il diavolo e' femmina regia di George Cukor USA 1935
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il diavolo e' femmina (1935)

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locandina del film IL DIAVOLO E' FEMMINA

Titolo Originale: SYLVIA SCARLETT

RegiaGeorge Cukor

InterpretiKatharine Hepburn, Cary Grant, Brian Aherne

Durata: h 1.35
NazionalitàUSA 1935
Generecommedia
Al cinema nel Giugno 1935

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Trama del film Il diavolo e' femmina

Costretta a fuggire insieme al padre, un imbroglione ricercato dalla polizia, e a un collega di lui, Sylvia (Hepburn) si taglia i capelli e si veste da maschio. Ospite di un pittore, la ragazza si innamora dell'artista e riprende il suo vero aspetto. Molte insidie l'aspettano al varco.

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Voto Visitatori:   8,00 / 10 (6 voti)8,00Grafico
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Voti e commenti su Il diavolo e' femmina, 6 opinioni inserite

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topsecret  @  25/03/2011 09:29:23
   6 / 10
Mi dispiace non essere in linea con gli altri utenti che prima di me hanno commentato.
Nonostante il duo di attori protagonisti di grande appeal e bravura, questo è un film che regala poche sensazioni positive, lasciandomi alla fine un po' d'amaro in bocca per la sua trama che, pur audace ed innovativa per l'epoca, mi è sembrata troppo semplice e poco dinamica.
L'inizio era promettente e si intravedevano le possibilità di una storia intrigante e ben congeniata, ben presto però ci si accorge della sua poca propensione alla commedia, che non mi ha suscitato grande entusiasmo e coinvolgimento, pur avendo una linearità di base abbastanza regolare.
Katharine Hepburn e Cary Grant sono attori di chiaro spessore artistico ma è questo film che proprio stenta ad appassionare, almeno per quanto mi riguarda, e il resto del racconto scivola via in maniera convenzionale, senza offrire grossi sussulti degni di nota.
Una pellicola sufficiente per quanto riguarda l'incipit iniziale e la prova della Hepburn soprattutto, ma che non riesce ad avere una continuità interessante che riesca ad offrire una visione totalmente godibile.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  05/09/2010 18:25:15
   8 / 10
Un cult d'annata che all'epoca fece scalpore per la sua audacia e che andò incontro ad un clamoroso fallimento commerciale. Per anni sia Cukor che la Hepburn ne parlarono solo in termini di spregio, considerandolo un disastro fondamentalmente ridicolo, pieno di scene slegate tra loro e senza nessuna efficacia comica.
Per fortuna oggi è considerato un classico indiscusso che lascia allibiti per la sua straordinaria modernità. Gag sulla confusione sessuale e sull'ambiguità dei sentimenti degne quasi di "A qualcuno piace caldo", che solo un attrice profondamente anticonformista come Katharine Hepburn avrebbe potuto interpretare. C'è un evidente confusione sceneggiativa che frena un naturale fluire degli eventi, ma tutto è talmente elettrizzante che è impossibile non rimanerne coinvolti. Inutile dirlo, Kat è superlativa e con questa performance memorabile entra di diritto nella storia del cinema. Ottime anche le spalle maschili Grant e Aherne, simpatico imbroglione sciupafemmine il primo ed elegante bohemien il secondo.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  02/10/2008 17:51:27
   8 / 10
Come al solito le apparenze ingannano, e George Cukor ce lo dimostra con una commedia che alterna momenti divertenti ad altri venati da un'amara disillusione. Il finale, però, sembra riscattare, nel suggello dell'amore, coloro che erano stati "irretiti", e conclude felicemente una storia segnata da un destino che sembra essere all'insegna del "dio li fa e poi li accoppia!".
Cukor gioca, inoltre, con l'ambuguità sessuale, e lo fa con una leggerezza ed una delicatezza tali che mi riesce difficile pensare che all'epoca -anche se parliamo degli anni trenta- il film fosse stato ignorato per i suoi presunti contenuti scabrosi. Lo stesso bacio tra la Hepburn e Dennie Moore (il primo tra donne della storia del cinema!) avviene in un contesto talmente ironico e scherzoso da rendere risibile qualsiasi ammiccamento osè.
Convincente Cary Grant nell'insolito ruolo del personaggio negativo; e strepitosa Katharine Hepburn, soprattutto nei panni del maschietto.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  24/01/2008 00:49:00
   10 / 10
Strepitosa commedia di Cukor, giocata in tutto e per tutto sull'ambiguità mascolina di una splendida Katharine, addirittura più bella in versione maschile. E' un vero capolavoro quindi di gioco malizioso, ambiguo, difficile da spiegare, si riesce a carpirlo soltanto guardandolo. Un film assolutamente irriverente, proviamo a pensare l'effetto di un bacio tra una donna e un'altra donna, anche se nelle vesti di un uomo, nel 1935.. Probabilmente il doppiaggio italiano penalizza molto l'idea originale di Cukor, non essendoci, nell'originale, a parte qualche "Kid" presumo, differenze linguistiche per i riferimenti maschili e femminili. Una coppia davvero splendida, quella della Hepburn e Grant, che si ritroverà solo tre anni più tardi in quello che è probabilmente il capolavoro di tutte le commedie: "Susanna" di Hawks. I dialoghi sono degni di qualsiasi altra massima opera commediografa, tra le interpretazioni spicca in assoluto quella del Hepburn, e una regia magistrale che passa con incredibile incisività dall'humor a sequenze drammatiche di altissimo spessore.

P.S. visione sconsigliata in momenti con emicrania.

Dick  @  22/07/2007 14:12:29
   8 / 10
Curiosa pellicola giocata sul fascino dell' ambiguità che non manca di spunti ironici. C' é anche spazio per il sentimento e per il melodramma. Non mi ha conquistato del tutto però.
Della Hepburn c' è poco da dire se non che é bravissima e impeccabile. Mentre riguardo Grant, che in questo film interpreta una simpatica canaglia, se non erro mi pare sia il film che diede la svolta alla sua carriera che era iniziatatra l' altro con, incredibile a dirlo, "Madame Butterfly °______O, e nei ruoli di affascinante ed elegante uomo al fianco di dive come la Dietrich e la West.
Una cosa non mi torna:

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  23/06/2007 08:07:38
   8 / 10
"Il diavolo è femmina", "Sylvia Scarlett" è come vedere "boys don't cry" 70 (70!!!) anni prima, ma privata dalla drammatica denuncia sociale di Tina/Brandon e da certi espliciti riferimenti sessuali.
E' possibile tutto ciò? Uno dei film più coraggiosi, anticonformisti e audaci che io abbia mai visto, considerando che è stato girato nel 1935, che l'interprete principale è una grandissima Katherine Hepburn (una che non ha mai fatto mistero della sua androginia, ehm mascolinità) e che il ruolo "maschile" di Sylvia ha una sua dimensione sociale, certo, essendo sovente testimonianza della supremazia maschile in un mondo privo di veri riconoscimenti e diritti per le donne.
Non è un film "femminista" in toto, ma un'incredibile storia (anche d'amore sì) dove proprio la scoperta della propria identità (o la rivelazione femminile) provoca negli uomini quel bisogno di catturare soprattutto l'aspetto attrattivo e dominante della loro natura.
Un plauso particolare, ripeto, va alla Hepburn, che ha avuto il coraggio di esporsi in un ruolo che tante altre colleghe dell'epoca avrebbero rifiutato, e che è spassosa vedere nei panni maschili, quando per esempio mima tutti i clichè degli uomini e ne invade il campo, (in)volontariamente...
simpaticissimo anche Grant nei panni di un adorabile cockney d'annata.
Unico neo, forse il doppiaggio, fastidiosamente invadente, ammiccante all'ambiguità del tema e ai doppi sensi celati (ma dipende da come si guarda questo film, io l'ho trovato soprattutto divertente e commovente e per nulla morboso) per cui vale la solita regola che è meglio vedere i film in lingua originale.
Comunque un film assolutamente da recuperare, davvero in anticipo (e non di poco) con i tempi

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Ultima risposta 24/01/2008 00.52.23
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