaggi sulla scena, molti di essi hanno pesantissime funzioni metaforiche, la purezza della famiglia con un bambino piccolo, la cattiveria del "sistema" che fa rima con degrado, dubbio e miseria…
Il cavaliere è una persona piatta, senza valori, dubita di D.io e si perde inesorabilmente nell'incertezza eterna…

Creando assi immaginari nella psiche umana viene a realizzarsi un'inesorabile linea di confine fra Bene e Male…
Essi sono la retorica della vita umana, il Male è l'ente "pericoloso" temuto e odiato dalla massa…
Il Bene è il "paradiso" ma esso non è certo, la sua bellezza e purezza si intersecano beffardamente con il Niente con il sogno…
Ovvero prende vita un complesso concetto di " rifrazione "…
L'ente del Bene è composto dal "tassello" perfezione, questo "nobile" "tassello" paradossalmente scredita il Bene, la Perfezione Celestiale e sconfitta dal suo astrale riflesso, o meglio l'uomo non riesce a comprendere la Luce, essa si nasconde e si esalta lontano dal conscio umano bensì in dimensioni ignote…
I Dialoghi compongo l'enfasi di questo film, essi sono "poetici" ma dietro la massima retorica si nasconde la Vita, la sostanza, i fatti…
Ingmar Bergman si supera e confeziona un' Opera con varie allegorie, piccole grandi metafore…
La storia si svolge in un periodo buio, l'uomo è vittima della Superstizione ed è vittima della morte e soprattutto della vita…
Il regista "sbalza" sontuosamente da un argomento all'altro con Somma, Suprema Eleganza…
La "danza della Morte" raffigurata anche in chiesa da un artista è significato di paradossale liberazione "gettonata" dalla prigionia eterna ovvero dalla Morte…
Gli uomini spensierati e liberi da ogni male terreno si allontanano da questo mondo e guidati dalla Morte raggiungono un qualcosa di inedito… (ma il viaggio di Ingmar Bergman si ferma qui ovviamente solo sul piano tecnico, cinematografico, resta allo spettatore "varcare" il "concetto conclusivo" ragionando e generando interpretazioni su un ipotetico nuovo mondo, nuova dimensione ove si "innalzano" due immaginarie strade: Il Bene e Il Male…)
E' difficile "collocare" L'Opera di Bergman in un solo contesto, il film generato dalla metafora della Morte si fa strada in altri "spazi concettuali"…
La scena teatrale rappresenta praticamente il disegno della vita dell'uomo in modo altamente banale, ma questo siparietto "addolcisce" le inevitabili conseguenze della vita…
E quindi la Vita è tutta da interpretare, tutte queste concezioni si "incrociano" violentemente con teorie Luminose e Oscure (ovvero Vita e Morte)…
La "pedina" nel film è Il cavaliere, l'uomo compie un atto di fratellanza, salva la famiglia di giocolieri dalla Morte…
Bellissima la scena della partita a scacchi ove il Cavaliere lascia cadere volontariamente le pedine, la Morte con cinismo e cattiveria (e questa "cattiveria" è una metafora, calandoci nel concetto metaforico essa è la "Stazione dei Sensi"…) "risolleva" i pezzi e "bluffando" vince la partita…
La Morte ha vinto, ma paradossalmente è stata soggiogata!!!
La scena sul piano cinematografico certamente non è il Top assoluto ma in questo caso bisogna "sormontare" il concetto tecnico e penetrare in profondità nel concetto della Retorica e della falsa Solennità che è presente anche nell' "Angelo Oscuro" ovvero la Morte…
Il film è un "cantiere aperto", l'uomo è in lotta contro tutto e tutti, odia la Morte, non crede in D.io e non trova luce ma solo profonda oscurità…
Dio esiste?
E' la domanda allegorica dell'intero film, il regista come accennato prima non definisce niente, la luce (ovvero D.io) è una metafora, esso compie Miracoli e gioia grazie ad un "mezzo di passaggio" ovvero il Cavaliere, esso indirettamente rappresenta D.io in un determinato momento e in effetti batte la Morte (un uomo non batte la Morte)…
La domanda "mordace " composta da solo due "paroline" (D.io Esiste) genera migliaia di interpretazioni, esse a volte si scontrano e si "mescolano"…
La scacchiera potrebbe nascondere diversi messaggi metaforici, il nero della Morte potrebbe allegoricamente rappresentare l' "Oppressione visiva" ovvero l'inutile retorica che condiziona mortalmente l'uomo…
Il bianco invece rappresenta la purezza troppo delicata, essa a volte è "coperta" dal nero (ovvero la Morte) ma nonostante ciò essa (ovvero la purezza) simboleggiata dalla pedina bianca si muove per prima nel lungo calvario della vita, queste concezioni si rispecchiano metaforicamente sulla scacchiera "domata" dalla "sfera" immaginaria dell'uomo: La morte e L'uomo (ovvero la salvezza)…
"Il Settimo sigillo" nasconde significati abissali, il regista si supera su questo piano ma lascia pecche riguardo la fotografia e il ritmo del film (ma in questi casi, come detto prima le cose importanti sono ben altre…).
Non mancano belle scene, alcune davvero macabre, beffarde e "grottesche", la Morte rappresentata in modo Divino "incombe" nelle menti della massa spettatrice; era difficile raffigurare questo "scuro" Personaggio in modo così "solare" ed elegante… Lode a te Ingmar!
Buone le interpretazioni, complimenti all'intero cast, drammatiche, buie le atmosfere (il "bianco e nero" gioca in questo caso una funzione primaria), il regista compone uno splendido "Mosaico", esso "Imbandisce" il tutto con (innumerevoli) temi profondi e religiosi che il più delle volte sono nascosti…
Il finale è terribilmente drammatico e Supremo sul piano della concezione "Dio-Morte"…
La Morte "gode" da una parte ma dall'altra c'è l' amore di Dio che non ha bisogno di celebrazioni…
E' questa l'essenza del film, l' "emisfero" del Bene si confronta con l'altro e addirittura si mescolano!!!
Infatti il "cammino" dei morti nel finale potrebbe rappresentare anche la liberazione, la felicità…

Ingmar confeziona l' Apoteosi, il "Settimo Sigillo" è il doloroso finale della visione apocalittica…
La pellicola milita nei baratri del possibile, dell'immaginabile e glorifica, emoziona a tratti (purtroppo non sempre!) l'animo dello spettatore, Opera a tratti delirante, immensa, "ambigua" e Immortale…

10 risposte al commento
Ultima risposta 22/11/2008 16.22.18
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goldtw  @  01/09/2008 1.23.40
   8 / 10
difficile aggiungere altro su questo grande film..quello che c'era da dire l'avete già detto! :) non è fra i miei preferiti di bergman,ma l'ho gradito parecchio.purtroppo in alcune parti se devo essere sincero,m'ha un pò annoiato...è anche per questo che non riesco a mettere il massimo dei "punti" a quest'opera..non voglio inserire un dieci a priori solo perchè il regista ci permette di assaporare un cinema di altissimo spessore..avevo aspettative leggermente più alte,nonostante mi sia piaciuto.i dialoghi con la morte e il cavaliere sono perfetti,inquietanti e angoscianti al punto giusto("perchè non posso uccidere dio in me stesso?").peccato per diverse scene,che non le ho trovate così eclatanti,non reggono il confronto con altre..ho sentito una sorta di squilibrio..comunque,per chi non l'avesse ancora visto è caldamente consigliato,sopratutto per i cinefili accaniti.

frogmore  @  05/08/2008 15.26.30
   9½ / 10
Un film denso di contenuti e di una profondità psicologica non indifferente, che affronta il tema della religione e mostra cosa l'uomo è in grado di fare quando la fede si trasforma in fanatismo. La fede è infatti uno degli argomenti a cui la pellicola presta particolare attenzione nel tentativo, secondo me riuscito, di darle una definizione e di spiegarne i significati più profondi. La morte rappresenta la fine di tutti gli interrogativi umani e ciò che si trova dopo appartiene all'ignoto. Di fronte ad essa ogni personaggio, come ogni uomo, si sente impotente; solo lo scudiero è in grado di affrontarla a testa alta, in quanto portatore di una verità disillusa e non fuorviata che gli permette di essere in pace con se stesso e non attanagliato da dubbi e paure come il resto dei protagonisti.
Non è un film creato per intrattenere, ma un film studiato per far pensare lo spettatore e costringerlo a mettere in dubbio ciò in cui finora ha sempre (più o meno) creduto.

chucknorris87  @  17/07/2008 15.48.39
   7½ / 10
Uno di quei film che ti fanno capire quanto faccia schifo il cinema oggigiorno...
Stupendo... per essere un film così datato...
inizia in maniera un op' troppo lenta ma poi direi che si riprende alla grande..

Invia una mail all'autore del commento BIONDO  @  27/05/2008 16.18.39
   6½ / 10
delusione. il film si divide in due film.
1)tutte le scene in cui compare la morte,10minuti all'incirca,di questa parte posso dire che è un capolavoro,la morte è davvero immortale,leggenda,inimitabile da tutti quelli che hanno fatto film sul tema in seguito. voto 10.
2)tutte le scene in cui non compare la morte,80 minuti,di questa parte posso dire che è noiosissima,non regge l'impatto coi tempi,non crea emozioni e non vedo niente di tutto cio' che voi scrivete(penso che molti scrivono davvero solo per sentirsi cinefili),è davvero un impresa arrivare alla fine del film,non succede praticamente nulla,non ci sono colpi di scena,piatto che piu' piatto non si puo'.voto 1
in conclusione,il film viene considerato un capolavoro senza tempo dalla critica(la critica vera)perche' è stata una novita',un film nuovo all'epoca,che è stato oggetto di innumerevoli imitazioni e ha creato un nuovo mito,la morte vestita di nero che ti vene a prendere. molti di voi votano 10 perche' nella vita seguono la massa e le mode. penso che l'80%che ha votato 10 ha avutodifficolta' arrivare alla fine della pellicola per poter finalmente esclamare:"mamma mia che capolavoro"!!
sono indeciso nel voto,dovrei darei 10 solo per la faccia della morte,ma il film è davvero troppo vecchio e funziona bene com sonnifero per dare un simile voto,son rimasto molto insoddisfatto alla fine della pellicola ma non me la sento di dare l'insufficienza perchè non la merita.

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Ultima risposta 17/07/2008 20.54.25
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Bacao  @  22/05/2008 0.48.56
   9 / 10
Esiste Dio? La preghiera pare rivolta al buio. Perché pare averci creato per lasciarci in balìa di eventi talvolta positivi ma talvolta pure nefasti (come la peste o l'inquisizione)?
La "strega" che si è unita al demonio può forse rispondere al quesito: eppure si tratta di una semplice innocente agli occhi di chi ha conosciuto le angherie della guerra e non crede a superstizione e flagellazioni. Persino lo sguardo di lei, sul rogo, pare quello di chi nulla vede se non l'assurdità di tutto. E ironia della sorte, neppure la morte, disinteressata, si preoccupa di quanto avviene "dopo".

Film che si inquadra nel pensiero esistenzialista del dopoguerra di Albert Camus, con echi di Kafka. L'accento è posto sui quesiti fondamentali sulla vita e la morte - quesiti senza risposta, scaturiti dagli eventi tragici del decennio precedente - e sugli atteggiamenti assunti a riguardo dagli individui.

Il personaggio della morte verrà poi ripreso in parodia dai Monty Python.

jmarra  @  07/05/2008 16.46.35
   10 / 10
mai la morte è stata rappresentata sul grande schermo in maniera eslicita con il garbo e l'eleganza usata da bergman...un film universale....

Sbufasa  @  29/04/2008 14.59.54
   9 / 10
Non a caso viene considerato un capolavoro del cinema mondiale. A livello di significato, con la continua ricerca di risposte da parte dell'uomo che nulla può contro la potenza divina (la morte), è un prodotto eccellente. Certo vederlo oggi può sembrare superato, ma il bianco e nero e la lentezza si sposano perfettamente nella costruzione della vicenda narrata. Il bene e il male, l'angoscia della peste e la redenzione. Ogni personaggio viene descritto minuziosamente e porta lo spettatore al centro della storia investendolo di tutte le contraddizioni del clima medievale. Bello bello bello.

Jumpy  @  24/04/2008 15.05.35
   10 / 10
Tra i capolavori assoluti del cinema, pieno di simbolismi ed allegorie, per certe atmosfere cupe ed inquetanti mi ha ricordato vagamente "I diavoli" di Russell

blackjoker  @  09/04/2008 15.42.33
   9½ / 10
E' un film sconvolgente. Scene come l'incontro con la Morte e il dialogo nella cappella, non potranno mai lasciare indifferente uno spettatore che abbia un minimo di sensibilità. Ti rimbomba nella testa per qualche giorno. La Morte, Dio, il senso della vita. Lascia il segno.

Invia una mail all'autore del commento catenanm  @  18/03/2008 23.39.45
   9 / 10
Mi fa piacere che a certa gente non piacciano film presenti nella top 25 di questo sito, almeno così capiamo che non a tutti deve piacere una cosa solo perchè per la maggior parte è un capolavoro Di questo film, prima di vederlo sulla Top 25, non ne avevo mai sentito parlare, ma ho deciso di noleggiarlo solo perchè volevo provare l'ebbrezza di stare davanti alla TV a guardare un film in bianco e nero.
Devo dire che mi è piaciuto molto, sia in termini di storia, sia di riprese (per l'epoca) e pure per come siano stati capaci i protagonisti nelle interpretazioni. Particolarmente pesante però il bianco e nero, abituato ormai alla TV a colori, ma questo non ti fa desistere dal guardarlo

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Ultima risposta 19/03/2008 17.56.02
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popoviasproni  @  13/03/2008 12.29.31
   8½ / 10
Parabola umana sulla morte, la vita e la ricerca di DIO stilisticamente perfetta, grandi i primi piani, e con un Bianco-Nero Luce-Ombra immmortali.
Suggestivo il confronto tra il cavaliere e la morte.
Contenuti sempre attuali a distanza di 50 anni!

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  09/03/2008 16.23.14
   10 / 10
Indiscutibilmente uno dei più grandi registi di tutti i tempi, Ingmar Bergman ha basato le sue opere sui temi che lo hanno accompagnato per tutta la vita: l'incomunicabilità tra le persone, la ricerca di D.I.O., la percezione che ha l'uomo della malattia e della morte, le forti crisi esistenziali che colpiscono le coppie e le famiglie
Dopo una serie di sperimentazioni espressionistiche la sua ricerca ha lentamente virato verso l'essenzialità, circondandosi, per l'interpretazione dei personaggi della maggior parte dei suoi film, di attori feticcio come Ingrid Thulin, Liv Ullmann, Bibi Anderson, Gunnar Bjornstrand e Max Von Sydow; tra i tanti premi ricevuti nel 1957 riceve quello speciale della giuria a Cannes con "Il settimo sigillo" dove la dimensione allegorica si sviluppa in tutta la sua forza e penetra prepotentemente all'interno della tematica religiosa attraverso i dubbi e la crisi esistenziale del cavaliere Antonius Block lacerato da angosciosi interrogativi sull'esistenza di D.I.O. dal momento che, tornato a casa da una crociata, stanco e deluso, trova intorno a sè soltanto pestilenza, inquisizioni e morte, la stessa morte che, in vesti umane, gli si presenta all'improvviso davanti informandolo che è venuto a prenderlo essendo giunta la sua ora, ma l'uomo non è preparato a morire se non dopo aver riempito il vuoto che incombe nel suo animo, vuole prima una risposta ai suoi dubbi, ha bisogno di tempo, per ottenerlo sfida a scacchi la morte.
Il settimo sigillo, ossia l'ultimo, quello del tragico finale della visione apocalittica, dei sette con i quali è sigillato il libro, contenente l'ultimo tra gli scritti del nuovo testamento, che verrà letto dall'agnello di D.I.O. ( Gesù Cristo) per venire a conoscenza dei misteri della vita, dà il titolo a questo grande film dove, per aquisire questa conoscenza il cavaliere chiede alla morte una dilazione al compimento del suo destino.
Credo sia superfluo addentrarmi troppo nell'analisi filosofica ed esistenziale del film o sulla grandezza della sua struttura: soggetto, scenografia, fotografia ecc. ( lo hanno fatto molti, e bene, di quelli che mi hanno preceduto), magari mi soffermerò su quello che a me ha colpito di più: la straordinaria bellezza dei dialoghi del cavaliere con la morte, asciutti, diretti, ma di una profondità devastante.
"Vorrei parlarti sinceramente ma il mio cuore è vuoto, il vuoto è uno specchio che riflette la mia immagine e provo disgusto e paura, l'indifferenza mi ha isolato dagli uomini, vivo un mondo di fantasmi rinchiuso nelle mie fantasie e nei miei sogni; perchè D.I.O. si nasconde in una nebbia di promesse e di miracoli che nessuno ha mai visto? perchè D.I.O. continua a vivere in me in questo modo doloroso ed io non riesco a liberarmene? voglio che mi parli, che mi sveli il suo volto;" alla replica della morte che gli dice: "forse D.I.O. non esiste!" l'uomo riprende: "allora la vita è un assurdo errore, nessuno può vivere con la morte di fronte agli occhi sapendo che tutto è nulla, la mia vita è stata vuota, piena di cose insignificanti, non provo amarezza soltanto perchè sò che la maggior parte degli uomini vivono così."
Pago di essere riuscito a distrarre la morte e di aver ritrovato un rapporto di solidarietà con gli uomini, il cavaliere accetta volentieri di perdere la partita a scacchi; il dramma dell'esistenza, nelle diverse valenze filosofiche, religiose ed ideologiche si chiude.

4 risposte al commento
Ultima risposta 04/04/2008 22.36.17
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Peppo81  @  03/03/2008 14.22.46
   9½ / 10
11simo film preferito

gran bel film, gran bella storia e poi il resto...............il capolavoro di Bergman

debaser  @  21/02/2008 12.36.49
   8½ / 10
Confesso che non avevo ancora visto il film per cui incuriosito da votazioni cosi alte sono stato invogliato a vederlo .Sinceramente mi aspettavo qualcosa in piu', sicuramente affascinanti le scene della partita della morte ed alcune metafore come per esempio quelle sugli attori. Non mi ha molto convinto il personaggio di Antonius Block, ne la scena madre del rende-z vouz di tutta la sua famiglia con la grande mietitrice, mi sembra che manca qualcosa per definirlo un capolavoro assoluto.

Bofonkio  @  18/02/2008 12.58.40
   10 / 10
E' "il" capolavoro! Niente da aggiungere.

faluggi  @  16/02/2008 0.37.51
   3 / 10
Ecco un altro di quei tanto osannati capolavori cosmici che al sottoscritto (scusate il termine) hanno fatto cadere i cogl1oni sul pavimento, io
prima di scrivere ho letto un pò i commenti sottostanti e devo dire che leggendoli ho notato la spocchiosità di molti utenti che per atteggiarsi da cinefili (o cinofili o gattofili) mettono 10 ad un film che non hanno mai visto nella loro vita o che magari lo hanno visto con occhio "minchia questo è un capolavoro mi deve piacere anche se non è così" se lo vedono, magari si fanno trequarti di palle ad arrivare fino alla fine, e al posto di dire "Mah carino" o "Che cag**a!!!" dicono "Grande capolavoro" e non lo vedono mai più, magari poi arriva un amico e gli chiede "Com'è il Settimo Sigillo?" "E' un capolavoro!", al che l'amico eccitato dice "wow ce lo vediamo stasera?" e lui risponde "Uhm non mi va tanto, perchè non ci vediamo Porkys 3?"
Ragazzi...(lo dico a coloro che si riconoscono nel mio commento) siate obiettivi a mettere i voti a sti film...

Gli ho dato 3 perchè effettivamente sotto il mio punto di vista non tutto è da cestinare.

Ricordatevi che questo, che vi piaccia o no, è il mio voto al film, quindi non scassatemi le maracas con le solite risposte fritte e rifritte.


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23 risposte al commento
Ultima risposta 28/07/2008 01.49.10
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